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Document 52019XG1126(06)

Conclusioni del Consiglio sull’economia del benessere2019/C 400/09

ST/13432/2019/INIT

OJ C 400, 26.11.2019, p. 9–14 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

26.11.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 400/9


Conclusioni del Consiglio sull’economia del benessere

(2019/C 400/09)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

RICONOSCENDO CHE:

1.

L’economia del benessere è un orientamento politico e un approccio di governance teso a mettere al centro del processo decisionale e politico le persone e il loro benessere. Per quanto il benessere delle persone sia un valore in sé, l’economia del benessere sottolinea che benessere e crescita economica si rafforzano reciprocamente. Tenere conto del benessere in tutte le politiche è di importanza vitale per la crescita economica, la produttività, la sostenibilità di bilancio a lungo termine e la stabilità sociale dell’Unione.

2.

Il benessere delle persone è un obiettivo fondamentale dell’Unione europea. L’economia del benessere mette in luce la ragion d’essere dell’Unione, sancita nei trattati e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La creazione di un ambiente che consenta alle persone di realizzare pienamente il proprio potenziale e di godere dei propri diritti fondamentali è una componente essenziale dell’economia del benessere. Allo stesso tempo la crescita economica sostenibile e inclusiva e la resilienza facilitano il benessere delle persone, delle società e del pianeta.

3.

Un approccio orizzontale basato sulla collaborazione intersettoriale tra vari settori d’intervento è fondamentale per la realizzazione dell’economia del benessere. La necessità di avviare un’azione intersettoriale è sancita dal trattato sul funzionamento dell’UE e dalla Carta sociale europea e vi fanno riferimento precedenti conclusioni del Consiglio (2006) nel quadro dell’approccio salute in tutte le politiche. La traduzione in pratica del concetto di economia del benessere non richiede nuove competenze o strutture per azioni a livello dell’Unione, ma necessita di un utilizzo coordinato e migliore delle rispettive competenze da parte dell’Unione e degli Stati membri, oltre a una rinnovata attenzione nei confronti dei principali motori del benessere.

4.

L’economia del benessere si basa su una politica economica solida e sostenibile. Evidenzia l’importanza di investire in misure e strutture politiche efficaci, efficienti ed eque che garantiscano a tutti l’accesso ai servizi pubblici, ivi compresi i servizi sanitari e sociali, l’assistenza a lungo termine, la promozione della salute e di misure preventive, la protezione sociale come anche l’istruzione, la formazione e l’apprendimento permanente. Pone l’accento sull’occupazione, su politiche attive del mercato del lavoro e sulla salute e la sicurezza sul lavoro, come anche su condizioni di lavoro dignitose, in quanto misure per garantire il benessere sul luogo di lavoro. Sostiene le pari opportunità, la parità di genere e l’inclusione sociale.

5.

L’elaborazione di politiche sulla base della conoscenza richiede obiettivi chiari e il ricorso a una serie adeguata di indicatori di alta qualità, a valutazioni d’impatto globali e alla valutazione del rapporto costi/benefici a breve, medio e lungo termine. È generalmente riconosciuto che il PIL, da solo, non fornisce un quadro completo del benessere delle persone. Sono pertanto necessari ulteriori sforzi collaborativi intensificati in tutti i settori per poter sfruttare meglio e migliorare gli strumenti esistenti e utilizzarli come base per elaborare un approccio comune alla misurazione delle diverse dimensioni dell’economia del benessere.

6.

L’equilibrio tra crescita economica e progresso sociale è al centro dell’integrazione europea. È fondamentale per un’economia sociale di mercato tesa alla piena occupazione e al progresso sociale e distingue l’Unione a livello mondiale. Il pilastro europeo dei diritti sociali (pilastro in appresso) funge da bussola per una rinnovata convergenza verso l’alto nella realizzazione di migliori condizioni di vita e di lavoro nell’Unione. La realizzazione degli obiettivi del pilastro dipende dall’impegno e dalla responsabilità politici condivisi tra l’UE e gli Stati membri e necessita di progressi continui e di un’azione approfondita ad opera di entrambe le parti conformemente alle rispettive competenze. L’economia del benessere contribuisce agli obiettivi e all’attuazione del pilastro in linea con la nuova agenda strategica dell’UE per il periodo 2019-2024. Inoltre, contribuisce al modello sociale europeo, in quanto emancipa tutti i cittadini promuovendo la convergenza sociale ed economica verso l’alto.

