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Document 52004AE1427

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Connettere l'Europa ad alta velocità: sviluppi recenti nel settore delle comunicazioni elettroniche COM(2004) 61 def.

OJ C 120, 20.5.2005, p. 22–27 (ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)

20.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 120/22


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Connettere l'Europa ad alta velocità: sviluppi recenti nel settore delle comunicazioni elettroniche

COM(2004) 61 def.

(2005/C 120/05)

La Commissione europea, in data 29 marzo 2004, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla proposta di cui sopra.

La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 5 ottobre 2004, sulla base del progetto predisposto dal relatore McDONOGH.

Il Comitato economico e sociale europeo, in data 27 ottobre 2004, nel corso della 412a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 163 voti favorevoli, 1 voto contrario e 3 astensioni.

1.   Introduzione

1.1

Il Comitato esprime il proprio apprezzamento per l'analisi e le raccomandazioni contenute nella comunicazione della Commissione Connettere l'Europa ad alta velocità: sviluppi recenti nel settore delle comunicazioni elettroniche (COM(2004) 61 def.). Si tratta infatti di una relazione perspicace e tempestiva che combina lungimiranza strategica e volontà di agire per guidare il settore europeo delle comunicazioni elettroniche nella prossima fase di crescita.

1.2

Pur approvando l'analisi e l'impostazione della comunicazione, il presente parere sottolinea alcune questioni che stanno particolarmente a cuore al Comitato.

2.   Contesto

2.1

Il 3 febbraio 2004 la Commissione ha adottato la comunicazione Connettere l'Europa ad alta velocità: sviluppi recenti nel settore delle comunicazioni elettroniche (COM(2004) 61 def.) con cui viene incontro alla richiesta rivoltale dal Consiglio europeo della primavera 2003 di riferire in merito all'evoluzione del settore in tempo utile per il vertice di primavera del 2004. Il documento costituisce un rapporto sul settore delle comunicazioni elettroniche in Europa e sui suoi effetti sulla strategia di Lisbona e comprende un'analisi dei punti fondamentali che possono esercitare un impatto sulla sua crescita futura. Costituisce altresì un appello a sostenere politicamente le azioni necessarie a un ulteriore sviluppo del settore.

2.2

La strategia di Lisbona riconosce che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sono fattori trainanti della crescita, del miglioramento della produttività e della competitività; esse favoriscono buoni risultati economici e la coesione sociale La comunicazione sottolinea l'importanza che il settore delle comunicazioni elettroniche - il quale comprende un segmento servizi e un segmento impianti - riveste per la salute dell'economia europea e il ruolo che esso svolge nel far aumentare la produttività. Tale ruolo è dovuto principalmente alle dimensioni del settore, al suo dinamismo e alla sua incidenza su quasi tutte le altre attività economiche. Dati recenti indicano infatti che è a questo settore che si deve il maggiore contributo all'aumento di produttività del lavoro in Europa.

2.3

Malgrado la forte crescita intervenuta all'inizio degli anni Novanta e gli obiettivi ambiziosi della strategia di Lisbona, l'Unione europea registra un ritardo rispetto agli Stati Uniti e ad alcuni paesi asiatici nel ritmo di produzione e nell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione: questo livello insufficiente di investimenti nel settore delle TIC nuoce alla competitività europea (1). I progressi del settore delle comunicazioni elettroniche nei prossimi 18 mesi sono fondamentali per il successo del piano d'azione eEurope 2005 e per gli obiettivi a lungo termine della strategia di Lisbona. Il settore ha conosciuto una rapida crescita alla fine degli anni Novanta, seguita, nel 2000 e nel 2001, da un brusco calo, che ha portato il Consiglio e la Commissione a sorvegliare da vicino la situazione e a riferire in merito in previsione del Consiglio europeo della primavera 2003.

