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Document 52012AE1600

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo» COM(2012) 129 final — 2012/62 (COD) e alla «Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle responsabilità dello Stato di bandiera ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009 , recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva 1999/63/CE» COM(2012) 134 final — 2012/65 (COD)

OJ C 299, 4.10.2012, p. 153–157 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

4.10.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 299/153


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo»

COM(2012) 129 final — 2012/62 (COD)

e alla «Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle responsabilità dello Stato di bandiera ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva 1999/63/CE»

COM(2012) 134 final — 2012/65 (COD)

2012/C 299/28

Relatrice: BREDIMA

Il Parlamento europeo, in data 29 marzo 2012, e il Consiglio, in data 11 aprile 2012, hanno deciso, conformemente al disposto dell'articolo 100, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo

COM(2012) 129 final — 2012/0062 (COD)

e alla

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle responsabilità dello Stato di bandiera ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE del Consiglio del 16 febbraio 2009 recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva 1999/63/CE

COM(2012) 134 final — 2012/0065 (COD).

La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 25 giugno 2012.

Alla sua 482a sessione plenaria, dei giorni 11 e 12 luglio 2012 (seduta dell'11 luglio), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 141 voti favorevoli e 6 astensioni.

1.   Conclusioni

1.1

La Convenzione sul lavoro marittimo (CLM) del 2006, adottata dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) è il primo codice marittimo del lavoro che può essere considerato, a livello internazionale, il "quarto pilastro" delle convenzioni marittime fondamentali. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie favorevolmente le proposte all'esame, volte a definire le procedure necessarie per garantirne la concreta applicazione da parte degli Stati membri in qualità sia di Stati di bandiera sia di Stati di approdo.

1.2

La CLM - che è un po' la Carta dei diritti dei lavoratori nel settore marittimo - mira a garantire su scala mondiale un'ampia tutela dei diritti dei lavoratori marittimi e a creare regole del gioco uguali per i paesi e gli armatori che si impegnano ad offrire condizioni di lavoro e di vita dignitose ai lavoratori marittimi, tutelandoli dalla concorrenza sleale da parte di navi non a norma.

1.3

Il CESE ribadisce la sua richiesta all'UE di mettere prontamente in atto gli sforzi di ratifica della CLM da parte dei suoi Stati membri e sottoscrive l'obiettivo primario di allineare le norme europee sulle condizioni di lavoro alla normativa internazionale, all'interno della quale figura la stessa CLM senza tuttavia pregiudicare standard più rigorosi eventualmente esistenti all'interno dell'UE.

1.4

Il CESE fa osservare che il controllo delle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi a bordo delle navi richiede un personale ispettivo sufficiente e dotato di competenze specifiche in materia. L'EMSA e il Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo consentono di promuovere un'adeguata formazione degli ispettori mettendoli in grado di portare avanti i compiti di controllo imposti dalla CLM quando la convenzione entrerà in vigore.

1.5

L'ambito di applicazione e le procedure previste dalla direttiva 2009/16, dalla CLM (e dalle linee guida dell'OIL relative al controllo da parte dello Stato di approdo) potrebbero differire per quanto concerne taluni settori. Per il CESE, sarà opportuno allineare le procedure di controllo e di attuazione previste da entrambi questi strumenti, aumentando i poteri di attuazione conferiti alla Commissione europea.

1.6

La conformità e l'applicazione dei requisiti strutturali in materia di alloggio del personale marittimo, specie in taluni settori dell'industria marittima comporteranno sfide rilevanti. I funzionari di controllo dello Stato di approdo dovrebbero, riconoscere le decisioni dello Stato di bandiera in merito a disposizioni equivalenti e la concessione di deroghe e di eccezioni, come emerge dalle dichiarazioni di conformità del lavoro marittimo.

1.7

È necessaria una certa flessibilità nell'ispezionare le imbarcazioni più piccole che effettuano viaggi sul territorio nazionale, rispetto a quelle più grandi che operano sulle tratte internazionali. Al fine di valutare le lacune in vista di future azioni, i previsti atti delegati potrebbero fornire opportuni orientamenti in materia.

