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Document 52021AE2456

Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Promuovere un approccio europeo all’intelligenza artificiale [COM(2021) 205 final]

EESC 2021/02456

OJ C 517, 22.12.2021, p. 56–60 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

22.12.2021   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 517/56


Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Promuovere un approccio europeo all’intelligenza artificiale

[COM(2021) 205 final]

(2021/C 517/08)

Relatrice:

Marie-Françoise GONDARD-ARGENTI

Consultazione

Commissione europea, 1.7.2021

Base giuridica

Articolo 304 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Adozione in sezione

2.9.2021

Adozione in sessione plenaria

22.9.2021

Sessione plenaria n.

563

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

235/0/7

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e social europeo (CESE) accoglie con favore la revisione del piano coordinato sull’intelligenza artificiale (IA), che è il risultato del lavoro condotto congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri. Invita ad accelerare l’attuazione di detto piano mobilitando tutti i pertinenti portatori di interessi.

1.2.

Il CESE sostiene l’approccio olistico adottato dalla Commissione nella sua strategia per un’IA inclusiva e sostenibile, basata sulla creazione di un ecosistema di eccellenza e fiducia. Le proposte relative ad un piano e ad un regolamento, ciascuna delle quali forma oggetto di un parere separato, ne costituiscono i due pilastri al fine di conferire all’Europa un ruolo di attore globale nel campo dell’IA.

1.3.

Per ottenere i benefici economici, sociali, ambientali e di salute pubblica attesi per tutti i cittadini europei senza discriminazioni, il piano deve imprimere un nuovo slancio all’istruzione integrando le tematiche etiche e ambientali, la formazione e lo sviluppo delle competenze lungo tutto l’arco della vita, nonché le sfide riguardanti l’innovazione e il sostegno ai lavoratori e alle imprese, comprese quelle più piccole.

1.4.

Nel mondo del lavoro, la fiducia è la chiave per il successo. L’IA non fa eccezione a questa regola. Il CESE ritiene legittimo che questo nuovo piano conferisca al dialogo sociale e alle parti sociali un ruolo chiave nell’intero processo. Sebbene la questione delle competenze sia essenziale, la riflessione dovrebbe comprendere tutte le tematiche relative all’automazione nel mondo del lavoro.

1.5.

Il CESE raccomanda alla Commissione, nell’ambito del quadro politico che intende istituire, di incoraggiare vivamente gli Stati membri a rafforzare il dialogo sociale e civico sulle problematiche e gli strumenti relativi all’IA.

1.6.

Il CESE rammenta che la fiducia si ottiene solo garantendo il diritto di tutti i lavoratori, consumatori o cittadini alla spiegabilità dei processi algoritmici, nella misura in cui questi hanno un impatto sulla loro vita e sul loro ambiente. Il nuovo piano coordinato deve rientrare in questo requisito di trasparenza e spiegabilità, inscindibile dal diritto di ogni cittadino di impugnare le decisioni prese esclusivamente da un algoritmo.

1.7.

Il CESE ritiene che l’UE possa affermarsi come leader mondiale credibile nel campo dell’IA a condizione che vi sia un coordinamento impeccabile tra le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e la società civile organizzata — parti sociali, consumatori e cittadini — con una chiara definizione delle rispettive responsabilità. Tale coordinamento, realizzandosi tra le istituzioni europee, tra queste e gli Stati membri e tra gli Stati membri fra loro, massimizzerà l’impatto complessivo garantendo nel contempo un’attuazione rapida e coerente delle politiche e dei programmi di investimento.

1.8.

Intrinsecamente globale, l’IA è però sensibile alla portata della sua diffusione: essa, infatti, ne rappresenta una funzione diretta. Facendo degli Stati membri gli attori chiave della scena internazionale dell’intelligenza artificiale, il piano coordinato rappresenta il cardine della strategia europea sull’IA.

1.9.

Il CESE si compiace del fatto che il piano coordinato riveduto proponga azioni concrete per stimolare l’attuazione delle strategie nazionali e moltiplicare le sinergie. Esso, tuttavia, può espletare pienamente la sua funzione solo in stretta sinergia con la strategia europea in materia di dati — la creazione di uno spazio europeo dei dati e della loro tutela — e di sicurezza informatica.

1.10.

Per ovviare all’assenza di un coordinamento vincolante, il CESE raccomanda di istituire un dispositivo di monitoraggio permanente dei progressi compiuti attraverso indicatori di prestazione elaborati da tutte le parti interessate.

1.11.

