EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52021PC0344

Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia

COM/2021/344 final

Bruxelles, 22.6.2021

COM(2021) 344 final

2021/0168(NLE)

Proposta di

DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO

relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia

{SWD(2021) 165 final}


2021/0168 (NLE)

Proposta di

DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO

relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza 1 , in particolare l'articolo 20,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto dirompente sull'economia dell'Italia. A fronte di un prodotto interno lordo pro capite a prezzi correnti (PIL pro capite) pari al 95,0 % della media UE nel 2019, il PIL reale dell'Italia è diminuito, secondo le previsioni di primavera 2021 della Commissione, dell'8,9 % nel 2020 e complessivamente del 5,0 % nel periodo 2020-2021. Tra gli aspetti che da più tempo incidono sui risultati economici a medio termine figurano, in particolare, l'elevata disoccupazione giovanile e la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la bassa crescita della produttività nonché le inefficienze della pubblica amministrazione e un livello molto elevato di debito pubblico.

(2)Il 9 luglio 2019 e il 20 luglio 2020, nel contesto delle raccomandazioni rivolte all'Italia nell'ambito del semestre europeo, il Consiglio ha raccomandato in particolare di spostare la pressione fiscale dal lavoro, intensificare la lotta all'evasione fiscale e attuare pienamente le passate riforme pensionistiche. Il Consiglio ha inoltre raccomandato di rafforzare la resilienza e la capacità del sistema sanitario, potenziando nel contempo il coordinamento tra le autorità nazionali e regionali. Il Consiglio ha altresì raccomandato di intensificare gli sforzi per contrastare il lavoro sommerso, garantire che le politiche attive del mercato del lavoro e le politiche sociali siano efficacemente integrate e coinvolgano in particolare i giovani e i gruppi vulnerabili e che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia sostenuta da una strategia onnicomprensiva, anche attraverso l'accesso a servizi di assistenza all'infanzia e a lungo termine di qualità. Per affrontare la crisi COVID-19 è stato raccomandato all'Italia di fornire redditi sostitutivi e un accesso al sistema di protezione sociale adeguati e di attenuare l'impatto della crisi sull'occupazione, anche mediante modalità di lavoro flessibili e sostegno attivo all'occupazione. All'Italia è stato inoltre raccomandato di migliorare i risultati scolastici, rafforzare l'apprendimento a distanza e promuovere il miglioramento delle competenze, comprese le competenze digitali. Secondo le raccomandazioni la politica economica connessa agli investimenti dovrebbe tenere conto delle disparità regionali ed essere incentrata sulle transizioni verde e digitale, in particolare su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell'energia, su ricerca e innovazione, sul trasporto pubblico sostenibile, sulla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e su un'infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali. Per sostenere l'economia durante la crisi COVID-19, all'Italia è stato inoltre raccomandato di attuare efficacemente le misure volte a fornire liquidità all'economia reale, di anticipare i progetti di investimento pubblico maturi e di promuovere gli investimenti privati. Il Consiglio ha altresì raccomandato di migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione e l'efficienza del sistema giudiziario, di rafforzare il quadro in materia di insolvenza e di intensificare la lotta alla corruzione. Il Consiglio ha inoltre esortato a eliminare le restrizioni alla concorrenza e a migliorare le normative settoriali. È stato anche raccomandato all'Italia di favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche, continuando la riduzione dei crediti deteriorati, e di migliorare il finanziamento non bancario per le imprese più piccole e innovative. Dopo aver valutato i progressi compiuti nell'attuazione delle suddette raccomandazioni specifiche per paese al momento della presentazione del piano per la ripresa e la resilienza, la Commissione ritiene che siano stati compiuti progressi significativi per quanto riguarda le raccomandazioni relative all'adozione di tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia, sostenere l'economia e la successiva ripresa, garantire l'efficace attuazione delle misure volte a fornire liquidità all'economia reale, in particolare alle piccole e medie imprese, alle imprese innovative e ai lavoratori autonomi, ed evitare ritardi nei pagamenti. Sono stati registrati progressi significativi anche nella lotta all'evasione fiscale, in particolare nella forma dell'omessa fatturazione.

(3)Il 2 giugno 2021 la Commissione ha pubblicato un esame approfondito per l'Italia a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio 2 . L'analisi ha portato la Commissione a concludere che l'Italia presenta squilibri macroeconomici eccessivi, soprattutto per quanto riguarda l'elevato debito pubblico e la prolungata debole dinamica della produttività, che hanno rilevanza transfrontaliera in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e del settore bancario.

(4) [Nella sua raccomandazione sulla politica economica della zona euro, il Consiglio ha raccomandato agli Stati membri della zona euro di adottare, anche attraverso i rispettivi piani per la ripresa e la resilienza, provvedimenti finalizzati a garantire un orientamento politico a sostegno della ripresa e a migliorare ulteriormente la convergenza, la resilienza e la crescita sostenibile e inclusiva. Nella suddetta raccomandazione il Consiglio ha raccomandato inoltre di rafforzare i quadri istituzionali nazionali, garantire la stabilità macrofinanziaria, completare l'UEM e rafforzare il ruolo internazionale dell'euro.] [Se la raccomandazione del Consiglio non è stata adottata al momento dell'adozione della decisione di esecuzione, si prega di eliminare il considerando].

(5)Il 30 aprile 2021 l'Italia ha presentato alla Commissione il suo piano nazionale per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. Tale presentazione ha fatto seguito a un processo di consultazione, condotto conformemente al quadro giuridico nazionale, delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni giovanili e di altri portatori di interessi. Il fatto che i piani per la ripresa e la resilienza emanino dagli Stati membri è alla base della loro attuazione efficace, del loro impatto duraturo a livello nazionale e della loro credibilità a livello europeo. A norma dell'articolo 19 del regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento.

(6)I piani per la ripresa e la resilienza dovrebbero perseguire gli obiettivi generali del dispositivo per la ripresa e la resilienza istituito dal regolamento (UE) 2021/241 e dello strumento dell'UE per la ripresa istituito dal regolamento (UE) 2020/2094 del Consiglio al fine di sostenere la ripresa dopo la crisi COVID-19. Detti piani dovrebbero promuovere la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione contribuendo ai sei pilastri di cui all'articolo 3 del regolamento (UE) 2021/241.

(7)L'attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri costituirà uno sforzo coordinato di investimenti e riforme in tutta l'Unione. Tramite l'attuazione coordinata e simultanea delle riforme e degli investimenti in questione e la realizzazione di progetti transfrontalieri, tali riforme e investimenti si rafforzeranno reciprocamente e genereranno ricadute positive in tutta l'Unione. Di conseguenza, circa un terzo dell'impatto del dispositivo sulla crescita e sulla creazione di posti di lavoro degli Stati membri deriverà dalle ricadute provenienti da altri Stati membri.

Risposta equilibrata che contribuisce ai sei pilastri

(8)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera a), e all'allegato V, sezione 2.1, del regolamento (UE) 2021/241, il piano rappresenta in ampia misura (rating A) una risposta globale e adeguatamente equilibrata alla situazione economica e sociale, in quanto contribuisce in modo adeguato a tutti e sei i pilastri di cui all'articolo 3 del regolamento (EU) 2021/241, tenendo conto delle sfide specifiche e della dotazione finanziaria dello Stato membro interessato.

(9)Il piano contiene un'ampia gamma di investimenti e riforme per contribuire al superamento delle sfide della transizione verde quali l'aumento dell'efficienza energetica degli edifici, la decarbonizzazione dell'attività economica, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, un uso più efficiente delle risorse idriche, il rafforzamento dell'economia circolare e la conservazione e il miglioramento della biodiversità. Il piano mira inoltre ad affrontare le sfide digitali mediante la digitalizzazione di importanti servizi pubblici quali la giustizia, i servizi pubblici per l'impiego, l'istruzione o la sanità e l'adozione di tecnologie digitali da parte dei cittadini e delle imprese, con una combinazione di investimenti diretti e regimi di incentivi, ad esempio Transizione 4.0. Il piano affronta il tema delle competenze digitali attraverso una serie diversificata di misure rivolte alla popolazione in generale, alla pubblica amministrazione, al sistema di istruzione e al mercato del lavoro.

(10)In tutte le sue missioni e componenti, il piano promuove una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva sia mediante investimenti volti a rafforzare il capitale fisico e umano, sia tramite riforme che dovrebbero incidere sulla produttività e sulla competitività nel medio e lungo termine. Ad esempio, le prime due componenti della missione 1 del piano propongono importanti riforme in materia di giustizia, concorrenza, appalti pubblici, pubblica amministrazione, fiscalità e spesa pubblica, che dovrebbero rimuovere gravi strozzature nel funzionamento dell'economia italiana, e ingenti investimenti incentrati sulla digitalizzazione dei vari settori economici, che dovrebbero avere un effetto positivo sulla produttività. In linea con le priorità del Green Deal europeo, le componenti delle missioni 2 e 3 mirano a promuovere la crescita sostenibile, l'efficienza energetica, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi tramite una serie di riforme e investimenti ambiziosi in vari settori quali l'acqua, la pianificazione territoriale, l'efficienza energetica degli edifici, la mobilità sostenibile nelle città e in tutto il paese, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la biodiversità e il rafforzamento dell'economia circolare. Le componenti della missione 4 mirano ad affrontare le sfide connesse all'istruzione e alla ricerca e innovazione, combinando in modo equilibrato investimenti e riforme.

(11)Ci si aspetta che il piano per la ripresa e la resilienza rafforzi la coesione sociale e territoriale attraverso l'attuazione di investimenti e riforme mirati volti a migliorare la situazione dei gruppi più vulnerabili della società e delle regioni meno sviluppate del paese. Nelle regioni meridionali sono previsti ingenti investimenti in capitale fisico. Tali investimenti riguardano principalmente i trasporti, il digitale e la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche. Sono fortemente incentrate sul Mezzogiorno anche le azioni nel settore dell'istruzione e delle competenze e quelle a favore dei gruppi più vulnerabili previste in particolare nelle componenti delle missioni 4 e 5, per le quali sono attesi effetti positivi significativi sulla coesione sociale. Le componenti della missione 6 mirano ad affrontare le sfide nel settore sanitario compiendo notevoli sforzi nella digitalizzazione del settore, nel rafforzamento dell'assistenza sanitaria di base e nel miglioramento della capacità di quest'ultima di rispondere alle crescenti esigenze connesse alla demografia e alla preparazione alle crisi.

Affrontare tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese

(12)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), e all'allegato V, sezione 2.2, del regolamento (UE) 2021/241, ci si aspetta che il piano per la ripresa e la resilienza contribuisca ad affrontare in modo efficace tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide (rating A) individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese, compresi i relativi aspetti di bilancio, e nelle raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 rivolte allo Stato membro interessato, o le sfide individuate in altri documenti pertinenti adottati ufficialmente dalla Commissione nell'ambito del semestre europeo.

(13)Il piano comprende una vasta serie di riforme e investimenti che si rafforzano a vicenda e che contribuiscono ad affrontare efficacemente tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide economiche e sociali delineate nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all'Italia dal Consiglio in occasione del Semestre europeo nel 2019 e nel 2020. Segnatamente, ci si attende che le riforme e gli investimenti inclusi nel piano contribuiscano alla sostenibilità delle finanze pubbliche, accrescano la resilienza del settore sanitario, aumentino l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e delle politiche sociali e migliorino i risultati scolastici e le competenze. Ci si aspetta inoltre che il piano stimoli gli investimenti a sostegno della duplice transizione, in particolare nelle industrie di rete, nei servizi di pubblica utilità e nella ricerca e innovazione al fine di ridurre le disparità regionali, aumentare l'efficacia della pubblica amministrazione e l'efficienza del sistema giudiziario, migliorare il contesto imprenditoriale e rimuovere gli ostacoli alla concorrenza.

(14)Per quanto riguarda le politiche di bilancio e strutturali, il piano comprende misure volte a migliorare la riscossione delle imposte e intensificare la lotta all'evasione fiscale, nonché misure tese a migliorare l'efficienza della spesa pubblica attraverso un quadro rafforzato di revisione della spesa e il completamento della riforma delle relazioni in materia di bilancio tra i diversi livelli amministrativi. Ci si attende che le misure strutturali volte a migliorare il quadro per gli appalti pubblici contribuiscano anch'esse alla qualità delle finanze pubbliche. Le raccomandazioni relative alla risposta immediata della politica di bilancio alla pandemia possono essere considerate al di fuori dell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia, sebbene l'Italia abbia in generale risposto in modo adeguato e sufficiente alla necessità immediata di sostenere l'economia con strumenti di bilancio nel 2020 e nel 2021, in linea con le disposizioni della clausola di salvaguardia generale. Inoltre la raccomandazione all'Italia di compiere progressi sufficienti verso l'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2020 non è più pertinente, a causa sia della scadenza del corrispondente periodo di bilancio sia dell'attivazione, nel marzo 2020, della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita nel contesto della crisi legata alla pandemia.

(15)Il piano comprende una riforma e alcuni investimenti miranti a ridurre il lavoro sommerso e interventi volti a migliorare i risultati scolastici e a ridurre l'abbandono scolastico, superiore alla media dell'Unione. Nel piano sono inoltre incluse misure volte ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro mediante una combinazione di riforme e investimenti, compreso il potenziamento dell'offerta di strutture di assistenza all'infanzia. Il piano include altresì misure volte a rafforzare le competenze, anche digitali, e a migliorare le opportunità dei giovani e dei gruppi più vulnerabili della società.

(16)Rientrano nel piano anche importanti riforme e investimenti finalizzati ad aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione, in particolare per migliorare la gestione del pubblico impiego e rafforzare la capacità amministrativa. Le misure relative al pubblico impiego sono incentrate sulla riforma della selezione e dell'assunzione dei dipendenti pubblici. Il nuovo sistema dovrebbe essere messo subito alla prova con la selezione del personale necessario alla governance del piano. La riforma è accompagnata da investimenti finalizzati alla creazione di una piattaforma unica per le assunzioni, al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione professionale, nonché da una riforma delle carriere della pubblica amministrazione. Sono previste una semplificazione amministrativa mediante interventi legislativi ad hoc ("fast track") per le procedure amministrative, oltre all'eliminazione delle autorizzazioni non giustificate dall'interesse pubblico. Tali misure sono integrate e rafforzate da importanti investimenti e riforme volti a promuovere la digitalizzazione delle varie amministrazioni pubbliche. Per garantire la rapida attuazione delle riforme e la diffusione degli investimenti nelle TIC, sarà istituito un apposito Ufficio per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

(17)Una serie di riforme e investimenti nel settore sanitario è finalizzata a garantire le condizioni che permetteranno di assicurare una maggiore resilienza del servizio sanitario, in particolare per quanto riguarda la sanità locale, la telemedicina e gli investimenti per la digitalizzazione del sistema. Investimenti significativi abbinati a riforme settoriali mirano a sostenere la duplice transizione e la ricerca e innovazione, tenendo conto delle disparità regionali. Ciò riguarda in particolare le misure volte a costruire e migliorare le infrastrutture digitali, a sviluppare l'economia circolare e a migliorare la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, a rendere gli edifici più efficienti sotto il profilo energetico, a stimolare la produzione di energie rinnovabili, a sviluppare i trasporti sostenibili e a ridurre la frammentazione dei servizi idrici. È prevista una serie di investimenti e riforme per stimolare la ricerca e l'innovazione, in particolare per quanto riguarda i giovani ricercatori e il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private.

(18)Il piano prevede inoltre riforme sostanziali per migliorare il contesto imprenditoriale generale e ridurre gli ostacoli alla concorrenza. Ci si aspetta che l'adozione di una nuova legge annuale sulla concorrenza 2021 riduca i tempi per l'avvio di un'attività in Italia e aumenti i processi competitivi per l'aggiudicazione dei contratti di servizi pubblici locali, in particolare per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, i trasporti (porti, ferrovie regionali e trasporto pubblico locale) e le concessioni (autostrade, stazioni di ricarica per la mobilità elettrica ed energia idroelettrica). La legislazione settoriale nel campo dell'energia elimina gradualmente i prezzi regolamentati dell'energia elettrica e contempla misure di accompagnamento volte a sostenere l'aumento della concorrenza nei mercati al dettaglio dell'energia e la diffusione di contatori intelligenti di seconda generazione. La revisione della legislazione in materia di appalti pubblici comprende regolamenti volti a ridurre il tempo che intercorre tra la pubblicazione dei contratti e la loro aggiudicazione, il coordinamento della politica in materia di appalti pubblici, la diffusione degli appalti elettronici, la professionalizzazione degli acquirenti pubblici e la razionalizzazione delle amministrazioni aggiudicatrici. Ci si aspetta che questi dispositivi, una volta attuati, garantiscano un adeguato equilibrio tra i benefici della semplificazione e i controlli anticorruzione e antifrode. Il piano prevede il consolidamento delle autorità di vigilanza del mercato, la digitalizzazione delle ispezioni dei prodotti e l'istituzione di nuovi laboratori accreditati. Ci si attende che questi miglioramenti del contesto in cui operano le imprese agevolino l'imprenditorialità e migliori condizioni concorrenziali e favoriscano un'allocazione più efficiente delle risorse con i relativi potenziali incrementi di produttività.

(19)Il piano contiene inoltre misure ambiziose per riformare e modernizzare il sistema giudiziario civile, penale e amministrativo. Gli investimenti previsti nel piano sono finalizzati alla digitalizzazione dei tribunali, alla formazione dei giudici e del personale e al miglioramento dell'efficienza complessiva dei tribunali, agendo a breve termine sui fattori organizzativi per consentire alle riforme in corso di elaborazione di produrre risultati più rapidamente. L'istituzione e il potenziamento dell'Ufficio del processo dovrebbe sostenere i magistrati, come parte integrante della riforma della giustizia, al fine di abbattere l'arretrato delle cause pendenti e la durata complessiva dei procedimenti nell'ambito della strategia di ripresa, contribuendo ad assicurare la rapida attuazione delle riforme e degli investimenti, con effetti positivi anche sulla lotta alla corruzione e sul contesto imprenditoriale generale. Ci si aspetta che tali misure migliorino inoltre la qualità della giustizia grazie al supporto fornito ai magistrati nelle normali attività di studio, nella ricerca giuridica, nella preparazione di bozze di provvedimenti e nell'organizzazione dei fascicoli, consentendo in tal modo ai giudici di concentrarsi sui compiti più complessi.

(20)Affrontando le sfide summenzionate il piano per la ripresa e la resilienza contribuirà, secondo le aspettative, anche a correggere gli squilibri 3 che l'Italia presenta, in particolare per quanto riguarda l'elevato debito pubblico e la prolungata debole dinamica della produttività in un contesto caratterizzato da un'elevata disoccupazione e un livello di crediti deteriorati ancora alto, seppure con una tendenza a diminuire.

Contributo al potenziale di crescita, alla creazione di posti di lavoro e alla resilienza economica, sociale e istituzionale

(21)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera c), e all'allegato V, sezione 2.3, del regolamento (UE) 2021/241, ci si aspetta che il piano per la ripresa e la resilienza eserciti un elevato impatto (rating A) sul rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza economica, sociale e istituzionale dell'Italia, contribuendo all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, anche tramite la promozione di politiche per l'infanzia e la gioventù, e attenui l'impatto economico e sociale della crisi COVID-19, migliorando in tal modo la coesione economica, sociale e territoriale e la convergenza all'interno dell'Unione.

(22)Dalle simulazioni dei servizi della Commissione si evince che il piano è potenzialmente in grado di aumentare del 2,5 % il PIL dell'Italia entro il 2026 4 . Mentre nel breve periodo predominano gli effetti della domanda attraverso l'aumento degli investimenti pubblici, secondo le proiezioni lo stock di capitale pubblico sarà incentivato da maggiori investimenti, con effetti positivi sul PIL potenziale ed effettivo a medio termine. Ci si attende che il piano contribuisca a sostenere la coesione territoriale. Il piano assegna non meno del 40 % degli investimenti con una destinazione territoriale specifica alle regioni del Mezzogiorno. Secondo le aspettative, affronterà il divario infrastrutturale e aumenterà la produttività e la competitività delle regioni meno sviluppate mediante investimenti nella banda larga, nelle ferrovie ad alta velocità e nelle linee regionali, nella gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, nei porti e nei collegamenti dell'ultimo miglio nelle zone economiche speciali. Particolare attenzione è rivolta al Sud e alle aree interne anche negli interventi miranti a rivitalizzare le aree urbane e a migliorare le condizioni dei gruppi più vulnerabili della popolazione. Ci si attende che le riforme previste nel piano, in particolare la riforma della pubblica amministrazione, e le misure volte a sostenere la capacità amministrativa a livello locale contribuiscano a migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione in tali regioni.

(23)Il piano prevede un'ampia serie di investimenti significativi atti a ridurre le disuguaglianze e le vulnerabilità sociali in varie componenti, nelle quali si presta una particolare attenzione anche al Sud del paese. Sono affrontate diverse importanti dimensioni, quali l'aumento dell'offerta di abitazioni di edilizia sociale, il miglioramento dell'accesso ai servizi sociali, in particolare per le persone con disabilità e gli anziani non autosufficienti, l'estensione dei servizi di assistenza a domicilio o il sostegno alle comunità svantaggiate attraverso piani di risanamento urbano. Tali interventi sono accompagnati da riforme che dovrebbero semplificare l'accesso ad alcuni servizi sociali, come la legge quadro per le persone con disabilità o la riforma relativa all'ampliamento della telemedicina e della rete di prossimità. Queste misure, insieme alle misure previste in altre componenti, ad esempio quelle relative all'occupazione, all'istruzione o alla sanità, affrontano una serie di principi istituiti dal pilastro europeo dei diritti sociali.

(24)Il piano si concentra altresì sulle politiche per i giovani e l'infanzia attraverso una serie di misure quali il miglioramento della qualità e l'aumento dell'offerta di asili nido e di servizi di assistenza all'infanzia, per i quali l'Italia è in ritardo rispetto alla media dell'UE. Il piano mira inoltre a promuovere l'iscrizione a corsi di istruzione terziaria, soprattutto nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), e istituisce una rete di istituti di istruzione superiore che offrono corsi post-laurea di breve durata. Il piano comprende una serie di misure volte a rafforzare la capacità di ricerca italiana, e più specificamente una riforma volta ad agevolare la mobilità dei ricercatori e dei dirigenti di alto profilo, la semplificazione della gestione dei fondi e la riforma del percorso di carriera dei ricercatori. Ci si aspetta che il piano sostenga anche l'integrazione delle tecnologie digitali nel sistema di istruzione primaria e secondaria con l'uso di risorse digitali in classe, la digitalizzazione dei contenuti didattici e la creazione di laboratori con tecnologie didattiche quali robot programmabili. Sono previste inoltre misure volte a rafforzare l'occupabilità dei giovani e a sostenere la creazione di posti di lavoro nel contesto della transizione verde e digitale. Ci si attende infine che le riforme del sistema di istruzione e delle politiche attive del mercato del lavoro migliorino le condizioni quadro e contribuiscano a garantire rendimenti dagli investimenti effettuati.

(25)Il piano comprende investimenti e riforme per stimolare il capitale umano e promuovere le pari opportunità di istruzione in tutto il paese, il che, secondo le aspettative, contribuirà a ridurre le disuguaglianze e le disparità regionali in termini di infrastrutture e risultati scolastici. Ci si aspetta che le regioni del Mezzogiorno beneficino in misura rilevante degli investimenti previsti in strutture sportive, asili nido e alloggi per studenti e dell'aumento del numero di borse di studio universitarie, nonché di progetti mirati per la riduzione dell'abbandono scolastico precoce e il miglioramento dei risultati scolastici degli alunni vulnerabili. Le misure incluse nel piano mirano anche a rafforzare le competenze e abilità nell'istruzione secondaria e terziaria, a potenziare i servizi sociali nelle aree interne nonché a promuovere la riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e a rafforzare l'assistenza sanitaria territoriale.

Non arrecare danni significativi

(26)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera d), e all'allegato V, sezione 2.4, del regolamento (UE) 2021/241, ci si aspetta che il piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia assicuri che nessuna misura (rating A) per l'attuazione delle riforme e dei progetti di investimento in esso inclusa arrechi un danno significativo agli obiettivi ambientali ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio 5 (principio "non arrecare un danno significativo"), segnatamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all'adattamento ai cambiamenti climatici, all'uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, all'economia circolare, alla prevenzione e alla riduzione dell'inquinamento e alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Nella sua valutazione del rispetto di tale principio, l'Italia ha seguito gli orientamenti tecnici "non arrecare un danno significativo" della Commissione europea (2021/C58/01) e, ove necessario, si impegna ad attuare azioni specifiche sancite nei pertinenti traguardi e obiettivi al fine di evitare danni significativi.

(27)Alcune misure del piano hanno richiesto un'attenzione particolare in considerazione della loro natura per garantire che non siano arrecati danni significativi. Dovrebbero essere introdotti traguardi per gli investimenti nella ristrutturazione, nel biometano, nell'idrogeno, nell'irrigazione e nei collegamenti dell'ultimo miglio. I rifiuti risultanti dalle ristrutturazioni dovrebbero essere trattati conformemente ai principi dell'economia circolare. Le misure relative al trattamento dei rifiuti non contengono investimenti per l'incenerimento o il trattamento meccanico biologico nel rispetto del principio "non arrecare un danno significativo". Nelle misure volte a sostituire il parco veicoli e macchinari, è stato garantito che solo i veicoli puliti dovrebbero essere ammissibili ai finanziamenti. Il biometano utilizzato per i veicoli è conforme alla direttiva (UE) 2018/2001 (rifusione) sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Sono state anche introdotte garanzie particolari per quanto riguarda la protezione della biodiversità.

Contributo alla transizione verde, compresa la biodiversità

(28)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera e), e all'allegato V, sezione 2.5, del regolamento (UE) 2021/241, il piano per la ripresa e la resilienza prevede misure che contribuiscono in ampia misura (rating A) alla transizione verde, compresa la biodiversità, o ad affrontare le sfide che ne conseguono. Le misure a sostegno degli obiettivi climatici rappresentano un importo pari al 37,5 % della dotazione totale del piano, calcolata secondo la metodologia di cui all'allegato VI del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2021/241, il piano per la ripresa e la resilienza è coerente con le informazioni contenute nel piano nazionale per l'energia e il clima 2030.

(29)Il piano per la ripresa e la resilienza contiene un'ampia gamma di investimenti e riforme volti ad affrontare le sfide della transizione verde e, nel complesso, è adeguatamente allineato alle priorità del Green Deal europeo e del piano per l'obiettivo climatico 2030, nonché all'obiettivo di rendere l'Europa una società resiliente ai cambiamenti climatici entro il 2050. Il piano comprende una serie di misure relative alla ristrutturazione degli edifici a fini di efficienza energetica, in particolare attraverso la detrazione fiscale delle spese per la casa (superbonus), ma prevede anche investimenti diretti per migliorare l'efficienza energetica di comuni, scuole, edifici giudiziari, alberghi, musei, cinema e teatri. Altri obiettivi del piano: aumentare la concorrenza nei mercati dell'energia elettrica e del gas e promuovere l'uso di fonti energetiche rinnovabili. Questi interventi comprendono investimenti volti a sostenere le energie rinnovabili per le comunità energetiche e gli auto-consumatori di energie rinnovabili che agiscono congiuntamente, nonché a sviluppare la produzione offshore di energia elettrica e le reti intelligenti.

(30)Il piano comprende riforme volte a facilitare l'autorizzazione della produzione di energia da fonti rinnovabili e l'aggiudicazione delle concessioni idroelettriche. Si concentra sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dai trasporti e prevede importanti investimenti nella mobilità urbana sostenibile, compresa la mobilità elettrica, nonché nel potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria per sostenere il trasferimento modale e ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel trasporto aereo e marittimo e nell'agricoltura. Il piano sostiene altresì gli sforzi compiuti dall'Italia per adattarsi ai cambiamenti climatici e per migliorare la resilienza sismica e la qualità delle infrastrutture. Ci si aspetta che il piano contribuisca ad affrontare le sfide esistenti in materia di gestione dei rifiuti, a promuovere l'economia circolare, a migliorare la gestione delle risorse idriche e delle acque reflue e a rafforzare la protezione della biodiversità. A tal fine il piano prevede misure quali l'adozione di una nuova strategia per l'economia circolare, la realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l'ammodernamento di impianti esistenti, il potenziamento delle infrastrutture idriche per migliorare l'approvvigionamento e ridurre le perdite e una serie di misure per la riforestazione e il recupero delle aree naturali e degli habitat dei fondali marini.

Contributo alla transizione digitale

(31)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera f), e all'allegato V, sezione 2.6, del regolamento (UE) 2021/241, il piano per la ripresa e la resilienza prevede misure che contribuiscono efficacemente e in ampia misura (rating A) alla transizione digitale o ad affrontare le sfide che ne conseguono. Le misure a sostegno degli obiettivi digitali rappresentano un importo pari al 25,1 % della dotazione totale del piano, calcolata secondo la metodologia di cui all'allegato VI del regolamento (UE) 2021/241.

(32)Nel complesso dodici componenti contengono misure che contribuiscono alla transizione digitale basandosi su un approccio ampio e trasversale. Sono previsti investimenti significativi nei settori della digitalizzazione delle imprese, con particolare attenzione agli incentivi fiscali a favore di sistemi manifatturieri più intelligenti (Transizione 4.0). Il piano prevede inoltre il sostegno alle reti per la collaborazione nel campo della R&I e i trasferimenti di tecnologia tra università, istituti di ricerca e imprese. Ci si attende che gli investimenti per il completamento delle reti a banda larga ultraveloce e la connettività 5G contribuiscano al conseguimento degli obiettivi digitali europei per il 2030, la cui rapida attuazione comporterebbe benefici significativi per l'economia e la società nel loro insieme.

(33)Altri investimenti significativi riguardano la digitalizzazione della pubblica amministrazione, con interventi programmati per la pubblica amministrazione in generale, il settore sanitario e quello dell'istruzione. L'efficace attuazione di tali misure contribuirebbe a costruire un'infrastruttura digitale adeguata alle esigenze future, a rafforzare la cybersicurezza e a rendere la pubblica amministrazione più efficiente, resiliente e vicina ai cittadini. Il piano prevede inoltre misure volte a integrare gli investimenti nazionali per la digitalizzazione della giustizia.

(34)La transizione digitale comporta sfide importanti per l'Italia, in quanto il paese deve far fronte a notevoli carenze nelle competenze digitali di base e avanzate, che si riflettono anche in una scarsa digitalizzazione del sistema produttivo. Uno degli obiettivi del piano è contribuire ad affrontare tali sfide con investimenti mirati alle esigenze in termini di competenze della popolazione in generale e delle persone maggiormente a rischio di esclusione digitale, degli insegnanti, dei dipendenti pubblici e della forza lavoro. Lo sviluppo delle competenze digitali avanzate viene trattato nell'ambito di misure più ampie che contribuiscono ad aumentare la disponibilità di competenze digitali tecniche e specialistiche.

Impatto duraturo

(35)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera g), e all'allegato V, sezione 2.7, del regolamento (UE) 2021/241, ci si aspetta che il piano per la ripresa e la resilienza abbia in ampia misura un impatto duraturo sull'Italia (rating A).

(36)Il piano comprende riforme fondamentali, che potrebbero migliorare strutturalmente la competitività dell'economia italiana, volte a sostenere la risposta alle annose sfide dell'Italia. Nello specifico, la proposta riforma della pubblica amministrazione dovrebbe integrare e completare la riforma generale adottata nel 2014. L'attuazione completa, rapida e corretta della nuova serie di misure dovrebbe aumentare l'efficacia delle amministrazioni pubbliche. Ci si aspetta che questo, unitamente alla prevista riforma della giustizia, volta ad abbattere drasticamente l'arretrato di procedimenti civili e penali e a ridurre la mole di procedimenti amministrativi pendenti, migliori significativamente il funzionamento dell'economia. Il piano comprende inoltre una serie di riforme ambiziose per rimuovere gli ostacoli al contesto imprenditoriale e rendere alcuni settori dell'economia più trasparenti e aperti alla concorrenza. Anche le riforme settoriali che, come quelle previste nei settori dell'energia e dell'acqua, affrontano importanti carenze eliminando le principali barriere alla concorrenza, secondo le aspettative avranno un impatto positivo e duraturo sulla crescita e sulla produttività. Ci si aspetta che tali riforme aumentino i rendimenti dell'insieme di investimenti pianificati nei vari settori dell'economia italiana e che questi investimenti, a loro volta, migliorino le infrastrutture fisiche in tutto il paese, rafforzino il capitale umano e accelerino le transizioni verde e digitale. L'impatto duraturo del piano può essere rafforzato anche mediante sinergie tra il piano e altri programmi, compresi quelli finanziati dai fondi della politica di coesione, in particolare affrontando in modo concreto le sfide territoriali profondamente radicate e promuovendo uno sviluppo equilibrato.

Monitoraggio e attuazione

(37)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera h), e all'allegato V, sezione 2.8, del regolamento (UE) 2021/241, le modalità proposte nel piano per la ripresa e la resilienza al fine di garantirne un monitoraggio e un'attuazione efficaci, inclusi il calendario previsto, i traguardi e gli obiettivi e i relativi indicatori, sono adeguate (rating A).

(38)È prevista una governance multilivello per l'attuazione e il monitoraggio del piano per la ripresa e la resilienza. Sono compresi in particolare: a livello politico, una Cabina di regia istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri; a livello di dialogo sociale, un organo consultivo che coinvolga i portatori di interessi; a livello tecnico, una segreteria istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri per sostenere i lavori della Cabina di regia e dell'organo consultivo, una struttura di coordinamento centrale e monitoraggio istituita presso il ministero dell'Economia e delle finanze e strutture di coordinamento tecnico individuate al livello delle amministrazioni centrali responsabili delle singole misure. Il modello prevede inoltre l'istituzione di un organismo di audit indipendente, incaricato dell'attuazione dei sistemi di controllo interno. Le amministrazioni centrali e locali mantengono la responsabilità dell'attuazione operativa delle misure del piano sulla base delle rispettive competenze. Il modello di governance prevede l'attribuzione di responsabilità chiare per l'attuazione del piano, il monitoraggio dei progressi compiuti e la rendicontazione. In particolare, le responsabilità e i mandati sono sanciti dal decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, che contribuisce al conferimento di poteri agli organi competenti. Obiettivo di questo modello è creare sinergie e assicurare il coordinamento tra lo strumento e gli altri programmi dell'Unione, con il potenziale effetto di migliorare l'esecuzione dei fondi dell'Unione in Italia. Al fine di garantire un'attuazione tempestiva ed efficace delle misure del piano, il rafforzamento della capacità amministrativa, anche attraverso risorse umane aggiuntive e la fornitura di assistenza tecnica alle amministrazioni, e la semplificazione delle procedure amministrative sono previsti e sanciti da atti giuridici (decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, e decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77). Infine il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, prevede e sancisce meccanismi ad hoc per affrontare le questioni relative all'attuazione. I traguardi e gli obiettivi del piano dell'Italia sono chiari e realistici e rispecchiano adeguatamente gli investimenti e le riforme in esso previsti. Gli indicatori proposti sono pertinenti, accettabili e sufficientemente solidi.

(39)Gli Stati membri dovrebbero garantire che il sostegno finanziario nell'ambito del dispositivo sia comunicato e riconosciuto conformemente all'articolo 34 del regolamento (UE) 2021/241. Nell'ambito dello strumento di sostegno tecnico, gli Stati membri possono chiedere assistenza tecnica per l'attuazione dei rispettivi piani.

Costi

(40)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera i), e all'allegato V, sezione 2.9, del regolamento (UE) 2021/241, la giustificazione fornita nel piano in merito all'importo dei costi totali stimati dello stesso è in misura moderata (rating B) ragionevole e plausibile, è in linea con il principio dell'efficienza in termini di costi ed è commisurata all'impatto nazionale atteso a livello economico e sociale.

(41)L'Italia ha fornito stime dei costi per tutte le misure del piano per la ripresa e la resilienza che comportano costi. Nel complesso, la metodologia e le ipotesi formulate per ottenere i costi stimati sono chiare e plausibili per la maggior parte delle misure del piano e si basano spesso su precedenti progetti di natura simile o su pertinenti studi di supporto. Tuttavia, per alcune misure i dettagli specifici sulla metodologia e sulla base utilizzata per calcolare i costi stimati sono mancanti o incompleti, il che non consente una valutazione pienamente positiva di questi ultimi. La giustificazione fornita in merito all'importo dei costi totali stimati del piano per la ripresa e la resilienza è pertanto ragionevole e plausibile in misura moderata. Infine, l'importo dei costi totali stimati del piano per la ripresa e la resilienza è in linea con il principio dell'efficienza in termini di costi ed è commisurato all'impatto nazionale atteso a livello economico e sociale.

