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Document 52012AR2210

Parere del Comitato delle regioni «Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2012-2013»

OJ C 139, 17.5.2013, p. 27–34 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

17.5.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 139/27


Parere del Comitato delle regioni «Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2012-2013»

2013/C 139/06

IL COMITATO DELLE REGIONI

evidenzia che il processo di allargamento è inteso a superare la divisione dell'Europa e a contribuire all'unificazione pacifica del continente. Da un punto di vista politico, l'allargamento dell'UE ha contribuito alla soluzione di importanti problemi e a un consolidamento della democrazia, del rispetto dei diritti umani e della stabilità in tutta l'Unione europea. Da un punto di vista economico, l'allargamento ha contribuito ad aumentare la prosperità e la competitività, consentendo all'Unione allargata di rispondere meglio alle sfide della globalizzazione;

dichiara esplicitamente che una delle principali priorità politiche del CdR è garantire il successo del processo di allargamento. Per il Comitato delle regioni, il ruolo svolto dai rappresentanti locali e regionali nel processo di allargamento è fondamentale;

si impegna attivamente a facilitare agli enti locali e regionali dei paesi dell'allargamento il compito di prepararsi alle loro future responsabilità nell'Unione europea, di ottenere il riconoscimento del loro ruolo e di stabilire e sviluppare contatti e la cooperazione con le controparti dell'Unione europea;

osserva che l'UE dovrebbe incoraggiare i paesi candidati ad assicurare che i poteri delegati rispecchino il livello delle responsabilità che dovranno essere assunte quando l'acquis dell'UE verrà applicato a livello locale e regionale; al contempo, tali responsabilità andrebbero sostenute con risorse finanziarie commisurate, senza le quali gli enti locali e regionali non sarebbero in grado di attuare correttamente le riforme;

sottolinea pertanto che i paesi dell'allargamento devono continuare a sviluppare i loro rispettivi modelli di governance;

sottolinea l'esperienza molto positiva dello strumento per l'amministrazione locale (Local Administration Facility - LAF), coordinato con la DG Allargamento, ufficio TAIEX della Commissione europea, che aiutano a comprendere più chiaramente ciò che l'UE rappresenta a livello regionale e locale.

Relatore

Luc VAN DEN BRANDE (BE/PPE), presidente dell'Ufficio di collegamento Fiandre-Europa

Testo di riferimento

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2012-2013

COM(2012) 600 final

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

Contesto politico e importanza dell'allargamento per gli enti locali e regionali e il CdR

1.

sottolinea che il presente parere deve essere visto nel contesto dell'impegno storico del CdR nell'ambito del processo di allargamento. Esso approfondisce il messaggio politico del CdR sulla strategia di allargamento dell'UE verso i paesi dei Balcani occidentali (Croazia, Montenegro, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia, Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo (1)), la Turchia e l'Islanda;

2.

evidenzia che il processo di allargamento è inteso a superare la divisione dell'Europa e a contribuire all'unificazione pacifica del continente. Da un punto di vista politico, l'allargamento dell'UE ha contribuito alla soluzione di importanti problemi e a un consolidamento della democrazia, del rispetto dei diritti umani e alla stabilità in tutta l'Unione europea. Da un punto di vista economico, l'allargamento ha contribuito ad aumentare la prosperità e la competitività, consentendo all'Unione allargata di rispondere meglio alle sfide della globalizzazione;

3.

segnala l'importanza di una politica d'informazione e comunicazione decentrata in merito al processo di allargamento, in particolare per rafforzare il dialogo civile e politico tra l'Unione europea e i paesi coinvolti;

4.

dichiara esplicitamente che una delle principali priorità politiche del CdR è garantire il successo del processo di allargamento. Per il Comitato delle regioni, il ruolo svolto dai rappresentanti locali e regionali nel processo di allargamento è fondamentale;

5.

sottolinea che la prospettiva di adesione all'Unione mette in moto delle riforme politiche e sociali nei paesi candidati e crea delle nuove opportunità per i cittadini di tali paesi - tanto più necessarie in questo periodo di crisi;

6.

segnala che la politica di allargamento deve continuare a essere credibile e beneficiare del sostegno dell'opinione pubblica sia all'interno dell'Unione europea che dei (potenziali) paesi candidati. Per creare legami duraturi tra i cittadini e l'UE, è di cruciale importanza coinvolgere in questo processo sia i cittadini dei paesi dell'allargamento, che quelli degli attuali Stati membri. Il sostegno all'integrazione europea nei paesi candidati è una risorsa fondamentale. Le istituzioni europee non dovrebbero darlo per scontato, quanto piuttosto tentare di attingere a questa risorsa per migliorare la legittimità pubblica dell'intera UE;

7.

