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Document 52023XC0927(02)

Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione 2023/C 340/11

PUB/2023/1059

OJ C 340, 27.9.2023, p. 96–100 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

27.9.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 340/96


Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione

(2023/C 340/11)

La presente comunicazione è pubblicata conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione (1) .

COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA

«Île de Beauté»

PGI-FR-A1166-AM01

Data della comunicazione: 20.7.2023

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

Tipo di vitigni

Il capitolo I del disciplinare è modificato al punto 5 «Vitigni» per includere 5 vitigni antichi e autoctoni tra i vitigni IGP:

bianchi: brustianu B, cualtacciu B, rossula bianca B e uva biancona B;

rossi: vintaghju N.

Questi antichi vitigni presenti nella zona IGP rafforzano l'identità dei vini corsi e il legame con l'origine geografica dei vini IGP «Île de Beauté».

Oltre a preservare l'espansione delle risorse genetiche, lo sviluppo di questi vitigni autoctoni nella regione consente un migliore adattamento ai cambiamenti climatici, con varietà a maturazione più tardiva e maggiore acidità.

Le cinque varietà sono state aggiunte all'elenco delle varietà di uve da vino nel documento unico.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome del prodotto

Île de Beauté

2.   Tipo di indicazione geografica

IGP - Indicazione geografica protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

1.

Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

Caratteristiche organolettiche e analitiche

Descrizione testuale concisa

L'indicazione geografica protetta «Île de Beauté» è riservata ai vini fermi rossi, rosati e bianchi.

La percentuale di vini rosati è in crescita e rappresenta oggi circa il 50 % della produzione. La gamma di aromi e di sfumature dei rosati è ampia, anche se prevale una tendenza agli aromi forti e ai colori tenui.

I vini rossi (un terzo della produzione) sono prodotti principalmente con le varietà locali nielluccio N e sciaccarello N, combinate principalmente con le seguenti varietà: merlot N, cabernet-sauvignon N, grenache N, pinot nero N e syrah N. Il loro colore è generalmente abbastanza intenso. Al naso combinano note fruttate con sentori di liquirizia e cuoio; al palato sono setosi e persistenti.

I vini bianchi sono prodotti in particolare con il vitigno vermentino B, che spesso conferisce loro note floreali. Vengono utilizzati anche altri vitigni, come lo Chardonnay B, che presenta note più fruttate, persino mielate, e lo Chenin Blanc, più deciso e diretto.

I criteri analitici, oltre al titolo alcolometrico effettivo minimo, seguono i limiti stabiliti dalla normativa europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

9

Acidità totale minima

 

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

 

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

5.   Pratiche di vinificazione

5.1.   Pratiche enologiche specifiche

Pratica enologica specifica

I vini seguono le pratiche enologiche previste dalla normativa europea.

5.2.   Rese massime

120 ettolitri per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

La vendemmia, la vinificazione e la produzione dei vini che beneficiano dell'indicazione geografica protetta «Île de Beauté» hanno luogo nei dipartimenti di Haute-Corse e Corse-du-Sud.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

Aléatico N

Barbaroux Rs

Biancu Gentile B

Brustianu

Cabernet franc N

Cabernet-Sauvignon N

Carcajolo N

Carcajolo blanc B

Carignan N

Carignan blanc B

Chardonnay B

Chenin B

Cinsaut N - Cinsault

Codivarta B

Cualtacciu

Genovèse B

Grenache N

Grenache blanc B

Grenache gris G

Marsanne B

Merlot N

Morrastel N - Minustellu, Graciano

Mourvèdre N - Monastrell

Muresconu N - Morescono

Muscat d'Alexandrie B - Muscat, Moscato

Muscat à petits grains blancs B - Muscat, Moscato

Muscat à petits grains rouges Rg - Muscat, Moscato

Nielluccio N - Nielluciu

Pagadebiti B

Pinot gris G

Pinot noir N

Riminèse B

Rossula bianca

Roussanne B

Sauvignon B - Sauvignon blanc

Sauvignon gris G - Fié gris

Sciaccarello N

Syrah N - Shiraz

Tempranillo N

Ugni blanc B

Uva biancona

Vermentino B - Rolle

Vintaghju

Viognier B

8.   Descrizione del legame/dei legami

8.1.   Specificità della zona geografica e specificità dei prodotti

L'area geografica coperta dall'indicazione geografica protetta «Île de Beauté» comprende tutti i comuni dei dipartimenti di Haute-Corse e Corse-du-Sud.

Tuttavia, la maggior parte della produzione proviene dalla zona che si estende da Bastia a Solenzara, lungo la costa orientale, che è la più grande area vinicola dell'isola.

I vigneti sono soprattutto costieri, con quasi tutto il perimetro dell'isola coltivato a vite. Questa organizzazione marittima della produzione conferisce alla viticoltura corsa un forte senso di unità.

Seconda caratteristica paesaggistica di rilievo: i vigneti si estendono su pianori e, più in generale, su zone in leggera pendenza, anche se non sono rare le piantagioni su pendii e terrazze.

I terreni su cui cresce la vite sono di 4 tipi: granito arenario, scisto, argilla-calcare e terreni alluvionali. La permeabilità del suolo, essenziale sulla terraferma per evitare il ristagno idrico, non è altrettanto importante in Corsica, dove il clima è più secco. Al contrario, è auspicabile trattenere la poca umidità.

Il clima è quello delle frange costiere del clima mediterraneo, con temperature elevate e precipitazioni moderate (mediamente 600-700 mm/anno).

Benché vi sia il rischio di gelate tardive, queste sono limitate ad alcune piccole aree nei bacini o alla base dei pendii.

