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Document 52008AR0134

Parere del Comitato delle regioni — Una forte politica europea di vicinato

OJ C 325, 19.12.2008, p. 87–91 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

19.12.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 325/87


Parere del Comitato delle regioni — Una forte politica europea di vicinato

(2008/C 325/15)

IL COMITATO DELLE REGIONI

ribadisce la sua convinzione che un vicinato prospero e sicuro può essere realizzato solo attraverso una cooperazione efficiente a livello locale e regionale. Gli enti locali e regionali sono nella posizione migliore per accertare e prendere in considerazione le esigenze dei cittadini e fornire servizi adeguati,

sottolinea la necessità di istituire forum regionali di enti subnazionali, per conformarsi all'approccio regionale presente nella politica europea di vicinato (PEV) (dimensione mediterranea, dimensione settentrionale, dimensione atlantica e dimensione del Mar Nero), e di incentivare una cooperazione territoriale e decentrata,

esprime apprezzamento per la proposta, presentata alla riunione dei ministri degli Esteri dell'UE del 26 maggio 2008, di stabilire rapporti più stretti con i paesi vicini dell'UE a oriente, e precisamente l'Armenia, l'Azerbaigian, la Repubblica di Belarus, la Moldova e l'Ucraina,

apprezza il rilancio del partenariato Euromed e sottolinea l'importanza di conferirgli una dimensione territoriale e di sostenere il dialogo tra gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei partner PEV nel Mediterraneo meridionale,

saluta con favore il nuovo strumento europeo di vicinato e di partenariato (ENPI), che ha cominciato a funzionare nel 2007, e particolarmente la sua dimensione transfrontaliera, che permette la cooperazione con le regioni che confinano con l'UE (finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dall'ENPI),

sollecita la Commissione europea a creare nel bilancio dell'UE (in aggiunta al Fondo europeo per l'integrazione) un nuovo fondo tematico per aiutare gli enti locali degli Stati membri dell'UE esposti a un afflusso migratorio particolarmente forte in provenienza da paesi terzi a fronteggiare con successo le sfide che la popolazione migrante pone ora ai servizi locali.

Relatrice

:

Sharon TAYLOR (UK/PSE) membro del consiglio comunale di Stevenage

Documento di riferimento

Comunicazione della Commissione — Una forte politica europea di vicinato

(COM(2007) 774 def.)

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

Dialogo politico e riforme per il decentramento

1.

Ribadisce la sua convinzione che un vicinato prospero e sicuro può essere raggiunto solo attraverso una cooperazione efficiente a livello locale e regionale. Gli enti locali e regionali sono nella posizione migliore per accertare e prendere in considerazione le esigenze dei cittadini e fornire servizi adeguati;

2.

invita i paesi interessati dalla politica europea di vicinato (PEV) a seguire e diffondere procedure elettorali corrette e ad accogliere gli osservatori internazionali incaricati di monitorare lo svolgimento delle loro elezioni onde aumentare la trasparenza del processo elettorale e migliorare conseguentemente il livello di fiducia dei cittadini nei processi democratici;

3.

auspica che si faccia di più per far conoscere la PEV ai cittadini dell'UE e dei paesi PEV attraverso programmi o azioni specifiche da attuare con il massimo coinvolgimento possibile dei governi regionali e locali;

4.

sottolinea la necessità di istituire forum regionali di enti subnazionali, per conformarsi all'approccio regionale presente nella PEV (dimensione mediterranea, dimensione settentrionale, dimensione atlantica e dimensione del Mar Nero), e di incentivare una cooperazione territoriale e decentrata, mediante la promozione dei programmi di associazione e sviluppo con azioni integrate nelle rispettive regioni. I rappresentanti del CdR dovrebbero essere inclusi nel lavoro di ogni forum;

5.

accoglie con favore la proposta congiunta di un «partenariato orientale» presentata al Consiglio europeo dalla Svezia e della Polonia;

6.

chiede di essere coinvolto con la Commissione europea nel processo d'elaborazione e di valutazione dei programmi ENPI per promuovere un'integrazione migliore delle questioni riguardanti la dimensione territoriale nel loro quadro operativo;

