52008DC0771

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio - L'Europa può risparmiare più energia con la generazione combinata di calore ed energia elettrica /* COM/2008/0771 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 13.11.2008

COM(2008) 771 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

L'Europa può risparmiare più energia con la generazione combinata di calore ed energia elettrica

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

L 'Europa può risparmiare più energia con la generazione combinata di calore ed energia elettrica

1. Introduzione

OBIETTIVO PRINCIPALE DELLA PRESENTE COMUNICAZIONE È RIFERIRE SULLA SITUAZIONE ATTUALE DELLA GENERAZIONE COMBINATA DI CALORE ED ENERGIA ELETTRICA (COGENERAZIONE O CHP) E ILLUSTRARE LE SUE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO. COSÌ FACENDO, LA COMMISSIONE NEL CONTEMPO SODDISFA GLI OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE PREVISTI DALLA DIRETTIVA 2004/8/CE SULLA COGENERAZIONE [1], in particolare sul potenziale e i progressi della cogenerazione nelle concretizzazione di queste potenzialità negli Stati membri. La rendicontazione, tuttavia, è parziale a causa dei ritardi registrati nell'attuazione della direttiva e del numero ridotto di relazioni nazionali disponibili[2] attualmente. La comunicazione illustra la via da seguire per accelerare il processo in futuro e rafforzare il potenziale della cogenerazione in Europa.

2. Cos 'È LA COGENERAZIONE E QUAL È IL SUO RUOLO NEL PORTAFOGLIO ENERGETICO DELL'UE?

Molte tecnologie per la produzione di energia elettrica generano parallelamente del calore che non viene utilizzato, ma finisce nelle torri di raffreddamento a scapito dell'ambiente. L'attuale efficienza media della produzione di energia elettrica dagli impianti termici convenzionali è pari a circa 40%[3] nell'Unione europea. Se il calore generato in parallelo potesse essere utilizzato, l'efficienza generale dell'impianto di cogenerazione potrebbe quasi raddoppiare.

Un fattore limitativo può essere l'esistenza di una domanda di calore concomitante, ossia il carico calorifico. Di norma è nelle reti di teleriscaldamento e nei processi industriali che il carico calorifico è sufficientemente elevato.

La cogenerazione di calore ed energia elettrica è una tecnologia estremamente efficiente che può comportare risparmi di energia effettivi rispetto ad altre tecnologie. Inoltre, visto che gli impianti di cogenerazione devono essere localizzati nelle vicinanze dei consumatori finali, che siano comunità o industrie, le perdite nella trasmissione e nella distribuzione dell'energia rimangono limitate. Nella cogenerazione possono essere utilizzate molte fonti energetiche, dal carbone al gas naturale, nonché le fonti energetiche rinnovabili[4]. Anche la capacità può variare, dalla microgenerazione di un kilowatt nelle abitazioni private a centinaia di megawatt nelle reti di teleriscaldamento e negli impianti industriali.

Nel consumo di energia finale nel 2006[5], la cogenerazione rappresentava il 13,1%, un livello che non ha registrato miglioramenti significativi[6]. La variazione tra paesi diversi è notevole, da un minimo pari a zero ad oltre 40% in Danimarca e Finlandia (vedi figura 1).

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Figura 1: Quota dell'energia da cogenerazione rispetto al consumo di energia finale negli Stati membri (Eurostat – 2006)

La capacità elettrica della cogenerazione nell'UE27 è pari a circa 100 GW, ossia il 13,6% della capacità elettrica totale dell'UE27. La produzione di elettricità da cogenerazione nell'UE27 è pari a 366 TWh, ossia il 10,9% della produzione elettrica totale nel 2006[7]. Il livello di produzione varia notevolmente tra Stati membri, andando da 0,3% a Cipro ad oltre 40% in Lettonia e Danimarca.

I benefici in termini di risparmio energetico derivanti dalla cogenerazione sono stimati attualmente a circa 35 Mtep l'anno nell'UE27, equivalenti al consumo interno lordo dell'Austria. I risparmi di CO2 sono pari a circa 100 Mt l'anno[8].

