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Document 52017DC0718

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Comunicazione sul rafforzamento delle reti energetiche europee

COM/2017/0718 final

Bruxelles, 23.11.2017

COM(2017) 718 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Comunicazione sul rafforzamento delle reti energetiche europee


1. Introduzione

La "strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente, corredata da una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici" della Commissione europea ha impresso un nuovo slancio al conseguimento della sicurezza, sostenibilità e competitività energetica.

A livello mondiale, l'Europa continua a essere la capofila per il suo ambizioso contributo all'accordo di Parigi e per quanto riguarda l'attuazione della transizione energetica sul terreno come descritto nella terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia 1 . Una rete europea interconnessa contribuirà al conseguimento degli obiettivi finali dell'Unione dell'energia al fine di garantire energia sicura, sostenibile e a prezzi ragionevoli per tutti gli europei.

Un sistema in cui circa la metà dell'energia elettrica sarà generata tramite fonti rinnovabili nel 2030 e completamente decarbonizzato entro il 2050 rappresenterà la pietra miliare di questa transizione energetica. Bisognerà affrontare ardue sfide per adeguare la normativa e le infrastrutture e per stimolare gli investimenti necessari.

Come sottolineato in vari Consigli europei e dai capi di Stato e di governo, da ultimo dal presidente Macron durante la COP23, reti transeuropee ben interconnesse e integrate sono indispensabili per assicurare il buon esito della transizione energetica. La Commissione ha esposto questa necessità nella comunicazione 2 dal titolo "Raggiungere l'obiettivo del 10 % di interconnessione elettrica".

Il pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei", adottato alla fine dello scorso anno, offre il quadro giuridico più avanzato per la transizione verso l'energia pulita e per gli investimenti nelle energie pulite al fine di creare posti di lavoro e crescita economica. Lo sviluppo delle infrastrutture di rete europee dovrebbe procedere nella stessa direzione e alla stessa velocità per poter sostenere pienamente la transizione energetica. Si tratta di un fattore di primaria importanza, dato che una quota crescente di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà maggiori scambi transfrontalieri per garantire la stabilità della rete. In tale contesto, una più salda cooperazione regionale tra gli Stati membri può contribuire a ottimizzare la diffusione delle energie rinnovabili e delle infrastrutture di rete.

L'interconnessione delle reti elettriche e del gas è essenziale anche per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico. La corretta integrazione delle reti non offre solo la migliore garanzia di compensare un eventuale guasto all'infrastruttura principale di uno Stato membro, ma anche più alternative di approvvigionamento e di conseguenza prezzi più competitivi sui mercati nazionali. Al contempo, l'Europa deve porre il consumatore al centro del sistema energetico provvedendo, tra l'altro, a rafforzare e rendere più intelligenti le reti di distribuzione.

Inoltre, le reti dell'UE devono essere ammodernate per consentire la trasformazione dell'energia e per sostenere e beneficiare della rapida digitalizzazione dell'economia. Innovazione e intelligenza nelle reti a tutti i livelli sono essenziali per la diffusione dei servizi di gestione della domanda e di altri servizi per le reti intelligenti. Tali tecnologie rafforzano la posizione dei consumatori e promuovono la competitività dell'industria dell'UE.

Si stima che fino al 2030 occorrerà investire circa 180 miliardi di EUR per potenziare e ampliare le reti energetiche europee. Tali investimenti comporteranno risparmi annuali tra i 40 e i 70 miliardi di EUR 3 in termini di minori costi di generazione e di prezzi del gas all'ingrosso più competitivi, contribuendo a tenere sotto controllo i costi della transizione energetica e rafforzando quindi la competitività dell'Unione.

La presente comunicazione valuta i progressi conseguiti nell'integrazione e nell'ammodernamento delle reti energetiche europee a livello di trasmissione tramite la politica delle RTE-E e indica il percorso da seguire per garantire che le infrastrutture possano svolgere appieno il proprio ruolo nel raggiungimento degli obiettivi di politica climatica ed energetica per il 2030 e oltre. Valuta anche i progressi compiuti verso il raggiungimento dell'obiettivo di interconnessione del 10 % e punta all'obiettivo per il 2030 concordato dal Consiglio europeo.

2. La politica delle reti transeuropee dell'energia (RTE-E), pietra miliare dell'Unione dell'energia

Gli investimenti devono avvenire all'interno di una rete energetica totalmente europea in cui tutti gli Stati membri sono interconnessi e tutelati contro improvvise interruzioni dell'approvvigionamento che erano e continuano a essere numerose 4 . Per garantire la tempestività di tali investimenti e la realizzazione delle infrastrutture necessarie, nel 2013 l'Unione europea ha adottato il regolamento 5 sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee. A ciò si aggiunge il meccanismo per collegare l'Europa 6 (Connected Europe Facility - MCE) creato per sostenere finanziariamente lo sviluppo delle reti transeuropee dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni.

