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Document 52008IP0124

Un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione
Risoluzione del Parlamento europeo del 10 aprile 2008 su un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione (2007/2211(INI))

OJ C 247E , 15.10.2009, p. 32–41 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

15.10.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 247/32


Giovedi 10 aprile 2008
Un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione

P6_TA(2008)0124

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 aprile 2008 su un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione [2007/2211(INI)]

2009/C 247 E/07

Il Parlamento europeo,

visto l'articolo 151 del trattato CE,

vista la decisione n. 1855/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che stabilisce il programma Cultura (2007-2013) (1),

vista la Convenzione sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'istruzione, la scienza e la cultura (Convenzione Unesco sulla protezione della diversità culturale) il 20 ottobre 2005,

vista la decisione 2006/515/CE del Consiglio, del 18 maggio 2006, relativa alla conclusione della convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali (2),

viste le conclusioni del Consiglio «Istruzione, gioventù e cultura» a seguito della riunione del 24 e 25 maggio 2007 sul contributo dei settori culturale e creativo al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona (9021/2007),

vista la comunicazione della Commissione dal titolo «L'Europa nel mondo — Proposte pratiche per una maggiore coerenza, efficacia e visibilità» (COM(2006)0278),

vista la comunicazione della Commissione del 10 maggio 2007 relativa a un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione (COM(2007)0242) e il relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione (SEC(2007)0570),

vista la risoluzione del Consiglio del 16 novembre 2007 su un'agenda europea per la cultura (3),

vista la sua risoluzione del 5 settembre 2001 sulla cooperazione culturale nell'Unione europea (4),

vista la sua risoluzione del 4 settembre 2003 sulle industrie culturali (5),

vista la sua risoluzione del 13 marzo 2007 sulla raccomandazione 2005/737/CE della Commissione, del 18 ottobre 2005, sulla gestione transfrontaliera collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi nel campo dei servizi musicali on line autorizzati (6),

visto l'articolo 45 del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per lo sviluppo regionale (A6-0075/2008),

A.

considerando che, fatta salva la più grande e la più auspicabile delle aperture a tutte le altre culture, l'Unione europea ha in particolare l'obbligo di vigilare sulla ricchezza culturale dell'Europa, il cui patrimonio culturale deve essere preservato, divulgato e condiviso, sia all'interno sia all'esterno dell'Unione, in tutte le sue dimensioni e con tutti i mezzi,

B.

considerando che le arti e la cultura sono mezzi per raggiungere una maggiore espressione e coscienza di sé nello sviluppo personale e sociale e consentire ai singoli e alle comunità di trattare il proprio patrimonio e la propria memoria e concettualizzare il proprio futuro individuale e collettivo,

C.

considerando che le arti e la cultura aprono nuove forme di dialogo, creano spazi di comprensione culturale e permettono agli individui e ai gruppi di trascendere le proprie posizioni identitarie,

D.

considerando che, come terreno di scambio, dibattito e creatività e per la produzione delle idee, le arti e la cultura incoraggiano l'impegno e la partecipazione civile,

E.

considerando che il patrimonio culturale europeo, ivi compresa la diversità delle sue espressioni e il connubio delle sue principali matrici, come ad esempio, l'antichità greca e latina e giudeo-cristiana che hanno posto storicamente l'Europea all'avanguardia di tutti i continenti, si è rivelato essere un motore incomparabile di innovazione, di sviluppo e di progresso che si è propagato in tutte le direzioni e continua ancora oggi a costituire un riferimento essenziale di umanesimo, di arricchimento e di animazione spirituale, di democrazia, di tolleranza e di civiltà,

F.

considerando che in un mondo sempre più globalizzato la ricchezza culturale europea rappresenta una configurazione nucleare le cui caratteristiche specifiche e intrinseche costituiscono un vero e proprio plusvalore europeo e il cui ruolo identitario è essenziale per l'Europea e l'Unione per poter comprendere il mondo, garantirne la coesione, marcarne la differenza e affermarsi presso altri popoli,

G.

considerando che la flessibilità e la mobilità sono indissociabili nell'esercizio delle professioni artistiche,

H.

considerando che le produzioni artistiche raccolgono artisti sia europei che extraeuropei, la cui mobilità è ostacolata dalle politiche nazionali di concessione dei visti per spostarsi all'interno dell'UE,

I.

