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Document 52021DC0572

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030

COM/2021/572 final

Bruxelles, 16.7.2021

COM(2021) 572 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI EMPTY

Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030

{SWD(2021) 651 final} - {SWD(2021) 652 final}


1.Introduzione

Le foreste e le altre superfici boschive 1 coprono oltre il 43,5 % 2 del territorio dell'UE e sono essenziali per la salute e il benessere di tutti gli europei. Da loro dipendiamo per l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo e la maggior parte delle specie che popolano la terraferma nel mondo trova in esse il rifugio e l'habitat ideali, grazie alla ricca biodiversità e al sistema naturale unico che rappresentano 3 . Le foreste sono un luogo in cui connettersi con la natura, aiutandoci così a migliorare la nostra salute fisica e mentale, e sono fondamentali per preservare il dinamismo e la prosperità delle aree rurali.

Da sempre le foreste svolgono un ruolo estremamente importante nella nostra economia e società, creando posti di lavoro e fornendo cibo, medicinali, materie prime, acqua pulita e altro ancora. Per secoli sono state un fulcro vitale per il patrimonio culturale e l'artigianato, la tradizione e l'innovazione, ma, per quanto importanti fossero in passato, esse sono essenziali per il nostro futuro. Le foreste sono un alleato naturale nell'adattamento e nella lotta ai cambiamenti climatici e svolgeranno un ruolo fondamentale nel rendere l'Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Proteggere gli ecosistemi forestali significa anche ridurre il rischio di malattie zoonotiche e pandemie globali. Un futuro sano per le persone e il pianeta e per la loro prosperità dipende perciò dal garantire la salute, la biodiversità e la resilienza delle foreste in Europa e nel mondo.

Nonostante questa esigenza imprescindibile, le foreste europee sono oggi sottoposte a sollecitazioni crescenti, causate in parte da processi naturali ma anche dall'aumento dell'attività antropica e dalle pressioni da essa esercitate. Se negli ultimi decenni la superficie forestale è aumentata grazie ai processi naturali, all'imboschimento, a una gestione sostenibile e a misure di ripristino attivo che hanno favorito diverse tendenze al miglioramento, parallelamente lo stato di conservazione delle foreste dovrebbe essere considerevolmente migliorato, anche in quel 27 % di superficie forestale dell'UE protetta che dovrebbe essere maggiormente in salute 4 . I cambiamenti climatici continuano ad incidere negativamente sulle foreste europee, in particolare, ma non solo, sulle aree forestali monospecifiche e coetanee. I cambiamenti climatici hanno anche portato alla luce vulnerabilità precedentemente nascoste che vanno ad aggravare altre spinte distruttive, come i parassiti, l'inquinamento e le malattie, ed incidono sui regimi degli incendi boschivi creando, per i prossimi anni, condizioni favorevoli ad un incremento della loro estensione e intensità nell'UE 5 . La perdita di copertura arborea ha subito un'accelerazione nell'ultimo decennio a causa di eventi meteorologici estremi e dell'aumento degli abbattimenti per diversi fini economici 6 .

La nuova strategia dell'UE per le foreste intende superare queste sfide e sfruttare il potenziale delle foreste per il nostro futuro, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, dei migliori dati scientifici disponibili e dei principi della politica del "Legiferare meglio". Ancorata al Green deal europeo e alla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, essa riconosce il ruolo centrale e multifunzionale delle foreste e il contributo dei silvicoltori e dell'intera catena del valore di questo settore nel dar vita, entro il 2050, a un'economia sostenibile e climaticamente neutra, garantendo nel contempo la ricostituzione, la resilienza e l'adeguata protezione di tutti gli ecosistemi. La nuova strategia sostituisce la strategia forestale dell'UE adottata nel 2013 7 e oggetto di valutazione nel 2018 8 .

 

Gli impegni e le azioni proposte nella strategia contribuiranno al raggiungimento dell'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55 % nel 2030 stabilito dalla normativa europea sul clima 9 , che sarà attuato dalle misure previste nel pacchetto "Pronti per il 55 %" (Fit for 55) 10 . Secondo la normativa sul clima, al fine di raggiungere il traguardo del 2030 e l'obiettivo di neutralità climatica, le istituzioni dell'UE competenti e gli Stati membri dovranno dare la priorità a riduzioni delle emissioni rapide e prevedibili e, allo stesso tempo, migliorare l'assorbimento dai pozzi naturali. Le emissioni di gas serra e gli assorbimenti da parte delle foreste e dei prodotti forestali svolgeranno un ruolo cruciale nel raggiungimento dell'ambizioso obiettivo di rimozione netta per l'Unione di -310 milioni di tonnellate di equivalenti di CO2, come stabilito nella proposta di revisione del regolamento sull'uso del suolo, sul cambiamento dell'uso del suolo e sulla silvicoltura 11 . La strategia definisce inoltre il quadro politico necessario a garantire, nell'UE, una crescita costante di foreste sane, diversificate e resilienti che contribuiscano in modo significativo ai nostri obiettivi ambiziosi in materia di biodiversità, assicurino mezzi di sussistenza nelle zone rurali, e al di fuori di esse, e favoriscano una bioeconomia forestale sostenibile basata su pratiche di gestione forestale realmente sostenibili. Queste ultime si basano su un concetto di gestione delle foreste sostenibile e dinamico, riconosciuto e concordato a livello internazionale, che tiene conto della multifunzionalità, della varietà delle foreste e dei tre pilastri interdipendenti della sostenibilità.

Per far sì che questa transizione vada a buon fine avremo bisogno di foreste più estese, più sane e più diversificate rispetto a quelle di oggi, in particolare per favorire lo stoccaggio e il sequestro del carbonio, attenuare gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana e porre un freno alla perdita di habitat e specie. Si tratta di una condizione indispensabile affinché le foreste siano in grado di fornire mezzi di sussistenza e svolgere le loro funzioni socioeconomiche nei decenni a venire. Per soddisfarla dovremo invertire le tendenze negative, migliorare il monitoraggio per poter meglio rilevare lo stato delle nostre foreste e fare di più per proteggere e ripristinare la biodiversità forestale, garantendo così la resilienza delle foreste. Sarà altrettanto importante assicurare la disponibilità di legname e promuovere le attività economiche forestali non basate sullo sfruttamento del legname per diversificare le economie locali e l'occupazione nelle zone rurali.

Tenuto conto delle istanze crescenti in materia di foreste, a volte in competizione tra loro, dovremo anche garantire che la quantità di legname che utilizziamo si mantenga entro i limiti della sostenibilità 12 e che l'utilizzo avvenga in modo ottimale, in linea con il principio a cascata 13 e con i dettami dell'economia circolare. Si soddisferà in questo modo l'esigenza di sostituire il più possibile i materiali di origine fossile con materiali e prodotti circolari a lungo ciclo di vita, che hanno la massima importanza per lo stoccaggio di CO2 e l'economia circolare.

L'elaborazione della strategia dell'UE per le foreste è contestuale alla rapida accelerazione delle crisi in materia di clima e biodiversità. In vista di un decennio che si prospetta cruciale, la strategia presenta un piano concreto per il 2030, combinando misure normative, finanziarie e volontarie.

Le misure previste mirano anche a rafforzare la protezione e la ricostituzione delle foreste nell'UE, a migliorarne la gestione sostenibile e a potenziarne il monitoraggio e l'efficacia della pianificazione decentrata al fine di garantire la resilienza degli ecosistemi forestali e consentire alle foreste di svolgere il loro ruolo multifunzionale. Allo scopo di sostenere ulteriormente una bioeconomia forestale sostenibile per un futuro a impatto climatico zero, la strategia propone misure per l'innovazione e la promozione di nuovi materiali e prodotti in grado di sostituire i loro omologhi di origine fossile e per dare impulso ad un'economia forestale non basata sullo sfruttamento del legname, compreso l'ecoturismo. La strategia pone inoltre l'accento sul rimboschimento e sull'imboschimento sostenibili ed è accompagnata da una tabella di marcia per la messa a dimora di almeno tre miliardi di nuovi alberi nell'UE entro il 2030.

Con questa strategia la Commissione presenta una sua visione ambiziosa, basata sul forte impegno, motivazione e dedizione di tutti i proprietari e gestori di foreste e terreni, il cui ruolo nell'erogare servizi ecosistemici è fondamentale e va sostenuto. La strategia cerca di sviluppare, tra l'altro, incentivi finanziari, destinati in particolare ai proprietari e ai gestori privati di foreste, per la fornitura di questi servizi ecosistemici.

Tutte le misure devono essere concepite e attuate in stretta collaborazione con gli Stati membri, i proprietari pubblici e privati di foreste e chi si prende cura di esse, in quanto soggetti promotori dei cambiamenti necessari e di una bioeconomia forestale dinamica e sostenibile nell'Unione Europea. La strategia mira all'impegno attivo di tutti gli attori e dei relativi livelli di governance, dagli Stati membri ai proprietari e gestori di foreste, alle industrie che si basano sullo sfruttamento di queste ultime, agli scienziati, alla società civile e agli altri portatori di interessi.

Sebbene si incentri esclusivamente sulle foreste dell'UE e miri a fornire un importante contributo dell'UE agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite 2030, in particolare l'obiettivo 15 14 , la strategia riconosce che le sfide inerenti alle foreste hanno una dimensione necessariamente globale e che la superficie forestale continua a ridursi drasticamente in modo preoccupante di 4,7 milioni di ettari all'anno in media, a fronte di una deforestazione che avanza ad un ritmo di 10 milioni di ettari all'anno 15 . La Commissione ribadisce il suo fermo impegno ad attuare la comunicazione del 2019 volta a promuovere azioni di protezione e ripristino delle foreste del pianeta 16 , anche lavorando in stretta collaborazione con i suoi partner mondiali per la protezione, la ricostituzione e la gestione sostenibile delle foreste e mediante l'adozione di una proposta legislativa mirante a garantire che i prodotti venduti sul mercato dell'UE, provenienti indifferentemente dagli Stati membri o dai paesi terzi, non contribuiscano alla deforestazione globale. La cooperazione dell'UE promuoverà approcci integrati per le foreste che affrontino gli aspetti di governance, sostenibilità e legalità delle catene del valore e temi quali la biodiversità e i mezzi di sussistenza delle popolazioni locali. Le grandi aspirazioni in tema di foreste sono coerenti con gli sforzi dell'UE di guidare l'agenda per il clima e attuare la sua strategia sulla biodiversità per il 2030, anche con un ambizioso quadro globale sulla biodiversità.

2.Sostenere le funzioni socioeconomiche delle foreste per la prosperità delle aree rurali e promuovere una bioeconomia forestale entro limiti di sostenibilità

Le foreste e il settore forestale assolvono molteplici funzioni e forniscono numerosi benefici a livello socioeconomico, tra cui nuovi posti di lavoro e opportunità di crescita nelle aree rurali e funzioni ricreative che contribuiscono alla salute fisica e mentale dei cittadini.

Secondo le stime, i proprietari privati di foreste nell'UE sono circa 16 milioni e il 40 % delle foreste è soggetto a diversi regimi di proprietà pubblica. Nel 2018 il settore forestale tradizionale (gestione forestale, taglio, segheria, prodotti del legno, sughero, pasta di legno e carta) ha occupato 2,1 milioni di persone 17 , generando un valore aggiunto lordo pari a 109 855 milioni di EUR. Altri 1,2 milioni di persone hanno lavorato nella produzione di mobili in legno e nella stampa su carta, ad esempio di libri e giornali, con un valore aggiunto, rispettivamente, di 25 e 31 miliardi di EUR 18 . Nel 2018 397 000 imprese, vale a dire il 20 % delle imprese manifatturiere di tutta l'UE, erano attive nell'industria del legno. Se a queste attività si aggiungono i settori della stampa di documenti, del riscaldamento e della produzione di energia derivanti dal legno e delle costruzioni in legno, le catene del valore estese del settore forestale hanno promosso la creazione di 4 milioni di posti di lavoro nell'economia verde. Questo numero è diminuito di circa il 20 % dal 2008 al 2013, per poi attestarsi su livello abbastanza stabili 19 .

Il legname grezzo ottenuto in modo sostenibile e i materiali e i prodotti diversi dal legno sono fondamentali per la transizione dell'UE verso un'economia sostenibile a impatto climatico zero.

I prodotti a base di legno ottenuti in modo sostenibile e a lungo ciclo di vita possono contribuire al raggiungimento della neutralità climatica mediante lo stoccaggio della CO2 e la sostituzione dei materiali di origine fossile, in particolare aggiungendo la CO2 da essi incorporata a quella che di norma viene eliminata in un processo di assorbimento legato a processi biologici 20 . Al momento dell'abbattimento o della loro morte naturale, gli alberi rilasciano anidride carbonica nell'atmosfera, ad esempio tramite gli incendi, la combustione per la produzione di energia, l'incenerimento o, nel corso del tempo, per processi di decomposizione naturali. o Se si trasforma la biomassa legnosa in materiali e prodotti legnosi con un ciclo di vita lungo il periodo di assorbimento della CO2 può essere notevolmente esteso. Il regolamento sull'uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF) 21 garantisce che gli Stati membri riferiscano e contabilizzino le variazioni delle riserve di carbonio immagazzinate in un comparto di carbonio non solo nelle foreste ma anche nei comparti di carbonio costituiti dai prodotti legnosi raccolti; tale disposizione sarà ulteriormente rafforzata nel quadro del regolamento riveduto proposto all'interno del pacchetto "Pronti per il 55 %". I prodotti legnosi raccolti nell'UE rappresentano un pozzo di assorbimento del carbonio attivo netto di circa -40 MtCO2 equivalente/anno e apportano inoltre benefici climatici attraverso un effetto di sostituzione del materiale, con valori che vanno da -18 a -43 MtCO2 equivalente/anno 22 . Quanto più durevole sarà il prodotto, tanto più efficace sarà la mitigazione dei cambiamenti climatici, che si riflette poi nell'aumento degli assorbimenti netti riportati e contabilizzati dagli Stati membri a norma del regolamento LULUCF e che, grazie agli effetti di sostituzione, viene indirettamente riportata e contabilizzata come riduzione delle emissioni in altri settori.

