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Pratiche commerciali sleali

 

SINTESI DI:

Direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori

Direttiva (UE) 2019/2161 che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio e le direttive 98/6/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell’UE relative alla protezione dei consumatori

QUAL È LO SCOPO DELLE DIRETTIVE?

  • La direttiva 2005/29/CE:
    • definisce le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori vietate nell’Unione europea (Unione).
    • si applica a qualsiasi atto o omissione che siano direttamente collegati alla promozione, alla vendita o alla fornitura di un prodotto* da parte di un professionista ai consumatori*. Protegge gli interessi economici dei consumatori prima, durante e dopo lo svolgimento di una transazione commerciale.
    • garantisce lo stesso grado di protezione a tutti i consumatori indipendentemente dal luogo di acquisto o di vendita nell’Unione.
  • La direttiva (UE) 2019/2161 per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell’Unione relative alla protezione dei consumatori modifica la direttiva 2005/29/CE per affrontare i nuovi sviluppi del mercato, in particolare nel settore digitale.

PUNTI CHIAVE

  • Le pratiche commerciali sleali sono le pratiche che:
    • sono contrarie ai requisiti della diligenza professionale* e
    • hanno la probabilità di falsare in misura rilevante il comportamento economico del consumatore medio.
  • Alcuni consumatori godono di un livello di protezione più elevato in relazione alla loro particolare vulnerabilità alla pratica o al prodotto, all’età (bambini o anziani), all’ingenuità o al loro stato di infermità mentale o fisica.
  • La direttiva 2005/29/CE definisce due categorie di pratiche commerciali come particolarmente sleali se inducono il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe assunto: le pratiche commerciali ingannevoli (per azioni od omissioni) e le pratiche commerciali aggressive.
  • Inoltre, l’allegato I della direttiva 2005/29/CE riporta l’elenco di quelle pratiche commerciali che sono considerate in ogni caso sleali («lista nera»).

Pratiche ingannevoli

Azioni ingannevoli

Una pratica commerciale è considerata ingannevole se contiene informazioni false o non veritiere o se può ingannare il consumatore medio — anche nel caso in cui l’informazione sia di fatto corretta — e indurlo ad assumere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe assunto. Fra gli esempi di simili azioni troviamo informazioni false o truffaldine riguardo a:

  • l’esistenza o la natura del prodotto;
  • le caratteristiche principali del prodotto (la sua disponibilità, i rischi, la composizione, l’origine geografica, i risultati che si possono attendere dal suo uso, ecc.);
  • la portata degli impegni del professionista (in codici di condotta ai quali il professionista ha accettato di vincolarsi);
  • il prezzo o l’esistenza di uno specifico vantaggio in termini di prezzo;
  • la necessità di una manutenzione o riparazione.

La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 introduce una regola specifica che affronta la commercializzazione ingannevole di merci apparentemente identiche quando in realtà la loro composizione e le loro caratteristiche sono diverse (spesso denominate «merci di duplice qualità»).

Omissioni ingannevoli

  • Una pratica è ingannevole anche qualora le informazioni chiave necessarie affinché il consumatore medio assuma una decisione commerciale informata si omettano o si forniscano in modo poco chiaro, incomprensibile, ambiguo o inopportuno e possano indurlo ad assumere una decisione di acquisto che altrimenti non avrebbe assunto.
  • La direttiva 2005/29/CE fornisce un elenco generale di informazioni che dovrebbero essere considerate sostanziali, quali il prezzo e le caratteristiche principali del prodotto. La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 prevede requisiti aggiuntivi per le vendite online, ad esempio: obblighi per i mercati online* di informare i consumatori in merito ai parametri principali che determinano la classificazione* dei prodotti presentati al consumatore come risultato della sua ricerca e l’obbligo di informare se, e in che modo, sia verificata la veridicità delle recensioni dei consumatori.

Pratiche commerciali aggressive

  • Le decisioni di natura commerciale assunte dai consumatori devono essere libere. Una pratica è aggressiva e sleale qualora, tramite molestie, coercizione o indebito condizionamento* comprometta in maniera significativa la libertà di scelta del consumatore medio e lo induca ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe assunto.
  • Per stabilire se una pratica commerciale è aggressiva oppure no, occorre tenere conto di vari elementi:
    • la natura, il luogo e la durata della pratica;
    • il ricorso eventuale alla minaccia fisica o verbale;
    • lo sfruttamento, da parte del professionista, di una circostanza specifica di gravità tale (ad esempio una morte o una grave malattia) da alterare la capacità di valutazione del consumatore al fine di influenzarne la decisione rispetto al prodotto;
    • le eventuali condizioni non contrattuali sproporzionate, imposte al consumatore che desideri far valere i propri diritti contrattuali (quali la rescissione o la conversione di un contratto).
  • L’allegato I della direttiva 2005/29/CE contiene un elenco di 35 pratiche commerciali che sono considerate sleali in ogni circostanza.