considerando che le espressioni particolari della proiezione storica del patrimonio culturale europeo negli altri continenti devono dar luogo ad azioni privilegiate che pongano in risalto i fattori di costruzione della civiltà, comprensione reciproca e approccio costruttivo tra i popoli che esse rappresentano,

J.

considerando che le autorità locali e regionali svolgono un ruolo particolarmente importante nello sviluppo e nel rafforzamento della cultura, specialmente attraverso la salvaguardia del patrimonio culturale e la promozione dell'innovazione artistica nei loro territori, fattore di cui si dovrebbe tener conto adeguatamente nel riorganizzare l'agenda europea della cultura alla luce della globalizzazione,

K.

considerando che gli immigrati extraeuropei, i turisti e gli altri visitatori sono tenuti a rispettare il patrimonio culturale europeo, che gode di una condizione privilegiata negli Stati membri,

L.

considerando, da una parte, che i creatori, gli artisti e le industrie culturali d'Europa svolgono un ruolo decisivo nella creazione di un'identità culturale europea e di valori comuni e nello sviluppo costante di una cittadinanza europea che trascenda lo Stato nazionale e riconosca la diversità culturale a livello europeo, nazionale, regionale e linguistico,

M.

considerando, d'altra parte, che i creatori, gli artisti e le industrie culturali d'Europa hanno anche un'incidenza concreta sulle entrate economiche, sulle fonti di ricchezza e sulla creazione di posti di lavoro nell'Unione europea,

N.

considerando che il progresso tecnologico fa sì che i prodotti culturali vengano sempre più spesso realizzati, diffusi e consumati in forma digitale, e che la politica deve tener conto di tale sviluppo,

O.

considerando che le industrie culturali europee operano in uno spazio protetto per quanto riguarda le regole commerciali, il che rispecchia adeguatamente la concezione europea secondo cui i prodotti e i servizi culturali sono diversi da altri tipi di beni e servizi e richiedono regole specifiche,

P.

considerando che i musei più importanti e le principali istituzioni culturali a livello dell'UE si stanno dedicando in misura crescente a scambi economicamente significativi con analoghe istituzioni di altre parti del mondo, il che dà luogo ad entrate rilevanti al di là di quelle derivanti dal turismo,

Q.

considerando che il patrimonio storico, culturale e archeologico degli Stati membri merita la massima protezione nei confronti del rischio di esportazioni illegali e di commercio illecito in genere, come risulta dalla Convenzione concernente le misure da adottare per interdire e impedire l'illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali, del 14 novembre 1970, e da altri strumenti internazionali applicabili,

R.

considerando che l'UE deve essere solidale con i paesi terzi, in particolare con quelli più deboli nel settore culturale, per quanto riguarda la protezione del loro patrimonio culturale e deve attivamente impedire l'importazione illegale di opere culturali protette nel loro paese d'origine,

S.

considerando che la bilancia commerciale dell'UE nel settore dei beni e servizi culturali è sfavorevole,

T.

considerando che la globalizzazione dell'economia e la crescita di industrie culturali globali costituiscono delle sfide per la diversità linguistica e culturale, che rappresenta un valore in sé, e che per tale ragione diviene importante trovare un approccio comune europeo a queste sfide,

U.

considerando che l'industria turistica e i servizi connessi rappresentano un crocevia del commercio internazionale e della cultura e possono costituire, nelle relazioni tra l'UE e i paesi terzi il modo più appropriato per valorizzare ulteriormente le mete culturali europee, con benefici commerciali reciproci, contribuendo in tal modo a garantire la sostenibilità sociale, culturale e ambientale,

V.

considerando che quasi non esistono statistiche affidabili e significative sul commercio internazionale di beni e servizi culturali,

W.

considerando che le tecnologie digitali vanno viste come un'opportunità inedita per diffondere su scala globale prodotti e servizi culturali che possono far avanzare la comprensione interculturale, purché vi siano i presupposti di un accesso libero ed equo e del rispetto per le divergenze culturali e linguistiche,

X.

considerando che le nuove tecnologie mediatiche, tra cui portali e servizi internet basati su un codice fonte accessibile e il loro sviluppo, richiedono una quantità crescente di contenuto per essere competitive,

Y.

considerando che tali sviluppi pongono sfide senza precedenti che richiedono un nuovo modo di concepire le modalità di gestione e regolamentazione delle questioni riguardanti i diritti di proprietà intellettuale, la pirateria e la digitalizzazione non autorizzata, tenendo conto della necessità di trovare un giusto equilibrio tra un accesso equo ai prodotti e servizi culturali e nuove forme di creazione artistica e intellettuale,

