COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Capacitare le autorità locali dei paesi partnerper una migliore governance e risultati più concreti in termini di sviluppo /* COM/2013/0280 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI Capacitare le autorità locali dei paesi
partner
per una migliore governance e risultati più concreti in termini di sviluppo 1. Contesto Per far fronte
alle complessità dello sviluppo sostenibile e per combattere la povertà non basta
provvedere unicamente dall'alto con politiche e programmi di sviluppo gestiti a
livello centrale. I soggetti pubblici e privati hanno un ruolo da svolgere,
soprattutto a livello locale. Negli ultimi due decenni in molti paesi in via di
sviluppo i governi centrali hanno coinvolto le autorità locali[1] nei processi nazionali di
sviluppo, affinché le politiche pubbliche e l'erogazione dei servizi tengano
conto delle realtà locali. Tale
riconoscimento politico non è però stato sempre accompagnato da un congruo
livello di autonomia, di sviluppo delle capacità e di risorse finanziarie,
lasciando così incompiuto il processo di capacitazione delle autorità locali. In molti paesi partner dell'UE i finanziamenti
erogati direttamente tramite le autorità locali rappresentano ancora una parte
marginale della spesa pubblica nazionale e degli aiuti internazionali allo
sviluppo. Occorre superare
svariati ostacoli per sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle autorità
locali sul fronte dello sviluppo. È in quest'ottica che la Commissione europea
ribadisce l'importanza delle autorità locali nei paesi partner per raggiungere
gli obiettivi di sviluppo e propone un impegno più strategico per garantirne la
capacitazione[2]. La presente
comunicazione integra i risultati di una serie di iniziative: dal dialogo
strutturato sul coinvolgimento delle organizzazioni della società civile e
delle autorità locali nella cooperazione allo sviluppo dell'UE[3], al nuovo approccio dell'Unione
alla riduzione della povertà e allo sviluppo sostenibile, definito nella
comunicazione Potenziare l'impatto della politica di sviluppo dell'Unione
europea: un programma di cambiamento[4]
e nelle successive comunicazioni e conclusioni del Consiglio[5], alla consultazione dei
portatori d'interesse realizzata in base al documento tematico sulle autorità
locali nello sviluppo. La comunicazione tiene inoltre conto del programma
internazionale sull'efficacia degli aiuti e dello sviluppo, così come delineato
nel documento finale del forum di Busan[6]. L'importanza delle autorità locali nello
sviluppo La partecipazione
dei cittadini ai processi decisionali che hanno ripercussioni sulla loro vita e
il loro accesso a meccanismi di controllo democratico sono elementi
fondamentali per la promozione dello sviluppo sostenibile e la riduzione della
povertà, in modo particolare a livello locale, poiché è qui che vivono e
lavorano i cittadini, che sono forniti i servizi di base e hanno sede le
imprese. I cittadini hanno quindi interessi comuni ed è importante che,
insieme, fissino obiettivi e ricerchino soluzioni per migliorare l'accesso ai
servizi, distribuire in modo più equilibrato le risorse, raggiungere una
maggiore coesione sociale e pretendere maggiore responsabilità e trasparenza
dalle autorità pubbliche, anche mediante meccanismi di controllo democratico. Le autorità
locali, in quanto più prossime ai cittadini rispetto ad altre istituzioni
pubbliche, hanno la capacità di mobilitare l'opinione pubblica locale e
stimolare il cambiamento: è da esse che dipendono un'amministrazione pubblica
più efficiente, processi di sviluppo più inclusivi, in collaborazione con le
organizzazioni della società civile (OSC)[7],
e la ricerca di soluzioni ai problemi pressanti cui devono far fronte le
comunità locali, problemi quali l'esclusione sociale, le migrazioni, la
sicurezza alimentare, infrastrutture carenti, la rapida urbanizzazione, l'impoverimento
delle risorse, la sicurezza pubblica e la violenza, l'impatto ambientale e
sociale delle attività estrattive, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la
mitigazione dei loro effetti, lo Stato di diritto e l'accesso alla giustizia. Per perseguire uno
