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Document 52017XC0802(04)

Pubblicazione di una domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

OJ C 251, 2.8.2017, p. 28–33 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

2.8.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 251/28


Pubblicazione di una domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(2017/C 251/09)

La Commissione europea ha approvato la presente modifica minore ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento delegato (UE) n. 664/2014 della Commissione (1)

DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA MINORE

Domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio  (2)

«AIL FUMÉ D’ARLEUX»

N. UE: PGI-FR-0820-AM01 — 11.4.2017

DOP ( ) IGP ( X ) STG ( )

1.   Gruppo richiedente e interesse legittimo

Nome

:

Groupement des Producteurs d’Ail fumé d’Arleux

Indirizzo

:

Mairie d’Arleux

Place du Général De Gaulle

59 151 Arleux

FRANCIA

E-mail

:

mairie@arleux.com

Composizione

:

Il gruppo è costituito dai produttori di «Ail fumé d’Arleux» e ha pertanto un interesse legittimo a presentare domanda di modifica del disciplinare.

2.   Stato membro o paese terzo

Francia

3.   Voce del disciplinare interessata dalla modifica

Descrizione del prodotto

Prova dell’origine

Metodo di produzione

Legame

Etichettatura

Altro: descrizione del prodotto, aggiornamento dei recapiti, legame causale, organismo di controllo, requisiti nazionali

4.   Tipo di modifica

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, che non comporta modifiche al documento unico pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, che comporta una modifica al documento unico pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una STG registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, quarto comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

5.   Modifica (modifiche)

Sezione «Prova dell’origine»

È stato aggiunto un paragrafo che prevede che qualsiasi operatore coinvolto nella produzione dell’IGP sia «tenuto a identificarsi presso il gruppo per ottenere l’abilitazione necessaria prima di iniziare l’attività in questione».

Tale disposizione è già applicata e contribuisce a rafforzare la tracciabilità del prodotto.

Sezione «Descrizione del metodo di ottenimento»

—   Impianto:

La frase: «Le piante acquistate per l’impianto dovranno essere di qualità CE (piante controllate secondo le norme europee) o certificate, con almeno il 25 % di piante certificate» è sostituita dalla frase:

«Le piante acquistate per l’impianto sono di qualità CE (piante controllate secondo le norme europee) o certificate».

La frase «Sapendo che l’obiettivo del gruppo è favorire la varietà Gayant che presenta una lunga conservazione, ma che la produzione di piante certificate di questa varietà non permette ad oggi di soddisfare l’intero fabbisogno, la percentuale minima di utilizzo di piante certificate è stata fissata al 25 %» viene invece cancellata.

Queste modifiche riguardano l’eliminazione dell’obbligo di utilizzare almeno il 25 % di piante certificate. Con la definizione, nel disciplinare in vigore, di una percentuale minima di piante certificate, il gruppo intendeva sviluppare una produzione di piante certificate a partire dalla varietà regionale Gayant. Tuttavia la produzione delle piante certificate, tra cui quelle della varietà Gayant, non è cresciuta in modo tale da garantire costantemente un livello pari al 25 %. I produttori si trovano pertanto ad acquistare e utilizzare piante di qualità CE o certificate o a produrle autonomamente a partire dalle piante di qualità CE o certificate acquistate l’anno precedente.

Questa disposizione non mette in discussione la descrizione del prodotto, né il legame con la sua zona geografica in quanto la qualità delle piante CE è ormai equivalente a quella delle piante certificate.

La frase: «Tra la sgranatura e l’impianto non dovranno passare più di 8 giorni» è sostituita dalla frase: «Tra la sgranatura e l’impianto non dovranno passare più di 15 giorni».

Questa modifica è resa necessaria dalle condizioni climatiche, talvolta sfavorevoli, che possono ritardare la preparazione del suolo per l’impianto. Grazie all’allungamento di questo periodo, è possibile effettuare l’impianto nel momento più propizio.

—   Fase di crescita delle piante:

La frase «Non vi sono più trattamenti nelle tre settimane precedenti la raccolta» è stata eliminata in quanto esiste un termine normativo di 14 giorni che è sufficiente a garantire uno stato fogliare prima della raccolta paragonabile a quello ottenuto con un trattamento interrotto tre settimane prima della raccolta. Benché, in generale, non vengano più effettuati trattamenti nelle tre settimane precedenti la raccolta, può accadere che un trattamento sia reso necessario dalle condizioni climatiche per evitare una malattia crittogamica come la ruggine.

La frase «Il polverizzatore viene controllato ogni tre anni» è stata cancellata in quanto l’obbligo in questione è contenuto nella normativa generale.

