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Document 32026H0537
Commission Recommendation (EU) 2026/537 of 10 March 2026 on unlocking private investment in energy efficiency
Raccomandazione (UE) 2026/537 della Commissione, del 10 marzo 2026, sulla mobilitazione degli investimenti privati nell’efficienza energetica
Raccomandazione (UE) 2026/537 della Commissione, del 10 marzo 2026, sulla mobilitazione degli investimenti privati nell’efficienza energetica
C/2026/1526
GU L, 2026/537, 11.3.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reco/2026/537/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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Gazzetta ufficiale |
IT Serie L |
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2026/537 |
11.3.2026 |
RACCOMANDAZIONE (UE) 2026/537 DELLA COMMISSIONE
del 10 marzo 2026
sulla mobilitazione degli investimenti privati nell’efficienza energetica
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 292,
considerando quanto segue:
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(1) |
Nella sua comunicazione del 17 settembre 2020«Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l’Europa — Investire in un futuro a impatto climatico zero nell’interesse dei cittadini» («piano per l’obiettivo climatico») (1), la Commissione ha proposto di accrescere l’ambizione dell’Unione in materia di clima innalzando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ad almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. La proposta ha tradotto l’impegno assunto nella comunicazione della Commissione dell’11 dicembre 2019 intitolata «Il Green Deal europeo» (2) di presentare un piano globale per rivedere al rialzo in modo responsabile l’obiettivo dell’Unione per il 2030, puntando al 55 %. La valutazione d’impatto che accompagna il piano per l’obiettivo climatico ha dimostrato che, per realizzare l’ambizione che si è voluta più decisa in materia di clima, occorreva migliorare notevolmente l’efficienza energetica rispetto al livello del 32,5 %. |
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(2) |
La direttiva (UE) 2023/1791 del Parlamento europeo e del Consiglio (3) sull’efficienza energetica («direttiva rifusa sull’efficienza energetica»), entrata in vigore il 10 ottobre 2023, ha introdotto un obiettivo vincolante dell’UE di riduzione dell’11,7 % del consumo di energia primaria e finale entro il 2030, aumentando così in modo significativo il livello di ambizione per il 2030, anche in relazione ai finanziamenti per l’efficienza energetica, e ha rafforzato l’applicazione del principio «l’efficienza energetica al primo posto» nelle decisioni relative alle politiche, alla pianificazione e agli investimenti, in linea con le disposizioni giuridiche ivi contenute. |
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(3) |
Il piano d’azione per un’energia a prezzi accessibili (4), adottato il 26 febbraio 2025 nel contesto del patto per l’industria pulita (5), prevede azioni chiave volte a ridurre i costi energetici per le famiglie e le imprese e a contribuire alla costruzione di un’autentica Unione dell’energia all’insegna della competitività, della sicurezza, della decarbonizzazione e di una transizione giusta. Il piano d’azione si articola in quattro pilastri e otto azioni chiave, tra cui un’azione specifica destinata ad aumentare l’efficienza energetica e realizzare risparmi energetici, il che sottolinea il ruolo dell’efficienza energetica quale fattore essenziale per l’energia a prezzi accessibili, la decarbonizzazione e la competitività industriale. Per far progredire l’efficienza energetica, la Commissione europea sosterrà gli attori del mercato e gli istituti finanziari nella promozione di un mercato unico dell’efficienza energetica. |
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(4) |
La comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2020 intitolata «Un’ondata di ristrutturazioni per l’Europa» (6) ravvisa nell’edilizia un settore fondamentale ai fini del conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica per il 2030 e della neutralità climatica entro il 2050. Ciò è dovuto al fatto che gli edifici sono responsabili del 40 % circa del consumo energetico totale dell’Unione e del 36 % delle sue emissioni di gas a effetto serra. |
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(5) |
La direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio (7) sulla prestazione energetica nell’edilizia («direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia») è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e mira a migliorare in modo strutturale la prestazione energetica degli edifici, concentrandosi sul sostegno alla ristrutturazione di quelli che presentano le prestazioni peggiori, ma anche sulla lotta alla povertà energetica dando priorità alle famiglie vulnerabili e sulla piena decarbonizzazione del parco immobiliare entro il 2050. |
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(6) |
La comunicazione sul piano REPowerEU del maggio 2022 (8), cui hanno fatto seguito la tabella di marcia per porre fine alle importazioni di energia dalla Russia (9) e la proposta di regolamento relativo all’abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche (10), individua nell’efficienza energetica e negli sforzi volti a risparmiare energia i pilastri fondamentali degli obiettivi dell’UE in materia di sicurezza energetica, che consistono nel ridurre in modo significativo la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione energetica. |
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(7) |
La relazione «World Energy Investment 2025» dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) (11) sottolinea che l’obiettivo di raddoppiare il ritmo dei miglioramenti dell’efficienza energetica richiede maggiori investimenti aggiuntivi. Dopo un periodo di crescita costante degli investimenti nell’efficienza energetica tra il 2015 e il 2022, l’AIE ha constatato che dal 2023 il sostegno politico e finanziario va scemando; la tendenza si è confermata anche nel 2024. In particolare nell’Unione europea gli investimenti nell’efficienza energetica e nell’elettrificazione sono diminuiti del 2 %, soprattutto a causa del minor sostegno strategico in alcuni mercati e del rallentamento delle vendite di pompe di calore. L’AIE ha affermato che, nel complesso, per poter raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica occorre triplicare gli investimenti attuali a favore dell’efficienza energetica e dell’elettrificazione. |
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(8) |
La relazione di Mario Draghi «A Competitiveness Strategy for Europe» ha ricordato l’ingente fabbisogno di finanziamenti dell’Unione al fine di conseguire i suoi obiettivi strategici, pari almeno a 750-800 miliardi di EUR di investimenti annui supplementari, e l’esigenza di utilizzare con efficacia i finanziamenti pubblici dell’UE per stimolare gli investimenti privati. Per sostenere la mobilitazione degli investimenti privati, la relazione Draghi ha individuato la necessità di completare l’Unione dei mercati dei capitali, di aumentare la capacità di finanziamento del settore bancario, il che includerebbe il rilancio della cartolarizzazione e la valutazione dell’attuale normativa prudenziale, e di riformare il bilancio dell’UE al fine di renderlo più mirato ed efficiente, nonché di migliorare l’effetto leva degli investimenti privati. |
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(9) |
Mobilitare investimenti a favore dell’efficienza energetica così come ulteriori finanziamenti privati attraverso misure strategiche e di finanziamento specifiche è in effetti fondamentale al fine di aiutare gli Stati membri a conseguire gli obiettivi di efficienza energetica per il 2030, raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 in modo efficace sotto il profilo dei costi, agevolare la transizione verso un sistema energetico integrato che fornisca energia pulita e a prezzi accessibili a tutti e ridurre la pressione in termini di domanda di energia e, di conseguenza, i prezzi dell’energia, rafforzando nel contempo la competitività e la sostenibilità dell’economia dell’UE e contribuendo a diminuire la dipendenza dell’UE dalle importazioni di energia. |
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(10) |
L’articolo 30 della direttiva rifusa sull’efficienza energetica [direttiva (UE) 2023/1791] riconosce la necessità di predisporre un adeguato sostegno finanziario e tecnico per le misure di efficienza energetica e di elaborare misure politiche mirate che consentano la mobilitazione di investimenti privati nell’efficienza energetica. |
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(11) |
Gli istituti finanziari e gli attori del mercato dell’efficienza energetica – quali le imprese di servizi energetici, le comunità di energia, le imprese di pubblica utilità del settore energetico e i gestori dei sistemi di distribuzione, le reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, le imprese immobiliari, i fornitori di tecnologie per l’efficienza energetica e di tecnologie a zero emissioni nette – dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel mobilitare gli investimenti privati nell’efficienza energetica facendo leva sui benefici economici che ne derivano in termini di risparmi sui costi energetici, e rendendo così l’efficienza energetica più interessante sul piano economico. |
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(12) |
Al fine di stimolare la partecipazione degli istituti finanziari e mobilitare altri investimenti privati a favore dell’efficienza energetica, nel 2024 la Commissione ha creato la coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica («coalizione»), che ha riunito gli Stati membri dell’UE, gli istituti finanziari e i portatori di interessi in veste di membri fondatori al fine di individuare azioni concrete volte a migliorare il finanziamento privato dell’efficienza energetica. Gli obiettivi della coalizione sono creare un contesto di mercato favorevole agli investimenti nell’efficienza energetica e aumentare i finanziamenti privati al fine di sostenere il conseguimento degli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima per il 2030 e il 2050. |
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(13) |
La relazione congiunta sul finanziamento dell’efficienza energetica in Europa e sulla valutazione della spesa pubblica per l’efficienza energetica e la prestazione energetica nell’edilizia (12), in linea con le disposizioni dell’articolo 30, paragrafo 17, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica [direttiva (UE) 2023/1791] e all’articolo 9, paragrafo 8, della direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia [direttiva (UE) 2024/1275], valuta lo stato attuale e l’efficacia del sostegno finanziario pubblico in Europa finalizzato a stimolare ulteriori investimenti privati. La relazione congiunta rileva che gli investimenti necessari a conseguire gli obiettivi di efficienza energetica per il 2030 ammontano a 370 miliardi di EUR l’anno per il periodo 2021-2030 e che il deficit previsto si attesta a circa 170 miliardi di EUR l’anno (13). Le risorse di bilancio dell’UE destinate all’efficienza energetica sono aumentate del 62 % nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 rispetto al periodo 2014-2020 e del 491 % se si tiene conto del contributo di NextGenerationEU, con un incremento da 26,5 miliardi di EUR a 156,6 miliardi di EUR. Gran parte dell’aumento proviene dal dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). La relazione congiunta conclude che le risorse pubbliche di bilancio, dell’UE e nazionali, sono fondamentali per l’efficienza energetica, sebbene rappresentino soltanto una quota limitata del fabbisogno di investimenti, pari a circa il 14,4 %. La relazione conclude inoltre che l’effetto catalizzatore dei finanziamenti pubblici dovrebbe essere sfruttato appieno aumentando l’efficacia e l’efficienza del sostegno pubblico di bilancio teso a realizzare maggiori risparmi energetici e attrarre ulteriori capitali privati. |
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(14) |
Data la disponibilità limitata di risorse pubbliche, il loro utilizzo dovrebbe essere mirato ad aumentare l’attrattiva economica dell’efficienza energetica e quindi a superare i fallimenti del mercato che impediscono la mobilitazione di investimenti privati nell’efficienza energetica, come pure a fornire sostegno ai gruppi vulnerabili al fine di far fronte agli elevati costi iniziali. Inoltre la scarsa standardizzazione degli investimenti nell’efficienza energetica rappresenta un ostacolo critico allo sviluppo di offerte finanziarie e strumenti finanziari ad hoc per l’efficienza energetica su larga scala e determina quindi l’incapacità di attirare investitori privati e attori del mercato. Rimane pertanto fondamentale sostenere l’aggregazione, l’assistenza allo sviluppo di progetti e metodologie comuni per sviluppare, aggregare e valutare gli investimenti nell’efficienza energetica al fine di richiamare ulteriori capitali privati. |
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(15) |
Poiché sono prive di risorse proprie e hanno un accesso limitato ai prestiti commerciali, le famiglie in condizioni di povertà energetica hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti per investire. Necessitano pertanto di strumenti finanziari pubblici innovativi che combinino forme diverse di finanziamento in grado di consentire l’accesso ai finanziamenti sotto forma di prestiti a tasso zero o basso, finanziamenti a costo zero basati sulle prestazioni, quali i contratti di rendimento energetico e i regimi di compensazione in bolletta, che consentano loro di ottenere sostegno finanziario anticipato e di rimborsarlo man mano che risparmiano sulla bolletta energetica, e di altre forme innovative di finanziamento. Anche le comunità di energia possono svolgere un ruolo nell’aggregare gli investimenti privati nelle soluzioni di efficienza energetica in modo più accessibile, anche dal punto di vista economico, per i cittadini, le autorità locali, le piccole e medie imprese e le famiglie vulnerabili. |
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(16) |
Si prevede che le misure volte a ridurre le bollette dell’energia e la povertà energetica, nonché le misure destinate a sostenere la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori e a rispondere alle esigenze dei consumatori vulnerabili, contribuiranno positivamente all’obiettivo della Commissione di aumentare l’offerta e l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili. |
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(17) |
Per quanto concerne nello specifico il settore edile, il tasso medio di ristrutturazione negli Stati membri dell’UE è attualmente troppo basso (inferiore all’1 %) per garantire la tempestiva decarbonizzazione del parco immobiliare. Il sostegno all’aumento dei tassi di ristrutturazione e all’adozione di misure di efficienza energetica presso le imprese, anche attraverso misure normative, stimolerà la partecipazione degli investitori privati e degli attori del mercato allo sviluppo di un mercato fiorente per gli investimenti nell’efficienza energetica. |
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(18) |
Al fine di aumentare gli investimenti privati a favore dell’efficienza energetica è necessario prendere atto delle differenze esistenti tra i mercati dell’efficienza energetica degli Stati membri, le pratiche di finanziamento e i quadri normativi e di sostegno. Posto che sfide diverse a livello nazionale e regionale richiedono approcci strategici diversi, la coalizione istituita a livello di Unione è integrata da poli nazionali dedicati negli Stati membri. L’obiettivo è che ciascun polo si concentri su un particolare approccio orientato al mercato per ottenere i risultati perseguiti sul piano dell’efficienza energetica. I poli nazionali della coalizione dovrebbero orientare la diffusione di soluzioni di finanziamento a livello nazionale riunendo i giusti portatori di interessi, comprese le autorità pubbliche e gli istituti finanziari, e fornendo sostegno tecnico su base continuativa alle autorità degli Stati membri per aiutarle a sviluppare soluzioni di finanziamento dell’efficienza energetica che siano in linea con i loro obiettivi e le loro ambizioni strategiche. Analogamente, dovrebbe essere adattata ai mercati e alle pratiche di finanziamento nazionali anche la presente raccomandazione, volta a mobilitare investimenti privati nell’efficienza energetica. |
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(19) |
Nella primavera del 2024 la Commissione ha convocato un panel europeo di cittadini sull’efficienza energetica che ha riunito 150 persone con l’obiettivo di discutere le sfide e i benefici dell’efficienza energetica di maggiore interesse per loro. A seguito delle loro deliberazioni, i cittadini hanno presentato un elenco di raccomandazioni concrete di cui tenere conto nelle prossime iniziative della Commissione, evidenziando il ruolo chiave del sostegno ai finanziamenti per l’efficienza energetica (14). |
