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Document 32010D0269

2010/269/: Decisione della Commissione, del 9 marzo 2010 , relativa all’aiuto concesso a favore di Farm Dairy (C 45/08) [notificata con il numero C(2010) 1240]

OJ L 118, 12.5.2010, p. 45–55 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2010/269/oj

12.5.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 118/45


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 9 marzo 2010

relativa all’aiuto concesso a favore di Farm Dairy (C 45/08)

[notificata con il numero C(2010) 1240]

(Il testo in lingua olandese è il solo facente fede)

(2010/269/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) (1), in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo capoverso,

dopo aver a norma del presente articolo, invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni e alla luce di tali considerazioni,

considerando quanto segue:

I.   Procedimento

(1)

Durante l’esame di una scheda informativa inviata nell’ambito di una domanda di esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione (2), la Commissione ha ottenuto informazioni su un aiuto che era o sarebbe stato concesso a Farm Dairy Flevoland. Con lettera del 29 giugno 2004 (rif. AGR/16887) la Commissione ha chiesto informazioni ai Paesi Bassi relativamente alla suddetta misura.

(2)

Le autorità olandesi hanno risposto con lettera del 28 novembre 2005, protocollata il 29 novembre 2005.

(3)

Con lettera del 22 maggio 2007 la Commissione ha chiesto informazioni supplementari, cui i Paesi Bassi hanno risposto con lettera del 22 giugno 2007, protocollata il 25 giugno 2007.

(4)

La misura è stata successivamente inserita nel registro degli aiuti non notificati con il numero NN 97/05.

(5)

La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata adottata il 26 novembre 2008 ed è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (3). La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le proprie osservazioni in merito agli aiuti in questione.

(6)

I Paesi Bassi hanno trasmesso le loro osservazioni con lettera del 19 gennaio 2009, protocollata il giorno stesso.

(7)

Con lettera del 18 maggio 2009 la Commissione ha ricevuto delle osservazioni da parte di Farm Dairy, in quanto terzo interessato A seguito di una richiesta di proroga del termine e viste le circostanze particolari invocate da Farm Dairy, il 15 giugno 2009 alla Commissione sono pervenuti degli allegati complementari alla lettera del 18 maggio 2009, protocollati il 18 giugno 2009. Queste osservazioni sono state notificate alle autorità olandesi con lettera del 24 giugno 2009. I Paesi Bassi hanno trasmesso le loro osservazioni con lettera del 17 luglio 2009, protocollata il giorno stesso.

(8)

Con lettera del 18 settembre 2009, la Commissione ha rivolto ulteriori quesiti ai Paesi Bassi. Questi ultimi hanno chiesto, con lettera del 16 ottobre 2009, una proroga al 18 novembre 2009 del termine per la risposta. Questa proroga è stato concessa con lettera del 10 novembre 2009. Con lettera del 23 novembre, protocollata lo stesso giorno, i Paesi Bassi hanno trasmesso ulteriori informazioni.

II.   Descrizione

II.1.   Contesto della misura

(9)

Farm Dairy è un’impresa che fabbrica prodotti lattiero-caseari. Ha traslocato verso la sua sede attuale a Lelystad, Flevoland, che è una regione classificata «obiettivo 1». Il 24 agosto 1998 Farm Dairy ha presentato una domanda di aiuto agli investimenti ai sensi del punto 3.3 del DOCUP (Enig Programmeringsdocument) della Provincia Flevoland. L’impresa prevedeva la creazione di impieghi diretti e indiretti nella regione.

(10)

Il 23 settembre 1998 la Provincia ha espresso parere favorevole alla suddetta domanda di aiuto. Ai fini di tale decisione la Provincia ha tenuto conto contro, fra l’altro, delle prospettive favorevoli in termini di creazione di posti di lavoro, ambiente, riduzione dei costi di trasporto del latte (fino a quel momento il latte prodotto nel Flevoland era trattato altrove, se non addirittura in Belgio) e delle prospettive di redditività dell’impresa. In effetti Farm Dairy prevedeva di concludere dei contratti con i produttori di latte del Flevoland, nonché delle convenzioni con una nota catena di supermercati che avrebbe garantito lo smercio dei prodotti lattiero-caseari. Farm Dairy prevedeva il trattamento di 48 milioni di chili di latte l’anno.

(11)

La Provincia ha presentato una domanda di cofinanziamento presso il ministero dell’Agricoltura (Ministerie voor Landbouw, Natuur and Voedselkwaliteit — LNV) nonché una domanda di valutazione del progetto. Sembrava che ci fosse una divergenza di vedute tra la Provincia e la «Directie Noordwest» del ministero LNV circa la domanda di cofinanziamento, in particolare per quanto riguarda il carattere innovativo del progetto. Per questa ragione, l’IKC ha emesso un secondo parere trasmesso il 17 dicembre 1998, che rileva le qualità del progetto per quanto riguarda l’occupazione, gli sbocchi e la redditività, ma sottolinea la sua carenza per quanto riguarda il carattere innovativo. In effetti il processo di produzione di per sé non era innovativo anche se utilizzava le tecniche più avanzate, ma il progetto conteneva innovazioni di mercato. Questo secondo parere tiene conto di vari criteri, come lo sviluppo della regione e le prospettive finanziarie del progetto. Dato che il progetto eserciterà i suoi effetti positivi a livello di provincia (e in misura minore a livello nazionale), il criterio abituale di ripartizione del cofinanziamento dei sussidi è stato riesaminato al ribasso, nel senso che la parte provinciale è stata aumentata.

(12)

A seguito di questa presa di posizione del LNV, la Provincia ha adottato una decisione che concede Farm Dairy una sovvenzione per un importo totale di 1 575 000 NLG, ossia 715 909 EUR e ha comunicato in data 3 marzo 1999 a Farm Dairy la sua intenzione di concedere detta sovvenzione. Questa sovvenzione sarebbe stata finanziata mediante contributi provenienti dal Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG), dallo Stato centrale e dalla Provincia.

(13)

A seguito dei dubbi relativi alla possibilità di ottenere l’autorizzazione per questo aiuto da parte della Commissione europea, il LNV ha deciso di non concedere il finanziamento pubblico e ha comunicato tale decisione alla Provincia con lettera del 14 settembre 1999.

(14)

Facendo seguito a un controllo effettuato dalla DG Agricoltura, la Commissione ha deciso che il progetto non poteva essere finanziato con il DOCUP e che, di conseguenza, non sarebbe stata concessa la parte di finanziamento proveniente dal FEAOG. La Commissione ha comunicato questa decisione alla Provincia con lettera del 25 giugno 1999.

(15)

La Provincia ha tuttavia ha deciso di finanziare il progetto esclusivamente sulla base dei fondi propri. Con lettera del 20 novembre 2000 Farm Dairy è stata informata della concessione definitiva di questa sovvenzione e del relativo pagamento.

