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Document 52011DC0109

COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS Energy Efficiency Plan 2011

52011DC0109




[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |

Bruxelles, 8.3.2011

COM(2011) 109 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMIS SIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Piano di efficienza energetica 2011

SEC(2011) 280 definitivoSEC(2011) 277 definitivoSEC(2011) 275 definitivoSEC(2011) 276 definitivoSEC(2011) 278 definitivoSEC(2011) 279 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMIS SIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Piano di efficienza energetica 2011

1. UN NUOVO PIANO PER L'EFFICIENZA ENERGETICA

L'efficienza energetica è al centro della Strategia "Europa 2020" dell'UE per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva[1] e della transizione verso un'economia basata su un uso efficiente delle risorse. L'efficienza energetica[2] rappresenta uno dei modi più efficaci dal punto di vista economico per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di altri inquinanti. Sotto molti aspetti l'efficienza energetica può essere considerata la maggiore risorsa energetica dell'Europa[3]. Per questo l'Unione si è posta come obiettivo per il 2020 il risparmio del 20% del proprio consumo di energia primaria rispetto alle previsioni[4] e questo obiettivo è stato definito nella comunicazione della Commissione "Energia 2020"[5] come una tappa fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dell'UE a lungo termine in materia di energia e di clima.

Sono stati realizzati progressi notevoli per il conseguimento di questo obiettivo, in particolare sui mercati degli apparecchi elettrici e dell'edilizia[6]. Stime recenti della Commissione indicano tuttavia che l'UE potrà raggiungere soltanto la metà dell'obiettivo del 20%[7]. L'UE deve agire ora per poter conseguire il suo obiettivo. Rispondendo all'invito del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011, che richiedeva "un'azione decisa per sfruttare il notevole potenziale di maggiori risparmi energetici insito negli edifici, nei trasporti e nei processi di produzione"[8], la Commissione ha pertanto elaborato questo nuovo piano globale di efficienza energetica.

Il piano sarà attuato in conformità ad altre misure adottate nell'ambito dell'iniziativa faro "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse[9]" della strategia "Europa 2020", compresa la tabella di marcia verso un'economia a basse emissioni di carbonio nel 2050[10], per garantire coerenza politica, valutare i compromessi tra settori strategici e beneficiare delle potenziali sinergie. Le misure di efficienza energetica saranno attuate nell'ambito del più ampio obiettivo dell'UE in materia di efficienza delle risorse, che comprende un uso più efficiente di tutte le risorse naturali e garantisce norme elevate di protezione ambientale.

Gli effetti congiunti della piena attuazione delle misure esistenti e di quelle nuove trasformeranno la nostra vita quotidiana e potranno generare un risparmio di 1 000 euro all'anno per famiglia[11], potenziare la competitività dell'industria europea, creare fino a 2 milioni di posti di lavoro[12] e ridurre di 740 milioni di tonnellate le emissioni annue di gas a effetto serra[13].

Il maggiore potenziale di risparmio energetico è insito negli edifici . Il piano è incentrato su strumenti atti ad incentivare il processo di ristrutturazione di edifici pubblici e privati e a migliorare il rendimento energetico dei componenti e degli apparecchi in essi utilizzati. Esso promuove il ruolo esemplare del settore pubblico proponendo di accelerare il tasso di rinnovo degli edifici pubblici mediante un obiettivo vincolante e di introdurre criteri di efficienza energetica nella spesa pubblica. Prevede inoltre obblighi per i servizi di pubblica utilità finalizzati a consentire agli utenti di ridurre il loro consumo energetico.

Il settore dei trasporti è al secondo posto per quanto riguarda il potenziale di risparmio energetico. Questo aspetto sarà trattato nel prossimo Libro bianco sui trasporti.

L'efficienza energetica nel settore dell' industria sarà potenziata stabilendo requisiti per le apparecchiature industriali, migliorando le informazioni fornite alle PMI e adottando misure per l'introduzione di audit energetici e di sistemi di gestione dell'energia. Sono inoltre proposti miglioramenti all'efficienza della generazione di elettricità e di calore, in modo da garantire che il piano comprenda misure di efficienza energetica riguardanti l'intera catena di approvvigionamento dell'energia.

Fissare obiettivi di efficienza energetica rappresenta un modo efficace per stimolare l'azione e creare un impulso politico. Con l'attuazione del "semestre europeo" la strategia "Europa 2020" ha istituito un nuovo contesto di governance e strumenti aggiuntivi con cui l'UE può orientare i propri sforzi in materia di efficienza energetica. La Commissione propone pertanto un approccio in due fasi per la fissazione degli obiettivi. Nell'ambito della prima fase gli Stati membri stanno fissando obiettivi e programmi nazionali di efficienza energetica. Questi obiettivi indicativi e gli sforzi dei singoli Stati membri saranno esaminati per valutare la probabilità di conseguire l'obiettivo generale dell'UE e la misura in cui i singoli sforzi rispondono all'obiettivo comune. La Commissione sosterrà gli Stati membri e offrirà loro strumenti per l'elaborazione dei programmi di efficienza energetica, la cui attuazione sorveglierà da vicino tramite il quadro legislativo riveduto e nel contesto del nuovo quadro previsto dalla strategia "Europa 2020". Nel 2013 la Commissione fornirà una valutazione dei risultati ottenuti e stabilirà se i programmi, considerati complessivamente, realizzeranno l'obiettivo europeo del 20%. Se il riesame del 2013 indicherà scarse probabilità di realizzazione dell'obiettivo generale dell'UE, la Commissione avvierà la seconda fase proponendo obiettivi nazionali giuridicamente vincolanti per il 2020. Come nel caso delle energie rinnovabili, sarebbe allora necessario tener conto dei punti di partenza dei singoli Stati membri, della loro prestazione economica e delle misure adottate in uno stadio precoce nel settore.

Il presente piano si fonda sui contributi del Parlamento europeo, in particolare la recente relazione di iniziativa sull'efficienza energetica[14], e di numerose parti interessate nonché sull'esperienza acquisita con il piano d'azione 2006 per l'efficienza energetica. Secondo le stime della Commissione, le misure già attuate unitamente a quelle nuove illustrate nel presente piano dovrebbero assicurare la piena realizzazione dell'obiettivo del 20%. Il principio fondamentale del presente piano è proporre rigorose misure vincolanti senza imporre obiettivi nazionali vincolanti.

Il successo dell'Unione nell'attuazione del presente piano dipenderà dalla stretta collaborazione tra le istituzioni UE, gli Stati membri e le parti interessate. La Commissione conta sulla partecipazione e sull'impegno di tutte le parti interessate a questo ambizioso progetto.