Z.

considerando che la contraffazione e la pirateria di prodotti culturali conducono alla perdita di posti di lavoro nell'UE e minano la competitività delle industrie culturali e la qualità dei prodotti, colpendo in particolare gli Stati membri la cui produzione culturale e sfruttamento economico dei prodotti culturali costituisce fonte fondamentale di reddito,

AA.

considerando che alla Commissione è stata conferita la facoltà ultima di tutelare i diritti di proprietà intellettuale delle industrie europee in tutte le sedi internazionali e dinanzi ai partner commerciali che non dispongono di una legislazione adeguata in materia,

AB.

considerando che la cultura è inclusa specificatamente negli accordi di libero scambio dell'UE e in altri strumenti commerciali,

AC.

considerando che la cultura e la lingua sono elementi trainanti dello sviluppo regionale e sono determinanti nell'attirare nuovi investimenti, in particolare nelle regioni scarsamente sviluppate e povere di risorse naturali o attrazioni turistiche, e che gli artisti e le istituzioni culturali svolgono un ruolo decisivo nel formare l'identità delle regioni e accrescere la loro attrattiva, come pure nel processo di integrazione europea,

AD.

considerando che la cultura, come settore che fornisce posti di lavoro e promuove la crescita economica, è particolarmente importante per lo sviluppo delle città (specialmente di piccole e medie dimensioni) e delle zone rurali; che, in ambito sociale, l'identità culturale è un fattore importante che favorisce l'integrazione e una maggiore coesione sociale a livello di regioni e comunità locali,

AE.

considerando che nel quadro delle politiche di coesione e di sviluppo rurale si può fornire un sostegno al ripristino del patrimonio culturale e alla promozione delle attività artistiche in modo da aumentare la forza d'attrazione delle regioni,

AF.

considerando che le PMI e il capitale privato dovrebbero svolgere una funzione sempre più importante nel settore culturale e dovrebbero partecipare all'attuazione di progetti e misure in particolare mediante partenariati pubblico-privato (PPP);

1.

si compiace della comunicazione della Commissione su un'agenda europea per la cultura e approva gli obiettivi che vi sono enunciati; ricorda di aver sottolineato in più occasioni il ruolo essenziale e strutturale svolto dalla cultura nell'ambito dell'attuazione della strategia di Lisbona e nella costituzione di un nuovo pilastro di governance globale e di sviluppo sostenibile;

2.

si compiace ugualmente del giudizio positivo espresso dal Consiglio sulla summenzionata comunicazione della Commissione, come risulta dalla risoluzione del Consiglio del 16 novembre 2007;

3.

sottolinea che le autorità locali, regionali e nazionali svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo e nella promozione della cultura, in particolare nella tutela del patrimonio culturale e nella promozione dei settori dell'innovazione artistica e creativa;

4.

esprime compiacimento per l'interesse dimostrato dalla Commissione nei confronti della mobilità degli artisti e dei professionisti del settore culturale;

5.

sottolinea la necessità di promuovere l'emergere e la mobilità dei giovani artisti europei;

6.

deplora che nel redigere un'agenda europea per la cultura in un mondo globalizzato non sia stato fatto alcun riferimento al ruolo svolto dal gran numero di partenariati tra città, autorità locali e regioni;

7.

sottolinea che il settore culturale svolge un ruolo importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi della strategia rinnovata di Lisbona e richiama l'attenzione sull'importanza della cultura nel creare un quadro di vita positivo e dinamico in particolare grazie alle ottime opportunità offerte dal turismo culturale per lo sviluppo economico di molte regioni;

8.

sottolinea che, in applicazione dell'articolo 151 del trattato, nel settore della cultura che deve rispettare la diversità culturale e le identità nazionali, possono essere predisposti solo politiche di cooperazione e accordi di partnership tra gli Stati membri; sottolinea, inoltre, il ruolo delle regioni dell'Unione europea come importante forum per la cooperazione culturale;

9.

è preoccupato per il fatto che la comunicazione non chiarisce il perdurante problema delle incomprensioni relative alla cultura a livello di arti contemporanee e tradizionali, di patrimonio europeo e di «industrie creative» a scopo di lucro e redditizie. Inoltre gli obiettivi esposti nell'agenda rappresentano generalmente la cultura come portatrice di un'importante valenza sociale, economica, politica e più in generale «strumentale», ma non comprendono la questione della cultura come valore fine a sé stesso (cultura per la cultura);

10.