È fondamentale che, nel dar vita a un'economia sostenibile e climaticamente neutra, si ottimizzi l'uso del legno in linea con il principio a cascata, in particolare attraverso incentivi di mercato. Ciò significa che il legno dovrebbe essere utilizzato il più possibile per materiali e prodotti in grado di durare nel tempo per sostituire i loro omologhi ad alta intensità di CO2 e di origine fossile, ad esempio negli edifici e nei mobili, pur riconoscendo che non tutto il legno è adatto a tali usi. Le innovazioni dei processi in questo campo possono anche fornire biomateriali e prodotti ecologici con un'impronta ambientale inferiore rispetto a quelli di origine fossile.

Anche i prodotti del legno a breve ciclo di vita hanno un ruolo da svolgere, soprattutto nel sostituire i loro omologhi di origine fossile. L'uso del legname per la fabbricazione di prodotti a breve ciclo di vita e anche per la produzione di energia dovrebbe basarsi su un legno non adatto alla trasformazione in materiali e prodotti con lunga durata di vita e sulla biomassa legnosa secondaria, come i sottoprodotti delle segherie, i residui e i materiali riciclati. Già oggi, i progressi tecnologici facilitano il trattamento dei residui e dei rifiuti di biomassa legnosa per materiali e prodotti innovativi circolari, diversificando così i bioprodotti e offrendo soluzioni rispettose del clima in settori applicativi nuovi o emergenti.

Il rispetto dei principi dell'economia circolare è anch'esso importantissimo. Bisognerebbe privilegiare un miglior utilizzo, riutilizzo e riciclaggio di tutti i prodotti a base di legno, recuperati ad esempio da siti in costruzione e demolizione, poiché una maggior circolarità dei prodotti offre la possibilità di mantenere più a lungo nel ciclo economico tutti i prodotti a base di legno per molteplici usi.

L'approvvigionamento di prodotti in legno dovrebbe avvenire in sinergia con il miglioramento dello stato di conservazione delle foreste europee e mondiali e con la tutela e il ripristino della biodiversità per garantire la resilienza forestale, l'adattamento climatico e la multifunzionalità delle foreste. Il legno di elevato valore ecologico non dovrebbe essere utilizzato e la bioeconomia basata sullo sfruttamento del legno dovrebbe rimanere entro i limiti della sostenibilità ed essere compatibile con gli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e il 2050 e con gli obiettivi in materia di biodiversità. Come indicato da recenti studi scientifici 23 , nel breve e nel medio periodo, vale a dire fino al 2050, i vantaggi aggiuntivi potenziali derivanti dai prodotti del legno raccolto e dalla sostituzione dei materiali non riusciranno probabilmente a compensare la riduzione del pozzo forestale netto associata all'aumento dell'abbattimento. È un rischio al quale gli Stati membri dovrebbero prestare attenzione e che ricade nella loro responsabilità ai sensi della legislazione applicabile pertinente.

Oltre ad un'economia basata sullo sfruttamento del legname, le foreste offrono una varietà di altri prodotti e servizi di pari importanza, dal cibo all'ecoturismo, che supportano le economie e il tessuto sociale delle aree rurali. Il valore stimato di tutti i prodotti non legnosi raccolti in Europa è di 19,5 miliardi di EUR all'anno, equivalenti a 77,80 EUR per ettaro all'anno. L'86 % dei prodotti forestali non legnosi raccolti è destinato al consumo personale 24 .

La strategia dell'UE per le foreste riconosce e vuol dare impulso all'intera bioeconomia forestale che agisce in sinergia con gli obiettivi sempre più ambiziosi dell'UE in materia di clima e biodiversità.

2.1.Promuovere una bioeconomia forestale sostenibile per i prodotti del legno di lunga durata

Nei limiti di una disponibilità e di un approvvigionamento sostenibili di legname, il settore forestale detiene un potenziale economico significativo per poter migliorare la produzione di legno sostenibile e raccolto legalmente destinato a materiali e prodotti circolari e di lunga durata. A tal fine è necessario stimolare la domanda nelle industrie a valle e promuovere pratiche di gestione delle foreste, strumenti e processi di produzione che si adattino meglio alle diverse risorse forestali future.

Per aumentare l'offerta di prodotti in legno di lunga durata sono necessari investimenti lungo tutta la catena di lavorazione del legname. Le industrie di trasformazione del legno dovrebbero essere sostenute per adattarsi meglio al cambiamento e alla diversificazione delle risorse forestali. Gli investimenti dovrebbero concentrarsi anche sulla produzione di prodotti in legno di lunga durata ottenuti da tronchi di qualità inferiore, a partire da un maggior numero di specie arboree di legno duro, e prevedendo maggiori fluttuazioni della produzione nel tempo.

In quest'ottica, il ruolo più importante dei prodotti in legno è contribuire a trasformare il settore edile da fonte di emissioni di gas a effetto serra in un pozzo di assorbimento del carbonio, come stabilito nella strategia "Ondata di ristrutturazioni" 25 e nell'iniziativa "Nuovo Bauhaus europeo" 26 . I margini di miglioramento sono ampi. Con meno del 3 % della quota di mercato, i prodotti in legno ancora rappresentano appena una minuscola frazione dei materiali da costruzione in Europa, tra i quali continuano a prevalere essenzialmente quelli ad alta intensità energetica e attualmente di origine fossile 27 . La Commissione definirà una tabella di marcia allo scopo di ridurre, di qui al 2050, le emissioni di CO2 nell'intero ciclo di vita degli edifici. Nel contesto della revisione del regolamento sui prodotti da costruzione 28 , la Commissione metterà a punto una metodologia standard, solida e trasparente che permetterà di quantificare i benefici climatici derivanti dall'uso dei prodotti da costruzione in legno e di altri materiali edili.

Per promuovere l'uso di prodotti in legno nell'UE è necessario agire anche sul fronte della domanda, sfatando ad esempio le convinzioni errate sul rischio di incendio e l'insufficiente durabilità e prendendo atto dei molteplici vantaggi dei prodotti in legno nel ridurre l'inquinamento e il consumo energetico durante le fasi di costruzione, uso e demolizione. Gli ingegneri edili e gli architetti dovrebbero essere incentivati a progettare edifici in legno. Seguendo il concetto del ciclo di vita e i principi della circolarità, le imprese edili dovrebbero considerare i grandi vantaggi delle costruzioni in legno nei loro premi di rischio e nei loro modelli imprenditoriali.

Secondo il nuovo Bauhaus europeo 29 si dovrebbe dare maggior impulso alla ricerca e all'innovazione in materia di architettura, progettazione ecocompatibile e materiali da costruzione, anche per quel che riguarda i miglioramenti industriali miranti ad un utilizzo maggiore di legno di bassa qualità, ottenuti in particolare da specie arboree di legno duro, e concentrandosi di più su come aumentare l'uso a cascata e la circolarità, ai fini di un recupero del legno esistente per la fabbricazione di prodotti in legno ingegnerizzato. In particolare, il Fondo per l'innovazione 30 , dedicato al finanziamento di tecnologie innovative a basse emissioni di anidride carbonica, offre possibilità di sostegno per progetti innovativi nell'edilizia, compresa quella in legno.

Anche gli approcci normativi richiedono attenzione. L'aumento della produzione di prodotti in legno di lunga durata è limitato dalle regolamentazioni edilizie, come le norme sulla sicurezza antincendio, che non tengono ancora pienamente conto delle possibilità tecniche delle moderne costruzioni in legno. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a tenere in considerazione le migliori conoscenze scientifiche disponibili nell'elaborare regolamentazioni che favoriscano i prodotti in legno di lunga durata, agendo anche sulle prestazioni energetiche e ambientali dei prodotti per l'edilizia, promuovendo un marchio di qualità ecologica correlato al sequestro del carbonio e una maggiore circolarità e mirando alla fasi cruciali della vita degli edifici, tra cui la costruzione, la ristrutturazione e la demolizione.

Attraverso incentivi direttamente basati sul sequestro del carbonio, l'imminente iniziativa sul sequestro del carbonio nei suoli agricoli e il quadro giuridico riguardante i certificati di assorbimento della CO2 dovrebbero includere azioni specifiche per la produzione e l'uso di prodotti in legno di lunga durata, nel pieno rispetto degli obiettivi di biodiversità. Tali incentivi a livello dei singoli attori sono complementari e di supporto agli obiettivi climatici dell'UE.

2.2.Garantire un uso sostenibile delle risorse a base di legno per la bioenergia

Coprendo il 60 % del consumo di energia rinnovabile dell'UE, la bioenergia ottenuta dal legno costituisce attualmente la principale fonte di energia rinnovabile. Per raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55 % entro il 2030, gli Stati membri dovranno aumentare notevolmente la quota di fonti rinnovabili nel loro mix energetico. In questo mix, la bioenergia continuerà a svolgere un ruolo importante, a patto che la biomassa venga prodotta in modo sostenibile e utilizzata in modo efficiente, in linea con il principio a cascata e tenendo conto degli obiettivi dell'Unione riguardanti il pozzo di assorbimento del carbonio e la biodiversità, nonché della disponibilità complessiva di legname entro limiti di sostenibilità nella prospettiva del 2030 31 .

Laddove non sia possibile utilizzare efficacemente il materiale legnoso, la bioenergia continuerà ad incidere anche sul miglioramento dei mezzi di sussistenza dei produttori primari, in particolare silvicoltori e agricoltori, e sulla diversificazione delle opportunità economiche derivanti dalle foreste nelle aree rurali. Il reddito aggiuntivo generato dai mercati della bioenergia può garantire entrate ai proprietari e gestori di foreste in tutte le fasi della gestione sostenibile delle foreste, contribuendo così ad assicurare un reddito regolare dalla loro terra.

Per garantire sia i benefici socioeconomici sia la sostenibilità ambientale della bioenergia ottenuta dal legno, la direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili del 2018 ha incluso criteri di sostenibilità rafforzati per tutti i tipi di biomassa a fini energetici. Poiché tali criteri devono ora essere attuati dagli Stati membri, la Commissione sorveglierà attentamente il corretto recepimento di dette misure nel quadro dell'attuazione complessiva della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili attualmente vigente e, ove necessario, adotterà gli opportuni provvedimenti.

Alla luce dei recenti dati scientifici e degli obiettivi sempre più ambiziosi dell'UE in materia di clima e biodiversità, è inoltre necessario rafforzare ulteriormente le garanzie di sostenibilità della bioenergia forestale. Una recente relazione della Commissione 32 sull'uso della biomassa legnosa per la produzione di energia nell'UE mostra un uso complessivo crescente di biomassa legnosa nell'UE negli ultimi due decenni (aumento di circa il 20 % dal 2000), che può risentire ulteriormente dell'innalzamento dell'obiettivo riguardante le energie rinnovabili. Lo studio confronta inoltre gli effetti delle diverse pratiche di gestione sia sulla biodiversità sia sui cambiamenti climatici e identifica pratiche di gestione vantaggiose per tutti che contribuiscono positivamente ad entrambi gli obiettivi.

Per mitigare i potenziali rischi climatici e ambientali legati all'uso della bioenergia ottenuta dal legno e per massimizzare il suo impatto positivo sul clima, la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 ha affermato che l'uso di alberi interi per la produzione di energia, sia dell'UE che importati, dovrebbe essere ridotto al minimo.

La proposta di revisione della direttiva sulle energie rinnovabili nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55 %" prevede ulteriori tutele concrete. Essa include criteri di sostenibilità rafforzati per la bioenergia che ampliano il loro ambito di applicazione e allargano le zone in cui è vietata la raccolta di materie prime. Ciò significa vietare la raccolta di biomassa forestale da foreste primarie e limitarla nelle foreste ad alta biodiversità per far sì che non vi siano interferenze con le finalità di protezione della natura.

La proposta applica anche criteri di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra agli impianti esistenti ed estende l'ambito di applicazione dei criteri di sostenibilità e di riduzione dei gas a effetto serra agli impianti con una capacità pari o superiore a 5 MW.

La proposta, inoltre, rafforza l'attuazione del principio a cascata come principale fattore di cambiamento nelle politiche in materia di bioenergia, garantendo un accesso equo al mercato delle materie prime della biomassa per lo sviluppo di soluzioni biologiche innovative e ad alto valore aggiunto e una bioeconomia circolare sostenibile.

Tenendo conto della gerarchia dei rifiuti 33 e del principio a cascata, la proposta prevede che gli Stati membri concepiscano i loro regimi di sostegno per l'uso della biomassa a fini energetici in modo da ridurre al minimo gli indebiti effetti distorsivi sul mercato delle materie prime della biomassa e gli effetti nocivi sulla biodiversità. Per specificare come applicare il principio a cascata per la biomassa, in particolare su come ridurre al minimo l'uso di legno tondo di qualità per la produzione di energia, la Commissione adotterà un atto delegato.

Secondo la proposta, inoltre, non sarà concesso alcun sostegno alla produzione di energia da tronchi da sega, tronchi da impiallacciatura, ceppi e radici.

Viene inoltre introdotto un ulteriore elemento per garantire un uso energetico più efficiente della biomassa legnosa, limitando il sostegno degli aiuti di Stato agli impianti che producono solo energia elettrica.

La Commissione continuerà ad analizzare l'impatto dei regimi di sostegno nazionali sull'offerta e la domanda di biomassa, i loro effetti sulla biodiversità e sui pozzi di assorbimento del carbonio e le eventuali distorsioni del mercato e valuterà la possibilità di introdurre ulteriori limitazioni riguardo ai regimi di sostegno alla biomassa forestale. L'obiettivo generale dell'Unione dovrebbe consistere nel garantire che la quota di bioenergia proveniente dalle foreste nel suo mix di energie rinnovabili rimanga entro limiti di sostenibilità e i suoi possibili effetti esterni negativi siano adeguatamente mitigati.

