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Document 52022XG0421(02)

Conclusioni del Consiglio su una strategia europea volta a rafforzare il ruolo degli istituti di istruzione superiore per il futuro dell’Europa 2022/C 167/03

ST/7936/2022/INIT

OJ C 167, 21.4.2022, p. 9–17 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

21.4.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 167/9


Conclusioni del Consiglio su una strategia europea volta a rafforzare il ruolo degli istituti di istruzione superiore per il futuro dell’Europa

(2022/C 167/03)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

ricordando il contesto politico nel quale s’iscrive la questione, riepilogato nell’allegato delle presenti conclusioni,

RAMMENTANDO CHE:

1.   

Gli istituti di istruzione superiore (1) in Europa partecipano in larga misura alla creazione, alla distribuzione e alla certificazione delle conoscenze. Essi svolgono un ruolo insostituibile nella realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione e del nuovo Spazio europeo della ricerca, in sinergia con lo Spazio europeo dell’istruzione superiore. Gli istituti di istruzione superiore sono fondamentali per conseguire l’obiettivo fissato nella risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030), vale a dire che la percentuale di persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni che hanno completato l’istruzione terziaria dovrebbe essere almeno del 45 % entro il 2030.

2.   

Nei prossimi anni si intensificherà l’aumento delle iscrizioni all’istruzione superiore, che negli ultimi decenni ha rappresentato una tendenza determinante a livello mondiale. Il numero di persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni in possesso di una qualifica di livello terziario nei paesi dell’OCSE e del G20 dovrebbe raggiungere i 300 milioni entro il 2030 (2).

3.   

Il futuro sviluppo degli istituti di istruzione superiore in Europa sarà influenzato da numerose opportunità e sfide. Le tendenze demografiche mondiali e la globalizzazione metteranno in discussione la posizione dell’Europa quale polo di primo piano per la creazione di conoscenze. Il riscaldamento globale e il degrado ambientale, l’accelerazione dei mutamenti tecnologici e la crescente corsa alle tecnologie digitali incidono già sulle strategie e sul posizionamento degli istituti di istruzione superiore in Europa e nel mondo. La disponibilità di un ampio bacino di talenti con un’istruzione e una formazione eccellenti assumerà un’importanza sempre più decisiva affinché l’Europa possa mantenere e affermare la sua posizione di leader mondiale in un contesto di accresciuta concorrenza internazionale.

4.   

Nel contempo, mentre emergono nuove minacce ai valori e ai principi fondamentali che le democrazie europee mirano a sostenere, la crescente domanda di istruzione inclusiva e di alta qualità nonché di ricerca e innovazione di eccellenza nei paesi emergenti sta portando alla creazione di reti sempre più collegate a livello mondiale. A livello europeo e mondiale, le crescenti disuguaglianze e le sfide poste dall’invecchiamento delle società trasformeranno il mercato del lavoro e rafforzeranno la necessità di garantire l’inclusione e di aumentare il numero dei diplomati dell’istruzione superiore, il che comporterà nuove aspettative in materia di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

5.   

A seguito della ripresa economica dopo la pandemia e della rapida evoluzione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze connesse alle transizioni digitale e verde, sarà necessario che gli istituti di istruzione superiore prendano in considerazione l’ulteriore sviluppo della propria infrastruttura, adottino nuovi strumenti pedagogici, forniscano esperienze di apprendimento flessibili e brevi, preparino i discenti a un contesto sociale e del mercato del lavoro in continua evoluzione e consentano ai ricercatori di lavorare insieme per trovare soluzioni innovative alle attuali sfide globali.

6.   

La realizzazione dell’inclusione e dell’eccellenza richiede notevoli investimenti generali nel settore dell’istruzione superiore dell’UE, tenendo conto dell’attuale spesa media per l’istruzione terziaria nell’UE e alla luce del numero crescente di studenti e discenti, nonché delle sfide cui devono far fronte gli istituti di istruzione superiore.

7.   

La posizione privilegiata dell’istruzione superiore quale punto d|’incontro delle missioni nei settori dell’istruzione, della ricerca, dell’innovazione e dei servizi alla società rappresenta un’opportunità da cogliere per sfruttare il potenziale di sinergie tra queste quattro missioni.

8.   

Sfruttare tali sinergie è fondamentale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Occorrerà promuovere i partenariati tra vari portatori di interesse e la cooperazione con gli istituti di istruzione superiore e tra di essi.

9.   

In tale contesto, nella risoluzione su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) il Consiglio ha invitato a «definire un’agenda per la trasformazione dell’istruzione superiore, incentrata sull’inclusione, sull’innovazione, sulla connettività, sulla prontezza digitale e verde e sulla competitività internazionale, nonché su valori accademici fondamentali ed elevati principi etici, oltre che sull’occupazione e sull’occupabilità».

10.   

Nel medesimo contesto, nelle conclusioni sul nuovo Spazio europeo della ricerca il Consiglio ha individuato «nelle trasformazioni istituzionali, nelle carriere della ricerca, nell’educazione scientifica, nella formazione, nella cooperazione internazionale e nella circolazione delle conoscenze possibili ambiti in cui cooperare con maggiore determinazione» nell’ambito dello Spazio europeo della ricerca, dello Spazio europeo dell’istruzione superiore e della dimensione dell’istruzione superiore dello spazio europeo dell’istruzione. Il Consiglio ha inoltre preso atto «della proposta della Commissione di elaborare una tabella di marcia per le azioni volte a creare sinergie tra l’istruzione superiore e la ricerca» e ha espresso il proprio sostegno allo «sviluppo ulteriore delle ’alleanze universitarie europee’ quale esempio faro per istituti di istruzione superiore del futuro moderni e inclusivi in Europa». Nell’agenda politica del SER per il periodo 2022-2024, allegata alle conclusioni del Consiglio sulla futura governance dello Spazio europeo della ricerca (SER), sono state individuate le azioni destinate agli istituti di istruzione superiore.

