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Document 52014IR4331

Parere del Comitato europeo delle regioni — Piano d'azione verde per le PMI e iniziativa per favorire l'occupazione verde

GU C 140 del 28.4.2015, p. 22–27 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

28.4.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 140/22


Parere del Comitato europeo delle regioni — Piano d'azione verde per le PMI e iniziativa per favorire l'occupazione verde

(2015/C 140/05)

Relatrice

:

Satu TIETARI (FI/ALDE), consigliere comunale di Säkylä

Testi di riferimento

:

Comunicazione — Piano d'azione verde per le PMI

(COM(2014) 440 final)

Comunicazione — Iniziativa per favorire l'occupazione verde

(COM(2014) 446 final)

I.   RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI,

1.

Negli ultimi anni, con l'estensione e la generalizzazione delle preoccupazioni legate all'ambiente, i criteri «verdi» hanno acquisito una importanza sempre maggiore nel processo decisionale politico. La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva attribuisce un'importanza determinante alla svolta verso un modello economico verde, a basso tenore di carbonio ed efficiente nell'impiego delle risorse.

2.

Uno dei concetti alla base delle due comunicazioni esaminate nel presente parere è quello di «economia verde», definito come un modello che garantisce crescita e sviluppo, tutela la salute e il benessere dell'uomo, crea posti di lavoro dignitosi, riduce le ineguaglianze, investe sulla biodiversità e sulla sua salvaguardia, compreso il capitale naturale che ne deriva, per il suo valore intrinseco e il suo contributo essenziale al benessere umano e alla prosperità economica (1);

3.

Il passaggio all'economia verde incide direttamente sulla competitività sia delle singole imprese che dell'intera economia europea. Le risorse si riducono. I consumi aumentano in un numero crescente di settori, toccando i limiti imposti dall'ambiente. Un tempestivo passaggio all'economia verde nell'UE non è soltanto auspicabile, ma anche indispensabile per preservare e rafforzare la competitività e il benessere in tempi quanto più possibile rapidi;

4.

esprime il proprio sostegno alle comunicazioni della Commissione relative al piano d'azione verde per le PMI e all'iniziativa per favorire l'occupazione verde;

5.

condivide il giudizio espresso dalla Commissione in entrambe le comunicazioni, secondo cui un'efficace svolta verso l'economia verde riveste un'importanza decisiva ai fini della competitività attuale e futura dell'Europa;

6.

sottolinea il ruolo essenziale del settore pubblico e degli enti locali e regionali nel favorire il passaggio all'economia verde; le pubbliche amministrazioni devono non solo favorire il passaggio ad un'economia verde ma anche rappresentare un modello e un riferimento nell'applicazione dei loro progetti, programmi, normative, appalti, come pure nella creazione di posti di lavoro in un nuovo paradigma di economia verde;

7.

ritiene essenziale proseguire gli sforzi volti a promuovere la competitività verde delle piccole e medie imprese migliorando l'accesso ai finanziamenti, fornendo un'informazione più esauriente, semplificando la legislazione, riducendo gli oneri amministrativi e rafforzando la cultura imprenditoriale verde;

8.

accoglie con favore l'obiettivo dell'iniziativa sull'occupazione verde, che prevede di creare una sinergia tra politica occupazionale e politica ambientale allo scopo di favorire il passaggio a un'economia competitiva, verde ed efficiente nell'impiego delle risorse;

9.

sottolinea che la questione delle competenze è particolarmente rilevante per i giovani, che continuano a subire l'effetto sconfortante di un tasso di disoccupazione superiore al 22 %, e che dovrebbero essere preparati meglio, in generale, per i posti di lavoro del futuro e, in particolare, per quelli verdi;

10.

condivide il giudizio della Commissione, secondo cui occorre rivedere e aggiornare i programmi didattici delle scuole e degli istituti di formazione e i sistemi di qualificazione previsti, in modo da favorire il passaggio all'economia verde;

11.