(16)

Il 23 febbraio si è svolto un incontro informale tra i funzionari della DG Agricoltura e i rappresentanti della Provincia Flevoland, tenutosi su richiesta di questi ultimi. Durante la riunione, i funzionari avrebbero dichiarato che l’aiuto concesso a Farm Dairy non era compatibile e doveva essere recuperato, riutilizzandolo al limite nell’ambito di un altro progetto.

(17)

La Provincia ha deciso di concedere l’aiuto sotto forma di un indennizzo a Farm Dairy per il pregiudizio subito dalla revoca della decisione di concedere l’aiuto. Questo indennizzo era uguale all’importo di cui Farm Dairy avrebbe beneficiato se fosse stata autorizzata la concessione dell’aiuto. In effetti la Provincia, dato che la decisione di concessione non prevedeva la possibilità del ritiro dell’aiuto, si riteneva vincolata da questa decisione e dunque costretta a concedere l’aiuto, per non incorrere in azioni giudiziarie da parte di Farm Dairy. Con lettera del 10 maggio 2001 la Provincia ha comunicato la sua proposta di indennizzo a Farm Dairy. Farm Dairy ha accettato questa proposta con lettera del 21 maggio 2001.

II.2.   Base giuridica

(18)

Inizialmente l’aiuto era stato concesso nell’ambito del DOCUP della Provincia Flevoland, in quanto aiuto all’investimento (punto 3.3 del DOCUP). In seguito, per i motivi suesposti, l’aiuto è stato concesso a titolo di indennizzo per le perdite subite a causa della decisione di revocare la concessione dell’aiuto.

II.3.   Importo dell’aiuto

(19)

L’aiuto ammonta a 1 575 000 NLG, ossia 715 909 EUR. Questo importo corrisponde all’8,5 % dell’importo degli investimenti totali che ammontano a 18 597 000 NLG ossia 8 438 951 EUR.

II.4.   Beneficiario

(20)

Il beneficiario è Farm Dairy Holding BV sita a Lelystad. Si tratta di una ditta che produce prodotti lattiero-caseari (tra cui yogurt e altri dessert a base di latte).

II.5.   Durata della misura

(21)

L’aiuto è stato concesso per il periodo dal 1o ottobre 1998 al 1o maggio 2000, in corrispondenza della date di inizio e di fine del progetto Farm Dairy. La decisione di concessione in quanto tale è stata adottata il 3 marzo 1999.

III.   Argomenti sollevati dalla Commissione nella fase di apertura del procedimento d’esame

(22)

La Commissione ha avviato la procedura di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del trattato TFUE poiché nutriva seri dubbi sulla compatibilità degli aiuti con il mercato interno.

(23)

In particolare la Commissione ha, in via preliminare, esaminato la compatibilità delle misure in questione dal punto di vista degli aiuti all’investimento e degli aiuti a titolo di indennizzo.

(24)

Nel caso degli aiuti agli investimenti, la Commissione ha applicato le regole vigenti al momento della concessione dell’aiuto, ossia gli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli (4) (in appresso «gli orientamenti»), in quanto si trattava di un investimento. Questi orientamenti escludono, in generale, gli aiuti agli investimenti nel settore del latte di mucca e dei relativi prodotti, salvo nei casi di cui al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE della Commissione, del 22 marzo 1994, che fissa i criteri di scelta relativamente agli investimenti destinati a migliorare le condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli e silvicoli (5). Queste eccezioni riguardano tra l’altro gli investimenti ad elevato contenuto innovativo. A questo proposito la Commissione ha concluso nella decisione di apertura che non disponeva di elementi sufficienti per concludere che l’aiuto in questione soddisfaceva le condizioni per beneficiare di una delle eccezioni previste. Il punto 3, lettera d), degli orientamenti prevede la possibilità di dichiarare alcuni aiuti incompatibili se possono beneficiare di un cofinanziamento. La Commissione ha concluso nella decisione di avvio del procedimento che questa possibilità non si applica al caso in questione, in quanto una lettera della Commissione alle autorità dei Paesi Bassi del 25 giugno 1999 rifiutava qualsiasi finanziamento tramite il DOCUP.

(25)

La Commissione ha inoltre esaminato la tesi delle autorità olandesi secondo la quale l’aiuto era stato concesso a titolo di indennizzo per i danni subiti a seguito dell’errore commesso dall’autorità che in un primo tempo aveva concesso l’aiuto che si è poi rivelato illegale e forse incompatibile. La Commissione ha concluso che l’impresa beneficiaria non poteva tuttavia fare legittimo affidamento nella regolarità dell’aiuto se questo non era stato concesso nel rispetto della procedura prevista. Di conseguenza ha espresso dei dubbi sul fatto che l’indennizzo costituisse una giustificazione adeguata che permette di concludere che la misura in questione non costituisce un aiuto.

(26)

Poiché le autorità olandesi non hanno proposto altre basi giuridiche, la Commissione è giunta alla conclusione che sussistevano dei dubbi circa la compatibilità delle misure in questione e riteneva che non si poteva escludere che si trattasse di aiuti al funzionamento.

IV.   Osservazioni presentate da terzi

(27)

A titolo preliminare, Farm Dairy si dice sorpresa della pubblicazione della decisione di avviare il procedimento di indagine formale. Farm Dairy era infatti convinta che il fascicolo fosse stato chiuso da tempo. Farm Dairy si rammarica inoltre di non aver potuto esercitare nessuna influenza sulla corrispondenza tra la provincia Flevoland e la Commissione, in quanto è stata avvertita dell’indagine della Commissione solo al momento dell’avvio del procedimento di indagine formale.

(28)

Le osservazioni di Farm Dairy si suddividono in quattro parti: in primo luogo, il contesto generale della misura e il legittimo affidamento del beneficiario, in secondo luogo l’applicazione delle misure del DOCUP Flevoland, in terzo luogo la valutazione in relazione alla decisione 94/173/CE della Commissione e, in quarto luogo, la contestazione sull’applicazione di interessi composti in caso di decisione negativa con recupero.

IV.1.   Contesto generale della misura

(29)

Nell’agosto 1998 Farm Dairy ha presentato una domanda di aiuto alla Provincia Flevoland nell’ambito del DOCUP 1994-1999. Questo DOCUP poneva in particolare l’accento sull’esigenza di ampliare le possibilità legate alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli nella Provincia Flevoland. In questo ambito il progetto Farm Dairy sembrava particolarmente promettente, in quanto mirava alla costruzione di un impianto di trasformazione del latte indipendente a Lelystad.