2. SETTORE PUBBLICO: L'ESEMPIO DA SEGUIRE

La spesa pubblica è pari al 17%[15] del PIL dell'UE. Gli edifici di proprietà pubblica o occupati da servizi pubblici rappresentano circa il 12% per superficie del patrimonio edilizio dell'UE[16]. È fondamentale riservare una maggiore attenzione all'efficienza energetica nel settore pubblico, attenzione che si estenda agli acquisti pubblici e al rinnovo di edifici pubblici e incoraggi un'elevata prestazione nelle città e nelle comunità. Il settore pubblico può creare nuovi mercati per tecnologie, servizi e modelli commerciali efficienti sotto il profilo energetico. Gli Stati membri devono riformare le sovvenzioni che promuovono il consumo energetico, ad esempio riorientandole su misure intese a migliorare l'efficienza energetica e a lottare contro la povertà energetica.

- Efficienza energetica nella spesa pubblica

Orientare la spesa pubblica verso prodotti, modi di trasporto, edifici, lavori e servizi efficienti sotto il profilo energetico aiuta a ridurre i costi energetici delle autorità pubbliche e migliora il rapporto qualità/prezzo. La Commissione ha sostenuto questa tendenza con i lavori sugli appalti pubblici per un ambiente migliore elaborando criteri in materia di appalti che tengono conto dell'efficienza energetica[17]. Inoltre gli organismi pubblici soggetti alle direttive UE sugli appalti pubblici sono già tenuti a tener conto di criteri di efficienza energetica negli appalti di veicoli[18] o di apparecchiature per ufficio[19]. A partire dal 2019 saranno interessati anche gli edifici nuovi del settore, che dovranno raggiungere un livello di prestazione a energia quasi zero[20]. Per sviluppare questa impostazione su una scala più ampia, la Commissione propone che le autorità pubbliche che acquistano merci (ad esempio, apparecchiature TIC), servizi (ad esempio, energia) e lavori (ad esempio, rinnovo di edifici) applichino sistematicamente norme elevate di efficienza energetica.

- Rinnovo di edifici pubblici

Gli organismi pubblici dovrebbero dare l'esempio facendo in modo che i loro edifici rispettino livelli elevati di prestazione energetica. Per conseguire questo risultato sarebbe opportuno che le autorità pubbliche raddoppiassero almeno l'attuale tasso di rinnovo. La Commissione presenterà pertanto uno strumento giuridico[21] in base al quale le autorità pubbliche saranno tenute a rinnovare ogni anno almeno il 3% dei loro edifici (per superficie al suolo) — circa il doppio del tasso attualmente vigente per il patrimonio edilizio europeo[22]. Ciascun rinnovo dovrebbe portare l'edificio al livello dei migliori 10% del patrimonio edilizio nazionale. In caso di locazione o acquisto di edifici esistenti, le autorità pubbliche dovrebbero accertarsi che questi siano sempre nella migliore classe di prestazione energetica disponibile.

- Contratto di rendimento energetico

Il contratto di rendimento energetico è uno strumento importante del rinnovo di edifici. Nell'ambito di questa forma di acquisto basata sul rendimento i risparmi realizzati grazie a bollette di servizi pubblici e a costi di manutenzione inferiori derivanti dalle misure di efficienza energetica sono utilizzati a copertura parziale o totale dei costi di investimento delle misure. Questo modello è stato provato e si è dimostrato economicamente vantaggioso in vari Stati membri[23]. Il contratto di rendimento energetico è importante per incentivare il rinnovo di edifici pubblici e per migliorare il livello di efficienza energetica di infrastrutture pubbliche quali l'illuminazione stradale[24]. La diffusione dei contratti di rendimento energetico è tuttavia ostacolata in numerosi Stati membri da ambiguità del quadro giuridico e dalla mancanza di dati affidabili sui consumi energetici che permettano di stabilire i valori di riferimento rispetto ai quali è valutato il rendimento. Nel 2011 la Commissione presenterà proposte legislative intese a risolvere tali problemi.

- Efficienza energetica in concreto

Sono oltre duemila le città che si sono offerte volontarie per attuare misure a favore dell'energia sostenibile nell'ambito del Patto dei sindaci, sostenuto dall'UE[25]. Il Patto costituisce un impegno formale dei firmatari a ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 20% entro il 2020 mediante l'attuazione sul loro territorio di misure a favore dell'energia sostenibile. Esso si concretizza mediante i piani di azione per l'energia sostenibile, elaborati in conformità alla metodologia del patto e approvati formalmente dai consigli comunali/regionali. I benefici vanno ben oltre il risparmio energetico: la messa in conformità degli edifici, la mobilità urbana e il rinnovamento urbano sono attività economiche ad alta intensità di manodopera e i posti di lavoro creati sono generalmente qualificati, stabili e non soggetti a delocalizzazione.

La Commissione continuerà a sostenere l'approccio locale all'efficienza energetica mediante il Patto dei sindaci e cercherà di incoraggiare i partenariati con altre città che perseguono gli stessi obiettivi, anche di paesi al di fuori dell'UE. Nel 2011 essa avvierà inoltre la nuova iniziativa "Città intelligenti e comunità intelligenti" per l'elaborazione a livello comunale del quadro europeo di eccellenza per le soluzioni energetiche innovative, efficienti e a basse emissioni di carbonio. L'iniziativa sarà incentrata sulla rapida trasposizione dei risultati della ricerca in innovazioni concrete e pratiche in città e comunità selezionate. In particolare essa favorirà progetti di dimostrazione su larga scala, fra cui azioni sulla mobilità urbana, l'infrastruttura verde[26] e l'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

3. APRIRE LA STRADA A EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO

QUASI IL 40% [27] del consumo finale di energia è assorbito da case, uffici pubblici e privati, negozi e altri edifici. Come indicato nella figura, nelle abitazioni residenziali due terzi di tale percentuale sono utilizzati per il riscaldamento di ambienti.

Figura: Consumo energetico nelle case dell'UE-27, in %

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Fonte: indicatori Odyssee, www. buildup .eu

Il potenziale di risparmio energetico non ancora sfruttato è ampio. Esistono tecniche per ridurre della metà o di tre quarti[28] il consumo degli edifici esistenti e per dimezzare il consumo energetico di apparecchi elettrici comuni. Il tasso di rinnovo degli edifici è tuttavia troppo basso, così come l'utilizzo di apparecchi più efficienti. È necessario eliminare gli ostacoli agli edifici ad alta efficienza energetica. La Commissione invita gli Stati membri ad instaurare sistemi di incentivazione per gli edifici del settore privato.

- Utilizzo del calore negli edifici

Nei prossimi anni sarà di importanza fondamentale affrontare la questione del consumo di calore negli edifici. La Commissione continuerà a esplorare le diverse soluzioni disponibili, fra cui le possibilità di promuovere l'utilizzo del teleriscaldamento nel contesto di una pianificazione urbana integrata.

