Accept Refuse

EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52008AE1218

Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema La creazione di reti di organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero

OJ C 27, 3.2.2009, p. 144–151 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

3.2.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 27/144


Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema La creazione di reti di organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero

(2009/C 27/29)

Con lettera del 15 luglio 2007 Benita FERRERO-WALDNER, commissaria europea per le Relazioni esterne e la Politica europea di vicinato, ha chiesto al Comitato economico e sociale europeo, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato CE, di elaborare un parere esplorativo sul tema:

La creazione di reti di organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero.

La sezione specializzata Relazioni esterne, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 12 giugno 2008, sulla base del progetto predisposto dal relatore MANOLIU e dal correlatore MITOV.

Il Comitato economico e sociale europeo, in data 9 luglio 2008, nel corso della 446a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 143 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1

La Sinergia del Mar Nero è concepita per richiamare l'attenzione politica sulla regione e per sfruttare le nuove opportunità scaturite dall'adesione all'UE della Romania e della Bulgaria. Essa è incentrata su cinque aree tematiche: buon governo, trasporti, energia, ambiente e lotta alla criminalità transfrontaliera.

1.2

La Sinergia del Mar Nero dovrebbe inoltre contribuire a promuovere il modello sociale europeo e il principio del dialogo sociale e civile, nonché partecipare alla lotta alla povertà nella regione in collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti.

1.3

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) esorta i governi degli Stati della regione del Mar Nero e le organizzazioni regionali e internazionali a coinvolgere la società civile nel dialogo e nella cooperazione regionale, nonché a offrire una prospettiva nuova su una serie di grandi temi: il sostegno alla stabilità politica, alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti dell'uomo e alle libertà fondamentali; la promozione delle riforme economiche, dello sviluppo e del commercio; la cooperazione nei settori dei trasporti, dell'energia e dell'ambiente; i contatti interpersonali ecc.

1.4

A giudizio del CESE la regione del Mar Nero presenta opportunità e sfide notevoli, che richiedono un'azione coordinata a livello regionale con il coinvolgimento della società civile, specialmente nei settori chiave dell'energia, dei trasporti, dell'ambiente, della circolazione e della sicurezza.

1.5

Il CESE apprezza le diverse iniziative pubbliche e private lanciate per sostenere una partecipazione attiva della società civile e delle organizzazioni sociali alla definizione del futuro della regione. In particolare, il CESE appoggia il coinvolgimento delle reti di cooperazione già esistenti della società civile e delle organizzazioni sociali nel Forum del Mar Nero per il partenariato e il dialogo (Black Sea Forum for Partnership and Dialogue — Forum BS) e nell'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero (Black Sea Economic Cooperation — BSEC).

1.6

Il CESE promuove la creazione di consigli economici e sociali nazionali e commissioni tripartite e il rafforzamento del loro ruolo in tutti i paesi della regione del Mar Nero. Promuove inoltre lo sviluppo della cooperazione tra le strutture tripartite della regione. Nei paesi sprovvisti di consiglio economico e sociale nazionale bisognerebbe incoraggiare le parti sociali a intervenire nel processo di consultazione e nella creazione di tale organo.

1.7

Il CESE incoraggia a svolgere uno studio approfondito sulla situazione della società civile e delle parti sociali nei paesi della regione del Mar Nero.

1.8

Nel novembre del 2008 il CESE e l'OIL organizzeranno un convegno congiunto sul tema Il ruolo delle organizzazioni della società civile nei paesi della regione del Mar Nero: la creazione di reti regionali e la promozione del dialogo sociale. Il convegno vedrà la partecipazione dei soggetti regionali interessati e darà seguito al presente parere esplorativo.

2.   Introduzione

2.1

Il CESE è lieto di rispondere alla richiesta di formulare un parere esplorativo sulla Sinergia del Mar Nero, rivoltagli dalla commissaria europea per le Relazioni esterne e la Politica europea di vicinato Benita FERRERO-WALDNER. La Commissione europea ha chiesto in particolare che si valutassero le possibilità di migliorare il coinvolgimento della società civile nell'attuazione della comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo Sinergia del Mar NeroUna nuova iniziativa di cooperazione regionale (COM(2007) 160 def.).

2.2

Il CESE ha accolto con favore la prima riunione comune dei ministri degli Esteri dei 27 Stati membri dell'UE e dei loro omologhi dei paesi della regione del Mar Nero, svoltasi a Kiev il 14 febbraio 2008. La partecipazione del CESE, in qualità di osservatore, a tale consesso rappresenta un passo importante ai fini dell'attuazione della strategia di cooperazione regionale per il Mar Nero.