7.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (1) ha sottolineato che investire in un miglioramento della sanità, dell’istruzione, dell’occupazione, della parità di genere e della protezione sociale a vantaggio di tutti i membri della società contribuisce alla crescita economica. Inoltre, il ritorno sociale associato a un maggiore benessere individuale - compresi una maggiore fiducia, un maggiore impegno civico e una maggiore coesione sociale - contribuisce alla crescita economica attraverso una più forte produttività totale dei fattori, una maggiore stabilità finanziaria e politica e un’accresciuta resilienza agli shock.

8.

L’economia del benessere è anche il fulcro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che tutti gli Stati membri si sono impegnati a realizzare. Nella stessa prospettiva l’importanza di investire nella salute, nella protezione sociale e nell’istruzione è stata riconosciuta da varie organizzazioni internazionali, nella fattispecie il gruppo della Banca mondiale (2), il Fondo monetario internazionale (3), l’Organizzazione internazionale del lavoro (4) e l’Organizzazione mondiale della sanità (5).

RAMMENTANDO che:

9.

Un elevato numero di europei vive in condizioni di prosperità. In media, malgrado le disparità esistenti tra gli Stati membri e al loro interno, i cittadini dell’Unione sono più istruiti, più ricchi, più sani e vivono più a lungo di quanto sia mai successo prima.

CONSIDERANDO che:

10.

La povertà e l’esclusione dal mercato del lavoro e dalla società aggravano le disparità e la segregazione, con una possibile polarizzazione e instabilità nella società. Malgrado i vari sviluppi positivi, le persone a rischio di povertà o di esclusione sociale si trovano di fronte a molteplici sfide e alla mancanza di opportunità. Un bambino su quattro nell’Unione è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Il fenomeno dei senzatetto è in aumento in un considerevole numero di Stati membri e riguarda diversi gruppi di persone, in particolare in ambienti urbani. Ciononostante le città possono anche offrire opportunità per il benessere delle persone. Un adeguato sostegno al reddito come anche l’accesso a servizi sanitari e sociali di qualità, all’assistenza a lungo termine e all’educazione e cura della prima infanzia, ad alloggi a prezzi accessibili e al sostegno per l’inserimento o il reinserimento sul mercato del lavoro sono essenziali per prevenire e affrontare la povertà e l’esclusione garantendo al contempo a tutti pari opportunità. Anche l’economia sociale, l’innovazione sociale e gli investimenti sociali svolgono un ruolo importante.

11.

I cambiamenti nel mondo del lavoro richiedono adattabilità come anche qualifiche e competenze diversificate e in continua evoluzione. L’istruzione e la formazione svolgono pertanto un ruolo fondamentale nel promuovere la competitività, l’adattabilità e la partecipazione al mercato del lavoro e alla società. È necessario adoperarsi per facilitare a tutti l’accesso all’apprendimento permanente e all’acquisizione di abilità e competenze così che siano in grado di far fronte alle sfide e cogliere le opportunità della digitalizzazione e delle nuove forme di lavoro. I cambiamenti climatici si ripercuoteranno sul mondo del lavoro. Il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione a portare avanti i lavori per quanto riguarda le condizioni, gli incentivi e il quadro favorevole da predisporre per garantire una transizione verso un’UE a impatto climatico zero, in linea con l’accordo di Parigi, che, fra l’altro, preservi la competitività europea, sia giusta e socialmente equilibrata e tenga conto al contempo delle situazioni nazionali degli Stati membri. In termini di occupazione, la transizione alla neutralità climatica comporta sia opportunità che sfide.

12.

I gruppi vulnerabili e le persone a rischio di esclusione si trovano spesso ad affrontare difficoltà nel mercato del lavoro e nella società e possono avere esigenze particolari sul lavoro e nella vita lavorativa. Il principio di non discriminazione è fondamentale per far fronte a tali esigenze. L’inclusione delle persone con disabilità nel mercato del lavoro e nella società nel suo complesso è conforme al principio di garantire un lavoro dignitoso e ai diritti umani. Inoltre, la longevità offre opportunità al mercato del lavoro e all’economia e richiede misure di sostegno che consentano a tutti di contribuire attivamente alla società e alla vita lavorativa.

