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Document 52004DC0062

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione pratica delle disposizioni delle direttive concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro 89/391 (direttiva quadro), 89/654 (luoghi di lavoro), 89/655 (attrezzature di lavoro), 89/656 (attrezzature di protezione individuale), 90/269 (movimentazione manuale di carichi) e 90/270 (attrezzature munite di videoterminale)

/* COM/2004/0062 def. */

52004DC0062

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione pratica delle disposizioni delle direttive concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro 89/391 (direttiva quadro), 89/654 (luoghi di lavoro), 89/655 (attrezzature di lavoro), 89/656 (attrezzature di protezione individuale), 90/269 (movimentazione manuale di carichi) e 90/270 (attrezzature munite di videoterminale) /* COM/2004/0062 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sull'attuazione pratica delle disposizioni delle direttive concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro 89/391 (direttiva quadro), 89/654 (luoghi di lavoro), 89/655 (attrezzature di lavoro), 89/656 (attrezzature di protezione individuale), 90/269 (movimentazione manuale di carichi) e 90/270 (attrezzature munite di videoterminale)

Sommario

La prevenzione è il principio guida della legislazione dell'Unione europea sulla salute e la sicurezza sul lavoro. Per ridurre il numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, sono state adottate a livello comunitario prescrizioni minime per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La presente relazione esamina le modalità di recepimento e di attuazione, all'interno degli Stati membri, della direttiva quadro del 1989 e di cinque direttive particolari. Sulla base dell'applicazione e, in alcuni casi, dell'inadeguatezza dell'applicazione, fa un bilancio della legislazione europea sulla salute e sulla sicurezza e sugli effetti prodotti sull'economia e sulla società.

La direttiva del 1989 stabilisce i principi per l'introduzione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori e fornisce un quadro per specifici ambienti di lavoro, delineato nelle direttive particolari. L'obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione si fonda su una doppia base: le prescrizioni minime creano una condizione di parità per le aziende che operano nel grande mercato interno europeo e forniscono un alto livello di tutela dei lavoratori, evitando dolori e sofferenze e riducendo al minimo le perdite per le imprese, attraverso la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

Dalle relazioni risulta che la legislazione comunitaria ha influenzato positivamente le normative nazionali per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, le relative misure hanno ampiamente contribuito a migliorare le condizioni di lavoro, favorendo la produttività, la competitività e l'occupazione.

Le statistiche e le relazioni nazionali sui risultati evidenziano un importante miglioramento sul fronte della tutela della salute e della sicurezza e dimostrano che l'attuazione e l'applicazione della legislazione comunitaria hanno svolto un ruolo decisivo per la riduzione delle cifre. I dati sono convincenti: è stato promosso un vero cambiamento strutturale.

Le stime preliminari per il 2000, basate su dati Eurostat, evidenziano che, su 100.000 lavoratori, il numero di infortuni che comportavano più di tre giorni di assenza dal lavoro è sceso da 4.539 nel 1994 a circa 4.016 nel 2000. La netta diminuzione di questo indicatore chiave mette chiaramente in evidenza i miglioramenti compiuti in direzione di una riduzione degli infortuni, pur tenendo conto dei mutamenti intervenuti nella struttura economica e della tipologia delle occupazioni e considerando i nuovi rischi.

In ogni caso, in valori assoluti, sono circa 5.200 i lavoratori che ogni anno perdono la vita in infortuni connessi al lavoro e ogni anno si verificano ancora circa 4,8 milioni di infortuni, di cui circa due terzi portano a un'assenza dal lavoro di oltre tre giorni. Pressoché il 14% dei lavoratori subisce più di un infortunio all'anno, per un totale di circa 158 milioni di giornate di lavoro perse ogni anno.

Le aree ad alto rischio coincidono ampiamente con i settori e i tipi di occupazione in cui l'applicazione della normativa è risultata più carente, sottolineando la necessità di rafforzare l'adozione dell'acquis in materia di salute e sicurezza al fine di ridurre ulteriormente il numero di infortuni.

In questo quadro si distinguono soprattutto le piccole e medie imprese, ma anche il settore pubblico presenta notevoli carenze. Tra i lavoratori ad alto rischio rientrano anche i giovani, i soggetti che lavorano con contratti a tempo determinato e i soggetti scarsamente qualificati. Questi dati mettono chiaramente in evidenza la portata e l'importanza della priorità assegnata alla qualità del lavoro come veicolo dell'azione politica svolta in attuazione dell'agenda della politica sociale dell'UE.

Il fatto che circa il 7% dei soggetti coinvolti in un infortunio non possa riprendere lo stesso lavoro e che circa il 4% debba ridurre le ore lavorative o non possa più lavorare, rappresenta un grosso ostacolo alla realizzazione dell'obiettivo della piena occupazione fissato a Lisbona e dimostra inoltre che "più posti di lavoro e di miglior qualità" sono due facce della stessa medaglia. Ogni anno circa 300.000 lavoratori subiscono invalidità permanenti di gradi diversi dovute a infortuni sul lavoro o malattie professionali.

Si stima che i costi totali per l'economia ammontino a una cifra compresa tra il 2,6% e il 3,8% del PNL. Tutti questi dati testimoniano gli alti costi economici della mancanza di un'adeguata politica sociale. Le cifre relative a infortuni e malattie, tuttora elevate a causa del persistere di un'ampia serie di lacune, come documentato in dettaglio nella presente relazione, sottolineano la necessità di una maggiore attenzione per i settori e i lavoratori interessati, al fine di introdurre i cambiamenti necessari.

Questo aspetto è fondamentale, poiché l'allargamento dell'UE introdurrà paesi in cui la cultura della prevenzione non è ancora radicata.

Chiarire e risolvere i malintesi e correggere le inadeguatezze che si verificassero nel corso dell'attuazione della legislazione è un compito urgente. Gli ispettorati del lavoro svolgono un ruolo decisivo: i loro funzionari saranno impiegati come agenti del cambiamento per promuovere una migliore osservanza della normativa comunitaria da parte delle PMI, dapprima attraverso l'educazione, la persuasione e l'incoraggiamento e, ove necessario, attraverso misure più rigorose per garantire l'applicazione delle leggi.

Un alto livello di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, che è l'obiettivo generale della direttiva quadro 89/391 e delle cinque direttive particolari, può essere realizzato solo se tutte le parti interessate, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti dei lavoratori, organi esecutivi competenti, si impegnano a garantire la corretta applicazione della normativa e a interagire in un'ottica di collaborazione. La comunicazione della Commissione - Adattarsi alle trasformazioni del lavoro e della società: una nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2002-2006 [1] - contiene chiare indicazioni a riguardo.

[1] COM(2002) 118

Il rinnovato impegno ad affrontare le svariate carenze individuate nella presente relazione determinerà i cambiamenti destinati a migliorare i livelli di attuazione e applicazione delle direttive sulla salute e la sicurezza, facendo della tutela di queste ultime una realtà tangibile per tutti i lavoratori, contribuendo così al miglioramento della produttività e della qualità del lavoro.

Questa azione sarà al centro delle priorità più urgenti per il consolidamento dell'acquis, come delineato nella revisione intermedia dell'agenda per la politica sociale [2] per i prossimi anni.

[2] COM(2003) 312

1. Introduzione

La presente relazione è stata redatta dalla Commissione ai sensi delle disposizioni finali delle direttive 89/391, 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 [3], in base alle quali "la Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'attuazione della presente direttiva".

[3] Art. 18 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro; art. 10 della direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (prima direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, par. 1 della direttiva 89/391/CEE), art. 10 della direttiva 89/655/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, par. 1 della direttiva 89/391/CEE), art. 10 della direttiva 89/656/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute per l'uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro (terza direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, par. 1 della direttiva 89/391/CEE), l'art. 9 della direttiva 90/269/CEE del Consiglio, del 29 maggio 1990, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute concernenti la movimentazione manuale di carichi che comporta tra l'altro rischi dorso-lombari per i lavoratori (quarta direttiva particolare ai sensi dell'art.16, par. 1 della direttiva 89/391/CEE) e l'art. 11 della direttiva 90/270/CEE del Consiglio, del 29 maggio 1990, relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e di salute per le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali (quinta direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, par. 1 della direttiva 89/391/CEE).

La comunicazione attinge principalmente alle relazioni che gli Stati membri [4] presentano ai sensi delle direttive, in base alle quali "ogni cinque anni (quattro anni per le direttive 90/269 e 90/270) gli Stati membri presentano una relazione sull'attuazione pratica delle disposizioni della presente direttiva indicando i punti di vista delle parti sociali". Essa attinge inoltre a una relazione di esperti indipendenti che analizza l'attuazione delle direttive in tutti i settori, compreso il settore pubblico. Infine, illustra le esperienze acquisite dalla Commissione durante il controllo del recepimento delle direttive nelle legislazioni nazionali e della loro applicazione in tutti i settori dell'economia.

[4] Le relazioni nazionali sono redatte in base a un modello concordato. Il grado di partecipazione delle parti sociali nella stesura delle relazioni varia notevolmente da uno Stato membro all'altro a seconda delle prassi nazionali. Tutti gli Stati membri hanno trasmesso la relazione sulla direttiva quadro 89/391. Per quanto riguarda le prime cinque direttive particolari, Francia e Irlanda non hanno presentato tutte le relazioni. Le relazioni nazionali sono state trasmesse al Consiglio e al Parlamento europeo.

L'analisi riguarda il recepimento e l'applicazione della direttiva quadro 89/391 concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro e delle prime cinque direttive particolari, riguardanti specifici ambienti di lavoro e rischi. Le direttive particolari riguardano nello specifico:

* le prescrizioni minime per i luoghi di lavoro (89/654)

* l'uso delle attrezzature di lavoro ( 89/655)

* le attrezzature di protezione individuale (89/656)

* la movimentazione manuale di carichi (90/269)

* le attrezzature munite di videoterminali (90/270)

La relazione esamina innanzitutto gli effetti prodotti a livello legislativo dall'introduzione della direttiva quadro e delle direttive particolari negli Stati membri. In seguito illustra l'azione di controllo esercitata sul recepimento della legislazione, mettendo in luce i ritardi e gli effetti ottenuti dal controllo della conformità sulla qualità delle legislazioni nazionali.

Un'ampia sezione è dedicata all'attuazione in tutti i settori dell'economia, fornendo per ogni settore un quadro dettagliato delle caratteristiche centrali della nuova legislazione e soffermandosi in modo particolare sulla situazione nelle piccole e medie imprese e nel settore pubblico.

Il capitolo successivo riassume i principali elementi positivi e le principali difficoltà incontrate dagli Stati membri nel corso dell'attuazione.

Il quadro della situazione e la relativa valutazione sono quindi messi a confronto con i dati statistici sulla legislazione comunitaria in materia di salute e sicurezza.

Al termine, si fornisce una panoramica dei suggerimenti proposti dagli stessi Stati membri nelle relazioni nazionali per favorire una corretta applicazione. Per concludere, la relazione esamina i passi ancora da compiere in vista di una piena e corretta applicazione nell'Unione europea allargata.

2. Effetti legislativi negli Stati membri

Prima dell'adozione della direttiva quadro e delle sue prime cinque direttive particolari, vi erano notevoli differenze tra gli Stati membri in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro negli ambienti di lavoro interessati. La direttiva 89/391 ha modificato l'approccio pratico alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori negli Stati membri, definendo una nuova impostazione di tipo preventivo e integrato, volta a favorire un miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza. Le chiavi di volta su cui è basato il nuovo approccio sono: la responsabilità del datore di lavoro, i principi di prevenzione adottati, così come l'informazione, la formazione, la consultazione e la partecipazione equilibrata dei lavoratori. I principi basilari della salute e della sicurezza sul lavoro istituiti dalla direttiva quadro sono stati successivamente definiti e integrati nelle direttive particolari. Di conseguenza, le prescrizioni minime dovrebbero essere garantite in tutta Europa, mentre gli Stati membri hanno facoltà di mantenere o adottare livelli di protezione più elevati [5].

[5] Si veda a questo proposito la decisione della Corte di giustizia del 12 novembre 1996, Regno Unito c. Consiglio, causa C-84/94, punto 17: "Occorre rilevare al riguardo che l'art. 118 A, nell'attribuire al Consiglio il potere di adottare prescrizioni minime, non pregiudica l'intensità dell'azione che questa istituzione può ritenere necessaria per assolvere il compito che la disposizione controversa le assegna espressamente, che consiste nell'adoperarsi per promuovere il miglioramento in una prospettiva di progresso delle condizioni relative alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. L'espressione "prescrizioni minime" di cui all'art. 118 A significa soltanto, come è peraltro confermato dal n. 3 della medesima disposizione, che essa consente agli Stati membri di adottare norme più rigorose di quelle che sono oggetto dell'intervento comunitario (v., in particolare, parere 2/91, citato, punto 18)".

Le ripercussioni della direttiva quadro e delle sue prime cinque direttive particolari sui sistemi legislativi nazionali rientrano in tre categorie.

* La direttiva quadro ha avuto notevoli conseguenze a livello giuridico nei paesi [6] che, al momento dell'adozione di questa direttiva, avevano una legislazione obsoleta o inadeguata in materia.

[6] Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, Lussemburgo

* In altri Stati membri [7] la direttiva è servita a completare o a perfezionare la legislazione nazionale vigente.

[7] Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio

Infine, in pochi Stati membri [8] il recepimento non ha richiesto grossi adeguamenti perché era già in vigore una normativa in linea con le direttive in questione. Gli Stati membri che hanno tratto il maggior beneficio dalla nuova legislazione, modernizzando la propria normativa in materia di salute e sicurezza, sottolineano i seguenti aspetti innovativi della direttiva quadro: l'ampio campo di applicazione, che interessa anche il settore pubblico, il principio della responsabilità oggettiva del datore di lavoro, l'obbligo alla redazione e alla documentazione della valutazione dei rischi, l'obbligo di istituire un programma di prevenzione basato sui risultati della valutazione dei rischi, il ricorso a servizi di prevenzione e protezione e i diritti dei lavoratori all'informazione, alla consultazione, alla partecipazione e alla formazione.

[8] Danimarca, Finlandia, Svezia

Essi segnalano inoltre i seguenti punti di forza risultanti dalle direttive particolari:

* Direttiva 89/654: la descrizione del termine "luogo di lavoro", che si estende anche alle eventuali modifiche o trasformazioni, nonché agli ampliamenti dello stesso, così come l'introduzione di prescrizioni specifiche per le uscite di emergenza, la disponibilità di spazi sufficientemente ampi, condizioni ambientali adeguate, locali di riposo e per la tutela delle lavoratrici in stato di gravidanza.

* Direttiva 89/655: ha avuto un profondo effetto unificante sulle legislazioni nazionali concernenti le attrezzature di lavoro. In generale, pur non avendo introdotto grosse innovazioni, ha contribuito alla razionalizzazione e generalizzazione delle normative nazionali vigenti. La maggioranza degli Stati membri ha riferito che il recepimento delle prescrizioni minime riguardanti le attrezzature di lavoro ha ampliato il campo di applicazione della legislazione nazionale a tutti i settori di attività. Questi effetti a livello giuridico sono stati maggiori in alcuni paesi, come ad esempio in Grecia, in cui la nuova direttiva ha rappresentato un notevole passo avanti, mentre in altri [9] sono stati meno pronunciati.

[9] Per esempio Danimarca e Paesi Bassi.

* Direttiva 89/656: l'introduzione di determinati obblighi per il datore di lavoro, come la valutazione, la selezione, la fornitura e la manutenzione di attrezzature di protezione individuale per i lavoratori. Altri elementi importanti sono: l'ampliamento delle responsabilità del datore di lavoro per quanto riguarda questo aspetto, così come il suo obbligo di valutazione dei rischi nella scelta delle attrezzature di protezione individuale. In generale, il recepimento della direttiva ha ampliato il campo di applicazione della legislazione nazionale esistente [10].

[10] Attrezzature di protezione individuale nelle imbarcazioni in Danimarca

* Direttiva 90/269: ha unificato la legislazione esistente, semplificando e completando la normativa vigente in materia di lesioni derivanti dalla movimentazione di carichi. Nella maggior parte degli Stati membri l'ambito di applicazione è stato esteso a tutti i settori di attività e l'obbligo alla determinazione e alla valutazione dei rischi associati con la movimentazione manuale di carichi è stato riconosciuto come un'innovazione. Alcuni paesi hanno sottolineato l'importanza del principio di evitare la movimentazione manuale di carichi e l'obbligo da parte del datore di lavoro di ridurre i rischi adottando misure organizzative o tecniche appropriate.

* Direttiva 90/270: l'introduzione di disposizioni concernenti le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali e la considerazione degli aspetti ergonomici. Gli Stati membri indicano come maggiori innovazioni introdotte nella legislazione nazionale dalla direttiva anche l'interruzione periodica del lavoro quotidiano con pause o cambiamenti di attività per i lavoratori che utilizzano videoterminali e il diritto a esami della vista e, ove necessario, la fornitura di dispositivi di correzione. Le prescrizioni in materia di emissioni, di attrezzature e ambiente di lavoro e di interfaccia elaboratore/uomo hanno contribuito a modernizzare la legislazione nazionale.

Dalle relazioni nazionali e dalle analisi svolte dalla Commissione risulta che la direttiva quadro 89/391 e le direttive 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 hanno avuto un effetto trainante per la nascita di una cultura della prevenzione in tutta l'Unione, così come sulla razionalizzazione e la semplificazione del corpus legislativo nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Risulta evidente che l'impatto è stato maggiore negli Stati membri che avevano una legislazione meno sviluppata in materia o basata su misure correttive, piuttosto che su un approccio preventivo alla lotta contro i rischi professionali.

La svolta imposta dalla legislazione comunitaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che ha significato l'allontanamento da un approccio alla prevenzione degli infortuni trainato dalla tecnologia a favore di una politica di sicurezza e salute sul lavoro molto più incentrata sul comportamento del lavoratore e sulle strutture organizzative, è stata riconosciuta come l'elemento che ha influenzato maggiormente i sistemi legislativi nazionali. Nel suo recepimento, gli Stati membri hanno dovuto passare da una legislazione dettagliata di tipo prescrittivo a una legislazione volta al raggiungimento di un obiettivo. Questa ha avuto a sua volta ripercussioni sull'interpretazione giurisprudenziale e sulla sua applicazione.

3. Controllo del recepimento

Il presente capitolo riguarda il controllo del recepimento delle direttive nella legge nazionale e considera in particolare il lungo processo necessario per la trasposizione delle stesse. Inoltre descrive nel dettaglio i successi ottenuti grazie all'impegno degli Stati membri, nonostante le carenze incontrate in tutta l'Unione europea, come ha rivelato l'analisi di conformità.

3.1. Tempi di recepimento

Il recepimento della direttiva quadro 89/391 e delle sue cinque prime direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 nel quadro legislativo nazionale degli Stati membri è stato un processo piuttosto lungo. I ritardi nel recepimento hanno avuto notevoli ripercussioni sui livelli dell'attuazione pratica nei luoghi di lavoro.

Nonostante tutte le direttive fossero precedentemente state oggetto di approfondite consultazioni con le parti sociali a livello europeo e nazionale, e nonostante siano state tutte adottate dal Consiglio con voto unanime, la maggior parte degli Stati membri non ha soddisfatto gli impegni presi per quanto riguarda i tempi del recepimento. Finlandia, Austria e Svezia hanno attuato i necessari cambiamenti in parte prima dell'adesione e in parte poco dopo l'ingresso nell'Unione europea [11].

[11] Vedere nell'allegato l'elenco delle disposizioni nazionali comunicate dagli Stati membri concernenti la direttiva quadro 89/391 e le sue prime cinque direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270.

Già nel 1993 la Commissione aveva avviato procedimenti di infrazione contro gli Stati membri che non avevano comunicato entro i termini dovuti l'adozione della legislazione nazionale che recepiva le direttive. A seguito dell'apertura di questi procedimenti di infrazione, gli Stati membri hanno accelerato la propria attività legislativa, adottando le necessarie misure per il recepimento delle direttive prima della conclusione del procedimento. In un caso, quello della Spagna, il procedimento d'infrazione avviato a seguito della mancata comunicazione delle misure nazionali di recepimento delle direttive 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 è sfociato in una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia [12].

[12] Sentenza della Corte del 26 settembre 1996, Commissione c. Regno di Spagna, causa C-79/95.

3.2. Controllo della conformità

Successivamente al recepimento nelle legislazioni nazionali, la Commissione ha svolto un controllo di conformità delle stesse. Anziché aprire immediatamente i procedimenti d'infrazione, la Commissione ha affrontato le questioni aperte con le autorità nazionali per chiarire e risolvere malintesi e correggere le irregolarità. I reclami presentati alla Commissione dai singoli paesi hanno svolto un ruolo molto importante, evidenziando i punti deboli.

3.2.1. La direttiva quadro

Pur mettendo in luce l'efficacia dell'impegno profuso, l'analisi di conformità del recepimento della direttiva quadro 89/391 nelle legislazioni nazionali ha rivelato anche carenze praticamente in tutti gli Stati membri.

La Commissione ha avviato procedimenti di infrazione per non conformità contro tutti gli Stati membri, ad eccezione della Grecia (contro la quale è tuttavia stato aperto un procedimento di infrazione concernente le carenze di applicazione della legislazione greca che recepisce la direttiva 89/391). A seguito dell'invio delle lettere di notifica formale e dei pareri motivati, undici Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito) hanno emendato la propria legislazione, ponendo rimedio alle carenze individuate. I casi degli Stati membri che non hanno riconosciuto tutte le carenze evidenziate sono stati deferiti dalla Commissione alla Corte di giustizia [13].

[13] Commissione c. Germania, causa C-5/00; Commissione c. Italia, causa C-49/00; Commissione c. Portogallo, causa C-425/01; Commissione c. Paesi Bassi, causa C-441/01; Commissione c. Lussemburgo, causa C-335/02. Si segnala che sono ancora in corso procedimenti di infrazione contro alcuni Stati membri (Austria, Francia, Finlandia, Irlanda, Spagna, Svezia e Regno Unito).

Di seguito si elencano gli aspetti che hanno creato i maggiori problemi di conformità nel recepimento della direttiva quadro 89/391.

* Campo di applicazione (articolo 2): diversi Stati membri lo hanno limitato nella legislazione nazionale. In questo contesto va citata la sentenza del 3 ottobre 2000, emessa dalla Corte di giustizia nella causa C-303/98, Sindicato de Médicos de Asistencia Pública (Simap) contro Conselleria de Sanidad y Consumo de la Generalidad Valenciana, che esamina il campo di applicazione della direttiva quadro 89/391 specificando che "...Occorre rilevare, da un lato, come, tanto dall'oggetto della direttiva di base, ossia la promozione del miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul lavoro, quanto dal dettato del suo art. 2, n. 1, emerga che il suo campo di applicazione dev'essere inteso in modo ampio." e che "Ne consegue che le eccezioni al campo di applicazione della direttiva di base, ivi comprese quelle di cui al suo art. 2, n. 2, devono essere interpretate in senso restrittivo" [14].

[14] Vedere in tal senso il parere dell'Avvocato generale del 6 maggio 2003 nelle cause congiunte C-397/01-C-403/01, Bernhard Pfeiffer e a. c. Deutsches Rotes Kreuz Kreisverband Waldshut eV., punto 22.

* Responsabilità del datore di lavoro (articolo 5).

* Principi generali della prevenzione (articolo 6, paragrafo 2).

* Portata dell'obbligo di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (articolo 6, paragrafo 3, lettera a)): il recepimento da parte dell'Italia ha sollevato un problema di conformità (la legislazione italiana imponeva ai datori di lavoro solo la valutazione di rischi specifici), chiarito dalla Corte di giustizia nella sentenza del 15 novembre 2001 [15]. In particolare al punto 12, la Corte afferma che "In via preliminare, si deve constatare come risulti sia dall'obiettivo della direttiva, che si applica, ai sensi del suo quindicesimo considerando, a tutti i rischi, sia dal tenore letterale dell'art. 6, n. 3, lett. a), della medesima che i datori di lavoro sono tenuti a valutare l'insieme dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori." Il punto 13 di questa sentenza è particolarmente importante: "Inoltre, è importante precisare che i rischi professionali che devono essere oggetto di una valutazione da parte dei datori di lavoro non sono stabiliti una volta per tutte, ma si evolvono costantemente in funzione, in particolare, del progressivo sviluppo delle condizioni di lavoro e delle ricerche scientifiche in materia di rischi professionali".

[15] Causa C-49/00, Commissione c. Italia.

* Servizi di prevenzione e protezione (articolo 7). Sono state sollevate varie questioni:

- diversi paesi hanno messo in discussione l'obbligo di dare priorità ai servizi interni. La maggior parte degli Stati membri ha successivamente emendato le proprie disposizioni nazionali, ma in un caso la Commissione ha deferito la questione alla Corte di giustizia, che il 22 maggio 2003 [16] ha sentenziato che "(...) Non avendo recepito, nella sua normativa nazionale, il carattere subordinato del ricorso alle competenze esterne ad un'impresa al fine di garantire le attività di protezione e di prevenzione nei confronti dei rischi professionali nell'impresa stessa, il Regno dei Paesi Bassi è venuto meno agli obblighi che ad esso incombono in forza del Trattato CE e dell'art. 7, n. 3, della direttiva del Consiglio 12 giugno 1989, 89/391/CEE";

[16] Causa C-441/01, Commissione c. Paesi Bassi.

- il recepimento di questo articolo ha creato gravi problemi di conformità anche per la Francia, che sosteneva che la 'médecine du travail' avrebbe correttamente recepito tale disposizione. La Commissione non ha accettato questo punto di vista e ha aperto un procedimento di infrazione, a seguito del quale la Francia ha adottato una legislazione nazionale che recepiva l'articolo 7 con un approccio pluridisciplinare [17];

[17] Vedere Loi de modernisation sociale del 17 gennaio 2002.

- altre carenze erano state evidenziate in relazione all'obbligo del datore di lavoro di fare ricorso a servizi o persone esterne competenti nel caso in cui le misure protettive e preventive non potessero essere organizzate internamente per mancanza di personale competente nell'impresa e/o nello stabilimento (articolo 7, paragrafo 3). La Corte ha stabilito nella summenzionata sentenza del 15 novembre 2001 [18] che "È particolarmente importante, per garantire l'esigenza di certezza del diritto, che i singoli possano contare su una situazione giuridica chiara e precisa, che consenta loro di sapere esattamente quali sono i loro diritti e gli obblighi e di farli valere, se del caso, dinanzi ai giudici nazionali." (punto 22) e che "A tale proposito va ricordato che l'art. 7, nn. 1 e 3, della direttiva prevede l'obbligo del datore di lavoro di organizzare un servizio di protezione e di prevenzione dei rischi professionali all'interno dell'impresa ovvero, se le competenze all'interno della medesima sono insufficienti, di far ricorso a competenze esterne" (punto 23);

[18] Causa C-49/00.

- infine, in diversi Stati membri sono state rilevate carenze nel recepimento dell'articolo 7, paragrafo 8, primo sottoparagrafo: "Gli Stati membri definiscono le capacità e le attitudini necessarie di cui al paragrafo 5" (riferito ai lavoratori designati e ai servizi o alle persone esterne incaricati dell'attuazione delle misure protettive e preventive). Nella sentenza del 15 novembre 2000 [19], la Corte di giustizia ha sostenuto che "L'esecuzione di tale obbligo implica l'adozione da parte degli Stati membri di provvedimenti legislativi o regolamentari conformi ai requisiti della direttiva e portati a conoscenza delle imprese interessate con mezzi adeguati al fine di consentire a queste ultime di conoscere i loro obblighi in materia e alle autorità nazionali competenti di verificare che tali provvedimenti vengano osservati" (punto 36). Questa disposizione della direttiva 89/391 è stata ancora oggetto di una sentenza della Corte del 22 maggio 2003 [20].

[19] Causa C-49/00.

[20] Commissione c. Lussemburgo, causa C-335/02.

* Pronto soccorso, lotta antincendio ed evacuazione dei lavoratori (articolo 8): in alcuni casi le difficoltà incontrate nel recepimento delle disposizioni riguardanti questi aspetti erano dovute essenzialmente al fatto che le competenze relative alla loro attuazione erano state suddivise tra diversi ministeri (Irlanda, Regno Unito, Finlandia).

* Obbligo di documentazione della valutazione dei rischi in tutti i tipi di impresa (articolo 9): la Corte di giustizia ha considerato nella sua sentenza del 7 febbraio 2002 [21] che "Anzitutto occorre osservare che l'art. 9, n. 1, lett. a), della direttiva stabilisce l'obbligo per il datore di lavoro di disporre di documenti che contengano una valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, documenti ai quali i lavoratori o i loro rappresentanti che abbiano una funzione specifica in materia di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori devono avere accesso in forza dell'art. 10, n. 3, lett. a), della direttiva" (punto 24) e che "A tal proposito, occorre dichiarare che una disposizione che per taluni tipi di imprese, in particolare in funzione del numero di lavoratori alle loro dipendenze, conceda al Ministro federale competente il potere di esentare i medici aziendali ed il personale specializzato in materia di sicurezza del lavoro dalla redazione di relazioni sulla valutazione delle condizioni di lavoro risulta chiaramente contraria agli artt. 9, n. 1, lett. a), e 10, n. 3, lett. a), della direttiva, dal momento che talune imprese che impiegano dieci lavoratori o meno potrebbero così vedersi dispensate dall'obbligo di disporre di documenti contenenti una valutazione dei rischi" (punto 35).

[21] Commissione c. Germania, causa C-5/00.

* Informazione dei lavoratori (articolo 10): in alcuni Stati membri la legislazione limitava originariamente questo diritto ai lavoratori delle aziende con una determinata soglia di dipendenti o a un determinato grado di informazione.

* Consultazione, partecipazione e formazione dei lavoratori (articoli 11 e 12): nella maggior parte dei casi, gli Stati membri hanno accettato il parere della Commissione, ponendo rimedio alle carenze ed emendando di conseguenza la propria legislazione.

3.2.2. Le direttive particolari

Quanto al recepimento delle prime direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270, la situazione dal punto di vista della conformità è stata fin dall'inizio decisamente più semplice per il fatto che gli Stati membri avevano in genere integrato alla lettera le prescrizioni minime nelle proprie legislazioni nazionali. Inoltre, la maggior parte delle carenze rilevate sono state risolte senza che occorresse avviare procedimenti di infrazione. La Commissione ha tuttavia dovuto ricorrere alla Corte di giustizia in alcuni casi [22].

[22] Commissione c. Italia, causa 65/01, (trasposizione della direttiva 89/655), Commissione c. Italia, causa C-455/00 (direttiva 90/270); Commissione c. Spagna, causa C-168/03 (direttiva 89/655). Si rammenta che sono tuttora in corso procedimenti di infrazione contro alcuni Stati membri (Austria, Germania e Svezia).

La maggior parte delle carenze rilevate nel corso del controllo di conformità riguardava la direttiva 89/654 sui luoghi di lavoro, la direttiva 89/655 sulle attrezzature di lavoro e la direttiva 90/270 sulle attrezzature munite di videoterminali e interessava i requisiti tecnici di cui agli allegati. Per quanto riguarda la direttiva 90/270 sulle attrezzature di lavoro munite di videoterminali, in alcuni Stati membri hanno creato difficoltà di recepimento anche le disposizioni relative all'interruzione periodica del lavoro quotidiano con pause e alla sorveglianza sanitaria.

4. Azione sul campo: l'attuazione pratica

I ritardi nel recepimento, così come i problemi di conformità, in particolare per la direttiva quadro, hanno avuto ripercussioni notevoli sul grado di attuazione pratica, così come sulla qualità della stessa, perché è stata ritardata anche l'attuazione delle iniziative di sostegno (informazione, formazione, assistenza tecnica, ecc.) volte a creare una cultura della sicurezza.

L'analisi della situazione a livello dei luoghi di lavoro fornisce un quadro ambiguo, con aziende in cui la legislazione è ampiamente recepita e applicata, con effettivi benefici in termini di riduzione dei rischi per la salute e la sicurezza e di prevenzione degli infortuni sul lavoro, e altre in cui sono ancora necessari notevoli sforzi per ottemperare alla normativa e fare in modo di raccogliere tutti i frutti auspicati a livello di prevenzione.