2.4

Dopo due anni di consolidamento delle attività, le condizioni sembrano ora favorevoli a un ritorno a tassi di crescita più elevati: ad esempio, la situazione finanziaria degli operatori è migliorata e le entrate generate dai servizi sono in costante crescita. Secondo la Commissione, il settore potrà tuttavia conseguire una dinamica di crescita sostenibile solo mediante la ripresa delle spese di investimento e continuando a introdurre nuovi servizi innovativi.

2.5

Dopo l'esplosione della bolla Internet, gli operatori delle telecomunicazioni hanno ridotto l'ammontare degli investimenti nel quadro dei loro piani di consolidamento. Il ritorno alla crescita nell'intero settore esige tuttavia un rilancio delle spese in conto capitale. Il tasso di aumento degli investimenti dipenderà dall'azione dei poteri pubblici: l'applicazione del nuovo quadro normativo garantirà maggiore certezza del diritto per gli investimenti, l'attuazione delle strategie nazionali nel campo della banda larga migliorerà l'accesso ai servizi, la promozione di nuovi servizi e la disponibilità di contenuti innovativi stimoleranno la domanda; l'abolizione degli ostacoli normativi e tecnici faciliterà l'introduzione delle reti 3G.

Per questo motivo la Commissione ha individuato quattro priorità di intervento:

a)

affrontare le sfide sul piano normativo. L'attuazione tardiva, o scorretta del nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche da parte degli Stati membri frena la concorrenza e genera incertezze. Sono stati avviati procedimenti di infrazione nei confronti di diversi Stati membri che non hanno attuato i nuovi provvedimenti. Fra le priorità per il 2004 vi è tuttora quella di garantire, nei vecchi e nei nuovi Stati membri, l'applicazione completa ed efficace di dette norme, le quali debbono inoltre essere applicate in modo coerente dalle autorità nazionali di regolamentazione. Rivestono particolare importanza gli orientamenti comuni che verranno elaborati nel corso dell'anno in merito alle misure correttive da applicare nei confronti degli operatori che godono di un notevole potere di mercato. Essi dovrebbero permettere alle autorità di regolamentazione di fornire gli incentivi adeguati agli investimenti e garantire che i nuovi mercati emergenti non siano soggetti a obblighi non appropriati;

b)

incrementare la copertura dei servizi a banda larga nelle zone svantaggiate. In conformità al piano d'azione eEurope gli Stati membri hanno convenuto di pubblicare le strategie nazionali in materia di banda larga: hanno rispettato l'impegno, oltre a tutti i quindici, anche diversi nuovi paesi. Occorre in particolare individuare le zone che rischiano di diventare il fanalino di coda della società dell'informazione a causa di una domanda insufficiente a giustificare, sotto il profilo dei criteri di redditività adottati dagli operatori, lo sviluppo dei servizi a banda larga. I finanziamenti dell'Unione europea possono completare l'azione svolta a livello nazionale, regionale o locale. Esistono orientamenti su come utilizzare i fondi strutturali nelle zone in questione. Lo scambio di buone pratiche e di soluzioni innovative sarà facilitato dal forum dedicato al divario digitale che si terrà nel corso dell'anno. Entro l'estate, inoltre, la Commissione riferirà in merito alle strategie nazionali;

c)

stimolare la domanda. Sebbene per la maggior parte delle famiglie dell'Unione europea sia possibile accedere ai servizi a banda larga, soltanto un numero limitato di esse ha scelto di farlo. È l'utilizzo dei nuovi servizi piuttosto che la sua introduzione a costituire il principale problema per il mercato della banda larga. L'esperienza accumulata in paesi con livelli elevati di diffusione della banda larga dimostra l'importanza, per contenere i prezzi e promuovere servizi on-line innovativi, di una concorrenza effettiva basata sulle reti. Può rivelarsi utile anche l'azione intesa a incentivare la domanda svolta dagli Stati membri, i quali stanno infatti promuovendo l'uso delle TIC in un numero sempre maggiore di servizi fondamentali - amministrazioni nazionali, sanità e istruzione -, rendendoli disponibili on-line. Questa azione va accompagnata da ulteriori misure in materia di sicurezza, gestione dei diritti digitali e interoperabilità dei diversi servizi e impianti. La revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005, che dovrebbe essere completata entro l'estate, apre la porta a un'ulteriore azione di sostegno;

