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Document 52020IP0322

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2020 sulle conseguenze della pandemia di COVID-19 sul piano della politica estera (2020/2111(INI))

OJ C 425, 20.10.2021, p. 63–72 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

20.10.2021   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 425/63


P9_TA(2020)0322

Conseguenze della pandemia di COVID-19 sul piano della politica estera

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2020 sulle conseguenze della pandemia di COVID-19 sul piano della politica estera (2020/2111(INI))

(2021/C 425/07)

Il Parlamento europeo,

visto il trattato sull'Unione europea (TUE),

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, dell'8 aprile 2020, sulla risposta globale dell'UE alla pandemia di COVID-19 (JOIN(2020)0011),

vista la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 aprile 2020, presentata dalla Commissione, sulla fornitura di assistenza macrofinanziaria ai paesi partner dell'allargamento e del vicinato nel contesto della crisi della pandemia di COVID-19 (COM(2020)0163),

vista la comunicazione della Commissione del 29 aprile 2020 dal titolo «Aiutare i Balcani occidentali ad affrontare la COVID-19 e sostenere la ripresa nel periodo post-pandemia — Contributo della Commissione in previsione della riunione del 6 maggio 2020 fra i leader dell'UE e dei Balcani occidentali» (COM(2020)0315),

vista la dichiarazione del 5 maggio 2020 dell'alto rappresentante Josep Borrell, a nome dell'Unione europea, sui diritti umani ai tempi della pandemia di coronavirus,

visti la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2532(2020) sulla cessazione delle ostilità nel contesto della pandemia di coronavirus (COVID-19) e il sostegno del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres,

visto l'invito dell'Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet a rivalutare l'impatto degli ampi regimi di sanzioni economiche nel contesto della pandemia di COVID-19,

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 giugno 2020, dal titolo «Contrastare la disinformazione sulla COVID-19 — Guardare ai fatti» (JOIN(2020)0008),

visto l'aggiornamento della relazione speciale del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sul tema «Short assessment of narratives and disinformation around the COVID-19 pandemic» (Valutazione sintetica delle narrazioni e della disinformazione riguardanti la pandemia di COVID-19) del 1o aprile 2020 e del 20 maggio 2020,

visto il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato il 16 settembre 2020 dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen,

visti gli orientamenti della Commissione del 25 marzo 2020 relativi alla protezione delle attività e delle tecnologie critiche europee nella crisi attuale,

vista la nota di consultazione della Commissione del 16 giugno 2020 dal titolo «Una politica commerciale rinnovata per un'Europa più forte»,

viste le conclusioni del Consiglio dell'8 giugno 2020 sulla risposta globale alla COVID-19 nell'ambito di «Team Europe»,

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 sul piano per la ripresa e il quadro finanziario pluriennale 2021-2027,

vista la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea del 28 giugno 2016,

viste le conclusioni del Consiglio del 13 luglio 2020 sulle priorità dell'UE nel contesto delle Nazioni Unite e della 75a Assemblea generale delle Nazioni Unite sul tema «Sostenere il multilateralismo e un'ONU forte e incisiva che consegua risultati a vantaggio di tutti»,

vista la dichiarazione del 30 marzo 2020 dei copresidenti dell'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (EuroLat) sulla pandemia di COVID-19,

vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze (1),

visti l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2018 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti i visti umanitari (2),

visti gli orientamenti dell'UE dell'8 dicembre 2008 sulle violenze contro le donne e le ragazze e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti,

visto il Codice di buona condotta elettorale della Commissione di Venezia,

viste le relazioni annuali del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica estera e di sicurezza comune,

visto l'articolo 54 del suo regolamento,

vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0204/2020),

A.

considerando che la COVID-19 ha causato una pandemia globale che sta colpendo milioni di vite umane, dando origine a una crisi globale senza precedenti in ambito sanitario, economico, sociale e umanitario, innescando tensioni sistemiche di governance globale con conseguenze di vasta portata e a lungo termine per le relazioni internazionali, che incidono su aspetti chiave della politica estera, di sicurezza e di difesa dell'UE, sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea; che l'UE è stata l'obiettivo della disinformazione, degli attacchi informatici e di altre ingerenze malevole di terzi volte a destabilizzare le istituzioni dell'UE e gli Stati membri;

B.

considerando che la pandemia colpisce in modo sproporzionato i paesi più vulnerabili e che alcuni paesi del mondo non hanno reagito e non hanno adottato misure di sicurezza rapide e adeguate per frenare l'epidemia; che il governo cinese ha minimizzato l'epidemia iniziale di COVID-19; che le notizie che sottolineano l'aspetto geografico anziché la terminologia medica per riferirsi alla COVID-19 sono stigmatizzanti; che il virus ha ucciso circa 1 milione di persone a livello mondiale e ha dimostrato che solo attraverso il coordinamento e la solidarietà tra paesi è possibile controllarlo e attenuarlo;

C.

considerando che all'UE incombe la responsabilità di agire come attore globale e adeguare le sue priorità e la sua politica, compresa la politica estera, all'evolversi della situazione geopolitica nel mondo e alla lotta globale contro la COVID-19; che l'UE deve fungere da guida in maniera prevedibile e nel rispetto del suo impegno a favore delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto, nel quadro degli sforzi multilaterali e internazionali, e conformemente alla sua posizione nell'economia globale; che la crisi della COVID-19 ha rivelato ancora una volta la necessità di rafforzare il multilateralismo e l'ordine basato su regole per affrontare meglio le sfide globali;

D.

