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Document 52021XC0316(04)

Pubblicazione del documento unico modificato a seguito dell’approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 2021/C 89/09

C/2021/1760

OJ C 89, 16.3.2021, p. 23–26 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

16.3.2021   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 89/23


Pubblicazione del documento unico modificato a seguito dell’approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012

(2021/C 89/09)

La Commissione europea ha approvato la presente modifica minore ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento delegato (UE) n. 664/2014 della Commissione (1).

La domanda di approvazione della presente modifica minore può essere consultata nella banca dati eAmbrosia della Commissione.

DOCUMENTO UNICO

«MIEL DE GALICIA»/«MEL DE GALICIA»

N. UE: PGI-ES-0278-AM01 – 16.9.2020

DOP ( ) IGP (X)

1.   Nome

«Miel de Galicia»/«Mel de Galicia»

2.   Stato membro o paese terzo

Spagna

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.4. Altri prodotti di origine animale

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica il nome di cui al punto 1

Il prodotto che beneficia dell’indicazione geografica protetta (IGP) «Miel de Galicia» o «Mel de Galicia» si definisce come il miele che riunisce tutte le caratteristiche contenute nel disciplinare e che rispetta, al momento della produzione, della trasformazione e del condizionamento, tutti i requisiti prescritti dal disciplinare medesimo, dal manuale di qualità e dalla normativa vigente. Questo miele è prodotto in arnie a telaino mobile ed è ottenuto per decantazione o centrifugazione. Viene presentato allo stato liquido, cristallizzato o cremoso. Una presentazione alternativa è quella in favi.

A seconda dell’origine botanica, il «Miel de Galicia» rientra in una delle seguenti categorie:

miele millefiori,

miele uniflorale di eucalipto,

miele uniflorale di castagno,

miele uniflorale di mora selvatica,

miele uniflorale di erica,

miele di melata.

Caratteristiche fisico-chimiche:

umidità massima: 18,5 %,

attività diastasica: almeno 9 sulla scala Schade. I mieli a basso tenore enzimatico devono raggiungere almeno il valore 4 della scala Schade a condizione che il tenore di idrossimetilfurfurale sia inferiore a 10 mg/kg,

tenore massimo di idrossimetilfurfurale: 28 mg/kg.

Caratteristiche melissopalinologiche:

in generale, lo spettro pollinico nel suo complesso deve corrispondere a quello dei mieli di Galizia.

In ogni caso, la combinazione pollinica Helianthus annuus-Olea europaea-Cistus ladanifer non deve superare il 5 % dello spettro pollinico totale.

Inoltre, secondo l’origine floreale dei diversi tipi di miele citati, gli spettri pollinici devono rispondere ai seguenti requisiti:

a)

miele millefiori: il polline deve provenire principalmente dalle specie: Castanea sativa, Eucalyptus sp., Ericaceae, Rubus sp., Rosaceae, Cytisus sp-Ulex sp., Trifolium sp., Lotus sp., Campanula, Centaurea, Quercus sp., Echium sp., Taraxacum sp. e Brassica sp.;

b)

mieli monoflorali:

miele di eucalipto: la percentuale minima di polline di eucalipto (Eucaliptus sp.) deve essere del 70 %,

miele di castagno: la percentuale minima di polline di castagno (Castanea sp.) deve essere del 70 %,

miele di mora selvatica: la percentuale minima di polline di mora selvatica (Rubus sp.) deve essere del 45 %,

miele di erica: la percentuale minima di polline di erica (Erica sp.) deve essere del 30 %,

c)

miele di melata: lo spettro pollinico deve corrispondere alle piante caratteristiche della vegetazione galiziana tra cui, in particolare, i taxa Castanea sativa, Rubus, Cytisus/Genista ed Erica.

Caratteristiche organolettiche:

in generale, i mieli devono presentare le qualità organolettiche connesse all’origine floreale corrispondente per quanto concerne il colore, l’aroma e il sapore. In funzione dell’origine, le caratteristiche organolettiche più spiccate sono le seguenti:

mieli millefiori: colore variabile fra ambrato chiaro, ambrato scuro e scuro, odore floreale o vegetale, sapore dolce con sfumature diverse in funzione della flora predominante, eventualmente anche con una nota astringente;

mieli monoflorali di eucalipto: colore ambrato chiaro o ambrato, odore floreale generalmente con una punta di cera. Il sapore dominante è il dolce, a cui generalmente si aggiunge una punta acidula, può essere percettibile anche una punta salata;

mieli monoflorali di castagno: colore da ambrato a scuro, talvolta con toni rossastri, odore di preferenza vegetale. Il sapore dominante è il dolce, a cui generalmente si aggiunge una punta salata. Possono essere percettibili anche sapori amari e/o acidi, eventualmente anche con una nota astringente;

