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Document 52020IP0321

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2020 su una nuova strategia industriale per l'Europa (2020/2076(INI))

OJ C 425, 20.10.2021, p. 43–62 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

20.10.2021   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 425/43


P9_TA(2020)0321

Una nuova strategia industriale per l'Europa

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2020 su una nuova strategia industriale per l'Europa (2020/2076(INI))

(2021/C 425/06)

Il Parlamento europeo,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 9, 151 e 152, l'articolo 153, paragrafi 1 e 2, nonché l'articolo 173 che riguarda la politica industriale dell'UE e fa riferimento, tra l'altro, alla competitività dell'industria dell'Unione,

visti gli articoli 14, 27 e 30 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

visti il TFUE e il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3, e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

visto l'articolo 3, paragrafo 3, TUE che fa riferimento al mercato interno, allo sviluppo sostenibile e all'economia sociale di mercato,

visto il pilastro europeo dei diritti sociali,

viste le conclusioni dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società 2020, pubblicate l'11 giugno 2020,

visto il documento della Commissione del 2 giugno 2020 relativo alla tabella di marcia della strategia farmaceutica — Un accesso tempestivo dei pazienti a medicinali a costi accessibili,

vista la comunicazione della Commissione del 27 maggio 2020 dal titolo «Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione» (COM(2020)0456),

vista la comunicazione della Commissione del 27 maggio 2020 dal titolo «Programma di lavoro adattato 2020 della Commissione» (COM(2020)0440),

vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo «Una strategia europea per i dati» (COM(2020)0066),

visto il Libro bianco della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo «Intelligenza artificiale — Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia»(COM(2020)0065),

vista la relazione della Commissione del 19 febbraio 2020 sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale, dell'Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità (COM(2020)0064),

vista la sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa (1),

viste le previsioni economiche europee della primavera 2020 pubblicate dalla Commissione,

viste le conclusioni del Presidente del Consiglio europeo del 23 aprile 2020 a seguito della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo,

vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze (2),

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante, dell'8 aprile 2020. sulla risposta globale dell'UE alla pandemia di COVID-19 (JOIN(2020)0011),

viste le conclusioni del Presidente del Consiglio europeo del 17 marzo 2020 a seguito della videoconferenza con i membri del Consiglio europeo sulla COVID-19,

vista la comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020 dal titolo «Risposta economica coordinata all'emergenza COVID-19» (COM(2020)0112),

viste la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2020 dal titolo «Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare — Per un'Europa più pulita e più competitiva» (COM(2020)0098), le conclusioni relative a una «Maggiore circolarità — Transizione verso una società sostenibile», adottate dal Consiglio nella sua 3716a sessione tenutasi il 4 ottobre 2019 (12791/19) e la comunicazione della Commissione del 2 dicembre 2015 dal titolo «L'anello mancante — Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare» (COM(2015)0614),

vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo «Una nuova strategia industriale per l'Europa» (COM(2020)0102),

vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo «Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale» (COM(2020)0103),

vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (UE) 2018/1999 (Legge europea sul clima) presentata dalla Commissione il 4 marzo 2020 (COM(2020)0080),

vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo «Plasmare il futuro digitale dell'Europa» (COM(2020)0067),

visto il programma di lavoro della Commissione 2020 dal titolo «Un'Unione più ambiziosa» (COM(2020)0037),

vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo (3),

vista la comunicazione della Commissione del 14 gennaio 2020 sul piano di investimenti per un'Europa sostenibile (COM(2020)0021),

vista la relazione della Commissione del 28 novembre 2019 dal titolo «Piano generale per una trasformazione competitiva delle industrie dell'UE ad alta intensità energetica così da conseguire un'economia circolare a impatto climatico zero entro il 2050» (relazione del gruppo ad alto livello sulle industrie ad alta intensità energetica),

vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2019 sull'equità fiscale in un'economia digitalizzata e globalizzata: BEPS 2.0 (4),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019 (EUCO 29/19),

vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 20 giugno 2019 su «Una nuova agenda strategica dell'UE per il periodo 2019-2024» (EUCO 9/19),

viste le conclusioni relative a «Una nuova strategia di politica industriale dell'UE», adottate dal Consiglio nella sua 3655a sessione del 29 novembre 2018 (14832/2018),

vista la comunicazione della Commissione del 22 maggio 2018 dal titolo «Una nuova agenda europea per la cultura» (COM(2018)0267),

vista la comunicazione della Commissione del 13 settembre 2017 dal titolo «Investire in un'industria intelligente, innovativa e sostenibile — Una nuova strategia di politica industriale dell'UE» (COM(2017)0479),

vista la sua risoluzione del 5 luglio 2017 sulla creazione di un'ambiziosa strategia industriale per l'UE come priorità strategica per la crescita, l'occupazione e l'innovazione in Europa (5),

vista la sua risoluzione del 1o giugno 2017 sulla digitalizzazione dell'industria europea (6),

vista l'interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione sulla creazione di un'ambiziosa strategia industriale per l'UE come priorità strategica per la crescita, l'occupazione e l'innovazione in Europa (O-000047/2017),

vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul tema «Verso un atto sul mercato unico digitale» (7),

vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 dal titolo «Digitalizzazione dell'industria europea — Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale» (COM(2016)0180),

visto l'accordo di Parigi, ratificato dal Parlamento europeo il 4 ottobre 2016,

vista la sua risoluzione del 5 ottobre 2016 sulla necessità di una politica europea di reindustrializzazione alla luce dei recenti casi di Caterpillar e Alstom (8),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 dicembre 2016 e del 23 giugno 2017,

vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2016 su una politica coerente dell'UE per le industrie culturali e creative (9),

viste le conclusioni del Consiglio sull'agenda per la competitività industriale, sulla trasformazione digitale dell'industria europea e sul pacchetto finalizzato alla modernizzazione delle tecnologie e dei servizi pubblici nel mercato unico digitale,

vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo «Commercio per tutti — Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile» (COM(2015)0497),

vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2014 sulla reindustrializzazione dell'Europa per promuovere la competitività e la sostenibilità (10),

vista la comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2014 dal titolo «Per una rinascita industriale europea» (COM(2014)0014),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 22 maggio 2013 e del 22 marzo 2019 (EUCO 1/19),

visto l'articolo 54 del suo regolamento,

visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione giuridica,

vista la lettera della commissione per la pesca,

vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0197/2020),

A.

considerando che l'Unione europea necessita di una nuova strategia industriale in linea con l'obiettivo della neutralità climatica entro e non oltre il 2050, che creerà le condizioni per una società innovativa, inclusiva, resiliente e digitalizzata e darà un importante contributo alla competitività globale delle industrie europee; che tale strategia dovrebbe preservare elevati livelli di occupazione e posti di lavoro di qualità, senza lasciare indietro nessuno; che siffatta strategia deve garantire la duplice transizione verso una base industriale europea moderna, digitalizzata, che sfrutti appieno il potenziale delle energie rinnovabili, altamente efficiente sotto il profilo energetico ed efficiente sotto il profilo delle risorse, nonché climaticamente neutra; che la strategia dovrebbe altresì rafforzare la leadership mondiale europea e ridurre la dipendenza dell'Unione da altre parti del mondo nelle catene strategiche del valore attraverso la diversificazione e una loro maggiore sostenibilità, evitando la delocalizzazione delle industrie europee, preservando nel contempo l'apertura del mercato;

B.

considerando che la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze hanno provocato una recessione economica senza precedenti in Europa, che rischia di esacerbare le disuguaglianze e le tensioni sociali nell'Unione, in particolare tra i cittadini più vulnerabili;

C.

considerando che la competitività industriale e la politica climatica si rafforzano reciprocamente e che un'industria innovativa e a impatto climatico zero creerà posti di lavoro a livello locale e garantirà la competitività dell'economia europea; che tale approccio andrebbe applicato a tutte le politiche inerenti alla transizione verde e digitale;

D.

considerando la necessità che l'Unione liberi le potenzialità imprenditoriali inutilizzate di particolari gruppi sociali tra i quali devono essere pienamente sviluppate, inclusi i giovani, i migranti, gli anziani e le donne; che la strategia industriale dell'Unione potrebbe offrire l'occasione di promuovere la cultura imprenditoriale delle categorie sottorappresentate o dei gruppi svantaggiati e permettere loro di contribuire pienamente alla transizione digitale e verde;

E.

considerando che tutti i settori dell'economia, in particolare le PMI, sono stati impattati dalla pandemia di COVID-19 e dalla recessione economica senza precedenti che essa ha provocato, e che alcuni settori hanno persino subito una completa battuta d'arresto; che in tale contesto non si potrà garantire una ripresa rapida e giusta in una situazione di status quo e che qualsiasi strategia industriale orientata al futuro dovrebbe affrontare in primo luogo la questione della ripresa industriale e della competitività mondiale a lungo termine, in particolare nei settori in espansione e in quelli più duramente colpiti dalle misure di confinamento imposte per la COVID-19;

F.

considerando che, a causa dei nuovi debiti contratti per superare la recessione economica, le imprese si ritroveranno probabilmente con una struttura finanziaria più fragile, il che comporterà un rallentamento della crescita e la carenza di capacità di investimento nel breve, medio e lungo periodo per il conseguimento della duplice transizione verso un'economia digitalizzata e climaticamente neutra;

G.

considerando che, in tali circostanze, l'Unione necessita di una strategia industriale articolata in due fasi distinte, vale a dire una incentrata sulla ripresa e l'altra sulla ricostruzione e la resilienza; che la ripresa economica dovrebbe basarsi su un deciso approccio sociale ed ecosostenibile e favorire la ricostruzione industriale verso la riuscita della trasformazione digitale e verde, con una manodopera qualificata che accompagna tali trasformazioni e garantisce una transizione equa e giusta;

H.

considerando l'elevata interconnessione del settore industriale in Europa, la presenza di profonde interrelazioni tra gli Stati membri e l'esistenza di approcci diversi a imprese di dimensioni diverse; considerando che, di conseguenza, una politica europea coordinata che garantisca vantaggi per l'intera catena produttiva, dalle grandi imprese alle PMI, sarà maggiormente in grado di accrescere la competitività e la sostenibilità dell'Europa a livello mondiale;

I.

considerando che l'Unione dovrebbe continuare a perseguire accordi commerciali ambiziosi a livello sia multilaterale sia bilaterale; che, prima della crisi della COVID-19, l'industria europea, pur confermandosi il pilastro dell'economia dell'Unione e dando lavoro a circa 32 milioni di persone, si trovava già a un bivio e che il suo contributo al PIL dell'UE è sceso dal 23 % al 19 % nel corso dell'ultimo ventennio; che l'Unione si trova attualmente ad affrontare un'intensa concorrenza internazionale ed è spesso colpita da misure commerciali sempre più protezionistiche imposte da paesi terzi che non applicano elevate norme ambientali e sociali;

J.

considerando la necessità che la nuova strategia industriale europea garantisca la duplice transizione verso una base industriale europea competitiva e sostenibile; che tale trasformazione rappresenta l'occasione per l'Europa di ammodernare le sue basi industriali, mantenere e rimpatriare posti di lavoro e produzioni industriali chiave e sviluppare le competenze e le capacità che sono essenziali per lo sforzo globale di conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS);

K.

considerando la necessità che la strategia crei il quadro normativo necessario per consentire la duplice transizione, come pure le necessarie infrastrutture e risorse finanziarie, e che si concentri sul principio della «efficienza energetica al primo posto», sul risparmio di energia e di risorse, sulle tecnologie energetiche rinnovabili e a zero o basse emissioni di carbonio, sulla circolarità e sulla non tossicità;

