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Document 22023P0629(01)

Risoluzione sulla promozione della governance nelle istituzioni pubbliche sulla base del dialogo politico e della cooperazione istituzionale, al fine di accrescere l'efficienza e la capacità amministrativa

GU C 229 del 29.6.2023, p. 1–7 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

29.6.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 229/1


Risoluzione sulla promozione della governance nelle istituzioni pubbliche sulla base del dialogo politico e della cooperazione istituzionale, al fine di accrescere l'efficienza e la capacità amministrativa

(2023/C 229/01)

L'ASSEMBLEA PARLAMENTARE EURONEST,

viste le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 68/262, 71/205, 72/190, 73/263, 74/168, 75/192, 76/179, 73/194, 74/17, 75/29 e 76/70, e le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ES-11/1, del 2 marzo 2022, dal titolo «Aggressione contro l'Ucraina»; ES-11/2, del 24 marzo 2022, dal titolo «Conseguenze umanitarie dell'aggressione contro l'Ucraina»; ed ES-11/4, del 12 ottobre 2022, dal titolo «L'integrità territoriale dell'Ucraina: difendere i principi della Carta delle Nazioni Unite»,

vista la riunione del 12 dicembre 2022 dei ministri degli Esteri dell'UE e dei paesi del partenariato orientale;

vista la raccomandazione del Parlamento europeo del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento (1),

vista la decisione del Consiglio europeo, del 23 giugno 2022, di concedere lo status di paese candidato UE all'Ucraina e alla Repubblica di Moldova e di riconoscere la prospettiva europea della Georgia,

viste le conclusioni del Consiglio «Affari generali», del 13 dicembre 2022, su allargamento e processo di stabilizzazione e di associazione, in cui si riafferma che il futuro della Georgia, della Repubblica di Moldova e dell'Ucraina e dei loro cittadini è nell'Unione europea,

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 14 giugno 2018 sui territori georgiani occupati a 10 anni dall'invasione russa (2),

viste la dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale tenutosi il 15 dicembre 2021 a Bruxelles, nonché le dichiarazioni dei vertici precedenti del partenariato orientale,

visti il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 2 luglio 2021, dal titolo «Recovery, resilience and reform: post 2020 Eastern Partnership priorities» (Ripresa, resilienza e riforma: priorità del partenariato orientale post-2020) (SWD(2021)0186), la comunicazione congiunta del 18 marzo 2020 intitolata «La politica del partenariato orientale dopo il 2020 — Rafforzare la resilienza — Un partenariato orientale vantaggioso per tutti» (JOIN(2020)0007), e il relativo documento di lavoro congiunto, del 9 giugno 2017, dal titolo «Eastern Partnership — 20 Deliverables for 2020: Focusing on key priorities and tangible results» (Partenariato orientale — 20 risultati per il 2020 — Concentrarsi sulle priorità chiave e sui risultati tangibili) (SWD(2017)0300),

vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare Euronest del 16 aprile 2021 sul rafforzamento dei processi democratici: il ruolo svolto da partiti politici, società civile, un ambiente elettorale equo e media liberi e pluralistici (3),

vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare Euronest del 9 dicembre 2019 sul controllo parlamentare quale strumento per rafforzare la democrazia, la rendicontabilità e l'efficacia delle istituzioni statali dei paesi del partenariato orientale (4),

vista la raccomandazione del Parlamento europeo del 19 giugno 2020 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul partenariato orientale, in vista del vertice di giugno 2020 (5),

viste le conclusioni del Consiglio, dell'11 maggio 2020, relative alla politica del partenariato orientale dopo il 2020,

visti l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra (6), l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra (7), e l'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra (8),

visto l'accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra (9) (CEPA),

visti l'accordo di partenariato e cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Azerbaigian, dall'altro (10), e i negoziati in corso su un accordo rafforzato,

visti i 12 principi di buona governance democratica, quali sanciti nella strategia sull'innovazione e la buona governance a livello locale, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa nel marzo 2008,

viste le dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo del 14 dicembre 2021, del 6 aprile 2022 e del 23 maggio 2022, la dichiarazione del presidente del Consiglio europeo e del presidente della Francia del 4 febbraio 2022, e la dichiarazione a seguito della riunione quadrilaterale tra il presidente dell'Azerbaigian, il primo ministro dell'Armenia, il presidente della Francia e il presidente del Consiglio europeo del 6 ottobre 2022,

