31969D0152

69/152/CEE: Decisione della Commissione, del 5 maggio 1969, relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/242-295-Convenzione Chaufourniers) (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)

Gazzetta ufficiale n. L 122 del 22/05/1969 pag. 0008 - 0011


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( 1 ) GU n . 13 del 21 . 2 . 1962 , pag . 204/62 .

( 2 ) GU n . 127 del 20 . 8 . 1963 , pag . 2268/63 .

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 5 maggio 1969

relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del del trattato CEE ( IV/242 _ 295 _ Convenzione Chaufourniers )

( I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede )

( 69/152/CEE )

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ,

visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , particolarmente l'articolo 85 ,

visto il regolamento n . 17 del Consiglio , del 6 febbraio 1962 ( 1 ) , in particolare l'articolo 2 ,

viste le due notificazioni presentate il 31 ottobre 1962 a norma dell'articolo 5 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 dalla SA en liquidation " Association générale de fabricants belges de ciment Portland artificiel " , Bruxelles , Belgio , e dalle tredici sottondicate societa o persone ,

_ SA en liquidation Carrières Dufour , Gaurain-Ramecroix , Belgio ;

_ SA Carrières , Chaux et Ciments de la Velorie , Gaurain-Ramecroix , Belgio ;

_ SA Carrieres , Chaux et Ciments des Prés et de la Roquette , Gaurain-Ramecroix , Belgio ;

_ SA Compagnie des Ciments Portland de Vaulx et Antoing , Gaurain-Ramecroix , Belgio ;

_ SPRL F . Sherrington et Cie , Tournai , Belgio ;

_ SA Ciments Portland du Tournaisis , Vaulx-lez Tournai , Belgio ;

_ SA Anciens Establissements Lievin Vanderdoodt , Vaulx-lez-Tournai , Belgio ;

_ SPRL Ets . Brebart Dapsens , Calonne-lez-Antoing , Belgio ;

_ SPRL Ets . Jean Agache Lampe , Antoing , Belgio ;

_ SA Societe Francaise des Chaux Hydrauliques et Ciments de Vermandois , Paris , Francia ;

_ SA The Antwerp Portland Cement Company , Vaulx-lex-Tournai , Belgio ;

_ Madame Veuve Fernand Duthoit Staquet , Tournai , Belgio ,

_ SA en liquidation Briqueteries et Cimenteries de Bruyelles-lez-Antoing , Jollain-Merlin , Belgio ,

e relative ad un accordo concluso il 10 marzo 1936 fra la SA Association générale des fabricants belges de ciment Portland artificiel , qui di seguito denominata " Association " da una parte , e le tredici sopraindicate società o persone qui di seguito denominate " chaufourniers " , dall'altra ,

sentite le imprese interessate conformemente alle disposizioni dell'articolo 19 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 e del regolamento n . 99/63/CEE ( 2 ) ,

visto il parere del Comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominati , emesso a norma dell'articolo 10 del regolamento n . 17 , il 10 settembre 1968 ,

I

considerando che le disposizioni principali dell'accordo concluso il 10 marzo 1936 sono le seguenti :

a ) gli " chaufourniers " si astengono dal fabbricare cementi diversi dal cemento naturale ;

b ) l' " Association " versa trimestralmente agli " chaufourniers " un'indennità pari allo 0.5 % dell'importo complessivo delle vendite di cemento realizzate dai propri membri ;

c ) gli " chaufourniers " si impegnano verso l' " Association " a limitare le proprie vendite di cemento naturale ad un massimo del 2,75 % del totale delle vendite di cemento Portland artificiale dei membri dell' " Association " ;

d ) gli " chaufourniers " si impegnano a non esportare cemento naturale verso i paesi in merito ai quali l' " Association " abbia concluso accordi internazionali che le vietino la vendita di cemento naturale in tali mercati , ma accordi di tale specie non sono stati mai conclusi ;

e ) gli " chaufourniers " , che si sono opposti alla domanda inoltrata dalla " Association " presso le autorità competenti e intesa a ottenere il divieto di avviare stabilimenti per la fabbricazione di cemento Portland artificiale , recederanno dalla loro opposizione ;

gli impegni assunti con tale accordo rimangono in vigore per tutta la durata di un altro contratto : la " Convention generale cimentiere " conclusa il 29 maggio 1935 fra i fabbricanti belgi di cemento Portland artificiale , nella sua forma attuale o in qualsiasi altra forma ;