è consapevole del fatto che le riforme politiche e sociali attualmente in atto non possono essere introdotte con la forza, ma solo con il rispetto della diversità e attraverso un autentico decentramento;

8.

si impegna attivamente a facilitare agli enti locali e regionali dei paesi dell'allargamento il compito di prepararsi alle loro future responsabilità nell'Unione europea, di ottenere il riconoscimento del loro ruolo e di stabilire e sviluppare contatti e la cooperazione con le controparti dell'Unione europea;

9.

auspica, con la sua strategia di relazioni esterne, di promuovere il dialogo politico e la cooperazione economica e/o culturale tra enti locali e regionali dei paesi candidati e potenziali candidati e dell'UE. Il Comitato delle regioni rappresenta un punto d'incontro importante e un forum utile per tali soggetti nel quadro dell'Unione europea;

10.

osserva che, nelle sue relazioni sui progressi realizzati, la Commissione europea dedica scarsa attenzione alle riforme che offrono un nuovo quadro giuridico agli enti regionali e locali di tali paesi. L'UE dovrebbe incoraggiare i paesi candidati ad assicurare che i poteri delegati rispecchino il livello delle responsabilità che dovranno essere assunte quando l'acquis dell'UE verrà applicato a livello locale e regionale; al contempo, tali responsabilità andrebbero sostenute con risorse finanziarie commisurate, senza le quali gli enti locali e regionali non sarebbero in grado di attuare correttamente le riforme;

11.

ritiene che l'integrazione dei nuovi Stati membri nell'UE sarà coronata dal successo soltanto se questi riusciranno ad applicare il corpus giuridico europeo esistente a tutti i livelli dell'organizzazione politica e amministrativa (nonché in funzione del modo in cui tali disposizioni saranno attuate), tenuto conto del fatto che i comuni e le regioni svolgono un ruolo essenziale nell'amministrazione dei programmi e dei fondi dell'UE; pertanto, il ruolo degli enti regionali e locali non deve limitarsi all'attuazione di misure e decisioni adottate a livello nazionale, o alla diffusione tra i cittadini di informazioni sul processo di allargamento;

12.

sottolinea che l'approccio della governance multilivello, che si basa sul principio di sussidiarietà e include il partenariato tra tutti i livelli di governo e il coinvolgimento di ognuno di essi, è un elemento essenziale dell'integrazione europea e, pertanto, ogni valutazione del processo di allargamento dovrebbe considerare se esso promuove la governance multilivello; ciò non deve avvenire soltanto per la futura politica regionale e di coesione, ma anche per la costruzione del mercato unico, per le future politiche in tema di ambiente, cambiamento climatico ed energia, per la futura politica agricola comune e marittima, per il programma di Stoccolma e per la politica di vicinato. Le medesime considerazioni valgono anche per la strategia Europa 2020 e per le sette iniziative faro, da realizzare in partenariato tramite i patti territoriali;

Osservazioni generali

13.

apprezza il fatto che la Commissione europea, nella sua strategia di allargamento per il periodo 2012-2013, riconosce un'importanza maggiore ai criteri di buon governo, quali lo Stato di diritto, l'indipendenza del sistema giuridico, l'efficienza della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, lo sviluppo della società civile e la libertà dei media;

14.

accoglie con favore l'analisi approfondita e la valutazione globale della Commissione, ma apprezzerebbe suggerimenti più chiari su come ovviare alle carenze riguardo l'acquis;

15.