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(20) |
A norma dell’articolo 30, paragrafo 10, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica [direttiva (UE) 2023/1791], la Commissione è tenuta a fornire orientamenti agli Stati membri e agli attori del mercato su come mobilitare investimenti privati nell’efficienza energetica. Gli orientamenti dovrebbero aiutare gli Stati membri e gli attori del mercato a mettere a punto e realizzare investimenti a favore dell’efficienza energetica, nell’ambito dei vari programmi dell’Unione ma non solo, e dovrebbero proporre meccanismi e soluzioni di finanziamento adeguati e innovativi, con una combinazione di contributi, strumenti finanziari e assistenza allo sviluppo di progetti, al fine di potenziare le iniziative esistenti e usare i programmi dell’Unione come catalizzatore per stimolare e mobilitare finanziamenti privati. |
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(21) |
La presente raccomandazione è corredata da un allegato contenente esempi dettagliati di azioni, misure e linee guida specifiche per l’attuazione attraverso l’istituzione di regimi di finanziamento in grado di mobilitare gli investimenti privati nell’efficienza energetica, |
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
Gli Stati membri e gli attori del mercato dovrebbero:
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1. |
istituire un quadro di sostegno finanziario pubblico a lungo termine per l’efficienza energetica, facendo leva in particolare sui meccanismi di finanziamento specializzati a carattere rotativo e sulle garanzie pubbliche per aumentare l’accesso ai finanziamenti e ridurre i rischi degli investimenti. Il quadro di sostegno dovrebbe costituire la struttura portante per lo sviluppo di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica e di regimi di finanziamento privati ed essere basato su un assetto normativo prevedibile in materia di efficienza energetica che garantisca visibilità a lungo termine sulle politiche e rafforzi la fiducia degli investitori. Il quadro dovrebbe inoltre sfruttare gli incentivi normativi e fiscali per stimolare miglioramenti dell’efficienza energetica e investimenti; |
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2. |
istituire o rafforzare il fondo nazionale per l’efficienza energetica, o meccanismi equivalenti a livello nazionale o regionale, come strumento dedicato per facilitare l’accesso a regimi di sostegno finanziario pubblico per l’efficienza energetica, riunendo vari flussi e strumenti di finanziamento diversi in un’unica struttura organizzativa. Questi strumenti dovrebbero razionalizzare l’accesso ai finanziamenti, costituire una solida riserva di investimenti nell’efficienza energetica e consentire la combinazione di molteplici flussi di finanziamento pubblico e privato in un’unica operazione. Tali strumenti potrebbero servire, tra l’altro, a dare attuazione a programmi di finanziamento mirati, garanzie pubbliche, strumenti finanziari, assistenza tecnica, pacchetti di crediti a fini di cartolarizzazione e regimi di forfetizzazione e factoring, e contribuire a semplificare le procedure, le norme e le metodologie inerenti all’efficienza energetica, nonché a migliorare la visibilità e la conoscenza dei regimi di sostegno finanziario e degli incentivi finanziari a favore dell’efficienza energetica. Gli Stati membri devono inoltre:
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3. |
potenziare gli strumenti finanziari a lungo termine e le soluzioni di finanziamento misto. Gli Stati membri dovrebbero rivedere il quadro nazionale di finanziamento vigente allo scopo di introdurre e utilizzare soluzioni di finanziamento misto che combinino in un’unica operazione prestiti a tasso zero o a basso tasso d’interesse e garanzie pubbliche con vari tipi di sovvenzioni (abbuoni di interesse e sussidi per le commissioni di garanzia, abbuoni di capitale, sovvenzioni per l’assistenza tecnica). Gli Stati membri devono inoltre:
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4. |
attivare strumenti di assistenza allo sviluppo di progetti e sostenere lo sviluppo di«aggregatori»di progetti di efficienza energetica. Può trattarsi ad esempio di sportelli unici che assistano i cittadini e le imprese nello sviluppo e nell’aggregazione di progetti di investimento nell’efficienza energetica, super-ESCO (società di servizi energetici), comunità di energia, strumenti di assistenza allo sviluppo di progetti e altri promotori di progetti. È opportuno sostenere gli aggregatori affinché raggiungano dimensioni critiche, con l’obiettivo di creare una solida riserva di investimenti bancabili. Gli Stati membri sono incoraggiati ad avvalersi del sostegno dell’UE, ad esempio attraverso il meccanismo di assistenza energetica europea a livello locale (ELENA), per istituire strumenti nazionali o regionali di assistenza tecnica e allo sviluppo di progetti; |
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5. |
partecipare proattivamente alla coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica così da promuovere una cooperazione più stretta ed efficace con gli istituti finanziari. Gli sforzi in tal senso comprendono lo sviluppo dei poli nazionali della coalizione e la definizione dei relativi mandati e programmi di lavoro. Gli Stati membri devono inoltre:
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6. |
sfruttare al meglio gli incentivi fiscali per mobilitare investimenti privati nell’efficienza energetica. Priorità fondamentali dovrebbero essere eliminare le misure fiscali e le sovvenzioni che disincentivano gli investimenti nei miglioramenti dell’efficienza energetica, come quelle che creano dipendenze da tecnologie basate sui combustibili fossili e inefficienti sotto il profilo energetico, ed evitare misure fiscali che assoggettino a una tassazione più elevata i benefici economici collaterali dei miglioramenti dell’efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero inoltre introdurre misure e incentivi fiscali positivi per mobilitare gli investimenti nell’efficienza energetica; |
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7. |
promuovere lo sviluppo e la diffusione di prodotti di credito per l’efficienza energetica e di finanziamenti privati mediante contratti di credito. Nel novero rientrano mutui ipotecari per l’efficienza energetica e prestiti per la ristrutturazione, anche con l’ausilio di garanzie pubbliche, altre misure di riduzione dei rischi, incentivi fiscali, il rafforzamento del ruolo del settore bancario al dettaglio e la valutazione del risparmio energetico in sede di valutazione del merito creditizio. In linea con la direttiva rifusa sull’efficienza energetica (direttiva (UE) 2023/1791), garantire un’offerta ampia e non discriminatoria, da parte degli istituti finanziari, di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica – che devono quindi essere promossi in alternativa ai prodotti finanziari tradizionali quando è nel migliore interesse dei potenziali clienti – nonché garantire la loro visibilità e accessibilità ai consumatori, anche attraverso il sostegno da parte di soggetti terzi e autorità pubbliche. Gli Stati membri devono inoltre:
Gli attori del mercato dovrebbero:
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8. |
creare le giuste condizioni per il necessario quadro normativo e sostenere lo sviluppo di regimi di finanziamento innovativi. Dovrebbero essere sviluppati meccanismi quali il finanziamento tramite imposte e la compensazione in bolletta, consentendo alle autorità pubbliche competenti di utilizzare le imposte e altri oneri come veicoli di rimborso del debito, coinvolgendo le imprese di pubblica utilità del settore energetico e i distributori di energia nel finanziamento delle misure di efficienza energetica e permettendo di rimborsare il debito mediante le bollette dell’energia. Dovrebbero altresì fare in modo che il debito possa essere legato a un bene immobile e trasferito unitamente al titolo di proprietà. Nello specifico gli Stati membri dovrebbero:
Gli attori del mercato dovrebbero:
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9. |
eliminare gli ostacoli e potenziare il finanziamento dell’efficienza energetica attraverso accordi di servizi, oltre a promuovere il mercato dei servizi energetici. Tra gli esempi figurano il sostegno al miglioramento dell’efficienza energetica tramite le spese operative, l’eliminazione delle strozzature e degli ostacoli amministrativi allo sviluppo del mercato delle società di servizi energetici, la valorizzazione degli strumenti basati sul rendimento/sulle prestazioni come i contratti di rendimento energetico e altre soluzioni innovative di servizi energetici. Gli Stati membri e gli attori del mercato dovrebbero:
Gli attori del mercato dovrebbero:
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10. |
utilizzare garanzie pubbliche e altri strumenti di riduzione dei rischi a lungo termine in grado di incrementare l’accesso ai finanziamenti privati per l’efficienza energetica. Si tratta di elementi fondamentali per migliorare l’attrattiva economica dell’efficienza energetica riducendo il rischio di investimento complessivo, fornendo sostegno al miglioramento della qualità del credito al fine di aumentare l’accesso ai finanziamenti per specifici mercati e segmenti di popolazione, e gettando le fondamenta per tassi di interesse più competitivi. Gli Stati membri dovrebbero altresì individuare i rischi e le difficoltà specifici per paese legati all’accesso ai finanziamenti per i partecipanti al mercato; |
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11. |
promuovere le opportunità di rifinanziamento e favorire lo sviluppo di un mercato secondario per l’efficienza energetica insieme agli istituti finanziari privati. Tali strumenti potrebbero sostenere regimi di forfetizzazione e factoring per i contratti di rendimento energetico con le società di servizi energetici, raggruppare i crediti per l’efficienza energetica di diversi cedenti di prestiti a fini di cartolarizzazione e facilitare la creazione di super-ESCO o strutture analoghe che fungano da intermediari tra le società di servizi energetici e gli investitori istituzionali. Gli Stati membri e gli attori del mercato dovrebbero inoltre:
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12. |
migliorare la raccolta di dati sull’efficienza energetica. Sono compresi i dati sulla performance finanziaria degli investimenti nell’efficienza energetica e i dati utili a sostenere le misure di monitoraggio e verifica dei risparmi energetici. Gli Stati membri e gli attori del mercato dovrebbero sostenere iniziative tese a elaborare, armonizzare, standardizzare e semplificare le metodologie di rating dei progetti, compresa la valutazione dei vantaggi non energetici e le misure di monitoraggio e verifica dei risparmi energetici, che sono fondamentali al fine di aumentare la fiducia e la certezza degli investitori, nonché garantire il valore monetario dei risparmi energetici quali beni di scambio. |
Nell’attuare la presente raccomandazione, gli Stati membri e gli attori del mercato dovrebbero tenere debitamente conto dell’allegato della stessa, che fornisce orientamenti dettagliati in merito a misure politiche e di finanziamento specifiche per mobilitare gli investimenti privati nell’efficienza energetica, comprensivi di azioni specifiche raccomandate, contesto circostanziato ed esempi di casi d’uso che hanno prodotto buoni risultati.
Fatto a Bruxelles, il 10 marzo 2026
Per la Commissione
Dan JØRGENSEN
Membro della Commissione
(1) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l’Europa — Investire in un futuro a impatto climatico zero nell’interesse dei cittadini», COM(2020) 562 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:52020DC0562.
(2) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Il Green Deal europeo», COM(2019) 640 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:52019DC0640.
(3) Direttiva (UE) 2023/1791 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, sull’efficienza energetica e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 (GU L 231 del 20.9.2023, pag. 1, ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2023/1791/oj).
(4) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Piano d’azione per un’energia a prezzi accessibili — Sbloccare l’autentico valore dell’Unione dell’energia per garantire energia pulita, efficiente e a prezzi accessibili a tutti gli europei», COM(2025) 79 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:52025DC0079.
(5) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Il patto per l’industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione», COM(2025) 85 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:52025DC0085.
(6) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Un’ondata di ristrutturazioni per l’Europa: inverdire gli edifici, creare posti di lavoro e migliorare la vita», COM(2020) 662 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:52020DC0662.
(7) Direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, sulla prestazione energetica nell’edilizia (GU L, 2024/1275, 8.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1275/oj).
(8) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Piano REPowerEU», COM(2022) 230 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=COM:2022:230:FIN.
(9) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Tabella di marcia per porre fine alle importazioni di energia dalla Russia», COM(2025) 440 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52025DC0440.
(10) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche e recante modifica del regolamento (UE) 2017/1938, COM(2025) 828 final, 2025/0180(COD), https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52025PC0828.
(11) Relazione dell’AIE, World Energy Investment 2025, https://iea.blob.core.windows.net/assets/1c136349-1c31-4201-9ed7-1a7d532e4306/WorldEnergyInvestment2025.pdf.
(12) Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul finanziamento dell’efficienza energetica in Europa — Valutazione della spesa pubblica destinata all’efficienza energetica e alla prestazione energetica degli edifici, COM(2026) 118.
(13) Relazione dell’AIE, Energy Efficiency 2024, https://iea.blob.core.windows.net/assets/f304f2ba-e9a2-4e6d-b529-fb67cd13f646/EnergyEfficiency2024.pdf, e Bruegel, How to finance the European Union’s building decarbonisation plan, fonte: PB 12 2024.pdf.
(14) Raccomandazioni finali del panel europeo di cittadini sull’efficienza energetica, https://citizens.ec.europa.eu/document/download/52a3608d-662c-4b0e-b463-684a9dbef302_en?filename=Final%20recommendations%20European%20Citizens%60%20Panel%20on%20Energy%20Efficiency.pdf.
ALLEGATO
1. INTRODUZIONE
Il presente allegato della raccomandazione della Commissione sulla mobilitazione di investimenti privati nell’efficienza energetica («raccomandazione») illustra nel dettaglio misure politiche e di finanziamento specifiche per mobilitare gli investimenti privati nell’efficienza energetica. Individua i passaggi chiave e fornisce esempi di casi che hanno prodotto buoni risultati, con l’obiettivo di sostenere gli Stati membri nel predisporre azioni concrete e regimi di finanziamento.
Le misure sono suddivise in due sezioni, in base ai due fattori trainanti interconnessi di mobilitazione degli investimenti privati:
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1) |
catalizzazione e aggregazione della domanda di investimenti nell’efficienza energetica; |
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2) |
miglioramento dell’offerta di finanziamenti per l’efficienza energetica, riduzione dei rischi degli investimenti e opportunità di rifinanziamento. |
La prima sezione fa riferimento alle raccomandazioni da 2 a 6 nel testo principale, mentre la seconda sezione riguarda le raccomandazioni da 7 a 12. La prima raccomandazione relativa all’istituzione di un quadro di sostegno finanziario pubblico a lungo termine per l’efficienza energetica costituisce un prerequisito per lo sviluppo di azioni supplementari in grado di mobilitare ulteriormente gli investimenti privati e, nel complesso, di offrire una giustificazione economica più convincente per l’efficienza energetica.
Date le differenze esistenti a livello normativo e di governance tra gli Stati membri e le diverse pratiche di finanziamento dell’efficienza energetica, nonché lo sviluppo di offerte di finanziamento privato per l’efficienza energetica, le raccomandazioni di cui al presente allegato dovranno essere adattate al quadro nazionale e regionale di ciascuno Stato membro in materia di governance e di efficienza energetica.