7.

invita la Commissione europea a sostenere altri programmi finalizzati allo sviluppo e al sostegno di mezzi di comunicazione liberi e professionali nei paesi PEV;

8.

esorta la Commissione europea a dare maggiore importanza allo sviluppo economico locale nei singoli piani d'azione nazionali e ad assegnare fondi adeguati attraverso l'ENPI;

9.

fa presente che i comitati di monitoraggio dei programmi per la cooperazione transfrontaliera rappresentano un importante meccanismo di consultazione per risolvere qualsiasi eventuale difficoltà nelle modalità operative, compresa la gestione dei fondi;

10.

chiede ai governi dei paesi partner di operare nel senso di un aumento della trasparenza e dell'assunzione di responsabilità, nonché della creazione di un'adeguata capacità amministrativa. Invita la Commissione europea a monitorare attentamente il livello globale di corruzione e i sistemi di prevenzione della corruzione nei paesi partner in cui quest'ultima continua ad ostacolare il progresso della democrazia, della trasparenza e dell'assunzione di responsabilità. Invita inoltre la Commissione a tener conto, al momento dell'attuazione delle misure di sostegno, di quanti e quali progressi siano già stati raggiunti in questo ambito;

11.

esorta i governi di Israele, Georgia, Tunisia e Ucraina a ratificare la convenzione dell'ONU contro la corruzione e a unirsi al resto dei paesi PEV che lo hanno già fatto;

12.

si compiace per l'apertura di un ufficio della Commissione europea a Minsk, nella Repubblica di Belarus, e spera che esso potrà operare per rafforzare la società civile e la democrazia locale e regionale e migliorare nella popolazione la conoscenza generale dell'Unione europea, delle sue istituzioni e dei valori comuni;

13.

sollecita la Commissione europea a fornire urgentemente un appoggio più efficace alla società civile nella Repubblica di Belarus, ai mezzi di comunicazione indipendenti e professionali, come pure ai partiti politici impegnati per la democrazia e le riforme;

14.

ricorda che uno dei principi chiave della PEV è il suo rimanere distinta dal processo e dalla politica d'allargamento dell'UE come pure dalla questione dell'adesione all'UE. Tuttavia, essa non deve pregiudicare possibili evoluzioni future dei paesi partner e dell'UE;

15.

chiede agli Stati membri e alla Commissione europea di offrire la possibilità di una prospettiva europea all'Ucraina e alla Moldova nei futuri nuovi accordi da stipulare alla scadenza degli accordi decennali di associazione e di cooperazione;

16.

esprime apprezzamento per la proposta, presentata alla riunione dei ministri degli Esteri dell'UE del 26 maggio 2008, di stabilire rapporti più stretti con i paesi vicini dell'UE a oriente, e precisamente l'Armenia, l'Azerbaigian, la Repubblica di Belarus, la Moldova e l'Ucraina;

17.

dà atto degli sforzi della presidenza francese di rilanciare il dialogo e la cooperazione multilaterale con i paesi vicini dell'UE a sud ed oriente del Mediterraneo, contribuendo così a rafforzare il Processo di Barcellona;

18.

accoglie con favore il proseguimento del lavoro per la realizzazione dei piani d'azione concordati in quanto essi rappresentano strumenti eccellenti per stimolare le riforme interne dei paesi. Sollecita l'UE a mettere a punto dei piani d'azione per tutti gli altri paesi;

19.

accoglie favorevolmente il riesame dei piani d'azione entrati in vigore all'inizio del 2005 e chiede che si definiscano accordi ampliati con la Moldova e Israele;

20.

chiede alla Commissione europea di includere, per quanto possibile, membri della società civile dei paesi PEV nel processo di sorveglianza dei progressi dei piani d'azione PEV onde avere una valutazione diretta ed imparziale di taluni aspetti dell'esecuzione dei singoli piani d'azione;

21.