L.

considerando che al di là della crisi della COVID-19, i cambiamenti climatici e il degrado ambientale si confermano tra le maggiori sfide che richiedono un approccio globale comune; che le emissioni industriali dell'UE contribuiscono alle emissioni totali di gas a effetto serra (GES) in Europa; che la decarbonizzazione dell'industria ad alta intensità energetica permane una delle maggiori sfide per il conseguimento della neutralità climatica entro e non oltre il 2050; che tutti i settori dovrebbero contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici dell'Unione;

M.

considerando che la crisi della COVID-19 ha evidenziato il ruolo essenziale delle risorse digitali, tra cui la connettività e le reti, nonché delle competenze digitali, quali strumenti per consentire a lavoratori e imprese di adattare le modalità di svolgimento dei compiti e delle operazioni alla situazione di emergenza; che la resilienza dell'infrastruttura digitale e il miglioramento delle competenze digitali della forza lavoro sono ambiti prioritari in termini di stimolo alla competitività delle imprese europee, in particolare delle PMI;

N.

considerando che la nuova strategia industriale dell'Unione dovrebbe concentrarsi su una maggiore connettività, su livelli digitali potenziati, sull'Internet degli oggetti industriale (IIoT), sull'intelligenza artificiale, sulle tecnologie del registro distribuito, sul calcolo a elevate prestazioni e sul calcolo quantistico; che il settore digitale contribuirà anche al Green Deal europeo e alla transizione industriale verso la neutralità climatica, sia come fonte di soluzioni tecnologiche e di ottimizzazione dei processi industriali, sia migliorando l'efficienza energetica e le prestazioni dell'economia circolare dello stesso settore digitale;

O.

considerando che, ai fini della sovranità e dell'autonomia strategica dell'Unione, occorrono una base industriale autonoma e competitiva e uno sforzo massiccio a favore della ricerca e dell'innovazione, onde sviluppare la leadership nelle tecnologie abilitanti fondamentali e soluzioni innovative, nonché garantire la competitività globale; che la strategia industriale dovrebbe prevedere un piano d'azione per rafforzare, accorciare, rendere più sostenibile e diversificare le catene di approvvigionamento dell'industria europea, al fine di ridurre la dipendenza eccessiva da pochi mercati e accrescerne la resilienza; che andrebbe altresì prevista una strategia di rimpatrio intelligente allo scopo di reinsediare le imprese in Europa, come pure per incrementare la produzione e gli investimenti e spostare la produzione industriale in settori di importanza strategica per l'Unione;

1.

ritiene che tutte le strategie dell'Unione debbano essere imperniate attorno al passaggio a una società resiliente sotto il profilo sociale, economico ed ambientale, a una leadership e un'autonomia strategiche nonché a un mercato unico ben funzionante; è pertanto del parere che sia necessario definire un quadro legislativo e politico pienamente funzionante e lungimirante, basato sulla comprensione delle dinamiche tra il piano per la ripresa, le nostre ambizioni climatiche e digitali e una strategia industriale efficace che razionalizzi i diversi approcci, traguardi e obiettivi; invita la Commissione a definire una strategia industriale globale riveduta che garantisca un quadro politico chiaro e certezza normativa e, tra l'altro:

a)

crei le condizioni per una crescita a lungo termine, migliori la prosperità basata sull'innovazione e la competitività globale dell'Unione e consegua la neutralità climatica;

b)

mobiliti le risorse finanziarie adeguate, tra cui le misure di recupero;

c)

sostenga e gestisca la duplice transizione verde e digitale, preservando e creando posti di lavoro di qualità;

d)

concretizzi il Green Deal europeo;

e)

garantisca, renda più sostenibili, diversifichi e digitalizzi le catene strategiche del valore, anche promuovendo e sostenendo un commercio internazionale basato su regole;

f)

rafforzi lo spirito imprenditoriale, crei un contesto favorevole alle imprese, sostenga le PMI e incoraggi la creazione e la crescita delle imprese, tra cui le start-up;

g)

migliori la resilienza e l'autonomia strategiche dell'Unione, anche per quanto riguarda le materie prime, e rafforzi la leadership tecnologica;

h)

crei le condizioni per uno sviluppo equo e lo incoraggi in tutte le regioni dell'Unione, senza lasciare indietro nessuno;

2.

chiede una strategia industriale inclusiva che coinvolga nel suo sviluppo e nella sua attuazione tutti gli ecosistemi industriali, PMI, regioni, comunità e lavoratori; è del parere che una forte strategia industriale possa contribuire a sanare potenziali fratture e permettere di sfruttare le possibilità create dalla duplice transizione; esprime la convinzione che la politica industriale debba basarsi su un solido pilastro sociale e affrontare tempestivamente le conseguenza sociali dei cambiamenti strutturali;

3.

ritiene indispensabile investire in mercati del lavoro attivi e offrire programmi di istruzione e formazione volti a soddisfare le necessità dell'economia; invita la Commissione a porre in essere una politica dell'Unione che faccia corrispondere il numero di posti di lavoro che potrebbero essere persi nelle industrie tradizionali, alla domanda di manodopera nelle industrie digitali e nelle industrie della trasformazione verde; incoraggia la Commissione e gli Stati membri, data l'improbabilità che questi nuovi posti di lavoro siano creati nelle stesse regioni che perderanno le industrie tradizionali o che siano svolti dagli stessi lavoratori, a facilitare il rilancio economico e sociale dei territori che rischiano lo spopolamento e l'impoverimento, prestando particolare attenzione alle disparità di genere;

4.

ritiene che la duplice transizione rappresenti l'occasione per le zone dominate dai combustibili fossili di progredire verso la prima linea dell'innovazione e un sistema produttivo compatibile con gli obiettivi della neutralità climatica; invita pertanto la Commissione a garantire che tale transizione promuova condizioni per la creazione di posti di lavoro eque e socialmente giuste, nello spirito di non lasciare indietro nessuno, parallelamente alla piena attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, al miglioramento delle norme sociali, del tenore di vita e le buone condizioni di lavoro; sottolinea, a tale proposito, la necessità che ogni azione volta ad accelerare la duplice transizione sia accompagnata da corrispondenti politiche e azioni concrete volte ad affrontare gli effetti negativi sia sulle regioni che sugli individui più vulnerabili;

5.

insiste a tal fine sulla necessità di porre l'accento sulla coesione regionale e sociale e sull'anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni, adattate alle caratteristiche e alle esigenze specifiche del mercato del lavoro locale, allo scopo di rilanciare l'economia delle regioni colpite, nonché di contrastare la disoccupazione e promuovere il ricorso agli investimenti pubblici, anche in settori essenziali particolarmente colpiti dalla pandemia, al fine di sostenere posti di lavoro di alta qualità nell'intera Unione; sottolinea l'importanza della partecipazione dei lavoratori alla gestione e alla governance delle imprese;

6.

insiste sull'individuazione di future insiemi di competenze e su maggiori investimenti nelle risorse umane, nell'istruzione, nella formazione mirata, nel miglioramento delle competenze e nell'apprendimento permanente, onde garantire agli individui e alle regioni prospettive e redditi futuri, nonché di fornire lavoratori qualificati alle imprese; rileva che un'industria competitiva dipende fortemente dall'assunzione e dalla capacità di mantenere personale qualificato con competenze fondamentali nel settore della sostenibilità e della trasformazione digitale delle imprese, e che tale aspetto andrebbe promosso con finanziamenti adeguati a titolo del programma Europa digitale e del programma per il mercato unico;

7.

invita la Commissione e gli Stati membri ad agire per rafforzare il coordinamento delle politiche di istruzione, con massicci investimenti pubblici in tutta Europa; esorta inoltre la Commissione a istituire un gruppo di esperti composto dalle parti interessate incaricato di prevedere futuri deficit e carenze di competenze industriali con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e di risorse digitali, in particolare le capacità dei megadati;

8.

ritiene che la nuova strategia a lungo termine per il futuro industriale dell'Europa debba contribuire alla lotta contro il divario retributivo di genere ancora presente sul mercato del lavoro europeo e nella società europea; invita la Commissione a tenere in debita considerazione la dimensione di genere nell'attuazione della strategia industriale europea, sia durante la ripresa sia nelle fasi di ricostruzione e di trasformazione, anche utilizzando strumenti per il bilancio di genere nella definizione degli strumenti finanziari che sostengono la crescita industriale ed economica dell'Unione;

9.

sottolinea il ruolo fondamentale che può svolgere l'industria europea nell'impegno attivo a favore di ambiziosi obiettivi ambientali, sociali ed economici, anche nel settore dei diritti umani; ritiene che, affinché ciò avvenga, l'UE debba dotarsi di un quadro globale e obbligatorio di dovuta diligenza per le imprese, al fine di individuare, tracciare, prevenire e attenuare i rischi, gli effetti, gli abusi e i danni ambientali e sociali, nonché rispondere degli stessi, nelle sue attività interne e mondiali, e tra le varie catene di approvvigionamento, onde garantire norme minime e creare parità di condizioni;

10.

ritiene che l'Unione necessiti di una strategia industriale che contribuisca alla ripresa industriale dall'attuale crisi economica, attragga investimenti, faciliti l'accesso al capitale e stimoli un'effettiva concorrenza; ritiene pertanto che una strategia aggiornata dovrebbe tenere in considerazione due fasi principali e interconnesse: una prima fase mirata al consolidamento dei posti di lavoro, al ripristino della produzione e al suo adattamento alla «nuova normalità» post COVID-19, e una seconda fase mirata alla ricostruzione e alla trasformazione;

11.

invita, a tale proposito, la Commissione a rafforzare la pertinente legislazione esistente e futura in modo da dare la priorità alla transizione verde e a quella digitale, rafforzando nel contempo la competitività a lungo termine e la resilienza sociale ed economica in entrambe le fasi; invita inoltre la Commissione a stimolare la domanda interna e la crescita a lungo termine dell'Unione attraendo maggiori investimenti, sia pubblici che privati, nella ricerca e nell'innovazione, nello sviluppo delle nuove tecnologie sostenibili e digitali, comprese le industrie ad alta intensità di manodopera, in nuove reti e progetti infrastrutturali compatibili con gli obiettivi del Green Deal europeo, nell'efficienza energetica e delle risorse e nell'economia circolare;

12.

invita la Commissione a preparare una relazione completa in cui si valuti lo stato dell'economia dell'Unione e la fattibilità della realizzazione di una duplice transizione, tenendo conto delle opportunità per le industrie, comprese le PMI, di trarre vantaggio dalle sinergie e di ridurre al minimo i rischi che possono rappresentare le une per le altre, massimizzando i benefici; chiede alla Commissione, sulla base delle sue conclusioni, di adeguare la strategia pubblicata nel marzo 2020 alla situazione attuale e di affrontare entrambe le fasi, continuando a concentrarsi, nel contempo, su una transizione verde, digitale, equa e giusta che rafforzi la sovranità dell'Unione e la sua autonomia strategica;

13.

sottolinea che la strategia industriale dell'Unione deve perseguire obiettivi ben definiti e, nell'interesse della piena trasparenza, invita la Commissione a stabilire definizioni chiare, esplicite e concrete di «strategica», «autonomia», «autonomia strategica», «resilienza», «resilienza strategica» e altri concetti correlati, in modo da garantire che le azioni intraprese in riferimento a tali concetti siano specifiche e mirate alle priorità e agli obiettivi dell'UE;