Tutela degli interessi finanziari

(42)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera j), e all'allegato V, sezione 2.10, del regolamento (UE) 2021/241, le modalità proposte nel piano per la ripresa e la resilienza e le misure aggiuntive previste dalla presente decisione sono adeguate (rating A) al fine di prevenire, individuare e correggere la corruzione, la frode e i conflitti di interessi nell'utilizzo dei fondi provenienti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, comprese le modalità volte a evitare la duplicazione dei finanziamenti da parte del dispositivo e di altri programmi dell'Unione. Ciò non pregiudica l'applicazione di altri strumenti atti a promuovere e garantire il rispetto del diritto dell'UE, anche al fine di prevenire, individuare e correggere la corruzione, la frode e i conflitti di interessi e per tutelare le finanze dell'Unione in linea con il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio.

(43)Il sistema di controllo interno e le modalità proposti nel piano per la ripresa e la resilienza sono considerati sufficientemente solidi nella loro configurazione, e le relative strutture sono descritte con chiarezza. Il piano individua gli attori (organismi/entità) e ne descrive i ruoli e le responsabilità per lo svolgimento dei compiti di controllo interno. Il ministero dell'Economia e delle finanze è stato incaricato del coordinamento generale e in seno al ministero è stato istituito un organismo di audit indipendente, i cui mandati sono sanciti dal decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77. Sono previste assunzioni ad hoc per rafforzare la capacità amministrativa.

(44)I sistemi di controllo e le altre disposizioni pertinenti, anche per la raccolta e la messa a disposizione dei dati sui destinatari finali, sono predisposti: a partire dalla metà del 2022, mediante l'applicazione di un sistema informatico unitario (ReGiS) e, fino a quel momento, tramite disposizioni transitorie in materia di tecnologie dell'informazione, basate sugli strumenti di elaborazione dati esistenti, i quali dovrebbero essere adattati allo scopo. La raccolta dei dati di cui all'articolo 22, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2021/241 attinge alle informazioni provenienti dalle banche dati della pubblica amministrazione tra cui, ad esempio, le banche dati basate sul codice identificativo gara (CIG). L'organismo di audit dovrebbe effettuare una verifica della raccolta e garantire l'accesso ai dati di cui all'articolo 22, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2021/241 in relazione alle disposizioni transitorie per le tecnologie dell'informazione. Questo impegno e la relativa rendicontazione a cura dell'organismo di audit sono annoverati fra i traguardi di cui all'allegato della presente decisione. Queste disposizioni sono considerate adeguate per quanto riguarda la prevenzione, l'individuazione e la correzione della corruzione, delle frodi e dei conflitti di interessi nell'utilizzo dei fondi provenienti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza e per evitare la duplicazione dei finanziamenti da parte di detto dispositivo e di altri programmi dell'Unione.

(45)Il corretto funzionamento dei controlli interni e delle modalità di acquisizione dei dati e le strutture di rendicontazione, nonché la transizione al sistema unitario (ReGiS) sono cruciali per riferire sul conseguimento dei traguardi e degli obiettivi e per stabilire le richieste di pagamento. Le disposizioni transitorie in materia di tecnologie dell'informazione, i progressi nello sviluppo di un nuovo ambiente informatico (ReGiS) e la transizione fattuale a tale sistema di archiviazione meritano un lavoro di audit informatico specifico da parte dell'organismo di audit per quanto riguarda la capacità di ReGiS di svolgere le funzionalità descritte nel piano e, in particolare, di salvaguardare l'integrità dei dati e la traccia di audit. Per il sistema transitorio l'organismo di audit fornisce, insieme alla prima richiesta di pagamento, una relazione di audit a conferma delle funzionalità del sistema di archiviazione.

(46)Per la prevenzione, l'individuazione e la correzione delle frodi, della corruzione e dei conflitti di interessi, la fase attuativa del piano prevede il rafforzamento delle disposizioni esistenti. Oltre al ruolo della Guardia di Finanza, dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e della Corte dei conti italiana, si fa riferimento all'utilizzo di un codice unico di progetto e di ARACHNE, sempre al fine di evitare i rischi di doppio finanziamento.

Coerenza del piano

(47)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera k), e all'allegato V, sezione 2.11, del regolamento (UE) 2021/241, il piano prevede misure di attuazione delle riforme e dei progetti di investimento pubblico che rappresentano in ampia misura (rating A) azioni coerenti.

(48)Il piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia presenta, nella sua integralità, una visione strategica e coerente, assicurando una generale omogeneità tra le componenti e le singole misure. Le riforme e gli investimenti in ciascuna componente sono coerenti e si rafforzano a vicenda, e vi è anche una significativa complementarità tra le varie componenti. Ad esempio diverse componenti del piano prevedono, oltre alle misure specificamente dedicate alla transizione verde, misure volte a promuovere l'efficienza energetica o a garantire l'assenza di qualsiasi impatto negativo sul consumo energetico. Un altro esempio è dato dal fatto che tutte le componenti, indipendentemente dal loro ambito di applicazione specifico, includono tra le priorità i giovani, il genere e la coesione territoriale. Nessuna misura proposta nell'ambito di una componente ne contraddice o ne compromette un'altra e non sono stati individuati contrasti tra le diverse componenti.

Uguaglianza

(49)Il piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia prevede misure che, secondo le aspettative, contribuiranno ad affrontare le sfide del paese in materia di uguaglianza di genere e pari opportunità per tutti. In particolare sono contemplate misure atte ad affrontare le sfide relative all'uguaglianza di genere, come il sostegno all'imprenditoria femminile o l'istituzione di un sistema nazionale di certificazione dell'uguaglianza di genere. Sono inoltre previste misure specifiche a sostegno delle pari opportunità per i giovani, comprese misure volte ad aumentare le iscrizioni a corsi di studio in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico e nel campo delle competenze digitali e innovative, con particolare attenzione all'uguaglianza di genere e alle pari opportunità per tutti. Le misure volte a migliorare i servizi sociali e sanitari di prossimità e a domicilio, quali soluzioni abitative e attrezzature innovative, mirano a promuovere l'autonomia di vita delle persone con disabilità e degli anziani. Il piano illustra le modalità con cui ci si aspetta che le varie componenti contribuiscano, direttamente o indirettamente, ad affrontare le disuguaglianze e a promuovere le pari opportunità, in particolare per le donne e i più giovani. Rimane tuttavia oscuro, nel piano, quale sia il contributo atteso per i gruppi specifici, come le persone appartenenti a minoranze etniche o razziali. Soprattutto nei casi in cui il contributo previsto è solo indiretto, un attento monitoraggio dell'attuazione concreta del piano dovrebbe essere essenziale per garantire che quest'ultimo produca i risultati attesi e si inserisca in una strategia onnicomprensiva, in sinergia con le politiche nazionali in materia di uguaglianza come la strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026.

Autovalutazione della sicurezza

(50)Conformemente all'articolo 18, paragrafo 4, lettera g), del regolamento (UE) 2021/241, il piano prevede un'autovalutazione della sicurezza per gli investimenti connessi ai servizi e alle infrastrutture cloud per la pubblica amministrazione. Per quanto riguarda le misure di connettività, in particolare ai fini della diffusione del 5G, l'Italia ha confermato che effettuerà tale valutazione in una fase successiva, tenendo conto degli scenari di connettività che risulteranno dalle attività di mappatura e di consultazione pubblica. A questo proposito, l'Italia ha affermato che analizzerà gli scenari di rischio e attuerà misure volte a evitare o attenuare i potenziali rischi per la sicurezza.

Progetti transfrontalieri e plurinazionali

(51)Il piano prevede investimenti nei corridoi transeuropei di trasporto (TEN-T) e nel collegamento ferroviario transfrontaliero tra Italia e Austria grazie al completamento della circonvallazione di Bolzano sulla linea Verona-Brennero, che rappresenta un'importante piattaforma per il traffico passeggeri e merci tra l'Italia e l'Europa settentrionale e orientale. La realizzazione di almeno 3 400 km del Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario dovrebbe inoltre consentire l'interoperabilità con i sistemi ferroviari di altri Stati membri. Il piano comprende misure a sostegno della diffusione di tecnologie basate sulla fibra ottica e sul 5G lungo i corridoi europei 5G. Il piano prevede altresì di finanziare la partecipazione delle imprese italiane a importanti progetti di comune interesse europeo approvati e potenziali e ai partenariati di ricerca e sviluppo e di rafforzare la rete dei poli europei dell'innovazione digitale per condividere conoscenze ed esperienze con altri paesi europei.

Processo di consultazione

(52)Il piano è stato sottoposto a un processo di consultazione e all'interazione con vari portatori di interessi, tra cui autorità regionali e locali, organizzazioni della società civile, parti sociali, esponenti del mondo accademico ed esperti di policy. A seguito del parere del Parlamento italiano sugli orientamenti strategici proposti dal governo per l'elaborazione del piano, una prima versione è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio 2021. Dopo il cambio di governo del febbraio 2021, l'esame della bozza di piano e le consultazioni con i portatori di interessi sono proseguiti. La Camera dei deputati e il Senato hanno tenuto una serie di audizioni cui hanno partecipato diversi portatori di interessi quali le autorità regionali e locali, le parti sociali, le organizzazioni della società civile e gli organi istituzionali, e hanno approvato relazioni ad hoc al riguardo, unitamente a risoluzioni che sono servite da base su cui orientare il completamento del piano. Il Governo stesso ha poi intrattenuto un dialogo con le autorità regionali e locali nel quadro della Conferenza Stato-Regioni. In esito a tale processo, il piano riveduto è stato presentato al Parlamento, che ne ha approvato la trasmissione alla Commissione.

(53)Per quanto riguarda il processo di consultazione durante la fase di attuazione, il piano per la ripresa e la resilienza italiano prevede la prosecuzione di dialoghi periodici con le diverse amministrazioni coinvolte nell'attuazione del piano e con i portatori di interessi. A tal fine, il modello di governance contempla la creazione di un organo consultivo con la partecipazione delle parti economiche e sociali. Per garantire la responsabilizzazione dei soggetti interessati, è fondamentale coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante l'intera esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano.

Valutazione positiva

(54)A seguito della valutazione positiva della Commissione riguardo al piano per la ripresa e la resilienza italiano, nella quale si è concluso che il piano soddisfa i criteri di valutazione di cui al regolamento (UE) 2021/241, a norma dell'articolo 20, paragrafo 2, di tale regolamento la presente decisione dovrebbe stabilire le riforme e i progetti di investimento necessari per l'attuazione del piano, i pertinenti traguardi, obiettivi e indicatori, e l'importo messo a disposizione dall'Unione per l'attuazione del piano sotto forma di sostegno finanziario non rimborsabile e prestito.

Contributo finanziario

(55)Il costo totale stimato del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia è pari a 191 499 177 889 EUR. Poiché il piano risponde in misura soddisfacente ai criteri di valutazione di cui al regolamento (UE) 2021/241 e, inoltre, poiché l'importo dei costi totali stimati del piano per la ripresa e la resilienza è superiore al contributo finanziario massimo disponibile per l'Italia, il contributo finanziario assegnato al piano dell'Italia dovrebbe essere pari all'importo totale del contributo finanziario a disposizione dell'Italia.

(56)Conformemente all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241, ci si aspetta che il calcolo del contributo finanziario massimo per l'Italia sia aggiornato entro il 30 giugno 2022. Pertanto, a norma dell'articolo 23, paragrafo 1, di detto regolamento, per l'Italia dovrebbe essere messo a disposizione ora un importo da impegnare giuridicamente entro il 31 dicembre 2022. Se necessario in seguito all'aggiornamento del contributo finanziario massimo, il Consiglio, su proposta della Commissione, dovrebbe modificare la presente decisione per includervi senza ritardo il contributo finanziario massimo aggiornato.

(57)Inoltre, per sostenere ulteriori riforme e investimenti, l'Italia ha chiesto un sostegno sotto forma di prestito. L'importo massimo del prestito richiesto dall'Italia è pari al 6,8 % del suo reddito nazionale lordo per il 2019 a prezzi correnti. L'importo dei costi totali stimati del piano per la ripresa e la resilienza è superiore all'importo complessivo del contributo finanziario disponibile per l'Italia e del sostegno richiesto sotto forma di prestito.

(58)Il sostegno necessario è finanziato mediante l'assunzione di prestiti da parte della Commissione a nome dell'Unione sulla base dell'articolo 5 della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio 6 . Il sostegno dovrebbe essere erogato a rate successivamente al conseguimento soddisfacente, da parte dell'Italia, dei pertinenti traguardi e obiettivi individuati in relazione all'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza.

(59)L'Italia ha chiesto un prefinanziamento pari al 13 % del contributo finanziario e al 13 % del prestito. Tale importo dovrebbe essere messo a disposizione dell'Italia subordinatamente all'entrata in vigore e in conformità dell'accordo di finanziamento di cui all'articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241 e dell'accordo di prestito di cui all'articolo 15, paragrafo 2, di detto regolamento.

(60)La presente decisione dovrebbe lasciare impregiudicato l'esito delle procedure relative all'assegnazione di fondi dell'Unione nell'ambito di altri programmi dell'Unione diversi dal regolamento (UE) 2021/241 o l'esito delle procedure esperibili in relazione alle distorsioni del funzionamento del mercato interno, in particolare a norma degli articoli 107 e 108 del trattato. Essa non dispensa gli Stati membri dall'obbligo di comunicare alla Commissione i casi di potenziali aiuti di Stato a norma dell'articolo 108 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1
Approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza

È approvata la valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia sulla base dei criteri di cui all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2021/241. Nell'allegato della presente decisione figurano le riforme e i progetti di investimento previsti dal piano per la ripresa e la resilienza, le modalità e il calendario per il monitoraggio e l'attuazione del piano, compresi i pertinenti traguardi e obiettivi e i traguardi e gli obiettivi supplementari connessi all'erogazione del prestito, gli indicatori rilevanti relativi al loro conseguimento e le modalità per dare alla Commissione pieno accesso ai dati pertinenti sottostanti.

Articolo 2
Contributo finanziario

1.L'Unione mette a disposizione dell'Italia un contributo finanziario sotto forma di sostegno non rimborsabile pari a 68 880 513 747 EUR 7 . È disponibile un importo di 47 925 096 762 EUR per essere impegnato giuridicamente entro il 31 dicembre 2022. A condizione che l'aggiornamento di cui all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241 determini per l'Italia un importo a quello pari o superiore, è disponibile un ulteriore importo di 20 955 416 985 EUR per essere impegnato giuridicamente dal 1º gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2023.

2.La Commissione mette a disposizione dell'Italia il contributo finanziario dell'Unione in rate conformemente all'allegato della presente decisione. È messo a disposizione a titolo di prefinanziamento un importo di 8 954 466 787 EUR, pari al 13 % del contributo finanziario. Il prefinanziamento e le rate possono essere versati dalla Commissione in una o più tranche. L'entità delle tranche è subordinata alla disponibilità dei finanziamenti.

3.Il prefinanziamento è messo a disposizione subordinatamente all'entrata in vigore e in conformità dell'accordo di finanziamento di cui all'articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. Esso è detratto dal pagamento delle rate.

4.La messa a disposizione delle rate in conformità dell'accordo di finanziamento è subordinata alla disponibilità di finanziamenti e a una decisione della Commissione, adottata a norma dell'articolo 24 del regolamento (UE) 2021/241, secondo la quale l'Italia ha conseguito in modo soddisfacente i traguardi e gli obiettivi pertinenti individuati in relazione all'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Subordinatamente all'entrata in vigore degli impegni giuridici di cui al paragrafo 1, per essere ammissibili al pagamento, i traguardi e gli obiettivi devono essere conseguiti entro il 31 agosto 2026.

Articolo 3
Sostegno sotto forma di prestito

1.L'Unione mette a disposizione dell'Italia un prestito dell'importo massimo di 122 601 810 400 EUR.

2.La Commissione mette a disposizione dell'Italia il sostegno sotto forma di prestito in rate conformemente all'allegato della presente decisione. È messo a disposizione a titolo di prefinanziamento un importo di 15 938 235 352 EUR, pari al 13 % del prestito. Il prefinanziamento e le rate possono essere versati dalla Commissione in una o più tranche. L'entità delle tranche è subordinata alla disponibilità dei finanziamenti.

3.Il prefinanziamento è messo a disposizione subordinatamente all'entrata in vigore e in conformità dell'accordo di prestito di cui all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241. Esso è detratto dal pagamento delle rate.

4.La messa a disposizione delle rate in conformità dell'accordo di prestito è subordinata alla disponibilità di finanziamenti e a una decisione della Commissione, adottata a norma dell'articolo 24 del regolamento (UE) 2021/241, secondo la quale l'Italia ha conseguito in modo soddisfacente i traguardi e gli obiettivi supplementari connessi al prestito e individuati in relazione all'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Per essere ammissibili al pagamento, i traguardi e gli obiettivi supplementari connessi al prestito devono essere conseguiti entro il 31 agosto 2026.

Articolo 4
Destinatario

La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17.
(2)    Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
(3)    Tali squilibri macroeconomici si riferiscono alle raccomandazioni formulate a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 nel 2019 e 2020.
(4)    Tali simulazioni rispecchiano l'effetto generale di Next Generation EU (NGEU), che comprende anche finanziamenti per ReactEU e un aumento dei finanziamenti per Orizzonte, InvestEU, il Fondo per una transizione giusta (JTF), lo sviluppo rurale e RescEU. Le simulazioni non includono il possibile effetto positivo delle riforme strutturali, che possono essere sostanziali.
(5)    Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088 (GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13).
(6)    GU L 424 del 15.12.2020, pag. 1.
(7)    Tale importo corrisponde alla dotazione finanziaria al netto della quota proporzionale dell'Italia delle spese di cui all'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241, calcolata secondo la metodologia di cui all'articolo 11 di tale regolamento.
Top

Bruxelles, 22.6.2021

COM(2021) 344 final

ALLEGATO

della

proposta di decisione di esecuzione del Consiglio

relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia

{SWD(2021) 165 final}


ALLEGATO

SEZIONE 1: RIFORME E INVESTIMENTI PREVISTI DAL PIANO PER LA RIPRESA E LA RESILIENZA

1.Descrizione delle riforme e degli investimenti

A.MISSIONE 1 COMPONENTE 1 -

Asse 1 - Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. L'asse 1 della componente M1C1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contempla misure volte a migliorare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA) e si articola in sette investimenti e tre riforme. Gli investimenti sono diretti in particolare a: i) razionalizzare e consolidare le infrastrutture digitali esistenti della PA; ii) promuovere la diffusione del cloud computing, iii) con particolare attenzione all'armonizzazione e all'interoperabilità delle piattaforme e dei servizi di dati, la realizzazione del principio once only e l'accessibilità dei dati tramite un catalogo centrale di "connettori automatici" (cosiddette API – Application Programming Interfaces); iv) migliorare la disponibilità, l'efficienza e l'accessibilità di tutti i servizi pubblici digitali con l'obiettivo di incrementarne il livello di adozione e soddisfazione degli utenti, v) rafforzando le difese dell'Italia contro i rischi derivanti dalla criminalità informatica e vi) rafforzando la trasformazione digitale delle grandi amministrazioni centrali; vii) colmare il divario digitale potenziando le competenze digitali dei cittadini. Le riforme comprese in questo asse sono volte a i) semplificare e velocizzare le procedure di acquisto di servizi ICT (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) per la PA; ii) sostenere la trasformazione digitale della PA e iii) rimuovere gli ostacoli che frenano l'adozione del cloud nelle amministrazioni pubbliche e semplificare le procedure per lo scambio di dati tra le amministrazioni.

Gli investimenti e le riforme previste sotto questa componente sono intesi a rispondere alle raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 rivolte all'Italia in ordine alla necessità di "migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, in particolare investendo nelle competenze dei dipendenti pubblici, accelerando la digitalizzazione e aumentando l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali" (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 3) e "concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su […] un'infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali" (raccomandazione specifica per paese 2020, punto 3).

Asse 2 - Giustizia. Il sistema della giustizia italiana funziona molto a rilento rispetto ad altri Stati membri in termini di tempi processuali, come evidenzia l'ultima relazione della Commissione europea per l'efficacia della giustizia (CEPEJ). L'asse 2 della componente M1C1 del PNRR contempla misure volte a rendere il sistema giudiziario più efficiente riducendo la durata dei procedimenti e avvicinando l'Italia alla media dell'UE. Questa componente intende rispondere alle raccomandazioni specifiche per paese indirizzate all'Italia nel 2020 e 2019 di ridurre la durata dei processi civili e migliorare l'efficacia della lotta contro la corruzione (raccomandazioni specifiche per paese 2019, punto 4, e 2020, punto 4). La digitalizzazione del sistema giudiziario è poi un fattore importante anche per la transizione digitale.

Asse 3 – Pubblica Amministrazione. L'asse 3 della componente M1C1 del PNRR contempla misure volte a riformare la pubblica amministrazione e a sviluppare la capacità amministrativa. L'Italia si posiziona sotto la media UE-27 quanto a efficacia amministrativa e fiducia nel governo. La riforma della pubblica amministrazione ha risentito di un grave vuoto attuativo delle riforme promosse dall'alto e di uno scarso riconoscimento e limitata diffusione di preziose innovazioni promosse dal basso. La capacità amministrativa è molto debole. Devono proseguire gli sforzi per rafforzare la capacità di pianificazione strategica, i meccanismi di monitoraggio e valutazione e un processo decisionale basato su dati probanti. Obiettivo principale di questa componente è sviluppare la capacità amministrativa della PA a livello centrale e locale, tanto in termini di capitale umano (selezione, competenze, carriere) che di semplificazione delle procedure amministrative. Questa sezione presenta la strategia strutturale generale delle risorse umane, dai processi di selezione ai percorsi di carriera. La riforma comprende anche azioni di semplificazione delle procedure. La componente 1 della missione 1 contempla investimenti in nuovi strumenti digitali e azioni rafforzate nel campo dell'apprendimento permanente. Questa componente intende rispondere alle raccomandazioni specifiche per paese indirizzate all'Italia nel 2020 e 2019 di migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 3, e raccomandazione specifica per paese 2020, punto 4).

Asse 4 – Contratti pubblici e tempi di pagamento della PA. L'asse 4 della componente M1C1 del PNRR contempla misure volte a riformare certi aspetti chiave delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni e a ridurre i tempi di pagamento delle PA a livello centrale, regionale e locale, e dei sistemi sanitari regionali. Obiettivo principale della riforma è snellire la disciplina dei contratti pubblici, accrescere la certezza del diritto per le imprese e velocizzare l'iter di affidamento mantenendo le garanzie procedurali di trasparenza e parità di trattamento. Queste riforme sostengono pertanto la realizzazione nei tempi delle infrastrutture e dei progetti finanziati dal piano.

Asse 5 - Misure di bilancio strutturali (fiscalità e spesa pubblica). L'asse 5 della componente M1C1 del PNRR contempla una serie di riforme dirette ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 1). Sul versante delle entrate le riforme sono volte a migliorare la struttura di prelievo, incentivare la tax compliance e contrastare l'evasione fiscale al fine di ridurre i costi per l'adempimento a carico del contribuente e aumentare il gettito del bilancio pubblico, contribuendo a migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Sul versante della spesa le riforme sono volte a migliorare l'efficienza della spesa pubblica sia a livello centrale rafforzando l'attuale quadro di revisione annuale della spesa, sia a livello subnazionale portando a compimento la riforma delle relazioni in materia di bilancio tra i vari livelli di governo.

A.1.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al sostegno finanziario non rimborsabile

Asse 1 - Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

Investimento 1.1: Infrastrutture digitali

Obiettivo di questo investimento è garantire che i sistemi, i dataset e le applicazioni della PA siano ospitati in data center altamente affidabili, con elevati standard di qualità per quanto riguarda la sicurezza, la capacità elaborativa, la scalabilità, l'interoperabilità europea e l'efficienza energetica. A tal fine l'investimento prevede la creazione di una infrastruttura cloud nazionale all'avanguardia, pienamente ridondante e ibrida (cosiddetto "Polo Strategico Nazionale", PSN), la certificazione di alternative di cloud pubblico, sicure e scalabili, e la migrazione dei dati e degli applicativi informatici delle singole amministrazioni verso un ambiente cloud.

Ci si aspetta che la nuova infrastruttura PSN sia gestita da un fornitore di tecnologie selezionato con gara d'appalto europea e progettata nel rispetto degli standard di interoperabilità definiti a livello europeo a immagine dell'iniziativa Gaia-X, per permettere il libero scambio di dati non personali tra i vari Stati membri interconnettendone i modelli nazionali di cloud. Ci si aspetta che requisiti analoghi siano applicati anche per la preselezione di fornitori di cloud pubblico.

Ci si aspetta che la migrazione dei dati e delle applicazioni delle PA verso il PSN o sul cloud pubblico di operatori di mercato certificati sia in funzione dei requisiti di performance e scalabilità e della sensibilità dei dati definiti dalle singole amministrazioni e che ciascuna di esse mantenga la propria autonomia nello sviluppo delle applicazioni e nella gestione dei dati.

Investimento 1.3 - Dati e interoperabilità

Obiettivo di questo investimento è garantire la piena interoperabilità dei dataset principali e dei servizi delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e l'armonizzazione con gli altri Stati membri dell'UE delle procedure/servizi di particolare rilevanza sulla base della direttiva europea sullo "sportello digitale unico".

La misura prevede lo sviluppo di una "Piattaforma Nazionale Dati" digitale che dovrà garantire l'interoperabilità dei dataset tramite un catalogo centrale di "connettori automatici" (le cosiddette API – Application Programming Interface) consultabili da tutte le amministrazioni centrali e locali (investimento 1.3.1). Una volta implementata, la piattaforma garantirà l'interoperabilità dei dataset grazie al catalogo API condiviso. La piattaforma dovrà essere del tutto conforme al diritto UE.

Inoltre la misura prevede lo sviluppo di un Single Digital Gateway, in conformità al regolamento (UE) 2018/1724, che aiuterà le amministrazioni centrali e pubbliche a ristrutturare procedure/servizi di particolare rilevanza e consentirà la realizzazione del principio once-only (investimento 1.3.2).

Investimento 1.5 - Cybersecurity

Obiettivo di questo investimento è rafforzare le difese dell'Italia contro i rischi derivanti dalla criminalità informatica, a partire dall'attuazione di un "Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica" PSNC), in linea con i requisiti di sicurezza della direttiva (UE) 2016/1148 sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS), e tramite il rafforzamento delle capacità tecniche nazionali di difesa cyber in materia di valutazione e audit continuo del rischio.

La misura prevede lo sviluppo di un sistema integrato all'avanguardia fra le diverse entità del paese e lo collega a livello internazionale con partner e fornitori di tecnologia affidabili. Gli investimenti sono organizzati su quattro aree di intervento principali: i) sono rafforzati i presidi di front-line per la gestione degli alert e degli eventi a rischio intercettati verso la PA e le imprese di interesse nazionale; ii) sono costruite o rese più solide le capacità di valutazione e audit della sicurezza degli apparati elettronici e delle applicazioni utilizzate per l'erogazione di servizi critici da parte di soggetti che esercitano una funzione essenziale; iii) si investe nell'immissione di nuovo personale nelle aree di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria dedicate alla prevenzione e investigazione del crimine informatico; iv) sono irrobustiti gli asset e le unità cyber incaricate della protezione della sicurezza nazionale e della risposta alle minacce cyber.

Investimento 1.7 - Competenze digitali di base

Obiettivo di questo investimento è ridurre la quota di popolazione attualmente a rischio di esclusione digitale varando l'iniziativa "Servizio Civile Digitale", una rete di giovani volontari provenienti da contesti diversi di tutta Italia che aiuteranno gli utenti a rischio di esclusione digitale ad acquisire e migliorare le competenze digitali (investimento 1.7.1) e rafforzando il network esistente di "centri di facilitazione digitale" (investimento 1.7.2).

I centri di facilitazione digitale sono punti di accesso fisico, solitamente presso biblioteche, scuole e centri sociali, che offrono formazioni in presenza e online per l'acquisizione di competenze digitali, in modo da sostenere efficacemente l'inclusione digitale. L'iniziativa fa leva su esperienze regionali di successo e mira a diffondere capillarmente questi centri sul territorio nazionale. Pur essendone attivi già 600, la loro presenza dovrà essere potenziata con attività di formazione dedicate e nuove attrezzature per raggiungere l'obiettivo generale di 2 400 nuovi punti di accesso in tutta Italia e formare oltre 2 000 000 di utenti a rischio di esclusione digitale. Dei futuri 3 000 centri, circa 1 200 dovranno concentrarsi nel Mezzogiorno. 

L'iniziativa "Servizio Civile Digitale" si dispiega su tre anni per raggiungere in modo incrementale gli obiettivi seguenti: i) pubblicazione di tre avvisi annuali per il Servizio civile digitale (SCD) rivolto agli enti non profit accreditati presso l'Albo del Servizio civile universale; ii) sviluppo di capacità degli enti che partecipano all'avviso annuale SCD e varo di progetti di facilitazione digitale e di educazione digitale, per un totale di 900 progetti sui tre avvisi annuali; iii) formazione ed esperienza sul territorio in progetti di SCD per circa 9 700 volontari; assistenza e formazione a 1 000 000 di utenti cui sono destinate le attività di facilitazione digitale e di educazione digitale sviluppate da 900 progetti che impiegano 9 700 volontari.

Riforma 1.1 – Processo di acquisto ICT

Obiettivo di questa riforma è fare in modo che la PA possa acquistare soluzioni ICT più rapidamente e efficacemente, semplificando e velocizzando il processo di acquisto di servizi e prodotti ICT.

La riforma si concreta in tre azioni. Primo, sarà creato un database unico contenente una white list di operatori economici accreditati a fornire beni e servizi alle pubbliche amministrazioni e sarà introdotta un'infrastruttura tecnologica dedicata per la certificazione dei fornitori. Secondo, sarà adottato un approccio semplificato (fast track) per gli acquisti in ambito PNRR. Terzo, sarà creato un servizio digitale di approvvigionamento pubblico che i) includa soltanto la lista dei fornitori certificati (gli operatori economici possono in qualsiasi momento fare domanda di certificazione ai sensi dell'articolo 64 della direttiva 2014/24/UE); ii) consenta una selezione veloce dei fornitori che soddisfano una determinata esigenza (es. mediante configuratore); iii) consenta un'esperienza utente intuitiva per le amministrazioni (es. chiara descrizione dei servizi offerti, valutazione comparativa dei fornitori). L'intera struttura si avvarrà delle competenze di Consip, società pubblica italiana per gli acquisti della PA.

Riforma 1.2 – Supporto alla trasformazione

Obiettivo di questa riforma è sostenere la trasformazione digitale di tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e locali, mediante l'istituzione di un ufficio ad hoc per la trasformazione digitale della PA. Tale ufficio sarà costituito da un pool temporaneo di risorse per le competenze tecnologiche che orchestrerà e sosterrà la migrazione e la negoziazione centralizzata di "pacchetti" di supporto esterno certificato. Inoltre la misura prevede l'istituzione di una nuova società dedicata a Software development & operations management per sostenere l'aggiornamento digitale delle amministrazioni centrali. L'ufficio per la trasformazione supporterà in particolare le amministrazioni nella realizzazione degli investimenti da 1.1 a 1.7 ricompresi in questa componente e anche degli investimenti e delle riforme per la digitalizzazione del servizio sanitario comprese nella missione 6.

Riforma 1.3 – Cloud first e interoperabilità

Obiettivo di questa riforma è eliminare gli ostacoli all'adozione del cloud e razionalizzare gli adempimenti burocratici che rallentano le procedure di scambio dei dati tra le pubbliche amministrazioni, introducendo una serie di obblighi e incentivi intesi a facilitare la migrazione al cloud e a rimuovere i vincoli procedurali a un'adozione diffusa dei servizi digitali.

La riforma comporterà tre linee di azione. Primo, considerando che la migrazione al cloud ridurrà i costi ICT delle amministrazioni, dopo un "periodo di grazia" predefinito (es. tre anni dopo l'avvio della trasformazione) saranno previsti disincentivi per le amministrazioni che non avranno effettuato la migrazione.

Secondo, nell'intento di incentivare la migrazione saranno anche riviste le attuali regole di contabilità applicabili ai costi dei servizi cloud. Poiché la migrazione al cloud comporta al momento trasferimenti da capex (spese in conto capitale) a opex (spese operative), occorrerà rivedere le regole di contabilità applicabili ai costi di servizi cloud che attualmente disincentivano la migrazione.

Terzo, saranno riviste le norme relative all'interoperabilità dei dati, conformemente alle disposizioni sugli open data e sul trattamento dei dati personali, e saranno snellite le attuali procedure di scambio dei dati tra pubbliche amministrazioni per semplificarne gli aspetti procedurali e velocizzare l'interoperabilità delle banche dati. Inoltre sarà rivisto e integrato con l'Anagrafe della Popolazione residente (ANPR) il domicilio digitale individuale per permettere corrispondenze digitali certe e sicure tra cittadini e PA.

Asse 2 - Giustizia

Riforma 1.4 – Giustizia civile

La riforma si incentra principalmente sulla riduzione del tempo del giudizio civile, individuando un ampio ventaglio di interventi volti a ridurre il numero di casi presso gli uffici giudiziari semplificando le procedure esistenti, abbattendo l'arretrato e incrementando la produttività degli uffici medesimi. Per contenere l'esplosione del contenzioso presso gli uffici giudiziari è accentuato il ricorso agli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie, in primis l'arbitrato e la mediazione, ed è in revisione l'attuale sistema di quantificazione e recuperabilità delle spese giudiziarie. La semplificazione è perseguita, con riferimento al procedimento di appello, potenziando il filtro di ammissibilità, aumentando i casi in cui è competente a pronunciarsi un solo giudice, garantendo l'effettiva attuazione di tempi procedurali vincolanti. La maggiore produttività dovrà ottenersi con un sistema di monitoraggio e incentivi per il raggiungimento di prestazioni standard presso tutti gli uffici giudiziari. La riforma prevede anche l'abbattimento dell'arretrato negli uffici giudiziari, obiettivo raggiungibile grazie alle assunzioni temporanee previste, incluse nella componente investimento.

Riforma 1.5 – Giustizia penale

La riforma è principalmente volta alla riduzione del tempo del giudizio penale, individuando un ampio ventaglio di interventi, semplificando le procedure esistenti e incrementando la produttività degli uffici giudiziari. La semplificazione è perseguita ampliando la possibilità di ricorso a procedure semplificate, diffondendo l'uso della tecnologia digitale, assicurando scansioni temporali stringenti dell'udienza preliminare, riesaminando il sistema delle notificazioni per renderlo più efficace. La maggiore produttività dovrà ottenersi con un sistema di monitoraggio e incentivi per il raggiungimento di prestazioni standard presso tutti gli uffici giudiziari.

Riforma 1.6 – Insolvenza

La riforma è intesa a digitalizzare e potenziare il processo esecutivo con meccanismi di allerta precoce pre-insolvenza e la specializzazione di organi giudiziari e pre-giudiziari per una gestione più efficiente di tutte le fasi del processo esecutivo, anche tramite la formazione e la specializzazione del personale giudiziario e amministrativo.

Riforma 1.7 – Giustizia tributaria

Obiettivo di questa riforma è rendere più efficace l'applicazione della legislazione tributaria e ridurre l'elevato numero di ricorsi alla Corte di Cassazione.

Riforma 1.8 – Digitalizzazione del sistema giudiziario

La riforma prevede l'obbligatorietà del fascicolo telematico obbligatorio e il completamento del processo civile telematico. Punta anche alla digitalizzazione del processo penale di primo grado, esclusa l'udienza preliminare. Da ultimo intende introdurre una banca dati delle decisioni civili gratuita, pienamente accessibile e consultabile conformemente alla legislazione.

Investimento 1.8 - Procedure di assunzione per i tribunali civili, penali e amministrativi

Obiettivo di questo investimento è agire a breve termine sui fattori organizzativi di modo che le riforme in fase di sviluppo producano risultati più rapidamente, massimizzando le sinergie e realizzando un cambiamento epocale grazie alle risorse straordinarie previste dal piano. Lo strumento organizzativo, il cosiddetto "Ufficio del processo", consiste nell'istituire (o rafforzare se già esistenti) risorse a supporto dei giudici (reclutate a tempo determinato), al fine di ridurre l'arretrato e i tempi di esaurimento dei procedimenti in Italia. Questa misura migliorerebbe inoltre la qualità dell'azione giudiziaria sostenendo i giudici nelle normali attività di studio, ricerca, preparazione delle bozze di provvedimenti, organizzazione dei fascicoli, e consentendo loro di concentrarsi sui compiti più complessi. L'investimento comprende anche la formazione a supporto della transizione digitale del sistema giudiziario.

Asse 3 – Pubblica Amministrazione

Riforma 1.9 – Riforma del pubblico impiego e semplificazione

Le riforme del pubblico impiego seguono un approccio a due livelli. A breve termine saranno prese misure urgenti per utilizzare al meglio i finanziamenti dell'RRF con riguardo alla governance del PNRR e all'assistenza immediata alle pubbliche amministrazioni carenti in capacità amministrativa. Questa strategia si accompagna a riforme organizzative e a una strategia delle risorse umane volta a promuovere un cambiamento epocale di tutta la PA. Nella pianificazione strategica delle risorse umane è ricompresa una serie completa di misure intese a: aggiornare i profili professionali (anche in vista della duplice transizione); riformare i meccanismi di reclutamento per renderli più mirati ed efficaci; riformare le posizioni dirigenziali di alto livello per uniformare le procedure di nomina in tutta la PA; rafforzare il legame tra apprendimento permanente e meccanismi di ricompensa o percorsi di carriera specifici; definire o aggiornare i principi etici delle pubbliche amministrazioni; rafforzare l'impegno a favore dell'equilibrio di genere; riformare la mobilità orizzontale e verticale del personale. Nella strategia delle risorse umane rientrano anche misure urgenti volte a semplificare le procedure amministrative a vantaggio di imprese e cittadini, pur nella corretta attuazione dell'RRP.