2.1 Una politica delle RTE-E incentrata sulle priorità dell'Europa e che acceleri gli investimenti

Il quadro politico delle RTE-E fin dal 2013 ha consentito un approccio volto a individuare e sostenere la realizzazione di progetti che sono essenziali per lo sviluppo di reti ben connesse tra gli Stati membri e per il mercato interno dell'energia. Esso si basa su un processo di selezione obiettivo e inclusivo che attribuisce priorità ai progetti infrastrutturali più necessari.

Il successo di tale approccio è evidente. Circa 30 progetti di interesse comune (PIC) nelle infrastrutture energetiche sono stati ultimati o saranno realizzati entro la fine del 2018. È previsto il completamento di altri 47 importanti progetti intorno al 2020 su un totale di 173. Tuttavia molti progetti di interesse comune relativi alle infrastrutture sia elettriche che del gas non sono ancora stati avviati, e circa la metà dei progetti accusano ritardi durante il processo di autorizzazione oppure sono rinviati 7 perlopiù a causa delle incertezze relative alla redditività commerciale o alla futura domanda.

Tabella 1: Panoramica dei PIC per settore

PIC dal 1º e 2º elenco da completare* tra il 2013 e il 2018

Energia elettrica

Reti intelligenti

Gas

Petrolio

Cattura e stoccaggio di CO2

Totale

22

0

8

0

N/D

30

PIC inseriti nel 3º elenco

Energia elettrica

Reti intelligenti

Gas

Petrolio

Cattura e stoccaggio di CO2

Totale

106

4

53

6

4

173

PIC del 3º elenco il cui completamento* è previsto entro il 2020

Energia elettrica

Reti intelligenti

Gas

Petrolio

Cattura e stoccaggio di CO2

Totale

31

0

14

2

0

47

*Tra i progetti da completare figurano progetti che sono in procinto di essere autorizzati o che sono già in corso e che saranno realisticamente ultimati entro la fine del periodo indicato.

Il sostegno finanziario dell'Unione nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa è stato fondamentale per l'attuazione di alcuni PIC cruciali nei settori del gas e dell'energia elettrica che apportano notevoli benefici socio-economici a livello regionale ma i cui costi non avrebbero potuto essere sostenuti esclusivamente dal mercato. Il programma è un importante catalizzatore per la mobilitazione di investimenti privati. In totale, sono state selezionate 93 azioni corrispondenti all'attuazione di 74 PIC che riceveranno sovvenzioni per studi e lavori per un valore totale di 1,6 miliardi di EUR (dalla dotazione finanziaria totale del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) per l'energia pari a 5,35 miliardi di EUR).

Anche i fondi di coesione dell'UE, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), offrono sostegno ai sistemi intelligenti di trasmissione e stoccaggio dell'energia. Attualmente, sei Stati membri 8 hanno stanziato circa 2 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, di cui un quarto direttamente per progetti di interesse comune.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), in cui il settore energetico detiene attualmente la quota più elevata, ha mobilitato ulteriori investimenti destinati a infrastrutture energetiche, energie rinnovabili e progetti di efficienza energetica, compresi i PIC cofinanziati dal MCE. Per i primi tre PIC è stato approvato un finanziamento FEIS totale di 420 milioni di EUR, mobilitando un investimento complessivo di oltre 2 miliardi di EUR. Il caso del corridoio di trasmissione del gas Bulgaria-Romania-Ungheria-Austria (BRUA), che ha ricevuto sovvenzioni dal MCE per lavori pari a 179 milioni di EUR, ottenendo in seguito un finanziamento del FEIS di 100 milioni di EUR, dimostra il potenziale del MCE nello stimolare gli investimenti privati per le infrastrutture energetiche. Inoltre, 14 PIC nel campo dell'energia hanno ricevuto prestiti dalla BEI, a dimostrazione che le sovvenzioni del MCE possono fungere da catalizzatore attirando investitori. Le sovvenzioni del MCE per gli studi continuano a essere un importante catalizzatore per aiutare i progetti a superare le fasi iniziali più rischiose.

Oltre che tramite il sostegno finanziario, l'attuazione dei PIC è stata anche accelerata grazie al sostegno normativo e alla riduzione della burocrazia. Come si evince dalla valutazione 9 , il regolamento RTE-E consente di rilasciare più rapidamente i permessi e l'approvazione dei progetti risulta più razionale e agevole. Anche le misure normative hanno iniziato a contribuire a una più rapida attuazione di PIC importanti. Finora, 18 PIC relativi al gas e 6 relativi all'energia elettrica hanno beneficiato di decisioni sulla ripartizione transfrontaliera dei costi e tre progetti hanno usufruito di decisioni di investimento emanate dalle autorità nazionali di regolamentazione. Le potenzialità del regolamento RTE-E non sono state, tuttavia, ancora pienamente sfruttate. L'applicazione delle norme RTE-E a livello nazionale dovrebbe essere ulteriormente rafforzata per garantire l'attuazione dei PIC in tempi utili.