considerando che la pandemia e i suoi effetti economici e sociali possono contribuire ulteriormente a rivendicazioni politiche derivanti dalla disuguaglianza e dall'emarginazione percepite; che il declino dell'economia mondiale ha avuto un impatto particolarmente grave sulle economie più vulnerabili; che l'epidemia di COVID-19 ha aggravato il problema persistente della carenza di medicinali a livello mondiale, con gravi conseguenze nei paesi in via di sviluppo;

E.

considerando che la pandemia ha aggravato la situazione umanitaria critica delle persone vulnerabili, in particolare nelle zone di conflitto, nei campi profughi e negli Stati fragili, così come tra le comunità indigene; che l'UE ha ribadito l'appello delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco immediato a livello mondiale e l'allentamento delle sanzioni alla luce della pandemia, in modo da garantire la fornitura delle attrezzature e delle forniture essenziali necessarie per combattere il coronavirus; che assistiamo di conseguenza a un declino delle libertà globali e della democrazia, il che sta mettendo ulteriormente sotto pressione un ordine multilaterale già in crisi;

F.

considerando che in tutto il mondo le donne vittime di relazioni violente sono state costrette a rimanere a casa dove sono state esposte agli autori degli abusi per periodi di tempo più lunghi; che, se in tutto il mondo le linee telefoniche di assistenza e i centri di accoglienza per le vittime della violenza domestica riferiscono un aumento delle richieste di aiuto, in vari paesi le segnalazioni e le chiamate di emergenza relative alle violenze domestiche sono aumentate del 25 % dall'adozione delle misure di distanziamento sociale;

1.

sostiene che l'epidemia globale di COVID-19 rappresenta un punto di svolta sul piano internazionale, un moltiplicatore dei rischi e un catalizzatore di cambiamenti nell'ordine mondiale; sottolinea l'importanza fondamentale di rafforzare la resilienza interna dell'UE, sviluppare nuovi partenariati e rafforzare la sua visione multilaterale su scala globale, con una risposta di politica estera assertiva e coordinata;

2.

accoglie con favore le iniziative di sostegno concernenti «Team Europe» e la «Risposta globale al coronavirus», che aiutano i paesi partner a contrastare l'impatto del coronavirus nell'ambito del coordinamento transfrontaliero; accoglie con favore il coordinamento dell'UE con il G7, il G20, l'ONU, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Programma alimentare mondiale e altri partner internazionali, che serve a promuovere una risposta globale coerente e inclusiva alla pandemia, a mitigare le vaste ripercussioni sulle società e sulle economie e a contribuire a ridurre il rischio di destabilizzazione;

3.

deplora l'assenza di una leadership globale e di una risposta internazionale coordinata durante le fasi iniziali della crisi di COVID-19; condanna la mancata divulgazione di informazioni critiche; respinge il perseguimento di soluzioni isolazioniste; si oppone fermamente all'ascesa del nazionalismo autoritario, alle campagne di disinformazione sponsorizzate dallo Stato e alla promozione di narrazioni false che fomentano la sfiducia, minano le società democratiche e la cooperazione internazionale e sollevano interrogativi sul ruolo dell'UE nel mondo; sottolinea che la cooperazione globale nonché un approccio e un coordinamento inclusivi e globali sono essenziali per affrontare efficacemente la crisi sanitaria mondiale e altre minacce globali;

4.

sottolinea che, nonostante la pandemia di COVID-19, i paesi partner dell'UE non dovrebbero allontanarsi dal percorso delle riforme durante il processo legislativo, dovrebbero prendere seriamente in considerazione la lotta contro la corruzione e dovrebbero impegnarsi a rispettare e attuare i diritti umani fondamentali e i diritti delle minoranze in linea con i loro obblighi e impegni internazionali;

5.

deplora il fatto che alcuni governi e leader politici in tutto il mondo stiano utilizzando la crisi come opportunità per dotarsi di poteri eccessivi e perseguire i propri programmi politici limitando i diritti umani, compromettendo le norme democratiche, indebolendo lo Stato di diritto, riducendo il ruolo dei parlamenti, limitando la libertà dei media, fomentando campagne di odio contro i gruppi minoritari, avviando campagne di disinformazione che colpiscono le riforme e i valori filoeuropei e danneggiando la cooperazione internazionale; insiste affinché qualsiasi stato di emergenza preveda una clausola di cessazione; esprime preoccupazione per le manifestazioni di protesta contro le restrizioni introdotte per contrastare il coronavirus che hanno luogo in diverse città e che sono spesso infiltrate e manipolate da gruppi estremisti in cui i manifestanti affermano che il virus è un imbroglio;

6.

deplora il fatto che le conseguenze della pandemia di COVID-19 abbiano aggravato le disuguaglianze socioeconomiche globali e abbiano colpito in modo sproporzionato i più poveri e le persone appartenenti alle categorie sociali più svantaggiate, emarginate e non protette, compresi i migranti; condanna ogni forma di esclusione e discriminazione nei confronti delle persone contagiate dalla COVID-19 e invita i paesi terzi e gli Stati membri dell'UE ad attenuare gli effetti sociali della pandemia;

7.

chiede al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) di rivedere la strategia globale 2016 alla luce dell'impatto globale della crisi, onde rispecchiare tali cambiamenti geopolitici, di garantire un'azione più strategica da parte dell'UE e che l'UE contribuisca a difendere, promuovere e sviluppare l'ordine mondiale multilaterale basato su regole creato dopo la seconda guerra mondiale e di inserire il sostegno alla democrazia e la tutela dei diritti umani tra le priorità di «Team Europe», coinvolgendo il Parlamento europeo in questo compito attraverso i suoi strumenti e meccanismi esistenti di sostegno alla democrazia e allo Stato di diritto;