1.8

Per il CESE le procedure proposte per la gestione dei reclami inerenti la CLM da parte dei funzionari di controllo dello Stato di approdo, reclami per i quali è impossibile trovare una soluzione a bordo, dovrebbero includere una seconda fase in cui i reclami vengono trasmessi all'armatore che prenderà le opportune misure. Questa fase è in linea con le procedure della CLM.

1.9

Il CESE invita la Commissione europea ad assicurare che l'applicazione nei paesi terzi della futura normativa UE concernente i paesi fornitori di manodopera sia in linea con lo spirito e con il testo della CLM.

1.10

Nell'ampia definizione di "lavoratore marittimo" potrebbero figurare diversi membri del personale a bordo delle navi considerati impropriamente lavoratori marittimi. Il CESE raccomanda che nell'applicare e recepire la CLM gli Stati membri riconoscano le precisazioni del'OIL e le linee guida ad esse collegate e ritiene che vada rispettato il potere degli Stati di bandiera di prendere decisioni in materia.

1.11

La direttiva proposta in materia di responsabilità dello Stato di bandiera non è abbastanza precisa sulla possibilità che le autorità amministrative deleghino alle organizzazioni riconosciute il compito di effettuare le ispezioni o di rilasciare i certificati. Il CESE tuttavia dà per scontato che gli Stati membri avranno, grazie agli atti di recepimento da essi stessi adottati, la possibilità di farlo.

2.   Introduzione

2.1

La convenzione sul lavoro marittimo (CLM) del 2006, adottata dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) il 23 febbraio 2006, è intesa a creare, a livello mondiale, condizioni di parità nel settore marittimo, fissando norme minime comuni per tutte le bandiere e i lavoratori marittimi.

2.2

La CLM, definita come la "carta dei diritti" dei lavoratori del settore, è stata congegnata in modo da ottenere una ratifica pressoché universale, grazie alla sua combinazione di fermezza in materia di diritti e di flessibilità nell'applicazione delle disposizioni più specificamente tecniche, nonché grazie ai vantaggi concessi alle navi dei paesi che la ratificano. Essa costituisce il "quarto pilastro" del quadro normativo internazionale per la qualità dei trasporti marittimi, poiché integra le convenzioni principali dell'Organizzazione marittima internazionale: la convenzione internazionale per la salvaguardia della vita in mare (SOLAS, 1974), la convenzione internazionale sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di guardia (STCW, 1978) e la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento ad opera delle navi (MARPOL, 1973-1978). La CLM mira a garantire su scala mondiale un'ampia tutela dei diritti dei lavoratori marittimi e a creare condizioni di parità per i paesi e gli armatori che si impegnano ad offrire condizioni di lavoro e di vita dignitose ai lavoratori marittimi, tutelandoli dalla concorrenza sleale da parte di navi non a norma.

2.3

Le norme minime previste dalla CLM devono essere applicate, attraverso norme o requisiti nazionali, da tutti i paesi che la ratificano. Per essere efficace, il sistema di controllo dell'applicazione e della conformità richiede un'ampia cooperazione internazionale. Poiché varie prescrizioni della CLM sono rivolte agli armatori e agli Stati di bandiera, è importante che gli Stati che hanno forti interessi marittimi la ratifichino.

3.   Sintesi delle proposte della Commissione

3.1

Le proposte in esame sottolineano che gli Stati membri e la Commissione hanno sostenuto il lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro per l'adozione della CLM. La decisione 2007/431/CE (1), che autorizza gli Stati membri a ratificare, nell'interesse dell'UE, la CLM comprova il forte interesse dell'UE per l'entrata in vigore di tale convenzione.

3.2

La Commissione sottolinea l'importanza dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla CLM del 2006, attuato con la direttiva 2009/13/CE (2). Tale direttiva allinea la legislazione europea alle norme internazionali stabilite dalla CLM.