Al fine di elaborare la raccomandazione e nel contesto della relazione congiunta sul finanziamento dell’efficienza energetica in Europa, contenente una valutazione della spesa pubblica per l’efficienza energetica, la Commissione, con il sostegno delle autorità nazionali, ha individuato e valutato oltre 400 regimi di finanziamento pubblico a sostegno degli investimenti nell’efficienza energetica nei 27 Stati membri dell’UE, compresi i regimi cofinanziati dall’Unione (1). Secondo la relazione congiunta, gli Stati membri utilizzano prevalentemente forme di finanziamento a fondo perduto per sostenere l’efficienza energetica. Le soluzioni alternative incentrate su forme rimborsabili di finanziamento, più efficaci nell’attrarre investimenti privati, sono meno comuni. La relazione congiunta rileva che gli investimenti necessari a conseguire gli obiettivi di efficienza energetica per il 2030 ammontano a 370 miliardi di EUR l’anno per il periodo 2021-2030, con un deficit previsto di investimenti di circa 170 miliardi di EUR l’anno. Il dato deve essere letto alla luce dell’incremento del 491 % delle risorse di bilancio dell’UE per l’efficienza energetica nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 rispetto al periodo 2014-2020, che equivale a un aumento da 26,5 miliardi di EUR a 156,6 miliardi di EUR, provenienti in gran parte dal dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). La relazione conclude che, per quanto fondamentali, le risorse pubbliche di bilancio dell’UE e nazionali per l’efficienza energetica sono in grado di coprire soltanto una quota limitata (14,4 %) del deficit di investimenti. Di conseguenza si dovrebbe sfruttare al massimo l’effetto catalizzatore dei finanziamenti pubblici, aumentandone l’efficacia e l’efficienza al fine di realizzare maggiori risparmi energetici e attrarre ulteriori capitali privati.
2. CATALIZZAZIONE E AGGREGAZIONE DELLA DOMANDA DI INVESTIMENTI NELL’EFFICIENZA ENERGETICA
Catalizzare e aggregare la domanda di investimenti costituisce un passaggio obbligato per mobilitare i finanziamenti privati per gli investimenti nell’efficienza energetica. È pertanto necessario creare solide riserve di investimenti e stimolare la domanda di efficienza energetica al fine di aumentare l’attrattiva di tali strumenti per gli investitori privati. Gli Stati membri dell’UE hanno un ruolo fondamentale da svolgere in questo processo. Il capitolo che segue riguarda le raccomandazioni da 2 a 6 di cui al testo principale.
2.1. Raccomandazione 2 — Istituire o rafforzare il fondo nazionale per l’efficienza energetica o meccanismi equivalenti
Aggregare diversi flussi di finanziamento e assistenza tecnica e finanziaria in un fondo nazionale per l’efficienza energetica o in uno strumento equivalente, quali le banche nazionali di promozione, è fondamentale al fine di sostenere l’attuazione delle misure di efficienza energetica e apportare i contributi richiesti agli Stati membri in relazione agli obiettivi di efficienza energetica dell’UE per il 2030. Detti fondi possono contribuire a migliorare il coordinamento nazionale e il sostegno finanziario centralizzato, a mettere in comune le competenze in materia di finanziamento dell’efficienza energetica, a facilitare la combinazione di diversi regimi di finanziamento e fonti di sostegno finanziario pubblico e a integrare meglio le riserve di investimenti allineando le norme di ammissibilità, monitoraggio e verifica.
Il ruolo del fondo nazionale per l’efficienza energetica nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica dell’UE è stabilito all’articolo 30 della direttiva rifusa sull’efficienza energetica (2), che prevede anche la possibilità di soddisfare alcuni degli obblighi di efficienza energetica mediante un contributo finanziario a tale fondo (3).
Nel 2024, 16 Stati membri su 27 disponevano di un fondo nazionale per l’efficienza energetica o di un dispositivo analogo (4). Tuttavia questi meccanismi di finanziamento nazionali variano notevolmente in termini di volume e tipo di sostegno finanziario fornito, e molti di essi sembrano inattivi o sottoutilizzati.
Istituire o rilanciare il fondo nazionale per l’efficienza energetica o un dispositivo analogo costituisce un passo fondamentale verso il miglioramento del quadro nazionale di finanziamento e la mobilitazione degli investimenti privati nell’efficienza energetica. Uno dispositivo dedicato di questo tipo può migliorare il coordinamento e l’aggregazione di strumenti e meccanismi di finanziamento riunendo le risorse pubbliche e rendendo possibili soluzioni di finanziamento misto, con una combinazione di sovvenzioni e prestiti per investimenti specifici. Inoltre, mettendo in comune competenze tecniche e finanziarie, può fornire assistenza tecnica a progetti di efficienza energetica su vasta scala e testare soluzioni di finanziamento innovative per l’efficienza energetica.
Uno degli ostacoli principali ai finanziamenti misti per l’efficienza energetica è costituito dalla mancanza di coordinamento tra i programmi di sovvenzioni e gli strumenti finanziari quali prestiti agevolati, garanzie pubbliche o altre soluzioni di riduzione dei rischi. Le sovvenzioni spesso non lasciano spazio ad altri strumenti finanziari, in particolare quando il confine tra meccanismi di sostegno rimborsabile e a fondo perduto non è chiaramente definito. La messa in comune di risorse e competenze in un unico dispositivo a livello nazionale, nuovo o già esistente, può consentire un migliore coordinamento tra i diversi flussi di finanziamento, anche allineando le norme e le procedure per la valutazione dell’ammissibilità delle misure, il monitoraggio e la verifica dei risparmi energetici realizzati. In numerosi casi, migliorare e semplificare il quadro nazionale di sostegno per gli investimenti nell’efficienza energetica può ridurre i costi di transazione, aumentare la trasparenza e dare ai portatori di interessi del settore e agli istituti finanziari una prospettiva a lungo termine sul mercato nazionale dell’efficienza energetica, facendone una scelta ancor più valida sul piano economico.
Riunire le competenze in materia di finanziamento dell’efficienza energetica in un fondo nazionale può migliorare il coordinamento della raccolta dei dati sugli investimenti nell’efficienza energetica e la cooperazione con istituti finanziari privati. Può inoltre fornire un riscontro mirato ai responsabili delle politiche nazionali ed europei sull’aumento degli investimenti nell’efficienza energetica. Il ruolo di coordinamento e raccolta di informazioni del fondo nazionale per l’efficienza energetica si affianca alla promozione di partenariati a livello nazionale tra autorità pubbliche, istituti finanziari e il settore dell’efficienza energetica al fine di coordinare meglio gli incentivi e i regimi di sostegno pubblici con soluzioni di finanziamento private. Contesti idonei a tali partenariati possono essere anche i poli nazionali istituiti nell’ambito della coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica (5).
In tale contesto, le azioni chiave a sostegno dell’aggregazione dei flussi di finanziamento per l’efficienza energetica e delle competenze in materia di finanziamento sono le seguenti:
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valutare lo stato dei regimi di finanziamento dell’efficienza energetica nel paese al fine di stabilire se una maggiore aggregazione delle risorse finanziarie e il coordinamento del sostegno finanziario pubblico possano ridurre i costi di transazione, aumentando nel contempo l’attrattiva e la visibilità degli investimenti nell’efficienza energetica per gli investitori privati; |
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istituire un fondo nazionale per l’efficienza energetica o un dispositivo analogo o rafforzare quello esistente. Al fondo dovrebbe essere conferito un mandato chiaro per mobilitare finanziamenti per l’efficienza energetica in vari settori, anche destinati alla ristrutturazione del parco immobiliare esistente e alla riconversione degli edifici in alloggi efficienti sotto il profilo energetico. A tal fine è possibile creare una struttura dedicata avente un mandato specifico per mobilitare investimenti nell’efficienza energetica, all’interno o all’esterno di organismi esistenti che promuovono gli investimenti di capitale, per la gestione del sostegno finanziario pubblico dell’UE e nazionale a favore dell’efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero garantire che la struttura possa contare su personale con le competenze necessarie per adempiere efficacemente al suo mandato; |
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determinare la capitalizzazione del fondo nazionale per l’efficienza energetica, preponendolo al finanziamento di programmi nazionali a lungo termine di efficienza energetica, allo sviluppo di soluzioni di finanziamento misto e all’erogazione di assistenza tecnica per il finanziamento dell’efficienza energetica. Il fondo può essere capitalizzato attraverso vari mezzi, tra cui: bilancio pubblico e programmi di sostegno pubblico dell’UE/nazionali; crediti derivanti dai suoi strumenti finanziari a lungo termine per l’efficienza energetica; entrate ottenute dalle aste di certificati di risparmio energetico nell’ambito dei regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica; quote di emissioni nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE; negoziazione di certificati bianchi; mobilitazione di finanziamenti privati sui mercati dei capitali, quali il trasferimento di crediti di risparmio energetico a investitori istituzionali attivi sul mercato secondario; |
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rafforzare il ruolo del fondo nazionale per l’efficienza energetica o dispositivo analogo nel fornire assistenza tecnica per progetti di investimento su vasta scala, nella raccolta dei dati, nel valutare l’evoluzione del mercato dell’efficienza energetica e degli investimenti corrispondenti, così come nel fornire consulenza specialistica su strumenti finanziari, politiche e soluzioni di finanziamento innovative, anche attraverso i poli nazionali della coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica. |
Tra gli esempi validi di fondi nazionali per l’efficienza energetica figurano ALTUM (6) in Lettonia, che ha fatto confluire sostegno e competenze in materia di finanziamento dell’efficienza energetica all’interno di un meccanismo nazionale che già esisteva, e il fondo nazionale spagnolo per l’efficienza energetica (7), istituito per ottemperare agli obblighi nazionali di risparmio energetico ampliando nel contempo le relative attività.
2.2. Raccomandazione 3 — Potenziare gli strumenti finanziari a lungo termine e le soluzioni di finanziamento misto
Nell’ambito della relazione sul finanziamento dell’efficienza energetica in Europa, la Commissione ha esaminato il livello di finanziamento dell’efficienza energetica in tutti gli Stati membri dell’UE a 27 e ha valutato i regimi di finanziamento esistenti, finanziati sia dall’Unione che a livello nazionale. Dei 426 regimi individuati nell’UE a 27 nel periodo 2014-2024, soltanto il 25 % utilizzava strumenti finanziari, compreso il sostegno finanziario misto che combina sovvenzioni e prestiti in un’unica operazione. Il restante 75 % offriva finanziamenti a fondo perduto, quali sovvenzioni e crediti d’imposta. Soltanto in un numero esiguo di Stati membri gli strumenti finanziari e le soluzioni di finanziamento misto rappresentavano oltre il 30 % del sostegno finanziario pubblico a favore dell’efficienza energetica.
Sebbene i regimi basati sulle sovvenzioni, i crediti d’imposta e altre forme di sussidi non rimborsabili non impediscano necessariamente la mobilitazione di investimenti privati, spesso esercitano un minor effetto leva e presentano tassi di intensità delle sovvenzioni più elevati rispetto agli strumenti finanziari e alle soluzioni di finanziamento misto. Ciò può portare all’esclusione del capitale privato dai finanziamenti per l’efficienza energetica. Inoltre i programmi di sovvenzioni e sussidi che dipendono fortemente dalla capacità di bilancio degli Stati membri e dai contributi del bilancio dell’UE possono mancare di continuità temporale, il che ostacola lo sviluppo di un mercato fiorente dell’efficienza energetica. Rispetto agli strumenti finanziari e alle soluzioni di finanziamento misto, i programmi basati su sovvenzioni e crediti d’imposta non sfruttano i mercati dei capitali e la partecipazione di investitori privati, ma spesso si basano esclusivamente sul cofinanziamento privato, che attinge alle risorse proprie e ai risparmi dei beneficiari delle sovvenzioni. Paradossalmente, le forme di finanziamento a fondo perduto ostacolano l’accesso di chi non dispone di risorse proprie sufficienti per coprire il cofinanziamento richiesto o, nel caso dei crediti d’imposta, non ha un reddito imponibile sufficientemente elevato da beneficiare del regime. Ciò può avere effetti regressivi sulla politica di bilancio, in cui all’aumento del reddito imponibile corrisponde un aumento dell’accesso alle sovvenzioni pubbliche.
Allo stesso tempo, gli investimenti nell’efficienza energetica sono spesso frenati da rischi elevati e da difficoltà di accesso ai finanziamenti: succede, ad esempio, in determinati segmenti di mercato, come le famiglie a basso reddito, i condomini o le piccole e medie imprese (PMI), oppure nel caso di investimenti più ambiziosi nel risparmio energetico o nella diffusione di nuove tecnologie. Il ricorso al sostegno sotto forma di sovvenzioni in combinazione con i prestiti, unitamente ad altre misure di riduzione dei rischi quali le garanzie pubbliche, può ridurre i rischi associati.
Di conseguenza, per convogliare più capitali privati verso l’efficienza energetica, garantendo nel contempo un ampio accesso al sostegno finanziario a lungo termine, gli Stati membri dovrebbero fare un ampio utilizzo degli strumenti finanziari, in particolare con regimi di finanziamento misto su larga scala che combinino sovvenzioni e strumenti finanziari, compresi prestiti e garanzie pubbliche. Per farlo possono istituire strumenti finanziari nazionali a lungo termine per l’efficienza energetica che offrano opportunità di finanziamento nel lungo periodo, anche attuando fondi di rotazione e adeguando il sostegno sotto forma di sovvenzioni in modo da rispondere alle esigenze dei beneficiari.
L’istituzione di strumenti finanziari a lungo termine su vasta scala consentirà anche di collaborare con gli attori del mercato (istituti finanziari, società di servizi energetici, finanziatori terzi e promotori di progetti) fornendo prospettive stabili e a lungo termine per massimizzare la combinazione di contributi pubblici e privati. Gli strumenti dovrebbero essere disponibili per diversi settori e possono funzionare come fondi di rotazione, rifinanziati regolarmente mediante fondi pubblici.
Tali strumenti dovrebbero inoltre essere combinati con un sostegno specifico sotto forma di assistenza tecnica al fine di sviluppare veicoli finanziari specifici per l’efficienza energetica, che facciano leva sulla partecipazione di istituti finanziari privati e società di servizi energetici (ESCO), e soluzioni di finanziamento innovative, quali i contratti di rendimento energetico e l’efficienza energetica come servizio.