Sezione «Etichettatura»

L’obbligo di riportare in etichetta la denominazione dell’IGP e il logo dell’Unione europea è stato eliminato, essendo tale obbligo già contenuto nella normativa generale.

Il documento unico è modificato di conseguenza.

Sezione «Altro»

—   Lievi correzioni formali del disciplinare:

Si è provveduto a eliminare alcune parole inadeguate o inutili («umana» nell’espressione «competenza umana», «tradizionale» nell’espressione «aglio tradizionale»), a spostare alcuni paragrafi relativi alla parte del «legame causale» e una tabella riguardante le presentazioni del prodotto e a cancellare i titoli dei paragrafi. La bibliografia e gli allegati privi di norme vincolanti sono stati eliminati.

Queste modifiche mirano a rendere il testo del disciplinare più coerente, soprattutto rispetto al documento unico, ma non incidono sul prodotto né sul legame causale.

—   Servizio competente dello Stato membro:

Sono stati aggiunti i recapiti dell’Institut national de la qualité et de l’origine (INAO) in quanto servizio competente dello Stato membro, conformemente al regolamento (UE) n. 1151/2012.

—   Organismo di controllo:

I recapiti dell’organismo di controllo sono sostituiti con quelli dell’autorità competente in materia di controllo. Con questa modifica si intende evitare di modificare il disciplinare in caso di variazione dell’organismo di controllo.

6.   Versione aggiornata del disciplinare (solo per le DOP e le IGP)

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-e9d4946c-169e-4eda-84af-bfe12271b428/telechargement

DOCUMENTO UNICO

«AIL FUMÉ D’ARLEUX»

N. UE: PGI-FR-0820-AM01 — 11.4.2017

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Denominazione (denominazioni)

«Ail fumé d’Arleux»

2.   Stato membro o paese terzo

Francia

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.6. Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

L’«Ail fumé d’Arleux» è un tipo di aglio al quale il ricorso a un metodo tradizionale e a una sapiente competenza di intreccio e di affumicatura mediante torba di palude e/o lignite e/o pagliette di grano e/o segatura di legno conferisce una notevole attitudine alla conservazione.

L’«Ail fumé d’Arleux» è prodotto a partire da un aglio a bulbo rosa di primavera (Allium sativum, famiglia delle Liliaceae) appartenente alla varietà II e del tipo «Ail du Nord»; esso è caratterizzato da una lunga dormienza, da bulbi medi e dalla mancanza di scapo florale e ben si adatta al contesto climatico e storico della regione Nord-Pas-de-Calais. La mancanza di scapo florale consente la presentazione dell’aglio nella tipica treccia; le foglie sono infatti abbastanza morbide da consentirne l’intreccio. Le varietà adoperate sono le seguenti: Ail du Nord, Gayant e Arno. È consentita l’introduzione di nuove varietà a condizione che esse rispettino i criteri definiti in precedenza. L’elenco delle varietà è distribuito, dopo ogni modifica, ai produttori, all’organismo di controllo e alle competenti autorità di controllo. Al momento della raccolta il bulbo è di dimensioni medie (calibro tra 40 e 80 mm a seconda del tipo di presentazione), di colore bianco mentre la tunica esterna degli spicchi è di color rosa scuro.

L’«Ail fumé d’Arleux» si presenta tradizionalmente come una treccia con un numero di teste che va da 10 a 90, talvolta addirittura 120. Può presentarsi anche in trecce da 3 teste. È l’essiccazione delle teste dell’aglio con le foglie, nei campi o mediante ventilazione dinamica negli appositi capannoni, che permette la confezione delle trecce. L’intreccio è effettuato manualmente, come per una treccia di capelli.

L’affumicatura, che ha luogo dopo l’intreccio, avviene negli affumicatoi e si protrae per almeno sette giorni. Dopo l’affumicatura è possibile ottenere varie colorazioni, a seconda dei materiali di combustione adoperati. I colori vanno dal marrone-rosso chiaro al marrone scuro. Le trecce così ottenute possono eventualmente essere messe in apposite retine prima della commercializzazione.

L’«Ail fumé d’Arleux» presenta le seguenti caratteristiche:

piacevole odore di fumo;

colore omogeneo in tutta la treccia, la cui intensità è convalidata in base a un indice cromatico definito.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Tutte le fasi di coltivazione, intreccio e affumicatura avvengono nella zona geografica delimitata.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Un confezionamento in retina può essere effettuato dopo l’affumicatura. Tale confezionamento deve avvenire nella zona delimitata, onde ridurre al massimo le manipolazioni del prodotto. L’«Ail fumé d’Arleux» è in effetti un prodotto fragile (l’affumicatura rende fragili le tuniche esterne e i gambi al punto che essi possono rompersi facilmente), ragion per cui occorre ridurre al massimo le manipolazioni e le fasi di trasporto. Un confezionamento nella zona delimitata consente di preservare l’integrità fisica del prodotto e delle singole trecce.