11.   

Nelle conclusioni sull’iniziativa delle università europee - Colmare la distanza tra istruzione superiore, ricerca, innovazione e società: aprire la strada a una nuova dimensione dell’istruzione superiore europea, il Consiglio ha riconosciuto che le «università europee» dovrebbero essere invitate a «contribuire a potenziare le dimensioni della ricerca e dell’innovazione degli istituti di istruzione superiore in Europa elaborando un programma comune, condividendo infrastrutture e risorse» nonché a «stringere alleanze sempre più forti, valutando la fattibilità di un’iscrizione congiunta degli studenti e di un’assunzione congiunta degli accademici e dei ricercatori nell’ambito dei diversi sistemi nazionali, al fine di rendere più attraenti, sostenibili e flessibili i loro percorsi di studio e loro carriere nella ricerca all’interno delle alleanze». Ha inoltre invitato la Commissione e gli Stati membri a «prendere in considerazione strumenti di finanziamento più sostenibili per le ’università europee’, anche sfruttando le sinergie tra i sistemi regionali e nazionali e quelli europei, affinché possano realizzare la loro ambiziosa strategia» nonché a elaborare proposte chiare, a partire dal 2022, per «contribuire a rimuovere, ove necessario, gli ostacoli alla cooperazione a livello europeo, esplorando, ad esempio, la necessità e la fattibilità di diplomi europei comuni nell’ambito delle alleanze delle ’università europee’».

12.   

Nelle conclusioni su «Approfondimento dello Spazio europeo della ricerca: offrire ai ricercatori carriere e condizioni di lavoro attraenti e sostenibili e fare della circolazione dei cervelli una realtà», il Consiglio ha invitato la Commissione «a sostenere gli Stati membri nell’elaborazione di misure strategiche per una cooperazione transnazionale continua e ambiziosa tra gli istituti di istruzione superiore in Europa, in particolare nel settore delle carriere accademiche e della ricerca, che sono spesso interconnesse, promuovendo l’inclusione, facendo leva sull’eccellenza e potenziando la competitività internazionale del settore dell’istruzione superiore in Europa, così da aumentare l’attrattiva per i talenti provenienti dall’Europa e da paesi terzi». Ha inoltre convenuto che le alleanze universitarie europee e i loro partenariati con gli ecosistemi locali siano «piattaforme adeguate per testare possibili modelli che promuovano l’interoperabilità delle carriere della ricerca e per esplorare le possibilità di sistemi comuni di assunzione, formazione e sviluppo delle carriere che tengano conto sia degli aspetti della ricerca che dell’insegnamento, nonché le possibilità di sperimentare nuovi sistemi di ricompensa e valutazione, anche per l’insegnamento basato sulla ricerca».

RITIENE QUANTO SEGUE:

13.   

La cooperazione transnazionale tra istituti di istruzione superiore in tutta Europa sarà ulteriormente rafforzata, approfondita e semplificata se le sfide summenzionate possono essere affrontate efficacemente a livello europeo. A tale riguardo, la Commissione ha presentato un’ambiziosa strategia europea per le università, che mira a sostenere tali istituzioni in tutte le loro missioni e a dotarle degli strumenti per rafforzare la loro cooperazione e sfruttare la loro forza, in considerazione del contributo fondamentale che apportano alla risposta dell’Europa alle sfide future. È opportuno aumentare i diversi tipi di collaborazione in corso e condividere i relativi risultati e le migliori pratiche al fine di ispirare l’intero settore dell’istruzione superiore in Europa, nel rispetto delle competenze degli Stati membri, della libertà accademica e dell’autonomia istituzionale degli istituti di istruzione superiore.

14.   

A tal fine, nell’ambito di uno sforzo congiunto a livello istituzionale, nazionale ed europeo, devono essere perseguiti quattro obiettivi chiave altrettanto importanti:

rafforzare la dimensione europea nell’istruzione superiore, nella ricerca e nell’innovazione, nonché le sinergie tra di esse;

affermare il ruolo e la leadership dell’Europa nel mondo;

rafforzare la ripresa dell’Europa e la sua risposta alle transizioni digitale e verde;

approfondire il senso di appartenenza all’Europa sulla base di valori comuni.

INVITA LA COMMISSIONE E GLI STATI MEMBRI, IN LINEA CON LE RISPETTIVE COMPETENZE E NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ, A DIALOGARE CON GLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SUPERIORE E I PORTATORI DI INTERESSE AL FINE DI CONSEGUIRE I SEGUENTI OBIETTIVI CHIAVE:

Rafforzare la dimensione europea nell’istruzione superiore, nella ricerca e nell’innovazione, nonché le sinergie tra tali settori

15.