sottolinea ancora una volta che il ruolo dei rappresentanti locali e regionali nel processo di allargamento è molto importante e incoraggia pertanto i paesi all'adesione a portare avanti gli sforzi di decentramento e regionalizzazione; in questo modo si agevola anche la politica di informazione e comunicazione, insieme al dialogo civile e politico tra l'Unione europea e i cittadini dei paesi dell'allargamento;

16.

sottolinea pertanto che i paesi dell'allargamento devono continuare a sviluppare i loro rispettivi modelli di governance, non da ultimo rafforzando le responsabilità degli enti locali e regionali, nonché attraverso la promozione di effettivi partenariati tra i diversi livelli di governance, ma anche tra diversi paesi e regioni;

17.

ritiene necessario rafforzare le capacità degli enti regionali e locali nell'ambito legislativo, finanziario e amministrativo, affinché essi possano utilizzare al meglio l'assistenza preadesione attualmente disponibile e siano in grado di attuare in maniera sostenibile l'acquis dell'Unione;

18.

si rammarica che, a dispetto delle ripetute raccomandazioni del CdR, la Commissione non abbia ancora fornito, nella relazione sull'allargamento, una valutazione esaustiva dello stato di attuazione dei principi della governance multilivello; è consapevole del fatto che non vi sia alcun capitolo dell'acquis che affronti la questione del necessario decentramento nei paesi che intendono aderire all'UE, tuttavia, suggerisce di elaborare al riguardo una serie di parametri che possano servire da orientamento per i paesi che intraprendono delle riforme;

19.

si rammarica inoltre della scarsa considerazione accordata alla dimensione sociale nel processo di allargamento, e invita la Commissione a tenere conto non solo delle riforme economiche, ma anche di quelle sociali necessarie nei paesi candidati;

20.

ribadisce la propria raccomandazione alla Commissione di adottare un maggior grado di dettaglio nelle future relazioni sulle strategie relative all'allargamento in merito alla situazione dell'autonomia regionale e locale e sottolinea l'esigenza di una riforma di regionalizzazione e decentramento più chiara per i paesi dell'allargamento, che li incoraggi a istituire livelli di governo subnazionali indipendenti;

21.

sottolinea l'esperienza molto positiva dello strumento per l'amministrazione locale (Local Administration Facility - LAF), coordinato con la DG Allargamento, ufficio TAIEX della Commissione europea, che aiutano a comprendere più chiaramente ciò che l'UE rappresenta a livello regionale e locale;

22.

è fermamente convinto della necessità di rispettare il principio dei rapporti di buon vicinato tra gli Stati membri dell'UE, i paesi candidati e gli altri paesi, e del ruolo e dell'importanza di sviluppare una cooperazione transfrontaliera e regionale tra questi paesi;

23.

ritiene che la tutela delle minoranze e il rispetto dei diritti umani, che fanno parte dei valori fondamentali dell'Unione europea, debbano rimanere elementi essenziali del processo di adesione all'UE;

24.

in questo contesto, sottolinea l'importanza della cooperazione con il Consiglio d'Europa - e in particolare con il suo Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa - sulla base di tutti i testi pertinenti, come la Carta europea dell'autonomia locale.

Raccomandazioni politiche per i singoli paesi

Croazia

25.

accoglie con soddisfazione l'adesione della Croazia all'Unione europea il 1° luglio 2013, secondo le modalità specificate nel Trattato di adesione;

26.

constata con soddisfazione che le elezioni parlamentari del dicembre 2011 si sono svolte in un ambiente pluralistico e sono state gestite in modo efficiente e trasparente, ma osserva che occorre migliorare la gestione degli elenchi dei votanti in vista delle elezioni locali e delle elezioni dei deputati croati al Parlamento europeo, previste per la primavera del 2013;

27.

rammenta alla Croazia gli impegni assunti in merito alla risoluzione dei problemi bilaterali e regionali in sospeso, nello spirito di relazioni di buon vicinato e attraverso l'attuazione di accordi internazionali giuridicamente vincolanti, tra cui quello sulle questioni di successione;

28.