Il CESE incoraggia quindi gli Stati membri a ricorrere al dispositivo per la ripresa e la resilienza — nonché ad altri strumenti finanziari quali Orizzonte Europa, il programma Europa digitale e InvestEU — per sostenere lo sviluppo e l’adozione dell’IA, in particolare da parte delle piccole imprese. Una recente relazione della BEI chiarisce il percorso da seguire (1).

2.   Osservazioni generali

2.1.

La Commissione desidera fare dell’UE il motore mondiale di un’intelligenza artificiale incentrata sull’essere umano, inclusiva, sicura, sostenibile e affidabile. Traendo i dovuti insegnamenti dalla crisi sanitaria, essa vuole accelerare gli investimenti, rafforzare le misure già esistenti e procedere a un loro rigoroso allineamento per favorire sinergie e semplificazione (2). Il CESE sostiene l’applicazione urgente e risoluta di tale approccio per consolidare l’eccellenza interna e internazionale dell’Unione europea.

2.2.

Il CESE prende atto dei progressi compiuti dal primo piano coordinato del 2018. Il piano aggiornato identifica chiaramente le priorità: investire nelle infrastrutture e nella condivisione dei dati, favorire l’eccellenza mobilitando innovazione e competenze, garantire l’affidabilità e la trasparenza in tutta la catena del valore. L’investimento di 7 miliardi di EUR nel 2019 (+ 30 %) è ritenuto incoraggiante.

2.3.

Il piano coordinato si inserisce nel rispetto dei diritti fondamentali e sociali e della non discriminazione attraverso gli algoritmi: in tal senso, il presente parere è indissociabile da quello relativo alla proposta comune di regolamento, che affronta aspetti etici e stabilisce norme armonizzate (3).

2.4.

Il CESE ritiene che l’inquadramento etico e una norma riconosciuta e condivisa, corredati di un piano coordinato, siano i catalizzatori fondamentali e strutturanti, in grado di suscitare la fiducia necessaria per l’adesione degli europei all’IA, garantendo nel contempo un vantaggio competitivo e una risorsa a livello mondiale.

2.5.

Questa fiducia dei cittadini è indissolubilmente legata al diritto alla spiegabilità degli algoritmi e alla possibilità di impugnare qualsiasi decisione che incida sulla vita delle persone. La vigilanza è fondamentale per gli sviluppatori dell’IA e delle sue applicazioni, come pure per gli utenti, e deve prendere la forma di controlli e verifiche periodiche. L’essere umano deve restare padrone delle decisioni.

2.6.

Il CESE esprime preoccupazione per il rischio di frammentazione legato alle diverse strategie nazionali e invita gli Stati membri a intensificare la loro cooperazione, in particolare in materia di cibersicurezza, una prerogativa sovrana che, tuttavia, costituisce l’ossatura del piano, nell’interesse dell’UE.

2.7.

Il CESE auspica un’IA sostenibile per quanto riguarda gli obiettivi economici, sociali e ambientali, nel rispetto delle responsabilità economiche, sociali e ambientali.

3.   Osservazioni particolari

3.1.

Pienamente giustificate, le ambizioni della Commissione impongono a quest’ultima di operare di concerto con gli Stati membri, il settore privato e la società civile organizzata allo scopo di:

accelerare gli investimenti nell’IA ai fini di una ripresa economica sociale rapida e resiliente, fondata su soluzioni digitali avanzate;

diffondere a tempo debito le strutture e i programmi previsti per ottenere la legittima ricompensa che spetta ai pionieri della produzione o dell’adozione di tecnologia;

ottimizzare la coesione delle politiche al fine di evitare la dispersione e affrontare insieme tale sfida globale.

3.2.

Il CESE sostiene la volontà della Commissione di utilizzare il programma per un’Europa digitale e Orizzonte Europa nella misura di almeno 1 miliardo di EUR all’anno tra il 2021 e il 2027; l’effetto leva atteso promuoverà investimenti pubblici e privati nell’IA per 20 miliardi di EUR all’anno nel medesimo periodo, mentre il dispositivo per la ripresa e la resilienza rafforzerà tale effetto leva.

3.3.   Creare le condizioni favorevoli — dati e infrastrutture

3.3.1.

Il CESE invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare la cooperazione e il coordinamento nella governance dell’IA: attuazione delle strategie nazionali e condivisione delle conoscenze, delle esperienze e delle buone pratiche, per accelerare lo sviluppo e l’adozione dell’IA e affrontare le sfide mondiali poste da quest’ultima.

3.3.2.