Una cooperazione transnazionale più approfondita contribuisce alla realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione e del nuovo Spazio europeo della ricerca in piena sinergia, rendendo gli istituti di istruzione superiore più forti e aumentando la qualità dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione in tutta Europa. Grazie a nuove dimensioni, nuovi formati e nuove opportunità di mobilità che vanno al di là delle discipline, dei settori e delle frontiere, unitamente a carriere attraenti e sostenibili in campo accademico e della ricerca nonché a un’istruzione aperta e alla scienza aperta, gli istituti di istruzione superiore sono in grado di affrontare meglio le sfide sociali e di fornire agli studenti, alle persone che partecipano all’apprendimento permanente e ai ricercatori le giuste conoscenze, abilità e competenze per il loro futuro sviluppo professionale e personale. Occorre prestare particolare attenzione agli studenti e ai giovani ricercatori i cui studi e le cui carriere hanno risentito fortemente della pandemia, nonché a coloro che provengono da zone rurali e remote, come le regioni ultraperiferiche.

16.

Le alleanze degli istituti di istruzione superiore, come le «università europee», possono dimostrare il potenziale di una cooperazione istituzionale ampia e a lungo termine nel settore dell’istruzione superiore. Tali alleanze hanno il potenziale di generare un reale valore aggiunto europeo raggiungendo una massa critica su scala europea attraverso l’impegno a lungo termine di tutte le parti interessate. Facilitano la libera circolazione in Europa a fini di studio, lavoro e ricerca sulla base di interessi comuni. Grazie a un forte grado di integrazione, trasparenza e apertura, possono avere un impatto trasformativo all’interno dell’Europa e per quest’ultima. Il coordinamento e la complementarità con altre iniziative e reti europee, nazionali, regionali, locali e, se del caso, internazionali ne rafforzeranno l’impatto trasformativo.

17.

Sfruttare appieno il valore aggiunto delle alleanze degli istituti di istruzione superiore, come le «università europee», richiede un ulteriore sostegno a livello europeo e, se del caso, nazionale mediante un approccio graduale. In quanto catalizzatori della trasformazione istituzionale, tali alleanze dovrebbero, se del caso, essere sostenute nello sviluppo di una forte dimensione di ricerca e innovazione e nell’attuazione di programmi educativi congiunti innovativi a tutti i livelli, nell’ambito di un approccio incentrato sugli studenti e orientato alla ricerca e all’innovazione, che potrebbe eventualmente rilasciare diplomi congiunti sulla base di criteri europei creati in collaborazione con gli Stati membri e i pertinenti portatori di interesse, conformemente agli strumenti del processo di Bologna. Tali alleanze dovrebbero inoltre essere sostenute, se del caso, nel miglioramento della gestione delle risorse umane, in termini di possibile assunzione congiunta di accademici e ricercatori; nella promozione dello sviluppo di carriere attraenti e sostenibili e nella messa in comune di risorse e strutture, ad esempio laboratori e piattaforme.

18.

Pur riconoscendo pienamente il valore dell’apprendimento in presenza e della mobilità fisica, nonché la necessità di una circolazione equilibrata dei cervelli, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a sostenere ulteriormente tutti i tipi di mobilità di studenti, personale e ricercatori, che contribuisce al successo accademico e alla realizzazione personale consentendo a tutti gli studenti, al personale e ai ricercatori di acquisire competenze internazionali e interculturali attraverso l’internazionalizzazione dei programmi di studio o la partecipazione ad ambienti internazionali innovativi nei loro istituti di origine.

19.

L’Anno europeo dei giovani svolge un ruolo abilitante al riguardo. Vale la pena ricordare l’obiettivo secondo il quale almeno il 20 % dei laureati nello Spazio europeo dell’istruzione superiore dovrebbe aver trascorso un periodo di studio o di formazione all’estero, come ribadito nel comunicato ministeriale di Roma del 19 novembre 2020, e il sostegno da dare all’iniziativa delle università europee per raggiungere l’ambizioso obiettivo di far partecipare alla mobilità il 50 % degli studenti, come indicato nelle conclusioni del Consiglio sull’iniziativa delle università europee – Colmare la distanza tra istruzione superiore, ricerca, innovazione e società: aprire la strada a una nuova dimensione dell’istruzione superiore europea.

20.

Per conseguire tali obiettivi, gli Stati membri e la Commissione, in cooperazione con gli istituti di istruzione superiore, dovrebbero inoltre sforzarsi di semplificare le procedure amministrative per gli istituti, anche estendendo ulteriormente la realizzazione dell’iniziativa riguardante la carta europea dello studente e proseguendo l’attuazione del riconoscimento reciproco automatico delle qualifiche accademiche e dei periodi di studio all’estero, in collaborazione con i centri nazionali di informazione sul riconoscimento accademico (NARIC). Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare appieno gli strumenti digitali per la mobilità e il riconoscimento, a promuovere il multilinguismo, l’interculturalità e l’inclusione degli studenti con minori opportunità nei loro campus e a integrare la mobilità nei loro programmi di studio.

Affermare il ruolo e la leadership dell’Europa nel mondo

21.