Gli strumenti summenzionati messi a disposizione tramite il regolamento RTE-E si sono dimostrati utili per superare gli ostacoli finanziari e normativi per diversi progetti. Tuttavia, occorre dedicare ancora molta attenzione ad alcune sfide infrastrutturali più complesse. La Commissione ha proposto nel 2015 10 una forma più strutturata di cooperazione regionale, anche a livello politico, al fine di concentrare l'attenzione di tutti gli Stati membri e dei soggetti interessati coinvolti sull'attuazione dei progetti chiave.

2.2 Approfondire la cooperazione regionale - il ruolo chiave dei gruppi ad alto livello 

La Commissione ha pertanto istituito quattro gruppi regionali ad alto livello che in breve tempo sono riusciti ad accelerare lo sviluppo delle infrastrutture in regioni specifiche dell'Europa, affrontando particolari sfide. Questi gruppi ad alto livello hanno contribuito in special modo ad attribuire priorità a progetti di interesse comune fondamentali per la regione. Il sostegno politico e finanziario della Commissione si è rivelato fondamentale.

A partire dai buoni risultati, l'attività di alcuni gruppi ad alto livello si è estesa verso aspetti più ampi della politica energetica, segnatamente i mercati dell'energia, la produzione da fonti rinnovabili e l'efficienza energetica. I gruppi ad alto livello svolgono anche un ruolo centrale per la cooperazione regionale nell'ambito della preparazione dei piani nazionali per l'energia e il clima previsti nella proposta di regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia 11 .

2.2.1 BEMIP – Piano di interconnessione del mercato energetico del Baltico

La cooperazione regionale di vecchia data nell'ambito del Piano di interconnessione del mercato energetico del Baltico (BEMIP – Baltic Energy Market Interconnection Plan) ha contribuito in maniera significativa al rapido completamento dei principali collegamenti elettrici, compreso il "Nordbalt" (Lituania–Svezia; 700 MW) e il "Litpol Link" (Lituania–Polonia; 500 MW). Tali interconnessioni hanno effettivamente posto fine all'isolamento energetico degli Stati baltici collegandoli con il resto dell'Europa. 

Una priorità politica cruciale continua a essere la sincronizzazione della rete elettrica dei tre Stati baltici con la rete continentale europea. La Commissione europea continuerà a sostenere gli Stati baltici in tal senso. Una pietra miliare, in questo contesto, è lo studio attualmente condotto dai gestori dei sistemi di trasmissione di Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia, con la collaborazione della rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell'energia elettrica (ENTSO-E). Al contempo, per la regione è anche un buon momento per attingere al proprio potenziale energetico offshore.

Il gruppo ad alto livello sul BEMIP ha anche conferito un nuovo slancio allo sviluppo delle interconnessioni del gas necessarie per porre fine all'isolamento dei tre Stati baltici e della Finlandia. Sia l'interconnessione Polonia-Lituania (GIPL) che l'interconnessione Estonia-Finlandia (Balticconnector) hanno ricevuto un sostegno finanziario tramite il meccanismo per collegare l'Europa, firmato alla presenza dei capi di Stato e di governo e del presidente della Commissione. È ora fondamentale garantire che entrambi i progetti siano completati quanto prima.

Complessivamente, l'UE ha stanziato circa 740 milioni di EUR tramite il MCE e circa 430 milioni tramite il FESR a favore delle infrastrutture energetiche nella regione del BEMIP.

Prossime tappe e pietre miliari

- Accordo politico sulla sincronizzazione e su come procedere nel 2018.

- Completamento dei principali PIC nel settore del gas entro il 2021, segnatamente l'interconnessione Polonia-Lituania (GIPL) e l'interconnessione Estonia-Finlandia (Balticconnector).

2.2.2 Attuazione della dichiarazione di Madrid nell'Europa sudoccidentale

Anche il gruppo ad alto livello sulle Interconnessioni per l'Europa sudoccidentale ha compiuto importanti progressi nell'integrazione della Penisola iberica nel mercato interno dell'energia dell'Europa continentale. Con il sostegno della Commissione europea, nel 2015 è stato commissionato il progetto "INELFE", che raddoppierà la capacità di interconnessione elettrica tra Spagna e Francia e che ora funziona a pieno regime.

Tuttavia, occorre adoperarsi ulteriormente per attuare la dichiarazione di Madrid e per integrare pienamente la Penisola iberica nel mercato interno dell'energia elettrica sfruttando il potenziale delle energie rinnovabili.

La linea del golfo di Biscaglia, una nuova interconnessione elettrica con una sezione sottomarina tecnologicamente impegnativa di circa 280 km di lunghezza e due stazioni di conversione, deve godere della massima priorità non solo da parte dei promotori ma anche delle autorità di regolamentazione e responsabili del rilascio delle autorizzazioni per garantirne il puntuale completamento entro il 2025 al più tardi. Il progetto raddoppierà la capacità di interconnessione tra i due paesi, consentendo di raggiungere una capacità di scambio di 5000 MW. Occorre prestare attenzione ai progressi dei due progetti che attraversano i Pirenei che porterebbero la capacità a 8000 MW, consentendo alla Penisola iberica di usufruire pienamente del mercato interno. I PIC in corso tra Spagna e Portogallo dovrebbero essere ultimati in modo che i progetti possano essere commissionati entro la fine del 2018 come previsto.

