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Document 52012AE1599

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Calcolo ad alte prestazioni: il posto dell'Europa nella corsa mondiale» COM(2012) 45 final

OJ C 299, 4.10.2012, p. 148–152 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

4.10.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 299/148


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Calcolo ad alte prestazioni: il posto dell'Europa nella corsa mondiale»

COM(2012) 45 final

2012/C 299/27

Relatrice: CAÑO AGUILAR

La Commissione europea, in data 18 aprile 2012, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Calcolo ad alte prestazioni: il posto dell'Europa nella corsa mondiale

COM(2012) 45 final.

La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 25 giugno 2012.

Alla sua 482a sessione plenaria, dei giorni 11 e 12 luglio 2012 (seduta dell'11 luglio), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 143 voti favorevoli, 1 voto contrario e 3 astensioni.

1.   Sintesi e raccomandazioni

1.1   Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è d'accordo in linea generale con la comunicazione della Commissione e sostiene con decisione gli obiettivi proposti. Il calcolo ad alte prestazioni (High-Performance Computing o HPC) è una premessa per nuove scoperte e la base per lo sviluppo di numerosi prodotti, procedimenti e servizi innovativi.

1.2   L'HPC fa parte dell'agenda digitale e rappresenta uno strumento irrinunciabile della ricerca e dell'economia moderne, comprese le politiche relative a energia, clima, salute, economia, questioni sociali e difesa. L'HPC inoltre riveste un'importanza strategica per la strategia Europa 2020.

1.3   Il Comitato è favorevole a un maggiore sviluppo di un ecosistema europeo in materia di HPC e dell'infrastruttura di ricerca PRACE già stabilita a tal fine per garantire un'ampia disponibilità di risorse in materia di HPC alle stesse condizioni di accesso per tutti gli utilizzatori potenziali dell'UE, in particolare quelli delle università e delle PMI.

1.4   Oltre agli aspetti contrattuali e finanziari di un ecosistema potente in materia di HPC, occorre pensare a due esigenze di uguale importanza per il progresso dell'HPC: da una parte, lo sviluppo dell'hardware necessario per i computer della prossima generazione, detti "su scala exa", dall'altra, lo sviluppo e la diffusione degli strumenti necessari per il loro utilizzo, ossia di software altamente avanzato. Queste due esigenze devono essere perseguite con lo stesso impegno.

1.5   Il Comitato sostiene pertanto la proposta di raddoppiare gli attuali investimenti europei per l'HPC fino a raggiungere una quantità di 1 200 milioni di euro l'anno. Un simile aumento richiederebbe che il livello di investimenti attuale fosse aumentato di circa 600 milioni di euro l'anno, e che a questo maggiore apporto partecipassero soprattutto l'UE, gli Stati membri e gli utilizzatori industriali. Il volume d'investimenti corrisponderebbe in tal modo a quello delle altre regioni del mondo. Circa metà di questi maggiori investimenti dovrebbe essere assegnata all'acquisizione di sistemi e banchi di prova in materia di HPC, l'altra metà dovrebbe andare in parti uguali alla formazione e allo sviluppo e miglioramento del software HPC.

1.6   A tal scopo, è necessaria una collaborazione fra i centri di ricerca e le università da una parte e l'industria dall'altra. Secondo il CESE, i partenariati pubblico-privati sono in questo caso lo strumento più adatto e consolidato. In singoli casi si potrebbe anche pensare all'appalto precommerciale (precommercial procurement), senza però che la Commissione ne faccia un obbligo vincolante.

1.7   Inoltre, servono considerevoli finanziamenti degli Stati membri e dell'UE, che vanno messi a disposizione sia direttamente per le esigenze immediate sopra delineate di sviluppo di un sistema HPC potente sia indirettamente per la formazione del necessario personale altamente e mediamente qualificato, ossia per le università e il loro personale.

1.8   Il Comitato rivolge un appello al Consiglio e agli Stati membri affinché, in questo momento di crisi economica e finanziaria, le misure sopra indicate, necessarie per l'HPC e per rafforzare l'economia e la competitività, non siano in alcun caso trascurate, altrimenti si metterebbe in moto una pericolosa spirale regressiva.

