COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 25.7.2024
COM(2024) 318 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO
Trentacinquesima relazione annuale sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e sulla lotta contro la frode (2023)
{SWD(2024) 187 final} - {SWD(2024) 188 final} - {SWD(2024) 189 final} - {SWD(2024) 190 final} - {SWD(2024) 191 final} - {SWD(2024) 192 final} - {SWD(2024) 193 final}
Indice
1.Introduzione
1.1.Gli interessi finanziari dell'UE e la relativa tutela
1.2.Fonti di dati
2.Misure chiave a livello dell'UE
2.1.Rifusione del regolamento finanziario
2.2.Attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza
2.3.Direttiva sulla protezione degli informatori – stato di recepimento()
2.4.Revisione del piano d'azione che accompagna la strategia antifrode della Commissione
2.5.Pacchetto anticorruzione dell'UE
2.5.1.Direttiva sulla lotta contro la corruzione mediante il diritto penale
2.5.2.Comunicazione sulla lotta contro la corruzione
2.5.3.Ampliare il pacchetto di strumenti sanzionatori della politica estera e di sicurezza comune al fine di includervi gravi atti di corruzione
2.6.Il programma antifrode dell'UE
2.7.Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione PIF 2022
2.8.Antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo
3.Misure degli Stati membri per la tutela degli interessi finanziari dell'UE
3.1.Strategie nazionali antifrode
3.2.Misure antifrode adottate a livello nazionale
3.3.Attuazione delle raccomandazioni della Commissione del 2022 rivolte agli Stati membri
3.3.1.Miglioramento dell'individuazione e della segnalazione delle frodi sospette e del seguito dato alle stesse
3.3.2.La digitalizzazione della lotta contro la frode a livello degli Stati membri
3.3.3.Rafforzamento della governance antifrode negli Stati membri
4.Lotta contro le irregolarità, la frode, la corruzione e i conflitti di interessi a danno del bilancio dell'UE
4.1.Quadro generale
4.1.1.Indagini dell'OLAF
4.1.2.Indagini dell'EPPO
4.2.Entrate – Risorse proprie tradizionali()
4.3.Spese
4.3.1.Agricoltura()
4.3.2.Politica di coesione()
4.3.3.Altri settori di bilancio()
4.4.Criminalità organizzata, corruzione e conflitti di interessi
5.Conclusioni e raccomandazioni
5.1.Sviluppare conoscenze antifrode sulla base di dati completi, affidabili e aggiornati
5.2.Strumenti migliori: accelerare la digitalizzazione della lotta contro la frode
5.3.Sviluppare la governance dell'architettura antifrode
SINTESI
In linea con l'obbligo stabilito dall'articolo 325, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la Commissione europea, in cooperazione con gli Stati membri dell'UE, presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione (relazione sulla tutela degli interessi finanziari/relazione PIF) sulle misure adottate ai fini dell'attuazione di tale articolo. Sulla base della relazione, il Parlamento europeo adotta la sua proposta di risoluzione annuale sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE e la lotta contro la frode.
Nella relazione PIF 2023 sono illustrate le misure a livello nazionale e dell'UE volte a rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell'UE.
Entro la fine del 2023 era stato raggiunto un accordo politico sulla proposta di rifusione del regolamento finanziario al fine di rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell'UE. Il testo concordato estende l'ambito di applicazione del sistema di individuazione precoce e di esclusione al fine di includere la gestione concorrente. Introduce inoltre la base giuridica per la realizzazione di uno strumento modernizzato di estrazione di dati e valutazione del rischio a partire dallo strumento esistente denominato Arachne.
Con l'aumento della spesa connessa all'attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, la Commissione sta intensificando le proprie attività di audit per quanto riguarda la regolarità e la legittimità della spesa e la tutela degli interessi finanziari dell'UE. La revisione dei piani nazionali ha inoltre offerto l'opportunità di riesaminare l'adeguatezza e la solidità dei sistemi di controllo degli Stati membri e di includere prescrizioni aggiuntive laddove necessario.
La Commissione ha adottato un pacchetto di misure anticorruzione, tra cui una proposta di direttiva sulla lotta contro la corruzione. L'ambiziosa proposta mira a intensificare la prevenzione della corruzione in tutti gli Stati membri, ad armonizzare i reati di corruzione e le relative sanzioni e a garantire che le autorità di contrasto e preposte all'azione penale dispongano degli strumenti necessari per combattere la corruzione.
Poiché il piano d'azione della strategia antifrode della Commissione del 2019 era stato pienamente attuato, nel 2023 la Commissione ha adottato un nuovo piano d'azione incentrato su sette temi, tra cui la digitalizzazione della lotta contro la frode.
Il programma antifrode dell'UE è giunto al termine del suo terzo anno di attuazione, finanziando iniziative in tutta l'UE volte a rafforzare la lotta contro la frode e a sostenere lo sviluppo e il mantenimento di strumenti informatici che forniscono assistenza amministrativa alle dogane e sostengono la segnalazione delle irregolarità.
Nel 2023 21 Stati membri su 27 hanno dichiarato di disporre di una strategia antifrode per la tutela degli interessi finanziari dell'UE. L'approccio adottato dai 21 Stati membri era estremamente vario: 10 paesi hanno adottato una strategia nazionale antifrode mentre gli altri si affidano ad altri tipi di strategie (settoriali, regionali, correlate ai programmi).
Gli Stati membri seguono inoltre le raccomandazioni della Commissione di rafforzare la propria governance antifrode e di mantenere la digitalizzazione della lotta contro la frode in cima alla propria agenda. L'attenzione posta su questo aspetto fondamentale nella lotta contro la frode è testimoniata anche dal crescente numero di misure adottate a livello nazionale.
Gli indicatori chiave sulle frodi e sulle irregolarità individuate rimangono in linea con gli anni precedenti, così come i principali problemi individuati, ad esempio in relazione al seguito dato a frodi sospette. La Commissione ribadisce pertanto le raccomandazioni formulate nella relazione PIF 2022. In tal modo sarà altresì possibile garantire un monitoraggio costante delle misure adottate per quanto riguarda il rafforzamento della governance antifrode, la digitalizzazione della lotta contro la frode e i miglioramenti connessi all'individuazione e alla segnalazione delle frodi sospette e al seguito dato alle stesse.
ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI
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AFIS
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Sistema d'informazione antifrode
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IA
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Intelligenza artificiale
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CAFS
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Strategia antifrode della Commissione
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PAC
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Politica agricola comune
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DIAI
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Direzione ungherese per l'audit interno e l'integrità
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EDES
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Sistema di individuazione precoce e di esclusione
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EPPO
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Procura europea
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FESR
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Fondo europeo di sviluppo regionale
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FSE
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Fondo sociale europeo
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UE
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Unione europea
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FEAD
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Fondo di aiuti europei agli indigenti
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IMS
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Sistema di gestione delle irregolarità
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IPA
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Strumento di assistenza preadesione
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ODC
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Operazione doganale congiunta
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NAFS
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Strategie nazionali antifrode
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OLAF
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Ufficio europeo per la lotta antifrode
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PIF
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Tutela degli interessi finanziari
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Audit PFIU
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Audit sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione
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RRF
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Dispositivo per la ripresa e la resilienza
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PNRR
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Piano nazionale per la ripresa e la resilienza
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TFUE
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Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
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RPT
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Risorse proprie tradizionali
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UAFP
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Programma antifrode dell'Unione
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IVA
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Imposta sul valore aggiunto
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1.Introduzione
1.1.Gli interessi finanziari dell'UE e la relativa tutela
Il bilancio dell'UE per il 2023 ammonta a circa 186,6 miliardi di EUR in stanziamenti di impegno e 168,6 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento. Si tratta di un aumento pari a +1,1 % per gli impegni e a +1 % per i pagamenti rispetto al bilancio 2022. Il quadro finanziario pluriennale 2021‑2027 ammonta a 1 074,3 miliardi di EUR. Ulteriori risorse provengono da Next Generation EU, il pacchetto per la ripresa economica dell'UE in seguito alla pandemia di COVID-19, che prevede una spesa pari a 750 miliardi di EUR tra il 2021 e il 2026.
Grazie a tali risorse l'UE finanzia le proprie politiche e promuove i propri obiettivi e valori.
Gli Stati membri dell'UE gestiscono la quota più consistente delle spese dell'Unione e riscuotono l'IVA e le risorse proprie tradizionali (RPT, principalmente dazi doganali).
L'UE e i suoi Stati membri, conformemente all'articolo
325 TFUE
, devono combattere la frode e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'UE(). In linea con l'articolo 325, paragrafo 5, TFUE, la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri dell'UE, presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle misure adottate ai fini dell'attuazione di detto articolo. La presente relazione, denominata anche relazione PIF, soddisfa tale obbligo per il 2023. Essa è accompagnata da sette documenti di lavoro().