Ciò significa che se da un lato gli obiettivi principali di garantire ai lavoratori dell'Unione europea un livello di protezione basato su requisiti minimi comuni, armonizzando i requisiti di salute e sicurezza, e di ridurre il numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali sono stati realizzati, dall'altro la difformità di applicazione di tale normativa nei diversi settori di attività e nelle imprese di diverse dimensioni ha precluso ulteriori riduzioni degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

Il livello di attuazione pratica nei luoghi di lavoro è stato influenzato da una serie di fattori concomitanti. I prossimi paragrafi documentano i fatti rilevanti per quanto attiene ai seguenti aspetti chiave: pubblicizzazione e sostegno della legislazione; sensibilizzazione; valutazione, documentazione e supervisione dei rischi; servizi di protezione e prevenzione; informazione, consultazione, partecipazione e formazione; organizzazione e gestione della salute e della sicurezza sul lavoro; attuazione; PMI; settore pubblico.

4.1. Pubblicizzazione e sostegno della nuova legislazione che recepisce le direttive concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro

Già nel 1992, la Commissione e gli Stati membri avevano avviato una serie di azioni, tra cui la proclamazione del 1992 come anno europeo della salute e della sicurezza sul lavoro e, successivamente, delle settimane europee per la salute e la sicurezza, così come l'organizzazione di campagne a livello nazionale in vista della promozione e diffusione della nuova legislazione sulla salute e la sicurezza sul lavoro, fornendo consulenza per l'attuazione delle direttive sui luoghi di lavoro. A livello europeo, questa attività di informazione viene svolta dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, istituita nel 1994 [23].

[23] Regolamento del Consiglio (CE) n. 2062/94 CE del 18 luglio 1994 relativo all'istituzione di un'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, GU L 216 del 20.8.1994, pag. 1, modificato dal Regolamento del Consiglio (CE) n. 1643/95 del 29 giugno 1995, GU L 156 del 7.7.1995, pag. 1.

A seguito dell'adozione delle direttive, gli Stati membri hanno varato ampi piani d'azione intesi a promuovere un atteggiamento attivo nei confronti della prevenzione, a sensibilizzare il pubblico nei confronti del concetto della prevenzione integrata e ad elaborare orientamenti pratici per aiutare i datori di lavoro e i lavoratori a ottemperare agli obblighi previsti dalla nuova legislazione.

Gli Stati membri riferiscono in genere che le misure adottate sono sufficienti e soddisfacenti, sebbene diversi paesi [24] mettano in luce l'esigenza di ampliare le attività di informazione e consulenza al fine di indurre le piccole imprese e i lavoratori autonomi a perseguire livelli di salute e sicurezza più elevati, riconoscendone i vantaggi a livello economico e sociale.

[24] Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda.

Sebbene le attività svolte a livello nazionale e comunitario abbiano dato un contributo notevole alla comprensione della nuova legislazione, rendendo i datori di lavoro e i lavoratori più consapevoli dei loro diritti e obblighi, gli effetti di tali misure variano nei diversi settori dell'economia. Ad esempio, il successo nelle imprese più grandi coesiste con una situazione a livello delle PMI in cui, in tutta l'Unione, deve ancora essere compiuto il salto di qualità necessario a innescare lo sviluppo del senso di sicurezza, della volontà di controllare i rischi e della partecipazione dei soggetti coinvolti nel controllo dei rischi sul luogo di lavoro.

4.2. Sensibilizzazione

Nonostante il grande volume di materiale informativo disponibile, il livello di informazione dei datori di lavoro e dei lavoratori, in particolare nelle piccole e medie imprese, risulta insufficiente al raggiungimento di tutti i gruppi destinatari, come dimostrano gli esempi forniti di seguito.

- Gli studi condotti nei Paesi Bassi indicano che occorre migliorare il livello di informazione dei datori di lavoro. Tra le imprese che non avevano ottemperato all'obbligo di svolgere la valutazione dei rischi, il 9% ha riferito di non essere a conoscenza di tale obbligo e l'8% di non sapere di dover effettuare un'analisi delle condizioni di lavoro e la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro. Si trattava prevalentemente di piccole e medie imprese.

- Da un'indagine svolta in Spagna emerge che il 68% delle imprese ha difficoltà a comprendere gli obblighi dei datori di lavoro. Per il 16%, il livello di informazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro era insufficiente. Il 59% dei datori di lavoro ha affermato di non essere a conoscenza dell'obbligo di sviluppare e attuare misure necessarie a garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori. Il 18% ha riferito di avere solo un'idea molto vaga di queste misure e il 13% non ha intrapreso alcuna azione pur essendo informato degli obblighi vigenti.

- In Svezia, le piccole imprese hanno difficoltà a comprendere le disposizioni. L'informazione raggiunge gli specialisti e le associazioni che si occupano di salute e sicurezza ma non i maggiori attori della prevenzione: i datori di lavoro e i lavoratori.

- Nel Regno Unito, un'indagine empirica ha confermato che i datori di lavoro delle piccole imprese hanno difficoltà a comprendere il materiale informativo fornito dalle autorità preposte all'attuazione delle disposizioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

La difficoltà di comprensione è dovuta alla natura stessa delle disposizioni, che definiscono un obiettivo senza fornire, a livello nazionale, le informazioni necessarie ai datori di lavoro per istituire piani di prevenzione adeguati ad affrontare i rischi evidenziati dalla relativa valutazione. In particolare, i datori di lavoro delle piccole imprese ritengono che lo sviluppo di questi piani di prevenzione sia un compito molto impegnativo.

Per quanto riguarda la motivazione dei datori di lavoro, l'unico studio empirico sulla salute e la sicurezza sul lavoro disponibile è stato svolto dal Regno Unito e induce a concludere che la ragione principale per cui il datore di lavoro adotta nuove misure è la necessità di ottemperare alle disposizioni di legge (80% dei datori di lavoro). Lo studio consente di distinguere tre modelli di comportamento di base:

1. l'atteggiamento più ampiamente diffuso tra i datori di lavoro consiste nel limitarsi ad ottemperare alle norme di legge e a garantire il superamento delle ispezioni, ma senza considerare minimamente i vantaggi ottenibili attraverso un miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro. Il cosiddetto 'comportamento legalista' mira pertanto a contenere il più possibile i costi di attuazione, pur garantendo l'osservanza delle prescrizioni di legge;

2. una seconda categoria di datori di lavoro è genuinamente interessata ai costi e ai benefici della sicurezza e della salute sul lavoro di cui tiene conto nell'ottimizzazione dei processi di produzione e dei sistemi di gestione integrati, e introduce le relative misure sulla base di quella che può essere definita una 'motivazione intrinseca'. Poiché tuttavia si tratta di un gruppo piuttosto esiguo, i programmi basati sugli "esempi di migliori pratiche" hanno una risonanza molto limitata;

3. un terzo gruppo è costituito dalle imprese che attuano misure di sicurezza e salute sul lavoro perché rientrano nei requisiti richiesti da clienti importanti, oppure imposti dalle gare d'appalto pubbliche, oppure per evitare sanzioni da parte delle autorità preposte all'attuazione, ecc. In altre parole, vi è una cosiddetta 'spinta dall'esterno' a impegnarsi nell'applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

4.3. Valutazione, documentazione e supervisione dei rischi

Una delle più importanti innovazioni introdotte dalla legislazione comunitaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro è stata la valutazione dei rischi e la documentazione dei risultati, da utilizzarsi come base per l'istituzione di un programma di misure tecniche e/o organizzative di carattere preventivo, comprendente anche la regolare verifica dell'efficienza delle misure adottate e il continuo miglioramento delle condizioni di sicurezza e di salute sul lavoro ai sensi della direttiva quadro 89/391. I programmi di prevenzione devono essere dinamici, ossia continuamente aggiornati finché persistono le condizioni di rischio.

Risulta che le attività di valutazione, documentazione e supervisione dei rischi non sono universalmente praticate, neppure negli Stati membri in cui la cultura della prevenzione è tradizionalmente diffusa. Seguono alcuni risultati empirici:

- in Danimarca, uno studio del 1998 ha evidenziato che quasi la metà delle imprese non aveva effettuato alcuna valutazione dei rischi. Tra quelle con 5-19 dipendenti, solo il 27% aveva condotto uno studio sulla valutazione dei rischi. Tra quelle con 20-49 dipendenti la percentuale era già salita al 61% e in quelle con 50-199 dipendenti al 67%. Il 95% delle imprese di grandi dimensioni con oltre 200 dipendenti aveva condotto studi sulle condizioni sul luogo di lavoro;

- studi svolti in Germania indicano che da un quarto a un terzo delle imprese ha svolto in maniera sistematica e completa le valutazioni dei rischi. Date le dimensioni di tali imprese, l'attività ha interessato il 75% del totale dei posti di lavoro;

- nei Paesi Bassi, il 58% delle imprese ottempera all'obbligo, introdotto di recente, di compiere un'analisi dei rischi presenti sul luogo di lavoro. Nelle imprese con oltre 20 dipendenti la cifra sale a oltre l'80% e in quelle con oltre 100 dipendenti al 96%. Per le piccole imprese la percentuale è più bassa. Tra quelle più piccole, con 2-9 dipendenti, solo il 52% ha ottemperato agli obblighi di legge. Le ragioni per cui non hanno svolto la valutazione dei rischi sono le seguenti: il 30% dei datori di lavoro è dell'opinione che non sia necessaria, il 21% non ha ancora trovato il tempo per svolgerla, il 9% non conosce i propri obblighi, l'8% non ne ha mai sentito parlare e il 7% è dell'opinione che sia troppo dispendiosa in termini di tempo e costosa. I Paesi Bassi hanno presentato anche i dati relativi alle misure attuate sulla base della valutazione dei rischi, da cui risulta che circa due terzi delle imprese che avevano svolto le valutazioni hanno cominciato a elaborare misure appropriate e due terzi hanno già attuato misure concrete di sicurezza e salute sul lavoro;

- nel Regno Unito, il 30% delle imprese informate sulle nuove disposizioni aveva svolto analisi delle condizioni sul luogo di lavoro già prima dell'entrata in vigore della normativa comunitaria. Circa la metà ha svolto per la prima volta una valutazione dei rischi dopo l'attuazione delle direttive europee. In totale, oltre l'80% delle imprese ha svolto la valutazione dei rischi. Il 22% delle imprese non conserva alcuna documentazione dei principali risultati di tali valutazioni. Tra queste vi sono molte piccole imprese (con meno di 5 dipendenti) esonerate dall'obbligo di documentazione, ma anche il 3% delle grandi imprese e il 24% delle imprese con meno di 50 dipendenti non ottemperano agli obblighi documentali.

Per quanto riguarda la qualità delle valutazioni dei rischi, delle valutazioni delle condizioni sul luogo di lavoro e della relativa documentazione, così come quella della supervisione dell'efficienza delle misure attuate, risulta chiaramente che sono finalizzate a ottemperare agli obblighi di legge.

A livello di supervisione dell'efficienza delle misure adottate nelle imprese, la situazione è poco omogenea. Ad esempio, i risultati per la Germania mostrano che l'84% delle imprese con oltre 250 dipendenti supervisiona gli effetti delle misure adottate a tutela della sicurezza e della salute, ma la cifra scende a meno del 30% per le imprese con meno di 10 dipendenti.

In breve, gli aspetti da migliorare per quanto riguarda l'attuazione pratica delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi sono i seguenti:

- le procedure sono superficiali e schematiche e riguardano essenzialmente i rischi evidenti. Gli effetti a lungo termine (ad esempio, i fattori mentali) così come i rischi non facilmente osservabili, come ad esempio quelli causati dalle sostanze chimiche, vengono trascurati;

- i fattori di rischio psicosociale e quelli legati all'organizzazione del lavoro non vengono praticamente presi in considerazione;

- i rischi non sono analizzati e valutati globalmente. Di conseguenza, vengono attuate misure separate e non si applica un metodo integrato per l'analisi delle condizioni sul luogo di lavoro;

- la valutazione dei rischi è spesso considerata un obbligo cui ottemperare una tantum e manca di continuità;

- l'efficienza delle misure adottate non è supervisionata in modo sufficiente dai datori di lavoro.

4.4. Servizi di protezione e prevenzione

La direttiva quadro 89/391 prevede che ogni datore di lavoro designi uno o più dipendenti per occuparsi delle attività di protezione e di prevenzione dei rischi professionali nell'impresa e/o nello stabilimento e, qualora le competenze interne siano insufficienti per organizzare dette attività, che il datore di lavoro faccia ricorso a competenze (persone o servizi) esterne. In altri termini, le valutazioni dei rischi e l'introduzione di misure preventive devono essere svolte da personale dell'impresa con le necessarie attitudini oppure essere affidate a servizi esterni.

Stabilendo la regola di dare priorità all'utilizzo di un servizio di prevenzione interno rispetto a un servizio di prevenzione esterno [25], il legislatore intendeva garantire che le imprese che già avevano istituito servizi di protezione e prevenzione interni li conservassero, dando contemporaneamente la possibilità a quelle che non ne disponevano di accedere a servizi di protezione e prevenzione di qualità.

[25] Si veda, in tal senso, la sentenza della Corte di giustizia nella causa C-441/01, Commissione c. Paesi Bassi.

Le cifre relative alla fornitura di servizi di protezione e prevenzione costituiscono un indicatore importante per la valutazione dell'attuazione pratica perché riflettono la portata e la qualità dei servizi di prevenzione in atto.

Il Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro ha adottato un parere sui servizi pluridisciplinari di protezione e di prevenzione / sorveglianza medica al 15 maggio 2001 [26] in cui si afferma che gli Stati membri devono garantire il controllo di qualità, mentre ai datori di lavoro, responsabili dell'attuazione delle misure di sicurezza, è richiesta la capacità di garantire la partecipazione dei lavoratori e di fare appello a un'assistenza qualificata e competente per lo svolgimento di questi compiti.

[26] COM(2003) 346 def. del 12.06.2003

Sebbene la copertura dei servizi di protezione e prevenzione (sia per gli aspetti tecnici, sia per quelli sanitari e psicologici) sia ancora notevolmente carente, sono stati compiuti notevoli passi avanti nell'istituzione di servizi di prevenzione esterni.

I dati forniti di seguito offrono un quadro della situazione in alcuni Stati membri.

- Belgio: circa il 91% delle imprese ha firmato contratti con fornitori di servizi di prevenzione esterni. In linea di principio, tutte le imprese, ivi incluse le PMI, devono ricorrere a servizi esterni (esistono 27 SEPR - Servizi esterni di protezione e prevenzione) mentre, in generale, le grandi imprese organizzano questi servizi internamente.

- Danimarca: la valutazione condotta dal Servizio danese per la salute sul lavoro rivela che nel 1994 solo il 12% delle aziende con meno di 10 dipendenti si è rivolta a un Servizio nazionale per la salute sul lavoro (Servizio danese per l'ambiente di lavoro, 1995). Da uno studio svolto nel 1999 emerge che il 38% delle piccole imprese non ha fatto uso di servizi di prevenzione e un altro 21% ha usato questi servizi meno di una volta l'anno [27].

[27] Tyberg, A. et al: Evaluation of experiences with the current Occupational Health Service-system, Tastrup 2000.

- Germania: nella metà circa delle piccole e medie imprese tedesche con meno di 20 dipendenti non vi è un responsabile della sicurezza e/o un esperto in igiene e salute sul lavoro. Queste PMI rappresentano il 90% delle imprese tedesche e occupano dal 20% al 25% dei lavoratori nel settore privato.

- Per la Grecia, gli esperti segnalano che i servizi di prevenzione offerti alle imprese con oltre 150 dipendenti sono soddisfacenti. Le piccole e medie imprese (fino a 150 dipendenti) non hanno accesso a servizi di prevenzione.

- Finlandia: la stragrande maggioranza dei lavoratori è coperta da servizi di prevenzione. Solo l'8% dei lavoratori non dispone di alcuna forma di assistenza medica sul luogo di lavoro. Le maggiori carenze si registrano tra le imprese con meno di 10 dipendenti, il 44% delle quali non dispone di servizi di prevenzione.

- Fino a poco tempo fa la Francia affermava che l'attuale legge sulla medicina del lavoro, istituita nel 1946, ottemperava alle disposizioni dell'articolo 7 della direttiva quadro. In questa sede sono stati considerati solo i servizi per la tutela della salute sul lavoro a disposizione dei lavoratori, formalmente garantita a circa l'85% della forza lavoro.

- In Lussemburgo quasi tutte le imprese di grandi dimensioni forniscono servizi di protezione e prevenzione ai propri dipendenti. Tuttavia, gli esperti stimano che circa la metà delle imprese che occupano da 50 a 250 dipendenti e la maggioranza delle piccole imprese con meno di 50 dipendenti non fa uso di servizi di prevenzione nella misura prevista dalla legge. Di conseguenza, circa 100.000 dei 190.000 lavoratori lussemburghesi risultano non adeguatamente coperti da servizi di protezione e prevenzione.

- Nei Paesi Bassi il 97% delle imprese ha firmato il previsto contratto per la fornitura di servizi di sicurezza e di assistenza sanitaria sul lavoro con un'impresa esterna certificata.

- Austria: il 70% dei lavoratori ha accesso ai servizi di prevenzione, con una copertura piuttosto superficiale nelle piccole imprese.

- Portogallo: solo una minoranza di imprese dispone di competenze preventive.

- La Svezia ha riferito che il 72% delle imprese e delle aziende pubbliche dispone di servizi di prevenzione. Tra le piccole imprese con meno di 10 dipendenti la percentuale degli assistiti si aggira intorno a un rispettabile 45%. Questa cifra sale all'88% nelle imprese con oltre 50 dipendenti.

- In Spagna, l'analisi delle condizioni di lavoro svolta nell'ambito dell'Indagine sulle forze di lavoro (1999) ha segnalato che il 24% delle imprese non aveva organizzato attività di prevenzione [28].

[28] Relazione: resultados Estadisticos del Plan de Visitas a Empresas (risultati statistici del piano di visite alle imprese)

- Nel Regno Unito, l'85% delle imprese dispone di uno specialista in sicurezza e salute sul lavoro interno all'impresa o ha stipulato un contratto con un fornitore esterno.

In via preliminare, si conclude che non tutte le imprese attuano questa disposizione designando un dipendente a svolgere le attività connesse con la prevenzione dei rischi professionali o, in caso di mancanza di personale competente, ricorrendo a un servizio di protezione e prevenzione esterno. Il settore più carente è quello delle piccole e medie imprese in tutti i paesi europei.

Uno dei problemi incontrati nell'organizzazione di servizi di protezione e prevenzione è la mancanza di personale adeguatamente qualificato. Questo vale soprattutto per i servizi organizzati esternamente e per gli aspetti sanitari sul luogo di lavoro. La direttiva quadro non definisce le attitudini e le competenze dei servizi di prevenzione, demandando questo compito agli Stati membri, ma dalle disposizioni della direttiva quadro risulta logicamente che debbano essere di natura pluridisciplinare.

Gli Stati membri hanno definito queste attitudini e capacità in maniera differente, e questo si riflette sulla qualità dei servizi forniti nei diversi Stati membri.

Le cifre relative alla percentuale di copertura (per imprese, enti pubblici e lavoratori) non sono sufficienti di per sé a consentire una valutazione dei servizi di protezione e prevenzione forniti. Infatti occorre tenere conto anche degli aspetti qualitativi (programmi di formazione per i lavoratori, livello dei servizi, miglioramenti introdotti). Da questo punto di vista, vi sono notevoli carenze, tra cui l'attenzione unilaterale per gli aspetti tecnici, mentre la sorveglianza medica è troppo incentrata sulla prevenzione e vi è la tendenza da parte dei datori di lavoro a ridurre al minimo il livello dei servizi offerti.

Poiché non esiste una norma generalmente accettata per la valutazione della qualità, è molto difficile valutare la qualità dei servizi di prevenzione forniti. In questo contesto è lecito domandarsi se i periodi minimi di riposo, fissati dai singoli Stati membri, saranno effettivamente sufficienti a garantire l'offerta di un servizio di tutela efficace. Occorre tener conto del fatto che i datori di lavoro adottano come regola generale per la fornitura di servizi ai lavoratori quasi esclusivamente i periodi minimi e difficilmente sono disponibili a fornire qualsiasi servizio aggiuntivo.

La certificazione dei fornitori di servizi di prevenzione rappresenta un modo per garantire un elevato livello di qualità. In alcuni degli Stati membri, tutti i fornitori di servizi esterni devono disporre di un'apposita certificazione, come ad esempio in Belgio (dal 2002), Grecia, Portogallo e Paesi Bassi. In altri paesi non occorre alcun tipo di certificazione e si richiede semplicemente di dimostrare le proprie competenze, ad esempio con referenze e diplomi. L'autocertificazione è una soluzione di compromesso recentemente introdotta in Germania.

Il dibattito sulla certificazione come strumento per garantire un elevato livello di qualità non è ancora concluso. Occorre infatti considerare che le certificazioni si basano soltanto su un'analisi delle strutture, ma non aiutano a valutare la qualità dei processi e dei risultati.

Va tuttavia detto che la certificazione dei servizi di protezione e prevenzione può contribuire a garantire la libera circolazione delle persone e dei servizi in questo settore.

Riepilogando:

- al momento non tutte le imprese accedono sistematicamente ai servizi di protezione e prevenzione. La situazione è particolarmente grave nelle piccole e medie imprese, in tutta Europa. Oltre a ciò, specialmente nei paesi dell'Europa meridionale e in Irlanda, un gran numero di imprese opera senza alcun servizio di prevenzione;

- molte difficoltà sono dovute al fatto che in alcuni paesi, come la Grecia e il Portogallo, il numero di fornitori di servizi di prevenzione è troppo limitato per soddisfare la domanda, in particolare di servizi di medicina del lavoro;

- praticamente tutti gli Stati membri lamentano problemi di qualità dei servizi esterni. Ciò è dovuto principalmente alla tendenza, da parte delle imprese, ad acquistare questi servizi a costi il più possibile contenuti, a discapito della qualità, che non viene sufficientemente valorizzata;

- risulta evidente che i servizi di protezione e prevenzione non sono in grado di affrontare i rischi professionali con un approccio olistico (pluridisciplinare);

- occorre rafforzare le misure adottate per garantire la qualità dei fornitori di servizi preventivi esterni: l'ispettorato del lavoro può svolgere un ruolo importante in questo contesto.

4.5. Informazione, consultazione, partecipazione e formazione

L'informazione, la consultazione, la partecipazione e la formazione dei lavoratori rappresenta una delle chiavi di volta della politica di prevenzione avviata dalla legislazione comunitaria sulla salute e la sicurezza sul lavoro. Le relative direttive contengono regole dettagliate sull'informazione, la consultazione e la formazione. A questo proposito occorre sottolineare l'importanza del ruolo svolto dall'educazione a tutti i livelli per garantire che ogni soggetto acquisisca le necessarie conoscenze nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro.

Per quanto riguarda l'attività di informazione, i dati raccolti finora sono molto pochi. Possono tuttavia essere forniti alcuni esempi.

- In Finlandia, le associazioni di lavoratori e gli organi esecutivi riferiscono che vi sono notevoli disparità tra le imprese e lamentano problemi per quanto riguarda l'informazione dei lavoratori. Vi sono carenze anche per quanto riguarda i luoghi di lavoro in cui operano dipendenti di imprese diverse. Le opinioni circa la qualità dell'addestramento e la formazione dei lavoratori sono molto divergenti: mentre i datori di lavoro e gli organi politico-amministrativi sono dell'opinione che il livello raggiunto sia accettabile, i sindacati e gli organi esecutivi ritengono che non lo sia.

- Tre quarti delle imprese del Regno Unito hanno dichiarato che, in attuazione delle nuove disposizioni, forniscono ora molte più informazioni ai lavoratori, e metà delle imprese attua programmi di formazione continua. Per quanto riguarda le prime direttive particolari, la richiesta di informazioni riguardava soprattutto le disposizioni concernenti l'uso di attrezzature di protezione individuale e la movimentazione manuale di carichi. La percentuale delle imprese che hanno segnalato problemi di informazione e qualificazione ammonta a meno del 20% e per queste imprese i problemi principali incontrati riguardano i tempi per la compilazione del materiale e la predisposizione delle strutture organizzative per l'addestramento.

- L'Italia e il Portogallo hanno riferito che vi sono notevoli carenze per quanto riguarda l'informazione e l'addestramento dei lavoratori, compresa una scarsa osservanza delle prescrizioni di base.

La raccolta di dati da cui trarre conclusioni sul livello d'informazione è difficoltosa. Ciò vale sia per le indagini condotte tra i datori di lavoro e i responsabili dell'applicazione della normativa sulla sicurezza e la salute sul lavoro, sia soprattutto per le indagini tra i lavoratori. Solo pochi Stati membri dispongono di dati rilevanti su questo aspetto, che possono essere riepilogati come segue:

- nella Renania-Westfalia (Germania) solo un terzo dei lavoratori è stato in grado di rispondere affermativamente alla domanda se sul loro posto di lavoro fosse stata svolta una valutazione dei rischi. Circa un terzo ha risposto negativamente e circa un terzo non è stato in grado di rispondere. Si può supporre che questo ultimo gruppo non conosca i propri diritti e doveri ai sensi delle disposizioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Un quarto dei medici del lavoro tedeschi non è stato in grado di fornire alcuna informazione riguardo ai temi in questione;

- in una serie di interviste condotte nel 1999, il 90% dei datori di lavoro spagnoli ha dichiarato di non aver informato i propri dipendenti. Un'indagine svolta in Spagna nello stesso anno ha confermato che solo l'11% dei datori di lavoro aveva informato o addestrato i propri dipendenti;

- l'informazione e la qualificazione dei lavoratori sono state identificate come problemi anche negli studi di casi condotti nelle imprese. Quelli condotti in Finlandia evidenziano un interesse molto scarso da parte dei lavoratori, che non vedono vantaggi o benefici evidenti nell'accesso a queste informazioni e istruzioni.

L'obbligo di informare i lavoratori riguarda anche i dipendenti di altre imprese che lavorano nelle stesse sedi. L'attuazione pratica di questa disposizione è molto più arretrata della media degli altri obblighi dei datori di lavoro. Il problema sussiste in pratica in tutti i settori dell'industria, in tutti gli Stati membri e nelle imprese di tutte le dimensioni e riveste particolare importanza per i lavoratori temporanei.

Nella maggioranza dei casi, i lavoratori temporanei vengono utilizzati per lo svolgimento dei lavori meno qualificati e fisicamente gravosi. Poiché questi lavoratori temporanei cambiano frequentemente lavoro passando da un'impresa all'altra, non conoscono i rischi potenziali dei processi produttivi.

Molti datori di lavoro non ritengono necessario o semplicemente dimenticano di informare e formare i lavoratori temporanei. Il fatto che questi lavoratori prestino la loro opera presso l'impresa solo per un breve periodo di tempo, lo sforzo da compiere per informarli e addestrarli o semplicemente la considerazione che "tutto è sempre andato bene finora", sono solo alcune delle ragioni che possono spiegare la riluttanza di molti datori di lavoro ad adottare le opportune misure.

Per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori, in generale le imprese non sono ancora organizzate in maniera soddisfacente.

La direttiva quadro ha ampliato le possibilità di partecipazione dei lavoratori, da un lato attribuendo loro il ruolo di attori nella strategia di prevenzione e, dall'altro, imponendo loro l'obbligo di collaborare con il datore del lavoro nel continuo miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza. Di conseguenza, in molti Stati membri sono state notevolmente ampliate le possibilità di partecipazione degli organismi che rappresentano gli interessi dei lavoratori. Questo vale anche per i paesi in cui per tradizione è sempre stato dato ampio spazio alla partecipazione dei lavoratori, come la Germania e i Paesi Bassi.

Per quanto riguarda i comitati aziendali, gli studi empirici e le interviste svolti indicano che essi colgono con una certa riluttanza queste nuove occasioni.

I motivi di questa carenza di partecipazione da parte dei lavoratori sono svariati e possono essere riepilogati come segue:

- generale mancanza di conoscenza dei nuovi diritti di partecipazione;

- prevalenza dell'interesse per le soluzioni pratiche e le attività quotidiane: i rappresentanti degli interessi dei lavoratori nelle imprese sono molto pragmatici e falliscono nel tentativo di sviluppare un approccio olistico, concentrandosi invece solo sui problemi più evidenti;

- l'adozione di ulteriori misure viene considerata troppo dispendiosa e si teme l'aumento degli oneri amministrativi;

- la delega della responsabilità ai rappresentanti dei lavoratori e/o ai comitati per la salute e la sicurezza riduce la disponibilità da parte dei singoli lavoratori a interessarsi delle questioni della sicurezza e della salute sul lavoro e di assumersene personalmente la responsabilità;

- disparità in fatto di perizia e conoscenze generali: in genere, i membri dei comitati aziendali devono compiere uno sforzo notevole per acquisire la perizia e le conoscenze necessarie ad affrontare i datori di lavoro o lo specialista in sicurezza e salute sul lavoro dell'impresa. In generale, i lavoratori o i loro rappresentanti per la salute e la sicurezza non sono preparati a dibattere l'argomento con i datori di lavoro;

- mancanza di interesse, da parte dei lavoratori, per le questioni concernenti la propria sicurezza.

In questa sede vanno citati gli organismi specificamente responsabili della salute e della sicurezza sul lavoro. Può trattarsi di comitati in cui, oltre ai lavoratori, sono rappresentati anche il datore di lavoro o i responsabili della salute e della sicurezza, oppure di organismi che rappresentano esclusivamente i lavoratori. L'attività di queste organizzazioni in tutti i paesi dell'UE è scarsamente nota. Gli esperti francesi stimano che solo un quinto dei comitati per la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro esistenti attui misure preventive efficaci.

Negli Stati membri con una cultura di co-gestione formalmente definita è stata osservata una tendenza negativa per quanto riguarda le forme istituzionali di rappresentanza degli interessi. Più chiaramente sono definiti i rapporti di lavoro e maggiore è il numero di istituzioni e comitati che si occupano di sicurezza e salute sul lavoro, più è probabile che i lavoratori stessi non partecipino attivamente alla definizione della politica di prevenzione all'interno dell'impresa.

Per quanto riguarda la formazione, i livelli di educazione e formazione nelle grandi aziende sono considerati adeguati. Vi è tuttavia una generale carenza di educazione e formazione dei lavoratori, dei rappresentanti della sicurezza e dei datori di lavoro per quanto riguarda la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nelle piccole e medie imprese. Questa situazione ostacola l'applicazione della relativa legislazione.

4.6. Organizzazione e gestione della salute e della sicurezza sul lavoro

La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro rappresenta un obbligo permanente e complesso, che richiede un approccio trasparente e sistematico.

La sempre crescente complessità dei sistemi di lavoro e delle variazioni delle condizioni di lavoro, così come i rischi nuovi o modificati che ne risultano, richiedono un approccio nuovo e integrato alle questioni della salute e della sicurezza sul lavoro. Occorrono soluzioni intelligenti e metodi che consentano al datore di lavoro di tenere conto dei principi di sicurezza e salute sul lavoro a tutti i livelli operativi e per tutte le attività, e di convertirli in misure appropriate. Tali misure devono svolgere un ruolo sempre più decisivo nella definizione delle condizioni di lavoro e nell'ottimizzazione dei processi e delle procedure, influenzando gli atteggiamenti al fine di prevenire i rischi per la salute connessi con l'attività lavorativa e proseguire l'opera di promozione della salute nelle organizzazioni.

La gestione della salute e della sicurezza sul lavoro deve formare parte integrante della gestione globale dell'impresa.

Molto spesso le imprese giustificano l'assenza di una gestione della salute e della sicurezza adducendo i costi di attuazione. Il legislatore non ha tuttavia imposto sistemi di gestione sofisticati, bensì ha semplicemente invocato l'applicazione di principi gestionali basilari anche nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro.

In Germania, ad esempio, è stata lanciata nell'industria tessile una campagna per sostenere le imprese nell'integrazione degli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro nella gestione globale dell'azienda. Al termine della campagna, quattro quinti delle imprese avevano integrato completamente i principi di sicurezza e salute sul lavoro nei loro processi di gestione delle attività operative, mentre in media questo avviene solo in circa un terzo delle imprese.