1.9   Secondo il Comitato, la precedenza assoluta va data alla disponibilità di un sistema HPC competitivo in e per l'Europa. Quest'obiettivo non implica una politica industriale protezionistica: gli sforzi devono infatti essere finalizzati a mantenere o creare anche in Europa le conoscenze tecniche (know-how) necessarie per lo sviluppo e l'utilizzo dell'HPC, nonché i posti di lavoro e i livelli decisionali corrispondenti. In tal modo si potrebbe continuare la collaborazione con i soggetti globali finora all'avanguardia tecnologica e attivi anche in Europa o ivi impegnati in attività di R&S, nonché con le imprese europee che abbiano competenze aggiornate in specifici settori HPC, e si potrebbe creare la massa critica necessaria per competere con la futura leadership cinese che si sta delineando nel settore.

2.   Sintesi della comunicazione della Commissione

2.1   La comunicazione sottolinea l'importanza strategica del calcolo ad alte prestazioni (quest'espressione, dall'inglese High-Performance Computing o HPC, è utilizzata nella comunicazione come sinonimo di calcolo di alta qualità, supercalcolo o calcolo di livello mondiale, per distinguerlo dal calcolo distribuito, dal cloud computing e dai server di calcolo). Essa fa seguito alla comunicazione sulle infrastrutture TIC per l'e-scienza e alle conclusioni del Consiglio in cui si sollecita l'ulteriore sviluppo di "infrastrutture informatiche" come la Partnership for Advanced Computing in Europa (PRACE – www.prace-ri.eu) e la messa in comune degli investimenti nei sistemi informatici ad alte prestazioni nell'ambito del progetto PRACE.

2.2   Nella comunicazione gli Stati membri, l'industria e le comunità scientifiche sono invitati a intensificare, in collaborazione con la Commissione, gli sforzi comuni per garantire la leadership europea nell'offerta e nell'uso di sistemi e servizi HPC entro il 2020.

2.3   Il progresso dei sistemi HPC ha consentito di affrontare più efficacemente le grandi sfide sociali e scientifiche, come la diagnosi precoce e il trattamento di diverse malattie, lo studio del cervello umano, la previsione dell'evoluzione del clima o la prevenzione delle catastrofi e l'esigenza dell'industria di innovare prodotti e servizi.

2.4   Le sfide riguardanti lo sviluppo di sistemi HPC ancor più efficaci non possono essere risolte con una semplice estrapolazione, in quanto richiedono un'innovazione radicale di molte tecnologie informatiche. Ciò offre agli operatori industriali e accademici nell'UE l'opportunità di riposizionarsi in questo settore.

2.5   L'UE spende molto meno rispetto ad altre regioni per l'acquisizione di sistemi di calcolo di alta qualità (solo la metà rispetto agli Stati Uniti, con un livello equivalente di PIL). Di conseguenza la quantità e le prestazioni dei sistemi informatici disponibili nell'UE sono di gran lunga inferiori rispetto ad altre regioni del mondo, e gli stanziamenti di bilancio di R&S destinati all'HPC sono alquanto scarsi.

2.6   I restanti aspetti della comunicazione si riferiscono a:

la Partnership for Advanced Computing in Europa (PRACE),

l'esperienza dell'Europa nella catena dell'approvvigionamento,

i vantaggi per l'Europa derivanti dal rilancio dell'HPC,

le sfide future,

un piano d'azione HPC per l'Europa,

governance a livello europeo,

meccanismi degli appalti pre-commerciali e messa in comune delle risorse,

sviluppare ulteriormente l'ecosistema europeo in materia di HPC.

3.   Osservazioni generali del Comitato

3.1   Consenso in via di principio

3.1.1   In via di principio, il Comitato è d'accordo con la comunicazione della Commissione e sostiene con decisione gli obiettivi proposti. Il calcolo ad alte prestazioni (HPC) costituisce la base per lo sviluppo di molti nuovi prodotti, procedimenti e servizi e si configura non solo come una delle tecnologie fondamentali più importanti, ma anche come una premessa per lo studio di sistemi complessi. L'HPC è quindi parte integrante della strategia Europa 2020.