La riforma della semplificazione prevede l'eliminazione delle autorizzazioni non giustificate da motivi imperativi di interesse generale e l'eliminazione degli adempimenti non necessari o che non utilizzano le nuove tecnologie. Inoltre attua il meccanismo del silenzio assenso e adotta un approccio di semplificazione della comunicazione e regimi uniformi condivisi con le Regioni e i Comuni.

La riforma della semplificazione comprende gli elementi seguenti: interoperabilità delle procedure relative alle attività produttive e all'edilizia (SUAP e SUE); attuazione di indicatori comuni di performance orientati ai risultati: definizione di una serie di indicatori chiave di performance per orientare i cambiamenti organizzativi delle amministrazioni.

Dovrà poi essere istituito e operativo al momento della presentazione della prima domanda di pagamento un sistema di archiviazione per monitorare l'attuazione dell'RRF.

Investimento 1.9 - Assistenza tecnica e rafforzamento delle capacità per l'attuazione del PNRR

L'investimento consiste nell'assunzione temporanea di un pool di esperti per fornire assistenza tecnica alle amministrazioni e rafforzare la capacità amministrativa, in particolare a livello locale, per l'attuazione di progetti specifici dell'RRP in funzione delle necessità. Sono ricompresi programma di formazione di dipendenti pubblici per il rafforzamento delle capacità.

Asse 4 – Contratti pubblici e tempi di pagamento della PA

Riforma 1.10 – Riforma delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni

La prima fase consiste nell'adozione di una prima serie di misure di semplificazione urgenti con un decreto-legge entro maggio 2021 al fine di: snellire e digitalizzare le procedure dei centri di committenza; registrare i contratti nel database dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC); istituire uffici dedicati alle procedure di appalto presso ministeri, regioni e città metropolitane; ridurre i tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione e tra aggiudicazione dell'appalto e realizzazione dell'infrastruttura; incentivare meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie in fase di esecuzione del contratto. Entro la fine del 2021 la Cabina di regia per il coordinamento della contrattualistica pubblica dovrà disporre di un organico adeguato e adottare una strategia professionalizzante con sessioni di formazione a diversi livelli; saranno resi disponibili sistemi dinamici di acquisto, in linea con le direttive sugli appalti pubblici; e l'ANAC completerà l'esercizio di qualificazione delle stazioni appaltanti.

La seconda fase consiste in una serie di modifiche del codice dei contratti pubblici da attuarsi nel secondo trimestre 2023, con azioni intese a: ridurre la frammentazione delle stazioni appaltanti; realizzare una e-platform come requisito di base per partecipare alla valutazione nazionale della procurement capacity; conferire all'ANAC il potere di riesaminare la qualificazione delle stazioni appaltanti. Obiettivo della riforma sarà anche semplificare e digitalizzare le procedure dei centri di committenza e definire criteri di interoperabilità e interconnettività. La riforma dovrà comportare inoltre una revisione della disciplina del subappalto riducendo le restrizioni contemplate dal vigente codice dei contratti pubblici.

La riforma è diretta poi a rendere operativa la Piattaforma di e-Procurement entro fine 2023.

Riforma 1.11 – Riduzione dei tempi di pagamento della PA e del sistema sanitario

La riforma provvede a che, entro la fine del 2023, i) le pubbliche amministrazioni a livello centrale, regionale e locale paghino entro il termine di 30 giorni e ii) le autorità sanitarie regionali entro il termine di 60 giorni. Perché la soluzione al problema dei ritardi di pagamento sia strutturale, la riforma è intesa altresì a garantire che nel 2024 i) le pubbliche amministrazioni a livello centrale, regionale e locale continuino a pagare entro il termine di 30 giorni e ii) le autorità sanitarie regionali entro il termine di 60 giorni.

Asse 5 - Misure di bilancio strutturali (fiscalità e spesa pubblica).

Riforma 1.12 – Riforma dell'amministrazione fiscale

Saranno prese diverse misure per incoraggiare l'adempimento degli obblighi fiscali e migliorare l'efficacia degli audit e dei controlli mirati, tra cui: i) la creazione della banca dati e dell'infrastruttura informatica dedicata per il rilascio della dichiarazione precompilata IVA; ii) il miglioramento della qualità della banca dati per le comunicazioni per l'adempimento spontaneo (cosiddette "lettere di compliance"), anche al fine di ridurre l'incidenza di falsi positivi, aumentando gradualmente il numero di comunicazioni inviate ai contribuenti; iii) la riforma dell'attuale legislazione per garantire sanzioni amministrative effettive contro gli esercenti privati che rifiutino il pagamento elettronico; iv) il completamento del processo di pseudonimizzazione e analisi dei big data nell'intento di rendere più efficaci l'analisi del rischio inerente alle selezioni dei contribuenti da sottoporre a controllo. Per attuare queste riforme e aumentare la capacità operativa dell'Agenzia delle Entrate, ne sarà potenziato l'organico con 4 113 unità di personale, in linea con il suo "Piano della performance 2021‑2023". Il governo avvierà inoltre un riesame delle possibili azioni per ridurre l'evasione fiscale nella forma dell'omessa fatturazione nei settori più esposti, ad esempio con incentivi mirati per i consumatori, e prenderà provvedimenti efficaci sulla base dei suoi esiti, con l'impegno ambizioso di ridurre la propensione all'evasione.

Riforma 1.13 – Riforma del quadro di revisione della spesa

Il piano contempla una riforma del quadro di revisione della spesa diretto a migliorarne l'efficacia, anche rafforzando il ruolo del Ministero dell'Economia e delle Finanze e il processo di valutazione ex-post dei risultati e ottimizzando la pratica del bilancio di genere e il green budgeting. Il piano contempla anche l'impegno a intraprendere, sulla base del quadro giuridico esistente, una revisione annuale della spesa nel periodo 2023-2025, che consenta risparmi di bilancio diretti a sostenere le finanze pubbliche e/o a finanziare una riforma fiscale o riforme della spesa pubblica favorevoli alla crescita.

Riforma 1.14 – Riforma del quadro fiscale subnazionale

La riforma consiste nel completamento del federalismo fiscale previsto dalla legge 42 del 2009, con l'obiettivo di migliorare la trasparenza delle relazioni fiscali tra i diversi livelli di governo, assegnare le risorse alle amministrazioni subnazionali sulla base di criteri oggettivi e incentivare un uso efficiente delle risorse medesime. La riforma dovrà definire in particolare i parametri applicabili e attuare il federalismo fiscale per le regioni a statuto ordinario, le province e le città metropolitane.

Riforma 1.15 – Riforma del sistema di contabilità pubblica

La riforma mira a colmare il divario con gli standard contabili europei tramite l'attuazione di un sistema di contabilità basato sul principio accrual unico per il settore pubblico. L'obiettivo è portare a compimento il quadro concettuale di riferimento per un sistema unico di contabilità accrual secondo i criteri qualitativi definiti da Eurostat, gli standard di contabilità accrual e il piano dei conti multidimensionale. Dovrà integrare la riforma il primo ciclo di formazione per la transizione al nuovo assetto contabile accrual per i rappresentanti di 18 000 enti pubblici.

A.2.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del sostegno finanziario non rimborsabile

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo /
obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di

misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C1-1

Riforma 1.1: Processo di acquisto ICT

Traguardo

Entrata in vigore dei decreti-legge per la riforma 1.1 "Processo di acquisto ICT"

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto-legge per la riforma del processo di acquisto ICT

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Gli atti giuridici necessari devono comprendere gli interventi legislativi di cui al "Decreto-Legge Semplificazioni", che stipulano quanto segue:

i) la possibilità di ricorrere alla procedura di cui all'articolo 48, comma 3, del codice dei contratti pubblici, anche per contratti superiori alle soglie di cui all'articolo 35 dello stesso codice, per acquisti relativi a beni e servizi informatici, in particolare quelli basati sulla tecnologia cloud, come pure servizi per la connettività, finanziati in tutto o in parte con le risorse erogate per l'attuazione dei progetti del PNRR;

ii) l'interoperabilità tra le diverse banche dati gestite dagli organismi di certificazione che intervengono nel processo di verifica dei requisiti di cui all'articolo 80 del codice dei contratti pubblici;

iii) l'istituzione di un fascicolo virtuale dell'operatore economico in cui figurano i dati per la verifica dell'assenza di motivi di esclusione di cui all'articolo 80 e che consente la stesura di una "white list" di operatori per i quali la verifica è già stata effettuata.

M1C1-2

Riforma 1.3: Cloud first e interoperabilità

Traguardo

Entrata in vigore dei decreti-legge per la riforma 1.3 "Cloud first e interoperabilità"

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto-legge per la riforma cloud first e interoperabilità

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Gli atti giuridici necessari devono comprendere:

gli atti normativi di esecuzione riguardanti in particolare i) il regolamento AgID (Agenzia per l'Italia digitale) relativo al Polo Strategico Nazionale (di cui all'articolo 33-septies del decreto-legge n. 179/212) e ii) le linee guida AgID sull'interoperabilità (di cui agli articoli 50 e 50-ter del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD)).

Modifiche dell'articolo 50 del CAD:

i) abolizione dell'obbligo di concludere accordi quadro per le amministrazioni che accedono alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati;

ii) chiarimenti relativi agli aspetti della privacy; il trasferimento dei dati da un sistema informativo a un altro non modifica la titolarità dei dati e il loro trattamento, fatte salve le responsabilità delle pubbliche amministrazioni che ricevono e trattano i dati in qualità di responsabili autonomi del trattamento.

Modifiche del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 445/2000 in materia di accesso ai dati:

i) abrogazione dell'autorizzazione necessaria per l'accesso diretto ai dati;

ii) soppressione del riferimento agli accordi quadro nell'articolo 72.

Modifiche dell'articolo 33‑septies del decreto-legge 179/2012:

i) introducono la possibilità per l'AgID di disciplinare mediante i regolamenti relativi a Centri Elaborazione Dati (CED) e cloud i termini e i metodi con cui le pubbliche amministrazioni devono effettuare le migrazioni dei CED;

ii) introducono sanzioni da comminare in caso di mancato rispetto dell'obbligo di migrare verso il cloud.

M1C1-3

Investimento 1.1: Infrastrutture digitali

Traguardo

Completamento del Polo Strategico Nazionale (PSN)

Relazione sulla diffusione del cloud da parte del Ministero per l'Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale (MITD)

N/A

N/A

N/A

T4

2022

La piena realizzazione dell'intero progetto si ritiene completata quando tutte le amministrazioni pubbliche interessate avranno portato a termine il trasferimento dei rack individuati verso il Polo Strategico Nazionale (PSN) e sarà stata effettuata con successo la verifica di quattro centri dati, consentendo l'avvio del processo di migrazione delle serie di dati e delle applicazioni di specifiche amministrazioni pubbliche verso il PSN.

M1C1-4

Investimento 1.3.1: Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Traguardo

Piattaforma Digitale Nazionale Dati operativa

Relazione del Ministero per l'Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale (MITD) che dimostri il lancio della Piattaforma Digitale Nazionale Dati

N/A

N/A

N/A

T4

2022

La piattaforma deve consentire alle agenzie di:

- pubblicare le rispettive interfacce per programmi applicativi (API) sul catalogo API della piattaforma;

- redigere e firmare accordi sull'interoperabilità digitale attraverso la piattaforma;

- autenticare e autorizzare l'accesso alle API utilizzando le funzionalità della piattaforma;

- convalidare e valutare la conformità al quadro nazionale in materia di interoperabilità.

M1C1-5

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Istituzione della nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Atto amministrativo di istituzione

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Il traguardo deve essere conseguito mediante 1) la conversione in legge del decreto-legge che istituisce l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, attualmente in fase avanzata di elaborazione; 2) la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) contenente il regolamento interno dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

M1C1-6

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Dispiego iniziale dei servizi nazionali di cybersecurity

Relazione che illustra l'architettura completa dei servizi nazionali di cybersecurity

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Il traguardo deve essere conseguito con la definizione dell'architettura dettagliata dell'intero ecosistema della cybersecurity nazionale (ovvero un centro

nazionale di condivisione e di analisi delle informazioni (ISAC), una rete di squadre di pronto intervento informatico (CERT), un HyperSOC nazionale, il calcolo ad alte prestazioni integrato dagli strumenti di intelligenza artificiale/apprendimento automatico (AI/ML) per analizzare gli incidenti di cybersecurity di portata nazionale).

M1C1-7

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Avvio della rete dei laboratori di screening e certificazione della cybersecurity

Documentazione fornita a dimostrazione dei processi e delle procedure individuati da condividere tra i laboratori e relazione fornita a dimostrazione dell'attivazione di almeno un laboratorio.

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Il traguardo deve essere conseguito mediante:

i) l'individuazione, da parte dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, dei luoghi in cui sorgeranno i laboratori e i centri di screening e certificazione, i profili degli esperti da assumere, la piena definizione dei processi e delle procedure da condividere tra laboratori;

ii) l'attivazione di un laboratorio.

Le attività create per l'istituzione e l'attivazione dei laboratori di esame devono essere oggetto di supervisione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) in collaborazione con il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (CVCN) della cybersecurity, integrati con il centro di valutazione (CV) dai Ministeri dell'Interno e della Difesa.

M1C1-8

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Attivazione di un'unità centrale di audit per le misure di sicurezza PSNC e NIS

Relazioni fornite a dimostrazione dell'avvio dell'unità centrale di audit

N/A

N/A

N/A

T4

2022

In seno all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale deve essere istituita un'unità interna con il mandato di svolgere le attività di unità centrale di audit per quanto riguarda le misure di sicurezza PSNC e NIS.

I processi, la logistica e le modalità operative devono essere formalizzati in una documentazione adeguata, con particolare attenzione ai processi operativi, ossia le regole di ingaggio e le procedure di audit e di rendicontazione.

I dati di audit, raccolti, gestiti e analizzati mediante strumenti informatici, devono essere elaborati e utilizzati dall'unità di audit.

Deve essere fornita la documentazione attestante che lo sviluppo degli strumenti è stato completato.

M1C1-9

Investimento 1.5: Cybersecurity

Obiettivo

Sostegno al potenziamento delle strutture di sicurezza T1

N/A

Numero

0

5

T4

2022

Almeno cinque interventi per migliorare le strutture di sicurezza completati nei settori del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica (PSNC) e delle reti e sistemi informativi (NIS).

Tra i tipi di intervento figurano l'aggiornamento dei centri operativi per la sicurezza (SOC), il miglioramento della difesa dei confini informatici e le capacità interne di monitoraggio e controllo. Gli interventi devono riguardare in particolare i settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia e dell'ambiente (approvvigionamento di acqua potabile).

M1C1-10

Riforma 1.2: Supporto alla trasformazione

Traguardo

Entrata in vigore del processo di creazione del Team per la Trasformazione e della NewCo

Indicazione nel testo di legge della data di entrata in vigore dell'atto giuridico di istituzione dell'Ufficio per la trasformazione e dell'atto giuridico di istituzione della NewCo

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Gli atti giuridici necessari all'istituzione dell'Ufficio per la trasformazione devono comprendere:

-la pubblicazione del decreto-legge "reclutamento" (già approvato dal Consiglio dei Ministri n. 22 del 4 giugno 2021 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 10 giugno 2021);

-la pubblicazione di un invito a manifestare interesse;

-la selezione degli esperti e il conferimento degli incarichi (su base temporanea per la durata dell'RRF).

Per la NewCo, le fasi principali necessarie devono comprendere:

-l'autorizzazione di legge;

-il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che autorizza la costituzione della società, che ne fissa gli obiettivi, il capitale sociale e la durata e ne nomina gli amministratori;

-l'istituzione della società con atto notarile;

-gli atti necessari per rendere operativa la società - statuto e regolamenti vari.

M1C1-11

Investimento 1.6.6 - Digitalizzazione della Guardia di Finanza

Obiettivo

Guardia di Finanza – Acquisto di servizi professionali di scienza dei dati T1

N/A

Numero

0

5

T1

2023

Acquisto di servizi professionali per la scienza dei dati mediante contratto con un fornitore di servizi di consulenza che coinvolge in totale cinque risorse umane responsabili sia della progettazione dell'architettura dei dati sia dell'elaborazione degli algoritmi dell'unità di analisi dei megadati. Pubblicazione del contratto aggiudicato per l'acquisto di servizi di scienza dei dati in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale e pubblicazione su scala nazionale di nuovi strumenti sul modulo di prima analisi (dorsale informatica).

M1C1-12

Investimento 1.3.2:

Sportello digitale unico

Obiettivo

Sportello digitale unico

N/A

Numero

0

21

T4

2023

L'obiettivo è conseguito quando in Italia le 21 procedure amministrative prioritarie di cui al regolamento (UE) 2018/1724 sono pienamente conformi ai requisiti di cui all'articolo 6 dello stesso regolamento.

Più nello specifico:

a) l'identificazione degli utenti, la messa a disposizione di informazioni e prove, la firma e la presentazione finale devono essere effettuate per via elettronica a distanza, attraverso un canale di servizio che permette agli utenti di soddisfare tutti i requisiti relativi alla procedura in modo facilmente fruibile e strutturato;



b) agli utenti deve essere inviato un avviso automatico di ricevimento, a meno che il risultato della procedura sia consegnato immediatamente;

c) il risultato della procedura deve essere consegnato per via elettronica o fisicamente se necessario per conformarsi al diritto dell'Unione o al diritto nazionale applicabile;

d) gli utenti devono ricevere una notifica elettronica del completamento della procedura.

M1C1-13

Investimento 1.4.6:

Mobilità come servizio per l'Italia

Traguardo

Soluzioni di mobilità come servizio M1

Relazione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS), in collaborazione con le università, che descrive l'attuazione e valuta i risultati di tre progetti pilota.

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Sono stati attuati tre progetti pilota finalizzati a sperimentare le soluzioni di mobilità come servizio in città metropolitane tecnologicamente avanzate.

Ogni soluzione è stata utilizzata da almeno 1 000 utenti durante la fase pilota.

Ogni progetto pilota deve essere aperto a un minimo di 1 000 utenti, che potranno accedervi su base volontaria e a proprie spese e fornire una valutazione individuale, con la possibilità di scegliere e acquistare servizi di mobilità tra quelli disponibili sulla piattaforma.

Attraverso un'unica piattaforma tecnologica il servizio MaaS deve suggerire ai cittadini-utenti la migliore soluzione di viaggio sulla base delle loro esigenze, avvalendosi dell'integrazione tra le differenti opzioni di mobilità disponibili (trasporto pubblico locale, sharing, taxi, noleggio auto) per ottimizzare l'esperienza di viaggio sia in termini di pianificazione (navigatore intermodale e informazioni in tempo reale su orari e distanze) che di utilizzo (prenotazione e pagamento dei servizi).

M1C1-14

Investimento 1.6.5 - Digitalizzazione del Consiglio di Stato

Obiettivo

Consiglio di Stato – Documentazione giudiziaria disponibile per analisi nel data warehouse T1

N/A

Numero

0

800 000

T4

2023

Numero di atti giudiziari relativi al sistema di giurisdizione amministrativa (quali sentenze, pareri e decreti) pienamente disponibili nel data warehouse.

M1C1-15

Investimento 1.6.6 - Digitalizzazione della Guardia di Finanza

Obiettivo

Guardia di Finanza – Acquisto di servizi professionali di scienza dei dati T2

N/A

Numero

5

10

T1

2024

Acquisto di servizi professionali di scienza dei dati in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale, stipulando un contratto con un prestatore di servizi di consulenza che coinvolge cinque ulteriori risorse umane (dieci in totale) responsabili sia della progettazione dell'architettura dei dati sia dell'elaborazione degli algoritmi dell'unità di analisi dei megadati. Pubblicazione del contratto aggiudicato per l'acquisto di servizi di scienza dei dati in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale e pubblicazione su scala nazionale di nuovi strumenti sul modulo di prima analisi (dorsale informatica).

M1C1-16

Investimento 1.6.5 - Digitalizzazione del Consiglio di Stato

Obiettivo

Consiglio di Stato – Documentazione giudiziaria disponibile per analisi nel data warehouse T2

N/A

Numero

800 000

2 500 000

T2

2024

Numero di atti giudiziari relativi al sistema di giurisdizione amministrativa (quali sentenze, pareri e decreti) pienamente disponibili nel data warehouse.

M1C1-17

Investimento 1.1: Infrastrutture digitali

Obiettivo

Migrazione verso il Polo Strategico Nazionale T1

N/A

Numero

0

100

T3

2024

Almeno 100 amministrazioni pubbliche centrali e Aziende Sanitarie Locali sono migrate completamente verso l'infrastruttura (Polo Strategico Nazionale). La migrazione completa può comportare per ciascuna istituzione una combinazione di: migrazione "not-cloud-ready in pure hosting", migrazione del tipo "lift-and-shift", aggiornamento verso Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (Paas) e Software-as-a-Service (SaaS). La migrazione verso il Polo Strategico Nazionale può essere effettuata con differenti modalità a seconda del livello dell'architettura informatica del software in loco di proprietà di ciascuna pubblica amministrazione migrante. Queste strategie possono variare dal semplice hosting alle migrazioni "lift-and-shift" per il software "not-cloud-ready" alla migrazione di tipo IaaS, PaaS e SaaS per i software pronti per il cloud. Il PSN deve mettere a disposizione di ciascuna pubblica amministrazione migrante tutte le strategie di migrazione ammissibili per considerare conseguito l'obiettivo "migrazione al Polo Strategico Nazionale".

Il totale delle pubbliche amministrazioni "rientranti nell'ambito di applicazione" comprende:

• amministrazioni pubbliche centrali che rappresentano la quota più consistente della spesa per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) (quali l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e il Ministero della Giustizia);

• amministrazioni pubbliche centrali che ospitano dati in centri di dati obsoleti, come risulta da indagini condotte di recente sulla "preparazione al cloud";

• Aziende Sanitarie Locali ubicate in Italia centrale e meridionale che non dispongono di infrastrutture adeguate per garantire la sicurezza dei dati.

M1C1-18

Investimento 1.3.1:

Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Obiettivo

Le API nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati T1

N/A

Numero

0

400

T4

2024

L'obiettivo consiste nel raggiungimento di almeno 400 interfacce per programmi applicativi (API) attuate dalle agenzie, pubblicate nel catalogo API e integrate con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Le API comprese nell'ambito di applicazione sono già state mappate. Le API pubblicate devono avere un impatto sui seguenti settori:

i) al 31 dicembre 2023: servizi prioritari di sicurezza sociale e conformità fiscale, compresi i principali registri nazionali (come il registro anagrafico e il registro della pubblica amministrazione);

ii) al 31 dicembre 2024: i servizi rimanenti di sicurezza sociale e conformità fiscale.

Ciascuna attuazione e documentazione di API deve essere conforme alle norme nazionali di interoperabilità e sostenere il quadro della Piattaforma Digitale Nazionale Dati; la piattaforma di cui sopra fornisce le funzionalità necessarie per valutare tale conformità.

M1C1-19

Investimento 1.5: Cybersecurity

Obiettivo

Sostegno al potenziamento delle strutture di sicurezza T2

N/A

Numero

5

50

T4

2024

Almeno 50 interventi di potenziamento effettuati nei settori del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica (PSNC) e delle reti e sistemi informativi (NIS).

I tipi di intervento riguardano, ad esempio, i centri operativi per la sicurezza (SOC), il miglioramento della difesa dei confini informatici e le capacità interne di monitoraggio e controllo nel rispetto dei requisiti NIS e PSNC. Gli interventi devono riguardare in particolare i settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia e dell'ambiente (approvvigionamento di acqua potabile).

M1C1-20

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Dispiego integrale dei servizi nazionali di cybersecurity

Relazione che illustra la completa attivazione dei servizi nazionali di cybersecurity

N/A

N/A

N/A

T4

2024

Il traguardo è completato con l'attivazione delle squadre di pronto intervento informatico (CERT), la loro interconnessione con il team italiano di risposta agli incidenti di sicurezza informatica (CSIRT) e con il centro nazionale di condivisione e di analisi delle informazioni (ISAC) e l'integrazione di almeno 5 centri operativi di sicurezza (SOC) con l'HyperSOC nazionale, la piena operatività dei servizi di gestione dei rischi di cybersecurity, compresi quelli per l'analisi della catena di approvvigionamento e i servizi di assicurazione contro i rischi informatici.

M1C1-21

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Completamento della rete dei laboratori e dei centri di valutazione per la valutazione e certificazione della cybersecurity

Relazioni fornite che dimostrino la piena attivazione di almeno 10 laboratori, dei due centri di valutazione (CV) e l'attivazione del laboratorio di certificazione UE

N/A

N/A

N/A

T4

2024

Attivazione di almeno 10 laboratori di screening e certificazione, dei due centri di valutazione (CV) e attivazione del laboratorio di certificazione UE

M1C1-22

Investimento 1.5: Cybersecurity

Traguardo

Piena operatività dell'unità di audit per le misure di sicurezza PSNC e NIS con il completamento di almeno 30 ispezioni

Relazioni fornite, relazioni di ispezione

N/A

N/A

N/A

T4

2024

Piena operatività dell'unità centrale di audit con almeno 30 ispezioni completate.

M1C1-23

Investimento 1.4.6:

Mobilità come servizio per l'Italia

Traguardo

Soluzioni di mobilità come servizio M2

Risultati pilota valutati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) in collaborazione con università

N/A

N/A

N/A

T1

2025

Il traguardo fa riferimento all'attuazione della seconda tornata di sette progetti pilota volti a sperimentare le soluzioni di mobilità come servizio nelle aree "follower".

Ci si aspetta che i comuni valorizzino l'esperienza acquisita nelle città metropolitane "pronte al digitale" selezionate nell'ambito della prima tornata. Il 40 % dei progetti pilota deve essere svolto nel Mezzogiorno del paese.

M1C1-24

Investimento 1.7.1:

Servizio civile digitale

Obiettivo

Cittadini partecipanti a iniziative di formazione promosse da enti certificati senza fini di lucro e volontari

N/A

Numero

0

1 000 000

T2

2025

Almeno un milione di cittadini partecipanti a iniziative di formazione promosse da enti certificati senza fini di lucro e volontari.

M1C1-25

Investimento 1.6.6: Digitalizzazione della Guardia di Finanza

Traguardo

Sviluppare i sistemi informativi operativi utilizzati per combattere la criminalità economica

Miglioramento dei sistemi informatici in termini di nuove funzionalità, prestazioni ed esperienza degli utenti

N/A

N/A

N/A

T2

2025

Progressiva diffusione (su base annuale) delle nuove funzionalità dei sistemi informativi operativi al fine di garantirne l'attualità in linea con scenari giuridici in rapida evoluzione, anche in relazione alla situazione pandemica.

M1C1-26

Investimento 1.1: Infrastrutture digitali

Obiettivo

Migrazione verso il Polo Strategico Nazionale T2

N/A

Numero

100

280

T2

2026

Almeno 280 amministrazioni pubbliche centrali e Aziende Sanitarie Locali sono migrate al Polo Strategico Nazionale (combinazione di: migrazione "not-cloud-ready in pure hosting", migrazione del tipo "lift-and-shift", aggiornamento verso Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (Paas) e Software-as-a-Service (SaaS). La migrazione verso il Polo Strategico Nazionale può essere effettuata con differenti modalità a seconda del livello dell'architettura informatica del software in loco di proprietà di ciascuna pubblica amministrazione migrante. Queste strategie possono variare dal semplice hosting alle migrazioni "lift-and-shift" per il software "not-cloud-ready" alla migrazione di tipo IaaS, PaaS e SaaS per i software pronti per il cloud. Il PSN deve mettere a disposizione di ciascuna pubblica amministrazione migrante tutte le strategie di migrazione ammissibili per considerare conseguito l'obiettivo "migrazione al Polo Strategico Nazionale".

Il totale delle pubbliche amministrazioni "rientranti nell'ambito di applicazione" comprende:

• amministrazioni pubbliche centrali che rappresentano la quota più consistente della spesa per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ITC) (quali l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e il Ministero della Giustizia);

• amministrazioni pubbliche centrali che ospitano dati in centri di dati obsoleti, come risulta da indagini condotte di recente sulla "preparazione al cloud";

• Aziende Sanitarie Locali ubicate in Italia centrale e meridionale che non dispongono di infrastrutture adeguate per garantire la sicurezza dei dati.

M1C1-27

Investimento 1.3.1:

Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Obiettivo

Le API nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati T2

N/A

Numero

400

1 000

T2

2026

L'obiettivo consiste nel raggiungere almeno ulteriori 600 interfacce per programmi applicativi (API) pubblicate nel catalogo (per un totale di 1 000).

Le API pubblicate devono avere un impatto sui seguenti settori:

i) entro il 31 dicembre 2025: procedure pubbliche quali assunzione, pensionamento, iscrizione a scuole e università (ad es., l'Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati e il Pubblico registro automobilistico);

ii) entro il 30 giugno 2026: welfare, gestione dei servizi di appalto, sistema informativo nazionale per i dati medici e le emergenze sanitarie – ad es., i registri dei pazienti e dei medici.

Ciascuna attuazione e documentazione di API deve essere conforme alle norme nazionali di interoperabilità e sostenere il quadro della Piattaforma Digitale Nazionale Dati; la piattaforma di cui sopra deve fornire le funzionalità necessarie per valutare tale conformità.

M1C1-28

Investimento 1.7.2:

Rete dei servizi di facilitazione digitale

Obiettivo

Numero di cittadini partecipanti alle nuove iniziative di formazione erogate dai centri per la facilitazione digitale

N/A

Numero

0

2 000 000

T2

2026

Almeno due milioni di cittadini partecipanti alle iniziative di formazione erogate dai centri per la facilitazione digitale.

Le attività di formazione prese in considerazione per conseguire l'obiettivo sono le seguenti:

a) la formazione personalizzata individuale impartita mediante metodi di facilitazione digitale, generalmente svolta sulla base di una prenotazione del servizio e registrata nel sistema di monitoraggio;

b) la formazione in presenza e online per sviluppare le competenze digitali dei cittadini, svolta in modo sincrono dai centri di facilitazione digitale e registrata nel sistema di monitoraggio;

c) la formazione online per sviluppare le competenze digitali dei cittadini, anche in modalità di autoapprendimento e asincrona, ma necessariamente con registrazione nel sistema di monitoraggio effettuata nell'ambito del catalogo di formazione preparato dalla rete di servizi di facilitazione digitale e accessibile dal sistema di gestione delle conoscenze utilizzato.

M1C1-29

Riforma 1.4: Riforma del processo civile

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione attuativa per la riforma del processo civile

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legislazione attuativa

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La legislazione attuativa deve comprendere almeno i seguenti provvedimenti: i) introduzione di una procedura semplificata a livello di primo grado/processo e miglioramento dell'applicazione delle "procedure di filtraggio" in fase di appello, compreso l'uso diffuso delle procedure semplificate e la tipologia di cause in cui il giudice decide in composizione monocratica; ii) garanzia dell'effettiva fissazione di scadenze vincolanti per i procedimenti e un calendario per la raccolta delle prove e la presentazione elettronica di tutti gli atti e documenti pertinenti; iii) riforma del ricorso alla mediazione e alla risoluzione alternativa delle controversie, unitamente alla mediazione assistita, all'arbitrato e a qualsiasi altra alternativa possibile per rendere tali istituti più efficaci nel ridurre la pressione sul sistema giudiziario civile, anche mediante incentivi; iv) riforma della procedura di esecuzione forzata per ridurre i tempi medi attuali, anche rendendo più rapida e meno costosa l'esecuzione forzata per gli importi dichiarati come dovuti; riforma dell'attuale sistema di quantificazione e recuperabilità delle spese legali per ridurre le controversie futili; v) introduzione di un sistema di monitoraggio a livello dei tribunali e aumento della produttività dei tribunali civili attraverso incentivi per garantire una durata ragionevole dei procedimenti e prestazioni uniformi in tutti i tribunali.

M1C1-30

Riforma 1.5: Riforma del processo penale

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione attuativa per la riforma del processo penale

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legislazione attuativa

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La legislazione attuativa deve comprendere almeno i seguenti provvedimenti: i) la revisione del sistema di notifica, ii) un uso più diffuso di procedure semplificate, iii) un uso più diffuso del deposito elettronico dei documenti, iv) norme semplificate in materia di prove, v) la fissazione di termini per la durata dell'indagine preliminare e misure per evitare la stagnazione nella fase investigativa, vi) l'estensione della possibilità di estinguere il reato in caso di risarcimento del danno, vii) l'introduzione di un sistema di monitoraggio a livello di tribunale e l'aumento della produttività dei tribunali penali mediante incentivi per garantire una durata ragionevole dei procedimenti e l'uniformità delle prestazioni in tutti i tribunali.

M1C1-31

Riforma 1.6: Riforma del quadro in materia di insolvenza

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione attuativa per la riforma del quadro in materia di insolvenza

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legislazione attuativa

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La riforma del quadro in materia di insolvenza deve comprendere almeno i seguenti provvedimenti: i) il riesame delle modalità di risoluzione extragiudiziale per individuare i settori in cui possono essere necessari ulteriori miglioramenti al fine di incentivare le parti interessate ad avvalersi maggiormente di tali procedimenti; ii) l'attuazione di meccanismi di allerta precoce e di accesso alle informazioni prima della fase di insolvenza; iii) il passaggio alla specializzazione degli organi giudiziari (sezioni specializzate in diritto commerciale/procedure di insolvenza), come pure istituzioni per la fase pregiurisdizionale, al fine di gestire i procedimenti di insolvenza; iv) la certezza che i creditori garantiti siano pagati in primo luogo (ossia prima dei crediti fiscali e dei crediti da lavoro); v) la possibilità per le imprese di accordare diritti di garanzia non possessori. Come complemento della riforma in materia di insolvenza occorre garantire la formazione e la specializzazione del personale delle autorità giudiziarie e amministrative che si occupa della ristrutturazione come pure la digitalizzazione generalizzata delle procedure di ristrutturazione e di insolvenza e la creazione di una piattaforma online per la risoluzione extragiudiziale delle controversie, in particolare nella fase di pre-insolvenza, il cui uso deve essere incentivato per ridurre il carico del sistema giudiziario (richieste di ristrutturazione pre-insolvenza, promozione delle ristrutturazioni multilaterali, possibilità di procedure e di risoluzioni automatizzate pre-approvate per i casi relativi a importi di bassa entità). Una tale piattaforma online deve garantire inoltre l'interoperabilità con i sistemi informatici delle banche, così come con altre autorità pubbliche e banche dati, in modo da garantire uno scambio rapido, per via elettronica, di documentazione e di dati fra debitori e creditori. A tal fine il richiedente (il debitore) dovrebbe dare il proprio consenso allo scambio dei dati personali in osservanza del GDPR e tale disposizione dovrebbe essere inclusa nella legge. La riforma deve istituire un registro delle garanzie reali.

M1C1-32

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali civili, penali e amministrativi

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione speciale che disciplina le assunzioni nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legislazione speciale che disciplina le assunzioni nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Approvare la legislazione speciale che disciplina le assunzioni nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con autorizzazione a pubblicare bandi e ad assumere.

M1C1-33

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Avvio delle procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

N/A

Numero

0

168

T2

2022

Avviare le procedure per l'assunzione di almeno 168 dipendenti per l'Ufficio per il processo e i tribunali amministrativi ed entrata in servizio di tali dipendenti. Il valore di riferimento deve essere il numero di membri del personale in servizio al 31 dicembre 2021.

M1C1-34

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per l'Ufficio per il processo per i tribunali civili e penali

Obiettivo

Avvio delle procedure di assunzione per i tribunali civili e penali

N/A

Numero

0

8 764

T4

2022

Avviare le procedure di assunzione di almeno 8 764 dipendenti per l'Ufficio per il processo per i tribunali civili e penali ed entrata in servizio di tali dipendenti. Il valore di riferimento deve essere il numero di membri del personale alla fine del 2021.

M1C1-35

Riforma 1.7: Riforma delle commissioni tributarie

Traguardo

Riforma completa delle commissioni tributarie di primo e secondo grado

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del quadro giuridico riveduto.

N/A

N/A

N/A

T4

2022

La riforma del quadro giuridico deve avere l'obiettivo di rendere più efficace l'applicazione della legislazione tributaria e ridurre l'elevato numero di ricorsi alla Corte di Cassazione.