2.3   Uno sviluppo integrato nella regione del Mar Nero

2.3.1

La regione del Mar Nero (1) è un'area geografica ricca di risorse naturali e strategicamente situata al punto d'incrocio fra Europa, Asia Centrale e Medio Oriente. Oggi più che mai, la prosperità, la stabilità e la sicurezza dei paesi vicini dell'Unione europea situati attorno al Mar Nero (2) riguardano direttamente l'UE ed assumono per essa una rilevanza strategica. Si tratta di un mercato di quasi 200 milioni di abitanti con un grande potenziale di sviluppo, di un punto di smistamento per i flussi di energia e di traffico e di un'area di confluenza di diverse culture che presenta anche conflitti irrisolti.

2.3.2

Tre sono le politiche dell'UE che si applicano a questa regione: il processo di preadesione nel caso della Turchia, la Politica europea di vicinato, che interessa cinque paesi partner orientali (Ucraina, Moldova, Georgia, Armenia e Azerbaigian) attivi anche nella cooperazione nella regione del Mar Nero, e il partenariato strategico con la Russia, fondato su quattro «spazi comuni».

2.3.3

Il CESE sostiene il contributo della Commissione a tutta una serie di iniziative di rilevanza regionale in diversi settori: diritti umani e libertà individuali, Stato di diritto; cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza; integrazione commerciale ed economica e convergenza normativa; trasporti, politica marittima ed energia; ambiente; società dell'informazione, occupazione, politica sociale e pari opportunità; capitale umano e istruzione; sanità pubblica.

2.3.4

A parere del CESE la regione del Mar Nero presenta opportunità e sfide notevoli che richiedono un'azione coordinata a livello regionale, specialmente in settori chiave quali l'energia, i trasporti, l'ambiente, la circolazione e la sicurezza.

2.3.5

Il CESE ritiene che la varietà di forme, approcci e politiche esistente nell'ambito delle organizzazioni regionali e delle iniziative di cooperazione evidenzi quanto spazio vi sia, nell'area del Mar Nero, per definire una collaborazione in materia di sviluppo e gestione di sinergie. Negli allegati del presente parere viene presentata una panoramica delle organizzazioni regionali, delle iniziative di cooperazione, dei programmi e dei centri di analisi delle politiche operanti nella regione.

2.4   Gli obiettivi dell'UE nella regione del Mar Nero

2.4.1

Negli ultimi 15 anni l'Unione europea ha profuso un enorme impegno nella regione per promuovere la democrazia, sostenere le riforme economiche e lo sviluppo sociale, proteggere la stabilità e incoraggiare la cooperazione regionale.

2.4.2

Il CESE ritiene necessario che l'UE sia maggiormente coinvolta nel completare le attività bilaterali, potenziare la cooperazione regionale, garantire una maggiore coerenza, offrire orientamenti politici e concentrare l'attenzione politica a livello regionale, promuovendo così l'auspicata formazione di una zona di stabilità, prosperità e cooperazione che sia condivisa da tutti i suoi potenziali nuovi vicini.

2.4.3

Il CESE ritiene che l'approccio regionale nei confronti del Mar Nero debba essere mirato e che non vada utilizzato né per fornire un'alternativa all'adesione né per definire le frontiere ultime dell'UE.

3.   Caratteristiche delle organizzazioni della società civile della regione del Mar Nero

3.1

I dieci paesi dell'area del Mar Nero presentano notevoli differenze dal punto di vista del contesto storico, politico e socioeconomico e, di conseguenza, delle condizioni in cui opera la società civile. Nel periodo sovietico, gli «attori sociali» o la «cooperazione professionale» erano stati ridotti dal partito al potere a mere «cinghie di trasmissione». Una situazione, questa, comune a tutti i paesi della regione tranne la Turchia e la Grecia. A partire dall'inizio degli anni Novanta, tutti i paesi dell'Europa centrale e orientale hanno avviato una rapida transizione politica ed economica che ha portato conseguenze rilevanti anche per la società civile.

3.2

Il CESE ritiene che si debba sostenere una cooperazione rafforzata tra l'UE e i paesi della regione, cooperazione che deve basarsi su una concezione condivisa dei valori comuni, delle libertà fondamentali, dell'impegno a creare una società aperta e di un dialogo fondato sull'indipendenza delle organizzazioni della società civile.