L’internazionalizzazione dell’istruzione superiore e della ricerca riveste un’importanza geopolitica strategica per l’Europa, come indicato nella comunicazione congiunta dal titolo «Il Global Gateway». La collaborazione mondiale in materia di istruzione superiore deve basarsi su valori e principi fondamentali, incentrati sulla libertà accademica, l’autonomia istituzionale, l’istruzione aperta e la scienza aperta. I principi della reciprocità e della parità di condizioni dovrebbero essere un prerequisito per la cooperazione internazionale. Le relazioni nel settore della ricerca e dell’innovazione e i negoziati con i partner internazionali dovrebbero ispirarsi al principio guida «il più aperto possibile, chiuso il tanto necessario». Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti attraverso un approccio coordinato a livello europeo per promuovere tali valori e principi europei in tutto il mondo, al fine di conseguire una collaborazione equilibrata e reciprocamente vantaggiosa, che contribuisca al potere di persuasione dell’Europa e alla sua capacità di definire norme al livello globale. La collaborazione con i paesi terzi nel settore dell’istruzione superiore e della ricerca deve basarsi su un’intesa comune e sulla condivisione di tali valori e principi promossi a livello europeo in linea con altri interessi strategici dell’Unione, conformemente alla conferenza di Marsiglia sull’approccio globale.

22.

Una cooperazione europea più intensa può essere utile per sostenere gli istituti di istruzione superiore e dotare ricercatori, formatori, studenti e personale degli strumenti necessari per affrontare le sfide di una collaborazione globale equa, quali l’iniquità, le ingerenze straniere e gli ostacoli alla scienza aperta. È inoltre necessario promuovere una comprensione informata e indipendente delle controparti dei paesi terzi. Per fare dell’Unione europea un rifugio sicuro per la libertà della ricerca scientifica e i valori democratici, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti attraverso programmi europei e nazionali, che rispettino pienamente il principio dell’eccellenza, per accogliere studenti, ricercatori e accademici la cui libertà è minacciata.

23.

Al fine di rafforzare la loro competitività a livello globale, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a mobilitare gli ecosistemi locali o regionali, promuovendo in tal modo la coesione territoriale, attraverso solidi partenariati con le organizzazioni di ricerca, gli attori dell’innovazione, i finanziatori e le parti economiche e sociali, stimolando nel contempo strette interazioni con le autorità locali, regionali e nazionali. Allo scopo di favorire la diversità e l’eccellenza degli istituti di istruzione superiore europei in tutto il mondo, occorre adoperarsi ulteriormente e fornire ulteriore sostegno a livello europeo affinché gli Stati membri promuovano politiche nazionali, ad esempio attraverso iniziative di eccellenza e poli regionali e locali.

24.

La cooperazione transnazionale tra gli istituti di istruzione superiore europei accresce la loro attrattiva per gli studenti, i ricercatori e i partner internazionali e incrementa la qualità dell’offerta formativa e del potenziale di ricerca e innovazione. I programmi europei esistenti, come Erasmus+, gli strumenti di azione esterna dell’Unione e Orizzonte Europa, dovrebbero essere utilizzati nell’ambito delle azioni autorizzate dalle rispettive basi giuridiche e valutati in base ai rispettivi criteri di valutazione per sostenere le alleanze degli istituti di istruzione superiore come le «università europee» e le comunità della conoscenza e dell’innovazione (CCI) nello sviluppo di attività e strategie di internazionalizzazione congiunte nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione. In tal modo, potrebbero più facilmente proiettarsi a livello internazionale, creare reti con partner chiave in tutto il mondo, rafforzare le capacità dei partner nei paesi terzi e stimolare la mobilità internazionale (in entrata e in uscita) di studenti, ricercatori, accademici e personale. Si dovrebbe sfruttare appieno la convenzione globale dell’UNESCO del 2019 sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore, in quanto facilita la mobilità internazionale degli studenti, sbloccando così il potenziale per l’internazionalizzazione dell’istruzione superiore europea. Gli sforzi comuni europei nei confronti dei paesi terzi potrebbero inoltre, attraverso un approccio «Team Europa», promuovere ulteriormente l’offerta di istruzione superiore europea e portare ad attività di sviluppo delle capacità reciprocamente vantaggiose.

Rafforzare la ripresa dell’Europa e la sua risposta alle transizioni digitale e verde

25.

Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere ulteriormente incoraggiati a trasformare le conoscenze in abilità, competenze e innovazione. Ciò può essere effettuato nel pieno rispetto della libertà accademica sviluppando una stretta cooperazione con i partner economici, sociali e industriali nell’ambito degli ecosistemi locali e regionali di ricerca e innovazione e agevolando la mobilità intersettoriale tra gli istituti di istruzione superiore e gli altri partner, appoggiandosi in particolare su strategie di specializzazione intelligente e sull’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) nonché sulle CCI. Tale cooperazione potrebbe inoltre essere estremamente vantaggiosa per le imprese e le PMI locali e offrire a studenti, ricercatori, accademici, formatori e personale l’opportunità di ricevere una formazione, ad esempio in materia di gestione della proprietà intellettuale, trasferimento di conoscenze e imprenditorialità, compreso l’accesso ai finanziamenti, in qualsiasi fase della loro carriera. L’intera gamma di attività accademiche, sia all’interno che all’esterno del mondo accademico, per quanto concerne tutte le dimensioni delle missioni degli istituti di istruzione superiore, dovrebbe essere tenuta in considerazione nella valutazione della loro carriera. Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero inoltre migliorare la capacità di collaborare con i loro ecosistemi fornendo le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie, in particolare per i settori industriali strategici, e promuovendo il trasferimento di conoscenze e tecnologie e la creazione di spin-off.

26.