2.3.Promuovere una bioeconomia forestale non basata sullo sfruttamento del legno, compreso l'ecoturismo

Le foreste dell'UE forniscono prodotti non legnosi di grande valore, come sughero (80 % della produzione mondiale), resina, tannini, foraggi, piante medicinali e aromatiche, frutta, bacche, frutta a guscio, radici, funghi, semi, miele, piante ornamentali e selvaggina, spesso a beneficio delle comunità locali. Contribuiscono per circa il 20 % al valore commerciale delle foreste 34 e il loro potenziale di creazione di entrate aggiuntive per le comunità che ne sono proprietarie può essere ulteriormente promosso e sostenuto in collaborazione con le autorità e gli attori nazionali e locali.

Si pensi, in particolare, al notevole potenziale di crescita del settore turistico legato alla natura. Il settore europeo del turismo ha seriamente sofferto durante la pandemia di COVID-19, che tuttavia ha aumentato la domanda di un turismo di prossimità e la ricerca di destinazioni meno affollate nella natura e all'aria aperta. La tendenza alla crescita del turismo naturalistico e dei servizi per il benessere naturalistico, nel rispetto della capacità di tolleranza dell'ambiente e delle norme pertinenti, è un'opportunità per accelerare la transizione verde del settore turistico, fornire grandi possibilità di reddito nelle zone rurali e migliorare il benessere di chi ci vive, promuovendo ulteriormente la conservazione della biodiversità e il mantenimento degli stock di carbonio.

Per sfruttare i vantaggi dei prodotti non legnosi per le comunità rurali nei paesaggi forestali e sostenere le organizzazioni di produttori, la Commissione promuoverà l'elaborazione di programmi regionali, nazionali e subnazionali coordinati e integrati 35 sulla produzione sostenibile di prodotti forestali non legnosi.

Per incentivare l'ecoturismo forestale nell'UE, la Commissione promuoverà la collaborazione tra il settore del turismo, i proprietari di foreste e i servizi di protezione della natura e la definizione di standard e norme per le attività ecoturistiche. L'industria turistica dovrebbe operare in stretta collaborazione con i gestori di foreste per sviluppare prodotti turistici sostenibili che abbiano un impatto positivo sulla salute umana, senza ripercuotersi negativamente sui valori naturali degli usi che se ne prevedono, specialmente nelle aree protette.

   

2.4.Sviluppare competenze e responsabilizzare le persone per una bioeconomia sostenibile basata sulle foreste    

I numerosi servizi offerti dalle foreste sono forniti da persone con una vasta gamma di competenze. Il ruolo sempre più polivalente che le foreste svolgeranno nella transizione verso un futuro sostenibile e climaticamente neutro richiederà un aumento delle competenze; saranno necessari, ad esempio, esperti in pratiche di gestione forestale più sostenibili, comprese strategie adattative di rimboschimento e ripristino, architetti, ingegneri e progettisti, esperti in campo alimentare, specialisti di dati, chimici, promotori nel settore ecoturistico. È importante sviluppare i programmi di formazione, le conoscenze e le competenze rispettivi.

La Commissione incoraggerà anche le parti interessate del settore forestale ad aderire al patto per le competenze. Il patto intende mobilitare e incentivare i portatori di interessi privati e pubblici a intraprendere azioni concrete. Gli impegni dei portatori di interessi, pubblici e privati, nel settore forestale per l'aggiornamento e la riqualificazione professionale degli operatori potrebbero assumere varie forme: partenariati su larga scala, partenariati regionali/locali, accordi tripartiti o impegni di singole entità. I portatori di interessi nel settore forestale e della silvicoltura lavoreranno insieme nell'ambito del patto al fine di adattare l'istruzione e la formazione dei silvicoltori alle sfide e alle esigenze della realtà odierna. Apprendistati efficaci e di qualità, compreso l'apprendimento sul lavoro, sono fondamentali per attrarre giovani verso questo settore e fornire loro le competenze necessarie per lavorare in una bioeconomia forestale sostenibile.



Il Fondo sociale europeo plus (FSE+) può essere utilizzato dagli Stati membri per fornire ai professionisti del settore forestale le competenze necessarie per passare a pratiche di gestione più sostenibili. Il Fondo può essere utilizzato anche per migliorare l'occupazione e l'imprenditorialità attraverso nuove imprese che valorizzino l'uso sostenibile di prodotti e servizi forestali quali l'ecoturismo o programmi educativi riguardanti la biodiversità forestale.

Attraverso la coalizione "Istruzione per il clima", la Commissione promuoverà ulteriormente la cooperazione e metterà in contatto alunni, studenti, insegnanti e portatori di interessi con riferimento al ruolo delle foreste 36 , compresi i vantaggi dell'apprendimento all'aperto.

La Commissione provvederà:

1.ad istituire, nell'ambito della revisione del regolamento sui prodotti da costruzione 37 , una metodologia standard, solida e trasparente per la quantificazione dei benefici climatici dei prodotti da costruzione in legno e di altri materiali edili che tenga conto delle tecniche di analisi del ciclo di vita dinamico più avanzate;

2.a fornire, nell'ambito della politica agricola comune e per aumentare il sostegno alle foreste, nuovi mezzi di condivisione delle informazioni sulle buone pratiche di progettazione e attuazione di interventi riguardanti le foreste;

3.a promuovere l'uso del logo Natura 2000 per prodotti e servizi forestali non derivati dal legno; 

4.a rivedere, integrare e aggiornare i criteri di vaglio tecnico dell'atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia per la silvicoltura e la bioenergia, ove necessario, per tenere maggiormente conto delle pratiche compatibili con la biodiversità attualmente in fase di sviluppo, quali la silvicoltura rispettosa della natura; a considerare l'eventualità di includere attività sostenibili connesse alla raccolta, alla produzione e all'uso dei prodotti del legno nei prossimi atti delegati del regolamento in materia di tassonomia 38 con riferimento ad altri obiettivi ambientali;

5.a creare una nuova alleanza tra gli operatori turistici e i silvicoltori, coinvolgendo l'Organizzazione mondiale del turismo e la rete per il patrimonio naturale e culturale dell'Europa;

6.a creare un pacchetto di strumenti per aiutare gli Stati membri a predisporre programmi di apprendimento e consulenza permanente per i silvicoltori e ad adattare l'istruzione e la formazione alle sfide e alle esigenze delle realtà forestali di oggi e sviluppare opportunità di lavoro;

7.ad incoraggiare i portatori di interessi del settore forestale e silvicolo ad istituire un partenariato per le competenze nell'ambito del patto per le competenze e ad utilizzare il Fondo sociale europeo plus per collaborare in vista di un aumento del numero di opportunità di aggiornamento e riqualificazione professionale nel settore forestale.

3.Tutelare, ricostituire ed ampliare le foreste dell'UE per combattere i cambiamenti climatici, invertire la perdita di biodiversità e garantire ecosistemi forestali resilienti e multifunzionali

Alla luce dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, il bisogno di ricostituire le foreste con strategie adattative e di adottare metodi di gestione ecosistemica che rafforzino la resilienza delle foreste dell'UE è ora impellente. Si tratta di una condizione preliminare affinché le foreste siano in grado di svolgere le loro funzioni socioeconomiche e ambientali per le generazioni future e rendere possibile una bioeconomia forestale fiorente nei decenni a venire. Ma tale condizione è necessaria anche per evitare un costante aumento dei costi socioeconomici causati dai disastri forestali, proteggere le persone, i terreni e le case da inondazioni, incendi e frane e preservare, da un lato, lo stock di carbonio, la funzione di assorbimento della CO2 e altri servizi ecosistemici forniti dalle foreste che sono vitali per la salute e il benessere dell'uomo, come l'aria pulita e la regimazione delle acque, dall'altro gli habitat per la varietà di specie viventi che esse ospitano.

Per migliorare la resilienza e l'adattamento delle foreste, è necessario proteggere e ripristinare sempre più la biodiversità forestale e adottare pratiche di gestione rispettose della biodiversità. Si tratta anche di una grande opportunità economica, a condizione che i proprietari e i gestori di foreste siano adeguatamente supportati nella fase di transizione. Secondo il Forum economico mondiale, entro il 2030 la conservazione, la ricostituzione e la gestione sostenibile delle foreste potrebbero generare 190 miliardi di EUR di opportunità commerciali e 16 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo 39 .

Abbiamo inoltre bisogno di metodi efficaci di riduzione del rischio a fronte della grande incertezza relativa alle foreste future. L'inizio del cambiamento climatico coincide con il cambiamento delle foreste. Le zone europee coperte dalla vegetazione hanno iniziato a spostarsi verso quote più elevate e verso latitudini più settentrionali, innescando quasi ovunque una trasformazione degli ecosistemi forestali. Ciò significa che pochissime foreste saranno risparmiate dal forte impatto dei cambiamenti climatici o non richiederanno un'azione di gestione immediata per ridurre la loro vulnerabilità a tali cambiamenti.

I proprietari e i gestori di foreste in Europa sono già ben consapevoli dei cambiamenti climatici e si preoccupano delle loro ripercussioni. Questa consapevolezza deve tradursi sempre più in azioni di adattamento sufficienti e tangibili e in pratiche di gestione forestale che migliorino la resilienza. A tal fine è necessario sviluppare conoscenze e informazioni tecniche, nonché incentivi finanziari e supporto normativo mirati. La strategia mira ad affrontare tali problematiche per sostenere i proprietari e i gestori di foreste nei loro sforzi, aumentare le migliori pratiche e garantire un aumento della quantità e della qualità della copertura forestale dell'UE nei prossimi decenni.

3.1.Proteggere le ultime foreste primarie ed antiche rimaste nell'UE

Per far sì che la natura abbia spazio per svilupparsi rigogliosamente, la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 ha proposto un obiettivo generale di protezione di almeno il 30 % del territorio dell'UE tramite un regime di gestione efficace, di cui il 10 % dovrebbe essere tutelato da norme giuridiche rigorose. Gli ecosistemi forestali dovranno dare un contributo a tale obiettivo.

Tutte le foreste primarie ed antiche, in particolare, dovranno essere rigorosamente protette. Secondo le stime, esse rappresentano appena il 3 % circa della superficie forestale dell'UE, con appezzamenti generalmente piccoli e frammentati. Le foreste primarie ed antiche non sono solo alcuni degli ecosistemi forestali più ricchi dell'UE, ma immagazzinano anche grandi stock di carbonio e sottraendolo all'atmosfera, oltre ad essere di fondamentale importanza per la biodiversità e la fornitura di servizi ecosistemici essenziali 40 .

Resta comunque l'immediata necessità di mappare le foreste primarie ed antiche e di definire per esse un regime di protezione, accanto alle maggiori iniziative da intraprendere per proteggere le foreste primarie nelle regioni ultraperiferiche e nei territori d'oltremare dell'Unione, tenuto conto del loro valore eccezionalmente elevato e unico a livello di biodiversità. Per mantenere intatto il carattere incontaminato di queste foreste oggetto di protezione rigorosa è essenziale lasciare che in esse la dinamica del ciclo forestale avvenga il più possibile tramite processi naturali, limitando le attività estrattive da parte dell'uomo e trovando nel contempo sinergie con l'ecoturismo sostenibile e le opportunità ricreative.

La Commissione sta collaborando con gli Stati membri e i portatori di interessi per concordare, entro la fine del 2021, una definizione comune per le foreste primarie e antiche e un regime rigoroso per la loro protezione. Gli Stati membri dovrebbero avviare con urgenza il completamento della mappatura e il monitoraggio di queste foreste e assicurare che esse non si deteriorino fintantoché non si sia dato inizio all'applicazione del regime di protezione.

3.2.Garantire la ricostituzione e una gestione sostenibile rafforzata delle foreste ai fini dell'adattamento climatico e della loro resilienza

Pratiche di gestione forestale che preservano e ripristinano la biodiversità portano a foreste più resilienti in grado di svolgere le loro funzioni socioeconomiche e ambientali. Tutte le foreste dovrebbero quindi essere gestite sempre di più in modo da essere sufficientemente ricche di biodiversità, tenendo conto delle loro differenze a livello di condizioni naturali, regioni biogeografiche e tipologia. Esistono grandi opportunità di attuare misure vantaggiose per tutti, che migliorino contemporaneamente la produttività forestale, la produzione di legname, la biodiversità, la funzione di pozzo di assorbimento del carbonio, le proprietà di un suolo sano e la resilienza climatica. Una maggior diversità degli ecosistemi e delle specie forestali e l'uso di risorse genetiche adeguate e di metodi di gestione forestale di tipo ecosistemico sono in grado di migliorare l'adattabilità a lungo termine e la capacità delle foreste di rigenerarsi e auto-organizzarsi.

In questo contesto, inoltre, alcune pratiche di gestione che favoriscono la biodiversità e la resilienza sono essenziali: si pensi alla creazione o al mantenimento, a livello di singola unità boschiva e di paesaggio, di foreste miste geneticamente e funzionalmente diverse, in particolare con più latifoglie e alberi a foglie decidue e con specie aventi sensibilità biotiche e abiotiche differenti e meccanismi di recupero in caso di perturbazioni, invece di impianti monocolturali. Pratiche di gestione quali le foreste disetanee e i modelli di silvicoltura a copertura continua, quantità sufficienti di legno morto, la regolazione della densità della fauna selvatica e la creazione di habitat protetti o di aree messe a riposo all'interno di foreste destinate alla produzione contribuiscono anch'essi a garantire la sostenibilità ambientale e socioeconomica a lungo termine delle foreste. Pratiche di gestione dei rischi legati alle foreste, quali i sistemi integrati di gestione degli incendi boschivi, aumenteranno inoltre la resilienza delle foreste contro incendi, parassiti e malattie ed innescheranno altre ricadute positive. Tali pratiche sono una vera e propria "polizza assicurativa" e fanno sì che le foreste possano continuare a fornire il loro pacchetto completo e multifunzionale di beni e servizi in vista di un futuro mutevole e incerto.

Al contrario, altre pratiche dovrebbero essere considerate con cautela 41 , in particolare se incidono sulla biodiversità di superficie e provocano una perdita dell' anidride carbonica depositata nelle radici e di parte di quella presente nel suolo. Tra queste pratiche silvicolturali figura il taglio raso, per il quale sarebbe opportuno considerare sempre di più i rischi per l'ambiente e l'ecosistema, comprese le necessità di alcune specie. A tali pratiche si dovrebbe ricorrere solo in casi debitamente giustificati. Andrebbe inoltre evitata la rimozione di ceppi e radici, che dovrebbero essere lasciati nella foresta. Effettuare il disboscamento durante il periodo di nidificazione degli uccelli deve essere conforme alla direttiva Uccelli 42 .