3.3

Il CESE ritiene che le principali cause della lentezza con cui si sviluppano organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero siano le seguenti: la debolezza dei sistemi giudiziari e la loro dipendenza dai governi (nella maggior parte dei casi il sistema giudiziario tutela gli interessi delle autorità a danno dei cittadini), l'assenza di un'equilibrata ripartizione dei poteri e delle competenze tra centro ed enti locali, il rafforzamento delle funzioni coercitive e fiscali dei governi, la manipolazione dei pubblici funzionari attraverso la corruzione attiva e passiva, la trasformazione dei diritti e delle libertà civili in concetti fittizi, la limitazione dell'accesso pubblico alle informazioni, il dialogo fittizio tra i governi e una selezionata cerchia di rappresentanti della cosiddetta «società civile», l'assenza delle condizioni giuridiche ed economiche necessarie perché esistano organizzazioni della società civile veramente libere, la dipendenza delle organizzazioni della società civile da fondi provenienti dai circuiti internazionali o dalle imprese e lo scarso sviluppo della cultura democratica.

3.4

Occorre intraprendere uno studio comparativo completo sulla situazione delle organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero. Tale studio dovrà esaminare le sfide determinate dalla situazione attuale della regione e porre l'accento sulle opportunità di cui dispongono attualmente le organizzazioni della società civile e, tra queste, sul ruolo che potrebbe svolgere una rete regionale. Dovrà inoltre analizzare le iniziative a favore della società civile organizzata che emergono a livello regionale ed europeo e valutare la libertà di associazione, le norme e procedure di registrazione e il regime fiscale, la libertà di espressione e il funzionamento delle consultazioni tripartite.

4.   Le reti delle organizzazioni della società civile nella regione del Mar Nero

4.1

Il CESE fa notare che spetta alla società civile e alle organizzazioni sociali decidere come organizzarsi a livello regionale, nazionale e internazionale.

4.2

Il CESE sostiene l'approccio della Commissione laddove si oppone alla creazione di una nuova struttura regionale per le organizzazioni della società civile, e incoraggia a sviluppare la dimensione della società civile nelle reti esistenti nonché a far partecipare le sue organizzazioni alle reti regionali e transnazionali.

4.3

Il CESE raccomanda alla società civile e alle reti delle organizzazioni sociali create a livello regionale di sviluppare legami più stretti con la BSEC, che, oltre ad essere la piattaforma per la cooperazione economica, è anche l'organizzazione intergovernativa più avanzata nella regione. Esso ritiene che sarebbe utile fare di un partenariato efficace con le organizzazioni della società civile una dimensione chiave degli orientamenti politici e delle attività della BSEC.

4.4

Il CESE ritiene che il Forum del Mar Nero per il partenariato e il dialogo, data la sua esperienza nel riunire le ONG della regione e nel facilitare l'interazione tra istanze governative e non governative, potrebbe diventare una piattaforma per un dialogo aperto tra i governi e la società civile organizzata. Creato dai capi di Stato di diversi paesi del Mar Nero nel 2006, esso non prevede la creazione di strutture permanenti e non darebbe luogo ad alcuna sovrapposizione fra le sue attività e quelle svolte dai meccanismi di cooperazione già esistenti nella regione.

4.5

Il CESE propone che la cooperazione tra le reti della società civile dia priorità ai seguenti settori: definizione degli interessi comuni, formulazione di strategie a medio e lungo termine per il rafforzamento delle capacità della società civile, promozione di maggiori sinergie tra le organizzazioni della società civile al fine di creare i presupposti per la riuscita dei progetti di cooperazione regionale, valutazione degli strumenti esistenti, valutazione delle capacità nazionali e regionali, individuazione dei requisiti critici e preparazione proattiva al domani.

4.6

Le reti esistenti della società civile organizzata e delle organizzazioni sociali dovrebbero essere aperte alla partecipazione di ogni organizzazione regionale della società civile che sia interessata.

5.   Consigli economici e sociali nella regione del Mar Nero

5.1

Il CESE coopera con tre consigli economici e sociali nazionali e due istituzioni analoghe della regione del Mar Nero (per una descrizione più dettagliata si veda l'allegato II), organismi attivi anche nell'ambito dell'Associazione internazionale dei consigli economici e sociali e delle istituzioni analoghe (Aicesis):

Bulgaria — Consiglio economico e sociale,

Grecia — Comitato economico e sociale,

Romania — Consiglio economico e sociale — CES,

Russia — Camera pubblica,

Ucraina — Consiglio economico e sociale nazionale tripartito.

5.2

Il CESE ha firmato un Memorandum d'intesa con la Camera pubblica russa e intende rafforzare la cooperazione con il Consiglio economico e sociale nazionale tripartito dell'Ucraina. La Russia dispone peraltro anche di una commissione tripartita con cui il CESE dovrebbe riuscire a stabilire un dialogo.