Ad eccezione delle grandi imprese, l'organizzazione e la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro risultano carenti perché non vengono considerati elementi integranti di tutte le attività dell'organizzazione. Questo costituisce un grosso ostacolo a un'adeguata attuazione della legislazione sulla salute e la sicurezza.

4.7. Attuazione

Ai sensi dell'articolo 4 della direttiva quadro 89/391/CEE, gli Stati membri devono adottare le disposizioni necessarie per garantire che i datori di lavori, i lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori siano sottoposti alle disposizioni giuridiche necessarie per l'attuazione della direttiva e, in particolare, assicurino una vigilanza e una sorveglianza adeguate. È quindi essenziale che la normativa venga attuata in modo corretto ed equivalente in tutti gli Stati membri al fine non solo di adempiere gli obblighi imposti dal succitato articolo 4, ma anche di garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni delle direttive e assicurare così lo stesso livello di protezione ai lavoratori di tutta l'Unione europea. È quindi importante analizzare l'impegno profuso dagli Stati membri per l'attuazione nonché l'effetto della nuova legislazione comunitaria sugli ispettorati del lavoro e l'efficacia delle misure impositive.

Gli ispettorati del lavoro rappresentano il principale organismo responsabile dell'applicazione delle norme in materia di sicurezza e salute. Esistono anche altri organismi di controllo specializzati con diverse competenze in particolari settori di attività o la cui azione influisce anche sull'attuazione delle norme relative alla sicurezza e alla salute (ispettorati delle miniere, nucleari, marittimi, sorveglianza del mercato delle attrezzature di lavoro, ecc.).

Gli indicatori normalmente utilizzati per valutare le modalità di attuazione sono il numero di ispettori del lavoro presenti in ogni Stato membro e il numero di ispezioni effettuate ogni anno. All'interno dell'Unione europea circa 12.000 ispettori compiono 1.400.000 ispezioni all'anno. I dati disponibili sull'attività ispettiva e la popolazione attiva interessata da tali ispezioni (ispettori/popolazione attiva) variano notevolmente da un paese all'altro, in base alla struttura socio-economica e al tipo di sistema di applicazione delle misure vigente. Nella pratica l'importanza relativa di determinati settori economici e la specificità dei rischi ad essi associati hanno dato origine, nella maggior parte dei paesi, alla creazione di organismi ispettivi specializzati (nucleari, delle miniere, marittimi, ecc.) competenti per i diversi aspetti della normativa comunitaria sulla sicurezza e la salute.

D'altro canto le ispezioni generiche non si limitano a far applicare la normativa sulla sicurezza e la salute, ma anche altre norme di diritto del lavoro e di sicurezza sociale. Poiché spesso, negli Stati membri, le competenze per l'applicazione delle varie disposizioni della stessa legge nazionale sono suddivise tra vari organismi ispettivi, è molto difficile differenziare l'attività ispettiva specificamente svolta nel settore della sicurezza e della salute.

L'entrata in vigore della nuova normativa europea in tema di sicurezza e salute non sembra aver portato a un aumento dell'attività di controllo a cura degli Stati membri. Di conseguenza, dalle relazioni nazionali emerge che agli ispettorati del lavoro mancano le risorse necessarie a coprire tutti gli aspetti della nuova legislazione, soprattutto per quanto riguarda le PMI.

Per rispondere in modo costruttivo all'inadeguatezza delle risorse, gli ispettorati del lavoro hanno adottato metodiche di controllo innovative, istituendo pratiche come la programmazione delle ispezioni in base al livello di rischio e la valutazione della disponibilità e della propensione delle società ad applicare le norme. In alcuni casi è stata introdotta una netta distinzione tra ispezioni e fornitura di informazioni e consulenza, per la quale sono stati creati organismi separati con competenze distinte.

Gli Stati membri citano gli investimenti effettuati nella formazione degli ispettori necessaria per affrontare la strategia di prevenzione pluridisciplinare prevista dalla normativa europea e controllare i rischi derivanti dall'uso di nuove tecnologie o da nuove forme di organizzazione del lavoro.

A questo proposito è importante notare l'evoluzione subita dalle due tradizionali forme di ispettorati del lavoro: generici, che trattano tutti gli aspetti del diritto del lavoro, e specialisti che applicano esclusivamente le norme relative alla sicurezza e alla salute sul lavoro.

Considerata la necessità di controllare l'attuazione di piani di prevenzione basati sulle valutazioni dei rischi, che possono riguardare non solo rischi tecnologici (derivanti, ad esempio, da attrezzature di lavoro), ma anche rischi di altro tipo associati a determinati rapporti di lavoro o forme di organizzazione del lavoro, le ispezioni specialistiche hanno iniziato a concentrarsi maggiormente sul controllo dei rischi associati all'organizzazione del lavoro, mentre le ispezioni generiche hanno intensificato la sorveglianza dei rischi tecnologici. Si è venuta così a creare l'esigenza di ampliare le competenze degli ispettori, con effetti anche sul loro reclutamento, il livello di istruzione e la formazione.

È difficile determinare con precisione assoluta l'efficienza dell'attività degli ispettorati in termini di contributo alla riduzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. La loro efficienza può essere dimostrata solo attraverso gli effetti di azioni concrete (ad esempio, campagne di ispezione o programmi specifici), sebbene in alcuni casi sia difficile distinguere gli effetti dovuti a una maggiore sensibilizzazione, da quelli prodotti da ingiunzioni o sanzioni.

Sembra quindi essenziale stabilire, a livello europeo, una metodologia adeguata, oltre a una serie di criteri e indicatori per la valutazione dell'efficienza dell'ispezione. Questi fornirebbero anche un'indicazione dei modi e dei mezzi più efficaci da utilizzare, nonché un'adeguata giustificazione alla necessità di disporre di ulteriori risorse di controllo. I risultati del lavoro avviato in quest'ambito dal Comitato degli Alti Responsabili dell'Ispettorato del lavoro (SLIC) sono particolarmente importanti.

L'efficienza degli ispettorati del lavoro va valutata, oltre che in termini di quantità e qualità delle ispezioni, anche in base al modo in cui migliora le conoscenze dei soggetti interessati e influisce sulle trasformazioni dell'atteggiamento e dell'organizzazione delle imprese in favore del miglioramento dell'ambiente di lavoro. In particolare è essenziale che i lavoratori e/o i loro rappresentanti possano far valere il loro diritto di ricorrere agli organi esecutivi competenti e che i rappresentanti dei lavoratori abbiano l'opportunità di proporre le proprie osservazioni durante le ispezioni.

Dall'analisi effettuata emerge che l'azione degli ispettorati del lavoro comunitari contribuisce attivamente alla riduzione delle assenze dovute a infortuni sul lavoro e a malattie professionali, oltre che ai cambiamenti comportamentali dei responsabili della prevenzione sul luogo di lavoro.

Da alcuni reclami indirizzati alla Commissione emerge che occorrono altri miglioramenti per affinare i controlli sulle PMI e sui settori di attività ad alto rischio e per aumentare il potere dissuasivo di ingiunzioni e sanzioni. In tal senso sarebbe opportuno fare un confronto tra le sanzioni comminate, quelle applicate e quelle eseguite, ed esaminare i motivi per cui esiste tanta sproporzione quantitativa.

Una più stretta collaborazione tra ispettorati del lavoro e autorità giudiziarie potrebbe contribuire a ridurre la percentuale delle procedure non eseguite o facilitare l'applicazione di sanzioni in ambito transnazionale.

Occorre aumentare il coordinamento tra le autorità preposte alle varie ispezioni a livello nazionale e gli ispettorati del lavoro degli Stati membri al fine di garantire criteri minimi per i controlli all'interno dell'UE. I principi comuni di ispezione nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro stabiliti dallo SLIC devono costituire la base da cui partire per attuare in modo corretto e uniforme la normativa europea ed evitare di dar luogo a una concorrenza a scapito della sicurezza e della salute.

4.8. Due casi specifici

L'attuazione pratica della direttiva quadro 89/391 e delle sue prime cinque direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 nelle piccole e medie imprese (PMI) e nel settore pubblico merita particolare attenzione.

Le direttive comunitarie in materia di sicurezza e salute si applicano alle PMI e tengono conto delle loro specifiche esigenze al fine di facilitarne l'applicazione ed evitare oneri amministrativi.

Anche il settore pubblico rientra esplicitamente nel campo di applicazione di queste direttive. Questa innovazione ha avuto effetti di vasta portata sia per i lavoratori interessati sia per le amministrazioni nazionali.

4.8.1. Piccole e medie imprese (PMI)

Negli ultimi dieci anni si è verificata una riduzione delle dimensioni medie delle imprese dell'Unione europea che, nel 90% dei casi, hanno meno di 20 dipendenti. Oltre a crescere numericamente, le PMI hanno un tasso di ricambio del personale molto elevato e vivono un fenomeno da cui deriva una certa instabilità delle condizioni di lavoro.

La maggior parte di queste piccole aziende inoltre ha una struttura organizzativa di tipo informale. Spesso il titolare/direttore tratta tutti gli aspetti commerciali e si occupa di vendite, marketing, finanza, produzione, personale, gestione delle scorte e molto altro ancora, oltre che essere responsabile della sicurezza e della salute che sono spesso considerate un costoso sovrappiù piuttosto che una parte integrante di una buona politica gestionale.

Il modo migliore per ridurre il livello degli infortuni nelle piccole imprese consiste quindi nel fornire tutte le informazioni necessarie a chi le dirige, convincendoli che la gestione della sicurezza e della salute costituisce una parte integrante dell'attività di gestione di un'impresa.

A differenza delle aziende più grandi, molte piccole imprese non hanno una lunga storia alle spalle e non hanno mai avuto casi di infortunio. Quando però gli infortuni si verificano in aziende molto piccole, spesso il lavoratore coinvolto è un amico o un parente e, date le dimensioni dell'azienda, un componente fondamentale del personale. Gli infortuni possono comportare gravi conseguenze per l'impresa, ad esempio possono addirittura causarne il fallimento.

Da un confronto effettuato in tutti i settori tra piccole e grandi aziende dello stesso settore sono emersi livelli di rischio simili. Secondo l'analisi, i rischi dipendono più dal tipo di attività che dalle dimensioni della società. In altre parole, le dimensioni di un'azienda sono irrilevanti in termini di rischio intrinseco.

Gli studi condotti mettono in luce notevoli carenze relativamente al rispetto degli elementi essenziali della normativa comunitaria sulla sicurezza e la salute, sia da parte delle PMI (soprattutto in tema di valutazione dei rischi, partecipazione e formazione dei lavoratori) sia nei settori agricolo ed edilizio che, per tradizione, sono considerati ad alto rischio.

Questa scarsa conformità alle norme è imputabile ai seguenti motivi:

- mancanza di informazioni e orientamenti specifici e comprensibili

- scarse abilità e capacità di gestire la sicurezza e la salute

- mancanza di risorse atte a garantire un'adeguata formazione di base al personale e ai dirigenti

- difficoltà di accesso a un'assistenza tecnica competente specifica e specializzata.

Interpellate su questi argomenti, le PMI hanno dichiarato di poter condividere queste opinioni, aggiungendo i seguenti commenti:

- l'attuale normativa in materia di sicurezza e salute presuppone che tutte le aziende abbiano la struttura gestionale delle grandi società

- la sicurezza e la salute devono riguardare tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori (quindi non dovrebbero esistere deroghe per le aziende di piccole dimensioni)

- le capacità gestionali (di cui la sicurezza e la salute sono considerate parte integrante) vanno migliorate

- la formazione deve essere impartita a livello locale

- formazione e consulenza devono essere fornite da chi conosce l'attività e non da esperti chiusi in "torri d'avorio"

- gli intermediari (ad esempio, organizzazioni di categoria, banche, compagnie di assicurazione, ecc.) devono svolgere un ruolo importante nella fornitura di informazioni e assistenza

- non si tratta di carenza di informazioni disponibili; ciò che serve sono informazioni facilmente accessibili, specifiche per un determinato settore, mirate e prive di tecnicismi.

Il livello di informazione e conoscenza dei datori di lavoro è estremamente importante per l'attuazione dei nuovi regolamenti nazionali che recepiscono le direttive comunitarie. Da alcuni studi empirici e studi di casi è emerso che, tra le PMI, il livello di applicazione è notevolmente basso. Nella maggior parte degli Stati membri il problema non è tanto la disponibilità delle informazioni quanto l'incapacità dei datori di lavori di comprenderle. Spesso il materiale informativo destinato alle PMI è eccessivamente teorico e si ritiene che non sia facilmente comprensibile per i datori di lavoro delle PMI.

Dalle relazioni nazionali degli Stati membri emerge tuttavia che una delle loro attività più diffuse a favore delle PMI è stata la distribuzione di informazioni specifiche e comprensibili con l'intento di facilitare l'applicazione delle norme. Alcuni Stati membri [29] hanno inoltre eliminato una serie di formalità amministrative o semplificato alcuni obblighi a carico delle aziende con un numero limitato di dipendenti, senza per questo pregiudicare la protezione dei lavoratori.

[29] Regno Unito, Austria, Grecia, Portogallo

Allo stesso tempo, in molte relazioni nazionali sono state evidenziate le difficoltà economiche incontrate dalle PMI nella fase di adeguamento delle attrezzature di lavoro esistenti ai requisiti della direttiva 89/655 o nella fase di sostituzione delle stesse al fine di soddisfare i requisiti di sicurezza essenziali della direttiva concernente il mercato interno (ex direttiva 89/392, attuale direttiva 98/37).

Per questo motivo alcuni Stati membri hanno adottato misure specifiche per contenere o ridurre il costo economico dell'attuazione di queste direttive. La Germania ha elaborato alcuni programmi di revisione dei vecchi macchinari, mentre Francia e Belgio propongono piani di investimento e sovvenzioni per l'acquisto di macchinari nuovi. Alcuni Stati membri citano inoltre le difficoltà poste dal settore dell'artigianato, dal punto di vista sia informativo sia finanziario: a questo proposito è stata avviata un'iniziativa [30] per varare piani congiunti a cura del settore industriale.

[30] Francia.

La comunicazione della Commissione su una nuova strategia per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro 2002-2006 [31] raccomandava già alle PMI una serie di strumenti atti a garantire livelli elevati di conformità alla normativa sulla sicurezza e la salute:

[31] COM(2002) 118

- diffusione di buone prassi a livello locale

- formazione di dirigenti e lavoratori

- creazione di strumenti semplici per facilitare la valutazione dei rischi

- fornitura di informazioni e orientamenti facili da seguire e da comprendere, elaborati in un linguaggio semplice

- migliore pubblicità e maggiore accesso a fonti consultive

- accesso garantito a servizi esterni di protezione e prevenzione qualitativamente buoni ed economicamente accessibili

- impiego degli ispettori del lavoro come agenti del cambiamento, al fine di favorire un maggiore rispetto delle norme nelle PMI, in primo luogo attraverso l'istruzione, la persuasione e l'incoraggiamento e, ove necessario, attraverso misure di attuazione più rigorose.

4.8.2. Il settore pubblico

L'inclusione del settore pubblico nel campo di applicazione della normativa sulla sicurezza e la salute rappresenta una novità nella maggior parte degli Stati membri.

Nonostante in alcuni Stati membri siano sorti dei problemi (in particolare nel settore militare) [32] che sono ancora al vaglio della Commissione, è possibile affermare che nel settore pubblico la normativa sia stata recepita in modo generalmente corretto sebbene sussistano alcuni problemi circa il livello di applicazione che spesso si rivela insufficiente.

[32] Ad es. Spagna.

In effetti la convinzione diffusa nella pubblica amministrazione che i livelli di rischio siano insignificanti rispetto a quelli che si incontrano nell'industria e un'organizzazione del lavoro molto gerarchica, in cui il principio di responsabilità del datore di lavoro risulta indebolito, portano a una situazione paradossale in cui gli Stati membri non applicano nelle rispettive amministrazioni le norme da loro stessi concordate e adottate per promuovere il benessere dei lavoratori sul luogo di lavoro. Lo stesso vale anche per le istituzioni europee e i relativi servizi.

I rischi contemplati nella direttiva quadro 89/391 e nelle sue prime cinque direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270 sono presenti nel settore pubblico e nel settore privato allo stesso livello. È indiscutibile che i rischi associati ad aspetti ergonomici, condizioni del luogo di lavoro, movimentazione di carichi e impiego di attrezzature munite di videoterminali, o gli aspetti organizzativi che comportano rischi psicosociali siano ampiamente presenti nel settore pubblico. I reclami presentati alla Commissione dai dipendenti del settore pubblico confermano la scarsa qualità delle condizioni di lavoro associate a tali rischi e lo scarso livello di applicazione delle norme.

Nella maggior parte degli Stati membri manca una cultura della sicurezza, e il grado di consapevolezza e di motivazione da parte dei lavoratori e dei loro dirigenti sono insufficienti a favorire il miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nel settore pubblico. Inoltre la disponibilità di risorse adeguate per l'attuazione delle disposizioni della normativa sulla sicurezza e la salute viene spesso ridotta dalle limitazioni imposte nei bilanci nazionali.

È raro che le amministrazioni nazionali svolgano valutazioni dei rischi, dispongano di servizi preventivi o attuino meccanismi per la sistematica formazione, informazione e partecipazione dei lavoratori, relativamente alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro.

L'attuazione della normativa sulla sicurezza e la salute nel settore pubblico rappresenta un ulteriore problema in termini di garanzia del rispetto delle norme in esame. Nella maggior parte degli Stati membri l'ispettorato del lavoro non è competente dell'applicazione della normativa nella pubblica amministrazione (funzione che spetta a un servizio interno privo dell'indipendenza gerarchica necessaria) oppure la sua facoltà di far rispettare le norme viene sminuita dalla difficoltà di portare a termine i procedimenti ingiuntivi e l'imposizione di sanzioni.

Il gran numero di lavoratori del settore pubblico, il fatto che tradizionalmente i dipendenti pubblici trascorrano tutta la loro vita professionale in questo settore e siano quindi esposti agli stessi rischi, l'effetto che le loro condizioni lavorative e le condizioni dei loro luoghi di lavoro (scuole, ospedali, servizi pubblici) hanno sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini e l'obbligo morale del settore pubblico di dare il buon esempio rendono auspicabile che gli Stati membri si impegnino a migliorare il livello di applicazione delle norme sulla sicurezza e la salute.

5. Valutazione dell'efficacia

Dalle relazioni nazionali emerge che la maggioranza degli Stati membri [33] ritiene che non sia ancora trascorso un periodo di tempo sufficiente per fare una valutazione adeguata e completa dell'efficacia della normativa. Sebbene quasi tutti gli Stati membri siano convinti che essa abbia avuto un effetto positivo [34], non dispongono ancora di dati o risultati statistici per dimostrare in modo diretto gli effetti della direttiva nella pratica. Tuttavia i dati statistici generali sulla sicurezza e la salute sul lavoro sono già sufficienti a confermare che la normativa ha contribuito a rendere il luogo di lavoro più sicuro.

[33] Germania, Belgio, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, ecc.

[34] Particolari ripercussioni in Grecia

5.1. Effetti sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali

Le ultime cifre [35] disponibili relative agli infortuni sul lavoro risalgono all'anno 2000 [36]. Secondo queste informazioni, il numero di incidenti per 100.000 lavoratori (tasso di infortuni sul lavoro) rispetto al 1994 è passato da 4.539 a circa 4.016. [37]

[35] Si osserva che le informazioni non sono del tutto confrontabili dato che i criteri di raccolta dei dati non sono completamente compatibili e nei sistemi volontari per la registrazione degli infortuni sul lavoro la reale entità del problema rimane sottovalutata.

[36] Statistiche europee sugli infortuni sul lavoro (SETA). Per le malattie professionali, Eurostat ha elaborato le statistiche europee sulle malattie professionali (EODS).

[37] Calcoli elaborati sulla base di dati (preliminari) provenienti da NewCronos, il database di Eurostat.

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Per quanto riguarda il tasso di infortuni mortali, si evidenzia un netto miglioramento nel periodo 1994-2000 a livello europeo: esso è infatti diminuito costantemente registrando nel periodo di riferimento una riduzione del 25%. Nello stesso periodo si osserva anche una riduzione dei valori assoluti, passati da 6.423 a 5.237.

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Le attività in cui opera una percentuale elevata di donne hanno invece registrato un aumento, seppur minimo, degli infortuni: ad esempio, l'industria tessile e dell'abbigliamento, le attività commerciali e di riparazione, il settore alberghiero e della ristorazione, le attività finanziarie e imprenditoriali.

Un'altra fonte di dati, questa volta soggettivi (percezione dei lavoratori e dei datori di lavoro), sugli sviluppi delle condizioni di lavoro è rappresentata dall'Indagine sulle forze di lavoro del 1999 e dalle indagini condotte dalla Fondazione europea per le condizioni di vita e di lavoro.

Nonostante i dati statistici mostrino una continua riduzione del numero e della gravità degli infortuni sul lavoro, la popolazione attiva in generale non percepisce alcun miglioramento delle condizioni di lavoro. Di seguito sono illustrati i risultati principali delle indagini.

Aumenta il numero di lavoratori che lamentano dolori alla schiena, sebbene la direttiva 90/269 sulla movimentazione manuale dei carichi e la direttiva 90/270 sul lavoro svolto su attrezzature munite di videoterminali avrebbero dovuto avere un effetto preventivo. Secondo quanto riferito, è aumentato anche il numero dei lavoratori addetti alla movimentazione manuale di carichi pesanti il che contrasterebbe con una corretta applicazione della direttiva 90/269 intesa a favorire una riduzione del numero di lavoratori interessati. In effetti gli Stati membri considerano tuttora la movimentazione manuale di carichi un problema grave. [38]

[38] Europäische Agentur für Sicherheit und Gesundheitsschutz am Arbeitsplatz (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro): Der Stand von Sicherheit und Gesundheitsschutz bei der Arbeit in der Europäischen Union - Pilotstudie (Stato della sicurezza e della salute sul lavoro nell'Unione europea), Lussemburgo 2000, progetto di relazione di sintesi pag. 29.

Queste indicazioni potrebbero suggerire che la direttiva 90/269 e la direttiva 90/270 non vengano pienamente applicate. Non esistono tuttavia prove convincenti in grado di determinare in quale misura l'aumento dei lavoratori con dolori alla schiena sia dovuto a una scorretta applicazione della normativa, o piuttosto ad attività non legate alla professione o a rischi non contemplati dalle direttive in esame. In ogni caso le rimostranze dei lavoratori meritano di essere approfondite in modo da individuare le cause reali di questo problema.

Un problema altrettante grave è rappresentato dai movimenti ripetitivi, come confermato anche dagli Stati membri e dall'Agenzia europea [39]. Il numero di patologie causate da questi tipi di movimenti è aumentato sebbene una programmazione e un'organizzazione migliori potrebbero contribuire in molti casi a evitare questi disturbi.

[39] Ibid, pag. 30.

L'organizzazione dei processi operativi non è evidentemente in linea con l'esigenza di ridurre in modo significativo il numero di lavoratori soggetti a condizioni lavorative dannose. Attualmente il numero di lavoratori soggetti a particolari tipi di sollecitazione (ad esempio, posizioni fisicamente dolorose o stancanti) sembrerebbe maggiore rispetto a cinque o dieci anni fa. I più colpiti sono i lavoratori che operano in situazioni atipiche o delicate.

Nelle relazioni nazionali gli Stati membri hanno inoltre affermato che, relativamente alla direttiva 90/270, una corretta applicazione delle norme dovrebbe contribuire a rendere queste postazioni di lavoro più idonee dal punto di vista ergonomico. La questione dei disturbi causati dal lavoro svolto al videoterminale è controversa. Secondo alcuni Stati membri [40], i rischi delle attività che prevedono l'uso di videoterminali sono di natura secondaria. Essi ritengono che determinati problemi alla vista vengano ingiustamente imputati al lavoro su videoterminale e che i disturbi caratteristici di questo tipo di lavoro (affaticamento della vista e dolori posturali) siano facilmente reversibili, ad esempio facendo delle pause o adeguando l'ambiente di lavoro. Altri Stati membri riconoscono che determinati sintomi quali stress, emicrania, irritazione agli occhi e stanchezza diffusa, nonché altri problemi più gravi (radiazioni elettromagnetiche, laser e campi magnetici) sono associati all'uso di terminali [41].

[40] Francia e Regno Unito

[41] Finlandia e Paesi Bassi

In conclusione, le affermazioni della popolazione indicano che vi è ancora molto da fare in materia di controllo e organizzazione del lavoro per prevenire ritmi stressanti, lavoro ripetitivo e rischi psicosociali, suggerendo che alcuni dei principi generali di prevenzione previsti nella direttiva quadro 89/391 e nelle sue prime cinque direttive particolari non siano stati applicati correttamente.

5.2. Costi e benefici per le imprese

Le aziende sanno che gli infortuni costano. Quando un dipendente subisce una lesione, l'impianto o i macchinari vengono danneggiati o il prodotto viene sprecato, le organizzazioni subiscono una perdita economica. Una buona gestione della sicurezza e della salute porta vantaggi economici. Sono stati elaborati alcuni modelli che contribuiscono a quantificare con precisione i costi e i benefici per le imprese, purtroppo però si sono rivelati molto complessi e non trovano quindi un'applicazione pratica immediata. Per questo solo in un numero limitati di casi le imprese sono riuscite a eseguire un'analisi economica in tema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro.

Nelle loro relazioni nazionali gli Stati membri hanno affermato di non poter fare una valutazione completa non disponendo di indicatori, sebbene sia evidente che una riduzione degli infortuni sul lavoro e delle assenze comporti una netta riduzione dei costi aziendali, con conseguente incremento della produttività.

Da alcuni studi empirici emerge la necessità di sviluppare indicatori economici in grado di dimostrare in modo convincente l'utilità della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro per le imprese. È inoltre emerso che i benefici sono da ricercarsi nei cosiddetti "fattori non quantificabili".

- In Germania ai datori di lavoro è stato chiesto cosa si aspettassero da un moderno sistema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro: il 26% auspicava una riduzione dei costi per i lavoratori assenti per malattia e una percentuale altrettanto elevata sperava che venisse garantito il regolare svolgimento dei processi operativi senza interferenze, il 25% auspicava una maggiore motivazione da parte dei lavoratori e il 13% un miglioramento dei processi produttivi e dei servizi forniti nelle imprese. Il rimanente 10% aveva altre aspettative.

- Da un'indagine condotta nei Paesi Bassi nel 1996 è emerso che il 36% delle aziende intervistate ritiene che gli investimenti destinati a migliorare le condizioni di lavoro abbiano portato a un (notevole) incremento della produttività. In alcuni settori industriali, ad esempio quello alimentare o manifatturiero, si raggiunge una percentuale superiore al 40%. Allo stesso tempo, il 32% degli intervistati ha dichiarato che il miglioramento delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti ha (considerevolmente) contribuito a un aumento del reddito.

- Nel Regno Unito, solo il 15% dei datori di lavoro ha dichiarato che la nuova normativa ha influito sugli indicatori dei costi / benefici. Secondo la maggior parte dei datori di lavoro vi sono state ripercussioni positive soprattutto per quanto riguarda la motivazione dei lavoratori. La valutazione soggettiva dei datori di lavoro ha portato alla conclusione che i benefici superano i costi, relativamente alla direttiva 90/269 sulla movimentazione manuale dei carichi, alla direttiva 90/270 sul lavoro su attrezzature munite di videoterminali, alla direttiva 89/655 sull'uso delle attrezzature di lavoro e alla direttiva 89/656 sull'uso di attrezzature di protezione individuale. Per quanto riguarda le prescrizioni minime per i luoghi di lavoro, di cui alla direttiva 89/654, e i requisiti organizzativi, di cui alla direttiva quadro 89/391, i costi e i benefici sono ritenuti quasi equivalenti.

Le perdite su larga scala, derivanti ad esempio da incendi o esplosioni di grande entità o che implicano la perdita di vite umane, sono molto evidenti e per queste viene in genere eseguito un calcolo dei costi provocati. Più difficile da comprendere è la natura e l'entità della perdita provocata da infortuni di tipo più ordinario, quelli cioè che procurano lesioni senza essere fatali, che danneggiano gli impianti e interrompono i processi. Spesso il costo di questo tipo di infortuni si cela nelle indennità di malattia, in premi assicurativi maggiorati o nei bilanci per la manutenzione. Sono poche le aziende che dispongono dei meccanismi necessari per identificarli separatamente e sono ancora meno quelle che individuano ed esaminano in modo sistematico i costi degli infortuni.

Alcuni studi di casi condotti nel Regno Unito mostrano che il rapporto tra costi assicurati e costi nascosti è dell'ordine di 1 a 11(effetto iceberg).

Costi assicurati

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Costi non assicurati

Iceberg degli infortuni

il costo invisibile degli infortuni

Molti datori di lavoro credono erroneamente di avere una copertura assicurativa per la maggior parte dei costi derivanti da infortuni: nella pratica, invece, i costi non assicurati superano di gran lunga quelli assicurati.

Esistono inoltre costi intangibili dovuti, ad esempio, alla perdita di immagine, a una riduzione del grado di soddisfazione del cliente, a un calo del morale o della buona volontà dei dipendenti. Tali costi sono difficili, se non impossibili, da quantificare in termini finanziari.

Per questi motivi è sempre troppo difficile per i datori di lavoro valutare con precisione i benefici derivanti dalla riduzione degli infortuni basandosi sul confronto dei costi evidentemente imputabili a infortuni con i costi delle misure preventive.

5.3. Effetti economici generali

I risultati presentati finora da esperti e ricercatori sono insufficienti per consentire un'analisi approfondita degli effetti diretti delle norme sulla sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. È tuttavia possibile analizzare i costi influenzati dalle trasformazioni introdotte in questo settore, vale a dire i costi sostenuti dai lavoratori, dai datori di lavoro o dal pubblico in generale, a prescindere che vengano finanziati con il gettito fiscale o i contributi previdenziali.

Si stima che, nell'Unione europea, i costi per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali siano compresi tra il 2,6 e il 3,8% del prodotto nazionale lordo (PNL).

- In Germania i lavoratori assenti per malattia causano una perdita produttiva in termini macroeconomici pari a 64 miliardi di euro (1999), di cui un terzo circa è imputabile a malattie professionali e infortuni sul lavoro, per un importo approssimativo di 22 miliardi di euro.

- In Portogallo, nel 1994, i costi diretti degli infortuni sul lavoro ammontavano a circa 274 milioni di euro mentre altri 30 milioni di euro erano dovuti a malattie professionali. Queste cifre, che si riferiscono esclusivamente agli infortuni registrati, non includono costi dei materiali, perdite di produzione e altri costi.

- Nel Regno Unito i costi a carico dei lavoratori nel periodo 1995/96 sono stati di 5,6 miliardi di sterline all'anno, vale a dire circa l'1,2-1,4% del PNL che, tenendo conto dei costi successivi, corrisponde a circa 7 miliardi di sterline. Secondo le stime, i costi per i datori di lavoro ammontavano rispettivamente a 3,5 e 7,3 miliardi di sterline. La spesa in termini macroeconomici (tenuto conto delle spese future) era compresa tra il 2,1% e il 2,6% del PNL.

- I costi macroeconomici dovuti a infortuni sul lavoro e malattie professionali sono una voce molto importante dell'agenda politica dei Paesi Bassi. Rappresentano circa il 2,6% del PNL annuo, pari a 1.250 euro pro capite della popolazione con occupazioni retribuite.

- In Spagna il numero dei giorni di assenza per infortunio sul lavoro è aumentato del 4,7% all'anno nel periodo compreso tra il 1997 e il 1999, con una perdita di circa 20 milioni di giorni lavorativi. I costi degli infortuni e delle malattie professionali ammontavano a 2.051 milioni di euro.

Nell'Unione europea, nel 2000 si sono persi in totale 158 milioni di giorni lavorativi, pari a una media di 20 giorni per infortunio. Circa 350.000 persone sono state costrette a cambiare occupazione a seguito dell'infortunio subito e quasi 300.000 presentano diversi gradi di invalidità; 15.000 di tali persone restano escluse a vita dal mercato del lavoro [42].

[42] Fonte: Eurostat.