La siccità estiva provoca uno stress idrico moderato che permette di sviluppare gli zuccheri delle uve su terreni con sufficienti riserve idriche per le viti.

Anche i venti sono determinanti nelle sfumature regionali del clima della Corsica. I venti «locali», che corrispondono alle brezze di mare e di terra o alle brezze di montagna e di valle (venti termici con un effetto Venturi più o meno pronunciato), conferiscono un'identità specifica ad alcune zone viticole dell'isola. I venti «regionali» non sono meno importanti nel caratterizzare l'impatto del clima sullo sviluppo della viticoltura corsa: la tramontana, forte vento del nord, il maestrale, vento di nord-ovest, il libeccio, vento di sud-ovest, lo scirocco, che soffia da sud-est e il Grecale, forte vento di pioggia del versante orientale, che soffia da nord-est.

L'insieme di questi fattori crea un ambiente particolarmente favorevole alla crescita della vite.

La storia della vite è legata a quella del Mediterraneo. La Corsica, per ragioni geografiche e agronomiche, vi è intimamente associata. Gli albori della viticoltura corsa sono attribuiti ai Greci: l'isola entra nella civiltà del vino già nel VI secolo a.C. Nel 600 a.C., i Focesi costruirono l'avamposto commerciale di Alalia sulla costa orientale della Corsica. L'insediamento di Alalia, come quello di altri avamposti commerciali in Gallia, vide l'arrivo della vite come coltura coloniale accanto all'olivo.

Per tutto il periodo della Pax Romana, la viticoltura beneficiò delle conoscenze agronomiche dei Romani per quanto riguarda i metodi di coltivazione e la produzione del vino. Il vino era consumato da tutte le classi, dagli schiavi ai nobili, ai braccianti, fino ai servitori domestici.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, la Corsica fu interessata da successive invasioni fino all'XI secolo. La Corsica fu amministrata da Pisa fino al 1285: il ruolo della Chiesa romana diede impulso alla viticoltura e contribuì a farne nuovamente una fonte di commercio. Il periodo genovese che seguì un secolo dopo rafforzò il commercio con l'Italia.

La seconda metà del XX secolo fu segnata dall'arrivo di circa 17 000 rimpatriati dal Nord Africa. Questo, unito a risorse finanziarie e a una legislazione favorevole, diede un vero e proprio impulso alla «nuova viticoltura». I produttori applicarono tecniche viticole ed enologiche di massa, impiantando vigneti meccanizzati per produrre ciò che avevano sperimentato: un vino medicinale per il continente. Lo sviluppo dei vigneti iniziò nel 1960, accelerò tra il 1964 e il 1969 e raggiunse l'apice nel 1976. Negli anni '80 seguì una serie di estirpazioni senza precedenti.

Da allora, la comunità viticola è riuscita a ricostruirsi su nuove basi, recuperando i terreni viticoli buoni e investendo per migliorare la qualità della produzione, selezionando varietà di uve locali, sperimentando viticoltura ed enologia e ristrutturando i vigneti, gettando così solide basi per il futuro.

Nel gennaio del 1982 il vino tipico dell'Île de Beauté è stato riconosciuto per decreto.

Nel 2008, i vini con l'indicazione geografica protetta «Île de Beauté» rappresentavano il 60 % della produzione vinicola della Corsica. Frutto di 3 150 ettari di vigneto, i 190 000 ettolitri in questione sono prodotti da 5 cantine cooperative, una SICA e 36 cantine private.

8.2.   Legame causale tra specificità della zona geografica e specificità del prodotto

La Corsica è una montagna immersa nel cuore del Mediterraneo, un'isola baciata dal sole dove il clima, i rilievi, il suolo e la storia della comunità vitivinicola si combinano per formare una zona viticola senza pari.

La Corsica conferisce ai vitigni e ai vini tutta la forza e la specificità della propria identità insulare; le capacità di assemblaggio e di vinificazione separata, che mettono in risalto particolari varietà di uve, conferiscono ai vini un'innegabile e riconosciuta identità insulare. Questa identità è rafforzata dal fatto che le varietà piantate privilegiano i vitigni storici dell'isola. I vini hanno un'identità specifica, rafforzata dai vitigni autoctoni come lo sciaccarello N, il nielluccio N e il vermentino B.

La vite è una delle espressioni più durature dell'identità dell'isola, grazie, naturalmente, agli sforzi dei viticoltori, ma anche a una combinazione di fattori naturali:

il suolo: la diversità geologica ha creato le basi per la diversità delle attitudini e quindi della produzione, in quanto la povertà dei terreni (granito, scisto) favorisce la coltura qualitativa della vite;

la topografia, che ha permesso di coltivare su terrazze tagliate, riempite e murate a mano dall'uomo nel corso dei secoli, creando veri e propri paesaggi viticoli;

il clima: l'influenza marittima limita gli effetti dell'eccessiva calura estiva e modera i rigori dell'inverno, le temperature favoriscono una crescita ottimale delle uve, le precipitazioni moderate sono generalmente sufficienti a una viticoltura di qualità e anche il regime dei venti svolge un ruolo importante, proteggendo in parte le viti dalle malattie fungine, soprattutto in primavera, mentre in estate la brezza marina mantiene una certa umidità, necessaria al corretto svolgimento della fotosintesi durante la stagione calda.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Quadro normativo

nella legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore

disposizioni supplementari in materia di etichettatura.

Descrizione della condizione

Il logo IGP dell'Unione europea è riportato in etichetta quando la dicitura «Indicazione geografica protetta» è sostituita dalla menzione tradizionale «Vin de pays».

Link al disciplinare del prodotto

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-7deb9d98-f486-4253-b5db-292b018bf5f6


(1)   GU L 9 dell’11.1.2019, pag. 2.


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