ricorda che esistono differenze considerevoli tra un'impresa e l'altra: alcune forniscono già adesso prodotti e servizi verdi, ma anche le imprese che realizzano prodotti e servizi tradizionali possono trarre beneficio, per esempio, dall'impiego di forme di energia e di materie prime maggiormente compatibili con l'ambiente;

Definizioni di base

12.

ritiene che le sfide ambientali vadano considerate sia come opportunità che come rischi per le singole imprese, per i loro addetti, per il mercato del lavoro e per l'UE;

13.

osserva che occorre chiarire e definire i concetti di base, le cifre e la situazione iniziale dell'economia verde in maniera tale che i concetti e le cifre scaturiscano da un accordo e siano omogenei e inequivocabili;

14.

ritiene che il buon esito del passaggio a un'economia verde sia decisivo ai fini della competitività attuale e futura dell'UE, e che quindi sia essenziale garantire la coerenza nell'utilizzo delle definizioni;

15.

sottolinea la dimensione regionale della transizione verso un'economia verde e la posizione centrale degli enti locali e regionali nell'istruzione, nelle infrastrutture, nel sostegno delle imprese locali e nella creazione di servizi per l'impiego. Indica nelle iniziative verdi sorte a livello locale degli esempi da seguire per altre regioni dell'UE;

16.

richiama inoltre l'attenzione sulla diversità delle condizioni e delle sfide a livello locale e chiede di tenere conto della specificità delle condizioni regionali ai fini dell'ecologizzazione dell'economia;

17.

sottolinea che il successo dell'economia verde comprende cinque importanti elementi: 1) riduzione, ovvero bisogna ridurre il ricorso alle materie prime e il consumo globale di energia; 2) uso di energie pulite, onde evitare la dipendenza dall'esterno, ridurre le emissioni e creare posti di lavoro; 3) efficienza: occorre utilizzare in maniera più efficiente le materie prime e l'energia in tutta la catena del valore di un determinato prodotto o servizio; 4) lavoro in rete e condivisione delle buone pratiche: lo scambio di esperienze tra Stati membri e tra settori di attività offre l'opportunità di accrescere l'offerta di prodotti e di servizi verdi anche nei mercati esterni all'UE; 5) accesso ai finanziamenti: è essenziale garantire la disponibilità di finanziamenti e la riduzione delle formalità amministrative; le richieste di finanziamento dovrebbero essere semplici e comprensibili, e utili anche in altre attività economiche.

Obiettivo

18.

sottolinea che attualmente sussistono nel mercato interno differenze notevoli, tra settori e tra Stati membri, in materia di uso efficiente delle risorse, ed esorta ad impegnarsi per migliorare la situazione attraverso la condivisione delle buone pratiche e delle esperienze meno riuscite;

19.

sottolinea l'importanza degli enti regionali e locali, in particolare i comuni, nell'attuazione delle misure illustrate al punto precedente e giudica opportuno che queste ultime siano finanziate a titolo dell'attuale quadro di finanziamento dell'UE;

20.

reputa che in tutti i segmenti della catena del valore si debba perseguire un impiego più efficiente delle risorse, che in tal modo sia possibile ridurre in maniera significativa il fabbisogno di materie prime e che occorra integrare un approccio basato sulla catena del valore nelle attività sia del settore pubblico che di quello privato;

21.

ritiene che il piano di azione verde debba concentrarsi su misure a livello europeo volte ad armonizzare e a rafforzare le attuali iniziative verdi di sostegno alle piccole e medie imprese a livello nazionale e regionale;

22.

è consapevole dell'esigenza di rafforzare il settore delle energie rinnovabili e dei biocarburanti, in cui l'UE dispone di conoscenze, capacità e tecnologie sufficienti; chiede di sopprimere gli ostacoli allo sviluppo al fine di poter creare numerosi posti di lavoro verdi qualificati e di qualità, e sostiene la ricerca e lo sviluppo in questo campo;

23.

sottolinea l'importanza di un approccio verde e il ruolo crescente, in tutti gli Stati membri, dell'indicazione di origine dell’UE;

24.

accoglie favorevolmente il proposito della Commissione europea di istituire nel 2015 un Centro di eccellenza europeo per la gestione efficiente delle risorse e di collegarlo a una rete di partenariato in tutte le regioni d'Europa, ma invita la Commissione a precisare quali saranno i partner e come saranno selezionati;