D'altro canto, è stato stimato che la riduzione generale degli infortuni sul lavoro ha consentito, a partire dall'entrata in vigore della normativa comunitaria, di risparmiare 25 milioni di giorni lavorativi, dimostrando così che l'applicazione delle norme, anche se non del tutto soddisfacente, comporta vantaggi economici.

5.4. Effetti sull'occupazione e sulla competitività

L'applicazione delle prescrizioni minime previste dalle direttive comunitarie all'interno dell'Unione europea crea una condizione di parità tra gli Stati e impedisce che le aziende realizzino un vantaggio concorrenziale a discapito della salute e della sicurezza. Le notevoli differenze esistenti tra gli Stati membri circa gli adeguamenti e gli investimenti necessari per garantire la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro sono dovute alle disparità esistenti tra i paesi in materia di sicurezza e salute sul lavoro prima dell'attuazione delle direttive.

Gli effetti positivi degli investimenti effettuati per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro tendono a diventare tangibili dopo un certo periodo di tempo e richiedono un'analisi dei costi-benefici che tenga in considerazione situazioni a medio e lungo termine. È quindi molto difficile per il momento trarre conclusioni circa il modo in cui la normativa sulla sicurezza e la salute può influire sulla competitività delle aziende. Ad esempio, nei paesi scandinavi gli effetti sulle imprese sono stati molto contenuti, date le norme già in vigore. Invece molte aziende dell'Europa meridionale, soprattutto le PMI, sono state costrette a effettuare investimenti maggiori. All'inizio i provvedimenti atti a migliorare la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro creano più costi che benefici, per questo i vantaggi risultano più evidenti confrontando i costi a breve termine con i benefici a lungo termine.

Nelle relazioni nazionali gli Stati membri affermano comunque che i provvedimenti adottati in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro contribuiscono a migliorare le condizioni di lavoro e a incrementare la produttività, la competitività e l'occupazione.

Riguardo agli effetti che le nuove disposizioni potrebbero avere sull'occupazione, occorre evidenziare il fatto che hanno creato nuove opportunità di lavoro per gli specialisti nel campo della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro e della fornitura di servizi di prevenzione. E infatti nella maggior parte degli Stati membri è stato creato un nuovo mercato in rapida crescita per fornire servizi di informazione, consulenza e formazione.

Se consideriamo, ad esempio, gli investimenti effettuati nei Paesi Bassi, si può notare che il fatturato totale dei servizi di prevenzione ammonta a 11,7 miliardi di euro. Anche se la metà proviene dall'assistenza sanitaria che veniva già assicurata prima dell'entrata in vigore della nuova normativa, l'effetto netto della fornitura di servizi di prevenzione ammonta comunque a circa 6 miliardi di euro. Queste cifre indicano un potenziale aumento del mercato dell'occupazione per gli specialisti in sicurezza sul lavoro che si occupano anche di formazione.

Riguardo agli effetti delle direttive particolari, vi è divergenza di opinioni tra gli Stati membri relativamente agli effetti della direttiva 89/654 sulla competitività e l'occupazione. Mentre alcuni Stati membri ritengono che l'attuazione della direttiva abbia comportato un incremento della produttività e, parallelamente, della competitività e dell'occupazione, secondo altri Stati membri [43] i provvedimenti necessari a eliminare o ridurre i rischi individuati sul luogo di lavoro hanno conseguenze negative, seppur limitate [44], su questi due indicatori.

[43] Austria e Belgio.

[44] Non forniscono dati in merito.

Per quanto riguarda la direttiva 89/655, gli Stati membri hanno affermato, in relazione agli effetti sulla produttività e l'occupazione, di aver ottenuto risultati piuttosto positivi, dove l'adeguamento delle attrezzature alle nuove disposizioni, la revisione di quelle esistenti e la razionalizzazione dei processi produttivi hanno influito positivamente con incrementi della produttività.

Per quanto riguarda la direttiva 89/656, gli Stati membri non hanno fornito dati definitivi sulla sua efficacia diretta. È difficile distinguere tra l'effetto della direttiva e la tendenza generale a migliorare la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, come previsto dalla nuova normativa comunitaria in generale e da altri sviluppi. Si può tuttavia presupporre che il maggior impiego di attrezzature di protezione individuale abbia avuto conseguenze positive indirette per l'occupazione in questo settore industriale e gli organismi notificati, a seguito degli obblighi imposti dalla direttiva in tema di produzione.

Per quanto riguarda la direttiva 90/269, alcuni Stati membri [45] che hanno condotto appositi studi ritengono che i costi e i benefici dei provvedimenti adottati a questo proposito portano a risultati complessivamente negativi. Questa affermazione va valutata con riserva dato che altri Stati membri [46] ritengono che l'automazione delle attrezzature abbia implicato un netto incremento della produttività. In termini di occupazione, si arguisce che l'automazione abbia comportato la perdita di numerosi posti di lavoro, sebbene abbia migliorato la qualità di altri.

[45] Paesi Bassi in particolare.

[46] Francia in particolare.

Dalle relazioni nazionali emerge che, secondo alcuni Stati membri, non esistono prove che dimostrino che la direttiva 90/270 abbia influito sull'occupazione, sebbene gli stessi affermino che una migliore configurazione ergonomica delle postazioni di lavoro possa contribuire a un incremento della produttività.

Riassumendo, nelle relazioni nazionali, gli Stati membri affermano che i provvedimenti in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro contribuiscono a migliorare le condizioni di lavoro, a incrementare la produttività, l'occupazione e la competitività. Ciò nonostante alcuni Stati membri [47] ritengono che l'elevato livello di tutela sul lavoro e protezione ambientale crei una situazione non molto concorrenziale rispetto ai paesi dell'Europa orientale, a meno che anche in questi ultimi si garantisca il completo recepimento dell'acquis e l'effettiva applicazione del nuovo quadro normativo.

[47] Austria

6. Valutazione generale dell'attuazione

6.1. Principali effetti positivi dell'attuazione, per direttiva

Nelle relazioni nazionali gli Stati membri hanno affermato che la normativa comunitaria ha avuto come effetto principale una maggiore sensibilizzazione dei datori di lavoro e dei lavoratori rispetto all'obbligo di adottare le opportune misure ai sensi delle norme in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. Il miglioramento dei metodi di lavoro e il nuovo atteggiamento dei datori di lavoro dimostrano l'efficacia delle nuove norme. Tutti gli Stati membri hanno giudicato molto positivamente l'introduzione dell'obbligo di eseguire una valutazione dei rischi e l'aumento delle responsabilità a carico dei datori di lavoro.

I datori di lavoro, inizialmente riluttanti a causa dei costi iniziali derivanti dall'applicazione dei nuovi provvedimenti, si sono visti ricompensati dalla riduzione dei costi ottenuta grazie al calo degli infortuni e delle assenze e all'incremento della produttività.

Secondo gli Stati membri questa diminuzione del numero di infortuni sul lavoro e la maggiore sensibilizzazione dei datori di lavoro citata in precedenza rappresentano un ottimo risultato della direttiva 89/391/CEE.

Gli Stati membri hanno segnalato i seguenti risultati ottenuti dalle prime cinque direttive particolari:

Direttiva 89/654 (luoghi di lavoro):

- regolamentazione di varie situazioni che non sarebbero state adeguatamente esaminate se non fossero state contemplate dalla direttiva europea, come ad esempio finestre, pareti traslucide, porte e portoni che si aprono verso l'alto, vie e uscite di emergenza, ecc.;

- consolidamento e semplificazione delle norme nazionali esistenti che hanno contribuito alla modernizzazione dei locali e a un miglioramento generale dei livelli di sicurezza e comodità;

- rafforzamento delle disposizioni regolamentari sugli obblighi dei datori di lavoro in materia di luoghi di lavoro utilizzati per la prima volta e già utilizzati. Alcuni Stati membri hanno introdotto l'obbligo di notificare modifiche, ampliamenti o trasformazioni di edifici che ospitano o potrebbe ospitare luoghi di lavoro.

Direttiva 89/655 (attrezzature di lavoro):

- legislazione nazionale sull'uso di attrezzature di lavoro ammodernate, conformemente alle attuali tendenze in materia di integrazione della sicurezza e della salute;

- livello minimo di sicurezza per le attrezzature di lavoro definite;

- regolamenti nazionali unificati e armonizzati che hanno contribuito alla semplificazione;

- campo di applicazione esteso a un maggior numero di tipi di attrezzature di lavoro;

- norme generalmente più chiare e specifiche;

- maggiore sensibilizzazione dei datori di lavoro relativamente al grado di sicurezza delle attrezzature di lavoro;

- effetti sostanziali sui requisiti delle attrezzature di lavoro in uso, che contribuiscono al loro adeguamento, approvazione ufficiale e ammodernamento;

- prevenzione più attiva dei rischi associati all'uso delle attrezzature di lavoro;

- miglioramento dell'analisi dei fattori da considerare al momento dell'acquisto di nuove attrezzature.

Direttiva 89/656 (attrezzature di protezione individuale):

- uniformazione e coordinamento della legislazione nazionale;

- semplificazione che favorisce l'attuazione pratica;

- regolamentazione estesa a nuovi settori;

- inserimento di nuove attrezzature di lavoro;

- obbligo per il datore di lavoro di valutare i rischi prima di selezionare le attrezzature di protezione individuale, oltre a una maggiore conoscenza delle condizioni che tali attrezzature devono soddisfare;

- disposizioni più dettagliate, comprendenti, ad esempio, l'elenco esatto dei tipi di attività in cui alcune attrezzature di protezione individuale sono considerate obbligatorie [48].

[48] Belgio in merito all'obbligatorietà dell'uso di indumenti catarifrangenti.

Direttiva 90/269 (movimentazione manuale dei carichi):

- nuovo impulso al controllo e al miglioramento delle condizioni di lavoro;

- sostegno ai regolamenti in materia di movimentazione dei carichi in vigore in alcuni Stati membri;

- norme chiare, applicate universalmente senza problemi;

- maggiore sensibilizzazione dei datori di lavoro che comprendono e accettano l'orientamento ergonomico della gestione dei rischi adottato dalla direttiva;

- questi obblighi sono stati messi in pratica in tutti i settori industriali;

- le società di esportazione hanno acquisito un vantaggio dall'introduzione, in paesi diversi, di disposizioni comuni per la valutazione della movimentazione manuale [49].

[49] Danimarca.

Direttiva 90/270 (attrezzature munite di videoterminale):

- nuovo impulso al controllo e al miglioramento degli aspetti ergonomici delle postazioni di lavoro dotate di videoterminali, con conseguente aumento del livello di protezione;

- introduzione di periodi di riposo e diritto dei lavoratori a maggiori controlli sanitari, in particolare esami della vista;

- maggiore sensibilizzazione dei datori di lavoro che comprendono e accettano l'orientamento ergonomico della gestione dei rischi adottato dalla direttiva;

- questi obblighi sono stati messi in pratica in tutti i settori industriali.

Di seguito sono riassunti gli aspetti positivi della direttiva quadro 89/391 e delle sue prime cinque direttive particolari, secondo gli Stati membri e le parti sociali.

- Particolare risalto a una filosofia della prevenzione.

- Ampliamento del campo di applicazione.

- Obbligo per i datori di lavoro di eseguire una valutazione dei rischi e fornire la relativa documentazione.

- Introduzione di strutture organizzative.

- Obbligo per il datore di lavoro di fornire informazioni e garantire formazione ai lavoratori.

- Diritti e obblighi dei lavoratori.

- Opportunità di consolidare, razionalizzare e semplificare le normative nazionali vigenti riguardanti i vari argomenti contemplati dalle direttive.

- La direttiva sul lavoro con attrezzature munite di videoterminale era nuova nel suo genere e ha preceduto disposizioni nazionali sullo stesso tema.

6.2. Difficoltà principali dell'attuazione, per direttiva

Secondo gli Stati membri la difficoltà principale posta dalla direttiva quadro 89/391 è rappresentata dai problemi incontrati nell'applicazione pratica della normativa nelle PMI, dovuti all'introduzione di obblighi amministrativi, formalità e oneri finanziari specifici, nonché al tempo necessario per elaborare misure adeguate. Questa situazione provoca una reazione negativa da parte delle PMI nei confronti delle direttive [50].

[50] Questo concetto è stato evidenziato in particolare da Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito.

Anche la difficoltà a comprendere alcune disposizioni della direttiva quadro 89/391 e delle sue prime cinque direttive particolari [51] può causare confusione e incertezza. Tra gli altri problemi si può citare, ad esempio, l'effettiva priorità da assegnare ai servizi preventivi interni o per ottenere un'efficiente applicazione delle norme.

[51] La Germania fa rilevare la mancanza di coordinamento tra le direttive particolari.

Di seguito sono elencate le difficoltà incontrate dagli Stati membri nell'attuazione delle prime cinque direttive particolari:

Direttiva 89/654:

- eccessiva minuziosità di alcuni aspetti [52], che ha influito negativamente sul suo corretto recepimento nella normativa nazionale rilevante;

[52] È questo l'aspetto che alcuni Stati membri considerano positivo e per il quale sono sorte divergenze di opinioni.

- distinzione tra luoghi di lavoro utilizzati per la prima volta e luoghi di lavoro già utilizzati [53];

[53] Svezia.

- investimenti necessari per adottare le nuove disposizioni nelle PMI.

Direttiva 89/655:

- costo eccessivo per le PMI che non dispongono delle risorse finanziarie necessarie;

- necessità di effettuare investimenti a lungo termine per adeguare le attrezzature di lavoro;

- spiegazione inadeguata della distinzione pratica tra la direttiva concernente la sicurezza nell'uso delle attrezzature di lavoro e la direttiva sui macchinari [54];

[54] Finlandia.

- la definizione dei vari gradi di sicurezza per una macchina già in uso e per una macchina nuova rende difficile l'adeguamento ai requisiti previsti dalla direttiva [55].

[55] Belgio.

Direttiva 89/656:

- mancanza di assistenza alle PMI che hanno difficoltà a selezionare autonomamente gli indumenti di protezione adeguati;

- onere economico per le piccole imprese che, in molti casi, non sono in grado di sostenere il costo delle nuove attrezzature;

- alcuni datori di lavoro segnalano che tra i lavoratori mancano ancora le necessarie conoscenze sull'uso delle attrezzature di protezione individuale.

Direttiva 90/269:

- un elevato livello di meccanizzazione e dei costi potrebbe causare la perdita di posti di lavoro;

- la direttiva è considerata troppo dettagliata sotto alcuni aspetti [56] (il che è relativo considerato che alcuni Stati membri lo ritengono un aspetto positivo);

[56] Opinione della Svezia.

- possibilità che una serie di luoghi di lavoro cessino di essere considerati adatti per le donne;

- la mancanza di norme oltre a quelle relative ai pesi e alle distanze dei carichi, come ad esempio quelle concernenti periodi di riposo e pause.

Direttiva 90/270:

- difficoltà a risolvere alcuni problemi, ad esempio garantire la luce naturale, ergonomia delle postazioni sedute, impossibilità di neutralizzare alcuni campi elettromagnetici [57];

[57] Francia

- mancanza di chiarezza sui responsabili incaricati dell'esecuzione degli esami della vista (oftalmologo o ottico) [58];

[58] Problema sollevato in Austria

- problemi associati al telelavoro e al controllo delle condizioni di lavoro.

Altre difficoltà

- Mancanza di una effettiva partecipazione dei lavoratori ai processi operativi.

- Mancanza nelle direttive di disposizioni vincolanti dettagliate concernenti il controllo sanitario: questo provoca divergenze nei vari Stati membri sui livelli di controllo sanitario e difficoltà per il riconoscimento dei certificati medici nelle attività lavorative transnazionali.

- Mancanza di criteri per la valutazione degli ispettorati del lavoro nazionali, con conseguente difformità delle misure attuate per garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza.

- Mancanza di coerenza di alcune disposizioni delle direttive, con conseguente necessità di armonizzarne alcune, ad esempio quelle riguardanti l'informazione, la consultazione, la partecipazione e la formazione dei lavoratori o quelle concernenti le relazioni nazionali sull'attuazione delle norme.

- Difficoltà a mettere in pratica le disposizioni esistenti nelle PMI.

- Mancanza di un sistema informativo statistico europeo armonizzato per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

6.3. Suggerimenti per il miglioramento

È opinione diffusa che non sia possibile eseguire una approfondita revisione del corpus legislativo senza raggiungere una completa attuazione della normativa, senza avere a disposizione dati analitici confrontabili che consentano un'adeguata valutazione delle cause e delle circostanze degli infortuni che permetta di individuare disposizioni inefficaci, e senza adottare tutte le misure di supporto per l'applicazione di quanto previsto nelle direttive.

Per migliorare il livello di attuazione della direttiva quadro 89/391 e delle sue prime cinque direttive particolari occorrerà adoperarsi per:

- migliorare il grado di applicazione delle direttive nelle PMI;

- garantire la disponibilità di statistiche complete e armonizzate concernenti gli infortuni sul lavoro;

- garantire, sia ai datori di lavoro sia ai lavoratori, l'accesso a informazioni e misure di sostegno, in modo che vengano a conoscenza dei rispettivi diritti e obblighi e siano in grado di esercitarli e rispettarli;

- promuovere azioni e assegnare le risorse necessarie a garantire l'applicazione uniforme ed equivalente della normativa in materia di sicurezza e salute in tutta l'Unione europea;

- individuare le disposizioni delle direttive che sono state superate dal progresso tecnologico e necessitano di revisione;

- prestare particolare attenzione ai problemi specifici dei lavoratori temporanei relativamente all'informazione, alla consultazione, alla partecipazione e alla formazione.

Al fine di promuovere la corretta applicazione della normativa e migliorare ulteriormente la tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, nelle relazioni nazionali sulle prime cinque direttive particolari gli Stati membri suggeriscono quanto segue.

Direttiva 89/654:

- necessità di un metodo coordinato per affrontare i problemi ambientali, in particolare attraverso lo scambio di esperienze tra Stati membri;

- elaborazione di orientamenti e raccomandazioni (con dati, grafici e cifre aggiornati) al fine di chiarire alcuni aspetti (ventilazione, illuminazione, temperatura, dimensioni del luogo di lavoro, ecc.);

- opportunità di condurre studi sui requisiti relativi al telelavoro, considerata la crescente diffusione di questa forma di lavoro.

Direttiva 89/655:

- chiarimento dei vari livelli di sicurezza per le macchine già utilizzate e quelle nuove. Poiché queste differenze possono creare problemi, si richiede che vengano applicati, per quanto possibile, gli stessi criteri;

- adozione delle misure di accompagnamento necessarie per l'attuazione della direttiva (ad esempio, assistenza finanziaria, prestiti, ecc.) per consentire alle PMI di effettuare gli investimenti necessari ad adeguare le rispettive attrezzature di lavoro;

- evitare, nelle direttive particolari, l'analisi di questioni generali (obblighi generici dei datori di lavoro, informazione e formazione dei lavoratori, ecc.) già contemplate dalla direttiva quadro;

- pubblicazione di orientamenti concernenti gli aspetti pratici delle disposizioni.

Direttiva 89/656:

- la Commissione deve pubblicare specifici orientamenti e codici di buone prassi comprendenti criteri di selezione per le attrezzature di protezione individuale;

- occorre integrare gli allegati alla direttiva al fine di facilitare alle aziende la selezione delle attrezzature di protezione individuale;

- si propone di eliminare gli articoli già contemplati dalla direttiva quadro (ad esempio, l'articolo 5) in modo da semplificare le norme e facilitarne l'applicazione;

- si propone di semplificare e sincronizzare le relazioni di attuazione della normativa.

Direttiva 90/269:

- secondo molti Stati membri occorre fissare dei valori limite in quanto esiste un eccessivo margine di interpretazione per quanto riguarda la movimentazione manuale dei carichi;

- la Commissione deve fornire agli Stati membri modelli di valutazione e orientamenti dettagliati in tema di movimentazione manuale dei carichi, inclusi i fattori da esaminare (importanti nel trasporto internazionale ai fini del coordinamento);

- occorre prendere in esame l'applicazione di principi ergonomici per la movimentazione di materiali nel senso più ampio, quale parte dello sviluppo ergonomico delle mansioni e dell'organizzazione del lavoro.

Direttiva 90/270:

- sarebbe opportuno specificare le disposizioni riguardanti i cambi di attività o i periodi di riposo, nonché i soggetti interessati da questi aspetti;

- occorre esaminare i problemi causati dalla radiazione elettromagnetica proveniente da terminali, laser e campi magnetici [59];

[59] Proposta della Finlandia

- vari Stati membri ritengono opportuna una revisione della direttiva in modo da adeguarla ai progressi tecnologici.

7. Conclusioni

La presente relazione ha illustrato la situazione attuale per quanto concerne l'attuazione e l'applicazione pratica delle disposizioni della direttiva quadro 89/391 e delle direttive particolari 89/654, 89/655, 89/656, 90/269 e 90/270.

Ha dimostrato l'effetto decisamente positivo che la legislazione comunitaria ha avuto sulle norme nazionali in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. Questo non riguarda solo il campo di applicazione della legislazione, ma anche la sua applicazione pratica nelle imprese e negli enti pubblici. In generale, la normativa comunitaria ha contribuito a diffondere una cultura della prevenzione.

Contemporaneamente, però, la relazione ha evidenziato diverse carenze nell'applicazione che hanno impedito alla normativa di realizzare pienamente il proprio potenziale. In molti Stati membri devono ancora evolversi i comportamenti e aumentare il grado di sensibilizzazione dei soggetti interessati prima di poter considerare ben radicato il concetto di sicurezza e salute sul luogo di lavoro.

Nonostante i risultati osservati, dall'analisi emerge la pressante necessità di rafforzare l'impegno al fine di ottenere un'applicazione totale e completa delle disposizioni in tutta l'economia europea.

Riguardo alle caratteristiche principali della normativa descritta nella presente relazione, sono state individuate diverse imperfezioni.

- In genere la pubblicizzazione e il sostegno della nuova normativa sono considerati a buon punto sebbene molti Stati membri evidenzino la necessità di incrementare le attività informative e consultive mirate a estendere l'applicazione della normativa.

- Tutti i tipi di imprese, in particolare le PMI, avvertono in modo particolare la necessità di disporre di informazioni e orientamenti specifici e comprensibili, nonché di un facile accesso a un'assistenza tecnica specifica e adeguata.

- L'introduzione di valutazioni dei rischi sistematiche rappresenta un'importante novità della normativa. La relazione da un lato sottolinea la scarsa diffusione delle attività di valutazione, documentazione e supervisione dei rischi e, dall'altro, esprime il timore che vengano svolte in maniera incompleta e superficiale.

- Nonostante esista la possibilità di lavorare con sistemi di protezione e prevenzione interni ed esterni, è dimostrato che non tutte le imprese dell'Unione europea accedono in modo adeguato a questi servizi. A ciò si aggiunge che la qualità di tali servizi, soprattutto di quelli esterni, varia notevolmente in quanto attitudini e competenze non sono definite dalla normativa europea bensì demandate agli Stati membri.

- Per avere successo, una strategia preventiva deve poter contare sulla partecipazione costruttiva di tutti i soggetti interessati. Questo significa che, senza l'impegno dei lavoratori, il potenziale della prevenzione dei rischi rimane irrealizzato. Nonostante l'accento posto su aspetti quali informazione, consultazione, partecipazione e formazione, occorre un maggiore impegno per aumentare il coinvolgimento dei lavoratori. Occorre prestare particolare attenzione ai luoghi di lavoro in cui operano lavoratori di imprese diverse.

- La sempre crescente complessità dei sistemi di lavoro e delle variazioni delle condizioni di lavoro creano nuovi rischi, che coesistono con quelli tradizionali, o sempre nuovi tipi di rischi che richiedono che la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro diventino parte integrante dell'attività di gestione delle imprese. La presente relazione evidenzia una carenza nelle strutture organizzative destinate a migliorare la sicurezza e la salute in molte aziende.

Gli adeguamenti necessari per l'applicazione pratica delle nuove disposizioni e la trasformazione dei modelli comportamentali sembrano richiedere più tempo del previsto. Spesso, tuttavia, manca anche la volontà di impegnarsi personalmente nel miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro.

In particolare merita attenzione immediata la situazione decisamente inadeguata delle PMI. La gravità di tale situazione è dimostrata dalla presenza di una percentuale di infortuni molto più elevata che nelle grandi società e dallo scarso livello di informazione di un alto numero di datori di lavoro. Sono stati inoltre evidenziati problemi specifici nel settore pubblico in cui il miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute sul luogo di lavoro non è considerato un aspetto da tenere sotto costante controllo. Esistono inoltre problemi nei settori industriali con un numero elevato di lavoratori temporanei o con altri contratti cosiddetti 'atipici'.

Occorre quindi intensificare gli sforzi per garantire una corretta applicazione in tutta l'economia. Sono disponibili diversi metodi e strumenti per realizzare questo compito e ridurre ulteriormente il numero degli infortuni e delle malattie professionali attraverso una piena e corretta applicazione della normativa. La presente relazione dimostra che esistono già buone basi da cui partire.

A questo proposito è di vitale importanza adottare un approccio orizzontale e considerare la tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro un compito trasversale. Occorre intensificare gli sforzi in questa direzione, oltre ad abilitare gruppi destinatari specifici all'interno del mercato del lavoro, nell'ambito di progetti per il miglioramento dell'occupabilità o la promozione degli imprenditori, al fine di aumentare il grado di consapevolezza, fornire informazioni aggiornate e aumentare la partecipazione attiva di imprese e lavoratori.

In molti Stati membri vi è un'elevata esigenza di qualificazione del personale destinato a creare le strutture organizzative necessarie. Ciò vale sia per la qualificazione degli specialisti necessari sia per l'educazione e la formazione dei lavoratori. Molto spesso i lavoratori e i loro rappresentanti non hanno le competenze e le capacità necessarie per occuparsi in modo efficace di sicurezza e salute sul luogo di lavoro e per rappresentare gli interessi dei lavoratori in questo campo nei confronti dei datori di lavoro. L'esperienza dell'industria tessile tedesca fornisce un esempio istruttivo di come porre rimedio a questa situazione.

Per poter superare gli attuali ostacoli all'applicazione della nuova normativa occorre una maggiore integrazione della sicurezza e della salute sul lavoro nelle politiche dell'Unione europea. In questo contesto la strategia europea per l'occupazione e i fondi strutturali, in particolare il fondo sociale europeo, potrebbero avere un ruolo importante promuovendo e incoraggiando nuove impostazioni. È essenziale sviluppare un sistema di monitoraggio uniforme e rigoroso, che consenta di osservare e confrontare le politiche e le tendenze in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. L'attuale carenza di dati potrebbe implicare un rischio di eccessiva generalizzazione e una mancanza di approfondimento nelle dimensioni specifiche.

L'introduzione della "analisi comparativa" potrebbe contribuire a superare le carenze osservate e riferite a carico delle attività svolte dalle autorità preposte all'applicazione delle norme di alcuni paesi. Va tuttavia riconosciuto fin dall'inizio che gli organi esecutivi da soli non hanno facoltà di creare condizioni paritarie. Ciò nonostante gli ispettori del lavoro rivestono un ruolo cruciale come agenti del cambiamento per la promozione di un maggiore rispetto della normativa, in particolare da parte delle PMI, in primo luogo attraverso l'educazione, la persuasione e l'incoraggiamento e una migliore applicazione, ove necessario. Anche l'adozione di orientamenti, come indicato nelle relazioni nazionali, può contribuire ad aumentare la conformità alle norme.

Per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo delle politiche europee in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, la relazione sottolinea la necessità di migliorare il coordinamento tra le direttive particolari al fine di evitare sovrapposizioni e chiarire alcuni dei termini utilizzati. L'obiettivo è aumentare l'uniformità e la coerenza delle disposizioni piuttosto che modificarne la sostanza. Verranno condotti un'analisi e un dibattito per individuare le disposizioni da sottoporre a tale revisione.

La Commissione proseguirà il suo lavoro di semplificazione e razionalizzazione del quadro giuridico comunitario elaborando le proposte legislative necessarie per, da un lato, consolidare le direttive vigenti in modo da facilitarne la comprensione e, dall'altro, semplificare le disposizioni concernenti le relazioni di attuazione contenute nelle varie direttive, in vista di una loro unificazione in una relazione unica.

Va tuttavia chiarito che anche in futuro occorrerà mantenere un certo livello di flessibilità per lasciare alle parti sociali e ai responsabili della sicurezza e della salute sul lavoro la libertà d'azione necessaria per adeguare l'attuazione e l'applicazione a luoghi di lavoro specifici. Allo stesso tempo non si deve pensare che l'autoregolamentazione e l'autoattivazione permettano di considerare le disposizioni di legge più snelle. L'esperienza fatta, ad esempio, nei Paesi Bassi dimostra che gli accordi tra le parti sociali e altre organizzazioni da soli non possono garantire la conformità alle disposizioni. Gli organismi indipendenti preposti all'applicazione delle norme dovranno quindi continuare a eseguire controlli sugli obiettivi raggiunti in tali contesti.

Tutto questo comporta un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti interessati per attuare completamente le misure già definite nella Comunicazione "Adattarsi alle trasformazioni del lavoro e della società: una nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2002-2006". Solo con l'impegno e un'azione immediata sarà possibile realizzare quei cambiamenti necessari a migliorare l'attuazione e i livelli di applicazione delle direttive in materia di sicurezza e salute e rendere questi aspetti una realtà tangibile, contribuendo in questo modo all'incremento della produttività e al miglioramento della qualità del lavoro. La Commissione prevede inoltre che questa relazione sull'attuazione darà il via a un ampio dibattito pubblico sulle modalità atte a creare e garantire il rispetto di condizioni di parità per le aziende dell'Unione europea allargata e migliorare il benessere di tutti i lavoratori sul luogo di lavoro.

ALLEGATO

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro

Belgio:

1. Arrêté royal du 14/09/1992 portant exécution de la directive du Conseil des Communautés européennes du 12/06/1989 concernant la mise en oeuvre de mesures visant à promouvoir l'amélioration de la sécurité et de la santé des travailleurs au travail - Koninklijk besluit van 14/09/1992 tot uitvoering van de richtlijn van de Raad van de Europese Gemeenschappen van 12/06/1989 betreffende de tenuitvoerlegging van maatregelen ter bevordering van de verbetering van de veiligheid en de gezondheit van de werknemers op het werk ref: MB du 30/09/1992, page 20822.

2. Loi du 10/06/1952 concernant la santé et la sécurité des travailleurs, ainsi que la salubrité du travail et des lieux de travail - Wet van 10/06/1952 betreffende de gerondheid en de veiligheid van de arbeiders, alsmede de salubriteit van het werk en van de werkplaatsen ref: MB du 19/06/1952, page 4610.

3. Loi du 16/11/1972 concernant l'inspection du travail - Wet van 16/11/1972 betreffende de arbeidsinspectie ref: MB du 08/12/1972, page 13647.

4. Loi du 03/07/1978 relative aux contrats de travail - Wet van 03/07/1978 betreffende de arbeidsovereenkomsten ref: MB du 22/08/1978, page 9277.

5. Loi du 28/12/1977 garantissant la protection des médecins du travail - Wet van 28/12/1977 tot bescherming van de arbeidsgeneesheren ref: MB du 18/01/1978, page 447.

6. Arrêté royal du 10/08/1978 déterminant la formation complémentaire imposée aux chefs des services de sécurité, d'hygiène et d'embellissement des lieux de travail et à leurs adjoints - Koninklijk besluit van 10/08/1978 tot vaststelling van de aanvultende vorming opgelegd aan de diensthoofden voor veiligheid, gezondheit en verfraaiing van de werkplaatsen en aan hun adjuncten ref: MB du 03/10/1978, page 11353.

7. Koninklijk besluit van 10/01/1979 relatif aux organes de sécurité, d'hygiène et d'embellissement des lieux de travail concernant les mines, minières et minières souterraines - Koninklijk besluit van 10/01/1979 betreffende de organen voor veiligheid en verfraaiing der werkplaatsen in de mijnen, graverijen en ondergrandse groeven ref: MB du 08/03/1979.