La sezione 2 della relazione è incentrata sulle misure a livello dell'UE, mentre la sezione 3 riguarda le misure adottate a livello nazionale. Nella sezione 4 sono presentati i dati e i principali risultati analitici relativi alla lotta contro la frode, la corruzione, i conflitti di interessi e altre irregolarità che interessano il bilancio dell'UE. La sezione 5 contiene conclusioni e raccomandazioni.
1.2.Fonti di dati
La sezione 3 della presente relazione si basa sulle informazioni fornite dagli Stati membri attraverso appositi questionari. La sezione 4 si basa sulle irregolarità individuate e segnalate dagli Stati membri() (sezioni 4.2 e 4.3), dai paesi beneficiari dell'assistenza preadesione() (sezione 4.4) e sugli ordini di riscossione estratti dal sistema di contabilità ABAC della Commissione (gestione diretta, sezione 4.4).
I regolamenti settoriali in materia di risorse proprie tradizionali, fondi in regime di gestione concorrente e strumenti di preadesione specificano le condizioni alle quali gli Stati membri e i paesi beneficiari dell'assistenza preadesione devono segnalare le irregolarità riscontrate in tali settori. La segnalazione di irregolarità è soggetta ad alcune limitazioni().
Nella presente relazione sono utilizzate due ampie categorie per i casi segnalati dagli Stati membri e dai paesi beneficiari: irregolarità fraudolente () e irregolarità non fraudolente().
La sezione 4.1.1 riassume i principali risultati delle indagini amministrative dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode nel 2023, tratti dalla sua relazione annuale. La relazione annuale 2023 dell'OLAF() riguarda in particolare tutte le indagini concluse nell'anno di riferimento.
La sezione 4.1.2 riassume i principali risultati delle indagini giudiziarie della Procura europea (EPPO) nel 2023, tratti dalla sua relazione annuale. La relazione annuale 2023 dell'EPPO() presenta, tra l'altro, statistiche sulle indagini avviate nell'anno di riferimento() e su tutte le indagini in corso alla fine di tale anno().
Le fonti di dati presentano alcune differenze di fondo significative in termini di natura, portata, settori di bilancio interessati e intervalli temporali().
La relazione PIF adotta principalmente un approccio basato su un singolo anno, mostrando le irregolarità segnalate nell'anno di riferimento, e presenta gli importi calcolati e comunicati dagli Stati membri come incidenza finanziaria delle irregolarità individuate().
La tabella seguente riassume le principali differenze tra le tre principali fonti di dati.
Figura 1: analogie e differenze tra le fonti di dati utilizzate nella presente relazione
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Ambito di applicazione
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Relazione PIF
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Relazione OLAF
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Relazione EPPO
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Riguardanti nello specifico le attività di un solo organismo
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No
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Sì
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Sì
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Irregolarità fraudolente
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Sì
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Sì(a)
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Sì
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Irregolarità non fraudolente
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Sì
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Sì
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No
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Ambito di applicazione territoriale
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Stati membri partecipanti all'EPPO.
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Sì
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Sì
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Sì
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Stati membri non partecipanti all'EPPO
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Sì
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Sì
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Sì(a)
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Paesi non appartenenti all'UE
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Sì(b)
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Sì
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Sì(a)
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Settore di bilancio
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Gestione concorrente
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Sì
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Sì
|
Sì
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Frode doganale (non IVA)
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Sì
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Sì
|
Sì
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Gestione indiretta (preadesione)
|
Sì
|
Sì
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Sì(a)
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Gestione diretta (non RRF)
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Sì
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Sì
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Sì
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Gestione diretta (RRF)
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No
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Sì
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Sì
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Frodi in materia di IVA
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No
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Sì
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Sì
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Fonti di dati
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Dirette(c)
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In parte
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Sì
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Sì
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Indirette(d)
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Sì
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No
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No
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Intervallo temporale
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Su base annua(e)
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Sì
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Sì
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In parte
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Su base aggregata(f)
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In parte
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In parte
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Sì
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(a) Entro i limiti del suo mandato.
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(b) Limitatamente ai paesi che beneficiano dell'assistenza preadesione.
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(c) Per fonte diretta di dati si intende che la segnalazione si riferisce a casi oggetto di indagine diretta da parte dell'organismo responsabile della segnalazione. I dati sui casi individuati dalla Commissione costituiscono solo una parte limitata della serie di dati utilizzata nella relazione PIF.
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(d) Per fonte indiretta di dati si intende che i dati comunicati provengono da una fonte di dati diversa. Nel caso della relazione PIF, la Commissione utilizza i dati sulle irregolarità (fraudolente e non fraudolente) segnalate dalle autorità nazionali degli Stati membri e dei paesi candidati.
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(e) La relazione dell'EPPO contiene informazioni sui dati indicati nell'anno di riferimento (indagini avviate, provvedimenti di congelamento concessi) e dati aggregati (indagini attive).
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(f) I dati aggregati (solitamente relativi agli ultimi cinque anni) per la relazione PIF sono disponibili nel documento di lavoro dei servizi della Commissione "Statistical evaluation of reported irregularities", ma non nella relazione stessa.
— La relazione dell'OLAF fornisce dati aggregati su alcuni tipi di informazioni, riguardanti principalmente gli ultimi cinque anni.
— La relazione dell'EPPO fornisce dati aggregati quando si riferiscono a indagini attive.
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2.Misure chiave a livello dell'UE
La presente sezione è incentrata sui principali sviluppi riguardanti le iniziative politiche e legislative chiave a livello dell'UE per la tutela degli interessi finanziari di quest'ultima. L'elenco non è esaustivo.
2.1.Rifusione del regolamento finanziario
La tutela degli interessi finanziari dell'UE è stata rafforzata dall'accordo politico sulla rifusione del regolamento finanziario del 7 dicembre 2023. Le modifiche apportate al sistema di individuazione precoce e di esclusione (EDES) e l'introduzione della base giuridica per uno strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio, nonché le modifiche al sistema di trasparenza, sono intese ad affrontare e migliorare l'individuazione e la prevenzione delle frodi e la lotta contro le stesse.
In primo luogo, per quanto riguarda l'EDES, i colegislatori hanno convenuto di estenderne l'ambito di applicazione per i reati più gravi (ad esempio frode, corruzione, attività di riciclaggio di denaro) ai fondi in regime di gestione concorrente e ai fondi erogati in regime di gestione diretta con gli Stati membri. La modifica si applicherà per i programmi adottati o finanziati a decorrere dal 1º gennaio 2028. Inoltre il nuovo regolamento finanziario apporterà ulteriori miglioramenti al sistema, anche per quanto riguarda i) la possibilità di escludere i titolari effettivi e le entità affiliate di un'entità primaria esclusa; ii) nuovi motivi di esclusione (ad esempio rifiuto di cooperare alle indagini, ai controlli o agli audit effettuati da organismi investigativi dell'UE); iii) l'introduzione di una procedura accelerata dinanzi all'istanza EDES.
La rifusione del regolamento finanziario ha inoltre introdotto la base giuridica per la realizzazione di uno strumento modernizzato di estrazione di dati e valutazione del rischio a partire dallo strumento esistente denominato Arachne. Lo strumento attuale è utilizzato dalla Commissione e da una serie di Stati membri su base volontaria nell'ambito della gestione concorrente e del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Lo strumento modernizzato di estrazione di dati e valutazione del rischio sarà utilizzato in tutte le modalità di gestione. Tutti gli Stati membri saranno tenuti a fornire dati allo strumento a partire dal prossimo quadro finanziario pluriennale. La Commissione deve valutare il livello di prontezza dello strumento riveduto entro il 2027 in termini di interoperabilità con altri sistemi informatici e banche dati (evitando la duplicazione delle segnalazioni), indicatori di rischio mirati alle esigenze degli utenti, IA per l'analisi e l'interpretazione dei dati e protezione dei dati. Su tale base, i colegislatori potranno nuovamente discutere in merito alla possibilità di un uso obbligatorio.
Al fine di ridurre gli oneri amministrativi per gli Stati membri e per tutte le entità che eseguono il bilancio dell'UE, la rifusione del regolamento finanziario ha inoltre introdotto un elemento di interoperabilità e ha armonizzato le categorie di dati che saranno estratte dallo strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio e confluiranno nel sistema di trasparenza finanziaria della Commissione.
2.2.Attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza
Nel 2023, parallelamente all'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, tra le ulteriori priorità della Commissione figurava la revisione dei 27 piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) al fine di tenere conto delle mutate circostanze derivanti dalle perturbazioni del mercato dell'energia causate dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. Con l'aggiunta di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei PNRR, l'UE mira a ridurre rapidamente la propria dipendenza dai combustibili fossili russi accelerando la transizione verso l'energia pulita.