13.

Una retribuzione equa, condizioni di lavoro buone ed eque, lavori di qualità, luoghi di lavoro rispettosi e non discriminazione sul lavoro consentono alle persone di avere pari accesso al mercato del lavoro e di rimanervi, prevengono i pensionamenti anticipati e garantiscono che siano utilizzate le competenze dell’intera forza lavoro. Un’opportuna protezione dei diritti sociali e della vita sul posto di lavoro rafforza la dimensione sociale dell’Unione e svolge un ruolo importante nella lotta contro le disparità e la povertà lavorativa. Condizioni di lavoro buone ed eque e un’opportuna protezione sociale dovrebbero essere garantite anche nelle nuove forme di lavoro. Luoghi di lavoro sani e sicuri portano a una maggiore produttività, a una maggiore soddisfazione sul lavoro e a una vita lavorativa più lunga, oltre a prevenire malattie professionali e infortuni sul lavoro e i costi elevati che ne conseguono. Le parti sociali svolgono un ruolo importante nell’elaborazione di queste politiche.

14.

Promuovere la parità di genere, migliorare le opportunità occupazionali delle donne, garantire il principio della parità di retribuzione per un lavoro di pari valore, agevolare la conciliazione di lavoro, assistenza e vita privata per le donne e gli uomini, come anche prevenire e combattere la violenza contro le donne, sono elementi essenziali per una crescita economica sostenibile e inclusiva, per la coesione sociale e il benessere. Ridurre i divari di genere nell’occupazione, nella retribuzione e nelle pensioni e promuovere l’emancipazione economica delle donne sono ritenuti presupposti per un’economia più equa e inclusiva.

15.

Sistemi di protezione sociale ben concepiti, adeguati e sostenibili per tutti possono proteggere efficacemente il singolo. Gli investimenti nei sistemi di protezione sociale producono risultati preziosi sul piano sociale ed economico a lungo termine. La protezione sociale contribuisce alla resilienza socioeconomica e al capitale umano. Inoltre, tali sistemi consentono di ottenere migliori risultati sul mercato del lavoro in quanto sostengono il trasferimento di forza lavoro a settori dell’economia emergenti e dinamici.

16.

L’istruzione, la formazione e l’apprendimento permanente sono misure essenziali di politica per il benessere. Un’istruzione e una formazione accessibili e di elevata qualità, che siano inclusive, sono fondamentali per società ed economie che devono adattarsi ai cambiamenti e sfruttarli al meglio. Investire nell’istruzione e nella formazione comporta elevati benefici economici e sociali; sostiene la stabilità e la crescita economiche ed è anche un elemento centrale che contribuisce alla resilienza delle nostre economie e società e alla loro prosperità futura.

17.

Il modo migliore per mitigare le sfide per il benessere delle persone è affrontarle in una fase precoce e lungo tutto l’arco della vita. Queste misure includono tra l’altro una cura prenatale nonché un’educazione e una cura della prima infanzia di buona qualità e a prezzi accessibili, la promozione di stili di vita sani, comprese l’attività fisica e un’alimentazione sana, nonché misure preventive e ambienti favorevoli. Investire nell’alfabetizzazione sanitaria è importante per responsabilizzare le persone a fare scelte sane.

18.

L’accesso per tutti ai servizi sanitari, all’assistenza a lungo termine, alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie, garantito da un sistema sanitario sostenibile, è un elemento essenziale del benessere che affronta anche le disuguaglianze in materia sanitaria e contribuisce così all’economia e alla società. Gli investimenti nella sicurezza sanitaria contribuiscono a prevenire e individuare le minacce alla salute in modo efficace e tempestivo e a intervenire di conseguenza. Ad esempio, la resistenza antimicrobica, l’esitazione vaccinale e la crescente insorgenza di catastrofi dovute ai cambiamenti climatici e alle epidemie possono causare gravi danni alla salute pubblica e alle economie nazionali. Una maggiore copertura vaccinale è una misura efficace in termini di costi per prevenire molte malattie trasmissibili. Maggiori sforzi tesi a promuovere una buona salute mentale e a far progredire la prevenzione, la diagnosi precoce, il trattamento e la destigmatizzazione dei disturbi mentali migliorerebbero la vita di milioni di cittadini europei per tutto l’arco della loro vita e contribuirebbero ad ambienti di lavoro non discriminatori, a migliori condizioni di lavoro e quindi a un’economia più forte.