25.

sottolinea inoltre che occorrerà coinvolgere nel processo gli enti locali e regionali, i quali sono nella posizione migliore per comprendere le circostanze e sfide specifiche a livello locale e regionale, e valutare quali siano le principali parti interessate locali. In tale contesto, bisognerà promuovere la mappatura al fine di poter individuare le potenzialità specifiche di ciascuna regione in grado di aiutare gli agenti locali ad identificare cluster d'investimento, adottare misure di sostegno al lavoro autonomo e istituire corsi di formazione e specializzazione focalizzati sui diversi aspetti dell'economia verde;

26.

considera necessario definire degli obiettivi che promuovano una concezione dei prodotti responsabile sotto il profilo ambientale; invita a responsabilizzare maggiormente i soggetti economici affinché realizzino prodotti ecologicamente responsabili.

Visione

27.

segnala l'esigenza di garantire che negli Stati membri le conoscenze e le competenze specifiche necessarie per l'ecologizzazione dell'economia siano, nei loro aspetti principali, accessibili a tutti, e invita a garantire altresì che il livello di conoscenza in materia a livello locale sia adeguato;

28.

invita ad adoperarsi per diffondere ulteriormente il principio dell'apprendimento permanente; un fattore essenziale è la gestione delle nuove conoscenze, poiché l'economia verde richiede mutamenti e un'azione trasparente lungo l'intera catena del valore;

29.

sottolinea che la convergenza tra lavoro e competenze è attualmente insufficiente, e che i mutamenti del sistema sono lenti; il progetto di classificazione europea di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni (ESCO) della Commissione costituisce un esempio positivo del tentativo di rendere disponibile ai datori di lavoro una forza lavoro all'altezza dei requisiti richiesti. Per ulteriori proposte in materia di convergenza tra le esigenze sul fronte dell'occupazione e le competenze, il CdR rimanda al suo parere sul tema Quadro dell’UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni  (2);

30.

osserva che l'economia verde determinerà il passaggio ad una economia circolare e a basso consumo di carbonio, la quale genererà posti di lavoro nuovi e innovativi. Ciò comporterà una conversione dei vecchi posti di lavoro e una ridefinizione dei profili professionali;

31.

chiede che venga favorita una cooperazione più ampia tra le autorità, le piccole e medie imprese, le associazioni e gli istituti di istruzione, perché l'acquisizione di nuove conoscenze richiede un orientamento e un coordinamento migliori degli interventi e degli strumenti finanziari;

32.

sottolinea l'importanza della ricerca e dello sviluppo tecnologico (RST) nel favorire la realizzazione dell'economia verde, promuovendo tramite gli attuali stanziamenti europei la partecipazione di università, PMI e altre realtà locali e regionali, coordinati quali elementi cardine della conoscenza (istruzione, ricerca e innovazione) in forme sinergiche come i cluster o le piattaforme di Open Innovation per la condivisione e lo scambio reciproco delle conoscenze;

33.

auspica che gli enti locali e regionali, grazie alle rilevanti conoscenze specifiche e alle competenze che hanno in questo ambito, siano coinvolti pienamente nel processo di coordinamento. Già adesso esistono buoni esempi di come i partenariati tra autorità locali abbiano permesso di fornire alle imprese e alle associazioni consulenza in materia di energia, anche per individuare le misure di sostegno e le opportunità di finanziamento, formulare raccomandazioni su singole misure, compilare un quadro dei fornitori di attrezzature e di servizi e prestare assistenza nella redazione di bandi di gara.