sviluppo sostenibile di cui tutti possano beneficiare equamente è
indispensabile una buona governance[8]
locale, conditio sine qua non per avviare processi di sviluppo che siano
inclusivi, adattabili ed efficaci. La qualità della
governance locale dipende innanzitutto dalla volontà politica del governo
centrale di creare un ambiente ad essa propizio, che, mediante strumenti
giuridici e regolamentari[9],
consenta alle autorità locali di godere di un livello sufficiente di autonomia
nell'esercizio dei loro poteri e di acquisire competenze specifiche. Di
conseguenza a determinare la qualità della governance locale è anche il modo in
cui le autorità locali gestiscono e attuano le politiche e i servizi pubblici
attraverso i processi decisionali locali, l'interazione con le altre
istituzioni pubbliche, i cittadini e il settore privato e la distribuzione
delle risorse disponibili. Nei paesi ricchi
di risorse naturali, le autorità locali possono pronunciarsi sul modo di
operare delle industrie estrattive e su come ripartire il reddito che ne deriva
tra comunità territoriali, governo centrale e operatori privati. In situazioni di vulnerabilità e di
esposizione a crisi e rischi, le autorità locali possono svolgere un ruolo
fondamentale nel salvaguardare le popolazioni e le comunità più deboli,
pilotando la messa in atto di strategie locali di resilienza e garantendo l'erogazione
dei servizi sociali di base. Nelle zone a rischio di catastrofi possono essere
determinanti nell'opera di prevenzione, mitigazione e preparazione, oltre che
nel gestire i primi interventi e nel fornire i servizi di base alla
popolazione, per non parlare della parte importante che spesso svolgono nell'individuare
tempestivamente l'insorgere di violenze e arrestarne sul nascere l'escalation
tramite meccanismi locali e tradizionali di risoluzione delle controversie. Il vantaggio
relativo di cui godono le autorità locali può essere tuttavia compromesso da
fattori politici negativi, in particolare dall'assenza di vera leadership, alti
livelli di corruzione e cattiva amministrazione, clientelismo e economia
sommersa, nonché da carenze istituzionali che si palesano sotto forma di
disfunzioni dell'assetto istituzionale, risorse finanziarie limitate, scarsa
capacità amministrativa, procedure inadeguate di programmazione e gestione
inefficace delle finanze pubbliche. A seconda dei singoli paesi, può quindi essere
necessario, se si vuole coinvolgere il settore pubblico locale nei processi di
sviluppo, puntare ad accrescere le capacità delle autorità locali e rafforzare
le strutture di governance territoriale. È indispensabile favorire
parallelamente l'azione delle autorità pubbliche locali e dei cittadini,
affinché questi ultimi possano esigere dalle prime trasparenza e ragione del
loro operato[10]
e le autorità, a loro volta, abbiano mezzi e incentivi per rispondere ai
cittadini con una governance efficace, trasparente e responsabile, una
distribuzione equa delle risorse e servizi accessibili. 2. SFRUTTARE LE POTENZIALITÀ DELLE AUTORITÀ
LOCALI AI FINI DELLO SVILUPPO Il sostegno al
settore pubblico dei paesi partner, che consenta loro di concepire e attuare in
modo più concreto e efficace le politiche e i piani nazionali di sviluppo, deve
tenere conto del ruolo importante ricoperto dall'amministrazione locale. L'assistenza
alle autorità locali deve puntare a dotarle di maggiori capacità e mezzi per
metterle in condizione di assolvere al mandato istituzionale conferito loro
dalla legge e quindi di esercitare il potere d'iniziativa quali partecipanti a
pieno titolo del processo decisionale. Fedele al principio di sussidiarietà[11], l'UE intende rafforzare il
ruolo politico e decisionale delle autorità locali, per far sì che i processi
politici e l'erogazione dei servizi in ambito territoriale avvengano all'insegna
della trasparenza e della responsabilità. Questo permetterebbe non solo la
capacitazione delle autorità locali ma darebbe anche impulso allo
sviluppo locale migliorando la partecipazione democratica, la giustizia, i
diritti umani, la cittadinanza attiva, la partecipazione delle donne e dei