8. Arrêté royal du 11/03/1987 relatif à la sécurité et aux conditions de travail du personnel occupé dans les exploitations de terrils de cuivre - Koninklijk besluit van 11/03/1987 betreffende de veiligheid en de arbeidsvoorwaarden van het personeel tewerkgesteld in de ontginningen van steenbergen van mijnen ref: MB du 25/03/1987, page 4435.

9. Arrêté royal du 21/04/1989 relatif à la sécurité et aux conditions de travail du personnel occupé dans les exploitations à ciel ouvert des minières et des carrières, ainsi que dans leurs dépendances - Koninkijk besluit van 21/04/1989 betreffende de veiligheid en de arbeidsvoorwaarden van het personeel tewerkgesteld in de ontginningen in open lucht van de graverijen en de groeven en in hun aanhougheden ref: MB du 10/05/1989, page 7913.

10. Arrêté royal du 12/08/1994, MB du 02/08/1994.

11. Loi du 04/08/1996 relative au bien-être des travailleurs lors de l'exécution de leur travail - Wet van 04/08/1996 betreffende het welzijn van de werknemers bij de uitvoering van hun werk ref: MB du 18/09/1996, page 21507.

Danimarca:

1. Bekendtgørelse nr. 235 af 10/04/1991, Lovtidende A 1991 haefte 52 s. 909.

2. Søfartsstyrelsens tekniske forskrift nr. 7 af 15/12/1992.

3. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om arbejdets udførelse

4. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 1181 af 18/12/1992 om virsomhedernes sikkerheds- og sundhedsarbejde. Arbejdsministeriet j.nr. 1992-2113-21.

5. Bekendtgørelse nr. 746 af 28/08/1992 om brug af personlige vaernemidler.

6. Bekendtgørelse nr. 889 af 28/12/1987 om bedriftssundhedstjeneste.

7. Bekendtgørelse nr. 693 af 14/10/1991 om byggepladsers og lignende arbejdssteders indretning

8. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 540 af 02/09/1982 om stoffer og materialer. Arbejdsmin. 3.kt. j.nr. 1981-3240-3.

9. Arbejdstilsynets bekendtgørelse af 15/12/1992 om anvendelse af tekniskehjaelpemidler. Arbejdstilsynet, j.nr. 1992-20-5.

10. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om arbejdsmedicinske undersøgelse efter lov om arbejdsmiljø

11. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om faste arbejdssteders indretning.

12. Bekendtgørelse nr. 469 af 06/10/1983 om sikkerhedsuddannelse m.v.

13. Lov om arbejdsmiljø, jf. lovbekendtgørelse nr. 184 af 22/03/1995, som aendret ved lov nr.458 af 12/06/1996 og lov nr. 1196 af 27/12/1996

14. Bekendtgørelse nr. 646 af 18/12/1985 med senere aendringer.

15. Bestemmelser om sikkerhed og sundhed for besaetningsmedlemmer under tjeneste på luftfartøj af 16/06/94.

16. Tekniske forskrift nr. 8 af 10/10/1994.

17 Lov nr. 379 af 10/06/1997 om aendring af lov om arbejdsmiljø. Arbejdsmin.,j.nr. 97-2100-121.

18. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 183 af 15/05/1975 om forbud mod anvendelse af visse cadmiumholdige loddemidler. Arbejdsmin. 3 kt. j. nr. 13-35-69.

19. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 661 af 28/11/1983 om vandopløseligt chromat i cement. Arbejdstilsynets journal nr. 82-344-106.

20. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 199 af 26/03/1985 om epoxyharpikser og isocyanater m.v.. Arbejdstilsynet, j.nr. 82-365-71.

21. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 562 af 16/12/1985 om arbejde med metallisk bly og dettes ionforbindelse. Arbejdsmin. 3. kt. j.nr. 1985-3240-62.

22. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr.600 af 24/09/1986 om asbest. Arbejdsmin.,j.nr. 1986-3240-60.

23. Arbejdstilsynets bekentgørelse nr. 993 af 1/12/1986 om registrering m.m. af asbest. Arbejdstilsynets j.nr. 86-362-357.

24. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 139 af 23/03/1987 om aendring af bekendtgørelse om asbest. Arbejdsmin. 3.kt. j.nr. 86-3240-60.

25. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 984 af 11/12/1992 om aendring af bekendtgørelse om asbest. Arbejdsmin. 3.kt. j.nr. 2141-9.

26. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 52 af 13/01/1988 om materialer med indhold af flygtige stoffer herunder organiske opløsningsmidler. Arbejdstilsynets j. nr. 87-361/K71-4.

27. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 344 af 9/06/1988 om arbejde med momtering og nedrivning af isoleringsmaterialer indeholdende syntetiske mineralfibre. Arbejdstilsynets j. nr. 88-361/k55-16.

28. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 302 af 13/05/1993 om arbejde med kodenummerede produkter. Arbejdstilsynets j.nr. 1993-30-20.

29. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 1017 af 15/12/1993 om indretning af byggepladser og lignende arbejdssteder efter lov om arbejdsmiljø. Arbejdsmin.3.kt.j.nr. 93-2122-2.

30. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 561 af 24/06/1994 om indretning af tekniske hjaelpemidler. Arbejdstilsynets j.nr. 1994-29-46.

31. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 867 af 13/10/1994 om arbejdets udførelse. Arbejdsmin.,j.nr. 92-5232-1.

32. Arbejdstilsynets bekendtgørelse nr. 1062 af 15/12/1994 om arbejde med asfaltmaterialer. Arbejdsmin./Arbejdstilsynets j.nr. 1992-843-52.

33. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 485 af 16/06/1995 om aendring af bekendtgørelse om stoffer og materialer. Arbejdsmin.,j.nr. 1992-2141-2.

34. Arbejstilsynets bekendtgørelse om foranstaltninger til forebyggelse af kraeftrisikoen ved arbejde med stoffer og materialer. Arbejdsmin./Arbejdstilsynet, j.nr. 1996-30-63.

35. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 739 af 22/09/1997 om virksomhedernes sikkerheds- og sundhedsarbejde. Arbejdsmin., 3 kt., j.nr. 97-2210-26. Base i statsbasen: ABEK.

36. Arbejdsministeriets bekendtgørelse nr. 1017 af 17/12/1997 om aendring af bekendtgørelse om arbejdets udførelse. Arbejdsmin., j.nr. 97-2100-136. Base i statsbasen: ABEK.

37. Bekendtgørelse om ændring af bekendtgørelse om virksomhedernes sikkerheds- og sundhedsarbeide; nr 383 af 22 juni 1998.

38. Bekendtgørelse om sikkerhedsgruppens qrbejdsæiljøuddannelse ref: Statistente, 14/06/1999, nr 457.

39. Lov nr. 331 om aendring af lov om arbejdsmiljø og lov om visse havanlaeg ( 17 a-c i) ref: nr 331 af 16/05/2001.

40. Teknisk forskrift om arbejdsmiljo i skibe ref: Meddelelser fra Søfartsstyrelsen A du 01/07/2002

Germania:

1. Verordnung über bergbauliche Unterlagen, Einwirkungsbereiche und die Bergbau-Versuchsstrecke vom 11/11/1982, Bundesgesetzblatt Teil I vom 30/11/1982 Seite 1553.

2. Gesetz zur Umsetzung der EG-Rahmenrichtlinie Arbeitsschutz und weiterer Arbeitsschutz-Richtlinien vom 07/08/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 20/08/1996 Seite 1246.

3. Seemannsgesetz vom 26/07/1957, Bundesgesetzblatt Teil II vom 07/08/1957 Seite 713.

4. Gesetz zur Einordnung des Rechts der gesetzlichen Unfallversicherung in das Sozialgesetzbuch (Unfallversicherungs-Einordnungsgesetz -UVEG) vom 07/08/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 20/08/1996 Seite 1254.

5. Reichsversicherungsordnung (April 1992).

6. Bundesberggesetz (BBergG) (Februar 1992).

7. Unfallverhütungsvorschriften für Unternehmen der Seefahrt (UVV See) (November 1989).

8. Gesetz zur Regelung der gewerbsmäßigen Arbeitnehmerüberlassung (Arbeitnehmerüberlassungsgesetz - AÜG) vom 07/08/1972, Bundesgesetzblatt Teil I Seite 1393, zuletzt geändert durch Gesetz vom 20//07/1995 (BGBl I S.946).

9. Arbeitsförderungsgesetz vom 25/06/1969, Bundesgesetzblatt Teil I Seite 582, zuletzt geändert durch des Gesetzes vom 15/12/1995 (BGBl. S. 1824).

10. Drittes Gesetz zur Änderung der Gewerbeordnung und sonstiger gewerberechtlicher Vorschriften vom 24/08/2002 ref: BGBl. n° 62 du 30/08/2002 p. 3412.

Grecia:

1. Loi n° 1568 du 11/10/1985 ref: FEK A n°177 du 18/10/1985 Page 3335.

2. Loi n° 1836 du 14/03/1989 ref: FEK A n° 79 du 14/03/1989 Page 1071.

3. Loi n° 1767/88 du 04/04/1988 ref: FEK A n° 63 du 06/04/1988 Page 709.

4. Décret présidentiel n° 368/89 ref: FEK A n° 163 du 16/06/1989 Page 3917.

5. Décret présidentiel n° 369/89 ref: FEK A n° 164 du 16/06/1989 Page 3981.

6. Décret présidentiel n° 436 du 16/10/1991 ref: FEK A n° 159 du 24/10/1991 Page 2125.

7. Loi n° 2224 du 05/07/1994 ref: FEK A n° 12 du 06/07/1994 Page 1469.

8. Décret présidentiel n° 294 du 17/06/1988 ref: FEK A n° 138 du 21/06/1988 Page 2781.

9. Décret présidentiel n° 70a du 11/02/1988 ref: FEK A n° 31 du 17/02/1988 Page 263.

10. Décret présidentiel n° 94 du 10/04/1987 ref: FEK A n° 54 du 22/04/1987 Page 503.

11. Décret présidentiel n° 85 du 05/03/1991 ref: FEK A n° 38 du 18/03/1991 Page 619.

12. Loi n° 1837 du 03/1989 ref: FEK A n° 85 du 23/03/1989 Page 1105.

13. Décision ministérielle n° 130627 du 07/03/1990 ref: FEK A n° 27 du 08/03/1990 Page 187.

14. Décret présidentiel n° 61 du 02/07/1975 ref: FEK A n° 132 du 07/07/1975 Page 763.

15. Décision ministérielle n° A2/st/1539/85 ref: FEK B n° 280 du 13/05/1985 Page 2769.

16. Décret présidentiel n° 149 du 14/03/1934 ref: FEK A n° 112 du 22/03/1934.

17. Décret présidentiel n° 17/96 du 18/01/1996 ref: FEK A n° 11 du 18/01/1996 Page 93.

18. Décret présidentiel n° 259/88 ref: FEK A n° 117 du 03/06/1988 Page 2313.

19. Décret présidentiel n° 12/93 ref: FEK A Page 33.

20. Décret présidentiel n° 1348 du 10/12/1981 ref: FEK A n° 117 du 03/06/1988.

21. Décret présidentiel n° 376 du 1995 ref: FEK A n° 206 du 05/10/1995 Page 6167.

22. Décret présidentiel n° 259/81 du 1981 ref: FEK A n° 72 du 26/03/1981 Page 705.

23. Décret présidentiel n° 363/84 du 1984 ref: FEK A n° Z82 du 1984 Page 23.

24. Décret présidentiel n° 379/96 du 1996 ref: FEK A n° 250 du 04/11/1996 Page 4611.

25. Décret présidentiel n° 236/96 du 26/07/1996 ref: FEK A du 31/07/1996 Page 3062.

26. Décret présidentiel n° 1349/81 du 26/11/1981 ref: FEK A Page 4516.

Spagna:

1. Ley n° 31/95 de 08/11/1995, de Prevención de Riesgos Laborales ref: BOE n° 269 de 10/11/1995 Página 32590 (Marginal 24292).

2. Instrucción de 26/02/1996, de la Secretaría de Estado para la Administración Pública, para la aplicación de la Ley 31/95, de 8 de noviembre, de Prevención de Riesgos Laborales en la Administración del Estado ref: BOE n° 59 de 08/03/1996 Página 9421 (Marginal 5486).

3. Orden de 16/12/1987, por la que se establecen nuevos modelos para la notificación de accidentes de trabajo y se dan instrucciones para su cumplimentación y tramitación ref: BOE n° 311 de 29/12/1987 Página 38065.

4. Real Decreto n° 39/97 de 17/01/1997, por el que se aprueba el Reglamento de los Servicios de Prevención ref: BOE n° 27 de 31/01/1997 Página 3031 (Marginal 1853).

5. Ley 8/80 de 10/03/1980, sobre el Estatuto de los Trabajadores ref: BOE n° 64 de 14/03/1980.

6. Real Decreto n° 396/1996 de 01/03/1996, por el que se aprueba el Reglamento sobre procedimiento para la imposición de sanciones por infracciones en el orden social.

7. Ley n° 14/94 de 01/07/1994, que regula las empresas de trabajo temporal.

8. Real Decreto n° 780/98 de 20/04/1998, por el que se modifica el Real Decreto 39/1987, de 17 de enero, por el que se aprueba el Reglamento de los servicios de prevención ref: BOE n° 104 de 01/05/1998 Página 14698 (Marginal 10209).

Francia:

1. Loi n° 91-1414 du 31/12/1991 modifiant le code du travail et le code de la santé publique en vue de favoriser la prévention des risques professionnels et portant transposition de directives européennes relatives à la santé et à la sécurité du travail ref: JO du 07/01/1992, page 319.

2. Décret n° 92-158 du 20/02/1992 complétant le code du travail (2ème partie: décrets en Conseil d'Etat) et fixant les prescriptions particulières d'hygiène et de sécurité applicables aux travaux effectués dans un établissement par une entreprise extérieure ref: JO du 22/02/1992, page 2779

3. Décret n° 92-333 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (2ème partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé applicables aux lieux de travail que doivent observer les chefs d'établissements utilisateurs ref: JO du 01/04/1992, page 4614.

4. Loi n° 97-1051 du 18/11/1997 d'orientation sur la pêche maritime et les cultures marines ref: JO du 19/11/1997, page 16723.

5. Decret n° 98-588 ref: JORF du 11/07/1998.

6. Ordonnance n° 2001-175 du 22/02/2001 relative à la transposition de la directive 89/391/CEE du Conseil du 12/06/1989 concernant la mise en oeuvre des mesures visant à promouvoir l'amélioration de la sécurité et de la santé des travailleurs réf: JO n° 258 du 07/11/2001 p. 17523.

7. Loi de modernisation sociale du 17/01/2002 ; article 193 réf: JO du 18/01/2002 p. 1008.

8. Décret n° 2001/1016 du 5/11/2001 portant création d'un document relatif à l'évaluation des risques pour la santé et la sécurité des travailleurs, prévue par l'article L.230-2 du code du travail et modifiant le code du travail réf: JO n° 258 du 07/11/2001 p. 17523 ref: JO du 24/02/2001, page 3022.

9. Décret n° 82-453 du 28/05/1982 relatif à l'hygiène et à la sécurité du travail, ainsi qu'à la prévention médicale dans la fonction publique, modifié par le décret 84-1029 du 23/11/1984, par le décret 95-680 du 9/05/1995 et par le décret 2001-232 du 12/03/2001 ref: Pas de mention (SG(2002)A/10391).

10. Arrêté du 3 mai 2002 relatif à la formation préalable à la prise de fonction et à la formation continue des agents chargés de la mise en ouvre des règles d'hygiène et de sécurité dans la fonction publique territoriale ref: 03/05/2002 (SG(2002)A/10391).

11. Décret 85-603 du 10/06/1985 relatif à l'hygiène et à la sécurité du travail ainsi qu'à la médecine professionnelle et préventive dans la fonction publique territoriale ref: JORF du 18/06/1985 (SG(2002)A/10391).

12. Décret 2000-542 du 16/06/2000 modifiant le décret 85-603 du 10/06/1985 relatif à l'hygiène et à la sécurité du travail ainsi qu'à la médecine professionnelle et préventive dans la fonction publique territoriale ref: JORF n° 141 du 20/06/2000 p. 9249 (NOR : FPPA0010011D) (SG(2002)A/10391).

13. Arrêté du 15/03/2001 portant détermination des missions de sécurité des personnes et des biens incompatibles avec l'exercice du droit de retrait dans la fonction publique territoriale ref: JORF n° 71 du 24/03/2001 p. 4643 (NOR : FPPA0110020A) (SG(2002)A/10391).

14. Arrêté du 26/12/1995 relatif à la création d'une structure fonctionnelle en matière de sécurité et de santé au travail dans les mines ref: JORF du 13/01/1996 (NOR INDB9501272A) (SG(2002)A/10391).

15. Arrêté du 10/04/1972 relatif aux séances d'information professionnelle des délégués mineurs ref: 10/04/1972 (SG(2002)A/10391).

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

2. The Safety, Health and Welfare at Work Act, 1989.

3. The Fire Services Act 1981 ref: S.I. n° 30 of 1981.

4. The Dangerous Substances (Retail and Private Petroleum Stores) Regulations, 1979 ref: S.I. n° 311 of 1979.

5. The Dangerous Substances (Oil Jetties) Regulations, 1979 ref: S.I. n° 312 of 1979.

6. The Dangerous Substances (Petroleum Bulk Stores) Regulations, 1979 ref: S.I. n° 313 of 1979.

Italia:

1. Decreto legislativo del 19/09/1994 n. 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n. 141 alla GURI - Serie generale - del 12/11/1994 n. 265.

2. Decreto legislativo del 19/03/1996 n. 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n .75 alla GURI - Serie generale - del 06/05/1996 n. 104 pag. 3.

3. Decreto Legislativo n° 195 del 23/6/2003 -Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19/9/1994, n. 626, per l'individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1/3/2002, n. 39. ref: GURI Serie generale n° 174 del 29/7/2003 p. 4 (SG(2003)A/08174 du 28/08/2003).

Lussemburgo:

1. Loi du 17/06/1994 concernant les services de santé au travail ref: Mémorial grand-ducal A n° 55 du 01/07/1994, page 1054.

2. Loi du 08/06/1994 1) portant application aux personnes morales du secteur public de la directive cadre 89/391/CEE du Conseil du 12/06/1989 concernant la mise en oeuvre de mesures visant à promouvoir l'amélioration de la sécurité et de la santé des travailleurs au travail; 2) modifiant et complétant la loi du 19/03/1988 concernant la sécurité dans les administrations et services de l'Etat ref: Mémorial grand-ducal A n° 55 du 01/07/1994, page 1050.

3. Loi du 17/06/1994 concernant la sécurité et la santé des travailleurs au travail ref: Mémorial Grand-Ducal A n° 55 du 01/07/1994, page 1060.

4. Règlement grand-ducal du 06/10/1995 portant 1. adaptation à l'ensemble de la fonction publique de l'Etat et des communes du règlement grand-ducal du 13/06/1979 concernant les directives en matière de sécurité dans les écoles; 2. continuation de la transposition dans le droit luxembourgeois pour le compte du secteur public des directives communautaires afférentes à la sécurité au travail ref: Mémorial grand-ducal A n° 87 du 20/10/1995, page 2008.

5. Loi du 06/03/1998 modifiant la loi du 17/06/1994 concernant la sécurité et la santé des travailleurs au travail ref: Mémorial A, page 260.

Paesi Bassi:

1. Arbeidsomstandighedenwet, Staatsblad nr 757.

2. Besluit arbodiensten van 28/12/1993, Staatsblad nr 782.

3. Besluit bedrijfshulpverlening arbeidsomstandighedenwet van 28/12/1993, Staatsblad nr 783.

4. Ministeriële regeling certificatie arbodiensten van 28/12/1993, Staatscourant nr 252 van 30/12/1993 blz. 38.

5. Ministeriële regeling deskundigheidseisen arbodiensten van 28/12/1993, Staatscourant nr 252 van 30/12/1993 blz. 38.

6. Besluit arbeidsomstandighedenwet, Staatsblad nr 782.

7. Aanpassingsbesluit van 08/07/1994, Staatsblad nr 562 van 1994.

8. Besluit van 17/08/1995, Staatsblad nr 434 van 21/09/1995 blz. 1.

9. Beschikking van de Minister van Justitie van 21/02/1996, houdende plaatsing in het Staatsblad van de tekst van de Arbeidsomstandighedenwet, zoals deze laatstelijk is gewijzigd bij de wet van 21/12/1995, Stb. 691, Staatsblad nr 133 van 1996.

10. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nr 63 van 02/04/1997.

11. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband met de arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nr 60 van 1997.

12. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

13. Wet van 13 december 2000 tot wijziging van de Arbeidsomstandighedenwet 1998 (Technische verbeteringen en aanpassingen) ref: Staatsblad nr 595 van 2000 (28/12/2000).

Austria:

1. Landarbeitsordnung, ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15.

2. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz-ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-gesetz, das Arbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, vom 17/06/1994, in der Fassung der Bundesgesetze BGBl. I Nr. 47/1997 und der Kundmachung BGBl. Nr. 457/1995.

3. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Aufsichtsbezirke und den Wirkungsbereich der Arbeitsinspektorate, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 237/1993.

4. Bundesgesetz über die Arbeitsinspektion (Arbeitsinspektionsgesetz 1993 - ArbIG), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 27/1993, i.d.F BGBl. Nr. 754/1996.

5. Bundesgesetz vom 14/12/1973 betreffend die Arbeitsverfassung (Arbeitsverfassungsgesetz - ArbVG), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 22/1974 i.d.F BGBl. Nr. 360/1975, BGBl. Nr. 387/1976, BGBl. Nr. 519/1978, BGBl. Nr. 47/1979 (VfGH), BGBl. Nr. 354/1981, BGBl. Nr. 48/1982, BGBl. Nr. 199/1982, BGBl. Nr. 55/1985, BGBl. Nr. 204/1986, BGBl. Nr. 394/1986, BGBl. Nr. 563/1986, BGBl. Nr. 321/1987, BGBl. 617/1987, BGBl. Nr. 196/1988, BGBl. Nr. 282/1990, BGBl. 408/1990, BGBl. Nr. 411/1990, BGBl. 475/1990, BGBl. 473/1992, BGBl. Nr. 833/1992, BGBl. 460/1993, BGBl. Nr. 502/1993, BGBl. Nr. 450/1994, BGBl. Nr.624/1994, BGBl. Nr. 417/1996, BGBl. Nr. 601/1996, BGBl. Nr. 754/1996.

6. Bediensteten-Schutzgesetz, ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 2015-1.

7. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Sicherheitsvertrauenspersonen (SVP-VO), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 172/1996 , vom 12/04/1996.

8. Verordnung über die Fachausbildung der Sicherheitsfachkräfte (SFK-VO), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 277/1995, vom 21/04/1995.

9. Bundesgesetz vom 23/03/1977 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten (Bundesbediensteten-Schutzgesetz - BSG), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 164/1977,vom 21/04/1977.

10. Änderung des NÖ Landesbediensteten-Schutzgesetzes vom 21/02/1991, ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 49/1991, vom 24/04/1991.

11. Gesetz vom 17/12/1986 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Landesbedienstetenschutzgesetz), ref: Landesgesetzblatt für das Burgenland, Nr. 21/1987, vom 18/03/1987.

12. Gesetz vom 24/11/1980 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Kärntner Bedienstetenschutzgesetz), ref: Landesgesetzblatt für Kärnten, Stück 3 Nr. 5/1981.

13. Gesetz vom 01/07/1981 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (O.ö. LbSG.), ref: Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 54/1981, vom 31/08/1981.

14. Gesetz vom 09/03/1984 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (O.ö.GbSG.), ref: Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 36/1984,vom 15/06/1984.

15. Gesetz vom 11/06/1991 über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der Bediensteten des Landes (Landesbediensteten-Schutzgesetz LSG), ref: Landesgesetzblatt der Steiermark, Nr. 78/1991, vom 13/09/1991.

16. Gesetz vom 03/07/1991 über den Schutz der Bediensteten in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und Gemeindeverbände (Tiroler Bedienstetenschutzgesetz), ref: Landesgesetzblatt für Tirol, Nr. 71/1991,vom 13/09/1991.

17. Verordnung der Bundesregierung über die Zuordnung von Dienststellen und Dienststellenteilen zu Gefahrenklassen (Gefahrenklassen-Verordnung), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 637/1995 vom 20/09/1995.

18. Bundesgesetz, mit dem das Bundesbediensteten-Schutzgesetz geändert wird, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 631/1994,vom 19/08/1994.

19. Verordnung über Einrichtungen in den Betrieben für die Durchführung des Arbeitnehmerschutzes, ref: BGBl für die Republik Österreich, Nr. 2/1984 , zuletzt geändert durch BGBl. Nr.450/1994.

20. Verordnung über gesundheitliche Eignung von Arbeitnehmern für bestimmte Tätigkeiten, ref.: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 39/1974 , i.d.F. BGBl. Nr.358/1988

21. Verordnung über den Nachweis der Fachkenntnisse für bestimmte Arbeiten, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 441/1975.

22. Verordnung über die Betriebsbewilligung nach dem Arbeitnehmerschutzgesetz, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 116/1976.

23. Verordnung über den Nachweis der Fachkenntnisse für die Vorbereitung und Organisation von bestimmten Arbeiten unter elektrischer Spannung über 1 kV, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 10/1982.

24. Allgemeine Arbeitnehmerschutzverordnung - AAV, ref: BGBl für die Republik Österreich, Nr. 218/1983, zuletzt geändert durch BGBl. Nr.450/1994.

25. Verordnung des Bundesministeriums für soziale Verwaltung vom 10/11/1951 über allgemeine Vorschriften zum Schutze des Lebens und der Gesundheit der Dienstnehmer (Allgemeine Dienstnehmerschutzverordnung), ref: BGBl für die Republik Österreich, Nr. 265/1951, zuletzt geändert durch BGBl. Nr. 450/1994.

26. Maschinen-Schutzvorrichtungsverordnung, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 43/1961.

27. Verordnung über Beschäftigungsverbote und -beschränkungen für weibliche Arbeitnehmer, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 696/1976.

28. Heimarbeitsgesetz 1960 in der Fassung, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 836/1992.

29. Wiener Bedienstetenschutzgesetz vom 26/06/1979, ref: Landesgesetzblatt für Wien, Nr. 90/1979.

30. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales über arbeitsmedizinische Zentren (AMZ-VO), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 441/1996,vom 21/08/1996.

31. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Sicherheits- und Gesundheitsschutzdokumente (DOK-VO), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 478/1996, vom 10/09/1996.

32. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales, mit der die Verordnung über die Sicherheits- und Gesundheitsschutzdokumente (DOK-VO) geändert wird, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 53/1997, vom 20/02/1997.

33. Bundesgesetz, mit dem das ArbeitnehmerInnenschutzgesetz (ASschG), das Arbeitsvertragsrechts- Anpassungsgesetz und das Mutterschutzgesetz 1979 geändert werden, ref; Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 9/1997, vom 10/01/1997.

34. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Geschäftsordnung des Arbeitnehmerschutzbeirates, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 30/1995, vom 10/01/1995.

35. Verordnung des Bundesministers für wirtschaftliche Angelegenheiten und des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Sicherheit von Aufzügen (Aufzüge-Sicherheitsverordnung 1996 -ASV 1996), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 780/1996, vom 30/12/1996.

36. Verordnung des Bundesministers für Arbeit und Soziales, mit der Vorschriften zum Schutz der Sicherheit und der Gesundheit von ArbeitnehmerInnen vor Gefahren durch den elektrischen Strom erlassen werden und mit der die Bauarbeiterschutzverordnung geändert wird (Elektroschutzverordnung 1995 - ESV 1995), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 706/1995 vom 25/10/1995.

37. Verordnung des Bundesministers für wirtschafliche Angelegenheiten über verantwortliche Personen, Sicherheitsvertrauenspersonen, Präventivdienste und Schießbefugte beim Bergbau (Bergpolizeiverordnung über verantwortliche Personen- BPV-Personen), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 108/1997 vom 24/04/1997.

38. Bundesgesetz vom 13/05/1975 über den Bergbau und die Änderung der Gewerbeordnung 1973 (Berggesetz 1975), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 259/1975 in der Fassung der Bundesgesetze BGBl. Nr. 124/1978, 520/1982, 399/1988, 355/1990, 450/1994, 633/1994, 297/1995, 518/1995, 219/1996 und der Kundmachung BGBl. Nr. 193/1993.

39. Bundesgesetz , mit dem arbeitsvertragsrechtliche Bestimmungen an das EG-Recht angepaßt (Arbeitsvertragsrechts-Anpassungsgesetz - AVRAG) und das Angestelltengesetz, das Gutsangestelltengesetz und das Hausgehilfen- und Hausangestelltengesetz geändert werden, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 459/1993 , i.d.F BGBl. Nr. 917/1993, 450/1994, 895/1995, 754/1996, 9/1997.

40. Bundesgesetz über die Beschäftigung von Kindern und Jugendlichen 1987 - KJBG, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 599/1987 (WV) i.d.F BGBl. 175/1992, BGBl. Nr. 257/1993, BGBl.Nr.410/1996.

41. Mutterschutzgesetz 1979 - MSchG, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 221/1979 (WV), BGBl. Nr. 409/1980, BGBl. Nr. 577/1980 (DFG), BGBl. Nr. 213/1984, BGBl. Nr. 563/1986, BGBl. Nr. 617/1987, BGBl. Nr. 651/1989, BGBl. Nr. 76/1990 DFB), BGBl. Nr. 408/1990, BGBl. Nr. 450/1990, BGBl. 277/1991, BGBl. Nr. 628/1991, BGBl. Nr. 315/1992, BGBl. Nr. 833/1992, BGBl. Nr. 257/1993, BGBl. Nr. 434/1995, BGBl. I Nr. 9/1997.

42. Verordnung des Bundesministers für Handel und Verkehr über allgemeine Bergpolizeivorschriften für die Betriebe zur Aufsuchung und Gewinnung von Erdöl und Erdgas durch Bohrungen (Erdöl- Bergpolizeiverordnung), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 278/1937 , in der Fassung der Verordnungen Verordnungs- und Amtsblatt für den Reichsgau Wien Nr. 47 und 48/1994, der Verordnung BGBL. Nr. 125/1961, der Kundmachung GBGl. Nr. 265/1961 und der Elektrotechnikverordnung für den Bergbau, BGBl. Nr. 12/1984.

43. Verordnung des Bundesministers für Soziale Verwaltung vom 24. Juni 1974 über die Geschäftsführung der Betriebs(Gruppen-, Betriebshaupt)versammlung, des Betriebsrates, des Betriebsausschusses, der Betriebsräteversammlung, des Zentralbetriebsrates, de.

44. Gesetz, mit dem das Wiener Personalvertetungsgesetz (5. Novelle zum Wiener Per.

45. Land- und forstwirschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI Nr. 96/2001 vom 13/11/2001, Seite 463.

46. NÖ Landarbeitsordnung 1973 ref: LGBI.

47. Verordnung der Bundesregierung, mit der.

48. Verordnung der Wiener Landesregierung, mit der Anforderungen an Arbeitsstätten in der Land- und Forstwirtschaft festgelegt werden (Wiener Arbeitsstättenverordnung in der Land- und Forstwirtschaft - Wr. AStV Land- und Forstwirtschaft) ref: LGBl. für Wien n° 27 vom 03/07/2003 p. 105 (SG(2003)A/07224 du 31/07/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n 441/91 de 14/11/1991. Estabelece o regime jurídico do enquadramento da segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n. 262 de 14/11/1991 Página 5826.

2. Declaração de rectificação n. 65/91. De ter sido rectificado o Decreto-Lei n. 72/91, do Ministério das Finanças, que regula a autorização de introdução no mercado, o fabrico, a comericialização e a comparticipação de medicamentos de uso humano publicado no Diário da República, n. 33, de 8 de Fevereiro de 1991 ref: Diário da República I Série A n. 99 de 30/04/1991 Página 2380-(2).

3. Decreto-Lei n 26/94 de 01/02/1994. Estabelece o regime de organização das actividades de segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n. 26 de 01/02/1994 Página 480.

4. Lei n 7/95 de 29/03/1995. Alteração, por ratificação do Decreto-Lei n 26/94, de 1 de Fevereiro ref: Diário da República I Série A n. 75 de 29/03/1995 Página 1710.

5. Decreto-Lei n. 191/95 de 28/07/1995. Regulamenta o regime da segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n. 173 de 28/07/1995 Página 4838.