considerando , inoltre , che la produzione di cemento naturale nel Belgio nel 1936 , al momento della conclusione dell'accordo , era di 50.000 tonnellate , mentre la produzione di cemento artificiale era di 2.500.000 tonnellate , che , attualmente , resta nel Belgio un solo fabbricante di cemento naturale , la cui produzione annua è di circa 1.000 tonnellate ; che la produzione belga di cemento Portland e stata di circa 4.800.000 tonnellate nel 1965 ; che non vi sono state esportazioni di cemento naturale dal Belgio dopo il 1945 ; che questa contrazione della produzione e l'inesistenza di esportazioni di cemento naturale dopo il 1945 vanno attribuite al fatto che , per le sue superiori caratteristiche tecniche , il cemento artificiale ha quasi completamente soppiantato il cemento naturale ;

considerando che il 15 novembre 1947 veniva a cessare la " Convention generale cimentiere " del 1935 e che nel contempo l' " Association generale des fabricants belges de ciment Portland artificiel " era messa in liquidazione ; che il 15 aprile 1948 venne stipulata fra 25 fabbricanti di cemento una nuova convenzione , avente anch'essa lo scopo di disciplinare la produzione e la vendita del cemento Portland artificiale e ugualmente denominata " Convention générale cimentière " ;

che , fondandosi sulla scadenza del termine della Convenzione del 1935 , i fabbricanti di cemento hanno cessato , nel 1947 , di versare le indennita agli " chaufourniers " ; che mediante decisione del Tribunale di commercio di Tournai , confermata con sentenza della Corte d'Appello di Bruxelles detti fabbricanti di cemento furono peraltro obbligati a continuare il pagamento delle indennita , dato che la nuova " Convention générale cimentière " del 1948 era soltanto la continuazione , in altra forma , di quella del 1935 , e che , sensi dell'accordo del 10 marzo 1936 , gli impegni rimanevano intatti ;

che a partire dal 1 * luglio 1962 , i fabbricanti di cemento hanno di nuovo sospeso Il pagamento delle indennita agli " chaufourniers " adducendo che l'accordo del 10 marzo 1936 rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato di Roma e che esso è pertanto da considerarsi nullo ; che gli " chaufourniers " hanno citato in giudizio i fabbricanti di cemento ed hanno vinto la causa davanti al Tribunale di commercio di Tournai il 10 aprile 1964 ; che tale sentenza è stata pero riformata il 25 giugno 1964 dalla Corte d'appello di Bruxelles , la quale ha deciso di soprassedere a statuire sul merito " finché non sarrano prese decisioni definitive dalla Commissione della Comunita economica europea circa l'applicazione dell'articolo 85 del trattato di Roma alla Convenzione litigiosa del 10 marzo 1936 e alla " Convention générale cimentière " del 15 aprile 1948 ;

che nel 1965 dieci dei tredici " chaufourniers " partecipanti all'accordo del 10 marzo 1936 sono giunti ad un compromesso con l' " Association " e che si e posto fine all'accordo per quanto li riguarda ;

che l'accordo del 1936 puo quindi produrre effetti soltanto fra l' " Association " e i tre " chaufourniers " rimanenti , cioè la SPRL Fernand Sherrington et Cie , la SPRL Ets . Jean Agache Lampe e la SA en liquidation Carrières Dufour ; $$considerando che nessuna opposizione da parte di terzi si è manifestata a seguito della pubblicazione avvenuta , a norma dell'articolo 19 , paragrafo 3 , del regolamento n . 17 , nella Gazzetta ufficiale delle Comunita europee n . C 35 del 19 aprile 1968 ;

considerando che il rilascio di un'attestazione negativà e possibile ; che , almeno una delle parti , gli " chaufourniers " , nella loro risposta al punto IV del formulario B , hanno asserito che l'articolo 85 , paragrafo 1 , non è applicabile all'accordo e che essi percio l'hanno notificato ad ogni buon fine ; che la Corte d'appello di Bruxelles ha sospeso il suo giudizio nel processo civile pendente fra le due parti fino a che la Commissione non abbia preso una decisione definitiva e senza specificare di tuale natura essa debba essere ; che le parti hanno comunicato alla Commissione la decisione della Corte d'appello di Bruxelles ; che , pertanto , la Commissione puo prendere una decisione d'attestazione negativa qualora si siano verificate le condizioni previste all'articolo 2 del regolamento n . 17 ;

considerando che l'attestazione negativa puo essere rilasciata conformemente alle disposizioni dell'articolo 2 del regolamento n . 17 , se la Commissione constata , in base agli elementi a sua conoscenza , che essa non ha motivo di intervenire a norma dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato nei riguardi della Convenzione Chaufourniers ;

considerando che l'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato dichiara incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi fra imprese , tutte le decisioni di di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio fra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire , restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune ;