è preoccupato per il fatto che nel dibattito sul dialogo interculturale e culturale e su cosa si intende per «cultura», si presuppone spesso che la cultura unisca le persone anziché essere un moderatore delle differenze. A tale proposito, si potrebbe citare Jean Monnet: «quei giovani che conoscono tutto ciò che di grande e positivo vi è nelle varie culture, senza smettere di guardare con amore e orgoglio alla loro terra, diventeranno europei»;

11.

ritiene che ai fini di un'attuazione completa e coerente dell'articolo 151, paragrafo 4, del trattato, le specificità del settore della cultura, in particolare la sua capacità di favorire la creatività e l'innovazione, nonché la sua importanza sociale, vadano considerate quali beni culturali ed economici, per far sì che la cultura possa trovare pienamente il posto che le spetta di diritto nell'ambito della strategia di Lisbona;

12.

ritiene che l'obiettivo della Commissione di sviluppare ulteriormente il dialogo con la società civile nel settore culturale è cruciale per lo sviluppo di un'agenda europea coerente per la cultura e che solo mediante un siffatto dialogo strutturato le politiche europee potranno veramente riflettere le realtà e le esigenze degli artisti e gli operatori culturali europei;

13.

invita la Commissione a presentare raccomandazioni per la protezione dei sistemi di gestione dei diritti digitali che tengano conto in ugual modo delle esigenze del mercato interno dell'UE e della Convenzione Unesco sulla protezione della diversità culturale;

14.

sottolinea che la produttività culturale e la creatività degli artisti vanno salvaguardate in modo duraturo, il che presuppone tuttavia uno status sociale sicuro di queste persone, ad esempio un appropriato quadro giuridico in materia di imposte, lavoro e sicurezza sociale e nel campo dei diritti d'autore;

15.

invita la Commissione e gli Stati membri a dare piena attuazione alla convenzione dell'Unesco sulla protezione della diversità culturale e a tenere pienamente conto, nelle loro politiche interne ed esterne, dei principi che ne stanno alla base;

16.

ricorda alla Commissione che la Comunità è tenuta ad applicare la convenzione dell'Unesco sulla protezione della diversità culturale nell'esercizio delle sue competenze nei settori che rientrano nella convenzione stessa, che sono i seguenti: «politica commerciale comune, cooperazione allo sviluppo, cooperazione economica, finanziaria e tecnica con paesi terzi, libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, concorrenza e mercato interno, compresa la proprietà intellettuale» (7);

17.

ritiene che i programmi comunitari attualmente disponibili nel settore della cultura non corrispondano completamente alla situazione legata al patrimonio culturale comune degli europei e invita pertanto la Commissione a proporre la creazione di programmi specifici volti a stimolare la creatività degli artisti e a preservare, in maniera più vasta e più approfondita, il contatto con i beni e i valori, materiali e immateriali, che integrano il patrimonio culturale europeo, facilitano l'interazione nella concezione umanistica delle identità e delle differenze, nonché dell'attuale produzione culturale, e permettano di profittarne e condividerle;

18.

sottolinea che tutti i programmi del settore culturale avranno effetti assai positivi per quanto riguarda la coesione, la convergenza reale, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile, l'innovazione, l'occupazione e la competitività;

19.

ricorda il ruolo essenziale che deve svolgere l'UE per avviare misure concrete che consentano di dare vero impulso alla mobilità degli artisti europei ed extracomunitari;

20.

insiste sull'istituzione di un visto specifico per gli artisti che permetterebbe loro di rispondere positivamente in modo molto rapido ad un impegno professionale di brevissima durata;

21.

ribadisce l'importanza strategica dell'interessante progetto culturale europeo, il programma Capitale europea della cultura, che dà un impulso significativo allo sviluppo sociale ed economico delle città e delle regioni iniettando un valore aggiunto europeo;

22.

chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione all'intensa ed efficace cooperazione tra le Capitali europee della cultura tra il 2007 e il 2011 e la rete delle città culturali del 2010, che riunirà oltre 20 città ungheresi, tedesche e turche che intendono lavorare assieme allo sviluppo dei loro obiettivi culturali europei, affiancarsi alle Capitali della cultura nella preparazione delle manifestazioni del 2010 e presentare simultaneamente i loro progetti in molti luoghi diversi;

23.

insiste sul fatto che solo la mobilità e la flessibilità garantiscono la sopravvivenza di un'attività artistica in ciascuno Stato membro e lo sviluppo di un'identità culturale europea;