Sono stati compiuti alcuni progressi anche per attuare la dichiarazione di Madrid del 2015 in merito allo sviluppo di un asse orientale del gas dalla Penisola iberica alla Francia. Nel 2016 e 2017 sono stati condotti lavori preparatori per redigere una decisione sullo sviluppo graduale dell'importante progetto Midcat 12 , compresa la prima fase nota come progetto STEP 13 .

Prossime tappe e pietre miliari

- Vertice politico di alto livello nel 2018 per dare seguito alla dichiarazione di Madrid.

- Decisione finale di investimento relativa al progetto del golfo di Biscaglia all'inizio del 2018 e inizio dei lavori nel 2019.

- Avvio del processo di autorizzazione per le due interconnessioni elettriche che attraversano i Pirenei nel 2018.

- Decisione sulle prossime fasi del progetto STEP, come prima fase del progetto MIDCAT nel 2018.

- Completamento dell'interconnessione Portogallo-Spagna nel 2019.

2.2.3 CESEC – Interconnessione del gas nell'Europa centrale e sudorientale

I lavori sono proseguiti anche nella regione dell'Europa centrale e sudorientale (CESEC), che è storicamente soggetta a interruzioni dell'approvvigionamento e che continua a pagare il gas a prezzi più alti rispetto all'Europa occidentale nonostante la prossimità geografica al principale fornitore di gas.

Nel 2016 e nel 2017 il gruppo ad alto livello ha compiuto importanti progressi nei progetti prioritari nel settore del gas del CESEC, in particolare sull'interconnettore Bulgaria-Romania-Ungheria-Austria (BRUA) e sulle prime fasi del potenziamento della rete bulgara. Il memorandum d'intesa del 2017 sull'inversione dei flussi tra Croazia e Ungheria, che consentirà la libera circolazione del gas in particolare dal terminale GNL di Veglia (Krk), è un esempio di cooperazione regionale costruttiva. Tuttavia, per il 2018 è fondamentale attuare quanto prima i tre progetti prioritari rimanenti che godono del sostegno europeo, per garantire l'accesso a fonti diversificate di gas nella regione. La priorità per il 2018 è pertanto quella di garantire che la realizzazione del terminale GNL in Croazia (GNL di Krk), dell'interconnettore Grecia-Bulgaria e dell'interconnettore Bulgaria-Serbia abbia inizio secondo i piani. Occorre a tal fine un sostegno politico costante per prevenire e rimuovere qualsiasi ostacolo che potrebbe ritardare il puntuale completamento di tali progetti.

Partendo dai successi registrati nel settore del gas, nel 2017 la Commissione, gli Stati membri del CESEC e le parti contraenti della Comunità dell'energia hanno siglato il memorandum d'intesa che estende il CESEC al mercato e alle infrastrutture dell'energia elettrica, all'efficienza energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili e prevede azioni concrete per realizzare un mercato dell'energia elettrica ben interconnesso nella regione. Inoltre, il gruppo ad alto livello ha anche concordato di estenderne la portata geografica per coprire l'intera regione dei Balcani occidentali.

Prossime tappe e pietre miliari

- Accordo entro l'inizio del 2018 tra i promotori del progetto in Serbia e in Bulgaria sulle fasi di attuazione dell'interconnettore Bulgaria-Serbia;

- decisione finale di investimento relativa al terminale GNL di Krk nella primavera 2018;

- inizio della costruzione della parte rumena del corridoio Bulgaria-Romania-Ungheria-Austria (BRUA) all'inizio del 2018 e dell'interconnettore Grecia-Bulgaria nel giugno 2018;

- riunione ministeriale a Sofia durante la presidenza bulgara dell'UE per conferire ulteriore slancio alle nuove aree CESEC.

2.2.4 Cooperazione in materia di energia nei mari del Nord

Nel 2016, è stato siglato il memorandum d'intesa dei mari del Nord per promuovere l'integrazione e il potenziamento dell'interconnessione eolica offshore. Nel 2017, sono iniziati i lavori verso un sistema energetico offshore ottimizzato a livello regionale a costi minimi, che generi crescita e posti di lavoro e che sfrutti la leadership industriale dell'UE in questo settore.

Al fine di garantire progressi tangibili, si è deciso di concentrarsi su progetti innovativi che creino sinergie tra i diversi elementi del sistema energetico, segnatamente combinando la generazione e la trasmissione di energie rinnovabili. Le parti interessate pubbliche e private collaboreranno per istituire un quadro giuridico e normativo che sia propizio allo sviluppo di tali progetti e per agevolare la cooperazione e il coordinamento tra i loro responsabili. Sono stati individuati quattro cluster, tra cui Belgio-Paesi Bassi-Regno Unito, il golfo di Helgoland e il Mare del Nord centrale. Per ciascun cluster sarà istituito un gruppo di parti interessate per garantire la piena partecipazione di tutte le parti coinvolte.