3.1.2   Con lo sviluppo e l'utilizzo di calcolatori sempre più potenti, l'HPC è diventato, negli ultimi decenni, un importante terzo pilastro dell'R&S che non soltanto integra i due pilastri "classici" rappresentati dalla sperimentazione (comprese la dimostrazione e la verifica) e dalla teoria, ma che allo stesso tempo acquista un peso crescente per proprio conto. In questo modo è nata una nuova branca scientifica, la simulation science, o "scienza della simulazione". Inoltre, l'HPC costituisce uno strumento significativo per ottenere dati più complessi e per i sistemi di analisi e prognosi. L'HPC inoltre fa parte dell'agenda digitale ed è diventato uno strumento indispensabile nel moderno panorama della ricerca e nelle economie nazionali, poiché riguarda le politiche relative a energia, clima, salute, economia, questioni sociali e difesa.

3.2   Supercomputer

L'hardware decisivo per l'HPC è costituito dai cosiddetti "supercomputer", che posseggono due tratti distintivi:

raggiungono una piena efficacia solo grazie a un utilizzo simultaneo, in parallelo, di un numero enorme di singoli computer (processori). Per questo, i supercomputer sono integrati da circa un milione di processori individuali. Al fine di utilizzare in modo ottimale questi strumenti di calcolo estremamente complessi, occorre disporre di programmi (software) anch'essi estremamente complicati e avanzati, e addestrare gli utilizzatori al loro impiego. Si tratta di un compito di sviluppo fortemente specializzato che, finora, è stato in larga misura sottovalutato;

il fabbisogno di elettricità per far funzionare computer ancora più potenti raggiunge livelli che, allo stato, non risultano disponibili. Se non si svilupperanno componenti completamente nuove, che riducano del 99 % (!) il fabbisogno di energia, un supercomputer di nuova generazione (su "scala exa") richiederà per funzionare almeno una centrale elettrica propria con capacità di produzione di 1 000 MW. Ridurre tale fabbisogno a parametri realistici rappresenta una sfida enorme, che non sarà facile vincere.

3.3   Aspetti di una politica di promozione europea

Il Comitato fa osservare che la comunicazione in esame tratta non tanto di sfide scientifiche e tecniche quanto di aspetti per i quali, secondo la Commissione, è necessaria una politica di sostegno e sviluppo, e in quest'ottica sono presentate proposte relative agli strumenti necessari. Il Comitato però esprime delle riserve in merito e raccomanda di effettuare un nuovo giro di consultazioni (cfr. punto 4.4).

3.4   Equilibro fra hardware e software

Una delle principali raccomandazioni del Comitato è che si prendano in considerazione gli aspetti relativi al software come una parte altrettanto essenziale del problema e che si cerchino delle soluzioni, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo, la sperimentazione e la diffusione dei programmi destinati agli utilizzatori. Vi è una notevole necessità di ricerca, sviluppo, apprendimento e formazione per i diversi livelli dei sistemi di qualifica e degli utilizzatori. Al riguardo occorre un sostegno sufficiente alle misure corrispondenti nelle università, nei centri di ricerca e nel settore industriale. Il Comitato raccomanda che la Commissione ponga rimedio a questa mancanza.

3.5   Personale qualificato: università e risorse

In quest'ottica, un ostacolo fondamentale risiede nella formazione e nella disponibilità di personale sufficientemente qualificato (cfr. ad es. http://www.hpcwire.com/hpcwire/2012-04-04/supercomputing_education_in_russia.html), non solo per i necessari compiti di R&S, ma anche per sfruttare in modo efficiente i sistemi di HPC. L'attenzione per questi temi deve far parte delle misure di promozione. In questo senso, una premessa decisiva è data da università con risorse finanziarie e umane sufficienti, in cui insegni e faccia ricerca un numero sufficiente di programmatori e sviluppatori riconosciuti a livello internazionale e in cui sia possibile una formazione altamente qualificata, basata sui risultati delle attività di ricerca e sviluppo.

3.6   Ecosistema europeo in materia di HPC: la piattaforma PRACE

3.6.1   Cos'è PRACE

La necessità per tutte le parti in causa di disporre di infrastrutture europee in materia di HPC è stata riconosciuta e dichiarata dai gestori e utilizzatori dei centri nazionali che si occupano di HPC già nel 2005. I rappresentanti dei 14 paesi europei fondatori hanno istituito in quell'anno il partenariato PRACE, con l'obiettivo di promuovere, utilizzare e sviluppare l'HPC in Europa.