3.3

La proposta di direttiva recante modifica della direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo (3) e la proposta di direttiva relativa alle responsabilità dello Stato di bandiera ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE del Consiglio recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva 1999/63/C (4), mirano a promuovere la politica dell'UE in materia di professioni marittime attraverso l'applicazione della CLM 2006. Obiettivo delle iniziative attuali è quello di istituire i meccanismi e le procedure necessarie per assicurare la piena ed effettiva attuazione della CLM da parte degli Stati membri che agiscono sia da Stati di bandiera sia da Stati di approdo. Entrambe le direttive entreranno in vigore contemporaneamente alla CLM 2006 e il periodo di recepimento sarà di 12 mesi.

3.4

La proposta di modifica della direttiva 2009/16/CE relativa al controllo Stato di approdo:

include il certificato di lavoro marittimo e la dichiarazione di conformità del lavoro marittimo tra i documenti che devono essere controllati dagli ispettori;

estende la portata delle ispezioni a nuovi elementi (ad esempio, un contratto di lavoro adeguato firmato da entrambe le parti e contenente le clausole richieste per ciascun lavoratore marittimo);

estende la portata dell'indagine in caso di reclami e prevede la procedura adeguata;

introduce nuove regole sui poteri delegati e di attuazione in seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

3.5

La nuova proposta di direttiva sulle responsabilità dello Stato di bandiera:

impone agli Stati di bandiera appartenenti all'UE di predisporre dei meccanismi per far fronte alle proprie responsabilità ai fini dell'applicazione della direttiva 2009/13/CE,

definisce le qualificazioni professionali e i requisiti di indipendenza del personale incaricato di verificare le questioni coperte dalla direttiva 2009/13/CEE,

indica i principi e le procedure che devono essere seguiti dal personale competente degli Stati di bandiera nel trattare i reclami a bordo delle navi battenti bandiere dell'UE.

4.   Osservazioni generali

4.1

Il CESE condivide il principio generale secondo cui la legislazione dell'UE in materia di condizioni di lavoro deve essere perfettamente in linea con testi giuridici internazionali quali la CLM e la STCW, senza tuttavia pregiudicare standard più rigorosi eventualmente esistenti all'interno dell'UE.

4.2

Il CESE osserva che la CLM 2006 non è ancora vincolante a norma del diritto internazionale ed è soggetta all'applicazione da parte degli Stati nel quadro delle rispettive legislazioni nazionali. Le linee guida dell'OIL in materia di ispezioni da parte dello Stato di bandiera e di approdo sottolineano che le leggi, i regolamenti o gli accordi di contrattazione collettiva validi sul piano nazionale oppure altre misure destinate ad attuare la CLM negli Stati di bandiera devono in ogni caso essere considerati, in tali paesi, come requisiti imposti d'autorità. Inoltre, le linee guida ricordano la flessibilità nell'attuazione della CLM, soprattutto attraverso leggi nazionali sostanzialmente equivalenti, e mettono in evidenza il potere discrezionale concesso agli Stati di bandiera per quanto concerne le loro misure di attuazione specifiche. È necessario pertanto che gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi interpretino ed applichino la CLM allo stesso modo.

4.3

Il CESE riconosce che l'adozione della direttiva 2009/13/CE, recante attuazione dell'accordo concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla CLM 2006, costituisce una conseguenza di assoluta rilevanza del dialogo sociale settoriale, che dovrebbe produrre risultati tangibili. La sfida più grande consisterà nell'eliminazione, attraverso il controllo degli orari di lavoro e di riposo, di fattori che causano un eccessivo affaticamento del personale marittimo.