(30)

Farm Dairy menziona a posteriori gli effetti positivi generati dalla costruzione dell’impianto di Lelystad: sviluppo della concorrenza sul mercato olandese dei prodotti lattiero-caseari, dominato all’epoca da Friesland Coberco e Capina Melunie; prossimità dei fornitori di latte; innovazioni (sistema make-to-order); introduzione di recipienti di 2 litri sul mercato olandese; aumento dell’occupazione in una regione «obiettivo 1»; incentivazione della crescita economica nella regione. All’epoca Farm Dairy intendeva sviluppare una linea di prodotti speciali e innovativi sul mercato olandese.

(31)

Farm Dairy indica che la domanda di sussidi era stata valutata positivamente dalla Provincia e dal ministero dell’Agricoltura (Ministerie voor Landbouw, Natuur and Voedselkwaliteit — LNV) sulla base di un parere indipendente dell’IKC che stabiliva che il progetto era parzialmente innovativo. Il 24 febbraio 1999 era stata pertanto firmata una convenzione tra la Provincia Flevoland e Farm Dairy con la quale si concedeva un sussidio nell’ambito della misura 3.3 del DOCUP Flevoland. Farm Dairy rileva di essere stata informata solo nel 2001 dalla Provincia Flevoland che l’aiuto non era autorizzato alla luce delle regole in materia di aiuti di Stato. Per evitare un procedimento giudiziario, la Provincia ha proposto di versare un indennizzo. Farm Dairy indica che la decisione di apertura precisa che nel corso di una conversazione tra la Provincia e la Commissione, era stata evocata l’incompatibilità dell’aiuto. La Provincia aveva detto a Farm Dairy che un funzionario della Commissione aveva suggerito che avrebbe potuto essere versato un indennizzo. Alla luce di questi elementi, Farm Dairy indica che si configurava il legittimo affidamento che il fascicolo era stato chiuso.

(32)

Per quanto riguarda l’intensità dell’aiuto, Farm Dairy indica che l’intensità finale dell’aiuto ammontava a […] (6) % dei costi di investimento effettivi, contrariamente alla cifra di 8,5 % dei costi di investimento stimati. Questa percentuale era nettamente inferiore alle percentuali autorizzate (ad esempio a favore della piccole e medie imprese).

IV.2.   Osservazioni di Farm Dairy circa la valutazione in relazione al DOCUP Flevoland

(33)

La Provincia Flevoland ha valutato la misura in relazione al punto 3.3 del DOCUP Flevoland, che mira ad incentivare le nuove attività agricole, al fine nel contempo di creare nuovi posti di lavori e di conseguire obiettivi a livello ambientale. Farm Dairy esprime la sua sorpresa di fronte all’intenzione della Commissione di valutare tale misura in relazione al punto 3.2 del DOCUP Flevoland concernente il regolamento (CEE) n. 866/90 del Consiglio, del 29 marzo 1990, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli (7). Una valutazione di questo tipo comporta l’obbligo di rispettare dei criteri per gli investimenti di cui al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE.

(34)

Farm Dairy sostiene che, a suo parere, le condizioni previste al punto 3.3 del DOCUP Flevoland sono soddisfatte: in particolare, nel 2000 Farm Dairy aveva creato 61 posti di lavoro (al posto dei 35 previsti inizialmente e aveva investito un totale di […] milioni di NLG invece dei 18,5 milioni previsti inizialmente. Inoltre l’investimento ha avuto un impatto positivo sotto il profilo ambientale: è stata registrata una diminuzione dei tassi di emissione di CO2 e di uso di carburanti per via della prossimità dei fornitori di latte. Il concetto innovativo del sistema «make-to-order» ha ridotto l’esigenza di capacità frigorifere che consumano molta energia.

(35)

Farm Dairy conclude questo punto indicando che la Commissione avrebbe dovuto approvare il sussidio a titolo della misura 3.3 e non 3.2 del documento Flevoland.

IV.3.   Osservazioni di Farm Dairy circa la valutazione rispetto alla decisione 94/173/CE

(36)

Farm Dairy ritiene innanzitutto che l’aiuto è compatibile con i criteri enunciati al punto 1.1 della decisione 94/173/CE. Infatti, come già indicato, l’investimento è stato benefico per l’ambiente e ha consentito la realizzazione di innovazioni tecnologiche. Inoltre la prossimità dei fornitori di latte ha consentito di ridurre i costi intermedi di raccolta del latte e il concetto di centralizzazione della catena di produzione in un’impresa ha reso possibile la distribuzione diretta.

(37)

In secondo luogo, Farm Dairy ritiene che l’aiuto in questione risponda alle esigenze poste dai criteri menzionati al punto 2.3 dell’allegato alla decisione 94/173/CE.

(38)

In particolare Farm Dairy sostiene che l’investimento comporti una parte importante di innovazione, per due ragioni: innanzitutto il processo interno dell’impresa si basa su un sistema «make-to-order». Ciò comporta che la materia prima, il latte, è trasformato all’interno dell’impresa in un prodotto finito che è imballato sul posto e caricato immediatamente nei camion frigoriferi, senza bisogno di ricorrere ad un centro logistico di distribuzione. Questo sistema fa sì inoltre che l’apporto iniziale di latte corrisponda esattamente alla quantità di ordini in corso, riducendo notevolmente in questo modo i costi di refrigerazione legati al trasporto del latte a partire dalla fabbrica. Farm Dairy dichiara di aver investito in linee di pastorizzazione moderne caratterizzate da un rendimento elevato rispetto al fabbisogno energetico. Questo processo di fabbricazione ha contribuito alla buona qualità dei prodotti di Farm Dairy.

(39)

In secondo luogo, Farm Dairy sostiene di aver realizzato innovazioni a livello di produzione, introducendo sul mercato olandese recipienti di 2 litri in polietilene. Nel 1999 Farm Dairy è stata la prima impresa di prodotti lattiero-caseari a immettere sul mercato un recipiente di questo tipo. All’epoca esistevano solo recipienti più piccoli in cartone. Per fabbricare questi recipienti Farm Dairy aveva importato un macchinario specifico dagli Stati Uniti. Nel 1999 non esisteva ancora una domanda molto forte per questi recipienti che si è registrata solo a partire dal 2004. Dal 2004 Farm Dairy riempie più di […] milioni di litri di latte in recipienti di 2 litri il che costituisce […] % della sua produzione totale di latte. Farm Dairy allega alle sue osservazioni un articolo di giornale in cui si parla di questa innovazione e delle statistiche che evidenziano la quota crescente di latte venduto in recipienti di 2 litri nel corso del periodo 1999-2008.

