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Document 52016XC1203(02)

Pubblicazione di una domanda di modifica ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

OJ C 453, 3.12.2016, p. 14–22 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

3.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 453/14


Pubblicazione di una domanda di modifica ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(2016/C 453/15)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di modifica ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).

DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA

Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

«ESTEPA»

N. UE: ES-PDO-0105-01321 — 12.3.2015

DOP ( X ) IGP ( )

1.   Gruppo richiedente e interesse legittimo

Nome del gruppo: Consejo Regulador de la Denominación de Origen Protegida «Estepa»

Indirizzo

:

Polígono Industrial Sierra Sur

Avda. del Mantecado 7

41560 Estepa (Sevilla)

ESPAÑA

Telefono

:

+34 955912630 – 607436353

Indirizzo di posta elettronica

:

secretaria@doestepa.es

2.   Stato membro o paese terzo

Spagna

3.   Voce del disciplinare interessata dalla modifica

Denominazione del prodotto

Descrizione del prodotto

Zona geografica

Prova dell’origine

Metodo di produzione

Legame

Etichettatura

Altro [da precisare]

4.   Tipo di modifica

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

5.   Modifiche

5.1.   Si modifica la sezione B. Descrizione del prodotto del disciplinare per quanto concerne i seguenti aspetti:

aggiunta di olio monovarietale della varietà Arbequina prodotto nel distretto di Estepa.

Finalità è riconoscere le caratteristiche singolari di un olio di oliva extravergine presente sul territorio da oltre 35 anni. Sono i fattori intrinseci del territorio (orografia, altitudine, pedologia, climatologia ecc.), oltre alle pratiche particolari, tradizionali del distretto di Estepa, a creare il profilo caratteristico e distinto di questo olio di oliva extravergine rispetto ad altri della stessa varietà, prodotti invece in zone diverse.

L’olio di oliva monovarietale della varietà Arbequina mantiene le caratteristiche differenze che caratterizzano gli altri oli protetti dalla denominazione di origine protetta «Estepa», ovvero una mediana del fruttato maggiore o uguale a 4,5, un’elevata stabilità ossidativa grazie alla ricchezza di composti fenolici, un tratto amaro e piccante più pronunciato per la stessa varietà nonché una maggiore concentrazione dei pigmenti, ovvero clorofilla e caroteni.

In appresso le caratteristiche che definiscono l’olio di oliva della varietà Arbequina.

Composizione al 100 % di varietà Arbequina.

Fruttato di oliva verde che ricorda frutti più acerbi che maturi, con amaro e piccante equilibrati in bocca.

Mediana del fruttato: ≥ 4,5.

Mediana dell’amaro: ≥ 3 e ≤ 6

Mediana del piccante: ≥ 3 e ≤ 6

Acidità (%): ≤ 0,3

Indice di perossidi: (mEq O2/kg): ≤ 15

K270: ≤ 0,18

Il colore dell’olio può variare nella scala ABT tra 2/3 — 3/3 — 2/4 — 3/4 — 2/5 — 3/5.

Polifenoli: ≥ 250 ppm

Stabilità ossidativa: ≥ 43,6 h a 100 °C e ≥ 7 h a 120 °C

Tocoferoli: ≥ 261,1 ppm

al fine di adeguare alla legislazione vigente i profili organolettici degli oli di oliva della DOP «Estepa», nella descrizione sono stati inclusi gli attributi positivi amaro e piccante, quantificandone il valore delle mediane:

Mediana dell’amaro: ≥ 3 e ≤ 6

Mediana del piccante: ≥ 3 e ≤ 6

a sua volta, per adempiere a quanto stabilito dalla legge n. 2/2011, del 24 marzo, in materia di «Calidad Agroalimentaria y Pesquera de Andalucía» pubblicata nel Boletín Oficial de la Junta de Andalucía n. 70 dell’8 aprile 2011, sono stati definiti i metodi di analisi applicati per valutare gli antiossidanti naturali, i polifenoli (espressi in acido caffeico), la stabilità ossidativa e i tocoferoli, non disciplinati dalla normativa vigente:

1.

Polifenoli: cromatografia liquida a rivelatore UV a serie di diodi (ppm in acido caffeico).

2.

Stabilità ossidativa: valore Rancimat con flusso d’aria di 10 l/h a 110 °C e 120 °C (ore).