d)

avviare con successo le comunicazioni mobili di terza generazione. La relazione della piattaforma tecnologica relativa alle comunicazioni mobili (che comprende i principali protagonisti del settore) presenta una visione strategica per il futuro dei servizi di comunicazioni mobili, sottolineando una serie di sfide sul piano commerciale e normativo. Il mondo delle comunicazioni di terza generazione, fondato sullo scambio di dati, sarà più complesso di quello delle comunicazioni GSM, basato sulla telefonia vocale. Se gestite adeguatamente, le comunicazioni di terza generazione potranno offrire nuovi servizi e stimolare significativamente la produttività nell'Unione. La Commissione ha definito la propria strategia per il settore delle comunicazioni mobili nella propria comunicazione del 30 giugno (2) e continuerà a lavorare con gli interessati per definire le priorità strategiche di ricerca nel settore delle comunicazioni mobili.

2.6

Il Consiglio Telecomunicazioni tenutosi a Bruxelles nei giorni 8-9 marzo 2004 ha ribadito l'impegno politico nei confronti degli obiettivi di crescita sostenibile, creazione di occupazione e coesione sociale della strategia di Lisbona, approvando le esortazioni ad agire contenute nella comunicazione (COM(2004) 61 def.) e nella revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005 (COM(2004) 108 def.).

Osservazioni

3.   Osservazioni generali

3.1

La comunicazione affronta un settore vasto e complesso che riveste un'importanza cruciale per la strategia di Lisbona: il settore delle comunicazioni elettroniche. Nel corso degli anni il Comitato ha adottato diversi pareri riguardanti le politiche del settore (3) e ora ha modo di pronunciarsi sullo sviluppo generale dell'industria delle comunicazioni elettroniche, sulla fornitura di banda larga, sullo sviluppo delle comunicazioni mobili e sulla definizione del nuovo quadro normativo.

3.2

La Commissione ha svolto un ottimo lavoro sostenendo la formulazione e l'applicazione di politiche destinate a promuovere la crescita del settore delle comunicazioni elettroniche. Grazie all'azione decisa degli attori commerciali e sociali e al forte sostegno politico del Consiglio, dei governi nazionali e degli enti regionali, quest'ambito è in continua e rapida evoluzione.

3.3

Vista la complessità dinamica della questione e la sua rilevanza per lo sviluppo economico e sociale dell'Unione, il Comitato ritiene importante che tutte le parti interessate si esprimano regolarmente in merito, in modo da poter attuare una politica più completa e integrata. Il Comitato appoggia l'intenzione della Commissione di continuare a lavorare con gli interessati per definire le politiche in materia di diritti di proprietà intellettuale, gestione dei diritti digitali, sicurezza e fiducia, interoperabilità e normalizzazione, gestione dello spettro radio e copertura delle zone isolate e rurali. Il Comitato continuerà a interessarsi attivamente al settore e a tutti questi temi.

3.4

Il Comitato appoggia l'accento posto dalla Commissione sull'esigenza di interoperabilità e di apertura a vari livelli della tecnologia e dei servizi: l'interoperabilità deve essere assicurata tra le attrezzature e la rete, tra le attrezzature stesse, tra le varie reti e tra i contenuti e/o le applicazioni. Senza un'adeguata interoperabilità e apertura delle piattaforme, lo sviluppo di un mercato di massa delle nuove tecnologie sarà gravemente compromesso.

3.5

Come indicato al precedente punto 1.1, il Comitato accoglie favorevolmente la comunicazione e si congratula con la Commissione per l'ottimo lavoro svolto. Il Comitato rileva con piacere che sono state effettuate ricerche e consultazioni approfondite per analizzare il settore delle comunicazioni elettroniche e formulare politiche capaci di promuovere una crescita elevata e sostenibile. Esso appoggia pienamente il piano d'azione eEurope 2005 e sostiene gli interventi raccomandati nella comunicazione COM(2004) 61 def.