4.4

Il CESE richiama l'attenzione sui seguenti pareri:

parere in merito al Terzo pacchetto di misure sulla sicurezza marittima  (5), in cui esprime apprezzamento per gli sforzi volti a trasporre nel modo migliore la CLM nel diritto dell'UE. Tale parere invita l'UE a dare un forte impulso agli sforzi rivolti a ratificare la CLM promuovendo anche la ratifica dei paesi dello Spazio economico europeo e dei paesi terzi con cui esistono accordi di cooperazione economica,

parere in merito alla Politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018  (6), nel quale "esorta gli Stati membri a ratificare la convenzione sul lavoro marittimo del 2006 dell'OIL, che creerà regole del gioco uguali per tutti a livello mondiale per quanto riguarda le condizioni di lavoro a bordo delle navi e contribuirà ad attirare i giovani verso le carriere di mare",

parere in merito al Rafforzamento della normativa sul lavoro marittimo  (7) in cui sollecita gli Stati membri a ratificare quanto prima la CLM e raccomanda l'elaborazione di orientamenti operativi per gli Stati di bandiera e di approdo.

4.5

Il CESE ricorda inoltre il proprio parere in merito al Libro bianco - Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile (8), in cui "ribadisce che gli Stati membri dell'UE sono invitati a ratificare la convenzione sul lavoro marittimo (CLM) dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) per garantire condizioni eque a livello internazionale, senza pregiudizio di norme più elevate eventualmente in vigore nell'UE. La legislazione dell'UE dovrebbe essere pienamente in linea con la legislazione internazionale, in particolare con la suddetta convenzione CLM dell'OIL e con la convezione STCW (Standards of Training and Certification of Seafarers Convention) dell'Organizzazione marittima internazionale (OMI)".

4.6

Le proposte rispondono alle aspettative delle parti in causa circa il rafforzamento della sicurezza marittima, il miglioramento della qualità dell'attività di navigazione e la creazione di condizioni di concorrenza più eque tra operatori dell'UE e di paesi terzi e bandiere di paesi terzi. Il CESE sostiene pertanto il principio di applicare la CLM attraverso un rafforzamento della legislazione UE. L'azione dell'UE favorirà l'attuazione degli obiettivi della task force sull'occupazione marittima e la competitività, istituita dal vicepresidente della Commissione Kallas, che ha raccomandato l'applicazione della CLM 2006 (giugno 2011).

5.   Osservazioni particolari

Modifiche alla direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo.

5.1

Il CESE ritiene che l'ambito di applicazione dei poteri delegati e di attuazione conferiti alla Commissione dovrebbero essere estesi al fine di determinare nei minimi particolari le modalità armonizzate per attuare le procedure di controllo dello Stato di approdo per quanto concerne l'ispezione delle navi ai sensi della CLM, tenendo presente le linee guida pertinenti dell'OIL e conformemente all'ambito di applicazione e alle procedure della direttiva 2009/16.

5.2

Il parere del CESE in merito al Terzo pacchetto sulla sicurezza marittima  (9) esprime compiacimento per il fatto "che la direttiva preveda l'ispezione delle condizioni di lavoro a bordo, poiché spesso il fattore umano riveste un ruolo importante negli incidenti marittimi. Il controllo delle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi a bordo e delle loro qualificazioni impone il rafforzamento del personale ispettivo con competenze specifiche in materia". Sarà pertanto necessario addestrare adeguatamente gli ispettori, affinché possano eseguire i controlli previsti dalla CLM, quando entrerà in vigore. Il CESE chiede all'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) e al Memorandum d'intesa di Parigi di dare un forte contributo alla formazione degli ispettori al fine di realizzare gli obiettivi della CLM.