3.

Tocoferoli: cromatografia liquida con rivelatore a fluorescenza (ppm)

sono soppresse le quote massime stabilite nel disciplinare concernenti i parametri relativi ai polifenoli, alla stabilità ossidativa e ai tocoferoli, in quanto restrizioni non giustificate, poiché valori superiori rafforzano le caratteristiche degli oli in relazione alla freschezza, alla presenza di antiossidanti e alla stabilità; si modifica inoltre il criterio di valutazione della presenza di tocoferoli.

1.

Polifenoli: si sopprime la quota superiore, poiché una maggiore concentrazione di polifenoli rispecchia una maggior freschezza e un maggior valore antiossidante di questi oli. Grazie alle specificità della varietà Arbequina, la concentrazione di polifenoli della varietà Arbequina di Estepa si attesta a un minimo di 250 ppm, molto superiore alla media di questo tipo di oli di altre zone, frutto delle caratteristiche proprie degli ulivi del distretto di Estepa, della pedologia, della latitudine e delle pratiche colturali.

2.

Stabilità ossidativa: si sopprime il valore massimo, poiché un valore superiore rafforza questa caratteristica, consentendo l’accesso sul mercato di oli contrassegnati «DOP» più stabili.

3.

Per quanto concerne il parametro dei tocoferoli, la soppressione dei valori massimi e l’adozione come unico criterio di base per analizzare i tocoferoli totali rispecchia una semplificazione e una miglior analisi dei risultati, poiché il dato in questione è il risultato della somma dei tocoferoli alfa, beta ecc. Il minimo fissato a 261,1 ppm riprende il dato del disciplinare in vigore per tutti gli oli d’oliva extravergine registrati con la denominazione di origine protetta «Estepa».

Progressi scientifici hanno permesso di osservare che diversi parametri rispecchiano una stessa realtà, generando così una duplicazione dei controlli che si traduce in un costo supplementare ingiustificato per gli operatori; si propone pertanto di ottimizzare tali controlli sopprimendo determinati elementi analitici del prodotto, quali il valore K225, la concentrazione di clorofille e di caroteni, così come i parametri relativi al rapporto fra acido oleico/linoleico e gli acidi grassi monoinsaturi/polinsaturi a favore di parametri più rappresentativi, senza alterare la caratterizzazione originale:

1.

K225: si sopprime questo parametro che quantifica sotto il profilo chimico l’attributo sensoriale positivo «amaro», poiché è controllato nella valutazione organolettica di tutti gli oli di oliva della denominazione di origine controllata «Estepa» attraverso la mediana dell’amaro.

2.

Poiché la concentrazione di pigmenti, clorofilla e caroteni è direttamente legata alla colorazione dell’olio, è ridondante mantenere le due analisi (fisico-chimica e organolettica).

3.

I parametri relativi al rapporto fra acido oleico/linoleico e acidi grassi monoinsaturi/polinsaturi sono strettamente legati al fattore di analisi della stabilità ossidativa e della presenza di polifenoli. Si sopprimono tali relazioni analitiche del prodotto a favore del più rappresentativo parametro di stabilità ossidativa, come pure la concentrazione di polifenoli, maggiormente rappresentativi e definitori della predetta relazione, in tal modo si riducono i costi supplementari ingiustificati per gli operatori.

4.

Il parametro «cere» è soppresso dalla caratterizzazione degli oli, in quanto non si tratta di un parametro specifico né proprio dell’olio di «Estepa» e deve comunque essere conforme a quanto prescritto dalla legislazione vigente.

Adeguamento delle percentuali delle varietà che compongono ogni tipo di olio alle caratteristiche organolettiche proprie degli oli di «Estepa».

L’olio di oliva extravergine è un succo naturale di un frutto ed è alterato in particolare dai fattori climatici, oltre che dalle attuali tecniche di olivicoltura, fra i vari fattori citiamo l’invecchiamento dell’albero, l’incorporazione di oli provenienti dalle nuove piantagioni, l’irrigazione di numerose piantagioni, in particolare delle varietà menzionate, l’adattamento di nuove tecniche di trattamento fitosanitario nonché del momento di raccolta

Queste pratiche, legate al miglioramento degli ulivi e del loro ambiente nonché alla redditività delle piantagioni, alterano i profili degli oli ottenuti ed è pertanto necessario modificare le percentuali delle varietà presenti al fine di adeguarle ai profili protetti.