Gli istituti di istruzione superiore potrebbero essere sostenuti al fine di migliorare l’apprendimento incentrato sugli studenti e basato sulla ricerca, che mira a fornire agli studenti competenze, abilità e conoscenze aggiornate e a sviluppare le loro capacità e la loro esperienza nel settore della ricerca. Gli studenti dovrebbero inoltre essere aiutati a lavorare in modo interdisciplinare nell’ambito di approcci basati sulle sfide.

27.

Gli istituti di istruzione superiore possono svolgere un ruolo essenziale nell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e nella risposta alla trasformazione del mercato del lavoro, rivolgendosi a tutti i tipi di discenti e promuovendone l’occupabilità, anche attraverso la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze. A tal fine, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti nell’utilizzo della digitalizzazione per promuovere metodi di apprendimento e insegnamento innovativi e nella progettazione e attuazione di percorsi di apprendimento flessibili e su misura, compresi, se del caso, corsi o esperienze di apprendimento più brevi che possono offrire microcredenziali, senza discostarsi dal principio fondamentale dei corsi di laurea completi. Al fine di sviluppare le abilità, le competenze, le attitudini e lo spirito imprenditoriale pertinenti dei discenti, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a cooperare con i rispettivi ecosistemi, promuovere esperienze di lavoro quali tirocini, apprendistati e opportunità di volontariato e, se del caso, sviluppare ulteriormente percorsi di imprenditorialità che consentano agli studenti di realizzare progetti imprenditoriali durante i loro studi.

28.

Gli istituti di istruzione superiore hanno un ruolo fondamentale da svolgere nel sostegno alla transizione verde e nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile quale caratteristica distintiva di qualità a livello globale. A tale riguardo, gli istituti di istruzione superiore di tutta Europa dovrebbero essere sostenuti affinché introducano approcci di sostenibilità e verdi utilizzando, se del caso, un approccio che coinvolga tutto l’istituto nell’ambito delle rispettive missioni, infrastrutture e operazioni.

29.

Al fine di affrontare la transizione verde, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare conoscenze, abilità e competenze interdisciplinari, a sostenere l’acquisizione e l’utilizzo di conoscenze in materia di sostenibilità tra tutti i discenti e le comunità e a integrare l’educazione alla sostenibilità quale componente dei programmi di studio in tutti i settori pertinenti. Essi dovrebbero essere incoraggiati a commissionare ed effettuare ricerche che si fondano sulla base di conoscenze relative alla sostenibilità.

30.

Come emerso durante la pandemia di COVID-19, le tecnologie digitali costituiscono un potente strumento di trasformazione dei sistemi di istruzione superiore in Europa e gli istituti di istruzione superiore sono a loro volta determinanti per accelerare la transizione digitale in Europa.

31.

È necessario fornire agli istituti di istruzione superiore infrastrutture e servizi digitali ad alta connettività e ad alte prestazioni, che dovrebbero essere quanto più possibile interoperabili e condivisi in tutta Europa, basarsi su norme europee (3) e utilizzare tecnologie affidabili in linea con i fabbisogni specifici degli istituti di istruzione superiore, come i dati sicuri.

32.

Accelerare la transizione digitale dell’Europa significa offrire l’alfabetizzazione digitale e dei dati a tutti gli studenti, formatori, personale, accademici e ricercatori e, se del caso, al grande pubblico. A tal fine gli istituti di istruzione superiore svolgono un ruolo fondamentale nel dotare i discenti delle competenze digitali emergenti e della loro componente etica — come la gestione responsabile dei dati, l’intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni e la cibersicurezza — e nello svolgere attività di ricerca e di innovazione.

33.

Pur riconoscendo pienamente il valore dell’apprendimento in presenza, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero utilizzare appieno i mezzi digitali per migliorare la qualità dell’esperienza di apprendimento per studenti, personale, accademici e ricercatori e per affrontare le disuguaglianze sociali. Al fine di colmare il divario digitale, dovrebbero essere sostenute iniziative che offrano a tutti la parità di accesso a opportunità di apprendimento personalizzato, utilizzando, ad esempio, l’insegnamento virtuale o ibrido in luoghi di apprendimento remoti. Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere accompagnati nei loro sforzi volti a condividere piattaforme e strumenti interoperabili che consentano lo scambio di dati, fornendo nel contempo risorse didattiche di alta qualità e di facile utilizzo, come corsi online.

Approfondire il senso di appartenenza all’Europa sulla base di valori comuni

34.

Per approfondire il senso di appartenenza all’Europa e promuovere il nostro stile di vita europeo, è fondamentale difendere e proteggere i valori democratici europei, promuovere la diversità, l’inclusività e la parità di genere e rafforzare la qualità e la pertinenza dell’istruzione superiore per abilità adeguate alle esigenze future. Gli istituti di istruzione superiore sono autonomi e la libertà accademica e scientifica è un principio centrale della loro missione e delle loro attività.

35.

Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti nei loro sforzi volti a proteggere l’istruzione e la scienza dalla disinformazione, sostenere la scienza aperta e difendere i valori democratici. A tale riguardo, gli istituti di istruzione superiore sono una garanzia per la democrazia e un foro centrale per la scienza dei cittadini, in quanto preparano gli studenti alla cittadinanza attiva e all’impegno pubblico.

36.