6. Decreto-Lei n. 49408/69 de 24/11/1969. Aproba o Regime jurídico do contrato individual do trabalho ref: Diário da República I Série A de 24/11/1969.

7. Decreto-lei n° 133-99 ref: Diaro da Republica n° 93 du 21/04/1999, 2090.

Finlandia:

1. Työturvallisuuslaki (299/58) 28/06/1958, muutos (144/93) 29/01/1993.

2. Laki työsuojelun valvonnasta ja muutoksenhausta työsuojeluasioissa (131/73) 16/02/1973.

3. Asetus työsuojelun valvonnasta (954/73) 21/02/1973.

4. Työterveyshuoltolaki (743/78) 29/09/1978.

5. Laki yhteistoiminnasta yrityksissä (725/78) 22/09/1978.

6. Laki rikoslain muuttamisesta / Lag om ändring av strafflagen (578/95) 21/04/1995.

7. Vahingonkorvauslaki (412/74) 31/05/1974.

8. Kuntalaki (354/95) 17/03/1995.

9. Valtion virkamieslaki (750/94) 19/08/1994.

10. Valtioneuvoston päätös terveystarkastuksista erityistä sairastumisen vaaraa aiheuttavissa töissä (1672/92) 30/12/1992.

11. Sisäasiainministeriön määräys 7/94, 19/12/1994: Varautuminen kemikaalionnettomuuksiin.

12. Sisäasiainministeriön määräys 18/91, 30/10/1991: Yritysten ja laitosten suojelujärjestelyt.

13. Yleissopimus yhteistoimintamenettelystä soveltamisohjeineen.

14. Asetus työturvallisuuslain ja työterveyshuoltolain soveltamisesta työturvallisuuslain 2 :ssä tarkoitettuun työhön (475/88) 27/05/1988.

15. Valtioneuvoston päätös alusten lastauksessa ja purkamisessa noudatettavista järjestysohjeista (915/85) 28/11/1985.

16. Tapaturmavakuutuslaki / Lag om olycksfallsförsäkring (608/48) 20/08/1948.

17. Ammattitautilaki / Yrkessjuksdomslag (1343/88) 29/12/1988.

18. Ammattitautiasetus / Yrkessjukdomsförordning (1347/88) 29/12/1988.

19. Työsopimuslaki / Lag om arbetsavtal (320/70) 30/04/1970.

20. Vahingonkorvauslaki / Skadeståndslag (412/74) 31/05/1974.

21. Rikoslaki / Strafflag (39/1889) 19/12/1889.

22. Laki työturvallisuuslain 22 :n muuttamisesta / Lag om ändring av 22 lagen om skydd i arbete (461/97) 23/05/1997.

23. Valtioneuvoston päätös velvollisuudesta antaa tietoja työpaikan terveysvaaroista / Statsrådets beslut om skyldighet att informera om hälsorisker på arbetsplatsen (210/87) 19/02/1987.

24. Laki palo- ja pelastustoimesta / Lag om brand- och räddningsväsendet (559/75) 04/07/1975.

25. Asetus palo- ja pelastustoimesta / Förordning om brand- och räddningsväsendet (1089/75) 31/12/1975.

26. Väestönsuojelulaki / Lag om befolkningsskydd (438/58) 31/10/1958.

27. Väestönsuojeluasetus / Författning om befolkningsskydd (237/59) 22/05/1959.

28. Sisäasiainministeriön määräys yritysten ja laitosten suojelujärjestelyistä (18/1991) 01/11/1991 (Dnro 3002/701/91), Sisäasiainministeriön määräyskokoelma.

29. Sisäasiainministeriön määräys talosuojelun järjestelyistä (4/1995) 16/06/1995 (Dnro 4/010/95), Sisäasiainministeriön määräyskokoelma.

30. Laki työturvallisuuslain muuttamisesta / Lag om ändring av lagen om skydd i arbete (1132/97) 11/12/1997.

31. Työturvallisuuslaki ref: Työturvallisuuslaki n° 738 du 23/08/2002 (SG(2002)A/10805 du 30/10/2002).

32. Työturvallisuuslaki ref: Työturvallisuuslaki n° 1383 du 21/12/2001(SG(2002)A/10805 du 30/10/2002).

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1977:1166.

3. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om larm och utrymning, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1993:56.

4. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: (AFS) 1984:14.

5. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: (AFS) 1992:6.

6. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: (AFS) 1996:6.

7. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: AFS 1999:7 av 1/12/1999 - SG(2000)A/06847.

8. Systematiskt arbetsmiljöarbete : Arbetsmiljöverkets föreskrifter om systematiskt arbetsmiljöarbete, 15/02/2001 ref: AFS 2001:1 av 16/03/2001 (SG(2001)A/10150 du 17/09/2001).

9. Lag om andring i arbetsmiljölagen (1997:1160) ref: SFS 2002/585 av 19/06/2002.

10. Arbetsmiljöverkets föreskrifter om ändring i Arbetsmiljöverkets föreskrifter (AFS 2001:1) om systematiskt arbetsmiljöarbete. ref: AFS 2003:4 av 30/06/2003 (SG(2003)A/6982 du 24/07/2003).

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipement Regulations 1992 ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992, Statutory Instruments number 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations (Northern Ireland) 1979 ref: S.R. Northern Ireland n° 437 of 1979.

7. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 459 of 1992.

8. The Health and Safety at Work Order (Northern Ireland) 1978 ref: S.R. Northern Ireland n° 1039 of 1978.

9. The Reporting of Injuries, Diseases and Dangerous Occurrences Regulations (Northern Ireland) 1986 ref: S.R. Northern Ireland n° 247 of 1986.

10. The Personal Protective Equipment at Work Regulations (Northern Ireland) 1993 ref: S.R. Northern Ireland n° 20 of 1993.

11. The Health and Safety (First-Aid) Regulations (Northern Ireland) 1982 ref: S.R. Northern Ireland n° 429 of 1982.

12. The Fire Service (Northern Ireland) Order 1984 ref: S.R. Northern Ireland n° 1821 of 1984

13. The Industrial Relations (Northern Ireland) Order 1976 ref: S.R. Northern Ireland n° 1043 of 1976.

14. The Health and Safety at Work Act 1974.

15. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations 1977 ref: S.I. n° 500 of 1977.

16. The Employment Protection (Consolidated) Act 1978.

17. The Health and Safety (First-Aid) Regulations 1981 ref: S.I. n° 917 of 1981.

18. The Reporting of Injuries, Diseases and Dangerous Occurrences Regulations 1985 ref: S.I. n° 2023 of 1985.

19. The Trade Union Reform and Employment Rights Act 1993 (Commencement) (No. 3) and Transitional Provisions Order 1993 ref: S.I. n° 2503 of 1993.

20. The Managment of Health and Safety at Work Regulations 1996 Legal notice number 11 of 1996 ref: Gibraltar Gazette n° 2894 of 25/01/1996.

21. The Health and Safety (Consultation with Employees) Regulations 1996 ref: S.I. n° 1513 of 1996.

22. The Employment (Maternity and Health and Safety) Regulations 1996 Legal notice number 14 of 1996 ref: Gibraltar Gazette n° 2894 of 25/01/1996.

23. The Factories (Safety) Regulations 1996, Legal Notice No. 10 of 1996 ref: Gibraltar Gazette n° 2,894 of 25/01/1996.

24. The Fire Precautions (Workplace) Regulations 1997 ref: S.I. n° 1840 of 1997.

25. Police (Health and Safety) Act, 1997

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (prima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).

Belgio:

1. Arrêté royal du 18/06/1993 complétant les dispositions du Règlement général pour la protection du travail relatives aux prescriptions minimales de sécurité et de santé pour les lieux de travail - Koninklijk besluit van 18/06/1993 tot aanvulling van de bepalingen van het Algemeen Reglement voor de arbeidsbescherming betreffende minimum vorschriften inzake veiligheid en gezondheid voor arbeidsplaatsen ref: Moniteur belge du 08/07/1993, page 16166.

Danimarca:

1. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om faste arbejdssteder indretning.

2. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om arbejdets udførelse.

3. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om virksomhedernes sikkerheds- og sundhedsarbejde.

4. Bekendtgørelse af 15/12/1992 om anvendelse af tekniskehjaelpemidler.

5. Bekendtgørelse nr. 694 af 07/08/1992 om indretning af tekniskehjaelpemidler.

6. Bekendtgørelse nr. 505 af 19/11/1980 om sikkerhedsskiltning.

7. Bekendtgørelse nr. 746 af 28/08/1992 om brug af personligevaeremidler.

8. Lov om arbejdsmiljø.

9. Bekendtgørelse nr. 646 af 18/12/1985 med senere aendringer.

10. Bekendtgørelse nr. 357 af 03/06/1993.

11. Bekendtgørelse ag byggelov, Boligsministeriets lovbekendtgørelgse nr. 805 af 09/10/1995, Boligmin., Dep. 1, j.nr. D1-6613-7, Bygge- og Boligstyrelsen 4 kt., j.nr. B4-6611-5.

Germania:

1. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1977.

2. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1979.

3. Arbeitsstättenverordnung vom 20/03/1975.

4. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1981.

5. Verordnung zur Ablösung von Verordnungen nach 24 der Gewerbeordnung vom 27/02/1980, Bundesgesetzblatt Teil I vom 01/03/1980 Seite 173.

6. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/12/1978.

7. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1989.

8. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1987.

9. Unfallverhütngsvorschrift vom 01/04/1988.

10. Bekanntmachug der Neufassung der Gewerbeordnung vom 01/01/1987, Bundesgesetzblatt Teil I vom 29/01/1987 Seite 425.

11. Verordnung zur Novellierung der Gefahrstoffverordnung, zur Aufhebung der Gefährlichkeitsmerkmaleverordnung und zur Änderung der Ersten Verordnung zum Sprengstoffgesetz vom 26/10/1993, Bundesgesetzblatt Teil I vom 30/10/1993 Seite 1782.

12. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/08/1978.

13. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/09/1988.

14. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/05/1978.

15. Druckluftverordnung vom 04/10/1972, Bundesgesetzblatt Teil I vom 14/10/1972 Seite 1909.

16. Bekanntmachung der Neufassung des Schwerbehindertengesetz vom 26/08/1986, Bundesgesetzblatt Teil I vom 02/09/1986 Seite 1421.

17. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/10/1985.

18. Verordnung zur Umsetzung von EG-Einzelrichtilinien zur EG-Rahmenrichtlinie Arbeitsschutz vom 04/12/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 10/12/1996 Seite 1841.

19. Verordnung über elektrische Anlagen in explosionsgefährdeten Bereichen (ElexV), Bundesgesetzblatt Teil I vom 19/12/1996 Seite 1932.

Grecia:

1. Loi n° 1568 du 11/10/1985 ref: FEK A n° 177 du 18/10/1985 Page 3335.

2. Décret présidentiel n° 149 du 14/03/1995 ref: FEK A n° 112 du 22/03/1995.

3. Décret présidentiel n° 16 du 18/01/1996 ref: FEK A n° 10 du 18/01/1996 Page 77.

Spagna:

1. Orden de 31/10/1973, del Ministerio de Industria y Energía por la que se modifica las Instrucciones complementarias del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOEn° 313 de 31/12/1973 Página 4031.

2. Orden de 30/09/1980, por la que se dispone que las normas une que se citan sean consideradas como de obligado cumplimiento, incluyéndolas en la Instrucción MI BT 044 complementaria del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 250 de 17/10/1980 Página 23152.

3. Orden de 24/07/1992, por la que se adapta al progreso técnico la instrucción complementaria del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión MI BT 026 ref: BOE n° 186 de 04/08/1992 Página 27124 (Marginal 18501).

4. Orden de 19/12/1977, del Ministerio de Industria y Energía por la que se modifica la Instrucción Complementaria MI BT 025 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 11 de 13/01/1996 Página 81.

5. Orden de 19/12/1977, del Ministerio de Industria y Energía por la que se modifican las Instrucciones Complementarias MI. BT. 004, 007 y 017 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 22 de 26/01/1978.

6. Orden de 28/07/1980, del Ministerio de Industria y Energía que modifica la Instrucción MI BT 040 complementaria del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión sobre instaladores autorizados ref: BOE n° 194 de 13/08/1980 Página 2449.

7. Decreto n° 2413/73 de 20/09/1973, por el que se aprueba el Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 242 de 09/10/1973 Página 19482.

8. Decreto n° 3151/68 de 28/11/1968, por el que se aprueba el Reglamento de líneas eléctricas aéreas de alta tensión ref: BOE n° 311 de 27/12/1968 Página 18767.

9. Real Decreto n° 1942/93 de 05/11/1993, del Ministerio de la Industria y Energía por el que se aprueba el Reglamento de instalaciones de protección contra incendios ref: BOE n° 298 de 14/12/1993 Página 35159 (Marginal 29581).

10. Real Decreto n° 279/91 de 01/03/1991, del Ministerio de Obras Públicas y Urbanismo. Construcción, Norma Básica de la Edificación NBE-CPI/97: Condiciones de protección contra incendios en los edificios ref: BOE n° 58 de 08/03/1991 Página 1576.

11. Orden de 11/07/1983, del Ministerio de Industria y Energía que modifica la Instrucción Técnicas Complementaria MI BT 008 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión y declaran de obligado cumplimiento diversas normas UNE ref: BOE n° 174 de 22/07/1983 Página 2424 (Marginal 1583).

12. Real Decreto n° 486/97 de 14/04/1997, por el que se establecen las disposiciones mínimas de seguridad y salud en los lugares de trabajo ref: BOE n° 97 de 23/04/1997 Página 12918 (Marginal 8669).

13. Ley n° 21/92 de 16/07/1992, de Industria ref: BOE n° 176 de 23/07/1992 Página 25498 (Marginal 17363).

14. Real Decreto n° 2200/95 de 28/12/1995, por el que se aprueba el Reglamento de la Infraestructura para la Calidad y la Seguridad Industrial ref: BOE n° 32 de 06/02/1996 Página 3929 (Marginal 2468).

15. Real Decreto n° 2177/96 de 04/10/1996, por el que se aprueba la Norma Básica de la Edificación «NBE-CPI/96: Condiciones de protección contra incendios de los edificios» ref: BOE n° 261 de 29/10/1996 Página 32378 (Marginal 23836).

16. Real Decreto n° 1618/80 de 04/07/1980, por el que se aprueba el Reglamento de Instalaciones de calefacción, climatización y agua caliente sanitaria con el fin de racionalizar su consumo energético ref: BOE n° 188 de 06/08/1980 Página 17701.

17. Real Decreto n° 2637/85 de 18/12/1985, por el que se declaran de obligado cumplimiento las especificaciones técnicas de los componentes de alta tensión, incorporados en equipos que incluyan tubos de rayos catódicos y de los circuitos impresos y su homologación por el Ministerio de Industria y Energía ref: BOE n° 20 de 23/01/1986 Página 3241.

18. Orden de 31/10/1973, por la que se aprueban las Instrucciones complementarias denominadas Instrucciones MI BT, con arreglo a lo dispuesto en el Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 310 de 27/12/1973 Página 25065.

19. Orden de 06/04/1974, por la que se dictan normas sobre las Instrucciones complementarias del Reglamento Electrotécnico de Baja Tensión ref: BOE n° 90 de 15/04/1974 Página 7658.

20. Orden de 19/12/1977, por la que se modifica la Instrucción complementaria MI.BT.025 del vigente Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 11 de 13/01/1978 Página 845.

21. Orden de 19/12/1977, sobre modificación parcial y ampliación de las Instrucciones complementarias MI.BT.004, 007 y 017, anexas al vigente Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 22 de 26/01/1978 Página 1931.

22. Orden de 23/07/1979, por la que se prorroga parcialmente el plazo concedido a la Orden de 19 de diciembre de 1977, que modifica la Instrucción Complementaria MI.BT.025 del vigente Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión en lo referente a establecimientos sanitarios ref: BOE n° 188 de 07/08/1979 Página 18529.

23. Orden de 30/07/1981, por la que se modifica el apartado 7.1.2 de la Instrucción técnica complementaria MI BT 025 del vigente Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión, relativa a suministros complementarios en locales de pública concurrencia ref: BOE n° 193 de 13/08/1981 Página 18620.

24. Orden de 05/06/1982, por la que se dispone la inclusión de las normas UNE que se relacionan en la Instrucción MI.BT.044 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 140 de 12/06/1982 Página 15950.

25. Real Decreto n° 2295/85 de 09/10/1985, por el que se adiciona un nuevo párrafo al artículo 2 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión aprobado por Decreto 2413/73, de 20 de septiembre ref: BOE n° 297 de 12/12/1985 Página 39186.

26. Orden de 13/01/1988, por la que se modifica la instrucción complementaria MI BT 026 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 22 de 26/01/1988 Página 2640.

27. Orden de 26/01/1990, por la que se adaptan al progreso técnico la Instrucción complementaria MI BT 026 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 35 de 09/02/1990 Página 3985.

28. Orden de 18/07/1995, por la que se adapta al progreso técnico la Instrucción complementaria MI BT 026 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 179 de 28/07/1995 Página 23082.

29. Orden de 22/11/1995, por la que se adapta al progreso técnico la Instrucción complementaria MI BT 044 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 289 de 04/12/1995 Página 35071.

30. Corrección de erratas de la Orden de 22/11/1995, por la que se adapta al progreso técnico la Instrucción complementaria MI BT 044 del Reglamento Electrotécnico para Baja Tensión ref: BOE n° 47 de 23/02/1996 Página 6946.

Francia:

1. Arrêté ministériel du 04/11/1993 modifiant l'arrêté du 19/11/1990 relatif aux solvants d'extraction utilisés dans la fabrication des denrées alimentaires ou de leurs ingrédients ref: Journal Officiel du 17/12/1993, page 17581.

2. Décret n° 92-332 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé que doivent observer les maîtres d'ouvrage lors de la construction de lieux de travail ou lors de leurs modifications, extensions ou transformations ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4610.

3. Décret n° 92-333 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé applicables aux lieux de travail que doivent observer les chefs d'établissements utilisateurs ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4614.

4. Loi n° 91-1414 du 31/12/1991 modifiant le code du travail et le code de la santé publique en vue de favoriser la prévention des risques professionnels et portant tranposition de directives européennes relatives à la santé et à la sécurité du travail ref: Journal Officiel du 07/01/1992, page 319.

5. Décret n° 91-451 du 14/05/1991 relatif à la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation ref: Journal Officiel du 16/05/1991, page 6497.

6. Décret n° 92-958 du 03/09/1992 relatif aux prescriptions minimales de sécurité et de santé concernant la manutention manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires, pour les travailleurs et transposant la directive (CEE) Numéro 90-269 du Conseil du 29/05/1990 ref: Journal Officiel du 09/09/1992, page 12420.

7. Arrêté ministériel du 29/01/1993 portant application de l'article R.231-68 du Code du travail relatif aux éléments de référence et aux autres facteurs de risque à prendre en compte pour l'évaluation préalable des risques et l'organisation des postes de travail lors des manutentions manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires ref: Journal Officiel du 19/02/1993, page 2729.

8. Décret n° 93-41 du 11/01/1993 relatif aux mesures d'organisation, aux conditions de mise en oeuvre et d'utilisation applicables aux équipements de travail et moyens de protection soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail et modifiant ce code ( deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 691.

9. Arrêté ministériel du 04/06/1993 complétant l'arrêté du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du code du travail en ce qui concerne le contenu desdites vérifications ref: Journal Officiel du 15/06/1993, page 8504.

10. Arrêté ministériel du 09/06/1993 fixant les conditions de vérification des équipements de travail utilisés pour le levage de charges, l'élévation de postes de travail ou le transport en élévation de personnes ref: Journal Officiel du 30/06/1993, page 9277.

11. Décret n° 93-40 du 11/01/1993 relatif aux prescriptions techniques applicables à l'utilisation des équipements de travail soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail, aux règles techniques applicables aux matériels d'occasion soumis à l'article L-233-5 du même code et à la mise en conformité des équipements existants et modifiant le code du travail (deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 689.

12. Arrêté ministériel du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du Code du travail ref: Journal Officiel du 17/03/1993, page 4149.

13. Arrêté ministériel du 19/03/1993 fixant la liste des équipements de protection individuelle qui doivent faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-42-2 du code du travail ref: Journal Officiel du 28/03/1993, page 5354.

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

2. The Building Regulations (Amendment) Regulations, 1994 ref: S.I. n° 154 of 1994.

3. The Building Regulations, 1991 ref: S.I. n° 306 of 1991.

4. The Building Control Regulations, 1991 ref: S.I. n° 305 of 1991.

5. The Building Control Act, 1990, No. 3 of 1990.

6. The Fire Services Act, 1981, (Prescribed Premises) Regulations, 1989 ref: S.I. n° 319 of 1989.

7. The Fire Services Act, 1981, No. 30 of 1981.

8. The Organisation of Working Time Act, 1997, No. 20 of 1997.

9. The Safety, Health and Welfare at Work (Miscellaneous Welfare Provisions) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 358 of 1995.

10. The Safety, Health and Welfare at Work (Signs) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 132 of 1995.

Italia:

1. Decreto legislativo del 19/09/1994 n. 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n. 141 alla GURI - Serie generale - del 12/11/1994 n. 265.

2. Decreto legislativo del 19/03/1996 n. 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n .75 alla GURI - Serie generale - del 06/05/1996 n. 104 pag. 3.

Lussemburgo:

1. Règlement grand-ducal du 04/11/1994 concernant les prescriptions minimales de sécurité et de santé pour les lieux de travail ref: Mémorial grand-ducal A n° 96 du 17/11/1994, page 1816.

Paesi Bassi:

1. Besluit arbeidsplaatsen van 08/10/1993, Staatsblad nummer 534.

2. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nummer 63 van 02/04/1997.

3. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband metde arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nummer 60 van 1997.

4. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

5. Besluit van 17/04/2002, houdende wijziging van het Bouwbesluit en enige andere algemene maatregelen van bestuur (correcties en aanvullingen van het Bouwbesluit en aanpassing van andere besluiten aan het Bouwbesluit) ref: Staatsblad n° 534 du 17/04/2002.

Austria:

1. Landarbeitsordnung , Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15.

2. Gesetz vom 15/12/1994 , mit dem das Gesetz über den Mutterschutz und den Karenzurlaub geändert und das EWR-Recht angepasst wird, Landesgesetzblatt für Kärnten, Nr. 21/1995.

3. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheit bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz - ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungs-Gesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-Gesetz, das Arbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden, Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, ausgegeben am 17/06/1994.

4. Allgemeine Arbeitnehmerschutzverordnung, Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 218/1983.

5. Bediensteten-Schutzgesetz, Landesgesetzblatt für Niederösterreich Nr. 2015-1.

6. Gesetz , mit dem die Vertragsbedienstetenordnung 1995 geändert wird (2. Novelle zur Vertragsbedienstetenordnung 1995), Landesgesetzblatt für Wien, Nr. 32/1996 , ausgegeben am 23/07/1996.

7. Gesetz , mit dem die Dienstordnung 1994 geändert wird (2. Novelle zur Dienstordnung 1994), Landesgesetzblatt für Wien, Nr. 33/1996 , ausgegeben am 24/07/1996.

8. Elektroschutzverordnung 1995-ESV 1995, Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 237/1995 Seite 8381.

9. Betrieb von Starkstromanlagen - grundsätzliche Bestimmungen, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-E 5, Teil 1/1989, Nr. 47 Seite 696.

10. Sonderbestimmungen für den Betrieb elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Betriebstätten, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-E 5, Teil 9/1982 seite 721.

11. Betrieb elektrischer Bahnanlagen, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-T 5, Teil 5/1990 seite 1770.

12. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und - 1500 V, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 1/1989 seite 913.

13. Nachtrag A zu den Bestimmungen über Errichtung von Starkstromanlagen bis ~ 1000 V und 1500, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 3 (41a)/1986 seite 1031.

14. Nachtrag A und Nachtrag B zu den Bestimmungen über Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 3(42a)/1985 seite 1052.

15. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, Teil 4 : Anlagen besonderer Art, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 4(43 nis 50) und (51)/1980 seite 1063.

16. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, Teil 4 : besondere Anlagen, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 4 seite 1078.

17. Errichtung von elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Bereichen, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EX 65/1981 seite 1276.

18. Nachtrag A zu den Bestimmungen über die Errichtung elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Bereichen, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EX 65a/1985 seite 1303.

19. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannung über 1 kV, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EH 1/1982 seite 823.

20. Nachtrag A zu den Bestimmungen über die Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen über 1kV, Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EH 1a/1987 seite 861.

21. Gesetz vom 11/12/1997, mit dem das Tiroler Mutterschutzgesetz 1993 geändert wird, Landesgesetzblatt für Tirol, Nr. 29/1998 herausgegeben und versendet am 25/02/1998.

22. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Oö. Landesbediensteten-Schutzgesetz 1998 - Oö. LBSG), Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 13/1998 ausgegeben und versendet am 27/02/1998.

23. Gesetz vom 04/12/1996, mit dem das Landesbeamtengesetz 1985 geändert wird (11. Novelle zum Landesbeamtengesetz 1985) und Regelungen über eine Einmalzahlung für den öffentlichen Dienst in den Jahren 1996 und 1997 getroffen werden, Landesgesetzblatt für das Burgenland, Nr. 11/1997.

24. Änderung des Niederösterreichischen Mutterschutz-Landesgesetzes (6. Novelle) von 25/01/1996, Nr. 2039-6, Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 40/1996.

25. Verordnung des Wiener Landesregierung, mit der die Verordnung der Wiener Landesregierung über Fleischuntersuchungsgebühren geändert wird. Landesgesetzblatt für Wien 20/04/1999, nr 25, s. 99..

26. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten und mit dem das Beamten-Dienstrechtgesetz 1979, das Vertragsbedienstetengesetz 1948, das Richterdienst gesetz, das Bundes- Personal vertretungsgesetz, das Mutterschutzgesetz 1979 und das Arbeitnehmer Inenschutzgesetz geändert werden. BGB für die Republik österreich. 30/04/1999, s. 54.

27. NÖ-Mutterschutz-Landesgesetz, 13/03/2000 ref : LGBl. Nr. 2039-7, 27/06/2000; SG(2000)A/10668.

28. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref : LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

29. Gesetz vom 12. Juli 2001 über den Schutz des Lebens, der Gesundheit und der Sicherheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und der Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Bedienstetenschutzgesetz 2001 - Bgld. BSchG 2001) ref : Landesgesetzblatt für das Burgenland Nr. 37/2001, 01/10/2001, 23. Stück, seite 199 (SG(2001)A/11419 du 17/10/2001).

30. Land- und forstwirschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI Nr. 96/2001 vom 13/11/2001, Seite 463.

31. Gesetz vom 22/01/2002, mit dem ein Steiermärkisches Mutterschutz- und Karenzgesetz St. - MSchKG erlassen wird sowie das jeweils als Landesgesetz geltende Karenzurlaubsgeldgesetz, Vertragsbedienstetengesetz, Gehaltsgesetz und Pensionsgesetz sowie als Landesgesetz geltende Dienstpragmatik geändert werden. ref: LGBl N° 52 du 31/05/2002 p. 203.

32. Gesetz vom 10/07/2002, mit dem ein Kärntner Mutterschutz- und Eltern-Karenzgesetz (K-MEKG 2002) erlassen wird ref: LGBl. n° 63 du 25/10/2002 p. 341 (SG(2002)A/11340 du 20/11/2002).

33. Gesetz vom 20/11/2001 über das Arbeitsrecht in der Land- und Forstwirtschaft - Steiermärkische Landarbeitsordnung 2001 ref: LGBl. n° 39 du 12/04/2002 p.95 (SG(2003)A/1209 du 03/02/2003).

34. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigen Bediensteten (Oö.Gemeindebediensteten- Schutzgesetz 1999 - Oö GbSG) ref: LGBl n° 15 vom 15/02/2000 Seite 21.

35. Verordnung der Wiener Landesregierung, mit der Anforderungen an Arbeitsstätten in der Land- und Forstwirtschaft festgelegt werden (Wiener Arbeitsstättenverordnung in der Land- und Forstwirtschaft - Wr. AStV Land- und Forstwirtschaft) ref: LGBl. für Wien n° 27 vom 03/07/2003 p. 105 (SG(2003)A/07224 du 31/07/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n. 347/93 de 01/10/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva n. 89/654/CEE, do Conselho, de 30 de Novembro, relativa às prescrições mínimas de segurança e de saúde nos locais de trabalho ref: Diário da República I Série A n. 231 de 01/10/1993 Página 5552.

2. Portaria n. 987/93 de 06/10/1993. Estabelece as prescrições mínimas de segurança e de saúde nos locais de trabalho ref: Diário da República I Série B n. 234 de 06/10/1993 Página 5596.

3. Decreto-lei n 109/91, de 15 de Março, alterado pelo Decreto-lei n 282/93.

4. Regulamento Geral de Higiene e Segurança do Trabalho nos Estabelecimentos Industriais.

5. Regulamento Geral de Higiene e Segurança do Trabalho nos Estabelecimentos Comerciais, de Escritórios e Serviços.

6. Decreto-Lei n 26/94 de 01/02/1994. Estabelece o regime de organização e funcionamento das actividades de segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n. 26 de 01/02/1994 Página 480.

7. Decreto regulamentar n. 25/93 de 17/08/1993 ref: Diário da República I Série B n. 192 de 17/08/1993 Página 4390.

8. Decreto-lei n. 282/93 de 17/08/1993 ref: Diário da República I Série A n. 192 de 17/08/1993 Página 4374.

Finlandia:

1. Työturvallisuuslaki (299/58) 28/06/1958.

2. Rakennuslaki (370/58) 16/08/1958.

3. Rakennusasetus (266/59) 26/06/1959.

4. Markanvändnings- och bygglag. nr 132 Författningssamling 12/02/1999.

5. Lag om räddningsväsendet. Författningssamling 06/05/1999, p. 1353.

6. C55a - Valtioneuvoston päätös työpaikkojen terveys- ja turvallisuusvaatimuksista 10.6.1999/728.

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1977:1166.

3. Plan- och bygglag, Svensk författningssamling refg: (SFS) 1987:10.

4. Lag innefattande vissa bestämmelser om elektriska anläggningar, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1902:71.

5. Förordning om elektrisk materiel, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1989:420.

6. Räddningstjänstlag, Svensk författningssamling ref: (SFS) 1986:1102.

7. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om larm och utrymning, Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: (AFS) 1993:56.

8. Boverkets byggregler 94, Boverkets författningssamling ref: (BFS) 1993:57.

9. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse om åtgärder mot luftföroreningar, Arbetarskyddsstyrelsens ref: (AFS) 1980:11.

10. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse om skyddsåtgärder mot skada genom fall, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1981:14.

11. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse om skyddsåtgärder mot skada genom ras, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1981:15.

12. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse om arbetsställningar och arbetsrörelser, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1983:6.

13. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse om takarbete, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1983:12.

14. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om första hjälpen vid olycksfall och akut sjukdom, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1984:14.

15. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om rulltrappor och rullrämper, ref: (AFS) 1986:16, ändring AFS 1987:6, 1989:14, 1993:43.

16. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om vissa arbeten på fartyg, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1986:26.

17. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om belysning ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1991:8.

18. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om personalutrymmen, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1992:1.

19. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om buller, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1992:10.

20. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om varselmärkning på arbetsplatser, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1992:15.

21. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om ventilation och luftkvalitet arbetslokaler ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1993:5.

22. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om maskiner och vissa andra tekniska anordningar, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1993:10.

23. Arbetarskyddsstyrelsens föreskrifter om arbetslokaler, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1995:3.

24. Arbetarskyddsstyrelsens föreskrifter om personalutrymmen, ref: Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1997:6.

25. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling ref: AFS 1999:7 av 01/12/1999 - SG(2000)A/06847.

26. Arbetsplatsens Utformning : Arbetarskyddsstyrelsens föreskrifter om arbetsplatsens utformning (15/12/2000) ref : AFS 2000:42 av 15/12/2000 ; ( SG(2001)A/10150 du 17/09/2001 et A/2003/6990 du 24/7/2003).

27. Arbeitsmiljöverkets föreskrifter om ändring i Arbetarskyddsstyrelsens (AFS 2000:42) om arbetsplatsens utformning ref: AFS n° 2003:1 av 22/5/2003 (A/2003/6990 du 24/7/2003).