Di conseguenza, l'HPC figura nel primo elenco ESFRI tra le infrastrutture di ricerca selezionate (1). Dopo che anche le condizioni giuridiche, finanziarie, organizzative e tecniche erano state create, nel 2010 è stata fondata l'AISBL (associazione internazionale senza fini di lucro) PRACE con sede a Bruxelles, per consentire agli utilizzatori di tutti i soggetti partecipanti di accedere ai cinque sistemi nazionali più potenti in materia di HPC in Europa. PRACE conta ormai 24 membri, fra cui Israele e la Turchia. Il Settimo programma quadro finanzierà tre progetti di PRACE, in particolare per quanto riguarda la portata, l'ottimizzazione e il miglioramento delle applicazioni, nonché la formazione intensiva degli utilizzatori. Quattro paesi partecipanti (Germania, Francia, Italia, Spagna) hanno già promesso una potenza di calcolo per un valore di 100 milioni di euro ciascuno. L'assegnazione dei contingenti d'utilizzo è stabilita nel corso di un processo paneuropeo di analisi inter pares da parte di un comitato scientifico direttivo indipendente.

3.6.2   La posizione del Comitato in merito a PRACE

Il Comitato è favorevole a un maggiore sviluppo di un ecosistema europeo in materia di HPC e dell'infrastruttura di ricerca già stabilita a tal fine, per garantire un'ampia disponibilità di risorse in materia di HPC alle stesse condizioni di accesso. In quest'ottica bisogna fare in modo che tutti gli utilizzatori potenziali dell'UE, in particolare quelli delle università e delle PMI, che non sono direttamente collegati con l'organizzazione di PRACE, possano partecipare allo sviluppo, e all'utilizzo delle risorse, allo stesso titolo degli altri soggetti. Non si tratta però soltanto del problema, più semplice e comunque risolvibile, di creare le stesse condizioni di accesso alle risorse HPC già esistenti, bensì di ricercare, sviluppare e infine realizzare un ecosistema HPC completamente nuovo, di grandi dimensioni, più potente, con computer su scala exa (cfr. punto 4.1) come strumenti di base, compreso lo sviluppo dell'opportuno software altamente sofisticato. Al riguardo, il Comitato raccomanda di evitare processi di concentrazione e decisioni precipitate quanto a un determinato sistema comune, per consentire la concorrenza e il pluralismo dei possibili approcci e idee necessari affinché l'ecosistema abbia successo e si raggiunga l'obiettivo fissato, estremamente ambizioso. La delicata questione dell'equilibrio delle politiche di ricerca, sviluppo e concorrenza è affrontata nelle osservazioni del prossimo punto. A questo proposito il Comitato ravvisa la necessità di una nuova discussione tra le possibili parti interessate.

3.7   Appello al Consiglio e agli Stati membri

3.7.1   In questo momento di crisi economica che colpisce numerosi Stati membri dell'UE, si delinea la tendenza, comprensibile nella situazione di ristrettezze che stiamo vivendo, a introdurre misure di risparmio proprio nel settore della formazione, della ricerca e dello sviluppo. Questa tendenza rischia però di mettere in moto una pericolosa spirale regressiva, perché sono proprio le nuove tecnologie, le innovazioni e le capacità ad esse connesse a risultare necessarie per riprendere la strada della crescita economica e della competitività.

3.7.2   Il Comitato rivolge un pressante appello al Consiglio e a tutti gli Stati membri affinché non si facciano sedurre dalla via più facile, e investano invece nel nuovo e nella creazione delle condizioni necessarie: in questo settore dovrebbero cioè, anziché tagliare, finanziare di più. Non giocatevi il futuro!