5.3

Il CESE collabora inoltre con la Turchia nel quadro di un comitato consultivo misto. Esso sostiene la necessità di riformare il consiglio economico e sociale esistente nel paese per dotarlo di una struttura istituzionale chiaramente definita e consentirgli di far parte delle reti internazionali dei consigli economici e sociali.

5.4

In Moldova esiste una commissione nazionale per la consultazione e la contrattazione collettiva: si tratta di un organo tripartito istituito in base alla legge sulla contrattazione collettiva e presieduto dal primo viceministro, mentre le funzioni di segretariato sono svolte dal ministero dell'Economia e del commercio, competente anche in materia di lavoro. Un consiglio economico e sociale va emergendo anche in Georgia. Attualmente, tuttavia, il CESE non ha legami di cooperazione con questi organismi.

5.5

Nei paesi sprovvisti di consiglio economico e sociale nazionale bisognerebbe incoraggiare le parti sociali a intervenire nel processo di consultazione e nella creazione di tale organo.

5.6

Occorre promuovere il rafforzamento della cooperazione regionale e di quella internazionale tra il CESE e i consigli economici e sociali della regione del Mar Nero. A lungo termine, il CESE potrebbe contribuire alla creazione di una rete comprendente i consigli esistenti, quelli emergenti e altre strutture tripartite della regione.

6.   Il coinvolgimento della società civile nella definizione delle politiche regionali, nazionali e internazionali

6.1

Lo sviluppo della società civile offre una nuova prospettiva sui grandi temi; il CESE invita pertanto i governi della regione del Mar Nero e le organizzazioni regionali e internazionali a far sì che la società civile partecipi in modo più efficiente al dialogo regionale. A suo giudizio, le attività di dialogo e cooperazione dovranno concentrarsi innanzitutto su quattro ambiti:

il sostegno alla stabilità politica, alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti dell'uomo e alle libertà fondamentali,

la promozione delle riforme economiche, dello sviluppo e del commercio,

la cooperazione nei settori dei trasporti, dell'energia e dell'ambiente,

i contatti interpersonali.

6.2   Il sostegno alla stabilità politica, alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti dell'uomo e alle libertà fondamentali

6.2.1

Il CESE incoraggia la Commissione a sfruttare appieno la Sinergia del Mar Nero e lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani per promuovere la cooperazione transfrontaliera e regionale tra le organizzazioni della società civile. Esso sottolinea l'importanza di un dialogo interculturale mirato alla risoluzione dei conflitti e alla creazione di uno spazio di democrazia sostenibile, Stato di diritto e buon governo a livello locale e regionale.

6.2.2

Il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compreso il rispetto dell'indipendenza delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile e la libertà di stampa, dovrebbero essere al centro della politica esterna dell'UE nelle sue relazioni bilaterali e nell'approccio regionale.

6.2.3

La Sinergia del Mar Nero dovrebbe inoltre contribuire a promuovere il modello sociale europeo e il principio del dialogo sociale e civile. Dovrebbe inoltre partecipare alla lotta alla povertà nella regione in collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti, in particolare la Banca mondiale e l'OIL.

6.3   La promozione delle riforme economiche, dello sviluppo e del commercio

6.3.1

Nel corso dell'ultimo decennio, l'area del Mar Nero ha visto l'attuazione di importanti riforme a livello politico, istituzionale, macroeconomico e normativo. Tra le economie dei paesi della regione vi sono notevoli disparità in termini di disponibilità dei fattori di produzione, risorse naturali, capacità produttive e dimensioni del mercato. Sono paesi che non solo si differenziano per livello di sviluppo, stadio di attuazione delle riforme, grado di equilibrio economico e sociale e capacità di rispondere ai bisogni primari dei cittadini, ma che devono anche far fronte all'esistenza di un'economia informale, alla corruzione, alle migrazioni e alla povertà.

6.3.2

Il settore privato dei paesi della regione è caratterizzato da un forte dinamismo, uno dei principali fattori che determinano la competitività dell'economia e il suo potenziale di crescita a lungo termine. Occorre incoraggiare il sostegno alle piccole e medie imprese per contribuire al miglioramento dell'equilibrio economico e sociale.

6.3.3

A parere del CESE, la sostenibilità economica a lungo termine della regione del Mar Nero è direttamente legata alla situazione ambientale, all'aumento delle esternalità negative, ai problemi di responsabilità sociale, al rispetto delle norme sociali comuni e alla crescita del senso di responsabilità ambientale. Il CESE evidenzia l'importanza di potenziare i servizi sociali, scolastici e culturali a disposizione di tutti i cittadini per combattere la povertà e la disuguaglianza.