(40)

Farm Dairy allega alle sue osservazioni anche una relazione «Innovazioni di Farm Dairy al momento della domanda DOCUP nel 1998» redatta da […] che in quel momento era […] presso il concorrente […]. Farm Dairy sottolinea che questa relazione indipendente indica che l’introduzione di recipienti in polietilene di 2 litri sul mercato olandese è stata una rivoluzione nella misura in cui i due produttori dominanti (Friesland-Coberco e Campina Melkunie) hanno tentato di frenare l’introduzione di questo imballaggio. Questo recipiente offriva numerosi vantaggi rispetto ai recipienti in cartone disponibili all’epoca. Farm Dairy è stata effettivamente la prima ad utilizzare questo tipo di recipiente nei Paesi Bassi. Inoltre il concetto logistico dell’impresa (catena di produzione in un’impresa) consente una durata di conservazione del latte più lunga in quanto non richiede l’esistenza di centri di distribuzione logistici centrali né linee di approvvigionamento estese.

(41)

Farm Dairy trasmette anche una tabella in cui i costi specifici dell’investimento relativo alla produzione dei recipienti di 2 litri sono stati scorporati dal resto dei costi di investimento. Al momento della costruzione di Farm Dairy sono state approntate 4 linee di imbottigliamento di cui una specifica per l’imbottigliamento di recipienti di 2 litri. Anche questi costi sono stati scorporati dagli altri costi di investimento.

(42)

Farm Dairy precisa inoltre che al momento della domanda di investimenti, intendeva lanciare una linea di prodotti speciali: crema in vasetti, yogurt alla frutta e altri dessert a base di crema e frutta.

(43)

In risposta al criterio di cui al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE riguardante l’evoluzione della domanda, Farm Dairy precisa che la domanda viene perlopiù dai supermercati che erano entusiasti di veder arrivare un nuovo operatore. Sin dall’inizio Farm Dairy ha avuto dei contratti di fornitura con i principali supermercati operanti nei Paesi Bassi.

(44)

Per quanto riguarda l’eccezione relativa all’insufficienza di capacità e all’esistenza di sbocchi reali ed effettivi, risulta dalla reazione dei supermercati di cui al considerando 43 che l’esistenza di sbocchi reali ed effettivi era chiaramente dimostrata. L’insufficienza di capacità emerge secondo Farm Dairy dalla decisione delle autorità della concorrenza olandesi (NMa) del 23 dicembre 1998 nell’ambito del rilevamento dell’impresa di prodotti lattiero-caseari De Kievit da parte di Friesland Coberco Dairy Foods. I Paesi Bassi importano più latte di fattoria di quanto non ne esportino. Il saldo importazione-esportazione indica che 2,5 % del latte trasformato nei Paesi Bassi è stato importato. Farm Dairy deduce dall’insieme di queste informazioni che il mercato del latte fresco nei Paesi Bassi non soffre di sovraccapacità.

(45)

A titolo informativo, Farm Dairy menziona che i fornitori di latte di Flevoland avevano scelto di non fornire più latte a Campina Melkunie, il loro cliente, per consegnare il loro latte a Comelco in Belgio. Tuttavia il rilevamento di Comelco da parte di Campina Melkunie nel 1991 e la sua attuazione finale nel 1996 aveva forzato i fornitori di latte a cercare una soluzione alternativa. Questa alternativa è stato l’ingresso di Farm Dairy nel 1999.

(46)

Farm Dairy conclude questo punto menzionando le difficoltà di reperire delle informazioni più precise 10 anni dopo i fatti, e attribuisce queste difficoltà alla durata del procedimento tra la Commissione e i Paesi Bassi.

IV.4.   Pagamento di un tasso di interesse composto

(47)

Farm Dairy menziona la durata della procedura e il suo legittimo affidamento nel fatto che la procedura fosse stata chiusa, per contestare l’imposizione di un tasso di interesse composto a partire dalla concessione dell’aiuto. Farm Dairy non può essere considerata responsabile del fatto che il fascicolo sia rimasto inattivo per un lungo periodo determinando l’accumulo dei tassi di interesse. Per questo motivo Farm Dairy chiede l’applicazione di un tasso di interesse semplice, dato che se avesse avuto delle indicazioni circa l’illegalità dell’aiuto e se avesse avuto la possibilità, avrebbe rimborsato l’importo prima.

(48)

Farm Dairy fonda la sua richiesta sulla comunicazione della Commissione dell’8 maggio 2003 che indica che, fino a quel momento, non era chiaro che tipo di tasso di interesse dovesse essere applicato. Per il principio dell’uguaglianza, Farm Dairy chiede che la Commissione decida che, per il periodo antecedente all’8 maggio 2003, il tasso di interesse composto non sia applicabile.

V.   Osservazioni trasmesse dai Paesi Bassi

(49)

Con lettera del 19 gennaio 2009, i Paesi Bassi hanno presentato le loro osservazioni sulla decisione della Commissione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del trattato TFUE nei confronti dell’aiuto in oggetto. La reazione dei Paesi Bassi si limita ad indicare che non dispongono di informazioni supplementari da comunicare, avendo già fornito tutti i dati nell’ambito del procedimento di indagine preliminare.

(50)

A seguito delle osservazioni di Farm Dairy, la Commissione ha chiesto tuttavia di ottenere ulteriori delucidazioni. A questo fine ha chiesto ai Paesi Bassi di indicare se l’introduzione delle bottiglie di 2 litri fosse un’innovazione, come affermato da Farm Dairy, e se si fosse tenuto conto di questo aspetto al momento della valutazione del progetto da parte delle autorità olandesi. Per quanto riguarda il procedimento «make-to-order», la Commissione ha chiesto ai Paesi Bassi di commentare le informazioni trasmesse da Farm Dairy secondo le quali al momento della domanda di investimento questo procedimento costituiva un’innovazione. Da ultimo la Commissione ha chiesto ai Paesi Bassi di esprimersi sull’esistenza di sbocchi reali e sull’insufficienza di capacità al momento della concessione dell’aiuto, fornendo a questo proposito tutti gli studi e i documenti utili.

(51)

I Paesi Bassi hanno confermato che, per quanto riguarda l’introduzione dei recipienti da 2 litri, nel 1999 si trattava effettivamente di un’innovazione. Fanno riferimento a degli studi realizzati dal TNO (8), il Nederlandse Zuivel Organisatie (NZO) e [x] una catena di supermercati. I Paesi Bassi hanno trasmesso la relazione del TNO, e le lettere fornite dal NZO e [x]. Da queste informazioni, emerge che Farm Dairy è stata effettivamente la prima ad introdurre i recipienti di 2 litri sul mercato olandese e che questi recipienti costituivano un’innovazione nel 1999, dato che precedentemente, il latte veniva venduto esclusivamente in recipienti di cartone di un litro o un litro e mezzo.

(52)

Di questo aspetto non si era tenuto conto al momento della valutazione ad opera di IKC e la Provincia non era al corrente di questo elemento. I Paesi Bassi hanno precisato che questo aspetto avrebbe modificato il parere espresso allora da IKC in relazione al carattere innovativo del progetto. Dato che l’IKC non esiste più, non è possibile chiedere loro un secondo parere.

