EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document EESC-2022-00484-AC

Parere - Comitato economico e sociale europeo - La transizione energetica e digitale nelle zone rurali

EESC-2022-00484-AC

PARERE

Comitato economico e sociale europeo

La transizione energetica e digitale nelle zone rurali

_____________

La transizione energetica e digitale nelle zone rurali
(parere d'iniziativa)

NAT/859

Relatore: John COMER

Correlatore: Luís MIRA

IT

Decisione dell'Assemblea plenaria

20/01/2022

Base giuridica

Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno

Parere d'iniziativa

Sezione competente

Sezione Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente

Adozione in sezione

30/06/2022

Adozione in sessione plenaria

21/09/2022

Sessione plenaria n.

572

Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)

173/1/2

1.Conclusioni e raccomandazioni

1.1Il CESE ritiene che a una strategia combinata di transizione energetica e digitale nelle zone rurali non sia stato dedicato il livello di attenzione e sostegno che ci si poteva attendere. Il CESE chiede la rapida attuazione della visione a lungo termine della Commissione per le zone rurali dell'UE e la mobilitazione delle parti interessate attraverso il patto rurale dell'UE. Le zone rurali più vulnerabili necessitano di un'attenzione particolare, in modo che nessuno sia lasciato indietro. È essenziale concentrarsi sulla povertà energetica e sulle zone di povertà rurale.

1.2Il CESE è convinto che il futuro successo dell'Europa dipenderà in larga misura da come sapremo gestire le zone rurali in modo da conseguire un equilibrio con le zone urbane. Le comunità rurali non dovrebbero essere svantaggiate per quanto riguarda la digitalizzazione e le opzioni per l'uso dell'energia, ad esempio la necessità di utilizzare le automobili private a causa della mancanza di mezzi di trasporto pubblici.

1.3Il ruolo delle comunità locali deve essere sfruttato per realizzare una transizione energetica giusta combinata con lo sviluppo delle comunità, attraverso la creazione e l'espansione delle comunità di energia rinnovabile e delle comunità energetiche dei cittadini, che prevedono la cooperazione volontaria tra i cittadini, gli enti locali e le PMI per promuovere vantaggi sociali ed economici.

1.4Il CESE chiede un rafforzamento delle politiche e degli strumenti seguenti:

·Politica in materia di energie rinnovabili: l'attuale politica in materia di energie rinnovabili è dettata principalmente dalla necessità di incrementare la capacità e non da quella di aumentare le sinergie con il benessere delle comunità rurali. La necessità di massimizzare la capacità di energia rinnovabile è essenziale e altrettanto essenziale è la necessità di quantificare e risolvere tutte le questioni relative allo sviluppo rurale.

·Politica in materia di appalti: l'attuale politica di aggiudicazione degli appalti per gli impianti di energia rinnovabile non è utile per le comunità rurali in quanto si concentra principalmente sulla riduzione dei costi piuttosto che sulle esigenze socioeconomiche dei cittadini rurali. Tutti gli impianti di energia rinnovabile dovrebbero puntare ad essere realizzati nel modo più efficiente possibile sotto il profilo dei costi e a fornire un contributo significativo alle esigenze socioeconomiche delle comunità rurali e dei cittadini rurali.

·Stoccaggio dell'energia elettrica: è necessario far crescere il settore dello stoccaggio dell'energia elettrica. Una delle sfide principali consisterà nella sicurezza stagionale dell'approvvigionamento di energia elettrica. A tal fine saranno utili lo stoccaggio nelle batterie e l'elettrificazione intelligente, combinate con la gestione della domanda. Lo stoccaggio dell'idrogeno verde sarà necessario come soluzione di riserva.

·Finanziamenti specifici attraverso la destinazione vincolata di fondi stanziati nel quadro dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, garantendo in tal modo che il denaro sia effettivamente speso nelle zone rurali.