sottolinea che occorre dedicare maggiore attenzione alla capacità amministrativa necessaria ad attuare e monitorare la riforma dell'amministrazione pubblica, in particolare a livello locale. Occorre compiere maggiori sforzi, tenuto conto del ruolo delle amministrazioni locali e regionali nella futura gestione dei fondi strutturali;

29.

si compiace dei progressi compiuti nell'ambito del processo di decentramento, tuttavia constata che il controllo esercitato dall'autorità centrale su tale processo è eccessivo;

30.

invita la Commissione a continuare, anche dopo l'adesione della Croazia all'UE, a monitorare, valutare e sostenere gli sviluppi a livello subnazionale e i progressi realizzati in materia di decentramento;

31.

osserva che occorre concentrare l'attenzione su misure preventive di lotta alla corruzione a livello locale, in particolare nelle procedure relative agli appalti pubblici;

32.

sottolinea che restano alcune sfide da affrontare in termini di riduzione delle disuguaglianze sanitarie e di quelle regionali in termini di sviluppo rurale inclusivo.

Islanda

33.

accoglie con favore il fatto che le istituzioni politiche dell'Islanda siano stabili e si compiace dell'elevata qualità dell'autonomia locale, quale parte integrante della ricca tradizione democratica del paese. Tale quadro si è recentemente confermato anche in una nuova legge del gennaio 2012, che prevede consultazioni ancora più approfondite tra governo e comuni;

34.

accoglie con favore l'adozione di varie misure importanti tese a rafforzare il finanziamento degli enti locali in seguito alla crisi economica del 2008, ma sottolinea che nonostante tali sviluppi positivi, la capacità di formulare e di coordinare le politiche economiche deve essere migliorata ulteriormente a livello locale e regionale. La distribuzione di finanziamenti dal livello centrale a quello locale richiede anch'essa un coordinamento maggiore;

35.

plaude al fatto che la nuova costituzione sia stata oggetto di referendum consultivo il 20 ottobre 2012 e sia stata approvata da due terzi dei votanti. Tale costituzione contiene per la prima volta una sezione dedicata alle amministrazioni locali;

36.

esprime grande compiacimento per l'istituzione di un comitato consultivo misto con il CdR, a seguito della fruttuosa cooperazione con l'associazione islandese degli enti locali, e sottolinea altresì che continuerà a sostenere il rafforzamento delle capacità a livello locale, ad esempio nel quadro del programma relativo allo strumento per l'amministrazione locale (LAF);

37.

auspica che i negoziati di adesione con l'Islanda possano concludersi in tempi brevi e che il risultato di tali negoziati venga sottoposto al popolo islandese affinché esso possa decidere in merito, basandosi su informazioni accurate sull'accordo finale di adesione che sarà concluso tra l'Islanda e l'UE;

Ex Repubblica jugoslava di Macedonia

38.

accoglie con favore la prosecuzione del processo di decentramento del governo, che costituisce un elemento fondamentale dell'accordo quadro di Ohrid, nonché l'adozione del programma di attuazione del decentramento e dell'autonomia locale per il periodo 2011-2014 e del relativo piano d'azione;

39.

osserva che occorre compiere progressi più rapidi verso il raggiungimento degli obiettivi di decentramento e che la sostenibilità finanziaria dei comuni rimane la sfida principale. Sebbene la percentuale dell'IVA trasferita ai comuni sia stata aumentata al 4 %, ciò non è ancora sufficiente per consentire a tali enti di adempiere in maniera soddisfacente ai compiti che sono stati loro delegati;

40.

sottolinea che i meccanismi a disposizione per affrontare le significative disparità nella prestazione dei servizi pubblici sono limitati e che i comuni locali rurali e di piccole dimensioni sono particolarmente svantaggiati;

41.

esprime preoccupazione per l'insufficienza delle capacità amministrative e di gestione necessarie all'attuazione dell'acquis dell'UE. Tali mancanze sono percepibili in particolare nell'attuazione e applicazione della normativa in materia di ambiente ai livelli centrale e locale. Per quanto riguarda la qualità delle risorse idriche, i progressi registrati sono molto scarsi;

42.

