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Document EESC-2023-01158-AC

Parere - Comitato economico e sociale europeo - Il diritto alla riparazione

EESC-2023-01158-AC

PARERE

Comitato economico e sociale europeo

Il diritto alla riparazione

_____________

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE)

2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828

[COM(2023) 155 final – 2023/0083 (COD)]

INT/1015

Relatore: Thierry LIBAERT

Correlatrice: Émilie PROUZET 

IT

Consultazione

Parlamento europeo, 17/04/2023

Consiglio dell'Unione europea, 12/04/2023

Base giuridica

Articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Sezione competente

Sezione Mercato unico, produzione e consumo

Adozione in sezione

02/06/2023

Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)

66/0/0

Adozione in sessione plenaria

14/06/2023

Sessione plenaria n.

579

Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)

178/1/1

1.Conclusioni e raccomandazioni

1.1Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) si congratula con la Commissione per il pacchetto di proposte volte ad agevolare la riparabilità dei prodotti e a rendere questa possibilità efficace e tempestiva intervenendo dalla progettazione fino alla fine del ciclo di vita dei prodotti.

1.2Il CESE ritiene che alcune delle misure illustrate di seguito potrebbero contribuire a rafforzare l'effettiva applicazione del diritto alla riparazione.

1.3Una migliore informazione dei consumatori può indubbiamente contribuire al diritto alla riparazione. In tal senso, la creazione di una piattaforma nazionale che raccolga l'insieme delle informazioni è positiva, ma è necessario precisare le condizioni di istituzione e di aggiornamento di questo strumento.

1.4In secondo luogo, per facilitare il ricorso alla riparazione, il CESE accoglie con favore l'equilibrio tra le misure relative alla garanzia legale, che rafforza l'obbligo di riparazione pur mantenendo la scelta del consumatore di ricorrere alla sostituzione in caso di inconvenienti gravi. Tuttavia, il Comitato ritiene che tale rafforzamento dell'obbligo di riparazione per il distributore debba essere accompagnato da una reale attuazione del pieno diritto di ricorso di quest'ultimo nei confronti del fabbricante (in particolare per quanto riguarda le parti di ricambio e i costi). Difatti, i distributori hanno un ruolo di interfaccia con i consumatori e devono poter ricevere sostegno in tal senso.

1.5Al fine di agevolare il ricorso alla riparazione al di fuori della garanzia legale, è essenziale sostenere la diffusione dei fornitori di servizi di riparazione, sia sul piano della loro formazione professionale sia garantendo a tutti i riparatori l'accesso alle informazioni essenziali sulla riparazione e la manutenzione e ai pezzi di ricambio necessari a un prezzo ragionevole.

1.6La promozione della riparabilità dei prodotti sin dalla loro progettazione è il tema di una proposta di regolamento separata. È tuttavia necessario favorire la riparabilità anche al di là della fase di progettazione, vale a dire dopo la vendita. Pertanto, nel contesto dell'ammodernamento in corso del quadro in materia di proprietà intellettuale 1 , il CESE invita la Commissione a valutare l'opportunità di promuovere la condivisione dei dati per le parti di ricambio e la riparabilità dei prodotti. Occorre inoltre rafforzare l'accesso alle parti di ricambio realizzate con stampa 3D o ai pezzi di seconda mano sicuri, nonché il sostegno ai prodotti ricondizionati.

1.7Per motivi di coerenza, il diritto alla riparazione deve essere fondato anche sul divieto di pratiche deliberate, in particolare la serializzazione, che costituiscono un ostacolo alla riparazione nei casi in cui è evidente che tali pratiche vengono applicate unicamente per ostacolare la concorrenza sul mercato dei pezzi di ricambio.

1.8Infine, è necessario affrontare la questione della qualità, della sicurezza e dei costi della riparazione. La messa in concorrenza dei fornitori di servizi di riparazione mediante il modulo armonizzato sulla base di informazioni comparative costituisce uno strumento valido per favorire lo sviluppo del mercato. Tuttavia, il CESE ritiene assolutamente necessario compiere un ulteriore passo avanti in questo ambito e basarsi sulle esperienze esistenti a livello nazionale per individuare gli strumenti finanziari che hanno maggiori probabilità di indurre i consumatori a far riparare i loro prodotti.