- Ostacoli giuridici

Un serio ostacolo è rappresentato dalla "frammentazione degli incentivi" per il miglioramento delle prestazioni energetiche. Questo termine descrive la situazione comune in cui sia i proprietari che gli affittuari sono riluttanti a pagare per migliorare la prestazione energetica di un immobile in locazione in quanto i benefici sono condivisi fra le due parti. Diversi Stati membri hanno elaborato disposizioni giuridiche volte a definire l'importo che gli investitori possono recuperare dagli affittuari. Negli edifici pubblici e commerciali anche le società di servizi energetici (ESCO — Energy Service Companies ) possono dare un contributo significativo alla risoluzione del problema. La Commissione presenterà disposizioni legislative secondo le quali gli Stati membri saranno tenuti a introdurre misure conformi al diritto di proprietà nazionale per rimediare a questa situazione.

- Formazione

Le soluzioni per rendere gli edifici efficienti sotto il profilo energetico presentano spesso difficoltà tecniche. Manca una formazione adeguata per architetti, ingegneri, revisori, artigiani, tecnici e installatori, soprattutto quelli che svolgono attività di rinnovo. Attualmente sono disponibili circa 1,1 milioni di lavoratori qualificati, mentre per il 2015 si stima che ne saranno necessari 2,5 milioni[29]. La Commissione avvia pertanto l'iniziativa "Rafforzare le competenze: iniziativa a favore di una manodopera sostenibile nel settore dell'edilizia" per coadiuvare gli Stati membri nel valutare le esigenze di formazione nel settore della costruzione, elaborare strategie per soddisfarle e promuovere programmi di formazione efficaci. Questo progetto potrà comportare raccomandazioni per la certificazione, qualifica o formazione degli artigiani. La Commissione collaborerà inoltre con gli Stati membri per adeguare i loro programmi di formazione professionali e universitari al fine di tener conto delle nuove esigenze in materia di qualifiche (in linea con il quadro europeo delle qualifiche). L'iniziativa faro della Commissione "Un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione"[30] invita a far combaciare l'offerta di competenze con i bisogni del mercato del lavoro. La transizione verso tecnologie efficienti sotto il profilo energetico richiede nuove competenze e programmi di insegnamento e di formazione professionale che tengano conto delle esigenze ambientali nel settore dell'edilizia e in molti altri.

- Le società di servizi energetici (ESCO) come catalizzatori del rinnovamento

Le ESCO migliorano l'efficienza energetica e accettano il relativo rischio finanziario coprendo (o aiutando a finanziare) i costi iniziali di investimento e rifinanziandoli con i risparmi realizzati. Possono aiutare le autorità pubbliche ad ammodernare gli edifici raggruppandoli in progetti modulabili nell'ambito di contratti di rendimento energetico. L'analisi realizzata sembra indicare che il mercato dei servizi energetici in Europa non abbia raggiunto il pieno potenziale[31]. Clienti potenziali nel settore pubblico e privato spesso mancano di informazioni sistematiche sulla disponibilità di servizi ESCO o nutrono dubbi sulla qualità dei servizi offerti. Per rimuovere questi ostacoli e aumentare la trasparenza del mercato delle ESCO la Commissione proporrà che gli Stati membri forniscano panoramiche del mercato, elenchi[32] dei fornitori di servizi energetici accreditati e contratti tipo. A tale riguardo si provvederà a garantire che il rinnovo degli edifici sia effettuato in modo completo (ossia rinnovo profondo) per evitare interventi ripetuti. Anche il centro europeo di consulenza per i partenariati pubblico-privato (EPEC) può fornire utili informazioni.

Per poter svolgere il loro ruolo, le ESCO devono avere accesso alle risorse finanziarie. Finanziamenti innovativi caratterizzati da un effetto moltiplicatore significativo a livello nazionale ed europeo rappresenterebbero un modo adeguato per catalizzare lo sviluppo di questo mercato, ad esempio ampliando l'accesso al finanziamento per progetto tramite strumenti fra cui l'apporto di liquidità e di garanzie, linee di credito e fondi di rotazione.

4. EFFICIENZA ENERGETICA PER UN'INDUSTRIA EUROPEA COMPETITIVA

- Generazione efficiente di calore e di elettricità

Circa il 30% del consumo di energia primaria nell'UE è assorbito dal settore energetico, principalmente per trasformare l'energia in elettricità e calore e per la relativa distribuzione. È necessario disporre di nuova capacità di generazione e di nuove infrastrutture per sostituire gli impianti obsoleti e soddisfare la domanda[33]. È importante assicurare che si tenga conto dell'efficienza energetica e che la nuova capacità rispecchi le migliori tecniche disponibili (MTD). Il sistema per lo scambio delle quote di emissioni[34] e la nuova direttiva relativa alle emissioni industriali[35] promuoveranno questo orientamento. La Commissione verificherà in quale misura questi provvedimenti miglioreranno l'efficienza della nuova produzione. Tenendo conto dei risultati e dell'esigenza di conseguire una maggior efficienza in una prospettiva a medio e lungo termine, la Commissione prenderà in considerazione la possibilità di introdurre una disposizione giuridica in virtù della quale gli Stati membri debbano porre quale condizione obbligatoria per l'autorizzazione di nuova capacità il raggiungimento dei livelli di MTD applicabili ai nuovi impianti e debbano garantire che gli impianti esistenti siano adeguati per raggiungere i livelli delle MTD applicabili alla capacità esistente ai fini del rinnovo dei relativi permessi.

Un altro compito importante della Commissione consisterà nello studiare modalità di recupero efficace delle perdite di calore derivanti dai processi di produzione dell'elettricità e di produzione industriale, in quanto il potenziale inutilizzato di risparmio energetico è lungi dall'essere pienamente sfruttato e potrebbe coprire una parte significativa delle esigenze di energia termica europee, ad esempio per il riscaldamento e il raffreddamento, per potenziare le risorse locali e sostituire in molti casi l'energia importata. Per canalizzare questo potenziale occorre un approccio integrato e trasversale che tenga conto delle esigenze attuali di energia termica, ad esempio negli edifici e nelle imprese, del ruolo delle autorità locali e regionali nella pianificazione e attuazione di strategie di efficienza energetica che siano anche compatibili con l'ambiente, fra cui lo sviluppo di infrastrutture efficienti, e delle sinergie con soluzioni commerciali per l'offerta di servizi di fornitura di energia termica basata sul recupero del calore disperso che siano a basso costo, ecologici e adeguati.

Un maggiore ricorso alla cogenerazione (ad alto rendimento), proveniente anche da impianti di trattamento dei rifiuti urbani, e al teleriscaldamento e teleraffreddamento può contribuire notevolmente all'efficienza energetica. La Commissione proporrà pertanto che, ove la domanda potenziale sia sufficiente, ad esempio dove esiste una concentrazione adeguata di edifici o di industrie nelle vicinanze, l'autorizzazione per nuova generazione di energia termica debba essere subordinata alla sua combinazione con sistemi che consentano l'utilizzo del calore ("produzione combinata di calore e di elettricità" — CHP)[36] e che i sistemi di teleriscaldamento siano associati per quanto possibile alla generazione di elettricità. Per migliorare la prestazione dei sistemi di cogenerazione in termini di risparmio energetico la Commissione proporrà inoltre che i gestori delle reti di distribuzione dell'elettricità forniscano accesso prioritario all'elettricità di cogenerazione e che gli obblighi a carico dei gestori delle reti di trasmissione relativi all'accesso e alla distribuzione di questa elettricità siano rafforzati.