1.5Il CESE invita la Commissione a proporre un Digital Rural Act quale terza componente della strategia digitale dell'UE, insieme alla legge sui mercati digitali e alla legge sui servizi digitali. La digitalizzazione aprirà nuove opportunità, in particolare per i giovani, e ciò potrebbe cambiare le tendenze demografiche, consentendo alle persone di lavorare da casa e dai centri di lavoro rurali.

1.6A giudizio del CESE, affinché i piani dell'UE o nazionali per la ripresa e la resilienza possano beneficiare appieno del contributo delle zone rurali, è essenziale che la connettività ad alta velocità sia assicurata nell'intero territorio, comprese le zone scarsamente popolate. Il CESE esorta i governi a creare le condizioni affinché gli operatori privati possano fornire questo servizio o, in alternativa, a fornirlo essi stessi attraverso un'impresa statale.

1.7Il CESE ritiene che le autorità di governo e i fornitori di servizi debbano sviluppare applicazioni di facile utilizzo adattate specificamente alle realtà degli stili di vita e delle attività rurali. Con l'applicazione di queste tecnologie sarà, ad esempio, possibile ridurre l'impronta di carbonio dell'agricoltura (agricoltura di precisione) e contribuire a migliorare l'accessibilità delle zone remote (droni). Se il settore privato non fornirà queste soluzioni, spetterà al settore pubblico intervenire.

1.8Il CESE sottolinea che gli utenti rurali di età diverse devono avere la possibilità di ricevere una formazione e migliorare le proprie competenze in modo adeguato, al fine di utilizzare questa nuova tecnologia digitale. L'inclusività nelle zone svantaggiate deve inoltre consentire l'accesso ai dispositivi necessari, attraverso un uso condiviso o un contributo statale per il loro acquisto.

1.9Il CESE è giunto alla conclusione che la diffusione delle tecnologie digitali nelle zone rurali sia necessaria per sostenere la transizione energetica. Il sistema energetico rurale deve essere decentrato, il che implica immense esigenze in termini di una maggiore e migliore interconnessione; ciò a sua volta richiede la diffusione di tecnologie digitali per far corrispondere l'offerta alla domanda e garantire flussi energetici efficienti. L'applicazione digitale a livello rurale dovrà essere altamente efficiente sotto il profilo energetico a causa del minore tasso di utilizzo e della densità di popolazione inferiore. La connettività informatica a basso consumo energetico è indispensabile per le zone rurali.

1.10Il CESE sottolinea che, con il 30 % della popolazione dell'UE che vive nelle zone rurali, una transizione energetica rurale giusta costituisce un elemento chiave della transizione giusta verso un'Unione europea climaticamente neutra, sostenibile e prospera, in linea con l'Agenda territoriale 2030.

1.11La Commissione ha proposto che una quota pari al 20 % di NextGenerationEU sia destinata agli investimenti nel settore digitale. Il CESE raccomanda che tutti gli Stati membri destinino almeno il 10 % di questi fondi al digitale rurale senza imporre oneri burocratici superflui.

2.La transizione energetica nelle zone rurali

Introduzione

2.1Esiste un consenso scientifico generale sul fatto che il più probabile fattore di influenza dell'attività umana sui cambiamenti climatici globali consiste nelle emissioni di biossido di carbonio dovuta alla combustione di combustibili fossili.

2.2Nel suo libro The New Climate War (La nuova guerra climatica), il climatologo Michael Mann afferma che il riscaldamento del nostro pianeta ha oramai raggiunto la zona pericolosa e che non stiamo ancora adottando le misure necessarie per scongiurare la più grande crisi globale mai affrontata.

2.3In alcuni luoghi si sono già manifestati pericolosi effetti dei cambiamenti climatici legati all'aumento del livello dei mari, e città come Venezia e Miami si trovano ad affrontare sfide significative al riguardo. Nella regione amazzonica sono state attuate massicce operazioni di disboscamento e si sono verificati fenomeni di siccità provocati dai cambiamenti climatici. Lo scioglimento più rapido del previsto della calotta polare artica è motivo di grande preoccupazione.