M1C1-36

Riforme 1.4, 1.5 e 1.6: Riforma del processo civile e penale e riforma del quadro in materia di insolvenza

Traguardo

Entrata in vigore degli atti delegati per la riforma del processo civile e penale e la riforma del quadro in materia di insolvenza

Indicazione negli atti delegati della data di entrata in vigore degli stessi

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Entrata in vigore di tutti gli atti delegati il cui contenuto è indicato nella legislazione attuativa per la riforma del processo civile e penale e la riforma del quadro in materia di insolvenza

M1C1-37

Riforme 1.4 e 1.5: Riforma del processo civile e penale

Traguardo

Entrata in vigore della riforma del processo civile e penale

Indicazione nel testo degli atti di diritto derivato della data di entrata in vigore degli stessi

N/A

N/A

N/A

T2

2023

Completare l'adozione di tutti i regolamenti e delle fonti di diritto derivato necessari per l'effettiva applicazione delle leggi attuative per le riforme della giustizia.

M1C1-38

Riforma 1.8: Digitalizzazione della giustizia

Traguardo

Digitalizzazione del sistema giudiziario

Indicazione nel testo degli atti di diritto primario e derivato della rispettiva data di entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Deve essere istituita la gestione elettronica obbligatoria di tutti i documenti e il processo interamente telematico nei procedimenti civili. Viene introdotta la digitalizzazione dei procedimenti penali di primo grado (ad esclusione dell'udienza preliminare). Creazione di una banca dati gratuita, pienamente accessibile e consultabile delle decisioni civili, conformemente alla legislazione.

M1C1-39

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali civili e penali

Obiettivo

Conclusione delle procedure di assunzione per i tribunali civili e penali

N/A

Numero

0

19 719

T2

2024

Completare le procedure di assunzione di almeno 19 719 dipendenti per l'Ufficio per il processo per i tribunali civili e penali ed entrata in servizio di tali dipendenti. Il valore di riferimento deve essere il numero di membri del personale alla fine del 2021.

M1C1-40

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Conclusione delle procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

N/A

Numero

168

326

T2

2024

Completare le procedure di assunzione di almeno 326 dipendenti per l'Ufficio per il processo e i tribunali amministrativi ed entrata in servizio di tali dipendenti. Il valore di riferimento deve essere il numero di membri del personale nel secondo trimestre del 2022.

M1C1-41

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali amministrativi regionali

N/A

Percentuale

100

75

T2

2024

Ridurre del 25 % il numero di cause pendenti nel 2019 (109 029) dinanzi ai tribunali amministrativi regionali (tribunali amministrativi di primo grado)

M1C1-42

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario del Consiglio di Stato

N/A

Percentuale

100

65

T2

2024

Ridurre del 35 % il numero di cause pendenti nel 2019 (24 010) presso il Consiglio di Stato (secondo grado).

M1C1-43

Riforma 1.4: Riforma del processo civile

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali ordinari civili (primo grado)

N/A

Percentuale

100

35

T4

2024

Ridurre del 65 % il numero di cause pendenti nel 2019 (337 740) presso i tribunali ordinari civili (primo grado). Il valore di riferimento deve essere il numero di cause pendenti da più di tre anni dinanzi ai tribunali ordinari civili nel 2019.

M1C1-44

Riforma 1.4: Riforma del processo civile

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario della Corte d'appello civile (secondo grado)

N/A

Percentuale

100

45

T4

2024

Ridurre del 55 % il numero di cause pendenti nel 2019 (98 371) presso le corti d'appello civili (secondo grado). Il valore di riferimento deve essere il numero di cause pendenti da più di due anni dinanzi alle corti d'appello civili (nel 2019).

M1C1-45

Riforme 1.4 e 1.5: Riforma del processo civile e penale

Obiettivo

Riduzione della durata dei procedimenti civili

N/A

Percentuale

100

60

T2

2026

Ridurre del 40 % i tempi di trattazione di tutti i procedimenti dei contenziosi civili e commerciali rispetto al 2019.

M1C1-46

Riforme 1.4 e 1.5: Riforma del processo civile e penale

Obiettivo

Riduzione della durata dei procedimenti penali

N/A

Percentuale

100

75

T2

2026

Ridurre del 25 % i tempi di trattazione di tutti i procedimenti penali rispetto al 2019.

M1C1-47

Riforma 1.4: Riforma del processo civile

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali ordinari civili (primo grado)

N/A

Percentuale

100

10

T2

2026

Ridurre del 90 % il numero di cause pendenti nel 2019 (337 740) presso i tribunali ordinari civili (primo grado). Il valore di riferimento deve essere il numero di cause pendenti da più di tre anni dinanzi ai tribunali ordinari civili nel 2019.

M1C1-48

Riforma 1.4: Riforma del processo civile

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario della Corte d'appello civile (secondo grado)

N/A

Percentuale

100

10

T2

2026

Ridurre del 90 % il numero di cause pendenti nel 2019 presso le corti d'appello civili (secondo grado). Il valore di riferimento deve essere il numero di cause pendenti da più di due anni dinanzi alle

corti d'appello civili (98 371 cause nel 2019).

M1C1-49

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali amministrativi regionali (primo grado).

N/A

Percentuale

100

30

T2

2026

Ridurre del 70 % il numero di cause pendenti (109 029) nel 2019 dinanzi ai tribunali amministrativi regionali (tribunali amministrativi di primo grado)

M1C1-50

Investimento 1.8: Procedure di assunzione per i tribunali amministrativi

Obiettivo

Riduzione dell'arretrato giudiziario del Consiglio di Stato

N/A

Percentuale

100

30

T2

2026

Ridurre del 70 % il numero di cause pendenti (24 010) nel 2019 presso il Consiglio di Stato (secondo grado).

M1C1-51

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione primaria sulla governance del PNRR

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tale legislazione

N/A

N/A

N/A

T2

2021

La legislazione primaria deve riguardare quantomeno:

1) il coordinamento e il monitoraggio a livello centrale dei progetti del PNRR;

2) la definizione e la separazione delle competenze e l'approvazione dei pertinenti mandati dei diversi organi e delle diverse amministrazioni che partecipano al coordinamento, al monitoraggio e all'attuazione del PNRR;

3) la definizione di un sistema per l'individuazione precoce delle questioni relative all'attuazione;

4) la definizione ex ante di un meccanismo di esecuzione per risolvere le questioni relative all'attuazione ed evitare ritardi, in particolare nei confronti dei diversi livelli dell'amministrazione;

5) le caratteristiche del personale (numero e competenze) assegnato al coordinamento, al monitoraggio e all'attuazione del PNRR nelle amministrazioni coinvolte;

6) la definizione dell'assistenza tecnica fornita alle amministrazioni coinvolte nell'attuazione del PNRR, in particolare a livello locale, per garantire lo sviluppo di capacità amministrative nell'ambito della pubblica amministrazione;

7) la definizione di procedure accelerate per l'attuazione del PNRR e l'assorbimento tempestivo dei fondi;

8) l'organizzazione e le procedure di audit e controllo per il PNRR.

M1C1-52

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione primaria sulla semplificazione delle procedure amministrative per l'attuazione del PNRR.

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tale legislazione

N/A

N/A

N/A

T2

2021

Dette misure devono comprendere:

1) l'eliminazione delle strozzature critiche riguardanti, in particolare, la valutazione d'impatto ambientale a livello statale e regionale, l'autorizzazione dei nuovi impianti per il riciclaggio dei rifiuti, le procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili e quelle necessarie per assicurare l'efficientamento energetico degli edifici (il cosiddetto superbonus) e la rigenerazione urbana. Azioni specifiche devono essere dedicate alla semplificazione delle procedure nell'ambito della Conferenza di servizi (accordo formale tra due o più amministrazioni pubbliche).

M1C1-53

Investimento 1.9: Fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l'attuazione del PNRR

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione primaria necessaria per fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l'attuazione del PNRR

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tale legislazione

N/A

N/A

N/A

T2

2021

Le misure devono comprendere disposizioni per consentire l'assunzione temporanea di:

i) 2 800 tecnici per rafforzare le amministrazioni pubbliche del Sud a carico del bilancio nazionale;

ii) un gruppo di 1 000 esperti da impiegare per tre anni a supporto delle amministrazioni nella gestione delle nuove procedure per fornire assistenza tecnica.

M1C1-54

Investimento 1.9: Fornire assistenza tecnica e rafforzare la creazione di capacità per l'attuazione del PNRR

Obiettivo

Completamento dell'assunzione degli esperti per l'attuazione del PNRR

N/A

Numero

0

1 000

T4

2021

Completare le procedure di assunzione di un pool di 1 000 esperti da impiegare per tre anni a supporto delle amministrazioni nella gestione delle nuove procedure per fornire assistenza tecnica.

M1C1-55

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Per aumentare l'assorbimento degli investimenti, estendere al bilancio nazionale la metodologia adottata per il PNRR

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore dell'estensione della metodologia.

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Istituire un sistema semplificato di traguardi e obiettivi simile a quello dell'RRF per la pianificazione, l'esecuzione e il finanziamento di progetti nell'ambito del Fondo per gli investimenti complementari (30,5 mld EUR).

M1C1-56

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore della legislazione attuativa per la riforma del pubblico impiego

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tale legislazione

N/A

N/A

N/A

T2

2022

La legislazione attuativa deve comprendere le seguenti misure:

- la definizione dei profili professionali specifici per il settore pubblico al fine di attrarre le competenze e le capacità necessarie;

- la creazione di una piattaforma unica di reclutamento per centralizzare le procedure di assunzione pubblica per tutte le amministrazioni pubbliche centrali, con l'impegno a estendere l'utilizzo della piattaforma anche alle amministrazioni locali

- la riforma del processo di assunzione al fine di: i) passare da un sistema basato esclusivamente sulla conoscenza a un sistema basato principalmente sulle competenze e sulle attitudini adeguate; ii) valutare le competenze che un funzionario pubblico efficiente deve possedere; iii) differenziare le procedure di assunzione tra il livello di inizio carriera, che deve basarsi puramente sulle competenze, e l'assunzione di profili specializzati, che dovrebbero combinare le competenze con un'esperienza lavorativa pertinente e accederebbero alla carriera a un livello superiore. Il Ministero per la Pubblica Amministrazione deve garantire l'attuazione coerente della nuova procedura in tutte le amministrazioni;

- la riforma dell'alta funzione pubblica per uniformare le procedure di nomina in tutta la pubblica amministrazione, definendo i profili professionali e la valutazione delle rispettive prestazioni;

- il rafforzamento del legame tra apprendimento permanente e opportunità di formazione per i dipendenti e incentivi alla partecipazione, ad esempio prevedendo meccanismi di ricompensa o percorsi di carriera specifici, con particolare attenzione alla duplice transizione;

- la definizione o l'aggiornamento dei principi etici delle pubbliche amministrazioni attraverso norme chiare, codici di condotta e moduli di formazione sull'argomento;

- il rafforzamento dell'impegno a favore dell'equilibrio di genere;

- la revisione del quadro normativo sulla mobilità verticale, riformando i percorsi di carriera per creare e accedere a posizioni dirigenziali di livello intermedio ("quadri") e accedere a posizioni dirigenziali di livello superiore ("dirigenti di prima e seconda fascia") dall'interno dell'amministrazione. Ciò comprende la riforma del sistema di valutazione delle prestazioni e il rafforzamento del legame tra avanzamento di carriera e valutazione delle prestazioni;

- revisione del quadro normativo sulla mobilità orizzontale per conseguire un mercato del lavoro efficiente nelle pubbliche amministrazioni, che comprenda a) la creazione di un sistema di pubblicità unico trasparente per tutti i posti vacanti nelle amministrazioni centrali e locali, b) la possibilità di presentare domanda per qualsiasi posto disponibile ovunque, c) l'abolizione dell'autorizzazione alla mobilità da parte dell'amministrazione di origine e d) l'introduzione di restrizioni significative all'uso di mezzi alternativi di mobilità che non comportano trasferimenti (ossia "comandi" e "distacchi"), per renderli eccezionali e rigorosamente limitati nel tempo.

M1C1-57

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore delle procedure amministrative per la riforma della semplificazione finalizzata all'attuazione dell'RRF

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore delle norme di diritto derivato

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Entrata in vigore di tutti gli atti delegati correlati, dei decreti ministeriali, degli atti di diritto derivato e di tutti gli altri regolamenti necessari per l'efficace attuazione della semplificazione, inclusi gli accordi con le regioni in caso di competenza regionale esclusiva e concorrente.

M1C1-58

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore degli atti giuridici per la riforma del pubblico impiego

Indicazione della data di entrata in vigore degli atti giuridici per la riforma del pubblico impiego

N/A

N/A

N/A

T2

2023

Entrata in vigore di tutti gli atti delegati correlati, dei decreti ministeriali, degli atti di diritto derivato e di tutti gli altri regolamenti necessari per l'efficace attuazione della riforma.

M1C1-59

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Entrata in vigore della gestione strategica delle risorse umane nella pubblica amministrazione

Indicazione della data di entrata in vigore della normativa per l'introduzione della gestione strategica delle risorse umane nella pubblica amministrazione

Relazione semestrale sugli indicatori chiave di prestazione

N/A

N/A

N/A

T4

2023

La legislazione e gli atti delegati per l'introduzione della gestione strategica delle risorse umane nella pubblica amministrazione devono comprendere: la definizione di piani strategici in materia di risorse umane, per l'assunzione, l'evoluzione della carriera e la formazione per tutte le amministrazioni centrali e regionali, con il supporto di una banca dati integrata con competenze e profili; la creazione di un'unità operativa centrale per il coordinamento e il sostegno del sistema di pianificazione delle risorse umane. In una seconda fase i piani strategici in materia di risorse umane devono essere estesi ai grandi comuni, mentre i comuni di piccole e medie dimensioni sono oggetto di investimenti specifici per lo sviluppo di capacità.

M1C1-60

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Attuazione completa (compresi tutti gli atti delegati) della semplificazione e digitalizzazione di una serie di 200 procedure critiche che interessano direttamente cittadini e imprese

Entrata in vigore degli atti di diritto derivato

N/A

N/A

N/A

T4

2024

I settori prioritari individuati per la semplificazione sono:

1.le autorizzazioni ambientali, le energie rinnovabili e l'economia verde

2.le licenze edilizie e la riqualificazione urbana

3.le infrastrutture digitali

4.gli appalti pubblici

Altri settori critici sono:

1.il diritto del lavoro

2.il turismo

3.l'agroalimentare

Le procedure statali e regionali selezionate possono essere raggruppate nei seguenti settori principali:

1.Autorizzazioni ambientali ed energetiche:

-procedura nazionale di valutazione dell'impatto ambientale

-procedura regionale di valutazione dell'impatto ambientale

-autorizzazioni per la bonifica ambientale

-valutazione ambientale strategica

-prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC)

-procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili

-procedure per il ripotenziamento e l'ammodernamento dei parchi eolici e la sostituzione delle pale delle turbine

-procedure di autorizzazione per le infrastrutture energetiche

-autorizzazioni relative ai rifiuti

2.Edilizia e riqualificazione urbana:

-applicazione del superbonus per l'efficientamento energetico (procedure di conformità, ecc.)

-conferenze di servizi

3.Infrastrutture digitali

-autorizzazioni per le infrastrutture di comunicazione

-

4.gli appalti pubblici

-procedure di appalto per ICT

5.Altre procedure:

-certificazione del silenzio assenso

-potere sostitutivo

-procedure per la prevenzione degli incendi

-autorizzazioni per zone economiche speciali

-procedure nel settore del commercio al dettaglio

-autorizzazioni di accesso agli artigiani e al settore delle piccole imprese

-autorizzazioni di pubblica sicurezza

-autorizzazioni paesaggistiche

-autorizzazioni farmaceutiche e sanitarie

-procedure/autorizzazioni sismiche e idrogeologiche

M1C1-61

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Completare l'attuazione (compresi tutti gli atti delegati) della semplificazione e digitalizzazione di un'ulteriore serie di 50 procedure critiche che interessano direttamente cittadini

Entrata in vigore degli atti di diritto derivato

N/A

N/A

N/A

T2

2025

Le procedure semplificate devono riguardare i seguenti settori:

-certificazioni digitali dell'anagrafe

-certificati di stato civile online

-notifiche digitali e identità digitale

-certificazione liste di leva

-domicilio digitale dei cittadini

-deleghe per l'accesso ai servizi online

M1C1-62

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Migliorare l'assorbimento degli investimenti

Pubblicazione di una relazione di attuazione da parte del Ministero delle Finanze

N/A

N/A

N/A

T2

2025

Pubblicare una relazione di attuazione per misurare l'impatto delle azioni volte a fornire assistenza tecnica e sviluppo di capacità, migliorare la capacità di pianificare, gestire ed eseguire le spese in conto capitale finanziate attraverso il bilancio nazionale e conseguire un significativo assorbimento delle risorse del Fondo complementare assegnate fino al 2024.

M1C1-63

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Completare la semplificazione e creare un repertorio di tutte le procedure e dei relativi regimi amministrativi con piena validità giuridica su tutto il territorio nazionale

Pubblicazione del repertorio sul sito web del ministero competente

N/A

N/A

N/A

T2

2026

Lo screening dei regimi procedurali deve essere completato per tutte le procedure esistenti, unitamente alla loro ulteriore semplificazione e alla reingegnerizzazione delle procedure amministrative. Vanno garantiti anche la verifica e il monitoraggio dell'effettiva attuazione delle nuove procedure, con particolare riferimento ai moduli standardizzati e alla corrispondente gestione digitalizzata. La semplificazione deve applicarsi a un totale di 600 procedure critiche.

M1C1-64

Investimento 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Obiettivo

Istruzione e formazione

N/A

Numero

0

350 000

T2

2026

Almeno 350 000 iscrizioni a iniziative di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione da parte del personale delle pubbliche amministrazioni centrali.

M1C1-65

Investimento 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Obiettivo

Istruzione e formazione

N/A

Numero

0

400 000

T2

2026

Almeno 400 000 iscrizioni a iniziative di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione da parte del personale di altre pubbliche amministrazioni.

M1C1-66

Investimento 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Obiettivo

Istruzione e formazione

N/A

Numero

0

245 000

T2

2026

Almeno 245 000 (70 %) attività di formazione completate con successo (certificazione formale o valutazione d'impatto) per le amministrazioni pubbliche centrali.

M1C1-67

Investimento 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Obiettivo

Istruzione e formazione

N/A

Numero

0

280 000

T2

2026

Almeno 280 000 (70 %) attività di formazione completate con successo (certificazione formale o valutazione d'impatto) per altre amministrazioni pubbliche.

M1C1-68

Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione

Traguardo

Sistema di archiviazione per audit e controlli: informazioni per il monitoraggio dell'attuazione dell'RRF

Relazione di audit che conferma le funzionalità del sistema di archiviazione

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Deve essere istituito e reso operativo un sistema di archiviazione per monitorare l'attuazione dell'RRF.

Il sistema deve comprendere quantomeno funzionalità che consentono di:

a) raccogliere dati e monitorare il conseguimento di traguardi e obiettivi;

b) raccogliere e archiviare i dati di cui all'articolo 22, paragrafo 2, lettera d), punti da i) a iii), del regolamento RRF e garantirvi l'accesso.

M1C1-69

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Traguardo

Entrata in vigore del decreto sulla semplificazione del sistema degli appalti pubblici

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto-legge per semplificare il sistema degli appalti pubblici

N/A

N/A

N/A

T2

2021

Il decreto-legge deve semplificare il sistema degli appalti pubblici grazie all'adozione almeno delle seguenti misure urgenti:

i. fissa obiettivi per ridurre i tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione dell'appalto;

ii. fissa obiettivi e istituisce un sistema di monitoraggio per ridurre i tempi tra aggiudicazione e realizzazione dell'infrastruttura ("fase esecutiva");

iii. richiede che i dati di tutti i contratti siano registrati nella banca dati anticorruzione dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC);

iv. attua e incentiva meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie in fase di esecuzione dei contratti pubblici;

v. istituisce uffici dedicati alle procedure di appalto presso ministeri, regioni e città metropolitane.

Ulteriori specifiche:

- semplificazione e digitalizzazione delle procedure delle centrali di committenza

- attuazione degli articoli 41 e 44 dell'attuale codice dei contratti pubblici

- definizione delle modalità per digitalizzare le procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni e dei requisiti di interoperabilità e interconnettività

- attuazione dell'articolo 44 dell'attuale codice dei contratti pubblici

M1C1-70

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Traguardo

Entrata in vigore del codice riveduto dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016).

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legge delega che riforma il codice del sistema dei contratti pubblici attualmente in vigore (D.Lgs. n. 50/2016)

N/A

N/A

N/A

T2

2022

La legge delega deve stabilire principi e criteri precisi per una riforma sistemica del codice dei contratti pubblici.

La legge delega deve dettare quantomeno i principi e criteri direttivi seguenti volti a:

i. ridurre la frammentazione delle stazioni appaltanti 1) stabilendo gli elementi di base del sistema di qualificazione, 2) imponendo la realizzazione di una e-platform come requisito di base per partecipare alla valutazione nazionale della procurement capacity, 3) conferendo all'ANAC il potere di riesaminare la qualificazione delle stazioni appaltanti in termini di procurement capacity (tipi e volumi di acquisti), 4) stabilendo incentivi all'uso delle centrali di committenza professionali esistenti;

ii. semplificare e digitalizzare le procedure delle centrali di committenza;

iii. definire le modalità per digitalizzare le procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni e definire i requisiti di interoperabilità e interconnettività;

iv. ridurre progressivamente le restrizioni al subappalto.

M1C1-71

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Traguardo

Entrata in vigore di tutte le leggi, i regolamenti e i provvedimenti attuativi (anche di diritto derivato) per il sistema degli appalti pubblici

Entrata in vigore di tutti i necessari atti legislativi, regolamentari e attuativi

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Tutte le leggi, i regolamenti e i provvedimenti attuativi (anche di diritto derivato se necessario) devono conseguire i risultati seguenti:

i. la Cabina di regia per il coordinamento della contrattualistica pubblica deve disporre di un organico (da specificare negli accordi operativi) e di risorse finanziarie adeguati per essere del tutto operativa, anche con il sostegno di una struttura dedicata dell'ANAC;

ii. la Cabina di regia per il coordinamento della contrattualistica pubblica adotta la Strategia professionalizzante (cfr. riforma 2.1.6 proposta nel PNRR dell'Italia) con sessioni di formazione a diversi livelli, un tutoraggio specializzato e la produzione di guide operative, con il supporto dell'ANAC e della Scuola Nazionale dell'Amministrazione;

iii. i sistemi dinamici di acquisizione sono resi disponibili da Consip e sono in linea con le direttive sugli appalti pubblici;

iv. l'ANAC completa l'esercizio di qualificazione delle stazioni appaltanti in termini di procurement capacity facendo seguito all'attuazione dell'art. 38 del codice dei contratti pubblici;

v. è operativo il sistema di monitoraggio dei tempi tra aggiudicazione dell'appalto e realizzazione dei lavori infrastrutturali;

vi. i dati di tutti i contratti sono registrati nel database dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC);

vii. sono istituiti tutti gli uffici dedicati alle procedure di appalto presso ministeri, regioni e città metropolitane.

M1C1-72

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Traguardo

Sono approvate le misure per ridurre i tempi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni agli operatori economici

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore delle norme per ridurre i tempi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni agli operatori economici

N/A

N/A

N/A

T1

2023

Entrata in vigore delle nuove norme per ridurre i tempi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni agli operatori economici

Le misure in parola devono includere quantomeno gli elementi fondamentali seguenti:

i.    deve essere istituito il Sistema InIT presso le amministrazioni centrali a supporto dei processi di contabilità pubblica e di esecuzione della spesa pubblica;

ii.    ritardi di pagamento: gli indicatori, desunti dalla banca dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC) gestito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, devono essere costituiti dalla media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti delle pubbliche autorità agli operatori economici per ciascuno dei seguenti livelli della pubblica amministrazione:

-autorità centrali (amministrazioni dello Stato, enti pubblici nazionali e altri enti),

-autorità regionali (regioni e province autonome),

-enti locali,

-enti del Servizio sanitario nazionale.

M1C1-73

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Traguardo

Entrata in vigore della riforma del codice dei contratti pubblici.

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto legislativo che attua tutte le disposizioni della legge delega sulla riforma del codice dei contratti pubblici.

N/A

N/A

N/A

T1

2023

Entrata in vigore del decreto legislativo che attua tutte le disposizioni della legge delega sulla riforma del codice dei contratti pubblici.

M1C1-74

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Traguardo

Entrata in vigore di tutte le necessarie misure di esecuzione e delle norme di diritto derivato per la riforma relativa alla semplificazione del codice dei contratti pubblici

Entrata in vigore di tutte le necessarie misure di esecuzione e delle norme di diritto derivato

N/A

N/A

N/A

T2

2023

Entrata in vigore di tutte le necessarie misure di esecuzione e delle norme di diritto derivato per la riforma/semplificazione del sistema degli appalti pubblici (anche per effetto della revisione del codice dei contratti pubblici)

M1C1-75

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Pieno funzionamento del Sistema Nazionale di eProcurement

Disponibilità delle funzioni definite nello studio di fattibilità (da mettere a punto come Task 1 del progetto)

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Il Sistema Nazionale di eProcurement deve essere operativo e del tutto in linea con le pertinenti direttive UE e comprendere la digitalizzazione completa delle procedure di acquisto fino all'esecuzione del contratto (Smart Procurement), deve essere interoperabile con i sistemi gestionali delle pubbliche amministrazioni e prevedere l'abilitazione digitale degli OE, sessioni d'asta digitali, machine learning per l'osservazione e l'analisi delle tendenze, CRM evoluto con funzioni di chatbot, digital engagement e status chain.

M1C1-76

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni centrali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

N/A

30

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento delle autorità pubbliche centrali (Amministrazioni dello Stato, enti pubblici nazionali e altri enti) nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-77

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni regionali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento (in giorni)

N/A

30

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento delle autorità pubbliche regionali (Regioni e Province Autonome) nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-78

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni locali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

(in giorni)

N/A

30

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento degli enti locali nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-79

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle autorità sanitarie pubbliche per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

(in giorni)

N/A

60

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento degli enti del Servizio sanitario nazionale nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 60 giorni.

M1C1-80

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni centrali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

N/A

0

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti delle autorità centrali (Amministrazioni dello Stato, enti pubblici nazionali e altri enti) agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-81

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni regionali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

N/A

0

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti delle autorità regionali (Regioni e Province Autonome) agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-82

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni locali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

N/A

0

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti degli enti locali agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-83

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle autorità sanitarie pubbliche per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

N/A

0

T4

2023

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti degli enti del Servizio sanitario nazionale agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-84

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Tempo medio tra la pubblicazione del bando e l'aggiudicazione dell'appalto

N/A

Numero

193

100

T4

2023

Sulla base dei dati della Gazzetta ufficiale dell'UE (banca dati TED) il lasso medio di tempo che intercorre tra la pubblicazione del bando e l'aggiudicazione dell'appalto deve essere ridotto a meno di 100 giorni per i contratti superiori alle soglie di cui alle direttive dell'UE sugli appalti pubblici.

M1C1-85

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Tempo medio tra l'aggiudicazione dell'appalto e la realizzazione dell'infrastruttura

N/A

Percentuale

100

85

T4

2023

Il tempo medio tra l'aggiudicazione dell'appalto e la realizzazione dell'infrastruttura ("fase esecutiva") deve essere ridotto almeno del 15 %.

M1C1-86

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Personale della pubblica amministrazione formato grazie alla Strategia professionalizzante degli acquirenti pubblici

N/A

Percentuale

0

20

T4

2023

Almeno il 20 % del personale delle pubbliche amministrazioni è stato formato grazie alla Strategia professionalizzante degli acquirenti pubblici. La percentuale tiene conto del totale del personale attivamente coinvolto nei processi di approvvigionamento pubblico, ossia 100 000 acquirenti pubblici registrati al 30 aprile 2021 nel Sistema Nazionale di eProcurement gestito da Consip per conto del MEF.

M1C1-87

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Stazioni appaltanti che usano sistemi dinamici di acquisizione

N/A

Percentuale

0

15

T4

2023

Almeno il 15 % delle stazioni appaltanti utilizza i sistemi dinamici di acquisizione a norma della direttiva 2014/24/UE (periodo di osservazione di due annie tenendo conto del fatto che in Italia l'uso dei sistemi dinamici di acquisizione è riservato soprattutto alle acquisizioni superiori alla soglia, dato che quelle al di sotto della soglia sono effettuate principalmente utilizzando e-marketplace). L'obiettivo si riferisce alle stazioni appaltanti dell'amministrazione centrale (250 pubbliche amministrazioni registrate al 30 aprile 2021 nel Sistema Nazionale di eProcurement gestito da Consip per conto del MEF).

M1C1-88

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni centrali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

30

30

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento delle autorità pubbliche centrali (Amministrazioni dello Stato, enti pubblici nazionali e altri enti) nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-89

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni regionali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

30

30

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento delle autorità pubbliche regionali (Regioni e Province Autonome) nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-90

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle pubbliche amministrazioni locali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

30

30

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento degli enti locali nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 30 giorni.

M1C1-91

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni necessari alle autorità sanitarie pubbliche per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei tempi di pagamento

60

60

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di pagamento degli enti del Servizio sanitario nazionale nei confronti degli operatori economici deve essere pari o inferiore a 60 giorni.

M1C1-92

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni centrali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

0

0

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti delle autorità centrali (Amministrazioni dello Stato, enti pubblici nazionali e altri enti) agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-93

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni regionali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

0

0

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti delle autorità regionali (Regioni e Province Autonome) agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-94

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle pubbliche amministrazioni locali per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

0

0

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti degli enti locali agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-95

Riforma 1.11: Riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie

Obiettivo

Riduzione del numero medio di giorni di ritardo necessari alle autorità sanitarie pubbliche per erogare i pagamenti agli operatori economici

N/A

Media ponderata dei ritardi di pagamento

(in giorni)

0

0

T4

2024

Sulla base della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), la media ponderata dei tempi di ritardo dei pagamenti degli enti del Servizio sanitario nazionale agli operatori economici non deve superare 0 giorni.

M1C1-96

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Tempo medio tra la pubblicazione del bando e l'aggiudicazione dell'appalto

N/A

Numero

100

100

T4

2024

Sulla base dei dati della Gazzetta ufficiale dell'UE (banca dati TED) il lasso medio di tempo che intercorre tra la pubblicazione del bando e l'aggiudicazione dell'appalto deve essere ridotto a meno di 100 giorni per i contratti superiori alle soglie di cui alle direttive dell'UE sugli appalti pubblici.

M1C1-97

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Tempo medio tra l'aggiudicazione dell'appalto e la realizzazione dell'infrastruttura

N/A

Percentuale

85

85

T4

2024

Il tempo medio tra l'aggiudicazione dell'appalto e la realizzazione dell'infrastruttura ("fase esecutiva") deve essere ridotto almeno del 15 %.

M1C1-98

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Personale della pubblica amministrazione formato grazie alla Strategia professionalizzante degli acquirenti pubblici

N/A

Percentuale

20

35

T4

2024

Almeno il 35 % del personale delle pubbliche amministrazioni è stato formato grazie alla Strategia professionalizzante degli acquirenti pubblici. La percentuale tiene conto del totale del personale attivamente coinvolto nei processi di approvvigionamento pubblico, ossia 100 000 acquirenti pubblici registrati al 30 aprile 2021 nel Sistema Nazionale di eProcurement gestito da Consip per conto del MEF.

M1C1-99

Riforma 1.10: Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni

Obiettivo

Stazioni appaltanti che usano sistemi dinamici di acquisizione

Percentuale di stazioni appaltanti dell'amministrazione centrale che usano sistemi dinamici di acquisizione, in conformità della direttiva 2014/24/UE

Percentuale

15

20

T4

2024

Almeno il 20 % delle stazioni appaltanti utilizza i sistemi dinamici di acquisizione a norma della direttiva 2014/24 (periodo di osservazione di due anni e tenendo conto del fatto che in Italia l'uso dei sistemi dinamici di acquisizione è riservato soprattutto alle acquisizioni superiori alla soglia, dato che quelle al di sotto della soglia sono effettuate principalmente utilizzando e-marketplace). L'obiettivo si riferisce alle stazioni appaltanti dell'amministrazione centrale (250 pubbliche amministrazioni registrate al 30 aprile 2021 nel Sistema Nazionale di eProcurement gestito da Consip per conto del MEF).

M1C1-100

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Entrata in vigore delle disposizioni legislative per migliorare l'efficacia della revisione della spesa - Rafforzamento del Ministero delle Finanze

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tale legislazione

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Il quadro rivisto per la spending review nelle amministrazioni centrali dello Stato (ministeri) deve migliorarne l'efficacia, rafforzando il ruolo del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In particolare, esso deve prevedere un ruolo potenziato del Ministero dell'Economia e delle Finanze nella valutazione ex ante, nei processi di monitoraggio e nella valutazione ex post, in modo da consentire l'esecuzione completa delle revisioni e il conseguimento degli obiettivi previsti.

M1C1-101

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Traguardo

Adozione di una revisione dei possibili interventi per ridurre l'evasione fiscale

Pubblicazione della revisione

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Adottare una relazione per orientare le azioni del governo volte a ridurre l'evasione fiscale dovuta alla omessa fatturazione, in particolare nei settori più esposti all'evasione fiscale, anche attraverso incentivi mirati per i consumatori.

M1C1-102

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Adozione di una relazione sull'efficacia delle pratiche utilizzate da amministrazioni selezionate per valutare l'elaborazione e l'attuazione di piani di risparmio.

Pubblicazione della relazione

N/A

N/A

N/A

T4

2022

La relazione deve essere redatta dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato presso il Ministero delle Finanze in collaborazione con amministrazioni selezionate al fine di:

-valutarne le pratiche di elaborazione e attuazione dei piani di risparmio;

-definire orientamenti per tutte le amministrazioni pubbliche.

M1C1-103

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Traguardo

Entrata in vigore di atti di diritto primario e derivato e delle disposizioni regolamentari e completamento delle procedure amministrative per incoraggiare il rispetto degli obblighi fiscali (tax compliance) e migliorare gli audit e i controlli.

Indicazione nel testo di legge e delle disposizioni regolamentari della data di entrata in vigore.

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Dette disposizioni devono comprendere:

i) la piena operatività della banca dati e dell'infrastruttura informatica dedicata per la messa a disposizione della dichiarazione IVA precompilata, di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 127/2015;

ii) la banca dati utilizzata per le "lettere di conformità" (comunicazioni tempestive ai contribuenti per i quali sono state rilevate anomalie) è migliorata al fine di ridurre l'incidenza dei falsi positivi e aumentare il numero di comunicazioni inviate ai contribuenti;

iii) l'entrata in vigore della riforma della legislazione al fine di garantire sanzioni amministrative efficaci in caso di rifiuto da parte di fornitori privati di accettare pagamenti elettronici (riferimento all'originario articolo 23 del decreto-legge n. 124/2019, abrogato con la conversione in legge);

iv) il completamento del processo di pseudonimizzazione dei dati di cui all'articolo 1, commi 681-686, della legge n. 160/2019, e istituzione dell'infrastruttura digitale per l'analisi dei megadati generati attraverso l'interoperabilità della banca dati completamente pseudonimizzata, al fine di aumentare l'efficacia dell'analisi dei rischi alla base del processo di selezione;

v) l'entrata in vigore di atti di diritto primario e derivato che attuano azioni complementari efficaci basate sul riesame di eventuali misure per ridurre l'evasione fiscale dovuta alla omessa fatturazione.

M1C1-104

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Adozione di obiettivi di risparmio per le spending review relative agli anni 2023-2025.

Obiettivo quantitativo di risparmio per le amministrazioni statali centrali aggregate definito nel documento di economia e finanza (DEF) - in euro

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Sulla base dei decreti-legge 90 e 93 del 2016 e della legge n. 163/2016, nel documento di economia e finanza sono stati fissati obiettivi per le spending review annuali per le amministrazioni statali centrali aggregate in relazione agli anni 2023, 2024 e 2025. Gli obiettivi di risparmio devono corrispondere a un livello di ambizione adeguato.

M1C1-105

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Numero più elevato di "lettere di conformità"

N/A

Numero

2 150 908

2 581 090

T4

2022

Il numero di "lettere di conformità" (comunicazioni tempestive ai contribuenti per i quali sono state riscontrate anomalie) deve essere aumentato almeno del 20 % rispetto al 2019.

M1C1-106

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Ridurre il numero di "lettere di conformità" che rappresentano falsi positivi

N/A

Numero

126 500

132 825

T4

2022

Il numero di "lettere di conformità" (comunicazioni tempestive ai contribuenti per i quali sono state rilevate anomalie ma non frodi nella verifica ex-post) che rappresentano falsi positivi deve essere ridotto almeno del 5 % rispetto al 2019.

M1C1-107

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Aumentare il gettito fiscale generato dalle "lettere di conformità"

N/A

EUR

2 130 000 000

2 449 500 000

T4

2022

Il gettito fiscale generato dalle "lettere di conformità" deve aumentare del 15 % rispetto al 2019.

