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Document 52014AE6067

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali» COM(2014) 581 final — 2014/0268 (COD)

OJ C 251, 31.7.2015, p. 31–32 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

31.7.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 251/31


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali»

COM(2014) 581 final — 2014/0268 (COD)

(2015/C 251/06)

Relatore unico:

Brendan BURNS

Il Consiglio, in data 19 febbraio 2015, e il Parlamento europeo, in data 12 novembre 2014, hanno deciso, conformemente al disposto dell’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

«Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali»

COM(2014) 581 final — 2014/0268 (COD).

La sezione specializzata Mercato unico, produzione e consumo, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 2 febbraio 2015.

Alla sua 505a sessione plenaria, dei giorni 18 e 19 febbraio 2015 (seduta del 18 febbraio), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 164 voti favorevoli, 1 voto contrario e 3 astensioni.

1.   Raccomandazioni

1.1.

Dal momento che l’introduzione di apparecchiature di controllo e lo sviluppo di procedure di prova per le «prestazioni in termini di emissioni dei motori in servizio» sono concetti nuovi per le macchine mobili non stradali (NRMM), il CESE raccomanda di condurre programmi pilota approfonditi per tutti i tipi di motore e di macchine al fine di verificare se sia possibile installare la strumentazione necessaria. Questi studi dovranno anche prendere in considerazione l’eventualità di collaudare sul banco di prova il motore impiegato per la macchina, qualora risulti troppo difficile effettuare le misurazioni direttamente sulla macchina.

1.2.

Di fronte alle forti preoccupazioni che le nanoparticelle prodotte dai processi di combustione suscitano per la salute dei cittadini e al livello elevato di protezione raggiungibile con l’attuazione della Fase V proposta per i motori delle macchine mobili non stradali e visto il consenso espresso da molti diretti interessati, compresi i costruttori di motori e di macchine, nei confronti della proposta della Commissione, il CESE raccomanda una rapida adozione del nuovo regolamento. Grazie all’intensa collaborazione, in fase di elaborazione, tra tutti i diretti interessati (ivi comprese l’industria e le ONG), la proposta della Commissione tiene conto delle diverse tecnologie disponibili per il controllo delle emissioni a seconda delle dimensioni del motore e del ciclo di combustione.

2.   Principio di base

2.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è convinto che la riduzione delle emissioni nocive di monossido di carbonio, ossidi di azoto, idrocarburi e particolato dei motori destinati a trattori agricoli e forestali sia un passo indispensabile per contribuire al raggiungimento dei livelli di qualità dell’aria previsti dall’UE.

2.2.

Il CESE è inoltre del parere che le norme proposte a tutela della salute umana e dell’ambiente debbano essere fondate su proposte solide sotto il profilo tecnico, economico e pratico.

3.   Contesto

3.1.

La definizione di macchine mobili non stradali comprende una vasta gamma di macchine e motori a combustione di tipo diverso. I motori sono installati sia su apparecchi portatili che su macchine a motore e su rotaia e vengono utilizzati nell’edilizia, nell’agricoltura, nell’attività mineraria, nel settore ferroviario, nella navigazione interna e in molti altri comparti industriali. I vigenti limiti di emissione per i motori in questione sono stabiliti nella direttiva 97/68/CE. Le nuove fasi per le emissioni sono state introdotte l’ultima volta nel 2004, in occasione della modifica della direttiva. La conclusione della Commissione europea è che esse non corrispondono più allo stato attuale della tecnologia e che quindi le macchine mobili non stradali possono essere allineate ai limiti di emissione applicati ai veicoli stradali (ad esempio gli autobus e gli autocarri/camion).

3.2.

Tuttavia, l’adattamento della tecnologia dei trasporti su strada ai motori installati su macchine mobili non stradali e alle macchine stesse richiede una notevole attività di sviluppo e considerevoli risorse. Per questo motivo la proposta della Commissione introduce limiti euro VI per i casi in cui la tecnologia sia già matura, mentre negli altri casi suggerisce di adottare i limiti stabiliti dall’EPA (Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti), già in uso nella legislazione americana, che ha compiuto notevoli progressi in questo settore.

3.3.

A differenza dei regolamenti sulle emissioni su strada, in cui vi è una distinzione tra la regolamentazione per i veicoli più piccoli e quelli più grandi, con una normativa distinta per i motocicli, i veicoli leggeri e quelli pesanti, la proposta di regolamento relativa alle macchine mobili non stradali è di carattere generale e comprende una vasta gamma di macchinari e attrezzature con potenza motore da meno di 8 kW a 3  500 kW circa, includendo così tutte le cilindrate che vanno da una frazione di litro a più di 100 litri per cilindro.

3.4.

I motori installati su macchine mobili non stradali funzionano in circostanze diverse rispetto ai motori installati sui veicoli stradali. La maggior parte delle macchine mobili non stradali non funziona come un autocarro, in cui intercorre un certo periodo di tempo tra la posizione di arresto e il momento in cui viene raggiunta la potenza massima. Le macchine mobili non stradali funzionano per lo più passando immediatamente dall’avviamento alla fase in cui viene richiesta la massima potenza, seguita da un breve periodo di fermo, per poi raggiungere di nuovo la massima potenza e la posizione di arresto. E il ciclo si ripete. Sono queste le normali condizioni di lavoro della maggior parte delle macchine mobili non stradali, che differiscono da quelle dei veicoli stradali, in cui i giri e la potenza dei motori sono mantenuti a livelli pressoché costanti.

3.5.

In fase di adeguamento dei motori installati su macchine mobili non stradali, sarà necessario tenere conto dei seguenti aspetti:

progettare modifiche che consentano di resistere alle opportune condizioni non stradali, compresa l’esposizione prolungata ad ambienti più aggressivi, ad un carico da urti e vibrazioni di maggior intensità rispetto ai veicoli stradali utilizzati su fondi stradali privi di forti irregolarità e dislivelli,

riconfigurare nel modo più opportuno la forma e le dimensioni fisiche perché si adattino allo spazio dimensionale della categoria delle macchine non stradali e rispondano al requisito di ridurre al minimo le dimensioni complessive dei sistemi di post-trattamento,

ampia gamma di cicli di lavoro/carico in cui i sistemi di post-trattamento devono funzionare in maniera efficace, compreso un rapido carico transitorio,

garantire un adeguato equilibrio termico e chimico nel sistema di scarico per un efficace funzionamento del sistema di post-trattamento, compresa la rigenerazione dei sistemi di filtro antiparticolato in una vasta gamma di condizioni,

riottimizzare il motore e il sistema di post-trattamento per garantire una risposta transitoria accettabile e ridurre al minimo il consumo di carburante e reagente.

4.   Problemi

4.1.

Tra le raccomandazioni della Commissione figura tra l’altro che «le prestazioni in termini di emissioni dei motori in servizio» saranno monitorate e «sono proposti programmi pilota al fine di sviluppare adeguate procedure di prova». È importante verificare se sia possibile installare dei sistemi di misura portatili delle emissioni (PEMS) sulle diverse macchine che i costruttori di motori sceglieranno perché rappresentative della destinazione d’uso dei loro prodotti. La legislazione non prende in considerazione l’installazione in permanenza su tutte le macchine.

4.2.

L’introduzione della Fase V secondo il calendario stabilito nella proposta della Commissione sarà possibile solo se la legislazione sarà adottata in tempo utile. Qualora il processo decisionale dovesse accumulare un ritardo significativo, mancherà il tempo per portare a termine lo sviluppo del prodotto ed effettuare tutte le procedure di omologazione.

Bruxelles, 18 febbraio 2015.

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Henri MALOSSE


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