2.4È necessario che tutte le parti interessate su scala mondiale si mobilitino e adottino misure immediate in materia di cambiamenti climatici, in termini sia di mitigazione e adattamento che di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. La rapida riduzione dell'uso di combustibili fossili deve essere una priorità immediata.

Zone rurali

2.5Nelle zone rurali dell'UE vivono 130 milioni di persone, pari al 30 % della popolazione complessiva. Le zone rurali sono molto eterogenee, e le loro caratteristiche sono fortemente influenzate dalla posizione geografica. In molte zone, in particolare nell'Europa meridionale, i cambiamenti climatici causeranno un aumento progressivo della carenza idrica, un aggravamento delle inondazioni e un incremento dell'intensità e della frequenza degli incendi boschivi. Nell'Europa settentrionale, l'aumento delle precipitazioni e delle tempeste può causare e causerà danni significativi e costosi alle infrastrutture. Temperature più elevate intensificheranno il ciclo dell'acqua e aumenteranno la frequenza delle tempeste di forte intensità. Queste circostanze dimostrano la necessità di una transizione energetica e digitale quanto più rapida possibile nelle zone rurali.

2.6L'idea della transizione energetica rurale non ha ricevuto il livello di attenzione che ci si poteva attendere. Ciò è sorprendente perché le risorse necessarie alla produzione di energia rinnovabile sono strettamente legate alle zone rurali. La maggior parte delle infrastrutture per le energie rinnovabili, come le turbine eoliche, le centrali solari e gli impianti a biogas, si trova nelle zone rurali, e anche le reti di trasmissione sono una caratteristica del paesaggio rurale. Molti abitanti delle zone rurali ritengono che tali strutture siano loro imposte e apportino maggiori benefici alle zone urbane.

2.7Le zone rurali hanno esigenze varie e diverse a seconda della loro ubicazione. Le zone rurali possono essere classificate come segue:

·Zone rurali situate all'interno delle aree di pendolarismo di una città (entro un raggio di 60 km) e il cui sviluppo è integrato con la città.

·Regioni rurali che non fanno parte del mercato del lavoro urbano ma che dispongono di un flusso di beni e servizi ambientali e di altre attività economiche da e verso la regione.

·Regioni rurali remote in cui l'economia locale dipende in larga misura dall'esportazione di attività primarie, come i prodotti agricoli, al di fuori della regione. In particolare, queste aree tendono ad avere una popolazione dispersa sul territorio e a soffrire dell'inadeguatezza dei servizi pubblici.

2.8Queste diverse zone rurali devono affrontare sfide molteplici e varie nell'attuazione di una transizione energetica, il che mette in risalto l'importanza di una transizione giusta al fine di conseguire l'obiettivo auspicato.

2.9Molte zone rurali sono fisicamente isolate, con scarsa diversità economica e bassa densità di popolazione. In molti casi, i bassi redditi e l'invecchiamento della popolazione aumentano la vulnerabilità delle comunità rurali. Le persone che vivono da sole in zone rurali isolate con scarsa interazione sociale presentano enormi problemi per l'attuazione della transizione energetica. La povertà energetica costituisce un problema significativo in queste aree.

2.10L'introduzione di contatori intelligenti è una parte essenziale della transizione energetica rurale, e finora sembra che sia stata piuttosto lenta nelle zone rurali. È inoltre necessario garantire che le famiglie a basso reddito e le persone con competenze informatiche limitate possano utilizzare al meglio i contatori intelligenti nel quadro di una transizione energetica giusta in cui nessuno sia lasciato indietro. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza ha stanziato 25 miliardi di EUR per sostenere le competenze e l'istruzione digitali. Gli Stati membri devono assicurare la destinazione vincolata di una quota adeguata di questo fondo alle competenze digitali e alla formazione in materia di alfabetizzazione digitale per le popolazioni rurali. Il fatto che alcune parti d'Europa non dispongano di Internet è una situazione intollerabile cui va posto rimedio quanto prima.