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipement Regulations 1992 ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Noise at Work Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 147 of 1990.

7. The Health and Safety (First-Aid) Regulations (Northern Ireland) 1982 ref: S.R. Northern Ireland n° 429 of 1982.

8. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 374 of 1990.

9. The Electricity at Work Regulations (Northern Ireland) 1991 ref: S.R. Northern Ireland n° 13 of 1991.

10. The Building (Amendment) Regulations (Northern Ireland) 1991 ref: S.R. Northern Ireland n° 169 of 1991.

11. The Building Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 59 of 1990.

12. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations (Northern Ireland) 1979 ref: S.R. Northern Ireland n° 437 of 1979.

13. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 459 of 1992.

14. The Health and Safety Order (Northern Ireland) 1978 ref: S.R. Northern Ireland n° 1049 of 1978.

15. The Fire Services (Northern Ireland) Order 1984 ref: S.R. Northern Ireland n° 1821 of 1984.

16. The Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations (Northern Ireland) 1993 ref: S.R. Northern Ireland n° 37 of 1993.

17. The Noise at Work Regulations 1989 ref: S.I. n° 1790 of 1989.

18. The Health and Safety (First-Aid) Regulations 1981 ref: S.I. n° 917 of 1981.

19. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations 1988 ref: S.I. n° 1657 of 1988.

20. The Electricity at Work Regulations 1989 ref: S.I. n° 635 of 1989.

21. The Building Standards (Scotland) Regulations 1990 ref: S.I. Scotland n° 2179 of 1990.

22. The Building Regulations 1991 ref: S.I. n° 2768 of 1991.

23. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations 1977 ref: S.I. n° 500 of 1977.

24. The Health and Safety at Work Act 1974.

25. The Fire Precautions Act 1971.

26. The Health, Safety and Welfare in the Workplace, Legal Notice No. 28 of 1996 ref: Gibraltar Gazette.

27. The Fire Precautions (Workplace) Regulations of 1997 ref: S.I. n° 1840 of 1997.

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 89/655/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

Belgio:

1. Arrêté royal du 12/08/1993 concernant l'utilisation des équipements de travail - Koninklijk besluit van 12/08/1993 betreffende het gebruik van arbeidsmiddelen ref: Moniteur belge du 28/09/1993, page 21358.

Danimarca:

1. Søfartsstyrelsens tekniske forskrift ref: BEK nr. 7 af 15/12/1992.

2. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om faste arbejdssteder inretning.

3. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om arbejdets udførelse.

4. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om virksomhedernes sikkerheds- og sundhedsarbejde.

5. Bekendtgørelse af 15/12/1992 om anvendelse af tekniske hjaelpemidler.

6. Bekendtgørelse om inretning af tekniske hjaelpemidler ref: BEK nr. 694 af 07/08/1992.

7. Lov om arbejdsmiljø.

8. Bekendtgørelse med senere aendringer ref: BEK nr. 646 af 18/12/1985.

9. Bekendtgørelse om anvendelse af tekniske hjaelpemidler på havanlaeg ref: BEK nr. 912 af 19/11/1992.

10. Bekendtgørelse om sikkerhed m.v. på havanlaeg ref: BEK nr. 711 af 16/11/1987.

11. Lov om visse havanlaeg ref: LOV nr. 292 af 10/06/1981.

12. Bekendtgørelse af lov om arbejdsmiljø. Arbejdsministeriets lovbekendtgørelse Arbejdsmin.3. kt.,j.nr. 1992-2100-20 ref: BEK nr. 184 af 22/3/1995.

13. Arbejdsministeriets bekendtgørelse om arbejdets udførelse, Arbejdsmin.,j.nr.92-5232-1 ref: BEK nr. 867 af 13/10/1994.

14. Bekendtgørelse nr. 1164 af 16/12/1992.

15. Bekendtgørelse nr. 1109 af 15/12/1992.

16. Bekendtgørelse nr. 561 af 24/06/1994.

17. Bekendtgørelse nr. 1017 af 15/12/1993.

18. Bekendtgørelse nr. 670 af 07/08/1995.

19. Bekendtgørelse nr. 669 af 07/08/1995.

20. Bekendtgørelse nr. 407 af 18/11/1965.

21. Teknisk forskrift om arbejdsmiljo i skibe Meddelelser fra ref: Søfartsstyrelsen A du 01/07/2002.

22. Bekendtgørelseom aendring af bekendtgørelse om arbejdsmiljoforhold for besaetningsmedlemmer under tjeneste pa luftfartoj og for deres arbejdsgivere. ref: BEK n° 279 af 22/04/2003 (SG(2003)A/6889 du 23/07/2003).

Germania:

1. Bekanntmachug der Neufassung der Gewerbeordnung vom 01/01/1987, Bundesgesetzblatt Teil I vom 29/01/1987 Seite 425.

2. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1977.

3. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1979.

4. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1981.

5. Verordnung zur Novellierung der Gefahrstoffverordnung, zur Aufhebung der Gefährlichkeitsmerkmaleverordnung und zur Änderung der Ersten Verordnung zum Sprengstoffgesetz vom 26/10/1993, Bundesgesetzblatt Teil I vom 30/10/1993 Seite 1782.

6. Neufassung der Zwölften Verordnung zur Durchführung des Bundes-Immissionsschutzgesetzes (Störfal-Verordnung) vom 20/09/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 28/09/1991 Seite 1891.

7. Festlandsockel-Bergverordnung vom 21/03/1989.

8. Druckluftverordnung vom 04/10/1972, Bundesgesetzblatt Teil I vom 14/10/1972 Seite 1909.

9. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/08/1978.

10. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/10/1990.

11. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1992.

12. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1993.

13. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/10/1985.

14. Bekanntmachung der Neufassung der Druckbehälterverordnung vom 21/04/1989, Bundesgesetzblatt Teil I vom 27/04/1989 Seite 843.

15. Verordnung über Gashochdruckleitungen vom 17/12/1974, Bundesgesetzblatt Teil I vom 20/12/1974 Seite 3591.

16. Aufzugsverordnung vom 27/02/1980.

17. Verordnung zur Ablösung von Verordnungen nach 24 der Gewerbeordnung vom 27/02/1980, Bundesgesetzblatt Teil I vom 01/03/1980 Seite 173.

18 Verordnung über Sicherheit und Gesundheitsschutz bei der Benutzung von Arbeitsmitteln bei der Arbeit (Arbeitsmittelbenutzungsverordnung- AMBV) vom 11/03/1997, Bundesgesetzblatt Teil I vom 19/03/1997 Seite 450.

Grecia:

1. Décret présidentiel n° 395 du 17/12/1994 ref: FEK A n° 220 du 19/12/1994 Page 3973.

2. Loi n° 1568 du 11/10/1985 ref: FEK A n° 177 du 18/10/1985 Page 3335.

3. Loi n° 1836 du 14/03/1989 ref: FEK A n° 79 du 14/03/1989 Page 1071

4. Décret présidentiel n° 149 du 14/03/1934 ref: FEK A n° 112 du 22/03/1934.

5. Décret royal du 17/09/1934 ref: FEK A n° 334 du 04/10/1934.

6. Décret royal n° 362 du 18/05/1968 ref: FEK A n° 117 du 27/05/1968.

7. Décret royal n° 464 du 28/06/1968 ref: FEK A n° 153 du 12/07/1968.

8. Décret présidentiel n° 152 du 22/02/1978 ref: FEK A n° 31 du 25/02/1978 Page 252.

9. Décret présidentiel n° 151 du 22/02/1978 ref: FEK A n° 31 du 25/02/1978 Page 250.

10. Décret présidentiel n° 1073 du 12/09/1981 ref: FEK A n° 260 du 16/09/1981 Page 3611.

11. Décret présidentiel n° 395 du 17/12/1994 ref: FEK A n° 220 du 19/12/1994 Page 3973.

Spagna:

1. Real Decreto número 1215/97 de 18/07/1997, por el que se establecen las disposiciones mínimas de seguridad y salud para la utilización por los trabajadores de los equipos de trabajo ref: BOE n° 188 de 07/08/1997 Página 24063.

Francia

1. Arrêté ministériel du 12/11/1993 modifiant l'arrêté du 19/11/1990 relatif aux solvants d'extraction utilisés dans la fabrication des denrées alimentaires ou de leurs ingrédients ref: Journal Officiel du 17/12/1993, page 17581.

2. Décret n° 92-332 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé que doivent observer les maîtres d'ouvrage lors de la construction de lieux de travail ou lors de leurs modifications, extensions ou transformations ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4610.

3. Décret n° 92-333 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé applicables aux lieux de travail que doivent observer les chefs d'établissements utilisateurs ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4614.

4. Loi n° 91-1414 du 31/12/1991 modifiant le code du travail et le code de la santé publique en vue de favoriser la prévention des risques professionnels et portant tranposition de directives européennes relatives à la santé et à la sécurité du travail ref: Journal Officiel du 07/01/1992, page 319.

5. Décret n° 91-451 du 14/05/1991 relatif à la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation ref: Journal Officiel du 16/05/1991, page 6497.

6. Décret n° 92-958 du 03/09/1992 relatif aux prescriptions minimales de sécurité et de santé concernant la manutention manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires, pour les travailleurs et transposant la directive (CEE) Numéro 90-269 du Conseil du 29/05/1990 ref: Journal Officiel du 09/09/1992, page 12420.

7. Arrêté ministériel du 29/01/1993 portant application de l'article R.231-68 du Code du travail relatif aux éléments de référence et aux autres facteurs de risque à prendre en compte pour l'évaluation préalable des risques et l'organisation des postes de travail lors des manutentions manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires ref: Journal Officiel du 19/02/1993, page 2729.

8. Décret n° 93-41 du 11/01/1993 relatif aux mesures d'organisation, aux conditions de mise en oeuvre et d'utilisation applicables aux équipements de travail et moyens de protection soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail et modifiant ce code ( deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 691.

9. Arrêté ministériel du 04/06/1993 complétant l'arrêté du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du code du travail en ce qui concerne le contenu desdites vérifications ref: Journal Officiel du 15/06/1993 Page 8504.

10. Arrêté ministériel du 09/06/1993 fixant les conditions de vérification des équipements de travail utilisés pour le levage de charges, l'élévation de postes de travail ou le transport en élévation de personnes ref: Journal Officiel du 30/06/1993, page 9277.

11. Décret n° 93-40 du 11/01/1993 relatif aux prescriptions techniques applicables à l'utilisation des équipements de travail soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail, aux règles techniques applicables aux matériels d'occasion soumis à l'article L-233-5 du même code et à la mise en conformité des équipements existants et modifiant le code du travail (deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 689.

12. Arrêté ministériel du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire l'objet des vérifications générales périodiques prévus à l'article R.233-11 du Code du travail ref: Journal Officiel du 17/03/1993, page 4149.

13. Arrêté ministériel du 19/03/1993 fixant la liste des équipements de protection individuelle qui doivent faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-42-2 du code du travail ref: Journal Officiel du 28/03/1993, page 5354.

14. Décret 2001-110 du 30 janvier 2001 modifiant le décret 80-1091 du 24/12/1980 fixant les conditions d'hygiène et de sécurité auxquelles doivent satisfaire les tracteurs agricoles et forestiers à roues. ref: JORF du 07/02/2001, page 2086.

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

2. The Building Regulations (Amendment) Regulations, 1994 ref: S.I. n° 154 of 19940.

3. The Building Regulations, 1991 ref: S.I. n° 306 of 1991.

4. The Building Control Regulations, 1991 ref: S.I. n° 305 of 1991.

5. The Building Control Act, 1990, No. 3 of 1990.

6. The Fire Services Act, 1981, (Prescribed Premises) Regulations, 1989 ref: S.I. n° 319 of 1989.

7. The Fire Services Act, 1981, No. 30 of 1981.

8. The Organisation of Working Time Act, 1997, No. 20 of 1997.

9. The Safety, Health and Welfare at Work (Miscellaneous Welfare Provisions) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 358 of 1995.

10. The Safety, Health and Welfare at Work (Signs) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 132 of 1995.

Italia:

1. Decreto legislativo del 19/09/1994 n. 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n. 141 alla GURI - Serie generale - del 12/11/1994 n. 265.

2. Decreto legislativo del 19/03/1996 n. 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n .75 alla GURI - Serie generale - del 06/05/1996 n. 104 pag. 3.

Lussemburgo:

1. Règlement grand-ducal du 04/11/1994 concernant les prescriptions minimales de sécurité et de santé pour l'utilisation par les travailleurs au travail d'équipements de travail ref: Mémorial grand-ducal A n° 96 du 17/11/1994, page 1826.

Paesi Bassi:

1. Besluit van 14/10/1993, Staatsblad nummer 537 van 1993 bladzijde 1.

2. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nummer 63 van 02/04/1997.

3. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband met de arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nummer 60 van 1997.

4. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

Austria:

1. Landarbeitsordnung , ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15 vom 18/2/2000 p. 21.

2. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheit bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz - ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungs-gesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-gesetz, das Arbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, vom 17/06/1994.

3. Allgemeine Arbeitnehmerschutzverordnung, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 21/1983.

4. Bediensteten-Schutzgesetz, ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich Nr. 2015-1.

5. Machinen-Schutzvorrichtungsverordnung, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 43/1961.

6. Verordnung des Bundesministers für wirtschaftliche Angelegenheiten und des Bundesministers für Arbeit und Soziales über die Sicherheit von Aufzügen (Aufzüge-Sicherheitsverordnung 1996 - ASV 1996), ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 780/1996 Ausgegeben am 30/12/1996.

7. Elektroschutzverordnung 1995-ESV 1995, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich, Nr. 237/1995 Seite 8381.

8. Betrieb von Starkstromanlagen - grundsätzliche ref: ÖVE-E 5, Teil 1/1989, Nr. 47 Seite 696.

9. Sonderbestimmungen für den Betrieb elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Betriebstätten, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-E 5, Teil 9/1982 seite 721.

10. Betrieb elektrischer Bahnanlagen, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-T 5, Teil 5/1990 seite 1770.

11. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und - 1500 V, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 1/1989 seite 913.

12. Nachtrag A zu den Bestimmungen über Errichtung von Starkstromanlagen bis ~1000 V und 1500, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 3 (41a)/1986 seite 1031.

13. Nachtrag A und Nachtrag B zu den Bestimmungen über Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 3(42a)/1985 seite 1052.

14. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, Teil 4: Anlagen besonderer Art, ref: ÖVE-EN 1, Teil 4-43 bis 50 und (51)/1980 seite 1063.

15. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen bis ~ 1000 V und 1500 V, Teil 4: besondere Anlagen, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EN 1, Teil 4 seite 1078.

16. Errichtung von elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Bereichen, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EX 65/1981 seite 1276.

17. Nachtrag A zu den Bestimmungen über die Errichtung elektrischer Anlagen in explosionsgefährdeten Bereichen, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EX 65a/1985 seite 1303.

18. Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannung über 1 kV, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EH 1/1982 seite 823.

19. Nachtrag A zu den Bestimmungen über die Errichtung von Starkstromanlagen mit Nennspannungen über 1kV, ref: Österreichische Bestimmungen für die Elektrotechnik ÖVE-EH 1a/1987 seite 861.

20. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Oö. Landesbediensteten-Schutzgesetz 1998 - Oö. LBSG), ref: LGBl für Oberösterreich, Nr. 13/1998 vom 27/02/1998.

21. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten und mit dem das Beamten-Dienstrechtgesetz 1979, das Vertragsbedienstetengesetz 1948, das Richterdienst gesetz, das Bundes- Personal vertretungsgesetz, das Mutterschutzgesetz 1979 und das Arbeitnehmer Inenschutzgesetz geändert werden. ref: BGB für die Republik österreich. 30/04/1999, s. 54.

22. Verordnung des Bundesministers für Wirtschaft und Arbeit über den Schutz der ArbeitnehmerInnen bei der Benutzung von Arbeitsmitteln (Arbeitsmittelverordnung-AMVO) und mit der die Bauarbeiterschutzverordnung geändert wird ref : BGBl. für die Republik Österreich Nr. 164/2000, page 1385, 16/06/2000; SG(2000)A/9238.

23. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref : LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

24. Gesetz vom 12. Juli 2001 über den Schutz des Lebens, der Gesundheit und der Sicherheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und der Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Bedienstetenschutzgesetz 2001 - Bgld. BSchG 2001) ref : Landesgesetzblatt für das Burgenland Nr. 37/2001, 01/10/2001, 23. Stück, seite 199 (SG(2001)A/11419 du 17/10/2001).

25. Land- und forstwirschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI Nr. 96/2001 vom 13/11/2001, Seite 463.

26. Verordnung der Bundesregierung über den Schutz der Bundesbediensteten bei der Benutzung von Arbeitsmitteln (Bundes-Arbeitsmittelverordnung - B-AM-VO) ref: BGBl. für die Republik Österreich Teil II n° 392 vom 31/10/2002 p. 2857 (SG(2002)A/11828 du 03/12/2002).

27. Gesetz vom 20/11/2001 über das Arbeitsrecht in der Land- und Forstwirtschaft - Steiermärkische Landarbeitsordnung 2001 ref: LGBl. n° 39 du 12/04/2002 p.95 (SG(2003)A/1209 du 03/02/2003).

28. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigen Bediensteten (Oö.Gemeindebediensteten- Schutzgesetz 1999 - Oö GbSG) ref: LGBl n° 15 vom 15/02/2000 Seite 21.

29. Verordnung der Oö. Landesregierung betreffend Vorschriften zum Schutz des Lebens und der Gesundheit der Landesbediensteten bei Ausführung von Bauarbeiten (Oö. Landes-Bauarbeiter schutzverordnung-Oö. LBauV) . ref: LGBl n° 9 vom 31/01/2003 Seite 17.

30. Verordnung der Oö. Landesregierung betreffend Vorschriften zum Schutz der Landesbediensteten bei Benutzung von Arbeitsmitteln .(Oö. Arbeitsmittelnverordnung-Oö. AmV) ref: LGBl n° 7 vom 31/01/2003 p. 13.

31. Verordnung der Wiener Landesregierung über den Schutz der in Dienststellen der Gemeinde Wien beschäftigen Bediensteten bei der Benutzung vom Arbeitsmitteln. ref: LGBl n°24 vom 13/6/2003 p. 85 (SG(2003)A/7010 du 24/7/2003).

32. Verordnung der Salzburger Landesregierung- Schutzvorschriften bei der Benutzung von Arbeitsmitteln (Arbeitsmittel-Verordnung-AMV). ref: LGBl Salzburg n° 45 vom 30/5/2003 p. 199 (SG(2003)A/6946 du 24/7/2003).

33. Verordnung der Oö. Landesregierung betreffend Vorschriften zum Schutz des Lebens und der Gesundheit der Bediensteten der Oö. Gemeinden und Gemeindeverbände bei Ausführung von Bauarbeiten (Oö. Gemeinde-Bauarbeiterschutzverordnung - Oö. G-BauV) . ref: LGBl für Oö n° 68 vom 18/06/2003 Seite 171 (SG(2003)A/07226 du 31/07/2003).

34. Verordnung der Oö. Landesregierung betreffend Vorschriften zum Schutz der Bediensteten der Oö. Gemeinden und Gemeindeverbände bei der Benutzung von Arbeitsmitteln (Oö. Gemeinde-Arbeitsmittelverordnung - Oö. G-AmV) ref: LGBl für Oö n° 74 vom 30/06/2003 Seite 193 (SG(2003)A/07226 du 31/07/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n. 331/93 de 25/09/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva n. 89/655/CEE, do Conselho, de 30 de Novembro de 1989, relativa às prescrições mínimas de segurança e de saúde para a utilização pelos trabalhadores de equipamentos de trabalho ref: Diário da República I Série A n. 226 de 25/09/1993 Página 5393.

Finlandia:

1. Työturvallisuuslaki (299/58), muutos (144/93).

2. Työterveyshuoltolaki (743/78).

3. Laki työsuojelun valvonnasta ja muutoksenhausta työsuojeluasioissa (131/73) 16/02/1973, uusi nimi (29/87).

4. Valtioneuvoston päätös työvälineiden turvallisesta käytöstä (1403/93) 22/12/1993.

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1166.

3. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1993:36.

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipment Regulations 1992 ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Ionising Radiations Regulations 1985 ref: S.I. n° 1333 of 1985, as amended by S.I. n° 2966 of 1992.

7. The Electricity at Work Regulations 1989 ref: S.I. n° 635 of 1989.

8. The Health and Safety at Work Act 1974.

9. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations 1977 ref: S.I. n° 500 of 1977.

10. The Control of Absestos at Work Regulations 1987 ref: S.I. n° 2115 of 1987, as amended by S.I. n° 2966 of 1992 and S.I. n° 3068 of 1992.

11. The Control of Lead at Work Regulations 1980 ref: S.I. n° 1248 of 1980, as amended by S.I. n° 2966 of 1992.

12. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations 1988 ref: S.I. n° 1657 of 1988, as amended by S.I. n° 2026 of 1990, S.I. n° 2431 of 1991, S.I. n° 2382 of 1992 and S.I. n° 2966 of 1992.

13. The Electricity at Work Regulations (Northern Ireland) 1991 ref: S.R. Northern Ireland n° 13 of 1991.

14. The Ionising Radiations Regulations (Northern Ireland) 1985 ref: S.R. Northern Ireland n° 273 of 1985.

15. The Safety Representatives and Safety Committes Regulations (Northern Ireland) 1979 ref: S.R. Northern Ireland n° 437 of 1979.

16. The Health and Safety Order (Northern Ireland) 1978 ref: S.R. Northern Ireland n° 1049 of 1978.

17. The Control of Lead at Work Regulations (Northern Ireland) 1986 ref: S.R. Northern Ireland n° 36 of 1986.

18. The Control of Absestos at Work Regulations (Northern Ireland) 1988 ref: S.R. Northern Ireland n° 74 of 1988.

19. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 459 of 1992.

20. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations (Northern Ireland) of 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 374 of 1990, as amended by S.R. Northern Ireland n° 61 of 1992.

21. The Provisions and Use of Work Equipment Regulations (Northern Ireland) 1993 ref: S.R. Northern Ireland n° 19 of 1993

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 89/656/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute per l'uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro (terza direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

Belgio:

1. Arrêté royal modifiant l'arrêté royal du 7 août 1995 relatif à l'utilisation des équipements de protection individuelle.

2. Arrêté royal du 07/08/1995 relatif à l'utilisation des équipements de protection individuelle ref: MB du 15/09/1995, page 26295.

Danimarca:

1. Søfartsstyrlesens tekniske forskrift ref: Søfartsstyrlesens nr. 7 af 15/12/1992.

2. Arbejdstilsynets Bekendtgørelse om brug af personlige vaernemidler ref: BEK nr. 746 af 28/08/1992.

3. Lov om arbejdsmiljø.

4. Bekendtgørelse med senere aendringer ref: BEK nr. 646 af 18/12/1985.

5. Bekendtgørelse om anvendelse af personlige vaernemidler på havanlaeg ref: BEK nr. 901 af 11/11/1992.

6. Bekendtgørelse om sikkerhed m.v. på havanlaeg ref: BEK nr. 711 af 16/11/1987.

7. Lov om visse havanlaeg ref: Lov nr. 292 af 10/06/1981.

8. Teknisk forskrift om arbejdsmiljo i skibe Meddelelser fra ref: Søfartsstyrelsen A du 01/07/2002.

9. Bekendtgørelseom aendring af bekendtgørelse om arbejdsmiljoforhold for besaetningsmedlemmer under tjeneste pa luftfartoj og for deres arbejdsgivere. ref: BEK n° 887 af 31/10/2002 (SG(2003)A/6889 du 23/07/2003).

Germania:

1. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1977.

2. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1979.

3. Bergverordnung zum gesundheitlichen Schutz der Beschäftigten (Gesundheitsschutz-Bergverordnung - GesBergV) vom 31/07/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 09/08/1991 Seite 1751.

4. Bekanntmachug der Neufassung der Gewerbeordnung vom 01/01/1987, Bundesgesetzblatt Teil I vom 29/01/1987 Seite 425.

5. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1981.

6. Verordnung zur Novellierung der Gefahrstoffverordnung, zur Aufhebung der Gefährlichkeitsmerkmaleverordnung und zur Änderung der Ersten Verordnung zum Sprengstoffgesetz vom 26/10/1993, Bundesgesetzblatt Teil I vom 30/10/1993 Seite 1782.

7. Neufassung der Zwölften Verordnung zur Durchführung des Bundes-Immissionsschutzgesetzes (Störfal-Verordnung) vom 20/09/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 28/09/1991 Seite 1891.

8. Gentechnik-Sicherheitsverordnug - GenTSV vom 24/10/1990, Bundesgesetzblatt Teil I vom 03/11/1990 Seite 2340.

9. Druckluftverordnung vom 04/10/1972, Bundesgesetzblatt Teil I vom 14/10/1972 Seite 1909.

10. Verordnung über den Schutz vor Schäden durch Röntgenstrahlen (Röntgenverordnung- RöV) vom 08/01/1987, Bundesgesetzblatt Teil I vom 14/01/1987 Seite 114.

11. Bekanntmachung der Neufassung der Strahlenschutzverordnung vom 30/06/1989, Bundesgesetzblatt Teil I vom 12/07/1989 Seite 1321.

12. Verordnung zum Gerätesicherheitsgesetz und zur Aufhebung von Vorschriften der Verordnung über besondere Arbeitsschutzanforderungen bei Arbeiten im Freien in der Zeit vom 1. November bis 31. März vom 10/06/1992, Bundesgesetzblatt Teil I vom 17/06/1992 Seite 1019.

13. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1990.

14. Verordnung über die Beförderung gefährlicher Güter mit Seeschiffen (Gefahrgutverordnung See - GGV See) vom 24/07/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 31/07/1991 Seite 1714.

15. Verordnung zur Umsetzung von EG-Einzelrichtilinien zur EG-Rahmenrichtlinie Arbeitsschutz vom 04/12/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 10/12/1996 Seite 1841.

Grecia:

1. Loi n° 1568/85 du 11/10/1985, FEK A n° 177 du 18/10/1985 Page 3335.

2. Loi n° 1836/89 du 14/03/1989, FEK A n° 79 du 14/03/1989 Page 1071.

3. Décret présidentiel n° 225/89 du 25/04/1989, FEK A n° 106 du 02/05/1989 Page 3277.

4. Décret présidentiel n° 212/76, FEK A.

5. Décret présidentiel n° 151/78, FEK A.

6. Décret présidentiel n° 152/78, FEK A.

7. Décret présidentiel n° 95/78, FEK A.

8. Décret présidentiel n° 216/78, FEK A.

9. Décret présidentiel n° 1073/81, FEK A.

10. Décret présidentiel n° 94/87, FEK A.

11. Décret présidentiel n° 70A/88, FEK A.

12. Décret présidentiel n° 225/89, FEK A.

13. Décret présidentiel n° 70/90, FEK A.

14. Décret présidentiel n° 85/91, FEK A.

15. Décret présidentiel n° 396/94 du 17/12/1994, FEK A n° 220 du 19/12/1994 Page 3977.

16. Décret présidentiel n° 149/34 du 14/03/1934, FEK A n° 112 du 22/03/1934.

Spagna:

1. 01. Real Decreto n° 773/97 de 30/05/1997, sobre disposiciones mínimas de seguridad y salud relativas a la utilización por los trabajadores de equipos de protección individual -- ref: BOE n° 140 de 12/06/1997 Página 18000 (Marginal 12735) -- 02. Corrección de erratas del Real Decreto n° 773/97 de 30/05/1997, sobre disposiciones mínimas de seguridad y salud relativas a la utilización por los trabajadores de equipos de protección individual -- ref: BOE n° 171 de 18/07/1997 Página 22094 (Marginal 16026).

Francia:

1. Arrêté ministériel du 12/11/1993 modifiant l'arrêté du 19/11/1990 relatif aux solvants d'extraction utilisés dans la fabrication des denrées alimentaires ou de leurs ingrédients ref: Journal Officiel du 17/12/1993, page 17581.

2. Décret n° 92-332 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé que doivent observer les maîtres d'ouvrage lors de la construction de lieux de travail ou lors de leurs modifications, extensions ou transformations ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4610.

3. Décret n° 92-333 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé applicables aux lieux de travail que doivent observer les chefs d'établissements utilisateurs ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4614.

4. Loi n° 91-1414 du 31/12/1991 modifiant le code du travail et le code de la santé publique en vue de favoriser la prévention des risques professionnels et portant tranposition de directives européennes relatives à la santé et à la sécurité du travail ref: Journal Officiel du 07/01/1992, page 319.

5. Décret n° 91-451 du 14/05/1991 relatif à la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation ref: Journal Officiel du 16/05/1991, page 6497.

6. Décret n° 92-958 du 03/09/1992 relatif aux prescriptions minimales de sécurité et de santé concernant la manutention manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires, pour les travailleurs et transposant la directive (CEE) Numéro 90-269 du Conseil du 29/05/1990 ref: Journal Officiel du 09/09/1992, page 12420.

7. Arrêté ministériel du 29/01/1993 portant application de l'article R.231-68 du Code du travail relatif aux éléments de référence et aux autres facteurs de risque à prendre en compte pour l'évaluation préalable des risques et l'organisation des postes de travail lors des manutentions manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires ref: Journal Officiel du 19/02/1993, page 2729.

8. Décret n° 93-41 du 11/01/1993 relatif aux mesures d'organisation, aux conditions de mise en oeuvre et d'utilisation applicables aux équipements de travail et moyens de protection soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail et modifiant ce code ( deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 691.

9. Arrêté ministériel du 04/06/1993 complétant l'arrêté du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du code du travail en ce qui concerne le contenu desdites vérifications ref: Journal Officiel du 15/06/1993, page 8504.

10. Arrêté ministériel du 09/06/1993 fixant les conditions de vérification des équipements de travail utilisés pour le levage de charges, l'élévation de postes de travail ou le transport en élévation de personnes ref: Journal Officiel du 30/06/1993, page 9277.

11. Décret n° 93-40 du 11/01/1993 relatif aux prescriptions techniques applicables à l'utilisation des équipements de travail soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail, aux règles techniques applicables aux matériels d'occasion soumis à l'article L-233-5 du même code et à la mise en conformité des équipements existants et modifiant le code du travail (deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 689.

12. Arrêté ministériel du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire l'objet des vérifications générales périodiques prévus à l'article R.233-11 du Code du travail ref: Journal Officiel du 17/03/1993, page 4149.

13. Arrêté ministériel du 19/03/1993 fixant la liste des équipements de protection individuelle qui doivent faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-42-2 du code du travail ref: Journal Officiel du 28/03/1993, page 5354.

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

2. The Building Regulations (Amendment) Regulations, 1994 ref: S.I. n° 154 of 1994.

3. The Building Regulations, 1991 ref: S.I. n° 306 of 1991.

4. The Building Control Regulations, 1991 ref: S.I. n° 305 of 1991.

5. The Building Control Act, 1990, No. 3 of 1990.

6. The Fire Services Act, 1981, (Prescribed Premises) Regulations, 1989 ref: S.I. n° 319 of 1989.

7. The Fire Services Act, 1981, No. 30 of 1981.

8. The Organisation of Working Time Act, 1997, No. 20 of 1997.

9. The Safety, Health and Welfare at Work (Miscellaneous Welfare Provisions) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 358 of 1995.

10. The Safety, Health and Welfare at Work (Signs) Regulations, 1995 ref: S.I. n° 132 of 1995.

Italia:

1. 01. Decreto legislativo del 19/09/1994 n° 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro -- ref: Supplemento ordinario n° 141 alla GURI - Serie generale - del 12/11/1994 n° 265 -- 02. Decreto legislativo del 19/03/1996 n° 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n° 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro -- ref: Supplemento ordinario n° 75 alla GURI - Serie generale - del 06/05/1996 n° 104 pag. 3.

Lussemburgo:

1. Règlement grand-ducal du 04/11/1994 concernant les prescriptions minimales de sécurité et de santé pour l'utilisation par les travailleurs au travail d'équipements de protection individuelle ref: Mémorial grand-ducal A n° 96 du 17/11/1994, page 1830.