osserva che sono stati registrati scarsi progressi nell'ambito della politica regionale e nel coordinamento degli strumenti di politica strutturale. La gestione dei programmi dello strumento di assistenza preadesione va migliorata, per garantire un completo e tempestivo assorbimento dei finanziamenti dell'UE;

43.

desidera sottolineare l'importanza di mantenere relazioni di buon vicinato e di trovare una soluzione reciprocamente accettabile al problema della denominazione del paese;

44.

raccomanda che gli enti pubblici, ai diversi livelli territoriali, cooperino con le organizzazioni della società civile, che devono essere rafforzate e acquisire maggiore indipendenza dalle ingerenze politiche;

45.

desidera esprimere la propria preoccupazione per la polarizzazione politica ed etnica nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, che rischia di mettere a repentaglio la stabilità del paese e lo slancio necessario per le riforme politiche.

Turchia

46.

osserva che il periodo di consultazione per la nuova costituzione ha promosso un intenso dibattito con la società civile locale e i cittadini (un fatto che bisogna accogliere positivamente), ma è preoccupato per la mancanza di trasparenza in merito alle modalità con cui questi dibattiti abbiano alimentato il processo di redazione e a quali parti siano state pubblicate su Internet. Tale mancanza di trasparenza ha reso molto difficoltoso per i cittadini turchi, nonché per gli attori internazionali (compreso il CdR), mantenersi aggiornati in merito agli sviluppi;

47.

si rammarica della mancanza di progressi nella devoluzione delle competenze a province ed enti locali ed è preoccupato per alcuni resoconti secondo i quali alcuni governi locali o sindaci sono soggetti a intimidazioni o a procedimenti giudiziari per motivi politici. I consigli cittadini (pensati per incoraggiare la partecipazione dei cittadini al governo locale) non sono stati utilizzati in maniera efficace nella maggior parte delle città. Inoltre, il fatto che nel 2011 alcuni decreti legge abbiano riaccentrato le competenze in ambiti quali l'assetto territoriale e il rinnovamento urbano, indica che il processo di decentramento non viene affrontato seriamente. Sebbene il governo turco sia intervenuto per riformare la pubblica amministrazione, l'approccio adottato non ha apportato benefici agli enti locali e regionali, in particolare nella zona sud-orientale del paese;

48.

deplora il fatto che la Turchia non assolva pienamente agli impegni derivanti dal protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione UE-Turchia e incita la Turchia a procedere all'attuazione integrale e non discriminatoria di detto protocollo, sottolineando che un ulteriore ritardo può comportare nuove ripercussioni sul processo di adesione;

49.

accoglie con favore il nuovo atteggiamento mostrato dal Consiglio dell'UE quanto alla possibile apertura del capitolo 22 dei negoziati, relativo a «Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali», ed auspica che questo segnale positivo possa tradursi in una normalizzazione del processo negoziale tra la Turchia e l'Unione europea;

50.

si rammarica del fatto che a tutti i livelli statali emergano ancora notevoli problemi riguardo al rispetto della libertà di culto, dei diritti delle donne, dei diritti delle minoranze (in particolare dei curdi), della parità tra i sessi, nonché del diritto fondamentale alla libertà di espressione e alla libertà di stampa, cosa che mette pertanto in ombra la legislazione orientata alle riforme;

51.

incoraggia il dialogo avviato tra il governo turco e i rappresentanti dei curdi abitanti in Turchia;

52.

prende atto con soddisfazione dell'attuazione dell'Agenda positiva, conformemente al quadro negoziale (Negotiating Framework) e alle relative conclusioni del Consiglio e del Consiglio europeo;

53.

deplora il mancato rispetto di una serie di impegni assunti dalla Turchia e dalle altre parti in causa nel conflitto al fine di pervenire, nel quadro delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, nonché dei principi e valori su cui si fonda l'UE, a una soluzione accettabile dell'occupazione illegittima della parte nord di Cipro e invita il governo turco a sostenere concretamente i negoziati condotti sotto l'egida del Segretario generale dell'ONU e ad agire per pervenire ad una soluzione generale del problema cipriota, ritirando immediatamente le proprie forze armate da Cipro, regolando la questione dei coloni e permettendo la restituzione della zona recintata di Famagosta ai suoi legittimi abitanti, ai sensi della risoluzione 550 (1984) del Consiglio di sicurezza dell'ONU;