2.11Nel parere Verso una strategia globale per lo sviluppo rurale/urbano sostenibile 1 il CESE ha sottolineato che le politiche agricole, alimentari e rurali devono essere in linea con le politiche in materia di cambiamenti climatici e biodiversità. L'aspetto multifunzionale dell'agricoltura è importante quanto la promozione delle attività non agricole, come la creazione di imprese nel settore dei servizi energetici puliti per creare opportunità di lavoro. Occorre esplorare il potenziale del commercio elettronico.

2.12La comunicazione "Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE" 2 comprende un patto rurale teso tra l'altro a promuovere la coesione territoriale e a creare nuove opportunità per attrarre imprese innovative. L'attuazione di questa visione faciliterebbe notevolmente una transizione energetica giusta nelle zone rurali. Il CESE ha accolto con favore questo approccio nel suo parere Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE 3 .

Trasporti

2.13La fornitura di servizi di trasporto rurale è una questione fondamentale a causa della scarsità dei trasporti pubblici, della bassa densità demografica e della lontananza dai negozi e dai servizi. Inoltre, gli abitanti delle zone rurali che lavorano nei centri urbani spesso coprono lunghe distanze per recarsi sul luogo di lavoro.

2.14È necessario che la pianificazione locale e nazionale fornisca un sistema di trasporto multimodale che consenta la transizione verso le fonti di energia rinnovabili. Tale sistema deve offrire scelte e alternative per il trasporto di persone e merci.

2.15Il trasporto di merci nelle zone rurali richiede un'attenzione particolare per quanto riguarda la transizione energetica. Ad esempio, la consegna di attrezzature alle aziende agricole e la raccolta dei loro prodotti devono costituire una parte importante della pianificazione della transizione energetica. L'obiettivo da raggiungere deve essere costituito dagli autoveicoli commerciali pesanti alimentati a elettricità e a idrogeno. A breve termine, i biocarburanti sostenibili e i veicoli ibridi potrebbero contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

2.16La forte espansione degli acquisti online, soprattutto nelle zone rurali, mette in risalto l'importanza di ridurre le emissioni dei veicoli adibiti alla consegna. L'uso di furgoni elettrici sarà adeguato a tale scopo non appena sarà predisposta un'infrastruttura di ricarica adeguata. Inoltre, i corrieri devono finanziare l'acquisto dei suddetti furgoni. La priorità immediata consiste nell'iniziare a ridurre le emissioni in tutti i modi possibili.

2.17Occorre dare priorità a una migliore offerta di trasporti pubblici nelle zone rurali, che comprenda tanto la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra quanto l'inclusione sociale e la creazione di opportunità di sviluppo rurale. I trasporti pubblici rurali devono essere considerati un bene pubblico nel contesto della transizione energetica e pertanto sono necessari finanziamenti pubblici per promuovere e facilitare trasporti pubblici sostenibili.

2.18Le automobili private sono considerate un mezzo indispensabile nell'ambito del trasporto rurale, in quanto in loro assenza sarebbe impossibile vivere nelle zone rurali. La priorità deve essere quella di aiutare e incoraggiare gli abitanti delle zone rurali a ridurre, ove possibile, l'uso delle automobili private e a passare quanto prima a veicoli a basse emissioni. Gli aiuti finanziari destinati a promuovere l'acquisto di veicoli elettrici devono costituire un obiettivo fondamentale per la transizione energetica nelle zone rurali.