giovani alla cosa pubblica, la responsabilità ripartita su più livelli. Occorre incoraggiare a livello locale
partenariati e meccanismi di dialogo tra i vari portatori di interesse, che,
associando rappresentanti delle autorità locali, soggetti attivi in ambito
territoriale e cittadini, si facciano latori dei loro bisogni e timori presso
le autorità centrali. È in tale quadro
che deve essere promosso un approccio territoriale allo sviluppo. Concepito
tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze del territorio, questo
approccio consiste in un processo dinamico a lungo termine che, raccogliendo le
istanze dal basso e implicando più soggetti e settori, vede le varie
istituzioni e gli attori locali lavorare insieme per definire le priorità,
pianificare e attuare le strategie di sviluppo. Sotto la guida delle autorità
locali e mediante la mobilitazione di capacità e risorse private e collettive,
l'approccio territoriale allo sviluppo sarebbe in grado di migliorare la
qualità di vita e il livello di prosperità dei cittadini, garantendo una
crescita socioeconomica improntata all'equità e alla qualità ambientale, e
rendendo più resilienti gli strati vulnerabili della popolazione. E ancora,
potrebbe consolidare i processi politici locali, renderli più trasparenti e
permettere alle collettività locali di appropriarsi democraticamente del
processo di sviluppo monitorandone i progressi verso la sostenibilità. 3. MIRARE IL SOSTEGNO DELL'UE A UNA
MIGLIORE GOVERNANCE E A RISULTATI PIÚ CONCRETI IN TERMINI DI SVILUPPO A LIVELLO
LOCALE L'opera dell'UE nei paesi partner deve
favorire la legittimità, la responsabilità e la rappresentatività democratica
delle autorità e dei leader locali , con una particolare attenzione alle
autorità comunali delle zone rurali e urbane e verificando le possibilità di
coordinamento con le autorità regionali. In situazioni di vulnerabilità, la
cooperazione dell'UE con le autorità locali si rivela particolarmente utile in
affiancamento ai più ampi processi di consolidamento statale, indispensabili
nel cammino verso la stabilità. Come si legge nel programma di cambiamento, ciò
vale soprattutto nei paesi teatro di gravi violazioni dei diritti umani, con i
cui governi centrali l'UE può decidere di sospendere la cooperazione e
continuare comunque a fornire assistenza tramite le autorità locali e le OSC. L'UE non dovrà invece far mancare il proprio
appoggio ai governi che si sforzano di creare un ambiente favorevole alle
autorità locali, che consenta loro di prendere parte in prima persona alla
definizione e all'attuazione delle politiche e dei piani locali e di
partecipare appieno ai processi di sviluppo sostenibile. È opportuno che l'UE,
insieme ai governi centrali, investa in attività che favoriscano la
costituzione di capacità, in special modo nelle zone isolate con risorse e
competenze limitate, affinché le autorità locali siano in grado di dirigere lo
sviluppo del proprio territorio in collaborazione con altri attori locali. Sotto il profilo operativo, il nuovo approccio
dell'UE, stimolando riforme volte al decentramento e al rafforzamento delle
capacità e delle istituzioni, potrà dare una spinta all'autonomia politica,
amministrativa e fiscale delle autorità locali. 3.1. Processi di decentramento Il decentramento costituisce un aspetto
particolare della riforma del settore pubblico, che consiste nel trasferire
parte dell'autorità e dei poteri politici, tra cui la creazione di gettito, l'erogazione
di servizi e la gestione di risorse finanziarie, umane e amministrative, dai
livelli più alti dell'ordinamento politico alle autorità pubbliche sottostanti. Inteso a rendere lo Stato più efficiente, equo
e socialmente coeso, il decentramento è una questione prettamente politica, che
incide sull'intero apparato statale e può essere deciso solo da uno Stato
sovrano, ragion per cui i partner dello sviluppo dovranno subordinare il
sostegno al decentramento al riscontro della volontà politica di avviarlo e
mantenerlo oppure all'esistenza di riforme già in atto in tal senso. È inoltre
opportuno che l'UE adegui, se necessario, le proprie operazioni settoriali ai