M1C1-108

Riforma 1.15: Riforma delle norme di contabilità pubblica

Traguardo

Approvazione del quadro concettuale, della serie di principi di contabilità per competenza e del piano contabile multidimensionale

Risoluzione della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero delle Finanze che approva la struttura di governance di contabilità per competenza

N/A

N/A

N/A

T2

2024

Completamento di un quadro concettuale di riferimento per il sistema di contabilità per competenza (accrual) secondo le caratteristiche qualitative definite da Eurostat (gruppo di lavoro EPSAS);
definizione dei principi di contabilità per competenza sulla base di IPSAS/EPSAS; elaborazione di un piano contabile multidimensionale e multilivello.

M1C1-109

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Inviare le prime dichiarazioni IVA precompilate

N/A

Numero

0

2 300 000

T2

2023

Almeno 2 300 000 contribuenti devono ricevere dichiarazioni IVA precompilate per l'esercizio fiscale 2022.

M1C1-110

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Riclassificazione del bilancio generale dello Stato con riferimento alla spesa ambientale e alla spesa che promuove la parità di genere

Inserimento nella legge di bilancio 2024 della riclassificazione del bilancio generale dello Stato con riferimento alla spesa ambientale e alla spesa che promuove la parità di genere

N/A

N/A

N/A

T4

2023

La legge di bilancio 2024 deve fornire al Parlamento un bilancio per lo sviluppo sostenibile che consiste nella classificazione del bilancio generale dello Stato con riferimento alla spesa ambientale e alla spesa che promuove la parità di genere. La classificazione deve essere coerente con i criteri alla base della definizione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e con gli obiettivi dell'Agenda 2030.

M1C1-111

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Completamento della spending review annuale per il 2023, con riferimento all'obiettivo di risparmio fissato nel 2022 per il 2023.

Adozione della relazione del Ministero delle Finanze sulla spending review nel 2023, che certifica il completamento del processo e il conseguimento dell'obiettivo.

N/A

N/A

N/A

T2

2024

La relazione del Ministero delle Finanze da trasmettere al Consiglio dei Ministri, come previsto dai decreti-legge 90 e 93 del 2016 e dalla legge 163/2016 deve:

- certificare il completamento del processo di spending review per il 2023 in relazione alla disposizione del quadro pertinente;

- certificare il conseguimento dell'obiettivo fissato nel 2022.

M1C1-112

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Migliorare la capacità operativa dell'amministrazione fiscale, come indicato nel "Piano della performance 2021-2023" dell'Agenzia delle Entrate.

N/A

Numero di assunzioni

0

4113

T2

2024

Il personale dell'Agenzia delle Entrate deve essere aumentato di 4 113 unità come indicato nel "Piano della performance 2021-2023".

M1C1-113

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Numero più elevato di "lettere di conformità"

N/A

Numero

2 150 908

3 011 271

T4

2024

Il numero di "lettere di conformità" (comunicazioni tempestive ai contribuenti per i quali sono state riscontrate anomalie) deve essere aumentato almeno del 40 % rispetto al 2019.

M1C1-114

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Aumentare il gettito fiscale generato dalle "lettere di conformità"

N/A

EUR

2 130 000 000

2 769 000 000

T4

2024

Il gettito fiscale generato dalle "lettere di conformità" deve aumentare del 30 % rispetto al 2019.

M1C1-115

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Completamento della spending review annuale per il 2024, con riferimento all'obiettivo di risparmio fissato nel 2022 e nel 2023 per il 2024.

Adozione della relazione del Ministero delle Finanze sulla spending review nel 2024, che certifica il completamento del processo e il conseguimento dell'obiettivo.

N/A

N/A

N/A

T2

2025

La relazione del Ministero delle Finanze da trasmettere al Consiglio dei Ministri, come previsto dai decreti-legge 90 e 93 del 2016 e dalla legge 163/2016 deve:

- certificare il completamento del processo di spending review per il 2024 in relazione alla disposizione del quadro pertinente;

- certificare il conseguimento dell'obiettivo fissato nel 2022 e nel 2023.

M1C1-116

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Riduzione dell'evasione fiscale come definita dall'indicatore "propensione all'evasione"

N/A

Percentuale

0

-5

T4

2025

La "propensione all'evasione" in tutte le imposte, escluse l'"Imposta Municipale Unica" e le accise, deve essere inferiore nel 2023 rispetto al 2019 del 5 % del valore di riferimento del 2019. La stima di riferimento per il 2019 sarà inclusa nella relazione aggiornata del governo sull'economia sommersa, la cui pubblicazione è prevista nel novembre 2021, conformemente alle disposizioni dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 160/2015. La riduzione del 5 % deve essere osservata con riferimento alle stime incluse nella versione aggiornata della stessa relazione che sarà pubblicata nel novembre 2025 sulla base dei dati relativi all'esercizio fiscale 2023.

M1C1-117

Riforma 1.15:

Riforma delle norme di contabilità pubblica

Obiettivo

Enti pubblici formati per la transizione al nuovo sistema di contabilità per competenza

N/A

Numero

0

18 000

T1

2026

Fine del primo ciclo di formazione per la transizione al nuovo sistema di contabilità per competenza per i rappresentanti di 18 000 enti pubblici.

M1C1-118

Riforma 1.15:

Riforma delle norme di contabilità pubblica

Traguardo

Entrata in vigore della riforma della contabilità per competenza per almeno il 90 % dell'intero settore pubblico.

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore di tutte le misure di esecuzione (compresi orientamenti, manuali operativi e programmi di formazione) relative alla contabilità per competenza per almeno il 90 % dell'intero settore pubblico.

N/A

N/A

N/A

T2

2026

Devono essere pubblicati i bilanci della pubblica amministrazione riguardanti almeno il 90 % di tutti gli enti del settore pubblico.

Deve essere adottata a partire dal 2027 una riforma legislativa per l'introduzione del nuovo sistema di contabilità per competenza per almeno il 90 % delle amministrazioni pubbliche.

Devono essere adottati atti di diritto derivato relativi a: orientamenti e manuali operativi per l'applicazione dei principi contabili corredati di esempi e ra
ppresentazioni pratiche a sostegno degli operatori;

programma di formazione: creazione di programmi di formazione per la transizione al nuovo sistema di contabilità per competenza.

M1C1-119

Riforma 1.14:

Riforma del quadro fiscale subnazionale

Traguardo

Entrata in vigore di atti di diritto primario e derivato per l'attuazione del federalismo fiscale regionale

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del federalismo fiscale per le regioni a statuto ordinario.

N/A

N/A

N/A

T1

2026

Completare l'attuazione del "federalismo fiscale" come previsto dalla vigente legge delega 42/2009. In particolare, gli atti di diritto primario e derivato devono definire i parametri pertinenti e attuare il federalismo fiscale per le regioni a statuto ordinario, come stabilito dal decreto-legge 68/2011 (articoli 1‑15), modificato da ultimo dalla legge 176/2020 (articolo 31-sexies).

M1C1-120

Riforma 1.14:

Riforma del quadro fiscale subnazionale

Traguardo

Entrata in vigore di atti di diritto primario e derivato per l'attuazione del federalismo fiscale regionale

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del federalismo fiscale per le province e le città metropolitane.

N/A

N/A

N/A

T1

2026

Completare l'attuazione del "federalismo fiscale" come previsto dalla vigente legge delega 42/2009. In particolare, gli atti di diritto primario e derivato devono definire i parametri pertinenti e attuare, se del caso, il federalismo fiscale per le province e le città metropolitane, come stabilito dal decreto-legge 68/2011 (articoli 1-15), modificato da ultimo dalla legge 178/2020 (articolo 1, comma 783).

M1C1-121

Riforma 1.12:

Riforma della
amministrazione fiscale

Obiettivo

Riduzione dell'evasione fiscale come definita dall'indicatore "propensione all'evasione"

N/A

Percentuale

0

-15

T2

2026

La "propensione all'evasione" in tutte le imposte, escluse l'"Imposta Municipale Unica" e le accise, deve essere inferiore nel 2024 rispetto al 2019 del 15 % del valore di riferimento del 2019. La stima di riferimento per il 2019 sarà inclusa nella relazione aggiornata del governo sull'economia sommersa, la cui pubblicazione è prevista nel novembre 2021, conformemente alle disposizioni dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 160/2015. Deve essere osservata una riduzione del 15 % con riferimento alla stima per l'anno fiscale 2024 contenuta in una relazione ad hoc che deve essere predisposta dal Ministero delle Finanze entro il giugno 2026 sulla base della stessa metodologia utilizzata per la relazione di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 160/2015.

M1C1-122

Riforma 1.13: Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Traguardo

Completamento della spending review annuale per il 2025, con riferimento all'obiettivo di risparmio fissato nel 2022, 2023 e 2024 per il 2025.

Adozione della relazione del Ministero delle Finanze sulla spending review nel 2025, che certifica il completamento del processo e il conseguimento dell'obiettivo.

N/A

N/A

N/A

T2

2026

La relazione del Ministero delle Finanze da trasmettere al Consiglio dei Ministri, come previsto dai decreti-legge 90 e 93 del 2016 e dalla legge 163/2016 deve:

- certificare il completamento del processo di spending review per il 2025 in relazione alla disposizione del quadro pertinente;

- certificare il conseguimento dell'obiettivo fissato nel 2022, nel 2023 e nel 2024.

A.3.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al prestito

Investimento 1.2 - Abilitazione al cloud per le PA locali

L'investimento ha l'obiettivo di realizzare la migrazione dei dataset e delle applicazioni di una parte sostanziale della pubblica amministrazione locale verso un'infrastruttura cloud sicura, consentendo a ciascuna amministrazione di operare una scelta tra una serie di ambienti cloud pubblici certificati.

La misura prevede inoltre un pacchetto di sostegno "migrazione come servizio" destinato alle amministrazioni, comprendente: i) la valutazione iniziale, ii) il sostegno procedurale/amministrativo necessario per avviare il programma, iii) la negoziazione del supporto esterno necessario e iv) la gestione generale del progetto durante la fase di esecuzione. Un gruppo sotto la supervisione del Ministero dell'Innovazione Tecnologica e della Transizione Digitale (MITD) sarà incaricato di individuare e certificare un ampio elenco di fornitori qualificati e negoziare una serie di pacchetti di supporto standard adattati alle dimensioni dell'amministrazione e ai servizi interessati dalla migrazione.

Investimento 1.4 - Servizi digitali e esperienza dei cittadini

L'investimento ha l'obiettivo di sviluppare un'offerta integrata e armonizzata di servizi digitali all'avanguardia orientati ai cittadini, garantirne la diffusione generalizzata nell'amministrazione centrale come locale e migliorare l'esperienza degli utilizzatori.

La misura mira a:

(I)migliorare l'esperienza dei servizi pubblici digitali, definendo modelli di erogazione dei servizi riutilizzabili che garantiscano requisiti di accessibilità completi (Investimento 1.4.1 - Esperienza dei cittadini - Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali);

(II)migliorare l'accessibilità dei servizi pubblici digitali (Investimento 1.4.2 - Inclusione dei cittadini: miglioramento dell'accessibilità dei servizi pubblici digitali);

(III)promuovere l'adozione dell'applicazione digitale per i pagamenti tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni (PagoPA) e l'adozione dell'applicazione "IO" quale punto di contatto digitale fondamentale tra i cittadini e l'amministrazione per un'ampia gamma di servizi (comprese le notifiche) in linea con la logica dello "sportello unico" (Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO");

(IV)promuovere l'adozione di piattaforme nazionali di identità digitale (Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID e Carta d'Identità Elettronica, CIE) e dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) (Investimento 1.4.4 - Rafforzamento dell'adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale (SPID, CIE) e dell'Anagrafe nazionale (ANPR));

(V)sviluppare una piattaforma unica per le notifiche (Investimento 1.4.5 - Digitizzazione degli avvisi pubblici);

(VI)promuovere l'adozione di paradigmi della mobilità come servizio (MaaS) nelle città metropolitane per digitalizzare i trasporti locali e fornire agli utenti un'esperienza di mobilità integrata dalla pianificazione dei viaggi ai pagamenti attraverso molteplici modi di trasporto (Investimento 1.4.6 - La mobilità come servizio per l'Italia. Quest'ultima misura è finanziata sulla base di un sostegno finanziario non rimborsabile).

Investimento 1.6 - Digitalizzazione delle grandi amministrazioni centrali

L'investimento ha l'obiettivo di ridisegnare e digitalizzare un insieme di processi, attività e servizi prioritari nelle grandi amministrazioni centrali per migliorare l'efficienza di tali amministrazioni e semplificare le procedure. Tra le amministrazioni centrali figurano: i) l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), ii) il sistema giudiziario, iii) il Ministero della Difesa, iv) il Ministero dell'Interno e v) la Guardia di Finanza.

Per quanto riguarda il Ministero dell'Interno, il progetto prevede i) la digitalizzazione dei servizi per i cittadini e la reingegnerizzazione dei processi interni sottostanti; ii) lo sviluppo di applicazioni e sistemi di gestione interni per mettere a punto un sistema interno centralizzato di verifica dell'identità fisica e digitale e dei relativi attributi, che consenta ai funzionari pubblici (ad esempio polizia) di effettuare una verifica a distanza in tempo reale di documenti personali e patenti (ad esempio tessera sanitaria, patente di guida, ecc.) di proprietà dei cittadini e associati alla CIE; iii) miglioramento delle competenze del personale per rafforzare le capacità digitali (1.6.1 - Digitalizzazione del Ministero dell'Interno).

Per quanto riguarda il sistema giudiziario, il progetto prevede i) la digitalizzazione degli archivi degli ultimi dieci anni (10 000 000 documenti giudiziari) relativi ai procedimenti civili di tribunali ordinari e corti d'appello e dei fascicoli giudiziari della Corte di Cassazione; ii) la creazione di un data lake (software layer) che funge da punto di accesso unico all'intera serie di dati grezzi prodotti dal sistema giudiziario. I dati conservati nel data lake saranno utilizzati ricorrendo a soluzioni di intelligenza artificiale allo scopo di: i) anonimizzare le sentenze civili e penali; ii) automatizzare l'identificazione del rapporto tra vittima e autore del reato nelle disposizioni giuridiche; iii) gestire, analizzare e organizzare la giurisprudenza precedente per facilitare la consultazione da parte dei giudici civili e dei pubblici ministeri; iv) effettuare analisi statistiche avanzate dell'efficienza ed efficacia del sistema giudiziario; v) gestire e monitorare i tempi di trattamento delle attività svolte dagli uffici giudiziari (Investimenti 1.6.2 - Digitalizzazione del Ministero della Giustizia e 1.6.5 - Digitalizzazione del Consiglio di Stato. Queste misure sono finanziate sulla base di un sostegno finanziario non rimborsabile).

Per quanto riguarda l'INPS e l'INAIL, il progetto prevede una revisione approfondita dei sistemi e delle procedure interne, nonché l'evoluzione dei punti di contatto digitali con residenti, imprese e altre amministrazioni pubbliche, al fine di fornire agli utenti un'esperienza digitale senza soluzione di continuità (1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)).

Per quanto riguarda il Ministero della Difesa, il progetto comprende i) il rafforzamento della sicurezza di tre serie fondamentali di informazioni (personale, documentazione amministrativa, comunicazioni interne ed esterne) e ii) la migrazione di tutti i sistemi e di tutte le applicazioni verso un paradigma open source, conforme alle politiche di sicurezza definite dal quadro normativo di riferimento (Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa).

Per quanto riguarda la Guardia di Finanza, il progetto mira in particolare a: i) riorganizzare le banche dati; ii) introdurre la scienza dei dati nei processi operativi e decisionali (Investimento 1.6.6 - Digitalizzazione della Guardia di Finanza. Questa misura è finanziata sulla base di un sostegno finanziario non rimborsabile).

A.4.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del prestito

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di

misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C1-123

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INPS - Servizi/contenuti del portale "One click by design" T1

N/A

Numero

0

35

T4

2022

35 servizi supplementari messi a disposizione sul sito web istituzionale dell'INPS ( www.inps.it ).

I servizi sono accessibili sul sito istituzionale mediante logiche di profilazione adeguate (il sistema proporrà servizi di possibile interesse in base all'età, alle caratteristiche del lavoro, ai benefici percepiti e alla storia degli utenti).

I 35 servizi riguardano i seguenti ambiti istituzionali INPS:

• Prestazioni pensionistiche

• Ammortizzatori sociali

• Indennità di disoccupazione

• Prestazioni d'invalidità

• Rimborsi

• Raccolta dei contributi da parte delle imprese

• Servizi per i lavoratori agricoli

• Servizi antifrode, anticorruzione e di trasparenza

Nei settori istituzionali elencati i servizi da attuare riguarderanno la presentazione digitale delle richieste di servizi, la verifica dei requisiti per il beneficio, il monitoraggio dello stato della pratica da parte degli utenti, la proposta proattiva di servizi basata sulle esigenze degli utenti e il rinnovo automatico dei benefici senza la necessità di nuove domande.

Infine saranno istituiti quadri di controllo che consentano sia il monitoraggio da parte dell'INPS dei benefici erogati sia il supporto basato sui dati alle decisioni dei responsabili politici.

M1C1-124

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INPS - Miglioramento delle competenze dei dipendenti in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) T1

N/A

Numero

0

4 250

T4

2022

Valutazione di almeno 4 250 dipendenti dell'INPS per quanto riguarda le competenze informatiche e le competenze certificate migliorate nei seguenti settori del quadro europeo delle competenze informatiche: i) Plan; ii) Build; iii) Run; iv) Enable; v) Manage.

I settori di miglioramento delle competenze saranno individuati in base al gruppo di discenti destinatari.

M1C1-125

Investimento 1.2 - Abilitazione al cloud per le PA locali

Traguardo

Aggiudicazione di (tutti i) bandi pubblici per l'abilitazione al cloud per le gare d'appalto della pubblica amministrazione locale

Notifica della
aggiudicazione di (tutti) gli appalti pubblici per l'abilitazione al cloud per le gare d'appalto della pubblica amministrazione locale

N/A

N/A

N/A

T1

2023

Notifica dell'aggiudicazione di (tutti) i bandi pubblici per ogni tipo di amministrazione pubblica coinvolta (comuni, scuole, enti sanitari locali) per la raccolta e la valutazione dei piani di migrazione. La pubblicazione di tre bandi mirati consentirà al Ministero dell'Innovazione Tecnologica e della Transizione Digitale di valutare le esigenze specifiche di ciascun tipo di amministrazione pubblica interessata.

Aggiudicazione degli appalti (ossia pubblicazione dell'elenco delle PA ammesse a ricevere finanziamenti) relativi a tre bandi di gara pubblici, rispettivamente, per i comuni, le scuole e le aziende sanitarie locali, al fine di raccogliere e valutare i piani di migrazione, in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C1-126

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA T1

N/A

Numero

9 000

11 450

T4

2023

Garantire un aumento del numero di servizi integrati nella piattaforma per:

- le pubbliche amministrazioni già nello scenario di riferimento (9 000 entità);

- le nuove pubbliche amministrazioni che aderiscono alla piattaforma (2 450 nuove entità).

In entrambi i casi le pubbliche amministrazioni dovranno garantire un aumento di almeno + 20 % del numero di servizi integrati, a seconda del loro punto di partenza. Il numero di servizi che saranno integrati dipende dal tipo di amministrazione (l'obiettivo finale è disporre in media di 50 servizi per i comuni, 20 servizi per le regioni, 20 servizi per le autorità sanitarie e 15 servizi per scuole e università).

M1C1-127

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione dell'applicazione "IO" T1

N/A

Numero

2 700

7 000

T4

2023

Garantire un aumento del numero di servizi integrati nell'applicazione "IO" per:

- le pubbliche amministrazioni già nello scenario di riferimento (2 700 entità);

- le nuove pubbliche amministrazioni che aderiscono alla piattaforma (4 300 nuove entità).

In entrambi i casi le pubbliche amministrazioni dovranno garantire un aumento di almeno + 20 % del numero di servizi integrati, a seconda del loro punto di partenza. Il numero di servizi che saranno integrati dipende dal tipo di amministrazione (l'obiettivo finale è disporre in media di 50 servizi per i comuni, 20 servizi per le regioni, 20 servizi per le autorità sanitarie e 15 servizi per scuole e università).

M1C1-128

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione di avvisi pubblici digitali T1

N/A

Numero

0

800

T4

2023

Almeno 800 pubbliche amministrazioni centrali e comuni, per quanto riguarda la piattaforma di notifica digitale (Digital Notification Platform - DNP), devono fornire avvisi digitali giuridicamente vincolanti ai cittadini, ai soggetti giuridici, alle associazioni e a qualsiasi altro soggetto pubblico o privato.

M1C1-129

Investimento 1.6.1 - Digitalizzazione del Ministero dell'Interno

Obiettivo

Ministero dell'Interno - Processi completamente reingegnerizzati e digitalizzati T1

N/A

Numero

0

7

T4

2023

Procedure e processi interni completamente reingegnerizzati (7 processi in totale entro il 31 dicembre 2023) e che possono essere interamente completati online (come l'automazione d'ufficio, i servizi di mobilità e l'e-learning).

M1C1-130

Investimento 1.6.2 - Digitalizzazione del Ministero della Giustizia

Obiettivo

Digitalizzazione dei fascicoli giudiziari T1

N/A

Numero

0

3 500 000

T4

2023

Digitalizzazione di 3,5 milioni di fascicoli giudiziari relativi agli ultimi dieci anni di processi civili di tribunali e corti d'appello e agli ultimi dieci anni di atti relativi a procedimenti di legittimità emessi dalla Corte di Cassazione.

M1C1-131

Investimento 1.6.2 - Digitalizzazione del Ministero della Giustizia

Traguardo

Sistemi di conoscenza del data lake della giustizia T1

Relazione attestante l'inizio dell'esecuzione del contratto

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Inizio dell'esecuzione del contratto per la realizzazione di sei nuovi sistemi di conoscenza del data lake:

1)Sistema di anonimizzazione delle sentenze civili e penali

2)Sistema di gestione integrato

3)Sistema di gestione e analisi dei processi civili

4)Sistema di gestione e analisi dei processi penali

5)Sistema di statistiche avanzate sui processi civili e penali

6)Sistema automatizzato per l'identificazione del rapporto vittima- autore del reato.

L'esecuzione di ogni appalto pubblico ha inizio con un atto amministrativo specifico del responsabile della procedura, denominato "avvio dell'esecuzione".

M1C1-132

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INPS - Servizi/contenuti del portale "One click by design" T2

N/A

Numero

35

70

T4

2023

35 servizi supplementari messi a disposizione sul sito web istituzionale dell'INPS ( www.inps.it ).

I servizi sono accessibili sul sito istituzionale mediante logiche di profilazione adeguate (il sistema proporrà servizi di possibile interesse in base all'età, alle caratteristiche del lavoro, ai benefici percepiti e alla storia degli utenti).

I 35 servizi riguardano i seguenti ambiti istituzionali INPS:

• Prestazioni pensionistiche

• Ammortizzatori sociali

• Indennità di disoccupazione

• Prestazioni d'invalidità

• Rimborsi

• Raccolta dei contributi da parte delle imprese

• Servizi per i lavoratori agricoli

• Servizi antifrode, anticorruzione e di trasparenza

Nei settori istituzionali elencati i servizi da attuare riguarderanno la presentazione digitale delle richieste di servizi, la verifica dei requisiti per il beneficio, il monitoraggio dello stato della pratica da parte degli utenti, la proposta proattiva di servizi basata sulle esigenze degli utenti e il rinnovo automatico dei benefici senza la necessità di nuove domande.

Infine saranno istituiti quadri di controllo che consentano sia il monitoraggio da parte dell'INPS dei benefici erogati sia il supporto basato sui dati alle decisioni dei responsabili politici.

M1C1-133

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INPS - Miglioramento delle competenze dei dipendenti in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) T2

N/A

Numero

4 250

8 500

T4

2023

Valutazione di altri 4 250 dipendenti dell'INPS per quanto riguarda le competenze certificate migliorate nei seguenti settori del quadro europeo delle competenze informatiche: i) Plan; ii) Build; iii) Run; iv) Enable; v) Manage.

I settori di miglioramento delle competenze saranno individuati in base al gruppo di discenti destinatari.

M1C1-134

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INAIL - Reingegnerizzazione e digitalizzazione complete dei processi/servizi T1

N/A

Numero

29

53

T4

2023

L'obiettivo è raggiungere 53 (52 %) processi e servizi istituzionali reingegnerizzati al fine di renderli pienamente digitalizzati.

I settori dell'INAIL interessati sono: assicurazioni, servizi sociali e sanitari, prevenzione e sicurezza sul lavoro, certificazioni e verifiche.

In particolare l'obiettivo previsto per ciascun settore è espresso in percentuale superiore al:

·assicurazioni: 8 (25 %);

·servizi sociali e sanitari: 18 (50 %);

·prevenzione e sicurezza sul lavoro: 9 (80 %);

·certificazioni e verifiche: 18 (80 %).

M1C1-135

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Ministero della Difesa - Digitalizzazione delle procedure T1

N/A

Numero

4

15

T4

2023

Digitalizzazione, revisione e automazione di 15 procedure relative alla gestione del personale della Difesa (quali reclutamento, occupazione e pensionamento, salute dei dipendenti) partendo da una base di riferimento di quattro procedure già digitalizzate.

M1C1-136

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Ministero della Difesa - Digitalizzazione dei certificati T1

N/A

Numero di certificati digitalizzati

190 000

450 000

T4

2023

Numero di certificati di identità digitalizzati (450 000) rilasciati dal Ministero della Difesa e che utilizzano l'infrastruttura, integrati da un sito di ripristino in caso di disastro a partire da uno scenario di riferimento di 190 000 certificati già digitalizzati.

M1C1-137

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Traguardo

Ministero della Difesa - Commissionamento di portali web istituzionali e di portali intranet

Portali web istituzionali e portali web intranet pienamente operativi

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Sviluppo e realizzazione di i) portali web istituzionali e ii) portali intranet per esigenze specifiche di comunicazione interna.

M1C1-138

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Ministero della Difesa - Migrazione di applicazioni non a missione critica verso una soluzione per una protezione completa delle informazioni mediante apertura dell'infrastruttura (S.C.I.P.I.O.). T1

N/A

Numero

0

10

T4

2023

Migrazione iniziale e disponibilità operativa di applicazioni non a missione critica verso una nuova infrastruttura open source, comprendenti l'attuazione dell'hardware in ambiente, l'installazione di componenti open source di middleware e la reingegnerizzazione delle applicazioni.

M1C1-139

Investimento 1.2 - Abilitazione al cloud per le PA locali

Obiettivo

Abilitazione al cloud per la pubblica amministrazione locale T1

N/A

Numero

0

4 083

T3

2024

La migrazione di 4 083 pubbliche amministrazioni locali verso ambienti cloud certificati sarà realizzata quando la verifica di tutti i sistemi e dataset e della migrazione delle applicazioni incluse in ciascun piano di migrazione sarà stata effettuata con esito positivo.

M1C1-140

Investimento 1.4.1 - Esperienza dei cittadini - Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali

Obiettivo

Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali T1

N/A

Percentuale

0,1

40

T4

2024

L'adesione al progetto/modello comune di siti web/componenti dei servizi consiste in:
1) valutazione dei progetti presentati;

2) valutazione del completamento dei progetti sulla base delle principali metriche di utilizzabilità (score di utilizzabilità digitale), attraverso una piattaforma dedicata già disponibile.

Le amministrazioni (comuni, istituti di istruzione di 1º e 2º grado ed enti specifici pilota nel settore dell'assistenza sanitaria e del patrimonio culturale) aderiscono a un modello e a un sistema di progettazione comuni che semplificano l'interazione con gli utenti e facilitano la manutenzione per gli anni a venire.

M1C1-141

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Digitalizzazione delle procedure del Ministero della Difesa T2

N/A

Numero

15

20

T4

2024

Digitalizzazione, revisione e automazione di 20 procedure relative alla gestione del personale della Difesa (quali reclutamento, occupazione e pensionamento, salute dei dipendenti) partendo da uno scenario di riferimento di quindici procedure già digitalizzate nel contesto dell'obiettivo 1.

M1C1-142

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Digitalizzazione dei certificati del Ministero della Difesa T2

N/A

Numero di certificati digitalizzati

450 000

750 000

T4

2024

Numero di certificati di identità digitalizzati (750 000) rilasciati dal Ministero della Difesa e che utilizzano l'infrastruttura, integrati da un sito di ripristino in caso di disastro a partire da uno scenario di riferimento di 450 000 certificati già digitalizzati nell'ambito dell'obiettivo 1.

M1C1-143

Investimento 1.6.4 - Digitalizzazione del Ministero della Difesa

Obiettivo

Ministero della Difesa - Migrazione di applicazioni non a missione critica verso una soluzione per una protezione completa delle informazioni mediante apertura dell'infrastruttura (S.C.I.P.I.O.). T2

N/A

Numero

10

15

T4

2024

Migrazione finale di quattro applicazioni a missione critica e di undici applicazioni a missione non critica verso nuove infrastrutture open source che comprendono l'attuazione dell'hardware in ambiente, l'installazione di componenti open source di middleware e la reingegnerizzazione delle applicazioni, a partire da uno scenario di riferimento di dieci applicazioni già migrate nell'ambito dell'obiettivo 1.

M1C1-144

Investimento 1.4.2 - Inclusione dei cittadini - Miglioramento dell'accessibilità dei servizi pubblici digitali

Obiettivo

Miglioramento dell'accessibilità dei servizi pubblici digitali

N/A

Numero

0

55

T2

2025

Entro il T2 del 2025 AgID fornirà sostegno a 55 pubbliche amministrazioni locali al fine di:

- fornire 28 esperti tecnici e professionali

- ridurre il numero di errori del 50 % su almeno 2 servizi digitali forniti da ciascuna amministrazione

- diffondere almeno 3 strumenti volti a riprogettare e sviluppare i servizi digitali più utilizzati di proprietà di ciascuna amministrazione e predisporre la relativa formazione

- assicurarsi che almeno il 50 % delle soluzioni accessibili tramite ICT, compresi hardware, software e tecnologie assistive, sia a disposizione di tutti i lavoratori con disabilità.

Il bilancio finanziario comprende un voucher di 490 k/EUR/anno in media, per 2 anni, più i costi delle risorse umane per 4 anni.

M1C1-145

Investimento 1.4.4 - Rafforzamento dell'adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale (SPID, CIE) e dell'Anagrafe nazionale (ANPR)

Obiettivo

Piattaforme nazionali di identità digitale (SPID, CIE) e Anagrafe nazionale (ANPR)

N/A

Numero di cittadini con CIE

17 500 000

42 300 000

T4

2025

Numero di cittadini italiani con identità digitali valide sulla piattaforma nazionale di identità digitale.

M1C1-146

Investimento 1.4.4 - Rafforzamento dell'adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale (SPID, CIE) e dell'Anagrafe nazionale (ANPR)

Obiettivo

Piattaforme nazionali di identità digitale (SPID, CIE) e Anagrafe nazionale (ANPR)

N/A

Percentuale

6 283

16 500

T1

2026

Numero di pubbliche amministrazioni (su un totale di 16 500) che adottano l'identificazione elettronica (SPID o CIE).

M1C1-147

Investimento 1.2 - Abilitazione al cloud per le PA locali

Obiettivo

Abilitazione al cloud per la pubblica amministrazione locale T2

N/A

Numero

4 083

12 464

T2

2026

La migrazione di 12 464 pubbliche amministrazioni locali verso ambienti cloud certificati sarà realizzata quando la verifica di tutti i sistemi e dataset e della migrazione delle applicazioni incluse in ciascun piano di migrazione sarà stata effettuata con esito positivo.

M1C1-148

Investimento 1.4.1 - Esperienza dei cittadini - Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali

Obiettivo

Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali T2

N/A

Percentuale

40

80

T2

2026

L'adesione al progetto/modello comune di siti web/componenti dei servizi consiste in: 1) valutazione dei progetti presentati;

2) valutazione del completamento dei progetti sulla base delle principali metriche di utilizzabilità (score di utilizzabilità digitale), attraverso una piattaforma dedicata già disponibile.

M1C1-149

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA T2

N/A

Numero

11 450

14 100

T2

2026

Garantire un aumento del numero di servizi integrati nella piattaforma per:

- le pubbliche amministrazioni che hanno già aderito alla piattaforma (11 450 entità);

- le nuove pubbliche amministrazioni che aderiscono alla piattaforma (2 650 nuove entità).

Il numero di servizi che saranno integrati dipende dal tipo di amministrazione (l'obiettivo finale è disporre in media di 50 servizi per i comuni, 20 servizi per le regioni, 20 servizi per le autorità sanitarie e 15 servizi per scuole e università).

M1C1-150

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione dell'applicazione "IO" T2

N/A

Numero

7 000

14 100

T2

2026

Garantire un aumento del numero di servizi integrati nell'applicazione "IO" per:

- le pubbliche amministrazioni che utilizzano già l'applicazione "IO" (7 000 entità);

- le nuove pubbliche amministrazioni che aderiscono all'applicazione (7 100 nuove entità).

Il numero di servizi che saranno integrati dipende dal tipo di amministrazione (l'obiettivo finale è disporre in media di 50 servizi per i comuni, 20 servizi per le regioni, 20 servizi per le autorità sanitarie e 15 servizi per scuole e università).

M1C1-151

Investimento 1.4.3 - Rafforzamento dell'adozione dei servizi della piattaforma PagoPA e dell'applicazione "IO"; 1.4.5 - Digitalizzazione degli avvisi pubblici

Obiettivo

Rafforzamento dell'adozione di avvisi pubblici digitali T2

N/A

Numero

800

6 400

T2

2026

Almeno 6 400 pubbliche amministrazioni centrali e comuni, per quanto riguarda la piattaforma di notifica digitale (Digital Notification Platform - DNP), devono fornire avvisi digitali giuridicamente vincolanti ai cittadini, ai soggetti giuridici, alle associazioni e a qualsiasi altro soggetto pubblico o privato.

M1C1-152

Investimento 1.6.1 - Digitalizzazione del Ministero dell'Interno

Obiettivo

Ministero dell'Interno - Reingegnerizzazione e digitalizzazione complete dei processi T2

N/A

Numero

7

45

T2

2026

Procedure e processi interni completamente reingegnerizzati (45 processi in totale entro il 31 agosto 2026) e che possono essere interamente completati online (come l'automazione d'ufficio, i servizi di mobilità e l'e-learning).

M1C1-153

Investimento 1.6.2 - Digitalizzazione del Ministero della Giustizia

Obiettivo

Digitalizzazione dei fascicoli giudiziari T2

N/A

Numero

0

10 000 

000

T2

2026

Digitalizzazione di dieci milioni di fascicoli giudiziari relativi agli ultimi dieci anni di processi civili di tribunali e corti d'appello e agli ultimi dieci anni di atti relativi a procedimenti di legittimità emessi dalla Corte di Cassazione.

M1C1-154

Investimento 1.6.2 - Digitalizzazione del Ministero della Giustizia

Obiettivo

Sistemi di conoscenza del data lake della giustizia T2

N/A

Numero

0

6

T2

2026

Realizzazione di sei nuovi sistemi di conoscenza dei data lake.

1)Sistema di anonimizzazione delle sentenze civili e penali

2)Sistema di gestione integrato

3)Sistema di gestione e analisi dei processi civili

4)Sistema di gestione e analisi dei processi penali

5)Sistema di statistiche avanzate sui processi civili e penali

6)Sistema automatizzato per l'identificazione del rapporto vittima- autore del reato.

I sei elementi sono sistemi separati che utilizzano tecnologie simili. Il quadro dei sistemi è lo stesso: collegamento di dati e documenti provenienti da fonti interne ed esterne; i modelli dei sistemi sono diversi a seconda degli utenti (ad esempio, giudici civili e penali) e degli obiettivi (ad esempio, statistiche e sentenze).

M1C1-155

Investimento 1.6.3 - Digitalizzazione dell'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)

Obiettivo

INAIL - Reingegnerizzazione e digitalizzazione complete dei processi/servizi T2

N/A

Numero

53

82

T2

2026

L'obiettivo è raggiungere 82 (80 %) processi e servizi istituzionali reingegnerizzati al fine di renderli pienamente digitalizzati. I settori dell'INAIL interessati sono: assicurazioni, servizi sociali e sanitari, prevenzione e sicurezza sul lavoro, certificazioni e verifiche.

In particolare l'obiettivo previsto per ciascun settore è espresso in percentuale superiore al:

·assicurazioni: 26 (80 %);

·servizi sociali e sanitari: 29 (80 %);

·prevenzione e sicurezza sul lavoro: 9 (80 %);

·certificazioni e verifiche: 18 (80 %).

B. MISSIONE 1 COMPONENTE 2 -

Asse 1 - Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo

L'asse 1 della missione 1, componente 2, del PNRR riguarda investimenti e riforme volti principalmente a i) favorire la transizione digitale e l'innovazione del sistema produttivo incentivando gli investimenti in tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione; ii) realizzare reti a banda larga ultraveloce e 5G per ridurre il divario digitale, e servizi e costellazioni satellitari; iii) promuovere lo sviluppo di catene del valore strategiche e sostenere la competitività delle imprese, con particolare attenzione alle PMI.

Le misure previste nell'ambito di questa componente sono intese a colmare le lacune messe in luce dall'indice DESI (indice di digitalizzazione dell'economia e della società) 2020 per quanto riguarda la trasformazione digitale delle imprese e la connettività, al fine di rafforzare la resilienza socioeconomica del paese.