3.6

Per maggior chiarezza, si sottolineano gli aspetti che rivestono particolare interesse per il Comitato.

3.6.1   Quadro normativo

3.6.1.1

Il Comitato accoglie favorevolmente il nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche che garantisce maggiore certezza del diritto, coerenza e un approccio più armonizzato al modo in cui i mercati operano attraverso l'Unione. La maggiore certezza e trasparenza garantite dal quadro normativo favoriranno gli investimenti nel settore e accelereranno il ritmo della concorrenza e l'introduzione di servizi innovativi.

3.6.1.2

Il Comitato concorda con la Commissione sul fatto che per creare un mercato vivace e competitivo nel settore fornitura delle comunicazioni elettroniche è fondamentale un approccio coordinato con lo sviluppo della concorrenza basata sulle infrastrutture, che sia caratterizzato da neutralità tecnologica ed abbia norme aperte. Il Comitato si compiace del fatto che il nuovo quadro normativo promuova la concorrenza leale fra diverse tecnologie di accesso (banda larga, 3G, televisione digitale, ecc.). Un approccio di questo tipo ridurrà i costi delle reti e i prezzi dei servizi e migliorerà la facilità di utilizzo e la mobilità per gli utenti. Inoltre, un approccio al settore tecnologicamente neutrale e basato su di una piattaforma aperta stimolerà notevolmente la domanda di servizi.

3.6.1.3

Il Comitato accoglie pertanto favorevolmente l'approccio tecnologicamente neutrale adottato nel quadro normativo destinato a rispecchiare la convergenza fra i servizi fissi e mobili, i contenuti on-line e quelli radiodiffusi e tutta una serie di diverse piattaforme di distribuzione. Si esorta la Commissione a garantire la realizzazione delle piattaforme interoperative a norma della direttiva quadro 2002/21/CE.

3.6.1.4

Un mercato dei servizi veramente competitivo dipende da una tariffazione competitiva della connessione all'abitazione o al luogo di lavoro del cliente (la linea locale). Oggigiorno, nella maggior parte dei mercati l'introduzione di nuovi servizi e di prezzi più bassi viene ostacolata dal fatto che gli operatori dominanti controllano la linea locale. La Commissione dovrebbe verificare se il quadro normativo è adeguato a sottrarre la fornitura della linea locale al controllo degli operatori dominanti in tutti i mercati.

3.6.1.5

Il Comitato deplora il fatto che la Commissione abbia dovuto avviare procedure d'infrazione presso la Corte di giustizia contro gli Stati membri che non hanno attuato il nuovo quadro normativo. Il Comitato chiede alla Commissione di continuare a puntare alla piena attuazione del quadro in tutti i paesi, ivi compresi i nuovi Stati membri.

3.6.1.6

Il Comitato appoggia la posizione comune raggiunta recentemente dal gruppo delle autorità di regolamentazione europee sulle modalità di risoluzione delle vertenze in materia di concorrenza nei nuovi mercati aperti per le comunicazioni elettroniche (4). Riconoscendo che lo scopo del quadro normativo è quello di limitare la regolamentazione e promuovere la concorrenza, il Comitato chiede alla Commissione di garantirne l'attuazione in maniera tale da incentivare i mercati e i servizi emergenti e non intralciarne lo sviluppo. Il Comitato chiede alla Commissione di verificare l'adeguatezza delle misure risolutive adottate nei casi di infrazione, nonché la loro effettiva applicazione da parte degli Stati membri.

3.6.2   Introduzione delle comunicazioni a banda larga

3.6.2.1

Una struttura estesa e affidabile per le comunicazioni a banda larga risulta essenziale per lo sviluppo e l'erogazione di servizi e applicazioni come ad esempio eHealth, eBusiness, eGovernement ed eLearning, le quali fanno della banda larga un elemento fondamentale per la crescita europea e la qualità di vita negli anni avvenire. L'accesso alle comunicazioni a banda larga è un bene comune, un servizio pubblico che dovrebbe essere reso di diritto a tutti i cittadini dell'Unione europea. Il Comitato raccomanda alla Commissione di inserire la banda larga nell'elenco dei servizi universali.