54.

osserva che, da un lato, viene introdotta una normativa orientata alle riforme, ma che, dall'altro, questa iniziativa viene offuscata in particolare dalla violazione della libertà di stampa e di espressione;

55.

accoglie con favore l'istituzione di un difensore civico indipendente in Turchia, e osserva che l'attuazione di tale riforma dovrà essere adeguata;

56.

sottolinea che la trasparenza, la responsabilità e i meccanismi di partecipazione devono tutti essere rafforzati a livello locale e invita a proseguire nella lotta contro la corruzione, in particolare a livello comunale;

57.

desidera sottolineare che la costante cooperazione a livello subnazionale sarà vantaggiosa sia per la Turchia che per l'UE. Ribadisce pertanto il proprio impegno a fare in modo che il gruppo di lavoro del Comitato delle regioni sulla Turchia diventi un comitato consultivo misto.

Montenegro

58.

accoglie con favore l'attuazione della legge sull'organizzazione territoriale del Montenegro e la modifica della legge sull'autonomia locale, intesa a migliorare la trasparenza, l'efficienza e la responsabilità dell'amministrazione a livello locale;

59.

osserva che il Montenegro deve rafforzare la capacità amministrativa nelle strutture relative allo strumento di assistenza preadesione istituite, e prepararle adeguatamente per aumentare la capacità di assorbimento dei fondi preadesione;

60.

osserva che uno dei principali problemi a livello locale consiste nella insufficiente qualificazione del personale, che potrebbe rendere impossibile l'assunzione delle responsabilità assegnate sulla base del processo di decentramento;

61.

si rammarica che non siano stati registrati progressi nell'ambito della protezione sociale, che l'assorbimento dei rifugiati, degli sfollati interni e delle minoranze etniche nelle città continui a essere problematico, e che i progressi compiuti nell'ambito del decentramento amministrativo e fiscale dei servizi sociali restino limitati;

62.

raccomanda di intensificare gli sforzi tesi a prevenire e contrastare la corruzione negli ambiti vulnerabili identificati: autonomia locale, pianificazione del territorio, appalti pubblici, privatizzazione, istruzione e sanità;

63.

accoglie con favore l'inaugurazione, nel 2012, del comitato consultivo misto del Comitato delle regioni con il Montenegro e auspica una cooperazione proficua con gli enti subnazionali montenegrini negli anni a venire.

Serbia

64.

osserva con soddisfazione che la Costituzione serba garantisce ai cittadini il diritto all'autonomia provinciale e locale, ma si rammarica d'altro lato del profondo divario che esiste tra i principi iscritti nella normativa e la loro attuazione nella pratica;

65.

si rammarica del fatto che le misure adottate dal governo centrale (riduzione dei contributi agli enti locali) rendano ancora più ardua la realizzazione dei compiti che incombono agli enti locali;

66.

segnala che per quanto attiene all'autonomia locale, la normativa relativa al finanziamento dei comuni deve essere chiarita e attuata correttamente, per garantire la prevedibilità dei finanziamenti dei comuni;

67.

si rammarica che il Consiglio nazionale per il decentramento continui a essere inattivo e che vi siano state consultazioni insufficienti con gli enti locali nell'ambito del processo decisionale relativo alla definizione di una nuova normativa o all'adozione di emendamenti alle leggi esistenti che hanno implicazioni a livello locale;

68.

osserva che le capacità di amministrazione e gestione a livello locale sono scarse e che permangono disparità significative tra i comuni. Prende atto del fatto che la legge sui dipendenti pubblici non si applica ai dipendenti degli enti locali;

69.

accoglie con favore i progressi compiuti nell'ambito della politica regionale e del coordinamento degli strumenti finanziari. Riconosce il fatto che la Serbia ha completato le fasi preparatorie della gestione decentrata dello strumento di assistenza preadesione per quattro componenti e osserva che occorre garantire un'ulteriore e adeguata capacità di attuazione, in particolare per la definizione di un iter solido per i progetti, basato su strategie pertinenti;

70.

si compiace del ruolo importante che la società civile svolge nella vita sociale, economica e politica del paese nonché nella promozione dei valori democratici, e ne sottolinea l'importanza anche a livello locale e nel quadro del processo decisionale.