- Efficienza energetica delle reti dell'elettricità e del gas

La Commissione rafforzerà la base che consente alle autorità nazionali di regolamentazione delle reti di tener conto dell'efficienza energetica nelle loro decisioni e nel monitoraggio della gestione e del funzionamento delle reti e dei mercati del gas e dell'elettricità, anche nella trasposizione delle priorità in materia di efficienza energetica nelle norme e nelle tariffe delle reti e nei codici di rete e tecnici.

- Efficienza energetica come settore commerciale

Un presupposto necessario per un'Europa efficiente sotto il profilo dell'energia è la creazione di valore per il risparmio energetico tramite meccanismi di mercato. Occorre pertanto disporre di strumenti che attribuiscano un valore finanziario al risparmio energetico e che colleghino i profitti dei servizi di pubblica utilità (fornitori o distributori) all'efficienza energetica piuttosto che al volume di energia fornita. Alcuni Stati membri[37] hanno già istituito, con buoni risultati, un sistema che stabilisce per il settore dell'energia l'obbligo di realizzare risparmi energetici: è stato ottenuto un risparmio pari al 6% del consumo finale di energia[38]. In sistemi di questo tipo i servizi di pubblica utilità sono tenuti a realizzare una quota fissa di risparmio energetico migliorando l'efficienza energetica presso i loro clienti (famiglie, società, comuni o cooperative edilizie) o in altri settori come quelli della generazione o del trasporto di energia. Invece di realizzare essi stessi il risparmio, in alcuni sistemi i servizi di pubblica utilità possono acquistare i risparmi energetici da attori quali le società di servizi energetici. Gli obblighi di risparmio energetico incoraggiano i fornitori a cambiare il loro modello commerciale privilegiando l'offerta di servizi energetici rispetto alla vendita al dettaglio di prodotti energetici.

La Commissione proporrà che tutti gli Stati membri istituiscano un sistema nazionale di obblighi in materia di risparmio energetico che sia adeguato alla loro situazione. In funzione della portata e del rigore degli obblighi, tale misura potrebbe consentire un risparmio fino a 100 milioni di tonnellate equivalente petrolio (Mtep) nel 2020[39].

- Aumentare la competitività dell'industria manifatturiera europea

L'industria assorbe circa il 20%[40] del consumo di energia primaria in Europa. Si tratta del settore che ha realizzato i maggiori progressi nel campo dell'efficienza energetica (con un miglioramento del 30% dell'intensità energetica nell'arco di 20 anni). Rimane tuttavia da sfruttare un significativo potenziale di risparmio energetico. Il sistema per lo scambio delle quote di emissioni e la direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (e la sua prevista revisione)[41] dovrebbero incoraggiare la realizzazione di alcune di queste possibilità. Occorre inoltre superare ostacoli come la mancanza di informazioni, la mancanza di accesso al capitale e le pressioni a breve termine dell'ambiente imprenditoriale. L'eliminazione di questi ostacoli ridurrebbe le fatture energetiche e potenzierebbe la competitività. In un periodo di crescente scarsità di risorse energetiche su tutto il pianeta, le conoscenze e le competenze in processi, tecnologie[42] e servizi efficienti sotto il profilo energetico possono trasformarsi in una nuova attività di esportazione, che conferirebbe alle industrie europee un vantaggio concorrenziale.

Gli ostacoli all'investimento in tecnologie efficienti sotto il profilo energetico sono più forti per le piccole e medie imprese (PMI)[43]. La Commissione incoraggerà pertanto gli Stati membri a fornire loro informazioni (ad esempio riguardanti gli obblighi di legge, i criteri per ottenere sovvenzioni finalizzate all'ammodernamento dei macchinari, l'offerta di formazione sulla gestione dell'energia e la disponibilità di esperti in energia) e ad elaborare incentivi adeguati[44] (quali sgravi fiscali, finanziamenti per investimenti nel settore dell'efficienza energetica o fondi per audit energetici). In collaborazione con le competenti associazioni di settore, la Commissione sosterrà lo scambio delle migliori pratiche in materia di efficienza energetica e progetti intesi a costituire capacità relative alla gestione energetica nelle micro e piccole imprese. Essa sosterrà lo sviluppo di strumenti che le PMI potranno utilizzare per confrontare il loro consumo energetico con quello di imprese equivalenti.

Per le grandi società la Commissione proporrà di rendere obbligatori audit energetici periodici e raccomanderà che gli Stati membri elaborino incentivi affinché le società introducano un sistema di gestione dell'energia (come ad esempio previsto dalla norma EN 16001) che funga da quadro sistematico per l'uso razionale della stessa[45].

Basandosi sul successo delle misure di progettazione ecocompatibile quali strumento efficace per stimolare l'innovazione nelle tecnologie europee per l'efficienza energetica, la Commissione sta esaminando se i requisiti in materia di rendimento energetico (progettazione ecocompatibile) sarebbero adeguati e, in tal caso, quali, per attrezzature e processi industriali standard come motori industriali, grosse pompe, aria compressa, essiccazione, fusione, colata, distillazione e forni.

La Commissione continuerà a collaborare con l'industria, comprese le industrie ad alto consumo di energia[46], e con il settore delle TIC[47], che potrebbe diventare un elemento chiave per conseguire miglioramenti in altri settori, per incoraggiare accordi volontari sull'attuazione di processi e sistemi efficienti sotto il profilo energetico. Questi devono essere basati su obiettivi chiari e su metodi e programmi di misura e di controllo, in particolare mediante i requisiti della progettazione ecocompatibile, e possono comprendere la divulgazione di buone pratiche.

- Ricerca e innovazione, catalizzatori di tecnologie industriali a basso consumo energetico ed efficaci sotto il profilo dei costi

Per sostenere l'innovazione tecnologica la Commissione continuerà a promuovere lo sviluppo, la verifica e la diffusione di nuove tecnologie efficienti sotto il profilo energetico, ad esempio tramite il piano strategico per le tecnologie energetiche[48] (piano SET) al fine di ridurre i costi e migliorare la prestazione di tecnologie efficienti sotto il profilo energetico, trovando nuove soluzioni e facilitandone l'adozione su larga scala da parte del mercato. Questo aiuterà l'UE ad incrementare la propria efficienza energetica e ad aprire nuovi mercati per le industrie europee.