1 . considerando che il divieto imposto dall'accordo agli " chaufourniers " di produrre cemento artificiale non ha , nel contesto economico attuale , per oggetto o per effetto di restringere , per lo meno in misura sensibile , la concorrenza ;

che nel 1936 la riconversione di uno stabilimento adibito alla produzione di calce in un altro destinato alla produzione di cemento era cosa ancora relativamente semplice ; che gli impianti , in particolare i forni , ed i processi produttivi usati per la fabbricazione del cemento artificiale erano tecnicamente meno progrediti ed esigevano investimenti meno elevati rispetto ad oggi ; che dal 1945 si osserva nell'industria cementizia una forte tendenza alla concentrazione ed alla creazione di impianti sempre più grandi che , mentre aumentano la redditività attraverso una diminuzione relativa dei costi fissi , esigono d'altro canto investimenti cospicui ;

che dall'evoluzione tecnica ed economica risulta che dal 1935 al 1966 il numero delle imprese cementizie è passato del Belgio , da 26 a 9 e il numero degli stabilimenti da 35 a 12 mentre la produzione del cemento è passata da circa 2.600.000 tonnellate nel 1935 a 5.904.859 tonnellate nel 1965 ; che il numero delle imprese di cemento Portland era di 17 nel 1955 e si è ridotto a 7 nel 1966 , per la scomparsa di fabbricanti minori ; che rimangono attualmente due imprese che producono annualmente meno di 100.000 tonnellate , una impresa che produce circa 200.000 tonnellate l'anno , e quattro imprese che producono annualmente piu di 500.000 tonnellate ciascuna ;

che , stante l'evoluzione tecnica ed economica , la creazione di nuovi stabilimenti non è attualmente più redditizia al di sotto di un potenziale produttivo di almeno 200.000 tonnellate annue di cemento ; che in realtà si assiste al fatto che negli ultimi anni la creazione di nuove unità produttive ha luogo soltanto a partire dalla capacità di alcune centinaia di migliaia di tonnellate annue con costi di investimento stimati in 2000 - 2500 FB per tonnellata , comportanti un costo aggirantesi su 400 o 500 milioni di FB per stabilimento ;

che , con le sempre maggiori dimensioni degli impianti per nuovi stabilimenti di cemento Portland , si deve anche tener conto della superficie dei terreni e soprattutto di quella delle cave , necessaria per consentire un uso economico di tali impianti ; che al riguardo e opportuno precisare che i tre " chaufourniers " dispongono soltanto di terreni di esigua superficie dispersi e completamente circondati dai terreni di altri cementifici , e precisamente :

_ la SA in liquidazione Carrières Dufour : 4,08 ha di terreno , di cui 1,06 ha di cave ;

_ la SPRL Ets . Jean Agache Lampe : 1,47 ha di terreno a Vaulx , di cui 0,2 ha di cave , e 6,27 ha di terreno a Antoing , di cui 4 ha di cave ;

_ la SPRL Fernand Sherrington et Cie : 3,69 ha di terreno a Vaulx , di cui 2,37 ha di cave ;

che i tre " chaufourniers " dispongono complessivamente di 15,51 ha di terreni dispersi , di cui 7,63 ha di cave abbandonate ;

che si osserva che il più piccolo produttore belga di cemento Portland produce cemento nella medesima regione del Tournaisis con un vecchio forno verticale su una superficie complessiva di 63,54 ha , di cui 21,16 ha di cave ; che è pertanto da escludere che gli " chaufourniers " possano creare sui loro terreni , molto più ristretti e dispersi , nuovi stabilimenti che , per consetire una produzione rimunerativa , richiedono impianti moderni e grandi dimensioni ; che neppure una ricomposizioni delle loro cave determinerebbe un sensibile miglioramento , dato che i loro terreni sono anche separati l'uno dall'altro , e quello delle Carrières Dufour si trova addirittura ad una distanza di oltre un chilometro da quelli dei due altri " chaufourniers " ;

