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Document 52009AR0139

Parere del Comitato delle regioni sul tema Un approccio comunitario alla prevenzione delle catastrofi naturali e di origine umana

GU C 79 del 27.3.2010, p. 19–22 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

27.3.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 79/19


Parere del Comitato delle regioni sul tema «Un approccio comunitario alla prevenzione delle catastrofi naturali e di origine umana»

(2010/C 79/04)

I.   RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

Osservazioni generali

1.

nota con preoccupazione che il numero, il grado e l'intensità delle catastrofi verificatesi nelle regioni europee e imputabili a cause naturali oppure determinate in modo diretto o indiretto dall'uomo, è notevolmente aumentato negli ultimi anni. Il cambiamento climatico mondiale comporta anche un'instabilità del clima in Europa e avrà come conseguenza anche un incremento dei fenomeni atmosferici estremi, il che rende ancor più grave il rischio di danni alle persone, alle infrastrutture e all'ambiente;

2.

constata che le catastrofi, indipendentemente dalla loro causa, spesso provocano danni considerevoli alle persone, all'economia, all'ambiente e al patrimonio culturale. Questi danni, così come i costi per far fronte alle catastrofi, possono essere di gran lunga superiori alle spese necessarie per le misure preventive;

3.

prende atto che gli strumenti stabiliti finora dall'UE nel settore della protezione civile (meccanismo comunitario di protezione civile, strumento finanziario per la protezione civile e Fondo di solidarietà dell'UE) riguardano, all'interno del ciclo di gestione di una catastrofe (prevenzione, preparazione, risposta e ripristino), essenzialmente solo gli ultimi tre aspetti;

4.

approva pertanto l'obiettivo politico di sviluppare una strategia comune concernente l'elemento della prevenzione, finora alquanto trascurato, e di dare inizio ad un ampio dibattito in materia. Questa strategia deve contribuire ad elaborare un approccio comunitario equilibrato e globale nel settore della protezione civile;

5.

condivide pertanto l'affermazione della Commissione secondo cui per «prevenzione» s'intende i) impedire, ove possibile, che avvengano catastrofi e ii) ove ciò non fosse possibile, intervenire per ridurne al minimo le conseguenze;

6.

è inoltre del parere che le catastrofi siano eventi improvvisi ed inattesi che determinano, a livello locale o regionale, un crollo di strutture, sistemi e funzioni pubbliche essenziali, e che quindi le situazioni di emergenza causate da un conflitto o un attacco terroristico non rientrino in questa definizione;

7.

sottolinea che in genere queste catastrofi avvengono all'interno di uno spazio geografico relativamente limitato, ma possono peraltro superare le frontiere amministrative. Pertanto, la cooperazione tra le regioni esposte ad una minaccia comune risulta indispensabile proprio nel settore della prevenzione;

8.

segnala che in caso di catastrofe gli enti locali e regionali, in quanto livello più vicino ai cittadini, sono quelli direttamente interessati e sono i primi ai quali viene chiesto aiuto; per tale ragione risulta necessaria la loro piena partecipazione alla elaborazione di strategie e misure di protezione contro le catastrofi;

9.

segnala inoltre, in tale contesto, che per limitare l'impatto di una catastrofe è di importanza fondamentale dare una risposta quanto più possibile rapida e diretta già in presenza della minaccia di un evento del genere in qualsiasi regione dell'UE, indipendentemente dalla sua ubicazione geografica. È quindi necessario che le misure di prevenzione delle catastrofi vengano applicate al livello di governo direttamente interessato e più capace di reagire rapidamente;

10.

sottolinea pertanto che in quanto conoscitori della realtà locale e regionale grazie alla loro esperienza, gli enti locali e regionali devono svolgere un ruolo fondamentale anche nel settore della prevenzione delle catastrofi. Spesso le competenze professionali risultano disponibili mentre mancano i mezzi finanziari per realizzare le politiche di prevenzione;

11.

riconosce inoltre che l'elaborazione e l'attuazione dei piani di emergenza in quanto misure preventive hanno dato ottimi risultati nei casi in cui è stato possibile realizzarle, anche se l'insufficiente disponibilità di fondi rappresenta un ostacolo importante all'attuazione di questa politica preventiva;

12.

per queste ragioni, accoglie con favore il fatto che la Commissione europea abbia chiesto al Comitato delle regioni di presentarle informazioni supplementari al fine di consolidare una politica comunitaria volta a prevenire le catastrofi di origine naturale ed umana.