Strategia

34.

condivide il giudizio della Commissione, secondo cui occorre rivedere e aggiornare i programmi didattici delle scuole e degli istituti di formazione e i sistemi di qualificazione in stretta cooperazione con gli Stati membri e gli enti locali e regionali, in modo da tenere in considerazione e favorire il passaggio all'economia verde, e suggerisce di introdurre in tutti i percorsi educativi e formativi almeno un modulo dedicato a questa materia. Occorre inoltre esaminare come vengono monitorati gli effetti dell'istruzione, perché è necessario un monitoraggio a lungo termine, a livello sia superiore che inferiore;

35.

esprime le proprie preoccupazioni in merito all'adeguatezza, alla prevedibilità e al livello della formazione connessa all'economia verde e alle relative competenze nei vari Stati membri. È fondamentale garantire che negli Stati membri vengano istituiti corsi di formazione che coprano competenze in materia sia ambientale che giuridica e aziendale. Occorre anche garantire che i pubblici funzionari dispongano di dati e competenze sufficienti;

36.

sottolinea che le nuove competenze sono particolarmente rilevanti per i giovani, che dovrebbero essere preparati meglio per i posti di lavoro del futuro, e in particolare per quelli verdi;

37.

ribadisce che sarebbe necessario avere una visione più ampia e tenere conto delle ripercussioni a lungo termine, in modo che le competenze in materia ambientale possano essere associate a una solida competenza aziendale. Già nelle scuole occorrerebbe instillare un atteggiamento positivo nei confronti dell'ambiente e dell'imprenditorialità, perché le nuove professioni richiederanno competenze tanto scientifiche quanto tecniche e matematiche. Tale sensibilizzazione dovrebbe avere un posto di rilievo anche nei programmi di formazione destinati agli adulti;

38.

esprime preoccupazione per il fatto che poche piccole e medie imprese europee sono consapevoli delle possibilità di impiego più efficiente delle risorse e di quali vantaggi potrebbero trarre da una tale conoscenza nella pratica economica;

39.

propone che gli enti regionali, locali e nazionali dotati di competenze in materia fiscale creino sistemi di discriminazione positiva a favore delle imprese che applicano i principi e i concetti dell'economia verde, nell'ambito dei criteri di responsabilità sociale delle imprese, anche sotto forma di una riduzione delle tasse e delle imposte, di interventi nel settore degli appalti pubblici e di agevolazioni fiscali;

40.

raccomanda di fornire alle piccole e medie imprese dei differenti settori informazioni personalizzate sulle possibilità di istruzione e di finanziamento, poiché esse non sono necessariamente a conoscenza delle esigenze di formazione connesse all'economia verde;

41.

invita a predisporre degli incentivi al completamento delle conoscenze, perché ciò è necessario ai fini dell'acquisizione di nuove nozioni e competenze. Bisognerebbe avere una chiara comprensione di come sfruttare tutti i materiali riciclabili, creando a partire da essi materiali nuovi e innovativi, e di quali siano le normative e i requisiti in materia;

42.

osserva che nell'arco di cinque anni il costo delle materie prime è aumentato per il 75 % delle piccole e medie imprese dell'UE; per salvaguardare la competitività delle imprese urgono misure volte a sperimentare nuovi procedimenti e la loro sistematica diffusione;

43.

raccomanda che tutti i settori di attività studino le possibilità di cooperare in misura maggiore e di sfruttare le competenze reciproche in materia di servizi, prodotti o parti di essi. Ciò offrirà opportunità di affari in particolare alle piccole imprese, le quali, grazie all'attività in rete, potrebbero formare entità più grandi. Si dovrebbero raccogliere esempi concreti e divulgare le buone pratiche negli Stati membri;

44.

raccomanda di studiare tutte le possibilità di questo tipo, grazie alle quali le piccole e medie imprese potrebbero recuperare materiali usati o residuali per la propria produzione e la propria catena del valore o come componenti della produzione di altre imprese. Un esempio è dato dalla soluzione energetica a circuito chiuso adattata alle condizioni locali, grazie alla quale rifiuti, energia di recupero, calore, sostanze nutritive e anidride carbonica vengono utilizzati e riciclati nella produzione di energia e di derrate alimentari;

45.

fa presente la necessità di promuovere la cooperazione imprenditoriale tra il settore dell'alimentazione biologica e altri settori potenzialmente collegati: gastronomia, ristorazione, turismo rurale, agriturismo, ecoturismo, fabbricazione di recipienti e imballaggi sostenibili e/o artigianali, edilizia sostenibile, artigianato alimentare, ecc.;