Prossime tappe e pietre miliari

- Adozione di un piano d'azione per una rete offshore/infrastruttura nel Mare del Nord nel 2018.

- Riunione ministeriale nel maggio/giugno 2018 per rafforzare l'impegno politico in un contesto caratterizzato dal costo in rapido calo dell'energia eolica offshore.

2.3 Nuovo orientamento della politica in materia di infrastrutture sul lungo termine

Gli strumenti delle RTE-E e una cooperazione regionale più approfondita hanno consentito di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento di gas e la diversificazione nelle regioni più vulnerabili d'Europa. Attualmente, l'Europa è in una posizione migliore grazie ai PIC completati nel settore del gas come il gasdotto Klaipeda-Kiemenai, necessario per il corretto funzionamento del terminale GNL di Klaipeda (Lituania).

La rete del gas ha acquisito resilienza e quasi tutti gli Stati membri 14 rispettano il criterio N-1 15 e hanno già accesso a due fonti di gas. In tale contesto occorre studiare con particolare attenzione la situazione in Bulgaria e in Finlandia. Se i PIC saranno attuati nei tempi previsti, in linea di principio tutti gli Stati membri, ad eccezione di Malta e Cipro, dovrebbero avere accesso a tre fonti di gas entro il 2022. Se gli Stati membri, i promotori, i regolatori e le parti interessate garantiranno l'impegno necessario, i rimanenti ostacoli potranno essere ampiamente rimossi entro il 2020 o subito dopo, attraverso il perfezionamento dei progetti di interesse comune già in corso. I progetti nel settore del gas hanno finora rappresentato una componente significativa sia in termini di numeri che di finanziamenti concessi, data l'urgenza di migliorare la sicurezza energetica degli Stati membri e delle regioni più vulnerabili. Pertanto, entro il 2022/25, l'Europa dovrebbe poter contare su una rete del gas ben interconnessa e resiliente alle perturbazioni. Nei prossimi anni, per l'integrazione transfrontaliera delle energie rinnovabili acquisiranno sempre più importanza i progetti nel settore dell'energia elettrica, tra cui la digitalizzazione e la configurazione più intelligente della rete.

Rendere la rete elettrica europea idonea alla transizione energetica richiederà ulteriori azioni continuative congiuntamente all'attuazione delle norme rivedute per il mercato dell'energia elettrica, come proposto dalla Commissione nel pacchetto Energia pulita. Occorre quindi accelerare i lavori sulle interconnessioni necessarie. Gli attuali livelli di interconnessione, insufficienti in regioni come la Penisola iberica, sono un ostacolo all'ulteriore penetrazione delle energie rinnovabili e alla maggiore convergenza dei prezzi. Lo stesso dicasi per i lenti progressi nel potenziamento della rete interna, come ad esempio tra la Germania settentrionale e meridionale. L'impegno politico per rimuovere tali ostacoli non deve venir meno. In termini generali, uno scenario caratterizzato da energie altamente rinnovabili richiederà investimenti negli interconnettori più che raddoppiati 16 .

Il ruolo dell'energia elettrica, metà della quale sarà generata da fonti rinnovabili entro il 2030, stimolerà sempre più la decarbonizzazione di settori finora dominati dai combustibili fossili, quali i trasporti, l'industria, il riscaldamento e il raffreddamento. Occorre inoltre concentrarsi sul potenziamento delle reti di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica, la digitalizzazione e l'ammodernamento delle reti e sulla diffusione di nuove soluzioni per le infrastrutture, in particolare nel settore dello stoccaggio dell'energia elettrica, e sull'impatto dell'autoconsumo.

Tali sfide devono essere prese in debita considerazione nei futuri orientamenti della politica infrastrutturale dell'UE. Si prevede che altri progetti in tali ambiti maturino verso il 2019-2020, e la concentrazione del bilancio del meccanismo per collegare l'Europa a fine periodo riflette pienamente tale aspirazione. Con la crescente maturità più progetti nel settore dell'energia elettrica riceveranno finanziamenti anche dalla Banca europea per gli investimenti, anche nell'ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Il terzo elenco dei PIC, adottato insieme alla presente comunicazione, rappresenta un importante passo avanti in tale direzione.

Le reti transeuropee per i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni sono fortemente interdipendenti e le sinergie naturalmente presenti in questi settori vanno sfruttate meglio. Ad esempio, le reti energetiche dovrebbero affrontare più rapidamente la sfida della digitalizzazione. La sicurezza informatica è una priorità assoluta in tutti i settori delle RTE (e non solo) e dovrebbe costituire un elemento intrinseco di qualunque investimento effettuato nei tre settori. L'elettromobilità richiederà una fitta rete di punti di ricarica lungo le autostrade e nelle città. I porti principali potrebbero diventare poli di servizi per gestire le attività offshore relative alle energie rinnovabili.