Nel 2023 la Commissione ha erogato 22 pagamenti agli Stati membri per un totale di 74,4 miliardi di EUR (28,7 miliardi di EUR in prestiti). Ciò porta gli esborsi a un totale di 220,5 miliardi di EUR entro la fine del 2023, suddivisi in 141,6 miliardi di EUR in sovvenzioni (40 % della dotazione totale dell'RRF, pari a 357 miliardi di EUR) e 78,9 miliardi di EUR in prestiti (27 % della dotazione totale dell'RRF, pari a 291 miliardi di EUR).
Dall'istituzione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, la Commissione ha creato un solido quadro di audit e controllo basato su due pilastri. Il primo pilastro garantisce la regolarità e la legittimità della spesa. Il secondo pilastro riguarda la tutela degli interessi finanziari dell'UE. A norma dell'articolo 22, paragrafo 1, del regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, spetta in primo luogo agli Stati membri tutelare gli interessi finanziari dell'UE e garantire che l'uso dei fondi in relazione alle misure sostenute dal dispositivo sia conforme al diritto dell'UE e nazionale applicabile. La Commissione dovrebbe ricevere dagli Stati membri ragionevoli garanzie al riguardo.
Avvalendosi delle risultanze e delle raccomandazioni dei revisori della Commissione (anche del servizio di audit interno), della Corte dei conti europea e del Parlamento europeo, la Commissione ha rafforzato il proprio quadro di audit e controllo verificando le modalità con cui i sistemi di controllo degli Stati membri garantiscono la conformità alle norme nazionali e dell'UE. Le revisioni dei piani per la ripresa e la resilienza hanno inoltre offerto l'opportunità di riesaminare l'adeguatezza e la solidità dei sistemi di controllo degli Stati membri e di includere prescrizioni aggiuntive nei piani, laddove necessario, sotto forma di nuovi traguardi in materia di audit e di controllo. È possibile autorizzare l'erogazione dei fondi dell'UE solo se tali traguardi sono conseguiti in modo soddisfacente.
Nel 2023 la Commissione ha effettuato 13 audit dei sistemi di tutela degli interessi finanziari dell'Unione(), che hanno riguardato 12 organismi di coordinamento e 58 organismi di attuazione, quali ministeri o agenzie. Entro la fine del 2023 tutti gli Stati membri erano stati sottoposti ad audit almeno una volta.
Sulla base dell'attività di audit dei sistemi svolta nel 2023, gli Stati membri hanno iniziato ad attuare i miglioramenti necessari derivanti dalle risultanze degli audit presso gli organismi di attuazione sottoposti ad audit, ma anche presso altri organismi pertinenti.
Nel 2023 la Commissione ha informato l'OLAF in merito a 15 casi di potenziale frode.
2.3.Direttiva sulla protezione degli informatori – stato di recepimento()
Entro la fine del 2023 24 Stati membri() avevano adottato la legislazione nazionale necessaria al recepimento della direttiva e avevano dichiarato il recepimento completo.
Nel luglio 2024 la Commissione pubblicherà una relazione sulla conformità delle misure nazionali alla direttiva, al fine di valutare se le disposizioni della direttiva siano state recepite in modo completo e corretto e mettere in evidenza le principali carenze individuate.
Istantanea 1: misure nazionali di recepimento della direttiva()
Il documento "Measures adopted by the Member States" che accompagna la presente relazione descrive le misure specifiche adottate da cinque Stati membri() per proteggere meglio gli informatori. Nelle precedenti relazioni PIF() era già stato sottolineato il ruolo chiave che gli informatori possono svolgere nel promuovere l'individuazione delle frodi, l'indagine sulle stesse e l'azione penale nei loro confronti. Ciò può influire positivamente anche su altre fasi del ciclo antifrode (prevenzione, recupero, ecc.).
2.4.Revisione del piano d'azione che accompagna la strategia antifrode della Commissione
L'attuale strategia antifrode della Commissione (CAFS), adottata nel 2019, si prefigge di migliorare ulteriormente la prevenzione, l'individuazione e la sanzione delle frodi e fornisce un quadro per gli sforzi attualmente profusi dalla Commissione per ridurre il livello di frode commessa ai danni del bilancio dell'UE. Poiché il piano d'azione che la accompagna è stato attuato entro il 2022, nel luglio 2023 la Commissione ha adottato un nuovo piano d'azione().
Il nuovo piano d'azione comprende 44 azioni raggruppate in sette temi che riguardano le priorità della Commissione nella lotta contro la frode. La digitalizzazione rappresenta il primo tema del piano e un quarto delle azioni è incentrato sul miglioramento dell'utilizzo, da parte della Commissione e degli Stati membri, degli strumenti informatici per finalità antifrode, come ad esempio Arachne, EDES e il sistema di gestione delle irregolarità (IMS). Il piano prevede inoltre una maggiore cooperazione all'interno della Commissione e con i principali partner esterni e la società civile per proteggere i finanziamenti dell'UE. Tra gli altri temi figurano il dispositivo per la ripresa e la resilienza, le frodi doganali e l'ulteriore rafforzamento della cultura dell'etica e della lotta contro la frode in seno alla Commissione.
Il piano d'azione è in corso di attuazione().
2.5.Pacchetto anticorruzione dell'UE
2.5.1.Direttiva sulla lotta contro la corruzione mediante il diritto penale
Nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 2022, la presidente della Commissione ha annunciato che la Commissione aggiornerà il proprio quadro legislativo di lotta alla corruzione adottando "un atteggiamento più duro nei confronti di reati come l'arricchimento illecito, il traffico di influenza e l'abuso di potere, oltre che della corruzione in senso più classico". Tenendo fede a tale impegno, nel maggio 2023 la Commissione ha adottato un pacchetto di misure anticorruzione, tra cui una proposta di direttiva sulla lotta contro la corruzione(). L'ambiziosa proposta mira a intensificare la prevenzione della corruzione in tutti gli Stati membri, ad armonizzare i reati di corruzione e le relative sanzioni e a garantire che le autorità di contrasto e preposte all'azione penale dispongano degli strumenti necessari per combattere la corruzione.
2.5.2.Comunicazione sulla lotta contro la corruzione
In una comunicazione congiunta(), la Commissione e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno fatto convergere i lavori esistenti ed elaborato nuovi orientamenti e strumenti a livello sia dell'UE che degli Stati membri per prevenire e combattere la corruzione, contribuendo anche a un chiaro impegno a combattere la corruzione a livello mondiale. La comunicazione prevedeva l'istituzione di una rete dell'UE contro la corruzione che riunisse le autorità di contrasto, le autorità pubbliche, gli operatori del settore, la società civile e altri portatori di interessi per fungere da catalizzatore al fine di prevenire la corruzione in tutta l'UE, creare sinergie per la cooperazione ed elaborare migliori prassi e orientamenti pratici in settori di comune interesse. Una prima riunione si è svolta nel settembre 2023(). L'OLAF, Eurojust, Europol e la Procura europea (EPPO) sono tutti membri della rete. Uno dei compiti principali della rete consisterà nell'aiutare la Commissione a individuare settori comuni in cui sono presenti rischi elevati di corruzione l'UE. Tale esito sarà un elemento portante di una futura strategia anticorruzione dell'UE.
All'interno delle istituzioni dell'UE non vi è alcuna tolleranza nei confronti della corruzione. Nella comunicazione sono illustrate nel dettaglio le norme vigenti in materia di etica, integrità e trasparenza per prevenire la corruzione all'interno delle istituzioni.
2.5.3.Ampliare il pacchetto di strumenti sanzionatori della politica estera e di sicurezza comune al fine di includervi gravi atti di corruzione
Le sanzioni dell'UE sono utili nel conseguire obiettivi fondamentali della politica estera e di sicurezza comune quali il mantenimento della pace, il rafforzamento della sicurezza internazionale, il consolidamento e il sostegno della democrazia, del diritto internazionale e dei diritti umani. Con la proposta, l'UE sarà in grado di contrastare gravi atti di corruzione in tutto il mondo, indipendentemente dal luogo in cui si verificano. Consentirà di integrare e rafforzare gli strumenti interni ed esterni dell'UE contro la corruzione e di dimostrare la determinazione dell'UE a utilizzare qualsiasi strumento, comprese le sanzioni, per combatterla.
2.6.Il programma antifrode dell'UE
Il programma antifrode dell'UE (UAFP), dotato di un bilancio di 181 milioni di EUR per il periodo 2021-2027, fornisce sostegno finanziario per i) la tutela degli interessi finanziari dell'UE da parte degli Stati membri; ii) l'organizzazione dell'assistenza amministrativa reciproca e della cooperazione in materia doganale e agricola (sistema d'informazione antifrode, AFIS); e iii) lo sviluppo e il mantenimento dell'IMS per la segnalazione di irregolarità da parte degli Stati membri.