Disponibilità, accessibilità e libera circolazione dei dati sono condizioni indispensabili per lo sviluppo dell’IA, coniugata alla strategia relativa ai dati, alla loro tutela e alla sicurezza informatica. Il CESE ricorda che uno scambio agevole di dati personali dipende da un intenso coordinamento e dal rispetto assoluto del regolamento generale sulla protezione dei dati. Al pari della sicurezza e della trasparenza dei dati, anche la norma può presentare un vantaggio competitivo nella concorrenza globale (4). Il CESE approva lo sviluppo dello spazio europeo dei dati e degli spazi settoriali specifici.

3.3.3.

Fatta eccezione per alcuni sistemi di IA che non dipendono dai dati, le prestazioni dell’IA dipendono direttamente dal volume, dalla pertinenza e dalla qualità dei dati disponibili. Il CESE ritiene pertanto essenziale un potenziale ottimizzato che agevolerà scambi di dati flessibili, interoperabili e sicuri. Il CESE approva l’identificazione di settori chiave, quali la produzione industriale, il Green Deal, la mobilità, la sanità, la finanza e l’energia per monitorare attentamente le evoluzioni e valutare i progressi compiuti.

3.3.4.

Il CESE sostiene:

gli obiettivi che prevedono di incrementare in maniera considerevole la potenza di calcolo disponibile in Europa per sfruttare e valorizzare i dati in tempo reale, nonché di creare e produrre nell’UE i processori indispensabili, corredati di un programma di sviluppo sostenibile;

la nozione di dati di interesse generale, ossia l’apertura dei dati da parte della pubblica amministrazione per sostenerla o favorire la condivisione di dati ritenuti essenziali (5), ivi compresi quelli prodotti da attori che operano sul territorio dell’UE ma che non partecipano alla sua politica industriale.

3.3.5.

Il CESE auspica un maggiore impegno degli Stati membri in materia di ricerca e innovazione per sviluppare le strutture, le infrastrutture e gli strumenti necessari al bene comune e contribuire alla sovranità dell’UE in materia di IA.

3.4.   Favorire l’eccellenza dal laboratorio al mercato — innovazione e partenariati

3.4.1.

Il CESE sostiene l’approccio olistico volto a fare dell’UE uno spazio d’eccellenza, dalla ricerca fondamentale e dall’innovazione fino all’immissione in commercio. Il CESE reputa essenziale che l’Unione e gli Stati membri accelerino la loro cooperazione per creare le condizioni propizie all’innovazione, alle prospettive commerciali dell’IA e allo sviluppo dei talenti e delle competenze, in linea con la visione europea incentrata sull’umano e sulla fiducia. Il CESE constata con favore che le strutture di collaborazione orizzontali sostengono tali ambizioni.

3.4.2.

Il CESE saluta le ambizioni della Commissione di favorire le sperimentazioni, rafforzare i poli dell’innovazione digitale regionali in cooperazione con le iniziative nazionali e regionali, e condividere le esperienze. Detti poli dell’innovazione e le piattaforme su richiesta promuovono la titolarità dell’IA da parte delle microimprese e delle piccole e medie imprese, a integrazione di un sostegno finanziario mirato. Il CESE ritiene importante sostenere le imprese in fase di avviamento, le imprese in fase di espansione e le PMI tradizionali nello sviluppo dell’IA.

3.4.3.

Il CESE sottolinea tuttavia che tale politica di poli d’eccellenza non deve pregiudicare il finanziamento regolare e continuo dei laboratori di ricerca tradizionali per timore di ritardare l’emergere di tecnologie di rottura.

3.4.4.

Il CESE auspica di favorire i programmi di acculturazione per le organizzazioni, le microimprese e le piccole e medie imprese, sviluppando reti di sostegno mirate. Sarebbe auspicabile che le iniziative avviate per favorire l’accesso delle microimprese e delle piccole e medie imprese all’IA (strutture di prova e sperimentazione, poli dell’innovazione digitale e piattaforme di IA su richiesta) siano rafforzate e valutate, a fini migliorativi, alla luce dei loro effetti pratici per tali imprese.

3.4.5.

Uno studio recente commissionato dal CESE indica che l’espansione è un passaggio obbligato, che si tratti dell’accesso alle competenze necessarie, ai bacini di dati per gli algoritmi o ai necessari finanziamenti, oppure dell’orientamento di un mercato sufficientemente sviluppato da garantire il rapido ammortamento di infrastrutture economicamente onerose. I decisori politici devono pertanto attribuire priorità alle microimprese e piccole e medie imprese e proporre politiche adeguate. Per quanto riguarda i danni economici causati dalla pandemia, il sostegno alle imprese in fase di avviamento, a quelle in fase di espansione e alle PMI tradizionali nello sviluppo dell’IA è ormai una necessità impellente.

