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Document 62016TN0349

Causa T-349/16: Ricorso proposto il 30 giugno 2016 — Bank Saderat Iran/Consiglio

OJ C 305, 22.8.2016, p. 48–49 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

22.8.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 305/48


Ricorso proposto il 30 giugno 2016 — Bank Saderat Iran/Consiglio

(Causa T-349/16)

(2016/C 305/65)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: Bank Saderat Iran (Teheran, Iran) (rappresentanti: T. de la Mare, QC, R. Blakeley, Barrister e S. Jeffrey, S. Ashley e A. Irvine, Solicitors)

Convenuto: Consiglio dell'Unione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2016/603 del Consiglio del 18 aprile 2016 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU 2016, L 104, pag. 8), e la decisione (PESC) 2016/609 del Consiglio, del 18 aprile 2016, che modifica la decisione 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU 2016, L 104, pag. 19), nei limiti in cui si applicano alla ricorrente, e

condannare il Consiglio alle spese sostenute dalla ricorrente.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.

1.

Primo motivo, vertente sul fatto che la nuova designazione della ricorrente dell’aprile 2016 (i) costituisce uno sviamento della procedura e in quanto tale uno sviamento di potere, (ii) viola il diritto della ricorrente ad una buona amministrazione e (iii) viola i principi dell’intangibilità del giudicato, della certezza del diritto e della forza di giudicato.

2.

Secondo motivo, vertente sul fatto che la nuova designazione della ricorrente dell’aprile 2016 costituisce una violazione dell’articolo 266 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

3.

Terzo motivo, vertente sul fatto che la nuova designazione della ricorrente dell’aprile 2016 è viziata da un errore manifesto di valutazione.

4.

Quarto motivo, vertente sul fatto che la nuova designazione della ricorrente dell’aprile 2016 viola i diritti fondamentali della ricorrente al rispetto della sua reputazione e al pacifico godimento dei suoi beni nonché i principi di proporzionalità e di non discriminazione.

5.

Quinto motivo, vertente sul fatto che la nuova designazione della ricorrente dell’aprile 2016 non è richiesta dal piano d’azione congiunto globale ed è in contrasto con esso.


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