A tal proposito il disciplinare recitava:

Hojiblanca, Arbequina, Manzanilla, Picual e Lechín de Sevilla.

L’olio in questione è prodotto con olive di queste varietà, nelle seguenti proporzioni: almeno il 50 % di olio di oliva extravergine della varietà Hojiblanca, tra il 20 % e il 30 % della varietà Arbequina e fino al 5 % per le altre varietà complessivamente considerate (Manzanilla, Picual e Lechín de Sevilla).

Hojiblanca e Arbequina.

L’olio è prodotto a partire da queste varietà di olive nelle seguenti proporzioni: tra il 40 % e il 60 % di olio extravergine di oliva della varietà Hojiblanca e tra il 40 % e il 60 % della varietà Arbequina.

La modifica recita:

«1.

nell’olio monovarietale della varietà Arbequina le olive sono lavorate separatamente, ottenendo oli contenenti il 100 % della varietà.

2.

Nella mescolanza di oli Hojiblanca e Arbequina, le olive sono lavorate separatamente e si mescolano gli oli di ciascuna qualità in una proporzione compresa fra il 20 % e l’80 % di Hojiblanca e fra l’80 % e il 20 % di Arbequina, in funzione della realizzazione del profilo organolettico definito nel disciplinare.

3.

Nell’olio multivarietale di Arbequina, Hojiblanca e altre varietà, le olive provengono mescolate da diverse aziende agricole, nel rispetto delle percentuali minime fissate per ogni varietà:

minimo 15 % di Arbequina,

minimo 35 % di Hojiblanca,

minimo 5 % delle varietà rimanenti.»

5.2.   Si modifica la sezione E. Ottenimento del prodotto del disciplinare per quanto concerne i seguenti aspetti.

Senza pregiudicare i parametri qualitativi, è prolungato di 15 giorni il periodo di raccolta, che in precedenza terminava il 15 dicembre per la varietà Arbequina e il 30 dicembre per le altre varietà ed è ora fissato rispettivamente al 30 dicembre per la varietà Arbequina e al 15 gennaio per le altre varietà. Nel corso degli anni si è accertato che tale ritardo non pregiudica assolutamente la qualità degli oli, come dimostra il rigoroso rispetto dei parametri contenuti nel disciplinare in materia di qualità legati alla raccolta precoce (fruttato, amaro, piccante).

Al fine di adattare il disciplinare alla realtà dei sistemi di coltura del distretto di Estepa, si sostituisce il testo dei punti a) Fattori fissi e b) Tecniche di coltura della sezione E) Ottenimento del prodotto, con quanto segue in merito alle tecniche agronomiche di olivicoltura più avanzate e rispettose del prodotto e dell’ambiente, ovvero:

«a)   fattori fissi

—   Sesti di impianto e piedi delle piante

La densità di piantagione è molto variata in tutto il distretto: in pratica, nelle piantagioni antiche vi sono circa 75-100 alberi per ettaro, mentre le nuove piantagioni contengono 100-200 alberi per ettaro.

Per quanto riguarda il numero di piedi, il distretto di Estepa annovera solo il 12 % di olivi con un unico piede, mentre quelli aventi tre o più piedi superano il 77 % del totale degli esemplari. A tal proposito è importante sottolineare che una gran parte delle piantagioni intensive del distretto sono state realizzate con piantine a un solo piede, ottenute per radicamento di talee legnose in borse oppure per radicamento di talee semilegnose previa nebulizzazione e successivo trapianto in borse di plastica, misura elaborata dall’amministrazione nei piani di ristrutturazione degli oliveti.

Riguardo ai sesti d’impianto è d’uopo distinguere fra:

le piantagioni tradizionali con sesti per la maggior parte sfasati o triangolari, 12×12, anche se si trovano sesti reali e rettangolari nonché altre distanze, quali 11×11, 13×13, 10×12 ecc.,

le nuove piantagioni intensive con densità ben più elevate e quindi con sesti molto più ridotti, dove si trova l’uso di sesti reali come rettangolari, con distanze di 8×8, 7×7, 6×8, 6×4 ecc., laddove le più frequenti sono 7×7 e 6×8.

b)   Tecniche di coltura

—   Concimazione

La lavorazione è effettuata in inverno dopo la raccolta e in estate utilizzando vibrocoltivatori a profondità non superiori a 10 cm, con un numero totale di 4 o 5 lavorazioni annuali.