A.

considerando che la buona governance democratica a tutti i livelli è fondamentale per un effettivo progresso economico e sociale e per creare società eque, stabili e prospere; che le carenze in termini di governance, oltre a ostacolare la prosperità, possono anche compromettere seriamente la resilienza e la sicurezza di un paese;

B.

considerando che la situazione in materia di governance è diversa in ogni paese del partenariato orientale (PO), ma che potrebbero essere conseguiti miglioramenti significativi in ciascuno di essi, in particolare attuando riforme nella pubblica amministrazione e nel settore giudiziario, introducendo politiche più efficienti volte a contrastare la corruzione e potenziando la trasparenza e la responsabilità democratica;

C.

considerando che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina ha creato un nuovo scenario geopolitico e ha cambiato la dimensione del PO in termini di sicurezza;

D.

considerando che la guerra di invasione della Russia contro l'Ucraina ha indotto tre paesi con accordi di associazione con l'UE — l'Ucraina, la Georgia e la Moldova — a presentare una domanda di adesione all'Unione europea; che il 17 giugno 2022 la Commissione ha pubblicato i suoi pareri sulle domande di adesione di tali paesi, raccomandando al Consiglio di offrire a tutti e tre i paesi la prospettiva di diventare membri dell'Unione europea e, in particolare, di concedere lo status di paese candidato all'Ucraina e alla Repubblica di Moldova, nonché alla Georgia una volta che tale paese avrà affrontato le priorità specificate nel parere della Commissione;

E.

considerando che, il 23 giugno 2022, il Consiglio europeo ha concesso lo status di paese candidato all'Ucraina e alla Repubblica di Moldova e ha riconosciuto la prospettiva europea della Georgia, ribadendo nel contempo la disponibilità a concedere a quest'ultima lo status di paese candidato una volta che avrà affrontato le priorità specificate nel parere formulato dalla Commissione sulla domanda di adesione della Georgia;

F.

considerando che il processo di adesione dell'Ucraina, della Moldova e della Georgia modificherà, per definizione, il carattere e il ruolo funzionale della politica di vicinato orientale e influirà in misura significativa sulla necessaria ristrutturazione politica e istituzionale delle politiche che rientrano nella politica di vicinato orientale;

G.

considerando che, in base al processo di adesione meritocratico, tali paesi sono tenuti a intraprendere riforme sostanziali al fine di soddisfare i criteri di Copenaghen, in particolare in materia di Stato di diritto, norme democratiche, diritti e libertà fondamentali, e diritti delle minoranze;

H.

considerando che la pandemia di COVID-19 ha provocato ulteriori sfide, esacerbando determinate carenze sistemiche, pur fornendo al tempo stesso un impulso al cambiamento;

I.

considerando che nella raccomandazione del 23 novembre 2022 concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento, il Parlamento europeo raccomanda di fissare scadenze chiare per la conclusione dei negoziati con i paesi candidati all'adesione al più tardi entro la fine dell'attuale decennio;

J.

considerando che, nelle sue conclusioni del 13 dicembre 2022 su allargamento e processo di stabilizzazione e di associazione, il Consiglio ha ricordato che la Commissione era stata invitata a riferire in merito al soddisfacimento delle condizioni specificate nei pareri della Commissione sulle rispettive domande di adesione nell'ambito del suo pacchetto periodico sull'allargamento nel 2023, e che, fatta salva tale relazione periodica globale, ha preso atto dell'intenzione della Commissione di fornire un aggiornamento nella primavera del 2023;

K.

considerando che la trasformazione digitale offre numerose opportunità per migliorare la governance e la partecipazione democratica;