Gli istituti di istruzione superiore possono stimolare il dibattito pubblico con informazioni fondate e approfondite, attraverso un accesso più ampio alle pubblicazioni e ai dati della ricerca e organizzando eventi pubblici per diffondere i risultati della ricerca e discuterne. Gli istituti di istruzione superiore possono essere attori fondamentali nella lotta all’uso distorto della ricerca e rappresentano l’interfaccia tra istruzione, ricerca, innovazione, autorità pubbliche e società civile. Tale ruolo potrebbe essere ulteriormente rafforzato e utilizzato dagli istituti di istruzione superiore per dialogare in modo più sistematico con tutti gli attori della società, tra cui gli innovatori pubblici e privati, le autorità pubbliche regionali e locali, comprese le scuole, i media, le organizzazioni di divulgazione scientifica e le organizzazioni della società civile quali le associazioni di consumatori, di utenti o di pazienti.

37.

Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero garantire che studenti, accademici, ricercatori e personale partecipino alla loro governance, in quanto membri a pieno titolo e interlocutori costruttivi della comunità dell’istruzione superiore. A tale riguardo, gli studenti possono essere coinvolti nei meccanismi decisionali, anche per quanto riguarda i programmi di studio, in quanto aspetto dei valori accademici fondamentali, segno di democrazia e cultura del dialogo negli istituti di istruzione superiore.

38.

Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti e incoraggiati nei loro sforzi volti a garantire l’inclusione e il successo di studenti, accademici, ricercatori e personale e a promuovere le pari opportunità, indipendentemente dal genere, dalla razza e dall’origine etnica, dalla religione o dalle convinzioni personali, dal contesto sociale ed economico, dalla salute, dalla disabilità, dall’età, dall’orientamento sessuale, dal contesto migratorio e dall’ubicazione geografica. Per tali finalità, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti nel garantire il benessere di tutti nel rispetto di una maggiore diversità sociale. A tale riguardo, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati ad aprire un dialogo con i gruppi sottorappresentati al fine di migliorarne l’accesso all’istruzione superiore e aiutarli a completare gli studi, tenendo in debita considerazione gli studenti e i giovani ricercatori i cui studi e le cui carriere hanno risentito fortemente della pandemia, nonché coloro che provengono da zone rurali e remote, come le regioni ultraperiferiche.

39.

Gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere sostenuti e incoraggiati a intraprendere azioni pertinenti per migliorare l’equilibrio di genere all’interno del corpo studentesco e di tutto il personale, anche nel contesto dell’avanzamento di carriera accademica.

40.

Gli istituti di istruzione superiore possono utilizzare pedagogie e strumenti didattici innovativi, compresi gli strumenti digitali, al fine di offrire un approccio all’apprendimento incentrato sullo studente, indipendentemente dal contesto socioeconomico o di apprendimento. Al fine di ridurre la disuguaglianza e promuovere la realizzazione personale, gli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiati a fornire orientamenti e servizi di sostegno su misura, in particolare ai nuovi arrivati, tenendo conto dello stile e dei percorsi di apprendimento come pure del contesto socioeconomico di ciascun discente.

INVITA, PIÙ IN PARTICOLARE, GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE, IN LINEA CON LE RISPETTIVE COMPETENZE E NEL DEBITO RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ, A SOSTENERE LE ALLEANZE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SUPERIORE COME LE «UNIVERSITÀ EUROPEE»:

41.

Tutti i tipi di alleanze degli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere ulteriormente sostenuti con tutti i mezzi appropriati e pertinenti al fine di agevolare le attività di cooperazione basate su elevata qualità, eccellenza, impatto, inclusività ed equilibrio geografico, e di individuare gli ostacoli e le soluzioni che potrebbero essere comuni a tutte le alleanze. Più specificamente, sulla base del riesame intermedio delle prime alleanze pilota, l’attuazione dell’iniziativa delle università europee dovrebbe essere proseguita. Ciò consentirebbe inoltre di raggruppare le attività al fine di condividere le migliori pratiche in materia di istruzione superiore, ricerca e innovazione e servizio alla società.

42.

In primo luogo, le alleanze degli istituti di istruzione superiore dovrebbero essere incoraggiate a sfruttare appieno i programmi di finanziamento esistenti e gli strumenti abilitanti a livello europeo, nazionale e regionale al fine di aumentare e approfondire la loro cooperazione.

43.

Se del caso e in stretta cooperazione con le autorità nazionali, le alleanze degli istituti di istruzione superiore e i portatori di interesse, dovrebbero essere adottate misure per superare gli ostacoli a una cooperazione transnazionale più approfondita, a lungo termine e flessibile e per progettare strumenti di cooperazione istituzionalizzata, sulla base di un’accurata valutazione preliminare della loro necessità, dei loro benefici e della loro fattibilità. L’obiettivo è dare alle alleanze, su base volontaria, la possibilità di agire insieme, prendere decisioni strategiche comuni, sperimentare assunzioni congiunte, elaborare programmi di studio congiunti o mettere in comune risorse e capacità umane, tecniche, di dati, di istruzione, di ricerca e di innovazione.

44.

Pur ponendo l’accento sull’attuazione dell’approccio europeo all’assicurazione della qualità dei programmi congiunti, è opportuno adottare ulteriori misure per riconoscere il valore delle esperienze di apprendimento transnazionale innovative e per aumentare la visibilità, l’attrattiva e la reputazione, sia in Europa che nel resto del mondo, di tali programmi congiunti forniti dalle alleanze degli istituti di istruzione superiore. Dovrebbero essere esaminati criteri comuni che potrebbero portare a un eventuale marchio europeo per programmi congiunti. Successivamente, si potrebbe prevedere la possibilità di concepire e realizzare, su base volontaria, a livello nazionale, regionale o istituzionale, diplomi congiunti a tutti i livelli, basati su questi criteri europei definiti congiuntamente, in conformità degli strumenti esistenti del processo di Bologna. Tale processo dovrebbe svolgersi in stretta cooperazione con le autorità nazionali, le alleanze degli istituti di istruzione superiore e i portatori di interesse.