Sviluppare politiche di prevenzione delle catastrofi basate sulle conoscenze a tutti i livelli amministrativi

13.

condivide l'affermazione della Commissione secondo cui lo sviluppo di politiche efficaci di prevenzione, anche a livello locale e regionale, si fonda su una comprensione più approfondita delle catastrofi;

14.

accoglie pertanto favorevolmente l'idea della Commissione di istituire un inventario esaustivo delle fonti d'informazione esistenti connesse alle catastrofi. La valutazione dei dati già disponibili dovrebbe sempre avere priorità sulla raccolta di dati aggiuntivi;

15.

sottolinea, in tale contesto, la ricchezza di dati esistenti a livello tanto nazionale quanto europeo sulle catastrofi e sulle loro ripercussioni economiche e sociali. Ulteriori misure devono pertanto essere adottate solo laddove le conoscenze risultino evidentemente deficitarie a causa di una mancanza d'informazione o di una scarsa comparabilità;

16.

approva inoltre la proposta di istituire un inventario delle buone pratiche. Gli enti locali e regionali dei singoli Stati membri dispongono di vaste conoscenze empiriche nel settore della prevenzione delle catastrofi, le quali dovrebbero poter essere scambiate e rese largamente accessibili (1);

17.

esprime tuttavia il suo profondo scetticismo sull'applicazione generalizzata degli approcci settoriali previsti in alcuni testi giuridici, ad esempio la direttiva sulle alluvioni o la direttiva Seveso. A seconda delle particolarità geografiche, climatiche e geomorfologiche emergono situazioni di pericolo totalmente differenti nell'ambito dei diversi tipi di catastrofi. Un'applicazione generalizzata di ciascun singolo strumento di prevenzione può dunque avere difficilmente un valore aggiunto che copra tutti i rischi;

18.

considera che l'elaborazione di un inventario delle linee guida esistenti a livello nazionale sulla mappatura del rischio/pericolo e la sua diffusione negli Stati membri potrebbero aumentare la comparabilità dei rischi/pericoli a livello europeo. Tale inventario potrebbe rivelarsi utile soprattutto per gli Stati membri che ancora non dispongono di orientamenti nazionali in materia di mappatura del rischio/pericolo;

19.

sottolinea tuttavia che eventuali linee guida elaborate su questa base possono avere solo carattere di raccomandazione. Da un lato esse non devono comportare una costosa riorganizzazione dell'inventario cartografico già esistente nei vari Stati membri, dall'altro gli Stati membri devono sempre essere in grado di fissare le loro priorità specifiche in funzione delle particolarità locali e regionali;

20.

accoglie favorevolmente il fatto che nell'attuazione del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico si fissino priorità nel campo della prevenzione delle catastrofi. I lavori di ricerca promossi a livello comunitario rappresentano un utile completamento degli sforzi condotti dagli Stati membri.

Mettere in contatto i soggetti e le politiche in tutto il ciclo di gestione delle catastrofi

21.

approva la proposta della Commissione di estendere il programma Insegnamenti appresi, già esistente nell'ambito del meccanismo comunitario di protezione civile, ad aspetti concernenti la prevenzione delle catastrofi;

22.

è convinto che un approccio comunitario alla prevenzione delle catastrofi debba includere anche valutazioni di esperti reciproche effettuate dagli Stati membri colpiti regolarmente da catastrofi della stessa natura. Tali procedure (le cosiddette verifiche «inter pares») e la diffusione dei loro risultati possono contribuire a stabilire meccanismi di prevenzione dalle catastrofi in tutti gli Stati membri;

23.

dichiara inoltre che gli aspetti relativi alla prevenzione delle catastrofi dovrebbero assumere un ruolo significativo nei programmi nazionali di insegnamento e di formazione in materia di protezione civile. Tale formazione, offerta dagli Stati membri ad esperti nel campo della politica e dell'amministrazione potrebbe, in caso di necessità, essere completata con programmi comunitari;

24.

per quanto concerne in generale la sensibilizzazione dei cittadini, sottolinea che nel definire le misure per illustrare i rischi delle catastrofi e i relativi programmi d'intervento, occorre prestare una particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone a mobilità ridotta. Tra queste misure di sensibilizzazione dovrebbero figurare anche specifiche misure preparatorie e di emergenza, il numero europeo «112» nonché la possibile partecipazione delle persone interessate (che potrebbero ad esempio fare in modo di non intralciare l'azione delle unità d'intervento oppure cooperare in caso di evacuazione);

25.

è inoltre del parere che sia utile promuovere una intensa collaborazione e concertazione tra i soggetti coinvolti nell'elaborazione e nell'applicazione delle misure in grado di influenzare in modo durevole la prevenzione delle catastrofi. La prevenzione richiede un approccio multidimensionale e lungimirante, che deve collegare tra loro i diversi livelli d'intervento pubblici e privati per essere pienamente efficace;

26.

sottolinea in tale contesto che è responsabilità di ogni singolo Stato membro organizzare, tenendo conto della propria sfera di competenze, la cooperazione e la concertazione tra tutti gli interessati. Si dovrebbe in particolare riconoscere l'importanza del volontariato e delle relative organizzazioni;

27.

giudica pertanto sostanzialmente positiva l'idea della Commissione di istituire una rete europea di tutti i servizi responsabili, ai fini di un migliore coordinamento. Si dovrebbe tuttavia procedere a un esame per verificare fino a che punto sia possibile raggiungere questo obiettivo attraverso un ulteriore coordinamento o una fusione delle reti già esistenti e attraverso una più intensa cooperazione, senza che vengano create nuove strutture;

28.