3.4.6.

Il CESE è favorevole allo sviluppo di spazi appositi per sperimentare nuove idee in condizioni vicine alla realtà e favorire l’agilità, e si attende una migliore condivisione dei risultati e il loro riconoscimento reciproco senza frontiere.

3.4.7.

L’eccellenza della ricerca riflette i talenti e le competenze che popolano i laboratori, ma anche la fiducia degli utenti nei confronti dell’IA. Ecco perché il CESE desidera che i programmi d’istruzione superiore generino talenti di classe mondiale nell’innovazione e nello sviluppo commerciale, e chiede all’UE di garantire le condizioni che consentano di trattenere i talenti e di attirare competenze dall’estero. Il CESE auspica un contesto commerciale globale stabile e affidabile, che consentirà alle imprese e ai lavoratori una migliore acquisizione dell’IA a vantaggio della ricerca e dell’innovazione.

3.4.8.

Le organizzazioni della società civile meritano di essere sostenute nell’attuazione di soluzioni di IA e di rientrare tra i beneficiari dei fondi e delle risorse dedicate all’IA. Ciò è particolarmente vero per i servizi sociali, nel pieno rispetto del diritto alla vita privata e della normativa sul trattamento e la conservazione dei dati, ivi compresi i dati biometrici.

3.5.   Garantire un’IA al servizio dei cittadini — competenze e fiducia

3.5.1.

Il CESE sostiene la strategia della Commissione fondata sulla creazione di un ecosistema di eccellenza e di un ecosistema di fiducia. Tale approccio è l’oggetto del libro bianco adottato nel 2019 (6). L’istruzione e la formazione sono elementi chiave che consentono di favorire l’eccellenza e di accrescere la fiducia nell’IA. È quindi compito dei sistemi d’istruzione e di formazione provvedere a una vasta gamma di esigenze, dalle conoscenze di base e dalla comprensione generale fino all’acquisizione di conoscenze specializzate e competenze di alto livello (7).

3.5.2.

Il CESE accoglie con favore l’adozione del nuovo piano d’azione per l’istruzione digitale, adottato dalla Commissione per il periodo 2020-2027. Esso consentirà una migliore comprensione della natura e del funzionamento dell’IA, dalla scuola primaria fino all’università, nonché il rinnovamento delle competenze.

3.5.3.

Il CESE auspica che gli Stati membri sviluppino un’offerta didattica in materia di IA che contenga anche gli argomenti etici e ambientali connessi, e incoraggia lo scambio di buone pratiche al fine di promuovere la diversità nell’accesso alla formazione, lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo a vantaggio di tutti richiede un approccio multidisciplinare e l’introduzione di gateway.

3.5.4.

Il CESE ritiene che le parti sociali siano attori essenziali per anticipare l’evoluzione delle competenze e i cambiamenti nel mondo del lavoro. Il dialogo sociale è fondamentale per contribuire all’accompagnamento dei lavoratori che subiscono le conseguenze dell’automazione dei loro compiti.

3.5.5.

Il CESE sottolinea l’importanza della cooperazione tra governi, istituti d’istruzione, parti sociali e organizzazioni della società civile interessate per mettere a punto e attuare nuovi programmi d’istruzione e formazione permanente, destinati principalmente alle persone in cerca di occupazione. Attività di formazione mirate alle microimprese e piccole e medie imprese sono necessarie sia per i datori di lavoro che per i dipendenti.

3.5.6.

Il CESE lamenta che il piano non preveda un’eventuale riflessione comune sul mondo del lavoro e il suo futuro alla luce dell’automazione. Per stimolare la fiducia dei lavoratori nelle applicazioni dell’IA occorre rafforzare il dialogo sociale, indispensabile per introdurre sistemi di IA che hanno un impatto sui lavoratori, soprattutto per quanto riguarda il settore della gestione o delle risorse umane. Dinanzi alla possibile distruzione di posti di lavoro, all’aggravarsi delle disuguaglianze e alla ricomposizione dei settori produttivi, appare necessario garantire un perfetto coordinamento tra gli Stati membri, in stretta cooperazione con le imprese, i territori, le parti sociali e i corpi intermedi, al fine di:

sviluppare capacità di previsione, permanenti e istituzionalizzate in materia di automazione;

sviluppare dispositivi innovativi e proattivi per la transizione dei mestieri e delle competenze;

riflettere sulla complementarità, non solo per «sviluppare l’IA» nelle professioni, ma anche per identificare il cambiamento in termini di cultura e pratica e introdurre norme di «buona complementarità» che favoriscano l’emancipazione individuale.