Pratiche commerciali considerate sleali in ogni circostanza («blacklist»)

  • La direttiva 2005/29/CE contiene un elenco di pratiche commerciali che sono considerate sleali in ogni circostanza. La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 ha aggiunto all’elenco diverse pratiche aggiuntive che vietano la pubblicazione di recensioni false dei consumatori, la pubblicità nascosta nei risultati di ricerca e la rivendita di biglietti che il commerciante ha acquisito utilizzando «bot» automatizzati.

Ricorso e sanzioni

  • La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 mira a garantire che i consumatori abbiano diritto a rimedi individuali (ad esempio, risarcimento, riduzione del prezzo ecc.) quando vengono danneggiati da pratiche commerciali sleali.
  • I paesi dell’Unione sono tenuti a introdurre sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per punire i professionisti che infrangono le disposizioni nazionali riguardanti le pratiche commerciali sleali.
  • La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 prevede criteri da applicare per l’irrogazione di sanzioni e impone ai paesi dell’Unione di prevedere sanzioni fino ad almeno il 4 % del fatturato annuo del professionista o 2 milioni di EUR se le informazioni sul fatturato non sono disponibili quando le autorità di diversi paesi stanno collaborando su gravi infrazioni intraunionali di grave entità che interessano i consumatori in diversi paesi dell’Unione.

Documento d’orientamento

Nel 2016, la Commissione ha pubblicato degli orientamenti relativi all’attuazione e all’applicazione della direttiva 2005/29/CE. Tali orientamenti spiegano concetti e norme fondamentali e offrono esempi concreti derivanti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e da tribunali e amministrazioni nazionali, al fine di renderne più agevole l’applicazione per le autorità nazionali e garantire una maggiore certezza del diritto per i professionisti.

A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICANO LE DIRETTIVE?

  • La direttiva 2005/29/CE doveva entrare in vigore nei paesi dell’Unione 12 giugno 2007, , con l’obbligo di applicare le norme della direttiva a partire dal 12 dicembre 2007.
  • La direttiva di modifica (UE) 2019/2161 deve diventare legge nei paesi dell’Unione entro il 28 novembre 2021, con l’obbligo di applicare le norme della direttiva a partire dal 28 maggio 2022.

CONTESTO

Per ulteriori informazioni consultare:

TERMINI CHIAVE

Prodotto: qualsiasi bene o servizio, compresi i beni immobili, i servizi digitali e il contenuto digitale, nonché i diritti e gli obblighi
Consumatore: un soggetto che, nelle pratiche commerciali oggetto della direttiva 2005/29/CE, agisce per fini che non rientrano nella sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale.
Diligenza professionale: il livello di speciale competenza e attenzione che ci si può ragionevolmente attendere da un professionista nei confronti dei consumatori, che corrisponde a pratiche di mercato oneste e/o al principio generale della buona fede nel settore di attività del professionista.
Mercato online: un servizio che utilizza un software, compresi siti web, parte di siti web o un’applicazione, gestito da o per conto del professionista, che permette ai consumatori di concludere contratti a distanza con altri professionisti o consumatori.
Classificazione: rilevanza relativa attribuita ai prodotti, come illustrato, organizzato o comunicato dal professionista, a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;
Indebito condizionamento: sfruttare una posizione di potere rispetto al consumatore in modo da esercitare pressione, anche senza ricorrere o minacciare di ricorrere alla forza fisica, in un modo che limita in maniera significativa la capacità del consumatore di assumere una decisione consapevole.

DOCUMENTI PRINCIPALI

Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio («direttiva sulle pratiche commerciali sleali») (GU L 149 dell’11.6.2005, pag. 22).

Le modifiche successive alla direttiva 2005/29/CE sono state incorporate nel testo originario. La versione consolidata ha solo un valore documentario.

Direttiva (UE) 2019/2161 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio e le direttive 98/6/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell’Unione relative alla protezione dei consumatori (GU L 328 del 18.12.2019, pag. 7).

DOCUMENTI CORRELATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo — Un «New Deal» per i consumatori [COM(2018) 183 final dell’11.4.2018].

Regolamento (UE) 2017/2394 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori e che abroga il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 345 del 27.12.2017, pag. 1).

Si veda la versione consolidata.

Documento di lavoro dei servizi della commissione — Orientamenti per l’attuazione/applicazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali che accompagna il documento Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Un approccio globale per stimolare il commercio elettronico transfrontaliero per i cittadini e le imprese in Europa [SWD(2016) 163 final, del 25.5.2016].

Ultimo aggiornamento: 20.05.2020

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