mieli monoflorali di mora selvatica: colore da ambrato chiaro ad ambrato scuro, odori floreali e/o fruttati. Il sapore fondamentale è il dolce, sebbene possano essere percettibili punte acide, salate e/o amare;

mieli uniflorali di erica: colore variabile tra ambrato, ambrato scuro e scuro, con toni rossastri; odore vegetale, ma è possibile anche un odore floreale. Il sapore dominante è il dolce, a cui generalmente si aggiunge una punta amara. Possono emergere anche sapori salati e/o acidi;

miele di melata: colore ambrato scuro o scuro, odore spesso vegetale, sapore dolce con punte di salato e/o amaro eventualmente percettibili.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Sia la produzione che le successive operazioni di smielatura, di magazzinaggio e di condizionamento devono essere effettuate entro la zona geografica delimitata.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato

Il miele viene condizionato negli impianti iscritti nel corrispondente registro del Consejo Regulador (organismo di controllo). Il contenuto dei recipienti destinati al consumo diretto dei mieli varia in genere da 500 a 1 000 grammi.

Il recipiente deve essere chiuso in modo da evitare la perdita di aromi naturali e la penetrazione di odori e di umidità ambientale che potrebbero alterare il prodotto. Gli imballaggi devono essere di vetro trasparente e incolore, ma possono essere autorizzati altri materiali se rispettano le norme in materia di condizionamento dei prodotti alimentari. I mieli presentati in favi devono essere condizionati in un materiale autorizzato.

Inoltre il condizionamento potrà aver luogo soltanto in impianti appositi nei quali il miele proviene dalle imprese iscritte nei registri dell’indicazione geografica protetta e nei quali si procederà all’etichettatura e alla controetichettatura sotto la supervisione dell’organismo di controllo. Tutte queste misure rispondono all’obiettivo di mantenere intatta la qualità e di garantire la tracciabilità del prodotto.

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato

I mieli commercializzati con la menzione dell’indicazione geografica protetta «Miel de Galicia» dovranno recare, dopo la certificazione, l’etichetta corrispondente alla marca propria di ciascun condizionatore, utilizzata unicamente per i mieli protetti, nonché una controetichetta con codice alfanumerico a numerazione progressiva, autorizzata e rilasciata dall’organismo di controllo, che riporti il logotipo ufficiale dell’IGP «Miel de Galicia».

La menzione «indicazione geografica protetta» e il nome in una delle due forme, ossia «Miel de Galicia» o «Mel de Galicia», devono obbligatoriamente figurare sia sull’etichetta commerciale sia sulla controetichetta.

L’etichettatura dei mieli di melata potrà riportare la menzione «Miele di bosco».

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona di produzione, di trasformazione e di condizionamento dei mieli protetti dall’indicazione geografica «Miel de Galicia» comprende l’insieme del territorio della Comunità autonoma di Galizia.

5.   Legame con la zona geografica

L’indicazione geografica è registrata sulla base della sua reputazione e dell’esistenza di alcune caratteristiche specifiche connesse all’ambiente naturale di produzione.

Reputazione

L’apicoltura in Galizia ha avuto la sua massima espansione prima dell’introduzione dello zucchero, poiché il miele era considerato un alimento di grande interesse per il suo potere edulcorante e le sue particolari proprietà medicinali. Il Catastro de Ensenada del 1752-1753 registra in Galizia un totale di 366 339 arnie tradizionali, chiamate anche «trobos» o «cortizos», che sono ancora visibili in varie località. Questo dato indica chiaramente l’importanza dell’apicoltura in Galizia sin dall’antichità, testimoniata anche dalla toponimia locale.

I termini «cortín», «albar», «abellariza», «albiza» o «albariza» indicano una costruzione rurale a cielo aperto, di forma ovale, circolare e a volte quadrangolare, costituita da alte mura destinate a proteggere le arnie e ad impedire l’intrusione di animali (in particolare degli orsi). Tali costruzioni, riflesso di un’epoca, sono tuttora visibili e vengono talvolta ancora utilizzate in molte zone di montagna, soprattutto nelle sierre orientali di Ancares e Caurel e nella Sierra del Suido.

Nel 1880, il parroco di Argozón (Chantada, Lugo), Don Benigno Ledo, installa la prima arnia mobile e, qualche anno più tardi, costruisce la prima arnia destinata alla moltiplicazione per divisione e all’allevamento delle regine, che chiamerà arnia-vivaio. Il libro di Roma Fábrega sull’apicoltura indica che il primo spagnolo ad aver posseduto arnie mobili è il «prete delle api» galiziano, Don Benigno Ledo, fatto che testimonia la sua importanza per l’apicoltura non solo in Galizia ma in tutta la Spagna.