L.

considerando che l'UE e gli Stati membri si sono impegnati in un dialogo politico e in una cooperazione istituzionale con i paesi del PO, fornendo loro sostegno e assistenza tecnica, al fine di creare capacità e di aiutarli ad attuare le riforme necessarie; che tale sostegno continua a essere importante per il futuro ed è strettamente correlato all'impegno dei paesi del PO a favore dei valori fondamentali dell'UE quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali;

M.

considerando che la Federazione russa continua a violare palesemente la sovranità e l'integrità territoriale della Georgia, pregiudicandone la sicurezza, la situazione umanitaria e relativa ai diritti umani, e intaccando i principi fondamentali e le norme del diritto internazionale nelle regioni occupate della Georgia;

N.

considerando che un contesto di pace e stabilità è determinante per mantenere una governance democratica efficace; che un maggiore impegno da parte dell'UE a favore della risoluzione dei conflitti e del consolidamento della pace nella regione del PO è fortemente auspicabile e raccomandato;

1.

riconosce che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina ha creato un nuovo scenario geopolitico e un contesto sempre più complesso in termini di sicurezza, intaccando la stabilità e la governance dei paesi del PO; osserva che l'esercito russo ha dato inizio a un brutale attacco contro il popolo dell'Ucraina senza alcuna provocazione, senza giustificazione e senza necessità, e rileva che tali azioni aggressive pregiudicano la sicurezza e compromettono la stabilità dell'interna regione del PO; prende atto del fatto che tale minaccia per la sicurezza costituisce un pericolo senza precedenti per il successo dell'ulteriore sviluppo dell'iniziativa del PO;

2.

condanna, con la massima fermezza, la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, ingiustificabile e non motivata, l'occupazione illegale del territorio ucraino da parte della Russia e il coinvolgimento di quest'ultima in azioni militari e a livello di guerra cibernetica nella regione del PO; ribadisce l'impegno dell'UE e sottolinea il suo incontrovertibile sostegno a favore della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'indipendenza politica dei paesi del PO all'interno dei loro confini riconosciuti a livello internazionale, nonché degli sforzi di tali paesi per la piena applicazione di tali principi;

3.

condanna fermamente gli attacchi missilistici della Russia contro le infrastrutture critiche dell'Ucraina, che hanno provocato sofferenza e distruzione enormi e non possono pertanto essere tollerati;

4.

sottolinea che la bussola strategica dell'UE, approvata nel marzo 2022 con l'obiettivo di rafforzare la politica di sicurezza e di difesa dell'UE entro il 2030, dovrebbe essere estesa alla regione del PO; pone in evidenza che è opportuno attuare ulteriori partenariati bilaterali su misura con paesi che condividono gli stessi principi e con partner strategici, tra l'altro rafforzando il dialogo e la cooperazione, promuovendo la partecipazione nelle missioni e nelle operazioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune, e sostenendo la creazione di capacità;

5.

invita la Federazione russa ad adempiere ai propri obblighi internazionali ai sensi dell'accordo di cessate il fuoco mediato dall'UE del 12 agosto 2008, a ritirare tutte le sue forze militari e il personale addetto alla sicurezza dai territori occupati della Georgia e a consentire alla missione di vigilanza dell'UE un accesso senza restrizioni all'intero territorio della Georgia, conformemente al suo mandato;

6.

accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo, del 23 giugno 2022, di concedere lo status di paese candidato UE all'Ucraina e alla Repubblica di Moldova e di riconoscere la prospettiva europea della Georgia; rammenta che l'allargamento è un processo di tipo meritocratico e che i tre paesi in questione saranno valutati sulla base dei loro progressi in termini di soddisfacimento dei criteri di Copenaghen, chiedendo alle rispettive autorità di attuare riforme sostanziali a tal fine, in particolare in materia di Stato di diritto, norme democratiche, diritti e libertà fondamentali e diritti delle minoranze; plaude, in tale contesto, alle azioni efficaci e immediate intraprese da tali paesi per affrontare le rispettive priorità; si compiace di questo rinnovato slancio a favore delle riforme nel settore della governance; sottolinea che la politica di allargamento, quale investimento geostrategico dell'UE, continua a essere una forte ancora per la pace, la democrazia, la prosperità, la sicurezza e la stabilità in Europa; pone in evidenza che la risoluzione pacifica, sulla base del diritto internazionale e delle relazioni di buon vicinato, dei conflitti in corso o non risolti nella regione in questione è fondamentale per creare e rafforzare democrazie resilienti e sostenibili nei paesi del PO; ricorda che la pace e la sicurezza richiedono istituzioni forti, oneste e pubblicamente responsabili, buon governo e rispetto dello Stato di diritto; incoraggia vivamente i paesi del PO a continuare a impegnarsi a favore delle riforme pertinenti, in quanto solo la resilienza interna fondata su istituzioni forti e democratiche consentirà loro di sviluppare la necessaria resistenza alle minacce esterne;

7.

esorta le istituzioni dell'UE e i governi dei paesi del PO a plasmare il processo di adesione, sin dall'inizio, in modo tale da assicurare che esso sia trasparente e inclusivo per tutti i cittadini dei paesi del PO candidati all'adesione all'UE, garantendo loro il diritto di partecipare al processo parlamentare e ai processi decisionali partecipativi;

8.

ribadisce il ruolo centrale svolto dall'organo legislativo nei sistemi statali; chiede che parlamenti forti ed efficienti continuino a rappresentare il fondamento della democrazia e dello Stato di diritto; insiste sul fatto che i poteri di controllo dei parlamenti devono essere rafforzati e che l'autorità di questi ultimi, nonché la facoltà dei loro membri di esercitare il proprio mandato, non devono essere limitate;

9.

plaude al fatto che uno dei pilastri della nuova agenda per il PO, quale approvata in occasione del vertice del partenariato orientale tenutosi nel dicembre 2021, pone un marcato accento sulla buona governance, lo Stato di diritto, la sicurezza e le società resilienti, su cui si basa l'altro pilastro dell'agenda, focalizzato sugli investimenti; sottolinea che istituzioni efficienti e responsabili sono un presupposto fondamentale per l'utilizzo efficace del sostegno finanziario al fine di affrontare tutte le altre priorità;

10.

esorta i paesi del PO a proseguire fermamente sul percorso delle riforme per migliorare la governance democratica e lo Stato di diritto; sottolinea l'importanza di un sostegno costante da parte dell'UE a favore delle riforme volte a migliorare la governance e lo Stato di diritto nei paesi del PO, in particolare nel contesto dell'attuazione degli accordi di associazione e del CEPA, e incoraggia la continua applicazione del principio «più progressi, più aiuti», al fine di stimolare il progresso nell'ambito delle riforme;

11.

sottolinea l'importanza di un dialogo politico costruttivo e di rapporti di collaborazione proficui tra i partiti politici nazionali, e insiste sul fatto che le differenze esistenti devono essere superate al fine di perseguire le riforme democratiche, in particolare nei paesi partner che mirano all'adesione all'UE;

12.

accoglie con favore il contributo positivo apportato da una serie di iniziative e strumenti che forniscono assistenza tecnica e sostengono la creazione di capacità quali il programma congiunto dell'UE e del Consiglio d'Europa «Partenariato per la buona governance» e, in particolare, strumenti volti al consolidamento di istituzioni quali il programma di gemellaggio «Twinning», il programma di assistenza tecnica e scambio di informazioni, e l'iniziativa di supporto per il miglioramento della governabilità e della gestione, tutti strumenti che forniscono un supporto mirato alle pubbliche amministrazioni nei paesi partner; sostiene il proseguimento di tali iniziative e strumenti; rileva che la facilitazione della condivisione di esperienze e migliori pratiche è importante per il processo della transizione democratica;

13.