24.

raccomanda al Consiglio e alla Commissione di istituire un programma volto a valorizzare il patrimonio classico europeo e i contribuiti storici delle culture nazionali nel corso dei secoli e in tutte le dimensioni, in parallelo con il programma quadro «Cultura 2007-2013» e a complemento del medesimo, tenendo però anche conto delle future necessità del settore culturale;

25.

invita la Commissione a intensificare le politiche di sostegno alla traduzione letteraria previste nel programma «Cultura 2007-2013»;

26.

invita la Commissione a creare un programma volto a valorizzare la promozione delle lingue europee nel mondo e il loro ruolo nell'attività creativa degli altri continenti, in modo da facilitare sia la conoscenza e la comprensione reciproche sia l'interazione culturale generata e veicolata da tali lingue nei loro aspetti extraeuropei;

27.

invita la Commissione a rafforzare e promuovere gli scambi culturali internazionali, l'acquisizione di competenze interculturali e il plurilinguismo dei cittadini in seno all'Unione europea;

28.

sottolinea che, a seguito della proclamazione del 2008 come Anno europeo del dialogo interculturale, l'Unione europea dovrebbe mettere in pratica i valori del dialogo interculturale e aprirsi ad altre culture, promuovendo e sviluppando opportunità di cooperazione, proponendo un interessante ventaglio di programmi culturali a paesi terzi europei, segnatamente quelli che rientrano nella Politica europea di vicinato (PEV), per i quali la partecipazione a programmi culturali congiunti avrebbe un impatto di mobilitazione estremamente importante;

29.

propone l'impegno congiunto di Parlamento, Consiglio, Commissione e Stati membri onde creare condizioni davvero favorevoli alla cultura e all'attività creativa su tutti i piani della vita dell'Unione, in particolare per quanto riguarda la famiglia, la scuola, l'apprendimento lungo l'intero arco della vita, la comunicazione sociale e l'universo delle tecnologie digitali;

30.

sottolinea a tale riguardo la necessità di continuare a promuovere, a livello europeo, progetti culturali concreti come la biblioteca digitale europea e ne chiede una rapida istituzione;

31.

appoggia i numerosi accordi di partnership culturale fra città, comunità e regioni, che sono di grande importanza per lo sviluppo sociale delle regioni e la promozione dell'innovazione culturale; invita la Commissione e gli Stati membri a fornire ogni supporto alle iniziative locali, regionali e interregionali nel settore della cultura quale fattore essenziale nel processo di integrazione regionale, ma anche europea, di fronte alle sfide globali;

32.

sottolinea l'importanza che l'insegnamento delle arti e delle lettere riveste ai fini del perfezionamento della personalità dei giovani, sì da risvegliarne e svilupparne la vocazione al pieno godimento dei beni e dei valori culturali;

33.

sottolinea la necessità di introdurre nei programmi scolastici di tutti gli Stati membri un programma comune di studio della storia dell'Unione europea, per promuovere l'identità e la cultura europee nel contesto della globalizzazione;

34.

evoca l'importanza di costruire, a scuola come nella società, ponti innovativi tra la cultura e la ricerca, la scienza e la tecnologia e l'esigenza di disporre di programmi che inglobino tali aspetti;

35.

chiede alla Commissione di elaborare strumenti capaci di individuare i settori in crisi nelle industrie culturali europee accordando particolare attenzione al mercato dell'editoria la cui evoluzione ha finito per mettere a rischio la creazione letteraria di qualità a beneficio di «best-sellers» e all'universo della creazione musicale, la cui qualità e diversità si vedono altresì minacciate dalla pirateria, dalla diffusione planetaria delle tecnologie digitali e da processi di concentrazione dei sistemi di gestione dei diritti collettivi;

36.

chiede alla Commissione e agli Stati membri di usare i mezzi necessari che permettano di garantire il rispetto e la protezione dei diritti di proprietà letteraria e artistica, segnatamente nell'ambiente digitale;

37.

ritiene che debbano essere gettate le basi di un'autentica diplomazia culturale europea e insiste affinché gli Stati membri e le istituzioni comunitarie rafforzino l'elemento culturale delle rispettive rappresentanze diplomatiche e assumano iniziative strutturate e regolari votate alla cultura europea;

38.

invita gli Stati membri e le istituzioni comunitarie a favorire le iniziative volte a sviluppare il turismo culturale;

39.

raccomanda al Consiglio e alla Commissione di elaborare e promuovere un elenco di «luoghi di pellegrinaggio culturale» in tutti gli Stati membri e, attraverso tale strumento, di sviluppare iniziative e eventi specifici che dovranno svolgersi regolarmente in tali sedi di testimonianza e di irradiazione culturale;

40.