19.

La continua crescita della spesa sanitaria rappresenta una sfida per le economie nazionali di tutti i paesi europei. È pertanto di cruciale importanza affrontare i fattori sociali, commerciali, economici e ambientali che determinano la salute e il problema delle malattie non trasmissibili, tenendo conto dei fattori di rischio quali un’alimentazione povera o poco sana, l’inattività fisica e il consumo nocivo di alcool e tabacco. È possibile ricorrere a misure fiscali per orientare i consumi e i comportamenti.

20.

La carenza e i prezzi elevati di una serie di dispositivi medici e medicinali, insieme a inefficienze nell’uso di medicinali generici e biosimilari, possono mettere in pericolo la sostenibilità e il finanziamento dei sistemi sanitari nazionali. È fondamentale migliorare l’accesso ai medicinali e la loro efficacia in termini di costi, la sicurezza dei pazienti e la continuità del trattamento. È altresì importante proseguire le discussioni politiche in merito all’accessibilità economica e alla sicurezza dell’approvvigionamento.

21.

Gli sviluppi tecnologici, in particolare la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, stanno modificando le modalità con cui è possibile promuovere il benessere delle persone e con cui si forniscono servizi sanitari e sociali. Ciò può aumentare l’efficacia in termini di costi, l’efficienza e la qualità dei servizi e può anche combattere le disparità in termini di accesso e risultati. È importante migliorare l’accesso delle persone ai propri dati sanitari e sociali e sensibilizzare in merito alla protezione di tali dati. Ai fini della promozione della sanità pubblica, della ricerca e dell’innovazione, è essenziale sfruttare il potenziale dei dati sanitari e sociali, rispettando al contempo pienamente le norme applicabili in materia di protezione dei dati e i principi etici.

22.

Il semestre europeo fornisce un quadro per il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri ed è uno strumento importante per monitorare l’attuazione della strategia Europa 2020 e i principali settori oggetto del pilastro. Il numero di raccomandazioni specifiche riguardanti le politiche sociali e in materia di occupazione, istruzione, formazione e parità, l’assistenza sanitaria e a lungo termine, le pensioni, la povertà e l’esclusione sociale è aumentato gradualmente e al momento questi temi sono oggetto di quasi la metà delle raccomandazioni. Politiche sociali, occupazionali, sanitarie e in materia di istruzione ben concepite e sostenibili, come anche la parità di genere, sono indispensabili per una crescita economica a lungo termine sostenibile e inclusiva. La cooperazione intersettoriale e un buon equilibrio tra queste politiche e quelle economiche svolgono pertanto un ruolo importante nel semestre europeo.

23.

Le riforme strutturali rientrano nelle competenze degli Stati membri. I fondi strutturali dell’Unione possono sostenere ulteriori sviluppi sostenibili nelle politiche degli Stati membri in materia di benessere. Tali fondi possono essere utilizzati per promuovere le azioni degli Stati membri individuate negli orientamenti integrati di politica occupazionale ed economica e nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo.

24.

Per questi motivi è essenziale che l’Unione elabori una nuova strategia a lungo termine post 2020 per garantire che l’Unione diventi l’economia climaticamente neutra più competitiva e socialmente inclusiva al mondo, che rispecchi l’economia del benessere. È importante che l’Unione dia prova di leadership mondiale adottando una nuova strategia orizzontale ambiziosa e ben equilibrata in linea con gli impegni assunti nel quadro del pilastro e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

INVITA gli Stati membri a:

25.

SVILUPPARE una valutazione intersettoriale degli impatti sul benessere per rafforzare la politica e i processi decisionali basati sulla conoscenza.

26.

PRENDERE IN CONSIDERAZIONE l’impiego di indicatori relativi al benessere al fine di monitorare e segnalare processi di bilancio nazionale e in vista di processi decisionali basati sulla conoscenza. Tutti questi indicatori dovrebbero essere disaggregati in base al genere.

27.

ACCRESCERE la partecipazione al mercato del lavoro mediante specifiche misure di sostegno più mirate a beneficio delle persone escluse o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, in linea con l’approccio di inclusione attiva.