La cura del suolo delle foreste è particolarmente importante, in quanto esiste una forte interdipendenza tra gli alberi e il suolo su cui crescono. Affinché gli alberi possano svilupparsi rigogliosamente, le radici devono ricavare tutti gli elementi e i nutrienti essenziali dal suolo. Le proprietà e i servizi ecosistemici del suolo devono perciò essere protetti come condizione imprescindibile per foreste sane e produttive. Andrebbe evitato, ad esempio, l'uso indebito di macchinari inadatti che causano effetti ambientali negativi come la compattazione del suolo.

I principi e le pratiche più sostenibili sopra menzionati sono già adottati da molti proprietari e gestori di foreste europei nel contesto di una gestione forestale sostenibile di cui, col passare del tempo, dovrebbero diventare sempre più la struttura portante.

Esempi di buone pratiche di gestione forestale al fine di preservare e ripristinare la biodiversità

* È stata istituita una rete internazionale di silvicoltori, che copre oltre un centinaio di foreste di riferimento, per condividere esperienze, pratiche, conoscenze e formazione, promuovendo una transizione verso una silvicoltura più resiliente basata sui processi naturali dell'ecosistema forestale: mescolanza di specie per albero o gruppo di alberi, rigenerazione naturale o impianto diversificato su piccola scala, copertura forestale continua che eviti il più possibile il disboscamento e i suoi svantaggi, progressiva irregolarità della struttura per età del soprassuolo, gestione per dimensione dell'albero o per gruppo di alberi e miglioramento della capacità di sostenere la biodiversità 43 .

* La rete INTEGRATE è un'alleanza di rappresentanti di vari paesi europei che promuove l'integrazione della conservazione della natura nella gestione forestale sostenibile a livello strategico, pratico e di ricerca 44 .

* In Germania il processo di Waldumbau viene utilizzato per ristrutturare le foreste ai fini di una maggior biodiversità e resilienza climatica. Il Waldumbau può essere intrapreso in risposta a perturbazioni quali tempeste di vento o insetti in fase di reimpianto o come azione preventiva per evitare tali perdite. L'obiettivo è costruire strutture più naturali e favorire cicli di vita con alberi di più specie e classi d'età per ogni unità forestale. In questo senso il Waldumbau serve anche a preservare le foreste e quindi la loro funzione di pozzi di assorbimento del carbonio e rappresenta una grande opportunità economica, a patto che i proprietari e i gestori di foreste vengano adeguatamente supportati nella transizione 45 .

Nella Conferenza ministeriale paneuropea sulla protezione delle foreste ("Forest Europe") è stata concordata un'interpretazione comune della gestione forestale sostenibile, che comprende principi volontari, linee guida e indicatori utilizzati dai firmatari per monitorare i progressi delle rispettive foreste. Gestire le foreste in modo sostenibile significa tener conto della responsabilità di gestione (stewardship) e dell'utilizzo delle foreste e delle superfici boschive secondo modalità e a un'intensità tali da mantenerne la biodiversità, la produttività, la capacità di rigenerazione, la vitalità e la possibilità di svolgere, sia attualmente sia in futuro, importanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e mondiale, e senza danneggiare altri ecosistemi.

Per rispondere meglio alle nuove sfide ed esigenze e alla luce del ruolo crescente delle foreste nella realizzazione degli obiettivi concordati dell'UE in materia di clima e biodiversità, sarà necessario rafforzare il quadro di gestione sostenibile delle foreste, in particolare per quanto riguarda i criteri relativi alla salute dell'ecosistema, alla biodiversità e ai cambiamenti climatici, in modo che esso possa diventare uno strumento di vaglio tecnico più dettagliato per definire e confrontare le diverse strategie di gestione, il loro impatto e lo stato generale delle foreste dell'UE. La gestione forestale sostenibile comprende già diversi indicatori pertinenti, quali il legno morto e la diversità di specie, ma ancora non definisce soglie o intervalli come parametri di riferimento per raggiungere la condizione desiderabile.

Basandosi pertanto sui criteri di gestione forestale sostenibile di Forest Europe, la Commissione, insieme agli Stati membri e in stretta collaborazione con diversi portatori di interessi del settore, definirà altri indicatori nonché soglie o intervalli per la gestione forestale sostenibile riguardanti le condizioni degli ecosistemi forestali, ad esempio obiettivi in materia di salute, biodiversità e clima. In una consultazione approfondita con gli Stati membri, la Commissione valuterà come utilizzarli al meglio, nel rispetto del principio di sussidiarietà e inizialmente su base volontaria, per consentire una miglior visione comparata della sostenibilità globale delle foreste all'interno dell'UE e dimostrare il contributo della gestione forestale sostenibile agli obiettivi dell'UE, in particolare quelli relativi al clima, alla biodiversità e all'economia circolare.

Gli indicatori, le soglie o gli intervalli dovrebbero basarsi su quanto già realizzato e tener conto della variabilità forestale, delle regioni biogeografiche e della tipologia forestale, oltre a fornire la necessaria flessibilità. Linee guida per una silvicoltura più rispettosa della natura 46 sono attualmente in fase di definizione da parte della Commissione confluiranno nel lavoro sugli indicatori e sulle nuove soglie per la gestione sostenibile delle foreste che verrà intrapreso in stretto partenariato e collaborazione con gli Stati membri attraverso il quadro aggiornato dell'UE sulla governance forestale.

Sulla base di queste linee guida sviluppate insieme agli Stati membri, la Commissione, previa valutazione d'impatto e partecipazione dei portatori di interessi, predisporrà anche un sistema di certificazione volontaria "più rispettoso della natura", in modo che le pratiche di gestione più compatibili con la biodiversità possano beneficiare di un marchio di qualità dell'UE.

Nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, la Commissione proporrà uno strumento giuridicamente vincolante per il ripristino degli ecosistemi che, in particolare, riguarderà gli ecosistemi con le maggiori potenzialità di cattura e immagazzinamento di CO2 e di prevenzione e riduzione dell'impatto delle calamità naturali. Ciò includerà obiettivi per il ripristino degli ecosistemi forestali, in particolare laddove questi siano identificati dalla normativa dell'UE sulla natura 47 .

Oltre a pratiche forestali di ricostituzione con strategie adattative e di gestione di tipo ecosistemico, l'adattamento ai cambiamenti climatici richiede anche investimenti per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi e per il successivo recupero delle foreste. Prima di contribuire alle attrezzature e alle operazioni necessarie, si dovrebbe fare il possibile per prevenire i danni legati al clima e aumentare la resilienza delle foreste. Inoltre, la spesa riguardante la risposta alle catastrofi e le successive attività di recupero dovrebbe includere, come minimo, condizioni di "ripristino e rimboschimento migliori" che, in linea con le pratiche di gestione sopra descritte, aumentino la resilienza delle foreste.

L'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici e la loro ricostituzione a seguito dei danni climatici richiederanno anche grandi quantità di materiale forestale di moltiplicazione adeguato. A tal fine bisognerà cercare di garantire e utilizzare in modo sostenibile, sulla base di principi ecologici, le risorse genetiche da cui dipende una silvicoltura più resiliente ai cambiamenti climatici, aumentare la produzione e la disponibilità di tale materiale, fornire migliori informazioni sulla sua idoneità alle future condizioni climatiche, sostenere la ricerca sui principi e le modalità applicative della migrazione assistita delle specie forestali e migliorare la produzione collaborativa e il trasferimento del suddetto materiale oltre i confini nazionali. La Commissione includerà nella revisione della normativa sui materiali forestali di moltiplicazione misure volte a promuovere la produzione di materiale riproduttivo adatto alle future condizioni climatiche. Dovrebbero essere potenziate anche la ricerca e l'innovazione, nonché la sperimentazione e la selezione di specie e provenienze adatte alle condizioni future.

Da ultimo, ma non certo 'per importanza, la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, monitorerà la situazione della salute degli alberi nell'UE, compreso l'impatto delle specie esotiche invasive, delle malattie e di parassiti quali gli scolitidi e incoraggerà le azioni preventive necessarie per una diagnosi precoce e l'eradicazione. Tra queste figurano strategie di gestione dei parassiti miranti ad identificare le aree più a rischio, lo scambio delle migliori pratiche, il supporto e la cooperazione sui controlli fitosanitari, nonché lo sviluppo di strumenti innovativi e sostenibili di protezione delle piante nel rispetto di principi ecologici favorevoli alla biodiversità.

3.3.Imboschimento e rimboschimento di foreste ricche di biodiversità

La ricrescita spontanea delle foreste attraverso il naturale accrescimento della vegetazione è il principale fattore trainante dell'aumento delle aree boschive nell'UE, associato principalmente all'abbandono dell'agricoltura e delle aree rurali. Esiste tuttavia la possibilità di estendere la copertura forestale e arborea nell'UE anche attraverso processi attivi e sostenibili di rimboschimento e di imboschimento e la messa a dimora di alberi.

Ciò riguarda principalmente aree urbane e periurbane (ad esempio: parchi urbani, alberi in proprietà pubbliche e private, edifici e infrastrutture verdi e giardini urbani) e aree agricole (ad esempio in aree abbandonate, tramite interventi di agrosilvicoltura e silvopastorizia, grazie ad elementi paesaggistici e alla realizzazione di corridoi ecologici). È importante valorizzare tale potenziale, poiché aumentare l'imboschimento rientra anche tra le strategie più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici e il rischio di catastrofi nel settore forestale ed è in grado di creare notevoli opportunità di lavoro, ad esempio nella raccolta e coltivazione di sementi, nella messa a dimora di piantine e nel garantirne lo sviluppo, oltre a fornire vantaggi socioeconomici alle comunità locali. Inoltre, l'esposizione ad aree verdi e boschive può apportare notevoli benefici alla salute fisica e mentale delle persone.

La strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 prevede l'impegno a piantare almeno tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030 nel pieno rispetto dei principi ecologici. Questa iniziativa contrasterà l'attuale tendenza al calo dell'aumento netto della superficie forestale dell'UE, contribuendo, nel tempo, anche ad aumentare la copertura forestale in Europa e, con essa, lo stock e l'assorbimento di CO2 nel suo territorio. Contribuirà inoltre ad aumentare la consapevolezza e l'impegno della società, promuovendo il raggiungimento dell'obiettivo di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, il ripristino della biodiversità e l'economia circolare. La strategia comprende una tabella di marcia per l'attuazione dell'impegno basato sul principio generale di piantare e far crescere l'albero giusto al posto giusto e per lo scopo giusto.

Tabella di marcia per la messa a dimora di almeno tre miliardi di nuovi alberi nell'UE entro il 2030 48

La tabella di marcia stabilisce criteri chiari per l'impianto, il computo e il monitoraggio degli alberi. È integrata da un sito web, da un calendario per lo sviluppo di ulteriori elementi, tra cui un contatore di alberi, dallo sviluppo continuo delle linee guida per attività di imboschimento e rimboschimento compatibili con la biodiversità e dei criteri per una silvicoltura più rispettosa della natura e da piattaforme di scambio delle migliori pratiche.

La tabella comprende una forte componente di monitoraggio, che sarà essenziale per fare il punto dei progressi in vista del conseguimento dell'obiettivo prefissato e che si baserà sulle competenze della Commissione e dell'Agenzia europea dell'ambiente. Sulla base dei dati di monitoraggio, la Commissione e l'Agenzia europea dell'ambiente forniranno valutazioni delle tendenze e dello stato di attuazione. Si cercheranno sinergie con le soluzioni tecnologiche già in uso, ad esempio per il monitoraggio della qualità dell'aria, al fine di raccogliere informazioni sugli impegni di messa a dimora a livello nazionale, regionale e locale.

3.4.Incentivi finanziari per i proprietari e i gestori di foreste al fine di migliorare la quantità e la qualità delle foreste dell'UE

Rafforzare la protezione e la ricostituzione delle foreste e rendere la gestione forestale sostenibile più compatibile con la biodiversità sono la cosa giusta da fare e contribuiranno a garantire la resilienza e la capacità produttiva delle foreste nei decenni a venire. Va tuttavia riconosciuto che ciò non accadrà senza la motivazione, l'impegno e l'azione dei proprietari e dei gestori di foreste europei, che ne sono i principali custodi. La cosa giusta da fare deve essere anche economicamente fattibile e le migliori pratiche dimostrano che può essere così.

Nelle foreste di proprietà pubblica l'unica cosa ragionevole è che gli Stati membri si adoperino maggiormente per la protezione e la ricostituzione delle foreste per raggiungere l'obiettivo concordato sempre più ambizioso dell'UE in materia di clima e biodiversità e garantire la transizione verso un'economia a impatto climatico zero. La strategia contrasta la tendenza al calo dell'assorbimento netto dai terreni dell'UE, in particolare dalle foreste, negli ultimi 10 anni. Invertire questa tendenza è il presupposto per raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi concordati dall'UE in materia di clima e biodiversità e garantire la resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici in modo che esse possano svolgere le loro molteplici funzioni. A tal fine sarà necessario intraprendere una serie di iniziative evidenziate nella strategia, quali la protezione e la ricostituzione delle foreste, il miglioramento di pratiche sostenibili di gestione che permettano all'ecosistema forestale, compreso il suolo, di fungere da serbatoio per l'anidride carbonica, l'uso a cascata del legno in via prioritaria e iniziative di rigenerazione delle foreste e di imboschimento e rimboschimento sostenibili.