La cogenerazione è una tecnologia che consente risparmi energetici e che oggi contribuisce per circa il 2% all'obiettivo di risparmio energetico annuo del 20% di energia primaria all'orizzonte del 2020.

3. La cogenerazione tra gli strumenti della politica energetica dell 'UE

L'UE si è prefissata obiettivi ambiziosi in materia di energia e cambiamenti climatici al fine di ridurre i gas serra del 20%, portare la quota delle energie rinnovabili al 20% e risparmiare il 20% dell'energia entro il 2020. La politica energetica europea mira a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento, lo sviluppo sostenibile e la competitività. La cogenerazione può svolgere un ruolo importante nel conseguimento di questi obiettivi strategici contribuendo alla sicurezza energetica, all'energia sostenibile, alla tutela ambientale e alla lotta contro i cambiamenti climatici. La cogenerazione costituisce inoltre un know-how tecnologico europeo con sempre maggiori potenzialità di esportazione, che promuove la competitività europea e offre opportunità di sviluppo economico, anche a livello regionale e locale. Per questi motivi è stato istituito un quadro giuridico specifico destinato a promuovere la generazione ad alto rendimento, la direttiva sulla cogenerazione.

Riconoscendo i vantaggi di questa tecnologia, la direttiva sulla cogenerazione stabilisce i principi sui quali si deve fondare il sostegno degli Stati membri alla sua promozione. I meccanismi di sostegno, ivi compreso il sostegno finanziario, e l'accesso alle reti elettriche e le tariffe, nonché le procedure amministrative per agevolare la penetrazione sul mercato della cogenerazione non pregiudicano il rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato previsti da questa direttiva. Per garantire che la tecnologia in questione presenti dei vantaggi in termini di efficienza energetica, la direttiva definisce il termine di "calore utile". In pratica questa definizione è stata elaborata per garantire il risparmio energetico e non per promuovere una tecnologia particolare.

Uno strumento importante previsto dalla direttiva è il "certificato di origine". Come nel settore delle fonti rinnovabili, i certificati d'origine sono stati creati per fornire informazioni trasparenti ai consumatori di energia sulla provenienza dell'energia che utilizzano e per consentire ai produttori di dimostrare che l'elettricità che vendono è prodotta mediante la cogenerazione ad alto rendimento. I certificati di origine saranno rilasciati dall'organismo competente di ciascun Stato membro. Dovrebbero beneficiare del riconoscimento reciproco tra paesi. L'armonizzazione dei certificati di origine richiede ulteriori sforzi e comunque non sono ancora stati definiti né il loro formato né le responsabilità per il loro rilascio.

I certificati di origine precisano la quantità di energia proveniente dalla cogenerazione ad alto rendimento. Per individuare questa quantità di elettricità, la Commissione ha elaborato delle linee guida dettagliate[9] per il calcolo dell'elettricità prodotta per cogenerazione.

La direttiva prevede anche la presentazione di relazioni da parte della Commissione e degli Stati membri. La presente comunicazione, nei paragrafi che seguono, risponde ad alcuni di questi obblighi.

4. A che punto siamo con la promozione della cogenerazione?

Misure dell'UE

La direttiva sulla cogenerazione è stata adottata nel 2004. La sua attuazione ha registrato progressi ma in modo più lento rispetto alle previsioni iniziali. Uno dei problemi più difficili da affrontare è stata l'adozione di linee guida dettagliate per il calcolo dell'elettricità da cogenerazione. Queste linee guida sono stati elaborati a seguito di discussioni approfondite tra gli Stati membri e la Commissione. Un elemento cardine degli orientamenti è la decisione adottata nel 2006 sui valori di rendimento di riferimento armonizzati per la produzione separata di elettricità e di calore[10].

Ad oggi 22 Stati membri hanno recepito parti della direttiva sulla cogenerazione e la decisione della Commissione connessa sui valori di riferimento. I paesi che non hanno recepito alcunché il più delle volte non hanno potuto farlo perché il loro sistema giuridico particolare prevede il recepimento completo della direttiva e di tutta la legislazione secondaria connessa nell'ambito di un unico processo legislativo. Questo processo non poteva essere attuato prima dell'adozione degli orientamenti dettagliati avvenuta nel novembre 2008.