46.

invita a realizzare campagne di sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile, dirette ai cittadini dell'UE, in cui venga messa in evidenza la possibilità di ognuno di influenzare a livello personale il volume di rifiuti e il loro trattamento;

47.

ricorda che gli enti locali hanno un'importanza decisiva nel raggiungimento degli obiettivi dell'UE in materia di emissioni. Un buon esempio è quello del progetto finlandese Verso comuni neutrali in termini di carbonio, il cui obiettivo è coinvolgere i soggetti locali (le amministrazioni comunali, i residenti e le imprese) a ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra. Tale progetto è inteso a individuare soluzioni nuove, innovative e in grado di promuovere l'occupazione a livello locale, basate sull'uso sostenibile delle risorse naturali locali e sull'aumento dell'efficienza energetica;

48.

raccomanda lo sviluppo di modelli dell'economia della condivisione e dei servizi, alternativi al concetto di proprietà tradizionale, nel cui quadro i consumatori possano acquistare i prodotti sotto forma di servizi, restituendoli al produttore al termine del ciclo di vita affinché siano riutilizzati;

49.

auspica che vengano migliorati i modelli di calcolo, in modo che consentano di misurare in maniera più affidabile il consumo energetico;

50.

comprende che realizzare prodotti compatibili con l'ambiente che siano anche commercialmente validi richiede forti investimenti di capitale sia nello sviluppo del prodotto che per il lancio e la registrazione dei prodotti e dei servizi generati da tale attività. In futuro la legislazione dovrà essere in grado di consentire, e non già ostacolare o limitare, il rapido sviluppo dell'innovazione;

51.

propone di promuovere l'uso dei sistemi di gestione ambientale, in particolare del sistema europeo EMAS, allo scopo di introdurre la cultura ecologica nel processo decisionale delle imprese, rendendo in tal modo più efficace il funzionamento di queste ultime e migliorando le informazioni rese ai cittadini circa il loro comportamento ambientale.

Impatto

52.

condivide il punto di vista della Commissione, secondo cui gli Stati membri potrebbero anche ridurre il costo del lavoro utilizzando i proventi delle aste effettuate nel quadro del sistema di scambio dei diritti di emissione; sottolinea tuttavia che tale sistema, nella sua forma attuale, non è pienamente efficace;

53.

si compiace del fatto che l'iniziativa sottolinei la promozione dell'imprenditorialità, e ribadisce il proprio punto di vista secondo cui l'Europa dovrebbe presentare ai giovani l'imprenditorialità come un percorso professionale possibile e promettente;

54.

ritiene che insieme all'economia verde anche l'imprenditoria sociale, con o senza finalità di lucro, sia da considerare come una valida alternativa alle forme tradizionali di attività di impresa; in considerazione di ciò accoglie favorevolmente anche il proposito della Commissione di facilitare l'accesso al finanziamento per le imprese sociali;

55.

ritiene che grazie all'innovazione e alla riprogettazione dei loro prodotti, della loro produzione e dei loro modelli di attività, le imprese potrebbero ridurre l'utilizzazione di materie prime costose e la produzione di rifiuti;

56.

reputa che l'introduzione armonizzata a livello europeo di una certificazione relativa all'economia verde costituirebbe un fatto positivo, in particolare per le imprese, e a lungo termine garantirebbe la prevedibilità e la certezza giuridica, consentendo di interpretare in anticipo una serie di situazioni giuridiche conflittuali;

57.

osserva che le materie prime, l'acqua e l'energia costituiscono il 50 % dei costi di produzione complessivi delle imprese (3), ragion per cui ridurre tale eccessiva incidenza sui costi delle imprese, attraverso una revisione del sistema di produzione, trasporto e distribuzione dell'energia stessa, nonché rendere più efficiente l'uso delle risorse e dell'energia può consentire importanti risparmi. Ciò è reso ancora più attuale dal rincaro dei prezzi dell'energia e di numerose materie prime avvenuto negli ultimi anni;

58.