La decisione di finanziamento del 2023 ha previsto lo stanziamento di 16,1 milioni di EUR per la componente Hercule, 8,4 milioni di EUR per la componente AFIS e circa 1 milione di EUR per la componente IMS. Ai fondi disponibili è stata data esecuzione con esito positivo nel 2023, ricorrendo a vari strumenti di finanziamento esistenti.
Nel 2023 l'OLAF ha ricevuto la sua prima richiesta di associazione da parte di un paese terzo, l'Ucraina, in relazione all'UAFP. La Commissione (rappresentata dall'OLAF) e le autorità competenti dell'Ucraina hanno negoziato un accordo di associazione (adottato nel marzo 2024) riguardante la partecipazione dell'Ucraina al programma.
Nel 2023 l'OLAF ha avviato una valutazione intermedia del programma, da completare entro la fine del 2024. È condotta con il sostegno di un contraente esterno, che sta effettuando uno studio di valutazione indipendente. I risultati dovrebbero fornire un prezioso contributo in merito all'efficienza, all'efficacia e alla pertinenza del programma e indicare i settori di miglioramento per il restante periodo di programmazione.
2.7.Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione PIF 2022
Il 18 gennaio 2024 il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE per il 2022().
Il Parlamento ha accolto con favore le azioni intraprese dalla Commissione nel 2022 per innalzare il livello di tutela degli interessi finanziari dell'UE e ha chiesto tuttavia ulteriore vigilanza e azioni complementari in tale ambito. Nella risoluzione si sostiene che la digitalizzazione ha comportato notevoli miglioramenti nella prevenzione e nell'individuazione delle frodi, oltre a una semplificazione delle procedure amministrative, e che deve essere al centro di ogni strategia antifrode, comprese le strategie nazionali antifrode (NAFS).
Il Parlamento ha evidenziato che l'EDES ha un notevole potenziale per segnalare persone e imprese che utilizzano i fondi dell'UE in modo improprio e ha chiesto che il sistema sia esteso a tutte le modalità di gestione, in particolare alla gestione concorrente.
Ha esortato la Commissione a migliorare il tasso di recupero dei fondi indebitamente spesi e a rafforzare il suo controllo sull'utilizzo dei fondi nell'ambito di NextGenerationEU. Ha inoltre affermato di ritenere che i fondi a titolo dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, Europa globale, per l'assistenza ai paesi terzi e le risorse destinate alla risposta dell'Europa alla guerra in Ucraina non siano monitorati e controllati in modo adeguato.
Il Parlamento ha altresì raccomandato di sospendere il sostegno al bilancio nei paesi terzi, compresi i paesi candidati, in cui le autorità omettono evidentemente di adottare misure concrete contro la corruzione diffusa, garantendo nel contempo che l'assistenza raggiunga la popolazione civile attraverso canali alternativi.
Istantanea 2: risposta della Commissione alla risoluzione del Parlamento europeo
La Commissione è pienamente impegnata a proseguire gli sforzi per il rapido recupero dei fondi utilizzati in modo improprio.
La tutela degli interessi finanziari dell'UE e la corretta attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza continuano a rappresentare una priorità fondamentale per la Commissione, che ha aumentato il numero di audit effettuati nel 2023 e li aumenterà ulteriormente nel 2024().
Il regolamento (UE) 2023/435 impone agli Stati membri di pubblicare due volte l'anno informazioni sui 100 destinatari finali che ricevono i finanziamenti di importo più elevato a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza e, come previsto dal regolamento che istituisce tale dispositivo, gli Stati membri sono tenuti a raccogliere dati relativi ad appaltatori e subappaltatori. I dati sui titolari effettivi sono raccolti e conservati a fini di audit e controllo.
La revisione mirata del regolamento finanziario, su cui è stato raggiunto un accordo politico nel gennaio 2024, mira ad aumentare l'efficienza e la qualità dei controlli e degli audit con l'aiuto della digitalizzazione e delle tecnologie emergenti.
La lotta contro la corruzione rappresenta una delle principali priorità nei negoziati di preadesione, unitamente a un quadro di condizionalità integrato e a un'attenzione particolare allo sviluppo di capacità. Laddove ritenuto necessario, è possibile sospendere programmi e disimpegnare fondi.
2.8.Antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo
La frode ai danni del bilancio dell'UE può anche essere un reato presupposto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, nonché precursore di altri reati. Di conseguenza, benché non direttamente connesso alla tutela del bilancio dell'UE, il quadro giuridico UE per l'antiriciclaggio (AML) e la lotta al finanziamento del terrorismo() è estremamente pertinente in questo contesto. Con la recente adozione dell'ambizioso pacchetto legislativo(), la Commissione continua a rafforzare l'attuazione del quadro strategico in materia di AML e si adopera per instaurare una buona collaborazione e lo scambio di informazioni con la futura autorità AML(). L'AMLA dovrebbe diventare operativa a metà del 2025.
3.Misure degli Stati membri per la tutela degli interessi finanziari dell'UE
3.1.Strategie nazionali antifrode
Nel 2023 21 Stati membri su 27 hanno dichiarato di disporre di una strategia antifrode per la tutela degli interessi finanziari dell'UE(). L'approccio adottato dai 21 Stati membri variava notevolmente.
Dieci Stati membri hanno dichiarato di disporre di una NAFS riguardante tutti i settori di spesa(). Non è stato loro chiesto di illustrare altre strategie antifrode in vigore che presentano un ambito di applicazione più limitato.
Figura 2: panoramica delle strategie nazionali antifrode riguardanti tutti i settori di spesa
Per quanto concerne la possibile elaborazione di una NAFS, dei 17 Stati membri che non dispongono di una strategia riguardante tutti i settori di spesa, tre Stati membri() si trovano nella fase preliminare di adozione di una strategia, ossia la definizione del quadro giuridico, uno Stato() si trova nella fase preparatoria, ossia valutazione dello stato di avanzamento e del rischio di frode, e quattro Stati membri() hanno dichiarato di non disporre di una strategia nazionale antifrode e che non sono in corso procedure per la sua adozione. I restanti nove Stati(
) dispongono di altre strategie antifrode.
Figura 3: panoramica di altre strategie antifrode comunicate dagli Stati membri senza una strategia antifrode nazionale riguardante tutti i settori di spesa
3.2.Misure antifrode adottate a livello nazionale
Gli Stati membri hanno comunicato un totale di 69 misure. Tra le misure adottate, 49 erano misure singole e le altre 20 consistevano in un pacchetto di misure individuali. Tali pacchetti comprendevano 39 azioni. Ciò significa che gli Stati membri hanno comunicato un totale di 88 misure individuali, di cui 41 nuove misure e 44 aggiornamenti/modifiche. Inoltre tre pacchetti di misure contenevano misure sia nuove che aggiornate.
Figura 4: sintesi delle misure comunicate dagli Stati membri nel 2023
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Stato membro
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Misure adottate
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Austria
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Due misure relative alla politica di coesione. La prima mira ad agevolare lo scambio di informazioni tra l'unità responsabile delle segnalazioni in materia di riciclaggio e le pertinenti autorità nazionali ed estere, nonché con Europol. La seconda rafforza i controlli sulle spese presentate dai beneficiari.
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Belgio
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Tre misure, due delle quali di natura trasversale (adozione della legislazione per la protezione degli informatori e politica vallone per combattere le frodi trasversali) e una relativa all'uso di Arachne nell'ambito dei rispettivi programmi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo sociale europeo (FSE) e del dispositivo per la ripresa e la resilienza.
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Bulgaria
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Tre misure legislative sulla gestione delle irregolarità, sulla protezione degli informatori e sulla creazione di una nuova commissione anticorruzione.
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Croazia
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Tre misure: due dedicate alla gestione concorrente (introduzione di un nuovo strumento informatico per il monitoraggio del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e formazione antifrode da parte dell'OLAF) e una al dispositivo per la ripresa e la resilienza.
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Cipro
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Due misure legislative e una amministrativa. Riguardano l'istituzione di un organismo nazionale di coordinamento per la lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE, il monitoraggio dell'attuazione del PNRR e l'attuazione della legge in materia di lobbying.
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Cechia
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Tre misure riguardanti la protezione degli informatori, la lotta contro le frodi in materia di IVA e la lotta contro la corruzione e la frode nell'ambito dei fondi dell'UE.
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Danimarca
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Due misure riguardano le strategie antifrode, una relativa al PNRR e la seconda relativa alla politica della pesca. La terza misura riguarda l'introduzione di un nuovo strumento informatico per la gestione dei pagamenti nell'ambito della politica di coesione.
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Estonia
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Le tre misure riguardano il rafforzamento della capacità di indagine in materia di corruzione e reati economici della polizia e della guardia di frontiera estoni; l'avvio di un nuovo sistema d'informazione nel settore doganale; e alcuni miglioramenti della piattaforma nazionale per gli appalti elettronici.