3.5.7.

Essendo la fiducia il cardine di una società digitalizzata, il CESE accoglie con particolare favore l’approccio della Commissione in tutti gli ambiti pertinenti per garantire l’interesse generale e in particolare l’interesse dei cittadini, dei consumatori nonché dei lavoratori e delle imprese, ivi comprese quelle del settore dell’economia sociale, al fine di accrescere il livello di fiducia generale nell’IA: protezione dei diritti fondamentali, sicurezza informatica, protezione dei dati, proprietà intellettuale e utilizzo sostenibile ed efficace delle risorse, senza dimenticare le questioni normative connesse all’innovazione. Risulta importante identificare accuratamente gli eventuali rischi derivanti da un utilizzo abusivo dell’IA e proporre rimedi adeguati. Il CESE sostiene le misure previste dalla Commissione per rafforzare la sicurezza in tutti i settori e adattare il quadro normativo alle sfide poste dall’IA. Al riguardo, ricorda il ruolo pionieristico svolto dalla società civile organizzata, ad esempio nella valutazione dei rischi inerenti al riconoscimento del volto.

3.5.8.

Il CESE sostiene pienamente l’ambizione di promuovere nel mondo la visione europea di un’IA sostenibile e affidabile, incoraggiando la definizione di norme mondiali in materia di IA e sviluppando partenariati e iniziative congiunte con i paesi terzi.

3.6.   Sviluppare una leadership strategica nei settori a forte impatto

3.6.1.

Il CESE accoglie con favore l’approccio realistico adottato dalla Commissione, che consiste nel concentrare le sue azioni sui settori in cui è essenziale rivestire un ruolo guida in materia di IA: clima e ambiente, sanità, robotica e automazione, servizi pubblici, sicurezza pubblica, ivi compresi terrorismo e politiche migratorie, mobilità intelligente, agricoltura e settori connessi.

3.6.2.

Il CESE ritiene che la transizione digitale sia uno strumento chiave nella decarbonizzazione e nella gestione dell’ambiente e che, al contempo, occorra limitare il possibile impatto negativo di soluzioni basate sull’IA sul clima, l’ambiente e il consumo di energia. Il ricorso all’IA nella gestione dei sistemi energetici e di trasporto, nonché nei processi industriali e nell’agricoltura, favorisce il rendimento energetico, l’economia circolare e la gestione sostenibile delle risorse naturali: si tratta di un fattore di produttività e di efficienza economica. L’IA fornisce inoltre i mezzi per comprendere e conoscere meglio i fenomeni climatici e ambientali.

3.6.3.

Il CESE invita a cogliere le opportunità offerte dall’IA nella ricerca sulle origini delle malattie e nello sviluppo di nuove molecole, di dispositivi medici e trattamenti avanzati, oppure nei settori dell’indagine, della diagnosi e del trattamento, ad esempio nella lotta contro il cancro. Lo spazio europeo dei dati sanitari previsto, nel rispetto assoluto della vita privata e dei dati personali, è una tappa fondamentale per poter sfruttare appieno il potenziale dell’IA. L’assistenza quotidiana che i robot forniscono ai pazienti e alle persone anziane o con disabilità illustra i vantaggi di un’eccellenza robotica meno incentrata sulle prodezze tecnologiche e più attenta a padroneggiare l’interfaccia tra umani e robot.

Bruxelles, 22 settembre 2021

La presidente del Comitato economico e sociale europeo

Christa SCHWENG


(1)  Artificial intelligence, blockchain and the future of Europe: How disruptive technologies create opportunities for a green and digital economy (Intelligenza artificiale, blockchain e il futuro dell’Europa: come le tecnologie dirompenti creano opportunità per un’economia verde e digitale).

(2)  GU C 240 del 16.7.2019, pag. 51.

(3)  Parere del CESE sul regolamento relativo all'intelligenza artificiale (cfr. pagina 61 della presente Gazzetta ufficiale).

(4)  La norme sans la force: l’énigme de la puissance européenne (La norma senza la forza: l’enigma della potenza europea), Zaki Laïdi, 2005.

(5)  Regolamento relativo alla governance europea dei dati.

(6)  GU C 364 del 28.10.2020, pag. 87.

(7)  GU C 14 del 15.1.2020, pag. 46.


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