invita la Commissione europea a includere rappresentanti degli enti locali e regionali degli Stati membri nel processo di monitoraggio riguardante l'elaborazione e l'esecuzione dei piani d'azione dei singoli paesi;

22.

raccomanda che le priorità per la cooperazione transfrontaliera nel Nord, nell'Est e nel Sud siano accuratamente definite per massimizzare le sinergie e lavorare più efficacemente per gli obiettivi stabiliti nei piani d'azione, là dove sono stati concordati;

23.

riafferma che è necessario un maggiore appoggio tecnico e politico per assicurare una cooperazione transfrontaliera ed internazionale ininterrotta tra gli Stati membri dell'UE e i paesi vicini sul confine comune;

24.

saluta con favore il nuovo strumento europeo di vicinato e di partenariato (ENPI), che ha cominciato a funzionare nel 2007, e particolarmente la sua dimensione transfrontaliera, che permette la cooperazione con le regioni che confinano con l'UE (finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dall'ENPI);

25.

accoglie con favore l'avvio del processo di attuazione della cooperazione transfrontaliera nel quadro dell'ENPI ed è pronto a collaborare nella supervisione dei programmi. Invita la Commissione e le parti partecipanti ad assicurare la messa a punto definitiva e l'adozione in tempo utile di tutti i programmi di cooperazione transfrontaliera. Sottolinea la necessità di assicurare che tutte le risorse assegnate alla cooperazione transfrontaliera nel quadro della PEV vengano opportunamente utilizzate, procedendo, ove necessario, alla loro ridistribuzione verso i programmi già in via di attuazione nella zona geografica limitrofa;

26.

accoglie favorevolmente l'aumento dei fondi destinati alla cooperazione transfrontaliera ai confini esterni dell'UE per il periodo 2007-2013. Tuttavia chiede alla Commissione europea di accrescere ulteriormente dopo il 2013, nel quadro della nuova politica di coesione dell'UE, i fondi per Interreg destinati alla cooperazione transfrontaliera tra gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei paesi PEV con l'obiettivo di affrontare problemi comuni specifici delle regioni interessate;

27.

chiede agli Stati membri e ai paesi partecipanti di utilizzare pienamente gli strumenti del TAIEX e dell'iniziativa di gemellaggio per fornire una consulenza politica/giuridica mirata agli enti locali e regionali dei paesi PEV nel contesto di avvicinamento legislativo all'acquis comunitario;

28.

ribadisce il suo sostegno all'Euroregione emergente del Mar Nero intesa a promuovere la cooperazione al livello locale e regionale tra i paesi del bacino del Mar Nero, promuovendo in tal modo la democrazia locale, la stabilità, la buona governance e lo sviluppo sostenibile;

29.

dà un giudizio positivo delle attuali opportunità di finanziamento Ue di tipo tematico, in cui i paesi PEV possono già essere coinvolti, come il 7o Programma quadro e Daphne;

30.

invita gli enti locali e regionali dei paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) a mettere a frutto la significativa esperienza maturata nello sviluppo delle istituzioni democratiche nei paesi dell'allargamento e ad aiutare gli enti locali e regionali nei paesi PEV ad aumentare le loro capacità democratiche e sviluppare le loro economie;

31.

chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di istituire un meccanismo per lo scambio di informazioni sugli sforzi singoli e collettivi intesi a sostenere la società civile nei paesi PEV onde evitare sovrapposizioni e accrescere le sinergie tra i programmi futuri;

32.

accoglie favorevolmente la prosecuzione dei programmi Tempus, Erasmus Mundus e degli altri programmi per la cooperazione accademica nel periodo 2007-2010 poiché offrono agli studenti dei paesi PEV un'opportunità di studio;

33.

invita la Commissione europea a sostenere una cooperazione più estesa tra gli istituti di ricerca e i centri studi dei paesi PEV e degli Stati membri dell'UE in quanto forniscono una sede di dibattito sulle questioni che potrebbero assumere un significato particolare per i loro governi;

34.