3. Migliore orientamento del terzo elenco dei PIC verso obiettivi UE a lungo termine

Il terzo elenco dell'Unione individua 173 PIC, tra cui 106 progetti relativi alla trasmissione e allo stoccaggio dell'energia elettrica, 4 progetti relativi allo sviluppo di reti intelligenti, 53 progetti nel settore del gas, 6 progetti nel settore del petrolio e, per la prima volta, 4 progetti su reti di trasporto transfrontaliero di anidride carbonica. Questo elenco è adottato in virtù del sostegno unanime di tutti gli Stati membri a dimostrazione di una volontà politica comune.

In linea con il programma di decarbonizzazione dell'Unione, le politiche delle RTE-E si concentrano sempre più sulle interconnessioni elettriche, sui sistemi di stoccaggio dell'energia elettrica e sui progetti di reti intelligenti.

3.1 Energia elettrica e reti intelligenti: PIC per l'interconnessione e il potenziamento della rete alla base della transizione energetica

I PIC selezionati consentiranno l'integrazione e il trasporto di energia rinnovabile su lunghe distanze, pur continuando ad assicurare un elevato livello di sicurezza dell'approvvigionamento. Tra i PIC, 15 progetti riguardano lo stoccaggio dell'energia elettrica: la maggior parte tramite pompaggio idroelettrico, ma alcuni si servono della tecnologia di accumulo di aria compressa. Migliori interconnessioni, reti più intelligenti e opzioni di stoccaggio offriranno maggiore flessibilità e stabilità alla rete e consentiranno di gestire i picchi di carico a livello sia locale che transregionale.

I PIC nel settore dell'energia elettrica aiuteranno anche i restanti Stati membri a raggiungere l'obiettivo di interconnessione del 10 % entro il 2020 o ad avvicinarsi ad esso, e contribuiranno al conseguimento del nuovo obiettivo di interconnessione del 2030. Inoltre, i PIC nel settore dell'energia elettrica contribuiranno agli obiettivi concordati dai gruppi ad alto livello, in particolare:

·nella regione del BEMIP, i progetti selezionati consentiranno di sincronizzare la rete elettrica con la rete dell'UE;

·nell'Europa occidentale i PIC nel settore dell'energia elettrica consentiranno una migliore integrazione della Penisola iberica con la Francia e con il resto dell'Europa, agevolando di conseguenza l'ulteriore integrazione delle fonti di energie rinnovabili, e creeranno la prima interconnessione diretta dell'Irlanda con l'Europa continentale (Celtic Link).

·Nella regione del CESEC i progetti selezionati potenzieranno le reti elettriche per migliorare le interconnessioni, consentiranno operazioni commerciali efficaci e permetteranno ai paesi di attingere al prezioso potenziale di energie rinnovabili.

·Nei mari del nord, l'attenzione è concentrata nel far sì che una rete offshore sfrutti il maggior quantitativo possibile di energie rinnovabili in maniera economicamente vantaggiosa. L'obiettivo è quello di mettere in comune risorse e finanziamenti sviluppando una rete offshore comune.

Il nuovo elenco contiene 4 progetti di reti intelligenti. Il progetto tra Croazia e Slovenia determinerà una migliore resilienza delle reti e consentirà una maggiore produzione di energie rinnovabili e una migliore gestione della domanda. Il progetto tra Repubblica ceca e Slovacchia si occuperà della resilienza delle reti dalla trasmissione alla distribuzione. I restanti due progetti, tra Austria e Italia e tra Francia e Germania, intendono affrontare questioni di funzionamento della rete in scenari di accoppiamento più forte dei settori, ad esempio di elettrificazione dei trasporti e, nel caso del progetto franco-tedesco, di interazioni con il settore del riscaldamento e di maggiore partecipazione dei clienti.

3.2 PIC nel settore del gas più mirati per affrontare le necessità relative alla sicurezza di approvvigionamento

L'Europa deve assicurare la puntuale attuazione dei progetti principali in materia di gas, per porre fine all'isolamento energetico della regione del Mar Baltico orientale, migliorare la sicurezza di approvvigionamento dell'Europa centrale e sudorientale e integrare la Penisola iberica all'interno del mercato europeo dell'energia.

A ciò si deve aggiungere un uso più efficiente delle infrastrutture esistenti, ottimizzato a livello regionale, e un'applicazione più efficace delle misure giuridiche e normative. Oltre alle priorità già definite, occorre un approccio cauto verso nuovi investimenti, onde evitare investimenti eccessivi e il rischio di attività incagliate che rappresenterebbero un ulteriore onere per i consumatori. Il terzo elenco di PIC con la riduzione del numero di progetti nel settore del gas da 77 a 53 riflette tale approccio.

3.3 Individuati i primi PIC sul trasporto di carbonio

Per la prima volta, l'elenco dei PIC dell'Unione contiene 4 progetti nel settore delle reti di trasporto di anidride carbonica. I progetti sono collocati nella regione dei mari del Nord e coinvolgono Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Norvegia. Sono particolarmente importanti per l'industria ad alta intensità energetica come strumento per ridurne l'impronta di carbonio.