Anche altri atti normativi comunitari avranno un impatto sulla produzione combinata di calore ed energia elettrica nell'UE. Tra gli strumenti politici attuali, occorre rilevare quello che segue:

- La direttiva sui servizi energetici[11] comprende disposizioni che possono sostenere lo sviluppo della microgenerazione, grazie, ad esempio, alla promozione di sistemi avanzati di misurazione[12]. I piani nazionali per l'efficienza energetica, nell'ambito di questa direttiva, dovrebbero comprendere anche la cogenerazione in quanto misura di risparmio energetico.

- La direttiva concernente gli edifici[13] – per gli edifici di nuova costruzione la cui metratura utile totale supera i 1 000 m2 – prevede che occorre garantire la fattibilità tecnica, ambientale ed economica della cogenerazione o di sistemi di riscaldamento e climatizzazione a distanza (complesso di edifici/condomini) ("sistemi alternativi"). Una rifusione di questa direttiva propone di eliminare il limite minimo di 1 000 m2 per gli edifici di nuova costruzione.

- La disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela ambientale[14] prevede il sostegno finanziario per gli investimenti e i costi operativi legati alla realizzazione e al funzionamento di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, nonché un aiuto per gli investimenti a favore del teleriscaldamento ad alto rendimento. Un principio cardine è la realizzazione di risparmi di energia primaria che risultino in una riduzione delle emissioni di CO2. Attualmente gli Stati membri stanno adeguando i loro meccanismi di sostegno alle nuove disposizioni.

- La proposta di direttiva sull'energia rinnovabile costituisce il primo atto normativo europeo concernente il riscaldamento e il condizionamento da fonti rinnovabili. I piani d'azione nazionali previsti da questa direttiva dovrebbero contenere degli obiettivi per le quote di energia provenienti da fonti rinnovabili da utilizzare nei sistemi di riscaldamento e condizionamento nel 2020. La cogenerazione da energie rinnovabili dovrebbe essere integrata nelle strategie degli Stati membri elaborate per conseguire tali obiettivi.

Comunicazioni degli Stati membri

La direttiva sulla cogenerazione prevede l'obbligo per gli Stati membri di riferire sul potenziale di cogenerazione e sulle strutture amministrative istituite per promuovere la cogenerazione di calore ed energia elettrica. Inoltre devono riferire anche sui progressi della cogenerazione e fornire statistiche pertinenti ogni quattro anni. Finora solo 11 Stati membri hanno trasmesso le loro analisi sul potenziale nazionale. Queste relazioni di norma seguono gli orientamenti in materia di analisi approvate dal comitato istituito dalla direttiva.

Le relazioni pervenute non contengono informazioni molte chiare o cifre che possano essere utilmente confrontate. Pertanto è difficile disporre di una visione generale del potenziale della cogenerazione nell'insieme dell'UE. Tuttavia, è chiaro che la capacità di cogenerazione può essere notevolmente incrementata, anche se questo presuppone che alcuni Stati membri dovranno prestare maggiore attenzione alla strategia e soddisfare gli obblighi fissati nella direttiva sulla cogenerazione.

Attualmente i paesi che vantano quote relativamente elevate di capacità di cogenerazione hanno una percentuale relativamente elevata di sistemi di teleriscaldamento. Il teleriscaldamento si sta diffondendo rapidamente in Europa, pertanto la promozione della cogenerazione potrebbe contribuire al suo incremento negli Stati membri in cui non è ancora sviluppato. Le applicazioni industriali della cogenerazione costituiscono un ulteriore opportunità per lo sviluppo di questa tecnologia. Il potenziale futuro della cogenerazione nel mix energetico di un paese dipende essenzialmente da questi sviluppi nel teleriscaldamento e nelle applicazioni industriali.

Per quanto riguarda la quota della cogenerazione[15] nei settori dell'energia elettrica e del riscaldamento, risulta che gli Stati membri possono essere classificati in quattro gruppi o categorie, in funzione della loro posizione relativa rispetto all'insieme dell'UE27. Per gli Stati membri la situazione ideale per quanto riguarda la cogenerazione sarebbe disporre di un elevato livello di produzione sia di calore che di energia elettrica, situazione che corrisponde al settore I della figura 2.