5.3

Il CESE constata che, a norma dell'articolo 13, lettera c) della direttiva 2009/16/CE sul controllo da parte dello Stato di approdo, "al momento di ogni ispezione iniziale di una nave, l'autorità competente si accerta che l'ispettore provveda almeno a verificare che siano soddisfacenti le condizioni generali della nave, compresi gli aspetti igienici della stessa, la sala macchine e gli alloggi". Tuttavia, conformemente agli orientamenti per gli ispettori responsabili del controllo da parte dello Stato di approdo in base alla CLM 2006, l'ispezione iniziale, che rimane spesso l'unica, verte principalmente sulla verifica del certificato di lavoro marittimo e della dichiarazione di conformità del lavoro marittimo della nave. Questi documenti costituiscono elementi di prova diretti del fatto che i requisiti della CLM relativi alle condizioni di lavoro e di vita del personale marittimo sono stati rispettati nella misura attestata dalla certificazione. Vi possono tuttavia essere circostanze in cui è necessario effettuare un'ispezione più particolareggiata al fine di verificare le condizioni di lavoro e di vita a bordo delle navi. L'ambito di applicazione e le procedure previste dalla direttiva 2009/16, dalla CLM e dalle relative linee guida dell'OIL potrebbero differire per quanto concerne altri settori. Il CESE giudica opportuno allineare le procedure di controllo e di attuazione previste da entrambi questi strumenti aumentando i poteri di attuazione conferiti alla Commissione al fine di definire adeguate modalità armonizzate.

5.4

La conformità e l'applicazione dei requisiti strutturali in materia di alloggio del personale marittimo, specie in taluni settori dell'industria marittima, come le grandi imbarcazioni commerciali da diporto o le navi di piccole dimensioni, comporteranno sfide rilevanti. Il CESE osserva che la CLM consente agli Stati di bandiera, laddove necessario, di introdurre e di sancire, attraverso disposizioni in leggi e regolamenti o altre misure sostanzialmente equivalenti alle disposizioni, deroghe, esenzioni e altre applicazioni flessibili degli standard previsti dalla Convenzione previa consultazione con le organizzazioni degli armatori e dei marittimi. Il CESE auspica pertanto che i funzionari di controllo dello Stato di approdo effettueranno le loro valutazioni riconoscendo le decisioni dello Stato di bandiera, come stabilito nelle dichiarazioni di conformità del lavoro marittimo.

5.5

La CLM riconosce che le parti contraenti dell'OIL hanno bisogno di una certa flessibilità nell'affrontare determinate situazioni nazionali, specie per quanto concerne le navi più piccole, quelle che non effettuano viaggi a livello internazionale oppure determinate categorie di navi. Pertanto le ispezioni regolari delle piccole imbarcazioni sui viaggi nazionali non devono essere le stesse di quelle delle navi più grandi che operano sulle tratte internazionali. Inoltre il CESE prevede che il controllo da parte dello Stato di approdo dovrà affrontare importanti questioni operative per quanto riguarda sia le ispezioni sia una più scrupolosa valutazione delle carenze in vista di azioni ulteriori. Tali questioni dovrebbero essere affrontate attentamente e adeguatamente risolte attraverso i previsti atti delegati, che terrebbero in considerazione i principali atti legislativi nazionali che applicano la CLM.

5.6

Il proposto nuovo articolo 18 bis"Reclami relativi alla convenzione sul lavoro marittimo", stabilisce, al paragrafo 1, che qualora non sia possibile trovare la soluzione a un reclamo a bordo della nave, l'ufficiale incaricato del controllo da parte dello Stato di approdo deve rimettere la questione allo Stato di bandiera affinché prenda le dovute misure. Il CESE ritiene che le procedure proposte debbano prevedere una seconda fase in cui i reclami vengono trasmessi all'armatore affinché adotti le opportune disposizioni. Questa fase è in linea con le procedure della CLM.

Sulla nuova direttiva relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera.

5.7

In vari Stati membri dell'UE il processo di ratifica/attuazione della CLM 2006 ha già raggiunto uno stadio avanzato o è stato ultimato. L'applicazione delle prescrizioni della CLM relative al reclutamento, al collocamento e alla sicurezza sociale dei marittimi che sono cittadini, o residenti o altrimenti domiciliati in un paese fornitore di manodopera comporterà importanti questioni operative. Il CESE invita la Commissione europea ad affrontare con urgenza la questione e ad assicurare che l'applicazione nei paesi terzi della futura normativa UE concernente i paesi fornitori di manodopera sia in linea con lo spirito e con il testo della CLM.

