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Document 32018D1130(01)

Decisione di esecuzione della Commissione, del 26 novembre 2018, relativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per la denominazione «Lechazo de Castilla y León» (IGP)

C/2018/8033

OJ C 432, 30.11.2018, p. 3–16 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

In force

30.11.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 432/3


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 26 novembre 2018

relativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per la denominazione «Lechazo de Castilla y León» (IGP)

(2018/C 432/03)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 53, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La Spagna ha trasmesso una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione del «Lechazo de Castilla y León» (IGP) ai sensi dell’articolo 49, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

(2)

A norma dell’articolo 50 del regolamento (UE) n. 1151/2012 la Commissione ha esaminato la domanda e ha concluso che essa soddisfa le condizioni previste da detto regolamento.

(3)

Al fine di consentire la presentazione di notifiche di opposizione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione (2), comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Lechazo de Castilla y León» (IGP) dovrebbe essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea,

DECIDE:

Articolo unico

La domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014, comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Lechazo de Castilla y León» (IGP) è contenuta nell’allegato alla presente decisione.

A norma dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la pubblicazione della presente decisione conferisce il diritto di opporsi alla modifica di cui al primo comma entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 26 novembre 2018

Per la Commissione

Phil HOGAN

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, del 13 giugno 2014, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (GU L 179 del 19.6.2014, pag. 36).


ALLEGATO

DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA

Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012

«Lechazo de Castilla y León»

N. UE: PGI-ES-02188 – 26.9.2016

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Gruppo richiedente e interesse legittimo

Nome:

Consejo Regulador de la Indicación Geográfica Protegida Lechazo de Castilla y León

Indirizzo:

Ctra. La Aldehuela, No 23

49029 Zamora

ESPAÑA

Tel.

+34 980525340/616007356

E-mail:

info@lechazodecastillayleon.es

Il gruppo richiedente rappresenta gli interessi collettivi dei produttori di «Lechazo de Castilla y León» e ha un interesse legittimo a presentare domanda di modifica del disciplinare dell’indicazione geografica protetta «Lechazo de Castilla y León» di cui difende altresì la protezione.

2.   Stato membro o paese terzo

Spagna

3.   Voce del disciplinare interessata dalla modifica

Denominazione del prodotto

Descrizione del prodotto

Zona geografica

Prova dell’origine

Metodo di produzione

Legame

Etichettatura

Altro (organismo di controllo).

4.   Tipo di modifica

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

5.   Modifica (modifiche)

Modifica 1

Descrizione del prodotto Eliminazione dell’obbligo di controllo del peso vivo massimo degli agnelli da latte al momento della macellazione presso il macello.

Si chiede di eliminare l’obbligo di misurazione del peso vivo al momento della macellazione al macello, in quanto ripetizione inutile della pesatura della carcassa, più precisa e obiettiva, e con cui è direttamente correlata.

Grazie al controllo del peso delle carcasse e al mantenimento dei principali obblighi per la determinazione della qualità delle carcasse degli agnelli da latte - come il tipo d’alimentazione, il colore, la conformazione e l’ingrasso, tutti parametri compresi nel disciplinare dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» - il prodotto continuerà a soddisfare i criteri di qualità stabiliti per le carni degli agnelli dell’IGP.

Va precisato inoltre che il processo di classificazione e di etichettatura delle carcasse dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» richiede l’esame di ciascuna carcassa. Le carcasse che non rientrano nell’intervallo di peso stabilito nel disciplinare sono automaticamente scartate. Le carcasse il cui peso è conforme al disciplinare sono invece sottoposte al controllo degli altri parametri (ad esempio conformazione, colore delle carni, colore del grasso esterno, quantità di grasso sui rognoni, presenza di omento).

Testo soppresso

Peso vivo al momento della macellazione: da 9 a 12 kg.

Modifica 2

Descrizione del prodotto Eliminazione del controllo dell’età al momento della macellazione.

Il termine agnello da latte si riferisce al piccolo di pecora che si nutre ancora di latte materno ed è quindi direttamente legato al tipo di alimentazione e non all’età. L’età è una conseguenza determinata dal momento dello svezzamento naturale.

L’eliminazione intende evitare ripetizioni dei controlli, in quanto tale parametro è direttamente legato ad altri che figurano nel disciplinare di produzione e che sono quindi sottoposti a controllo, come il peso della carcassa, il colore e il grado di ingrasso.

Si propone di eliminare il controllo dell’età di macellazione dal momento che il controllo individuale delle carcasse garantisce il rispetto dei parametri di qualità definiti dal disciplinare.

I criteri utilizzati per definire la qualità della carcassa di questo tipo di animali giovani alimentati esclusivamente con latte materno sono soprattutto il colore, l’ingrasso e il peso.

Il peso della carcassa è strettamente legato all’età di macellazione: più l’animale è vecchio, più aumenta il peso della carcassa.