6.3.4

Il CESE sottolinea la necessità di creare un clima più favorevole agli investimenti, promuovere riforme in direzione dell'economia di mercato e incoraggiare misure di liberalizzazione e, in conformità con i principi dell'OMC, sostiene la creazione di una zona di libero scambio nella regione del Mar Nero. L'impatto dell'innovazione tecnologica potrebbe aprire nuovi settori alla cooperazione internazionale, agli investimenti esterni e allo sviluppo dei servizi.

6.4   La cooperazione nei settori dei trasporti, dell'energia e dell'ambiente

6.4.1

Il CESE ritiene che, ai fini della diversificazione dell'approvvigionamento energetico dell'UE, la regione del Mar Nero sia un'area importante, geopoliticamente e strategicamente, in quanto zona di produzione e trasmissione di energia. Il CESE è per la promozione di un approvvigionamento diversificato e per un maggiore sostegno alla creazione e all'individuazione di infrastrutture, corridoi di trasporto, fornitori e rotte che siano nuovi, validi e sicuri.

6.4.2

L'aumento del prezzo del petrolio e del gas, la dipendenza sempre maggiore dell'UE da un numero ristretto di fornitori esterni e il riscaldamento globale interessano anche i paesi della regione del Mar Nero. Il CESE ha avviato un dibattito sulla necessità di una politica energetica europea per garantire lo sviluppo sostenibile, la competitività e la sicurezza dell'approvvigionamento (3). Esso è consapevole del fatto che l'aumento dei prezzi dell'energia può influire pesantemente sull'equilibrio economico e sociale dei paesi della regione.

6.4.3

Le nuove rotte di approvvigionamento, come il corridoio energetico che attraverserà il Mar Caspio e il Mar Nero (4), il gasdotto Nabucco (5) (progetto che prevede il trasporto per 3 400 chilometri di 31 miliardi di tonnellate cubiche di gas naturale all'anno) e i progetti Inogate e Traceca, dovrebbero fornire un quadro adeguato alla creazione di un mercato energetico concorrenziale. La Russia ha proposto la realizzazione di due gasdotti: il South Stream, che dovrebbe collegarla all'Europa occidentale passando sotto il Mar Nero e attraversando i Balcani e l'Europa centrale, e il North Stream, nella regione del Mar Baltico.

6.4.4

Il CESE evidenzia che, per quanto riguarda i possibili nuovi corridoi per la fornitura di petrolio e gas dalla regione del Mar Nero e del Mar Caspio, una politica estera efficiente dovrebbe poggiare sulla concessione all'Azerbaigian di un sostegno che aiuti il paese a diventare un fornitore di energia realmente indipendente e contribuisca a sviluppare le industrie nazionali del petrolio e del gas, nonché sulla concessione di un sostegno alla Georgia, alla Moldova, alla Romania e all'Ucraina: sono fattori chiave per garantire allo spazio europeo nuovi corridoi per il transito dell'energia. Va inoltre tenuto conto del fatto che, in questo contesto, anche la Russia è un soggetto interessato. Il CESE propone di offrire pieno sostegno alle imprese europee che partecipano allo sviluppo delle risorse petrolifere e di gas e alla costruzione di gasdotti e oleodotti nell'Europa orientale e in Asia centrale. L'UE dovrebbe anche puntare a rafforzare il ruolo della Turchia quale fattore di stabilità nella regione.

6.4.5

Il CESE ritiene che lo sviluppo di politiche di risparmio energetico nella regione del Mar Nero dovrebbe essere incluso come priorità chiave nei programmi europei di cooperazione e assistenza tecnica. I programmi inerenti all'energia dovrebbero contribuire al risparmio energetico e alla riduzione dei costi e dell'inquinamento.

6.5   I contatti interpersonali

6.5.1

Il CESE accoglie con favore il futuro programma di cooperazione transfrontaliera (CBC) per il bacino del Mar Nero, che verrà attuato nel quadro dello strumento finanziario della Politica europea di vicinato (ENPI 2007-2013), e sottolinea l'importanza di promuovere i contatti interpersonali nei paesi della regione, specie tra le giovani generazioni.

6.5.2

Il CESE caldeggia sia un ulteriore rafforzamento della cooperazione finalizzata a migliorare la conoscenza reciproca e a incoraggiare i contatti economici, sociali e culturali, sia la promozione degli scambi interpersonali quale veicolo per il consolidamento nel tempo della crescita, della prosperità, della stabilità e della sicurezza nella regione del Mar Nero.