Spesso, tuttavia, i proprietari e i gestori privati di foreste, soprattutto piccole aziende, dipendono direttamente dalle foreste per il loro sostentamento e il loro reddito principale deriva attualmente dall'approvvigionamento di legname. Per gli altri effetti benefici derivanti dal loro operato, in particolare la fornitura di servizi ecosistemici, essi vengono raramente remunerati o non sono mai ricompensati. Questa situazione deve cambiare. I proprietari e i gestori di foreste hanno bisogno di stimoli e di incentivi finanziari per poter fornire, oltre ai materiali e ai prodotti legnosi e non legnosi, anche servizi ecosistemici tramite azioni di protezione e ricostituzione forestale e aumentare la resilienza delle loro foreste con l'adozione di pratiche di gestione del tutto rispettose del clima e della biodiversità. Ciò è particolarmente importante in alcune parti d'Europa in cui i cambiamenti climatici hanno fatto sentire, prima e più duramente del previsto, i loro effetti negativi e in cui le zone rurali hanno subito perdite di reddito, di mezzi di sussistenza e perfino di vite umane a causa di eventi calamitosi a danno delle foreste.

Esistono buoni esempi di sistemi di pagamento pubblici e privati per i servizi ecosistemici (ad esempio, per la protezione dell'acqua potabile, il sequestro del carbonio, la conservazione della biodiversità). Grazie al sostegno dell'UE per la ricerca, sono allo studio soluzioni e azioni di miglioramento delle competenze tecniche e delle condizioni per l'ulteriore sviluppo dei mercati pubblici e privati per la fornitura di servizi ecosistemici forestali 49 . A ciò si aggiungerà un'azione preparatoria LIFE con i portatori di interessi su come integrare il pagamento per i servizi ecosistemici nei programmi di finanziamento dell'UE, tenendo conto anche delle esperienze acquisite dai sistemi di pagamento esistenti a livello nazionale per i servizi ecosistemici.

Esempi di sistemi di pagamento pubblici e privati per i servizi ecosistemici

Il programma finlandese Metso remunera i proprietari di foreste privati per la messa a riposo dei loro terreni al fine di promuovere la biodiversità. Gli importi corrisposti dipendono dal valore del terreno e dalla durata della messa a riposo della foresta.

L'imposta croata sul reddito prevede che le persone fisiche e giuridiche che svolgono attività economiche e con un reddito superiore a 400 000 EUR paghino lo 0,0265 % dei loro introiti totali per beneficiare di servizi ecosistemici forestali. Tale quota verrà distribuita, attraverso uno speciale fondo nazionale, ai proprietari di foreste in base alla superficie forestale detenuta, secondo i piani di gestione forestale.

Il sistema francese di certificazione "Label Bas Carbone" consente ad attori pubblici e privati di compensare volontariamente le loro emissioni di gas serra sostenendo finanziariamente servizi ambientali (azioni a basse emissioni di CO2) nella gestione delle foreste in Francia.

Nel 2019 il Portogallo ha lanciato un programma pilota per pagare i servizi ecosistemici forestali in due parchi naturali riguardanti la rinaturalizzazione degli impianti di eucalipto, la messa a dimora di specie autoctone e lo sviluppo di prodotti non legnosi.

In Germania, la normativa federale sulle acque autorizza i proprietari di foreste a ricevere indennizzi per le restrizioni di gestione nelle aree di protezione delle acque sotterranee.

Nell'ambito dell'iniziativa "Green heart of cork" (Il cuore verde delle querce da sughero) sviluppata dal WWF Mediterraneo, una società di bevande privata ha pagato i proprietari di terreni forestali per proteggere una falda acquifera utilizzata nei processi di produzione.

Per quanto riguarda le politiche dell'UE, la politica agricola comune (PAC), attraverso i programmi nazionali di sviluppo rurale, fornisce già un sostegno finanziario per le foreste e per la loro gestione, in particolare per l'adattamento e la resilienza ai rischi legati al clima. Nel periodo 2014-2020 le misure della PAC per le foreste hanno impegnato 6,7 miliardi di EUR a sostegno degli obiettivi strategici dell'UE, principalmente per l'imboschimento (27 %), la prevenzione degli incendi boschivi e delle catastrofi forestali (24 %) e gli investimenti a favore della resilienza e di funzioni ecologiche e sociali (19 %). L'adozione di misure forestali è stata tuttavia modesta ed è notevolmente diminuita durante il periodo di programmazione. Tra i fattori responsabili: la mancanza delle conoscenze necessarie per gestire le procedure amministrative riguardanti la richiesta di accesso ai finanziamenti, unita all'insufficiente appetibilità dell'incentivo e alla mancanza di un sostegno allo sviluppo delle capacità tramite servizi di consulenza e la scarsità di linee guida su come realizzare attività e misure di adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici al fine di prevenire e ridurre i rischi (incendi, erosione del suolo, malattie, inondazioni, ecc.).

La nuova PAC (per il periodo 2023-2027) prevede una maggior flessibilità nel progettare interventi forestali in funzione delle esigenze e delle specificità nazionali e riduce la burocrazia, collegando e garantendo nel contempo un approccio sinergico tra il Green Deal europeo, le politiche forestali nazionali e la legislazione dell'UE in materia di ambiente e di clima. La Commissione si adopererà per aumentare l'utilizzo dei finanziamenti riguardanti lo sviluppo rurale disponibili per conseguire gli obiettivi della strategia.

Le raccomandazioni sui piani strategici della PAC rivolte agli Stati membri per il periodo 2023-2027 li hanno incoraggiati a dare la giusta considerazione alle foreste. Gli Stati membri hanno ricevuto raccomandazioni specifiche sulle foreste e sul settore forestale. Le raccomandazioni mirano principalmente a promuovere una gestione sostenibile delle foreste e un imboschimento e rimboschimento sostenibile, migliorare la multifunzionalità e il ruolo delle foreste in quanto pozzi di assorbimento del carbonio, proteggere le foreste e ripristinare gli ecosistemi forestali per garantire buone condizioni degli habitat e delle specie, rafforzare la resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici e accrescere lo sviluppo socioeconomico delle zone rurali.

Gli Stati membri dovranno intraprendere ulteriori azioni per coinvolgere maggiormente i portatori di interessi in ambito forestale nello sviluppo dei piani strategici della PAC a livello degli Stati membri. La Commissione metterà a disposizione nuovi mezzi di condivisione delle informazioni sulle buone pratiche per meglio progettare e attuare interventi riguardanti le foreste, favorendo lo scambio tra esperti negli Stati membri, fornendo strumenti dimostrativi per un uso coerente dei finanziamenti e sostenendo la creazione di reti locali e regionali, comprese iniziative dimostrative in situ. Nel valutare i piani strategici della PAC la Commissione presterà particolare attenzione alle misure relative alle foreste che presentino forti sinergie con gli obiettivi dell'UE in materia di clima e biodiversità.

Alla luce degli obiettivi sempre più ambiziosi dell'UE in materia di clima e biodiversità, gli Stati membri sono specificamente incoraggiati, a seconda della loro situazione nazionale, ad istituire un sistema di pagamento per i servizi ecosistemici per i proprietari e i gestori di foreste al fine di coprire i costi e la perdita di reddito, analogamente ai sistemi nazionali citati a titolo esemplificativo, quali il programma finlandese METSO. Gli Stati membri sono inoltre invitati ad accelerare l'introduzione di pratiche per il sequestro del carbonio nei suoli agricoli, ad esempio attraverso i regimi ecologici riguardanti gli interventi agroforestali o di sviluppo rurale, per coprire investimenti nel settore dell'imboschimento e del rimboschimento rispettosi della biodiversità, l'agrosilvicoltura e altri investimenti non produttivi per obiettivi legati all'ambiente e al clima. Per sostenere gli Stati membri, la Commissione fornirà consulenza e assistenza tecnica riguardanti lo sviluppo di sistemi di pagamento per i servizi ecosistemici.

La Commissione adotterà inoltre l'iniziativa per il sequestro del carbonio nei suoli agricoli, annunciata nella strategia "Dal produttore al consumatore", mirante a promuovere ulteriormente un nuovo modello imprenditoriale verde che premierà le pratiche rispettose del clima e dell'ambiente attuate dai gestori del territorio, in particolare i gestori e proprietari di foreste, in funzione dei benefici climatici apportati. Con la remunerazione degli sforzi di mitigazione tramite il versamento di incentivi o la generazione di certificati negoziabili riguardanti le emissioni di CO2 si creerà un nuovo modello imprenditoriale mirante a fornire una nuova fonte di reddito agli agricoltori, ai silvicoltori e ai gestori del territorio che intraprendono attività sostenibili da cui derivino processi di assorbimento e di stoccaggio della CO2.

I sistemi di sequestro del carbonio nei suoli agricoli possono essere promossi tramite politiche pubbliche e iniziative private. Il sostegno pubblico, inoltre, può anche assumere la forma di semplici finanziamenti nazionali nell'ambito della disciplina in materia di aiuti di Stato, in particolare nell'ambito degli orientamenti agricoli e forestali dell'UE, attualmente in fase di revisione, che coprono un'ampia gamma di misure forestali, tra cui gli aiuti agli investimenti volti a migliorare la resilienza e il valore ambientale degli ecosistemi forestali o quelli riguardanti i servizi silvo-ambientali e climatici e la conservazione delle foreste. La Commissione sta valutando come facilitare l'uso dei finanziamenti nazionali per le misure forestali e come orientarli maggiormente verso i servizi ecosistemici nella prossima revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato.

Le iniziative private possono inoltre finanziare i sistemi di sequestro del carbonio nei suoli agricoli attraverso la generazione di certificati riguardanti le emissioni di CO2 che possano essere scambiati sui mercati. I beneficiari riceverebbero pagamenti collegati ai risultati ottenuti, garantendo un uso dei finanziamenti pertinenti più mirato all'obiettivo climatico o ambientale previsto, quale la fornitura di servizi ecosistemici. Il sequestro del carbonio nei suoli agricoli può quindi costituire un potenziale canale per raggiungere e attuare gli obiettivi alla base della presente strategia.

Come annunciato nel piano d'azione per l'economia circolare, la Commissione sta inoltre sviluppando un quadro normativo per la certificazione dell'assorbimento della CO2.

Nel contesto della visione a lungo termine per le zone rurali, sarà promossa una rete di zone rurali e di comuni con predominanza di foreste per dar voce alle zone rurali forestali, garantendo la loro rappresentanza nelle principali iniziative (osservatorio rurale, portale della RESR 50 ) e facilitando valutazioni specifiche della realtà e delle esigenze delle zone forestali in tutta l'UE.

La Commissione intende:

1.proporre, entro la fine del 2021, uno strumento giuridicamente vincolante per il ripristino degli ecosistemi, compresi gli ecosistemi forestali;

2.predisporre, entro la fine del 2021, linee guida per la definizione delle foreste primarie ed antiche, che ne comprenda la definizione, la mappatura, il monitoraggio e la protezione rigorosa; 

3.insieme agli Stati membri e in stretta collaborazione con diversi portatori di interessi nel settore forestale, identificare, entro il primo trimestre del 2023, gli indicatori aggiuntivi nonché le soglie o gli intervalli per una gestione forestale sostenibile e valutare come essi potrebbero essere utilizzati al meglio, inizialmente su base volontaria;

4.predisporre, entro il primo trimestre del 2022, linee guida sull'imboschimento e il rimboschimento rispettosi della biodiversità; 

5.sviluppare una definizione e adottare linee guida per pratiche forestali più rispettose della natura, entro il secondo trimestre del 2022, nonché un sistema volontario di certificazione della gestione delle foreste più rispettosa della natura, entro il primo trimestre del 2023;

6.fornire orientamenti e promuovere scambi di conoscenze sulle buone pratiche in materia di adattamento climatico e resilienza, utilizzando tra l'altro la piattaforma Climate-ADAPT;

7.integrare, entro la fine del 2022, la revisione della normativa sui materiali forestali di moltiplicazione con misure volte a promuovere la produzione e la commercializzazione di materiale forestale riproduttivo adatto alle future condizioni climatiche;

8.promuovere interventi riguardanti le foreste nella futura PAC (2023-2027) in relazione agli obiettivi del Green Deal europeo, in particolare l'istituzione di sistemi di pagamento per servizi ecosistemici e l'introduzione di pratiche di sequestro del carbonio nei suoli agricoli, e nell'ambito di altri strumenti finanziari dell'UE (ad esempio, politica di coesione, LIFE, Orizzonte Europa, programmi di cooperazione transfrontaliera dell'UE (Interreg));

9.fornire, entro il novembre 2021, consulenza e assistenza tecnica riguardanti lo sviluppo di un sistema di pagamento per i servizi ecosistemici;

10.promuovere sistemi di remunerazione legati alle foreste in un piano d'azione riguardante sia il sequestro del carbonio nei suoli agricoli che la certificazione dell'assorbimento della CO2, da adottare entro la fine del 2021;

11.effettuare uno studio scientifico comportamentale riguardante l'utilizzo di finanziamenti pubblici da parte dei silvicoltori per meglio identificare ulteriori percorsi di miglioramento strategico;

12.identificare e affrontare eventuali ostacoli posti dall'attuale legislazione dell'UE e dalla disciplina sugli aiuti di Stato per garantire un adeguato sostegno pubblico ai servizi che favoriscono l'interesse pubblico.

4.Monitoraggio strategico delle foreste, comunicazione e raccolta di dati

Oggi le informazioni riguardanti lo stato delle foreste nell'UE, il loro valore sociale ed economico, le pressioni cui devono far fronte e i servizi ecosistemici che forniscono sono frammentarie. Dal 2007, quando è scaduto il regolamento "Forest Focus" 51 , non esistono requisiti di rendicontazione completi. Vi sono inoltre problemi legati all'uso di dati di telerilevamento insieme a dati rilevati a terra (mancanza di interoperabilità, definizioni comuni, ambiguità nell'interpretazione dei dati, mancanza di serie temporali lunghe e comparabili ad altissima risoluzione, limitazioni degli attuali prodotti forestali standard di Copernicus). La pianificazione forestale è tra l'altro insufficiente; diversamente, sarebbe possibile dare una risposta coordinata e si avrebbe un quadro completo della multifunzionalità delle foreste nell'UE, in particolare per quanto riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento a tali cambiamenti, lo stato ecologico delle foreste, la prevenzione e il controllo dei danni forestali e la domanda e l'offerta di biomassa forestale per scopi socioeconomici diversi. Insieme alla necessità di disporre di indicatori e soglie di gestione forestale sostenibile più dettagliati su determinati aspetti del clima e della biodiversità, ciò porta a una situazione in cui, se da un lato gli Stati membri hanno convenuto a livello dell'UE di fare ampio affidamento sulle foreste e su una bioeconomia basata su di esse nella transizione dell'UE verso un'economia climaticamente neutra,

dall'altro esistono qua e là diversi meccanismi di monitoraggio e di presentazione di relazioni, ma senza un quadro strategico che li riunisca e che consenta di dimostrare con gli Stati membri, in modo completo e unitario, che l'UE è sulla buona strada e che le foreste possono effettivamente rispondere alle loro molteplici esigenze e funzioni. Una pianificazione forestale strategica in tutti gli Stati membri dell'UE a livello nazionale e, se del caso, regionale, basata su un monitoraggio e su dati affidabili, su una governance trasparente e su scambi coordinati a livello dell'UE, è necessaria per rispettare gli obiettivi concordati dell'UE e può essere garantita, in particolare per quanto riguarda la transizione verso un'economia climaticamente neutra e il raggiungimento dell'obiettivo ambizioso della biodiversità e dell'economia circolare, compreso il raggiungimento degli obiettivi di assorbimento previsti nella proposta di revisione del regolamento sull'uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura.