4.   Osservazioni particolari del Comitato

4.1   Il progetto scala exa

Lo sviluppo della prossima generazione di supercomputer è stato chiamato "progetto scala exa". A tal fine, occorre migliorare in modo decisivo tutti i livelli del sistema comune, in particolare quelli relativi al fabbisogno di energia elettrica delle componenti individuali importanti, anche se appare probabile che occorrerà ridefinirlo del tutto. Si tratta di un compito difficile per la cooperazione, in un ambito non esente da tensioni, fra i centri di ricerca e l'industria.

4.2   Cooperazione fra i centri di ricerca e le imprese

Su questa complessa tematica il Comitato si è già pronunciato in varie occasioni (cfr. ad es. CESE 330/2009), fra l'altro col recente parere (CESE 806/2012) relativo a "Orizzonte 2020", in cui raccomandava: “Bisognerebbe pensare a impostare in modi nuovi la politica industriale e di concorrenza in questo campo".

E al riguardo ci si può chiedere se il cosiddetto "appalto precommerciale" (precommercial procurement) rappresenti lo strumento adatto per la cooperazione tra i centri di ricerca e le imprese. Il Comitato raccomanda pertanto di individuare, nonché esaminare e chiarire con le varie parti interessate, gli obiettivi - diversi e a volte non del tutto compatibili - o le esigenze della politica di ricerca, della politica dell'innovazione e della politica industriale; in singoli casi potrebbe essere necessario ricorrere persino a norme in deroga” (cfr. il punto 4.4 del presente progetto preliminare di parere).

4.3   Sforzi di sviluppo per il progetto scala exa

Un tratto specifico del "progetto scala exa" è che, secondo lo stile della moderna R&S, nell'associare centri di ricerca e imprese nei diversi settori coinvolti (come quello dei processori e delle altre componenti) sarà necessario far partecipare sia le grandi che le piccole imprese, compresi i soggetti che funzionano meglio su scala mondiale (cfr. anche punto 4.5) e allo stesso tempo evitare decisioni precipitate. Un progetto di sistema comune ottimizzato sarà possibile solo quando si saprà quali saranno le prestazioni delle componenti che potrebbero o potranno essere sviluppate. Purtroppo, vi sono esempi del passato in cui questo aspetto è stato trascurato e la conclusione è stata un fallimento.

4.4   Progetto di promozione: i partenariati pubblico-privati

A tal fine, e tenuto conto della grande importanza di disporre di un sistema HPC in Europa e per l'Europa, in coordinamento coi diversi soggetti – in particolare quelli che partecipano alla piattaforma PRACE – il Comitato ritiene auspicabile che la Commissione elabori un progetto di promozione proposto congiuntamente prima di mettere in pratica le iniziative enunciate nella comunicazione in esame. Secondo il Comitato, i partenariati pubblico-privati (PPP) in particolare rappresentano uno strumento adatto e consolidato per gli obiettivi di sviluppo dell'HPC. Pertanto, l'appalto precommerciale privilegiato dalla proposta della Commissione può essere sì adatto in singoli casi, ma non può assolutamente essere imposto per un uso generalizzato.

4.5   Soggetti di dimensione mondiale

A tal fine deve risultare chiaro che la priorità assoluta è disporre in futuro di un sistema HPC potente e competitivo in Europa e per l'Europa. Considerato che questo settore è stato finora dominato da soggetti globali (come IBM, CRAY o INTEL) le cui caratteristiche, impianti di fabbricazione e centri di ricerca si trovano sparsi per tutto il mondo, il Comitato considera importante che le conoscenze tecniche (know-how) necessarie per lo sviluppo e l'utilizzo dell'HPC, nonché i posti di lavoro e i livelli decisionali corrispondenti siano mantenuti o creati anche in Europa. Ad es., una maggiore cooperazione con le imprese attualmente all'avanguardia, ma anche con quelle emergenti candidate a conseguire il primato in futuro, potrebbe creare la massa critica necessaria per competere con la futura leadership cinese che si sta delineando nel settore.

4.6   Maggiori risorse finanziarie

Il CESE sostiene la proposta di raddoppiare gli attuali investimenti europei per l'HPC fino a raggiungere una quantità di 1 200 milioni di euro l'anno. Un simile aumento richiederebbe che il livello di investimenti attuale fosse aumentato di circa 600 milioni di euro l'anno, e che a questo maggiore apporto partecipassero l'UE, gli Stati membri e gli utilizzatori industriali. In questo modo l'importo corrisponde a quello delle altre regioni del mondo. La ripartizione che si propone per questi maggiori investimenti è all'incirca la seguente: 50 % per l'acquisizione di sistemi e banchi di prova in materia di HPC, 25 % per la formazione del personale e 25 % per lo sviluppo e il miglioramento del software.