3.6.2.2

Il piano d'azione eEurope 2005 punta a un'ampia disponibilità e a un largo utilizzo della banda larga nell'Unione europea entro il 2005: rispetto a questi ambiziosi obiettivi si registra però attualmente un sicuro ritardo. Pertanto - a meno che il ritmo di diffusione della banda larga non aumenti, specie fuori dai centri urbani - l'obiettivo di Barcellona non verrà raggiunto (5).

3.6.2.3

Il Comitato esprime soddisfazione per il fatto che i Quindici abbiano presentato le strategie nazionali di diffusione della banda larga e rileva che i nuovi Stati membri faranno lo stesso entro la fine del 2004. Prende atto dell'esito positivo della prima valutazione dei piani effettuata dalla Commissione (6) e attende una relazione dettagliata su dette strategie per giugno.

3.6.2.4

Il Comitato non condivide invece la definizione di «banda larga» utilizzata in diversi studi e relazioni (ad esempio, una capacità di accesso di soli 144 KBs viene considerata «banda larga» nella relazione COCOM04-20 FINAL, di cui si indica il riferimento alla nota 7; nel medesimo documento le connessioni 3G vengono incluse nel totale delle linee d'accesso a banda larga per l'Italia, ma non per gli altri Stati membri). L'assenza di una definizione precisa riduce notevolmente la trasparenza e l'utilità del termine «banda larga» in tutte le decisioni. Si esorta la Commissione a fornire, a uso dell'intera Unione europea, una definizione ufficiale del termine «banda larga,» che sia precisa e rigorosa.

3.6.2.5

Il Comitato inoltre non giudica positivamente le statistiche relative alla copertura della banda larga dal momento che non forniscono indicazioni sulla qualità dell'accesso disponibile. Si esorta la Commissione a includere uno standard minimo per la qualità della connessione nella definizione precisa di «banda larga». Soltanto allora le statistiche diventeranno significative.

3.6.2.6

Il Comitato è perfettamente consapevole dell'esigenza di colmare il divario digitale che si sta creando in Europa, che va a discapito dei meno avvantaggiati e della eInclusiveness. Anche se il Consiglio ha deciso di spostare il centro dell'attenzione delle politiche dalla capacità di connessione allo sviluppo e all'effettivo utilizzo dei servizi innovativi, il Comitato esprime preoccupazioni in merito alla velocità di introduzione e alla copertura delle comunicazioni a banda larga. Preoccupano in particolare le disparità fra determinati paesi e determinate regioni nelle ultime statistiche relative alla penetrazione delle comunicazioni a banda larga presentate dal comitato per le Comunicazioni della Commissione (7). Attualmente, nell'UE a 15, il 20 % della popolazione non ha accesso alle comunicazioni a banda larga perché la copertura della rete risulta insufficiente. Il Comitato è pertanto lieto che la comunicazione della Commissione ponga l'accento sulla necessità di introdurre la banda larga nelle zone in cui essa non è presente. Si chiede inoltre che la Commissione, nell'analisi dettagliata delle strategie nazionali in materia di banda larga, sottolinei il bisogno di estendere le reti di comunicazione a banda larga per coprire tutto il territorio dell'Unione in maniera sollecita e evidenzi nelle future relazioni i divari fra le reti.

3.6.2.7

Il Comitato appoggia le iniziative Quick-Start e la messa a disposizione di fondi strutturali per l'accesso nelle zone rurali dell'Unione e in quelle meno attraenti dal punto di vista commerciale. Il Comitato raccomanda tuttavia alla Commissione di verificare accuratamente l'applicazione delle strategie nazionali in materia di banda larga da parte degli Stati membri, concentrando l'attenzione sui problemi riguardanti il ritmo d'introduzione, la copertura e la qualità.