1.9Il CESE ricorda che il tema della riparazione riguarda tutte le parti interessate e non solo le imprese. Invita la Commissione a promuovere campagne di sensibilizzazione dei consumatori riguardo agli interventi di manutenzione e all'utilizzo dei prodotti, nonché sul tema della riparazione.

2.Sintesi del documento della Commissione

2.1La proposta di direttiva fa parte di un insieme di testi volti a promuovere il ruolo dei consumatori nella transizione verde, ed è coerente – in particolare – con un pacchetto di testi che comprende il Green Deal europeo (dicembre 2019), il piano d'azione per l'economia circolare (marzo 2020) e la nuova agenda dei consumatori (novembre 2020).

2.2Al fine di promuovere la riparazione dei beni non conformi, la Commissione europea cerca di restituire potere ai consumatori, fornendo loro i mezzi per optare per l'economia circolare in due fasi fondamentali:

1.al momento dell'acquisto, conformemente:

a)alla proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, che prevede specifiche in materia di progettazione dei prodotti e di disponibilità delle parti di ricambio;

b)alla proposta di direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, che stabilisce requisiti relativi alle informazioni sulla durabilità e sulla riparabilità del prodotto presso il punto vendita;

2.e dopo la vendita:

a)a norma della direttiva che specifica la garanzia legale, nel periodo di garanzia successivo all'acquisto del prodotto il consumatore può, qualora il prodotto sia difettoso, scegliere tra la riparazione o la sostituzione del prodotto non conforme a titolo gratuito. La riparazione può non essere scelta nei casi in cui risulta impossibile o comporta un costo sproporzionato per il distributore o anche un inconveniente significativo per il consumatore;

b)l'iniziativa sulla riparabilità si applica anche nel periodo successivo alla vendita.

2.3La proposta di direttiva recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni riguarda i casi di prodotti difettosi o danneggiati durante e oltre il periodo della garanzia legale. Essa stabilisce quattro obblighi principali:

˗un obbligo generale di riparazione;

˗la fornitura di un modulo di informazioni sulla riparazione e sui riparatori;

˗la fornitura di informazioni relative alla riparazione;

˗la creazione di una piattaforma nazionale di informazioni sulla riparazione e sui riparatori.

Un articolo della proposta di direttiva modifica però la direttiva 2019/771 per quanto riguarda le disposizioni in materia di rimedi dei consumatori per non conformità (garanzia legale). Esso determina un primato della riparazione rispetto alla sostituzione nei casi in cui i costi della riparazione sono inferiori o pari a quelli della sostituzione del prodotto.

3.Osservazioni generali

3.1Il CESE accoglie con favore gli obiettivi della proposta di direttiva, vale a dire la promozione di un vero e proprio diritto europeo alla riparazione. Ritiene che essa integri opportunamente i precedenti testi relativi alla progettazione ecocompatibile dei prodotti, al rafforzamento del potere dei consumatori europei e all'informazione dei consumatori in merito alle asserzioni ambientali.

3.2Lo sviluppo dell'attività di riparazione deve invece costituire una priorità per l'Unione europea, come la Commissione ha ben compreso. La riparazione è al centro del modello economico che l'UE deve promuovere a fianco degli operatori economici (fabbricanti, distributori, ecc.), dei consumatori e, più in generale, dei cittadini europei. Il CESE desidera quindi condividere una visione del "diritto alla riparazione" che non può limitarsi a un diritto "formale" o "teorico". La legislazione europea deve basarsi sul principio di salvaguardia dell'offerta e della domanda di riparazione di qualità, garantendo un accesso effettivo alla riparazione e incoraggiando la scelta dei consumatori in tal senso.