osserva che con la mobilità e l'utilizzo accresciuti dei trasporti, la produzione di CO2 e di gas a effetto serra aumenterà: invita i paesi PEV a considerare le politiche ambientali come fondamentali per uno sviluppo economico sostenibile. Gli enti locali e regionali dei paesi PEV hanno un ruolo importante da svolgere nel concepire una comunicazione e una pianificazione che tengano conto dei cambiamenti climatici. Gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE dovrebbero accogliere favorevolmente un dialogo biunivoco su tali questioni;

35.

apprezza il rilancio del partenariato Euromed e sottolinea l'importanza di conferirgli una dimensione territoriale e di sostenere il dialogo tra gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei partner PEV nella dimensione mediterranea. Ritiene che l'ENPI, in quanto strumento che appoggia questo processo, dovrà adeguarsi al processo di Barcellona rinnovato;

36.

chiede che si istituiscano forum analoghi di enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei partner PEV per la dimensione orientale;

37.

ricorda l'appoggio dato nella dichiarazione politica sulla cooperazione transfrontaliera nelle regioni settentrionali d'Europa all'iniziativa del Parlamento europeo di organizzare un forum parlamentare della dimensione settentrionale, e rinnova la proposta di istituire un organo permanente ad hoc per discutere le questioni d'importanza locale e regionale nella politica della dimensione settentrionale;

38.

si compiace che la Commissione europea giudichi essenziale estendere, nell'ambito della PEV, gli importanti corridoi di trasporto ai paesi vicini all'UE. Una rete di trasporto integrata e sostenibile è fondamentale per lo sviluppo degli aspetti economici della PEV.

Mobilità e migrazione

39.

Ribadisce che la mobilità e i contatti tra le persone stanno rafforzando la capacità dei paesi PEv di trarre beneficio dall'integrazione economica, mentre i progressi nel campo della comprensione reciproca sarebbero eccezionalmente difficili senza opportunità crescenti per i cittadini PEV di recarsi nell'UE;

40.

accoglie favorevolmente la possibilità di ulteriori scambi tra gli Stati membri dell'UE, i paesi dell'allargamento e i paesi PEV destinati a tirocinanti e funzionari distaccati del governo locale e regionale;

41.

insiste con gli Stati membri dell'UE perché migliorino il processo di concessione dei visti onde aumentare la mobilità di cittadini. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata agli studenti, agli scambi culturali ed accademici e ai rappresentanti della società civile. Riducendo il costo dei visti e semplificando le procedure sarà possibile intensificare i contatti tra le persone;

42.

invita gli Stati membri dell'UE a migliorare l'efficacia dei servizi consolari nei paesi PEV e incoraggia l'instaurazione di centri comuni per la richiesta del visto di Schengen nei paesi PEV;

43.

accoglie favorevolmente la conclusione di accordi di semplificazione per il rilascio dei visti e di accordi di riammissione con l'Ucraina e con la Moldova; invita la Commissione europea a mettere a profitto la sua esperienza con i paesi che hanno recentemente aderito all'UE e ad avviare i negoziati per accordi analoghi con altri paesi PEV;

44.

sottolinea che la mobilità può esistere solo in un quadro di sicurezza; nell'ambito del nuovo sistema di partenariato per la mobilità questo richiede la responsabilità comune di tutti i paesi nell'affrontare le sfide poste dalla migrazione. È pertanto necessario che anche i paesi partner della PEV s'impegnino a operare maggiormente a favore della sicurezza e della giustizia. Il nuovo sistema dovrebbe includere misure per combattere la migrazione illegale e fornire maggiori opportunità di migrazione legale dai paesi PEV all'UE;

45.

riafferma la sua convinzione che gli enti locali e regionali sono in prima linea nella gestione delle questioni legate alla migrazione. Ciò vale per la migrazione illegale quando gli enti locali e regionali devono gestire l'accoglienza e occuparsi delle conseguenze dell'occupazione illegale, ma vale anche per la migrazione legale quando gli enti locali e regionali sono responsabili della prestazione dei servizi locali;

46.

prende atto della cooperazione tra Frontex (1) e gli enti locali nella prevenzione della migrazione illegale e chiede una collaborazione ancora più stretta con gli enti locali e regionali negli Stati membri di frontiera;