14.

ritiene che gli strumenti assicurativi tradizionali non siano sufficienti a coprire le perdite derivanti dall'interruzione delle attività causata da una pandemia, e che occorra una soluzione ambiziosa a livello dell'UE per anticipare e gestire gli effetti negativi di una crisi pandemica o sistemica futura sulle persone, sulle imprese e sull'economia; invita la Commissione ad adoperarsi per la creazione di un quadro cui partecipino gli investitori istituzionali, gli Stati membri e l'UE, finalizzato a coprire le perdite derivanti dall'interruzione delle attività nell'eventualità di una pandemia futura;

15.

accoglie positivamente la proposta della Commissione di creare un nuovo strumento dell'Unione europea per la ripresa (Next Generation EU) per un valore di 750 miliardi di EUR; deplora i tagli ai programmi orientati al futuro proposti dal Consiglio europeo nel luglio 2020 per quanto riguarda sia il QFP 2021-2027, sia lo strumento dell'Unione europea per la ripresa, e chiede che la spesa a titolo del bilancio dell'UE per gli sforzi in materia di cambiamenti climatici sia aumentata ad almeno il 30 % del bilancio; ritiene che tali tagli comprometteranno le fondamenta di una ripresa sostenibile e resiliente per l'industria dell'Unione e avranno ripercussioni negative sul conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di neutralità climatica per il 2050, nonché sulla giustizia sociale e sulla competitività globale; chiede pertanto un bilancio dell'UE a lungo termine ambizioso e più forte per il periodo 2021-2027, che non sia al di sotto del livello proposto della Commissione; sottolinea, a tale proposito, la posizione del Parlamento sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell'UE, inclusa l'introduzione di nuove risorse che siano meglio allineate con le principali priorità politiche dell'UE e incentivino i progressi in tale ambito;

16.

accoglie positivamente le misure intraprese dall'Unione per affrontare la crisi della COVID-19, l'iniezione di liquidità da parte della BCE, l'aumento del capitale della BEI per le PMI e l'iniziativa SURE per aiutare gli Stati membri a finanziare i regimi di riduzione dell'orario lavorativo, mantenere l'occupazione e tutelare i lavoratori; si compiace, inoltre, degli eccezionali mezzi finanziari previsti dal quadro per le misure di aiuto di Stato a sostegno delle imprese altrimenti solvibili e dei lavoratori per contrastare le ripercussioni economiche della pandemia; invita tuttavia la Commissione a garantire che gli aiuti forniti nella fase di emergenza siano giustificati dalle conseguenze della pandemia e non causino una mancanza di effettiva concorrenza nel mercato unico, nonché a provvedere affinché nessun settore strategico sia trascurato; attende inoltre con interesse una tempestiva revisione delle norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato al fine di offrire agli Stati membri la flessibilità necessaria per un sostegno mirato alla decarbonizzazione industriale e alla digitalizzazione, con particolare riferimento agli orientamenti in materia di aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente e l'energia; sottolinea, a tale proposito, che qualsiasi revisione delle norme in materia di aiuti di Stato dovrebbe basarsi su una valutazione d'impatto sulla competitività dell'industria europea, tenere conto delle possibili distorsioni a livello globale ed essere pienamente coerente con gli obiettivi dell'UE in materia di neutralità climatica e ambiente per il 2050, come concordato nella legislazione dell'UE sul clima;

17.

sottolinea che gli aiuti di Stato dovrebbero essere concessi soltanto alle imprese che devono far fronte all'impatto economico immediato della COVID-19 e che il rilassamento delle norme in materia di aiuti di Stato dovrebbe essere temporaneo; invita, a tale proposito, la Commissione a proporre un regime specifico di aiuti di Stato volto a sostenere i settori più colpiti dagli effetti negativi delle misure di emergenza COVID-19, quali i settori automobilistico, turistico, aereo, siderurgico e metallurgico; invita la Commissione a stabilire requisiti minimi comuni per le imprese che ricevono assistenza finanziaria, al fine di evitare che i diversi criteri nazionali diano luogo a ulteriori discrepanze; sottolinea che gli aiuti pubblici ricevuti dovrebbero salvaguardare i posti di lavoro ed essere utilizzati per allineare le attività delle imprese interessate agli obiettivi dell'Unione in materia di neutralità climatica e ambiente;

18.

sottolinea che è importante, nel contesto dell'assistenza emergenziale, fornire sostegno alle imprese che rispettano i contratti collettivi applicabili e che non sono registrate nei paradisi fiscali;

19.

sottolinea altresì che tutti gli aiuti di Stato assegnati nel quadro della politica industriale o di qualsiasi altra politica dovrebbero rispettare il comune principio di equilibrio, in modo da garantire parità di condizioni ed evitare all'interno dell'UE qualsiasi tipo di dumping fiscale e di distorsione della concorrenza;

20.

invita la Commissione a definire un approccio chiaro, coerente e accessibile alla definizione del mercato nelle cause in materia di concorrenza nei diversi settori industriali; sottolinea inoltre la necessità di garantire in misura sufficiente la velocità, la trasparenza e la proporzionalità del quadro amministrativo e procedurale relativo ai procedimenti dell'UE in materia di concorrenza e, in particolare, per quanto riguarda il controllo dell'Unione sulle fusioni;

21.

incoraggia la Commissione a prevedere un sistema di comunicazione riguardante le modalità con cui il protezionismo estero influisce sull'industria dell'UE, come pure una valutazione periodica della competitività dei diversi settori industriali dell'Unione rispetto ai suoi principali competitori a livello globale, e ad agire rapidamente ove fossero necessari adeguamenti delle norme dell'Unione;

22.

invita la Commissione, alla luce di un contesto economico globale profondamente mutato, a rivedere le norme antitrust dell'Unione, cercando di trovare un equilibrio tra la necessità di far fronte alla concorrenza su scala globale e la protezione della catena di approvvigionamento e dei consumatori dalle potenziali conseguenze negative di un mercato interno più concentrato;

23.

ritiene che i regimi economici predisposti dai singoli Stati membri per aiutare le PMI, le start-up e le imprese a far fronte alla crisi di liquidità a breve termine siano utili, ma potrebbero aumentare, in alcuni casi, i loro livelli di debito; invita, in tale contesto, la Commissione a sostenere i programmi nazionali e dell'UE volti a incentivare l'aumento di capitale e ad agevolare la ripresa;

24.

invita la Commissione a ripristinare e rinnovare lo spirito dello Small Business Act, mediante iniziative volte a sostenere specialmente le micro imprese e le piccole imprese, poiché le misure improntate a una soluzione universale, valida per tutti, spesso non sono adeguate alle micro imprese e alle PMI; ritiene che le PMI traggano il massimo beneficio da misure di sostegno ad hoc che evitano ostacoli burocratici e assicurano che la liquidità necessaria raggiunga le imprese mediante strumenti efficaci e accessibili e procedure rapide, agili e favorevoli alle PMI; sottolinea che molte PMI non disporranno della liquidità necessaria per investire in una trasformazione digitale sostenibile;

25.

sottolinea che i programmi di finanziamento dell'UE hanno un impatto sull'aumento del livello di crescita a lungo termine delle imprese beneficiarie, ma sottolinea altresì che le imprese, in particolare le PMI, incontrano notevoli difficoltà nell'accedere ai finanziamenti dell'UE; chiede pertanto alla Commissione di seguire anche la strada già sperimentata per il cofinanziamento di regimi nazionali di credito d'imposta provvisori, in modo da promuovere gli investimenti nelle tecnologie digitali e ambientali;

26.

ribadisce l'importanza di misure di sostegno ad hoc rivolte alle PMI mediante un solido sostegno finanziario nel prossimo QFP; incoraggia la Commissione a prendere in considerazione la creazione di un programma di buoni per le PMI che sostenga i loro sforzi, fra cui quelli volti a modernizzare le attrezzature obsolete, migliorare il trasferimento di conoscenze e identificare gli usi più efficaci delle tecnologie, come ad esempio l'intelligenza artificiale industriale, e riqualificare la forza lavoro mediante le competenze immediatamente necessarie per consentire il controllo remoto delle attività, il monitoraggio della produzione e la collaborazione tra i dipendenti, come anche modelli aziendali sostenibili dal punto di vista ambientale, approcci improntati all'economia circolare, l'efficienza energetica e delle risorse, settori in cui il know-how digitale è spesso fondamentale e consente alle PMI di rimanere competitive;

27.

si rammarica del fatto che continui a esistere un divario significativo tra le grandi imprese e le PMI per quanto riguarda l'integrazione delle tecnologie digitali nelle loro attività, come pure un divario tra le imprese pioniere dell'innovazione e quelle che presentano un ritardo in tale settore; sottolinea la necessità di aumentare le opportunità per le PMI con riferimento alla loro capacità di assorbire tecnologie innovative e di ridurre gli squilibri digitali in termini di infrastrutture nelle città più piccole e nelle zone rurali e remote; invita, a tale proposito, la Commissione a sostenere ulteriormente i poli europei dell'innovazione digitale, i quali, grazie alla conoscenza degli ecosistemi locali, rappresentano un modo potenzialmente efficace per ridurre il divario digitale;

28.

ritiene che le imprese dell'economia sociale dovrebbero essere pienamente coinvolte nell'esito della strategia industriale poiché creano un valore pubblico e contribuiscono inoltre allo sviluppo delle comunità locali in cui sono radicate; invita, a tale proposito, la Commissione a tenere conto delle specificità di questa categoria di imprese nella progettazione degli strumenti finanziari e dei programmi di lavoro, in modo da favorire il loro accesso ai finanziamenti;

29.

sottolinea che vi sono attributi specifici che rendono la transizione economicamente sostenibile verso un'economia climaticamente neutra e pienamente digitale particolarmente adatta alle misure di ripresa intese a stimolare rapidamente la domanda dei consumatori e l'occupazione; sottolinea che, in base ai dati disponibili, i progetti verdi e digitali creano più posti di lavoro, producono rendimenti superiori a breve termine per ogni euro speso e comportano maggiori risparmi, in termini di costi a lungo termine, rispetto ai tradizionali stimoli fiscali, poiché il loro effetto si amplifica rapidamente in quanto la tecnologia è prontamente disponibile (ad esempio le energie rinnovabili), tendono a coinvolgere le PMI e a stimolare le economie locali con effetti importanti sull'occupazione, aumentando rapidamente il reddito disponibile dei consumatori (ad esempio l'efficienza energetica) e sono meno esposti agli shock esterni e sono quindi destinati a contribuire a una ripresa sociale ed economica più resiliente;

30.

osserva che, al fine di contribuire a individuare gli investimenti con un elevato impatto ambientale e sociale positivo, la tassonomia dell'UE, ove disponibile, definisce il quadro al fine di stabilire in che misura un investimento è ecosostenibile e garantire che non vengano arrecati danni significativi agli obiettivi ambientali e sociali;

31.

ritiene che l'Unione necessiti di una strategia industriale innovativa che acceleri la digitalizzazione delle nostre industrie e delle nostre PMI, comprese quelle tradizionali, aumenti la capacità industriale dell'Unione nelle infrastrutture e nelle capacità digitali critiche e rafforzi il mercato unico digitale e dei dati; è del parere che l'Unione debba sostenere le imprese nell'automazione e nella digitalizzazione del loro know-how e della loro formazione e negli investimenti nelle apparecchiature digitali (hardware e software), prestando una particolare attenzione a incoraggiare la partecipazione delle donne al processo di digitalizzazione e alla modernizzazione e al miglioramento dei sistemi di formazione e qualificazione; sottolinea l'importanza del programma Europa digitale e di accelerare l'adozione di tecnologie abilitanti ed emergenti nelle industrie; incoraggia la creazione di poli dell'innovazione digitale in tutta l'UE;