6.5.3

Il CESE sottolinea la necessità di applicare efficacemente le agevolazioni in materia di visti e gli accordi di riammissione che faciliterebbero gli scambi di studenti e di giovani, i contatti fra le imprese, la mobilità dei ricercatori nell'ambito della crescente cooperazione in tema di ricerca e i contatti tra enti locali e regionali, ONG e gruppi culturali.

6.5.4

I contatti interpersonali possono promuovere la cooperazione nei settori dell'istruzione, della formazione e della ricerca, sottolineando quanto sia importante valorizzare il dialogo interculturale attraverso i programmi comunitari esistenti (6). I contatti tra le imprese e la cooperazione tra le associazioni datoriali vanno attivamente incoraggiati per rafforzare i legami e per favorire lo scambio di esperienze e di norme tecniche per le attività.

Bruxelles, 9 luglio 2008.

Il Presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Dimitris DIMITRIADIS


(1)  La regione del Mar Nero comprende la Grecia, la Bulgaria, la Romania e la Moldova a Ovest, l'Ucraina e la Russia a Nord, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian ad Est e la Turchia a Sud. Armenia, Azerbaigian, Moldova e Grecia, pur non affacciandosi sul Mar Nero, fanno naturalmente parte degli attori regionali per ragioni storiche e di prossimità e per gli stretti legami con gli altri paesi della regione.

(2)  Con l'adesione della Bulgaria e della Romania all'UE, il Mar Nero è diventato un mare europeo.

(3)  Il Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 si è dichiarato favorevole all'adozione di una politica europea in materia di energia. Successivamente è stato sviluppato un piano d'azione biennale (2007-2009).

(4)  Il corridoio comprende progetti già realizzati, come l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, e infrastrutture energetiche attualmente in fase di esame o di preparazione, come il gasdotto Brody-Odessa e il suo prolungamento fino a Plock, gli oleodotti Costanza-Omisalj-Trieste, Burgas-Vlore e Burgas-Alexandroupolis.

(5)  Questo progetto è stato vittima, oltre che di ritardi logistici, di controversie sul finanziamento e di una mancanza di volontà politica.

(6)  Tempus, Erasmus Mundus, Settimo programma quadro di attività di ricerca e Programma di cooperazione transfrontaliera (CBC) per il bacino del Mar Nero.


ALLEGATO I

PANORAMICA DELLA COOPERAZIONE REGIONALE NELLA REGIONE DEL MAR NERO

1.

Le organizzazioni sono suddivise in quattro categorie. Per ciascuna vengono indicati i paesi partecipanti e gli obiettivi della cooperazione regionale.

1.1   Prima categoria: organizzazioni istituzionalizzate dotate di una struttura ben definita.

Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero ( Black Sea Economic Cooperation BSEC) (Albania, Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Grecia, Moldova, Romania, Russia, Serbia, Turchia e Ucraina, più 13 osservatori, compresi UE e USA). Attua iniziative multilaterali di carattere politico ed economico volte a favorire l'interazione tra gli Stati membri.

Organizzazione della Commissione del Mar Nero ( Black Sea Commission Commissione BS) (Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina). È finalizzata alla protezione del Mar Nero dall'inquinamento e all'attuazione della convenzione di Bucarest e del piano d'azione strategico per il Mar Nero.

Organizzazione per la democrazia e lo sviluppo economicoGUAM (Georgia, Ucraina, Azerbaigian e Moldova). Mira a creare un corridoio di trasporto euroasiatico transcaucasico e uno spazio comune di integrazione e di sicurezza nella regione formata dai paesi succitati.

Task group per la cooperazione navale nel Mar Nero ( Black Sea Naval Cooperation Task Group BLACKSEAFOR) (Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina). Contribuisce a rafforzare la fiducia reciproca e la stabilità nella regione attraverso una cooperazione e un'interoperabilità rafforzate tra le forze navali.

Comunità degli Stati indipendentiCSI (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakstan, Kirghizistan, Moldova, Russia, Tagikistan, Ucraina e Uzbekistan; il Turkmenistan ne è membro associato). Si adopera per creare uno spazio economico comune fondato sui principi della libera circolazione di beni, servizi, lavoratori e capitali.

Unione delle confederazioni di imprese del Mar Nero e del Mar Caspio ( Union of Black Sea and Caspian Confederation of Enterprises UBCCE) (rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali e datoriali del settore privato di Albania, Austria, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Georgia, Grecia, Iran, Kazakstan, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Romania, Serbia e Turchia). Punta a favorire l'adozione di politiche che consentano un migliore funzionamento dell'economia di mercato e a promuovere lo sviluppo di un ambiente concorrenziale che stimoli la crescita sostenibile nelle regioni del Mar Nero e del Mar Caspio.