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Finlandia
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Due misure: una su un progetto doganale incentrato sulle frodi alimentari e la seconda relativa alla formazione antifrode nel settore della politica di coesione.
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Francia
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Tre misure: due prevedono l'istituzione di un'unità di monitoraggio interministeriale per contrastare le frodi relative agli aiuti pubblici e di un gruppo di lavoro per analizzare le frodi emergenti in relazione al dispositivo per la ripresa e la resilienza; la terza prevede l'istituzione di un sistema di responsabilità finanziaria per i dirigenti pubblici e lo sviluppo di rapporti tra l'autorità giudiziaria e i tribunali finanziari.
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Germania
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Poiché la Germania è uno Stato federale, le misure antifrode sono spesso adottate a livello regionale. Sono state comunicate tre misure di questo tipo relative all'introduzione di strumenti di valutazione del rischio di frode a Berlino, in Sassonia e nello Schleswig-Holstein.
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Grecia
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La prima misura integra le procedure per prevenire e combattere le frodi all'interno del sistema di gestione e controllo della politica di coesione; la seconda riguarda l'introduzione dello strumento informatico Arachne in relazione alla politica agricola comune; e la terza descrive l'istituzione di una piattaforma informatica per raccogliere le denunce dei cittadini nel settore delle frodi doganali e fiscali.
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Ungheria
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Tre misure: la prima definisce i compiti della direzione per l'audit interno e dell'integrità (DIAI) in relazione alla prevenzione dei conflitti di interesse; la seconda sviluppa la cooperazione tra l'amministrazione fiscale e doganale nazionale e la DIAI; e la terza consiste in un piano per i controlli ex post del Fondo europeo agricolo di garanzia e in un piano di audit.
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Irlanda
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Due misure relative al programma FSE+ e alla lotta contro le frodi in materia di IVA nel commercio elettronico.
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Italia
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Le tre misure riguardano il PNRR: una strategia antifrode, che migliora lo strumento informatico per il monitoraggio e l'attuazione del piano; e che rafforza il ruolo investigativo della Guardia di finanza in relazione al dispositivo per la ripresa e la resilienza.
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Lettonia
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Tre misure: la prima, di natura trasversale, riguarda la lotta alla corruzione; la seconda si concentra sulle frodi in materia di IVA nel commercio di veicoli; e la terza riguarda gli appalti pubblici.
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Lituania
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Tre misure, due delle quali sono incentrate sugli appalti pubblici e affrontano questioni correlate in materia di conflitti di interessi e corruzione, e una che approva una metodologia per l'applicazione di sanzioni in relazione alle politiche dell'agricoltura e della pesca.
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Lussemburgo
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Una misura organizzativa relativa ai lavori preparatori per l'adozione della strategia nazionale antifrode.
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Malta
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Programmi di formazione per funzionari nazionali in materia di lotta alla corruzione.
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Paesi Bassi
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Due misure relative alla segnalazione all'EPPO di frodi sospette e ai controlli sull'effettiva utilizzazione del suolo.
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Polonia
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Due misure riguardano il PNRR: l'adozione di orientamenti sui controlli e la politica relativa agli informatori. La terza misura riguarda l'adozione di orientamenti sulle procedure di concessione e di erogazione degli aiuti finanziari nell'ambito della politica agricola comune (PAC).
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Portogallo
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Tre misure: un aggiornamento della NAFS; un'attività di formazione per le autorità di gestione sulla valutazione del rischio di frode; e il rafforzamento dell'analisi sistematica dei rischi in ambito doganale.
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Romania
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Le tre misure si concentrano sulle frodi in materia di IVA, sulla segnalazione di casi di frode sospetta all'EPPO e sull'adozione della NAFS per il periodo 2023-2027.
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Slovacchia
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Tre misure: la prima fornisce un documento di riferimento sulle misure volte a proteggere i fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza da gravi irregolarità; la seconda riguarda l'istituzione del comitato anticorruzione e la relativa politica; la terza riguarda gli orientamenti per la lotta contro i conflitti di interesse nella PAC.
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Slovenia
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Due serie di misure, la prima volta a rafforzare i controlli nell'ambito della PAC e la seconda relativa all'introduzione di una piattaforma informatica nel settore doganale. La terza misura riguarda la rettifica del recepimento nel diritto nazionale della direttiva PIF.
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Spagna
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Le tre misure sono incentrate sulla protezione degli informatori e sulla protezione delle risorse assegnate alla Spagna a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza.
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Svezia
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Due misure, entrambe volte a vagliare modalità per migliorare lo scambio di informazioni e la cooperazione tra le amministrazioni nazionali.
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3.3.Attuazione delle raccomandazioni della Commissione del 2022 rivolte agli Stati membri
Nella sua relazione PIF 2022 la Commissione ha rivolto tre raccomandazioni agli Stati membri riguardanti: a) il miglioramento dell'individuazione e della segnalazione delle frodi sospette e del seguito dato alle stesse; b) la necessità di digitalizzare la lotta contro la frode; e c) il rafforzamento della governance antifrode negli Stati membri().
3.3.1.Miglioramento dell'individuazione e della segnalazione delle frodi sospette e del seguito dato alle stesse
La maggior parte degli Stati membri() ritiene che il proprio paese abbia una bassa incidenza delle frodi. Poiché continua a essere difficile stabilire se i bassi livelli di frode segnalati rappresentino con precisione il successo di alcune misure antifrode, è fondamentale che gli Stati membri continuino a individuare e segnalare le frodi, sviluppando nel contempo misure e strumenti per prevenirle. Diversi Stati membri() riferiscono di aver condotto un'analisi del rischio di frode per valutare i motivi alla base della scarsa individuazione di frodi sospette.
Se da un lato la metà degli Stati membri che hanno analizzato il proprio basso livello di frode ha riscontrato debolezze nell'individuazione delle frodi, la maggior parte di essi ha dichiarato che sono garantiti interventi efficaci per prevenire le frodi quando è in atto un approccio multipartecipativo e multilivello. Ciò agevola la cooperazione tra tutti gli attori nazionali e internazionali coinvolti.
Nell'ambito di tale cooperazione, è importante che siano rispettati alcuni principi fondamentali:
·una chiara ripartizione delle responsabilità tra gli organismi di audit e di controllo all'interno degli Stati membri;
·regolari controlli amministrativi e in loco per mantenere bassi i livelli di incidenza delle frodi;
·segnalazioni costanti alla Commissione attraverso l'IMS, all'EPPO e agli organismi nazionali di audit e controllo degli Stati membri; tali dati comparativi possono essere quindi utilizzati per valutare il livello di incidenza delle frodi;
·iniziative che agevolino la condivisione delle conoscenze e delle migliori prassi, nonché l'analisi comparativa delle prestazioni degli Stati membri, pur riconoscendo la diversità delle dimensioni, la presenza di situazioni specifiche, ecc. (come indicato da alcuni Stati membri());
·corsi di formazione, orientamenti e seminari per mantenere elevate le prestazioni e la qualità delle prestazioni;
·garanzia di meccanismi interni di prevenzione delle frodi all'interno dei vari organi, ad esempio adottando misure quali il principio del doppio controllo all'interno di tutte le istituzioni.
3.3.2.La digitalizzazione della lotta contro la frode a livello degli Stati membri
Nelle recenti relazioni PIF sono stati presentati gli elementi a favore della digitalizzazione della lotta contro la frode e a livello degli Stati membri si stanno compiendo progressi in merito.
Tra le misure attuate, gli Stati membri hanno indicato un inventario degli strumenti esistenti, il mantenimento dell'interoperabilità tra tali strumenti e lo sviluppo di nuovi strumenti per l'architettura informatica. Molti Stati membri continuano a investire nella revisione e nello sviluppo degli strumenti informatici esistenti, in particolare lo strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio Arachne. Poiché diversi Stati membri hanno appena iniziato ad attuare le rispettive NAFS, si raccomanda di integrare gli strumenti informatici fin dalle prime fasi.
Oltre la metà degli Stati membri(), secondo quanto riferito, ha adottato misure per individuare e affrontare le carenze di competenze nella digitalizzazione, facendo principalmente riferimento alla mancanza di informazioni e/o di accesso ai dati sulla digitalizzazione. Le misure volte a colmare tali carenze spesso riguardano la condivisione delle conoscenze, la formazione e l'ampliamento del know-how e delle competenze nel settore della digitalizzazione, nonché lo sviluppo continuo dei sistemi disponibili.
Tuttavia gli sviluppi nel settore delle nuove tecnologie rappresentano anche potenziali minacce per quanto riguarda la lotta contro la frode. Sebbene oltre la metà degli Stati membri() abbia riconosciuto il problema, molti di essi() non hanno ancora integrato questi concetti all'interno delle proprie strategie antifrode. Alcuni Stati membri() hanno già pienamente attuato misure per individuare e affrontare le minacce poste dalle nuove tecnologie, ma la maggior parte di essi() ha attuato solo alcune misure.