32.

invita la Commissione e gli Stati membri a investire, tra l'altro, nell'economia dei dati, nell'intelligenza artificiale antropocentrica, nella produzione intelligente, nell'Internet degli oggetti, nella mobilità, nel supercalcolo, nell'ingegneria e nella tecnologia software, nel cloud, nella tecnologia quantistica, in reti 5G e 6G ad alta velocità resilienti, sicure e a prezzi accessibili, nelle tecnologie di registro distribuito, nella robotica, nelle batterie e nell'Internet via satellite; invita pertanto gli Stati membri e la Commissione, a tal riguardo, a garantire una tempestiva attuazione delle pertinenti misure chiave raccomandate nel pacchetto di strumenti per il 5G in materia di cibersicurezza e in particolar modo ad applicare, se del caso, le pertinenti restrizioni ai fornitori ad alto rischio per gli asset chiave definiti critici e sensibili nelle valutazioni dei rischi coordinate a livello dell'UE;

33.

sottolinea il ruolo fondamentale del settore digitale nel contribuire alla trasformazione del settore industriale, sia come fonte di soluzioni tecnologiche pulite, sia attraverso l'ottimizzazione dei processi industriali e la minimizzazione del relativo impatto ambientale; chiede alla Commissione, alla luce dell'elevato consumo di energia e di risorse connesse alle TIC, di valutare il potenziale impatto ambientale dello sviluppo massiccio di soluzioni digitali, assicurando nel contempo la leadership europea nelle tecnologie digitali e nei centri dati ad alta efficienza energetica e circolari; invita la Commissione a proporre opportunità concrete per soluzioni digitali che contribuiscano alla transizione ecologica e a istituire una metodologia per il monitoraggio e la quantificazione del crescente impatto ambientale delle tecnologie digitali;

34.

sottolinea che i dati svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione delle industrie europee ed evidenzia l'importanza della crescita manifatturiera intelligente e della digitalizzazione; invita la Commissione ad attuare un ambiente unico europeo digitale e dei dati e a garantire e promuovere l'interoperabilità, nonché l'accesso e il flusso di dati e software sicuri all'interno dell'Unione e tra i vari settori, nelle imprese di qualsiasi dimensione e tra le istituzioni pubbliche; invita inoltre la Commissione ad assicurare la leadership europea nella definizione di norme orientate al futuro e nella creazione di strumenti e infrastrutture orientati al futuro per l'archiviazione e il trattamento dei dati e la condivisione dei dati europei in settori chiave, con spazi di dati interoperabili e comuni a livello dell'Unione; invita la Commissione, a tale riguardo, a concentrarsi in particolare sui progetti finalizzati alla gestione e all'etichettatura dei dati, alla standardizzazione del formato dei dati e alla sicurezza dei dati, a sviluppare e trattare i dati sul territorio europeo, in particolare i dati provenienti da enti pubblici, a creare un sistema fiscale digitale migliore in cui i profitti siano tassati e in cui le imprese abbiano un'interazione significativa con gli utenti, e a portare avanti l'elaborazione di norme e certificazioni europee in materia di cibersicurezza, garantendo in tal modo una maggiore competitività, promuovendo tecnologie rivoluzionarie, in particolare per le infrastrutture critiche, anche rivedendo la direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS) e istituendo una rete dei centri di competenza sulla cibersicurezza; invita inoltre la Commissione a garantire una piattaforma equa per le relazioni commerciali che consenta alle imprese dell'UE, in particolare alle PMI, di utilizzare efficacemente i dati generati sulle piattaforme;

35.

riconosce l'importanza di un approccio europeo all'economia dei dati che sia trasparente, attendibile, interoperabile e antropocentrico; invita la Commissione e gli Stati membri a ridurre progressivamente la frammentazione delle diverse strategie nazionali e ad affrontare gli squilibri nel potere di mercato, al fine di sostenere il flusso dei dati, l'interoperabilità, la gestione dei dati, la protezione e il (ri)utilizzo dei dati in tutta l'Unione;

36.

sottolinea la necessità di un quadro giuridico europeo in materia di intelligenza artificiale, robotica e tecnologie connesse che affronti i principi etici e i diritti fondamentali nel loro sviluppo e utilizzo e nella loro diffusione, come pure le questioni inerenti alla sicurezza e alla responsabilità; sottolinea che l'innovazione e la competitività dell'industria dell'Europa richiederanno un quadro orizzontale che rispecchi i valori e i principi dell'Unione, al fine di fornire orientamenti concreti e certezza giuridica ai cittadini e alle imprese, comprese quelle situate al di fuori dell'Unione;

37.

è del parere che qualsiasi azione legislativa nel contesto di una revisione del quadro attualmente applicabile in materia di diritti di proprietà intellettuale debba essere attentamente esaminata poiché potrebbe avere un impatto significativo sull'economia dei dati dell'UE, tuttora fragile e in via di sviluppo; ritiene che non debba esistere alcun diritto di proprietà basato sulla proprietà intellettuale per i dati non personali utilizzati e prodotti da tecnologie come l'intelligenza artificiale;

38.

invita la Commissione a includere nel piano di ripresa misure concrete per attrarre le industrie in Europa, aumentare, rafforzare e promuovere la rilocalizzazione e la diversificazione delle industrie europee in funzione della loro importanza strategica e, dal punto di vista della neutralità climatica, abbreviare e diversificare le catene di approvvigionamento; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di garantire che l'Unione produca una quantità sufficiente di beni strategici, come ad esempio le apparecchiature mediche e sanitarie o le energie rinnovabili, per essere autosufficiente in tempi di crisi e incoraggia il ricorso a incentivi a tal fine, come l'obbligo di acquistare una percentuale più elevata di produzione locale (UE/SEE) dai settori che beneficiano di aiuti di Stato temporanei;

39.

riconosce il rischio che la crisi della COVID-19 porti a un aumento del nazionalismo e del protezionismo economici, ponendo una sfida importante per il libero scambio basato su regole e le catene globali del valore a causa di un ritorno alla nazionalizzazione della produzione e della rottura di tali catene; invita, a tal fine, le parti interessate a diversificare e ad abbreviare le rispettive catene di approvvigionamento e a renderle più sostenibili al fine di ridurre la vulnerabilità;

40.

invita, a tale proposito, la Commissione a sostenere un sistema commerciale multilaterale aperto e disciplinato da regole, che sia coerente con gli sforzi globali volti ad arrestare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità e con le rigorose norme ambientali e sociali dell'UE, che migliori l'accesso ai mercati internazionali per le imprese dell'UE e impedisca agli attori internazionali forti di abusare del loro potere di mercato; è del parere che, in tale contesto, l'Unione dovrebbe ricorrere, ove necessario, alla politica di concorrenza nei confronti delle imprese di paesi terzi, servirsi in modo più assertivo di misure di difesa commerciale in modo da affrontare sistematicamente le pratiche sleali di dumping e di concessione di sovvenzioni e rafforzare l'attuale regime di difesa commerciale;

41.

invita la Commissione a proporre immediatamente un divieto temporaneo delle acquisizioni estere di imprese europee in settori strategici da parte di imprese statali o collegate a governi di paesi terzi; invita inoltre la Commissione a riflettere sulla reciprocità nell'accesso al mercato, a rafforzare e monitorare sistematicamente il quadro di controllo dell'Unione per gli investimenti esteri diretti al fine di proteggere l'accesso alle industrie strategiche, alle infrastrutture, alle tecnologie abilitanti fondamentali e a qualsiasi altra attività di sicurezza e cibersicurezza, nonché a bloccare le acquisizioni «ostili» al fine di salvaguardare la competitività e ridurre le distorsioni del mercato nel mercato unico; accoglie favorevolmente, a tale riguardo, il Libro bianco relativo all'introduzione di condizioni eque di concorrenza per quanto riguarda le sovvenzioni estere; chiede un sostanziale rafforzamento e una rapida adozione del regolamento (UE) n. 654/2014 (il regolamento di esecuzione); sottolinea che si tratta di uno strumento importante per tutelare gli interessi dell'Unione in situazioni in cui paesi terzi adottino misure illegali che hanno effetti negativi sulle imprese dell'UE;

42.

invita il Consiglio a continuare a far avanzare i negoziati sugli strumenti per gli appalti internazionali, che assicurano la reciprocità e norme reciproche; invita la Commissione a proporre strumenti giuridici adeguati per affrontare le distorsioni causate nel mercato unico, comprese le procedure di appalto pubblico; invita la Commissione, in tale contesto, a considerare la possibilità di dare la priorità alle imprese che hanno e mantengono la loro sede, la loro produzione e l'occupazione all'interno dell'Unione; chiede alla Commissione, in assenza di uno strumento forte che regoli gli appalti internazionali e di norme globali efficaci in materia di accesso agli appalti pubblici, di valutare l'introduzione di misure a sostegno delle imprese manifatturiere europee, in particolare le PMI, chiamate a far fronte a un livello sempre maggiore di concorrenza da parte di paesi emergenti che non rispettano le norme commerciali internazionali comuni, né le norme in ambito sociale e ambientale;

43.

ritiene che un approccio globale alla strategia industriale che comprenda tutte le politiche dell'UE possa svolgere un ruolo importante nella diplomazia economica e «industriale»; incoraggia la Commissione a utilizzare attivamente la rete delle camere di commercio dell'UE nei paesi terzi per creare nuovi partenariati commerciali;

44.

accoglie positivamente l'ambizione di creare mercati guida nel campo delle tecnologie digitali e sostenibili dal punto di vista ambientale, e delle soluzioni innovative; considera che il finanziamento della ricerca e dell'innovazione sia essenziale per capacità digitali e progetti industriali innovativi, e ritiene che ciò dovrebbe andare di pari passo con l'attuale analisi da parte della Commissione delle linee guida per «importanti progetti di comune interesse europeo» (IPCEI); è del parere che la resilienza e l'autonomia strategica dovrebbero essere considerate criteri di definizione e che gli IPCEI dovrebbero rispettare la neutralità climatica e gli obiettivi digitali dell'Unione; invita la Commissione ad aumentare la trasparenza nell'attuazione degli IPCEI e a garantire la partecipazione delle PMI; invita inoltre la Commissione ad accelerare l'emergere di leader europei e/o di ecosistemi in settori industriali strategici che siano in grado di competere su scala globale, i quali contribuiranno a realizzare un'economia neutrale dal punto di vista climatico e una leadership digitale senza creare distorsioni di concorrenza nell'Unione e senza erodere la fiducia per quanto riguarda l'apertura del mercato e l'accesso ad esso;

45.

invita la Commissione a continuare il lavoro sulle catene del valore assicurando un seguito adeguato alle azioni proposte per le sei catene del valore strategiche individuate dal Forum strategico per importanti progetti di comune interesse europeo, e a creare condizioni di applicazione trasparenti per progetti comuni IPCEI che siano uniformi in tutti gli Stati membri, al fine di garantire che essi vadano a beneficio dell'Unione nel suo complesso; invita altresì la Commissione, nel contesto dell'attuale crisi, a investire in progetti che presentino un chiaro valore aggiunto europeo nonché a semplificare le procedure amministrative, ad ampliare i criteri per l'ammissibilità dei costi e ad aumentare i finanziamenti;