Albania

71.

si compiace dei progressi compiuti dall'Albania nell'adempimento dei criteri politici per l'adesione all'UE; si rallegra del miglioramento del dialogo politico tra il governo e l'opposizione e sottolinea l'importanza fondamentale di un corretto svolgimento delle elezioni legislative del 2013 per il buon funzionamento delle istituzioni democratiche fondamentali; esorta le autorità albanesi a intensificare gli sforzi per la promozione e l'attuazione delle riforme necessarie per il processo di preadesione, specie in materia di diritti umani, uguaglianza di genere, protezione delle minoranze e dei diritti di proprietà, lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, nonché per quanto attiene allo sviluppo di una politica di emigrazione costruttiva;

72.

prende atto delle analisi della Commissione europea, che affermano che non sono stati realizzati progressi in termini di riforma dell'amministrazione territoriale. La legge sulla pianificazione territoriale del 2009 viene attuata con grande lentezza e a quanto emerge, vi è un divario crescente tra regioni in termini di potenziale di sviluppo economico e sociale. Tale aspetto va affrontato urgentemente;

73.

constata che in molti casi i piccoli enti locali non sono economicamente sostenibili. Il processo decisionale locale non è trasparente e le organizzazioni della società civile e le altre parti interessate non vengono consultate;

74.

osserva che per quanto attiene ai finanziamenti, in particolare mediante entrate fiscali, gli enti locali non hanno registrato miglioramenti nel 2011. Sottolinea inoltre la necessità di sviluppare capacità affinché gli enti locali e regionali possano amministrare le entrate di bilancio, controllare i sistemi operativi e gestire i fondi dello strumento di assistenza preadesione (IPA);

75.

si compiace della nomina di un mediatore ed esorta le autorità albanesi a mettere a disposizione di questa istituzione delle risorse adeguate;

76.

osserva segnali incoraggianti che indicano che le profonde divisioni politiche, che hanno ostacolato le riforme politiche per diversi anni, adesso sembrano diminuire: esorta pertanto le due associazioni che riuniscono le autorità subnazionali (l'associazione albanese delle municipalità e l'associazione albanese dei comuni) a intensificare la cooperazione in tutte le materie opportune e a evitare che la rappresentanza locale e regionale in Albania venga compromessa;

77.

sottolinea che benché i piccoli progressi compiuti nell'ambito della politica regionale e del coordinamento degli strumenti strutturali siano da accogliere con favore, occorre fare di più in questa direzione.

Bosnia-Erzegovina

78.

riconosce che la Bosnia-Erzegovina è ancora un paese con un sistema di governo e sicurezza sotto sorveglianza internazionale, il che significa che al momento neppure le istituzioni centrali nazionali hanno il controllo del processo politico e legislativo, e quindi tanto meno gli enti locali e regionali;

79.

sottolinea che l'attuale situazione politica in Bosnia-Erzegovina sta avendo ripercussioni negative sulla capacità del paese di esprimersi con una sola voce in merito alle questioni UE. Osserva, inoltre, che a causa dell'impasse politico-istituzionale, la Bosnia-Erzegovina non potrà rispettare i suoi obblighi per quanto riguarda l'autonomia locale e regionale. Ciò significa che «il funzionamento dell'autonomia locale ha risentito molto negativamente di tale situazione», cosa che «impedisce qualunque forma di decentramento nel paese». La sempre crescente frammentazione del territorio e dei comuni per motivi etnici fa crescere la mancanza di fiducia negli enti locali;

80.

si rammarica che il complesso sistema di governance e lo stallo istituzionale vogliano dire che la legislazione non è adeguatamente standardizzata a livello degli enti locali bosniaci, intralciando così in particolare questioni urgenti, come la lotta al traffico di esseri umani;

81.