I controlli previsti nel disciplinare sono sufficienti a garantire che l’animale sia alimentato esclusivamente con latte materno fino al momento della macellazione, elemento essenziale che conferisce al prodotto il suo carattere specifico. Vi sono inoltre controlli volti a garantire che gli agnelli da latte si nutrano esclusivamente di latte materno:

registrazione e controlli periodici degli allevamenti in cui gli agnelli sono alimentati esclusivamente con latte materno;

controllo del colore della carcassa, che deve essere rosa chiaro o bianco madreperla (conseguenza dalla dieta a base di latte);

controllo del grasso esterno, dell’omento e del grasso sui rognoni (colore bianco ceroso, rognoni coperti almeno per il 50 % della loro superficie);

analisi organolettica del prodotto finale.

La classificazione e l’etichettatura delle carcasse dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» avvengono mediante ispezioni delle singole carcasse, durante le quali vengono controllati i parametri di cui sopra. Di conseguenza il controllo del peso, del colore e del grado di ingrasso delle carcasse degli agnelli da latte garantisce che gli animali non siano macellati dopo i 35 giorni di età e che siano alimentati con latte materno. Un animale presentato per la classificazione a un’età superiore a 35 giorni che abbia avuto una crescita normale e armoniosa avrebbe un peso carcassa superiore al peso massimo stabilito e sarebbe respinto. Anche se tale animale fosse di età superiore a 35 giorni e la sua carcassa non superasse il peso massimo stabilito (caso molto eccezionale), la classificazione sarebbe rifiutata in quanto l’animale non presenterebbe proporzioni armoniose, mancherebbe di grasso sui rognoni e avrebbe carni più scure.

Di conseguenza il controllo del peso, del colore e del grado di ingrasso delle carcasse degli agnelli da latte garantisce che gli animali non siano macellati dopo i 35 giorni di età e che siano alimentati con latte materno. Questa modifica non incide né sul metodo di produzione né sulla qualità del prodotto finale.

Testo soppresso

Età al momento della macellazione: fino a 35 giorni.

Modifica 3

Descrizione del prodotto

La formulazione della sezione è stata modificata per evitare qualsiasi confusione tra il peso della carcassa e la presentazione del prodotto. Sono state inoltre integrate le informazioni relative all’origine del termine locale «lechazo» (agnello da latte). La possibilità di presentare il prodotto in mezzene e tagli primari è stata inoltre aggiunta tra le forme di presentazione, a causa delle mutate abitudini alimentari dei consumatori a seguito delle trasformazioni sociodemografiche della popolazione che hanno comportato un cambiamento delle abitudini di consumo. Uno dei cambiamenti riguarda la domanda di prodotti alimentari in formati più piccoli, a causa delle ridotte dimensioni delle famiglie, senza tuttavia ridurre la qualità degli alimenti.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Il termine «lechazo» si riferisce a un piccolo di pecora, maschio o femmina, che viene ancora allattato. Il termine è utilizzato nella valle del Duero.

Gli ovini adatti alla produzione di «Lechazo de Castilla y León» appartengono alle seguenti razze:

Churra

Castellana

Ojalada

ed è consentito soltanto l’incrocio tra queste razze.

Gli agnelli da latte «Lechazo de Castilla y León» devono soddisfare i seguenti requisiti:

agnello maschio o femmina,

peso vivo al momento della macellazione: da 9 a 12 kg,

età al momento della macellazione: fino a 35 giorni.

Rientrano nell’IGP «Lechazo de Castilla y León» le carcasse delle categorie «extra» e «primera» definite nella norma di qualità in vigore e che presentino le seguenti caratteristiche:

peso della carcassa: due possibili presentazioni:

a)

senza testa, coratella né omento: da 4,5 a 7 kg

b)

con testa, coratella e omento: da 5,5 a 8 kg

qualità del grasso: grasso esterno di colore bianco cera. L’omento ricopre la carcassa. I rognoni sono ricoperti di grasso su almeno la metà della superficie;

conformazione: piano rettilineo con tendenza sub convessa.

Proporzioni armoniose.

Contorni leggermente arrotondati.

Colore delle carni: bianco madreperla o rosa chiaro.

Caratteristiche delle carni: carne molto tenera, con scarsa infiltrazione di grasso intramuscolare, molto succosa e molto morbida.

Gli agnelli sono alimentati esclusivamente con latte materno.

È opportuno modificare il testo come segue.

Il prodotto proviene da piccoli di pecora, maschi o femmine, nati e allevati nella Comunità autonoma di Castiglia e León, appartenenti alle razze Churra, Castellana e Ojalada, o ai loro incroci, e alimentati esclusivamente con latte materno.

Il termine «lechazo» (agnello da latte) è regionalismo che proviene dalla parola «leche» (latte) e indica i piccoli di pecora, maschi e femmine, che succhiano ancora il latte materno.