2.19Lo stoccaggio nelle batterie è uno strumento efficace per appiattire la curva della domanda netta di energia elettrica da fonti rinnovabili. L'uso diffuso dei veicoli elettrici potrebbe risultare utile a tal fine. Quando i veicoli elettrici saranno in grado di restituire elettricità alla rete, il parco circolante dei veicoli elettrici potrà fungere da dispositivo di stoccaggio in aggiunta ad altre forme di stoccaggio nelle batterie. Come indicato nel parere del CESE in merito al Regolamento sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi 4 , i consumatori devono trovare economicamente allettante restituire elettricità alla rete a partire dai propri veicoli elettrici.

Turismo

2.20Le zone rurali spesso dipendono dal turismo in quanto importante fonte di reddito, e pertanto devono disporre di un'adeguata infrastruttura per i combustibili alternativi al fine di favorire l'industria turistica riducendo nel contempo le emissioni di gas a effetto serra. Le società di autonoleggio devono essere incoraggiate a passare a veicoli a basse emissioni, preferibilmente a veicoli elettrici. La transizione energetica nelle zone rurali richiede azioni volte ad agevolare un aumento del reddito proveniente dal turismo.

Elettricità da fonti rinnovabili

2.21L'energia elettrica da fonti rinnovabili, come l'energia eolica, solare e da biogas, è una componente importante del paesaggio rurale. L'armonizzazione della legislazione tra gli Stati membri deve promuovere e tutelare gli interessi dei prosumatori e motivare gli investimenti nelle infrastrutture per le energie rinnovabili. La capacità di vendere l'energia prodotta immettendola nella rete nazionale deve essere resa possibile in tutti gli Stati membri. Occorre prevedere regimi di compensazione adeguati tra l'energia rinnovabile prodotta dai prosumatori e l'energia consumata per garantire l'indipendenza energetica delle zone rurali.

2.22In tempi recenti, le aste per appalti centralizzati di elettricità da fonti rinnovabili sono diventate sempre più diffuse e in molti casi sono riuscite a ridurre i costi di costruzione degli impianti eolici e solari. In generale, lo sviluppo dell'elettricità nelle zone rurali è legato principalmente alla decarbonizzazione del settore energetico, e non vi sono sinergie con gli obiettivi dello sviluppo rurale. Gli abitanti delle zone rurali si oppongono spesso a tale sviluppo, in quanto prevedono scarsi benefici per la comunità locale.

2.23Le cooperative e altre organizzazioni a livello locale devono essere coinvolte nella definizione delle sedi per gli impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili, sia nell'entroterra che nelle regioni costiere. Le comunità locali devono detenere una partecipazione azionaria e ottenere un beneficio locale da tali strutture.

2.24In questi grandi progetti, lo sviluppo delle energie rinnovabili è legato principalmente alla decarbonizzazione del settore energetico; vi è scarso interesse per lo sviluppo rurale. I piccoli parchi eolici, i piccoli impianti solari e i digestori anaerobici gestiti dalle cooperative e dalla popolazione locale possono essere maggiormente orientati allo sviluppo rurale e all'inclusione sociale ed economica delle comunità rurali. È necessario raggiungere un equilibrio in relazione a questi due sistemi. Le comunità di energia rinnovabile e le comunità energetiche dei cittadini rappresentano un'opportunità per realizzare una transizione energetica giusta, combinata con lo sviluppo delle comunità.

2.25Uno studio di caso nella Svezia rurale (Ejdemo e Söderholm, 2015) ha rilevato che, in assenza di forme di previdenza comunitarie, le opportunità di occupazione erano molto modeste nel contesto dello sviluppo rurale.

2.26Una comunità energetica dei cittadini è un soggetto giuridico in cui i cittadini, le PMI e gli enti locali si uniscono in quanto utenti finali per cooperare nella produzione di energia rinnovabile. Ne è un esempio il comune di Feldheim (un paesino a sud-ovest di Berlino) che è diventato autosufficiente nel settore dell'energia installando turbine eoliche nei giardini e costruendo una rete indipendente. I residenti pagano prezzi minimi per l'energia elettrica. La creazione di un impianto di biogas ha consentito al paesino di realizzare una rete di teleriscaldamento. Si tratta di un ottimo esempio di comunità di energia rinnovabile in attività, e dimostra inoltre che un approccio dal basso è fondamentale per il futuro delle zone rurali 5 .