5. IDONEO SOSTEGNO FINANZIARIO A LIVELLO NAZIONALE ED EUROPEO

MOLTI INVESTIMENTI INTESI A MIGLIORARE L 'efficienza energetica ammortizzabili in tempi brevi non sono effettuati a causa di ostacoli del mercato e regolamentari. Occorre pertanto intensificare gli incentivi di mercato e i segnali di prezzo mediante tasse sull'energia e sul carbonio e obblighi di risparmio energetico a carico dei servizi di pubblica utilità (v. punto 4). A questo si dovrebbero accompagnare meccanismi volti a migliorare la disponibilità di idonei prodotti finanziari. Poiché i costi di investimento rappresentano un ostacolo finanziario significativo all'uso di tecnologie efficienti sotto il profilo energetico, la disponibilità di fondi svolge un ruolo importante nell'accelerare gli investimenti.

A complemento dei programmi nazionali di finanziamento, l'UE è attualmente in grado di sostenere l'efficienza energetica tramite:

- la politica di coesione : per il periodo 2007-2013 si stima che il sostegno dei fondi della politica di coesione a favore degli investimenti correlati all'efficienza energetica, alla cogenerazione e alla gestione dell'energia sia pari a circa 4,4 miliardi di euro. Due importanti modifiche[49] sono state apportate per tener meglio conto delle esigenze in materia di efficienza energetica. Mentre il finanziamento a titolo della politica regionale è da tempo concesso per investimenti in grado di migliorare l'efficacia energetica dei soli edifici pubblici e commerciali, è attualmente possibile destinare questi fondi al settore residenziale in tutti gli Stati membri; il ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria è stato esteso all'efficienza energetica degli edifici. In collaborazione con i responsabili del programma, la Commissione studierà modi per migliorare l'utilizzo delle risorse disponibili a fini di efficacia energetica.

- Programma Energia intelligente per l'Europa (2007-2013): il programma, dotato di un finanziamento di 730 milioni di euro, sostiene progetti finalizzati a colmare le carenze del mercato, comprese attività atte ad accelerare il rinnovo del patrimonio edilizio. Uno dei suoi strumenti più nuovi è costituito dall'assistenza energetica europea a livello locale (ELENA), che eroga sovvenzioni alle autorità locali e regionali per i costi di assistenza tecnica sostenuti per preparare investimenti nel campo dell'energia sostenibile che possono fruire di finanziamenti bancari. Lo strumento è stato inizialmente posto in atto dalla Banca europea per gli investimenti; altri due strumenti sono previsti per il 2011[50]. In poco più di un anno di attività sono stati approvati dieci progetti ELENA, che forniranno ai beneficiari finali circa 18 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni nella prospettiva di mobilizzare circa 1,5 miliardi di euro in investimenti su una durata di tre anni.

- Finanziamento intermediato: linee di credito delle istituzioni finanziarie internazionali (IFI) e di altre banche del settore pubblico hanno fornito ingenti fondi per progetti sull'efficienza energetica con finanziamento intermediato da banche locali. I fondi dell'UE sono spesso utilizzati per prestare assistenza tecnica alla banca partecipante, al fine di rafforzarne la capacità, o per misure quali gli audit energetici presso i beneficiari finali.

- Piano europeo di ripresa economica: questo programma finanzia il partenariato pubblico-privato "Edifici ad alta efficienza energetica" erogando 1 miliardo di euro per metodi e tecnologie di ricerca finalizzati a ridurre il consumo energetico di edifici nuovi e rinnovati. La Commissione sta inoltre collaborando con la Banca europea per gli investimenti per istituire un fondo di investimento speciale che riutilizzerebbe i fondi non spesi del programma per sostenere progetti nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Questo fondo sarà istituito nel corso del 2011.

- Programma quadro di azioni di ricerca, sviluppo tecnico e dimostrazione (2007-2013): questo programma sostiene la ricerca e l'innovazione nel campo dell'efficienza energetica come misura trasversale nell'ambito del programma di cooperazione e ha finora permesso di finanziare oltre 200 progetti con un contributo UE di 1 miliardo di euro.

Nell'ambito dell'elaborazione del prossimo quadro finanziario pluriennale la Commissione esamina i risultati conseguiti dai programmi di sostegno dell'UE e il loro valore aggiunto europeo. Essa analizzerà le possibilità di migliorare i meccanismi finanziari UE esistenti e altre opzioni per stimolare investimenti nel campo dell'efficienza energetica su scala sufficientemente grande da raggiungere gli obiettivi in materia di energia e di clima che l'Unione si è prefissata per il 2020.

6. RISPARMI PER I CONSUMATORI

È OPPORTUNO CHE I MIGLIORAMENTI DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA DEI DISPOSITIVI UTILIZZATI DAI CONSUMATORI (QUALI APPARECCHI ELETTRICI E CONTATORI INTELLIGENTI) SVOLGANO UN RUOLO PIÙ IMPORTANTE NEL MONITORAGGIO O NELL 'ottimizzazione del consumo energetico, offrendo così la possibilità di risparmiare. A tal fine la Commissione si accerterà che gli interessi dei consumatori siano tenuti nel debito conto durante i lavori tecnici relativi all'etichettatura, alle informazioni sul risparmio energetico, ai contatori e all'utilizzo delle TIC. Essa analizzerà pertanto il comportamento dei consumatori e le loro abitudini di acquisto e verificherà in via preliminare sui consumatori soluzioni alternative per individuare quelle che possono modificare il comportamento nel senso voluto. Essa consulterà anche le organizzazioni dei consumatori all'inizio del processo. I consumatori hanno bisogno di informazioni chiare, precise e aggiornate sul loro consumo energetico, informazioni che oggigiorno sono raramente disponibili. Ad esempio, attualmente solo il 47% dei consumatori è a conoscenza di quanta energia consuma[51]. Essi hanno inoltre bisogno di consigli affidabili sui costi e sui benefici degli investimenti volti a migliorare l'efficienza energetica. La Commissione tratterà tutti questi aspetti nella revisione del quadro legislativo per la politica in materia di efficienza energetica.

- Promuovere apparecchi efficienti nell'utilizzo dell'energia e delle risorse

Migliorare la prestazione energetica degli edifici e dei prodotti utilizzati per riscaldarli, raffreddarli, ventilarli e illuminarli rappresenta uno dei modi più concreti in cui la politica di efficienza energetica può incidere positivamente sui bilanci familiari. Le norme relative alla progettazione ecocompatibile e le etichette energetiche per gli elettrodomestici[52] già introdotte hanno consentito ai consumatori di realizzare notevoli risparmi energetici e offerto opportunità commerciali ai fabbricanti europei di prodotti di alta qualità. Nell'ambito dell'attuale piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile[53] la Commissione continuerà a perseguire tale approccio fissando norme di consumo più rigorose per caldaie per il riscaldamento, scaldacqua, computer, condizionatori, asciugabiancheria, pompe, aspirapolveri e altri tipi di illuminazione. Essa presenterà inoltre un nuovo piano di lavoro per il periodo 2012-2014.