L’indicazione geografica «Lechazo de Castilla y León» copre le carcasse che hanno le seguenti caratteristiche:

peso della carcassa: tra 4,5 e 7 kg. Se la carcassa è presentata con la testa e la coratella, il peso è aumentato di 1 kg;

classificazione della carcassa: categoria A di prima qualità, conformemente alle disposizioni europee per la classificazione delle carcasse di ovini in vigore;

presentazioni: carcassa con testa e coratella, carcassa senza testa né coratella, mezzena e tagli primari;

conformazione: profilo rettilineo con tendenza sub convessa, proporzioni armoniose e contorni leggermente arrotondati;

qualità del grasso: grasso esterno di colore bianco cera. L’omento ricopre la carcassa. I rognoni sono ricoperti di grasso su almeno la metà della superficie;

colore della carne: bianco madreperla o rosa chiaro;

caratteristiche delle carni: carne molto tenera, con scarsa infiltrazione di grasso intramuscolare, molto succosa e molto morbida.

Modifica 4

Zona geografica

La zona geografica di produzione, in precedenza limitata ad alcuni comuni in cui predomina la cerealicoltura, è ora estesa a tutto il territorio della Comunità autonoma di Castiglia e León. L’estensione si basa sui dati relativi alla superficie coltivata a cereali contenuti nella dichiarazione PAC degli ultimi anni e riguardanti tutti i comuni della Comunità autonoma di Castiglia e León, nonché sulla presenza storica di allevamenti di ovini delle razze autoctone Churra, Castellana e Ojalada nell’intera comunità autonoma. Dall’analisi dei dati emerge che il 94,57 % dei comuni della Castilla e León è costituito da zone coltivate a cereali. Tenuto conto del legame previsto nel disciplinare, che si fonda sul binomio ovini locali/regione coltivata a cereali e collega il prodotto finale alla geografia della regione, è ragionevole estendere la zona di produzione a tutta la Comunità autonoma di Castiglia e León, poiché il numero di comuni che può essere escluso è trascurabile.

La produzione è consentita pertanto anche ai margini della regione, dove sono presenti inoltre ricchi pascoli naturali che svolgono un ruolo importante nell’alimentazione del bestiame.

La proposta di estensione della zona geografica dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» comporta un aumento di 36 443 km2 che si aggiungono ai 57 784 km2 figuranti nella versione attualmente registrata del disciplinare di produzione.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Zona di produzione: i comuni della Castiglia e León corrispondenti alla distribuzione naturale delle razze Churra, Castellana e Ojalada (il disciplinare di produzione fornisce un elenco dei comuni inclusi nella zona geografica che non è necessario riprodurre in questa sede).

Zona di abbattimento e lavorazione: Comunità autonoma di Castiglia e Léon.

È opportuno modificare il testo come segue.

La zona geografica di produzione, di abbattimento e di lavorazione degli agnelli da latte comprende l’intera Comunità autonoma di Castiglia e Léon.

Modifica 5

Prova dell’origine

Questa sezione è stata completamente rielaborata, essenzialmente per migliorarne la leggibilità e per adattarla alla normativa in vigore.

Per garantire alcuni elementi essenziali che conferiscono il carattere specifico al prodotto, sono fornite precisazioni relativamente alla purezza della razza degli animali nelle aziende e all’alimentazione degli agnelli da latte basata esclusivamente sul latte materno.

La modalità di identificazione degli animali presenti nell’azienda è modificata: il disciplinare di produzione prevede attualmente che gli animali siano identificati mediante un marchio auricolare apposto sull’orecchio sinistro su cui figurano due lettere maiuscole (codice di identificazione dell’allevamento) seguite dal numero progressivo e dalla data di nascita dell’animale. Questo tipo di identificazione non è prevista dalla normativa in vigore e implica che l’animale debba essere munito di due marchi auricolari.

La modalità di identificazione degli agnelli è pertanto modificata. Conformemente alla legislazione in vigore (articolo 4, punto 6, del Real Decreto 685/2013, de 16 de septiembre, por el que se establece un sistema de identificación y registro de los animales de las especies ovina y caprina), l’identificazione può essere effettuata prima di lasciare l’allevamento e non più alla nascita come previsto dall’attuale disciplinare di produzione.

La nuova formulazione include nuovi elementi relativi al controllo del trasporto degli animali, importanti per il loro benessere, e alle caratteristiche delle carni.

È stato eliminato il paragrafo in cui era indicata l’azione del comitato per la qualificazione delle carcasse, in quanto non più coerente con la procedura di certificazione.

Il contenuto dei supporti fisici che accompagnano il prodotto durante il trasporto non è più indicato, dato che sono descritti dettagliatamente nella sezione sull’etichettatura, e si precisa che tale identificazione deve essere effettuata al macello.

Sono state inserite le disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione.