2.27La gestione della domanda sposta il consumo di energia elettrica verso periodi di tempo in cui il sistema è in grado di far fronte alla domanda. Dobbiamo appiattire la curva della domanda netta di energia elettrica durante i periodi di picco della domanda, in modo da evitare interruzioni man mano che si produce una maggiore quantità di elettricità verde. Il ricorso allo stoccaggio nelle batterie, allo stoccaggio idroelettrico e all'elettrificazione intelligente offrirà flessibilità nell'appiattimento della curva della domanda netta.

2.28Rivolgendosi ai parlamentari irlandesi a Dublino, la commissaria per l'Energia Kadri Simson ha dichiarato che la guerra in Ucraina ha costretto Bruxelles a fare ulteriori progressi e ad agire più rapidamente per porre fine alle importazioni di combustibili dalla Russia. Ha affermato che, nell'ambito di proposte ancora da concordare, l'UE punta a ricavare il 45 % del suo consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. Si tratta di un aumento rispetto all'attuale obiettivo del 32 % e di oltre il doppio della quota del 22 % prevista per il 2020. Il CESE approva questo nuovo obiettivo, ma avverte che esso può essere raggiunto solo promuovendo rapidamente nuovi e maggiori investimenti nella transizione energetica rurale.

2.29Il vento non soffia sempre, per cui sarà necessario un sistema di riserva. L'idrogeno verde può fornire una riserva per soddisfare le variazioni nella domanda di energia elettrica e può essere stoccato fino al momento in cui è necessario.

Agricoltura

2.30L'attività agricola è fondamentale per lo sviluppo e la prosperità della maggior parte delle zone rurali. Questo settore dell'economia rurale si trova ad affrontare enormi sfide nella realizzazione della transizione energetica.

2.31Non è stato fatto molto per ridurre l'impronta di carbonio dei macchinari agricoli.

2.32Nell'immediato futuro sembra che l'uso di biocarburanti sostenibili offra la migliore possibilità di ridurre le emissioni, in quanto potrebbero essere utilizzati i macchinari esistenti, se opportunamente modificati.

2.33I biocarburanti sostenibili non sono producibili a basso costo, e il loro prezzo può essere oltre il doppio rispetto a quello del diesel. È possibile che col passare del tempo questi prezzi diminuiscano leggermente.

2.34In futuro, quando le macchine agricole elettriche diventeranno maggiormente disponibili, sarà possibile ridurre in modo significativo le emissioni.

2.35L'agricoltura è per lo più un'attività a basso profitto e pertanto i costi d'investimento per il passaggio a macchinari elettrici sarebbero estremamente difficili da finanziare. La necessità di superare il problema del finanziamento del passaggio a macchine elettriche o a idrogeno costituirà un elemento importante nella transizione energetica delle zone rurali.

2.36L'uso di pannelli solari nei fabbricati agricoli consentirebbe agli agricoltori di utilizzare l'elettricità verde e, dato che l'agricoltura è un settore ad alto consumo di energia elettrica, ciò rappresenterebbe un vantaggio significativo nella transizione energetica. Qualsiasi eccedenza potrebbe essere rivenduta alla rete.

2.37L'agricoltura di precisione è un approccio alla gestione delle aziende agricole basato sui dati che può migliorare la produzione e le rese, e ridurre l'impronta di carbonio dell'agricoltura. Ciò è possibile grazie ai progressi della tecnologia digitale con telerilevamento, GPS e sistemi di guida satellitari per i trattori. Tutto ciò sarà importante per la transizione energetica nel settore agricolo, unitamente al fabbisogno di investimenti, formazione e miglioramento delle competenze.