47.

invita la Commissione europea a incoraggiare e contribuire allo sviluppo di soluzioni pratiche per rafforzare la gestione dei confini marittimi meridionali esterni e migliorare la capacità della Comunità, dei suoi membri e dei suoi enti locali e regionali di affrontare, con la cooperazione dei paesi d'origine, situazioni critiche come l'afflusso massiccio di immigranti illegali (2);

48.

sollecita la Commissione europea a creare nel bilancio dell'UE (in aggiunta al Fondo europeo per l'integrazione) un nuovo fondo tematico per aiutare gli enti locali degli Stati membri dell'UE esposti a un afflusso migratorio particolarmente forte in provenienza da paesi terzi a fronteggiare con successo le sfide che la popolazione migrante pone ora ai servizi locali;

49.

esorta la Commissione europea a prevedere le risorse necessarie per consentire agli enti locali dei paesi d'origine dei migranti, che soffrono particolarmente del fenomeno dell'emigrazione della mano d'opera specializzata, di sviluppare opportunità per attrarre personale specializzato e istruito ed assicurare lo sviluppo economico e culturale locale;

50.

chiede alla Commissione europea di aumentare, dopo il 2013, nel quadro della nuova politica di coesione dell'UE, i fondi del programma Interreg destinati alla cooperazione transfrontaliera tra gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei paesi PEV onde affrontare problemi comuni specifici delle regioni interessate;

51.

invita gli Stati membri dell'UE ad utilizzare la regolamentazione del traffico frontaliero locale che permette agli Stati membri dell'UE di concludere accordi bilaterali con i paesi terzi limitrofi e di migliorare i contatti transfrontalieri; gli Stati membri dell'UE dovrebbero semplificare e velocizzare le pratiche per i visti dei richiedenti che hanno precedentemente soddisfatto i requisiti necessari per ottenere il visto.

Diritti dell'uomo e tratta di essere umani

52.

Prende nota dei progressi considerevoli intervenuti nel miglioramento di diritti dell'uomo e della democrazia dall'avvio della PEV e del programma di partenariato euromediterraneo, ed invita i governi dei paesi PEV a continuare a rispettare i diritti universali dell'uomo e i principi democratici poiché essi costituiscono i valori centrali dell'UE;

53.

insiste affinché la Commissione europea continui a lavorare con gli enti locali e regionali e la società civile dei paesi PEV per migliorare i diritti dell'uomo, i diritti delle minoranze, i diritti delle donne e dei minori. Chiede ai governi dei paesi PEV di mostrare una maggiore apertura ai contributi della società civile;

54.

accoglie con favore le misure prese da tutti i paesi PEV per rafforzare la partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica e per promuovere pari diritti per donne e uomini, ma rileva che la discriminazione contro le donne e la violenza domestica sono ancora molto diffuse. Chiede pertanto ai paesi partecipanti di intensificare gli sforzi per promuovere i diritti delle donne;

55.

riconosce che la tratta delle persone tra alcuni paesi PEV e gli Stati membri dell'UE è ancora un problema particolarmente grave;

56.

invita il governo della Repubblica di Belarus a ratificare la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e i relativi protocolli, ad avviare un dialogo costruttivo con l'UE e ad impegnarsi per una partecipazione piena alla PEV;

57.

ribadisce l'importanza del dialogo sociale e invita la Giordania, il Libano e il Marocco a ratificare le convenzioni fondamentali dell'OIL sulla libertà di associazione e di contrattazione collettiva;

58.

invita la Commissione europea a dare, nella sua politica di vicinato, la priorità alla tutela delle vittime della tratta di persone, in linea con il rispetto dei diritti dell'uomo, che è il principio centrale dell'UE;

59.

precisa che gli enti regionali e locali svolgono un ruolo importante nel combattere la tratta di persone. Raccomanda pertanto che gli enti locali e regionali dei paesi PEV, in conformità dei rispettivi quadri giuridici nazionali, elaborino e attuino sia piani d'azione contro tale tratta sia strategie locali e regionali in stretta collaborazione con le amministrazioni centrali e gli altri Stati membri per impedire tale tratta e proteggerne le vittime;