che , mentre nel 1936 era ancora possibile una trasformazione degli impianti esistenti degli " chaufourniers " , attualmente non esiste più una base di partenza per tale trasformazione a causa della chiusura delle cave e della eliminazione degli " chaufourniers " in quanto produttori ; che , infine , la possibilita di porre in essere nuovi stabilimenti per la produzione di cemento artificiale e limitata dal fatto che nel Belgio il potenziale produttivo è accedentario ( il grado di utilizzazione di tale potenziale si è mantenuto negli anni 1959 _ 1963 fra il 59 ed il 65 % ; negli anni successivi e salito all'80 % circa , ma ma negli futuri probabilmente esso diminuira nuovamente a seguito della costruzione di altri forni di grandissima capacità ) ;

che , in considerazione delle circostanze economiche e tecniche sopra menzionate , si deve concludere che attualmente la possibilità di produzione di cemento artificiale da parte degli " chaufourniers " è praticamente da escludere e che gli " chaufourniers " stessi non possono più essere considerati come concorrenti , neppure potenziali , dei produttori di cemento artificiale ; che cio sembra del resto confermato dal fatto che dal 1947 i fabbricanti di cemento hanno cercato di risolvere l'accordo , restituendo agli " chaufourniers " la liberta di produzione ;

che , anche nell'ipotesi che , nonostante quanto si è detto sopra si considerasse possibile , in linea di principio , una produzione di cemento artificiale da parte dei " chaufourniers " si dovrebbe tuttavia affermine che il divieto di produzione imposto agli " chaufourniers " non puo in ogni caso restringere la concorrenza in misura sensibile ; che in effetti , il più piccolo produttore belga di cemento Portland , cui si è già accennato , ha prodotto nel 1965 63,865 tonnellate , cioè l'1,5 % soltanto della produzione totale di cemento Portland del Belgio ;

che in tali circostanze non si puo in verita presumere che i tre " chaufourniers " possano un giorno produrre cemento in misura tale da influenzare l'offerta di cemento Portland nel Belgio e meno ancora nel mercato comune ; che si deve di conseguenza concludere che , anche nel caso che fosse tecnicamente ed economicamente possibile agli " chaufourniers " iniziare in futuro la produzione di cemento Portland , il divieto in questione non potrebe in alcun modo restringere sensibilmente la concorrenza ;

2 . considerando che anche le limitazioni imposte dall'accordo agli " chaufourniers " per quanto attiene alla vendita e all'esportazione du cemento naturale , non hanno nel quadro economico attuale , né per oggetto né per effetto di restringere la concorrenza ; che , infatti a causa la produzione del cemento naturale e divenuta irrilevante e le limitazioni impose agli " chaufourniers " non hanno più senso ; che l'attuale produzione annua di cemento naturale nel Belgio è di circa 1.000 tonnellate , mentre l'accordo in parola autorizza una produzione di 132.000 tonnellate , sulla base della produzione di cemento Portland artificiale dell'anno 1965 ;

III

considerando che , perranto , gli clementi di cui la Commissione è a concoscenza non consentono di ritenenre che l'accordo stipulato originariamente il 10 marzo 1936 abbia per oggetto o per effetto di impedire , restingere o falsare il goco della concorrenza all'interno del mercato comune ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato ; che almeno una delle condizioni d'applicazione dell'articolo 85 , paragrafo 1 , non è soddisfatta e che , pertanto , l'attestazione negativa puo essere rilasciata ,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :

La Commissione non ha motivo , in base agli elementi di cui è a concoscenza , di intervenire a norma dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato che istituisce la Comunità economica europea , nei riguardi dell'accordo concluso il 10 marzo 1936 fra la SA " Association générale des fabricants belges de ciment Portland artificiel " e 13 " chaufourniers " .

Articolo 2 La SA en liquidation " Association générale des fabricants belges de ciment Portland artificiel " con sede a Bruxelles , Belgio , la SPRL Fernand Sherrington et Cie , con sede a Tournai , Belgio , la SPRL Ets . Jean Agache Lampe , con sede a Gaurain-Ramercoix , Belgio , sono destinatarie della presente decisione .

Fatto a Bruxelles , il 5 maggio 1969 .

Per la Commissione

Il Presidente

Jean REY