28.

GARANTIRE a tutti, tenendo conto delle situazioni nazionali, l’accesso a un’adeguata protezione sociale e a servizi sostenibili, di buona qualità e a prezzi accessibili.

29.

ORIENTARE le loro attività intersettoriali alla lotta contro i fattori che compromettono il benessere in una fase precoce e per tutta la durata della vita delle persone, tenendo conto in particolare dei benefici risultanti dalla promozione delle misure in materia di salute e prevenzione.

30.

PROMUOVERE politiche globali di apprendimento permanente nonché lo sviluppo di abilità e competenze lungo tutto l’arco della vita.

31.

PROMUOVERE riforme strutturali che favoriscano l’inclusione sociale, la partecipazione civica e la resilienza socioeconomica.

32.

POTENZIARE una prospettiva intersettoriale nelle posizioni politiche espresse nei vari organi preparatori del Consiglio che si occupano del semestre europeo, al fine di garantire un’analisi orizzontale equilibrata, in linea con il concetto di economia del benessere.

INVITA gli Stati membri e la Commissione europea, nell’ambito delle rispettive competenze e tenendo conto delle situazioni nazionali, nonché nel rispetto del ruolo e dell’autonomia delle parti sociali, a:

33.

INTEGRARE una prospettiva di economia del benessere a livello orizzontale nelle politiche nazionali e dell’Unione e mettere le persone e il loro benessere al centro della concezione delle politiche.

34.

ATTUARE interventi politici concreti ed efficaci a livello nazionale e dell’Unione per affrontare le sfide comuni al benessere.

35.

CONTINUARE ad adoperarsi per eliminare la povertà, in particolare combattendo la povertà infantile e la trasmissione intergenerazionale della povertà, anche esplorando nuove misure.

36.

CONTINUARE a elaborare e attuare misure che riconoscano e affrontino il fenomeno dei senzatetto e PROMUOVERE l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili per tutti.

37.

PROMUOVERE la collaborazione intersettoriale e continuare a rafforzare il ruolo delle politiche occupazionali, sociali, sanitarie e dell’istruzione nel quadro del processo del semestre europeo.

38.

EFFETTUARE analisi orizzontali nel quadro del processo del semestre europeo al fine di migliorare prospettive politiche ampie e a lungo termine e fornire raccomandazioni politiche equilibrate.

39.

CONTINUARE a sviluppare con rigore la raccolta di dati quantitativi e qualitativi e metodi statistici per misurare e monitorare periodicamente il benessere delle persone al fine di fornire, insieme agli indicatori economici nel contesto del semestre europeo, un’analisi completa quale base per le politiche e i processi decisionali.

40.

PROMUOVERE l’attuazione dei principi del pilastro quale passo importante verso la realizzazione dell’economia del benessere.

41.

GARANTIRE i benefici della digitalizzazione per il benessere delle persone accelerando ad esempio i lavori relativi a soluzioni digitali innovative e sicure fin dalla progettazione nella promozione di politiche sociali, sanitarie e della salute, rafforzando, se del caso, le iniziative esistenti per l’interoperabilità dello scambio transfrontaliero di dati relativi alla salute e alla protezione sociale nonché diffondendo tecnologie di dati innovative, tra cui l’intelligenza artificiale, rispettando al contempo le norme in materia di protezione dei dati, la sicurezza dei dati e i relativi principi etici, e PROMUOVERE l’inclusione digitale.

42.

PREVENIRE gli effetti dei cambiamenti demografici, in particolare quelli causati dall’invecchiamento e dalla longevità, e PROMUOVERE un invecchiamento sano e attivo in tutte le politiche.

43.

ATTUARE misure concrete ed efficaci per colmare il divario di genere in termini di occupazione e retribuzione al di là di quanto previsto dall’attuale piano d’azione dell’UE per affrontare il problema del divario retributivo di genere e AFFRONTARNE l’impatto sul divario di genere a livello pensionistico.

44.

PROMUOVERE un elevato livello di educazione e cura della prima infanzia accessibili, a costi abbordabili e di alta qualità, in linea con gli obiettivi stabiliti dal Consiglio europeo di Barcellona del 2002 sull’assistenza all’infanzia e con la raccomandazione del Consiglio del 2019 relativa a sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità.

45.