(53)

Su richiesta della Commissione, i Paesi Bassi hanno trasmesso un resoconto aggiornato dei costi inerenti esclusivamente all’investimento specifico per l’introduzione di recipienti di 2 litri. In base a queste cifre, un importo di 1 840 000 NLG (834 956 EUR) era destinato all’investimento specifico per i recipienti di 2 litri. A questo le autorità olandesi hanno aggiunto il costo di un quarto delle linee di imbottigliamento, dato che sulle quattro linee di imbottigliamento, una sarebbe stata utilizzata esclusivamente per il riempimento delle bottiglie di 2 litri. Questo importo ammonta a 2 936 250 NLG (1 332 412 EUR). In tutto l’importo ammonta pertanto a 4 776 250 NLG (2 167 367 EUR).

(54)

Per quanto attiene al concetto «make-to-order» la Commissione ha chiesto ai Paesi Bassi di esprimere il loro parere sul carattere innovativo e di indicare se le osservazioni presentate da Farm Dairy potevano modificare la valutazione effettuata precedentemente, secondo la quale il progetto era piuttosto carente sotto il profilo dell’innovazione. I Paesi Bassi hanno risposto che secondo l’IKC il progetto era parzialmente innovativo, in quanto il carattere innovativo non si concretizzava in innovazioni di prodotti, ma bensì di mercato. La valutazione era stata effettuata nell’ambito di una domanda di cofinanziamento da parte del ministero dell’Agricoltura. I Paesi Bassi adducono altri argomenti per dimostrare il carattere innovativo del progetto: il sistema «make-to-over» avrebbe incrementato l’efficacia della consegna del latte, consentendo la conservazione del latte per un periodo più lungo, in un paese in cui si consuma principalmente latte pastorizzato (invece del latte sterilizzato che si conserva più a lungo). I Paesi Bassi menzionano anche lo studio fatto da TNO sul carattere innovativo del sistema make-to-order. Questo studio indica che il sistema più diffuso in quel momento era il sistema «make-to-stock», in cui un certo stock è conservato in riserva per essere successivamente venduto. Il tempo di consegna è ridotto, ma la flessibilità rispetto alle esigenze dei clienti «come i supermercati» è anch’essa ridotta. Il sistema «make-to-order» consente invece di soddisfare questa esigenza di flessibilità. I Paesi Bassi concordano dunque sul carattere innovativo di questo concetto.

(55)

Per quanto riguarda l’esistenza di sbocchi e l’assenza di sovraccapacità, i Paesi Bassi citano una relazione del Rabobank International di aprile 1999 che indica che 2,5 % della totalità del latte di fattoria trasformato è importato. Se si tiene conto del latte di fabbrica (ossia latte pastorizzato per consentire il trasporto su distanze più lunghe), 10,5 % della totalità del latte trasformato è importato. Ciò dimostra, secondo le autorità dei Paesi Bassi, l’assenza di sovraccapacità nel loro paese. Per quanto riguarda l’esistenza di sbocchi, i Paesi Bassi confermano l’analisi realizzata da Farm Dairy (cfr. considerando 44 e 45). D’altra parte, le statistiche di Farm Dairy indicano le possibilità di sbocchi. Emerge inoltre dalla lettera di [x] che le vendite di bottiglie di 2 litri prodotte da Farm Dairy hanno incrementato il suo fatturato.

VI.   Valutazione

(56)

La Commissione rileva che gli articoli 92, 93 e 94 del trattato CE (diventati articoli 107, 108 e 109 del TFUE) erano applicabili alla produzione di prodotti lattiero-caseari e altri dessert a base di latte, ai sensi dell’articolo 23 del regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all’ organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (9) che erano applicabili al momento della concessione degli aiuti.

VI.1.   Esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato TFUE

(57)

A norma dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato TFUE sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi fra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

(58)

Misura concessa dallo Stato: questa condizione è soddisfatta dato che la misura è concessa dalla Provincia Flevoland.

(59)

Misura che incide sugli scambi e falsa o minaccia di falsare la concorrenza: il settore dei prodotti lattiero-caseari, è aperto alla concorrenza a livello comunitario (10) e quindi è sensibile a qualsiasi misura a favore della produzione in uno degli Stati membri. Inoltre, nel caso in questione, lo scopo era trattare il latte nella provincia di Flevoland, mentre precedentemente il latte veniva in parte trattato in Belgio. Di conseguenza, questa misura rischia di falsare la concorrenza sul mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

(60)

Misura che favorisce alcune imprese o alcune produzioni: l’aiuto è concesso a beneficio di un’unica impresa, Farm Dairy.

(61)

La Commissione conclude pertanto che la misura in oggetto rientra nell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE e costituisce un aiuto di Stato. Questa conclusione non è alterata dalle osservazioni pervenute a seguito dell’avvio del procedimento.

VI.2.   Qualificazione della misura come aiuto illegale

(62)

L’aiuto è stato concesso e versato senza essere stato notificato, e pertanto si tratta di un aiuto illegale ai sensi dell’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (11).

VI.3.   Valutazione della compatibilità della misura di aiuto

(63)

La suddetta decisione di avvio del procedimento menzionava due giustificazioni possibili per l’aiuto versato dalle autorità olandesi. In un primo tempo, ossia al momento della concessione dell’aiuto, le autorità hanno indicato che si trattava di un aiuto all’investimento, che doveva rientrare nell’ambito del DOCUP Flevoland (cfr. considerando 9). Successivamente le autorità della Provincia Flevoland hanno convertito questo aiuto all’investimento in un indennizzo per le perdite subite a causa della mancata concessione dell’aiuto. Le informazioni fornite da Farm Dairy nell’ambito dell’apertura del procedimento saranno esaminate sotto la sezione che riguarda la compatibilità dell’aiuto in quanto aiuto all’investimento. La valutazione della compatibilità della misura di aiuto si articolerà in due parti: esame della compatibilità dell’aiuto come aiuto all’investimento (VI.3.1), e come indennizzo (VI.3.2).

(64)

A titolo preliminare la Commissione vorrebbe tuttavia esaminare l’argomento sostenuto da Farm Dairy che contesta la qualificazione da parte della Commissione della misura come misura ai sensi del punto 3.2 del DOCUP Flevoland, mentre la Provincia aveva presentato alla Commissione la misura come misura di cui al punto 3.3 del DOCUP Flevoland (cfr. considerando 33).