Al fine di potenziare in maniera efficace gli strumenti finanziari per l’efficienza energetica, i prestiti rimborsabili e agevolati e le garanzie pubbliche dovrebbero essere combinati con un sostegno ad hoc sotto forma di sovvenzioni, adattato in funzione di criteri specifici, quali la portata del miglioramento dell’efficienza energetica, il segmento di popolazione interessato o il tipo di beni in questione (ad esempio ristrutturazione di edifici che presentano le prestazioni peggiori e condomini). La priorità dovrebbe essere quella di offrire soluzioni di finanziamento combinate che sfruttino l’effetto leva delle sovvenzioni pubbliche per garantire l’accesso ai finanziamenti e ridurre i rischi di investimenti più ambiziosi. I fondi nazionali per l’efficienza energetica o i dispositivi analoghi sono nella posizione ideale per introdurre simili strumenti finanziari a lungo termine, combinando prestiti o garanzie con componenti di sovvenzione in un’unica operazione a favore dell’efficienza energetica.
Ad esempio, nell’ambito dei fondi della politica di coesione, la Commissione e fi-compass, piattaforma di servizi di consulenza della Banca europea per gli investimenti (BEI) (8), hanno sviluppato un modello di strumento finanziario per l’efficienza energetica con una componente di sovvenzione di efficacia comprovata; il modello prevede che l’organismo che attua lo strumento finanziario eroghi tanto il prestito quanto la sovvenzione.
Un valore aggiunto fondamentale degli strumenti finanziari che combinano prestiti, garanzie, sovvenzioni e assistenza tecnica è che possono funzionare come fondi di rotazione e hanno una prospettiva a lungo termine. Un loro uso più esteso garantirebbe stabilità e prevedibilità, due elementi che favoriscono lo sviluppo di un mercato fiorente dell’efficienza energetica. L’autorità finanziaria che gestisce gli strumenti finanziari può infatti reinvestire l’importo rimborsabile — al netto del sostegno sotto forma di sovvenzioni e delle altre misure di riduzione dei rischi — in nuovi investimenti nell’efficienza energetica. Sebbene il fondo pubblico a cui attingono gli strumenti finanziari necessiti di una ricapitalizzazione periodica, è possibile reinvestire continuamente in nuove misure di efficienza energetica, il che rende i fondi di rotazione un modello promettente per mobilitare investimenti privati.
In tale contesto, le azioni chiave per sostenere la diffusione di strumenti finanziari e soluzioni di finanziamento misto a favore dell’efficienza energetica sono le seguenti:
aumentare considerevolmente il ricorso a strumenti finanziari pubblici per finanziare gli investimenti nell’efficienza energetica nell’ambito del quadro di finanziamento nazionale e del fondo nazionale per l’efficienza energetica, o dispositivo equivalente, così da offrire una prospettiva di investimento a lungo termine alla catena del valore nazionale dell’efficienza energetica e ai potenziali beneficiari;
predisporre soluzioni di finanziamento misto che combinino prestiti, garanzie pubbliche e sostegno sotto forma di sovvenzioni in un’unica operazione. Ridurre gli ostacoli all’accesso al sostegno finanziario per l’efficienza energetica, istituendo strumenti finanziari con una componente di sovvenzione o consentendo la combinazione di diversi flussi di finanziamento che forniscono prestiti, garanzie pubbliche e sovvenzioni per il medesimo investimento nell’efficienza energetica;
adeguare il sostegno combinato sotto forma di sovvenzioni in modo da ridurre il rischio e gli ostacoli all’accesso ai finanziamenti sulla base di fattori quali il livello di reddito delle famiglie, il valore dei beni interessati o l’entità dell’investimento. Ad esempio, il sostegno può essere aumentato per gli investimenti destinati alle famiglie a basso reddito e vulnerabili, agli edifici che presentano le prestazioni peggiori, alle microimprese e alle PMI, per gli investimenti finalizzati a ristrutturazioni energetiche profonde degli edifici con le prestazioni peggiori o per i programmi di investimento su larga scala nell’efficienza energetica che promettono risparmi energetici significativi;
fare leva sulla natura rotativa degli strumenti finanziari per l’efficienza energetica con una componente combinata di sovvenzioni. Effettuare un’iniezione iniziale di capitale pubblico e consentire all’autorità di finanziamento di reinvestire gli importi rimborsati in ulteriori misure di efficienza energetica a costi aggiuntivi bassi o nulli per il bilancio pubblico, dando allo strumento di finanziamento una prospettiva a lungo termine;
sostenere lo sviluppo di veicoli finanziari specifici per l’efficienza energetica grazie alla cooperazione tra il mercato delle ESCO, gli istituti finanziari e i grandi proprietari di immobili, quali autorità pubbliche, imprese pubbliche, compresi i fornitori di alloggi pubblici, e grandi imprese immobiliari;
rivedere il quadro di finanziamento nazionale vigente e consentire la combinazione di sovvenzioni, prestiti e garanzie pubbliche provenienti da flussi di finanziamento diversi in un unico investimento nell’efficienza energetica. Ciò eliminerà gli ostacoli esistenti al finanziamento, quali la divergenza delle norme in materia di ammissibilità e pagamenti e lo scarso coordinamento interno nell’attuazione dei programmi di sostegno al finanziamento dell’efficienza energetica;
massimizzare l’uso dei fondi e dei programmi del bilancio dell’UE per la diffusione su vasta scala degli strumenti finanziari. A tal fine, prendere in considerazione la possibilità di attingere al Fondo sociale per il clima e alle entrate nazionali del sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE (sia l’attuale ETS1 che il futuro ETS2).
2.3. Raccomandazione 4 — Attivare strumenti di assistenza allo sviluppo di progetti e sostenere lo sviluppo di «aggregatori» di progetti di efficienza energetica
Una delle principali difficoltà nel richiamare capitali privati verso l’efficienza energetica è dovuta all’attrattiva spesso limitata della riserva di investimenti. Il volume relativamente esiguo e la natura frammentata degli investimenti nell’efficienza energetica li rendono più complessi e meno attraenti per gli investitori privati rispetto ad altri.
Al fine di mobilitare più capitali privati, è essenziale rispondere alla domanda di investimenti e migliorare la qualità della riserva di investimenti nell’efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero sostenere la diffusione di: i) assistenza tecnica per la progettazione di strumenti finanziari che aggreghino ristrutturazioni energetiche e progetti di efficienza energetica su piccola scala; ii) assistenza specifica allo sviluppo di progetti per coadiuvare i proprietari dei beni, le autorità locali, le imprese pubbliche, gli immobili commerciali e le imprese nella messa a punto di progetti di investimento su larga scala.
La centralizzazione dell’assistenza tecnica presenta notevoli potenzialità di aggregazione degli investimenti nell’efficienza energetica e di standardizzazione della raccolta di dati specifici sulle loro prestazioni energetiche e finanziarie. Ciò può rendere i progetti di efficienza energetica più attraenti per gli investitori privati e incentiverebbe anche il rifinanziamento e la cartolarizzazione sul mercato secondario.
La reputazione degli strumenti di sviluppo dei progetti e di assistenza tecnica svolge un ruolo fondamentale nell’attrarre capitali privati, poiché aumenta la fiducia degli investitori privati nella validità degli investimenti nell’efficienza energetica. Tali strumenti, in combinazione con gli sportelli unici di consulenza, possono servire da ambasciatori sul campo per gli investimenti nell’efficienza energetica, affrontando le cause profonde della scarsa domanda di investimenti. Possono dialogare con le autorità pubbliche e le imprese locali per promuovere il finanziamento degli investimenti nell’efficienza energetica e la combinazione di diversi flussi di finanziamento in investimenti specifici. Possono inoltre contribuire a superare i rischi di investimento percepiti dagli investitori privati nel cofinanziamento di progetti di efficienza energetica grazie alla reputazione dello strumento di assistenza tecnica coinvolto nella preparazione del progetto e alla fiducia in esso riposta. A livello nazionale, i soggetti specializzati nel finanziamento dell’efficienza energetica, quali i fondi nazionali per l’efficienza energetica o dispositivi analoghi, possono svolgere un ruolo importante nel migliorare il rating creditizio dei progetti di investimento, aumentare la fiducia degli investitori e attrarre investitori transfrontalieri e specializzati.
Il ruolo chiave dell’assistenza tecnica e degli strumenti di assistenza allo sviluppo di progetti è menzionato anche all’articolo 30, paragrafo 2, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica, che impone alla Commissione di assistere gli Stati membri nella creazione di strumenti di assistenza allo sviluppo di progetti in grado di alimentare la riserva di investimenti nell’efficienza energetica così come la loro attrattiva e la fiducia degli investitori privati. La Commissione fornisce tale sostegno attraverso:
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il meccanismo di assistenza energetica europea a livello locale (ELENA) (9), attuato dalla BEI per conto della Commissione, che tra le altre cose offre sostegno agli Stati membri per l’istituzione di strumenti di assistenza tecnica a livello nazionale e regionale modellati su ELENA; |
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il sottoprogramma « Transizione all’energia pulita » di LIFE, che fornisce assistenza tecnica allo sviluppo di progetti ai promotori di progetti pubblici e privati al fine di sviluppare competenze tecniche, economiche e giuridiche per creare riserve di investimenti sostenibili e su larga scala nel settore dell’energia; |
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il programma « Cohesion for Transitions » (C4T) (10) fornisce sostegno specialistico agli Stati membri, alle regioni e alle autorità locali dell’UE, aiutando ad attuare gli investimenti della politica di coesione nell’ambito dell’obiettivo strategico 2, compresi quelli incentrati sull’efficienza energetica. I servizi di sostegno comprendono lo sviluppo di strategie, il miglioramento del monitoraggio, il coinvolgimento dei portatori di interessi, l’individuazione di opportunità di finanziamento, il sostegno nella preparazione dei bandi e lo sviluppo di capacità. |
La piattaforma fi-compass (11) offre assistenza tecnica alle autorità di gestione, aiutandole a condurre studi di fattibilità, valutazioni ex ante, studi di casi e altre attività propedeutiche all’istituzione di strumenti finanziari.
Il polo di consulenza InvestEU (12) e iniziative come JASPERS (13) forniscono assistenza tecnica ai promotori di progetti (pubblici e privati), coadiuvandoli nello sviluppo di progetti di ristrutturazione bancabili.
Anche gli sportelli unici per la ristrutturazione delle abitazioni e l’efficienza energetica nelle PMI possono svolgere un ruolo cruciale nell’aumentare la domanda di investimenti nell’efficienza energetica. Offrono consulenza tecnica, amministrativa e finanziaria a persone e imprese, aiutandole a sviluppare progetti di investimento nell’efficienza energetica, in particolare ristrutturazioni energetiche. L’articolo 22, paragrafo 6, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica e l’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia impongono agli Stati membri di istituire sportelli unici per sostenere i clienti finali e gli utenti finali, in particolare le famiglie, gli enti pubblici, le PMI e le microimprese, nei progetti di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia. Per sostenere gli Stati membri la Commissione ha formulato una raccomandazione contenente orientamenti pratici sull’istituzione e sul funzionamento degli sportelli unici (14).
In tale contesto, le azioni chiave volte a promuovere il ricorso all’assistenza allo sviluppo di progetti per attivare la riserva di investimenti sono le seguenti:
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istituire strumenti nazionali di assistenza allo sviluppo di progetti e assistenza tecnica o mobilitare quelli esistenti al fine di sostenere l’ideazione di investimenti nell’efficienza energetica, migliorare la riserva di investimenti e aumentare la fiducia dei mercati dei capitali nell’efficienza energetica. Gli Stati membri possono istituire tali strumenti nel contesto dei fondi nazionali per l’efficienza energetica o di dispositivi analoghi allo scopo di sviluppare investimenti e strumenti finanziari su vasta scala nel settore dell’efficienza energetica, e/o veicoli finanziari specializzati che aggreghino un gran numero di investimenti nell’efficienza energetica su piccola scala, ad esempio per la ristrutturazione energetica degli immobili; |
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attenersi alla raccomandazione della Commissione contenente orientamenti pratici sull’istituzione e sul funzionamento degli sportelli unici (servizi di consulenza e assistenza per la ristrutturazione di abitazioni, le microimprese e le PMI), al fine di garantire un sostegno continuo e un’assistenza specializzata ai cittadini e alle imprese per la concezione e l’attuazione di progetti di efficienza energetica; |
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massimizzare il ricorso al sostegno a livello di UE, ad esempio attraverso il meccanismo ELENA (15) e il sottoprogramma « Transizione all’energia pulita » di LIFE, per istituire strumenti nazionali di assistenza tecnica, sostenere l’assistenza allo sviluppo di progetti e sviluppare regimi di finanziamento dell’efficienza energetica che aggreghino progetti su piccola scala. |
2.4. Raccomandazione 5 — Partecipare proattivamente alla coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica così da promuovere una cooperazione più stretta ed efficace con gli istituti finanziari.
Nella catena del valore del finanziamento dell’efficienza energetica, il coordinamento limitato tra autorità pubbliche, istituzioni finanziarie, ESCO e fornitori di tecnologie per l’efficienza energetica costituisce un grande ostacolo alla mobilitazione di investimenti privati. Negli ultimi anni la Commissione ha sostenuto varie iniziative volte a colmare tale carenza, anche nell’ambito del Forum sugli investimenti nell’energia sostenibile, del programma Orizzonte 2020 e del sottoprogramma «Transizione all’energia pulita» di LIFE, che hanno finanziato progetti di tavole rotonde sui finanziamenti nazionali.
Al fine di unire gli sforzi e definire un quadro comune di cooperazione, la Commissione europea ha istituito la coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica (16). La coalizione mira a promuovere un contesto di mercato favorevole che faccia crescere gli investimenti nell’efficienza energetica, mobiliti i finanziamenti privati e coinvolga gli istituti finanziari. Si coordina con gli istituti finanziari e altri partecipanti al mercato per utilizzare in modo efficace le risorse di bilancio dell’UE e nazionali, facilitando l’attuazione degli strumenti finanziari a favore dell’efficienza energetica e fungendo da catalizzatore per gli investimenti privati. La coalizione ha adottato il programma di lavoro per il 2025 in occasione della sua prima assemblea generale del 20 maggio 2025 (17).
I poli nazionali che saranno istituiti negli Stati membri rappresenteranno il braccio operativo della coalizione; saranno le autorità nazionali a stabilirne obiettivi e attività. Lo scopo è creare sinergie tra l’industria dell’efficienza energetica e dei servizi energetici e le pratiche nazionali di finanziamento dell’efficienza energetica, al fine di migliorare queste ultime e attrarre investimenti privati.