A tal fine e previa valutazione d'impatto, la Commissione presenterà una proposta di quadro legislativo per l'osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste. In tal modo si creerà un quadro di monitoraggio forestale integrato a livello dell'UE che, utilizzando tecnologie di telerilevamento e dati geospaziali integrati ad un monitoraggio terrestre, migliorerà l'accuratezza del monitoraggio. Previa valutazione d'impatto e consultazione e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, ciò includerebbe anche piani strategici per le foreste che dovranno essere elaborati dalle autorità competenti a livello nazionale o, se del caso, regionale. La proposta istituirà un quadro di riferimento mirante a un coordinamento più efficace delle azioni nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri in materia.

Per quanto riguarda il monitoraggio, l'attenzione dovrebbe incentrarsi su una comunicazione e un aggiornamento regolari, più frequenti ed efficienti in termini di costi dei dati riguardanti temi prioritari pertinenti per le politiche dell'UE, quali gli effetti dei cambiamenti climatici, la biodiversità, la salute, i danni, le specie esotiche invasive, la gestione delle foreste e l'uso della biomassa per diversi scopi socioeconomici. Il monitoraggio deve essere effettuato con un grado di dettaglio spaziale e temporale elevato. La tempestività è particolarmente importante anche a causa del rapido verificarsi di perturbazioni naturali nelle foreste. Il quadro si avvarrà delle componenti del programma spaziale dell'UE e dovrebbe sfruttare i servizi Galileo e Copernicus per migliorare tali processi 52 .

Si provvederà alla definizione di un elenco di parametri pertinenti per il monitoraggio armonizzato nell'UE e alla raccolta e comunicazione dei dati basandosi sugli indicatori e sui sistemi di monitoraggio esistenti a livello nazionale e dell'UE (ad esempio, il sistema europeo d'informazione sugli incendi boschivi 53 ) e nel rispetto del principio "una tantum" sancito dal regolamento sullo sportello digitale unico. Tramite consultazioni con gli Stati membri, supporto di esperti, ricerca e altri mezzi, si valuteranno e si prenderanno in considerazione altre opzioni per nuovi parametri e indicatori di monitoraggio che saranno integrate nel sistema di monitoraggio quando disponibili. Il nuovo quadro di monitoraggio potrebbe anche beneficiare dell'iniziativa Destination Earth dell'UE (DestinE) 54 sotto forma di gemello digitale dedicato, segnando una nuova svolta nella modellizzazione del sistema terrestre e nell'assimilazione dei dati in aree tematiche diverse ma interconnesse 55 .

Il Sistema d'informazione forestale europeo (FISE) sarà potenziato così da diventare, in Europa, il pilastro di riferimento per i dati forestali armonizzati. Il sistema integrato di monitoraggio forestale sarà pertanto inquadrato in tale sistema d'informazione, che ne renderà disponibili i risultati. L'osservatorio dell'UE sulla deforestazione, il degrado forestale, le variazioni della superficie forestale mondiale e i relativi fattori trainanti 56 , gestito dalla Commissione, svilupperà strumenti di monitoraggio delle foreste basati sull'osservazione della Terra che potranno essere resi operativi da Copernicus e inclusi dal FISE nel sistema di monitoraggio forestale integrato.

Un quadro operativo sarà predisposto e aggiornato annualmente per gli indicatori chiave immediatamente disponibili, come quelli ricavati dai dati di telerilevamento. Tenendo conto dei rischi e della situazione in rapida evoluzione nelle foreste dell'UE, le relazioni annuali riguarderanno anche le perturbazioni forestali ed includeranno valutazioni dei rischi aggiornate. Ogni sei anni verrà predisposto un quadro operativo per gli indicatori il cui consolidamento richiede tempi più lunghi. Ciò contribuirà anche ai regolari processi di monitoraggio. quali gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite, l'ottavo programma d'azione per l'ambiente e il semestre europeo. Il futuro partenariato europeo per le scienze forestali sarà coinvolto nella preparazione delle relazioni. Per tutte le relazioni del FISE sopra menzionate saranno disponibili delle sintesi. È fondamentale garantire che le conoscenze e le informazioni scientifiche siano rese accessibili a tutti. I proprietari e gestori di foreste, la società civile o i gruppi d'azione locale sono invitati ad utilizzare le suddette relazioni e a organizzare sessioni d'informazione pubbliche nei rispettivi paesi o comunità, ai fini di una maggior sensibilizzazione alle questioni relative alle foreste europee.

Attraverso il sito MapMyTree, i cittadini e le comunità saranno inoltre coinvolti nel monitoraggio degli alberi piantati come contributo all'impegno di mettere a dimora almeno tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030. Una piattaforma dedicata fornirà consigli pratici su come piantarli e prendersene cura.

Nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, i piani strategici dovrebbero essere elaborati dalle autorità nazionali o, se del caso, regionali degli Stati membri. I piani delineeranno la visione strategica degli Stati membri per le loro foreste e il loro settore forestale per i prossimi 10, 30 e 50 anni. Non saranno soggetti all'approvazione della Commissione ma conterranno elementi comuni, avranno una struttura generale da sviluppare in collaborazione con gli Stati membri, saranno sottoposti a una valutazione d'impatto e coinvolgeranno i portatori di interessi, al fine di consentire un confronto e fornire un quadro completo dello stato, dell'evoluzione e dei futuri sviluppi delle foreste nell'UE, come previsto dagli Stati membri.

In aggiunta e in linea con la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, i piani di gestione forestale (PGF) dovrebbero riguardare una superficie forestale che includa tutte le foreste a gestione pubblica e un numero maggiore di foreste private 57 . Ciò aiuterebbe i proprietari e i gestori di foreste a tradurre concretamente ed efficacemente in realtà gli obiettivi politici e le priorità strategiche fissati a livello dell'UE, nazionale e regionale. I PGF dovrebbero includere una valutazione e una gestione dei rischi legati alle foreste e integrare meglio i dati relativi alla biodiversità. In vista del nuovo strumento legislativo sul monitoraggio delle foreste dell'UE, la Commissione, basandosi sull'esperienza della precedente strategia forestale dell'UE 58 , eseguirà una valutazione comparata dei requisiti e dei criteri inclusi nei PGF ed esaminerà la possibilità di definire ulteriori criteri in stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che i PGF soddisfino gli obiettivi in materia di clima, biodiversità, bioeconomia e sviluppo sociale e rurale della presente strategia. La valutazione prenderà inoltre in considerazione le modalità di supporto e consulenza ai silvicoltori nella predisposizione di tali piani. 

Il nuovo quadro giuridico sarà supportato da un sistema di governance generale nell'ambito del quadro aggiornato di governance forestale dell'UE più inclusivo e coerente descritto al punto 6. Nell'ambito di quest'ultimo sarà istituito un gruppo ad hoc che coinvolgerà esperti chiave e reti di monitoraggio e pianificazione forestale per contribuire all'identificazione e alla redazione dell'elenco comune dei metodi e degli indicatori da monitorare, all'elaborazione dei programmi di lavoro e all'individuazione delle esigenze e dei progressi della ricerca.

La Commissione provvederà:

1.a presentare una nuova proposta legislativa sull'osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati riguardanti le foreste dell'UE per garantire un sistema coordinato di monitoraggio, raccolta e comunicazione dei dati sulle foreste dell'UE; in tale contesto le autorità competenti degli Stati membri prepareranno piani strategici per le foreste e il settore forestale, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e del Trattato, entro il primo trimestre del 2023;

2. a rafforzare l'attuale monitoraggio degli effetti climatici e di altre perturbazioni naturali o antropiche sulle foreste nell'ambito del Sistema d'informazione forestale europeo (FISE), sulla base dei prodotti Copernicus migliorati e di altri dati di telerilevamento e di monitoraggio terrestre;

3.ad elaborare e pubblicare relazioni periodiche e a presentare sintesi sulle foreste nell'UE con il sostegno di un più ampio partenariato europeo per le scienze forestali;

4.a sviluppare, tramite il suo Centro comune di ricerca 59 , un partenariato europeo per le scienze forestali al fine di sostenere lo sviluppo di nuovi indicatori basati sul telerilevamento e sugli ultimi risultati della ricerca.

5.Un solido programma di ricerca e innovazione per migliorare le nostre conoscenze sulle foreste

La ricerca e l'innovazione sono fattori chiave per raggiungere gli obiettivi ambiziosi della strategia. Tramite Orizzonte Europa, la Commissione promuoverà ulteriormente il contributo scientifico delle foreste dell'UE agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo di neutralità climatica e resilienza, biodiversità e crescita sostenibile. Le attività di ricerca e innovazione legate alle foreste saranno supportate dal polo tematico "Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente". Quest'ultimo offre opportunità di miglioramento e creazione di sinergie tra gli obiettivi ambientali, sociali ed economici delle foreste e di orientamento delle attività economiche umane verso la sostenibilità.

La ricerca e l'innovazione aumenteranno l'efficacia di una gestione più sostenibile delle foreste in uno scenario climatico mutevole, ad esempio tramite l'aumento delle conoscenze sugli effetti dei cambiamenti climatici, contribuendo a una maggior diversità delle foreste e delle risorse genetiche e fornendo orientamenti concretamente attuabili e basati su dati comprovati al fine di mitigare i cambiamenti climatici e di adattarsi ad essi in linea con gli obiettivi di biodiversità. Un approccio olistico riguardante i parassiti e le malattie nuovi ed emergenti mirerà a ridurre le perturbazioni e i rischi di tipo biotico. Interventi efficaci di ricostituzione delle foreste e dei suoli, adatti al luogo in cui vengono attuati, saranno sostenuti anche attraverso la missione di ricerca e innovazione sulla salute del suolo e l'alimentazione. Si cercherà di migliorare le conoscenze sulle foreste primarie ed antiche, sulla loro biodiversità e sulle funzioni climatiche che svolgono.

I molteplici benefici dei servizi ecosistemici forestali e le loro interdipendenze saranno presi ulteriormente in considerazione in un'ottica interdisciplinare e integrata, allo scopo di dare maggior valore alle foreste sostenibili e multifunzionali e di massimizzarne i vantaggi per la società. La ricerca e l'innovazione sui sistemi agroforestali e sugli altri alberi situati al di fuori delle foreste saranno rafforzate.

Investimenti mirati ad un miglior utilizzo dei dati e allo sviluppo di infrastrutture, tecnologie e modelli di governance accelereranno l'applicazione delle innovazioni digitali nella silvicoltura, nelle zone rurali e lungo tutte le catene del valore.

Al fine di rafforzare la cooperazione dell'UE si proporrà un partenariato di ricerca e innovazione sulla silvicoltura per ovviare alla frammentazione delle iniziative di ricerca pubblica nell'UE e intensificare il lavoro sulle priorità di ricerca che richiedono maggior coordinamento. Il contributo fino a 1 miliardo di EUR di Orizzonte Europa si assocerà ad investimenti privati complementari nel futuro partenariato biocircolare europeo per promuovere materiali e prodotti a base biologica innovativi ed efficienti sotto il profilo delle risorse che abbiano forti potenzialità quanto alla sostituzione dei loro omologhi di origine fossile. I progetti nel settore forestale dovrebbero contribuire a diversificare il reddito dei proprietari e gestori di foreste e ad aumentare la sostenibilità e la circolarità dell'economia forestale.

La Commissione collaborerà con gli Stati membri per rafforzare il ruolo della silvicoltura nell'ambito del partenariato europeo per l'innovazione nel settore agricolo, allo scopo di accelerare l'adozione delle innovazioni, promuovere lo scambio di conoscenze, la cooperazione, l'istruzione, la formazione e la consulenza a supporto di migliori pratiche di gestione sostenibile delle foreste e di sbloccare il potenziale socioeconomico e ambientale di queste ultime nelle zone rurali.

La Commissione provvederà:

1.ad elaborare un'agenda di ricerca e innovazione riguardante la "pianificazione delle nostre future foreste" insieme agli Stati membri e ai portatori di interessi, identificando congiuntamente le lacune della ricerca e le priorità future per la silvicoltura e il settore forestale;

2.a promuovere la progettazione e l'attuazione di strategie di ricostituzione delle foreste basate su dati concreti con l'impegno della società e in diversi contesti ecologici e socioeconomici, anche attraverso la missione pianificata di ricerca e innovazione sulla salute del suolo per le superfici forestali;

3.a afforzare la cooperazione dell'UE proponendo un partenariato per la ricerca e l'innovazione sulla silvicoltura, comprese iniziative faro per testare e dimostrare soluzioni in settori strategici chiave selezionati.

4.ad attuare, attraverso il programma "sicurezza civile per la società" di Orizzonte Europa, azioni complementari di sostegno alle politiche di riduzione del rischio di catastrofi (compresi gli incendi boschivi), per migliorare le capacità di gestione e di governance del rischio e della resilienza;

5.ad elaborare un programma scientifico dei cittadini per la biodiversità forestale, coinvolgendo in particolare i cittadini e la società civile nel monitoraggio della biodiversità forestale.