3.3Dal punto di vista ambientale, l'allungamento della vita utile di un prodotto costituisce una misura fondamentale per ridurre l'impatto del consumo. Ovviamente tale allungamento deve avvenire in funzione dell'analisi del ciclo di vita, dato che la durata di tutti i prodotti non va prolungata all'infinito. Il CESE sostiene pertanto la misura che collega l'obbligo di riparabilità alla durata di vita dei prodotti definita negli atti delegati per categoria di prodotti adottati nel quadro del futuro regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti.

3.4Inoltre, il CESE approva il primo elenco di prodotti di cui all'allegato 2. Sostiene altresì l'idea di integrare tale elenco con le categorie di prodotti definite negli atti delegati menzionati al punto 3.3. La progettazione e la riparabilità dei prodotti sono quindi automaticamente legate alle informazioni fornite al consumatore e all'obbligo di riparazione.

3.5Sul piano sociale ed economico la riparazione crea valore e posti di lavoro di qualità in Europa. Secondo uno studio condotto da Gaia 2 , la riparazione crea 404 posti di lavoro per 10 000 tonnellate trattate, ossia 50 volte in più rispetto allo smaltimento dei rifiuti. Tuttavia, il CESE esprime preoccupazione per il fatto che la formazione professionale e le competenze tecniche necessarie per rendere effettivo tale diritto sono insufficienti. Invita pertanto la Commissione a mettere in campo, in stretta collaborazione con le associazioni di categoria, tutti gli strumenti necessari per sviluppare la formazione iniziale e continua alle attività professionali in materia di riparazione.

3.6Inoltre, la riparazione presenta un elevato potenziale in termini di aumento del potere d'acquisto, in particolare per i gruppi più svantaggiati della popolazione che sono generalmente costretti a riacquistare determinati beni precocemente.

3.7Il CESE si compiace del fatto che, nella sua proposta di direttiva, la Commissione tenga adeguatamente conto della necessità di intervenire sia nel quadro della garanzia sia al di fuori della stessa. Questo punto è tanto più importante in quanto il quadro per la durata della garanzia legale è eterogeneo (2 anni nella maggior parte dei paesi; 3 anni in Grecia; la durata stimata di vita del prodotto in Finlandia e nei Paesi Bassi). Anche una maggiore trasparenza e chiarezza delle pratiche di riparazione a livello europeo, o persino un'armonizzazione dei quadri giuridici che porti a norme più elevate, costituiscono condizioni necessarie per l'introduzione del diritto alla riparazione.

4.Osservazioni particolari

Questa sezione illustra le possibilità di apportare dei miglioramenti sulla scorta delle proposte della Commissione in merito al seguente obiettivo: rendere la riparazione più attraente agli occhi del consumatore rispetto alla sostituzione.

4.1Migliorare le informazioni fornite ai consumatori

4.1.1Il CESE si compiace del fatto che la Commissione proponga di migliorare l'informazione ai consumatori garantendo l'esistenza in ciascuno Stato membro di una piattaforma che permetta di individuare le soluzioni in materia di riparazione. È importante precisare le condizioni per la creazione e la gestione di tale piattaforma al fine di garantire che le informazioni che vi vengono pubblicate siano complete e aggiornate.

4.1.2Rispetto alla sostituzione del prodotto, la riparazione presuppone una conoscenza delle condizioni a questa associate. La messa in concorrenza dei servizi di riparazione e la trasparenza dei prezzi, delle modalità e della qualità della riparazione derivante dall'obbligo di compilare un modulo di informazioni sulla riparazione consentiranno ai consumatori di ottenere offerte migliori e quindi di aumentare il numero di riparazioni. Il CESE accoglie quindi con favore la volontà di armonizzare le informazioni fornite dai riparatori mediante un modulo europeo. Invita i colegislatori a garantire la coerenza tra la proposta in esame, la proposta relativa alla progettazione ecocompatibile dei prodotti e la proposta sulle asserzioni ambientali.