Paesi Bassi:

1. Arbeidsomstandighedenbesluit persoonlijke berschermingsmiddelen van 15/07/1993, Staatsblad nummer 442.

2. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nummer 63 van 02/04/1997.

3. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband met de arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nummer 60 van 1997.

4. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

Austria:

1. Landarbeitsordnung , ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15.

2. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheit bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz - ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungs-gesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-gesetz, dasArbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden, ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, ausgegeben am 17/06/1994.

3. Bediensteten-Schutzgesetz, ref: Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 2015-1.

4. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Oö. Landesbediensteten-Schutzgesetz 1998 - Oö. LBSG), ref: Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 13/1998 vom 27/02/1998.

5. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten und mit dem das Beamten-Dienstrechtgesetz 1979, das Vertragsbedien -stetengesetz 1948, das Richterdienst gesetz, das Bundes- Personal vertretungsgesetz, das Mutterschutzgesetz 1979 und das Arbeitnehmer Inenschutzgesetz geändert werden. ref: BGB für die Republik österreich. 30/04/1999, s. 54.

6. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref: LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

7. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref: LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

8. Gesetz vom 12. Juli 2001 über den Schutz des Lebens, der Gesundheit und der Sicherheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und der Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Bedienstetenschutzgesetz 2001 - Bgld. BSchG 2001) ref : LGBl für das Burgenland n° 37 vom 01/10/2001, p. 199 (SG(2001)A/11419 du 17/10/2001).

9. Land- und forstwirrtschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI n° 96, Jahrgang 2001, 13/11/2001, 41. Stück, Seite 461.

10. Gesetz vom 20/11/2001 über das Arbeitsrecht in der Land- und Forstwirtschaft - Steiermärkische Landarbeitsordnung 2001 ref: LGBl. n° 39 du 12/04/2002 p.95 (SG(2003)A/1209 du 03/02/2003).

11. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigen Bediensteten (Oö.Gemeindebediensteten- Schutzgesetz 1999 - Oö GbSG) ref: LGBl n° 15 vom 15/02/2000 Seite 21.

12. Verordnung der Salzburger Landesregierung vom 14/03/2003 über die Sicherheit und den Gesundheitsschutz von Bediensteten auf Baustellen (Baustellen-Verordnung) ref: LGBl. für Salzburg n° 30/2003 (SG(2003)A/4858 du 21/05/2003).

13. Verordnung der Salzburger Landesregierung-Vorschriften über persönichle Schutzausrüstunge. ref: LGBl. für Salzburg n° 46 vom 30/5/2003 p. 199 (SG(2003)A/6947 du 24/07/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n° 348/93 de 01/10/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva 89/656/CEE, do Conselho, de 30 de Novembro, relativa às prescrições mínimas de segurança e de saúde para a utilização pelos trabalhadores de equipamentos de protecção individual no trabalho ref: Diário da República I Série A n° 231 de 01/10/1993 Página 5553.

2. Portaria n° 988/93 de 06/10/1993. Estabelece as prescrições mínimas de segurança e saúde dos trabalhadores na utilização de equipamentos de protecção individual ref: Diário da República I Série B n° 234 de 06/10/1993 Página 5599.

3. Regulamento Geral de Higiene e Segurança do Trabalho nos Estabelecimentos Industriais.

4. Decreto-Lei n° 128/93 de 22/04/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva do Conselho 89/686/CEE, de 21 de Dezembro, relativa aos equipamentos de protecção individual ref: Diário da República I Série A n° 94 de 22/04/1993 Página 1965.

5. Portaria 1131/93 de 04/11/1993. Estabelece as exigências essenciais relativas à saúde e segurança aplicáveis aos equipamentos de protecção individual (EPI) ref: Diário da República I Série B n° 258 de 04/11/1993 Página 6189.

6. Decreto-Lei n° 26/94 de 01/02/1994. Estabelece o regime de organização e funcionamento das actividades de segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n° 26 de 01/02/1994 Página 480.

7. Decreto-lei n° 441/97 de 14/11/1991. Estabelece o regime jurídico do enquadramento da segurança, higiene e saúde no trabalho ref: Diário da República I Série A n° 262 de 14/11/1991 Página 5826.

Finlandia:

1. Valtioneuvoston päätös henkilönsuojainten valinnasta ja käytöstä työssä (1407/93) 22/12/1993.

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1166.

3. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med almänna föreskrifter om användning av personlig skyddsutrustning, Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1993:40.

4. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1996:4.

5. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1996:13.

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipment Regulations 1992 ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Health and Safety at Work Act 1974.

7. The Construction (Head Protection) Regulations 1989 ref: S.I. n° 2209 of 1989.

8. The Noise at Work Regulations 1989 ref: S.I. n° 1790 of 1989.

9. The Control of Lead at Work Regulations 1980 ref: S.I. n° 1248 of 1980.

10. The Ionising Radiations Regulations 1985 ref: S.I. n° 1333 of 1985.

11. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations 1988 ref: S.I. n° 1657 of 1988.

12. The Control of Absestos at Work Regulations 1987 ref: S.I. n° 2115 of 1987.

13. The Health and Safety Order (Northern Ireland) 1978 ref: S.R. Northern Ireland n° 1049.

14. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 459 of 1992.

15. The Construction (Head Protection) Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 424 of 1990.

16. The Noise at Work Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 147 of 1990.

17. The Ionising Radiations Regulations (Northern Ireland) 1985 ref: S.R. Northern Ireland n° 273 of 1985.

18. The Control of Lead at Work Regulations (Northern Ireland) 1986 ref: S.R. Northern Ireland n° 36 of 1986.

19. The Control of Substances Hazardous to Health Regulations (Northern Ireland) 1990 ref: S.R. Northern Ireland n° 374 of 1990.

20. The Control of Absestos at Work Regulations (Northern Ireland) 1988 ref: S.R. Northern Ireland n° 74 of 1988.

21. The Personal Protective Equipment at Work Regulations (Northern Ireland) 1993 ref: S.R. Northern Ireland n° 20 of 1993.

22. The Personal Protective Equipment at Work, Legal Notice No. 31 of 1996 ref: Gibraltar Gazette of 29/02/1996.

23. The Merchant shipping and Fishing Vessels (Personnal Protective Equipment) Regulation 1999 ref: S.I. n°2205 of 1999 - SG(2000)A/08425.

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 90/269/CEE del Consiglio, del 29 maggio 1990, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute concernenti la movimentazione manuale di carichi che comporta tra l'altro rischi dorso-lombari per i lavoratori (quarta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

Belgio:

1. Arrêté royal du 12/08/1993 concernant l'utilisation des équipements de travail - Koninklijk besluit van 12/08/1993 betreffende het gebruik van arbeidsmiddelen ref: Moniteur belge du 29/09/1993, page 21358.

Danimarca:

1. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om manuel handtering.

2. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om arbejdets udførelse.

3. Bekendtgørelse nr. 746 af 28/08/1992 om brug af personlige værnemidler.

4. Lov om arbejdsmiljø, Bekendtgørelse nr. 646 af 18/12/1985.

5. Søfartsstyrelsens tekniske forskrift nr. 7 af 15/12/1992.

6. Bekendtgørelse nr. 60 af 12/02/1993 om manuel handtering af bryder på havanlæg.

7. Bekendtgørelse nr. 711 af 16/11/1987 om sikkerhed m.v. på havanlæg.

8. Lov nr. 292 af 10/06/1981 om visse havanlæg.

9. Bestemmelser om sikkerhed og sundhed for besætnings medlemmer under tjeneste på luftfartøj af 16/06/1994.

10. Teknisk forskrift om arbejdsmiljo i skibe ref: Meddelelser fra Søfartsstyrelsen A du 01/07/2002.

Germania:

1. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1977, Bundesgesetzblatt Teil I.

2. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1979, Bundesgesetzblatt Teil I.

3. Bergverordnung zum gesundheitlichen Schutz der Beschäftigten (Gesundheitsschutz-Bergverordnung - GesBergV) vom 31/07/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 09/08/1991 Seite 1751.

4. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/10/1982, Bundesgesetzblatt Teil I.

5. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/09/1982, Bundesgesetzblatt Teil I.

6. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/01/1993, Bundesgesetzblatt Teil I.

7. Verordnung zur Umsetzung von EG-Einzelrichtilinien zur EG-Rahmenrichtlinie Arbeitsschutz vom 04/12/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 10/12/1996 Seite 1841.

Grecia:

1. Décret présidentiel n° 397 du 17/12/1994 ref: FEK A n° 221 du 19/12/1994, page 3985.

2. Loi n° 1568 du 11/10/1985 ref: FEK A n° 177 du 18/10/1985, page 3335.

3. Loi n° 1836 du 14/03/1989 ref: FEK A n° 79 du 14/03/1989, page 1071.

4. Loi n° 1837 du 03/1989 ref: FEK A n° 85 du 23/03/1989, page 1105.

5. Décision ministérielle n° 130627 du 07/03/1990 ref: FEK A n° 27 du 08/03/1990, page 187.

6. Décret présidentiel n° 149 du 14/03/1934 ref: FEK A n° 112 du 22/03/1934.

Spagna:

1. Real Decreto número 487/97 de 14/04/1997, sobre disposiciones mínimas de seguridad y salud relativas a la manipulación manual de cargas que entrañe riesgos, en particular dorso lumbares, para los trabajadores ref: BOE n° 97 de 23/04/1997 Página 12926 (Marginal 8670).

Francia:

1. Arrêté ministériel du 12/11/1993 modifiant l'arrêté du 19/11/1990 relatif aux solvants d'extraction utilisés dans la fabrication des denrées alimentaires ou de leurs ingrédients ref: Journal Officiel du 17/12/1993, page 17581.

2. Décret n° 92-332 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé que doivent observer les maîtres d'ouvrage lors de la construction de lieux de travail ou lors de leurs modifications, extensions ou transformations ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4610.

3. Décret n° 92-333 du 31/03/1992 modifiant le code du travail (deuxième partie: décrets en Conseil d'Etat) et relatif aux dispositions concernant la sécurité et la santé applicables aux lieux de travail que doivent observer les chefs d'établissements utilisateurs ref: Journal Officiel du 01/04/1992, page 4614.

4. Loi n° 91-1414 du 31/12/1991 modifiant le code du travail et le code de la santé publique en vue de favoriser la prévention des risques professionnels et portant tranposition de directives européennes relatives à la santé et à la sécurité du travail ref: Journal Officiel du 07/01/1992, page 319.

5. Décret Numéro 91-451 du 14/05/1991 relatif à la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation ref: Journal Officiel du 16/05/1991, page 6497.

6. Décret n° 92-958 du 03/09/1992 relatif aux prescriptions minimales de sécurité et de santé concernant la manutention manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires, pour les travailleurs et transposant la directive (CEE) Numéro 90-269 du Conseil du 29/05/1990 ref: Journal Officiel du 09/09/1992, page 12420.

7. Arrêté ministériel du 29/01/1993 portant application de l'article R.231-68 du Code du travail relatif aux éléments de référence et aux autres facteurs de risque à prendre en compte pour l'évaluation préalable des risques et l'organisation des postes de travail lors des manutentions manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires ref: Journal Officiel du 19/02/1993, page 2729.

8. Décret n° 93-41 du 11/01/1993 relatif aux mesures d'organisation, aux conditions de mise en oeuvre et d'utilisation applicables aux équipements de travail et moyens de protection soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail et modifiant ce code (deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 691.

9. Arrêté ministériel du 04/06/1993 complétant l'arrêté du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du code du travail en ce qui concerne le contenu desdites vérifications ref: Journal Officiel du 15/06/1993, page 8504.

10. Arrêté ministériel du 09/06/1993 fixant les conditions de vérification des équipements de travail utilisés pour le levage de charges, l'élévation de postes de travail ou le transport en élévation de personnes ref: Journal Officiel du 30/06/1993, page 9277.

11. Décret n° 93-40 du 11/01/1993 relatif aux prescriptions techniques applicables à l'utilisation des équipements de travail soumis à l'article L-233-5-1 du Code du travail, aux règles techniques applicables aux matériels d'occasion soumis à l'article L-233-5 du même code et à la mise en conformité des équipements existants et modifiant le code du travail (deuxième partie: Décrets en Conseil d'Etat) ref: Journal Officiel du 13/01/1993, page 689.

12. Arrêté ministériel du 05/03/1993 soumettant certains équipements de travail à l'obligation de faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-11 du Code du travail ref: Journal Officiel du 17/03/1993, page 4149.

13. Arrêté ministériel du 19/03/1993 fixant la liste des équipements de protection individuelle qui doivent faire l'objet des vérifications générales périodiques prévues à l'article R.233-42-2 du code du travail ref: Journal Officiel du 28/03/1993, page 5354.

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

Italia:

1. Decreto legislativo del 19/09/1994 n. 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n. 141 alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - del 12/11/1994 n. 265.

2. Decreto legislativo del 19/03/1996 n. 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n .75 alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - del 06/05/1996 n. 104.

Lussemburgo:

1. Règlement grand-ducal du 04/11/1994 concernant les prescriptions minimales de sécurité et de santé relatives à la manutention manuelle de charges comportant des risques, notamment dorso-lombaires pour les travailleurs ref: Mémorial Grand-Ducal A n° 96 du 17/11/1994, page 1850.

Paesi Bassi:

1. Besluit van 27/01/1993, Staatsblad nummer 68 van 1993.

2. Besluit van 10/12/1992, Staatsblad nummer 677 van 1995.

3. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nummer 63 van 02/04/1997.

4. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband met de arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nummer 60 van 1997.

5. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

Austria:

1. Landarbeitsordnung , Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15.

2. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheit bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz - ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungs-gesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-gesetz, das Arbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden ref: Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, ausgegeben am 17/06/1994.

3. Bediensteten-Schutzgesetz, Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 2015-1.

4. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Oö. Landesbediensteten-Schutzgesetz 1998 - Oö. LBSG) ref: Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 13/1998 ausgegeben und versendet am 27/02/1998.

5. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten und mit dem das Beamten-Dienstrechtgesetz 1979, das Vertragsbedienstetengesetz 1948, das Richterdienst gesetz, das Bundes- Personal vertretungsgesetz, das Mutterschutzgesetz 1979 und das Arbeitnehmer Inenschutzgesetz geändert werden ref: BGB für die Republik österreich. 30/04/1999, s. 54.

6. NÖ-Landarbeitsordnung 1973 ref: LGBl 9020-18 - SG(2000)A/06629.

7. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref: LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

8. Gesetz vom 12. Juli 2001 über den Schutz des Lebens, der Gesundheit und der Sicherheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und der Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Bedienstetenschutzgesetz 2001 - Bgld. BSchG 2001) ref: Landesgesetzblatt für das Burgenland Nr. 37/2001, 01/10/2001, 23. Stück, seite 199 (SG(2001)A/11419 du 17/10/2001).

9. Land- und forstwirrtschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI n° 96, Jahrgang 2001, 13/11/2001, 41. Stück, Seite 461.

10. Gesetz vom 20/11/2001 über das Arbeitsrecht in der Land- und Forstwirtschaft - Steiermärkische Landarbeitsordnung 2001 ref: LGBl. n° 39 du 12/04/2002 p.95 (SG(2003)A/1209 du 03/02/2003).

11. Verordnung der Salzburger Landesregierung vom 27/11/2002 über die Sicherheit und den Gesundheitsschutz bei der manuellen Handhabung von Lasten bei der Arbeit (Lasten-Verordnung) ref: LGBl. Land Salzburg n° 101 du 20/12/2002 p. 325 (SG(2003)A/1213 du 03/02/2003).

12. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigen Bediensteten (Oö.Gemeindebediensteten- Schutzgesetz 1999 - Oö GbSG) ref: LGBl n° 15 vom 15/02/2000 Seite 21.

13. Verordnung der Oö. Landesregerung betreffend Vorschriften zum Schutz des Lebens und der Gesundheitschutz bei der manuellen Handhabung von Lasten bei der Arbeit (Oö.Lastenverordnung-Oö. LastV) ref: LGBl n° 8 vom 31/01/2003 Seite 15.

14. Verordnung der Oö Landesregierung betreffend Vorschriften über die Sicherheit und den Gesundheitsschutz der in den Dienststellen der oö. Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten bei der manuellen Handhabung von Lasten bei der Arbeit (Oö. Gemeinde-Lastenverordung - Oö. G-LastV) ref: LGBl. für Oberösterreich n° 49 vom 30/04/2003 p. 131 (SG(2003)A/4857 du 21/05/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n. 330/93 de 25/09/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva n. 90/269/CEE, do Conselho, de 29 de Maio, relativa às prescrições mínimas de segurança e de saúde na movimentação manual de cargas ref: Diário da República I Série A n. 226 de 25/09/1993 Página 5391.

Finlandia:

1. Työturvallisuuslaki (299/58) 28/06/1958, muutos (144/93) 29/01/1993

2. Työterveyshuoltolaki (743/78) 29/09/1978.

3. Laki työsuojelun valvonnasta ja muutoksenhausta työsuojeluasioissa (131/73) 16/02/1973.

4. Valtioneuvoston päätös käsin tehtävistä nostoista ja siirroista työssä (1409/93) 22/12/1993.

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1166.

3. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1983:6, ändring AFS 1993:38.

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Work Place (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipement Regulations 1992, ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992, ref: S.I. n° 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Health and Safety at Work Act 1974.

7. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations 1977 ref: S.I. n° 500 of 1977.

8. The Manual Handling Operations Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: Statutory Rules of Northern Ireland n° 535 of 1992.

9. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: Statutory Rules of Northern Ireland n° 459 of 1992.

10. The Health and Safety Order (Northern Ireland) 1978, ref: S.I. n° 1049 of 1978.

11. The Safety Representatives and Safety Committees Regulations (Northern Ireland) 1979 ref: Statutory Rules of Northern Ireland n° 437 of 1979.

12. The Manual Handling Operations, Legal Notice No. 30, ref: Gibraltar Gazette of 29/02/1996.

13. The Merchant Shipping and Fishing Vessels (Manual Handling Operations) Regulations 1998. ref: S.I. n° 2857 of 1998

DISPOSIZIONI NAZIONALI COMUNICATE DAGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI:

Direttiva 90/270/CEE del Consiglio, del 29 maggio 1990, relativa alle prescrizioni mimime in materia di sicurezza e di salute per le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali (quinta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

Belgio:

1. Arrêté royal du 27/08/1993 relatif au travail sur des équipements à écran de visualisation - Koninklijk besluit van 27/08/1993 betreffende het werken met beeldschermapparatuur ref: MB du 07/09/1993, page 19579.

Danimarca:

1. Bekendtgørelse af 15/12/1992 om arbejde ved skærmterminaler.

2. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om arbejdets udførelse.

3. Bekendtgørelse af 18/12/1992 om virksomhedernes sikkerheds og sunhedsarbejde.

4. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om faste arbejdssteders indretning.

5. Bekendtgørelse af 16/12/1992 om arbejdsmedicinske undersøgelser.

6. Lov om arbejdsmiljø, Bekendtgørelse nr. 646 af 18/12/1985 med senere ændringer.

7. Bekendtgørelse nr. 58 af 09/02/1993 om arbejde ved skærmeterminale på havanlæg.

8. Bekendtgørelse nr. 77 af 16/11/1987 om sikkerhed M. V. på havanlæg.

9. Lov nr. 292 af 10/06/1981 om visse havanlæg.

Germania:

1. 01. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1977, Bundesgesetzblatt Teil I -- 02. Unfallverhütungsvorschrift vom 01/04/1979, Bundesgesetzblatt Teil I -- 03. Bergverordnung zum gesundheitlichen Schutz der Beschäftigten (Gesundheitsschutz-Bergverordnung - GesBergV) vom 31/07/1991, Bundesgesetzblatt Teil I vom 09/08/1991 Seite 1751 -- 04. Verordnung zur Umsetzung von EG-Einzelrichtilinien zur EG-Rahmenrichtlinie Arbeitsschutz vom 04/12/1996, Bundesgesetzblatt Teil I vom 10/12/1996 Seite 1841.

Grecia:

1. Loi n° 1568 du 11/10/1985, FEK A n° 177 du 18/10/1985 Page 3335.

2. Loi n° 1836 du 14/03/1989, FEK A n° 79 du 14/03/1989 Page 1071.

3. Loi n° 1767/88 du 04/04/1988, FEK A n° 63 du 06/04/1988 Page 709.

4. Décision ministérielle n° 130558 du 12/06/1989, FEK B n° 471 du 1989.

5. Décret présidentiel n° 398 du 17/12/1994, FEK A n° 221 du 19/12/1994 Page 3987.

Spagna:

1. Real Decreto n° 488/97 de 14/04/1997, sobre disposiciones mínimas de seguridad y salud relativas al trabajo con equipos que incluyen pantallas de visualización ref: BOE n° 97 de 23/04/1997 Página 12928 (Marginal 8671).

Francia:

1. Décret n° 91-454 du 14 mai 1991 relatif à la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation ref: Journal Officiel du 16/05/1991, page 6497.

2. Circulaire du Ministère du travail, de l'emploi et de la formation professionnelle n° 91-18 du 04 novembre 1991, relative à l'application du décret n° 91-451 du 14 mai 1991 concernant la prévention des risques liés au travail sur des équipements comportant des écrans de visualisation.

Irlanda:

1. The Safety, Health and Welfare at Work (General Application) Regulations, 1993 ref: S.I. n° 44 of 1993.

Italia:

1. Decreto legislativo del 19/09/1994 n. 626, attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n. 141 alla GURI - Serie generale - del 12/11/1994 n. 265.

2. Decreto legislativo del 19/03/1996 n. 242, modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro ref: Supplemento ordinario n .75 alla GURI - Serie generale - del 06/05/1996 n. 104 pag. 3.

3. Legge 3 febbraio 2003, n.14 - Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita europee. Legge comunitaria 2002 ref: GURI - Serie generale n° 31 del 07/02/2003 (SG(2003)A/4826 du 19/05/2003).

Lussemburgo:

1. Règlement grand-ducal du 04/11/1994 concernant les prescriptions minimales de sécurité et de santé relatives au travail sur les équipements à écran de visualisation ref: Mémorial grand-ducal A n° 96 du 17/11/1994, page 1853.

Paesi Bassi:

1. Besluit van 27/01/1993, Staatsblad nummer 68 van 1993.

2. Besluit van 10/12/1992, Staatsblad nummer 677 van 1992.

3. Regeling houdende bepalingen ter uitvoering van bij en krachtens de Arbeidsomstandighedenwet en enige andere wetten gestelde regels van 12/03/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant nummer 63 van 02/04/1997.

4. Besluit houdende regels in het belang van de veiligheid, de gezondheid en het welzijn in verband met de arbeid (Arbeidsomstandighedenbesluit) van 15/01/1997, Staatsblad nummer 60 van 1997.

5. Besluit van de Staatssecretaris van Sociale Zaken en Werkgelegenheid, Directie Arbeidsomstandigheden, Arbo/AIS 9701436 tot vaststelling van beleidregels op het gebied van de Arbeidsomstandighenwetgeving (Beleidsregels arbeidsomstandighedenwetgeving) van 27/06/1997, uitgegeven als supplement bij de Staatscourant van 27/06/1997.

Austria:

1. Landarbeitsordnung , Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 9020-15.

2. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheit bei der Arbeit (ArbeitnehmerInnenschutzgesetz - ASchG) und mit dem das Allgemeine Sozialversicherungs-gesetz, das Arbeitvertragsrechts-Anpassungs-gesetz, das Arbeitsverfassungsgesetz, das Berggesetz 1975, das Bauern-Sozialversicherungsgesetz, das Arbeitsmarktförderungsgesetz, das Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977 und das Ausländerbeschäftigungsgesetz geändert werden, Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich Nr. 450/1994, ausgegeben am 17/06/1994.

3. Bediensteten-Schutzgesetz, Landesgesetzblatt für Niederösterreich, Nr. 2015-1.

4. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen des Landes beschäftigten Bediensteten (Oö. Landesbediensteten-Schutzgesetz 1998 - Oö. LBSG), Landesgesetzblatt für Oberösterreich, Nr. 13/1998 ausgegeben und versendet am 27/02/1998.

5. Bundesgesetz über Sicherheit und Gesundheitsschutz der in Dienststellen des Bundes beschäftigten Bediensteten und mit dem das Beamten-Dienstrechtgesetz 1979, das Vertragsbedienstetengesetz 1948, das Richterdienst gesetz, das Bundes- Personal vertretungsgesetz, das Mutterschutzgesetz 1979 und das Arbeitnehmer Inenschutzgesetz geändert werden. BGB für die Republik österreich. 30/04/1999, s. 54.

6. Gesetz, mit dem die Salzburger Landarbeitsordnung 1995 und die Salzburger Land- und Forstwirtschaftliche Berufsausbildungsordnung 1991 geändert werden ref : LGBl. Nr. 126/2000, 28. Stück, 28/12/2000 page 297; SG(2001)3134 du 14/03/2001.

7. Verordnung der Agrarbezirksbehörde über den Schutz der land- und forstwirtschaftlichen Dienstnehmer bei der Bildschirmarbeit ref : ABl. Nr. 3/2001 (Vorarlberg), 27/02/2001; SG(2001)A/4206 du 05/04/2001.

8. Verordnung der Landesregierung über den Schutz der Landes- und Gemeindebediensteten bei der Bildschirmarbeit (Landes-Bildschirmarbeitsverordnung - L-BSV) ref : LGBl. Nr. 9/2001 (Vorarlberg), Stück 7, page 47, 15/02/2001; SG(2001)A/4206 du 05/04/2001.

9. Gesetz vom 12. Juli 2001 über den Schutz des Lebens, der Gesundheit und der Sicherheit der in Dienststellen des Landes, der Gemeinden und der Gemeindeverbände beschäftigten Bediensteten (Burgenländisches Bedienstetenschutzgesetz 2001 - Bgld. BSchG 2001) ref : Landesgesetzblatt für das Burgenland Nr. 37/2001, 01/10/2001, 23. Stück, Seite 199 (SG(2001)A/11419 du 17/10/2001).

10. Transposition de la directive ref: Landesgesetzblatt für Wien Nr. 86/2001 du 16 octobre 2001, Seite 497.

11. Transposition de la directive ref: LGBL. Nr. 97/2001, 02/10/2001, 45. Stück, Seite 254 (SG(2001) A/13088 du 03/12/2001).

12. Verordnung der Salzburger Landesregierung vom 19. September 2001 über die Anforderungen an Bildschirmgeräte und Bildschirmarbeitsplätze sowie über den Schutz der Bediensteten bei Bildschirmarbeit (Bildschirmarbeits- Verordnung - BSAV) ref: Landesgesetzblatt Land Salzburg 31. Stück, Jahrgang 2001 du 17/10/2001, Seite 287 (SG(2001) A/13905 du 03/01/2002).

13. Land- und forstwirrtschaftliche Sicherheits- und Gesundheitsschutz- Verordnung ref: LGBI n° 96, Jahrgang 2001, 13/11/2001, 41. Stück, Seite 461.

14. Verordnung über den Schutz der Dienstnehmer in land- und forstwirtschaftlichen Betriebe bei der Bildschirmarbeit (NÖ LFW BS-VO) ref: LGBl. n° 9020/8-0 du 29/08/2002.

15. Verordnung der Salzburger Landesregierung vom 10/07/2002 mit der die Bildschirmarbeits-Verordnung geändert wird ref: LGBl. Land Salzburg n° 71 du 16/08/2002 p. 273.

16 Verordnung der Steiermärkischen Landesregierung vom 08/07/2002 über den Schutz der Arbeitnehmer/innen bei Bildschirmarbeit (BS-VO) ref: LGBl. n° 85 du 13/08/2002 p. 363.

17. Verordnung der Burgenländischen Landesregierung vom 4/03/2002 über den Schutz der Dienstnehmer in der Land- und Forstwirtschaft bei der Bildschirmarbeit ref: LGBl. für das Burgenland n° 41 du 18/03/2002 p. 125 (SG(2003)A/1095 du 30/01/2003).

18. Verordnung der Oö Landesregierung über den Schutz der Dienstnehmerinnen und Dienstnehmer in der Land- und Forstwirtschaft bei der Bildschirmarbeit (Oö Bildschirmarbeitsverordnung - Land- und Forstwirtschaft - Oö. BSV - LF) ref: LGBl. für Oberösterreich n° 99 du 30/10/2002 p. 631 (SG(2003)A/1094 du 30/01/2003).

19. Gesetz vom 20/11/2001 über das Arbeitsrecht in der Land- und Forstwirtschaft - Steiermärkische Landarbeitsordnung 2001 ref: LGBl. n° 39 du 12/04/2002 p.95 (SG(2003)A/1209 du 03/02/2003).

20. Landesgesetz über den Schutz des Lebens und der Gesundheit der in den Dienststellen der Gemeinden und Gemeindeverbände beschäftigen Bediensteten (Oö.Gemeindebediensteten- Schutzgesetz 1999 - Oö GbSG) ref: LGBl n° 15 vom 15/02/2000 Seite 21.

21. Gesetz vom 20/03/2003, mit dem das Landesvertragsbedienstetengesetz 1985 geändert wird (14. Novelle zum Landesvertragsbedienstetengesetz 1985) ref: LGBl. für das Land Burgenland n° 29 vom 04/06/2003 p. 95 (SG(2003)A/07223 du 31/07/2003).

Portogallo:

1. Decreto-Lei n. 349/93 de 01/10/1993. Transpõe para a ordem jurídica interna a Directiva n. 90/270/CEE, do Conselho, de 29 de Maio, relativa às prescrições mínimas de segurança e de saúde respeitantes ao trabalho com equipamentos dotados de visor ref: Diário da República I Série A n. 231 de 01/10/1993 Página 5554.

2. Portaria n. 989/93 de 06/10/1993. Estabelece as prescrições mínimas de segurança e saúde respeitantes ao trabalho com equipamentos dotados de visor ref: Diário da República I Série B n. 234 de 06/10/1993 Página 5603.

Finlandia:

1. Työturvallisuuslaki (299/58), muutos (144/93).

2. Työterveyshuoltolaki (743/78) 29/09/1978.

3. Valtioneuvoston päätös työnantajan velvollisuudeksi säädetystä työterveyshuollosta (1009/78) 14/12/1978.

4. Valtioneuvoston päätös terveystarkastuksista erityistä sairastumisen vaaraa aiheuttavissa töissä (1672/92) 30/12/1992.

5. Advice on Occupational Health Care given by Ministry of Social and Health (No. 123/102/93).

6. Laki työsuojelun valvonnasta ja muutoksenhausta työsuojeluasioissa (131/73), uusi nimi (29/87).

7. Valtioneuvoston päätös näyttöpäätetyöstä (1405/93) 22/12/1993.

Svezia:

1. Arbetsmiljölag, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1160.

2. Arbetsmiljöförordning, Svensk författningssamling (SFS) 1977:1166.

3. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om interkontroll av arbetsmiljön, Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1992:6.

4. Arbetarskyddsstyrelsens kungörelse med föreskrifter om arbete vid bildskärm, Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1992:14.

5. Arbetarskyddsstyrelsens författningssamling (AFS) 1996:6.

Regno Unito:

1. The Management of Health and Safety at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2051 of 1992.

2. The Work Place (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992 ref: S.I. n° 3004 of 1992.

3. The Provision and Use of Work Equipement Regulations 1992 ref: S.I. n° 2932 of 1992.

4. The Personal Protective Equipment at Work Regulations 1992 ref: S.I. n° 2966 of 1992.

5. The Manual Handling Operations Regulations 1992 ref: S.I. n° 2793 of 1992.

6. The Health and Safety (Display Screen Equipment) Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 513 of 1992.

7. The Health and Safety at Work Order (Northern Ireland) 1978 ref: S.R. Northern Ireland n° 1039 of 1978.

8. The Safety Representatives and Safety Commitees Regulations (Northern Ireland) 1979 ref: S.R. Northern Ireland n° 437 of 1979.

9. The Management of Health and Safety at Work Regulations (Northern Ireland) 1992 ref: S.R. Northern Ireland n° 459 of 1992.

10. The General Ophthalmic Services Regulations (Northern Ireland) 1986 ref: S.R. Northern Ireland n° 163 of 1986.

11. Legal Notice (Gibraltar) (Display Screen Equipment) number 26 of 29/02/1996.

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