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Document 52021XR3726

Risoluzione del Comitato europeo delle regioni sulla COP26 e le alleanze mondiali e locali per l'azione per il clima

COR 2021/03726

GU C 61 del 4.2.2022, p. 5–8 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

4.2.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 61/5


Risoluzione del Comitato europeo delle regioni sulla COP26 e le alleanze mondiali e locali per l'azione per il clima

(2022/C 61/02)

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI,

1.   

esprime profonda preoccupazione per le conclusioni presentate nell'ultima relazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento Climatico (IPCC), Climate Change 2021 — The Physical Science Basis (1) (Cambiamenti climatici 2021: le basi fisico-scientifiche), che ribadisce l'urgenza di attuare strategie efficaci e globali per conseguire l'obiettivo dell'accordo di Parigi di contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius e preferibilmente a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, contrastare i cambiamenti climatici, mitigare l'evoluzione del clima e adattarvisi;

2.   

sottolinea che gli enti locali e regionali provvedono all'attuazione del 70 % delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, del 90 % delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e del 65 % degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), ed effettuano un terzo della spesa pubblica e due terzi degli investimenti pubblici nell'UE. Essi sono pertanto in prima linea nell'affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale e regionale e nel rafforzare la resilienza dei loro territori alle sfide climatiche;

3.   

ricorda che l'accordo di Parigi riconosce l'importanza del ruolo svolto dalla governance multilivello nelle politiche in materia di clima e l'esigenza di avviare un dialogo con le regioni, le città e gli attori non statali; esorta a mettere pienamente in pratica tale principio a tutti i livelli di governo per sviluppare sinergie e colmare i divari esistenti tra le politiche nazionali, regionali e locali in materia di cambiamenti climatici; sottolinea che la voce degli enti locali e regionali è divenuta più forte nei negoziati e nelle iniziative internazionali in materia di cambiamenti climatici e accoglie con favore le iniziative già avviate dalle reti di enti locali e regionali e il loro contributo alla piattaforma della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) dei soggetti non statali per l'azione sul clima (NAZCA); richiama l'attenzione sul ruolo cruciale del Raggruppamento delle amministrazioni locali e comunali (LGMA) nel riunire queste voci a livello globale e nel rafforzare costantemente una rete mondiale di governi subnazionali intenzionati a combattere i cambiamenti climatici;

4.   

considera indispensabile rivalutare il ruolo di soggetti non statali politicamente rilevanti e democraticamente eletti, quali gli enti locali e regionali (che sono le amministrazioni più vicine alla cittadinanza), nella governance climatica mondiale, e ritiene quindi essenziale che il quadro normativo dell'UNFCCC prenda atto di questa forma di governance dal basso, riconoscendo formalmente il suo ruolo nel processo decisionale;

5.   

evidenzia il ruolo vitale del Comitato europeo delle regioni (CdR) in quanto rappresentante istituzionale di oltre un milione di leader locali e regionali e in quanto rete di reti; ritiene che occorrerebbe sfruttare tale posizione unica per rafforzare il proprio ruolo nella governance climatica globale; invita pertanto l'UNFCCC a stilare un memorandum d'intesa con il CdR, in quanto rappresentante istituzionale delle città e delle regioni europee, concentrandosi in particolare sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e sull'adattamento ad essi nei settori la cui governance prevede già un ruolo importante per gli enti locali e regionali, come l'offerta e la domanda di energia, la mobilità e i trasporti, l'agricoltura, la gestione dei rifiuti, l'urbanistica e l'edilizia, nonché la gestione del rischio di alluvione;

6.   

sottolinea che le attività in corso e gli impegni delle regioni e delle città dovrebbero avere un ruolo importante nei preparativi della COP26 dell'UNFCCC a Glasgow, e acquisire visibilità ufficiale in tale contesto; invita quindi l'UNFCCC a cooperare con il CdR e altre controparti pertinenti dell'LGMA ai fini del riconoscimento formale del contributo dei governi subnazionali (ossia i contributi determinati a livello regionale e locale), per riconoscere, monitorare e incoraggiare formalmente la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra da parte delle città, delle amministrazioni locali e delle regioni a livello globale, prendendo come esempio la dichiarazione di Edimburgo sulla biodiversità;

7.   

invita la presidenza britannica della COP26 a far sì che le misure sanitarie previste per la COVID-19 consentano agli attori non statali di partecipare attivamente ai lavori della COP26 a Glasgow; chiede in quest'ottica alla Commissione europea di garantire una partecipazione e un coinvolgimento sufficienti della delegazione del CdR in quanto parte della delegazione dell'UE; rinnova il proprio impegno a cooperare con la delegazione del Parlamento europeo;