4.1.3Inoltre, in linea con le proprie raccomandazioni, il CESE sostiene la creazione di un indice di riparabilità armonizzato a livello europeo per singole categorie di prodotti, come previsto dalla proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti. Invita gli Stati membri a impegnarsi a istituire tale indice in armonia con la proposta di regolamento, per evitare di far salire i costi per le parti interessate e di creare confusione tra i consumatori.

4.1.4Infine, è necessario condurre una campagna di informazione e sensibilizzazione a livello europeo per far comprendere i vantaggi della riparazione e del principio "acquistare meglio e meno". La campagna di sensibilizzazione dovrebbe puntare a fornire informazioni chiare sugli interventi di manutenzione che il consumatore deve compiere. In questo senso, il CESE sostiene le misure presentate nella proposta di direttiva sulle asserzioni ambientali (green claims).

4.2Facilitare l'atto della riparazione

4.2.1L'atto della riparazione si intende innanzitutto nel periodo di garanzia. A tale riguardo, si afferma giustamente il primato della riparazione rispetto alla sostituzione con un prodotto nuovo, già approvato dal CESE nel suo parere sul tema Responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione 3 . Il venditore deve infatti riparare il bene a un costo pari o inferiore al costo di sostituzione, a meno che la riparazione non sia impossibile o comporti un costo sproporzionato. Ne consegue che anche la scelta dei consumatori tra sostituzione e riparazione è a sua volta condizionata. Tuttavia, essi conservano la possibilità di chiedere la sostituzione in caso di inconvenienti gravi, come nel caso dei prodotti necessari alla loro vita quotidiana o professionale.

4.2.2Inoltre, il CESE è del parere che sia necessario integrare nella legislazione obbligatoria, e dunque garantire, la possibilità per il distributore di un rimedio nei confronti del fabbricante, affinché tale misura sia operativa ed economicamente sostenibile. L'obbligo di riparazione che incombe al distributore, a prescindere dai costi, deve essere accompagnato dal diritto a un ricorso effettivo di quest'ultimo nei confronti del fabbricante per quanto riguarda l'accesso alle parti di ricambio e la ripartizione dei costi. Detto obbligo deve essere sufficientemente semplice da attuare affinché le PMI siano in grado di adempierlo.

4.2.3Uno dei principali progressi del testo consiste anche nell'obbligo per il produttore di assicurare la riparazione dei suoi beni oltre il periodo di garanzia legale. Per motivi di concorrenza, è essenziale che tale obbligo si applichi anche ai produttori di paesi terzi. Il CESE rammenta pertanto che occorre attuare la responsabilità dei mandatari dei produttori o anche quella dei centri di logistica (fulfillment centres).

4.2.4Inoltre, la rete dei punti di riparazione sul territorio costituisce una condizione importante per incoraggiare il ricorso a questa pratica. Secondo il CESE, in Europa è necessario disporre di un maggior numero di riparatori e, di conseguenza, adottare una politica proattiva di formazione professionale in materia di riparazione. Si tratta di una politica tanto più necessaria in quanto, a seguito del forte sviluppo delle tecnologie digitali e degli oggetti connessi, la professione del riparatore si è notevolmente evoluta. Oltre alla formazione, sarà anche necessario offrire posti di lavoro di qualità e adeguatamente retribuiti, in quanto molti Stati membri risentono già di una mancanza di personale qualificato, specie nel settore dell'artigianato.

4.2.5Per assicurare lo sviluppo dei servizi di riparazione è indispensabile che i riparatori indipendenti abbiano le stesse opportunità dei riparatori autorizzati dai produttori. Il CESE ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe sostenere e incoraggiare lo sviluppo di nuovi modelli economici, come i servizi di riparazione professionali, le officine di riparazione, i "repair café", ecc., e raccomanda pertanto di aumentare il numero dei punti di accesso alla riparazione.

4.3Promuovere la riparabilità dei prodotti sin dalla progettazione e oltre

4.3.1Sebbene le pratiche di obsolescenza programmata costituiscano effettivamente degli ostacoli alla riparazione, il CESE ritiene che esse vengano affrontate in modo più specifico da altre direttive.