45.

I risultati dei processi esplorativi menzionati ai punti 43 e 44 saranno comunicati, in ogni fase, al Consiglio per un’ulteriore decisione.

46.

A livello nazionale dovrebbero essere resi possibili processi di garanzia della qualità efficienti ed efficaci per facilitare un approccio europeo all’assicurazione della qualità dei programmi congiunti, conformemente alle norme e orientamenti per la garanzia della qualità nello Spazio europeo dell’istruzione superiore (ESG), tenendo conto dell’importanza della qualità, della ricerca e dell’occupabilità.

47.

Per consentire alle alleanze degli istituti di istruzione superiore di realizzare appieno il loro potenziale affrontando i costi finanziari della cooperazione transnazionale per coprire tutte le loro missioni a più lungo termine, è opportuno adottare misure per progredire verso una prospettiva di finanziamento dell’UE più sostenibile, olistica e integrata. A tale riguardo, la Commissione dovrebbe sperimentare entro il 2024, in stretta consultazione con gli Stati membri e i relativi portatori di interesse, approcci pilota per eventuali soluzioni, seguiti da una comunicazione al Consiglio per un’ulteriore decisione.

QUALI PROSSIME TAPPE, TENENDO DEBITAMENTE CONTO DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI AUTONOMIA ISTITUZIONALE E IN FUNZIONE DELLE CIRCOSTANZE NAZIONALI:

48.

CHIEDE alla Commissione e agli Stati membri di promuovere e proteggere i valori accademici fondamentali, comprese la libertà e l’integrità accademiche, in linea con il comunicato ministeriale di Roma del 2020 e con la dichiarazione di Bonn sulla libertà della ricerca scientifica.

49.

INVITA la Commissione e gli Stati membri, in collaborazione con i pertinenti portatori di interesse, a portare avanti congiuntamente azioni volte a creare sinergie tra l’istruzione superiore, la ricerca e l’innovazione nell’ambito del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione e delle strutture di governance dello Spazio europeo della ricerca. Tali azioni dovrebbero presentare un reale valore aggiunto a livello europeo e contribuire al conseguimento degli obiettivi chiave summenzionati e dovrebbero essere realizzate dalla Commissione e, su base volontaria, dagli Stati membri con ogni mezzo appropriato in funzione dei contesti nazionali.

50.

INVITA la Commissione a presentare al Consiglio, per informazione e ulteriore decisione, entro la metà del 2022 una tabella di marcia per coprogettare i nuovi strumenti. La tabella di marcia indicherebbe le tappe principali e i gruppi di esperti coinvolti. Nel conseguire gli obiettivi principali si terrà conto dei seguenti elementi: le azioni individuate nella comunicazione della Commissione su una strategia europea per le università; la risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) e le pertinenti azioni individuate nell’agenda politica dello Spazio europeo della ricerca 2022-2024 allegata alle conclusioni del Consiglio sulla futura governance dello Spazio europeo della ricerca (SER) nonché i valori e i principi stabiliti nella raccomandazione del Consiglio su un patto per la ricerca e l’innovazione in Europa.

51.

INVITA la Commissione, gli Stati membri e i portatori di interesse a instaurare una cooperazione rafforzata al fine di attuare tali sinergie, muovendo dalle esistenti strutture di governance del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione e dello Spazio europeo della ricerca, in stretta sinergia con lo Spazio europeo dell’istruzione superiore, e mettendo a frutto le migliori pratiche degli istituti di istruzione superiore. A tale riguardo, potrebbe essere valutata l’eventualità di tenere, ove pertinente, riunioni congiunte dei direttori generali per l’istruzione superiore e del comitato per lo Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione (CSER), in cui si affrontino temi di interesse condiviso chiaramente definiti e si persegua un obiettivo comune.

52.

INVITA la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per il conseguimento di tali obiettivi chiave attraverso una stretta cooperazione con le organizzazioni ombrello a livello dell’UE e internazionali o altre organizzazioni competenti, che siano pertinenti a livello dell’UE, e con rappresentanti dei portatori di interesse, quali: istituti di istruzione superiore, comprese le alleanze degli istituti di istruzione superiore europei, associazioni studentesche, organismi di certificazione della qualità, enti realizzatori di attività nel settore della ricerca e della tecnologia, imprese ad alta intensità di R&I, comprese le PMI, singoli ricercatori e innovatori, infrastrutture di ricerca, enti finanziatori della R&I e accademie di scienze. Si potrebbe valutare l’opportunità di tenere riunioni periodiche quali il Forum delle università per il futuro dell’Europa al fine di discutere l’attuazione della strategia e promuovere la condivisione delle buone pratiche. I risultati di tale forum dovrebbero ispirare ulteriori sviluppi e lavori da parte dei pertinenti gruppi nell’ambito del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione e dello Spazio europeo della ricerca, in sinergia con lo spazio europeo dell’istruzione superiore.

53.