è favorevole alla creazione di un'etichetta del patrimonio europeo volta a valorizzare la dimensione europea dei beni culturali, dei monumenti, dei siti e dei luoghi della memoria, a testimonianza della storia e del patrimonio europeo;

41.

raccomanda al Consiglio e alla Commissione di sostenere e promuovere il programma del Consiglio d'Europa, varato nel 1987, degli Itinerari culturali, che costituiscono reti esemplari comprendenti regioni ed enti locali e che testimoniano del patrimonio e della storia comune dell'Europa;

42.

propone al Consiglio e alla Commissione di creare un sistema di mecenatismo culturale europeo e designare un «mecenate europeo» per stabilire partnership efficaci tra il settore pubblico e quello privato nell'ambito degli obiettivi dell'azione prevista dalla Commissione;

43.

propone inoltre la creazione di premi europei di grande prestigio da istituire su base permanente in tutti i settori dell'attività creativa;

44.

suggerisce altresì di migliorare la visibilità dei premi già esistenti e di valutarne gli effetti;

45.

suggerisce che, in vista del duecentesimo anniversario della nascita di Fryderyk Chopin, brillante compositore che ha fornito un innegabile contributo alla cultura mondiale, il 2010 sia proclamato «Anno europeo di Fryderyk Chopin»;

46.

suggerisce che il 2011 sia proclamato «Anno europeo dei classici greci e latini» per attirare l'attenzione dei popoli dell'Unione su questo essenziale aspetto del nostro patrimonio culturale oggi minacciato dall'oblio;

47.

raccomanda che la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e al fine di promuovere valori culturali europei e dimostrare il proprio impegno a favore della cultura, inizi a organizzare e sostenere periodicamente un Anno europeo che commemori un'importante personalità europea, un'attività artistica o una manifestazione culturale;

48.

suggerisce di migliorare la promozione, l'accesso e la comunicazione di tali azioni;

49.

segnala al Consiglio la necessità urgente e tassativa di rivedere le dotazioni di bilancio destinate al sostegno delle azioni previste nell'ambito della comunicazione della Commissione e di quelle esistenti;

50.

sollecita la Commissione e il Consiglio a garantire che le norme che disciplinano le relazioni commerciali a livello sia bilaterale che multilaterale siano trasparenti, giuste, aperte e orientate all'accesso al mercato; ribadisce inoltre che tali norme devono consentire alle industrie culturali europee di sviluppare tutto il proprio potenziale, in particolare nei settori audiovisivo, musicale ed editoriale;

51.

chiede alla Commissione di rivedere i meccanismi di controllo doganale e di scambio di informazioni con gli Stati membri per garantirne la massima efficacia nella lotta contro l'esportazione e l'importazione illegali di opere d'arte e di altri beni culturali protetti;

52.

invita la Commissione ad adottare le misure idonee ad avviare una radicale revisione della protezione dei diritti di proprietà intellettuale, per trovare un migliore equilibrio fra gli obiettivi contrastanti della protezione dei titolari dei diritti e dell'accesso libero ed equo ai prodotti e servizi culturali, nell'acquis comunitario, nelle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e negli accordi bilaterali dell'UE, al fine di eliminare alla radice le cause della contraffazione e della pirateria;

53.

invita la Commissione a ricorrere alle proprie prerogative per assicurare che tutti i partner commerciali rispettino gli obblighi derivanti dagli accordi conclusi nel quadro dell'OMC e del diritto commerciale internazionale, inclusa la potenziale attivazione degli strumenti di composizione delle controversie previsti dagli accordi internazionali;

54.

invita la Commissione a sviluppare una serie di indicatori e strumenti affidabili e coerenti per misurare e valutare il commercio internazionale di prodotti culturali;

55.

invita la Commissione a includere negli accordi di politica commerciale dell'UE clausole sulla diffusione e sugli scambi di prodotti dotati di valore culturale e storico, alla luce del fatto che il turismo culturale rappresenta un segmento dell'industria culturale in costante crescita in tutto il mondo;

56.

invita la Commissione e gli Stati membri a tenere sempre più conto delle clausole degli accordi di libero scambio e di altri strumenti commerciali dell'UE in materia di commercio di prodotti culturali nel dare seguito a questi accordi commerciali;