3.3.3.Rafforzamento della governance antifrode negli Stati membri
La maggior parte degli Stati membri() può contare su una rete di cooperazione antifrode già presente o in fase di sviluppo. Tali reti sono composte da numerosi organismi diversi. Secondo l'indagine, nelle reti antifrode nazionali i seguenti organismi sono quelli più comunemente rappresentati: autorità di gestione dei fondi dell'UE, autorità amministrative fiscali, autorità doganali, autorità di audit nazionali e autorità di contrasto. La figura 5 mostra i vari organismi rappresentati (e la relativa frequenza) all'interno della rete nazionale antifrode. Inoltre quasi tutti gli Stati membri cooperano attivamente con gli organismi investigativi, giudiziari e preposti all'azione penale a livello dell'UE, in particolare con l'OLAF e l'EPPO.
Figura 5: mappatura delle reti antifrode
La maggior parte degli Stati membri() dispone di personale sufficiente all'interno della propria struttura nazionale di coordinamento antifrode. Tuttavia la maggior parte degli Stati membri sottolinea la necessità di migliorare il livello di competenza del personale.
4.Lotta contro le irregolarità, la frode, la corruzione e i conflitti di interessi a danno del bilancio dell'UE
4.1.Quadro generale
Da un punto di vista operativo, la tutela degli interessi finanziari dell'UE da frode, irregolarità e altre attività illecite è affidata alle autorità nazionali, all'OLAF e all'EPPO.
Nel 2023 sono state segnalate() complessivamente 13 563 irregolarità fraudolente e non fraudolente, per un importo di circa 1,90 miliardi di EUR. Rispetto al 2022 si è registrato un lieve aumento delle irregolarità segnalate (+2,3 %) e dei relativi importi irregolari (+4,6 %).
Il numero di irregolarità fraudolente segnalate alla Commissione dalle autorità nazionali tramite l'IMS è rimasto relativamente stabile negli ultimi cinque anni e ammontava a 1 030 nel 2023 (‑9,5 % rispetto al 2022). Gli importi finanziari legati a tali casi sono variati maggiormente, a causa di un numero limitato di singoli casi con un elevato impatto finanziario, e nel 2023 sono aumentati a 585,8 milioni di EUR (+103 % rispetto al 2022).
Il numero e l'impatto finanziario delle irregolarità non fraudolente segnalate, che nel corso degli ultimi cinque anni hanno registrato una tendenza al rialzo, hanno raggiunto il loro picco nel 2023 con 12 533 irregolarità (+3,5 % rispetto al 2022), pari a un importo finanziario di 1,31 miliardi di EUR (-14 %).
Figura 6: irregolarità segnalate e relativi importi finanziari – 2019-2023; irregolarità e relativi importi finanziari per settore di bilancio – 2023
4.1.1.Indagini dell'OLAF
Nel 2023 l'OLAF ha concluso indagini su 265 casi, formulando 309 raccomandazioni, di cui 185 di carattere finanziario, per un importo totale di cui si raccomanda il recupero pari a 1 043,8 milioni di EUR e un importo di cui è stata impedita la spesa indebita di 209,4 milioni di EUR(). Nello stesso periodo sono state aperte 190 nuove indagini, di cui 26 (14 %) relative alle risorse proprie e 2 (1 %) al commercio illecito, 85 (45 %) alla gestione concorrente e al dispositivo per la ripresa e la resilienza, 23 (12 %) alla gestione indiretta e 39 (21 %) alla gestione diretta. 18 (9 %) indagini sono state avviate in relazione a questioni interne().
L'OLAF ha indagato su accuse e casi di collusione, manipolazione delle procedure di appalto, conflitti di interessi, fatture gonfiate, evasione dei dazi doganali, contrabbando e contraffazione. Una tendenza emergente, che è risultata molto evidente nel 2023, è il ricorso a violazioni amministrative, principalmente nell'ambito di situazioni transfrontaliere create artificialmente, finalizzate a perpetrare una frode ai danni del bilancio dell'UE senza essere scoperti. Una tendenza che ha continuato a crescere nel 2023 è quella delle frodi complesse perpetrate online e in più giurisdizioni.
4.1.2.Indagini dell'EPPO
Nel 2023 l'EPPO ha avviato 1 371 indagini, per un totale di 12,28 miliardi di EUR di danni stimati(). Alla fine del 2023 l'EPPO aveva 1 927 indagini attive per un danno stimato pari a 19,27 miliardi di EUR, di cui quasi il 60 % (11,50 miliardi di EUR) in relazione a 339 indagini in materia di IVA. In termini di interessi finanziari dell'UE in gioco, solo una piccola percentuale (0,3 %) degli importi finanziari legati all'IVA appartiene al bilancio dell'UE(). 1 349 indagini hanno riguardato casi di frode in materia di spese con un danno finanziario stimato pari a 7,24 miliardi di EUR. Di queste, 233 indagini si riferiscono a programmi per la ripresa e la resilienza, con un danno finanziario stimato pari a 1,86 miliardi di EUR.
Tra le tipologie individuate in tali indagini attive, 1 486 reati (33,9 % del totale) riguardano frodi in materia di spese non relative agli appalti, 379 (8,6 %) frodi in materia di spese relative agli appalti, 131 (3 %) casi di corruzione, 72 (1,6 %) casi di appropriazione indebita, 226 (5,2 %) casi di riciclaggio di denaro, 405 (9,2 %) frodi in materia di entrate diverse dalle entrate IVA e 873 (19,9 %) frodi in materia di entrate IVA.
4.2.Entrate – Risorse proprie tradizionali()
Nel 2023 il numero di irregolarità fraudolente e non fraudolente (5 118) relative alle risorse proprie tradizionali (RPT) è stato superiore del 10 % rispetto al numero medio di irregolarità segnalate negli ultimi cinque anni. Tuttavia l'importo interessato totale stimato e constatato è diminuito del 12 %, attestandosi a 478 milioni di EUR. Il numero di irregolarità fraudolente è diminuito del 27 %, mentre le irregolarità non fraudolente sono aumentate del 15 %, rispetto alla media quinquennale per il periodo 2019-2023. Il relativo importo interessato stimato e constatato è diminuito del 54 % per i casi di frode e di meno dell'1 % per i casi non fraudolenti rispetto al periodo di cinque anni preso in considerazione.
Il contrabbando rimane uno dei principali modus operandi per i casi di frode, mentre la tipologia più comune di casi non fraudolenti riguarda la classificazione/designazione errata delle merci. In termini monetari, la maggior parte dei casi segnalati nel 2023 riguarda il valore inesatto delle merci (1 157 casi per un importo interessato di 165 milioni di EUR). I prodotti tessili e le calzature continuano a essere i più colpiti in termini di numero di casi e di valore. La Cina, gli Stati Uniti e il Vietnam rimangono i principali tre paesi di origine delle merci interessate da irregolarità.
Figura 7: irregolarità individuate e segnalate nelle RPT e individuazione per tipo di controllo
Istantanea 3: individuazione di frodi e irregolarità nelle RPT
L'immissione in libera pratica rimane il regime doganale più colpito da irregolarità (4 236 casi per un importo complessivo stimato e constatato di 397 milioni di EUR, che si traduce, a prescindere dalla natura fraudolenta o meno, nell'83 % di tutti i casi e degli importi segnalati per il 2023).
Nel 2023 le ispezioni da parte dei servizi antifrode nazionali (41 % dei casi e 61 % degli importi), insieme ai controlli allo sdoganamento e ai controlli a posteriori, hanno svolto un ruolo cruciale nell'individuazione dei casi di frode. I casi non fraudolenti sono stati individuati principalmente mediante controlli a posteriori (44 % dei casi e 34 % degli importi), sebbene si siano dimostrati efficaci anche altri metodi di individuazione, come i controlli allo sdoganamento e gli audit fiscali.
Tredici Stati membri hanno segnalato 87 casi di sigarette di contrabbando, per un importo stimato di RPT interessate pari a quasi 13 milioni di EUR. Nel 2023 il numero più elevato di casi è stato segnalato dalla Lituania (23) e l'importo più elevato di RPT è stato comunicato dal Belgio (3,8 milioni di EUR in totale). Rispetto al 2022 undici Stati membri() continuano a registrare casi di contrabbando e due Stati membri riappaiono() nelle statistiche. Ciò potrebbe indicare un potenziale spostamento delle frodi o delle rotte del contrabbando di sigarette verso altri Stati membri.