6.Quadro di governance forestale dell'UE inclusivo e coerente

Il più ampio contributo delle foreste agli obiettivi del Green Deal europeo, così come presentato nella strategia, anche per quanto riguarda il clima, la biodiversità e la bioeconomia sostenibile, richiede una struttura di governance forestale dell'UE più inclusiva e meglio coordinata che tenga conto di tutti gli obiettivi della nuova strategia dell'UE per le foreste e delle loro interconnessioni. Occorre garantire un maggior coordinamento tra politiche diverse e facilitare lo scambio multidisciplinare, coinvolgendo un'ampia varietà di esperti e portatori di interessi. Dato il crescente interesse dei cittadini europei per il futuro delle foreste dell'UE, si dovrebbe inoltre garantire una governance trasparente che dia a tutti la possibilità di seguire il modo in cui la Commissione e gli Stati membri sono supportati nel raggiungimento degli obiettivi della nuova strategia dell'UE per le foreste.

In quest'ottica, la Commissione proporrà un sistema di governance forestale dell'UE che promuova la coerenza strategica e le sinergie tra le diverse funzioni che un'economia europea sostenibile e a impatto climatico zero chiede alle foreste di svolgere e creerà uno spazio inclusivo in cui gli Stati membri, i proprietari e i gestori di foreste, l'industria, il mondo accademico e la società civile potranno discutere di questioni strategiche riguardanti il settore, evitando sovrapposizioni di strutture.

Quanto al dialogo con gli Stati membri, sulla base della vasta esperienza e della cooperazione all'interno del comitato permanente forestale e del gruppo di lavoro "Foreste e natura", la Commissione proporrà una governance aggiornata che faccia confluire le due entità precitate in un singolo gruppo di esperti, con un mandato che tenga conto di tutti gli obiettivi ambientali, sociali ed economici della nuova strategia dell'UE per le foreste e una composizione che garantisca una rappresentanza più variegata di ministeri diversi degli Stati membri. Per far sì che ciò avvenga ed evitare la creazione di una struttura aggiuntiva, la Commissione collaborerà con gli Stati membri per rivedere il regolamento interno del comitato forestale permanente o, se del caso, individuare altre misure. Saranno inoltre create migliori sinergie con il gruppo di esperti "Industrie forestali e questioni settoriali".

Per quanto riguarda l'impegno con la società civile, i proprietari e gestori di foreste, l'industria e il mondo accademico, la Commissione adotterà un approccio analogo e si baserà sull'esperienza dell'attuale gruppo di dialogo civile "Foreste e sughero" e del gruppo di lavoro "Foreste e natura", creando un unico gruppo con un mandato riveduto, una composizione più ampia e maggiormente incentrato sull'attuazione della nuova strategia dell'UE per le foreste.

La Commissione garantirà riunioni congiunte periodiche tra i due gruppi, almeno due volte l'anno, e si impegnerà ad assicurare la piena trasparenza delle discussioni. Essa incoraggia inoltre gli Stati membri ad istituire ampie piattaforme di dialogo tra più portatori di interessi per discutere e orientare le politiche forestali europee, nazionali e locali.

La struttura di governance rafforzata consentirà di intensificare il dialogo, eliminare la compartimentazione e tener conto integralmente, nell'ottica del Green Deal europeo e della nuova strategia dell'UE per le foreste, delle sinergie tra lo sviluppo rurale, la bioeconomia forestale sostenibile e gli obiettivi sempre più ambiziosi dell'UE in materia di clima e biodiversità.

La Commissione promuoverà inoltre la creazione di "servizi di consulenza forestale" negli Stati membri, equivalenti ai "servizi di consulenza aziendale" nel settore dell'agricoltura già esistenti nell'ambito della PAC.

7.Rafforzare l'attuazione e l'applicazione dell'acquis dell'UE esistente

Occorre intensificare l'attuazione e l'applicazione dell'acquis dell'UE pertinente alle foreste e alle questioni relative alla loro gestione. Le direttive Habitat 60 e Uccelli 61 prevedono la conservazione di un'ampia varietà di habitat forestali e di specie animali e vegetali presenti nelle foreste. La direttiva sulla responsabilità ambientale 62 impone azioni di prevenzione e riparazione dei danni ambientali che interessano gli habitat forestali 63 . La direttiva sulla tutela penale dell'ambiente 64 configura come reato determinate condotte che comportano danni alle foreste protette 65 . Nell'ambito del Green Deal europeo la Commissione intende proporre una revisione mirante a rafforzare quest'ultimo. La direttiva concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente 66 e la direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati 67 sono pertinenti per determinati piani, programmi e progetti forestali. La direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale 68 prevede l'obbligo di mettere a disposizione le informazioni ambientali, compresi i piani di gestione forestale.

Il regolamento UE sul legno 69 vieta l'ingresso di legname illegale nell'UE e istituisce obblighi per gli operatori che commercializzano nell'UE legno e prodotti da esso derivati. La Commissione sta ultimando il vaglio di adeguatezza di tale regolamento e del regolamento sull'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale 70  e presenterà i suoi risultati e una proposta di miglioramento delle norme contro la deforestazione e il degrado forestale negli ultimi mesi del 2021.

L'abbattimento illegale è particolarmente preoccupante quando riguarda foreste primarie ed antiche o habitat forestali di cui restano solo piccole superfici a causa dell'irreversibilità del danno provocato. Un'attuazione inadeguata dell'acquis pertinente può anch'essa causare il degrado delle foreste o il mancato miglioramento del loro stato di conservazione. La Commissione si adopererà per migliorare la garanzia di conformità a livello nazionale, intensificando il dialogo con le autorità competenti dei singoli Stati membri e lavorando a stretto contatto con essi e con le reti europee di agenzie ambientali, ispettori, organi di polizia, pubblici ministeri e giudici, sulla base di orientamenti già preparati in collaborazione con tali autorità e da esse approvati 71 , e per intensificare l'applicazione delle norme, eventualmente ricorrendo anche a procedure di infrazione. La Commissione ha avviato procedure d'infrazione in relazione a operazioni forestali in violazione delle direttive Habitat e Uccelli, della direttiva concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, del regolamento UE sul legno e della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.

La Commissione promuoverà l'uso dell'intelligence geospaziale negli Stati membri 72 e a livello dell'UE sviluppando la sua capacità di utilizzare l'intelligenza geospaziale per garantire la conformità ambientale 73 . Fornirà inoltre una guida aggiornata per l'interpretazione di alcune disposizioni relative alle foreste, quali le norme sulla tutela delle specie ai sensi della direttiva Habitat 74 e le norme sulla tutela dei siti Natura 2000, e per l'applicazione della legislazione sulla protezione della natura alle foreste 75 . Incoraggerà inoltre le autorità competenti degli Stati membri a utilizzare l'assistenza tecnica disponibile, ad esempio il  programma peer-to-peer TAIEX EIR 76  e lo strumento di supporto tecnico, che sostiene gli Stati membri nella progettazione e nell'attuazione delle riforme 77 .

La lotta alla criminalità ambientale 78 è considerata una priorità nell'ultima relazione di Europol sulla valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (SOCTA) (2021) e nella nuova strategia dell'UE per la lotta alla criminalità organizzata per il periodo 2021-2025 79 .

Poiché vengono attualmente segnalati casi di abbattimento illegale anche per prodotti legnosi immessi sul mercato come conformi al regolamento UE sul legno, è necessario che gli Stati membri garantiscano un miglior controllo e una migliore applicazione delle norme. Si tratterebbe di verificare se le informazioni fornite dai sistemi di certificazione forniscono agli operatori le informazioni necessarie per il pieno rispetto del regolamento sul legno.

La Commissione analizzerà anche se sia opportuno fissare norme minime per i sistemi di certificazione da parte di terzi per garantire standard adeguati di affidabilità, di trasparenza e di audit indipendente.

La Commissione sosterrà inoltre la società civile nel suo ruolo di controllore della conformità e dialogherà con gli Stati membri per migliorare l'accesso alla giustizia nazionale in materia di ambiente per le persone fisiche e le ONG 80 . La revisione del regolamento di Aarhus rafforzerà il ruolo della società civile nel processo decisionale dell'UE.

8.Conclusioni

Le foreste e il settore forestale rappresentano una componente essenziale nella transizione dell'Europa verso un'economia moderna, a impatto climatico zero, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva. Gli impegni e le azioni proposti nella presente strategia favoriranno la crescita, la salute, la diversificazione e la resilienza delle foreste dell'UE e garantiranno un loro contributo significativo ai nostri obiettivi ambiziosi in materia di clima e biodiversità, assicurando solidi mezzi di sussistenza nelle zone rurali e al di fuori di esse e una bioeconomia forestale sostenibile. L'approccio strategico al controllo e alla pianificazione e alla gestione decentrate in essa delineato contribuirà a garantire che le foreste possano svolgere queste molteplici funzioni, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze degli Stati membri. La strategia riconosce il ruolo centrale delle foreste, dei silvicoltori e dell'intera catena del valore del settore forestale per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo e la sua attuazione sarà sostenuta da un quadro di governance forte ed inclusivo che consentirà a tutti gli attori coinvolti di impegnarsi e di modellare il futuro delle foreste nell'UE. La Commissione farà sì che la strategia sia attuata in stretta coerenza con altre iniziative strategiche, comprese quelle adottate nell'ambito del Green Deal europeo e le proposte presentate nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55 %".

La Commissione invita tutti i portatori di interessi ad impegnarsi in un ampio dibattito sul futuro delle foreste dell'UE. I cittadini e le comunità sono esortati a partecipare attivamente all'attuazione dell'impegno di piantare almeno tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare la presente strategia. Per garantire la piena titolarità politica della strategia, la Commissione intende proporre di far figurare sistematicamente all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio e del Parlamento europeo il seguito dei progressi realizzati. Essa riesaminerà la strategia entro il 2025 per valutare i progressi compiuti e verificare la necessità di adottare ulteriori provvedimenti per conseguire gli obiettivi prestabiliti.