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Figura 2: Quota della cogenerazione rispetto al calore e all'energia elettrica

Le relazioni elaborate dagli Stati membri evidenziano alcune difficoltà intrinseche nello sviluppo del settore della cogenerazione (in relazione alla domanda ridotta/in calo di cogenerazione e la scarsa attrattività economica di questa tecnologia). Per esempio:

- la cogenerazione presuppone un'adeguata domanda di calore utile nell'area circostante;

- gli investimenti elevati e i costi fissi che la cogenerazione comporta determinano una bassa redditività e periodi lunghi di recupero delle spese;

- il calo della domanda di riscaldamento negli edifici incide sull'uso della cogenerazione nel teleriscaldamento.

Gli Stati membri, nelle relazioni sul potenziale nazionale, segnalano anche di aver incontrato degli ostacoli che non esistono in tutti i paesi che hanno trasmesso le loro relazioni finora, ma comprendono:

- prospettive a lungo termine poco chiare in materia di sostegno pubblico; quadri giuridici complessi (livello federale/regionale); procedure amministrative complesse e lunghe; impatti di altri atti normativi, nonché

- disponibilità di connessione di rete a prezzi e in tempi ragionevoli e costi per il potenziamento della rete per comprendere l'elettricità da cogenerazione; condizioni sfavorevoli per la fornitura di energia elettrica di riserva dalla rete.

La direttiva sulla "Cogenerazione" riguarda molte di queste barriere e il suo totale recepimento potrebbe portare ad un potenziale di cogenerazione più elevato rispetto a quello indicato dagli Stati membri.

Sebbene stia emergendo un certo interesse per il telecondizionamento, l'utilizzo di calore da cogenerazione a questo fine è di rado l'opzione preferita. Anche se tecnicamente fattibile, questo processo non è efficiente. Non si prevede pertanto che il telecondizionamento contribuirà in misura significativa all'ulteriore sviluppo della cogenerazione di calore ed elettricità.

Malgrado l'assenza di dati globali, vi sono indicazioni che le microapplicazioni e le applicazioni di piccole dimensioni della cogenerazione si stanno diffondendo sul mercato, in particolare nel settore residenziale. La maggior parte delle relazioni degli Stati membri, tuttavia, contengono informazioni limitate sul potenziale della microgenerazione nei prossimi decenni.

La Commissione ha elaborato atti legislativi secondari per garantire la piena attuazione della direttiva. Gli Stati membri sono impegnati nel recepimento della direttiva sulla cogenerazione ma non sono puntuali nella trasmissione delle relazioni. Si potrebbe ottenere un potenziale superiore ma persistono degli ostacoli amministrativi e di altro tipo. |

- 5. Prospettive future

La cogenerazione di calore ed energia elettrica è fondamentale per incrementare l'efficienza energetica e contribuire a tutti gli obiettivi comuni dell'UE in materia di energia e cambiamenti climatici. Per queste ragioni è stato istituito un quadro legislativo destinato a promuovere la cogenerazione ad alto rendimento. L'attuazione di questo quadro giuridico, in particolare la direttiva sulla cogenerazione, non è progredita al ritmo previsto. Gli Stati membri dovrebbero adottare misure urgenti per attuare la legislazione adesso visto che le principali condizioni sono stabilite da due decisioni della Commissione, già menzionate, concernenti i valori di rendimento di riferimento armonizzati per la produzione separata di elettricità e di calore[16] e le linee guida dettagliate per il calcolo dell'elettricità da cogenerazione[17]. Inoltre è indispensabile che tutti i paesi facciano pervenire le loro relazioni sul potenziale di cogenerazione e le strutture amministrative istituite, come stabilito dalla legislazione in materia cui dovrebbero seguire relazioni sui progressi e i dati.