8.   

sottolinea che l'ambizione del Green Deal europeo, di fare dell'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, si applica a livello interno, integrando i criteri di sostenibilità in tutte le politiche dell'UE, e contemporaneamente scandendo il ritmo a livello globale; fa osservare che il Green Deal europeo e le iniziative concernenti Green Deal locali e regionali dovrebbero essere strumenti per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi, attuare pienamente l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli obiettivi di sviluppo sostenibile e apportare un ambizioso contributo dell'UE al quadro globale per la biodiversità post-2020, che sarà deciso dalla COP15 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (2). Oltre a realizzare la neutralità climatica, il Green Deal europeo dovrebbe essere economicamente sostenibile e non comportare oneri e costi gravosi per i consumatori e le imprese;

9.   

è fermamente convinto che la COP26 dell'UNFCCC rappresenti un'opportunità per guardare al futuro e preparare il terreno per un'ambiziosa agenda globale 2050, integrando l'approccio degli obiettivi di sviluppo sostenibile con l'accordo di Parigi. Il Green Deal europeo, che prende già in considerazione i legami sistemici con molti settori di intervento pertinenti, se attuato correttamente potrebbe ispirare e motivare un Green Deal globale;

10.   

invita le parti dell'UNFCCC a inserire nelle norme riguardanti il bilancio complessivo l'obbligo per le parti di consultare e coinvolgere gli enti locali e regionali nella fase di definizione del loro contributo; in particolare chiede alle parti di coinvolgere il livello subnazionale, prima delle riunioni della COP, nella revisione dei loro contributi determinati a livello nazionale mediante l'istituzione di un dialogo nazionale strutturato;

11.   

sottolinea che è importante che l'UE guidi i negoziati globali con la sua politica del clima ambiziosa e inclusiva, e riconosce pertanto la normativa europea sul clima come un innegabile segnale ed impegno, che colloca l'Unione europea in prima linea nell'azione per il clima. A tale riguardo esorta anche a far sì che le ambizioni climatiche non alienino ulteriormente i cittadini, colpendo duramente i loro bilanci familiari, molti dei quali risentono già fortemente della pandemia di COVID. I cittadini e le piccole imprese non dovrebbero essere costretti a pagare il costo di pacchetti strategici ambiziosi;

12.   

fa osservare a questo proposito che numerose regioni europee avevano proclamato un'emergenza climatica prima che la annunciasse il Parlamento europeo, e che esse hanno già varato le proprie ambiziose normative in materia di clima; ritiene pertanto che le loro competenze dovrebbero essere maggiormente presenti nella diplomazia climatica globale;

13.   

chiede un adattamento e un'attuazione più rapidi delle missioni UE previste sull'«Adattamento ai cambiamenti climatici» e sulle «Città climaticamente neutre» e di altre missioni rilevanti, come quelle dedicate a suolo, salute e oceani, una volta approvate; invita gli enti locali e regionali a elaborare le proprie strategie per l'adattamento ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione, al fine di aumentare la protezione e la resilienza delle comunità locali e degli habitat naturali (3);

14.   

pur sostenendo pienamente l'ambizione del quadro dell'UE per il clima, chiede azioni concrete che sostengano tali obiettivi, garantendo che nessuna regione o cittadino sia lasciato indietro. È necessario dedicare una particolare attenzione e destinare risorse ad hoc alle regioni carbonifere, a quelle ad alta intensità di carbonio, a quelle meno sviluppate e alle isole;

15.   

si compiace dell'avvio della Conferenza sul futuro dell'Europa e chiede che il Green Deal europeo ne costituisca un tema centrale, dal momento che i cambiamenti climatici, la transizione giusta e lo sviluppo sostenibile hanno un impatto diretto sull'economia, sulla salute pubblica e sul benessere dei cittadini dell'UE; ritiene che in questo quadro il patto europeo per il clima possa svolgere un ruolo cruciale e diventare una prassi ottimale da replicare in tutto il mondo;

16.   