Le etichette energetiche fanno parte integrante di questo approccio. La loro efficacia è massima quando prendono come punto di partenza il modo in cui i consumatori effettuano le loro scelte. La Commissione avvierà uno studio sulla comprensione delle etichette energetiche da parte dei consumatori che aiuterà a tener meglio conto dei loro interessi nell'elaborazione delle prossime misure di etichettatura energetica (riflettendo ad esempio sulla percezione delle diverse etichette e sull'influenza del marketing) e anche a promuovere il dialogo con le associazioni dei consumatori.

Attualmente oltre il 40% delle finestre nell'UE sono ancora a vetro singolo e un altro 40% hanno doppi vetri non trattati[54]. La Commissione continuerà ad operare per facilitare la diffusione sul mercato di componenti di costruzione più efficienti, applicando ad esempio i requisiti della progettazione ecocompatibile o dell'etichettatura energetica alle finestre.

Nei suoi lavori futuri sulla progettazione ecocompatibile e sull'etichettatura energetica la Commissione esaminerà la possibilità, ove pertinente, di coprire sistemi oltre a singoli prodotti. Per verificare l'efficacia di queste misure la Commissione continuerà ad analizzare l'impatto energetico del ciclo di vita di questi prodotti. Rafforzerà la sorveglianza del mercato per assicurare che i requisiti relativi ai prodotti siano correttamente applicati e sosterrà misure finalizzate ad aiutare i consumatori, gli installatori e i venditori al dettaglio ad utilizzare al meglio le etichette energetiche.

- Mettere le nuove tecnologie a disposizione dei consumatori

Secondo l'attuale normativa UE[55], i consumatori finali già dovrebbero già essere informati di frequente sul loro consumo energetico, al momento dell'uso degli apparecchi, per consentire loro di regolare il consumo mediante contatori individuali per tutti i tipi importanti di energia: elettricità, gas, riscaldamento e raffreddamento e acqua calda. Essi devono inoltre disporre di informazioni sui prezzi e i costi dell'energia tramite le relative fatture e i contratti. Tali informazioni devono essere presentate in modo da facilitare il miglioramento dell'efficienza energetica, ad esempio raffrontando i consumi con i livelli di riferimento o soluzioni disponibili in materia di efficienza energetica.

In pratica, questi diritti dei consumatori devono ancora essere correttamente attuati. Le informazioni fornite devono essere meglio mirate alle esigenze dei consumatori. La Commissione coopererà con gli Stati membri per garantire la piena attuazione di queste e di altre disposizioni della normativa europea in materia di efficienza energetica.

Nei prossimi anni lo sviluppo di una "rete intelligente" europea cambierà radicalmente le possibilità di raccogliere e comunicare informazioni sull'approvvigionamento e sul consumo di energia, informazioni che permetteranno ai consumatori di risparmiare energia. Gli Stati membri sono obbligati ad installare contatori dell'elettricità intelligenti presso almeno l'80% dei consumatori finali entro il 2020, purché tale misura sia sostenuta da un'analisi nazionale favorevole dei costi e benefici[56]. È importante assicurare che tali dispositivi intelligenti possano trovare applicazione in altre reti, come quelle del riscaldamento, del raffreddamento e del gas[57], e che tali reti intelligenti contribuiscano tutte a creare un mercato dei servizi di efficienza energetica interoperabile e correttamente funzionante. Le reti e i contatori intelligenti fungeranno da supporto per gli apparecchi intelligenti, andando così ad aumentare i risparmi ottenuti dall'acquisto di apparecchi elettrici a minor consumo energetico. Nuovi servizi affiancheranno lo sviluppo delle reti intelligenti: le ESCO e i fornitori di TIC offriranno servizi che renderanno possibile ai consumatori verificare il loro consumo energetico a intervalli frequenti (tramite canali quali internet o telefoni cellulari) e che indicheranno il consumo dei singoli apparecchi sulle bollette energetiche. Oltre ai benefici per i singoli consumatori, la disponibilità di dati di consumo esatti forniti dai contatori intelligenti stimolerà la domanda di servizi energetici da parte delle società e delle autorità pubbliche; le ESCO potranno così offrire contratti credibili di rendimento energetico per ridurre il consumo energetico. Grazie alle reti, ai contatori e agli apparecchi intelligenti i consumatori potranno scegliere, in cambio di incentivi economici, di attivare i loro apparecchi negli orari non di punta, quando l'energia ha un costo inferiore, o quando vi è abbondante disponibilità di energia eolica o solare. Essi potranno infine accendere e spegnere gli apparecchi a distanza, beneficiando così della comodità e dell'ulteriore possibilità di risparmio energetico.

Realizzare questo potenziale richiede norme adeguate per i contatori e gli apparecchi e l'obbligo per i fornitori di offrire ai consumatori informazioni adeguate sul loro consumo energetico (fatturazione chiara), compresa consulenza su come ridurre i loro consumi energetici e, di conseguenza, i costi. A tal fine la Commissione proporrà misure idonee a garantire che l'innovazione tecnologica, compresa l'installazione delle reti e dei contatori intelligenti, adempia questa funzione. Tali misure stabiliranno requisiti minimi sul contenuto e il formato della fornitura e dei servizi di informazione.

La Commissione deve inoltre provvedere affinché le etichette energetiche (attestati di certificazione energetica) e le norme per gli edifici e gli apparecchi riflettano, ove pertinente, l'incorporazione della tecnologia che rende gli apparecchi e gli edifici "pronti per la rete intelligente" e tali da poter essere pienamente integrati nell'infrastruttura della rete e del contatore intelligente. Apparecchi quali frigoriferi, congelatori e pompe di calore potrebbero essere i primi interessati da questa misura.

7. TRASPORTI

OLTRE AI SETTORI CONTEMPLATI IN DETTAGLIO NEL PRESENTE PIANO, I TRAS porti — che rappresentano il 32%[58] del consumo finale di energia — rappresentano un ambito fondamentale per il risparmio energetico. Si tratta del settore a crescita più rapida in termini di consumo energetico e quello che dipende in misura maggiore dai combustibili fossili. Il prossimo Libro bianco sui trasporti definirà una strategia per migliorare l'efficienza del settore dei trasporti che prevederà l'introduzione di sistemi avanzati di gestione del traffico in tutti i modi di trasporto, investimenti infrastrutturali e la creazione di uno spazio comune europeo dei trasporti per promuovere il trasporto multimodale, un sistema di tariffazione intelligente e norme di efficienza per tutti i veicoli utilizzati in tutti i modi di trasporto nonché altre misure volte a promuovere l'innovazione nel settore dei veicoli.