Le aiuole non irrigue intorno all’olivo sono tenute libere da erbe infestanti e le piantagioni irrigue mantengono una banda fra gli alberi, ugualmente controllata con erbicidi preventivi.

Durante l’irrigazione si fertilizza incorporando nell’acqua fertilizzanti liquidi equilibrati e complessi, formulati secondo conoscenze trasmesse fra coltivatori oppure seguendo le raccomandazioni dei tecnici specializzati che lavorano nella zona.

La fertirrigazione apporta essenzialmente azoto, fosforo e potassio, oltre ai microelementi volti a correggere le carenze rilevate sia a vista, sia mediante l’esecuzione di diverse analisi fogliari.

Esistono numerose parcelle sulle quali si applicano le tecniche di non lavorazione, in precedenza a suolo nudo e, da qualche anno, mantenendo le coperte vegetali, per la maggior parte con specie spontanee eliminate con il decespugliatore alla fine dell’inverno.

—   Irrigazione

La maggior parte dell’oliveto è non irrigua. L’intensificazione degli impianti ha contribuito in gran misura all’aumento dell’irrigazione, in particolare nell’ultimo decennio.

Le attrezzature per l’irrigazione sono quasi interamente di tipo localizzato e apportano volumi/ha di acqua variabili, in funzione della disponibilità.

Le piantagioni munite di attrezzature per l’irrigazione sono molto diffuse in tutto il distretto e non è possibile evidenziare chiaramente nessuna zona della stessa.

—   Potatura

Per quanto riguarda la forma dell’olivo nel distretto di Estepa, essa è determinata dai tipi di potatura che si effettuano con grandi tagli di legno, nel tronco, conosciuti come “taglio di Lucena” o “taglio in testa”. Si è anche introdotta la potatura “razionale” tipo “Jaén”, meno aggressiva. In entrambi i casi l’obiettivo è ottenere una gran quantità di entranti e uscenti che aumentano la superficie produttiva dell’albero. Si presta ugualmente attenzione al rapporto fogliame/legno quale indice di capacità produttiva.

In molti casi, considerato che la maggior parte delle olive di questa zona è destinata alla tavola, si accentua la sfoltita dei rami per ottenere frutti di maggiori dimensioni.

Nella nuova olivicoltura intensiva, oltre a un maggior numero di alberi per ettaro, questi sono formati anche nel tronco, per ottenere una forma più idonea alla raccolta meccanizzata delle olive con i mezzi meccanici attuali.

Quando la chioma raggiunge una buona capacità e i rami principali raggiungono un notevole spessore, si effettuano leggere potature di sfoltita definendo lentamente la struttura dei rami.

—   Applicazione di prodotti fitosanitari

Molte delle entità associate alla denominazione di origine protetta «Estepa» si appoggiano ai tecnici delle ATRIAS (Asociaciones para el Tratamiento Integrado de la Agricultura) e agli ingegneri agronomi, che controllano

e valutano le popolazioni dei principali parassiti e malattie dell’olivo e stabiliscono le soglie di trattamento nei punti di controllo strategicamente ubicati in tutto il distretto, con diversi metodi di comunicazione (bollettini settimanali, programmi radiotelevisivi ecc.) intesi a informare gli olivicoltori riguardo al momento propizio per intervenire nonché al tipo di prodotto fitosanitario autorizzato da utilizzare per rispettare la fauna utile senza lasciare residui nel frutto, raccomandazioni seguite di norma da quasi tutti gli olivicoltori.

Di tutti gli organismi nocivi e le malattie che colpiscono l’olivo nel distretto, citiamo quelli che per importanza e incidenza sulla qualità necessitano di trattamenti preventivi più importanti, ovvero la mosca dell’olivo, la cocciniglia nera, il punteruolo e la tignola.

Per il primo dei parassiti menzionati si applica il dimetoato, la cui applicazione è aerea, o terrestre se gli indici superano le soglie stabilite. Nel secondo caso, la cocciniglia, si applica un trattamento terrestre di carbaril e piriproxifene, sempre nelle dosi comunicate e controllate dai tecnici delle ATRIAS.