è pronto a organizzare, insieme alla Commissione europea, al Parlamento europeo e ad altre organizzazioni pertinenti, una serie di dialoghi con i cittadini e una giornata tematica sull'azione locale per il clima, per presentare il valore aggiunto del Green Deal europeo e illustrare diverse iniziative locali. Rinnova al tempo stesso il suo invito ai membri del CdR a dare l'esempio e a promuovere le COP locali e regionali;

17.   

invita tutte le parti dell'UNFCCC a contribuire in modo costruttivo, in cooperazione con i governi subnazionali e gli attori non statali, al processo che conduce alla COP26, tra l'altro promuovendo gli organi consultivi locali, le convenzioni dei cittadini, le COP locali e regionali, nonché le istituzioni semiformali, quali i consigli e i parlamenti della gioventù locali e regionali;

18.   

sottolinea l'importanza della ricerca e della raccolta di dati sulle variazioni climatiche previste nelle diverse regioni, nonché della modellizzazione climatica e delle valutazioni dell'impatto climatico al fine di elaborare politiche climatiche basate su dati concreti, che rispettino anche il principio della neutralità tecnologica. Reputa necessario rafforzare la cooperazione interregionale per assistere e proteggere le regioni e i gruppi di cittadini più vulnerabili;

19.   

sostiene lo sviluppo di piattaforme scientifiche locali sul cambiamento climatico (che esistono già in varie regioni e svolgono, a livello locale, il ruolo di gruppi intergovernativi sul cambiamento climatico), nonché la loro integrazione in reti per lo scambio di informazioni, al fine di incoraggiare la cooperazione con gli scienziati e sostenere il processo decisionale dei funzionari eletti a livello locale;

20.   

fa osservare che, nonostante le ambiziose azioni intraprese da numerose città e regioni, molte di esse non conoscono ancora il loro livello attuale e passato di emissioni di gas a effetto serra, né dispongono di analisi sulla vulnerabilità ai cambiamenti climatici, il che rende difficile per esse quantificare e confrontare i loro sforzi; invita la Commissione europea — avvalendosi pienamente in particolare delle agenzie locali e regionali per l'energia, del Centro comune di ricerca e dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), e operando in coordinamento con i servizi nazionali incaricati di redigere gli inventari nazionali dei gas a effetto serra — a sostenere gli enti locali e regionali nella valutazione e nella notifica delle emissioni, nonché nell'elaborazione di piani d'azione in materia di clima che prevedano l'assunzione di impegni a livello locale e regionale, come — ad esempio — l'adesione al Patto dei sindaci, e la esorta a riconoscere i loro sforzi fornendo fondi europei;

21.   

accoglie con favore il lavoro dell'UNFCCC sulla diffusione delle energie rinnovabili come condizione preliminare per una riuscita protezione del clima; ritiene che la diffusione su larga scala delle energie rinnovabili nel prossimo futuro debba essere sostenuta da obiettivi e misure di sviluppo ambiziosi e da una pianificazione delle infrastrutture sia su vasta scala che a livello decentrato;

22.   

chiede alla Commissione europea di cooperare con il CdR per esaminare in che modo i piani d'azione in materia di clima a livello regionale potrebbero svolgere la funzione di contributi determinati a livello regionale e locale all'accordo di Parigi sul clima, ed essere ufficialmente riconosciuti come integrazione dei contributi determinati a livello nazionale, facendo particolarmente attenzione a non incorrere in doppi conteggi; in una fase iniziale i contributi determinati a livello locale e regionale dovrebbero diventare una parte integrante dei piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC) mediante una revisione del regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia;

23.   

sostiene in quest'ottica il quadro comune in materia di obblighi informativi del Patto globale dei sindaci, quale passo verso la comparabilità degli sforzi locali e regionali, e chiede alla Commissione europea di sostenere e ampliare ulteriormente, sia all'interno che all'esterno dell'UE, iniziative quali il Patto dei sindaci per il clima e l'energia;

24.   

ritiene che l'attuazione locale delle azioni per il clima debba essere integrata e arricchita attraverso la condivisione delle informazioni, l'apprendimento tra pari e la considerazione della diversità dei territori; le reti e le alleanze di attori locali e regionali sono essenziali per accrescere le conoscenze a livello regionale, nazionale e mondiale;

25.   

intende continuare a rafforzare la cooperazione con le associazioni globali, europee e nazionali degli enti locali e regionali, con le comunità di parti interessate delle regioni e delle città, con i parlamenti nazionali e con altri attori;

26.   

esprime apprezzamento per la cooperazione interistituzionale e per un aumento delle sinergie con i suoi partner, quali: i parlamenti regionali, attraverso la Conferenza delle assemblee legislative regionali d'Europa (CALRE), l'iniziativa RLEG portata avanti da un gruppo di regioni dotate di poteri legislativi, la rete RegHub e la rete dell'Alleanza per la coesione, la campagna del CdR per il Green Deal europeo, i giovani politici eletti attraverso il proprio programma specifico, i politici regionali e locali responsabili dei centri Europe Direct, e il progetto pilota Costruire l'Europa insieme agli enti locali;