3.6.2.8

Il Comitato depreca che la comunicazione affronti la questione del divario digitale unicamente dal punto di vista geografico (zone insufficientemente coperte) e non da quello economico (mancanza di mezzi finanziari per il pagamento di un accesso alla rete). Il ragionamento della Commissione, in base al quale i servizi a banda larga migliorano le condizioni di vita, riducendo le distanze e agevolando l'accesso alle cure sanitarie, all'istruzione e ai servizi pubblici, vale sia per i cittadini isolati geograficamente che per quelli meno abbienti.

3.6.2.9

A giudizio del Comitato, che la Commissione incoraggi l'intervento delle pubbliche autorità per colmare il divario digitale ricordando però l'obbligo di rispettare i principi e il diritto della concorrenza è una contraddizione in termini: il divario digitale infatti esiste proprio perché il mercato si disinteressa a una parte della popolazione. Vi è quindi la necessità di una missione di servizio pubblico da affidare mediante atto ufficiale in cui si indichi la natura precisa degli obblighi di servizio pubblico.

3.6.3   Introduzione e sviluppo delle comunicazioni mobili di terza generazione

3.6.3.1

Il Comitato esprime soddisfazione per la piattaforma tecnologica relativa alle comunicazioni mobili istituita dalla Commissione nell'ottobre scorso allo scopo di riunire gli attori principali fra gli operatori di comunicazioni mobili, i produttori di attrezzature e componenti e i fornitori di contenuti. Il Comitato accoglie inoltre positivamente la prima relazione di questo gruppo (8) nella quale sono contenute 20 raccomandazioni sulle azioni necessarie per appoggiare e sostenere l'introduzione delle reti e dei servizi di comunicazione mobile in Europa - ivi comprese le iniziative di ricerca e quelle relative a norme, contenuti, sicurezza, spettro, cooperazione e regolamentazione internazionale.

3.6.3.2

Il Comitato rileva con piacere che, nella relazione della piattaforma tecnologica e nelle dichiarazioni della Commissione, per quanto riguarda le 3G l'attenzione è rivolta sulla necessità di garantire un ambiente sicuro e incentrato sugli interessi del consumatore, al fine di fornire «sempre e dovunque» un accesso ai dati ad alta velocità e ai servizi di intrattenimento mediante dispositivi abilitati alle comunicazioni a banda larga.

3.6.3.3

Il Comitato approva pienamente l'opinione espressa da tutte le parti, secondo la quale l'obiettivo è disporre di reti aperte e interconnesse come pure di interoperabilità nelle applicazioni e nei servizi. Plaude inoltre all'impegno assunto dalla piattaforma tecnologica di preparare un calendario strategico di ricerca per un futuro mondo senza fili nel quadro del VI programma quadro di ricerca.

3.6.3.4

Il Comitato desidera che la Commissione eserciti tutta la pressione possibile per semplificare l'introduzione delle reti di comunicazione 3G e migliorarne il rapporto qualità-prezzo. Gli Stati membri in particolare debbono contribuire a risolvere rapidamente i problemi relativi alla pianificazione e all'impatto ambientale che stanno frenando l'introduzione di questa nuova importante piattaforma.

3.6.3.5

Il Comitato esprime preoccupazione per le forti somme versate in taluni Stati membri dagli operatori di rete per ottenere le licenze di terza generazione, e per gli effetti negativi che ciò potrebbe avere sulle strategie future. Invita la Commissione a manifestare la propria opinione sulla questione in maniera dettagliata e a proporre misure destinate a ridurre qualsiasi effetto negativo sulla strategia europea per la diffusione e l'uso delle TIC.

3.6.3.6

Nell'interesse dei consumatori e ai fini di uno sfruttamento efficiente delle risorse presenti nell'Unione europea, il Comitato esorta la Commissione a vagliare la possibilità di stabilire per via normativa la condivisione delle infrastrutture da parte degli operatori 3G, laddove ciò sia opportuno. Una politica di questo tipo incrementerebbe la disponibilità di accesso, ridurrebbe le ricadute negative sull'ambiente e conterrebbe i costi di fornitura del servizio. Il Comitato prende atto dell'osservazione della Commissione secondo cui alcuni degli operatori principali si oppongono alla condivisione delle infrastrutture per ragioni di concorrenza, ma ritiene che gli interessi superiori dell'Unione nel suo insieme dovrebbero prevalere sulle motivazioni puramente commerciali di pochi operatori.