chiede che sia istituto un meccanismo di coordinamento tra i diversi livelli di governance per il recepimento, l'attuazione e l'applicazione della normativa europea al fine di consentire al paese di parlare con un'unica voce in merito alle questioni europee e di utilizzare con efficacia i fondi di preadesione;

82.

prende atto che la relazione della Commissione europea elogia la normativa relativa agli enti in quanto ampiamente conforme alla Carta europea dell'autonomia locale ed esprime il proprio apprezzamento per tale sviluppo positivo. Occorre tuttavia sottolineare che la Bosnia-Erzegovina non ha firmato il protocollo aggiuntivo della Carta europea dell'autonomia locale sul diritto dei cittadini di partecipare alla gestione degli affari pubblici;

83.

sostiene il decentramento del sistema giudiziario, ma si rammarica degli scarsi progressi compiuti nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione, in cui, al momento, il problema sembra essere lo scarso coordinamento tra i vari livelli dell'amministrazione e un carente sostegno pubblico alle riforme;

84.

accoglie con favore tutte le iniziative volte a migliorare la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e in particolare l'adozione della modifica alla Costituzione del cantone di Sarajevo in linea con la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Sejdić-Finci, che concede a coloro che non dichiarano alcuna appartenenza etnica o appartengono a una minoranza etnica la possibilità di costituirsi in gruppo indipendente nell'Assemblea; e invita tutti i livelli di governo in Bosnia-Erzegovina ad introdurre modifiche simili;

85.

si compiace che le elezioni comunali dell'ottobre 2012 siano state ben preparate e condotte in modo ordinato e nel rispetto degli standard del Consiglio d'Europa e della comunità internazionale per le elezioni democratiche, benché l'amministrazione elettorale a livello locale sia fortemente politicizzata;

86.

nota con soddisfazione che lo sviluppo della società civile continua a essere sostenuto dallo strumento per la società civile, un'organizzazione dell'UE istituita nel 2008 per sostenere le organizzazioni della società civile, con un progetto intitolato Reinforcement of Local Democracy (Rafforzamento della democrazia locale - LOD).

Kosovo

87.

plaude ai progressi significativi compiuti negli ultimi anni in materia di decentramento e agli sforzi compiuti dal ministero dell'Amministrazione pubblica locale (MLGA) per garantire un monitoraggio più efficiente delle strutture dell'amministrazione locale, ma ritiene che gli sforzi di attuazione del decentramento, tra cui il rafforzamento dell'amministrazione a livello comunale, debbano proseguire;

88.

osserva con soddisfazione che il Kosovo dispone di un sistema di amministrazione locale avanzato, che offre ai cittadini la possibilità di partecipare al processo decisionale locale. Ciò è rispecchiato dal fatto i cittadini del Kosovo sono in generale soddisfatti dei loro enti locali e del modo in cui questi esercitano le loro competenze;

89.

chiede al Kosovo di dimostrare chiaramente gli sforzi che sta compiendo nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata;

90.

raccomanda di ricorrere, a livello locale, a processi di pianificazione basati sui fatti, per gestire le questioni amministrative e i processi di bilancio. Alle autorità comunali occorrono orientamenti su misura per potere rafforzare le proprie capacità amministrative;

91.

prende atto che i nuovi comuni a maggioranza serba istituiti affrontano sfide specifiche in ragione delle loro ridotte dimensioni, necessitando pertanto di ulteriore assistenza dal livello centrale per garantirne la sostenibilità;

92.

invita tutte le parti coinvolte a trovare soluzioni costruttive alle sfide specifiche affrontate dal processo di decentramento nel Nord del Kosovo, al fine di fornire servizi di qualità ai cittadini;

93.

osserva che ai sensi dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA), il Kosovo deve rispettare e attuare i principi democratici della governance attraverso un esecutivo adeguato e più efficiente a tutti i livelli dell'amministrazione.

Bruxelles, 11 aprile 2013

Il presidente del Comitato delle regioni

Ramón Luis VALCÁRCEL SISO


(1)  Questa denominazione lascia impregiudicate le posizioni concernenti lo status ed è in linea con la risoluzione 1244/99 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con il parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione d'indipendenza del Kosovo.


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