4. Conseguire gli obiettivi di interconnessione elettrica per il 2020 e 2030

4.1 Obiettivo di interconnessione per il 2020

L'obiettivo di interconnessione elettrica del 10 % ha impresso slancio politico alla promozione dei principali progetti transfrontalieri. Durante gli anni passati l'attuazione dei PIC ha determinato maggiori livelli di interconnessione.

Tabella 2: Livelli di interconnessione degli Stati membri nel 2017 e 2020

Stato

Livelli di interconnessione nel 2017

Livelli di interconnessione previsti nel 2020 17  

AT

15 %

32 %

BE

19 %

33 %

BG

7 %

18 %

CY

0 %

0 %    

CZ

19 %

23 %

DE

9 %

13 %

DK

51 %

59 %

EE

63 %

76 %

ES

6 %

6 %

FI

29 %

19 %

FR

9 %

12 %

UK

6 %

8 %

EL

11 %

15 %

HR

52 %

102 %

HU

58 %

98 %

IE 18

7 %

18 %

IT

8 %

10 %

LT

88 %

79 %

LU

109 %

185 %

LV

45 %

75 %

MT

24 %

24 %

NL

18 %

28 %

PL

4 %

8 %

PT

9 %

21 %

RO

7 %

15 %

SE

26 %

28 %

SI

84 %

132 %

SK

43 %

59 %

 

Attualmente, 17 Stati membri hanno già raggiunto l'obiettivo del 10 % e godono dei vantaggi offerti da migliori scambi commerciali e prezzi all'ingrosso inferiori. Altri sette Stati membri (Bulgaria, Germania, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo e Romania) sono prossimi al raggiungimento dell'obiettivo del 10 % entro il 2020 con il completamento dei PIC attualmente in fase di realizzazione. Tuttavia, occorre adoperarsi maggiormente per integrare in particolare la Penisola iberica (interconnettori Portogallo-Spagna e Spagna-Francia), l'Europa sudorientale e la Polonia e l'Irlanda (l'interconnettore celtico con la Francia sarà il primo collegamento tra l'Irlanda e il continente).

4.2 Obiettivo di interconnessione per il 2030

Ricordando le conclusioni dei Consigli europei del marzo e giugno 2014, che sottolineavano la necessità di garantire la piena partecipazione di tutti gli Stati membri al mercato interno dell'energia, il Consiglio europeo ha esortato la Commissione nell'ottobre 2014 a presentare regolari relazioni al Consiglio europeo al fine di raggiungere l'obiettivo del 15 % entro il 2030, come proposto dalla Commissione 19 . Entrambi gli obiettivi del 2020 e del 2030 saranno raggiunti tramite l'attuazione dei PIC.

La Commissione ha dunque istituito un gruppo di esperti, composto da 15 esperti di spicco provenienti da tutta Europa, per offrire consulenza sul conseguimento e sull'operatività dell'obiettivo di interconnessione del 15 % per il 2030. Il gruppo di esperti ha ultimato la propria relazione in merito a settembre 20 .

La relazione del gruppo di esperti riconosce le sfide poste da un contesto energetico in rapido cambiamento. Raccomanda di valutare la necessità di sviluppare ulteriori capacità di interconnessione utilizzando diversi parametri e soglie che rispecchino in maniera più sfumata le varie realtà energetiche degli Stati membri e i differenti ruoli svolti dagli interconnettori nel sostenere il completamento del mercato interno dell'energia, consentendo l'integrazione delle energie rinnovabili e garantendo la sicurezza dell'approvvigionamento.

Alla luce delle raccomandazioni del gruppo, la Commissione propone di rendere operativo l'obiettivo di interconnessione del 15 % attraverso una serie di ulteriori soglie più specifiche che fungano da indicatori dell'urgenza delle azioni necessarie e che riflettano i tre obiettivi principali della politica energetica europea: aumentare la competitività attraverso l'integrazione del mercato, garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e raggiungere gli obiettivi climatici tramite un maggiore impiego delle fonti rinnovabili. Stati membri, TSO/promotori, regolatori e istituzioni europee dovrebbero intervenire qualora si superi una delle seguenti tre soglie:

·Un mercato interno ben funzionante dovrebbe determinare prezzi dell'energia elettrica competitivi per tutti gli europei. Gli Stati membri dovrebbero pertanto puntare a ridurre al minimo le differenze dei propri prezzi di mercato all'ingrosso. Occorre attribuire priorità a ulteriori interconnessioni qualora il differenziale di prezzo superi una soglia indicativa di 2 EUR/MWh tra Stati membri, regioni o zone di offerta, per garantire che tutti i consumatori usufruiscano del mercato interno in modo comparabile. Maggiore è il differenziale di prezzo, maggiore è la necessità di intervenire con urgenza.

·Ciascuno Stato membro dovrebbe garantire che il picco di domanda possa essere soddisfatto in tutte le condizioni tramite una combinazione di capacità nazionale e importazioni. Pertanto, i paesi in cui la capacità di trasmissione nominale degli interconnettori è inferiore al 30 % del loro picco di carico dovrebbero esaminare urgentemente le possibilità di reperire altri interconnettori.