5.8

Gli Stati di bandiera incoraggiano gli armatori a prevedere misure volte a garantire la conformità. L'articolo II della CLM definisce il marittimo come "ogni persona che sia impiegata o ingaggiata a qualsiasi titolo a bordo di una nave alla quale si applichi questa convenzione". In base a questa ampia definizione, il personale al servizio del noleggiatore, ad esempio i geologi e i sommozzatori a bordo delle navi che operano nell'industria offshore oppure il personale non alle dirette dipendenze dell'armatore, o ancora le guardie di sicurezza a bordo delle navi in base ad un accordo contrattuale per scongiurare la pirateria, possono essere considerati marittimi. L'OIL riconosce che possono crearsi situazioni in cui uno Stato membro non sa se talune categorie di persone che lavorano per un determinato periodo a bordo di una nave debbano essere considerate marittimi o no ai sensi della Convenzione. Per tale motivo ha fornito, attraverso la Risoluzione VII adottata nel corso della 94a sessione (marittima) della Conferenza internazionale sul lavoro, una serie di precisazioni. Ad ogni modo, conformemente all'articolo II, paragrafo 3, in caso di dubbi in proposito, la questione sarà decisa dalle autorità competenti in ciascuno Stato membro previa consultazione delle apposite organizzazioni degli armatori e dei marittimi. Il CESE ritiene che gli Stati membri dovrebbero riconoscere le risoluzioni dell'OIL e le linee guida ad esse associate al momento di applicare ed attuare la CLM e che dovrebbero attenersi scrupolosamente a questo principio.

5.9

Per quanto riguarda l'articolo 4 "Personale responsabile del controllo di conformità", il CESE osserva che per assistere le amministrazioni dello Stato di approdo nell'effettiva esecuzione dei compiti di loro pertinenza in base alla CLM sono state elaborate le linee guida dell'OIL concernenti gli ufficiali incaricati del controllo da parte dello Stato di approdo che svolgono funzioni di ispezione a norma della CLM 2006. Nella maggior parte dei casi, le ispezioni coinvolgono personale già qualificato a norma dei vigenti accordi internazionali in materia di controllo da parte dello Stato di approdo, sviluppati in connessione con le convenzioni dell'OMI, nonché a norma del protocollo di intesa regionale sul controllo da parte dello Stato di approdo. È quanto avviene nel caso degli Stati membri dell'UE che agiscono conformemente al Memorandum d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato d'approdo e alla direttiva 2009/16/CE

5.10

Un aspetto importante dell'applicazione della CLM sarà il rilascio, da parte delle amministrazioni dello Stato di bandiera, di certificati e dichiarazioni di conformità del lavoro marittimo. In base alla regola 5.1.1. della Convenzione, le parti contraenti possono autorizzare le organizzazioni, ad esempio le società di classificazione, a portare avanti ispezioni o a rilasciare certificati o a fare entrambe le cose. Tale principio è riconosciuto dal diritto dell'UE, in parte dalla direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime, e in parte dalla direttiva 2009/21/CE relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera. Dato che la direttiva proposta non è abbastanza chiara circa la possibilità per le amministrazioni di delegare i compiti alle organizzazioni riconosciute, il CESE dà per scontato che gli Stati membri, attraverso gli atti di recepimento da essi stessi adottati, avranno la possibilità di farlo.

Bruxelles, 11 luglio 2012

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Staffan NILSSON


(1)  GU L 161 del 22.6.2007, pagg. 63-64.

(2)  GU L 124 del 20.5.2009, pagg. 30-50.

(3)  COM(2012) 129 final

(4)  COM(2012) 134 final

(5)  GU C 318 del 23.12.2006, pagg. 195-201.

(6)  GU C 255 del 22.9.2010, pag. 103.

(7)  GU C 97 del 28.4.2007, pag. 33

(8)  GU C 24 del 28.1.2012, pag. 146.

(9)  GU C 318 del 23.12.2006, pagg. 195-201.


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