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Document 32002D0545

2002/545/CE: Decisione della Commissione, del 5 luglio 2002, relativa all'attuazione di un programma di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini in Italia e all'acquisto di vaccini a tale scopo [notificata con il numero C(2002) 2525]

OJ L 177, 6.7.2002, p. 23–24 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)

In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2002/545/oj

32002D0545

2002/545/CE: Decisione della Commissione, del 5 luglio 2002, relativa all'attuazione di un programma di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini in Italia e all'acquisto di vaccini a tale scopo [notificata con il numero C(2002) 2525]

Gazzetta ufficiale n. L 177 del 06/07/2002 pag. 0023 - 0024


Decisione della Commissione

del 5 luglio 2002

relativa all'attuazione di un programma di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini in Italia e all'acquisto di vaccini a tale scopo

[notificata con il numero C(2002) 2525]

(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

(2002/545/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2000/75/CE del Consiglio, del 20 novembre 2000, che stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini [1], in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,

vista la decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a talune spese nel settore veterinario [2], modificata da ultimo dalla decisione 2001/572/CE [3], in particolare l'articolo 3, paragrafi 3 e 5,

considerando quanto segue:

(1) Nel corso del 2000, in diverse regioni italiane (Sardegna, Sicilia e Calabria) sono stati notificati dei focolai di febbre catarrale degli ovini.

(2) Nel corso del 2001 tale epizoozia è ricomparsa in dette regioni e si è estesa a nord in nuove zone della Toscana e del Lazio.

(3) Le perdite provocate dalla malattia nel corso dei due anni sono valutate a circa 300000 ovini.

(4) Le autorità italiane hanno rinviato la campagna di vaccinazione che doveva essere effettuata nel 2001.

(5) Nel 2002 l'Italia si trova nella situazione di avviare la campagna di vaccinazione in tutte le zone colpite dalla malattia e in quelle confinanti.

(6) La campagna è intesa ad evitare ulteriori decessi di ovini nonché la diffusione della malattia nel resto del territorio comunitario, interrompendo la circolazione del virus nella zona di protezione delimitata attorno ai focolai.

(7) Oltre ai vaccini già forniti dalla Commissione o acquistati direttamente dall'Italia, per la campagna di vaccinazione 2002 occorrono ancora 4200000 dosi di vaccino monovalente 2 e 2300000 dosi di vaccino monovalente 9.

(8) Ad oggi, nessuna industria farmaceutica negli Stati membri produce vaccini contro la febbre catarrale degli ovini e il laboratorio Onderstepoort in Sudafrica è l'unico in grado di produrre questo tipo di vaccino.

(9) Tuttavia, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) di Teramo potrebbe essere presto in grado di produrre, per la prima volta in Europa, un vaccino monovalente del sierotipo 9 che può essere impiegato al posto del vaccino prodotto in Sudafrica.

(10) In virtù dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio [4], le misure veterinarie e fitosanitarie applicate conformemente alla normativa comunitaria sono finanziate nell'ambito della sezione garanzia del Fondo europeo di orientamento e di garanzia agricola. A fini di controllo finanziario, si applicano gli articoli 8 e 9 di detto regolamento.

(11) Il contributo finanziario della Comunità è concesso a condizione che le azioni previste siano realizzate completamente e che le autorità forniscano tutte le informazioni necessarie entro le scadenze stabilite.

(12) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'Italia attuerà e completerà nel corso del 2002 un programma di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini nelle seguenti zone:

- l'intero territorio della Sardegna, della Calabria, della Sicilia e della Basilicata,

- in Campania, l'intera provincia di Salerno ed una striscia di 20 km di larghezza lungo la costa delle provincie di Caserta e di Napoli,

- in Puglia, l'intero territorio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto,

- in Lazio, un'area a forma di cerchio avente un raggio di 20 km attorno alle zone in cui è stata riscontrata la circolazione del virus nelle provincie di Roma e di Viterbo nonché una striscia di 20 km di larghezza lungo la costa delle provincie di Latina e di Frosinone,

- in Toscana, un'area a forma di cerchio avente un raggio di 20 km attorno alle zone in cui è stata riscontrata la circolazione del virus nelle provincie di Grosseto e di Siena nonché una striscia di 20 km di larghezza lungo la costa delle provincie di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno.

Articolo 2

Per l'attuazione del programma di cui all'articolo 1, il contributo finanziario della Comunità coprirà l'acquisto da parte dell'Italia di 4200000 dosi di vaccino monovalente del sierotipo 2 e di 2300000 dosi di vaccino monovalente del sierotipo 9.

Articolo 3

Il costo massimo delle misure di cui all'articolo 2 è fissato a 700000 EUR.

Articolo 4

La Commissione può effettuare controlli sul posto, in collaborazione con le competenti autorità nazionali, per verificare l'effettiva esecuzione del programma.

La Commissione informa gli Stati membri sull'esito di tali controlli.

Articolo 5

Il contributo finanziario della Comunità al programma di cui all'articolo 1 viene concesso a condizione che:

a) lo Stato membro interessato all'attuazione del programma metta in vigore le pertinenti disposizioni legislative, regolamentari e amministrative;

b) entro il 31 luglio 2002, venga trasmessa una relazione finale sull'esecuzione tecnica del programma, unitamente a documenti giustificativi per quanto riguarda le spese sostenute e i risultati conseguiti;

c) il programma venga attuato completamente e sia rispettata la normativa veterinaria della Comunità.

Articolo 6

La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 5 luglio 2002.

Per la Commissione

David Byrne

Membro della Commissione

[1] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 74.

[2] GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19.

[3] GU L 203 del 28.7.2001, pag. 16.

[4] GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103.

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