rammenta che la colonna portante della buona governance è costituita da un sistema giudiziario indipendente, che è fondamentale per salvaguardare i diritti dei cittadini indipendentemente dalla loro nazionalità, dal genere e dalla religione, per sostenere lo Stato di diritto e una forma democratica di governo e per assicurare un contesto imprenditoriale funzionante, che è essenziale per lo sviluppo economico; esprime preoccupazione in merito alla lentezza dei progressi e alle tendenze negative in tale ambito e sottolinea, in particolare, la necessità di garantire che tutte le nomine, le promozioni e i licenziamenti nella magistratura avvengano esclusivamente in base a criteri meritocratici e in linea con le norme internazionali, senza alcuna interferenza politica; ricorda, inoltre, la necessità di garantire l'indipendenza e l'autonomia dei pubblici ministeri, che devono essere in grado di operare senza subire pressioni politiche; incoraggia l'Ucraina, la Moldova e la Georgia ad adoperarsi con determinazione al fine di realizzare quanto specificato nelle raccomandazioni sulla riforma giudiziaria formulate nei pareri della Commissione;

14.

osserva che la polarizzazione continua a definire il contesto politico in diversi paesi del PO ed esorta tutti i portatori di interessi politici a unirsi intorno all'obiettivo principale di operare riforme ambiziose a livello democratico, giudiziario e in materia di lotta contro la corruzione;

15.

si compiace della determinazione delle autorità della Repubblica di Moldova ad affrontare le priorità individuate nel parere della Commissione e le incoraggia a continuare ad adoperarsi a favore del consolidamento dell'indipendenza e dell'integrità del settore giudiziario; rileva che il sostegno costante da parte delle istituzioni dell'UE a favore della riforma del potere giudiziario è fondamentale per tutti i paesi del PO;

16.

insiste sul fatto che la lotta contro la corruzione e l'appropriazione dello Stato deve diventare prioritaria, tra l'altro applicando in maniera più efficace la normativa anticorruzione, ponendo fine all'impunità e riducendo il margine di manovra per la corruzione attraverso una maggiore trasparenza su questioni quali gli appalti pubblici e la titolarità effettiva; plaude al lancio del programma «EU for Integrity» e alla creazione dei sistemi elettronici di dichiarazione patrimoniale in Armenia, Georgia, Moldova e Ucraina; accoglie con favore l'istituzione di organi specializzati anticorruzione, in particolare l'Alta Corte anticorruzione in Ucraina, l'ufficio indipendente anticorruzione in Georgia e il sistema di istituzioni anticorruzione in Armenia; elogia le azioni intraprese dalle autorità georgiane per contrastare la corruzione e osserva che la Georgia si classifica al 45o posto nell'indice di percezione della corruzione, su una lista costituita da 180 paesi;

17.

plaude all'iniziativa positiva intrapresa dalla Georgia di istituire un nuovo ufficio indipendente anticorruzione, responsabile dinanzi al parlamento georgiano e al consiglio interagenzia preposto alla lotta contro la corruzione, e rileva che il compito principale dell'ufficio anticorruzione consisterà nel promuovere la lotta contro la corruzione e di prevenire quest'ultima;

18.

accoglie con favore l'adozione nella Repubblica di Moldova di una legge che consente la creazione di un meccanismo per il procedimento penale, il processo e la condanna in contumacia di persone che eludono l'azione penale, poiché ciò renderà possibile la formulazione di sentenze giudiziali definitive in una serie di casi di rilievo correlati a corruzione, riciclaggio di denaro e altri reati gravi; incoraggia le autorità a migliorare il quadro giuridico relativo alle persone segnalanti e ad accelerare il loro operato per dimostrare progressi e una solida esperienza in termini di potenziamento della lotta contro la corruzione; osserva che, negli ultimi anni, la Georgia ha realizzato miglioramenti significativi riguardo al proprio sistema di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e ha dimostrato un forte impegno politico nel contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo;

19.