Analogamente è trattato il punteruolo, che si combatte con la piretrina o anche il dimetoato. Contro la tignola si usa il dimetoato, le cui dosi sono raddoppiate quando si superano le soglie stabilite.

Va ribadito che l’uso di questi prodotti avviene sempre sotto il controllo dei tecnici delle ATRIAS; questa importante forma di collaborazione nel complesso accettata e seguita dagli olivicoltori, riesce a consegnare ai frantoi i frutti nelle migliori condizioni.

Congiuntamente alla collaborazione di questi gruppi di controllo nella zona si vanno costituendo gruppi di produzione integrata (API, Agrupaciones de Producción Integrada), che esercitano le loro attività in seno ai propri frantoi, affinché gli oli prodotti offrano la garanzia di sicurezza alimentare, poiché ogni API dispone di tecnici responsabili di controllare direttamente tutto il processo produttivo dal campo al frantoio, registrando rigorosamente ogni fase nei registri che ogni olivicoltore possiede nella sua azienda, garantendo la massima tracciabilità dei prodotti ottenuti.»;

e si inserisce nel disciplinare la seguente dicitura:

«per ottenere l’olio di oliva extravergine protetto dalla denominazione di origine protetta “Estepa”, gli agricoltori dovranno attenersi alle pratiche valide imposte dal modello produttivo stabilito nella “Producción Integrada de Olivar de Andalucía”, Orden del 15 aprile 2008, che approva il “Reglamento Específico de Producción Integrada de Olivar, o producción ecológica”, e dal regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91. In caso di deroga alle predette disposizioni, si applicherà la disposizione di legge sostitutiva.»

5.3.   Si modifica la sezione F. Legame con la zona, del disciplinare per quanto attiene al carattere specifico del prodotto, sopprimendo il riferimento alla percentuale di α-tocoferolo e introducendo un fruttato elevato come caratteristica specifica dell’olio di «Estepa».

Una volta modificato il disciplinare per quanto riguarda la determinazione dei tocoferoli totali anziché differenziati secondo i livelli di alfa, beta, gamma-tocoferoli, non vi è motivo che l’α-tocoferolo compaia ancora nella caratterizzazione (caratteristiche specifiche) degli oli di «Estepa».

Nel documento unico si introduce il fruttato uguale o superiore a 4,5 come caratteristica specifica, omessa nella scheda riepilogativa. Si tratta di una delle caratteristiche proprie dell’olio di «Estepa» e come tale figura nella sezione B.2. Le caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche degli oli contenute nel disciplinare non sono state oggetto di modifica.

5.4.   Etichettatura

Si include il seguente riferimento: «le azioni del Consejo regulador per quanto attiene all’uso di questi contrassegni, etichette e controetichette, non saranno in nessun modo discriminatorie nei confronti di qualsiasi operatore che soddisfi quanto prescritto dal disciplinare».

DOCUMENTO UNICO

«ESTEPA»

N. UE: ES-PDO-0105-01321 — 12.3.2015

DOP ( X ) IGP ( )

1.   Nome

«Estepa»

2.   Stato membro o paese terzo

Spagna

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.5. Oli e grassi (burro, margarina, olio ecc.)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

Olio di oliva extravergine ottenuto dal frutto dell’ulivo (Olea europea, L.) delle varietà in appresso; considerato che i tipi di olio di oliva extravergine sono quattro:

Hojiblanca, Arbequina, Manzanilla, Picual e Lechín de Sevilla,

Hojiblanca e Arbequina,

Hojiblanca,

Arbequina.

Tutti gli oli di oliva extravergine sono ottenuti esclusivamente mediante procedimenti meccanici o fisici che non alterino l’olio, conservandone l’aroma e le caratteristiche del frutto da cui proviene.

Le olive provengono dalle varietà autorizzate, raccolte direttamente dall’albero, quando presentano il grado di maturazione che consenta l’ottenimento di oli fruttati aventi le caratteristiche tipiche.

Caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche degli oli:

mediana del fruttato: ≥ 4,5;

mediana dell’amaro: ≥ 3 e ≤ 6;

mediana del piccante: ≥ 3 e ≤ 6;

acidità (%): ≤ 0,3;

indice di perossidi: (mEq O2/kg): ≤ 15;

K270: ≤ 0,18;

Sulla scala ABT il colore dell’olio può variare fra 2/3 — 3/3 — 2/4 — 3/4 — 2/5 — 3/5.