1.2   Seconda categoria: forum privi di una struttura decisionale formale.

Forum del Mar Nero per il partenariato e il dialogo  (1) ( Black Sea Forum for Partnership and Dialogue Forum BS) (Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Grecia, Moldova, Romania, Turchia e Ucraina). Piattaforma di cooperazione e di impegno per l'elaborazione di una nuova strategia regionale e di una visione comune.

Assemblea parlamentare UE-Vicinato orientale (EURO-NEST). Nel novembre 2007 il Parlamento europeo ha deciso di istituire un forum comune multilaterale tra il PE e i Parlamenti di Ucraina, Moldova, Armenia, Georgia e Azerbaigian, comprendente anche osservatori dei movimenti bielorussi per la democrazia.

Comunità della scelta democratica ( Community of Democratic Choice CDC) (Membri: Estonia, Lettonia, Lituania, Georgia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Moldova, Romania, Russia, Slovenia e Ucraina; partecipanti: Azerbaigian, Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria e Polonia; osservatori: USA, UE, Consiglio d'Europa e OSCE). Obiettivo: il raggiungimento di più elevati standard di sviluppo sostenibile attraverso il rafforzamento della cooperazione regionale, la promozione della democrazia e la tutela dei diritti umani.

Rete delle ONG del Mar Nero ( Black Sea NGO Network BSNN) (un'associazione di 60 ONG di Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina). Organizzazione della società civile finalizzata alla tutela ambientale e alla promozione dei valori democratici e dello sviluppo sostenibile nella regione.

Iniziativa di Baku  (2) — (partner: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Iran, Kazakstan, Kirghizistan, Moldova, Ucraina, Uzbekistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan; osservatore: Russia; rappresentanti dell'UE: DG Energia e trasporti, DG Relazioni esterne, Ufficio di cooperazione EuropeAid). Punta alla progressiva integrazione dei mercati dell'energia della regione del Mar Nero e del Mar Caspio con i mercati dell'UE.

1.3   Terza categoria: programmi sviluppati principalmente dall'UE

Trasporto interstatale di petrolio e gas per l'Europa ( Interstate Oil and Gas Transport to Europ eInogate), (Bulgaria, Georgia, Moldova, Romania, Turchia, Ucraina e altri 15 paesi). Programma di cooperazione internazionale volto a promuovere l'integrazione regionale delle reti di gasdotti e oleodotti e ad agevolare il trasporto di petrolio e gas.

Corridoio di trasporto Europa/Caucaso/Asia ( Transport Corridor Europe Caucasus Asia Traceca) (Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Moldova, Kazakstan, Kirghizistan, Romania, Tagikistan, Turchia, Ucraina, Uzbekistan, Turkmenistan). Punta a migliorare gli scambi e i trasporti lungo il corridoio Europa/Caucaso/Asia.

Task Force DanubioMar Nero ( Danube Black Sea Task Force Task Force DABLAS) (Bulgaria, Georgia, Moldova, Romania, Russia, Turchia, Ucraina e altri nove paesi, nonché il Segretariato della Commissione internazionale per la protezione del Danubio (International Commission for the Protection of the Danube River ICPDR), la Commissione del Mar Nero, le istituzioni internazionali finanziatrici e la Commissione europea). Punta a coordinare gli interventi di tutti gli strumenti finanziari operanti nella regione. La società civile è coinvolta nelle diverse attività svolte dalla Task Force DABLAS.

1.4   Quarta categoria: analisi e finanziamento di iniziative di policy

Trust per la cooperazione regionale nel mar Nero ( Black Sea Trust for Regional Cooperation BST), creato dal Fondo Marshall tedesco degli Stati Uniti ( German Marshall Fund of the United States GMF), che opera in Bulgaria, Georgia, Moldova, Romania, Russia, Turchia e Ucraina, è un partenariato pubblico-privato teso a ricostruire la fiducia e a rafforzare le istituzioni pubbliche, affermando il valore della partecipazione dei cittadini al processo democratico e favorendo legami regionali e transfrontalieri nei settori pubblico, privato e non profit.

Centro internazionale di studi sul Mar Nero ( International Centre for Black Sea Studies ICBSS) (Albania, Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Grecia, Moldova, Romania, Russia, Serbia, Turchia e Ucraina). L'ICBSS è un centro di formazione e di ricerca indipendente dedito alla ricerca applicata e orientata alla policy, la cui finalità è di rafforzare le capacità e promuovere la conoscenza della regione del Mar Nero. Si tratta di un organo legato al BSEC.