Sono stati inoltre aggiunti il controllo relativo alla produzione, il trasporto e la macellazione degli agnelli da latte, nonché la lavorazione e la qualificazione delle carcasse.

Alla sezione è stato inoltre aggiunto il controllo del prodotto finale mediante analisi organolettica in un laboratorio dotato dell’esperienza, delle attrezzature, dell’infrastruttura e del personale necessari per eseguire questi compiti.

I riferimenti al consiglio di regolamentazione sono stati eliminati, in modo da non contribuire a limitare la libera circolazione delle merci e dei servizi.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Controlli e certificazione

Gli agnelli da latte atti alla produzione di carni protette dall’IGP provengono da aziende registrate.

Gli agnelli da latte protetti devono essere nati e allevati negli allevamenti ovini situati nella zona di produzione indicata al punto C.

Sono identificati alla nascita mediante un marchio auricolare apposto sull’orecchio sinistro su cui figurano due lettere maiuscole (codice di identificazione dell’allevamento) seguite dal numero progressivo e dalla data di nascita dell’animale riportati sul certificato di nascita.

L’abbattimento e la lavorazione sono effettuate nei macelli e nei laboratori di sezionamento e di imballaggio iscritti nel registro delle aziende del consiglio di regolamentazione.

Il consiglio di regolamentazione, per il tramite del comitato per la qualificazione delle carcasse, designa le carcasse ammissibili all’indicazione geografica protetta in base al punto B). Queste sono munite di un supporto fisico «Lechazo de Castilla y León» che consente di identificare il prodotto protetto.

Tutte le carcasse con l’indicazione geografica protetta avviate alla vendita devono essere munite di tale supporto fisico, che riporta sempre il logo del consiglio di regolamentazione, la data di abbattimento e un numero di identificazione, e senza il quale non possono essere commercializzati con l’IGP.

A prescindere dal tipo di imballaggio in cui i prodotti sono avviati alla vendita, essi devono recare un sigillo di garanzia numerato rilasciato dal consiglio di regolamentazione e apposto in azienda conformemente alle norme stabilite dal consiglio di regolamentazione in modo da non poter essere riutilizzato.

Le informazioni figuranti sui supporti fisici, sulle etichette e sugli elementi di controllo del consiglio di regolamentazione devono essere sempre coerenti.

Le carcasse protette dall’IGP sono spedite esclusivamente da impianti iscritti presso il consiglio di regolamentazione per non compromettere la qualità e la reputazione dell’indicazione geografica protetta.

È opportuno modificare il testo come segue.

Gli agnelli da latte protetti dell’IGP potranno essere prodotti esclusivamente negli allevamenti ovini iscritti nei registri ufficiali pertinenti che possano garantire la purità della razza dei propri animali.

Le aziende devono essere situate all’interno della zona delimitata e gli agnelli da latte devono nascere e crescere alimentati esclusivamente con latte materno in tali allevamenti.

In conformità della legislazione vigente gli agnelli, prima di lasciare l’azienda, sono muniti di un’identificazione che reca anche il logo dell’IGP.

Il trasporto degli agnelli al macello è effettuato in veicoli debitamente autorizzati e gli animali devono viaggiare con i relativi documenti di accompagnamento.

L’abbattimento, la lavorazione, il sezionamento, il confezionamento e la distribuzione delle carni protette sono effettuati esclusivamente negli impianti degli operatori iscritti nei registri dell’organismo di controllo.

I prodotti avviati alla vendita sono identificabili in qualsiasi momento e le informazioni sui supporti fisici, sulle etichette e su altri elementi di controllo devono essere coerenti. L’identificazione è effettuata al macello.

Le carni protette dell’IGP sono spedite esclusivamente da operatori iscritti per non alterarne la qualità né compromettere la reputazione dell’indicazione geografica protetta.

Tutti gli operatori devono essere in grado di:

a)

identificare il fornitore, la quantità e l’origine di tutte le partite di agnelli da latte ricevute,

b)

identificare il destinatario, il quantitativo e la destinazione delle carcasse etichettate,

c)

stabilire il legame tra ogni partita di agnelli vivi di cui alla lettera a) e ciascuna partita di carcasse etichettate di cui alla lettera b).

La produzione, il trasporto, l’abbattimento e la lavorazione degli agnelli da latte, come pure la qualificazione delle carcasse, sono soggetti a controllo.

Le caratteristiche organolettiche delle carni devono essere verificate mediante analisi effettuate in un laboratorio che disponga dell’esperienza, delle attrezzature, dell’infrastruttura e del personale necessari all’esecuzione di tali compiti.

Modifica 6

Metodo di ottenimento

Questa sezione ha subito una profonda revisione: eliminazione delle parti già menzionate in altre sezioni o corrispondenti a disposizioni o divieti previsti dalla normativa vigente.

Il riferimento al trasporto degli animali al macello la mattina è stato eliminato, in quanto i macelli funzionano ormai senza interruzione.