Polifenoli: ≥ 405 ppm per tutti i tipi di oli, tranne quello monovarietale Arbequina, che sarà ≥ 250 ppm.

Stabilità ossidativa: ≥ 43,6 h a 100 °C e ≥ 7 h a 120 °C

Tocoferoli: ≥ 261,1 ppm

Metodi di analisi

Polifenoli: cromatografia liquida a rivelatore UV a serie di diodi (ppm in acido caffeico).

Stabilità ossidativa: valore Rancimat con flusso d’aria di 10 l/h a 110 °C e 120 °C (ore).

Tocoferoli: cromatografia liquida con rivelatore a fluorescenza (ppm).

Nel profilo degli oli si apprezza un attributo fruttato caratteristico della raccolta precoce che corrisponde in generale a una posizione intermedia fra l’oliva acerba e matura, in cui spicca l’elemento verde tipico della raccolta precoce.

Secondo le varietà, gli oli protetti presentano caratteristiche differenti:

—   Hojiblanca, Arbequina, Manzanilla, Picual e Lechín de Sevilla,

La percentuale del contenuto di queste varietà nell’olio è pari ad almeno:

minimo 15 % di Arbequina,

il 35 % di Hojiblanca,

il 5 % delle varietà rimanenti.

Questo tipo presenta un fruttato di oliva verde che ricorda frutti più acerbi che maturi con un’intensità media. Amaro e piccante in bocca caratteristici degli oli ottenuti a inizio campagna.

—   Hojiblanca e Arbequina.

La percentuale di contenuto di queste varietà nell’olio è compresa tra il 20 % e l’80 % della varietà Hojiblanca e tra l’80 % e il 20 % della varietà Arbequina.

Questo tipo presenta un fruttato di oliva verde che ricorda frutti più acerbi che maturi. Amaro e piccante in bocca caratteristici degli oli ottenuti a inizio campagna.

—   Hojiblanca.

La percentuale di contenuto di queste varietà nell’olio è pari al 100 % della varietà Hojiblanca.

Questo tipo presenta un fruttato di oliva verde che ricorda frutti più acerbi che maturi. Amaro e piccante in bocca caratteristici degli oli ottenuti a inizio campagna.

—   Arbequina.

La percentuale di contenuto di questa varietà nell’olio è pari al 100 % della varietà Arbequina.

L’olio di oliva extravergine Arbequina della denominazione di origine protetta «Estepa» presenterà un fruttato di oliva verde che ricorda frutti più verdi che maturi, con amaro e piccante equilibrati in bocca.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono aver luogo nella zona geografica delimitata

Produzione e lavorazione.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Sulle etichette e controetichette figura obbligatoriamente la dicitura «Denominazione di origine protetta “Estepa”».

Le etichette commerciali, proprie di ciascuna ditta iscritta, devono essere approvate dal gruppo richiedente (ossia il Consejo regulador). Qualsiasi tipo di confezione di vendita dell’olio destinato al consumo è provvisto del contrassegno di garanzia, etichettato o controetichettato in maniera non riutilizzabile, rilasciato dal Consejo Regulador, conformemente alle indicazioni contenute nel manuale di qualità e di procedure, apposti nel magazzino, nel frantoio o nell’impresa di confezionamento registrati.

Le azioni del Consejo regulador per quanto attiene all’uso di questi contrassegni, etichette e controetichette non sono in nessun modo discriminatorie nei confronti di qualsiasi operatore che soddisfi quanto prescritto dal disciplinare.

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

Comprende 11 comuni della provincia di Siviglia: Aguadulce, Badolatosa, Casariche, Estepa, Gilena, Herrera, Lora de Estepa, Marinaleda, Pedrera, La Roda de Andalucía ed El Rubio nonché uno della provincia di Córdoba: Puente Genil, ovvero la zona conosciuta come Miragenil.

5.   Legame con la zona geografica

Specificità della zona geografica

L’abbondanza di suoli calcarei della zona geografica in questione, unitamente alla scarsità di acqua del distretto di Estepa e a un clima continentale con estati miti e inverni freddi, sono fattori che consentono un’evoluzione più rapida del grado di maturazione delle olive.