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Oltre ai requisiti normativi, ciascuna etichetta deve riportare il numero della partita al fine di garantire la tracciabilità.

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica è costituita da 35 comuni del dipartimento del Nord e da 27 comuni del dipartimento del Pas-de-Calais.

Dipartimento del Nord:

Arleux, Aubencheul-au-Bac, Aubigny-au-Bac, Bruille-lez-Marchiennes, Brunemont, Bugnicourt, Cantin, Courchelettes, Cuincy, Dechy, Écaillon, Erchin, Esquerchin, Estrées, Fechain, Férin, Flers-en-Escrebieux, Fressain, Fressies, Goeulzin, Guesnain, Hamel, Haynecourt, Hem-Lenglet, Lambres-lez-Douai, Lauwin Planque, Lécluse, Lewarde, Loffre, Marcq-en-Ostrevant, Marquette-en-Ostrevant, Masny, Monchecourt, Roucourt, Villers-au-Tertre.

Dipartimento del Pas-de-Calais:

Baralle, Bellonne, Brebières, Buissy, Cagnicourt, Corbehem, Dury, Écourt-Saint-Quentin, Épinoy, Gouy-sous-Bellone, Hendecourt-lès-Cagnicourt, Marquion, Noyelle-sous-Bellone, Oisy-le-Verger, Palluel, Quiéry-la-Motte, Recourt, Riencourt-lès-Cagnicourt, Rumaucourt, Sailly-en-Ostrevent, Sains-lès-Marquion, Sauchy-Cauchy, Sauchy-Lestrée, Saudemont, Tortequesne, Villers-lès-Cagnicourt, Vitry-en-Artois.

5.   Legame con la zona geografica

Specificità della zona geografica

Diversi materiali parentali costituiscono i terreni più rappresentativi della regione di Cambrésis: limosi loessici, formazioni argillose del Terziario e, in misura minore, materiali a dominante sabbiosa derivanti da formazioni terziarie, gesso e alluvioni fluviali.

L’«Ail fumé d’Arleux» è coltivato nella zona delimitata, su particelle caratterizzate da un tipo di terreno da limoso a limoso-argilloso con una percentuale massima di argilla del 30 %.

Il clima della zona è temperato, con temperature relativamente omogenee da un anno all’altro. Le temperature minime sono temperate (il numero di giorni con valori inferiori allo 0 è scarso) e le massime raramente oltrepassano i 30 °C. Vi è inoltre scarsa escursione termica fra il giorno e la notte.

Quanto alle precipitazioni, osserviamo una ripartizione omogenea della pluviometria durante l’anno e un totale di circa 650 mm annui (media degli ultimi 30 anni).

Arleux si trova in una valle circondata da prati, fiumi e paludi.

La valle della Sensée «traccia un lungo solco verde» fra i due altipiani nudi di Douaisis e di Cambrésis.

Nella Sensée confluiscono le acque di affluenti secondari fra cui l’Agache e l’Hirondelle, che attraversano le paludi e gli stagni per riversarsi nel Canal du Nord.

Le paludi della valle della Sensée si estendono su quasi 800 ettari, su cui sono presenti depositi alluvionali e torba.

I mulini e le chiuse, una volta numerosi nella valle, hanno contribuito a mantenere il livello d’acqua nelle paludi mentre l’estrazione della torba, adoperata come combustibile prima del massiccio arrivo del carbone, ha dato origine agli stagni.

Specificità del prodotto

La specificità del prodotto si basa su una tecnica ben precisa, ovvero l’affumicatura, nonché su una qualità determinata al tempo stesso dall’affumicatura e dalla tipica presentazione in trecce e, infine, su un’antica reputazione che si è mantenuta in vita fino ai giorni nostri.

L’affumicatura tradizionale è realizzata per combustione di un misto di torba, segatura di legno e pagliette di grano. Al giorno d’oggi viene aggiunta la lignite in quanto l’estrazione della torba non è più sostenibile e la lignite possiede le stesse proprietà di combustione. La coltivazione dell’aglio deve la sua espansione nel bacino di Arleux alla presenza della torba e alla tecnica dell’affumicatura. Ciò rende il bacino di Arleux una regione in cui l’aglio è tradizionalmente affumicato.

