|
Gli enti pubblici sono in possesso di grandi quantità di dati, ad esempio dati giuridici, meteorologici, economici, finanziari e sul traffico, noti come informazione del settore pubblico ("ISP"). Consentire il riutilizzo di tali dati per altri scopi, anche commerciali (ad esempio, servizi di navigazione satellitare, app meteo, ecc.) può stimolare la crescita economica, spronare l'innovazione e contribuire ad affrontare diversi problemi della società (ad esempio, in campo sanitario o dei trasporti pubblici).
La direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico ("direttiva ISP") ha definito il quadro giuridico di base per il riutilizzo dell'ISP nel mercato unico, imponendo taluni obblighi agli enti pubblici. In linea con l'articolo 13 (clausola di riesame) della direttiva, e facendo seguito all'impegno preso nella revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale, la presente valutazione d'impatto comprende una valutazione dell'attuazione dell'attuale versione della direttiva e delinea le opzioni necessarie per affrontare quattro settori problematici:
1.Dati dinamici: l'accesso in tempo reale ai dati in possesso di enti pubblici, in particolare i dati dinamici, mediante mezzi tecnici adeguati (interfacce per programmi applicativi / API) è raro. Ciò significa che spesso i dati dinamici non possono essere riutilizzati per sviluppare nuovi prodotti e servizi come le app in tempo reale sulla mobilità.
2.Tariffazione: continua da parte di numerosi enti pubblici la sovratariffazione del riutilizzo dei dati del settore pubblico - ben al di là di quanto necessario per la copertura dei costi di riproduzione e diffusione. Tali oneri sono controproducenti sotto il profilo macroeconomico perché costituiscono una barriera di mercato per le imprese di piccole e medie dimensioni (PMI). Di conseguenza, gli oneri tendono a rafforzare le grandi piattaforme multinazionali, a scapito delle PMI che non possono permettersi di acquistare dati pubblici. È comprovato che la soppressione di oneri comporta di norma un aumento della domanda di dati del settore pubblico che si traduce in maggiore innovazione, maggiore crescita delle imprese e in definitiva maggiori entrate di bilancio (tramite il gettito fiscale) per il settore pubblico.
3.Campo di applicazione della direttiva ISP: i dati generati nei settori dei trasporti e dei servizi di pubblica utilità sono utili e presentano elevate potenzialità di riutilizzo. I soggetti attivi in tali settori non rientrano tuttavia nel campo di applicazione della direttiva ISP. Lo stesso vale per i dati della ricerca finanziata con fondi pubblici che rappresentano un'altra importante fonte di dati.
4.Assoggettamento a vincoli dei dati del settore pubblico: i titolari di dati pubblici talvolta concludono accordi con il settore privato per ricavare un vantaggio economico supplementare dai propri dati. Ciò crea il rischio di un vantaggio eccessivo del primo utilizzatore, che attribuisce un vantaggio alle grandi imprese e limita il numero di potenziali riutilizzatori dei dati in questione.
|