46.

ritiene che l'iniziativa «Next Generation EU» costituisca il pilastro della prima fase della ripresa industriale dell'UE dalla COVID-19; invita la Commissione a garantire che il fondo sia attuato rapidamente e chiede che il Parlamento sia pienamente coinvolto nel processo decisionale e di attuazione onde assicurare la responsabilità democratica e massimizzare la trasparenza e il controllo parlamentare; chiede inoltre che, per un efficace frontloading dei 750 miliardi di EUR, «Next Generation EU»:

a)

preveda obiettivi per investimenti sociali, sostenibili e digitali, al fine di minimizzare gli impatti negativi e massimizzare i benefici nella dimensione climatica, ambientale e sociale;

b)

rivolga un'attenzione specifica alle PMI, che sono state le più colpite dalla crisi COVID-19, e sostenga il loro accesso ai finanziamenti;

c)

sia direttamente gestita, ove possibile, dalla Commissione in stretta cooperazione con gli Stati membri e attraverso programmi europei, al fine di procedere in modo più coordinato, così da incidere più efficacemente sul mercato globale e massimizzare la trasparenza e il controllo parlamentare, nonché evitare distorsioni e perturbazioni interne ed esterne del mercato unico;

d)

tenga conto delle specificità degli Stati membri, che sono stati colpiti dalla crisi in modi diversi;

e)

ripartisca gli aiuti finanziari tra i diversi ecosistemi industriali, comprese le microimprese e le PMI, in funzione dei danni subiti, dell'impatto sociale, delle difficoltà incontrate e dell'importo del sostegno finanziario nazionale già ricevuto a titolo di regimi di aiuto nazionali, tenendo conto delle interdipendenze strutturali tra le diverse catene del valore; tenga conto degli insegnamenti tratti dalle precedenti misure di sostegno pubblico per rispondere alla crisi economica e finanziaria del 2008-2009 e del suo impatto sulla resilienza e sulla ripresa economica e sociale a lungo termine; tenga conto altresì del fatto che il fondo deve essere subordinato a criteri che garantiscano che i finanziamenti non siano utilizzati per pagare vecchi debiti o sostenere tecnologie obsolete, e che le imprese che contribuiscono alla crescita a lungo termine siano sostenute e abbiano un forte potenziale di rilancio dell'economia; tenga conto infine del fatto che la spesa per la ripresa dovrebbe essere convogliata anche verso settori con un potente effetto moltiplicatore e rispettosi del clima e dell'innovazione, che contribuiranno alla futura resilienza economica dell'UE;

f)

sostenga i regimi fiscali nazionali che incentivano gli investimenti azionari del settore privato e consentono alle imprese di convertire in capitale proprio parte dei prestiti concessi dal fondo;

g)

assegni finanziamenti dedicati alle imprese, in particolare le PMI, le microimprese e le start-up, che hanno piani aziendali e operazioni che coinvolgono innovazioni, tecnologie e servizi chiave, tra cui l'avanzamento della trasformazione digitale e verde, o le cui operazioni sono necessarie per l'autonomia strategica dell'Unione in settori critici, con particolare riferimento a un rafforzamento della circolarità, all'efficienza e ai risparmi sotto il profilo energetico e delle risorse, e al passaggio alle energie rinnovabili; contribuisca a rendere le nostre catene di approvvigionamento più resilienti e meno dipendenti, riorganizzandole, diversificandole e rafforzandole, ed evitando al tempo stesso la discriminazione nei confronti delle imprese che attraversano un'emergenza e che hanno bisogno di essere accompagnate nella loro transizione;

h)

destini finanziamenti alle grandi aziende che hanno piani credibili per la transizione verso un modello di business neutro dal punto di vista climatico;

i)

rafforzi il programma di garanzie della BEI e lo renda complementare ai programmi nazionali, cosicché possa funzionare come una preziosa aggiunta e potenzi il loro impatto sul terreno;

j)

dia la preferenza alle aziende che si impegnano a garantire la trasparenza e la visibilità dei finanziamenti dell'UE, a mettere in atto sistemi che incoraggiano la partecipazione dei lavoratori alle questioni aziendali e a rispettare i loro obblighi di rendicontazione non finanziaria;

47.

evidenzia la necessità di dare supporto a una ripresa sostenibile ed equa, a garanzia del benessere dei cittadini al di là della crisi COVID-19; è del parere che il fondo dovrebbe promuovere la sostenibilità e la competitività delle industrie europee, oltre a garantire transizioni industriali, digitali e verdi, eque e giuste;

48.

ritiene che, parallelamente alla crisi attuale, l'Unione dovrebbe preparare e anticipare una seconda fase della sua strategia industriale, garantendo la competitività, la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione delle sue industrie e portando a una resilienza di lungo termine su una base socialmente responsabile; ricorda che il ruolo degli Stati membri sarà fondamentale per il successo di una ripresa che faccia leva sulle limitate risorse dell'UE e che la politica industriale dovrebbe diventare un compito orizzontale per la Commissione;

49.

ritiene che l'Unione abbia bisogno di una strategia industriale che abbracci la protezione della salute ambientale e della biodiversità, e insiste sulla necessità di accelerare la trasformazione della nostra industria in modo neutrale dal punto di vista climatico; sottolinea che gli investimenti devono essere compatibili con gli obiettivi di neutralità climatica per il 2050, poiché altrimenti si corre il rischio di creare attivi non recuperabili ed effetti «lock-in» in tecnologie basate sui combustibili fossili e dannose per l'ambiente;

50.

sottolinea che una strategia industriale europea veramente efficace e la relativa politica devono essere costruite su un'azione e obiettivi ambiziosi in materia di clima sulla base della legge sul clima, fornendo una tabella di marcia per plasmare l'industria del futuro con tutti i settori che contribuiscono a raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica il più presto possibile e al più tardi entro il 2050;

51.

mette in risalto la necessità di allineare la nuova strategia industriale con l'obiettivo di un'economia climaticamente neutra entro il 2050, sottolineando nel contempo che le politiche climatiche dell'Europa devono basarsi su dati concreti;

52.

sottolinea che esiste un potenziale significativo nei mercati nazionali e globali per le tecnologie a zero e a basse emissioni, le energie rinnovabili e i prodotti, i processi e i servizi sostenibili, lungo l'intera catena del valore, dalle materie prime alle industrie ad alta intensità energetica, all'industria manifatturiera e al settore dei servizi industriali; ritiene, inoltre, che la legge sul clima possa contribuire fortemente a razionalizzare gli sforzi in vista del raggiungimento della neutralità climatica al più tardi entro il 2050, stabilendo gli obiettivi climatici per il 2030 e il 2050 nella legislazione dell'Unione; ritiene che occorra anche un quadro strategico più olistico e sistematico, al fine di garantire la coerenza fra tutte le politiche dell'Unione, nonché la certezza e la prevedibilità normativa a lungo termine per gli investitori, e un approccio di governance coerente, prevedibile e inclusivo in tutti i settori di politica, che apra la strada a una strategia chiara e prevedibile per le industrie europee;

53.

valuta positivamente il proposto Forum industriale: invita la Commissione a procedere con la sua istituzione e ad avviare in tale contesto un dialogo con una rappresentanza equilibrata di tutti gli esperti scientifici, le organizzazioni e i portatori di interessi pertinenti, compresi la società civile, le organizzazioni dei consumatori e i sindacati, per monitorare costantemente i progressi compiuti dai singoli settori industriali a livello dell'UE in direzione degli obiettivi di neutralità climatica da raggiungere al più tardi entro il 2050, e riferire regolarmente al riguardo, nonché per consigliare la Commissione sul contributo e sulla coerenza degli investimenti rispetto agli obiettivi ambientali e climatici dell'UE, in linea con il regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia;

54.

ritiene che tutti i settori dovrebbero contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici dell'Unione e, a tale riguardo, sottolinea l'importanza che riveste per la Commissione lo sviluppo di strategie settoriali che stabiliscano le azioni necessarie per raggiungere detti obiettivi e garantiscano la coerenza strategica; esorta a eliminare in modo rapido i combustibili fossili e sottolinea la necessità di istituire un sistema energetico altamente efficiente e neutro dal punto di vista climatico, a prezzi globalmente competitivi per le industrie; mette in evidenza il ruolo che l'energia e le materie prime pulite, sostenibili e accessibili svolgono nella transizione verso economie altamente efficienti dal punto di vista energetico e a impatto climatico zero; sottolinea la necessità di garantire che l'uso di fonti energetiche come il gas naturale sia soltanto temporaneo, considerato l'obiettivo di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050; sottolinea inoltre che l'ulteriore integrazione del mercato dell'energia dell'UE svolgerà un ruolo importante nel migliorare l'accessibilità economica e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico; sottolinea altresì, a questo proposito, la necessità di accelerare lo sviluppo e l'integrazione delle capacità rinnovabili nel mix energetico e di facilitare la diffusione della produzione di idrogeno basata sulle rinnovabili, quale potenziale tecnologia innovativa per i settori «difficili da abbattere»; accoglie con favore l'avvio di un'alleanza per l'idrogeno pulito e di un'alleanza per le industrie a basse emissioni di carbonio; sottolinea la necessità di accelerare la ricerca sulla produzione su larga scala di idrogeno e combustibile verde, su tecnologie di decarbonizzazione come le infrastrutture per la cattura e lo stoccaggio del carbonio nei processi industriali, gli impianti di bioenergia e le strutture di produzione, in vista della transizione energetica, esplorando anche il potenziale utilizzo di fonti di energia geotermiche; ribadisce che ciò richiede la disponibilità su larga scala di energia pulita e accessibile, e di infrastrutture di supporto, in linea con le esigenze di decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica;

55.

invita le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, le regioni, l'industria e tutti gli altri attori pertinenti a collaborare per migliorare l'efficienza energetica europea, a creare mercati guida per le tecnologie e le innovazioni per il clima nell'Unione, e a dare priorità agli investimenti nelle infrastrutture energetiche; invita la Commissione a garantire che si faccia un migliore uso della BEI in quanto «Banca per il clima» dell'Unione al fine di aumentare i finanziamenti sostenibili ai settori pubblico e privato, e assistere le imprese nel processo di decarbonizzazione;

56.

sottolinea che la diffusione su vasta scala di capacità di energia rinnovabile competitive in termini di costi è necessaria in tutti i settori dell'economia; riconosce che l'Unione detiene il 40 % dei brevetti in materia di energie rinnovabili a livello mondiale e sottolinea che dovrebbe rimanere leader per quanto riguarda le tecnologie rinnovabili innovative; sottolinea a tale proposito che la necessità di sviluppare una politica industriale solida per le energie rinnovabili, che comprenda politiche sul piano sia dell'offerta che della domanda e consenta l'integrazione del settore delle energie rinnovabili, è fondamentale per assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a lungo termine in Europa, la leadership tecnologica e l'autonomia strategica; esorta la Commissione a riconoscere le tecnologie delle energie rinnovabili come catena di valore strategica fondamentale e come ecosistema industriale ammissibile al finanziamento a titolo del dispositivo per gli investimenti strategici nonché adeguatamente rappresentato nel prossimo Forum industriale; sottolinea la necessità di preparare misure di sostegno per lo sviluppo delle tecnologie delle energie rinnovabili in Europa e di garantire condizioni di parità per i produttori dell'Unione e per quelli extraunionali;

57.