Un diverso equilibrio geopolitico dopo la COVID-19

8.

constata con preoccupazione che la competizione e le tensioni geopolitiche hanno subito un'accelerazione in seguito all'epidemia di COVID-19 e riconosce che l'Unione europea deve ancora posizionarsi all'interno di tale nuovo contesto geopolitico; concorda sul fatto che il mondo post COVID-19 sarà fondamentalmente diverso e avrà conseguenze di ampia portata per la politica estera dell'UE, e ritiene che la COVID-19 abbia confermato la necessità di una politica estera e di sicurezza dell'UE più forte ed efficace;

9.

insiste affinché il partenariato transatlantico sia rafforzato al fine di combattere più efficacemente contro la pandemia e altre importanti sfide internazionali come i cambiamenti climatici; constata la necessità di trovare una nuova base di cooperazione tra l'UE e gli Stati Uniti, ponendo l'accento sul rispetto reciproco e su un'agenda condivisa per difendere il multilateralismo, la giustizia internazionale, lo Stato di diritto e i diritti umani dalle ambizioni nazionalistiche, autoritarie ed egemoniche;

10.

ritiene che, in questo contesto in evoluzione, l'UE debba intensificare e dare l'esempio, promuovendo soluzioni multilaterali, collaborando con le organizzazioni internazionali, in particolare l'ONU e le sue agenzie, l'OMS, la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale (FMI) e le organizzazioni regionali internazionali, come la NATO, cercando una più stretta cooperazione con paesi che condividono gli stessi principi, anche dell'emisfero meridionale, promuovendo la collaborazione tra i regimi democratici e rafforzando i valori democratici; ricorda che la pandemia ha sottolineato la necessità di collaborare per individuare soluzioni comuni ai problemi che riguardano tutta l'umanità;

Stati Uniti

11.

esprime preoccupazione in merito alla mancanza di cooperazione da parte del governo degli Stati Uniti e alla sua riluttanza ad assumere un ruolo guida nella risposta alla COVID-19 e in merito alla mancanza di partecipazione nelle iniziative congiunte sui vaccini; ritiene che i fatti alternativi e le informazioni false che negano la gravità della pandemia siano stati estremamente fuorvianti nella lotta comune contro il virus; invita l'UE e gli USA a rafforzare la cooperazione e la solidarietà sulla base di un approccio orientato alla scienza nella lotta comune contro la pandemia di COVID-19, compresi lo scambio tempestivo di informazioni, la ricerca, lo sviluppo del vaccino e le attrezzature mediche strategiche, nonché a contrastare insieme altre sfide globali;

12.

incoraggia le autorità a integrare le buone pratiche del Codice di buona condotta elettorale della Commissione di Venezia, che contiene altresì gli orientamenti per l'organizzazione di elezioni durante il periodo della pandemia;

13.

ricorda che la cooperazione transatlantica rimane un pilastro essenziale della politica estera dell'UE e che è di fondamentale importanza per la sicurezza reciproca e gli interessi commerciali dell'UE e degli Stati Uniti; esprime il proprio continuo sostegno nei confronti dell'alleanza transatlantica e di una più stretta cooperazione strategica transatlantica; deplora le misure unilaterali adottate durante la crisi della COVID-19 quali le restrizioni di viaggio dallo spazio Schengen dell'UE agli Stati Uniti senza previa consultazione dell'UE;

14.

deplora il declino dell'impegno degli Stati Uniti a livello mondiale e la decisione del governo statunitense di ritirare i finanziamenti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e ritirarsi dal trattato sui cieli aperti, nonché la tendenza generale dell'attuale amministrazione statunitense ad allontanarsi da numerose organizzazioni multilaterali create per istituire un ordine liberale mondiale basato su regole o a comprometterle (come nel caso della Corte penale internazionale);

15.

constata la necessità di consolidare e migliorare la cooperazione tra l'UE e gli Stati Uniti sulla base del rispetto reciproco e di un'agenda condivisa per difendere il multilateralismo, il diritto internazionale, i valori democratici condivisi, lo Stato di diritto e i diritti umani; osserva che, in un mondo caratterizzato dalla competizione tra le grandi potenze, l'Unione europea e gli Stati Uniti condividono valori comuni legati alle strutture internazionali esistenti e rimangono partner indispensabili nell'attuale contesto internazionale volatile;

Cina

16.

prende atto del rafforzamento della diplomazia pubblica assertiva a livello mondiale da parte della Repubblica popolare cinese a seguito dell'epidemia di COVID-19, cercando di colmare il vuoto politico nel sistema multilaterale lasciato da un maggiore isolamento degli Stati Uniti e cercando di assumere il ruolo di attore globale dominante con un modello di governance alternativo; esprime preoccupazione per gli sforzi della RPC volti a conseguire una maggiore proiezione di potenza nella regione, che si traducono in controversie frontaliere con molti dei suoi vicini e nella promozione degli interessi strategici nazionali attraverso organizzazioni multilaterali; teme il possibile trasferimento di potere nell'ambito della politica globale connesso al cambiamento nella leadership della Cina; contesta il fatto che il governo cinese abbia sfruttato lo scoppio della pandemia per imporre la legge sulla sicurezza nazionale e reprimere il movimento a favore della democrazia a Hong Kong, incrementare le minacce contro Taiwan e aumentare le sue attività in Tibet e nel Mar Cinese meridionale, nonché la brutale persecuzione degli uiguri a Xinyang e condanna i ripetuti attacchi e pressioni da parte di rappresentanti cinesi rivolti ai governi degli Stati membri e ai politici democraticamente eletti nell'UE, come il presidente del Senato ceco e il ministro svedese della Cultura;