4.3.2Sarebbe però coerente che la Commissione prendesse spunto da questo testo sulla riparazione per chiedere agli Stati membri di vietare qualsiasi pratica di non riparabilità intenzionale. Il diritto alla riparazione non può sussistere se alcuni oggetti sono progettati in modo da non essere riparabili.

4.3.3Le pratiche di serializzazione o di abbinamento (pairing) ostacolano o bloccano la sostituzione di componenti di un prodotto contrassegnando alcune sue parti con un numero di serie.
Quando un componente di serie viene sostituito con un numero che non corrisponde a quello registrato nella scheda madre, quest'ultima altera o blocca il funzionamento dell'apparecchio. Tale pratica non soltanto limita la capacità di riparazione del prodotto al solo circuito tecnico autorizzato o certificato dal fabbricante a scapito dei riparatori indipendenti e dei
ricondizionatori, ma rende anche impossibile utilizzare parti di ricambio o componenti provenienti dall'economia circolare. Il CESE invita la Commissione e gli Stati membri a vietare e sanzionare pratiche di questo tipo, che sono con tutta evidenza di ostacolo alla riparazione.

4.3.4La proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti stabilisce il periodo durante il quale devono essere disponibili le parti di ricambio per categoria di prodotti. Tuttavia, in considerazione delle sfide legate alla carenza di materie prime, il CESE invita la Commissione a promuovere la produzione di parti di ricambio utilizzando la stampa 3D. Questo significa che i produttori devono pubblicare i loro modelli 3D quando cessano di produrre tali parti – come già alcuni di essi hanno fatto negli ultimi anni. Nel contesto della futura revisione del quadro in materia di proprietà intellettuale, il Comitato invita la Commissione a valutare l'opportunità di promuovere la condivisione dei dati per le parti di ricambio e la comunicazione di tali informazioni attraverso la piattaforma.

4.3.5Il CESE auspica che l'UE sostenga il settore del ricondizionamento delle apparecchiature, in quanto questo persegue i medesimi obiettivi economici e ambientali della riparazione.

4.4Intervenire sui costi di riparazione

4.4.1Poiché i costi di riparazione costituiscono uno dei principali ostacoli alla riparazione stessa, è necessario integrare le disposizioni della proposta di direttiva con delle proposte volte a ridurre tali costi per il consumatore.

4.4.2Al di fuori della garanzia legale, il CESE ritiene che l'uso generalizzato del modulo di informazioni, che permette di sapere il prezzo della riparazione e di mettere i diversi riparatori in concorrenza tra loro, favorisca l'effettuazione della riparazione e la diminuzione dei relativi costi.

4.4.3Per ridurre i costi di riparazione, l'UE potrebbe incoraggiare l'uso di parti di ricambio di seconda mano. Il CESE si rammarica che il mercato dei materiali provenienti da beni di seconda mano o delle parti di ricambio sicuri e riciclati sia attualmente piuttosto limitato e poco competitivo a causa della mancanza di infrastrutture e di una legislazione adeguata.

4.4.4La Commissione deve da parte sua spingersi oltre, adottando misure concrete che rendano il segnale del prezzo della riparazione più favorevole. Essa deve chiedere agli Stati membri di adottare misure in questo senso. Il CESE ritiene pertanto essenziale promuovere degli incentivi fiscali o altre misure compensative a favore della riparazione. Sulla scorta delle esperienze già esistenti a livello nazionale, è necessario individuare gli strumenti più appropriati per stimolare il mercato dell'usato e delle riparazioni.

Bruxelles, 14 giugno 2023

Oliver RÖPKE
Presidente del Comitato economico e sociale europeo

_____________

(1)       https://single-market-economy.ec.europa.eu/industry/strategy/intellectual-property/industrial-design-protection_fr .
(2)    Gaïa, Zero Waste and Economic Recovery. The job creation potential of zero waste solution [Rifiuti zero e ripresa economica. Il potenziale della soluzione rifiuti zero in termini di creazione di posti di lavoro], 2021.
(3)     GU C 443 del 22.11.2022, pag. 75 .
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