2.38Gli agricoltori possono avere la possibilità di vendere l'energia elettrica eccedentaria alla rete in quanto i produttori di latte e carni bovine dispongono di coperture estensive nelle loro aziende. Alcuni agricoltori possono diventare partner nella creazione di impianti a biomassa e vendere gas alla rete. L'uso dei residui forestali negli impianti a biomassa è importante per facilitare la gestione delle foreste nelle zone in cui tali materiali sono disponibili.

2.39Le conseguenze della guerra in Ucraina rendono necessario un riesame della sicurezza alimentare dell'UE. In via prioritaria, i terreni devono essere utilizzati per la produzione di alimenti. Non dovrebbe esservi concorrenza con l'installazione di pannelli solari su scala industriale né con la produzione di biomassa per le energie rinnovabili, con le quali dovrebbe invece esservi complementarità.

Biometano

2.40Il biometano è un biogas dal quale sono stati eliminati l'anidride carbonica, l'acido solfidrico e l'acqua; può quindi essere iniettato direttamente nella rete del gas o utilizzato in un veicolo a gas.

2.41È necessario istituire digestori anaerobici ove è disponibile una quantità adeguata di liquami. Possono essere utilizzati anche insilati di erba e di mais eccedentari, purché ciò non sia in contrasto con la produzione di alimenti e foraggi.

2.42Sono necessarie ulteriori ricerche per migliorare l'efficienza dei digestori anaerobici e ridurre i costi associati al processo.

2.43L'uso di digestori anaerobici deve essere promosso e finanziato nell'ambito della transizione energetica nelle zone rurali.

2.44L'energia da biomassa può essere utilizzata per produrre calore o elettricità. La biomassa svolgerà un ruolo fondamentale nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Abitazioni rurali

2.45Molte famiglie rurali hanno la possibilità di installare tecnologie di microgenerazione, come pannelli solari e turbine eoliche di piccole dimensioni, con la possibilità di rivendere qualsiasi eccedenza sulla rete.

2.46Le famiglie a basso reddito hanno bisogno di assistenza finanziaria per installare strutture di microgenerazione, che consentirebbero a dette famiglie di compiere una transizione energetica significativa.

2.47Le abitazioni rurali sono in genere meno isolate e meno efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelle urbane. Molte di esse sono edifici isolati in siti esposti alle intemperie.

2.48Nel quadro della transizione energetica è necessario un importante programma di investimenti per ammodernare gli alloggi rurali al fine di migliorarne l'isolamento e l'efficienza energetica. Tali investimenti costituiranno un grande passo avanti nella riduzione del consumo di energia e nella decarbonizzazione del riscaldamento domestico nelle zone rurali. Sarà necessario un regime di aiuti sotto forma di sovvenzioni, in quanto un massiccio programma di ammodernamento comporta costi d'investimento molto elevati. Le famiglie a basso reddito e quelle che si trovano in condizioni di povertà energetica avranno bisogno di un aiuto speciale per realizzare tale transizione.

3.La transizione digitale nelle zone rurali

3.1Nel 2021 la Commissione europea ha presentato la sua visione per la trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030. In primo luogo, ha sottolineato la necessità che le proposte legislative relative alla legge sui mercati digitali e alla legge sui servizi digitali garantiscano uno spazio digitale più sicuro, in cui i diritti fondamentali degli utenti siano protetti, e creino condizioni di parità per le imprese europee nel mondo digitale.