RAFFORZARE il ruolo dell’economia sociale, dell’imprenditoria sociale e dell’innovazione sociale nella promozione dell’inclusione sociale, della creazione di posti di lavoro di qualità e degli investimenti sociali e dell’accesso a essi.

46.

COOPERARE strettamente con le parti sociali e con la società civile a livello europeo e nazionale per promuovere l’economia del benessere attraverso un dialogo sociale e civile efficace.

INVITA la Commissione europea a:

47.

PROPORRE, alla scadenza della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, una nuova strategia di crescita a lungo termine per l’Unione che miri a garantire che l’Unione diventi l’economia climaticamente neutra più competitiva e socialmente inclusiva al mondo.

48.

PUBBLICARE una comunicazione sull’economia del benessere, che ponga l’accento sulle relazioni reciproche tra le politiche relative al benessere e la crescita economica, su una cooperazione intersettoriale equilibrata tra i diversi settori d’intervento, su un approccio basato sulla conoscenza e su misure preventive e interventi precoci, a sostegno dell’attuazione del pilastro e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

49.

RAFFORZARE la valutazione delle conseguenze di iniziative legislative e politiche di peso sul benessere, anche nel settore della politica economica.

50.

RIVEDERE il quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenendo conto dei cambiamenti nel mondo del lavoro.

51.

ADOTTARE una strategia europea autonoma per la parità di genere e RAFFORZARE l’integrazione di genere e il bilancio di genere come anche la loro attuazione efficace in tutti i settori d’intervento.

52.

PROMUOVERE la cooperazione europea nell’istruzione e nella formazione per rendere l’Europa la principale società dell’apprendimento al mondo sostenendo una cultura che incoraggi, responsabilizzi e motivi le persone e le società a imparare, a tutti i livelli e in tutte le forme di istruzione e formazione come anche in tutte le fasi della vita.

53.

SVILUPPARE nuove iniziative per affrontare le politiche in materia di disabilità al di là dell’attuale strategia europea sulla disabilità 2010-2020.

54.

RINNOVARE l’impegno a favore dell’inclusione dei Rom sviluppando nuove iniziative politiche, compresa l’adozione di una strategia quadro europea post-2020.

55.

SOSTENERE, mediante azioni appropriate nell’ambito della sua competenza, gli sforzi degli Stati membri tesi a migliorare la sostenibilità e la disponibilità dei servizi sanitari, ivi compreso l’accesso a medicinali e dispositivi medici.

56.

PROPORRE una strategia per la salute mentale per l’Unione che tenga conto delle conseguenze intersettoriali delle diverse politiche sulla salute mentale.

57.

PROPORRE un piano d’azione europeo per la lotta contro il cancro al fine di sostenere gli Stati membri nei loro sforzi tesi, tra l’altro, a prevenire il cancro, a occuparsi di diagnosi precoce e trattamento nonché a migliorare le vite dei pazienti e dei sopravvissuti.

INVITA il comitato per l’occupazione e il comitato per la protezione sociale a:

58.

INTEGRARE una prospettiva di economia del benessere nelle loro riflessioni sui settori d’intervento di loro competenza.

59.

CONTINUARE a promuovere una stretta collaborazione tra loro e con il comitato di politica economica, oltre che con altri organi preparatori pertinenti del Consiglio competenti in particolare nei settori della sanità e dell’istruzione, al fine di garantire un’analisi orizzontale equilibrata.

60.

PORTARE AVANTI il compito di migliorare e sviluppare, in cooperazione con le istituzioni dell’UE, indicatori affidabili e comparabili a livello internazionale per misurare e monitorare il benessere delle persone all’interno dell’Unione, tenendo conto del contesto specifico di ciascun paese e dei lavori effettuati da altri attori internazionali pertinenti.


(1)  L’economia del benessere - Sintesi del documento di inquadramento dell’OCSE sul tema «Creare opportunità per il benessere delle persone e per la crescita economica» (10414/19); L’economia del benessere - Sintesi del documento di inquadramento dell’OCSE (10414/19 ADD 1).

(2)  Il progetto capitale umano.

(3)  La strategia sulla spesa sociale.

(4)  La dichiarazione del centenario per il futuro del lavoro.

(5)  La Carta di Tallinn sui sistemi sanitari per la salute e la prosperità.


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