INVITA gli Stati membri ad avvalersi degli scambi multilaterali con il sostegno della Commissione per promuovere la condivisione delle buone pratiche e l’apprendimento tra pari con altri Stati membri.

54.

RILEVA l’intenzione della Commissione di razionalizzare gli strumenti di monitoraggio dell’istruzione superiore. Tale razionalizzazione potrebbe accrescerne il potenziale e la pertinenza per i responsabili politici, gli istituti di istruzione superiore, gli studenti e i ricercatori, senza aumentare l’onere amministrativo che grava sugli Stati membri o gli istituti di istruzione superiore, al fine di fornire informazioni sui progressi conseguiti nell’attuazione della strategia europea volta a rafforzare il ruolo degli istituti di istruzione superiore e di aiutare gli Stati membri che desiderano imperniare le azioni alle quali intendono contribuire su prove e dati solidi. La partecipazione a tale processo da parte degli Stati membri è volontaria. PROPONE che le ulteriori discussioni si basino su uno studio di mappatura riguardante il quadro potenziale e giuridico dei pertinenti strumenti di monitoraggio. SOTTOLINEA che questo compito dovrebbe essere sviluppato in sinergia con il processo di coordinamento e monitoraggio della politica del SER, compreso il quadro operativo SER.

55.

INVITA la Commissione a presentare agli Stati membri aggiornamenti periodici in merito ai progressi compiuti nell’attuazione delle azioni summenzionate e una panoramica complessiva nella relazione completa della Commissione sullo spazio europeo dell’istruzione nel 2025, tenendo anche conto dei progressi compiuti nell’attuazione dello Spazio europeo della ricerca.

(1)  Ai fini delle presenti conclusioni, il termine «istituti di istruzione superiore» è usato come riferimento a tutto il settore, che rappresenta l’intera area dell’istruzione terziaria, includendo quindi tutti i tipi di istituti di istruzione superiore, comprese, conformemente al diritto o alla prassi nazionale, le università di ricerca, gli istituti universitari, le università di scienze applicate, gli istituti di istruzione e formazione professionale superiore e le istituzioni artistiche superiori.

(2)  OECD (2020), Resourcing Higher Education: Challenges, Choices and Consequences (Dotare l’istruzione superiore di risorse: sfide, scelte e conseguenze), Higher Education, OECD Publishing, Paris.

(3)  Carretero Gomez, S., Vuorikari, R. e Punie, Y., DigComp 2.1: The Digital Competence Framework for Citizens with eight proficiency levels and examples of use (Il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini - Con otto livelli di padronanza ed esempi di utilizzo), Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Lussemburgo, 2017.


ALLEGATO

Contesto politico

Consiglio europeo

Conclusioni del Consiglio europeo del 14 dicembre 2017 (EUCO 19/1/17 REV 1)

Consiglio dell’Unione europea

Raccomandazione (UE) 2021/2122 del Consiglio, del 26 novembre 2021, su un patto per la ricerca e l’innovazione in Europa (GU L 431 del 2.12.2021, pag. 1)

Conclusioni del Consiglio sulla futura governance dello Spazio europeo della ricerca (ST 14308/21, 26 novembre 2021)

Conclusioni del Consiglio dal titolo «L’approccio globale alla ricerca e all’innovazione – La strategia dell’Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia» (ST 12301/21, 28 settembre 2021)

Conclusioni del Consiglio sull’iniziativa delle università europee – Colmare la distanza tra istruzione superiore, ricerca, innovazione e società: aprire la strada a una nuova dimensione dell’istruzione superiore europea (GU C 221 del 10.6.2021, pag. 14)

Conclusioni del Consiglio su «Approfondimento dello Spazio europeo della ricerca: offrire ai ricercatori carriere e condizioni di lavoro attraenti e sostenibili e fare della circolazione dei cervelli una realtà» (ST 9138/21, 28 maggio 2021)

Risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) (GU C 66 del 26.2.2021, pag. 1)

Conclusioni del Consiglio sul nuovo Spazio europeo della ricerca (ST 13567/20, 1o dicembre 2020)

Raccomandazione del Consiglio, del 26 novembre 2018, sulla promozione del riconoscimento reciproco automatico dei titoli dell’istruzione superiore e dell’istruzione e della formazione secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio all’estero (GU C 444 del 10.12.2018, pag. 1)

Conclusioni del Consiglio «Verso la prospettiva di uno spazio europeo dell’istruzione» (GU C 195 del 7.6.2018, pag. 7)

Raccomandazione del Consiglio, del 22 maggio 2018, sulla promozione di valori comuni, di un’istruzione inclusiva e della dimensione europea dell’insegnamento (GU C 195 del 7.6.2018, pag. 1)

Commissione europea

Lotta alle ingerenze straniere nel settore R&I (SWD(2022) 12 final)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni su una strategia europea per le università (COM(2022) 16 final)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo «L’approccio globale alla ricerca e all’innovazione – La strategia dell’Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia» (COM(2021) 252 final/2)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Un nuovo SER per la ricerca e l’innovazione» (COM(2020) 628 final)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 (COM(2020) 625 final).

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Un’agenda per le competenze per l’Europa per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza (COM(2020) 274 final)

Commissione europea e alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti – Il Global Gateway (JOIN(2021) 30 final)

Dichiarazioni

Comunicato ministeriale di Roma (19 novembre 2020)

Dichiarazione di Bonn sulla libertà della ricerca scientifica (20 ottobre 2020)


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