contesti dove il decentramento è già realtà. Il sostegno dell'UE ai processi di
decentramento dipenderà innanzitutto dall'economia politica delle riforme in
relazione alle risorse territoriali; dovrà poi puntare sia all'instaurazione di
un clima normativo e politico propizio, sia allo sviluppo delle istituzioni e
delle capacità, in modo che le autorità locali possano godere di un certo grado
di autonomia nell'esercizio delle funzioni conferite loro dalla legge. I risultati voluti sono quadri normativi
nazionali che conferiscano alle autorità locali risorse finanziarie sufficienti
, una migliore gestione delle finanze pubbliche e la mobilitazione di entrate a
livello locale. Al tempo stesso l'assistenza dell'Unione dovrà mirare a
rafforzare le capacità delle autorità centrali, dei servizi pubblici
deconcentrati e del personale politico e amministrativo locale, senza
tralasciare la creazione di meccanismi di controllo politico, trasparenza e
monitoraggio delle politiche comunali. Esempio di sostegno dell'UE al processo di decentramento: il caso della Cambogia Il programma di potenziamento della struttura locale di governo democratica e decentralizzata (Strengthening Democratic and Decentralised Local Government) cofinanziato dall'UE è stato attuato in partenariato con l'UNDP dal 2006 a dicembre 2011, a sostegno della strategia del governo cambogiano per la deconcentrazione e il decentramento. A livello comunale il programma ha favorito la cooperazione orizzontale tra comuni e ha migliorato l'immagine delle autorità locali agli occhi dei cittadini e il grado di benessere di questi ultimi. A livello provinciale, il programma ha stimolato la creazione di 24 associazioni di autorità locali, giuridicamente autonome, mentre a livello nazionale era inteso a facilitare i trasferimenti finanziari tra i vari livelli di governo. Le autorità locali hanno iniziato a usare le risorse finanziarie in modo autonomo. In questo
contesto, perché attecchisca una cultura di responsabilità e controllo
democratico, l'Unione deve partire dal decentramento fiscale, vera e propria
chiave di volta strategica, in quanto fattore determinante per la generazione e
la distribuzione delle risorse utilizzate per soddisfare i bisogni dei
cittadini. Se si vuole sostenere il gettito fiscale locale, la pianificazione
dello sviluppo, i processi di bilancio e di spesa delle autorità locali,
occorre poi prestare particolare attenzione ai meccanismi che consentono di
coniugare risorse interne ed esterne nei dispositivi di trasferimento fiscale. 3.2. Sviluppo della capacità delle
autorità locali Affinché le autorità locali siano maggiormente
in grado di contribuire alla buona governance e quindi realizzare localmente
gli obiettivi di sviluppo, occorre dotare di capacità i governanti e i
funzionari locali, in modo che possano, ad esempio, gestire e mobilitare
risorse pubbliche, esercitare la leadership, gestire le finanze pubbliche,
creare gettito e gestire la spesa, garantire trasparenza, partecipazione e
interazione nei rapporti con altri attori. I fattori che influiscono sulle capacità
necessarie per una buona governance locale sono di tre ordini: individuali,
istituzionali e organizzativi. Se a livello individuale le capacità locali sono
frutto delle competenze, della formazione e dell'agire dei politici e degli
amministratori locali, a livello istituzionale dipendono dalle strutture e
dalle procedure operative che regolano le attività del personale, mentre a
livello organizzativo è l'ambiente politico e normativo a determinarle, come
pure le regole e le prassi su cui si reggono i rapporti con altri soggetti. Per aiutare le autorità locali a sviluppare le
proprie capacità, l'UE dovrà fornire un sostegno di lungo termine che, basato
sulla domanda, sarà diretto in particolare a creare competenze di leadership,
estendere l'erogazione dei servizi e perseguire una sana gestione delle
finanze. Questo approccio darà modo alle autorità locali in ogni paese di
sviluppare capacità nei settori in cui operano, percorrendo varie vie: coinvolgendo
le associazioni nazionali di autorità locali e le scuole di amministrazione,