3.6.3.7

Si rileva che a giudizio della piattaforma tecnologica risulta necessario un nuovo quadro generale per risolvere le questioni in maniera coerente. Questo gruppo si riunirà ancora a giugno: il Comitato attende pertanto la comunicazione annunciata dalla Commissione in risposta all'esito dell'incontro di giugno.

3.6.4   I nuovi servizi e la stimolazione della domanda

3.6.4.1

La Commissione osserva che, persino nelle zone in cui l'accesso alle comunicazioni a banda larga è disponibile al 90 %, la diffusione è limitata (la media è del 12 %) e per di più in diminuzione. Ciò è dovuto ai prezzi elevati, alla scarsa qualità e all'assenza di contenuti validi - i consumatori non sono sufficientemente interessati ad acquistare servizi a banda larga.

3.6.4.2

La creazione di contenuti e servizi al fine di incentivare la diffusione delle connessioni a banda larga è considerata fondamentale per la diffusione delle TIC e dunque per la competitività, la crescita della produttività e l'occupazione nell'Unione europea. A questo proposito, il Comitato approva la recente proposta della Commissione di istituire un programma eContentplus (2005-2008) (9) per creare le condizioni atte a favorire un più ampio accesso ai contenuti digitali e un loro maggiore utilizzo.

3.6.4.3

Il Comitato riconosce che l'incentivazione della domanda relativa alla banda larga disponibile e alle reti 3G, il bisogno di servizi nuovi e innovativi, la concorrenza e l'introduzione di reti sono elementi interconnessi. Un qualsiasi sviluppo positivo che interessi uno di questi elementi va anche a vantaggio degli altri. Avendo affrontato questioni riguardanti la fornitura, il Comitato è favorevole a qualsiasi iniziativa intrapresa dalla Commissione volta ad incentivare lo sviluppo di servizi nuovi e innovativi che espanderanno la domanda dei consumatori e aumenteranno il peso delle nuove tecnologie e delle nuove reti.

3.6.4.4

A giudizio del Comitato, l'interoperabilità fra reti, piattaforme e impianti costituirà un notevole incentivo all'adozione di questi servizi e alla loro crescita. Il Comitato invita la Commissione a puntare sull'interoperabilità nell'ambito del quadro normativo e nei suoi rapporti con tutti i soggetti del settore delle comunicazioni elettroniche.

3.6.4.5

Il Comitato sostiene l'appello, rivolto dalla Commissione agli Stati membri, a sostenere il ritmo di introduzione dei servizi di eGovernment (ivi compresi eHealth, eLearning, ecc.) e riconosce che il settore pubblico costituisce un fattore trainante nelle prime fasi dello sviluppo di questi servizi dell'informazione.

3.6.4.6

Il Comitato mostra particolare soddisfazione per l'impegno assunto dalla Commissione di lavorare con l'industria per affrontare i problemi già individuati che ostacolano lo sviluppo di nuovi servizi - sistemi di gestione dei diritti digitali, interoperabilità, micropagamenti, pagamenti su reti mobili (m-payment), ecc. A questo proposito il Comitato accoglie positivamente la recente comunicazione (10) e il processo consultivo in merito ai diritti di proprietà intellettuale ed esorta la Commissione a prestare attenzione al relativo parere del Comitato, elaborato nel 2003 (11).

3.6.4.7

Il Comitato sottolinea l'importanza delle questioni della sicurezza affinché i consumatori ricorrano ai nuovi servizi. La fiducia dei consumatori nelle nuove tecnologie e nei nuovi servizi dipenderà dalle garanzie sulla tutela degli interessi dei consumatori stessi.