Esigenze finanziarie così elevate sono dovute all'alto costo dell'HPC. L'acquisizione di un computer per il calcolo ad alte prestazioni richiede un importo superiore ai 100 milioni di euro, mentre la manutenzione e il funzionamento del sistema possono richiedere anche 20 milioni di euro l'anno come minimo. Ne risulta la necessità di un partenariato strategico pubblico-privato, di cui ci sono vari esempi nei paesi più all'avanguardia nel settore dell'HPC.

4.7   Pari opportunità e diritti di proprietà intellettuale

La comunicazione illustra le grandi difficoltà incontrate dai fabbricanti europei nel vendere i propri prodotti al settore pubblico dei paesi estranei all'Unione europea che dispongono di una produzione nazionale. L'utilizzo dell'HPC in settori di alto contenuto strategico, come l'energia nucleare, l'industria militare e quella del gas o del petrolio, vede in genere invocare motivi di sicurezza, che sarebbero ostacoli ineludibili. Contemporaneamente però, i progetti di ricerca europei sviluppati nel contesto del programma quadro possono recare benefici indiretti a imprese situate in paesi non appartenenti all'UE.

Ricordando che i paesi aderenti all'Accordo sugli appalti pubblici dell'OMC devono rispettare i principi riguardanti il trattamento nazionale e la non discriminazione (articolo 3), il CESE sostiene il proposito della Commissione di porre la questione della parità di accesso al mercato HPC nelle relazioni commerciali coi paesi terzi.

Pertanto, il Comitato sostiene le intenzioni espresse nella proposta della Commissione relativa a "Orizzonte 2020" (COM(2011) 809 final del 30.11.2011), che consistono nel chiarire in modo inequivocabile e nel difendere i diritti di proprietà intellettuale.

4.8   L'HPC e il consumo energetico

Alle sfide del futuro va aggiunto il consumo energetico come fattore limitante per lo sviluppo dell'HPC (The Greening of HPC - Will Power Consumption Become the Limiting Factor for Future Growth in HPC?. Monaco di Baviera, 10 ottobre 2008, www.hpcuserforum.com/presentations/Germany/EnergyandComputing_Stgt.pdf, cfr. anche punto 3.2). Con le tecnologie attuali, i sistemi su scala exa consumeranno quantità eccessive di energia, aumentando così i costi di gestione (si calcola che l'energia contribuirebbe al 50 % di tali costi) e l'inquinamento ambientale.

Vi sono diverse proposte per realizzare tecnologie a basso consumo, come i calcolatori ibridi, peraltro non esenti da aspetti problematici ("[…] Il progresso verso dispositivi a minore intensità energetica può consentire di costruire futuri sistemi con prestazioni su scala exa […]. Tuttavia […]: come sfruttare […] questa tecnologia rivoluzionaria?". A Strategy for Research and Innovation Trough High Performance Computing, università di Edimburgo 2011). Per quanto riguarda l'architettura, ad esempio, si sono concepite numerose strategie di riduzione del consumo, come la creazione di isole con tensioni di alimentazione differenti (si possono perfino spegnere), o l'utilizzo di memorie a basso consumo (con cellule drowsy), e lo spegnimento selettivo di alcune unità. Nei processori, le architetture multi-core, multi-thread e a cluster facilitano l'equilibrio di carica con obiettivi di ottimizzazione del consumo o termica (Green IT: Tecnologías para la Eficiencia Energética en los Sistemas TI - "Green IT: tecnologie per l'efficienza energetica nei sistemi IT"-, università politecnica di Madrid, 2008).

Pertanto, il CESE suggerisce di aggiungere la promozione delle tecnologie a basso consumo come parte integrante del progetto HCP dell'UE.

Bruxelles, 11 luglio 2012

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Staffan NILSSON


(1)  Cfr. GU C 182 del 4.8.2009, pag. 40.


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