Gli investimenti e le riforme nell'ambito di questa componente contribuiscono a dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all'Italia nel 2020 e nel 2019 sulla necessità di "rafforzare l'apprendimento a distanza e il miglioramento delle competenze, comprese quelle digitali" (raccomandazione specifica per paese 2020, punto 2), di "promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica" (raccomandazione specifica per paese 2020, punto 3), di "concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su [...] un'infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali" (raccomandazione specifica per paese 2020, punto 3), di "promuovere il miglioramento delle competenze, in particolare rafforzando le competenze digitali" (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 2), di "incentrare la politica economica connessa agli investimenti sulla ricerca e l'innovazione e sulla qualità delle infrastrutture, tenendo conto delle disparità regionali" (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 3) e in una certa misura di "migliorare il finanziamento non bancario per le piccole imprese innovative" (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 5).

Ci si aspetta che nessuna misura di questa componente arrecherà un danno significativo agli obiettivi ambientali ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852, tenendo conto della descrizione degli interventi in questione e delle misure di mitigazione stabilite nel piano per la ripresa e la resilienza in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01).

Asse 2 - Migliorare il contesto imprenditoriale e la concorrenza

L'obiettivo principale dell'asse 2 della missione 1, componente 2, è migliorare il contesto imprenditoriale per agevolare l'imprenditorialità e le condizioni concorrenziali al fine di favorire un'allocazione più efficiente delle risorse e aumenti di produttività. Il principale strumento per conseguire questi obiettivi è la legge sulla concorrenza, che sarà adottata con cadenza annuale.

Gli investimenti e le riforme previsti nell'ambito di questa componente contribuiranno a dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all'Italia nel 2019 che sottolineavano la necessità di "affrontare le restrizioni alla concorrenza, [...] anche mediante una nuova legge annuale sulla concorrenza" (raccomandazione specifica per paese 2019, punto 3).

B.1.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al sostegno finanziario non rimborsabile

Asse 1 - Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo

Investimento 1: Transizione 4.0

L'obiettivo della misura è sostenere la trasformazione digitale delle imprese incentivando gli investimenti privati in beni e attività a sostegno della digitalizzazione. La misura finanziata nell'ambito del PNRR fa parte del più ampio Piano Transizione 4.0 che comprende altri interventi di sostegno finanziati a livello nazionale per promuovere la trasformazione digitale delle imprese.

La misura consiste in un regime di credito d'imposta e copre le spese di cui chiedere il rimborso nelle dichiarazioni dei redditi relative al periodo compreso tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023 (30 novembre 2024 nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile). Prevede inoltre l'istituzione di codici tributo, individuati da una risoluzione dell'Agenzia delle entrate, per consentire ai beneficiari di utilizzare in compensazione il credito d'imposta tramite modello F24.

I crediti d'imposta sostenuti interessano i beni e le attività seguenti:

1.beni strumentali, costituiti da: i) beni strumentali materiali 4.0 (tecnologicamente avanzati), come macchine di produzione il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti, macchine e sistemi utilizzati per il controllo di prodotti o processi e sistemi interattivi; tutti questi dispositivi devono essere dotati di funzioni digitali, quali l'integrazione automatizzata e l'interfaccia uomo-macchina; ii) beni strumentali immateriali 4.0 come modellazione 3D, sistemi di comunicazione intra-fabbrica, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico; iii) beni strumentali immateriali standard, come software per la gestione aziendale. Sono compresi i crediti d'imposta presentati nelle dichiarazioni dei redditi del periodo 1° gennaio 2021 e 31 dicembre 2023 (30 novembre 2024 nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile).

2.attività di ricerca, sviluppo e innovazione che si compongono di attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, innovazione verde e digitale e progettazione. Sono compresi i crediti d'imposta presentati nelle dichiarazioni dei redditi del periodo 1° gennaio 2022 e 31 dicembre 2023 (30 novembre 2024 nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile).

3.attività di formazione svolte per acquisire o consolidare la conoscenza delle tecnologie pertinenti (come l'analisi dei dati e dei big data, l'interfaccia uomo-macchina, l'Internet of Things, l'integrazione digitale dei processi aziendali, la cybersicurezza). Sono compresi i crediti d'imposta presentati nelle dichiarazioni dei redditi del periodo 1° gennaio 2022 e 31 dicembre 2023 (30 novembre 2024 nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile).

La misura prevede l'istituzione di un comitato scientifico composto da esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, del Ministero dello Sviluppo economico e della Banca d'Italia per valutare l'impatto economico dell'intervento.

Riforma 1: Riforma del sistema della proprietà industriale

L'obiettivo principale della riforma è adattare il sistema della proprietà industriale alle sfide moderne e garantire che il potenziale di innovazione contribuisca efficacemente alla ripresa e alla resilienza del paese. In particolare sono perseguiti i seguenti obiettivi: rafforzare il sistema di protezione della proprietà industriale; incentivare l'uso e la diffusione della proprietà industriale, in particolare da parte delle PMI; facilitare l'accesso ai beni immateriali e la loro condivisione, garantendo nel contempo un equo rendimento degli investimenti; garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale; rafforzare il ruolo dell'Italia nei consessi europei e internazionali sulla proprietà industriale.

La misura riguarda la riforma del codice della proprietà industriale italiano che dovrà disciplinare almeno: i) la revisione del quadro normativo per rafforzare la tutela dei diritti di proprietà industriale e semplificare le procedure, ii) il rafforzamento del sostegno alle imprese e agli istituti di ricerca, iii) il miglioramento dello sviluppo di abilità e competenze, iv) l'agevolazione del trasferimento di conoscenze e v) il rafforzamento della promozione dei servizi innovativi.

Investimento 6: Investimento nel sistema della proprietà industriale

L'obiettivo dell'investimento è sostenere il sistema della proprietà industriale e accompagnarne la riforma, come previsto dalla riforma 1 della presente componente. La misura comprende un sostegno finanziario per progetti di imprese e organismi di ricerca concernenti la proprietà industriale, come misure relative ai brevetti (Brevetti+), progetti PoC (Proof of Concept) e il potenziamento degli uffici per il trasferimento tecnologico (TTO).

Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti devono escludere le attività di ricerca e sviluppo dedicate a: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 1 ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 2 ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 3 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 4 ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri deve prevedere inoltre che possano essere selezionate solo le attività conformi alla pertinente legislazione ambientale nazionale e dell'UE.

Asse 2 - Migliorare il contesto imprenditoriale e la concorrenza

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza 2021, 2022, 2023 e 2024

La legge sulla concorrenza sarà adottata con cadenza annuale, aumenterà le procedure competitive di aggiudicazione degli appalti per i servizi pubblici locali (in particolare rifiuti e trasporti pubblici) ed eviterà l'ingiustificata proroga delle concessioni per porti, autostrade, stazioni di ricarica elettrica ed energia idroelettrica agli operatori storici in molti settori, prevedendo una corretta regolamentazione dei contratti di servizio pubblico, rivedendo le regole sull'aggregazione e applicando un principio generale di proporzionalità della durata dei contratti di servizio pubblico e della loro adeguata compensazione. La legge sulla concorrenza incentiverà maggiormente le Regioni a organizzare gare per i contratti di servizio pubblico per i servizi ferroviari regionali. Sarà inoltre introdotta una netta separazione tra le funzioni di regolamentazione/controllo e di gestione dei contratti.

Per quanto riguarda le misure settoriali, le leggi annuali sulla concorrenza comprenderanno misure nei settori dell'energia (energia elettrica, acqua e gas), della gestione dei rifiuti e dei trasporti (porti, ferrovie e autostrade), che andranno ad integrare gli investimenti e le riforme delle missioni 2 e 3. Le misure di accompagnamento volte a garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell'energia elettrica entreranno in vigore al più tardi il 31 dicembre 2022. La legge annuale sulla concorrenza 2022 adotterà in particolare il piano di sviluppo della rete per l'energia elettrica e promuoverà l'installazione di contatori elettrici intelligenti di seconda generazione che al 31 dicembre 2025 raggiungeranno 33 milioni di unità in tutta Italia.

Dette leggi miglioreranno inoltre il contesto imprenditoriale almeno attraverso: i) l'allineamento con il diritto dell'UE delle norme sul controllo delle concentrazioni, ii) il consolidamento, la digitalizzazione e la professionalizzazione delle autorità di vigilanza del mercato e iii) la riduzione dei tempi di accreditamento per la trasmissione di informazioni sui dipendenti da sette a quattro giorni al fine di ridurre il numero di giorni necessari per avviare un'impresa.

 

B.2.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del sostegno finanziario non rimborsabile

Numero sequenziale

Misura

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C2-1

Investimento 1: Transizione 4.0

Traguardo

Entrata in vigore degli atti giuridici per mettere i crediti d'imposta Transizione 4.0 a disposizione dei potenziali beneficiari e istituzione del comitato scientifico

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legge di bilancio che autorizza i crediti d'imposta e disposizione nei relativi provvedimenti attuativi che ne indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Gli atti giuridici devono mettere i crediti d'imposta Transizione 4.0 a disposizione dei potenziali beneficiari. Si tratta di crediti d'imposta per i) beni strumentali materiali 4.0 (tecnologicamente avanzati), ii) beni strumentali immateriali 4.0, iii) beni strumentali immateriali standard, iv) attività di ricerca, sviluppo e innovazione e v) attività di formazione.

Con risoluzione dell'Agenzia delle entrate devono essere definiti codici tributo per consentire ai beneficiari di utilizzare il credito d'imposta tramite modello F24. Al fine di valutare l'impatto economico dei crediti d'imposta Transizione 4.0, con l'adozione di un decreto ministeriale deve essere istituito un comitato scientifico composto da esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, del Ministero dello Sviluppo economico e della Banca d'Italia.

M1C2-2

Investimento 1: Transizione 4.0

Obiettivo

Crediti d'imposta Transizione 4.0 concessi alle imprese sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel periodo 2021-2022

N/A

Numero

0

69 900

T2

2024

Almeno 69 900 imprese hanno utilizzato crediti d'imposta Transizione 4.0 per beni strumentali materiali 4.0, beni strumentali immateriali 4.0, beni strumentali immateriali standard, attività di ricerca, sviluppo e innovazione o attività di formazione, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022. Ci si aspetta in particolare:

- almeno 17 700 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali materiali 4.0, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022;

- almeno 27 300 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali immateriali 4.0, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022;

- almeno 13 600 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali immateriali standard, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022;

- almeno 10 300 crediti d'imposta a imprese per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2022;

- almeno 1 000 crediti d'imposta a imprese per attività di formazione, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2022.

Nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile, la fine del periodo per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative ai crediti d'imposta sopramenzionate è prorogata dal 31 dicembre 2022 al 30 novembre 2023.

M1C2-3

Investimento 1: Transizione 4.0

Obiettivo

Crediti d'imposta Transizione 4.0 concessi alle imprese sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel periodo 2021-2023

N/A

Numero

69 900

111 700

T2

2025

Sono stati concessi alle imprese almeno 111 700 crediti d'imposta Transizione 4.0 per beni strumentali materiali 4.0, beni strumentali immateriali 4.0, beni strumentali immateriali standard, attività di ricerca, sviluppo e innovazione o attività di formazione, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023. Ci si aspetta in particolare:

- almeno 26 900 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali materiali 4.0, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023;

- almeno 41 500 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali immateriali 4.0, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023;

- almeno 20 700 crediti d'imposta a imprese per beni strumentali immateriali standard, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023;

- almeno 20 600 crediti d'imposta a imprese per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, sulla base delle dichiarazioni fiscali presentate tra il 1º gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023;

- almeno 2 000 crediti d'imposta a imprese per attività di formazione, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023.

Nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile, la fine del periodo per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative ai crediti d'imposta sopramenzionate è prorogata dal 31 dicembre 2023 al 30 novembre 2024.

Lo scenario di riferimento si riferisce al numero di imprese che hanno fruito di crediti d'imposta Transizione 4.0, sulla base delle dichiarazioni fiscali presentate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per beni strumentali materiali 4.0, beni strumentali immateriali 4.0 e beni strumentali immateriali standard e sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2022 per attività di ricerca, sviluppo e innovazione e attività di formazione. Nel caso delle imprese per le quali l'anno fiscale non corrisponde all'anno civile, anche le dichiarazioni dei redditi presentate fino al 30 novembre 2023 devono essere incluse nel valore di riferimento per tutti i crediti d'imposta sopramenzionati.

M1C2-4

Riforma 1: Riforma del sistema della proprietà industriale

Traguardo

Entrata in vigore di un decreto legislativo di riforma del codice della proprietà industriale e pertinenti strumenti attuativi

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del nuovo codice della proprietà industriale e disposizioni nei relativi provvedimenti attuativi che ne indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T3

2023

Il nuovo decreto legislativo deve modificare il codice della proprietà industriale italiano (decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30) e disciplinare almeno: i) la revisione del quadro normativo per rafforzare la protezione dei diritti di proprietà industriale e semplificare le procedure, ii) il rafforzamento del sostegno alle imprese e agli istituti di ricerca, iii) il miglioramento dello sviluppo di abilità e competenze, iv) l'agevolazione del trasferimento di conoscenze e v) il rafforzamento della promozione dei servizi innovativi.

M1C2-5

Investimento 6: Investimento nel sistema della proprietà industriale

Obiettivo

Progetti sostenuti da opportunità di finanziamento connesse alla proprietà industriale

N/A

Numero

0

254

T4

2025

Almeno 254 progetti aggiuntivi sostenuti da opportunità di finanziamento connesse alla proprietà industriale e destinate a imprese e organismi di ricerca, come misure relative ai brevetti (Brevetti+), progetti PoC (Proof of Concept) e uffici per il trasferimento tecnologico (TTO), nel rispetto degli orientamenti tecnici sul principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C2-6

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2021

Disposizione che indica l'entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2021.

N/A

N/A

N/A

T4

2022

La legge annuale sulla concorrenza comprenderà almeno i seguenti elementi chiave, i cui strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) devono essere adottati ed entrare in vigore entro il 31 dicembre 2022.

Dovrà trattare i seguenti temi:
- Applicazione delle norme ant
itrust
- Servizi pubblici locali

- Energia

- Trasporti

- Rifiuti

- Avvio di un'attività imprenditoriale

- Vigilanza del mercato

Applicazione delle norme antitrust:

i. Eliminare gli ostacoli supplementari al controllo delle concentrazioni allineando ulteriormente al diritto dell'UE le norme sul controllo delle concentrazioni.

Servizi pubblici locali:

ii. Rafforzare e diffondere il ricorso al principio della concorrenza nei contratti di servizio pubblico locale, in particolare per i rifiuti e i trasporti pubblici locali.

iii. Limitare gli affidamenti diretti imponendo alle amministrazioni locali di giustificare eventuali scostamenti dalle procedure di gara per i contratti di servizio pubblico (in base all'articolo 192 del codice dei contratti pubblici).

iv. Prevedere la corretta regolamentazione dei contratti di servizio pubblico attuando l'articolo 19 della legge n. 124/2015 come testo unico sui servizi pubblici locali, in particolare nella gestione dei rifiuti.

v. Le norme e i meccanismi di aggregazione incentivano le unioni tra Comuni volte a ridurre il numero di enti e di amministrazioni aggiudicatrici, collegandoli ad ambiti territoriali ottimali e a bacini e livelli adeguati di servizi di trasporto pubblico locale e regionale di almeno 350 000 abitanti.

L'atto giuridico sui servizi pubblici locali attuativo dell'articolo 19 della legge n. 124/2015 deve almeno:

- definire i servizi pubblici sulla base dei criteri del diritto dell'UE;

- stabilire i principi generali di prestazione, regolamentazione e gestione dei servizi pubblici locali;

- stabilire un principio generale di proporzionalità della durata dei contratti di servizio pubblico;

- separare chiaramente le funzioni di regolamentazione e controllo e la gestione dei contratti di servizio pubblico;

- garantire che le amministrazioni locali giustifichino l'aumento della partecipazione pubblica in società per l'in house providing;

- prevedere un'adeguata compensazione dei contratti di servizio pubblico, sulla base di costi controllati da regolatori indipendenti (es. ARERA per l'energia o ART per i trasporti);

- limitare la durata media dei contratti in house e ridurre e armonizzare tra gli enti appaltanti la durata standard dei contratti aggiudicati, a condizione che la durata garantisca l'equilibrio economico e finanziario dei contratti, anche sulla base dei criteri stabiliti dall'Autorità per i trasporti.

Energia:

vi.    Rendere obbligatorio lo svolgimento di gare per i contratti di concessione per l'energia idroelettrica e definire il quadro normativo per le concessioni idroelettriche.

vii.    Rendere obbligatorio lo svolgimento di gare per i contratti di concessione per la distribuzione del gas.

viii.    Stabilire criteri trasparenti e non discriminatori per l'assegnazione di spazi pubblici per la ricarica delle auto elettriche o per la selezione degli operatori per l'installazione dei punti/delle stazioni di ricarica.

ix.    Abolire le tariffe regolamentate per la fornitura di energia elettrica per la ricarica dei veicoli elettrici.

Il quadro di concorrenza per le concessioni idroelettriche deve almeno:

-    esigere che importanti impianti idroelettrici siano regolamentati disciplinati da criteri generali e uniformi a livello centrale;

-    imporre alle Regioni di definire i criteri economici alla base della durata dei contratti di concessione;

-    eliminare gradualmente la possibilità di prorogare i contratti (come già stabilito dalla Corte costituzionale italiana);

-    obbligare le Regioni ad armonizzare i criteri di accesso ai criteri di gara (per creare un contesto imprenditoriale prevedibile).

Trasporti:

x.    Adottare criteri chiari, non discriminatori e trasparenti per l'aggiudicazione delle concessioni portuali.

xi.    Eliminare gli ostacoli che impediscono ai concessionari portuali di fondere le attività portuali in concessione in diversi porti di grandi e medie dimensioni.

xii.    Eliminare gli ostacoli che impediscono ai concessionari di fornire direttamente alcuni dei servizi portuali utilizzando le proprie attrezzature, fatta salva la sicurezza dei lavoratori, purché le condizioni necessarie per proteggere la sicurezza dei lavoratori siano necessarie e proporzionate all'obiettivo di garantire la sicurezza nelle aree portuali.

xiii.    Semplificare la revisione delle procedure per la revisione dei piani di autorizzazione dei porti.

xiv.    Attuare l'articolo 27, comma 2, lettera d), del decreto-legge n. 50/2017, che incentiva le regioni a organizzare gare per i contratti ferroviari regionali.

Rifiuti:

xv.    Semplificare le procedure di autorizzazione per gli impianti di trattamento dei rifiuti.

Avvio di un'attività imprenditoriale:

xvi.    Ridurre i tempi di accreditamento per la trasmissione di informazioni sui dipendenti da sette a quattro giorni al fine di ridurre il numero di giorni necessari per avviare un'impresa.

Vigilanza del mercato:

xvii.    Raggruppare le autorità nazionali di vigilanza del mercato in non più di 10 agenzie situate nelle principali regioni d'Italia, ciascuna delle quali incaricata di tutti i gruppi di prodotti e facente capo all'ufficio unico di collegamento istituito a norma del regolamento 2019/1020 ("Pacchetto merci").

xviii.    Imporre alle autorità nazionali di vigilanza del mercato di condurre ispezioni digitalizzate dei prodotti e raccogliere dati, di applicare l'intelligenza artificiale per tracciare i prodotti pericolosi e illeciti e di individuare tendenze e rischi nel mercato unico.

xix.    Imporre alle autorità nazionali di vigilanza del mercato di includere la formazione e l'uso del sistema di informazione e comunicazione per la vigilanza paneuropea del mercato.

xx.    Istituire nuovi laboratori accreditati per le prove su tutti i gruppi di prodotti. Tali laboratori dovranno effettuare prove sul commercio elettronico, prove fisiche di laboratorio, azioni congiunte (autorità doganali/di vigilanza del mercato; due o più autorità nazionali di vigilanza del mercato, autorità di mercato nazionali e dell'UE)

M1C2-7

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) in materia di energia.

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) in materia di energia.

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) in materia di energia per:

i.    Eliminare gradualmente i prezzi regolamentati per le microimprese e le famiglie a partire dal 1° gennaio 2023;

ii.    Adottare misure di accompagnamento per sostenere la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell'energia elettrica.

Dette misure di accompagnamento dovranno almeno:

- prevedere aste per la base clienti per garantire parità di condizioni ai nuovi operatori;

- fissare un tetto alla quota massima di mercato a disposizione di ciascun fornitore;

- consentire ai consumatori italiani di chiedere al fornitore di energia di comunicare i loro dati di fatturazione a un fornitore terzo;

- aumentare la trasparenza della bolletta dell'energia elettrica consentendo ai consumatori di accedere alle sottocomponenti delle "spese per oneri di sistema";

- eliminare l'obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non collegati al settore dell'energia.

M1C2-8

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi (anche di diritto derivato, se necessario) per l'effettiva attuazione e applicazione delle misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2021.

Entrata in vigore di tutto il diritto derivato, compresi tutti i regolamenti necessari per le misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2021.

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi (anche di diritto derivato, se necessario) per l'effettiva attuazione e applicazione delle misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2021.

M1C2-9

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2022

Disposizione che indica l'entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2022.

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Adozione della legge annuale sulla concorrenza 2022.
La legge annuale sulla concorrenza deve comprendere almeno i seguenti elementi chiave, i cui strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) devono essere adottati ed entrare in vigore entro i
l 31 dicembre 2023.

La legge deve:
i. adottare il piano di sviluppo della rete per l'energia elettrica;

ii. promuovere la diffusione di contatori elettrici intelligenti di seconda generazione.

M1C2-10

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi (anche di diritto derivato, se necessario) per l'effettiva attuazione e applicazione delle misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2022.

Entrata in vigore di tutto il diritto derivato, compresi tutti i regolamenti necessari per le misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2022.

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Entrata in vigore di tutto il diritto derivato (se necessario), compresi tutti i regolamenti necessari per l'efficace attuazione e applicazione di tutte le citate misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2022.

M1C2-11

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2023

Disposizione che indica l'entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2023.

N/A

N/A

N/A

T4

2024

Adozione della legge annuale sulla concorrenza 2023. La legge annuale sulla concorrenza deve comprendere almeno i seguenti elementi chiave, i cui strumenti attuativi e di diritto derivato (se necessario) devono essere adottati ed entrare in vigore entro il 31 dicembre 2024.

Deve comprendere almeno le seguenti misure nel settore dei trasporti/autostrade:

- rendere obbligatorio lo svolgimento di gare per i contratti di concessione autostradale e definire il quadro normativo per le concessioni autostradali, fatta salva la modalità in house entro i limiti stabiliti dal diritto dell'UE;

- richiedere all'ART (autorità di regolamentazione dei trasporti) il calcolo di un massimale di prezzo sulla base di un'analisi comparativa dei costi storici dell'intero settore economico, secondo criteri chiari, uniformi e trasparenti;

- richiedere lo svolgimento di gare per pacchetti di concessioni autostradali;

- richiedere una descrizione dettagliata dell'oggetto del contratto di concessione;

- potenziare i controlli del Ministero delle Infrastrutture sull'esecuzione delle opere autostradali;

- impedire il rinnovo automatico dei contratti di concessione e garantire la conformità degli affidamenti in house(*);

- disciplinare le condizioni di risoluzione dei contratti;

- limitare le condizioni di risoluzione dei contratti;

- ridurre, entro un periodo di tempo ragionevole (massimo cinque anni), la percentuale dei contratti in house dal 40 % al 20 %, fatti salvi i livelli occupazionali;

(*) per quanto riguarda gli affidamenti in house, la legge deve:

- richiedere una verifica ex ante obbligatoria della legalità dell'affidamento in house e vietare l'avvio della procedura di gara o degli affidamenti in house senza tale verifica;

- conferire all'Autorità per la regolamentazione dei trasporti strumenti e poteri adeguati per tali verifiche e il sostegno (giuridico) dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC);

- includere l'installazione di un numero minimo di colonnine di ricarica elettrica tra i criteri di aggiudicazione delle nuove concessioni autostradali.

Quanto alla risoluzione del contratto nell'interesse pubblico, la legge deve prevedere almeno una compensazione adeguata per consentire al concessionario di recuperare gli investimenti non completamente ammortizzati. Quanto alla risoluzione del contratto per grave inadempimento, la legge deve prevedere un giusto equilibrio tra risarcimento dei danni richiesti al concessionario e un'equa compensazione per gli investimenti non ancora recuperati. I casi di inadempimento grave devono essere esplicitamente individuati dalla legge.

M1C2-12

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi (anche di diritto derivato, se necessario) per l'effettiva attuazione e applicazione delle misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2023.

Entrata in vigore di tutto il diritto derivato, compresi tutti i regolamenti necessari per le misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2023.

N/A

N/A

N/A

T4

2024

Entrata in vigore di tutto il diritto derivato (se necessario), compresi tutti i regolamenti necessari per l'efficace attuazione e applicazione di tutte le misure derivanti dalla legge annuale sulla concorrenza 2023.

M1C2-13

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Traguardo

Entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2024

Disposizione che indica l'entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2024.

N/A

N/A

N/A

T4

2025

Adozione della legge annuale sulla concorrenza 2024.

Il disegno di legge deve essere presentato al Parlamento entro giugno 2024 e essere approvato dalle Camere entro la fine dello stesso anno. Norme di diritto derivato (se necessario) entro il quarto trimestre del 2025.

M1C2-14

Riforma 2: Leggi annuali sulla concorrenza

Obiettivo

Installazione di milioni di contatori intelligenti di seconda generazione.

N/A

Numero

20

33

T4

2025

Devono essere installati almeno 33 milioni di contatori intelligenti di seconda generazione.



B.3.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al prestito

Investimento 2: Innovazione e tecnologia della microelettronica

L'obiettivo dell'investimento è sostenere lo sviluppo della filiera strategica della microelettronica investendo nei substrati di carburo di silicio, un fattore di produzione necessario per la fabbricazione di dispositivi ad alte prestazioni. Ci si aspetta che l'investimento, che deve essere realizzato in linea con le norme vigenti in materia di aiuti di Stato, inciderà positivamente sull'occupazione.

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

L'investimento ha l'obiettivo di completare la rete nazionale ultraveloce e di telecomunicazione 5G su tutto il territorio nazionale. Ci si aspetta che esso contribuisca in modo significativo agli obiettivi della transizione digitale e a colmare il divario digitale in Italia.

L'investimento prevede l'aggiudicazione di concessioni e comprende cinque progetti di connessione più veloce:

1.Piano "Italia a 1 Giga", che fornirà connettività a 1 Gigabit/s in download e a 200 Mbit/s in upload nelle aree grigie e nere NGA (accesso di nuova generazione) a fallimento di mercato, da definire una volta completata la mappatura;

2.Piano "Italia 5G", che fornirà connessioni 5G nelle aree a fallimento di mercato, ovvero le zone dove non sono state sviluppate reti mobili o sono disponibili solamente reti mobili 3G e non è pianificato lo sviluppo di reti 4G o 5G nei prossimi anni, oppure dove vi sia un fallimento del mercato comprovato;

3.Piano "Scuola connessa", che fornirà una connettività a banda larga a 1 Gigabit/s agli edifici scolastici;

4.Piano "Sanità connessa", che fornirà una connettività a banda larga a 1 Gigabit/s alle strutture di assistenza sanitaria pubblica;

5.Piano "Collegamento isole minori", che fornirà connettività a banda ultra-larga a determinate isole minori prive di collegamento in fibra ottica con il continente.

Investimento 4: Tecnologia satellitare ed economia spaziale

L'obiettivo dell'investimento è sviluppare connessioni satellitari in vista della transizione digitale e verde e contribuire allo sviluppo del settore spaziale. L'investimento ha anche lo scopo di consentire servizi come le comunicazioni sicure e le infrastrutture di monitoraggio per vari settori dell'economia e comprende a tal fine attività sia a monte (servizi di lancio, produzione e gestione di satelliti e infrastrutture) che a valle (generazione di prodotti e servizi abilitati).

L'investimento contempla l'aggiudicazione di appalti e quattro progetti:

1.SatCom, che comprende i) attività a monte: definizione delle specifiche, progettazione, sviluppo di tre componenti, in particolare Internet of Things basato su piccoli satelliti, una missione di comunicazione quantistica basata sugli attuali sviluppi prototipici per consentire lo sviluppo di tecnologie anche per missioni di telecomunicazioni ottiche/fotoniche, e potenziamento delle infrastrutture esistenti; ii) attività a valle: progettazione, sviluppo e funzionamento di un hub e di piattaforme per la fornitura di servizi di comunicazione satellitare;

2.Osservazione della Terra, che comprende i) attività a monte: definizione delle specifiche, progettazione, sviluppo di una costellazione per il telerilevamento (radar ad apertura sintetica (SAR), osservazione iperspettrale) e contratti per lanci incentrati sul monitoraggio terrestre, marino e atmosferico; ii) attività a valle: realizzazione nel Mezzogiorno di un incubatore per applicazioni e servizi di osservazione della Terra e realizzazione del progetto CyberItaly che comprende la creazione di una replica digitale del paese.

3.Space Factory, costituito da due sottoprogetti: i) Space Factory 4.0: definizione delle specifiche, progettazione e costruzione di fabbriche intelligenti per la produzione, l'assemblaggio e il collaudo di piccoli satelliti e l'attuazione di un sistema cyber-fisico per la produzione e il gemellaggio digitale satellitare al fine di stabilire un collegamento bidirezionale tra il modello digitale e la sua controparte fisica; ii) Accesso allo spazio: ricerca, sviluppo e prototipazione per la realizzazione di tecnologie verdi per le future generazioni di propulsori e lanciatori, compresa la dimostrazione in volo di tecnologie selezionate.

4.In-Orbit Economy, che comprende la realizzazione di un dimostratore per le tecnologie di servizio e interoperabilità orbitali; il potenziamento della capacità nazionale di sorveglianza dello spazio e tracciamento (SST) anche tramite una rete di sensori terrestri per l'osservazione e il tracciamento dei detriti spaziali; la progettazione, lo sviluppo, la messa in servizio di mezzi per l'acquisizione, la gestione e la fornitura del servizio di dati a sostegno delle attività di gestione del traffico spaziale.

Si prevede che l'investimento non abbia obiettivi né implicazioni militari o di difesa.

Investimento 5: Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione

L'obiettivo dell'investimento è rafforzare le filiere produttive, in particolare agevolando l'accesso ai finanziamenti, e promuovere la competitività delle imprese (specialmente PMI), in particolare favorendone l'internazionalizzazione e rafforzandone la resilienza dopo la crisi COVID-19.

L'investimento si compone di due linee di intervento:

1.rifinanziamento del Fondo 394/81 gestito da SIMEST: si tratta del rifinanziamento di un fondo esistente, attualmente gestito dall'agenzia pubblica SIMEST, che eroga sostegno finanziario alle imprese, in particolare PMI, per sostenerne l'internazionalizzazione mediante vari strumenti quali programmi di accesso ai mercati internazionali e sviluppo del commercio elettronico;

2.competitività e resilienza delle filiere produttive: si tratta di un sostegno finanziario erogato alle imprese, attraverso lo strumento dei Contratti di Sviluppo, per progetti che interessano catene del valore strategiche chiave, come i programmi di sviluppo industriale, i programmi di sviluppo per la tutela dell'ambiente, la mobilità sostenibile e le attività turistiche.

Gli interventi di cui sopra devono essere realizzati conformemente alle politiche di investimento in linea con gli obiettivi del regolamento (UE) 2021/241, anche in relazione all'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo", come ulteriormente specificato negli pertinenti orientamenti tecnici (2021/C58/01).

Al fine di garantire che gli interventi siano conformi agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), l'accordo giuridico tra l'Italia e l'entità incaricata o l'intermediario finanziario responsabile dello strumento finanziario e la successiva politica di investimento degli strumenti finanziari devono:

I.imporre l'applicazione degli orientamenti tecnici della Commissione sulla verifica della sostenibilità per il Fondo InvestEU; e

II.escludere dall'ammissibilità il seguente elenco di attività e attivi: i) attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 5 ; ii) attività e attivi nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 6 ; iii) attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 7 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 8 ; e iv) attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente; e

III.richiedere la verifica della conformità giuridica dei progetti alla pertinente legislazione ambientale dell'UE e nazionale da parte dell'entità o dell'intermediario finanziario incaricato per tutte le operazioni, comprese quelle esentate dalla verifica della sostenibilità.

B.4.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del prestito

 

Numero sequenziale

Misura

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C2-15

Investimento 2: Innovazione e tecnologia della microelettronica

Obiettivo

Capacità produttiva di substrati di carburo di silicio

N/A

Numero

0

374 400

T2

2026

Realizzazione di una capacità produttiva supplementare di almeno 374 400 substrati di carburo di silicio all'anno. Per centrare l'obiettivo sarà necessario anche che la capacità aggiuntiva generi almeno 700 nuovi posti di lavoro.

M1C2-16

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Traguardo

Aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti di connessione più veloce

Notifica della
aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti di connessione più veloce

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Notifica dell'aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti di connessione più veloce, che devono comprendere i) "Italia a 1 Giga", ii) "Italia 5G", iii) "Scuola connessa", iv) "Sanità connessa" e v) "Collegamento isole minori"

M1C2-17

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Obiettivo

Portare la connettività a 1 Gbps a unità residenziali

N/A

Numero

0

8 500 000

T2

2026

Portare la connettività ad almeno 1 Gbps a un minimo di 8 500 000 unità immobiliari aggiuntive (di cui almeno 450 000 case sparse, ossia situate in zone isolate) attraverso fibra FTTH/B, FWA o 5G

M1C2-18

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Obiettivo

Portare la connettività a 1 Gbps a edifici scolastici e strutture sanitarie

N/A

Numero

0

21 279

T2

2026

Portare la connettività ad almeno 1 Gbps a un minimo di altre 9 000 scuole e 12 279 strutture sanitarie pubbliche

M1C2-19

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Obiettivo

Portare la connettività a banda ultra-larga alle isole

N/A

Numero

0

18

T4

2023

Portare la connettività a banda ultra-larga mediante un nuovo backhaul ottico a un minimo di altre 18 isole prive di collegamenti in fibra ottica con il continente

M1C2-20

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Obiettivo

Corridoi e strade extra-urbane con copertura 5G a 1 Gbps

N/A

Numero

0

12 600

T2

2026

Portare la copertura 5G ad almeno 1 Gbps a un minimo di altri 12 600 km di strade e corridoi suburbani

M1C2-21

Investimento 3: Connessioni internet veloci (banda ultra-larga e 5G)

Obiettivo

Portare la copertura 5G a 1 Gbps nelle aree a fallimento di mercato

N/A

Numero

0

15 000

T2

2026

Portare la copertura 5G ad almeno 1 Gbps a un minimo di altri 15 000 km² di aree a fallimento di mercato

M1C2-22

Investimento 4: Tecnologia satellitare ed economia spaziale

Traguardo

Aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti spaziali e di tecnologie satellitari

Notifica della
aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti spaziali e di tecn
ologie satellitari

N/A

N/A

N/A

T1

2023

Notifica dell'aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti di tecnologia spaziale e satellitare ricomprendenti i) SatCom, ii) Osservazione della Terra, iii) Space Factory e iv) In-Orbit Economy

M1C2-23

Investimento 4: Tecnologia satellitare ed economia spaziale

Obiettivo

Messa in servizio di telescopi terrestri, centro operativo SST, Space Factory e dimostratore di propulsione a propellente liquido

N/A

Numero

0

6

T2

2026

Messa in servizio di almeno altri tre telescopi ad alte prestazioni in grado di identificare oggetti spaziali, di un centro operativo di sorveglianza dello spazio e tracciamento (SST) (rete di osservazione e tracciamento dei detriti spaziali), di una Space Factory (linee integrate per la fabbricazione, l'assemblaggio, l'integrazione e il collaudo di piccoli satelliti), di un dimostratore di propulsione a propellente liquido per la nuova generazione di lanciatori

M1C2-24

Investimento 4: Tecnologia satellitare ed economia spaziale

Obiettivo

Costellazioni o prove di fattibilità (PoC) delle costellazioni

N/A

Numero

0

2

T2

2026

Realizzazione di almeno altre due costellazioni o prove di fattibilità (PoC) delle costellazioni nell'ambito delle iniziative SatCom e di Osservazione della Terra

M1C2-25

Investimento 4: Tecnologia satellitare ed economia spaziale

Obiettivo

Servizi alle amministrazioni pubbliche

N/A

Numero

0

8

T2

2026

Fornitura alle amministrazioni pubbliche di almeno altri otto servizi resi possibili da iniziative spaziali sostenute: servizio costiero e monitoraggio marittimo-costiero; servizio di qualità dell'aria; servizio movimento terra; monitoraggio della copertura dei servizi e dell'uso del suolo; servizio idrometeorologico; servizio risorse idriche; servizio di emergenza; servizio di sicurezza.