È stato eliminato il riferimento all’abbattimento degli animali entro 10 ore dall’entrata in macello, sostituendolo con un riferimento ai tempi previsti dalla normativa vigente.

La sezione indica infine le temperature di conservazione delle carni, in conformità ai limiti previsti dalla normativa vigente per questo tipo di prodotti, e prevede che le carcasse etichettate possano essere commercializzate più di otto giorni dopo l’abbattimento se sono state imballate in condizioni che ne estendano il periodo di conservazione.

Inoltre sono stati eliminati i riferimenti all’autorizzazione concessa e ai controlli effettuati dal consiglio di regolamentazione, in modo da non contribuire a limitare la libera circolazione delle merci e la libera prestazione dei servizi.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Le carcasse protette dall’IGP provengono da agnelli da latte delle razze indicate al punto B), nonché dai loro incroci, alimentati esclusivamente con latte materno.

Il consiglio di regolamentazione può stabilire norme obbligatorie relativamente alle pratiche di allevamento e di gestione del bestiame e alla qualità dei mangimi utilizzati per l’alimentazione delle madri.

Le pecore non possono ricevere in alcun caso promotori della crescita o altri prodotti analoghi.

La zona di abbattimento e di lavorazione delle carcasse coincide con la Comunità autonoma di Castiglia e León.

Gli animali sono trasportati al macello in veicoli debitamente autorizzati, evitando che gli animali si feriscano e subiscano disagi in grado di incidere sul loro stato fisico o sulla loro integrità fisica.

Durante il trasporto si eviterà di afferrare gli animali per la pelle, colpirli o ammassarli in spazi ridotti. Il trasporto avviene di mattina, preferibilmente presto, evitando tragitti lunghi.

Se gli ovini destinati a essere protetti dell’IGP si trovano in una zona di raccolta insieme ad altri ovini, essi devono essere trasportati in gabbie separate nel veicolo e sistemati in zone separate durante i tempi di riposo.

Tali tempi devono essere i più brevi possibili e devono comunque essere concordati con i servizi tecnici del consiglio di regolamentazione.

Tutti gli animali destinati a essere coperti dell’IGP sono macellati il giorno stesso in cui entrano nel macello, e comunque entro 10 ore dall’ingresso.

Essi sono macellati separatamente dagli altri animali.

Gli animali le cui carcasse possono essere protette dell’IGP devono essere abbattuti e preparati in impianti debitamente iscritti nei registri corrispondenti e autorizzati conformemente alle disposizioni in vigore per il mercato nazionale e dell’UE.

La testa è asportata comunque a livello dell’articolazione atlanto-occipitale.

La refrigerazione delle carcasse avviene in locali appositi alla temperatura di 4 °C fino al giorno successivo all’abbattimento. Le carcasse devono essere poi conservate in locali refrigerati a 1 °C per un massimo di cinque giorni.

Il periodo di commercializzazione non può essere superiore a otto giorni dall’abbattimento.

È opportuno modificare il testo come segue.

Gli agnelli da latte devono essere nati e allevati in allevamenti ovini registrati da cui non possono uscire prima della loro commercializzazione.

Gli agnelli da latte sono alimentati esclusivamente con latte materno.

La durata del trasporto degli agnelli al macello è conforme alla legislazione in vigore o alle norme che la sostituiscono.

Se gli ovini destinati a essere protetti dell’IGP si trovano in una zona di raccolta insieme ad altri ovini, essi devono essere trasportati in modo che i due gruppi non si mischino.

Tutti gli animali protetti dell’IGP sono abbattuti entro il termine previsto dalla normativa vigente e separatamente dagli altri.

L’abbattimento, la lavorazione e/o il sezionamento degli animali sono effettuati in impianti debitamente iscritti nei registri corrispondenti.

La testa è eventualmente asportata a livello dell’articolazione atlanto-occipitale.

Dopo l’abbattimento le carcasse sono refrigerate nel macello a una temperatura compresa tra 1 °C e 7 °C fino alla loro immissione sul mercato.

Il presente disciplinare stabilisce che il periodo massimo di commercializzazione delle carni è di otto giorni dall’abbattimento. Se le carni sono commercializzate in imballaggi o conservate in condizioni che ne estendono il periodo di conservazione, il periodo di commercializzazione può essere più lungo, purché non siano alterate le caratteristiche descritte nella sezione «Descrizione del prodotto».

Modifica 7

Etichettatura

La presente sezione descrive il contenuto minimo da riportare sulle etichette, aggiungendo il nuovo logo dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» introdotto nel 2011. Sono eliminati i riferimenti all’autorizzazione o ai controlli effettuati dal consiglio di regolamentazione al fine di non contribuire a limitare la libera circolazione delle merci e la libera prestazione di servizi.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Tutte le carcasse di «Lechazo de Castilla y León» avviate alla vendita devono essere munite di un supporto fisico che riporta sempre il logo del consiglio di regolamentazione, la data di abbattimento e un numero di identificazione, e senza il quale non possono essere commercializzate con l’IGP.