La prima opera sull’apicoltura pubblicata in Galizia è probabilmente il manuale di apicoltura di D. Ramón Pimentel Méndez (1893), scritto appositamente per gli apicoltori galiziani.

Il miele di Galizia è descritto nell’Inventario español de productos tradicionales pubblicato dal ministero spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione nel 1996 (pagine 174 e 175). Il prodotto costituisce uno delle più importanti attrattive commerciali durante le feste autunnali.

Nel 1998 il ministero dell’agricoltura e della pesca ha realizzato uno studio sul commercio del miele in Spagna. Da questo studio emerge che il nord-ovest del paese (la Galizia) presenta un consumo di miele superiore a quello delle altre comunità spagnole e che inoltre il prezzo del miele è più elevato in questa regione che altrove. Fin dall’antichità il consumatore apprezza il miele prodotto in Galizia, il che gli ha conferito un maggior valore commerciale, fenomeno che non si ritrova nelle comunità autonome vicine.

Caratteristiche specifiche connesse all’ambiente naturale

Situata sulla punta nordoccidentale della penisola iberica, la Galizia costituisce una delle entità territoriali più antiche di Spagna, che ha conservato il suo nome praticamente immutato fin dai tempi della dominazione romana (i romani chiamavano questa regione «Gallaecia») e che possiede praticamente le stesse frontiere da oltre otto secoli. I confini amministrativi di questa regione coincidono con le frontiere geografiche che, da nord a sud e da est a ovest, l’hanno tradizionalmente mantenuta isolata da altre regioni vicine, permettendole anche di conservare la propria lingua.

Questa differenziazione geografica plasma il clima della Galizia. La presenza di estuari e di valli fluviali che portano all’interno delle terre l’influsso oceanico, conseguenza dell’orientamento sud-ovest-nord-est (fenomeno che non si ritrova in alcun altro luogo delle coste spagnole), e di montagne che limitano il passaggio di diversi fronti climatici, conferisce al clima della regione caratteristiche particolari in termini di temperatura e di precipitazioni.

Analogamente, la maggior parte del territorio galiziano è, dal punto di vista della geomorfologia, della litologia e della pedologia, diversa dalle regioni mediterranee di apicoltura tradizionale. Vi predominano i suoli acidi, che determinano la vegetazione locale e, di conseguenza, la produzione di nettare e le caratteristiche dei mieli.

Si tratta quindi di una regione naturale perfettamente distinta dal resto della penisola iberica. Tale distinzione deriva da aspetti geomorfologici, climatici, biologici e pedologici che condizionano l’esistenza di una flora adeguata alle condizioni naturali imposte dall’insieme di questi fattori.

Il territorio galiziano è abbastanza omogeneo per quanto riguarda le piante che secernono nettare destinato alla produzione di miele. Le principali differenze che caratterizzano la produzione di miele in Galizia sono dovute alla maggiore percentuale con cui sono presenti le principali piante che rivestono interesse dal punto di vista della produzione di miele. Cinque taxa principali sono presenti nella maggior parte dei mieli prodotti in Galizia: Castanea sativa, Rubus, t. Cytisus, Erica ed Eucalyptus. La zona litorale è caratterizzata dalla massiccia presenza di eucalipto. Nelle zone dell’interno, la produzione di miele è condizionata dall’abbondanza di tre tipi di elementi vegetali: Castanea Sativa, Erica e Rubus.

In definitiva, la situazione geografica della Galizia e le sue peculiarità danno origine a mieli dalle caratteristiche proprie che, pertanto, si differenziano dai mieli prodotti in altri territori.

L’analisi pollinica è uno dei metodi di analisi più utili per stabilire la particolarità geografica dei mieli. Alla luce di tale analisi, le caratteristiche precipue dei mieli galiziani, rispetto ai mieli di altre origini, poggiano su:

la presenza di combinazioni polliniche tipiche ed esclusive che contraddistinguono i mieli galiziani anche da quelli prodotti nelle regioni vicine,

la mancanza o la scarsa presenza (inferiore all’1 %) di pollini di labiacee, in particolare di Lavandula, Rosmarinus, Thymus, Mentha ecc.,

la mancanza o la scarsa presenza (inferiore all’1 %) di pollini di Helianthus annuus, Citrus od Olea europaea,

la mancanza o la scarsa presenza (inferiore all’1 %) di pollini di Cistus ladanifer,

la mancanza di Hedysarum coronarium, Hypecoum procumbens e Diplotaxis erucoides.

In definitiva il «Miel de Galicia» presenta numerose caratteristiche specifiche che si possono attribuire all’ambiente naturale.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento)

https://mediorural.xunta.gal/sites/default/files/produtos/en-tramitacion/Pliego_de_condiciones_Miel_de_Galicia_julio_2020_final.pdf


(1)  GUL 179 del 19.6.2014, pag. 17.


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