(65)

Innanzitutto la Commissione è del parere che questo dibattito riguardi la concessione di finanziamenti comunitari, che non è oggetto della presente decisione. Questa infatti valuta la misura concessa unicamente da fondi della Provincia, dopo che il ministero LNV aveva preso atto del rifiuto della Commissione di concedere un finanziamento comunitario. La valutazione delle ragioni per le quali la Commissione ha rifiutato la concessione di questi finanziamenti comunitari non rientra nell’ambito della presente decisione, e avrebbe dovuto essere contestata in tempo utile nell’ambito delle procedure applicabili alla concessione di fondi comunitari. Il rifiuto della concessione di finanziamenti comunitari da parte della Commissione è stato comunicato per lettera ai Paesi Bassi il 25 giugno 1999, e questi ultimi ne avevano preso atto senza tentare di contestare la misura (12); questa decisione non deve pertanto essere più rimessa in questione nell’ambito della presente decisione.

(66)

La Commissione rileva tuttavia che i criteri utilizzati per la valutazione delle misure in relazione alle regole concernenti gli aiuti di Stato in materia di investimento rinviano agli stessi criteri utilizzati per la valutazione in relazione al punto 2.3 del DOCUP. Le regole in materia di aiuti di Stato applicabili al momento della concessione dell’aiuto sono contenute negli orientamenti e rinviano, al punto 3, lettera b), ai punti 1.2 e 2 della decisione 94/173/CE. Questa decisione riguardava, in termini generali, i criteri di scelta comunitari per la selezione degli investimenti che possono beneficiare del finanziamento comunitario a norma del regolamento (CEE) n. 866/90 e del regolamento (CEE) n. 867/90 del Consiglio, del 29 marzo 1990, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti della silvicoltura (13). Ciò al fine di ottenere una certa coerenza tra i finanziamenti comunitari e i finanziamenti nazionali. La Commissione sottolinea, tuttavia, che non applica la decisione 94/173/CE in quanto tale, ma solo nella misura in cui gli orientamenti vi fanno riferimento.

VI.3.1.   L’aiuto all’investimento

(67)

La Commissione ha esaminato le misure alla luce degli orientamenti applicabili al momento della concessione della misura, ossia il 3 marzo 1999.

(68)

Ai sensi del punto 3, lettera b), degli orientamenti, gli aiuti per gli investimenti di cui al punto 1.2, secondo e terzo trattino dell’allegato della decisione 94/173/CE non possono essere considerati compatibili con il mercato interno. Analogamente, gli investimenti che sono esclusi ai sensi del punto 2 dello stesso allegato, sono considerati incompatibili con il mercato comune se le condizioni specifiche previste non sono soddisfatte.

(69)

Il punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE stabilisce che «Nel settore del latte di vacca e dei prodotti da esso derivati sono esclusi gli investimenti seguenti:

(…)

investimenti riguardanti i seguenti prodotti: burro, siero in polvere, latte inpolvere, butteroil, lattosio, caseina e caseinati,

investimenti riguardanti l’elaborazione di prodotti freschi o di formaggi, tranne se la produzione comporta una parte rilevante di innovazione tecnologica in rispondenza all’evoluzione della domanda, tranne per i prodotti per i quali è comprovata un’insufficienza di capacità così come di sbocchi reali ed effettivi, ed inoltre tranne per gli investimenti riguardanti l’elaborazione di prodotti secondo i metodi tradizionali o biologici, quali sono definiti dalla normativa comunitari.

I divieti di cui ai trattini precedenti non si applicano agli investimenti seguenti, purché non comportino un incremento della capacità:

investimenti intesi ad adeguare gli impianti alle norme sanitarie comunitarie,

investimenti miranti alla tutela dell’ambiente.»

(70)

Ne risulta che a priori, un aiuto all’investimento concernente l’elaborazione di prodotti freschi come quella in questione non sarebbe compatibile con il mercato interno, a meno che questo investimento rientri in una delle eccezioni menzionate al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE.

(71)

Il fatto di sapere se si configura una delle eccezioni di cui al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE è uno degli elementi principali che hanno portato all’apertura del procedimento. Nella presente decisione si esamineranno pertanto le tre eccezioni: la parte rilevante di innovazione nella produzione in rispondenza all’evoluzione della domanda, un’insufficienza di capacità e l’esistenza di sbocchi reali ed effettivi, l’elaborazione di prodotti secondo i metodi tradizionali o biologici, secondo la definizione della regolamentazione comunitaria.

a)   Criterio riguardante la parte rilevante di innovazione in rispondenza all’evoluzione della domanda

(72)

Dai documenti trasmessi dai Paesi Bassi alla Commissione nel 2005 risultava che il processo di produzione non era innovativo alla luce delle informazioni trasmesse all’epoca. Come indicato nella decisione di apertura, IKC riteneva che il progetto non fosse del tutto innovativo. In particolare si riteneva che il progetto non riguardasse prodotti innovativi ma innovazioni di mercato, e che il processo di produzione non fosse innovativo, ma utilizzasse le tecniche più moderne. Tuttavia, visto che gli altri criteri valutati da IKC erano soddisfatti, questi aveva concluso che il progetto soddisfaceva i criteri per beneficiare di un sussidio ma ne aveva ridotto la proporzione (cfr. considerando 11).

(73)

Si tratta di capire se gli elementi apportati da Farm Dairy e dai Paesi Bassi nell’ambito dell’apertura del procedimento possono rimettere in causa l’analisi che era stata effettuata nel quadro della valutazione dei criteri di valutazione dei sussidi DOCUP. Questi elementi (cfr. considerando da 36 a 46) hanno dimostrato che la parte dell’investimento riguardante il nuovo recipiente di 2 litri in polietilene era totalmente innovativo e che Farm Dairy era la prima impresa a fabbricare e a immettere questo prodotto sul mercato olandese. La relazione trasmessa a tal fine da Farm Dairy illustra il carattere innovativo e sembra credibile nella misura in cui è stata redatta da un esperto del settore, che lavorava all’epoca per un concorrente di Farm Dairy. Questa relazione non rimette in questione l’analisi effettuata da IKC e il ministero LNV ma comporta un elemento che non era stato trasmesso alla Commissione prima della decisione di avvio del procedimento e che non era stato menzionato nei documenti trasmessi precedentemente. Il recipiente di 2 litri citato aveva già ottenuto un notevole successo sui mercati britannico e statunitense. Farm Dairy era la prima ad immettere sul mercato questo tipo di recipiente. Successivamente Farm Dairy si è rivelata un precursore, in quanto il recipiente è utilizzato diffusamente nei Paesi Bassi.

(74)

In base alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, spetta alla Commissione tenere conto dei vari elementi che le sono presentati e sollecitare tutti i pareri necessari, in particolare chiedendo informazioni ai beneficiari, al fine di decidere in piena conoscenza di causa al momento dell’adozione della sua decisione (14).