L’affumicatura conferisce all’«Ail fumé d’Arleux» un colore omogeneo su tutta la treccia, la quale assume così una tonalità che va dal marrone-rosso chiaro al marrone scuro e possiede un piacevole odore di fumo. Questo processo inoltre fa sì che l’aglio si conservi più a lungo. L’utilizzo di diverse varietà di aglio del Nord consente la presentazione a treccia grazie all’assenza dello scapo florale. Questa presentazione veniva inizialmente adoperata per appendere l’aglio ad appositi ganci nell’affumicatoio e per facilitarne la vendita; essa continua tuttora a essere apprezzata non soltanto per la sua praticità ma anche per il suo aspetto.

La prima comparsa della produzione di aglio nelle statistiche dipartimentali risale al 1804. Durante il diciannovesimo secolo il prodotto viene premiato a più riprese in occasione di concorsi e fiere agricole. Durante il ventesimo secolo, la coltivazione si intensifica e i contadini fanno conoscere il prodotto commercializzandolo grazie al sistema della vendita porta a porta. La reputazione dell’«Ail fumé d’Arleux» valica quindi i confini della sua zona di produzione.

Al giorno d’oggi, la fiera dell’aglio, che si tiene ad Arleux, è il principale avvenimento che contribuisce al diffondersi della reputazione del prodotto. Organizzato per la prima volta nel 1962, l’evento attira, da qualche anno a questa parte, un numero crescente di visitatori e contribuisce ad accrescere la notorietà del prodotto sia nella stampa che presso il pubblico che affluisce alla fiera.

Legame causale

In una regione che gode di condizioni pedoclimatiche favorevoli alla coltivazione dell’aglio (terreni leggeri, poco umiferi, che si asciugano e riscaldano facilmente, non sassosi, e un clima temperato con scarse escursioni termiche e precipitazioni distribuite omogeneamente nel corso dell’anno), la tradizione dell’affumicatura dell’aglio è nata proprio grazie alla presenza di torba nella regione.

La torba veniva adoperata come combustibile per riscaldamento ma ben presto venne utilizzata anche per affumicare l’aglio. In effetti, il clima della zona non consente un’essiccatura soddisfacente dell’aglio. L’affumicatura consentirà quindi di completare l’essiccatura dell’aglio e, di conseguenza, di conservarlo evitando la formazione delle muffe. L’affumicatura conferisce all’aglio anche un colore rossastro e un odore del tutto particolari. I produttori di aglio ricorrono ad altri materiali di affumicatura, anch’essi ben radicati nella regione.

L’intreccio dell’aglio ha la funzione di confezionarlo in modo da agevolarne l’appenditura negli affumicatoi. Questi due metodi sono intimamente legati e costituiscono il know-how richiesto per produrre l’«Ail fumé d’Arleux». Con l’avvento dei cavalli da tiro (aratura) e, a maggior ragione, della meccanizzazione, la coltivazione dell’aglio non poteva più avere luogo in queste zone paludose; essa si è quindi estesa su terre sempre più lontane dalle torbiere.

Le spighette di grano si ricavano dalla trebbiatura del grano nelle aziende agricole che si servono di vecchie trebbiatrici; questo tipo di macchinari tuttavia diventa sempre più raro e viene utilizzato per superfici sempre più piccole. Oggi come oggi poche sono ancora le aziende agricole in grado di offrire le spighette di grano ai produttori di aglio in quanto i moderni macchinari le gettano per terra nei campi durante la trebbiatura. Numerose aziende di questo tipo si trovano nel Béthunois. Esse producono paglia per gli Haras nationaux o per le grandi scuderie da corsa della regione parigina (Vincennes, Chantilly) che hanno richieste specifiche per quanto riguarda la qualità della paglia destinata ad alimentare i propri cavalli. Quanto alla segatura di legno, i produttori privilegiano un approvvigionamento regionale. In effetti la foresta nel Nord-Pas-de-Calais si compone essenzialmente di specie a foglie caduche (93 %), in particolare di querce, faggi e frassini. Il legno di tutte queste specie si presta perfettamente all’affumicatura dell’aglio.

Così i produttori dell’«Ail fumé d’Arleux», grazie all’intreccio dell’aglio, da un lato, e a un preciso metodo di affumicatura dall’altro (inizialmente con la torba, quindi, più di recente, associando a questo materiale altri combustibili) sono riusciti a conferire al loro prodotto una solida reputazione, come sta a dimostrare ancora oggi il successo della fiera dell’aglio.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-e9d4946c-169e-4eda-84af-bfe12271b428/telechargement


(1)  GU L 179 del 19.6.2014, pag. 17.

(2)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.


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