La Commissione continuerà ad assumersi la sua parte di responsabilità nel quadro del follow-up della direttiva. Il monitoraggio permanente dell'attuazione è sempre in corso. La Commissione avvierà i procedimenti di infrazione necessari per garantire la corretta attuazione di questo atto normativo. Inoltre per coadiuvare gli Stati membri si potrebbero considerare altre misure di sostegno. II modello dell'azione concertata si è rivelato utile in molte direttive in quanto offre agli Stati membri la possibilità di affrontare i problemi di recepimento in collaborazione con altri Stati membri e la Commissione. Potrebbe essere utilizzato anche in questo caso per coadiuvare gli Stati membri.

Le evoluzioni concernenti altre misure in materia di energia avranno un impatto anche sulla cogenerazione. Per la microgenerazione: l'etichettatura energetica e le misure di attuazione per le caldaie nell'ambito della direttiva sull'ecoprogettazione sono previste per il 2009. Per la cogenerazione su vasta scala: la proposta di modifica della direttiva sul sistema di scambio di emissioni[18] e la proposta di direttiva sulle fonti di energia rinnovabili[19] disciplineranno il calcolo preferenziale dei risparmi di emissioni realizzati dagli impianti di cogenerazione che utilizzano combustibili provenienti da fonti rinnovabili.

Il piano d'azione per l'efficienza energetica (PAEE) del 2006 comprendeva alcune misure di sostegno a favore della cogenerazione. La Commissione europea ha commissionato vari studi nel corso del 2008. Il risultato di questi studi - lo sviluppo di un sistema elettronico e armonizzato di garanzie di origine per la cogenerazione, la definizione di requisiti minimi di rendimento per i sistemi di riscaldamento e raffreddamento urbani e la definizione di requisiti minimi di efficienza applicabili alla microgenerazione - potrebbe contribuire a determinare quali politiche devono essere oggetto di un impegno maggiore.

La Commissione valuterà il piano d'azione per l'efficienza energetica nel corso del 2009 al fine di un suo aggiornamento. Eventuali nuove proposte e idee concernenti la cogenerazione di calore ed energia elettrica potrebbero essere esaminate in tale contesto. Il ruolo determinante delle città nella politica energetica europea e mondiale sarà esaminato in tale occasione. Entro il 2030 circa l'80% dei cittadini europei abiterà e lavorerà nelle aree urbane. Le grandi aree urbane – all'origine di una parte importante del consumo energetico – offrono ottime possibilità per i nuovi investimenti europei destinati a migliorare l'efficienza energetica. In queste aree, la presenza di grandi sistemi di teleriscaldamento e l'esistenza di una forte domanda di energia elettrica, associate alla prossimità di numerosi utenti finali, agevolano la realizzazione di impianti di cogenerazione e rendono questa tecnologia di produzione più redditizia. Oltre alla legislazione, occorre sostenere ulteriormente alcune azioni, come il "Patto dei sindaci", che contribuiranno allo sviluppo della cogenerazione nelle aree urbane.

La cogenerazione, in quanto tecnologia decentralizzata, favorisce inoltre lo sviluppo locale e regionale nonché l'occupazione locale. Nelle aree rurali ed isolate, la cogenerazione offre, soprattutto avvalendosi di fonti energetiche rinnovabili, possibilità di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro.

In occasione dell'aggiornamento del PAEE si potrebbe valutare il ruolo che i piani d'azione nazionali potrebbero svolgere. Questi dovrebbero costituire uno strumento strategico importante comprendente tutte le attività relative all'efficienza energetica, ivi compresa la cogenerazione. Dovrebbero costituire il quadro della politica generale nazionale e l'unico strumento di rendicontazione alla Commissione. In questo modo l'onere amministrativo che grava sui governi degli Stati membri sarebbe alleggerito.