3.6.4.8

Il Comitato chiede alla Commissione di continuare a organizzare seminari con gli operatori, i fornitori di accesso a Internet, i fornitori di contenuti, le società di radiodiffusione e l'industria dell'intrattenimento sulle modalità di adattamento delle loro attività mediante nuove forme di partenariato destinate a creare nuovi modelli di investimento e nuovi servizi per un'Unione attenta alla convergenza e alle comunicazioni mobili.

3.6.4.9

Il Comitato approva inoltre il sostegno dato al settore R&S mediante il VI programma quadro di ricerca e sviluppo. Nel settore delle comunicazioni elettroniche, come in altre aree di sviluppo tecnologico, il Comitato ribadisce la necessità che l'Europa investa nella R&S e nell'innovazione, in linea con gli obiettivi che si è data con la strategia di Lisbona. Riconoscendo che il settore ha attraversato un periodo di consolidamento e di riduzione degli investimenti, il Comitato invita ora tutti le parti - Unione europea, Stati membri e settore privato - a dimostrare un rinnovato impegno a investire nel futuro delle comunicazioni elettroniche, aumentando significativamente le dimensioni e il ritmo delle attività nel settore R&S.

3.7   Osservazioni conclusive

Il Comitato approva infine la pubblicazione della Revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005 (COM(2004) 108 def.) e la conferma che gli obiettivi di eEurope 2005 restano validi nel contesto dell'allargamento dell'Unione europea. Il Comitato attende di poter esaminare il piano d'azione eEurope 2005 modificato e le osservazioni espresse in merito da parte del Consiglio europeo di giugno.

Bruxelles, 27 ottobre 2004.

La Presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Anne-Marie SIGMUND


(1)  Van Ark, B. & Mahony, O. (2003), EU Productivity and Competitiveness: An Industry Perspective, http://europa.eu.int/comm/enterprise/enterprise_policy/competitiveness/doc/eu_competitiveness_a_sectoral_perspective.pdf

(2)  COM(2004) 447 def. Servizi mobili a banda larga.

(3)  Cfr. GU C 169 del 16.6.1999, pag. 30; GU C 368 del 20.12.1999, pag. 51; GU C 14 del 16.1.2001, pag. 35; GU C 123 del 25.4.2001, pag. 61; GU C 123 del 25.4.2001, pag. 36; GU C 139 dell'11.5.2001, pag. 15; GU C 311 del 7.2.2001, pag. 19; GU C 48 del 21.2.2002, pag. 33; GU C 48 del 21.2.2002, pag. 27; GU C 221 del 17.9.2002, pag. 22; GU C 241 del 7.10.2002, pag. 119; GU C 61 del 14.3.2003, pag. 32; GU C 61 del 14.3.2003, pag. 184; GU C 220 del 16.9.2003, pag. 33; GU C 220 del 16.9.2003, pag. 36; GU C 80 del 30.3.2004, pag. 66 e altri.

(4)  http://erg.eu.int/doc/whatsnew/erg_0330rev1_remedies_common_position.pdf

(5)  COM(2002) 263 def. - eEurope 2005: una società dell'informazione per tutti.

(6)  IP/04/626 - Collegare l'Europa in rete ad alta velocità: la Commissione valuta le strategie nazionali in materia di banda larga.

(7)  COCOM04-20 FINAL - Communications Committee Working Document Broadband Access in the EU: Situation at 1 January 2004.

(8)  IP/04/23 - 3 rd Wave Mobile for Europe.

(9)  COM(2004) 96 def. - Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che adotta un programma comunitario pluriennale inteso a rendere i contenuti digitali europei più accessibili, utilizzabili e sfruttabili. Parere CESE: GU C 117 del 30.4.2004, pag. 49.

(10)  COM(2004) 261 def. - Gestione dei diritti d'autore e diritti connessi nel mercato interno.

(11)  COM(2003) 46 def. - Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure e alle procedure volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale: CESE 524/2003 INT/179. Parere CESE: GU C 32 del 5.2.2004, pag. 15.


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