M1C2-26

Investimento 5.1: Rifinanziamento e ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST

Traguardo

Entrata in vigore del rifinanziamento del Fondo 394/81 e adozione della politica di investimento

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del o dei decreti-legge che rifinanziano la componente "contributi e prestiti" del Fondo 394/81

Approvazione della decisione del Consiglio di amministrazione che stabilisce i criteri di selezione dei progetti da finanziare

N/A

N/A

N/A

T3

2021

Il o i decreti-legge devono prevedere il rifinanziamento della componente "contributi e prestiti" del Fondo 394/81. Il Consiglio di amministrazione del Fondo deve approvare una decisione che definisce la politica di investimento.

La politica di investimento collegata al rifinanziamento del Fondo 394/81 deve definire come minimo: i) la natura e la portata dei progetti sostenuti, che devono essere in linea con gli obiettivi del regolamento (UE) 2021/241. Il capitolato d'oneri deve includere criteri di ammissibilità per garantire la conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) dei progetti sostenuti nell'ambito della misura mediante l'uso di una prova di sostenibilità, un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale nazionale e dell'UE; ii) il tipo di interventi sostenuti; iii) i beneficiari interessati, con una prevalenza di PMI, e i relativi criteri di ammissibilità; iv) disposizioni per reinvestire potenziali rientri in obiettivi strategici analoghi, anche oltre il 2026, qualora non siano riutilizzati per rimborsare gli interessi per prestiti contratti conformemente al regolamento (UE) 2021/241.

L'accordo contrattuale con l'entità o l'intermediario finanziario incaricati deve imporre il ricorso agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01).

M1C2-27

Investimento 5.1: Rifinanziamento e ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST

Obiettivo

PMI che hanno fruito del sostegno dal Fondo 394/81

N/A

Numero

0

4 000

T4

2021

Almeno altre 4 000 PMI hanno fruito del sostegno del Fondo 394/81 a partire dal 1º gennaio 2021.

M1C2-28

Investimento 5.2: Competitività e resilienza delle filiere produttive

Traguardo

Entrata in vigore di un decreto comprendente la politica di investimento dei Contratti di Sviluppo

Disposizione nella normativa che indica la data di entrata in vigore del decreto

N/A

N/A

N/A

T1

2022

La politica di investimento dei Contratti di Sviluppo deve definire almeno: i) la natura e la portata dei progetti sostenuti, che devono essere in linea con gli obiettivi del regolamento (UE) 2021/241. Il capitolato d'oneri deve includere criteri di ammissibilità per garantire la conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) dei progetti sostenuti nell'ambito della misura mediante l'uso di una prova di sostenibilità, un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale nazionale e dell'UE; ii) il tipo di interventi sostenuti; iii) i beneficiari interessati e i relativi criteri di ammissibilità; iv) disposizioni per reinvestire potenziali rientri per obiettivi strategici analoghi, anche oltre il 2026, qualora non siano riutilizzati per rimborsare gli interessi per prestiti contratti conformemente al regolamento (UE) 2021/241.

L'accordo contrattuale con l'entità o l'intermediario finanziario incaricati deve imporre il ricorso agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01).

M1C2-29

Investimento 5.2: Competitività e resilienza delle filiere produttive

Obiettivo

Contratti di Sviluppo firmati

N/A

Numero

0

40

T4

2023

Firma di almeno 40 Contratti di Sviluppo, in linea con la loro politica di investimento. Il conseguimento soddisfacente dell'obiettivo dipende anche dall'attivazione di almeno 1 500 milioni di EUR di investimenti.



C. MISSIONE 1 COMPONENTE 3 - Turismo e cultura 4.0 

La presente componente del piano italiano per la ripresa e la resilienza è intesa al rilancio di due settori colpiti pesantemente dalla crisi della pandemia di COVID-19: cultura e turismo. Le misure nel settore culturale mirano a migliorare l'accessibilità dei siti culturali, sul piano sia digitale sia fisico; ad aumentarne l'efficienza energetica e la sicurezza in caso di eventi calamitosi; a sostenere la ripresa dei settori culturale e creativo, anche promuovendo l'attrattiva dei piccoli siti culturali e del patrimonio architettonico rurale, e anche a rafforzare la coesione territoriale. A tal fine sono previsti tre complessi di misure: i) interventi volti a sviluppare il patrimonio culturale per la prossima generazione, compresi investimenti nella transizione digitale e nell'efficientamento energetico dei siti culturali; ii) rigenerazione attraverso la cultura di piccoli siti storici, patrimonio religioso e rurale; iii) interventi a favore dell'industria culturale e creativa 4.0. Le misure relative al turismo mirano a migliorare la competitività del settore, anche riducendo la frammentazione delle imprese turistiche e migliorando le economie di scala; a riqualificare e innalzare gli standard delle strutture ricettive; a incoraggiare l'innovazione digitale e l'uso delle nuove tecnologie da parte degli operatori; a sostenere la transizione verde del settore. Sono previste misure a sostegno delle imprese, PMI comprese, del settore turistico e degli operatori turistici, anche con investimenti negli strumenti digitali.

Gli investimenti e le riforme previsti nell'ambito di questa componente sono intesi a rispondere alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all'Italia, in particolare circa la necessità di "promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica" e "concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale" (raccomandazione specifica per paese 2020, punto 3). Sostengono la coesione sociale e territoriale e la competitività dell'economia italiana, promuovendo nel contempo la digitalizzazione e la sostenibilità del settore turistico.

C.1.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al sostegno finanziario non rimborsabile

 

Investimento 1.1: Strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culturale

La misura si articoli in interventi di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano intesi a migliorare l'accesso alle risorse culturali e ai servizi digitali.

L'intervento deve concretarsi in un'infrastruttura digitale nazionale nuova, in grado di raccogliere, integrare e conservare le risorse digitali, rendendole disponibili per la fruizione pubblica attraverso piattaforme dedicate. Gli interventi sul patrimonio "fisico" devono essere accompagnati dalla digitalizzazione di quanto custodito in musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura, così da consentire ai cittadini di esplorare nuove forme di fruizione del patrimonio culturale.

Investimento 1.2: Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura

L'intervento mira a rimuovere le barriere architettoniche, culturali e cognitive in un insieme di istituzioni culturali italiane. Gli interventi devono essere abbinati ad attività di formazione per il personale amministrativo e per gli operatori culturali, promuovendo la cultura dell'accessibilità e sviluppando competenze sui relativi aspetti legali, di accoglienza, mediazione culturale e promozione.

Investimento 1.3: Migliorare l'efficienza energetica nei cinema, nei teatri e nei musei

L'intervento deve migliorare l'efficienza energetica degli edifici legati al settore culturale/creativo. Questi si trovano spesso in strutture obsolete, inefficienti da un punto di vista energetico, che generano elevati costi di manutenzione legati a climatizzazione, illuminazione, comunicazione e sicurezza. L'investimento deve finanziare interventi per migliorare l'efficienza di musei, cinema e teatri italiani (pubblici e privati).



Riforma 3.1: Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali

Lo scopo della riforma è quello di migliorare l'impronta ecologica degli eventi culturali (quali mostre, festival, eventi culturali, eventi musicali) attraverso l'inclusione di criteri sociali e ambientali negli appalti pubblici per eventi culturali finanziati, promossi o organizzati dalla pubblica autorità.

Investimento 3.3: Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde

L'obiettivo generale dell'investimento è sostenere la ripresa dei settori culturali e creativi. Due le linee di azione dell'intervento:

la prima ("Sostenere la ripresa delle attività culturali incoraggiando l'innovazione e l'uso della tecnologia digitale lungo tutta la catena del valore") mira a supportare gli operatori culturali e creativi nell'attuazione di strategie digitali e nell'accrescimento delle proprie capacità gestionali;

la seconda ("Promuovere l'approccio verde lungo tutta la filiera culturale e creativa") mira a incoraggiare un approccio sostenibile sotto il profilo ambientale lungo tutta la filiera, riducendo l'impronta ecologica, promuovendo l'innovazione e l'eco-design inclusivo, anche in chiave di economia circolare, per orientare il pubblico verso comportamenti ambientali più responsabili.

Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti dovranno escludere le attività di cui al seguente elenco: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 9 ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 10 ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 11 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 12 ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri prevede inoltre che possano essere selezionate solo le attività conformi alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

Investimento 4.1: Hub del turismo digitale

L'obiettivo dell'intervento è creare un hub del turismo digitale, accessibile attraverso una piattaforma web dedicata, che consenta il collegamento dell'intero ecosistema turistico al fine di valorizzare, integrare, favorire la propria offerta. L'investimento deve finanziare un'infrastruttura digitale nuova, modelli di intelligenza artificiale per l'analisi dei dati e servizi digitali di base a beneficio degli operatori turistici.

Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti dovranno escludere le attività di cui al seguente elenco: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle [5] ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento [6] ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori [7] e agli impianti di trattamento meccanico biologico [8] ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri prevede inoltre che possano essere selezionate solo le attività conformi alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

 

Riforma 4.1: Ordinamento delle professioni delle guide turistiche

L'investimento nell'hub del turismo digitale è integrato da una riforma volta a stabilire un ordinamento professionale delle guide turistiche. L'obiettivo dell'intervento è di dare, nel rispetto della normativa locale, un ordinamento professionale alle guide turistiche e al loro ambito di appartenenza. L'applicazione sistematica e omogenea della riforma permetterebbe di regolamentare i principi fondamentali della professione e di standardizzare i livelli di prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale, producendo un effetto positivo sul mercato. La riforma deve prevedere interventi di formazione e aggiornamento professionale al fine di supportare al meglio l'offerta.






C.2.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del sostegno finanziario non rimborsabile

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo/
obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C3-1

Investimento 1.1 - Strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culturale

Obiettivo

Utenti formati attraverso la piattaforma di e-learning sui beni culturali

N/A

Numero

0

30 000

T4

2025

L'obiettivo del numero di utenti formati deve misurare l'efficacia dell'offerta formativa, da erogare in formato digitale per il programma di apprendimento permanente.

Gli interventi sono dei tipi seguenti:

produzione di corsi di formazione, attuazione mediante insegnamento frontale e programmi di e-learning definiti in base a una valutazione delle competenze dei diversi gruppi destinatari di discenti (corrispondenti a tre livelli di corso: competenze di base, competenze specialistiche, competenze gestionali).

L'intervento si rivolge a: personale del Ministero, personale delle istituzioni culturali degli enti locali, liberi professionisti della cultura.

M1C3-2

Investimento 1.1 - Strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culturale

Obiettivo

Risorse digitali prodotte e pubblicate nella Biblioteca digitale

N/A

Numero

0

65 000 000

T4

2025

L'obiettivo del numero di risorse digitali deve misurare l'aumento del volume di beni culturali digitalizzati le cui riproduzioni digitali sono fruibili online attraverso tecnologie digitali.

La digitalizzazione delle risorse da completare è dei tipi seguenti: digitalizzazione di libri e manoscritti, documenti e fotografie, opere d'arte e artefatti storici e archeologici, monumenti e siti archeologici, materiali audiovisivi, compresa la normalizzazione di precedenti digitalizzazioni e metadati.

Destinatari: musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali

M1C3-3

Investimento 1.2 - Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura

Obiettivo

Interventi di miglioramento dell'accessibilità fisica e cognitiva nei luoghi di cultura

N/A

Numero

0

617

T2

2026

352 tra musei, monumenti, aree archeologiche e parchi, 129 archivi, 46 biblioteche e 90 siti culturali non statali.

Si tratta di interventi fisici volti a rimuovere le barriere architettoniche e dell'installazione di ausili tecnologici che consentano la fruizione alle persone con ridotte capacità sensoriali (esperienze tattili, sonore, olfattive).

Il 37 % degli interventi deve essere al Sud.

M1C3-4

Investimento 1.3 - Migliorare l'efficienza energetica nel cinema, nei teatri e nei musei

Obiettivo

Interventi in musei e siti culturali statali, sale teatrali e cinema ultimati (prima parte)

N/A

Numero

0

80

T3

2023

L'indicatore si riferisce al numero di interventi ultimati, con certificazione della regolare esecuzione dei lavori.

Gli interventi da completare sono dei tipi seguenti:

 

-    pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell'impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzati all'individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche;

-    interventi sull'involucro edilizio;

-    interventi di sostituzione/acquisizione di attrezzature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, con la strumentazione accessoria per il relativo funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how;

-    installazione di sistemi intelligenti per il comando, la regolazione, la gestione, il monitoraggio e l'ottimizzazione a distanza del consumo energetico (edifici intelligenti) e delle emissioni inquinanti, anche impiegando tecnologie miste.

M1C3-5

Investimento 1.3 - Migliorare l'efficienza energetica nel cinema, nei teatri e nei musei

Obiettivo

Interventi in musei e siti culturali statali, sale teatrali e cinema ultimati (seconda parte)

N/A

Numero

0

420

T4

2025

L'indicatore si riferisce a 55 interventi su musei e siti culturali statali, 230 su sale teatrali e 135 su cinema ultimati, con certificazione della regolare esecuzione dei lavori.

Gli interventi da completare sono dei tipi seguenti:

-    pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell'impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzati all'individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche;

-    interventi sull'involucro edilizio;

-    interventi di sostituzione/acquisizione di attrezzature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, con la strumentazione accessoria per il relativo funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how;

-    installazione di sistemi intelligenti per il comando, la regolazione, la gestione, il monitoraggio e l'ottimizzazione a distanza del consumo energetico (edifici intelligenti) e delle emissioni inquinanti, anche impiegando tecnologie miste.

M1C3-6

Riforma 3.1 - Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali

Traguardo

Entrata in vigore di un decreto che stabilisca i criteri sociali e ambientali negli appalti pubblici per eventi culturali finanziati con fondi pubblici

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto ai fini dell'adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Devono essere adottati criteri sugli aspetti seguenti: riduzione dell'uso di carta e stampe; uso di materiali ecocompatibili; allestimento di palcoscenici con materiali riciclati e riutilizzati e arredi sostenibili; gadget a basso impatto ambientale; scelta dei luoghi in base al criterio della protezione della biodiversità; servizi di ristorazione, trasporto di persone all'evento e trasporto di materiali a basso impatto ambientale; consumo energetico per l'organizzazione dell'evento.

Devono rientrare fra i criteri sociali a promozione dell'accessibilità e dell'inclusione: la promozione dell'accessibilità per le persone con disabilità; la promozione di sbocchi occupazionali per giovani, disoccupati di lunga durata, persone appartenenti a gruppi svantaggiati (ad es. lavoratori migranti e minoranze etniche) e persone con disabilità; la garanzia della parità di accesso agli appalti per le imprese di cui sono titolari o dipendenti persone appartenenti a particolari gruppi etnici o minoranze, quali cooperative, imprese sociali e organizzazioni senza scopo di lucro; la promozione del "lavoro dignitoso" inteso come diritto a un lavoro produttivo liberamente scelto, al rispetto dei principi e diritti fondamentali sul lavoro, a un salario dignitoso, alla protezione sociale e al dialogo sociale.

La riforma deve riguardare eventi culturali quali mostre, festival e spettacoli.

M1C3-7

Investimento 3.3 - Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde

Traguardo

Aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici all'ente attuatore/ai beneficiari per tutti gli interventi volti a gestire la transizione digitale e verde degli operatori culturali

Notifica della aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici alle organizzazioni e reti incaricate della realizzazione delle attività di sviluppo delle capacità

N/A

N/A

N/A

T4

2023

Gli enti attuatori selezionati devono essere organizzazioni o reti specializzate in possesso di competenze ed esperienza sia nel campo della formazione che in quello della produzione culturale, dell'ambiente, della gestione culturale e della formazione.

La notifica dell'aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale

M1C3-8

Investimento 4.1 - Hub del turismo digitale

Traguardo

Aggiudicazione degli appalti per lo sviluppo del portale del turismo digitale

Notifica della aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per lo sviluppo del portale del turismo digitale

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Notifica dell'aggiudicazione degli (di tutti gli) appalti pubblici per lo sviluppo del portale del turismo digitale

Il portale del turismo digitale deve costituire una messa a scala del portale Italia.it grazie alla realizzazione di un'architettura cloud e aperta, con conseguente miglioramento notevole dell'interconnessione con l'ecosistema. La messa a scala del portale deve implicare: la creazione di un'interfaccia frontale e di un albero di navigazione nuovi; il rifacimento del layout, della struttura e delle funzionalità delle sezioni, delle pagine e degli articoli; l'introduzione di mappe; la gestione multilingue (al momento del passaggio, il portale sarà presentato in italiano e in inglese). L'integrazione delle altre lingue, attualmente presenti, è prevista nei mesi immediatamente successivi alla messa in servizio.

Aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali conformemente agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale

M1C3-9

Investimento 4.1- Hub del turismo digitale

Obiettivo

Coinvolgimento degli operatori turistici nell'hub del turismo digitale

N/A

Numero

0

20 000

T2

2024

Il numero di operatori turistici coinvolti (ad es. hotel, tour operator e imprese dei codici ATECO 55.00.00; 79.00.00) rappresenta il 4 % dei 500 000 operatori italiani stimati (attività di prenotazione, pianificazione degli itinerari, biglietteria).

Almeno il 37 % degli operatori turistici coinvolti deve essere ubicato nel Sud

M1C3-10

Riforma 4.1 - Ordinamento delle professioni delle guide turistiche

Traguardo

Definizione di uno standard nazionale per le guide turistiche

La definizione dello standard nazionale minimo non deve implicare la creazione di una nuova professione regolamentata

N/A

N/A

N/A

T4

2023

La definizione dello standard nazionale minimo non deve implicare la creazione di una nuova professione regolamentata.

La riforma deve prevedere formazione e aggiornamento professionale al fine di supportare meglio l'offerta. La riforma deve permettere l'acquisizione di una qualifica professionale univoca conforme a standard omogenei a livello nazionale, adottata con decreto ministeriale nell'ambito dell'intesa Stato Regioni.

M1C3-11

Investimento 1.3 - Migliorare l'efficienza energetica nel cinema, nei teatri e nei musei

Traguardo

Entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura per l'assegnazione delle risorse

per migliorare l'efficienza energetica nei luoghi della cultura

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura (MIC) per l'assegnazione delle risorse per migliorare l'efficienza energetica nei luoghi della cultura

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Sono luoghi della cultura cinema, teatri e musei.

(Inv. 1.3) Nell'ambito dell'obiettivo 1, l'intervento volto a migliorare l'efficienza energetica dei musei e altri luoghi della cultura è attuato tramite riconoscimento delle proposte di progetto presso i siti culturali statali (MIC). Per gli obiettivi 2 e 3 l'individuazione dei soggetti non statali deve invece essere effettuata mediante gare d'appalto.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale

C.3.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al prestito

Investimento 2.1: Attrattività dei borghi

L'investimento è ricompreso nel "Piano Nazionale Borghi", un programma di sostegno allo sviluppo economico/sociale delle zone svantaggiate basato sulla rigenerazione culturale dei piccoli centri e sul rilancio turistico. Le azioni si articolano su progetti locali integrati a base culturale.

Gli interventi devono vertere su: i) recupero del patrimonio storico, riqualificazione degli spazi pubblici aperti (es. eliminando le barriere architettoniche, migliorando l'arredo urbano), creazione di piccoli servizi culturali anche a fini turistici; ii) incoraggiamento della creazione e promozione di nuovi itinerari (es., itinerari tematici, percorsi storici) e visite guidate; iii) introduzione di sostegni finanziari per le attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali, volti a rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tecniche del territorio.

Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti dovranno escludere le attività di cui al seguente elenco: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 13 ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 14 ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 15 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 16 ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri prevede inoltre che siano selezionate solo le attività conformi alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

Investimento 2.2: Tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

Questo investimento deve dare impulso a un sistematico processo di valorizzazione di edifici storici rurali (di privati o di enti del terzo settore) e di tutela del paesaggio.

Molti edifici rurali e strutture agricole hanno subito un progressivo processo di abbandono, degrado e alterazioni che ne ha compromesso le caratteristiche distintive, nonché il rapporto con gli spazi circostanti. Attraverso il recupero del patrimonio edilizio rurale l'intervento deve migliorare la qualità paesaggistica del territorio nazionale, restituendo alla collettività un patrimonio edilizio sottoutilizzato e non accessibile al pubblico.

Investimento 2.3: Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici

L'investimento mira a contrastare il declino urbano e a ripristinare luoghi identitari per le comunità, creando nuove possibilità di rigenerazione delle economie locali e di attenuazione dell'impatto della crisi e migliorando le competenze di gestione e manutenzione dei parchi e giardini storici.

L'investimento è volto alla riqualificazione di parchi e giardini storici e mette in piedi un'estesa azione di conoscenza e di recupero dei parchi e giardini storici italiani nella prospettiva di una loro corretta manutenzione, gestione e fruizione pubblica. Devono essere destinate risorse per la rigenerazione di questi luoghi e la formazione di personale locale che possa curarli/preservarli nel tempo.

Al di là del valore storico-culturale, i parchi e giardini storici concorrono a rafforzare i valori ambientali e svolgono un ruolo importante per la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno, la riduzione del livello di inquinamento ambientale e del rumore, la regolazione del microclima.

Investimento 2.4: Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d'arte (Recovery Art)

Deve essere realizzato un piano di interventi preventivi antisismici per ridurre significativamente il rischio per i luoghi di culto, così da evitare i potenziali costi di ripristino dopo eventi calamitosi, oltre che la perdita definitiva di molti beni. Il piano di interventi prevede tre componenti: la messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto; il restauro del patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) e la realizzazione di depositi per il ricovero delle opere d'arte coinvolte negli eventi calamitosi.

L'investimento prevede inoltre la realizzazione del Centro Funzionale Nazionale per la salvaguardia dei beni culturali da rischi di natura antropica e naturale (CEFURISC), consentendo un utilizzo più sinergico delle tecnologie esistenti e dei sistemi ambientali per monitoraggio, sorveglianza e gestione dei luoghi culturali. 

Investimento 4.2: Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

L'intervento è destinato sostenere le imprese attive nel turismo. Si articola in un credito fiscale per migliorie delle strutture ricettive, un fondo di garanzia per agevolare l'accesso al credito per le imprese del settore (tramite una speciale sezione del Fondo di garanzia per le PMI), l'attivazione del Fondo tematico della BEI per il turismo a sostegno di investimenti innovativi nel settore, un fondo azionario (Fondo nazionale del turismo) per la riqualificazione di immobili ad alto potenziale turistico. Tali misure devono essere integrate da un ulteriore strumento finanziario (FRI - Fondo rotativo) a sostegno delle imprese operanti nel settore del turismo. Gli interventi di cui sopra devono essere realizzati conformemente alle politiche di investimento in linea con gli obiettivi del regolamento (UE) 2021/241, anche in relazione all'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo", come ulteriormente specificato negli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" a norma del regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (2021/C58/01).

Affinché gli interventi siano conformi agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), l'accordo giuridico e la successiva politica di investimento degli strumenti finanziari devono:

I.richiedere l'applicazione degli orientamenti tecnici della Commissione sulla verifica della sostenibilità per il Fondo InvestEU; e

II.escludere dall'ammissibilità il seguente elenco di attività e attivi: i) attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 17 ; ii) attività e attivi nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che conseguono proiezioni delle emissioni di gas a effetto serra che non sono inferiori ai pertinenti parametri di riferimento; 18 ; iii) attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 19 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 20 ; e iv) attività e attivi in cui lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti può causare danni all'ambiente; e

III.richiedere la verifica della conformità giuridica dei progetti alla legislazione ambientale dell'UE e nazionale da parte dell'entità o dell'intermediario finanziario incaricato per tutte le operazioni, comprese quelle esentate dalla verifica della sostenibilità.

 

Investimento 3.1: Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)

L'investimento ha l'obiettivo di potenziare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano. Il progetto è finalizzato all'attenuazione dell'impatto sociale ed economico della crisi con l'obiettivo del potenziamento di crescita economica, occupazionale e competitività, anche agendo sulla formazione, con tre linee di intervento:

·costruzione di nuovi studi e recupero di quelli esistenti, costruzione di nuovi teatri ad alta tecnologia con allegati;

·investimenti innovativi per potenziare le attività di produzione e formazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, anche in termini di nuovi strumenti di produzione audiovisiva, internazionalizzazione e scambi culturali, allestimento di un laboratorio fotochimico per la conservazione delle pellicole;

·attività di sviluppo di infrastrutture ("virtual production live set") ad uso professionale e didattico tramite e-learning, digitalizzazione e modernizzazione del parco immobiliare ed impiantistico; rafforzamento delle capacità e competenze professionali nel settore audiovisivo legate soprattutto a favorire la transizione tecnologica.

Investimento 4.3: Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

Il progetto deve aumentare il numero di siti turistici accessibili, creare alternative turistiche e culturali valide e qualificate rispetto alle aree centrali affollate, incrementare l'uso delle tecnologie digitali e potenziare le aree verdi e la sostenibilità del turismo. L'investimento si compone di sei linee di intervento:

1."Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU", vertente su rigenerazione e restauro del patrimonio culturale e urbano e dei complessi ad alto valore storico e architettonico della città di Roma;

2."Cammini giubilari" (Dalla Roma pagana alla Roma cristiana), vertente su valorizzazione, messa in sicurezza, consolidamento antisismico e restauro di luoghi ed edifici di interesse storico e di percorsi archeologici;

3.#LaCittàCondivisa, vertente sulla riqualificazione dei siti ubicati nelle aree periferiche;

4.#Mitingodiverde, vertente su interventi in parchi, giardini storici, ville e fontane;

5.#Roma 4.0, vertente su digitalizzazione dei servizi culturali e sviluppo di app per i turisti;

6.#Amanotesa, volta all'incremento dell'offerta culturale nelle periferie per promuovere l'inclusione sociale.

C.4.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del prestito

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi 
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M1C3-12

Investimento 2.1 - Attrattività dei borghi

Traguardo

Entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura per l'assegnazione ai comuni delle risorse destinate all'attrattività dei borghi

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura (MIC) per l'assegnazione ai comuni delle risorse destinate all'attrattività dei borghi

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto del Ministero della Cultura deve assegnare ai comuni le risorse destinate all'attrattività dei borghi

Partecipano al miglioramento dell'attrattività dei borghi i 250 comuni/borghi che hanno trasmesso al Ministero della Cultura programmi di intervento.

Per selezionare i 250 borghi si devono applicare i criteri (Inv. 2.1) stabiliti congiuntamente da MIC, Regioni, ANCI e aree interne, che: in via preliminare devono individuare le aree territoriali ammissibili (Inv. 2.1) in considerazione delle complementarità tra i diversi programmi. La selezione dei borghi deve poi essere effettuata sulla base di: a) criteri territoriali, economici e sociali (indicatori statistici); b) capacità del progetto di incidere sull'attrattiva turistica e di aumentare la partecipazione culturale. Gli indicatori statistici considerati sono: entità demografica (comuni con pop. <5 000 ab.) e relativa tendenza; flussi turistici, visitatori di musei; consistenza dell'offerta turistica (alberghi e altre strutture ricettive, B&B, camere, alloggi in affitto); tendenza demografica del comune; grado di partecipazione culturale della popolazione; consistenza delle imprese culturali, creative e turistiche (con e senza scopo di lucro) e del relativo personale.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati nell'ambito degli inviti a presentare proposte concorrenziali deve indicare quanto segue:

a) criteri di ammissibilità che garantiscano che i progetti selezionati siano conformi agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale;

b) l'impegno a garantire che il contributo climatico dell'investimento secondo la metodologia di cui all'allegato VI del regolamento (UE) 2021/241 rappresenti almeno il 25 % del costo totale dell'investimento sostenuto dall'RRF;

c) impegno a riferire in merito all'attuazione della misura a metà della durata del regime e alla fine dello stesso.

M1C3-13

Investimento 2.2 - Tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

Traguardo

Entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura per l'assegnazione delle risorse

per la tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura (MIC) per l'assegnazione delle risorse

per la tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto del Ministero della Cultura deve assegnare le risorse

per la tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale.

Per la tutela e la valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale (Inv. 2.2), la selezione dei beni da recuperare deve privilegiare la capacità dell'investimento di produrre effetti sugli obiettivi di conservazione dei valori paesaggistici. Deve essere attribuita priorità a:

- beni situati in aree territoriali di elevato valore paesaggistico (beni situati in aree di interesse paesaggistico o di notevole interesse pubblico (artt. 142-139 DLgs 42/2004), paesaggi con riconoscimento UNESCO o con GIAHS della FAO;

- beni già d'uso pubblico o che il proprietario accetta di rendere accessibili al pubblico, anche in circuiti e reti integrati del territorio;

- "progetti d'area", presentati per temi aggregati, in grado di aumentare l'efficacia nel conseguimento degli obiettivi di riassetto paesaggistico;

- progetti situati in zone che potenziano le integrazioni e sinergie con altri candidati al PNRR e altri piani/progetti di natura territoriale sostenuti dal programmatore nazionale (Ministero della Cultura).

Ai fini della definizione dei tipi di architettura rurale oggetto dell'intervento, può essere di riferimento il decreto del MiBAC 6 ottobre 2005 (in attuazione della legge 24 dicembre 2003, n. 378 - tutela e valorizzazione dell'architettura rurale). In via preliminare i criteri possono riguardare: lo stato di conservazione dei beni, i livelli di utilizzo, il ruolo che svolgono nei contesti territoriali e urbani.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-14

Investimento 2.3 - Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici

Traguardo

Entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura per l'assegnazione delle risorse

per progetti per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura (MIC) per l'assegnazione delle risorse

per progetti per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto del Ministero della Cultura deve assegnare agli enti competenti le risorse per i progetti per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici.

I parchi e i giardini storici (Inv. 2.3) oggetto di intervento sono esclusivamente beni culturali tutelati, dichiarati di interesse artistico o storico. Possono essere di proprietà pubblica, del Ministero della Cultura, così come possono non essere beni dello Stato. I siti devono essere selezionati in base ai criteri definiti da un gruppo di coordinamento tecnico-scientifico, composto da rappresentanti di MIC, università, ANCI, associazioni settoriali.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-15

Investimento 2.4 - Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d'arte (Recovery Art)

Traguardo

Entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura per l'assegnazione delle risorse

per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e il restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC)

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore del decreto del Ministero della Cultura (MIC) per l'assegnazione delle risorse

per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e il restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC)

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto del Ministero della Cultura deve determinare l'ente attuatore e l'ammissibilità e il finanziamento dei complessi oggetto di intervento,

con la relativa tipologia.

(Inv. 2.4) Gli interventi di prevenzione e sicurezza antisismica nei luoghi di culto riguardano le zone interessate dai vari terremoti che hanno colpito regioni italiane dal 2009 in avanti (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria).

Gli interventi del FEC (Fondo Edifici di Culto) sono selezionati in base allo stato di conservazione dei beni del patrimonio del FEC.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-16

Investimento 2.1 - Attrattività dei borghi

Obiettivo

Interventi di valorizzazione di siti culturali o turistici ultimati

N/A

Numero

0

1 300

T2

2025

Per centrare l'obiettivo sarà necessario anche sostenere almeno 1 800 imprese per progetti nei piccoli borghi storici.

L'obiettivo deve misurare il numero di interventi di valorizzazione dei siti culturali e turistici ultimati, ciascuno con certificazione della regolare esecuzione dei lavori (restauro e riqualificazione del patrimonio culturale, edifici destinati a servizi culturali e turistici, piccole infrastrutture turistiche). Devo essere compresi i tipi di intervento seguenti:

- riutilizzo adattativo e ristrutturazione funzionale, strutturale e impiantistica di edifici e spazi pubblici per i servizi culturali (quali musei e biblioteche), miglioramento dell'efficienza energetica, uso di energie alternative e rinnovabili e rimozione delle barriere che limitano l'accesso alle persone con disabilità;

- conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (archeologico, storico-artistico, architettonico, demo-etno-antropologico);

- allestimento di piattaforme di conoscenza e di informazione e di sistemi di informazione integrati;

- allestimento di attività culturali e artistiche, predisposizione e promozione di itinerari culturali e tematici, itinerari storici, itinerari ciclabili e/o pedonali per il collegamento e la fruizione di luoghi di interesse turistico-culturale (quali musei, monumenti, siti UNESCO, biblioteche, aree archeologiche e altre attrazioni culturali, religiose e artistiche);

- sostegno alle imprese culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.

Il 37% degli interventi deve riguardare le regioni meno avanzate.

M1C3-17

Investimento 2.2 - Tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale

Obiettivo

Interventi di tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale ultimati

N/A

Numero

0

3 000

T4

2025

L'obiettivo indica il numero complessivo di beni oggetto di interventi ultimati (con certificazione della regolare esecuzione dei lavori).

Per centrare l'obiettivo sarà necessario anche l'avvio di altri 900 lavori di tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale (con certificazione dell'inizio dei lavori).

Gli interventi da completare sono dei tipi seguenti:

1. riassetto conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, artefatti e edifici storici rurali, colture agricole di interesse storico ed elementi tipici dell'architettura e del paesaggio rurale. Come tecniche di restauro e di adeguamento strutturale devono essere privilegiate le soluzioni ecocompatibili e le fonti energetiche alternative;

2. completamento del censimento del patrimonio rurale edificato e realizzazione di ausili informativi nazionali e regionali.

M1C3-18

Investimento 2.3 - Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici

Obiettivo

Numero di parchi e giardini storici riqualificati

N/A

Numero

0

40

T4

2024

L'indicatore deve riferirsi al numero di parchi e giardini storici riqualificati (con certificazione della regolare esecuzione dei lavori).

Per centrare l'obiettivo sarà necessario anche che almeno 1 260 operatori abbiano completato i corsi di formazione.

Gli interventi da completare per centrare l'obiettivo della riqualificazione di parchi e giardini storici sono dei tipi seguenti:    manutenzione/ripristino/gestione dell'evoluzione della componente vegetale; restauro delle attuali componenti architettoniche e monumentali (piccoli edifici, fontane e arredi, ecc.); analisi e ottimizzazione degli attuali metodi di uso degli spazi, nel rispetto delle aree più fragili o più preziose; interventi volti a garantire l'accessibilità delle persone con funzionalità ridotta, la messa in sicurezza delle aree recintate, cancelli d'ingresso, sistemi di videosorveglianza; realizzazione di ausili informativi (quali manifesti e guide) per promuovere la conoscenza e l'uso consapevole da parte dei cittadini; azioni di valorizzazione per promuovere l'uso culturale, educativo e ricreativo.

M1C3-19

Investimento 2.4 - Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d'arte (Recovery Art)

Obiettivo

Interventi per la sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d'arte (Recovery Art) ultimati

N/A

Numero

0

300

T4

2025

L'obiettivo deve misurare il numero di interventi ultimati per la sicurezza sismica nei luoghi di culto, il restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e i siti di ricovero per le opere d'arte dopo eventi calamitosi (con certificazione della regolare esecuzione dei lavori).

Gli interventi devono comprendere:

i) interventi antisismici di prevenzione sui beni architettonici per rimediare ai danni esistenti e preservare il patrimonio culturale;
ii) il progetto conservativo
Recovery Art, che deve prevedere la creazione di depositi temporanei e protetti per la preservazione dei beni mobili in caso di catastrofe.

M1C3-20

Investimento 3.2 - Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)

Traguardo

Firma del contratto tra l'ente attuatore Istituto Luce Studios e le società in relazione alla costruzione di nove studi

Pubblicazione del contratto firmato

N/A

N/A

N/A

T2

2023

L'indicatore deve misurare il numero di procedure di affidamento dei lavori concluse con la firma del contratto di aggiudicazione dei lavori. L'intervento comprende: costruzione di nuovi studi, recupero degli studi esistenti, investimenti in nuove tecnologie, sistemi e servizi digitali per potenziare gli studi cinematografici di Cinecittà gestiti da Istituto Luce Cinecittà SRL.

Il contratto tra l'ente attuatore Istituto Luce Studios e le società deve prevedere i criteri di selezione/ammissibilità ai fini della conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) dei beni/attività sostenuti e/o delle società.

Impegno/obiettivo di investire il 20 % in beni/attività e/o società conformi ai criteri di selezione per il controllo digitale e il 70 % ai criteri di selezione per il controllo del clima.

M1C3-21

Investimento 3.2 - Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)

Obiettivo

Numero di teatri i cui lavori di riqualificazione, ammodernamento, costruzione sono stati ultimati

N/A

Numero

0

17

T2

2026

Gli interventi riguardano:

- la costruzione di tredici studi nuovi;

- il rinnovo di quattro teatri esistenti.

Il completamento degli interventi è attestato dal certificato di regolare esecuzione.

M1C3-22

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Traguardo

Politica di investimento per il

Fondo tematico della Banca europea per gli investimenti

Adozione della politica di investimento

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La politica di investimento deve definire almeno: natura, ambito e operazioni sostenute, beneficiari interessati, criteri di ammissibilità dei beneficiari finanziari e loro selezione mediante bando di gara; disposizioni per reinvestire i potenziali rientri per gli stessi obiettivi strategici.

La politica di investimento deve prevedere che il 50 % del fondo sia destinato a misure di efficienza energetica.