Istantanea 4: operazioni doganali congiunte
Le operazioni doganali congiunte (ODC) sono azioni mirate di durata limitata volte a contrastare il contrabbando di merci sensibili e la frode in specifici settori a rischio e/o su determinate rotte commerciali. Nel 2023 l'OLAF ha organizzato in modo congiunto o sostenuto 13 ODC riguardanti un ampio spettro di obiettivi: dalla lotta contro il contrabbando di tabacco, le spedizioni illegali di rifiuti, le sostanze ormonali e i farmaci oncologici contraffatti e di qualità inferiore alla media, gli alimenti e le bevande contraffatti, i giocattoli contraffatti e/o pericolosi, all'individuazione di merci sottovalutate e al contrabbando di specie protette() di fauna e flora selvatiche().
4.3.Spese
La presente sezione riguarda i settori di spesa in regime di gestione concorrente, indiretta e diretta. I primi due si basano sull'analisi delle irregolarità fraudolente e non fraudolente segnalate tramite l'IMS e l'ultimo su dati estratti dal sistema di contabilità ABAC della Commissione.
4.3.1.Agricoltura()
Nel periodo 2019-2023 le irregolarità (sia fraudolente che non fraudolente) segnalate dagli Stati membri per quanto riguarda lo sviluppo rurale sono cresciute, soprattutto a causa dell'aumento delle individuazioni nel periodo di programmazione 2014-2020. Nel 2022 si è registrato l'apice delle irregolarità fraudolente nel contesto del sostegno all'agricoltura, il cui numero è stato influenzato da uno Stato membro che ha segnalato diversi piccoli casi interconnessi. Gli importi finanziari irregolari interessati da irregolarità non fraudolente hanno subito oscillazioni significative, soprattutto per via di casi che interessavano importi elevati per le misure di mercato.
I tassi di individuazione per lo sviluppo rurale sono stati notevolmente superiori a quelli per il sostegno all'agricoltura. Tuttavia una parte del sostegno all'agricoltura, ossia le misure di mercato, ha registrato i tassi di individuazione più elevati. L'individuazione delle irregolarità, in particolare delle frodi, si è concentrata in pochi Stati membri.
Nel periodo 2019-2023 le irregolarità fraudolente hanno spesso riguardato la falsificazione delle richieste di aiuto o delle prove documentali. Per quanto riguarda le misure di mercato e lo sviluppo rurale, anche le violazioni relative all'attuazione dell'azione sono state significative, confermando dunque i modelli e i rischi già evidenziati nelle precedenti relazioni().
Figura 8: irregolarità segnalate nella PAC per tipo di spese() e durata delle irregolarità (dall'inizio del comportamento irregolare alla chiusura del caso)
Istantanea 5: individuazione di frodi e irregolarità nella politica agricola comune
I tassi di individuazione per lo sviluppo rurale sono stati notevolmente superiori a quelli per il sostegno all'agricoltura. Tuttavia una parte del sostegno all'agricoltura, ossia le misure di mercato, ha registrato i tassi di individuazione più elevati. L'individuazione delle irregolarità, in particolare delle frodi, si è concentrata in pochi Stati membri.
Nel periodo 2019-2023 l'analisi dei rischi ha continuato a contribuire solo marginalmente all'individuazione delle frodi nello sviluppo rurale e nei pagamenti diretti agli agricoltori, mentre sembra aver svolto un ruolo più significativo nelle misure di mercato (ma solo se le attività di controllo si basavano effettivamente sull'analisi dei rischi). Anche la percentuale di casi di frode individuati sulla base di soffiate di informatori è stata modesta, ad eccezione delle misure di mercato per le quali ha raggiunto l'11 %. Tuttavia, essendo basato su pochissimi casi, tale dato può risultare volatile. Non sono mai state individuate frodi a seguito della pubblicazione di informazioni sui media.
Il 10 % delle irregolarità segnalate nel periodo 2014-2023 riguardava casi di frode sospetta (incidenza delle frodi). Per appena il 16 % delle irregolarità riguardanti casi di frode sospetta, il sospetto è stato poi confermato come frode accertata, mentre nell'11 % dei casi il sospetto è stato respinto. Tra gli Stati membri esistono differenze significative che sono attualmente oggetto di un esame in corso.
4.3.2.Politica di coesione()
Il numero e gli importi finanziari delle irregolarità non fraudolente segnalate per il periodo di programmazione 2014-2020 sono nettamente inferiori a quelli segnalati durante i primi dieci anni di attuazione del periodo di programmazione 2007-2013. Ciò riguarda tutti i fondi e la maggior parte degli Stati membri(). Seppur di portata ben più ridotta, di recente è emersa una lacuna anche per quanto riguarda il numero di irregolarità segnalate come frode.
Figura 9: approfondimento sul periodo di programmazione 2014-2020 – irregolarità segnalate per fondo e tipologia
Per quanto riguarda le frodi, il tipo di violazioni più frequente ha riguardato i documenti giustificativi. Sono stati interessati importi finanziari elevati nel caso di irregolarità fraudolente caratterizzate da violazioni di disposizioni/norme contrattuali. Questo tipo di frode è consistita spesso in un'attuazione incompleta o mancata dell'azione finanziata. Le violazioni delle norme sugli appalti pubblici sono state le irregolarità non fraudolente maggiormente segnalate.
Per quanto riguarda il numero di violazioni individuate in relazione agli appalti pubblici, la percentuale di casi di frode è modesta (4 %).
La maggior parte delle violazioni fraudolente in materia di etica e integrità era correlata a conflitti di interessi (circa il 70 %), mentre circa il 23 % ha riguardato la corruzione().
Istantanea 6: individuazione di frodi e irregolarità nella politica di coesione
Nel periodo 2019-2023 l'analisi dei rischi ha continuato a contribuire solo marginalmente all'individuazione delle frodi, mentre la società civile (comprese soffiate da parte di informatori o informazioni pubblicate sui media) ha svolto un ruolo complessivamente maggiore rispetto ai cinque anni precedenti. Per quanto riguarda le irregolarità non fraudolente, né l'analisi dei rischi né le informazioni provenienti dalla società civile hanno svolto un ruolo significativo nella loro individuazione.
Il tasso di individuazione delle frodi() per il periodo di programmazione 2014-2020 è stato dello 0,53 %, ossia analogo al periodo di programmazione 2007-2013. Il tasso di individuazione delle irregolarità() è stato dello 0,67 %, ossia di gran lunga inferiore a quello registrato per il periodo di programmazione 2007-2013 (2,5 %). Tra gli Stati membri esistono differenze significative che sono attualmente oggetto di un esame in corso.
4.3.3.Altri settori di bilancio()
Una serie di fondi, eseguiti in regime di gestione concorrente, sostengono altre politiche interne, quali l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile(), il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il Fondo Sicurezza interna, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo Asilo, migrazione e integrazione. Nel corso del quadro finanziario pluriennale 2014‑2020 sono state segnalate 289 irregolarità (33 delle quali sono state segnalate come frode), per un valore totale di 52 milioni di EUR di importi irregolari (di cui 8,2 milioni di EUR relativi a irregolarità fraudolente, che riguardano principalmente il FEAD). Di queste, 44 irregolarità sono state segnalate nel 2023, per un importo totale irregolare di 19,71 milioni di EUR.
Lo strumento di assistenza preadesione (IPA) è il mezzo con cui dal 2007 l'UE sostiene le riforme nella regione dell'allargamento fornendo assistenza finanziaria e tecnica. Le irregolarità segnalate dai paesi beneficiari nel periodo 2019-2023 in relazione alla preadesione hanno interessato principalmente i fondi distribuiti nell'ambito dell'IPA I 2007-2013 e dell'IPA II 2014‑2020. Nel 2023 gli importi finanziari interessati da irregolarità fraudolente hanno raggiunto un picco di circa 19 milioni di EUR, principalmente a causa di un'irregolarità segnalata dalla Turchia in relazione alla componente "sviluppo regionale". Il numero di irregolarità non fraudolente segnalate è aumentato significativamente nel 2022 ed è rimasto elevato nel 2023(). Complessivamente, nel periodo 2019-2023 la metà delle irregolarità segnalate ha interessato meno di 10 000 EUR().
Istantanea 7: settori a rischio in fase di preadesione
La maggior parte delle irregolarità (oltre il 70 %) nell'ambito dell'IPA II riguarda la componente "sviluppo rurale". Le irregolarità fraudolente riguardano principalmente la falsificazione di documenti giustificativi o conti. Nell'ambito di tale componente le irregolarità interessano principalmente progetti per la produzione di miele e piante agricole. Per quanto riguarda le irregolarità non fraudolente, i progetti relativi all'acquisto di attrezzature (ad esempio trattori) ricorrono di frequente.
Le irregolarità fraudolente nell'ambito di altre componenti riguardano principalmente progetti che sostengono la società civile o i trasporti.