Attualmente l’efficienza energetica è spesso trascurata come priorità specifica e confluisce nel concetto più ampio di finanza sostenibile. A causa della mancanza di trasparenza degli istituti finanziari, della comunicazione aziendale e dei processi di dovuta diligenza si perdono di frequente opportunità di investimento in numerosi progetti che potrebbero portare a risparmi energetici. Quadri normativi come la tassonomia dell’UE hanno fatto della sostenibilità uno dei loro obiettivi, ma il settore dei finanziamenti e degli investimenti deve fare i conti con la scarsa domanda, la complessità dei progetti e l’assenza di standardizzazione nel campo dell’efficienza energetica.
La coalizione intende rafforzare la cooperazione con gli istituti finanziari per dare la priorità agli investimenti a favore dell’efficienza energetica. La cooperazione dovrebbe concentrarsi sull’eliminazione degli ostacoli normativi e finanziari al fine di promuovere gli investimenti privati nell’efficienza energetica. Dovrebbe inoltre incoraggiare gli istituti finanziari a offrire prodotti finanziari ad hoc, quali mutui per l’efficienza energetica e prestiti per la ristrutturazione, che mettano in evidenza i vantaggi del risparmio energetico.
Le banche commerciali possono trarre giovamento da un ruolo più centrale nel mercato dell’efficienza energetica, che le veda garantire un accesso ampio e non discriminatorio a prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica tenendo conto del potenziale di risparmio energetico nella valutazione del rischio di credito. Facendo leva sulle loro relazioni con clienti privati, le banche possono ampliare l’offerta connessa all’efficienza energetica. Alcune hanno già istituito linee di credito per l’efficienza energetica, spesso con il sostegno di istituzioni quali la BEI, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo o le banche nazionali di promozione, ma è necessario un maggiore impegno da parte degli istituti finanziari per attenuare i rischi percepiti e ridurre i costi di transazione. A tal fine si possono sviluppare competenze interne, creare prodotti dedicati che tengano conto dei benefici in termini di risparmio energetico e standardizzare le valutazioni di progetti e le procedure di prestito in modo da servire meglio il mercato dell’efficienza energetica.
Le autorità pubbliche, sia a livello di UE che in diversi Stati membri, forniscono strumenti di garanzia, linee di credito garantite da fondi pubblici e assistenza tecnica al fine di aiutare le banche commerciali a contenere i costi di transazione, ridurre i rischi degli investimenti nell’efficienza energetica e sostenere l’aggregazione di progetti più piccoli da finanziare mediante obbligazioni verdi.
In tale contesto, le azioni chiave per promuovere una stretta cooperazione tra le autorità nazionali e gli istituti finanziari in materia di finanziamento dell’efficienza energetica sono le seguenti:
partecipare attivamente alla coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica e incoraggiare i poli nazionali a individuare azioni specifiche volte a promuovere soluzioni di finanziamento dell’efficienza energetica e strategie per la mobilitazione di investimenti privati;
collaborare per migliorare il quadro dell’UE per il finanziamento dell’efficienza energetica, anche i) potenziando i programmi e gli strumenti finanziari dell’UE e nazionali per sostenere meglio l’aumento degli investimenti privati e ii) migliorando la disciplina finanziaria al fine di incoraggiare gli istituti finanziari a investire nell’efficienza energetica;
istituire partenariati per aiutare le banche commerciali a valorizzare meglio i benefici finanziari collaterali degli investimenti nell’efficienza energetica — quali i risparmi sui costi dell’energia e l’incremento del valore degli attivi — nel contesto della valutazione del rischio di credito. Questo include fornire assistenza tecnica specifica agli istituti finanziari che gestiscono strumenti finanziari per l’efficienza energetica che beneficiano di sostegno pubblico;
sollecitare gli istituti finanziari a offrire opzioni di finanziamento a misura di cliente per l’efficienza energetica e sostenerli in tal senso, facendo uso del sostegno finanziario pubblico disponibile e garantendo un accesso ampio e non discriminatorio ai prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica.
2.5. Raccomandazione 6 — Sfruttare al meglio gli incentivi fiscali per mobilitare investimenti privati nell’efficienza energetica.
Se ben concepiti, gli strumenti fiscali per il clima e l’energia quali gli obblighi di risparmio energetico, le imposte sul carbonio e quelle sui veicoli possono sostenere le strategie nazionali di finanziamento dell’efficienza energetica, innescare cambiamenti comportamentali e incentivare gli investimenti nella transizione energetica e nell’efficienza energetica.
La fiscalità e gli incentivi fiscali possono svolgere un ruolo chiave nell’incoraggiare gli investimenti nell’efficienza energetica introducendo vantaggi e sanzioni fiscali. Le imposte e gli incentivi fiscali positivi sono sempre più utilizzati per sostenere la transizione verde ed energetica, ma resta complicato trovare un equilibrio tra efficacia e implicazioni politiche di più ampio respiro. Incentivi fiscali e misure fiscali controproducenti possono incidere negativamente sugli investimenti nell’efficienza energetica, ad esempio creando dipendenze da tecnologie inefficienti a livello energetico e basate su combustibili fossili, disincentivando la riduzione del consumo energetico o eliminando i benefici economici collaterali degli investimenti nell’efficienza energetica.
Tra gli incentivi fiscali comuni per l’efficienza energetica figurano sgravi fiscali (riduzione del reddito imponibile) o crediti d’imposta (riduzione degli oneri fiscali dovuti) a valere sull’imposta sul reddito o sull’imposta sulle società per i professionisti o le imprese che investono in miglioramenti dell’efficienza energetica o acquistano tecnologie efficienti sotto il profilo energetico. Vantaggiosi per le imprese, gli sgravi fiscali e i crediti d’imposta possono invece essere meno attraenti per i privati cittadini, in particolare quelli a basso reddito, in quanto le imposte dovute potrebbero essere troppo esigue per consentire loro di beneficiare in modo significativo di questo tipo di incentivi fiscali.
In questo contesto le azioni chiave per sfruttare al meglio gli incentivi fiscali allo scopo di mobilitare investimenti nell’efficienza energetica sono le seguenti:
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intensificare l’uso di strumenti fiscali per incentivare la transizione energetica e l’efficienza energetica, facendo leva sulla responsabilità di bilancio e fiscale nazionale al fine di creare un contesto favorevole agli investimenti nell’efficienza energetica; |
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eliminare le misure fiscali e le sovvenzioni che disincentivano gli investimenti nei miglioramenti dell’efficienza energetica, come quelle che creano dipendenze da tecnologie basate su combustibili fossili e inefficienti sotto il profilo energetico o che assoggettano a una tassazione più elevata i benefici economici collaterali dei miglioramenti dell’efficienza energetica, disincentivandoli; |
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introdurre misure e incentivi fiscali positivi per mobilitare gli investimenti nell’efficienza energetica, in particolare per sostenere gli investimenti nell’efficienza energetica nel settore delle imprese e nell’industria manifatturiera attraverso agevolazioni fiscali e crediti d’imposta. |
3. MIGLIORAMENTO DELL’OFFERTA DI FINANZIAMENTI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA, RIDUZIONE DEI RISCHI DEGLI INVESTIMENTI E OPPORTUNITÀ DI RIFINANZIAMENTO
Al fine di mobilitare capitali privati per gli investimenti nell’efficienza energetica, è fondamentale rendere più attraenti per i cittadini e le imprese le offerte di finanziamento privato a favore dell’efficienza energetica. Inoltre, per aumentare l’attrattiva degli investimenti di capitali privati nell’efficienza energetica, è essenziale affrontare l’eccessiva frammentazione del mercato e la scarsa standardizzazione dei progetti di investimento nonché migliorare la riserva di investimenti e l’aggregazione dei portafogli in modo da aumentare le opportunità di scalabilità e replicabilità. Le autorità degli Stati membri possono svolgere un ruolo chiave nello stimolare il mercato a sviluppare e diffondere un’ampia gamma di prodotti e servizi di finanziamento privato dell’efficienza energetica, rendendo economicamente più interessante e meno oneroso per i cittadini e le imprese investire nell’efficienza energetica. Ad esclusione delle risorse proprie/dei risparmi, l’efficienza energetica può essere finanziata con capitali privati mediante contratti di credito (prestiti garantiti o meno) o mediante contratti di servizio e finanziamenti da parte di terzi (in particolare servizi di efficienza energetica e leasing di apparecchiature energetiche).
Per mobilitare quanti più finanziamenti privati possibile a favore dell’efficienza energetica è inoltre necessario espandere le opportunità per gli istituti finanziari e gli investitori terzi di investire risorse di capitale nell’efficienza energetica, ma anche mettere i cittadini e le imprese nelle condizioni di soddisfare i requisiti prudenziali necessari per accedere a finanziamenti privati per i loro progetti. A tal fine è possibile ridurre il rischio associato agli investimenti nell’efficienza energetica aumentando la capacità di indebitamento di cittadini e imprese e migliorando le condizioni di rifinanziamento per gli investitori nell’efficienza energetica. Il capitolo che segue riguarda le raccomandazioni da 7 a 12 di cui al testo principale.
3.1. Raccomandazione 7 — Promuovere lo sviluppo e la diffusione di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica e di finanziamenti privati mediante contratti di credito
Al fine di aumentare la mobilitazione di capitale privato per gli investimenti nell’efficienza energetica, è essenziale che le autorità degli Stati membri sostengano gli istituti finanziari nello sviluppo del mercato e nel favorire la diffusione di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica. L’articolo 30, paragrafo 3, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica impone agli Stati membri di adottare misure che promuovono e garantiscono un’offerta ampia e non discriminatoria, da parte degli istituti finanziari, di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica, quali mutui ipotecari verdi e prestiti verdi, nonché la loro visibilità e accessibilità ai consumatori (18).
I prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica sono prestiti che coprono il costo di investimento iniziale delle misure di efficienza energetica, contribuendo al superamento degli ostacoli dovuti a risorse finanziarie limitate. Tra tali prodotti figurano prestiti standard per misure di efficienza energetica, mutui ipotecari per l’efficienza energetica, crediti verdi al consumo e prestiti per la ristrutturazione, che possono essere combinati con incentivi pubblici per cofinanziare gli investimenti, ridurre i tassi di interesse e aumentare il merito creditizio dei mutuatari.
I prestiti per l’efficienza energetica possono essere erogati attraverso: 1) linee di credito offerte da banche o altri istituti di finanziamento al fine di finanziare misure di efficienza energetica, e 2) fondi dedicati con un mandato specifico per investire in misure di efficienza energetica, spesso in settori specifici come l’edilizia o l’industria. Nell’UE, diverse banche commerciali offrono crediti verdi al consumo e mutui ipotecari verdi e hanno fissato strategie e obiettivi per i portafogli di crediti verdi selezionati. Tuttavia, secondo l’Autorità bancaria europea, i prestiti verdi rappresentano attualmente soltanto una piccola percentuale dei bilanci complessivi degli enti creditizi, pari in media al 4,5 % dei prestiti totali (19). La quota di prestiti verdi è leggermente superiore nei portafogli delle famiglie (11 %) ma inferiore nei segmenti delle PMI non al dettaglio e delle società non finanziarie (20) (2 % circa). Gli enti creditizi utilizzano diversi parametri per definire i prestiti verdi, tra cui norme interne, la tassonomia dell’UE, i principi della Loan Market Association («Green Loan Principles») e il marchio Energy Efficient Mortgage Label, sviluppato dalla Energy Efficient Mortgages Initiative (21).
Gli Stati membri dell’UE dovrebbero individuare e fare proprie le migliori pratiche e gli insegnamenti tratti dai regimi di finanziamento dell’efficienza energetica degli edifici, espandendoli. I programmi di maggior successo nell’UE (22) si sono basati sui regimi ipotecari esistenti, combinandoli con forti incentivi fiscali o sovvenzioni a favore del miglioramento dell’efficienza energetica. Si tratta di regimi accessibili ai proprietari di edifici che stanno già pianificando di investire e garantiscono che le loro decisioni di investimento contemplino il miglioramento dell’efficienza energetica.
In tale contesto, le azioni chiave volte a promuovere la diffusione dei prestiti per l’efficienza energetica sono le seguenti:
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sostenere gli istituti finanziari nello sviluppo di prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica, potenziando i finanziamenti privati specifici per l’efficienza energetica. A tal fine è possibile sfruttare le strutture organizzative per fornire servizi aggiuntivi, ad esempio di consulenza e ausiliari, a sostegno degli obblighi e delle opportunità associati ai prestiti verdi per l’efficienza energetica (23). Inoltre dovrebbe essere fornito sostegno agli istituti finanziari affinché amplino la portata dei loro prodotti di prestito, ad esempio attraverso strumenti di riduzione dei rischi quali le garanzie sui prestiti, il sostegno allo sviluppo di progetti e le campagne di sensibilizzazione/informazione; |
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creare dispositivi per i prestiti pubblici verdi o rafforzare quelli esistenti. I prestiti pubblici verdi sono offerti (o indirettamente sponsorizzati) dalle istituzioni pubbliche affinché famiglie, imprese e locatari possano coprire i costi iniziali delle misure di efficienza energetica. Si tratta solitamente di «prestiti agevolati», ossia prevedono periodi di rimborso o tassi di interesse favorevoli (bassi se non addirittura pari a zero). I prestiti pubblici verdi possono essere erogati dai fondi nazionali per l’efficienza energetica o da enti analoghi che promuovono gli investimenti di capitale nell’efficienza energetica; |
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fornire soluzioni di finanziamento e prestito a misura di cliente per l’efficienza energetica, recependo e integrando le disposizioni dell’articolo 30 della direttiva rifusa sull’efficienza energetica. Gli istituti finanziari dovrebbero valutare l’interesse dei loro clienti a migliorare l’efficienza energetica dei propri beni immobili e/o a dotarsi di apparecchiature efficienti sotto il profilo energetico, così da proporre i prodotti di credito incentrati sull’efficienza energetica che meglio rispondono ai loro interessi. Gli istituti finanziari sono incoraggiati a fornire ai loro clienti informazioni sui prodotti incentrati sull’efficienza energetica e sui molteplici vantaggi della ristrutturazione energetica, oltre a informazioni in merito ai risparmi previsti in bolletta; |
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- consentire alle associazioni di comproprietari di contrarre congiuntamente prestiti per finanziare investimenti nell’efficienza energetica e semplificare le pratiche di gestione della comproprietà nei condomini al fine di facilitare questo tipo di investimenti. A tal fine è possibile, ad esempio, i) non richiedere l’approvazione all’unanimità per contrarre prestiti per le ristrutturazioni energetiche, o ii) dialogare con le società di gestione immobiliare per promuovere miglioramenti dell’efficienza energetica e contratti di rendimento energetico presso i comproprietari (24); |
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fornire assistenza tecnica e consulenza agli istituti di finanziamento affinché creino unità interne incaricate di sviluppare progetti, istituiscano uno sportello unico di sostegno per la clientela, offrano ai clienti (PMI, clienti residenziali) audit energetici e sviluppino la capacità degli addetti ai prestiti per creare una forza vendite in grado di promuovere i prodotti per l’efficienza energetica. |
3.2. Raccomandazione 8 — Creare le giuste condizioni per il necessario quadro normativo e sostenere lo sviluppo di regimi di finanziamento innovativi, quali il finanziamento tramite imposte e la compensazione in bolletta
I regimi di finanziamento basati sulla proprietà, quali il finanziamento tramite imposte e la compensazione in bolletta, offrono numerosi benefici utili a facilitare gli investimenti nell’efficienza energetica e attrarre capitali privati. Il vantaggio da loro offerto è duplice: da un lato utilizzano canali di rimborso alternativi, quali le bollette energetiche e le imposte sugli immobili, al fine di ridurre i costi di transazione associati ai prestiti per migliorare l’efficienza energetica; dall’altro separano il finanziamento dalla proprietà, affrontando la sfida posta dai rendimenti degli investimenti a lungo termine.