(75)

Nel caso considerato, la Commissione ha chiesto conferma ai Paesi Bassi degli elementi sostenuti da Farm Dairy. Questi hanno confermato gli elementi di Farm Dairy e hanno trasmesso tre documenti indipendenti (cfr. supra, considerando da 51 a 53) che provano il carattere innovativo dell’investimento concernente i recipienti di 2 litri. Da queste informazioni emerge, da una parte, che i Paesi Bassi, al momento della valutazione del carattere innovativo, non hanno tenuto conto dell’elemento di investimento per la parte concernente i recipienti di 2 litri, probabilmente perché l’esame è stato effettuato in base ai criteri DOCUP e non sulla base degli orientamenti citati. D’altra parte, i Paesi Bassi hanno fatto ricorso a esperti indipendenti, che conoscono il mercato e il modo i cui i prodotti lattiero-caseari sono immessi sul mercato. Gli studi effettuati da questi esperti hanno dimostrato che effettivamente Farm Dairy è stata la prima impresa a immettere questo tipo di recipienti sul mercato olandese.

(76)

In base a questi nuovi elementi presentati dalle autorità e da Farm Dairy a seguito dell’avvio del procedimento, la Commissione ritiene che l’introduzione e la fabbricazione dei recipienti di 2 litri presentino un carattere innovativo.

(77)

Per quanto riguarda il concetto «make-to-order» la questione si pone in modo analogo: le precisioni apportate da Farm Dairy e dai Paesi Bassi sono tali da modificare la valutazione eseguita dalla Commissione al momento dell’avvio del procedimento?

(78)

Contrariamente ai recipienti di 2 litri, il concetto «make-to-order» era stato preso in considerazione dai Paesi Bassi al momento della valutazione effettuata a seguito della domanda di finanziamento del 1998. Si era giunti alla conclusione che il processo di produzione non era di per sé innovativo, ma che utilizzava le tecniche più moderne, ed era efficace in termini di riduzione del consumo energetico e meno inquinante. Queste argomentazioni erano già state utilizzate dai Paesi Bassi e da Farm Dairy nella corrispondenza precedente. Per il concetto «make-to-order» non sono state dimostrate altre innovazioni.

(79)

Occorre inoltre verificare se la produzione è adeguata all’evoluzione della domanda, come previsto della prima eccezione di cui alla decisione 94/173/CE. Dalle informazioni trasmesse alla Commissione (considerando 43) emerge che la domanda di questi prodotti proveniva essenzialmente dai supermercati e che erano stati conclusi dei contratti con almeno cinque supermercati. La Commissione ritiene che ciò costituisca un segno evidente del fatto che l’innovazione è in rispondenza con l’evoluzione della domanda. Questa convinzione è corroborata dal fatto che [x], citato dai Paesi Bassi (cfr. considerando 55) ha registrato un aumento considerevole del suo fatturato grazie al latte di Farm Dairy.

(80)

La Commissione ritiene pertanto che le condizioni della prima eccezione siano soddisfatte, per la parte dell’investimento che riguarda i recipienti di 2 litri, dato che l’investimento riveste un carattere innovativo in rispondenza all’evoluzione della domanda. Sulla base delle informazioni pervenutele a seguito dell’avvio del procedimento di indagine formale, la Commissione non è in grado di stabilire se le condizioni di questa prima eccezione sono soddisfatte. Non spetta infatti alla Commissione esaminare automaticamente quali sono gli elementi che avrebbero potuto esserle trasmessi, ma essa deve, da una parte, sollecitare tutti i pareri necessari e, dall’altra, basarsi sulle informazioni di cui dispone al momento dell’adozione della decisione (15). In questo caso, la Commissione ha avviato il procedimento e ha chiesto ai Paesi Bassi, con lettera del 18 settembre 2009, di confermare alcuni elementi menzionati da Farm Dairy nelle sue osservazioni. Così facendo la Commissione ha pertanto utilizzato tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere informazioni da parte di terzi o dello Stato membro. D’altra parte, nella presente decisione, la Commissione si basa su tutte le informazioni pervenute a seguito dell’avvio del procedimento. Non è pervenuta nessuna informazione che indichi che l’investimento per la parte concernente i recipienti di 2 litri non era innovativo né in rispondenza all’evoluzione della domanda.

(81)

In considerazione del fatto che i criteri menzionati dalla disciplina in collegamento con la decisione 94/173/CE sono soddisfatti per quanto attiene al carattere innovativo dell’investimento che riguarda le bottiglie di 2 litri, ma non per il resto dell’investimento, occorre isolare i costi relativi a questo investimento al fine di dedurne l’intensità massima dell’aiuto.

(82)

Le autorità olandesi hanno indicato che un importo di 1 840 000 NLG (834 956 EUR) era destinato all’investimento specifico per i recipienti di 2 litri. A questo le autorità olandesi hanno aggiunto il costo di un quarto delle linee di imbottigliamento dato che sulle quattro linee di imbottigliamento, una sola sarebbe stata utilizzata esclusivamente al riempimento delle bottiglie di 2 litri. Questo importo ammonta a 2 936 250 NLG (1 332 412 EUR). In tutto l’importo ammonta pertanto a 4 776 250 NLG (2 167 367 EUR) (cfr. considerando 53). Questo totale non comprende nessun tipo di spesa generale (ad esempio, gli edifici o i terreni).

(83)

L’intensità massima dell’aiuto deve pertanto essere valutata sotto il profilo di questi costi ammissibili. Flevoland era, al momento della domanda, una regione «obiettivo 1» e pertanto può beneficiare di un aiuto che va fino al 75 % dei costi ammissibili. L’aiuto concesso, pari a 715 909 EUR, rappresenta meno del 75 % dei costi ammissibili. L’investimento proposto, pertanto, è compatibile con le regole in materia di aiuti di Stato.

b)   L’esistenza di sbocchi e l’insufficienza di capacità

(84)

Visto che le condizioni della prima eccezione di cui al punto 2.3 dell’allegato della decisione 94/173/CE sono soddisfatte e che ciò consente di approvare l’aiuto concesso nella sua totalità, non occorre pronunciarsi sull’eventuale rispetto delle altre condizioni.

c)   L’elaborazione di prodotti secondo i metodi tradizionali o biologici, quali definiti dalla regolamentazione comunitaria

(85)

Come per la lettera b), l’analisi di questa terza eccezione non è necessaria, nella misura in cui l’analisi della prima eccezione ha consentito di stabilire la compatibilità dell’aiuto in questione. Inoltre questo punto non risulta pertinente per il progetto di investimento in questione, che non riguarda affatto l’elaborazione di prodotti secondo i metodi tradizionali o biologici.

(86)

La Commissione ha peraltro esaminato l’aiuto in questione dal punto di vista dell’articolo 3, lettera d), degli orientamenti, che stabilisce che «La Commissione esamina inoltre singolarmente tutte le misure di aiuto che sarebbero da escludere applicando gli orientamenti e misure opportune proposte, ma che di norma potrebbero beneficiare di un cofinanziamento comunitario ai sensi del regolamento (CEE) n. 2328/91del Consiglio (16)». Dalla lettera inviata dalla Commissione ai Paesi Bassi il 25 giugno 1999 risulta che il progetto non poteva essere finanziato dal DOCUP. Di conseguenza la Commissione ritiene che la misura in questione non può beneficiare delle deroghe di cui al punto 3, lettera d), degli orientamenti menzionati.