Le irregolarità, sia fraudolente sia non fraudolente, relative alle spese effettuate nell'ambito della gestione diretta sono rimaste piuttosto stabili nel periodo 2019-2023. Oltre l'88 % delle irregolarità identificate come potenzialmente fraudolente sono state individuate in seguito a indagini dell'OLAF.
4.4.Criminalità organizzata, corruzione e conflitti di interessi
Le informazioni relative alle attività della criminalità organizzata ai danni degli interessi finanziari dell'UE sono disponibili nella relazione annuale dell'EPPO, in cui sono indicati 209 reati oggetto di indagini tra quelle attive alla fine del 2023 commessi da organizzazioni criminali specializzate in tale ambito.
In relazione ai casi di corruzione, l'EPPO ha segnalato 131 reati oggetto di indagini() fino alla fine del 2023. Nel periodo 2019-2023 sono stati segnalati alla Commissione tramite l'IMS 65 casi da parte di 11 paesi, 6 relativi all'agricoltura, 56 alla coesione e 3 alla preadesione. Gli importi irregolari segnalati relativi a tali casi ammontano a circa 50,5 milioni di EUR.
Nello stesso periodo sono stati segnalati tramite l'IMS 419 casi di conflitti di interessi (85 % dei quali relativi alla coesione, 7 % all'agricoltura e 8 % alla preadesione) per un valore di circa 112 milioni di EUR. Dall'analisi di tali irregolarità emerge che i conflitti di interessi segnalati riguardano principalmente le relazioni tra i beneficiari dei fondi e i loro appaltatori e subappaltatori sulla base di specifiche violazioni delle norme nazionali.
5.Conclusioni e raccomandazioni
Il bilancio dell'UE è utilizzato per finanziare e realizzare le priorità politiche dell'UE. Consentendo di mettere in comune le risorse e di affrontare insieme le sfide comuni che interessano l'UE, il bilancio dell'Unione crea valore aggiunto e rafforza l'economia europea e la sua posizione geopolitica.
Negli ultimi anni il bilancio dell'UE è diventato un'espressione ancora più forte di solidarietà, fungendo da principale strumento di risposta alle crisi dell'UE. Contribuisce ad affrontare le maggiori sfide che interessano l'UE, tra cui la pandemia di coronavirus, la guerra in Ucraina, la lotta contro i cambiamenti climatici, la realizzazione dell'autonomia strategica dell'Europa e la garanzia dell'indipendenza energetica.
La protezione di tali risorse da frodi e irregolarità fa in modo che se ne possa sfruttare appieno il potenziale e conseguire gli obiettivi perseguiti.
A tal fine l'UE ha sviluppato nel tempo un'architettura antifrode complessa e sofisticata, che prevede diversi livelli di protezione a livello nazionale e dell'UE. Le continue azioni intraprese dagli organismi investigativi e di controllo, a livello sia dell'UE che nazionale, hanno consentito di individuare un numero significativo di tentativi di frode ai danni del bilancio dell'UE e di avviare azioni penali nei loro confronti. Tuttavia l'aspetto repressivo della lotta contro la frode è solo uno dei lati della medaglia e la Commissione ha costantemente sottolineato l'importanza della prevenzione delle frodi.
Il panorama delle frodi è in continua evoluzione ed emergono nuove sfide, per cui la relativa risposta deve adattarsi costantemente. A tale riguardo, tre elementi risultano di fondamentale importanza: conoscenze, strumenti e strutture di governance antifrode.
5.1.Sviluppare conoscenze antifrode sulla base di dati completi, affidabili e aggiornati
In precedenti relazioni la Commissione ha ripetutamente sottolineato la necessità di disporre di dati completi, affidabili e tempestivi sulle frodi e sulle irregolarità. Tali informazioni sono alla base delle conoscenze necessarie per combattere le frodi in modo più efficace e, in ultima analisi, per migliorare la prevenzione e l'individuazione delle frodi, l'indagine sulle stesse e l'azione penale nei loro confronti. Nonostante la qualità dei dati sia in costante miglioramento, dall'analisi condotta quest'anno si evince ancora una volta che è necessario adoperarsi ulteriormente. Come sottolineato nella sezione 1.2, le indagini sui casi di frode condotte dagli organismi dell'UE possono essere segnalate solo quando le informazioni richieste sono condivise con le autorità nazionali competenti. Alcuni casi della Procura europea e dell'OLAF sono già inclusi nelle cifre illustrate nella presente relazione. La Commissione si sta adoperando per garantire che i sistemi di segnalazione possano raccogliere tutte le informazioni necessarie per individuare i casi su cui sta conducendo indagini. Quando tali informazioni saranno pienamente disponibili, sarà possibile valutare l'eventuale presenza di una variazione nelle tendenze legate all'individuazione delle frodi o se queste siano coerenti e in linea con i risultati antifrode delle autorità investigative nazionali comunicati nel corso degli anni.
Raccomandazione 1: miglioramento della segnalazione delle frodi sospette e del seguito dato alle stesse
La segnalazione delle frodi sospette e il seguito dato alle stesse possono ancora essere notevolmente migliorati. Gli Stati membri dovrebbero garantire che i casi di frode sospetta segnalati siano aggiornati tempestivamente con informazioni e dati affidabili e completi. A tal fine, l'istituzione di canali di comunicazione adeguati con le autorità di contrasto e preposte all'azione penale, lo scambio di informazioni con gli organismi investigativi e la segnalazione tempestiva costituiscono i prerequisiti per garantire un seguito efficace.
La segnalazione completa presuppone inoltre che le autorità nazionali segnalino le irregolarità e le frodi individuate dai servizi di audit della Commissione, dalla Corte dei conti europea, dall'OLAF e dall'EPPO non appena sono disponibili le informazioni necessarie.
5.2.Strumenti migliori: accelerare la digitalizzazione della lotta contro la frode
La digitalizzazione della lotta contro la frode è uno dei temi chiave del piano d'azione riveduto che accompagna la CAFS. Attraverso questa e le precedenti relazioni PIF, la Commissione ha fornito informazioni sulle misure nazionali e dell'UE per digitalizzare la lotta contro la frode, dimostrando che è presente uno slancio positivo per garantire che la lotta contro la frode continui a stare al passo con i più recenti sviluppi tecnologici.
Attualmente è tuttavia necessario accelerare questo processo e lo sviluppo di strumenti informatici nuovi o esistenti dovrebbe essere accompagnato da un loro maggiore utilizzo per contrastare le frodi in modo più efficiente in tutti i settori di bilancio cui gli Stati membri danno esecuzione. Parallelamente, la Commissione continuerà ad attuare le misure specifiche di cui al piano d'azione riveduto che accompagna la CAFS.
Raccomandazione 2: accelerare la digitalizzazione della lotta contro la frode
La digitalizzazione della lotta contro la frode deve essere al centro delle strategie antifrode. Poiché i truffatori utilizzano e sfruttano sempre più le nuove tecnologie per commettere reati, l'architettura antifrode dell'UE deve essere all'altezza della sfida al fine di prevenirla, individuarla e condurre indagini in merito.
Gli Stati membri dovrebbero garantire che la digitalizzazione della lotta contro la frode sia parte integrante del loro approccio strategico alla lotta contro la frode.
Gli Stati membri dovrebbero avviare i preparativi per la prossima fase di sviluppo dello strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio della Commissione. Tutti gli Stati membri saranno tenuti a fornire dati allo strumento a partire dal prossimo quadro finanziario pluriennale. Nell'ambito di tali preparativi potrebbero si potrebbero sottoporre a prova l'inserimento automatizzato dei dati richiesti e l'interoperabilità con i sistemi nazionali.
5.3.Sviluppare la governance dell'architettura antifrode
La Commissione accoglie con favore i progressi compiuti in tutti gli Stati membri per realizzare una governance antifrode efficace e sviluppare approcci strategici per combattere la frode a livello nazionale, regionale o settoriale. La creazione di reti specifiche che riuniscano i soggetti nazionali che si occupano di lotta antifrode getta le basi per lo scambio di buone prassi, conoscenze, esperienze e competenze nel modo più efficiente possibile.
Tali reti creano le condizioni ideali per sviluppare solide strategie antifrode basate su valutazioni esaustive del rischio di frode. Possono essere utilizzate per contribuire a individuare correttamente le carenze e le minacce, elaborare azioni di attenuazione efficaci, definire obiettivi concreti e adottare tempestivamente misure correttive in caso di cambiamenti improvvisi nel panorama antifrode.
Raccomandazione 3: rafforzamento della governance antifrode negli Stati membri
Gli Stati membri sono invitati a continuare a rafforzare le loro strutture di governance antifrode affinché includano tutti i soggetti pertinenti.
A tal fine, a livello degli Stati membri, è fondamentale adottare tutte le strategie necessarie per combattere la frode, idealmente a livello nazionale (adottando una strategia nazionale antifrode).