17.

rileva che dopo il focolaio di COVID-19, la Cina ha fornito contributi di emergenza per la lotta contro il virus e deplora che alcuni dei dispositivi erano difettosi o di scarsa qualità; riconosce, tuttavia, anche gli sforzi dettati da ragioni geopolitiche e geoeconomiche sostenuti dalle campagne di disinformazione e dalla propaganda aggressiva incentrate sulla «diplomazia del virus e del lupo guerriero»; condanna i tentativi della Cina di utilizzare questa «diplomazia del virus» contro l'UE con l'ambizione di plasmare la sua immagine globale come potenza benevola; deplora l'isolamento di Taiwan da parte della Cina in seno all'OMS; invita gli Stati membri a sostenere l'adesione di Taiwan all'OMS/AMS in veste di osservatore e in altre organizzazioni internazionali, alla luce della sua gestione efficace del virus a livello nazionale senza poter contribuire con la sua esperienza alla risposta internazionale all'attuale crisi sanitaria; elogia gli aiuti forniti dalle autorità taiwanesi;

18.

esprime preoccupazione per una serie di errori e per la mancanza di trasparenza connessi alla reazione iniziale della Cina nei confronti dello scoppio dell'epidemia globale di COVID-19, che riguardano l'occultamento dell'entità del problema, i tentativi di manipolare e trattenere le informazioni, la scarsa comunicazione con l'OMS, la censura, la repressione, la minaccia, la persecuzione e la sparizione forzata di informatori, attivisti per i diritti umani e cittadini giornalisti, nonché la creazione di dubbi circa il numero ufficiale di vittime della COVID-19, tutti elementi che hanno avuto un impatto negativo sulla capacità dell'UE di anticipare la crisi di COVID-19, di prepararsi ad essa e di affrontarla, il che ha avuto un costo in termini di vite umane; esorta pertanto il governo cinese a cooperare pienamente con un'indagine internazionale indipendente sulle origini della COVID-19 e invita gli Stati membri a sviluppare un approccio globale nei confronti di una Cina in crescita e a proteggere l'autonomia strategica dell'UE;

19.

chiede una risposta europea nei confronti dell'intensificarsi dell'espansione della Cina verso gli Stati membri e i vicini dell'UE maggiormente esposti; sottolinea che l'attuale corsa per contenere le ricadute economiche della pandemia sarà un'opportunità per gli investimenti strategici cinesi in settori fondamentali come quelli delle telecomunicazioni, dei trasporti e della tecnologia;

20.

esprime preoccupazione per la potenziale «trappola del debito» che potrebbe colpire i paesi africani a seguito della COVID-19, nonché per l'aumento della dipendenza politica ed economica dei paesi terzi dalla Cina, dato che la recessione economica renderà loro difficile rimborsare i prestiti cinesi nell'ambito dell'iniziativa della Nuova via della seta; esorta l'UE e i suoi Stati membri a promuovere la ricerca di soluzioni praticabili in merito all'alleggerimento del debito per i paesi terzi nelle sedi internazionali; invita l'UE e i suoi Stati membri ad assicurare che le deroghe umanitarie alle sanzioni abbiano un effetto immediato e pratico in termini di rapida consegna di attrezzature mediche, forniture e altre forme di assistenza ai paesi colpiti;

21.

invita il VP/AR a riconoscere tali preoccupazioni, a riesaminare le relazioni UE-Cina e a creare al contempo un clima di dialogo, impegno e autentica cooperazione e concorrenza sulla base di una nuova strategia coerente e più assertiva, adattata al mutato panorama geopolitico e geoeconomico e alla strategia a lungo termine nei confronti della Cina, in cui l'UE e gli Stati membri cooperino ove possibile, competano ove necessario e si confrontino ove necessario per difendere i valori e gli interessi europei; è del parere che, nell'ambito di tale nuova strategia, l'UE debba cercare una più stretta collaborazione con i paesi della regione che condividono gli stessi principi e con le altre democrazie, tra cui India, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud, nonché adoperarsi a favore di una strategia europea per la regione indo-pacifica, nell'ambito della quale la strategia dell'UE in materia di connettività dovrebbe essere utilizzata nella massima misura possibile;

India

22.

constata con preoccupazione che, contemporaneamente alla recrudescenza dell'epidemia di COVID-19 in India, con oltre 90 000 decessi registrati finora, prosegue la repressione politica nei confronti dei difensori dei diritti umani e delle libertà individuali sullo sfondo di tensioni basate sulle comunità; ritiene essenziale che tale questione sia iscritta all'ordine del giorno del prossimo dialogo ad alto livello UE-India;

23.

sottolinea l'importanza del partenariato strategico UE-India, la necessità di valorizzarlo e di lavorare di concerto per la stabilità e la sicurezza, segnatamente nell'Oceano Indiano e nel Pacifico;

Russia

24.

esprime profonda preoccupazione per i tentativi sistemici della Federazione russa di minare l'unità dell'UE e la sua risposta alla crisi e di creare sfiducia tra l'UE, i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale mediante l'intensificazione delle campagne di disinformazione dall'inizio della pandemia di COVID-19, gli attacchi informatici contro le organizzazioni di ricerca e la politicizzazione dell'assistenza umanitaria; elogia il SEAE e il dipartimento StratCom East per gli sforzi profusi per individuare e reprimere le campagne di disinformazione dei mezzi d'informazione connessi alla Russia in diversi Stati membri e invita la Commissione ad aumentare gli sforzi e i finanziamenti destinati alla lotta alle notizie false della Russia;