A prescindere dal tipo di imballaggio in cui sono avviati alla vendita, i prodotti sono muniti di un supporto fisico di garanzia numerato, rilasciato dal consiglio di regolamentazione e apposto in modo da non poter essere riutilizzato.

Le etichette per la commercializzazione del «Lechazo de Castilla y León» devono essere approvate preventivamente dal consiglio di regolamentazione.

È opportuno modificare il testo come segue.

Tutte le carcasse e/o gli imballaggi avviati alla vendita nell’ambito dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» devono essere muniti obbligatoriamente di un supporto fisico di garanzia che riporti almeno il logo della denominazione, la data di abbattimento e il numero di identificazione, apposto in modo da non poter essere riutilizzato.

Il logo della denominazione è il seguente:

Image

Modifica 8

Organismo di controllo

L’organismo di controllo è adesso l’Instituto Tecnológico Agrario de Castilla y León (Istituto tecnologico agricolo di Castiglia e León), in veste di autorità competente.

Formulazione nell’attuale disciplinare

Struttura

I controlli relativi all’indicazione geografica protetta «Lechazo de Castilla y León» spettano al consiglio di regolamentazione, organo professionale costituito da rappresentanti del settore della produzione.

Esso è composto da:

un presidente

un vicepresidente

cinque membri in rappresentanza degli allevatori,

cinque membri in rappresentanza del settore industriale,

un membro tecnico in rappresentanza dell’amministrazione.

Il mandato dei membri è rinnovato ogni quattro anni con elezioni democratiche.

Settori di competenza:

a)

in relazione al territorio: le zone di produzione e trasformazione;

b)

in relazione ai produttori: i prodotti tutelati dall’IGP in tutte le fasi della produzione, della preparazione, del trasporto e della commercializzazione;

c)

in relazione alle persone: gli iscritti nei vari registri.

Funzioni/ruoli:

predisporre e controllare i diversi registri;

orientare, sorvegliare e monitorare la produzione, il condizionamento e la qualità delle carni protette. Le attività di controllo e di vigilanza sono svolte da ispettori, incaricati dall’amministrazione competente, che agiscono in modo imparziale nei confronti dei produttori e dei trasformatori;

attestare il prodotto;

promuovere e difendere l’indicazione geografica protetta;

agire con piena responsabilità e capacità giuridica per assumere obblighi e comparire in giustizia esercitando le azioni che competono alle proprie funzioni di rappresentare e difendere gli interessi generali della denominazione specifiche.

È opportuno modificare il testo come segue.

Instituto Tecnológico Agrario de Castilla y León

Ctra. de Burgos Km 119. Finca Zamadueñas

47071 Valladolid

ESPAÑA

Tel. +34 983412034

Fax + 34 983412040

E-mail: controloficial@itacyl.es

L’Instituto Tecnológico Agrario de Castilla y León (Istituto tecnologico agricolo della Castiglia e León), per il tramite della sottodirezione per la qualità e la promozione dei prodotti alimentari, è l’autorità competente che esercita le funzioni di verifica del rispetto del disciplinare di produzione e dell’applicazione del regime di sanzioni previsto dalla legge n. 1/2014 del 19 marzo, Agraria de Castilla y León.

DOCUMENTO UNICO

«Lechazo de Castilla y León»

n. UE: PGI-ES-02188 – 26.9.2016

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Denominazione (denominazioni) [della DOP o IGP]

«Lechazo de Castilla y León»

2.   Stato membro o paese terzo

Spagna

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie)

3.2.   Descrizione del prodotto cui si applica la denominazione di cui al punto 1

Il prodotto proviene da piccoli di pecora, maschi o femmine, nati e allevati nella Comunità autonoma di Castiglia e León, appartenenti alle razze Churra, Castellana e Ojalada, o agli incroci di tali razze, e alimentati esclusivamente con latte materno.

L’indicazione geografica «Lechazo de Castilla y León» copre le carcasse che hanno le seguenti caratteristiche:

peso della carcassa: tra 4,5 e 7 kg. Se la carcassa è presentata con la testa e la coratella, il peso è aumentato di 1 kg;

classificazione della carcassa: categoria A di prima qualità, conformemente alle disposizioni europee per la classificazione delle carcasse di ovini in vigore;

presentazioni: carcassa con testa e coratella, carcassa senza testa né coratella, mezzena e tagli primari;

conformazione: profilo rettilineo con tendenza sub convessa, proporzioni armoniose e contorni leggermente arrotondati;

qualità del grasso: grasso esterno di colore bianco cera. L’omento ricopre la carcassa. I rognoni sono ricoperti di grasso su almeno la metà della superficie;

colore della carne: bianco madreperla o rosa chiaro;

caratteristiche delle carni: carne molto tenera, con scarsa infiltrazione di grasso intramuscolare, molto succosa e molto morbida.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

Le madri sono alimentate al pascolo, per utilizzare le stoppie e i pascoli naturali della zona delimitata nella stagione estiva, nel periodo compreso tra la raccolta dei cereali e l’aratura dei terreni all’inizio dell’autunno.