57.

sottolinea l'importanza di sostenere il flusso transfrontaliero di prodotti culturali mediante una maggiore mobilità degli artisti e dei lavoratori del settore culturale; ritiene che la mobilità transfrontaliera delle arti e della cultura europee possa svolgere un ruolo importante nel diffondere i valori europei nonché nel conservare e sviluppare la diversità culturale e il dialogo interculturale;

58.

chiede alla Commissione di individuare le possibili barriere non tariffarie imposte da taluni paesi terzi in sede di scambi commerciali di certi beni e servizi culturali europei e, eventualmente, di adottare provvedimenti per eliminarle;

59.

sottolinea a tal riguardo che l'UE dovrebbe sostenere e facilitare l'accesso dei paesi in via di sviluppo al suo mercato di prodotti e servizi culturali, prestando particolare attenzione all'impatto positivo che questo potrebbe avere sulla creazione di posti di lavoro e sullo sviluppo tecnologico delle loro industrie culturali;

60.

invita la Commissione a proporre specifiche attività ed eventi culturali che promuovano la cultura europea nei paesi in sviluppo, considerando l'accesso alla cultura una priorità nelle politiche di sviluppo;

61.

sostiene l'integrazione sistematica della dimensione culturale e dei vari aspetti della cultura in tutte le politiche esterne e di sviluppo, nei progetti e nei programmi, quale mezzo per rafforzare la qualità degli sforzi diplomatici della Commissione e la fattibilità e sostenibilità di tutte le attività di cooperazione dell'UE e promuovere le misure che contribuiscono alla sensibilizzazione sociale sull'importanza dell'aspetto culturale nelle azioni di sviluppo;

62.

accoglie con favore la creazione di programmi specifici e interdipendenti di cooperazione culturale con alcuni paesi partner della PEV, nonché in Asia e in altre regioni, quali il Fondo per la cultura nel caso dell'India;

63.

accoglie con favore la proposta della Commissione di creare un Fondo culturale UE-ACP quale contributo congiunto dell'Unione a sostegno della distribuzione e della produzione di beni culturali dei paesi ACP, e nota che il 10° Fondo europeo di sviluppo fornirà fondi di avviamento che saranno integrati dai contributi degli Stati membri;

64.

invita la Commissione a intervenire a favore della difesa degli accordi internazionali e degli altri strumenti giuridici che influenzano i diritti culturali allo scopo di assicurare la libertà culturale e preservare la diversità e le sue espressioni di fronte ai progetti di liberalizzazione del mercato che minacciano la diversità culturale nei paesi in via di sviluppo;

65.

invita la Commissione a promuovere scambi culturali fra l'UE e le regioni e i paesi terzi;

66.

chiede alla Commissione di promuovere l'integrazione delle politiche culturali nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, in particolare per quanto riguarda la loro interazione con le politiche sociali ed economiche;

67.

invita la Commissione a garantire che tutti i suoi programmi e progetti di cooperazione prendano in considerazione la cultura locale e contribuiscano ad un maggiore accesso delle persone alla cultura e ai mezzi di espressione culturale, così come alla lotta contro la povertà e alla riduzione dell'esclusione sociale; sottolinea l'importanza dell'istruzione e si fa sostenitore dell'integrazione della cultura nei programmi scolastici di tutti i livelli nei paesi in via di sviluppo;

68.

ricorda alla Commissione che la valorizzazione del patrimonio culturale è unita indissolubilmente al suo uso e al suo godimento da parte della società e che il patrimonio culturale dovrebbe essere gestito in modo sostenibile visto che è un bene deperibile; ritiene anche indiscutibile che la gestione del patrimonio culturale deve essere economicamente redditizia e contribuire pertanto al miglioramento delle condizioni socioeconomiche delle popolazioni;

69.

sostiene l'implicazione attiva dell'UE nelle attività delle organizzazioni internazionali che si occupano di cultura e nel processo delle Nazioni Unite «Alleanza di civiltà».