25.

riconosce la chiara dimensione geopolitica e geoeconomica di quanto offerto dalla Russia, rafforzata da una «diplomazia incentrata sul virus» e da una battaglia delle narrative; osserva con preoccupazione che la Russia sta intraprendendo alcune iniziative risolute sulla scena internazionale, con l'obiettivo di promuovere il suo programma geopolitico; chiede all'UE di non ignorare tale questione e di mantenere tra le sue priorità i conflitti in cui la Russia ha un interesse, come quelli con la Bielorussia, l'Ucraina, la Georgia, la Crimea, la Siria e la Libia;

26.

esprime profonda preoccupazione per i tentativi della Russia di sfruttare la pandemia per diminuire ulteriormente lo spazio riservato ai diritti umani nel paese, sostenere i regimi autoritari e continuare la sua politica estera aggressiva; sottolinea che non dobbiamo consentire a paesi come la Russia di utilizzare la crisi per distogliere l'attenzione dai loro notevoli problemi nazionali; esprime preoccupazione per il referendum costituzionale, che ha consentito al presidente russo di servirsi dell'attuale crisi per attuare modifiche costituzionali fondamentali intese a protrarre e rafforzare il suo regime autoritario in Russia;

27.

condanna il tentato omicidio di Alexei Navalny e chiede senza alcun indugio un'indagine indipendente e trasparente sul suo avvelenamento;

28.

invita la Russia a contribuire in maniera significativa a una risposta globale alla crisi, in buona fede e nell'ambito dell'ordine internazionale basato su regole; esprime preoccupazione per l'efficacia e la sicurezza del nuovo vaccino russo attualmente in uso; ricorda che la qualità dei prodotti medici consegnati dalla Russia in alcuni casi è stata molto bassa e quindi inefficace;

Una politica estera dell'UE più incisiva per difendere gli interessi e i valori europei e l'ordine mondiale multilaterale

29.

riconosce i rischi socioeconomici, ambientali, politici e per la sicurezza a livello globale che potrebbero derivare dalle conseguenze della pandemia di COVID-19 ed è preoccupato dal fatto che potenze globali come la Cina e la Russia siano pronte a usare abilmente la crisi per smantellare l'ordine mondiale basato su regole e sostenuto dalle organizzazioni multilaterali;

30.

sottolinea che l'ordine mondiale multilaterale basato su regole è fondamentale per la pace globale, lo Stato di diritto e la democrazia; ritiene che un'Unione europea geopolitica, unitamente ai partner che condividono gli stessi principi, debba rivestire un ruolo più incisivo nella sua difesa e ricostruzione; ritiene che l'UE debba cercare soluzioni per allentare le tensioni tra le diverse potenze, in particolare quando le tensioni ostacolano l'azione multilaterale; osserva che la crisi della COVID-19 ha dimostrato sia la necessità di rafforzare la cooperazione multilaterale, segnatamente nella governance sanitaria globale, sia la necessità di riformare le istituzioni internazionali; invita gli Stati membri dell'UE e il VP/AR a elaborare una «tabella di marcia dell'UE sul multilateralismo» al fine di promuovere e avviare le riforme strutturali delle organizzazioni multilaterali;

31.

invita a esplorare la possibilità di creare un nuovo consesso per la cooperazione multilaterale tra gli alleati occidentali, tra cui Unione europea, Stati Uniti, Giappone, Canada, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, partendo dai risultati raggiunti dalla commissione di coordinamento dei controlli multilaterali sulle esportazioni strategiche; chiede che il mandato di una nuova commissione copra il monitoraggio e il controllo delle esportazioni di tecnologie, dei flussi commerciali e degli investimenti sensibili nei paesi che destano preoccupazioni;

32.

osserva che le ambizioni geopolitiche dell'UE devono essere sostenute da adeguati stanziamenti di bilancio attraverso il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) e deplora i tagli proposti dal Consiglio europeo alle linee di bilancio per gli strumenti di politica estera; chiede che il bilancio dell'UE per l'azione esterna nel QFP 2021-2027 sia rafforzato e sufficiente affinché l'UE disponga delle risorse necessarie per affrontare le sfide nei paesi del vicinato e le conseguenze geopolitiche della COVID-19 e possa rispettare la sua ambizione di diventare un attore geopolitico responsabile;

33.

sottolinea che solo un'UE forte e più unita, dotata di autonomia strategica aperta e sostenuta da capacità militari sufficienti e credibili, nonché da strumenti e meccanismi a sostegno dei partner, sarà in grado di svolgere un ruolo forte nel nuovo ambiente geopolitico e di condurre una politica estera vigorosa e reputa che gli Stati membri dovrebbero conferire al VP/AR un mandato più forte e ben definito per parlare a nome dell'UE, ad esempio istituendo un seggio europeo in seno agli organismi multilaterali; accoglie con favore la conclusione del presidente Charles Michel secondo cui «riveste la massima importanza aumentare l'autonomia strategica dell'Unione»;

34.

ritiene che revocare la regola dell'unanimità in taluni ambiti della politica estera aiuterebbe l'Unione a condurre una politica estera più efficace, proattiva e idonea a rispondere rapidamente alle situazioni di emergenza; invita il Consiglio o il Consiglio europeo a seguire l'invito della Commissione e del Parlamento a passare al voto a maggioranza qualificata, almeno per quanto riguarda i diritti umani o le sanzioni, mediante l'attivazione della «clausola passerella»; sottolinea che l'influenza dell'UE è massima quando gli Stati membri agiscono all'unisono;