(1)    Sustainable Development in the European Union; Monitoring report on the progress towards the SDGs in an EU context, edizione 2021 (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-statistical-books/-/KS-03-21-096). La FAO definisce le foreste come terreni di oltre 0,5 ettari, non principalmente destinati all'uso agricolo o urbano, con alberi di altezza superiore a 5 metri e una copertura della chioma arborea superiore al 10 %. La FAO definisce le altre superfici boschive come terreni di oltre 0,5 ettari con una copertura della chioma arborea pari al 5-10 % e alberi in grado di raggiungere in situ un'altezza di 5 metri; oppure terreni in cui la copertura della chioma supera il 10 % se sono inclusi alberi, arbusti e cespugli più piccoli    
(cfr.: http://www.fao.org/3/I8661EN/i8661en.pdf o definizione Eurostat:
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Forest ).
(2)    https://ec.europa.eu/eurostat/documents/3217494/12069644/KS-FK-20-001-EN-N.pdf/a7439b01-671b-80ce-85e4-4d803c44340a?t=1608139005821.
(3)    Le foreste contengono 60 000 specie diverse di alberi, l'80 % delle specie di anfibi, il 75 % delle specie di uccelli e il 68 % delle specie di mammiferi del mondo (http://www.fao.org/3/ca8642en/CA8642EN.pdf).
(4)    Sulla base delle relazioni degli Stati membri (riguardanti il periodo 2013-2018) ai sensi dell'articolo 17 della direttiva "Habitat" sullo stato di conservazione dei tipi di habitat di cui all'allegato I di tale direttiva, solo il 49 % degli habitat forestali risulta in buone condizioni. Gli habitat forestali elencati nell'allegato I coprono circa il 27 % dell'intera superficie forestale dell'UE.
(5)    Costa, H., de Rigo, D., Liberta, G., Houston Durrant, T., San-Miguel-Ayanz, J. (2020) - European wildfire danger and vulnerability in a changing climate: towards integrating risk dimensions. Progetto JRC PESETA IV – Task 19. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea.
(6)     http://www.fao.org/faostat/en/#data/FO e https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC124374.
(7)    COM(2013) 659 final.
(8)    COM (2018) 811 final.
(9)    Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999.
(10)    Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Pronti per il 55 %": realizzare l'obiettivo climatico dell'UE per il 2030 lungo il cammino verso la neutralità climatica, COM(2021) 550 final.
(11)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento 2018/841 relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia, e recante la modifica del regolamento (UE) 2018/1999, COM(2021) 554 final.
(12)     brief_on_role_of_forest-based_bioeconomy_in_mitigating_cc_online (2).pdf
(13)    Il principio a cascata era già sancito nella strategia forestale dell'UE 2014-2020. Conformemente a questo principio, il legno viene usato secondo il seguente ordine di priorità: 1) prodotti a base di legno, 2) prolungamento del ciclo di vita, 3) riutilizzo, 4) riciclo, 5) bioenergia e 6) smaltimento.
(14)    L'obiettivo 15 si prefigge di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione , arrestare e invertire il degrado del suolo e fermare la perdita di biodiversità
(15)    FAO (2020) ibid.
(16)     Comunicazione UE 2019 - Foreste - Ambiente - Commissione europea. (europa.eu) .
(17)    Eurostat, Labour Force Survey.
(18)    Fonte per il valore aggiunto lordo: Eurostat 2020: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Wood_products_-_production_and_trade#Wood_based_industries e tabella [sbs_na_ind_r2]; occupazione: tabella [lfsa_egan22d] e Robert et al. 2020.
(19)    Robert, N.; Jonsson, R.; Chudy, R.; Camia, A. The EU Bioeconomy: Supporting an Employment Shift Downstream in the Wood-Based Value Chains? Sustainability 2020, 12, 758. https://doi.org/10.3390/su12030758 .
(20)    COM (2020) 98 final.
(21)    Regolamento (UE) 841/2018.
(22)    Le categorie di prodotti legnosi includono 1) il legno segato, 2) i pannelli di legno e 3) la carta. Nell'attenuazione dei gas a effetto serra essi hanno una funzione di decadimento di primo grado con diversi valori di emivita predefiniti (35, 25 e 2 anni). La carta decade quindi molto più velocemente (ha un potenziale di mitigazione molto più basso nel tempo) rispetto alle altre categorie. Tutto ciò che non rientra in queste categorie/usi si ossida istantaneamente. Grassi, G., Fiorese, G., Pilli, R., Jonsson, K., Blujdea, V., Korosuo, A. e Vizzarri, M., Brief on the role of the forest-based bioeconomy in mitigating climate change through carbon storage and material substitution, a cura di Sanchez Lopez, J., Jasinevičius, G. e Avraamides, M., Commissione europea, 2021, JRC124374.
(23)    JCR, Brief on the role of the forest-based bioeconomy in mitigating climate change through carbon storage and material substitution, 2021. brief_on_role_of_forest-based_bioeconomy_in_mitigating_cc_online (2).pdf .
(24)    Lovrić, M., Da Re, R., Vidale, E., Prokofieva, I., Wong, J., Pettenella, D., … Mavsar, R. (2020). Non-wood forest products in Europe – A quantitative overview. Forest Policy and Economics, 116, 102175. https://doi.org/10.1016/j.forpol.2020.102175
(25)    COM (2020) 662 final.
(26)    https://europa.eu/new-european-bauhaus/index_en.
(27)    Nell'UE i prodotti da costruzione a base di legno detengono una quota di mercato media del 2,4 % (equivalente a un consumo totale dell'UE pari a 26,2 milioni di m3 o a 15,7 milioni di tonnellate di materiale), mentre i minerali non metallici costituiscono la maggior parte dei materiali utilizzati nel settore edile (quota di mercato del 93 %). Questa quota di mercato varia notevolmente da uno Stato membro all'altro: per paesi leader come la Finlandia o la Svezia raggiunge livelli superiori al 10 %, mentre per la maggior parte degli Stati membri è inferiore al 2 %. Fonte: Trinomics (in preparazione) Evaluation of the climate benefits of the use of harvested wood products in the construction sector and assessment of remuneration schemes. Task 1.1 Market Analysis.
(28)    Regolamento (UE) 305/2011.
(29)     https://europa.eu/new-european-bauhaus/index_it
(30)     https://ec.europa.eu/clima/policies/innovation-fund_it
(31)     Forest-based bioeconomy and climate change mitigation: trade-offs and synergies in carbon storage and material substitution | Polo Science Hub (europa.eu) .
(32)    Nell'UE la bioenergia ricavata dal legno è in gran parte (49 %) basata sui residui e i rifiuti derivanti dal disboscamento e dalla lavorazione del legname (ad esempio, rami e chiome, segatura, legno di scarto). Il 37 % è fornito dalle cosiddette "fonti di biomassa primaria", tra cui cortecce di bassa qualità e prodotti di diradamento (20 %), di cui la metà costituita da corteccia (10 %) proveniente da boschi cedui, mentre il 4 % da corteccia di qualità industriale. Secondo le statistiche riportate, infine, il restante 14 % non risulta inserito in nessuna categoria; in altre parole, non è classificato né come fonte primaria né come fonte secondaria, pur trattandosi più probabilmente, alla luce dell'analisi dei flussi di biomassa legnosa, di legno primario. https://ec.europa.eu/jrc/en/publication/eur-scientific-and-technical-research-reports/use-woody-biomass-energy-production-eu .
(33)    Quale definita all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE.
(34)    Martinez de Arano I, Maltoni S, Picardo A, Mutke S et al. (2021). Non-Wood Forest Products for people, nature and the green economy. Policy priorities for Europe. A white paper based on lessons learned from around the Mediterranean. Deliverable 3.3 of the European Thematic Network INCREdible, convenzione di sovvenzione Horizon 2020 n. 774632, pag. 7
(35)    INCREDIBLE è un esempio di progetto che mette a disposizione reti per i prodotti forestali mediterranei non legnosi che promuovono l'innovazione scientifica e lo scambio di pratiche.
(36)    Ad esempio, www.forest.erasmusproject.eu.
(37)    Regolamento (UE) n. 305/2011.
(38)    Regolamento (UE) 852/2020.
(39)     https://www.weforum.org/press/2020/08/us-businesses-governments-and-non-profits-join-global-push-for-1-trillion-trees/
(40)    Barredo Cano, J.I., Brailescu, C., Teller, A., Sabatini, F.M., Mauri, A. e Janouskova, K., Mapping and assessment of primary and old-growth forests in Europe, EUR 30661 EN, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2021, ISBN 978-92-76-34229-8, doi:10.2760/13239, JRC124671.
(41)    A tali pratiche si dovrebbe ricorrere solo in casi debitamente giustificati, ad esempio se necessario per ragioni ambientali o di salute degli ecosistemi.
(42)    Direttiva 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
(43)    https://www.prosilva.org/close-to-nature-forestry/examplary-forests/- www.forbiodiv.org - https://www.prosilva.org/information-news/news/exemplary-forests-network/ and https://askafor.eu/
(44)    https://integratenetwork.org/
(45)     BMEL - Publikationen - Der Wald in Deutschland - ausgewählte Ergebnisse der dritten Bundeswaldinventur .
(46)    La silvicoltura più rispettosa della natura è un esempio di questo tipo di pratiche. Mira a creare foreste multifunzionali combinando biodiversità (anche nelle foreste di vecchio impianto), conservazione degli stock di carbonio ed entrate provenienti dallo sfruttamento del legname. Questo tipo di silvicoltura, pur in assenza di una sua definizione universalmente accettata, è un concetto discusso da organizzazioni pubbliche e private, sia all'interno dell'UE che a livello globale.
(47)    Cfr. allegato I della direttiva "Habitat".
(48)    Come indicato nell'allegato della presente strategia e nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna relativo all'impegno per la messa a dimora di tre miliardi di alberi entro il 2030 (SWD(2021)651).
(49)    Progetti Horizon: InnoForest, SINCERE.
(50)    https://enrd.ec.europa.eu/.
(51)    Il regolamento "Forest Focus" (2152/2003) è stato in vigore nel periodo 2003-2007 e ha contribuito all'"istituzione di un sistema di monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali per proteggere le foreste della Comunità". Il sistema è stato costruito sulla base dei risultati di due precedenti regolamenti del Consiglio per il monitoraggio degli effetti dell'inquinamento atmosferico ( regolamento (CEE) 3528/86 del Consiglio) e degli incendi ( regolamento (CEE) 2158/92 del Consiglio ) sugli ecosistemi forestali. Una relazione sull'attuazione del sistema "Forest Focus" è disponibile qui:    
https://ec.europa.eu/environment/archives/forests/ffocus.htm .
(52)    I dati o i prodotti dei satelliti Sentinel di Copernicus e l'intelligenza artificiale sono già utilizzati a livello europeo e di Stati membri, ad esempio per fornire costantemente inventari forestali in Portogallo, identificare l'uso del suolo (cambiamenti) e controllare lo stato di salute degli alberi a supporto dei gestori di foreste e dell'industria della pasta di legno e della carta. In Svezia le informazioni provenienti dalle immagini satellitari hanno permesso di rilevare dal 2000 abbattimenti illegali, oggi rari, e pratiche di cattiva gestione. La Romania sta attuando un progetto di "foresta intelligente" in una foresta primaria per segnalare alle guardie forestali casi di potenziale disboscamento illegale. Questi esempi non sono più un'eccezione e guidano la gestione delle foreste verso l'era digitale.
(53)     https://effis.jrc.ec.europa.eu
(54)    https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/destination-earth
(55)    Per quanto riguarda i sistemi informatici promossi dalla Commissione, le scelte in materia di appalti e sviluppo delle infrastrutture informatiche saranno soggette all'approvazione preventiva del comitato per le tecnologie dell'informazione e la cibersicurezza della Commissione europea.
(56)     Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta .
(57)    In diversi Stati membri esistono già piani di gestione forestale, e relativi requisiti, su cui si baserà la valutazione della Commissione. Cfr.: sintesi dei requisiti dei piani di gestione forestale: fmp_table.pdf (europa.eu) .
(58)    COM(2013) 659 final
(59)    Tramite il Centro comune di ricerca, la Commissione condurrà ricerche scientifiche e gestirà le conoscenze scientifiche per sostenere l'attuazione della strategia per le foreste, compresi lo sviluppo di metodi di monitoraggio delle foreste europee mediante telerilevamento e la valutazione dello stato delle foreste e delle pressioni esercitate su di esse, da attuarsi combinando telerilevamento e dati statistici.
(60)    Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992.
(61)    Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
(62)    Direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
(63)    Cfr. Commission Guidelines on a common understanding of environmental damage under the Environmental Liability Directive (C(2021)1860 final, non disponibile in italiano), in particolare punti 15, 18 e 90.
(64)    Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente.
(65)    Cfr., a titolo esemplificativo, articolo 3, lettera h), della direttiva 2008/99/CE.
(66)    Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente.
(67)    Direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.
(68)    Direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio.
(69)    Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati.
(70)    Regolamento (CE) n. 2173/2005 del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativo all'istituzione di un sistema di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea.
(71)    Cfr. Assicurare la conformità ambientale nelle aree rurali - Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea (europa.eu); e Guidance on combatting environmental crime and related infringements (Linee guida sulla lotta alla criminalità ambientale e alle relative violazioni): Circabc (europa.eu).
(72)    Il programma quadro di partenariato per l'accettazione degli utenti di Copernicus sostiene già piattaforme pilota nazionali di informazione sulle foreste e l'uso dell'intelligence geospaziale per combattere gli abbattimenti illegali nelle foreste (reato forestale).
(73)    Cfr. comunicazione "Azioni dell'UE volte a migliorare la conformità e la governance ambientali", COM(2018) 10 final.
(74)    Cfr. "Guidance document on the strict protection of animal species of Community interest under the 'Habitats' Directive 92/43/EEC" (Documento di orientamento sulla tutela rigorosa delle specie animali di interesse comunitario ai sensi della direttiva Habitat 92/43/CEE) all'indirizzo    
https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/guidance/index_en.htm , in fase di revisione.
(75)    Cfr. "Gestione dei siti Natura 2000. Guida all'interpretazione dell'articolo 6 della direttiva 92/43/CEE", "Guida metodologica alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4, della direttiva Habitat 92/43/CEE" (in fase di revisione) e "Guidance on Natura 2000 and forests", all'indirizzo    
https://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/guidance_en.htm  
(76)    Lo strumento TAIEX EIR P2P facilita gli scambi tra le autorità nazionali, consentendo loro di imparare le une dalle altre. Può anche organizzare eventi su richiesta dei servizi della Commissione europea con un approccio verticale (TAIEX strategico).
(77)    L'assistenza dello strumento di sostegno tecnico è fornita su richiesta e copre un'ampia gamma di settori strategici, tra cui l'attuazione dell'acquis dell'UE, l'applicazione della legislazione ambientale e le questioni relative alle foreste e alla loro gestione nel contesto delle priorità dell'UE quali la transizione verde e digitale. Strumento di sostegno tecnico (TSI) | Commissione europea (europa.eu) .
(78)    La criminalità forestale provoca gravi danni economici, ambientali e sociali e alimenta la corruzione, il riciclaggio di denaro e altri reati. A livello mondiale, si stima che le perdite annuali di entrate dovute alla criminalità forestale siano pari a 51-152 miliardi di dollari l'anno, vale a dire la quota più elevata dei reati ambientali.
(79)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Strategia dell'UE per la lotta alla criminalità organizzata 2021-2025", COM(2021) 170 final.
(80)    Cfr. comunicazione "Migliorare l'accesso alla giustizia in materia ambientale nell'UE e nei suoi Stati membri", COM(2020) 643 final.
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Bruxelles, 16.7.2021

COM(2021) 572 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030

{SWD(2021) 651 final} - {SWD(2021) 652 final}


Tabella di marcia dell'azione della Commissione per attuare l'impegno a piantare tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030 nell'UE

TAPPA 1

Pubblicare le Linee guida sull'imboschimento e il rimboschimento rispettosi della biodiversità, attualmente in fase di sviluppo nel gruppo di lavoro "Foreste e natura", entro il primo trimestre del 2022. Esse riguarderanno anche gli interventi agroforestali e gli alberi piantati in aree urbane.

TAPPA 2

Predisporre una serie di strumenti per chi desidera partecipare (label, modello di certificato, modello di autocertificazione). Alla luce del raggiungimento dei risultati chiave, la Commissione svilupperà anche un marchio di partecipazione (identità visiva, hashtag sui social media, slogan).

TAPPA 3

Lanciare una pagina web dedicata per i tre miliardi di nuovi alberi promessi sul sito web della DG Ambiente, al momento dell'adozione della strategia forestale dell'UE 2021. Predisporre materiale per la stampa e i media e garantire la presenza sui social media. Fornire strumenti di comunicazione a partecipanti e partner per promuovere le proprie campagne di comunicazione.

TAPPA 4

Sviluppare una piattaforma di monitoraggio degli alberi entro il primo trimestre del 2022, che sarà resa disponibile sul sito del  Sistema informativo forestale per l'Europa . Il sistema includerà anche un collegamento al modulo per inviare le informazioni sull'impianto.

TAPPA 5

Sviluppare, entro il primo trimestre del 2022, un contatore di alberi dell'UE che indicherà il numero stimato di nuovi alberi piantati nell'UE tra il maggio 2020 e il giorno in cui tale strumento verrà consultato. Il contatore sarà collegato ad altri sistemi di computo esistenti e terrà conto solo degli alberi piantati nel pieno rispetto dei principi ecologici e del principio di addizionalità.

TAPPA 6

La Commissione avvierà uno studio che le consenta di predisporre una panoramica di tutti gli impegni esistenti per la messa a dimora di alberi nell'UE e delle relative condizioni quadro, incluso per il computo degli alberi piantati, e elaborerà documenti di sintesi e un'apposita comunicazione entro il primo trimestre del 2022; i risultati sono attesi entro il secondo trimestre del 2022.

TAPPA 7

Identificare un elenco di parti interessate e organizzare una conferenza o un incontro per tutti loro una volta che le linee guida e l'identità visiva per l'impegno saranno pubblicate entro il primo trimestre del 2022.

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