esprime viva preoccupazione per il fatto che la corruzione e l'appropriazione dello Stato da parte di élite e oligarchi, oltre che ostacolare lo sviluppo economico e sociale, possono anche rappresentare canali di interferenza esterna attraverso cui si perseguono obiettivi geopolitici contrari alla volontà democratica e agli interessi dei cittadini; sottolinea l'importanza di arginare l'influenza degli oligarchi e delle reti clientelari; incoraggia l'Ucraina, la Moldova e la Georgia a lavorare con determinazione per realizzare quanto specificato nelle raccomandazioni in materia di «deoligarchizzazione» formulate nei pareri della Commissione; riconosce il fatto che si tratta di un processo impegnativo a causa della necessità di individuare strumenti giuridici adeguati per fronteggiare con efficacia gli interessi acquisiti e l'influenza degli oligarchi; incoraggia tuttavia i paesi del PO ad attribuire priorità a tale questione, che è di fondamentale importanza per i cittadini;

20.

insiste sul fatto che un'autentica società civile è fondamentale per garantire un adeguato controllo pubblico del processo decisionale e promuovere l'accettabilità delle riforme da parte della società; chiede un maggiore sostegno a favore delle organizzazioni della società civile e dei media indipendenti, anche attraverso finanziamenti sostenibili, e spinge affinché venga eliminata ogni restrizione alle loro attività, compresa la possibilità di richiedere finanziamenti esteri e di riceverli; esprime preoccupazione per gli attacchi rivolti alle voci critiche nei media e per le cause giudiziarie di matrice politica contro dirigenti dei mezzi di comunicazione; pone in evidenza il ruolo essenziale svolto dai media indipendenti in ogni società democratica ed esorta i paesi del PO a intensificare i loro sforzi per salvaguardare il pluralismo e l'indipendenza dei mezzi di informazione, anche garantendo la trasparenza della proprietà nel relativo mercato; sottolinea l'importanza fondamentale di preservare la libertà di stampa e di parola, che costituiscono il pilastro dei valori dell'Unione europea nonché un presupposto per l'ulteriore integrazione europea; esorta tutti gli Stati dell'UE e del PO a snellire la regolamentazione statale in materia di mezzi di informazione e ad astenersi dall'interferire nelle redazioni dei media pubblici o indipendenti; sottolinea, al tempo stesso, che l'aggressione russa in corso è di natura ibrida e utilizza i valori democratici, quali la libertà dei media, per osteggiare la democrazia e diffondere propaganda contenente informazioni false, e sottolinea che le politiche di sicurezza delle informazioni dell'UE e dei paesi del PO dovrebbero tenere conto di tale aspetto nell'elaborare strategie in materia di sicurezza;

21.

ribadisce che indire elezioni libere ed eque, sulla base di principi democratici, crea le condizioni principali per un efficace buon governo; ribadisce la necessità di garantire che i processi elettorali siano pienamente conformi alle norme internazionali, alle raccomandazioni dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e ai pareri formulati dalla Commissione di Venezia, in particolare per quanto riguarda l'adozione di modifiche legislative concernenti le leggi elettorali e il finanziamento dei partiti; accoglie con favore, a tale riguardo, l'adozione, grazie a un sostegno multipartitico, delle modifiche alla legge elettorale della Georgia concernenti il voto elettronico e il finanziamento dei partiti, in conformità alle raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR e della Commissione di Venezia;

22.

incoraggia ulteriori riforme della pubblica amministrazione volte a garantire un'amministrazione pubblica responsabile, trasparente ed efficiente a tutti i livelli, in particolare nell'ambito della gestione delle finanze pubbliche; sottolinea il ruolo delle competenze nel settore pubblico dell'UE, fornite attraverso lo scambio di conoscenze tra pari e partenariati istituzionali, nell'ambito dello sviluppo di capacità nel settore pubblico; si compiace dell'intenzione di istituire un'accademia del partenariato orientale per la pubblica amministrazione, come stabilito nella dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale del 15 dicembre 2021, e chiede che tale accademia diventi rapidamente operativa;

23.