invita a informare in modo mirato i soggetti di livello regionale e locale in merito alle potenzialità offerte dalle fonti europee di finanziamento per il periodo di programmazione 2014-2020 e alla possibilità di impiegare questi fondi per sostenere la conversione delle piccole e medie imprese all'economia verde: per esempio, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il programma LIFE, lo Strumento di finanziamento del capitale naturale, lo Strumento per il finanziamento privato dell'efficienza energetica, il Programma per la competitività delle imprese e delle piccole e le medie imprese (COSME) e Orizzonte 2020;

59.

richiama l'attenzione sulla questione del passaggio alla tassazione ambientale come strumento per promuovere la corresponsabilità ecologica; a giudizio della Commissione, la tassazione ambientale è meno dannosa per la crescita e consentirebbe prestazioni ambientali migliori e un aumento dell'occupazione. Gli Stati membri che hanno sperimentato la tassazione ambientale potrebbero condividere più estesamente le loro esperienze, e altri paesi potrebbero seguire l'esempio;

60.

fa osservare che la Commissione e gli Stati membri hanno sviluppato utili indicatori che consentono una comprensione migliore dei mercati del lavoro dell'UE, nazionali e regionali. Per ottenere un effetto, gli Stati membri dovrebbero utilizzare moduli armonizzati dell'UE per l'applicazione di tali indicatori e per il trasferimento dei dati;

61.

ribadisce l'osservazione secondo cui per creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese, gli enti pubblici devono investire nelle infrastrutture di qualità, in particolare nel settore dei trasporti e nel digitale, e per questo hanno bisogno di sostegno da parte dell'UE;

62.

comprende che le piccole e medie imprese mancano di conoscenza, di reti e di competenza in materia di tecnologie dell'informazione, e hanno quindi difficoltà a cogliere le opportunità offerte dalla prevenzione dei rifiuti e dal riutilizzo dei prodotti, delle materie prime e dei rifiuti nel quadro di varie catene del valore;

63.

sottolinea che gli elevati costi di investimento iniziale possono ridurre ulteriormente l'interesse nell'avvio di attività di impresa connesse alla riutilizzazione e al riciclaggio delle risorse, dal momento che le piccole e medie imprese devono valutare le potenzialità commerciali delle loro attività. Occorrono quindi misure fiscali e legislative volte a ridurre l'impatto di tali investimenti iniziali e altri tipi di aiuti;

64.

ritiene che occorra adottare più estesamente e diffondere nei vari Stati membri delle norme ambientali volte a rispettare la biodiversità e a promuovere le politiche di attenuazione e di adeguamento ai cambiamenti climatici, e che a tal fine occorra una regolare comunicazione con i consumatori;

65.

riconosce che i principi contenuti nelle norme ambientali dell'UE in materia di economia verde dovrebbero essere radicati in tutte le attività delle PMI, ma è anche essenziale incoraggiare gli utilizzatori finali, ossia i consumatori, ad acquistare prodotti con certificazione ambientale;

66.

sottolinea che una catena del valore più verde, che comprenda la rifabbricazione, la riparazione, la manutenzione, il riciclaggio e la progettazione ecocompatibile, può offrire considerevoli opportunità commerciali a numerose piccole e medie imprese, ma la possibilità per queste ultime di cogliere tali opportunità è limitata da barriere legislative, istituzionali, tecniche e culturali, che occorrerebbe rimuovere o, nel caso in cui questo non fosse possibile, cercare di superare.

Bruxelles, 12 febbraio 2015

Il Presidente del Comitato europeo delle regioni

Markku MARKKULA


(1)  La definizione proviene dalla decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020: vivere bene entro i limiti del nostro pianeta, GU L 354 del 28.12.2013, pag. 171.

(2)  CDR 1319/2014.

(3)  Europe INNOVA (2012) Guide to resource efficiency in manufacturing: Experiences from improving resource efficiency in manufacturing companies [Guida all'uso efficiente delle risorse nella manifattura: esperienze relative all'uso più efficiente delle risorse nell'industria manifatturiera], pag. 6. Consultabile al seguente indirizzo.


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