Dall’inizio della primavera all’inizio dell’inverno si sfruttano, per l’alimentazione delle pecore, gli altri pascoli sui quali cresce la vegetazione tipica della Comunità autonoma di Castiglia e León.

Durante il riposo vegetativo invernale e i periodi di maggior bisogno (nascita e lattazione), nonché nei casi in cui l’alimentazione è scarsa a causa delle condizioni climatiche avverse, la razione di base può essere integrata con mangimi composti da cereali, leguminose e foraggi, conformemente alla normativa in vigore nell’Unione.

Gli animali destinati alla produzione delle carni IGP restano con la madre e si nutrono esclusivamente di latte materno fino alla macellazione.

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Gli animali sono partoriti, allevati, abbattuti e lavorati nella zona geografica delimitata.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Tutte le carcasse e/o gli imballaggi avviati alla vendita nell’ambito dell’IGP «Lechazo de Castilla y León» devono essere muniti obbligatoriamente di un supporto fisico di garanzia che riporti almeno il logo della denominazione, la data di abbattimento e il numero di identificazione, apposto in modo da non poter essere riutilizzato.

Il logo della denominazione è il seguente:

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4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica delimitata comprende l’intero territorio della Comunità autonoma di Castiglia e León.

5.   Legame con la zona geografica

Il legame tra la zona geografica e il prodotto «Lechazo de Castilla y León» si fonda sulla reputazione del nome e sul metodo tradizionale di produzione che prevede che l’animale sia alimentato esclusivamente con latte materno. Tale alimentazione, insieme all’utilizzo delle razze Churra, Castellana e Ojalada, conferisce alle carni caratteristiche specifiche.

La zona di produzione degli ovini delle tre razze autoctone Churra, Castellana e Ojalada, destinati alla produzione delle carcasse protette dell’IGP, comprende l’intero territorio della Castiglia e León. Il clima della zona è caratterizzato da inverni rigidi e lunghi, con nebbia fitta e frequente e gelate precoci e tardive, ed estati corte e irregolari, in cui si alternano periodi freddi a periodi torridi e aridi. Nella maggior parte delle pianure le piogge sono scarse e si registrano differenze considerevoli tra l’uniformità relativa delle pianure e i notevoli contrasti climatici delle zone montuose.

La Comunità autonoma di Castiglia e León è una regione spagnola in cui l’agricoltura si basa essenzialmente sulla coltivazione dei cereali e che, a causa delle limitate infrastrutture, non ha grandi opportunità di modificare l’orientamento produttivo tradizionale. Il 66,5 % della superficie totale della zona delimitata è costituito da altipiani situati al centro della regione e destinati essenzialmente alla coltivazione di cereali. La zona periferica, più elevata in altitudine e più piovosa, ospita oltre a distese cerealicole (stoppie) anche ricchi pascoli naturali. Questi ultimi sono costituiti da erba che cresce spontaneamente nei terreni incolti e a maggese e dalle risorse alimentari offerte dalle varie specie arbustive, come le ericacee, i cisti (Cistus ladeniferus e laurifolius), le specie dominanti nella macchia della maggior parte della regione, nonché le labiate e le leguminose (ginestra, cisto, ginestrone), il timo e altre piante caratteristiche quali la bulimaca (Ononis tridentata). Negli estesi pascoli subalpini predominano il nardo (Nardus stricta) e la festuca (Festuca).

L’orografia e il clima hanno condizionato lo sviluppo del settore agricolo, sia con i limiti imposti, sia con le possibilità offerte in termini di produzione. Le escursioni termiche hanno ristretto la scelta alle colture con esigenze termiche limitate (cereali, mais, girasole, erba medica) e la mancanza d’acqua nella stagione estiva, dovuta alla diminuzione delle precipitazioni, ha portato alla dipendenza dall’irrigazione. Di conseguenza, tenuto conto delle condizioni ambientali, la coltivazione dei cereali costituiva, in numerose zone, l’unica opzione di produzione per gli agricoltori e l’allevamento ovino era il modo migliore per sfruttare le stoppie e gli effimeri pascoli non irrigui. Grazie alla loro rusticità, le razze Churra, Castellana e Ojalada erano le più adatte a questo tipo di condizioni.

Data la scarsa disponibilità di pascoli abbondanti disponibili tutto l’anno, non vi erano risorse per alimentare e produrre agnelli ben nutriti con regolarità. Di conseguenza le greggi erano indirizzate piuttosto verso la produzione di latte e gli agnelli abbattuti in tenera età.