si rammarica che la Commissione non abbia proposto altre misure per intensificare soprattutto lo scambio transfrontaliero di informazioni, esperienze e buone pratiche. Uno scambio intenso dovrebbe avvenire in particolare tra gli enti locali e regionali di paesi limitrofi, che possono essere vittime di catastrofi transfrontaliere (ad esempio un'alluvione), o tra Stati membri, spesso colpiti da catastrofi della stessa natura (come gli incendi boschivi);

29.

sottolinea che l'iniziativa Interreg si è dimostrata molto valida proprio nello scambio a livello transfrontaliero di buone pratiche nel settore della prevenzione delle calamità naturali. L'istituzione di gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) può migliorare ulteriormente l'attuazione di misure di prevenzione delle catastrofi per quanto concerne le banche dati comuni, le esercitazioni, la valutazione dei rischi, il sistema di allarme rapido, nonché il trasferimento di tecnologie e lo scambio di esperti.

Migliorare le prestazioni degli strumenti esistenti

30.

insiste sulla creazione di un inventario degli strumenti comunitari esistenti destinati a sostenere le misure di prevenzione delle catastrofi e di un catalogo delle misure preventive per le quali già da ora possono essere richiesti stanziamenti dell'UE. Entrambe le misure sono particolarmente idonee ad attribuire maggior peso all'idea di prevenzione nell'ambito della protezione civile, anche a livelli di governo inferiori. In tale contesto, occorre prestare particolare attenzione alla possibilità di garantire un sostegno finanziario alla pianificazione, alle esercitazioni e alla formazione a livello transfrontaliero;

31.

fa osservare che queste misure possono far conseguire, a breve scadenza, notevoli miglioramenti nel campo della prevenzione delle calamità, e questo già nel quadro delle prospettive finanziarie 2007-2013. A medio termine, un migliore accesso agli stanziamenti già disponibili potrebbe dunque garantire un impiego più efficace ed efficiente delle risorse anche senza un aumento del bilancio complessivo destinato alla protezione civile;

32.

esprime invece le sue riserve sulla presa in considerazione di taluni aspetti della prevenzione nella direttiva 85/337/CEE del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (direttiva VIA) e nella direttiva 96/82/CE (direttiva Seveso). Per evitare di accrescere ulteriormente la burocrazia è necessario non appesantire le procedure già esistenti. Per una prevenzione efficace delle catastrofi, misure mirate e coordinate a livello locale e regionale risultano prioritarie rispetto all'estensione senza distinzioni delle procedure di gestione e di autorizzazione;

33.

appoggia la Commissione nei suoi sforzi volti ad integrare pienamente nelle normative nazionali in materia di pianificazione i codici comuni europei di progettazione per gli edifici e le opere civili (l'eurocodice 8). In particolare il miglioramento delle norme relative agli edifici contribuisce ad attenuare l'impatto delle catastrofi di più diversa natura e a ridurre in modo significativo il numero delle vittime potenziali;

34.

incoraggia in tale contesto la Commissione a dare alla prevenzione delle catastrofi un posto centrale anche nelle future iniziative di cooperazione con i paesi terzi.

Conclusioni

35.

ricorda che proteggere i cittadini dalle catastrofi è un compito primario degli Stati membri e degli enti locali e regionali e sottolinea che gli Stati membri già dispongono ampiamente di strategie nazionali di prevenzione delle catastrofi. Tutti gli sforzi per migliorare la prevenzione delle catastrofi devono, in tale contesto, basarsi sui principi di solidarietà, cooperazione, coordinamento e sostegno tra questi livelli;

36.

auspica che l'UE, conformemente al principio di sussidiarietà, assicuri in via prioritaria un aiuto efficace agli Stati membri e alle regioni regolarmente colpite da calamità naturali nello sviluppo e nell'applicazione graduali delle loro proprie misure di prevenzione. L'intervento comunitario deve servire a renderli capaci di affrontare la situazione con i loro mezzi;

37.

invita le diverse istituzioni dell'UE a promuovere e a sostenere, attraverso gli strumenti esistenti, le azioni preventive che consistono ad esempio nell'elaborazione e nell'attuazione dei diversi piani di emergenza degli enti regionali e locali;

38.

approva pertanto il fatto che l'approccio comunitario proposto dalla Commissione per la prevenzione delle catastrofi intenda basarsi su strutture esistenti, a completamento delle misure nazionali, e concentrarsi su quei settori in cui un'impostazione comune risulta necessaria per prevenire efficacemente le catastrofi;

39.

chiede nuovamente alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al Consiglio di tener conto, al momento di programmare qualsiasi iniziativa in materia di prevenzione delle catastrofi, del punto di vista degli enti locali e regionali, e di garantire una procedura efficace di consultazione preventiva delle persone direttamente responsabili della gestione delle catastrofi (2).

Bruxelles, 7 ottobre 2009

Il Presidente del Comitato delle regioni

Luc VAN DEN BRANDE


(1)  Cfr. CdR 116/2006 fin Allegato, GU C 206 del 29.8.2006, pag. 13.

(2)  Cfr. CdR 116/2006 fin, GU C 206 del 29.8.2006, pag. 9.


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