VI.3.2.   Altri argomenti esaminati al momento dell’avvio del procedimento concernente la compatibilità dell’aiuto nel suo insieme

(87)

Al momento dell’avvio del procedimento la Commissione aveva esaminato l’indennizzo dei danni a seguito della mancata concessione dell’aiuto come base per approvare l’investimento nella sua totalità. Nel corso della fase preliminare, le autorità olandesi avevano indicato che l’aiuto era stato concesso a titolo di indennizzo per i danni subiti a seguito dell’errore commesso dall’autorità che in un primo tempo aveva concesso l’aiuto che si è poi rivelato illegale e forse incompatibile.

(88)

La Corte di giustizia ha dichiarato che il pagamento dei danni e interessi non costituisce un aiuto (17). La Corte si è basata sul fatto che gli aiuti di Stato rivestono un carattere giuridico fondamentalmente diverso dai danni-interessi che le autorità nazionali sarebbero eventualmente condannate a versare a dei privati, a titolo di riparazione per il pregiudizio causato. Per questo motivo, in linea di massima, il versamento di danni e interessi non attribuisce un vantaggio al beneficiario in quanto si tratta della semplice compensazione di un diritto di cui beneficia.

(89)

Nel caso specifico, è difficile parlare di un diritto all’indennizzo per il beneficiario, visto che questo sedicente diritto si basa sin dall’inizio su un comportamento illegale dello Stato membro. La giurisprudenza costante ritiene infatti che, tenuto conto del carattere imperativo del controllo che la Commissione effettua sugli aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 108 del TFUE, le imprese beneficiarie di un aiuto potrebbero fare legittimo affidamento sulla sua regolarità soltanto se l’aiuto fosse stato concesso rispettando la procedura prevista dall’articolo summenzionato. Infatti, un operatore economico diligente deve normalmente essere in grado di assicurarsi che tale procedura sia stata rispettata (18).

(90)

In questo caso, occorre rilevare inoltre che la concessione di aiuti a titolo di indennizzo rappresenterebbe un aggiramento del divieto di concedere aiuti senza approvazione della Commissione. Quanto sopra affermato è confermato inoltre dal fatto che al momento in cui la Provincia Flevoland ha precisato che l’aiuto in questione era stato concesso a titolo di indennizzo per l’errore provocato dall’amministrazione, essa era perfettamente a conoscenza del fatto che l’aiuto avrebbe dovuto essere sottoposto all’approvazione della Commissione, prima della sua applicazione.

(91)

Di conseguenza la Commissione ritiene che l’investimento nella sua totalità non può essere considerato compatibile solo perché costituirebbe un indennizzo per il pregiudizio subito dal beneficiario.

VI.3.3.   Altri argomenti sostenuti da Farm Dairy nell’ambito dell’apertura del procedimento

(92)

Farm Dairy aveva contestato l’applicazione dei tassi di interesse composti in casi di decisione negativa della Commissione con recupero (cfr. sopra considerando 47). Visto che la decisione in oggetto stabilisce la compatibilità dell’aiuto, non si prevede il recupero dell’aiuto illegale e le osservazioni di Farm Dairy non sono più pertinenti.

VII.   Conclusione

(93)

L’aiuto di Stato a favore di Farm Dairy che cui i Paesi Bassi hanno dato esecuzione è compatibile per la parte dell’investimento che riguarda i nuovi recipienti di 2 litri. L’importo iniziale dell’aiuto è stato pertanto ricalcolato rispetto a questa parte dell’investimento globale, e da questo calcolo risulta che l’aiuto concesso è compatibile con i requisiti degli orientamenti degli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli.

(94)

La Commissione si rammarica tuttavia del fatto che i Paesi Bassi abbiano dato esecuzione all’aiuto in questione in violazione dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’aiuto di Stato cui i Paesi Bassi hanno dato esecuzione a favore di Farm Dairy, per un importo di 715 909 EUR, è compatibile con il mercato interno.

Articolo 2

Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 9 marzo 2010.

Per la Commissione

Dacian CIOLOŞ

Membro della Commissione


(1)  A decorrere dal 1o dicembre 2009, gli articoli 87 e 88 del trattato CE sono diventati gli articoli 107 e 108, rispettivamente, del TFUE. Le due serie di disposizioni sono sostanzialmente identiche. Ai fini della presente decisione, i riferimenti agli articoli 107 e 108 del TFUE vanno intesi come riferimenti agli articoli 87 e 88 rispettivamente del trattato CE.

(2)  GU L 10 del 13.1.2001, pag. 20.

(3)  GU C 87 del 16.4.2009, pag. 5.

(4)  GU C 29 del 2.2.1996, pag. 4.

(5)  GU L 79 del 23.3.1994, pag. 29.

(6)  Informazione coperta dal segreto professionale.

(7)  GU L 91 del 6.4.1990, pag. 1.

(8)  TNO è un ufficio studi indipendente il cui obiettivo è rendere la ricerca scientifica applicabile per rafforzare il potenziale di innovazione delle imprese e delle autorità pubbliche (www.tno.nl).

(9)  GU L 148 del 28.6.1968, pag. 13.

(10)  Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia, un miglioramento della posizione concorrenziale di un’impresa in seguito a un aiuto di Stato costituisce generalmente la prova che la concorrenza è falsata nei confronti di altre imprese che non hanno beneficiato di un aiuto analogo (causa C-730/79, punti 11 e 12, Raccolta 1980, pag. 2671). Per quanto riguarda l’esistenza di scambi intracomunitari sul mercato del latte, cfr. sopra i considerando 44, 45 e 46 che la Commissione ritiene fondati.

(11)  GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.

(12)  In effetti, nella sua lettera del 15 luglio 1999 indirizzata alla Provincia Flevoland, il ministero LNV indica che il progetto non è stato approvato dalla Commissione, e rifiuta pertanto qualsiasi finanziamento dal LNV.

(13)  GU L 91 del 6.4.1990, pag. 7.

(14)  TPI, 9 settembre 2009, causa T-369/06, Holland Malt c. Commissione, punto 195 (non ancora pubblicato).

(15)  Causa T-369/06, Holland Malt c. Commissione, opera citata, punti 195-198.

(16)  GU L 218 del 6.8.1991, pag. 1.

(17)  CGCE, cause riunite 106/87-120/87, 27.9.1988, Asteris AE c. Repubblica ellenica e CEE, Raccolta 1988, pag. 5515.

(18)  CGCE, causa C-169/95, Spagna/Commissione, Raccolta 1997, pag. I-135.


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