mette in evidenza il fatto che, per essere competitiva, l'industria europea deve essere sostenuta da una rete di infrastrutture di trasporto, digitali ed energetiche efficienti, sostenibili e completamente interconnesse; chiede una politica di investimenti di lungo termine per attrezzare le infrastrutture e ristrutturarle, nonché per ridurre gli ostacoli amministrativi che impediscono il rapido sviluppo delle reti transeuropee; chiede maggiori finanziamenti a favore del meccanismo per collegare l'Europa nei suoi tre settori, al fine di incentivare gli investimenti nelle infrastrutture, nelle interconnessioni, nella digitalizzazione e nelle reti intelligenti, compatibili con gli obiettivi del Green Deal europeo; sottolinea inoltre la necessità di accelerare i progetti di interesse comune (PCI) e di rivedere quanto prima il regolamento sulle reti transeuropee dell'energia (RTE-E);

58.

evidenzia il potenziale dell'economia circolare e a inquinamento zero nella modernizzazione dell'economia dell'Unione, nella riduzione del suo consumo di energia e di risorse, nella prioritarizzazione della prevenzione dei rifiuti, nell'incentivazione dell'innovazione e nella trasformazione di interi settori industriali e delle loro catene del valore, dei prodotti, dei processi produttivi e dei modelli di business, favorendo così la dematerializzazione e la detossificazione dell'economia dell'Unione e rendendo l'Europa meno dipendente dalle materie prime, incentivando al contempo l'innovazione, compresa la creazione di mercati per soluzioni a zero o a basse emissioni di carbonio e rinnovabili che sostituiscano i prodotti e i materiali a base di combustibili fossili, e lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni eco-progettate per prevenire l'impatto ambientale; evidenzia le forti sinergie tra l'azione per il clima e l'economia circolare, in particolare nei settori ad alta intensità di energia e di risorse e delle ristrutturazioni, e sottolinea che i settori hanno percorsi di decarbonizzazione e punti di partenza diversi; sottolinea altresì il potenziale della bioeconomia circolare e della filiera legno nella promozione di un'industria competitiva e sostenibile;

59.

ricorda che la politica climatica ed energetica europea richiederà elevati volumi di metalli e minerali per le sue tecnologie strategiche; esprime preoccupazione dinanzi al fatto che l'Europa è fortemente dipendente da altre zone del mondo per il suo approvvigionamento di molti di questi metalli e minerali, e che sta gradualmente perdendo la sua quota globale anche per quanto riguarda materiali per i quali dispone effettivamente di una capacità industriale; sottolinea che l'autonomia dell'Europa nei settori strategici non può essere conseguita senza un ecosistema dell'UE competitivo e sostenibile per materiali di base, preziosi ed essenziali provenienti da fonti primarie e secondarie; evidenzia, a tale proposito, l'importanza del piano d'azione per l'economia circolare, ma sottolinea che l'Europa deve rafforzare la propria capacità in tutte le fasi della catena del valore delle materie prime, segnatamente l'estrazione, il riciclaggio e la fusione, la raffinazione e la trasformazione; è del parere che l'ambito del piano d'azione per le materie prime essenziali e dell'alleanza non dovrebbe essere limitato alle materie prime essenziali e dovrebbe mirare allo sviluppo di un ecosistema integrato per l'intera gamma di materiali, metalli e minerali necessari ai fini della transizione industriale;

60.

invita la Commissione a elaborare una strategia europea in materia di esportazione e importazione per le tecnologie rinnovabili e ad alta efficienza sotto il profilo energetico e delle risorse;

61.

sottolinea il potenziale dell'accoppiamento settoriale e dell'interconnessione dei settori che consumano energia, come l'edilizia e i trasporti, e accoglie con favore, a questo proposito, la comunicazione della Commissione sull'integrazione dei sistemi energetici;

62.

chiede un flusso di finanziamenti sostanziale per il rinnovo energetico degli edifici al fine di favorire la prevista iniziativa «ondata di ristrutturazioni» attraverso i mezzi finanziari necessari a titolo del piano per la ripresa; sottolinea che, nel contesto della proposta a venire sull'«ondata di ristrutturazioni» e dell'obbligo degli Stati membri di definire strategie di lungo termine per realizzare un parco edilizio ad alta efficienza energetica e decarbonizzato, dovrebbe essere data piena priorità al principio «l'efficienza energetica al primo posto», che dovrebbe così accelerare profonde ristrutturazioni e la sostituzione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento inefficienti basati sui combustibili fossili; sottolinea inoltre che i programmi integrati di ristrutturazione profonda che coprono interi comuni o distretti possono essere realizzati a un costo inferiore e più velocemente, a vantaggio dei consumatori e riducendo i costi energetici;

63.

rileva che il riscaldamento e il raffreddamento di processi rimangono tra gli usi più significativi dell'energia nel settore industriale; sottolinea pertanto che, per accelerare lo sforzo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'industria, è necessario sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica del riscaldamento e del raffreddamento industriale, con un maggiore utilizzo delle rinnovabili basato sull'elettrificazione, pompe di calore, un migliore utilizzo dei poli industriali e delle simbiosi, che offrono un potenziale di riduzione significativo in molti settori;

64.

evidenzia il potenziale della mobilità verde ai fini della creazione di nuovi posti di lavoro, della promozione dell'industria europea e del sostegno agli investimenti volti a espandere le infrastrutture di trasporto sostenibili che consentirebbero di ottenere un effetto moltiplicatore attraverso l'invio di ordini indirizzati a un ampio spettro di entità — appaltatori, subappaltatori, fornitori e loro subappaltatori — e di ridurre le emissioni generate dal settore dei trasporti; sottolinea la necessità di accelerare l'attuazione della European Battery Alliance, al fine di sbloccare il potenziale della sua catena del valore strategica, aumentare le possibilità di batterie innovative prodotte a livello locale e il riciclaggio dei metalli in Europa, creare valore aggiunto dell'Unione, contribuendo alla competitività dell'industria automobilistica unionale, e agevolare la transizione verso un sistema elettrico decarbonizzato; chiede maggiori investimenti nei treni ad alta velocità e nella ristrutturazione delle reti ferroviarie interurbane, nonché in un trasporto pubblico a emissioni zero e a basse emissioni; sottolinea la necessità di promuovere la mobilità verde investendo in infrastrutture migliori, come stazioni di ricarica più diffuse; è del parere che una maggiore densità di stazioni di ricarica consentirà al mercato dei veicoli elettrici di espandersi in maniera significativa e più rapida, con un effetto positivo sulla nostra impronta ambientale e di carbonio; invita pertanto la Commissione a presentare una strategia su vasta scala per l'introduzione di infrastrutture di ricarica rapida dei veicoli elettrici, al fine di garantire l'utilizzo di tale tipologia di veicoli da parte dei consumatori, offrendo loro certezza per quanto riguarda il potenziale della tecnologia e l'accesso a una fitta rete di infrastrutture di ricarica compatibili, e di sostenere la produzione automobilistica su base europea;

65.

ritiene che, per il successo della transizione energetica, l'Europa avrà bisogno di una quantità significativa di energia rinnovabile a zero o basse emissioni di carbonio e a costi accessibili, anche proveniente da paesi terzi, e che utilizzi infrastrutture di supporto; chiede iniziative strategiche all'interno dell'UE e che la politica energetica diventi un punto focale della politica estera e di vicinato dell'Unione, compreso il sostegno finanziario alle alleanze per l'idrogeno e l'energia verde basate sulle rinnovabili; è del parere che tali alleanze dovrebbero rientrare anche negli accordi commerciali; sottolinea l'importanza di alleanze forti per affrontare la scarsità e l'approvvigionamento sostenibile di risorse e materie prime;

66.

ricorda il piano generale 2019 dell'UE per una trasformazione competitiva delle industrie ad alta intensità energetica, che gestisce la transizione mantenendo, nel contempo, la competitività delle industrie europee competitive, e invita la Commissione ad attuare la sua raccomandazione volta a contribuire a spostare le importazioni dai paesi terzi che non rispettano in misura sufficiente le norme ambientali e a incitare i partner commerciali globali dell'UE a mostrarsi più ambiziosi in materia di clima;

67.

chiede una revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS), in linea con gli obiettivi climatici, nonché un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera al fine di contribuire a una rilocalizzazione intelligente dei lavori manifatturieri e a catene del valore più brevi; pone in evidenza il ruolo potenzialmente importante di un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera nell'evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;

68.

sottolinea che più di metà del PIL mondiale dipende dalla natura e dai servizi che essa fornisce, e che vari settori dipendono fortemente dalla natura; osserva che oltre il 90 % della perdita di biodiversità e dello stress idrico sono ascrivibili alle attività di estrazione e trasformazione delle risorse; evidenzia che la politica industriale europea dovrebbe essere in linea con gli obiettivi della strategia sulla biodiversità per il 2030;

69.

sottolinea che, sulla base dell'approccio «One Health», la preservazione degli ecosistemi è fondamentale per assicurare il soddisfacimento delle necessità di base degli esseri umani, come ad esempio acqua potabile, aria pulita e terreni fertili; chiede la rapida elaborazione di solidi indicatori atti a valutare gli impatti sulla biodiversità e garantire la progressiva riduzione dell'inquinamento, come delineato nella strategia dell'UE sulla biodiversità;

70.

sottolinea che l'industria contribuisce ancora notevolmente all'inquinamento dell'ambiente attraverso l'emissione di sostanze inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo; mette in risalto il ruolo svolto dalla direttiva sulle emissioni industriali nella definizione di obblighi di riduzione al minimo delle emissioni di sostanze inquinanti per i grandi impianti; attende con impazienza il futuro piano d'azione per l'inquinamento zero di aria, acqua e suolo, e la revisione della direttiva sulle emissioni industriali, che dovrebbero portare a una riduzione significativa dell'inquinamento industriale;

71.

sottolinea l'importanza della dimensione regionale della politica industriale, poiché le disparità economiche tra le regioni persistono e rischiano di accentuarsi per effetto della crisi del coronavirus; sottolinea che, al fine di prevenire o mitigare il declino delle regioni, i piani di riconversione regionale devono progredire su strategie di trasformazione sostenibile e combinare programmi di rivitalizzazione economica con programmi attivi per il mercato del lavoro; invita la Commissione a collaborare strettamente con gli Stati membri al fine di elaborare previsioni a medio e lungo termine riguardanti le competenze richieste dal mercato del lavoro;

72.

evidenzia, in questo contesto, l'importanza dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) nel sostenere la creazione di posti di lavoro di qualità con salari dignitosi, la competitività delle imprese, lo sviluppo economico sostenibile e la modernizzazione e il miglioramento dei sistemi di istruzione e formazione e dei sistemi sanitari;

73.

sottolinea la necessità di sostenere una transizione equa, inclusiva e giusta e la necessità di affrontare le disuguaglianze sociali ed economiche al di là della riqualificazione e della creazione di nuovi posti di lavoro in nuovi settori economici, in modo da garantire che nessuno sia lasciato indietro e che nessun lavoratore sia escluso dal mercato del lavoro; ritiene che un meccanismo per una transizione giusta ben concepito, comprensivo di un fondo per una transizione giusta, costituisca un importante strumento per facilitare la duplice transizione e conseguire ambiziosi obiettivi di neutralità climatica; ribadisce che, per garantire una transizione più inclusiva e far fronte al suo impatto sociale, tutti i soggetti interessati a livello locale, compresi i rappresentanti della società civile e delle comunità, dovrebbero essere coinvolti nella fase di preparazione e attuazione dei piani per una transizione giusta; sottolinea che gli investimenti nelle tecnologie sostenibili svolgono un ruolo fondamentale a tale riguardo sostenendo lo sviluppo economico a lungo termine delle economie regionali; evidenzia che un solido finanziamento del meccanismo per una transizione giusta, attraverso ingenti risorse finanziarie addizionali, sarebbe un elemento chiave per una riuscita attuazione del Green Deal europeo;