Questo approccio può contribuire a superare l’ostacolo delle risorse finanziarie limitate, in particolare nel caso di famiglie e PMI a basso reddito, facendo fronte al problema dei modesti rendimenti finanziari a breve termine e dei periodi di rimborso prolungati che caratterizzano i miglioramenti dell’efficienza energetica. Sebbene in tutti gli Stati membri dell’UE siano stati sviluppati regimi pilota di finanziamento tramite imposte o compensazione in bolletta, spesso manca il quadro normativo necessario. L’articolo 30, paragrafo 3, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica impone agli Stati membri di adottare misure volte ad agevolare l’attuazione di regimi di compensazione in bolletta (25) e di finanziamento tramite imposte nel rispettivo assetto nazionale.
I regimi di compensazione in bolletta possono offrire condizioni interessanti, quali bassi tassi di interesse e scadenze lunghe, ed essere ampiamente accessibili, purché corredati da solide misure di analisi e attenuazione del rischio (26). Per creare le giuste condizioni e attuare tali regimi le autorità nazionali possono utilizzare la tabella di marcia elaborata dal progetto RenOnBill (27).
In tale contesto, le azioni chiave in materia di compensazione in bolletta sono le seguenti:
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valutare se il quadro nazionale consenta lo sviluppo di regimi di compensazione in bolletta. Gli elementi principali da prendere in considerazione sono: un quadro legislativo adeguato che permetta alle imprese di pubblici servizi di agire in qualità di prestatori; l’attuazione corretta e diffusa delle norme dell’UE in materia di misurazione individuale e accuratezza del consumo energetico delle singole unità; disposizioni che tutelino gli investitori dal mancato rimborso del prestito, mantenendo nel contempo in essere la protezione dei consumatori; la possibilità per le imprese di pubblici servizi e gli istituti finanziari di utilizzare lo storico dei pagamenti delle bollette per valutare il profilo di rischio degli utenti finali; leggi che disciplinino i rapporti tra proprietari e locatari a sostegno di un’equa ripartizione dei costi di investimento e dei rimborsi dei prestiti; |
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sancire il diritto delle imprese di pubblica utilità del settore energetico a fornire finanziamenti per l’efficienza energetica. Nel caso dei regimi finanziati da imprese di pubblici servizi, gli Stati membri dell’UE potrebbero dover modificare la normativa sui creditori per confermare che tali imprese hanno il diritto di concedere crediti per le ristrutturazioni. Con le soluzioni di compensazione in bolletta è l’impresa di pubblico servizio di fornire il capitale necessario a finanziare i lavori di efficienza energetica, che il consumatore rimborserà con pagamenti regolari per mezzo delle bollette esistenti; |
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assicurare che il flusso di cassa dei soggetti incaricati dell’attuazione (ad esempio imprese di pubblici servizi, ESCO) sia sufficiente a conseguire le necessarie dimensioni di scala e/o istituire fondi di garanzia e di sostegno nazionali o locali. Ad esempio, un fondo nazionale per l’efficienza energetica potrebbe acquistare i crediti del regime di compensazione in bolletta e garantire la riduzione dei rischi per sostenere finanziariamente i regimi pilota (ad esempio attraverso garanzie sui prestiti). fondi pubblici di garanzia e linee di credito possono facilitare l’attuazione di sistemi di compensazione in bolletta da parte di imprese di pubblici servizi e istituti finanziari. Tali garanzie potrebbero essere attivate in caso di mancato rimborso del prestito da parte del proprietario di un’abitazione, riducendo il rischio di investimento percepito dai prestatori. Nel quadro dei finanziamenti pubblici per l’efficienza energetica, che comprendono ad esempio i fondi nazionali per l’efficienza energetica, potrebbero essere predisposte apposite linee di credito a sostegno della compensazione in bolletta. Il sostegno a titolo del bilancio pubblico per la diffusione dei regimi di compensazione in bolletta potrebbe assumere la forma di una copertura, totale o parziale, dei tassi di interesse corrisposti dagli utenti finali in bolletta, che consentirebbe loro di godere appieno dei benefici monetari dei risparmi energetici; in alternativa potrebbe configurarsi come cofinanziamento destinato a ridurre i costi di investimento complessivi per progetti impegnativi specifici (ristrutturazioni profonde, edifici con le prestazioni peggiori, famiglie vulnerabili). |
Nei regimi di finanziamento tramite imposte una famiglia o un’impresa contrae un debito per coprire i costi della ristrutturazione di edifici residenziali o commerciali, dell’acquisto di apparecchiature o dispositivi efficienti dal punto di vista energetico o di altri miglioramenti dei processi che consumano energia, e come mezzo di rimborso si utilizzano imposte specifiche e/o altri oneri connessi agli immobili. I regimi di finanziamento tramite imposte prevedono meccanismi che consentono ai proprietari attuali di trasferire il debito a quelli successivi senza doverlo necessariamente liquidare: un semplice meccanismo di trasferimento del debito volto a superare il disincentivo a investire in misure di efficienza energetica che presentano un lungo periodo di rimborso. I regimi di finanziamento tramite imposte consentono ai proprietari di immobili di effettuare miglioramenti senza dover versare ingenti pagamenti anticipati in contanti (in alcuni casi vi è un finanziamento anticipato del 100 %) e di rimborsare i costi in un periodo di 10 o 20 anni attraverso le imposte sugli immobili o altri oneri fiscali relativi agli edifici. Tali regimi possono essere offerti da fonti pubbliche, quali le amministrazioni comunali, o da fondi privati.
Ne sono esempi il progetto EuroPACE in Spagna (28) e il progetto FITHOME, che ha riprodotto l’approccio di EuroPACE nei Paesi Bassi (29) in collaborazione con le autorità locali e le istituzioni finanziarie.
In tale contesto, le azioni chiave in materia di finanziamento tramite imposte sono le seguenti:
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valutare se il quadro nazionale consenta lo sviluppo di regimi di finanziamento tramite imposte. La valutazione implica l’analisi dei sistemi fiscali e l’individuazione della necessità di riforme normative delle imposte patrimoniali e di altri oneri connessi agli edifici, al fine di rendere possibili i regimi di finanziamento tramite imposte. Occorre inoltre di garantire che le autorità pubbliche locali possano riscuotere i rimborsi e trasferirli agli investitori privati senza consolidarli nel bilancio comunale. L’esistenza di imposte sulla proprietà o di oneri fiscali analoghi sugli edifici è un prerequisito per l’attuazione del finanziamento tramite imposte; |
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stabilire procedure volte a garantire il rimborso attraverso le imposte sulla proprietà e il trasferimento del debito unitamente al titolo di proprietà. L’attuazione di regimi di finanziamento tramite imposte richiede procedure esecutive efficaci in caso di mancato pagamento delle imposte o di richieste antecedenti di rimborso di altri debiti prima del finanziamento tramite imposte. I comuni svolgono un ruolo fondamentale nel trasferimento dei rimborsi dalle famiglie agli investitori e dovrebbero avere la possibilità di non consolidare tali attività nel bilancio comunale; |
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coinvolgere i portatori di interessi necessari sulla base dell’esperienza acquisita con progetti europei riusciti. Il finanziamento tramite imposte coinvolge molteplici portatori di interessi, tra cui amministrazioni nazionali e locali, istituti finanziari, installatori e proprietari di abitazioni: i finanziamenti per le ristrutturazioni energetiche possono essere forniti dagli istituti finanziari per mezzo di prestiti, mentre i miglioramenti dell’efficienza energetica possono essere realizzati da contraenti specifici e i costi recuperati attraverso le imposte sugli immobili o altri oneri fiscali. |
3.3. Raccomandazione 9 — Eliminare gli ostacoli e potenziare il finanziamento dell’efficienza energetica attraverso accordi di servizi; promuovere il mercato dei servizi energetici
Il mercato dei servizi energetici è un ecosistema fondamentale per mobilitare finanziamenti privati a favore dell’efficienza energetica e renderla più economicamente interessante, in particolare attraverso i contratti di rendimento energetico. Il mercato delle società di servizi energetici (ESCO) si basa su contratti di servizio e leasing per finanziare investimenti nell’efficienza energetica, consentendo di trasferire i relativi costi dalle spese in conto capitale alle spese operative e dando priorità a prestazioni costanti nel tempo sul piano dell’efficienza energetica.
Al fine di agevolare la crescita dei contratti di rendimento energetico e del mercato delle ESCO, è importante attuare programmi di efficienza energetica di grande portata in grado di standardizzare e aggregare le riserve di investimenti, in particolare per gli edifici pubblici e commerciali e le PMI. Nei comparti dell’industria e delle PMI, le ESCO (30) possono realizzare progetti energetici complessi, apportando competenze tecniche e fornendo finanziamenti in aree che non costituiscono l’attività principale di una determinata industria (ad esempio il recupero e il riutilizzo del calore di scarto).
Si parla di contratto di rendimento energetico quando una controparte (ad esempio un’ESCO) si impegna a installare le apparecchiature necessarie e garantisce determinate prestazioni in termini di risparmio energetico. Il contratto di rendimento energetico stabilisce i termini iniziali e le rate dei pagamenti, che dovrebbero essere inferiori ai risparmi economici derivanti dal risparmio di energia ottenuto grazie al progetto. Si tratta di un contratto «chiavi in mano» per il cliente, che deve interfacciarsi con una sola controparte per l’intera durata del contratto. Chi propone contratti di rendimento energetico gestisce anche i rischi legati alle prestazioni e garantisce i risparmi. Tuttavia un contratto di rendimento energetico comporta maggiori costi di transazione e requisiti patrimoniali elevati per garantire la continuità delle operazioni, dal momento che le ESCO si rifinanziano con rate di modesto valore e a lungo termine; si rileva poi la mancanza di un quadro e di modelli standardizzati per il monitoraggio e la verifica dei risparmi. In assenza di regimi di garanzia dedicati o di altre forme di sostegno di bilancio pubblico, tali sfide si traducono spesso in misure di efficienza energetica improntate all’ottimalità di costo e a tempi di rimborso brevi, a causa della riluttanza dei fornitori di contratti di rendimento energetico a sostenere rischi a lungo termine.
I contratti di rendimento energetico sono particolarmente adatti per migliorare l’efficienza energetica nel settore pubblico, dal momento che le competenze a tutto tondo offerte dai prestatori di servizi e le prestazioni garantite assicurano l’efficacia degli investimenti. Il rischio tecnico associato alla concretizzazione dei risparmi energetici incombe al prestatore di servizi per l’intera durata del contratto. Il finanziamento da parte di terzi, con il rimborso dei costi di investimento iniziali tramite i risparmi sui costi dell’energia, consente la realizzazione dei progetti anche se i fondi pubblici sono insufficienti e la possibilità di trattamento fuori bilancio del contratto di rendimento energetico permette di mantenere in equilibrio i conti pubblici. Si raccomanda ai committenti pubblici di valutare la fattibilità di contratti di rendimento energetico a lungo termine che consentano risparmi energetici nel lungo periodo in caso di appalti di servizi aventi un contenuto energetico significativo (ad esempio fornitura di riscaldamento). Al fine di facilitare il ricorso a contratti di rendimento energetico negli investimenti del settore pubblico e privato ed eliminare gli ostacoli amministrativi, gli Stati membri dovrebbero fornire modelli di contratto standard che, per il settore pubblico, dovranno essere conformi alla guida di Eurostat sul trattamento fuori bilancio dei contratti di rendimento energetico nella contabilità pubblica (Guide on off-balance sheet treatment of EPC in public accounting).
Le risorse private destinate ai miglioramenti dell’efficienza energetica possono provenire da risorse proprie delle ESCO o da finanziamenti da parte di terzi, che coinvolgono enti creditizi o altri investitori privati, spesso sotto forma di finanziamento tramite debito. Nel primo caso, le ESCO prendono in prestito le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione dei progetti, mentre nel secondo caso è l’utilizzatore dell’energia/il cliente che ottiene un prestito da un istituto finanziario, sostenuto da un accordo di garanzia del risparmio energetico da parte dell’ESCO. La garanzia del risparmio energetico riduce la percezione del rischio da parte della banca, dimostrando che il progetto genererà un flusso di cassa positivo, ossia che i risparmi conseguiti copriranno sicuramente il rimborso del debito, con effetti positivi per i tassi di interesse negoziati.