35.

pone in evidenza l'importante ruolo delle forze armate nel corso della pandemia di COVID-19; plaude all'assistenza militare alle operazioni di sostegno civile, segnatamente mediante il dispiegamento di ospedali da campo, il trasporto di pazienti e la fornitura e la distribuzione di attrezzature; ritiene che un'operazione congiunta e un coordinamento più approfonditi delle forze armate degli Stati membri nell'ambito dei quadri esistenti (come il progetto relativo alla cooperazione strutturata permanente (PESCO) e il comando medico europeo) o di nuovi quadri (quali treni-ospedale militari) potrebbero accrescere l'efficienza e contribuire alla preparazione dell'UE nella lotta alle pandemie; riconosce che è necessario che il personale militare sia sufficientemente formato e preparato e disponga degli strumenti adeguati per far fronte a questo tipo di compiti essenziali a sostegno dei concittadini;

36.

riconosce la necessità di rivedere le strategie di sicurezza e difesa dell'UE onde sviluppare un'autonomia strategica, anche nel settore sanitario, per essere più preparati e resilienti nei confronti delle minacce nuove e ibride e delle tecnologie che hanno reso la natura delle guerre meno convenzionale e minano il ruolo tradizionale dell'esercito, nonché per un contesto futuro in cui la Russia e la Cina diventano più risolute; sottolinea la necessità di rafforzare la mobilità militare, al fine di aiutare gli Stati membri a intervenire in modo più rapido ed efficace nel contesto di possibili conflitti futuri; sottolinea che la futura «bussola strategica» (Strategic Compass) per la sicurezza e la difesa dovrebbe riflettere tali sviluppi, tenere conto delle più ampie implicazioni geopolitiche della COVID-19 e affrontare l'intero spettro di minacce come una nuova pandemia, le minacce chimiche, biologiche, radiologiche o nucleari (CBRN) e l'ingerenza straniera, ivi compresi la disinformazione o gli attacchi informatici; reputa che, alla luce del nuovo equilibrio politico e di un potenziale deterioramento della sicurezza internazionale a causa della COVID-19, il bilancio dell'UE per la difesa in generale, e il bilancio per la mobilità militare in particolare, non debbano essere ridotti;

37.

sostiene la necessità di proseguire e rafforzare la cooperazione e, ove necessario, il coordinamento tra l'UE e la NATO, ivi compreso il Centro euro-atlantico di coordinamento degli interventi in caso di calamità (EADRCC) o il Centro di eccellenza per la medicina militare della NATO, nonché di contrastare la disinformazione connessa alla COVID-19 e gli attacchi informatici; chiede un forte coordinamento con l'agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA), nonché il sostegno di detta agenzia, e la cooperazione nella pianificazione e nello sviluppo delle capacità militari;

38.

chiede un nuovo approccio istituzionale alla comunicazione strategica al fine di affrontare le sfide e i rischi cui fanno fronte le democrazie liberali occidentali, nonché l'ampliamento e la modernizzazione delle strategie di comunicazione dell'UE affinché i valori e l'azione dell'Unione risultino sufficientemente visibili sia all'interno che all'esterno della stessa, in particolare nei territori vicini; esorta il SEAE a rafforzare ulteriormente la sua capacità di contrastare le ingerenze straniere dolose e la disinformazione, le guerre ibride, la propaganda e lo spionaggio, anche mediante la creazione di specifiche task force StratCom, che si concentrino in particolare sulle attività provenienti a) dalla Cina e b) dal Medio Oriente, compreso l'Iran, e a imporre costi ai paesi e agli attori non statali che diffondono deliberatamente la disinformazione per dividere e danneggiare l'Unione e i suoi Stati membri; riafferma il suo impegno a sviluppare quadri coordinati legislativi e non legislativi e a migliorare gli sforzi di coordinamento e della condivisione di informazioni tra gli Stati membri a livello di Unione al fine di contrastare la disinformazione;

39.

plaude all'operato di EUvsDisinfo e al ruolo svolto dalla società civile, dalle organizzazioni di base, dai giornalisti indipendenti e dalle organizzazioni dei media nella lotta alla disinformazione; sottolinea l'importanza della posizione di principio dell'UE sulla lotta alla disinformazione connessa alla diffusione del virus della COVID-19 e agli attacchi informatici contro le infrastrutture critiche; invita le piattaforme dei social media ad agire attivamente e ad adottare misure volte a prevenire la diffusione della disinformazione e dell'incitamento all'odio in merito al virus della COVID-19 e ritiene che dovrebbero investire nella lotta ai reati informatici e aumentare la consapevolezza di tale crescente minaccia;

40.

sottolinea che avere il più grande mercato di consumatori al mondo, con quasi 500 milioni di persone, conferisce notevole influenza all'UE sulla scena globale e ritiene che una Commissione geopolitica dovrebbe sfruttare tale influenza, in particolare attraverso la sua politica commerciale, per difendere gli interessi dell'UE quando gli altri paesi non sono pronti a rispettare i diritti umani, lo Stato di diritto o i trattati internazionali;

41.

osserva che la pandemia di COVID-19 ha messo in luce la necessità di ridurre la dipendenza dell'UE dai paesi terzi in determinati settori strategici e di carattere esistenziale come la sanità e sostiene fermamente la diversificazione e la rilocalizzazione delle sue catene di approvvigionamento più importanti; sottolinea che la COVID-19 ha messo in luce le vulnerabilità dell'interconnessione e l'interdipendenza e ha determinato un aumento del protezionismo; sottolinea pertanto l'importanza di trovare il giusto equilibrio tra il miglioramento della resilienza delle nostre catene del valore per raggiungere l'autonomia strategica, il rafforzamento della competitività globale dell'UE e il mantenimento di relazioni commerciali quanto più aperte possibile;