Le relazioni nazionali sulla cogenerazione hanno segnalato la persistenza di ostacoli allo sviluppo di tale tecnologia, ostacoli che gli Stati membri potrebbero eliminare in gran parte in tempi rapidi. Delle procedure amministrative lineari e dei regimi di aiuto trasparenti, ad esempio, sono fondamentali per incentivare l'efficienza energetica e dunque anche la cogenerazione. Un quadro comune per le regole di accesso alla rete dovrebbe essere utile per tutte le parti interessate. Le autorità pubbliche hanno naturalmente delle competenze in materia di urbanistica che costituisce un punto di partenza per le reti di teleriscaldamento. Un accesso alla rete inadeguato e gli eventuali limiti all'interconnessione frenano lo sviluppo delle tecnologie di produzione combinata di calore ed elettricità, soprattutto negli Stati membri in cui recentemente sono state adottate regole operative più rigorose ai fini della sicurezza delle reti.

Gli Stati membri devono completare l'attuazione della direttiva sulla cogenerazione. La Commissione controlla l'attuazione ed apporta il suo sostegno. Nell'ambito dell'aggiornamento del piano d'azione per l'efficienza energetica si esamineranno nuove misure. |

- 6. Conclusioni

La Commissione considera la direttiva sulla cogenerazione come uno strumento importante per aiutare l'Europa ad affrontare le sfide in materia di energia. Parallelamente al monitoraggio dell'attuazione, e malgrado i ritardi accumulati dagli Stati membri nella trasmissione delle relazioni, la Commissione rileva l'esistenza di barriere amministrative e di altro tipo che ostacolano lo sviluppo della cogenerazione. La Commissione ha già tentato di eliminare alcune di queste barriere, ad esempio fissando valori armonizzati di rendimento di riferimento e adottando degli orientamenti dettagliati per il calcolo dell'elettricità prodotta mediante cogenerazione. Gli Stati membri potrebbero comunque rafforzare il loro impegno a favore dello sviluppo della cogenerazione.

La Commissione continuerà a monitorare il processo e, qualora opportuno, presenterà ulteriori proposte per favorire la cogenerazione. In primo luogo valuterà il piano d'azione per l'efficienza energetica nel corso del 2009 al fine di un suo aggiornamento.

La cogenerazione consente all'Unione europea di procedere verso i suoi obiettivi nel settore dell'energia. Costituisce uno strumento collaudato per rafforzare l'efficienza energetica e conseguire dei risparmi energetici. Nello stesso tempo contribuisce alla lotta contro i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di CO2 e le perdite di rete. Inoltre la cogenerazione può rafforzare la competitività mediante lo sviluppo delle tecnologie di cogenerazione ad alto rendimento con potenzialità di esportazione e contribuire allo sviluppo economico, alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. È pertanto importante per l'UE garantire il massimo sfruttamento delle potenzialità offerte dalla cogenerazione negli Stati membri.

[1] Direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 febbraio 2004 sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia, detta anche direttiva sulla cogenerazione.

[2] Solo 8 Stati membri hanno trasmesso le relazioni su tutti gli aspetti richiesti (relazione sui progressi, potenziale nazionale, garanzie di origine e ostacoli): BE, DK, DE, EE, PL, SI, SK e UK.

[3] Salvo indicazioni contrarie, i dati utilizzati nel documento sono tratti da Eurostat.

[4] Fonti energetiche nell'UE27 (2006): 38% gas, 34% combustibili solidi, 12% energia rinnovabile, 6% petrolio e 10% altre fonti.

[5] Senza tenere conto dell'energia utilizzata nel settore dei trasporti.

[6] La quota di energia da cogenerazione era 12,0% nel 2004 (UE25) e 13,2% nel 2002 (UE15).

[7] La quota di elettricità da cogenerazione era 10,2% nel 2004 (UE25) e 14,1% nel 2002 (UE15).

[8] Il consumo di 1 Mtep di combustibile genera emissioni per circa 3 Mt di CO2.

[9] Decisione della Commissione [che sarà adottata nel novembre 2008].

[10] Decisione 2007/74/CE della Commissione.

[11] Direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio.

[12] Articolo 13 della direttiva 2006/32/CE.

[13] Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia.

[14] GU C 82 dell'1.4.2008, pag. 1

[15] ESTAT – dati del 2006.

[16] Decisione 2007/74/CE della Commissione.

[17] Decisione della Commissione [che sarà adottata nel novembre 2008].

[18] Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra, COM(2008) 16 definitivo.

[19] Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, COM(2008) 19 definitivo.