Sebbene i contratti di rendimento energetico siano già una realtà nell’edilizia commerciale e pubblica, mercato in cui le ESCO sono già operative, esiste un potenziale di espansione nel settore dell’industria, in particolare per quanto riguarda le PMI e i loro processi manifatturieri, così come la ristrutturazione di edifici residenziali privati. Al fine di aiutare le ESCO a penetrare in tali mercati, è fondamentale ridurre i rischi e l’incertezza circa la capacità dei clienti di rimborsare i finanziamenti anticipati e proteggere le ESCO da un eventuale default dei clienti. A tale scopo possono essere utili fondi di garanzia pubblici specificamente destinati al finanziamento dei contratti di rendimento energetico e delle ESCO. Allo stesso tempo, gli ostacoli esistenti all’espansione del mercato delle ESCO e dei finanziamenti privati non sono legati soltanto al profilo di rischio dei potenziali clienti, ma anche alla liquidità di capitale delle ESCO stesse e alla loro abilità di incrementare la capacità di assunzione del rischio, sottoscrivendo così nuove operazioni. Per tali motivi, una strada fondamentale per espandere le operazioni delle ESCO consiste nell’adoperare meccanismi di rifinanziamento, quali fondi di factoring e specifici veicoli finanziari per l’efficienza energetica, con l’acquisizione di crediti delle ESCO per la cartolarizzazione sul mercato secondario.
Il progetto FinEERGo-Dom (31) è un valido esempio di come si possono sfruttare i contratti di rendimento energetico e le operazioni delle ESCO.
In tale contesto, le azioni chiave volte a potenziare il mercato dei servizi di efficienza energetica e il finanziamento delle ESCO sono le seguenti:
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avvalersi del sostegno a titolo del bilancio pubblico dell’UE e nazionale per sviluppare il mercato delle società di servizi energetici, agevolando il finanziamento di queste ultime e di società veicolo per l’efficienza energetica. Predisporre fondi di garanzia per i contratti di rendimento energetico, strumenti di rifinanziamento delle ESCO e sistemi di factoring con l’obiettivo di sostenere la capacità di assunzione del rischio da parte delle ESCO, ridurre i rischi delle loro operazioni attuali e aumentarne il potenziale di finanziamento e la penetrazione sul mercato; |
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promuovere il ruolo delle ESCO e nuove forme di contratti, quali l’ « energia come servizio » e i contratti di rendimento energetico, in quanto pilastro della politica nazionale in materia di efficienza energetica. Questi modelli imprenditoriali hanno grandi potenzialità di aiutare a far fronte ai costi di investimento iniziali per gli interventi di efficienza energetica e le tecnologie di elettrificazione pulita; |
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promuovere l’aggiornamento dei quadri legislativi e degli appalti pubblici al fine di riconoscere esplicitamente e agevolare il finanziamento delle ESCO e i contratti di rendimento energetico. Riconoscere l’«energia come servizio» e i contratti di rendimento energetico come modello imprenditoriale essenziale per stimolare la partecipazione al mercato dei soggetti privati e monetizzare i risparmi energetici come bene di scambio; |
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sviluppare partenariati tra fornitori di tecnologie, distributori di energia, società di servizi energetici e istituti finanziari al fine di promuovere soluzioni energetiche efficienti e sostenibili, meccanismi di gestione della domanda e la flessibilità del sistema energetico. Queste collaborazioni possono risultare in offerte complete che integrano tecnologie efficienti sotto il profilo energetico, quali le pompe di calore, con le reti di distribuzione e i servizi; |
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sostenere la realizzazione di un’infrastruttura di misurazione avanzata, comprensiva di reti intelligenti e reti dell’energia capaci di monitorare automaticamente i flussi di energia e adeguare l’offerta e la domanda di energia. Contatori intelligenti abbinati a reti intelligenti possono dare ai consumatori e ai fornitori informazioni in tempo reale sull’uso dell’energia. |
3.4. Raccomandazione 10 — Utilizzare garanzie pubbliche e altri strumenti di riduzione dei rischi per incrementare l’accesso ai finanziamenti privati per l’efficienza energetica
Per i segmenti di mercato quali le famiglie a basso reddito e le PMI, lo sviluppo degli investimenti nell’efficienza energetica è spesso ostacolato da rischi elevati e da difficoltà di accesso ai finanziamenti. Finanziamenti privati sostenuti da garanzie pubbliche o prestiti pubblici possono costituire un canale efficace per raggiungere tali segmenti. Gli strumenti di riduzione dei rischi, quali le garanzie pubbliche, l’uso sostenibile di sovvenzioni e sussidi e la standardizzazione, possono ridurre il rischio di default e migliorare la fiducia negli investimenti nell’efficienza energetica.
Le garanzie pubbliche possono stimolare gli investimenti nell’efficienza energetica riducendo i rischi dei progetti per i prestatori e gli investitori. Possono aumentare l’affidabilità creditizia dei proprietari di abitazioni e delle imprese, integrare i programmi nazionali e facilitare l’accesso al cofinanziamento privato. Le garanzie pubbliche possono anche coprire, in tutto o in parte, i costi di investimento in caso di mancata realizzazione dei risparmi energetici attesi, di problemi di attuazione o di inadempienza del mutuatario. Possono inoltre sostenere tassi di interesse da bassi a pari a zero per i prestiti per l’efficienza energetica, così come l’aggregazione e la standardizzazione di progetti più piccoli, agevolando il rifinanziamento, la cartolarizzazione e la partecipazione al mercato secondario. Tali garanzie possono altresì sostenere la diffusione di regimi di finanziamento innovativi per l’efficienza energetica, in grado di attrarre più facilmente capitali privati attraverso mezzi quali la partecipazione delle ESCO, il finanziamento tramite imposte e la compensazione in bolletta. Le soluzioni innovative di finanziamento spesso richiedono garanzie pubbliche non soltanto per ridurre i rischi di investimento, ma anche per rafforzare la fiducia che i cittadini e le imprese private ripongono in approcci più innovativi a sostegno della diffusione dell’efficienza energetica.
Fondamentali per ridurre i rischi sono anche i servizi che agevolano le transazioni, quali l’assistenza tecnica, e altri aggregatori di progetti di efficienza energetica. Sostenendo lo sviluppo di riserve di progetti di efficienza energetica attraverso valutazioni, pratiche e procedure standardizzate, le strutture di assistenza tecnica e gli aggregatori di progetti creano pratiche di mercato e generano fiducia negli investitori privati. Gli strumenti di riduzione dei rischi e i facilitatori di transazioni sono considerati particolarmente importanti nei mercati emergenti in considerazione degli elevati rischi percepiti, della scarsa familiarità in seno agli istituti finanziari e della mancanza di capacità di sviluppo nel settore dell’efficienza energetica. Un chiaro segnale di mercato da parte dei governi nazionali, con la classificazione degli investimenti per l’efficienza energetica come prioritari, costituisce un altro potente strumento di riduzione dei rischi, in grado di fornire una prospettiva a lungo termine e alimentare la fiducia tra gli investitori privati e istituzionali.
In tale contesto, le azioni chiave per sostenere lo sviluppo di strumenti di riduzione dei rischi e di regimi di garanzia pubblica per l’efficienza energetica sono le seguenti:
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istituire strumenti di garanzia pubblica a lungo termine per prestiti e servizi nel settore dell’efficienza energetica. Tali strumenti dovrebbero assumere la forma di linee di credito e fondi dedicati presso le organizzazioni nazionali responsabili degli investimenti di capitale, comprese le banche nazionali di promozione e i fondi nazionali per l’efficienza energetica, laddove esistenti. Le garanzie pubbliche possono essere utilizzate a integrazione dei programmi nazionali e degli incentivi pubblici per l’efficienza energetica al fine di aumentare l’accesso al capitale privato o favorire i prestiti delle banche commerciali; |
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individuare i rischi e le difficoltà specifici per paese legati all’accesso ai finanziamenti per i partecipanti al mercato quali famiglie a basso reddito e PMI. Le politiche in materia di efficienza energetica rivolte specificamente, ad esempio, alle famiglie a basso reddito hanno un impatto sociale positivo e possono apportare molteplici benefici. Possono comprendere audit energetici combinati a strumenti finanziari (prestiti e sovvenzioni per la ristrutturazione edilizia) o campagne di sensibilizzazione mirate a una migliore comprensione delle opportunità di efficienza energetica e dei relativi costi e benefici; |
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servirsi delle garanzie pubbliche per sostenere lo sviluppo di regimi di finanziamento innovativi per l’efficienza energetica, comprese opportunità di finanziamento attraverso l’efficienza energetica come servizio. Ad esempio, le garanzie di prestazione energetica possono attrarre più ESCO, aumentare la loro scalabilità di mercato, consentire loro di affacciarsi a nuovi mercati e sostenere l’avvio del mercato dei servizi energetici nel settore residenziale. |
3.5. Raccomandazione 11 — Promuovere opportunità di rifinanziamento e favorire lo sviluppo di un mercato secondario per l’efficienza energetica
Facilitare lo sviluppo del mercato secondario dell’efficienza energetica, ad esempio attraverso le obbligazioni verdi (32), può aumentare il numero di progetti di efficienza energetica e migliorare in modo significativo la disponibilità di capitale per i privati che desiderano investire nell’efficienza energetica. Le obbligazioni verdi sono emesse principalmente per attivi connessi all’energia, compresa l’efficienza energetica. Il settore dell’efficienza energetica interessa gli edifici nuovi e ristrutturati, lo stoccaggio di energia, il teleriscaldamento, le reti intelligenti, gli apparecchi e i prodotti. L’emissione di obbligazioni verdi genera un bacino ampio e profondo di finanziamenti tramite investitori e ha un grande effetto leva, non necessita di finanziamenti pubblici e dà un forte segnale di mercato. Può attrarre nuovi investitori e mette in luce la necessità di prestare maggiore attenzione alle soglie di efficienza energetica e ai portafogli di ristrutturazioni profonde per gli edifici.
Il 22 novembre 2023 (33) è stato adottato il regolamento riguardante una norma volontaria per le obbligazioni verdi europee. L’emissione di obbligazioni verdi ai sensi della nuova norma richiede il pieno rispetto dei criteri della tassonomia dell’UE per gli attivi finanziati da una di queste obbligazioni.
Lo sviluppo di un mercato secondario dell’efficienza energetica è spesso legato alla creazione di aggregatori di progetti e strumenti di rifinanziamento dell’efficienza energetica e forfetizzazione. Il rifinanziamento dell’efficienza energetica comporta il trasferimento a istituti finanziari o investitori istituzionali dei diritti sui crediti di risparmio energetico (risparmio sui costi dell’energia) e/o sul rimborso atteso degli investimenti nell’efficienza energetica. Nel contesto del finanziamento delle ESCO e dei contratti di rendimento energetico, le ESCO o il prestatore originario possono trasferire i diritti ai pagamenti futuri dovuti in virtù di contratti di rendimento energetico, il che consente alle ESCO stesse di ricevere iniezioni di capitale e liquidità per aumentare le loro operazioni. Le ESCO e gli istituti finanziari instaurano spesso partenariati dedicati per riunire in obbligazioni verdi i crediti derivanti da contratti di rendimento energetico. Per favorire il raggruppamento di progetti e fungere da intermediarie tra le ESCO e gli investitori istituzionali sono nate delle super-ESCO. Nel contesto dei prestiti e dei mutui per l’efficienza energetica, gli istituti finanziari solitamente raggruppano i debiti esistenti legati ai prestiti e ai mutui per l’efficienza energetica in obbligazioni verdi da immettere sul mercato secondario. L’istituzione di strumenti di forfetizzazione e di rifinanziamento può essere sostenuta dalle autorità nazionali e dall’intervento pubblico, ad esempio predisponendo strumenti che favoriscano l’aggregazione di progetti di diversi prestatori originari. Il fondo di cartolarizzazione UCI (34) in Spagna e Portogallo è un esempio di questo tipo di iniziativa collaborativa.
In tale contesto, le azioni chiave che gli Stati membri dovrebbero intraprendere sono le seguenti:
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stimolare e sostenere lo sviluppo del mercato delle obbligazioni verdi nel contesto nazionale, compresa l’emissione di obbligazioni verdi nazionali e regionali, promuovendo l’uso dell’apposita norma volontaria europea e/o definendo norme specifiche che tengano conto delle specificità ed esigenze dei mercati nazionali; |
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istaurare un dialogo specifico con gli istituti finanziari al fine di facilitare la raccolta e lo scambio di migliori pratiche sullo sviluppo di obbligazioni verdi per l’efficienza energetica, e confrontarsi su come favorire lo sviluppo di un mercato secondario per gli investimenti nell’efficienza energetica; |
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sostenere la creazione di appositi strumenti di rifinanziamento dell’efficienza energetica, compresi regimi di factoring per i contratti di rendimento energetico e super-ESCO, e di fondi per la cartolarizzazione dell’efficienza energetica come iniziative collaborative tra banche di promozione e istituti finanziari privati. |
3.6. Raccomandazione 12 — Migliorare la raccolta di dati sull’efficienza energetica, anche per quanto riguarda la performance finanziaria degli investimenti nell’efficienza energetica, nonché sostenere le misure di monitoraggio e verifica dei risparmi energetici
Il monitoraggio completo e sistematico dei dati sugli investimenti nell’efficienza energetica resta difficoltoso. Il miglioramento dei sistemi di comunicazione, unito al monitoraggio e all’analisi comparativa delle prestazioni energetiche e finanziarie, può migliorare il trattamento finanziario dell’efficienza energetica.
L’armonizzazione e la semplificazione delle pratiche di monitoraggio e verifica dei risparmi energetici nei vari Stati membri e da parte degli investitori finanziari possono ridurre i costi di transazione, creare fiducia nei risultati finanziari degli investimenti nell’efficienza energetica, favorire l’integrazione del mercato dei servizi di efficienza energetica e aumentare la fiducia nel valore monetario associato ai risparmi energetici e alla loro negoziabilità.
L’articolo 8 e l’allegato V della direttiva sull’efficienza energetica stabiliscono criteri comuni per le misure di verifica e controllo del risparmio energetico al fine di adempiere agli obblighi annuali in materia di risparmio energetico. Inoltre gli istituti finanziari e gli investitori possono applicare norme europee e internazionali (35) per misurare e verificare le prestazioni delle loro operazioni di prestito in termini di risparmi energetici conseguiti.