8. UN QUADRO PER GLI SFORZI NAZIONALI

Agli Stati membri compete il ruolo fondamentale di introdurre le politiche e le misure in materia di efficienza energetica necessarie per raggiungere l'obiettivo del 20%. Finora i piani nazionali d'azione per l'efficienza energetica (PNAEE), introdotti a norma della direttiva sui servizi energetici, hanno fornito il quadro nazionale per lo sviluppo di politiche di efficienza energetica nei settori di uso finale[59]. Alla luce del presente nuovo piano di efficienza energetica, che tratta tutti i settori dalla generazione all'uso finale, risulta evidente che la portata del quadro nazionale deve essere ampliata per coprire l'intera catena energetica e quindi sfruttare maggiormente il potenziale di risparmio energetico[60].

Al tempo stesso, il lancio del primo semestre europeo di coordinamento ex ante delle politiche nell'ambito della strategia "Europa 2020" offre alla Commissione nuove possibilità di seguire e valutare i progressi annuali realizzati dagli Stati membri nel campo dell'efficienza energetica.

Dato che è essenziale monitorare i risultati raggiunti a livello nazionale per valutare i progressi realizzati verso il conseguimento dell'obiettivo europeo del 20%, nei prossimi mesi la Commissione esaminerà quale dovrebbe essere il quadro di monitoraggio più appropriato.

9. CONCLUSIONE

Le misure proposte nel presente piano mirano a colmare le lacune esistenti per raggiungere l'obiettivo UE di risparmio energetico del 20%, a contribuire alla realizzazione della visione europea del 2050 di un'economia basata su un uso efficiente delle risorse e a basse emissioni di carbonio e a rafforzare l'indipendenza energetica e la sicurezza dell'approvvigionamento. La piena attuazione di questo piano dovrebbe consentire risparmi energetici significativi: secondo le stime, le azioni del settore pubblico e i nuovi requisiti minimi di efficienza per gli apparecchi dovrebbero consentire risparmi fino a 100 Mtep e si possono prevedere economie analoghe grazie a misure nel settore dei trasporti e ai risparmi realizzati dai consumatori grazie ai fornitori di energia[61].

Le misure vincolanti presentate in questo piano saranno attuate mediante idonei strumenti legislativi, compresa una proposta legislativa di revisione delle direttive vigenti sui servizi energetici e sulla cogenerazione[62]. Le prossime tappe nel corso del 2011 saranno: l'adozione della proposta[63], l'adozione di nuove misure applicabili alla progettazione ecocompatibile e all'etichettatura energetica, il lancio dell'iniziativa "Città intelligenti e comunità intelligenti" e proposte relative a strumenti di finanziamento che saranno presentate durante le discussioni sul bilancio del 2011.

La Commissione invita le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e tutte le parti interessate ad approvare il presente piano di efficienza energetica, a partecipare attivamente al dibattito sulle misure di esecuzione e a cooperare strettamente alla sua attuazione.

[1] COM(2010) 2020.

[2] Tecnicamente per "efficienza energetica" si intende l'utilizzo di meno energia mantenendo un livello equivalente di attività o servizio economici; "risparmio energetico" è un concetto più ampio che comprende anche la riduzione del consumo mediante cambiamenti di comportamento o una diminuzione dell'attività economica. In pratica i due concetti sono difficili da distinguere e, come nella presente Comunicazione, i termini sono spesso usati in modo intercambiabile.

[3] I "negajoules" rappresentano il mancato consumo di energia grazie a una migliore efficienza energetica. Ad esempio, il miglioramento del 13% nell'efficienza energetica dei consumatori finali registrato nell'UE-27 tra il 1996 e il 2007 era equivalente a un risparmio energetico di circa 160 Mtep all'anno ( Overall Energy Efficiency Trends and Policies in the EU27 — ADEME 2009).

[4] 7224/1/07 REV 1. Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo dell'8/9 marzo 2007. Questo obiettivo si traduce in un risparmio di 368 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Mtep) di energia primaria (consumo interno lordo detratti gli impieghi non energetici) entro il 2020 a fronte del consumo previsto per quell'anno di 1842 Mtep. Tale obiettivo è stato riconfermato dal Consiglio europeo del giugno 2010 (17/6/2010 n. EUCO 13/10).

[5] COM(2010) 639.

[6] Tali progressi sono stati realizzati nell'ambito del Piano d'azione 2006 per l'efficienza energetica (COM(2006) 545) e sono valutati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che lo accompagna SEC (2011) 275.

[7] Sulla base delle stime più recenti della Commissione e tenendo conto delle misure di efficienza energetica attuate fino a dicembre 2009.

[8] Conclusioni del Consiglio europeo del 4/2/2011, n. EUCO 2/11.

[9] COM(2011) 21.

[10] COM(2011) 112.

[11] COM(2008) 772: Comunicazione della Commissione — Efficienza energetica: conseguire l'obiettivo del 20%.

[12] Stime basate sui dati del settore dell'edilizia. V. doc. SEC(2011) 277: Valutazione d'impatto che accompagna il piano di efficienza energetica.

[13] V. doc. SEC(2011) 277: Valutazione d'impatto che accompagna il piano di efficienza energetica.

[14] 2010/2107 (INI): relazione di iniziativa del Parlamento europeo sulla revisione del piano d'azione per l'efficienza energetica.

[15] V. nota 13.

[16] Ecorys, Ecofys and BioIntelligence (2010): Study to Support the Impact Assessment for the EU Energy Saving Action Plan . La stima è basata sull'ipotesi di 5 m² di edifici pubblici per cittadino, risultando in una superficie al suolo totale degli edifici pubblici nell'UE pari a 2,5 miliardi di m² (esclusi gli alloggi sociali). La superficie al suolo complessiva è di 21 miliardi di m².

[17] COM(2008) 400: Comunicazione della Commissione — Appalti pubblici per un ambiente migliore.

[18] Direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada. V. inoltre il portale recentemente realizzato "Clean Vehicle", inteso a coadiuvare le autorità pubbliche nell'attuazione della direttiva offrendo loro e agli utenti finali un'analisi comparativa del costo del ciclo di vita dei veicoli esistenti (http://www.cleanvehicle.eu/).

[19] In base al programma europeo "Energy Star", che obbliga le autorità pubbliche degli Stati membri e le istituzioni UE ad acquistare apparecchiature non meno efficienti sul piano energetico di quanto previsto dall'etichettatura "Energy Star" ((CE) n. 106/2008).

[20] Direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell'edilizia.

[21] Questo strumento giuridico, come le altre misure vincolanti contemplate dal presente piano, sarà oggetto di una valutazione d'impatto approfondita, che comprenderà un'analisi accurata del tasso di rinnovo annuale proposto, una verifica del metodo di attuazione migliore e un meccanismo di monitoraggio.

[22] Il tasso di rinnovamento attuale per l'UE-27 è compreso tra 1,2% e 1,5% annuo. Il limite superiore di questi valori corrisponde alla messa in conformità di edifici superiori a 1000 m², che è il caso più frequente per gli edifici pubblici, e spiega perché il raddoppiamento del tasso attuale porta al 3%. V. nota 13 e SEC(2008) 2865.