instaurando diverse forme di cooperazione orizzontale tra autorità locali (ad
esempio, offerta di assistenza tecnica da parte dei comuni più grandi a quelli
più piccoli), instaurando relazioni più adeguate con le autorità centrali. 3.3. Urbanizzazione sostenibile A causa della
rapida crescita demografica delle città, la governance urbana è divenuta
un altro aspetto importante della governance locale. Il ruolo delle autorità
locali nelle zone urbane è determinante per far fronte alle sfide poste dall'urbanizzazione,
come ad esempio i bisogni dei cittadini che vivono in insediamenti abusivi
privi di infrastrutture e servizi adeguati, il degrado della qualità della
vita, la criminalità e le disfunzioni sociali. Entro il 2025
circa due terzi della popolazione mondiale abiterà in zone urbane e il 95%
della crescita della popolazione urbana avverrà nei paesi partner,
concentrandosi negli strati a reddito più basso. Le cause dell'urbanizzazione
sono svariate e vanno dalla migrazione da città di piccole dimensioni e zone
rurali verso le grandi aree metropolitane, al passaggio dalle campagne verso
città intermedie , all'aumento naturale della popolazione residente nelle città
metropolitane. L'UE, nella
cooperazione con i paesi partner, cercherà di dare impulso a strategie
sostenibili per contrastare la discriminazione e abbattere le barriere che
impediscono a vari gruppi sociali di accedere alle risorse e alle opportunità
offerte dallo sviluppo urbano, nell'ottica di promuovere l'inclusione sociale,
la coesione territoriale e la tutela dell'ambiente. Lo sviluppo
urbano, per essere sostenibile, dovrà essere subordinato all'accesso alla
terra. Poiché l'urbanizzazione incide fortemente sul valore del terreno, è
importante garantire che le casse comunali possano beneficiare di questa
valorizzazione per finanziare servizi e infrastrutture. L'UE deve
stimolare in special modo la formulazione di politiche urbane volte alla
bonifica delle baraccopoli, per risanarle gradualmente, riconoscerle
formalmente e integrarle nelle città estendendo ai loro abitanti il diritto di
fruire del terreno, dei servizi e della cittadinanza. L'UE deve poi operare
affinché le autorità locali sviluppino la capacità di registrare regolarmente i
diritti e gli interessi fondiari e gestiscano con efficienza ed efficacia i
terreni urbani (catasti, registri fondiari urbani). Una conseguenza della buona
gestione dei terreni urbani sarà l'apertura dei mercati immobiliari: i beni
immobili e le operazioni diverranno più trasparenti e quindi imponibili, il che
farà aumentare le capacità fiscali delle autorità locali, condizione
imprescindibile per lo sviluppo delle infrastrutture urbane e per il
miglioramento della qualità di vita in generale. 3.4. Associazioni di autorità
locali Le associazioni di
autorità locali[12]
possono rivelarsi utili per raggiungere una buona governance e concretizzare
gli obiettivi di sviluppo a livello locale. Ciò di cui si occupano
prevalentemente è: i) perorare gli interessi dei propri membri, sia nel dialogo
con il governo centrale e con altri portatori di interesse nazionali, sia nei
consessi internazionali; ii) fare pressione a favore di politiche di
decentramento che diano più poteri e autonomia alle autorità locali; iii)
fungere da piattaforme di coordinamento e discussione per i propri membri; iv)
condividere esperienze e saperi per rafforzare le capacità delle autorità
locali; v) vigilare sull'operato delle autorità locali onde garantire un'azione
politica e un'erogazione dei servizi di qualità; vi) promuovere e coordinare
piani di sviluppo locali partecipativi. Va rilevato che in
molti paesi partner le associazioni di autorità locali non hanno ancora molta
forza e in altri non esistono affatto. Negli ultimi vent'anni
varie associazioni internazionali di autorità locali hanno iniziato a
rivendicare la loro partecipazione alla formulazione delle politiche di
sviluppo e all'erogazione degli aiuti internazionali a livello locale,
ribadendo altresì l'importanza della governance locale e delle riforme mirate
al decentramento per creare un terreno propizio alla loro implicazione in prima