42.

rammenta la sua urgente richiesta di un solido regime di sanzioni globali per affrontare gravi violazioni dei diritti umani prima della fine del 2020, che rappresenterebbe l'equivalente europeo della cosiddetta legge Magnitsky; sottolinea che dovrebbe comprendere atti di corruzione ad alto livello quali criteri per le sanzioni; accoglie con favore l'annuncio della presidente von der Leyen secondo cui la Commissione presenterà quanto prima una proposta e invita il Consiglio europeo ad adottare il meccanismo di sanzioni globali dell'UE in materia di diritti umani quale decisione relativa agli interessi e agli obiettivi strategici dell'Unione a norma dell'articolo 22, paragrafo 1, TUE;

43.

è profondamente preoccupato per lo sproporzionato impatto negativo della pandemia di COVID-19 sui migranti e sui rifugiati; esorta i governi, nelle rispettive politiche estere, ad adottare risposte basate sul rispetto dei diritti umani e della dignità, nonché soluzioni che affrontino la vulnerabilità di migranti e rifugiati e il loro bisogno di protezione, in linea con i principi di solidarietà e di partenariato, e che contemplino percorsi di migrazione legale adeguati e accessibili; sottolinea l'importanza di difendere il diritto di asilo in tutto il mondo;

44.

invita l'UE ad avviare una campagna globale per promuovere le raccomandazioni delle Nazioni Unite in merito alla riduzione della popolazione carceraria attuando regimi di rilascio anticipato, provvisorio o temporaneo dei detenuti a basso rischio; esorta in particolare affinché siano rilasciate tutte le persone detenute per aver espresso opinioni critiche o dissenzienti o per le loro attività a favore dei diritti umani e chiede di ridurre l'utilizzo del trattenimento dei migranti e i campi di rifugiati chiusi;

45.

riconosce il ruolo decisivo che le donne hanno svolto nel far fronte alla crisi della COVID-19 e l'impatto di genere della pandemia; rimane profondamente preoccupato per il bilancio senza precedenti che la crisi della COVID-19 ha sui progressi in termini di uguaglianza di genere in tutto il mondo per quanto riguarda le disparità nella divisione del lavoro, in termini sia di incombenze domestiche sia di servizi pubblici di assistenza, in una situazione in cui le donne rappresentano circa il 70 % degli operatori sanitari globali, e chiede di tenere conto della necessità delle donne e dei gruppi emarginati in una risposta globale alla pandemia, dal momento che essi sono ancora raramente rappresentati ai tavoli negoziali ove sono stabilite le risposte alla crisi;

46.

è convinto che una risposta basata sui diritti umani alla pandemia di COVID-19 costituisca l'approccio più efficace, inclusivo e sostenibile per gestire la crisi attuale; ricorda che la risposta dei paesi terzi alla crisi della COVID-19 non deve violare i diritti umani o il diritto internazionale, deve limitarsi alle misure proporzionate e strettamente necessarie e deve essere soggetta a un controllo periodico e circoscritta nel tempo; invita le delegazioni dell'UE a monitorare attentamente la situazione globale dei diritti umani, identificare tendenze e sostenere le organizzazioni internazionali, regionali e locali, i cittadini e la società civile nei loro sforzi per invertire l'impatto negativo della crisi della COVID-19 sui diritti umani nel mondo; invita la Commissione ad assicurare che le conseguenze della COVID-19 non compromettano l'attuazione degli impegni e dei valori dell'Unione in materia di diritti umani già presenti nel piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024;

47.

sottolinea l'importanza strategica della guida e del sostegno dell'UE nei confronti dei paesi del vicinato, sia ad est che a sud, e della regione artica, aiutandoli nella loro lotta alla pandemia di COVID-19; chiede di aumentare il sostegno alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti umani e alle riforme nel vicinato;

48.

pone in evidenza che l'UE deve offrire ai paesi dei Balcani occidentali che non fanno ancora parte dell'UE un'opportunità equa di aderire all'Unione e che l'UE deve consolidare i propri sforzi tesi a investire nella regione; sottolinea che il processo di allargamento dell'UE e l'accento dell'UE sul sostegno ai processi di riforma nei Balcani occidentali stanno continuando nonostante la pandemia in atto; elogia l'iniziativa di assistenza finanziaria della Commissione e l'inclusione nell'aggiudicazione congiunta delle attrezzature mediche nell'UE per sostenere i Balcani occidentali nel far fronte alla pandemia di COVID-19; chiede l'inclusione di tutti i paesi dei Balcani occidentali nel Fondo di solidarietà dell'UE e ribadisce che gli aiuti ai nostri partner devono essere accompagnati da una vigorosa campagna di comunicazione;

49.

sottolinea che la crisi della COVID-19 potrebbe destabilizzare i paesi africani, che spesso hanno infrastrutture sanitarie fragili e debiti elevati, fungendo da «moltiplicatore dei conflitti»; chiede di rafforzare e coordinare in maniera più efficace la cooperazione UE-Africa, di ampliare gli investimenti privati, promuovere l'assistenza finanziaria e i piani per la ripresa e di fornire un'alternativa agli investimenti cinesi; chiede che l'UE prosegua un dialogo rafforzato finalizzato all'organizzazione del vertice UE-Africa adoperandosi per far sì che l'Africa diventi un partner a lungo termine, affidabile e solido dell'UE;