70.

riconosce l'importanza dei piani previsti per un'agenda culturale europea, ma fa notare che la comunicazione della Commissione non fornisce alcuna indicazione sul suo finanziamento o sui piani concreti per l'applicazione del metodo di coordinamento aperto; invita la Commissione a comunicare quanto prima tali dati;

71.

sottolinea l'importante ruolo svolto dalle autorità locali e regionali nel promuovere e incentivare la cultura nei loro settori di competenza, soprattutto nell'ambito del patrimonio culturale, come organi sostenitori dell'innovazione artistica e responsabili dell'organizzazione e sponsorizzazione di manifestazioni e iniziative culturali nonché di attività di istruzione e formazione, e organizzatori di festival e incontri culturali;

72.

raccomanda che gli Stati membri coinvolgano le autorità locali e regionali non solo nel controllo dei risultati, ma anche nell'attuazione di qualsiasi nuova agenda culturale dell'UE, affinché la politica culturale effettivamente realizzata rifletta le specifiche aspettative ed esigenze delle diverse regioni;

73.

richiama l'attenzione sull'esigenza di promuovere la diversità culturale e di conferire alla cultura un ruolo di rilievo nel dialogo non solo fra i singoli paesi ma anche fra le regioni di tutto il mondo, promuovendo gli scambi interculturali e includendo la cultura nei programmi di sviluppo; sostiene l'idea di un approccio integrato per la creazione di strategie culturali che includa tutti i settori e fattori che direttamente o indirettamente influenzano lo sviluppo della cultura;

74.

sottolinea che il turismo culturale svolge un ruolo significativo nella crescita economica regionale e nella creazione di ricchezza nonché nella valorizzazione del patrimonio culturale europeo, e che le associazioni culturali regionali e coloro che operano nel settore della politica culturale devono essere associati a tale processo;

75.

si rammarica del fatto che la Commissione presti scarsa attenzione agli accordi di gemellaggio tra città, comuni e regioni, accordi che hanno costituito per molti anni uno strumento validissimo per la cooperazione culturale e lo scambio di informazioni;

76.

chiede alla Commissione di promuovere le migliori prassi nelle attività culturali a livello europeo, richiamando l'attenzione sul fatto che gran parte delle migliori prassi in questo settore è generata a livello regionale; propone di organizzare conferenze tematiche e creare basi di dati sulle migliori prassi accessibili al pubblico e disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea;

77.

richiama l'attenzione sull'Anno europeo del dialogo interculturale in corso, sottolineando il ruolo che le regioni possono svolgere come autentico punto d'incontro culturale; chiede alla Commissione di presentare proposte concrete per le attività da svolgere durante il 2008 e di coinvolgere attivamente le regioni nella loro pianificazione e attuazione;

78.

concorda con la Commissione sul fatto che la diversità culturale e linguistica dell'UE costituisce un valore importante sul piano della competitività; ricorda agli Stati membri che l'insegnamento delle lingue e i programmi di scambi nei settori dell'istruzione e della cultura, sia all'interno che al di fuori dell'Unione europea, necessitano di un continuo sostegno; ricorda il ruolo svolto dalla televisione nel settore degli scambi interculturali;

79.

chiede alla Commissione di sostenere iniziative culturali nell'ambito di progetti di cooperazione regionale, anche a livello di città, specialmente di piccole e medie dimensioni, tra l'altro a titolo del programma Interreg IV C, e di inserire la dimensione culturale nell'iniziativa «Regioni per il cambiamento economico»;

80.

chiede agli Stati membri di sostenere la cultura nelle regioni investendo nell'infrastruttura culturale e utilizzando i Fondi strutturali e di mettere a punto programmi regionali di sviluppo culturale in consultazione con il settore culturale e scolastico nonché con la società civile;

81.

chiede alla Commissione e agli Stati membri di stabilire norme chiare, semplici e precise per l'attuazione dei PPP, affinché tali partenariati possano diventare un efficace strumento di finanziamento di iniziative culturali nelle regioni e favorire un coinvolgimento più attivo delle PMI;

82.

accoglie con favore la proposta della Commissione di creare un Fondo culturale UE-ACP quale contributo dell'UE a favore della diffusione dei beni culturali degli ACP e dei paesi e territori d'oltremare (PTOM); ritiene che iniziative analoghe andrebbero adottate anche per i paesi che partecipano alla politica di vicinato.

83.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché all'Unesco e al Consiglio d'Europa.


(1)  GU L 372 del 27.12.2006, pag. 1.

(2)  GU L 201 del 25.7.2006, pag. 15.

(3)  GU C 287 del 29.11.2007, pag. 1.

(4)  GU C 72 E del 21.3.2002, pag. 142.

(5)  GU C 76 E del 25.3.2004, pag. 459.

(6)  GU C 301 E del 13.12.2007, pag. 64.

(7)  Riposta all'interrogazione scritta P-5554/07.


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