persona nello sviluppo locale. Sostegno alle associazioni di autorità locali nei paesi
ACP Dal 2010, nell'ambito dell'accordo di Cotonou, il programma
regionale finanziato dall'UE Supporting and strengthening Local Government
Associations at ACP national and regional levels (ARIAL) punta a
coinvolgere le associazioni di autorità locali nella definizione e nell'attuazione
delle politiche di sviluppo, mediante attività che rafforzano le capacità e le
istituzioni. Nei tre anni di attuazione, l'obiettivo è stato irrobustire le
associazioni di autorità locali a livello nazionale, subcontinentale e
continentale. Tra i risultati salienti: i) il sostegno a cinque associazioni
nazionali, nella fattispecie in Gabon, Ciad, Swaziland, Kiribati e Vanuatu,
mediante uno strumento ad hoc (Emerging Local Government Association
Facility); ii) la produzione di una serie di strumenti per lo sviluppo
delle capacità, appositamente concepiti su richiesta di associazioni di
autorità locali e che servano ad individuare le opportunità di finanziamento,
rilevare i bisogni delle autorità locali, gestire progetti e stilare
comunicazioni, richieste e documenti in difesa dei loro interessi. L'UE dovrà cercare
di coinvolgere le associazioni delle autorità locali nella programmazione delle
priorità nazionali e locali, come pure nell'attuazione dei relativi programmi
da essa finanziati, in particolare quelli a sostegno del decentramento. L'UE
dovrà infine facilitare i partenariati tra le associazioni di autorità locali
dei paesi partner e dell'UE. 4. LA VIA DA PERCORRERE: MODALITÀ DI
SOSTEGNO PIÙ EFFICIENTI E FLESSIBILI L'UE deve adattare il proprio sostegno al
ruolo sempre più di spicco delle autorità locali e delle associazioni di
autorità locali, al loro potenziale e ai loro bisogni. È quindi importante che trovi modalità di
finanziamento innovative atte a favorire a livello locale un accesso alle
risorse flessibile, trasparente ed economicamente conveniente. Per quanto
concerne i processi di decentramento, ad esempio, potrebbe considerare di
sovvenzionare i servizi locali in base al livello di efficienza, basandosi sui
risultati di una valutazione annuale dell'operato istituzionale delle autorità
locali. Il sostegno dell'UE deve anche andare a iniziative che consentano ai
cittadini di individuare e discutere i progetti di spesa pubblica e stabilirne
l'ordine di priorità (vale a dire, una stesura partecipativa del bilancio). L'UE si serve del sostegno al bilancio, e in
particolare dei contratti di riforma settoriale, per aiutare a migliorare l'erogazione
dei servizi. Questo tipo di sostegno andrebbe decentrato affinché le
popolazioni o le istituzioni cui è destinato ne beneficino al meglio, ad
esempio nei settori della sanità, dell'istruzione, delle acque, dell'igiene,
dell'agricoltura o nel processo di decentramento stesso[13]. All'atto di definire
interventi di sostegno al bilancio è opportuno che l'UE tenga conto sia del
livello centrale di governo sia di quello subnazionale. Altrettanto deve fare
nella fase di attuazione di tale intervento, quando, una volta erogati i
finanziamenti, è importante che favorisca la creazione di sistemi di
monitoraggio per verificare in che misura i finanziamenti passano dal tesoro
dello Stato al livello di amministrazione locale più appropriato. Questo modo
di procedere può contribuire a ottimizzare i trasferimenti fiscali tra i vari
livelli di governo e rafforzare la capacità istituzionale, le procedure e i
sistemi delle autorità locali in settori quali la pianificazione e la gestione
finanziaria, migliorando di conseguenza la qualità dei servizi. Vi sono altri aspetti, che potrebbero
rivelarsi problematici nel dialogo con le autorità centrali e che L'UE non può
trascurare: trattasi del coordinamento, della complementarietà e della coerenza
tra le politiche settoriali, nazionali e subnazionali beneficiarie del sostegno
al bilancio e della complementarietà con le riforme mirate al decentramento e
la devoluzione di poteri. L'UE deve continuare a sostenere e coordinare
la cooperazione decentrata e transfrontaliera tra autorità locali europee e dei
paesi partner nel quadro di partenariati istituzionali equi e di lungo periodo.