Le pitture rupestri di Las Batuecas, nella provincia di Salamanca, risalenti all’epoca dell’invasione celtica, costituiscono la più antica testimonianza della presenza e dello sfruttamento di ovini nell’attuale Castiglia e León. Tutti gli allevamenti registrarono tuttavia un forte sviluppo soprattutto grazie all’importanza attribuita all’Honrado Concejo de la Mesta de Pastores (associazione degli allevatori transumanti), riconosciuta da Alfonso X il Saggio come «un raggruppamento di allevatori che pianificavano la distribuzione dei pascoli, il calendario di utilizzo delle risorse naturali ecc.».

Le caratteristiche fisiche della zona e i fattori naturali e antropici della Comunità autonoma di Castiglia e León hanno dato vita a un sistema tradizionale di produzione basato sull’allevamento estensivo e semi-intensivo, in cui si utilizzano i pascoli e le risorse naturali e si sfruttano gli ovini, allevando gli animali riproduttori secondo un sistema misto in stalla e al pascolo e alimentando gli agnelli esclusivamente con latte materno. Le razze autoctone Churra, Castellana e Ojalada, e i loro incroci, sono le più adatte a questo sistema di produzione e danno un prodotto di ottima qualità con carni molto bianche e tenere con poco grasso intramuscolare, in quanto l’alimentazione degli agnelli è basata esclusivamente sul latte materno.

Il sistema di produzione e l’età di macellazione sono stati determinati dalle difficili condizioni ambientali in loco, dalle caratteristiche specifiche delle razze utilizzate (di piccola taglia) e dalle tradizioni legate all’allevamento ben radicate nella regione. L’età e il peso degli agnelli al momento della macellazione influenzano il grado di ingrasso e la consistenza del grasso, come pure il colore, il gusto e l’aroma delle carni.

La macellazione in tenera età e l’alimentazione a base di latte materno conferiscono alle carni di «Lechazo de Castilla y León» un colore caratteristico bianco madreperla o rosa chiaro. La grande tenerezza e la succulenza tipiche di queste carni sono dovute al modesto peso degli agnelli al momento della macellazione e all’alimentazione a base di latte materno, entrambi fattori che fanno sì che queste carni contengano un collagene meno stabile durante la cottura e che risultino quindi più tenere.

Le carcasse degli agnelli da latte presentano inoltre un’elevata percentuale di osso rispetto al muscolo, poiché si tratta di animali molto giovani i cui muscoli non si sono completamente sviluppati. Ciò spiega anche la scarsa infiltrazione di grasso intramuscolare.

Nonostante sia macellato in tenera età, il «Lechazo de Castilla y León» presenta un grado di ingrasso interno ed esterno relativamente elevato. Il consumo illimitato di latte produce infatti un eccesso di energia, che, anche a causa della scarsa crescita di queste razze, si accumula sotto forma di grasso. La presenza di grasso su almeno la metà della superficie dei rognoni degli agnelli dimostra che l’alimentazione si basa esclusivamente sul latte materno. Il grasso esterno, di color bianco cera, conferisce alle carni il tipico aroma.

Gli agnelli da latte di «Lechazo de Castilla y León» sono in grado di soddisfare la forte domanda dei consumatori di carcasse estremamente leggere, con una lieve copertura di grasso e un colore delle carni molto chiaro, consentendone la commercializzazione a prezzi elevati.

L’agnello arrostito in maniera tradizionale rappresenta da secoli uno dei piatti di elezione della gastronomia in Castiglia e León. Da secoli è consumato per festeggiare al meglio un evento tra amici o in famiglia.

L’agnello da latte è presente anche nei libri di cucina (come Secretos de los Chefs: técnicas y trucos de 50 estrellas Michelín (I segreti degli chef: trucchi e tecniche di 50 stelle Michelin), Bon Vivant, 2008, prologo di Ferran Adriá), nelle riviste gastronomiche (ad esempio De Origen, Carnicas 2000, Eurocarne, Siburitas, Argi, la guía de Turismo gastronomico de España 2009 de Anaya) e nel manuale gastronomico dell’agnello arrosto pubblicato dall’associazione dei rosticcieri specializzati in agnelli di Castiglia e León.

Riferimenti alla sua qualità si trovano anche in studi, come quello realizzato alla facoltà di veterinaria dell’università di Saragozza dal titolo «Identificazione e adeguatezza della qualità e della composizione della carne di diversi tipi di ovini europei. Adattamento alle preferenze dei consumatori», da cui risulta che l’agnello da latte è il preferito dai consumatori.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

http://www.itacyl.es/opencms_wf/opencms/system/modules/es.jcyl.ita.extranet/elements/galleries/galeria_downloads/registros/2017_05_10_Pliego_Lechazo_I_G_P.pdf


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