74.

ritiene che la cooperazione interregionale volta a realizzare le trasformazioni sostenibili e digitali, come nell'ambito delle strategie di specializzazione intelligente, debba essere rafforzata allo scopo di stimolare gli ecosistemi regionali; invita pertanto la Commissione a sostenere lo sviluppo di strumenti in grado di fornire una tabella di marcia chiara per le regioni, corredata di un approccio su misura per garantire la leadership industriale;

75.

ritiene che la trasformazione industriale richieda un significativo stimolo agli sforzi in termini di ricerca e sviluppo e l'integrazione di nuove conoscenze e innovazioni nei mercati esistenti e il loro utilizzo per la creazione di nuovi mercati; sottolinea che l'innovazione è uno dei motori dei principali ecosistemi industriali e che ciò dovrebbe riflettersi in un sostegno rafforzato a favore della capacità di innovazione e imprenditorialità in ciascuna fase del ciclo dell'innovazione; sottolinea la necessità di aumentare la spesa per la ricerca, in particolare la ricerca pubblica di alta qualità, lo sviluppo e l'innovazione quali elementi fondamentali per conseguire le doppie transizioni, migliorare l'autonomia strategica e aumentare la competitività a lungo termine; invita, a tale proposito, gli Stati membri a rispettare il loro impegno a investire il 3 % del loro PIL in ricerca e sviluppo, al fine di mantenere il ruolo guida dell'Unione tra i concorrenti globali; si rammarica per l'attuale mancanza di capacità innovativa nelle PMI a causa di una carenza del capitale di rischio necessario, dei costi e della complessità delle procedure amministrative, di una penuria di competenze adeguate e della mancanza di accesso alle informazioni;

76.

sottolinea la necessità di aumentare il bilancio per i programmi a sostegno della trasformazione industriale dell'Unione e ricorda pertanto la posizione del Parlamento a favore di un aumento del bilancio di Orizzonte Europa a 120 miliardi di EUR e di garantire la coerenza del programma con gli obiettivi dell'Unione in materia di neutralità climatica, nonché del sostegno a InvestEU e Europa digitale mediante adeguati strumenti di finanziamento per lo sviluppo del mercato di tecnologie e innovazioni all'avanguardia, promuovendo anche sinergie tra fonti finanziarie regionali, nazionali, europee e private; chiede un sostegno efficace per il Consiglio europeo per l'innovazione (CEI) e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) e per il rafforzamento delle loro missioni; insiste sul fatto che una quota sostanziale dei fondi disponibili per le PMI nell'ambito di Orizzonte Europa dovrebbe essere attuata attraverso il CEI e le parti collaborative del programma, al fine di creare nuove soluzioni e promuovere l'innovazione, sia incrementale che dirompente; sostiene la creazione di partenariati europei nell'ambito di Orizzonte Europa per stimolare gli investimenti del settore privato per promuovere il trasferimento di conoscenze, tecnologie e innovazione dai centri di ricerca e dalle università al processo industriale, sfruttando il regime degli ecosistemi industriali e al fine di sostenere la ripresa e la transizione verde e digitale; invita inoltre la Commissione a garantire che tali partenariati siano trasparenti e inclusivi durante tutto il processo di attuazione, in particolare per quanto riguarda la loro agenda di ricerca strategica e i loro programmi di lavoro annuali; sottolinea inoltre che dovrebbero escludere tutti i conflitti di interesse e garantire un reale valore aggiunto per la società;

77.

ritiene altresì, a tale proposito, che una società meglio preparata e più resiliente sia essenziale per gestire eventi dirompenti di portata europea o mondiale e fornire risposte strategiche complete e che investimenti coordinati nella ricerca e sviluppo siano essenziali a tale riguardo; invita a tal fine la Commissione a sostenere la creazione di uno strumento dedicato per la preparazione alle pandemie e sulla resilienza sociale, che dovrebbe creare le condizioni per un migliore coordinamento a livello dell'UE, individuare i settori prioritari e adottare misure che richiedono attività di ricerca medica di elevata qualità e investimenti coordinati nella ricerca e nell'innovazione;

78.

sottolinea l'importanza del fatto che l'industria farmaceutica sia basata sulla ricerca, alla luce del suo contributo essenziale per tutelare la qualità della produzione e l'approvvigionamento di farmaci accessibili, in modo da raggiungere tutti i pazienti in stato di bisogno, onde rafforzare l'innovazione, la resilienza, l'accessibilità e la reattività dell'Unione e contribuire ad affrontare le sfide future; ribadisce la necessità di mettere in atto un piano di riduzione del rischio di carenza di medicinali al fine di gestire eventuali vulnerabilità e rischi per la catena di approvvigionamento di medicinali essenziali, garantire l'innovazione futura per far fronte alle esigenze che non sono ancora state soddisfatte e sostenere la resilienza, la reattività e la prontezza dei sistemi sanitari ad affrontare le sfide future, comprese le pandemie;

79.

sottolinea il ruolo delle tecnologie abilitanti fondamentali nella creazione di capacità tecnologiche e innovative in tutta l'Unione; invita la Commissione ad adeguare Orizzonte Europa e la sua strategia industriale allo sviluppo, all'espansione e alla commercializzazione di tecnologie e innovazioni pionieristiche nell'Unione, al fine di colmare il divario tra innovazione e diffusione di mercato, mettendo a disposizione capitale di rischio per le tecnologie e i progetti di dimostrazione nelle fasi iniziali e sviluppando catene del valore in una fase precoce per sostenere in primo luogo tecnologie, prodotti, processi, servizi e modelli commerciali su scala industriale, utilizzabili sul mercato, a zero e a basse emissioni, rinnovabili, efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse e circolari, e sostenere altresì lo sviluppo delle infrastrutture di ricerca, anche al fine di ridurre i divari esistenti tra gli Stati membri; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a sviluppare sportelli unici con informazioni semplificate sulle possibilità di finanziamento per i progetti dimostrativi industriali per le tecnologie innovative;

80.

invita la Commissione a prendere in esame misure volte a contrastare la potenziale perdita di conoscenze e innovazione durante la crisi attuale, anche attraverso strumenti intesi a sostenere le imprese che condividono temporaneamente i lavoratori nel settore della conoscenza con enti pubblici di ricerca e università, in modo da consentire attività di ricerca pubblico-privato su priorità pubbliche e preservare l'occupazione e la capacità di innovazione in tempo di crisi;

81.

invita la Commissione a elaborare insieme agli Stati membri potenziali incentivi fiscali volti a stimolare gli investimenti in R&S, che sono fortemente diminuiti a causa della crisi della COVID-19;

82.

invita la Commissione a continuare a sostenere la capacità delle imprese europee a innovare sulla base di un regime globale di proprietà intellettuale (PI), rafforzando la flessibilità nella concessione delle licenze, al fine di mantenere una protezione efficace dei loro investimenti in R&S, assicurare rendimenti equi e, nel contempo, continuare a sviluppare norme tecnologiche aperte in grado di incentivare la concorrenza e la scelta nonché la partecipazione dell'industria dell'UE allo sviluppo di tecnologie chiave;

83.

riconosce che un quadro solido ed equilibrato in materia di diritti di proprietà intellettuale è un fattore essenziale per sostenere la competitività europea, nell'ottica di contrastare lo spionaggio industriale e la contraffazione, e invita pertanto la Commissione a preservare e rafforzare tale quadro; sottolinea la necessità di garantire incentivi pari a quelli presenti negli Stati Uniti e in Cina per quanto riguarda la proprietà intellettuale nel settore delle scienze biologiche, affinché l'Europa rimanga una realtà interessante per gli investimenti nel settore della R&S e per lo sviluppo industriale; invita la Commissione a sviluppare e mantenere un regime europeo di proprietà intellettuale di prim'ordine a livello mondiale, promuovendo una solida tutela della proprietà intellettuale, incentivi e meccanismi di ricompensa per la R&S, in modo da attrarre investimenti a favore dello sviluppo di future innovazioni a beneficio della società; accoglie con favore l'annuncio di un piano d'azione sulla proprietà intellettuale che potrebbe agevolare un contributo europeo allo sviluppo delle norme; sostiene la produzione e l'occupazione sostenibili e il miglioramento dell'attrattività e della reputazione delle produzioni di alta qualità dell'UE nel mondo; invita la Commissione a incoraggiare il trasferimento di tecnologie ambientali e climatiche fondamentali verso i paesi in via di sviluppo concedendo licenze aperte per tali tecnologie;

84.

invita la Commissione ad attuare il prima possibile il brevetto unitario europeo, previsto dall'accordo su un tribunale unificato dei brevetti del 19 febbraio 2013;

85.

sottolinea l'importanza di una governance globale completa ed efficace per la trasformazione industriale che garantisca la coerenza con le pertinenti normative e strategie dell'UE, in particolare gli obiettivi del Green Deal europeo, che è un fattore essenziale per il suo successo; accoglie positivamente l'identificazione di 14 ecosistemi da parte della Commissione e l'approccio inclusivo che coinvolge tutti gli attori che operano nella catena del valore, al fine di promuovere la leadership europea nei settori strategici e la competitività sulla scena mondiale; sottolinea la necessità di garantire che le PMI prosperino all'interno di ciascun ecosistema; ricorda la necessità di garantire la trasparenza negli ecosistemi industriali identificati, in particolare per quanto riguarda i criteri da soddisfare per essere considerati parte di un ecosistema, la ripartizione esatta per tipo di attore in ciascun ecosistema identificato e le informazioni sugli esiti e i temi discussi, ricordando altresì il ruolo del forum industriale e delle alleanze riguardo a tali ecosistemi; sottolinea che la società civile, le organizzazioni dei consumatori e i sindacati dovrebbero avere un'adeguata partecipazione alla definizione delle strategie e priorità industriali generali e settoriali; ricorda che gli ecosistemi dovrebbero includere tutti gli anelli delle catene del valore, comprese le PMI, e sottolinea che le PMI svolgono un ruolo essenziale nella creazione di alleanze industriali e nelle relative catene produttive; mette in risalto la necessità di strumenti finanziari adeguati per le alleanze;

86.