È questo un tipo di cooperazione che può apportare valore aggiunto agli
interventi di sviluppo, sotto forma di apprendimento continuo tra pari,
trasmissione di saperi e maggiore partecipazione dei soggetti locali nell'arena
territoriale. Preso atto che molte autorità locali europee
hanno iniziato ad elargire fondi per lo sviluppo, l'UE invita questi donatori a
condividere le proprie competenze e a intraprendere attività cooperative più
sistematiche in modo che, nel rispetto del principi dell'efficacia degli aiuti
e dello sviluppo, tale cooperazione moltiplichi i suoi frutti a livello locale.
Il Comitato delle regioni, che si offre alle autorità locali come spazio
politico entro cui scambiarsi esperienze e buone pratiche nonché intrecciare
relazioni interregionali, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale in tal senso.
Le autorità locali europee hanno poi una funzione altrettanto importante nel
promuovere l'educazione e la sensibilizzazione allo sviluppo tra i cittadini. Il sostegno a monte alle riforme del settore
pubblico va coordinato con il sostegno a valle, per rafforzare la posizione
delle autorità locali nel dialogo politico e nei processi decisionali
intrapresi a livello nazionale. L'UE deve poi garantire la necessaria
flessibilità per sostenere le iniziative proprie delle autorità locali e delle
associazioni di autorità locali. Si propone qui di attuare i principi delineati
nella presente comunicazione per sostenere le autorità locali nei paesi partner
e le relative associazioni a livello nazionale, continentale e internazionale.
L'intervento dell'UE avrà sostanzialmente due bersagli: da un lato la
capacitazione di questi soggetti, per porli in grado di rispondere
meglio alle richieste dei cittadini, dall'altro la ridistribuzione in modo più
equo dei benefici socioeconomici a livello locale. Queste ambizioni devono
andare di pari passo con la preparazione di un terreno propizio a livello
nazionale e locale e con l'impegno a rafforzare le capacità delle autorità
locali. A livello internazionale,
l'UE dovrà continuare a sostenere le autorità locali e le relative associazioni
nella loro opera di sensibilizzazione alle questioni dello sviluppo locale e
urbano e nel loro impegno a fare in modo che l'agenda internazionale per lo
sviluppo ponga in primo piano gli interessi delle comunità locali. La comunità
internazionale, dal canto suo, in prospettiva della definizione dell'agenda di
sviluppo post 2015 e della preparazione di Habitat III, deve riconoscere più
esplicitamente le responsabilità dei diversi livelli di governo di fronte ai
problemi mondiali e locali e le soluzioni che essi sono in grado di apportarvi. [1] Nella presente comunicazione, con il termine
"autorità locali" s'intendono le istituzioni pubbliche dotate di
personalità giuridica, poste nell'ordinamento istituzionale al di sotto del
governo centrale e responsabili davanti ai cittadini. Le autorità locali sono
di norma composte da un organo deliberante o decisionale (consiglio o
assemblea) e da un organo esecutivo (sindaco o altra figura con compiti
esecutivi), eletti direttamente o indirettamente o scelti a livello locale.