La politica di investimento deve prevedere criteri di selezione che assicurino la conformità delle operazioni sostenute nell'ambito di questo intervento agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-23

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Traguardo

Politica di investimento per il Fondo nazionale del turismo

Adozione della politica di investimento

N/A

N/A

N/A

T4

2021

Il fondo è destinato all'acquisto, alla ristrutturazione e alla valorizzazione di immobili in Italia, per sostenere lo sviluppo turistico nelle zone più colpite dalla crisi o situate ai margini (zone costiere, isole minori, regioni ultraperiferiche e zone rurali e montane).

La politica di investimento deve prevedere criteri di selezione che assicurino la conformità delle operazioni sostenute nell'ambito di questo intervento agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-24

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Traguardo

Politica di investimento per il

Fondo di garanzia per le PMI

Adozione della politica di investimento

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La politica di investimento deve prevedere che il 50 % del fondo sia destinato a misure di efficienza energetica.

La politica di investimento deve prevedere criteri di selezione che assicurino la conformità delle operazioni sostenute nell'ambito di questo intervento agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-25

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Traguardo

Politica di investimento per il

Fondo rotativo

Adozione della politica di investimento

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La politica di investimento deve prevedere che il 50 % del fondo sia destinato a misure di efficienza energetica.

La politica di investimento deve prevedere criteri di selezione che assicurino la conformità delle operazioni sostenute nell'ambito di questo intervento agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

M1C3-26

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

 

Traguardo

Entrata in vigore del decreto attuativo per il credito d'imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore della legge di bilancio che autorizza i crediti d'imposta e disposizione nei relativi atti di esecuzione che ne indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T4

2021

La normativa di riferimento per la concessione del credito d'imposta è la legge 31 maggio 2014, n. 83, che ha introdotto il riconoscimento di un credito d'imposta per gli interventi di riqualificazione delle strutture ricettive turistiche.

Criteri di selezione/ammissibilità ai fini della conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) dei beni/attività sostenuti e dei beneficiari che prevedano almeno l'uso di un elenco di esclusione, assoggettino i beni/attività sostenuti e i beneficiari al requisito di conformità alla normativa ambientale nazionale e dell'UE da parte dei beni/attività sostenuti e dei beneficiari e assicurino la conformità.

M1C3-27

Investimento 4.3 - Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

Obiettivo

Numero di

siti culturali e turistici la cui riqualificazione ha raggiunto, in media, il 50 % dello stato di avanzamento lavori (SAL) (prima parte)

N/A

Numero

0

200

T4

2024

L'investimento deve interessare interventi di:

1. riqualificazione e restauro del patrimonio culturale e urbano e dei complessi di alto valore storico-architettonico della città di Roma, per la linea di investimento "Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU";

2.valorizzazione, messa in sicurezza, consolidamento antisismico e restauro di luoghi ed edifici di interesse storico e di percorsi archeologici, per la linea di investimento "Cammini giubilari";

3.riqualificazione dei siti ubicati nelle aree periferiche, per la linea di investimento #LaCittàCondivisa;

4.interventi su parchi, giardini storici, ville e fontane, per la linea di investimento #Mitingodiverde;

5.digitalizzazione dei servizi culturali e sviluppo di app per i turisti, per la linea di investimento #Roma 4.0;

6.incremento dell'offerta culturale nelle periferie per promuovere l'inclusione sociale, per la linea di investimento #Amanotesa.

L'investimento deve interessare interventi di riqualificazione in almeno 5 siti archeologici/culturali per la linea di investimento "Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU"; almeno 125 siti archeologici/culturali per "Cammini giubilari"; almeno 50 siti archeologici/culturali per #Lacittàcondivisa; almeno 15 siti archeologici/culturali per #Mitingodiverde; almeno 5 siti archeologici/culturali per #Roma 4.0.

 

Per centrare l'obiettivo sarà necessario anche il completamento del 50 % dei progetti della linea di investimento #Amanotesa.

M1C3-28

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Numero di imprese turistiche beneficiarie del credito d'imposta per infrastrutture e/o servizi

N/A

Numero

0

3 500

T4

2025

Almeno 3 500 imprese turistiche beneficiarie del credito d'imposta per infrastrutture e/o servizi.

Il sostegno fornito dal credito d'imposta deve migliorare la qualità dell'ospitalità turistica mediante:

-investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale (fonti rinnovabili a minor consumo energetico);

-riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane. 

M1C3-29

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Numero di progetti turistici da sostenere con i fondi tematici della Banca europea per gli investimenti

N/A

Numero

0

150

T4

2025

Sostegno di almeno 150 progetti turistici

Il sostegno fornito dai fondi tematici della Banca europea per gli investimenti deve mirare a:

-sostenere gli investimenti innovativi a favore della transizione digitale;

-aumentare l'offerta di servizi al turismo;

incoraggiare i processi di aggregazione delle imprese.

M1C3-30

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Fondi tematici della Banca europea per gli investimenti:

erogazione al Fondo di un totale di 350 000 000 EUR

N/A

Numero

0

350 000 000

T4

2022

L'erogazione deve essere in linea con la politica di investimento definita nel traguardo.

M1C3-31

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Fondo nazionale del turismo:

erogazione al Fondo di un totale di 150 000 000 EUR in sostegno al capitale

N/A

Numero

0

150 000 000

T4

2022

L'erogazione deve essere in linea con la politica di investimento definita nel traguardo.

M1C3-32

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Numero di imprese turistiche da sostenere tramite il Fondo di garanzia per le PMI

 

N/A

Numero

0

11 800

T4

2025

Almeno 11 800 imprese turistiche sostenute dal Fondo di garanzia per le PMI.

La concessione delle garanzie deve avvenire sulla base di una procedura di valutazione.

 

I beneficiari del Fondo di garanzia per le PMI devono essere PMI del settore turistico e giovani fino ai 35 anni di età che intendono avviare un'attività nel settore turistico.

Il sostegno proveniente dal Fondo di garanzia per le PMI deve essere volto a:

-investire nell'innovazione della catena di approvvigionamento;

-investire nella sicurezza e nella sostenibilità ambientale;

-investire nella digitalizzazione per accelerare l'innovazione/trasformazione digitale;

-sostenere il miglioramento della qualità dei servizi e la riqualificazione delle strutture ricettive;

-promuovere le aggregazioni e la creazione di reti di imprese.

M1C3-33

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Numero di imprese da sostenere tramite il Fondo rotativo (prima parte)

N/A

Numero

0

300

T4

2025

Almeno 300 imprese sostenute dal Fondo rotativo.

Gli interventi finanziati dal Fondo rotativo possono includere:

-interventi di riqualificazione energetica;

-interventi sull'involucro edilizio e di ristrutturazione, conformemente all'articolo 3, primo comma, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia);

-rimozione delle barriere architettoniche;

-sostituzione integrale o parziale dei sistemi di condizionamento dell'aria;

-acquisto di arredi o componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture ricettive contemplate dal decreto;

-interventi per l'adozione di misure antisismiche;

-rinnovo di componenti d'arredo;

-realizzazione di piscine termali e acquisto di attrezzature e apparati necessari allo svolgimento di attività termali, nonché al rinnovo delle strutture espositive per le fiere.

M1C3-34

Investimento 4.2 - Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche

Obiettivo

Numero di proprietà immobiliari riqualificate per il turismo dal Fondo nazionale del turismo

Numero

0

12

T4

2025

Almeno 12 proprietà immobiliari riqualificate per il turismo dal Fondo nazionale del turismo; il numero potrebbe raggiungere i 17 immobili, considerando l'effetto leva.

Il sostegno proveniente dal Fondo nazionale del turismo deve essere volto a:

-investire nell'innovazione a livello di prodotti, processi e gestione onde dare impulso alla trasformazione digitale dell'offerta di servizi turistici;

-investire per garantire la qualità degli standard dell'ospitalità turistica;

-promuovere le aggregazioni e la creazione di reti di imprese.

M1C3-35

Investimento 4.3 - Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

Traguardo

Firma dell'accordo per ciascuno dei sei progetti tra Ministero del Turismo e beneficiari/enti attuatori

Pubblicazione dell'accordo di programma tra Ministero del Turismo, Comune di Roma Capitale e gli altri soggetti coinvolti

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Devono essere firmati accordi per i sei progetti seguenti:
1) Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU; 2) Dalla Roma pagana alla Roma cristiana - cammini giubilari; 3) #Lacittàcondivisa; 4) #Mitingodiverde; 5) Roma 4.0; 6) #Amanotesa.

L'elenco dei beneficiari/enti attuatori deve comprendere: Città di Roma Capitale, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma (MIC), Parco archeologico del Colosseo, Parco archeologico dell'Appia Antica, Diocesi di Roma, Ministero del Turismo, Regione Lazio.

Prima del bando di gara devono essere stabiliti i criteri di selezione e di aggiudicazione e le specificità dei progetti, con le relative risorse.

L'aggiudicazione degli appalti ai progetti selezionati con gli inviti a presentare proposte concorrenziali deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla normativa ambientale dell'UE e nazionale.

 

M1C3-36

Investimento 4.3 - Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

Obiettivo

Numero di

riqualificazioni di siti culturali e turistici ultimate

N/A

Numero

0

200

T2

2026

L'investimento deve interessare interventi di:

-riqualificazione e restauro del patrimonio culturale e urbano e dei complessi di alto valore storico-architettonico della città di Roma, per la linea di investimento "Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU";

-valorizzazione, messa in sicurezza, consolidamento antisismico e restauro di luoghi ed edifici di interesse storico e di percorsi archeologici, per la linea di investimento "Cammini giubilari";

-riqualificazione dei siti ubicati nelle aree periferiche, per la linea di investimento #LaCittàCondivisa;

-interventi su parchi, giardini storici, ville e fontane, per la linea di investimento #Mitingodiverde;

-digitalizzazione dei servizi culturali e sviluppo di app per i turisti, per la linea di investimento #Roma 4.0;

-incremento dell'offerta culturale nelle periferie per promuovere l'inclusione sociale, per la linea di investimento #Amanotesa.

-

L'investimento deve interessare interventi di riqualificazione in almeno 5 siti archeologici/culturali per la linea di investimento "Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU"; almeno 125 siti archeologici/culturali per "Cammini giubilari"; almeno 50 siti archeologici/culturali per #Lacittàcondivisa; almeno 15 siti archeologici/culturali per #Mitingodiverde; almeno 5 siti archeologici/culturali per #Roma 4.0.

Per centrare l'obiettivo saranno necessari anche il completamento di tutti i progetti della linea di investimento #Amanotesa e disponibilità al pubblico dell'applicazione "CaputMundi - Roma4U".



D.MISSIONE 2 COMPONENTE 1 - economia circolare e agricoltura sostenibile

Questa componente del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia riguarda investimenti e riforme relativi alla gestione dei rifiuti, all'economia circolare, al sostegno alle filiere agroalimentari e alla transizione ecologica. Tali riforme e investimenti sono integrati da riforme volte ad aumentare la concorrenza nella gestione dei rifiuti e nei servizi pubblici locali nell'ambito della componente della riforma del contesto imprenditoriale e a migliorare il consumo idrico per l'agricoltura. Questa componente risponde alle raccomandazioni specifiche per paese di concentrare gli investimenti sulla transizione ecologica, compresa l'economia circolare.

Gli investimenti e le riforme previsti nell'ambito di questa componente sono intesi a rispondere alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all'Italia nel 2020 e nel 2019 in ordine alla necessità di "concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare […] sulla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche" (CSR 2020, punto 3) e di "incentrare la politica economica connessa agli investimenti [...] sulla qualità delle infrastrutture, tenendo conto delle disparità regionali" (CSR 2019, punto 3).

Ci si attende che nessuna misura di questa componente arrecherà un danno significativo agli obiettivi ambientali ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852, tenendo conto della descrizione degli interventi in questione e delle misure di mitigazione stabilite nel piano per la ripresa e la resilienza in conformità agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01).

D.1.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al sostegno finanziario non rimborsabile

Economia circolare

Riforma 1.1 – Strategia nazionale per l'economia circolare

Questa riforma consiste nell'adozione di un'ampia strategia nazionale per l'economia circolare, che riguarda un nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti, incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclaggio e dell'utilizzo di materie prime secondarie, una revisione del sistema di tassazione ambientale, il diritto al riutilizzo e alla riparazione, la riforma del sistema di responsabilità estesa del produttore e dei consorzi, il sostegno agli strumenti normativi esistenti (quali la legislazione sulla cessazione della qualifica di rifiuto, o End of Waste, e i Criteri Ambientali Minimi nel quadro degli appalti verdi) e il sostegno al progetto di simbiosi industriale. La riforma del sistema di responsabilità estesa del produttore e dei consorzi risponde inoltre alla necessità di un uso più efficiente del contributo ambientale per garantire l'applicazione di criteri trasparenti e non discriminatori. Deve essere creato un organo di vigilanza ad hoc con l'obiettivo di monitorare il funzionamento e l'efficacia dei sistemi dei consorzi sotto la presidenza del Ministero per la Transizione Ecologica (MITE). La misura riguarda tutti i consorzi (non solo il consorzio nazionale imballaggi CONAI).

Riforma 1.3 – Supporto tecnico alle autorità locali

Questa riforma consiste nel supporto tecnico del governo alle autorità locali per l'attuazione della normativa ambientale dell'UE e nazionale, per lo sviluppo di piani e progetti in materia di gestione dei rifiuti e per le procedure di gara. Il supporto per le procedure di gara deve garantire che le autorizzazioni alla gestione dei rifiuti siano rilasciate in modo trasparente e non discriminatorio con un aumento delle procedure competitive al fine di conseguire standard più elevati per i servizi pubblici. Questa riforma sostiene pertanto l'attuazione delle riforme della gestione dei rifiuti proposte nella componente relativa al contesto imprenditoriale. Il supporto tecnico riguarda anche gli appalti verdi.

Investimento 2.1: Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo

Questa misura prevede il sostegno agli investimenti materiali e immateriali (quali locali di stoccaggio delle materie prime agricole, trasformazione e conservazione delle materie prime, digitalizzazione della logistica e interventi infrastrutturali sui mercati alimentari), agli investimenti nel trasporto alimentare e nella logistica per ridurre i costi ambientali ed economici e all'innovazione dei processi di produzione, dell'agricoltura di precisione e della tracciabilità (ad esempio attraverso la blockchain). I criteri di selezione devono essere coerenti con la valutazione delle necessità effettuata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nell'ambito del piano strategico della politica agricola comune. Obiettivo della misura è incoraggiare la riduzione delle emissioni dovute al trasporto e alla logistica nel settore agroalimentare mediante l'utilizzo di sistemi di trasporto e veicoli elettrici e promuovendo la digitalizzazione del settore e l'utilizzo delle energie rinnovabili.

Investimento 2.2: Parco agrisolare

Questa misura prevede il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori.

Investimento 2.3: Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare

Questa misura prevede il sostegno agli investimenti in beni materiali e immateriali volti:

-all'innovazione e meccanizzazione del settore agricolo, in particolare delle macchine fuoristrada;

-all'innovazione nei processi di trasformazione, stoccaggio e confezionamento dell'olio extravergine di oliva.

Le macchine fuoristrada devono essere a zero emissioni o funzionare esclusivamente a biometano conforme ai criteri di cui alla direttiva (UE) 2018/2001 (direttiva RED II). I produttori di biocarburanti e biometano gassosi e di biocarburanti devono fornire certificati (prove di sostenibilità) rilasciati da valutatori indipendenti, come disposto dalla direttiva RED II. Gli operatori devono acquistare certificati di garanzia di origine commisurati all'uso previsto.

Investimento 3.3: Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali

Questo investimento prevede l'ideazione e la realizzazione di contenuti digitali per sensibilizzare alle sfide ambientali e climatiche. I contenuti digitali saranno costituiti da podcast, lezioni video per le scuole, video e articoli. Deve essere creata una piattaforma online aperta accessibile a tutti con l'obiettivo di allestire l'archivio più completo di materiale educativo e ricreativo sulle tematiche ambientali. Ci si aspetta che la produzione di contenuti digitali coinvolga influencer di spicco. Tra gli esempi di argomenti trattati sui diversi canali possono annoverarsi: le norme sulla transizione, il mix energetico e il ruolo delle rinnovabili, i cambiamenti climatici, la sostenibilità della temperatura atmosferica e della temperatura globale, il ruolo nascosto degli oceani, le riserve idriche, l'impronta ecologica dei singoli e delle organizzazioni, l'economia circolare e la nuova agricoltura.

D.2.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del sostegno finanziario non rimborsabile

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M2C1-1

Riforma 1.1 - Strategia nazionale per l'economia circolare

Traguardo

Entrata in vigore del decreto ministeriale per l'adozione della strategia nazionale per l'economia circolare

Disposizione nel decreto ministeriale che indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto ministeriale per l'adozione della strategia nazionale per l'economia circolare deve includere almeno le misure seguenti:

-nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti che sostenga, da un lato, lo sviluppo di un mercato secondario delle materie prime (definendo un quadro chiaro per l'approvvigionamento di materie prime secondarie) e, dall'altro, le autorità di controllo nella prevenzione e nella lotta contro la gestione illegale dei rifiuti;

-incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclaggio e utilizzo di materie prime secondarie;

-revisione del sistema di tassazione ambientale sui rifiuti volta a rendere il riciclaggio più conveniente del conferimento in discarica e dell'incenerimento su tutto il territorio nazionale;

-diritto al riutilizzo e alla riparazione;

-riforma del sistema di responsabilità estesa del produttore e dei consorzi, volta a sostenere il conseguimento degli obiettivi dell'UE mediante la creazione di un organo di vigilanza ad hoc sotto la presidenza del MITE al fine di monitorare il funzionamento e l'efficacia dei consorzi;

-sostegno agli strumenti normativi esistenti quali: legislazione sulla End of Waste (nazionale e regionale), Criteri Ambientali Minimi (CAM) nel quadro degli appalti verdi. Lo sviluppo/aggiornamento della cessazione della qualifica di rifiuto e dei CAM devono riguardare specificamente l'edilizia, il tessile, le plastiche e i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);

-sostegno a progetti di simbiosi industriale attraverso strumenti normativi e finanziari.

M2C1-2

Riforma 1.3 - Supporto tecnico alle autorità locali

Traguardo

Approvazione dell'accordo per lo sviluppo del piano d'azione per la creazione di capacità a sostegno degli enti locali

Pubblicazione dell'accordo approvato sul sito del ministero

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Devono essere approvati l'accordo per lo sviluppo del piano d'azione per la creazione di capacità a sostegno degli enti locali nell'attuazione, nell'ambito delle procedure di gara, dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) fissati per legge (decreto legislativo n. 50/2016 sugli appalti pubblici) nel quadro degli appalti verdi (GPP) e l'avvio del piano di supporto.

Il governo (Ministero per la Transizione Ecologica, Ministero per lo Sviluppo Economico e altri) deve assicurare il supporto tecnico agli Enti Locali (Regioni, Province, Comuni) attraverso società interne. Il supporto tecnico riguarda gli aspetti seguenti:

-l'assistenza tecnica per l'attuazione della normativa ambientale dell'UE e nazionale;

-il sostegno allo sviluppo di piani e progetti in materia di gestione dei rifiuti;

-il supporto per le procedure di gara, anche per garantire che le autorizzazioni alla gestione dei rifiuti siano rilasciate in modo trasparente e non discriminatorio con un aumento dei processi competitivi al fine di conseguire standard più elevati per i servizi pubblici.

Il Ministero per la Transizione Ecologica deve sviluppare uno specifico piano d'azione per la creazione di capacità al fine di sostenere gli Enti Locali e gli acquirenti pubblici professionali nell'applicazione alle procedure di gara dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) fissati per legge (decreto legislativo n. 50/2016 sugli appalti pubblici) nel quadro degli appalti verdi (GPP).

M2C1-3

Investimento 2.1 - Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo

Traguardo

Pubblicazione della graduatoria finale nell'ambito del regime di incentivi alla logistica

Pubblicazione sul sito del ministero o su qualsiasi altro canale di supporto

N/A

N/A

N/A

T4

2022

Il decreto di approvazione deve definire la graduatoria finale.

Il regime di incentivi alla logistica deve includere gli elementi seguenti:

a) criteri di ammissibilità che garantiscano che i progetti selezionati siano conformi agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01) mediante l'uso di un elenco di esclusione e il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale;

b) impegno affinché il contributo per il clima dell'investimento ammonti almeno al 32 % del costo complessivo degli investimenti sostenuti dall'RRF secondo la metodologia di cui all'allegato VI del regolamento (UE) 2021/241;

c) impegno affinché il contributo per il digitale dell'investimento ammonti almeno al 27 % del costo complessivo degli investimenti sostenuti dall'RRF secondo la metodologia di cui all'allegato VII del regolamento (UE) 2021/241;

d) impegno a riferire in merito all'attuazione della misura a metà della durata del regime e alla fine dello stesso.

M2C1-4

Investimento 2.2 - Parco agrisolare

Obiettivo

Assegnazione delle risorse ai beneficiari in % delle risorse finanziarie totali assegnate all'investimento

N/A

Percentuale

0

30

T4

2022

Identificazione dei progetti beneficiari con un valore totale pari almeno al 30 % delle risorse finanziarie assegnate all'investimento. L'investimento deve essere attuato mediante due diverse procedure già esistenti e rifinanziato. Tali procedure prevedono l'erogazione di prestiti alle imprese che soddisfano i requisiti e presentano domanda.

M2C1-5

Investimento 2.2 - Parco agrisolare

Obiettivo

Assegnazione delle risorse ai beneficiari in % delle risorse finanziarie totali assegnate all'investimento

N/A

Percentuale

30

50

T4

2023

Devono essere individuati i progetti beneficiari con un valore totale pari almeno al 50 % delle risorse finanziarie assegnate all'investimento. L'investimento deve essere attuato mediante due diverse procedure già esistenti e rifinanziato. Tali procedure prevedono l'erogazione di prestiti alle imprese che soddisfano i requisiti e presentano domanda.

M2C1-6

Investimento 2.2 - Parco agrisolare

Obiettivo

Assegnazione delle risorse ai beneficiari in % delle risorse finanziarie totali assegnate all'investimento

N/A

Percentuale

50

100

T4

2024

Identificazione dei progetti beneficiari con un valore totale pari al 100 % delle risorse finanziarie assegnate all'investimento. L'investimento deve essere attuato mediante due diverse procedure già esistenti e rifinanziato. Tali procedure devono prevedere l'erogazione di prestiti alle imprese che soddisfano i requisiti e presentano domanda.

M2C1-7

Investimento 2.3 - Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare

Obiettivo

Sostegno agli investimenti nell'innovazione nell'economia circolare e nella bioeconomia

N/A

Numero

0

10,000

T4

2024

Almeno 10 000 imprese ricevono un sostegno per investimenti realizzati a favore dell'innovazione nell'economia circolare e nella bioeconomia.

Gli investimenti sovvenzionati sono:

-    la sostituzione dei veicoli fuoristrada più inquinanti:

-    l'introduzione dell'agricoltura di precisione;

-    la sostituzione degli impianti più obsoleti dei frantoi.

Al fine di rispettare il principio "non arrecare un danno significativo", i veicoli fuoristrada devono essere a zero emissioni o funzionare esclusivamente a biometano conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva (UE) 2018/2001 (direttiva RED II). I produttori di biocarburanti e biometano gassosi e di biocarburanti devono fornire certificati (prove di sostenibilità) rilasciati da valutatori indipendenti, come disposto dalla direttiva RED II. Gli operatori devono acquistare certificati di garanzia di origine commisurati all'uso previsto.

M2C1-8

Investimento 2.3 - Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare

Obiettivo

Sostegno agli investimenti nell'innovazione nell'economia circolare e nella bioeconomia

N/A

Numero

10 000

15 000

T2

2026

Almeno 15 000 imprese ricevono un sostegno per investimenti realizzati a favore dell'innovazione nell'economia circolare e nella bioeconomia.

Gli investimenti sovvenzionati sono:

-    la sostituzione dei veicoli fuoristrada più inquinanti:

-    l'introduzione dell'agricoltura di precisione;

-    la sostituzione degli impianti più obsoleti dei frantoi.

Al fine di rispettare il principio "non arrecare un danno significativo", i veicoli fuoristrada devono essere a zero emissioni o funzionare esclusivamente a biometano conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva (UE) 2018/2001 (direttiva RED II).

I produttori di biocarburanti e biometano gassosi e di biocarburanti devono fornire certificati (prove di sostenibilità) rilasciati da valutatori indipendenti, come disposto dalla direttiva RED II. Gli operatori devono acquistare certificati di garanzia di origine commisurati all'uso previsto.

M2C1-9

Investimento 2.2 - Parco agrisolare

Obiettivo

Generazione di energia da installazioni agrivoltaiche

N/A

kW

0

375 000

T2

2026

Almeno 375 000 kW di capacità di generazione di energia solare installata.

M2C1-10

Investimento 2.1 - Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo

Obiettivo

Interventi per migliorare la logistica nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo

N/A

Numero

0

48

T2

2026

Almeno 48 interventi per migliorare la logistica nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo.

M2C1-11

Investimento 3.3 - Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali

Traguardo

Avvio della piattaforma web e accordi con gli autori

Notifica della firma dell'accordo con i creatori di contenuti (content producers)

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Avvio pubblico della piattaforma web e firma definitiva con i creatori di contenuti. I progetti mirano a realizzare e a mettere a disposizione sulla piattaforma web almeno 180 podcast, lezioni video per le scuole e contenuti video registrati sulla transizione ambientale.

M2C1-12

Investimento 3.3 - Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali

Obiettivo

Materiale audiovisivo sulla transizione ambientale

N/A

Numero

0

180

T2

2026

Almeno 180 podcast, lezioni video per le scuole e contenuti video registrati e in diretta sulla piattaforma web.



D.3.    Descrizione delle riforme e degli investimenti relativi al prestito

Riforma 1.2 – Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Questa riforma prevede l'adozione di un ampio programma nazionale per la gestione dei rifiuti volto a raggiungere livelli molto elevati di preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, che adatti la rete di impianti necessari per la gestione integrata dei rifiuti, riduca al minimo, come opzione ultima e residua, lo smaltimento finale, istituisca sistemi di monitoraggio, eviti l'avvio di nuove procedure di infrazione nei confronti dell'Italia, affronti lo scarso tasso di raccolta dei rifiuti, disincentivi il conferimento in discarica e garantisca la complementarità con i programmi regionali in materia di rifiuti, consentendo il conseguimento degli obiettivi della normativa dell'UE e nazionale in materia di rifiuti e combattendo gli scarichi illegali di rifiuti e l'incenerimento all'aria aperta.

Investimento 1.1: Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Questo investimento prevede il miglioramento e la meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, la realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclaggio di rifiuti organici, multimateriale, vetro, imballaggi in carta, e la costruzione di impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali adsorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili.

Investimento 1.2: Progetti "faro" di economica circolare

Questo investimento prevede il sostegno al potenziamento della rete di raccolta differenziata, anche attraverso la digitalizzazione dei processi e/o della logistica, e degli impianti di trattamento/riciclaggio per i settori seguenti:

-rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), compresi pale di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici;

-industria della carta e del cartone;

-riciclaggio dei rifiuti plastici (attraverso riciclaggio meccanico, chimico, "Plastic Hubs"), compresi i rifiuti di plastica in mare (marine litter). In questo settore si incoraggiano i progetti di simbiosi industriale sotto forma di "distretti circolari" al fine di garantire un riutilizzo completo dei sottoprodotti del riciclaggio della plastica e produrre beni ad alto valore aggiunto;

-settore tessile ("Textile hubs").

Si dovrà sviluppare inoltre un sistema di monitoraggio su tutto il territorio per affrontare gli scarichi illegali attraverso l'impiego di satelliti, droni e tecnologie di intelligenza artificiale (per una descrizione dettagliata di tutto l'intervento si veda l'investimento 1.1 - Realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione nella componente 4 della missione 2). Il sistema di monitoraggio su tutto il territorio, insieme alle misure proposte in materia di tracciabilità dei rifiuti, dovrà sostenere le autorità e le forze di controllo locali nella prevenzione, nel controllo e nella lotta contro gli scarichi illegali e le attività della criminalità organizzata connesse alla gestione dei rifiuti.

Investimento 3.1: Isole verdi

Questo investimento prevede il finanziamento e l'attuazione di progetti in materia di energia (quali le fonti rinnovabili, la rete elettrica, l'efficienza energetica), acqua (come la desalinizzazione), trasporti (quali piste ciclabili, e autobus e imbarcazioni a zero emissioni) e rifiuti (ad es. raccolta differenziata dei rifiuti) in 19 piccole isole non connesse alla terraferma. Il biometano deve essere conforme ai criteri di cui alla direttiva (UE) 2018/2001 (direttiva RED II). I produttori di biocarburanti e biometano gassosi e di biocarburanti devono fornire certificati (prove di sostenibilità) rilasciati da valutatori indipendenti, come disposto dalla direttiva RED II. Gli operatori devono acquistare certificati di garanzia di origine commisurati all'uso previsto. Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti dovranno escludere le attività di cui al seguente elenco: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 21 ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 22 ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 23 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 24 ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri prevede inoltre che siano selezionate solo le attività conformi alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

Investimento 3.2: Green communities

L'investimento mira a sostenere i territori rurali e di montagna che intendano sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono (le cosiddette "green communities"), in particolare per quanto riguarda:

-la gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale ("anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell'anidride carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno");

-la gestione integrata e certificata delle risorse idriche;

-la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l'eolico, la cogenerazione e il biometano;

-lo sviluppo di un turismo sostenibile ("capace di valorizzare le produzioni locali");

-la costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;

-l'efficienza energetica e l'integrazione intelligente degli impianti e delle reti;

-lo sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production);

-l'integrazione dei servizi di mobilità;

-lo sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile ("che sia anche energicamente indipendente attraverso la produzione e l'uso di energia da fonti rinnovabili nei settori elettrico, termico e dei trasporti").

-Al fine di garantire che la misura sia conforme agli orientamenti tecnici sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" (2021/C58/01), i criteri di ammissibilità contenuti nel capitolato d'oneri dei prossimi inviti a presentare progetti dovranno escludere le attività di cui al seguente elenco: i) attività connesse ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle 25 ; ii) attività nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento 26 ; iii) attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori 27 e agli impianti di trattamento meccanico biologico 28 ; iv) attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all'ambiente. Il capitolato d'oneri prevede inoltre che siano selezionate solo le attività conformi alla pertinente normativa ambientale dell'UE e nazionale.

D.4.    Traguardi, obiettivi, indicatori e calendario per il monitoraggio e l'attuazione del prestito

Numero sequenziale

Misura correlata (riforma o investimento)

Traguardo
/

obiettivo

Denominazione

Indicatori qualitativi
(per i traguardi)

Indicatori quantitativi
(per gli obiettivi)

Calendario indicativo per il conseguimento

Descrizione di ogni traguardo e obiettivo

Unità di misura

Riferimento

Valore-obiettivo

Trimestre

Anno

M2C1-13

Riforma 1.2 - Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Traguardo

Entrata in vigore del decreto ministeriale sul programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T2

2022

Il decreto ministeriale sul programma nazionale per la gestione dei rifiuti deve includere almeno i seguenti obiettivi:

raggiungere livelli massimi di preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, conseguendo almeno gli obiettivi di cui all'articolo 181 del decreto legislativo 152/2006 e tenendo conto anche dei regimi di responsabilità estesa del produttore;

a)adattare la rete di impianti necessari per la gestione integrata dei rifiuti, al fine di sviluppare l'economia circolare, garantendo la capacità necessaria per conseguire gli obiettivi di cui alla lettera a), e di conseguenza ridurre al minimo, come opzione ultima e residua, lo smaltimento finale, conformemente al principio di prossimità e tenendo conto degli obiettivi di prevenzione definiti nell'ambito della pianificazione nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all'articolo 180 del decreto legislativo 152/2006;

b)istituire un monitoraggio adeguato dell'attuazione del programma per consentire un controllo costante del rispetto dei suoi obiettivi e dell'eventuale necessità di adottare strumenti correttivi per la realizzazione delle azioni previste;

c)evitare l'avvio di nuove procedure di infrazione nei confronti della Repubblica italiana per mancata applicazione della normativa europea in materia di pianificazione del ciclo dei rifiuti;

d)affrontare lo scarso tasso di raccolta dei rifiuti e disincentivare il conferimento in discarica (si veda anche la strategia nazionale per l'economia circolare);

e)perseguire la complementarietà del piano regionale di gestione dei rifiuti al programma nazionale per la gestione dei rifiuti;

f)colmare le lacune nella gestione dei rifiuti e il divario tra diverse regioni e zone del territorio nazionale per quanto riguarda la capacità degli impianti e gli standard di qualità vigenti, con l'obiettivo di recuperare i ritardi;

h) raggiungere gli obiettivi attuali e futuri previsti dalla normativa europea e nazionale;

i) combattere gli scarichi di rifiuti illegali e l'incenerimento all'aria aperta (ad es. nella Terra dei fuochi) mediante misure quali l'introduzione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, sostenuta da un sistema di monitoraggio su tutto il territorio che consentirà di affrontare gli scarichi illegali e sarà sviluppato attraverso l'impiego di satelliti, droni e tecnologie di intelligenza artificiale.

M2C1-14

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Investimento 1.2 - Progetti "faro" di economia circolare

Traguardo

Entrata in vigore del decreto ministeriale

Approvazione del decreto ministeriale di approvazione dei criteri per la selezione dei progetti proposti dai comuni.

Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana

N/A

N/A

T3

2021

Deve entrare in vigore il decreto ministeriale di approvazione dei criteri per la selezione dei progetti proposti dai comuni.

Il decreto ministeriale deve stabilire che i progetti siano selezionati in base ai seguenti criteri:

-coerenza con la normativa dell'UE e nazionale e il piano d'azione europeo per l'economia circolare;

-miglioramento atteso degli obiettivi di riciclaggio;

-coerenza con gli strumenti di pianificazione regionali e nazionali;

-contributo alla risoluzione delle infrazioni individuate dall'UE, sinergie con altri piani settoriali (ad es. PNIEC) e/o altre componenti del piano, tecnologie innovative basate su esperienze su scala reale;

-qualità tecnica della proposta;

-coerenza e complementarità con i programmi della politica di coesione e progetti analoghi finanziati mediante altri strumenti dell'UE e nazionali.

Gli interventi non comprendono investimenti in discariche, impianti di smaltimento, impianti di trattamento meccanico/biologico meccanico o inceneritori, conformemente al principio "non arrecare un danno significativo".

M2C1-15

Riforma 1.2

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Riduzione delle discariche abusive (T1)

N/A

Numero delle discariche abusive

33

7

T4

2023

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti.

L'intervento proposto deve portare alla riduzione delle discariche abusive oggetto della procedura di infrazione NIF 2003/2077 da 33 a 7 (ossia una riduzione almeno dell'80 %).

M2C1-15 bis

Riforma 1.2

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Riduzione delle discariche abusive (T2)

N/A

Numero delle discariche abusive

34

14

T4

2023

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti. L'intervento proposto deve portare alla riduzione delle discariche abusive coinvolte nella procedura di infrazione NIF 2011/2215 da 34 a 14 (ossia una riduzione almeno del 60 %).

M2C1-15 ter

Riforma 1.2

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Differenze regionali nella raccolta differenziata

N/A

Punti percentuali

22,8

20

T4

2023

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti. La differenza tra la media nazionale e la regione con i risultati peggiori per quanto riguarda i tassi di raccolta differenziata è ridotta a 20 punti percentuali.

M2C1-15 quater

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Traguardo

Entrata in vigore dell'obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti organici

Disposizione nella normativa che indica l'entrata in vigore

N/A

N/A

N/A

T4

2023

L'obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti organici è operativo entro il 31 dicembre 2023 conformemente al piano d'azione dell'UE per l'economia circolare.

M2C1-16

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Discariche abusive

N/A

Numero delle discariche abusive

7

4

T4

2024

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti. L'intervento proposto deve portare alla riduzione delle

discariche abusive oggetto della procedura di infrazione 2003/2077 da 7 a 4 (ossia una riduzione almeno del 90 %).

M2C1-16 bis

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Discariche abusive

N/A

Numero delle discariche abusive

14

9

T4

2024

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti. L'intervento proposto deve portare alla riduzione delle discariche abusive oggetto della procedura di infrazione 2011/2215 da 14 a 9 (ossia una riduzione almeno del 75 %).

M2C1-16 ter

Riforma 1.2

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti

Investimento 1.1 - Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti

Obiettivo

Differenze regionali nei tassi di raccolta differenziata

N/A

Punti percentuali

27,6

20

T4

2024

Le misure proposte devono sostenere la costruzione di nuovi impianti di trattamento e riciclaggio e il miglioramento tecnico di quelli esistenti. Obiettivo delle misure è inoltre realizzare e digitalizzare la rete di raccolta differenziata al fine di sostenere e coinvolgere i cittadini nell'adozione di buone pratiche di gestione dei rifiuti. L'intervento proposto deve ridurre di 20 punti percentuali la differenza tra la media delle tre regioni con i risultati migliori per quanto riguarda i tassi di raccolta differenziata e quella delle tre regioni con i risultati peggiori.

M2C1-17

Investimento 1.2 - Progetti "faro" di economia circolare