è del parere che gli ecosistemi saranno componenti fondamentali della prossima rivoluzione industriale, incentivando una produzione avanzata e intelligente e fornendo un'energia pulita, sostenibile, sicura e a costi accessibili, nonché le infrastrutture energetiche necessarie e metodi di produzione e di fornitura di servizi trasformativi; chiede un'analisi degli ecosistemi per valutare le necessità di ciascun settore nell'ottica della rispettiva transizione e per contribuire alla definizione di un piano per la transizione; ritiene inoltre che sarà fondamentale sostenere la collaborazione tra l'industria, il mondo accademico, le PMI, le start-up e le scale-up, i sindacati, la società civile, le organizzazioni degli utenti finali e tutti gli altri soggetti interessati per colmare le lacune del mercato e colmare il divario tra un'idea e la sua realizzazione, garantendo nel contempo la protezione dei lavoratori, anche in settori non ancora coperti da interessi industriali ma con un elevato valore aggiunto per la società; chiede una governance di tali ecosistemi che integri tutti i soggetti interessati pertinenti dei settori industriali che sono essenziali per conseguire la transizione verde e digitale; ritiene che gli ecosistemi dovrebbero svolgere un ruolo nella definizione di soluzioni e misure da adottare al fine di attuare la strategia industriale europea e di incentivare catene del valore europee robuste che sono essenziali per la duplice transizione verde e digitale;

87.

sottolinea che gli investimenti nelle catene del valore fondamentali svolgeranno un ruolo cruciale nella preservazione della futura autonomia strategica dell'UE; ritiene che sia necessario dare la priorità agli investimenti nei settori industriali che sono di vitale importanza per la nostra autonomia strategica, quali la sicurezza, la difesa, le tecnologie pertinenti per il clima, la sovranità alimentare e la salute; ribadisce in particolare l'importanza dell'industria farmaceutica nel garantire le innovazioni future per rispondere alle esigenze rimanenti che non sono ancora state soddisfatte e incentivare la resilienza, la reattività e la prontezza dei sistemi sanitari ad affrontare le sfide future, comprese eventuali pandemie;

88.

sottolinea l'importanza dell'industria delle energie rinnovabili quale settore strategico al fine di rafforzare il vantaggio competitivo dell'UE, conseguire una resilienza a lungo termine e garantire la sicurezza energetica, rafforzando nel contempo la forza industriale; sottolinea inoltre il contributo del settore delle energie rinnovabili alla creazione di nuovi posti di lavoro locali e di opportunità commerciali, in particolare per le PMI, e alla promozione della produzione di apparecchiature, nonché alla riduzione dei costi energetici e al miglioramento della competitività in termini di costi;

89.

sottolinea che il settore automobilistico è stato ampiamente colpito dalla crisi della COVID-19, costringendo le società e i lavoratori ad adeguarsi rapidamente ai cambiamenti nell'approvvigionamento e ai nuovi requisiti sanitari e di sicurezza, oltre al processo di trasformazione già in atto nel settore prima della pandemia; ritiene che la transizione verso una mobilità intelligente e più pulita sia essenziale man mano che si procede verso un'economia climaticamente neutra, digitale e più resiliente e che essa debba essere considerata anche come un'opportunità per generare crescita verde e posti di lavoro puliti, sulla base del vantaggio competitivo a livello mondiale dell'industria europea nelle tecnologie dei veicoli; invita la Commissione a fissare priorità relative alla ricerca e all'innovazione, alla digitalizzazione e al sostegno alle start-up, alle microimprese e alle piccole e medie imprese, anche nel settore automobilistico;

90.

sottolinea che anche il settore del turismo è stato fortemente colpito dalla crisi della COVID-19 e invita la Commissione a stabilire priorità relative al sostegno e alla promozione della ripresa del settore, tenendo conto del suo contributo al PIL dell'UE e alla competitività dell'Unione; invita la Commissione a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri e le regioni per creare possibilità di nuovi investimenti e ulteriori innovazioni, al fine di conseguire un ecosistema europeo del turismo sostenibile, innovativo e resiliente, che tuteli i diritti dei lavoratori e dei consumatori;

91.

sottolinea il potenziale dei settori culturali e creativi nel promuovere l'innovazione, nel favorire il cambiamento in altri settori e nello stimolare l'invenzione e il progresso; osserva che i settori economici innovativi dipendono sempre di più dalla creatività per mantenere il loro vantaggio competitivo; rileva inoltre che con l'emergere di modelli aziendali man mano più complessi, creativi e interconnessi, i settori culturali e creativi stanno diventando in misura maggiore una componente crescente di quasi ogni prodotto e servizio; ritiene pertanto che l'Europa debba basarsi sulle proprie risorse creative e culturali e invita la Commissione e gli Stati membri a prestare sufficiente attenzione ai settori culturali e creativi nello sviluppo di un quadro di politica industriale globale, coerente e a lungo termine, che comprenda l'accesso ai finanziamenti e ai programmi di finanziamento;

92.

sottolinea l'importanza della politica spaziale dell'Unione, in particolare per migliorare le capacità spaziali industriali europee e sbloccare il potenziale delle sinergie con altri settori e politiche fondamentali, in particolare per sviluppare tecnologie all'avanguardia e accompagnare la trasformazione industriale;

93.

prende atto del contribuito dell'industria chimica a numerose catene del valore strategiche e alla produzione di tecnologie e soluzioni circolari, neutre in termini di emissioni di carbonio ed efficienti nell'uso delle risorse; chiede l'adozione di una politica sostenibile in materia di sostanze chimiche, in linea con la strategia industriale;

94.

invita l'Agenzia europea dell'ambiente a elaborare, in collaborazione con l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, una relazione sulle sostanze chimiche nell'ambiente in Europa; ritiene che la presente relazione debba valutare la natura sistemica delle sostanze chimiche pericolose nei sistemi europei di produzione e consumo, il loro utilizzo nei prodotti e la loro presenza nell'ambiente in Europa e i danni arrecati alla salute umana e agli ecosistemi;

95.

mette in risalto la centralità di un settore farmaceutico e dei dispositivi medici ben funzionante e competitivo per assicurare ai pazienti dell'UE un accesso sostenibile ai farmaci e garantire loro un elevato livello di assistenza sanitaria; ritiene che la Commissione dovrebbe agevolare il dialogo con gli Stati membri e tutte le parti interessate creando un forum farmaceutico, sotto la supervisione dell'Agenzia europea per i medicinali, onde consentire una discussione globale sulle questioni relative, tra l'altro, alla sostenibilità farmaceutica e all'introduzione di nuove tecnologie nei sistemi sanitari; sottolinea che tale forum dovrebbe tenere conto dei diversi approcci nazionali alla determinazione dei prezzi e ai rimborsi nonché agli investimenti e all'organizzazione dell'assistenza sanitaria;

96.

ritiene che gli appalti pubblici siano un motore cruciale della trasformazione industriale; invita la Commissione a studiare come utilizzare appieno l'effetto leva della spesa e degli investimenti pubblici per conseguire obiettivi strategici, anche rafforzando la sostenibilità e mettendo gli appalti pubblici al centro del piano di ripresa economica dell'Unione, dando priorità e promuovendo la domanda di beni e servizi ecoinnovativi, efficienti in termini di costi e sostenibili, nonché consentendo la rilocalizzazione di settori strategici chiave, quali i prodotti attinenti alla sanità, l'agricoltura e le tecnologie rinnovabili, e promuovendo catene di approvvigionamento più sostenibili e più brevi; invita la Commissione e le autorità pubbliche ad analizzare le condizioni per imporre criteri ambientali, sociali ed etici in materia di sostenibilità negli appalti pubblici, come considerare l'impronta di carbonio, il contenuto riciclabile e le condizioni di lavoro durante tutto il suo ciclo di vita, nonché a sensibilizzare e utilizzare meglio i sistemi esistenti per promuovere i servizi verdi; insiste sul fatto che le PMI dovrebbero avere un'equa opportunità di partecipare agli appalti pubblici; invita le amministrazioni aggiudicatrici a utilizzare sistematicamente un approccio basato sul miglior rapporto qualità/prezzo durante la vita dei prodotti e dei servizi; le incoraggia a far valere la disposizione (articolo 85 della direttiva sui servizi pubblici) che consente loro di respingere le offerte in cui la percentuale di prodotti originari di paesi terzi supera il 50 % del valore totale dei prodotti che compongono l'offerta;

97.

riconosce il contributo apportato dalla standardizzazione al mercato unico europeo e all'aumento del benessere economico, sociale e ambientale, nonché al miglioramento della salute e alla sicurezza dei consumatori e dei lavoratori; sottolinea la necessità di elaborare, valutare e utilizzare norme armonizzate che sostengano le industrie che fabbricano prodotti con modalità efficienti, sicure, circolari, sostenibili e ripetibili e che garantiscono un'alta qualità;

98.

invita la Commissione ad adottare un solido sistema di indicatori chiave di prestazione (ICP) per analizzare ex ante l'impatto dei regolamenti e degli strumenti dell'Unione e gli eventuali investimenti necessari, e per monitorare i progressi e i risultati, tenendo conto della dimensione delle PMI; sottolinea che il sistema degli ICP dovrebbe basarsi su obiettivi specifici, misurabili, conseguibili, pertinenti e orientati sotto il profilo temporale;

99.

invita la Commissione a rafforzare la sua prassi di valutazione d'impatto e ad assicurare che, prima di presentare nuove proposte legislative o di adottare nuove misure, sia eseguita una valutazione d'impatto dettagliata dei potenziali costi di conformità, dell'impatto sull'occupazione e degli oneri e dei potenziali benefici per i cittadini, i settori e le imprese europee, incluse le PMI; ritiene che la valutazione della normativa e delle misure dell'Unione dovrebbe concentrarsi maggiormente sull'attuazione negli Stati membri e dovrebbe analizzare cosa accade quando la normativa dell'Unione è attuata e interpretata in una maniera che crea ostacoli normativi non necessari e inattesi per le PMI e le imprese di maggiori dimensioni; invita la Commissione a sostenere la coerenza normativa e a riconoscere l'impulso a «legiferare con intelligenza» inteso a ridurre gli oneri burocratici senza mettere a repentaglio l'efficacia della legislazione o abbassare gli standard sociali e ambientali, in particolare quando l'industria tradizionale deve adattarsi a causa di decisioni normative; ritiene che le misure a favore della digitalizzazione e della decarbonizzazione debbano essere concepite in modo da presentare opportunità per le imprese, incluse le PMI, e ridurre al minimo l'onere per il settore interessato;

100.

si attende che la strategia industriale non crei inutili oneri normativi per le imprese, in particolare le PMI, e applichi la regola «one-in-one-out» al fine di individuare, ogniqualvolta nuove disposizioni introducono costi di conformità, le disposizioni esistenti che devono essere abrogate o riviste, garantendo in tal modo che i costi di conformità in un determinato settore non aumentino, fatte salve le prerogative del colegislatore; ritiene che tale proposta debba essere basata su dati concreti, essere ampiamente consultata, garantire l'efficacia della legislazione e delle norme sociali e ambientali e mostrare i chiari benefici dell'azione europea; ritiene che l'UE debba rafforzare il principio dell'essere «grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole», così da garantire una migliore proporzionalità;

101.

sottolinea che la pubblica amministrazione dovrebbe svolgere un ruolo chiave nel garantire un ambiente economico favorevole alle imprese e nel ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, garantendo nel contempo la piena applicazione delle norme etiche, sociali, ambientali e di trasparenza dell'Unione e delle norme in materia di sicurezza dei lavoratori; ritiene che nel settore pubblico e tra il suo personale dovrebbero essere promossi strumenti di amministrazione online, politiche in materia di innovazione digitale e il rafforzamento delle competenze digitali; invita la Commissione a garantire lo scambio delle migliori pratiche nazionali e regionali nel settore, facendo specifico riferimento alla gestione pubblica della competitività economica;

102.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)  Testi approvati, P9_TA(2020)0124.

(2)  Testi approvati, P9_TA(2020)0054.

(3)  Testi approvati, P9_TA(2020)0005.

(4)  Testi approvati, P9_TA(2019)0102.

(5)  GU C 334 del 19.9.2018, pag. 124.

(6)  GU C 307 del 30.8.2018, pag. 163.

(7)  GU C 11 del 12.1.2018, pag. 55.

(8)  GU C 215 del 19.6.2018, pag. 21.

(9)  GU C 238 del 6.7.2018, pag. 28.

(10)  GU C 482 del 23.12.2016, pag. 89.


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