Questo termine designa vari livelli di governo (ad esempio villaggi, comuni,
distretti, contee, province, regioni ecc.); in questo vasto panorama la
presente comunicazione considera in particolare il livello comunale, che in
genere è il livello di governo più basso dell'ordinamento istituzionale e
quello più vicino ai cittadini. [2] In continuità e a complemento della comunicazione della
Commissione Le autorità locali: attori di sviluppo, COM(2008) 626
definitivo dell'8 ottobre 2008, e la relativa European Charter on
development cooperation in support of Local Governance, reperibile al
seguente indirizzo: https://webgate.ec.europa.eu/fpfis/mwikis/aidco/index.php/European_charter_on_development_cooperation_in_support_of_local_governance_paper_P65. [3] Reperibile al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/europeaid/who/partners/civil-society/structured-dialogue_en.htm. [4] COM(2011) 637 definitivo del 13 ottobre 2011. [5] COM(2011) 638 definitivo del 13 ottobre 2011, COM(2011) 865
definitivo del 7 dicembre 2011, COM(2012) 446 final del 20 agosto 2012, COM(2012)
492 final del 12 settembre 2012, conclusioni del Consiglio del 15.10.2012, COM(2012)
586 final del 3 ottobre 2012, JOIN(2012) 27 final del 3 ottobre 2012, COM(2013)
92 del 27 febbraio 2013. [6] Reperibile al seguente indirizzo: www.aideffectiveness.org/busanhlf4/images/stories/hlf4/OUTCOME_DOCUMENT_-_FINAL_EN.pdf [7] Per l'Unione europea questa categoria comprende tutti
gli attori non statali che non perseguono fini di lucro (sono comprese le
organizzazioni delle collettività, le organizzazioni non governative, le
organizzazioni confessionali, le fondazioni, gli istituti di ricerca, i
sindacati, le organizzazioni delle donne, le cooperative, le associazioni
professionali e imprenditoriali e i media) e tramite i quali i cittadini
realizzano obiettivi e ideali condivisi. COM(2012) 492 final. [8] La governance si riferisce alle leggi, ai processi e al
comportamento con cui si manifestano gli interessi, si gestiscono le risorse e
si esercita il potere nella società da parte delle istituzioni responsabili della
cosa pubblica, e che rendono possibile la partecipazione di tutti i soggetti
interessati. COM(2003) 615 definitivo del 20 ottobre 2003. [9] Ad esempio, assetti istituzionali, separazione dei
poteri, sistemi elettorali e partitici, politiche di decentramento adeguate,
sistemi fiscali su più livelli governativi, rispetto dello Stato di diritto. [10] Le
organizzazioni della società civile possono svolgere un ruolo importante nel
richiamare politici e funzionari pubblici locali alla responsabilità di
prestare servizi pubblici adattabili ed efficienti a livello locale. Inoltre
l'interazione tra autorità locali e OSC concorre a creare un sistema di governo
locale entro cui si compiono i processi politici e di sviluppo. [11] In base al principio di sussidiarietà, le responsabilità
pubbliche, le funzioni regolamentari e le competenze di spesa sono trasferite
al livello istituzionale o sociale più basso e più vicino ai cittadini, dotato
della capacità e delle prerogative per esercitarle. [12] Con il
termine "associazioni di autorità locali" s'intendono le
organizzazioni di coordinamento basate sull'adesione e la rappresentanza a livello
subnazionale, nazionale, subcontinentale, continentale e internazionale. Possono essere organizzate come entità autonome, secondo la legislazione
vigente nel paese di registrazione, ed essere costituite da un organo
rappresentativo eletto dai membri e da un segretariato permanente. [13] EuropeAid's Budget Support Guidelines (2012). Pagina
web: http://ec.europa.eu/europeaid/how/delivering-aid/budget-support/documents/bs_guidelines-part_ii-programming,design_management_en.pdf