Questa realtà geografica unita al fatto che storicamente nel distretto di Estepa vi è una forte presenza di olivi che producono olive da tavola (circa il 30 % di tutte le olive è destinato all’industria delle olive da tavola) fa sì che il processo tradizionale di raccolta sia molto precoce a causa del fattore culturale della raccolta continua, dato che il processo di raccolta iniziato in settembre e la raccolta inizia in settembre e la raccolta delle olive da tavola e poi quella delle olive da olio si sovrappongono o si succedono.

Il risultato di questa pratica è l’ottenimento di oli aventi sfumature differenziate sia sotto l’aspetto chimico, sia organolettico.

Specificità del prodotto

Gli oli della DOP «Estepa» si caratterizzano per un amaro particolare con una mediana compresa fra 3 e 6

Un fruttato minimo di 4,5

Un contenuto più elevato di composti fenolici rispetto ad altre varietà e alla stessa varietà coltivata in altri territori

Un’elevata stabilità ossidativa

Un’elevata concentrazione dei pigmenti presenti nell’olio di oliva, in particolare clorofille e caroteni (scala ABT).

Legame causale fra la zona geografica e le caratteristiche del prodotto

Vi sono due fattori: la natura dell’ecosistema di sviluppo da una parte e il fattore umano dall’altra. Sono questi fattori agrologici che hanno inciso sulla maggior percentuale di polifenoli e di tocoferoli richiesta dal disciplinare.

Si tratta di una regione i cui suoli sono poveri di elementi organici, dove il calcare plasma il paesaggio e la scelta colturale, nella fattispecie l’olivo e alcune varietà di piante robuste e resistenti, che si adattano meglio di qualsiasi altra a questi terreni, come dimostra il fatto che il 95 % dei suoli agricoli del distretto di Estepa sia adibito all’olivicoltura.

Questo dato, ossia l’esistenza di una gran quantità di olivi su un terreno calcareo, specialmente della varietà Hojiblanca come di altre varietà riconosciute, è ciò che consente, date le caratteristiche di queste varietà, di produrre oli chiaramente diversi sotto il profilo sensoriale, molto più fruttati.

In pratica gli studi disponibili sull’argomento dimostrano che questo tipo di suolo calcareo favorisce una maggiore concentrazione di un antiossidante particolarmente interessante dal punto di vista nutrizionale, i tocoferoli.

Un altro fattore naturale e caratterizzante degli oli prodotti nella regione è il clima locale, cioè la scarsità di acque del distretto di Estepa, fa sì che detto stress idrico influisca sull’amaro dell’olio prodotto dalle olive della zona, più pronunciato rispetto agli oli di altre regioni, anche quelli della medesima varietà prodotti in altre regioni.

Anche la scarsa pluviometria unita al fattore climatico di estati più miti rispetto ad altre zone limitrofe, propri dei climi continentali, accelera l’evoluzione del grado di maturazione delle olive e quindi la loro raccolta.

È infine decisivo il fattore umano. Il fatto che storicamente nel distretto di Estepa vi sia una forte presenza di olivi che producono olive da tavola (circa il 30 % di tutte le olive è destinato all’industria delle olive da tavola) fa sì che il processo tradizionale di raccolta sia più precoce rispetto a qualsiasi altra zona del mondo, a causa del fattore naturale di accelerazione della maturazione dovuta alla pedologia e alla climatologia nonché del fattore culturale della raccolta continua, dato che il processo di raccolta iniziato in settembre e la raccolta inizia in settembre e la raccolta delle olive da tavola e poi quella delle olive da olio si sovrappongono o si succedono. Il risultato di questa pratica è l’ottenimento di oli aventi sfumature differenziate sia sotto l’aspetto chimico, sia organolettico.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento)

Il testo integrale del disciplinare della denominazione è pubblicato all’indirizzo:

http://www.juntadeandalucia.es/export/drupaljda/PliegoEstepamodificado.pdf

oppure accedendo direttamente alla pagina iniziale del sito web della Consejería de Agricultura, Pesca y Desarrollo Rural:

http://www.juntadeandalucia.es/organismos/agriculturapescaydesarrollorural.html

seguendo il percorso:

«Áreas de actividad»/«Industrias Agroalimentarias»/«Calidad y Promoción»/«Denominaciones de Calidad»/«Aceite de Oliva Virgen Extra». Il disciplinare figura sotto il nome della denominazione di qualità.


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.


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