[23] Fra cui Danimarca, Francia e Germania.

[24] Nel 2005 l'illuminazione stradale ha consumato 36 TWh di elettricità.

Vedi http://ec.europa.eu/governance/impact/ia_carried_out/docs/ia_2009/sec_2009_0324_en.pdf

[25] La procedura è stata avviata nel gennaio 2008 e le città e le regioni hanno cominciato ad aderirvi nell'ottobre 2008, una volta definito il testo del Patto. Vedere http://www.eumayors.eu/home_en.htm

[26] L'infrastruttura verde prevede fra l'altro l'impiego di alberi e piante per diminuire le temperature urbane e ridurre il fabbisogno energetico per il raffreddamento e rappresenta un adattamento al cambiamento climatico. Può inoltre ridurre il rischio di alluvioni e migliorare la qualità delle acque, dell'aria e degli ecosistemi . COM(2009) 147 definitivo, pag. 5, e COM(2011) 17 definitivo, pag. 8.

[27] Nel 2008. Vedere Eurostat, Indicatori per l'energia, i trasporti e l'ambiente, edizione 2010.

[28] Esempi di rinnovamento nell'ambito del programma UE di bioedilizia ("Green Building") indicano riduzioni efficaci dal punto di vista dei costi fino all'80%.

[29] Valutazione ex ante dell'iniziativa relativa alla formazione e qualificazione della manodopera edile nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell'ambito del programma "Energia intelligente — Europa". Vedere Ecorys, Ecofys and BioIntelligence (2010): Study to Support the Impact Assessment for the EU Energy Saving Action Plan, pag. 34.

[30] COM(2010) 682.

[31] Si stima che nell'UE vi siano 700-1040 ESCO attive, che rappresentano un volume di mercato compreso tra 6,7 e 8,5 miliardi di euro. Il potenziale del mercato è valutato 25 miliardi di euro. Vedere Bertoldi, Marino, Rezessy, Boza-Kiss (2010): Energy Service Companies market in Europe — JRC .

[32] Tali elenchi possono essere redatti a livello nazionale ed essere aperti a qualsiasi tipo di fornitore di servizi energetici. Essi avrebbero unicamente scopo informativo. Il fatto che nessun accreditamento o nessuna qualifica sarebbero richiesti per figurare sull'elenco garantirebbe che tali elenchi non produrrebbero effetti negativi quali la chiusura del mercato dei servizi. La possibilità di indicare, su base volontaria, marchi e referenze di qualità rappresenterebbe un ulteriore modo per aumentare la fiducia nella qualità dei servizi offerti.

[33] COM(2010) 677/4: Comunicazione della Commissione — "Priorità per le infrastrutture energetiche per il 2020 e oltre — Piano per una rete energetica europea integrata".

[34] Direttiva 2003/87/CE, nella versione modificata.

[35] Direttiva 2010/75/UE.

[36] Direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE.

[37] Ad esempio, Regno Unito, Italia, Francia, Danimarca e la regione delle Fiandre.

[38] Ecorys, Ecofys and BioIntelligence (2010): Study to Support the Impact Assessment for the EU Energy Saving Action Plan .

[39] SEC(2011) 277: Valutazione d'impatto che accompagna il piano di efficienza energetica.

[40] Nel 2008. Vedere Eurostat, "Indicatori per l'energia, i trasporti e l'ambiente", edizione 2010.

[41] Direttiva 2003/96/CE.

[42] V. Comunicazione "ELECTRA", COM(2009) 594.

[43] Eurochambres (2010): Energy efficiency in SMEs : Success Factors and Obstacles .

[44] La Commissione ricorda che, per le misure di sostegno che comportano aiuti di Stato, gli Stati membri devono rispettare le norme in materia specificate agli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

[45] Se del caso, inserendo la gestione dell'energia quale parte integrante di un sistema globale di gestione ambientale.

[46] L'approccio sarà incentrato su (1) prodotti, (2) sistemi motorizzati (ad esempio motore elettrico, variatore di velocità, attrezzatura di controllo e pompe) e (3) installazioni (ad esempio, verifica di installazioni).

[47] Il settore delle TIC è stato invitato a elaborare e adottare metodologie comuni per misurare la propria prestazione energetica e le emissioni di gas a effetto serra e a definire un modo armonizzato per quantificare il proprio potenziale al riguardo (COM (2010) 245, Un'agenda digitale europea).

[48] http://ec.europa.eu/energy/technology/set_plan/set_plan_en.htm

[49] Regolamenti (CE) n. 397/2009 e (UE) n. 832/2010.

[50] Saranno attuati dal Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) e dalla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB).

[51] SEC(2010) 1409: The functioning of retail electricity markets for consumers in the European Union .

[52] Frigoriferi, congelatori, apparecchi televisivi, lavastoviglie, lavatrici, ventilatori, alcuni tipi di illuminazione e decoder per la televisione digitale.

[53] COM(2008) 660: "Elaborazione del piano di lavoro per il periodo 2009-2011 a titolo della direttiva sulla progettazione ecocompatibile".

[54] Stime elaborate da TNO per Glass for Europe .

[55] Direttive 2006/32/CE, 2009/72/CE e 2009/73/CE.

[56] Direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica.

[57] Secondo la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale, i sistemi di misurazione intelligenti dovrebbero essere introdotti entro un periodo di tempo ragionevole.

[58] Nel 2008. Vedere Eurostat, Indicatori per l'energia, i trasporti e l'ambiente, edizione 2010.

[59] Vedere il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il documento SEC(2011) 276: National Energy Efficiency Action Plans (NEEAPs): update on implementation .

[60] L' acquis esistente in materia di efficienza energetica è esteso ai paesi dell'Europa sudorientale e orientale confinanti con l'UE con il trattato che istituisce la Comunità dell'energia (o, nel caso dell' acquis più recente, è in fase di estensione). Il quadro per la promozione dell'efficienza energetica, compreso l'obiettivo del 20%, si applica pertanto ai paesi partner che intendono aderire all'UE. Le nuove iniziative nel campo dell'efficienza energetica saranno automaticamente aggiunte all' acquis del trattato che istituisce la Comunità dell'energia.

[61] Si tratta di stime per misura specifica, che possono essere soggette a sovrapposizioni.

[62] Direttive 2006/32/CE e 2004/8/CE.

[63] La proposta comprenderà le misure previste dal presente piano riguardanti gli acquisti pubblici di beni, servizi e lavori, il rinnovo di edifici pubblici, i contratti di rendimento energetico, la frammentazione degli incentivi per migliorare la prestazione energetica, le società di servizi energetici, l'efficienza della generazione di energia, l'accesso alle reti dell'elettricità ottenuta per cogenerazione, gli obblighi di risparmio energetico, gli audit energetici, i servizi di informazione per i consumatori di energia e l'efficienza energetica nella regolamentazione di rete.

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