50.

sottolinea che le sanzioni non dovrebbero impedire una risposta globale alla pandemia di COVID-19; sottolinea nel caso specifico dell'Iran che l'ambito di applicazione dello strumento a sostegno degli scambi commerciali (INSTEX) deve essere ampliato e che questo meccanismo dovrebbe essere utilizzato per migliorare la nostra risposta umanitaria;

51.

sottolinea che i partner dell'UE nelle regioni del Sahel-Sahara e del Corno d'Africa stanno affrontando le conseguenze senza precedenti della pandemia di COVID-19, oltre alla loro lotta in atto contro i gruppi terroristici armati, compresi i jihadisti;

52.

ritiene che le relazioni tra l'UE e l'America latina e i Caraibi siano di interesse strategico e cruciale; sottolinea che l'America latina è stata una delle regioni più colpite dalla pandemia di COVID-19; invita la Commissione a mantenere l'impegno nei confronti dei paesi latinoamericani, stabilire una cooperazione rafforzata in modo da affrontare la pandemia di COVID-19, contribuire ai piani per la ripresa e fornire sostegno politico a tali paesi per evitare un'eccessiva dipendenza dagli aiuti di altri attori geopolitici; invita l'Unione europea e i suoi Stati membri ad attuare l'agenda 2030 e gli OSS quale tabella di marcia per la ripresa;

53.

rileva che l'attuale pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto negativo sulle attuali missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), segnatamente sulle missioni di formazione dell'UE in luoghi come il Mali, la Somalia o la Repubblica centrafricana; ricorda che la presenza e l'impegno credibile dell'Europa sono fondamentali per mitigare le conseguenze umanitarie e socioeconomiche della pandemia di COVID-19; chiede il rafforzamento delle missioni della PSDC incaricate della prevenzione o della mitigazione dei conflitti, in particolare quelle nell'immediato vicinato dell'UE, al fine di contribuire a stabilizzare le situazioni già fragili e prevenire nuove ondate di conflitti e violenze scaturiti dalle ulteriori tensioni causate dalla COVID-19; invita gli Stati membri a mettere a disposizione più personale civile e militare per tali missioni e operazioni e chiede inoltre, a tale riguardo, la rapida adozione dello strumento europeo per la pace; esorta il SEAE ad adoperarsi a favore della resilienza e della sostenibilità delle missioni e delle operazioni della PSDC durante crisi quali la pandemia di COVID-19; insiste sull'importanza di mantenere la continuità delle missioni e delle operazioni della PSDC in tale contesto; chiede una revisione completa dell'impatto della COVID-19 sulla preparazione, sulla prontezza, sulla costruzione della forza, sulla sicurezza del personale e sulla continuità delle operazioni e delle missioni della PSDC;

54.

invita il SEAE, la Commissione e gli Stati membri a integrare la parità di genere, la dimensione di genere e una prospettiva intersettoriale, che comprenda una rappresentanza equa e diversificata, nella politica estera e di sicurezza dell'UE, e a riconoscere le diverse esperienze delle donne e di altri gruppi emarginati sui quali la pandemia ha avuto effetti deleteri;

55.

crede fermamente che la cooperazione in materia di cambiamenti climatici possa fungere da base per la creazione di una cooperazione globale più ampia in risposta alla COVID-19, il rafforzamento del sistema multilaterale e il ripristino della fiducia nella necessità di un sistema basato su regole;

56.

ritiene che la crisi della COVID-19 abbia reso ancora più evidenti alcune carenze della nostra Unione, dimostrando nel contempo l'urgente necessità di un'UE efficace, efficiente e autonoma, sia internamente che sulla scena globale, dotata di meccanismi per prevenire e combattere le crisi, tra cui strumenti finanziari; è del parere che la conferenza sul futuro dell'Europa offrirà una piattaforma soddisfacente per progredire verso la costruzione di un processo decisionale più efficiente per quanto riguarda le politiche esterne dell'UE; è pertanto determinato ad avviare la conferenza quanto prima;

57.

rileva l'impatto che la COVID-19 ha avuto sulle regioni più vulnerabili, comprese le regioni in situazioni di conflitto e i paesi meno sviluppati; esorta il vicepresidente/alto rappresentate a insistere per un cessate il fuoco locale e regionale e per accordi finalizzati a una tregua nonché a sostenere l'iniziativa di António Guterres, presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per un cessate il fuoco globale; ricorda la necessità di rispettare i principi umanitari dell'imparzialità e della neutralità nell'erogazione degli aiuti, anche in risposta alle esigenze connesse alla COVID-19; invita l'UE a difendere gli accessi umanitari alle zone remote di conflitto e sottolinea che qualsiasi azione esterna nei paesi colpiti dai conflitti deve basarsi su una valutazione dei rischi e delle vulnerabilità che tenga conto delle situazioni di conflitto, tra cui le prospettive delle donne e un'attenzione particolare al consolidamento della pace;

58.

accoglie con favore il rifiuto del nazionalismo dei vaccini da parte dell'UE; ribadisce che l'UE deve svolgere un ruolo di primo piano nell'agevolare l'accesso ai vaccini in maniera equa per tutta la popolazione mondiale; invita la Commissione a collaborare con i suoi partner internazionali per assicurare che nessuno sia lasciato indietro quando sarà reso disponibile un vaccino;

o

o o

59.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché agli Stati membri.

(1)  Testi approvati, P9_TA(2020)0054.

(2)  GU C 388 del 13.11.2020, pag. 11.


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