3.2Al fine di nutrire una popolazione mondiale in crescita con il minor impatto ambientale possibile e di promuovere la neutralità carbonica, è necessario predisporre infrastrutture digitali e tecnologiche nelle zone rurali che consentano un uso efficiente e preciso delle risorse nell'agricoltura. Tuttavia, sebbene il 30 % della popolazione europea viva nelle zone rurali, che rappresentano l'80 % del territorio dei 27 Stati membri, nel mondo rurale la digitalizzazione è esposta a maggiori rischi che, se non affrontati, comprometteranno le ambizioni dell'Europa in materia di digitalizzazione. Il quadro legislativo europeo del Digital Rural Act è concepito per affrontare questi rischi promuovendo:

·la garanzia di una copertura di rete a banda larga che sia equa in tutte le regioni d'Europa: attualmente la copertura è buona nei grandi centri urbani e deficitaria nelle zone rurali; al fine di conseguire gli obiettivi della digitalizzazione, vi è l'urgente necessità di risolvere questo problema in modo da non allargare ulteriormente il divario tra le diverse regioni;

·le infrastrutture: garantire gli investimenti privati nella realizzazione delle infrastrutture dell'ultimo miglio, tenendo conto di benefici non finanziari quali le esternalità socioeconomiche;

·lo sviluppo delle capacità: alfabetizzazione digitale degli abitanti delle zone rurali;

·l'adeguatezza: promuovere lo sviluppo di applicazioni che rispondano alle esigenze della comunità agricola e rurale, nelle quali è scarsa l'adozione dei servizi digitali concepiti per l'ambiente urbano.

3.3Il Digital Rural Act, in quanto meccanismo legislativo della Commissione europea, stabilirà, come la legge sui mercati digitali e la legge sui servizi digitali, una serie di norme, obblighi e responsabilità volti a garantire che le zone rurali europee possano usufruire di una serie di iniziative, strumenti e sistemi in materia di accessibilità che, a causa della bassa densità di popolazione, sono economicamente sfavorevoli agli investimenti privati. In tal modo, il Digital Rural Act garantirà l'attuazione della digitalizzazione nelle zone rurali nei casi in cui la sua necessità è inversamente proporzionale ai vantaggi finanziari ottenuti.

3.4Infine, il Digital Rural Act sarà il principale precursore del Green Deal europeo, della strategia "Dal produttore al consumatore" e della neutralità carbonica dell'Europa nel 2050, in quanto la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente sarà possibile solo se la tecnologia e la digitalizzazione saranno disponibili e accessibili al mondo agricolo e rurale.

3.5Come sottolineato nel parere del CESE Migliorare il livello di inclusività, sicurezza e affidabilità della digitalizzazione per tutti 6 , l'importanza della digitalizzazione non può essere sottovalutata, in quanto può "favorire una maggiore mobilità nel mercato del lavoro, rafforzare la produttività e la flessibilità sul luogo di lavoro e consentire la conciliazione tra attività professionale e vita privata quando i lavoratori lavorano a distanza da casa". A tal fine è necessaria una serie completa di competenze digitali, indipendentemente dal fatto che i lavoratori vivano in zone urbane o rurali. Tuttavia, nelle località remote esistono ulteriori barriere multiformi. Il CESE chiede pertanto che l'agenda specifica per le competenze digitali sostenga i cittadini europei che vivono nelle zone rurali. Tale approccio, oltre ad essere al centro della legge sulla digitalizzazione delle zone rurali, dovrebbe contemporaneamente contribuire a colmare il divario digitale e a cogliere i vantaggi della trasformazione digitale della società.

Bruxelles, 21 settembre 2022

Christa SCHWENG

Presidente del Comitato economico e sociale europeo

_____________

(1)    Parere del CESE sul tema  Verso una strategia globale per lo sviluppo rurale/urbano sostenibile , GU C 105 del 4.3.2022, pag. 49.
(2)     COM(2021) 345 final .
(3)      Parere del CESE sul tema Visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE,  GU C 290 del 29.07.2022, pag. 137 .
(4)    Parere del CESE in merito al Regolamento sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, GU C 152 del 6.4.2022, pag. 138 .
(5)       ERP Workshop Report - Seminario 21 .
(6)    Parere del CESE sul tema Migliorare il livello di inclusività, sicurezza e affidabilità della digitalizzazione per tutti, GU C 374 del 16.9.2021, pag. 11 .
Top