60.

invita gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE ad aiutare gli enti locali e regionali dei paesi PEV a elaborare piani d'azione che potrebbero comprendere la creazione di un centro di risorse o di un'unità di sostegno specializzata a livello regionale e/o locale con l'incarico di contrastare la tratta di persone e promuovere campagne di sensibilizzazione, formazione specializzata per la polizia e i professionisti che entrano in contatto con le persone vittime di tale tratta, maggiori opportunità d'istruzione per le donne ed i minori, ecc.;

61.

apprezza che i paesi PEV abbiano firmato la convenzione dell'ONU contro la criminalità organizzata transnazionale e invita i governi di Israele, del Marocco e della Giordania a firmare e ratificare il primo e il secondo protocollo riguardanti la tratta di persone e il traffico di migranti;

62.

approva le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo del 1o settembre sul conflitto in Georgia e al tempo stesso desidera sottolineare il ruolo determinante che gli enti locali e regionali possono svolgere nella trasformazione dei conflitti e nella ricostruzione postbellica; invita i governi della Georgia e della Russia e le autorità dell'Ossezia meridionale ad adottare con urgenza le misure necessarie per consentire il ritorno, in un clima di sicurezza e in condizioni sostenibili, a tutti i profughi e sfollati a seguito della guerra nell'Ossezia meridionale.

Conflitti regionali

63.

Ribadisce che l'UE ha un interesse diretto a lavorare con i paesi PEV per contribuire alla risoluzione dei cosiddetti «conflitti congelati» (3) poiché essi possono insidiare la sicurezza dell'Europa stessa attraverso un'escalation regionale, flussi migratori incontrollabili, interruzioni nella disponibilità d'energia, ecc.;

64.

ribadisce che la PEV incontrerà difficoltà a esprimere tutto il suo potenziale se non saranno risolti i conflitti che rendono la cooperazione regionale estremamente difficile o impossibile. Le persone e le comunità locali da entrambi i lati dei confini sono quelle che maggiormente soffrono dell'incapacità dei rispettivi governi centrali di impegnarsi nel dialogo e nella risoluzione costruttiva dei conflitti;

65.

invita l'UE a partecipare più attivamente alla risoluzione dei cosiddetti «conflitti congelati» attraverso il sostegno ai diversi programmi di costruzione della fiducia, di gestione dei conflitti, di contatti tra le persone, di «diplomazia delle città», e di sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile nei territori separatisti. L'UE dovrebbe mettere la questione dei conflitti all'ordine del giorno negli incontri con le istituzioni internazionali e i paesi interessati;

66.

chiede alla Commissione europea di sostenere programmi di gestione delle frontiere e misure dirette a costruire la fiducia tra le comunità locali da entrambi i lati della frontiera delle regioni «separatiste». Stimolare la convergenza tra i sistemi politici, economici e giuridici permetterà una maggiore inclusione sociale e una riabilitazione delle infrastrutture. Particolarmente importanti sono i progetti locali di generazione di reddito;

67.

invita la Commissione europea a trarre insegnamenti dal recente processo d'allargamento dell'UE e a rendere le buone relazioni di vicinato un presupposto per il pieno sfruttamento dei vantaggi e del potenziale della PEV. La Commissione dovrebbe incoraggiare i paesi coinvolti nei «conflitti congelati» a compiere nuovi e autentici sforzi per trovare soluzioni reciprocamente accettabili e sostenibili.

Bruxelles, 9 ottobre 2008.

Il presidente

del Comitato delle regioni

Luc VAN DEN BRANDE


(1)  Frontex (Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne dell'Unione europea) è l'Agenzia europea per la sicurezza alle frontiere esterne.

(2)  CdR 64/2007 fin.

(3)  I conflitti in Transnistria, Abkhazia, Ossezia meridionale, Nagorno-Karabakh, Medio Oriente e Africa occidentale sono definiti come «conflitti congelati».


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