sottolinea i benefici di vasta portata della digitalizzazione in termini di potenziamento della buona governance, della trasparenza e della lotta contro la corruzione; osserva che le tecnologie digitali possono facilitare in misura significativa la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e al loro controllo; sostiene la nuova agenda del PO incentrata sulla promozione della trasformazione digitale e, in particolare, sulla pubblica amministrazione elettronica;

24.

deplora la decisione delle autorità bielorusse di sospendere la loro partecipazione al PO; attende con impazienza di riprendere la cooperazione con la Bielorussia non appena vi saranno le condizioni necessarie per una transizione democratica pacifica, al fine di sviluppare un'agenda comune basata su valori comuni e interessi condivisi; prosegue il suo impegno e sostegno a favore dei cittadini, della società civile e dei media indipendenti della Bielorussia;

25.

fa appello a tutte le famiglie politiche europee affinché forniscano supporto ai partiti affiliati in seno all'opposizione bielorussa, perché possano rimanere entità efficienti alla luce della modifica apportata alla legge sui partiti politici in Bielorussia dal regime non riconosciuto di Lukashenko, e le esorta a mantenere una cooperazione attiva con suddetti partiti, indipendentemente dal fatto che siano registrati o meno;

26.

evidenzia la necessità della non discriminazione nei confronti dei gruppi vulnerabili, compresi i gruppi minoritari, le persone LGBTIQ+ e le persone con disabilità, e della parità di genere, al fine di migliorare la rappresentanza di diversi gruppi e delle relative condizioni socioeconomiche, promuovendo in tal modo società stabili e più eque e la buona governance;

27.

plaude al fatto che l'Armenia e l'Azerbaigian hanno ribadito il loro impegno ad adoperarsi a favore di un trattato di pace e hanno riaffermato il loro impegno a favore della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione di Alma-Ata del 1991, con cui riconoscono l'integrità territoriale e la sovranità reciproche, e hanno confermato che ciò costituirà la base per l'attività delle commissioni preposte alla delimitazione delle frontiere; accoglie con favore l'attuazione efficace della missione di vigilanza civile dell'UE in Armenia lungo il confine con l'Azerbaigian; plaude alla creazione di una missione civile dell'UE in Armenia, il cui obiettivo finale consiste nel contribuire alla pace sostenibile nella regione, riducendo il numero di incidenti nelle zone di frontiera colpite da conflitti, nel ridurre il livello di rischio per la popolazione che vive in tali zone e, in tal modo, nel contribuire alla normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian; si associa al presidente del Consiglio europeo che ha affermato che garantire il distanziamento opportuno delle forze è fondamentale per prevenire incidenti; plaude all'accordo sulla necessità di procedere con lo sblocco dei collegamenti di trasporto nella regione, senza rivendicazioni territoriali;

28.

invoca una risoluzione completa e rapida di tutte le questioni umanitarie in sospeso, tra cui il rilascio di prigionieri armeni, chiarimenti specifici su quanto accaduto a tutte le persone scomparse o vittime di sparizioni forzate durante il conflitto del Nagorno-Karabakh, e l'attuazione della missione dell'UNESCO volta a proteggere il patrimonio culturale della regione; plaude al supporto fornito dall'UE agli sforzi di sminamento umanitario; sottolinea che i diritti e la sicurezza degli armeni nel Nagorno-Karabakh devono essere affrontati al fine di garantire una pace duratura nella regione;

29.

incarica i suoi copresidenti di trasmettere la presente risoluzione al Parlamento europeo, al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al commissario per il Vicinato e l'allargamento e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE e dei paesi del partenariato orientale.

(1)  Testi approvati, P9_TA(2022)0406.

(2)  GU C 28 del 27.1.2020, pag. 97.

(3)  GU C 361 dell'8.9.2021, pag. 1.

(4)  GU C 134 del 24.4.2020, pag. 1.

(5)  GU C 362 dell'8.9.2021, pag. 114.

(6)  GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4.

(7)  GU L 260 del 30.8.2014, pag. 4.

(8)  GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3.

(9)  GU L 23 del 26.1.2018, pag. 4.

(10)  GU L 246 del 17.9.1999, pag. 3.


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