Iniziativa di gestione delle crisi ( Crisis Management Initiative CMI). Organizzazione senza scopo di lucro che dà attuazione all'iniziativa Partecipazione della società civile alla Politica europea di vicinatoun approccio regionale alla soluzione dei conflitti. Mira a creare una rete regionale di collaborazione tra quattro grandi ONG/centri di riflessione di Armenia, Azerbaigian, Georgia e Moldova per promuovere il dialogo della società civile con i governi dei rispettivi paesi.


(1)  Il Forum è un'iniziativa romena.

(2)  Legata al programma di cooperazione Inogate.


ALLEGATO II

LA COOPERAZIONE DEL CESE CON I CONSIGLI ECONOMICI E SOCIALI E LE ISTITUZIONI ANALOGHE DEI PAESI DELLA REGIONE DEL MAR NERO

Il Consiglio economico e sociale della Bulgaria, istituito con apposita legge nel 2001, è un organo consultivo composto da un presidente e da 36 membri nominati dagli organi direttivi delle organizzazioni rappresentative a livello nazionale: 12 membri rappresentano i datori di lavoro, 12 i lavoratori subordinati e 12 altri gruppi organizzati, tra cui sono compresi anche due docenti universitari indipendenti nominati dal Consiglio dei ministri. Esso adotta dichiarazioni in merito alle leggi, ai programmi e piani nazionali e ad altri atti dell'Assemblea nazionale. Pubblica inoltre una relazione annuale sullo sviluppo economico e sociale e analizza le politiche economiche e sociali.

Il Comitato economico e sociale (OKE) della Grecia, istituito dalla legge 2232/1994, è un'organizzazione tripartita che rappresenta gli interessi di datori di lavoro, lavoratori e attività diverse tra cui agricoltori, liberi professionisti, enti locali e consumatori. È composto da un presidente e da 48 membri suddivisi in egual numero tra ciascun gruppo. Esso mira a promuovere il dialogo sociale tramite il raggiungimento di posizioni comuni su questioni che riguardano la società nel suo insieme o alcuni gruppi specifici.

Il Consiglio economico e sociale (CES) della Romania, previsto dalla Costituzione rumena (modificata nel 2003), che lo definisce un organo consultivo del Parlamento e del governo che opera nei settori indicati dalla legge sulla sua organizzazione e il suo funzionamento. È composto da 45 membri di cui 15 sono nominati rappresentanti delle confederazioni nazionali dei datori di lavoro, 15 rappresentanti delle confederazioni sindacali nazionali e 15 sono nominati dal governo. Esercita una funzione consultiva nell'elaborazione delle strategie e delle politiche economiche e sociali e svolge un ruolo di mediazione in caso di vertenze tra le parti sociali.

La Camera pubblica della Russia, istituita dalla legge federale n. 32 del 4 aprile 2005, consta di 126 membri, di cui 42 nominati dal Presidente russo, i quali a loro volta eleggono altri 42 membri dalle fila delle organizzazioni delle società civile attive a livello nazionale. Questi 84 membri ne nominano poi altri 42 dal novero delle organizzazioni della società civile attive a livello regionale. I lavori si svolgono all'interno di 18 commissioni e in gruppi di lavoro che vedono la partecipazione anche di esperti esterni. La Camera si pronuncia sui progetti di legge, esamina la legislazione esistente e pubblica proprie relazioni.

Il Consiglio economico e sociale nazionale tripartito dell'Ucraina, creato con decreto presidenziale nel 2005, funge da organo consultivo del presidente della Repubblica ed è composto da 66 membri, di cui 22 rappresentanti delle varie professioni e associazioni professionali, 22 rappresentanti dei datori di lavoro e 22 viceministri del governo ucraino. Esso è sostenuto dall'OIL nella promozione del dialogo sociale e civile a livello nazionale.

Il comitato consultivo misto UE-Turchia è composto da 18 membri del CESE e da 18 rappresentanti della società civile organizzata turca. Esso si riunisce due volte all'anno (una a Bruxelles e una in Turchia) per discutere diversi argomenti di interesse comune che riguardano la società civile. Suo compito principale è assicurare il coinvolgimento della società civile organizzata nel processo negoziale di adesione, garantire il follow-up dei capitoli aperti, analizzare le conseguenze economiche e sociali dell'attuazione dell'acquis comunitario, incontrare autorità europee e turche e formulare raccomandazioni.


Top