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Document 32002R2195

Regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 novembre 2002 relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV) (Testo rilevante ai fini del SEE)

OJ L 340, 16.12.2002, p. 1–562 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)
Special edition in Czech: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Estonian: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Latvian: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Lithuanian: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Hungarian Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Maltese: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Polish: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Slovak: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Slovene: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Bulgarian: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Romanian: Chapter 06 Volume 005 P. 3 - 182
Special edition in Croatian: Chapter 06 Volume 001 P. 37 - 39

In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2002/2195/oj

32002R2195

Regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 novembre 2002 relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Gazzetta ufficiale n. L 340 del 16/12/2002 pag. 0001 - 0562


Regolamento (CE) n. 2195/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio

del 5 novembre 2002

relativo al vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2, e gli articoli 55 e 95,

vista la proposta della Commissione(1),

visto il parere del Comitato economico e sociale(2),

visto il parere del Comitato delle regioni(3),

deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato(4),

considerando quanto segue:

(1) L'utilizzazione di diverse nomenclature compromette l'apertura e la trasparenza degli appalti pubblici europei. Il suo impatto sulla qualità e i termini di pubblicazione dei bandi di gara limita di fatto le possibilità di accesso agli appalti pubblici da parte degli operatori economici.

(2) Nella sua raccomandazione 96/527/CE(5), la Commissione ha invitato le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori a utilizzare, per la descrizione dell'oggetto dei loro appalti, il vocabolario comune per gli appalti pubblici (Common Procurement Vocabulary - CPV), sviluppato sulla base di talune nomenclature già esistenti, per tener maggiormente conto delle specificità del settore degli appalti pubblici.

(3) È opportuno unificare tramite un sistema di classificazione unico per gli appalti pubblici i riferimenti utilizzati dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori per la descrizione dell'oggetto degli appalti.

(4) È necessario che gli Stati membri dispongano di un sistema di riferimento unico, che utilizzi la stessa descrizione dei beni nelle lingue comunitarie ufficiali e uno stesso codice alfanumerico corrispondente che consenta di eliminare le barriere linguistiche a livello comunitario.

(5) È pertanto opportuno adottare con il presente regolamento il CPV, in una versione riveduta, un sistema di classificazione unico per gli appalti pubblici applicabile ai sensi delle direttive relative al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici.

(6) È altresì opportuno elaborare, a titolo indicativo, tavole di corrispondenza tra il CPV e la "Classificazione dei prodotti associati alle attività nella Comunità economica europea" (CPA), la "Classificazione centrale dei prodotti" (CPC Prov.) delle Nazioni Unite, la "Nomenclatura statistica delle attività economiche nella Comunità europea" (NACE Rev. 1) e la "Nomenclatura combinata" (NC).

(7) La struttura e i codici del CPV possono richiedere degli adeguamenti o delle modifiche, in funzione dell'evoluzione degli appalti e dei fabbisogni degli utilizzatori. È pertanto necessario prevedere una procedura di revisione adeguata.

(8) Le misure necessarie all'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(6).

(9) Poiché lo scopo dell'azione in questione, vale a dire l'istituzione di un sistema di classificazione applicabile agli appalti pubblici, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri, e può dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell'intervento, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale scopo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(10) La scelta del ricorso ad un regolamento anziché ad una direttiva è motivata dal fatto che l'istituzione di un sistema di classificazione per gli appalti pubblici non richiede un recepimento da parte degli Stati membri.

(11) Per familiarizzare gli utilizzatori con un sistema di classificazione unico obbligatorio entro un certo termine, è necessario che l'applicazione del presente regolamento sia preceduta da un periodo di adeguamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1. È istituito un sistema di classificazione unico applicabile agli appalti pubblici «Vocabolario comune per gli appalti pubblici» (Common Procurement Vocabulary - CPV).

2. Il testo del CPV figura nell'allegato I.

3. Le tavole di corrispondenza, indicative, tra il CPV e le nomenclature "Classificazione dei prodotti associati alle attività nella Comunità economica europea" (CPA), "Classificazione centrale dei prodotti" (CPC Prov.) delle Nazioni Unite, "Nomenclatura statistica delle attività economiche nella Comunità europea" (NACE Rev. 1) e "Nomenclatura combinata" (NC) figurano rispettivamente negli allegati II, III, IV e V.

Articolo 2

Le misure necessarie alla revisione del CPV sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 3, paragrafo 2.

Articolo 3

1. La Commissione è assistita dal comitato consultivo per gli appalti pubblici, istituito dall'articolo 1 della decisione 71/306/CEE del Consiglio(7) (qui di seguito denominato "il comitato").

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 4

Il presente regolamento entra in vigore il 16 dicembre 2003.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 5 novembre 2002.

Per il Parlamento europeo

Il presidente

P. Cox

Per il Consiglio

Il presidente

T. Pedersen

(1) GU C 25 E del 29.1.2002, pag. 1.

(2) GU C 48 del 21.2.2002, pag. 9.

(3) GU C 192 del 12.8.2002, pag. 50.

(4) Parere del Parlamento europeo del 13 marzo 2002 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale), posizione comune del Consiglio del 7 giugno 2002 (GU C 281 E del 19.11.2002, pag. 1) e decisione del Parlamento europeo del 25 settembre 2002 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

(5) GU L 222 del 3.9.1996, pag. 10.

(6) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.

(7) GU L 185 del 16.8.1971, pag. 15. Decisione modificata dalla decisione 77/63/CEE (GU L 13 del 15.1.1977, pag. 15).

ALLEGATO I

VOCABOLARIO COMUNE PER GLI APPALTI PUBBLICI (CPV)

Struttura del sistema di classificazione

1. Il CPV comprende un vocabolario principale e un vocabolario supplementare.

2. Il vocabolario principale poggia su una struttura ad albero di codici che possono avere fino a nove cifre, ai quali corrisponde una denominazione che descrive le forniture, i lavori o servizi, oggetto del mercato.

Il codice numerico ha otto cifre ed è suddiviso in:

- divisioni, identificate dalle due prime cifre del codice;

- gruppi, identificati dalle tre prime cifre del codice;

- classi, identificate dalle quattro prime cifre del codice;

- categorie, identificate dalle prime cinque cifre del codice.

Ciascuna delle tre ultime cifre fornisce un grado di precisione supplementare all'interno di ogni categoria.

Una nona cifra serve alla verifica delle cifre precedenti.

3. Il vocabolario supplementare può essere utilizzato per completare la descrizione dell'oggetto degli appalti. Esso è costituito da un codice alfanumerico, al quale corrisponde una denominazione che consente di fornire ulteriori dettagli sulla natura o la destinazione specifiche del bene da acquistare.

Il codice alfanumerico comprende:

- un primo livello costituito da una lettera corrispondente ad una sezione;

- un secondo livello costituito da quattro cifre, le cui prime tre formano una suddivisione e le ultime tre cifre sono di controllo.

>SPAZIO PER TABELLA>

VOCABOLARIO SUPPLEMENTARE

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO II

TAVOLA DI CORRISPONDENZA TRA IL CPV E LA CPA 96

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO III

TAVOLA DI CORRISPONDENZA TRA IL CPV E LA CPC prov.

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO IV

TAVOLA DI CORRISPONDENZA TRA IL CPV E LA NACE Rev. 1

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO V

TAVOLA DI CORRISPONDENZA TRA IL CPV E LA NC

>SPAZIO PER TABELLA>

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