27.   

sottolinea il ruolo dei finanziamenti nel conseguire gli obiettivi in materia di clima e di adattamento ai cambiamenti climatici, e rileva la necessità che i governi locali collaborino con il settore privato e le istituzioni finanziarie per sbloccare investimenti sostenibili in linea con le ambizioni di zero emissioni, zero inquinamento, rifiuti minimi e adattamento ai cambiamenti climatici; ribadisce la sua richiesta di rendere i fondi dell'UE direttamente accessibili agli enti locali e regionali per i progetti del Green Deal; propone pertanto che la Commissione europea istituisca un programma per l'innovazione climatica appositamente pensato per gli enti territoriali;

28.   

considera l'urbanizzazione globale come un settore centrale per l'azione e i finanziamenti per il clima (4); prende atto, alla luce della crescente urbanizzazione, del fondamentale ruolo delle città nel percorso verso la neutralità climatica, come banco di prova per l'innovazione e per nuovi approcci volti a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarvisi, specie nel contesto della pianificazione territoriale, della mobilità sostenibile, degli alloggi economicamente accessibili e degli edifici efficienti sotto il profilo energetico; ribadisce il proprio sostegno per iniziative volte a mettere in evidenza le migliori pratiche e il trasferimento di conoscenze, come la missione nell'ambito di Orizzonte Europa Città a impatto climatico zero, i partenariati dell'agenda urbana e altro;

29.   

ritiene che i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) e altre strutture transfrontaliere svolgano un ruolo importante nell'agevolare e promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti;

30.   

accoglie con favore il lavoro svolto dall'UNFCCC sul collegamento tra le politiche di genere e quelle in materia di clima (5) e invita la Commissione europea a operare nella stessa direzione; invita gli attori globali ed europei a investire nell'analisi di genere e nei dati disaggregati per genere al fine di ottenere una piena comprensione dell'impatto dei cambiamenti climatici su tutti i gruppi vulnerabili, applicare tecniche di bilancio di genere e garantire pari accesso alla rappresentanza nel processo di definizione delle politiche per tutti i generi e a tutti i livelli. Sostiene, in tale contesto, l'appello a migliorare l'equilibrio di genere nelle delegazioni dell'UE e nazionali alla COP26;

31.   

ribadisce l'invito a tenere maggiormente conto delle considerazioni sull'ambiente e sui cambiamenti climatici nelle relazioni esterne dell'UE, in particolare nella sua politica commerciale. Sottolinea inoltre l'importanza di condividere tra pari le esperienze maturate nel quadro delle piattaforme di cooperazione territoriale come l'ARLEM e la Corleap, nonché attraverso partenariati tra città. I cambiamenti climatici dovrebbero rimanere una priorità diplomatica strategica dell'UE nell'ottica di sostenere i paesi terzi nell'adozione e nell'attuazione di politiche ambiziose per conseguire la neutralità climatica e l'obiettivo dell'accordo di Parigi;

32.   

ritiene che un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con l'OMC potrebbe rafforzare la transizione verso la neutralità climatica in tutto il mondo e reputa che gli enti locali e regionali debbano svolgere un ruolo chiaro nel contribuire a tale processo attraverso la diplomazia subnazionale in materia di clima;

33.   

sostiene pienamente le azioni chiave che i governi nazionali e le istituzioni finanziarie dovrebbero intraprendere, quali presupposti per l'azione locale per il clima, come indicato nel percorso di azione per il clima nel campo degli insediamenti umani (6);

34.   

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione europea, al Parlamento europeo, alla presidenza slovena del Consiglio dell'UE e al Presidente del Consiglio europeo.

Bruxelles, 13 ottobre 2021

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Apostolos TZITZIKOSTAS


(1)  La relazione integrale è disponibile in inglese all'indirizzo https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/report/IPCC_AR6_WGI_Full_Report.pdf

(2)  Quindicesima riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica.

(3)  Parere del CdR sul tema «Plasmare un'Europa resiliente ai cambiamenti climatici — La nuova strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici» (COR-2021-01903).

(4)  Per quanto riguarda sia il meccanismo per lo sviluppo pulito urbano e i regimi di scambio di quote di emissione (articolo 6, paragrafo 4, sui meccanismi di mercato) che lo sviluppo urbano e territoriale sostenibile e integrato (articolo 6, paragrafo 8, sui meccanismi non di mercato). Articolo 6 dell'accordo di Parigi.

(5)  https://unfccc.int/gender

(6)  Marrakech Partnership for Global Climate Action (Partenariato di Marrakech per l'azione globale per il clima), 2021.


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