In tale contesto, le azioni chiave per migliorare la raccolta e l’analisi dei dati e favorire l’armonizzazione delle misure di monitoraggio e verifica sono le seguenti:
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sostenere l’armonizzazione, la standardizzazione e la semplificazione delle misure di monitoraggio e verifica dei risparmi energetici in tutti gli Stati membri e in tutti i settori economici. Il monitoraggio e la verifica dei risparmi energetici dovrebbero essere semplificati e armonizzati per tutti gli attori del mercato, dalle ESCO incaricate di garantire il rendimento energetico degli investimenti fino agli istituti finanziari chiamati a ottemperare ai propri obblighi di informativa, ed eventualmente interessati a negoziare sul mercato secondario i crediti derivanti dagli investimenti. Ostacoli quali la divergenza e/o l’eccessiva complessità delle metodologie di calcolo nei vari Stati membri e settori economici dovrebbero essere affrontati promuovendo l’armonizzazione transfrontaliera nel contesto della cooperazione tra Stati membri attraverso i consessi dell’UE che si occupano di efficienza energetica, come le azioni concertate o i gruppi di esperti sulla direttiva sull’efficienza energetica e sulla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia. L’istituzione di regimi nazionali di risparmio energetico (regime obbligatorio per i fornitori di energia, obiettivi di risparmio energetico per le grandi imprese ad alta intensità energetica) può facilitare la standardizzazione delle soluzioni di efficienza energetica ammissibili e delle procedure di misurazione e verifica del risparmio energetico; |
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promuovere l’applicazione di norme internazionali quale strumento di riduzione dei rischi per valutare e misurare i benefici a livello di energia e di ambiente e i benefici collaterali dei progetti di efficienza energetica. Fare riferimento alle norme internazionali e applicarle, ad esempio nelle procedure di dovuta diligenza e di sottoscrizione degli istituti finanziari, può migliorare la trasparenza e la comparabilità delle diverse opzioni e aumentare la rilevanza della rendicontazione e dell’informativa. |
(1) Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul finanziamento dell’efficienza energetica in Europa — Valutazione della spesa pubblica destinata all’efficienza energetica e alla prestazione energetica degli edifici (COM(2026) 118).
(2) Un fondo nazionale per l’efficienza energetica, come stabilito all’articolo 30, paragrafo 12, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica, è il soggetto che sostiene l’attuazione a livello nazionale delle misure di efficienza energetica e l’apporto del contributo nazionale agli obiettivi di efficienza energetica dell’UE per il 2030.
(3) Per maggiori informazioni si rimanda alla raccomandazione della Commissione, del 12 dicembre 2023, relativa al recepimento dell’articolo 30 riguardante i fondi nazionali per l’efficienza energetica, il finanziamento e il supporto tecnico della direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica (GU C, C/2023/1553, 19.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1553/oj) (C/2023/1553), che fornisce ulteriori dettagli sulle opzioni strategiche per l’istituzione di fondi nazionali per l’efficienza energetica e sulla possibilità di versare un contributo finanziario al fondo nazionale per l’efficienza energetica per adempiere parte degli obblighi di efficienza energetica.
(4) I 16 Stati membri che hanno istituito un fondo nazionale per l’efficienza energetica o un dispositivo analogo sono Bulgaria, Cechia, Germania, Spagna, Croazia, Italia, Irlanda, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.
(5) La coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica è un’iniziativa della Commissione che riunisce Stati membri dell’UE, istituti finanziari e portatori di interessi allo scopo di individuare azioni che migliorino concretamente il finanziamento privato dell’efficienza energetica. Per maggiori informazioni: https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/financing/european-energy-efficiency-financing-coalition_it.
(6) La società pubblica lettone ALTUM fornisce alle imprese e alle famiglie accesso a risorse finanziarie attraverso prestiti, garanzie e investimenti in fondi di capitale di rischio. Le risorse per l’attuazione dei programmi di sostegno statale comprendono tanto fondi dell’UE quanto finanziamenti pubblici nazionali, ma anche finanziamenti ottenuti da ALTUM presso istituzioni internazionali e sui mercati dei capitali. ALTUM svolge un ruolo cruciale nel favorire gli investimenti nell’efficienza energetica, in quanto al sostegno finanziario destinato a privati e imprese (per l’efficienza energetica tanto nell’edilizia quanto nell’industria) unisce un sostegno combinato costituito da programmi di sovvenzioni, prestiti agevolati, garanzie pubbliche e assistenza tecnica. Per maggiori informazioni: https://www.altum.lv/en/.
(7) Il fondo nazionale spagnolo per l’efficienza energetica (FNEE) finanzia iniziative nazionali di efficienza energetica, conformemente all’articolo 30 della direttiva sull’efficienza energetica. Istituito nel 2014, è gestito dall’istituto per la diversificazione e il risparmio dell’energia (IDAE) per conto del ministero della Transizione ecologica e della sfida demografica. Il FNEE fornisce sostegno economico e finanziario, assistenza tecnica, formazione e informazioni con l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica in vari settori e il contributo di questi settori all’obiettivo nazionale di risparmio energetico di cui all’articolo 8 della direttiva sull’efficienza energetica. Il FNEE fa parte del sistema nazionale spagnolo di obblighi di efficienza energetica, che impone obblighi nazionali annui di risparmio energetico alle parti obbligate (società di commercializzazione del gas e dell’energia elettrica, operatori all’ingrosso di prodotti petroliferi e operatori all’ingrosso di gas di petrolio liquefatto). Al fine di adempiere tali obblighi, le parti obbligate devono versare un contributo finanziario annuo minimo al FNEE. Il resto degli obblighi può essere soddisfatto mediante l’acquisizione volontaria di certificati di risparmio energetico o mediante un contributo finanziario supplementare al fondo. Per maggiori informazioni: https://www.idae.es/ayudas-y-financiacion/fondo-nacional-de-eficiencia-energetica.
(8) Modello fi-compass di strumento finanziario con una componente di sovvenzione a sostegno dell’efficienza energetica (maggio 2022): https://www.fi-compass.eu/library/how-to/model-financial-instrument-grant-component-support-energy-efficiency?etrans=it.
(9) ELENA eroga sovvenzioni per la preparazione di programmi di investimento finalizzati al risparmio energetico. Copre fino al 90 % dei costi di preparazione. Le sovvenzioni sono in genere comprese tra 1 e 3 milioni di EUR e mirano a sostenere il gruppo che prepara l’investimento. Il sostegno riguarda la gestione dei progetti, gli studi di fattibilità, gli studi tecnici/audit energetici, il sostegno giuridico a livello di progetto, la preparazione delle procedure di gara, l’aggregazione e la presentazione di domande per sovvenzioni e finanziamenti e qualsiasi altra attività preparatoria.
(10) Inforegio — presentazione di una domanda nel contesto del programma di lavoro di base di C4T — assistenza tecnica per gli investimenti della politica di coesione.
(11) fi-compass | Strumenti finanziari in regime di gestione concorrente dell’UE.
(12) Polo di consulenza InvestEU.
(13) JASPERS — assistenza congiunta a sostegno dei progetti nelle regioni europee.
(14) Raccomandazione della Commissione recante orientamenti pratici sui servizi degli sportelli unici per l’efficienza energetica e la prestazione energetica nell’edilizia, C(2026) 1523.
(15) Si vedano ad esempio i progetti ELENA «GROWS» e «BOS4EE»: https://www.eib.org/files/elena/76-project-factsheet-green-revolution-of-wealth-in-salento-grows.pdf e https://www.eib.org/files/elena/135-project-factsheet-bos4ee.pdf.
(16) La coalizione europea per l’efficienza energetica è stata istituita con dichiarazione congiunta della Commissione e degli Stati membri nel dicembre 2023. Essa muove dai risultati ottenuti dal gruppo delle istituzioni finanziarie in materia di efficienza energetica (EEFIG) istituito nel 2013. Per ulteriori informazioni: https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/financing/european-energy-efficiency-financing-coalition_it.
(17) Coalizione europea per l’efficienza energetica, ambito di intervento e mandato, programma di lavoro per il primo anno di attività. Consultabile all’indirizzo: https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/financing/european-energy-efficiency-financing-coalition_it.
(18) Per ulteriori informazioni sulle prescrizioni dell’articolo 30, paragrafo 3, della direttiva rifusa sull’efficienza energetica, consultare la raccomandazione della Commissione del 12 dicembre 2023 (C/2023/1553).
(19) EBA Report — In response to the call for advice from the EC on Green loans and mortgages (dicembre 2023). Per ulteriori informazioni, consultare la relazione dell’Autorità bancaria europea: https://www.eba.europa.eu/sites/default/files/2023-12/e7bcc22e-7fc2-4ca9-b50d-b6e922f99513/EBA%20report%20on%20green%20loans%20and%20mortgages_0.pdf.
(20) Società che non svolgono attività finanziarie.
(21) https://energyefficientmortgages.eu/. Progetti finanziati da Orizzonte 2020 e dal sottoprogramma «Transizione all’energia pulita» di LIFE.
(22) EEFIG (2021), The evolution of financing practices for energy efficiency in buildings, SME’s and in industry.
(23) La relazione dell’ABE (dicembre 2023) riporta esempi di prestiti verdi in Belgio, Estonia, Germania e Grecia.
(24) Cfr. ad esempio Syndicat National des Propriétaires et Copropriétaires ed Engie Electrabel, La copropriété, ses travaux et leur financement.
(25) La compensazione in bolletta è un metodo di finanziamento della ristrutturazione energetica degli edifici che utilizza la bolletta delle utenze come canale di rimborso. I regimi di compensazione in bolletta utilizzano i sistemi di pagamento esistenti delle società di servizi pubblici al fine di ridurre i costi di transazione e il rischio di inadempimento del prestito.
(26) Le strutture dei regimi di compensazione in bolletta sono presentate nella raccomandazione della Commissione del 12 dicembre 2023 (C/2023/1553).
(27) European on-bill Building Renovation Roadmap (2022), progetto RenOnBill con il sostegno di Orizzonte 2020. Il progetto RenOnBill (2019-2022) ha riunito società di consulenza, imprese di pubblica utilità del settore energetico e istituti finanziari con l’obiettivo di sperimentare regimi di compensazione in bolletta in Germania, Italia, Spagna e Lituania, con il fine ultimo di ampliarne l’adozione in tutta Europa. Per maggiori informazioni sulla tabella di marcia RenOnBill: https://renonbill.eu/knowledge-sharing/european-on-bill-building-renovation-roadmap?briefings=on&brochures=on&factsheets=on&infographics=on&language=any&reports=on&scientificpapers=on&tools=on&page=1.
(28) Progetto EuroPACE, Orizzonte 2020, https://cordis.europa.eu/article/id/422271-a-home-based-financing-model-to-boost-investments-in-sustainable-renovation/it.
(29) FITHOME ha sviluppato un programma di finanziamento tramite imposte degli investimenti nell’efficienza energetica a beneficio degli immobili residenziali nei Paesi Bassi. Alla guida dell’iniziativa c’è la società neerlandese De Woonpas, in collaborazione con le amministrazioni comunali dei Paesi Bassi. Il programma opera principalmente attraverso due società veicolo, SVGVR (Foundation Verzamelgelden) e SWGVR (Foundation Waarborg). La BNG Bank (Banca dei comuni dei Paesi Bassi) presta denaro a SVGVR, che copre i costi dei lavori per conto del comune. Ai proprietari di abitazioni viene quindi applicata un’«imposta sul miglioramento» di durata trentennale, ovverosia un’imposta mensile sull’aumento di valore dell’immobile, calcolata in modo da garantire che il rimborso del debito sia economicamente sostenibile. SVGVR riceve i pagamenti tributari, mentre SWGVR funge da garante, applicando una piccola percentuale all’imposta mensile a copertura dei rischi finanziari per i comuni in caso di problemi con i rimborsi da parte dei proprietari di abitazioni. Il processo è collegato al sistema catastale dei Paesi Bassi («Kadaster») al fine di monitorare la riscossione dell’imposta sul miglioramento. Per maggiori informazioni: progetto FITHOME, Orizzonte 2020, https://cordis.europa.eu/project/id/892214.
(30) Commissione europea, JRC (2017), Energy Service Companies in the EU. Il documento che fornisce una panoramica dei tipi di ESCO, oltre a esempi raccolti negli Stati membri dell’UE.
(31) FinEERGo-Dom ha adattato il modello innovativo dello strumento lettone per l’efficienza energetica nell’edilizia (LABEEF) e l’ha applicato in Polonia, Austria, Romania, Slovacchia e Bulgaria. Il progetto ha facilitato ristrutturazioni edilizie profonde e a tutto tondo grazie a un modello di contratto di prestazione che garantiva risparmi e metteva a frutto le capacità delle ESCO. Questo modello finanziario innovativo prevedeva un approccio incentrato sui contratti di rendimento energetico che solleva i proprietari degli immobili dall’onere di investire capitali anticipatamente, rendendo i progetti di ristrutturazione finanziariamente sostenibili e migliorando la liquidità delle ESCO. Per maggiori informazioni: https://fineergodom.eu.
(32) Le obbligazioni verdi sono un tipo di debito emesso da enti pubblici o privati per finanziarsi, impegnandosi a usare i fondi ottenuti a favore di progetti ambientali o connessi alla lotta ai cambiamenti climatici. Alcuni esempi sono citati nella relazione dell’EEFIG del 2022 Report on the evolution of financing practices for energy efficiency in buildings, SME’s and in industry (https://op.europa.eu/publication-detail/-/publication/a3032517-c761-11ec-b6f4-01aa75ed71a1).
(33) Regolamento (UE) 2023/2631 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 novembre 2023, sulle obbligazioni verdi europee e sull’informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e per le obbligazioni legate alla sostenibilità (GU L, 2023/2631, 30.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2631/oj).
(34) Il fondo per le cartolarizzazioni RMBS Green Prado XI/UCI è un’iniziativa di collaborazione che coinvolge la BEI, l’Instituto de Crédito Oficial (ICO) e l’Unión de Créditos Inmobiliarios (UCI) per cartolarizzare i mutui ipotecari residenziali di Spagna e Portogallo. Promuove progetti residenziali efficienti sotto il profilo energetico nei due paesi riunendo più mutui ipotecari residenziali in un portafoglio cartolarizzato. Il fondo di cartolarizzazione raggruppa più attività (mutui ipotecari residenziali nel fondo UCI) al fine di creare portafogli di investimento attraenti per gli investitori istituzionali. Per maggiori informazioni: https://www.eib.org/en/press/all/2023-165-eib-group-and-ico-invest-in-uci-securitisation-fund-for-renovating-and-building-residential-homes-using-sustainable-criteria-in-spain-and-portugal.
(35) Esempi di norme elaborate dall’Organizzazione europea di normazione pertinenti per i settori dell’edilizia e dell’industria: diagnosi energetiche (EN 16247), prestazione energetica degli edifici (famiglia di norme EN ISO 52000), sistemi di gestione dell’energia e sistemi di gestione ambientale (EN ISO 50001 ed EN ISO 14001), servizi di efficienza energetica e relativi benefici multipli/collaterali (EN 15900), contratti di prestazione energetica (EN 17669) e valutazione degli investimenti relativi a interventi nel settore energetico (EN 17463).
ELI: http://data.europa.eu/eli/reco/2026/537/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)