·L'ulteriore diffusione delle energie rinnovabili non dovrebbe essere ostacolata da una carenza di capacità di esportazione. La produzione di energie rinnovabili in ogni Stato membro dovrebbe essere utilizzata in maniera ottimale in tutta Europa. Pertanto, i paesi in cui la capacità di trasmissione nominale degli interconnettori è inferiore al 30 % della capacità installata di generazione di energie rinnovabili dovrebbero esaminare urgentemente le possibilità di reperire altri interconnettori.

Mappa che illustra in che misura gli Stati membri, la Svizzera e la Norvegia rispettano le tre soglie

Verde: rispetta tutte le tre soglie

Giallo: rispetta due delle soglie

Rosso: rispetta una o nessuna soglia

I progetti di cui uno Stato membro o una regione ha bisogno per raggiungere una delle tre soglie dovrebbero ricevere adeguata priorità, anche nelle procedure previste nel regolamento RTE-E. La realizzazione di tali progetti richiede il totale impegno da entrambi i lati del confine, pertanto la Commissione esorta gli Stati membri ad attribuire priorità allo sviluppo di interconnessioni con i paesi confinanti che sono al di sotto di tali soglie in uno spirito di solidarietà e cooperazione.

Questi progetti saranno seguiti da vicino dai gruppi ad alto livello istituiti nel quadro delle politiche delle RTE-E e godranno del conseguente sostegno politico. La Commissione invita ENTSO-E a misurare i livelli di interconnessione elettrica con cadenza annuale e a presentare una relazione in merito alla Commissione e all'ACER. Tale relazione, che dovrebbe tenere conto dei nuovi indicatori summenzionati volti al raggiungimento degli obiettivi del 10 % e del 15 %, dovrebbe essere inserita all'interno della relazione sullo stato dell'Unione dell'energia e discussa all'interno dei gruppi ad alto livello e del gruppo di coordinamento per l'energia elettrica nonché in occasione del forum annuale di Copenaghen sulle infrastrutture energetiche.

La Commissione consiglia inoltre agli Stati membri di tenere conto del nuovo approccio e delle nuove soglie, in vista del raggiungimento dell'obiettivo di interconnessione del 15 %, durante l'elaborazione dei loro piani nazionali integrati in materia di energia e clima nell'ambito della proposta di regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia. In particolare, è opportuno descrivere le principali politiche e misure esistenti e programmate per agevolare la realizzazione di interconnessioni urgenti, ma anche consultare gli Stati membri confinanti e gli altri Stati membri interessati a tali elementi nel contesto della cooperazione regionale. Il nuovo approccio e le nuove soglie saranno presi in considerazione dalla Commissione anche per elaborare raccomandazioni sui progetti di piani nazionali integrati in materia di energia e clima.

Oltre al rapido completamento dei collegamenti infrastrutturali mancanti, resta fondamentale un migliore impiego degli interconnettori esistenti. In tale contesto, la Commissione ricorda l'importanza per tutti gli Stati membri di attuare pienamente le regole del mercato interno. Inoltre, nelle proposte relative alla struttura del mercato inerenti al Pacchetto energia pulita, la Commissione ha proposto norme più efficaci che garantiscano una maggiore disponibilità di capacità sulle interconnessioni esistenti e aumentino gli incentivi per gli operatori delle reti a reinvestire le rendite da congestione in nuove linee.

5. Conclusioni

Oltre a un rapido accordo sul quadro normativo migliorato proposto nel pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei", rapidi progressi nella realizzazione e modernizzazione delle infrastrutture fisiche necessarie continuano a essere i prerequisiti principali per il buon esito della transizione energetica nonché per la sicurezza energetica.

L'Unione europea dispone di una politica in materia di infrastrutture energetiche performante che ha iniziato a dare risultati. Seppur registrando progressi promettenti, la maggior parte dei collegamenti infrastrutturali mancanti deve ancora essere completata. Occorre quindi mantenere e velocizzare gli impegni a tutti i livelli (politico, tecnico e finanziario).

Il conseguimento degli obiettivi di interconnessione per il 2020 e 2030, rispettivamente del 10 % e del 15 % come concordato dal Consiglio europeo, è fondamentale affinché l'Europa possa attingere pienamente al potenziale delle fonti di energia rinnovabili garantendo al contempo sicurezza dell'approvvigionamento e competitività. La comunicazione del 2015 affermava come fossero indispensabili reti transeuropee ben interconnesse e integrate per garantire il buon esito della transizione energetica. La presente comunicazione propone un nuovo approccio e una serie di soglie che attiveranno l'intervento di Stati membri, regolatori e promotori di progetti, al fine di ricercare e sviluppare ulteriori interconnessioni per approfondire l'integrazione del mercato, rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e garantire la disponibilità delle infrastrutture necessarie al conseguimento dell'obiettivo relativo alle energie rinnovabili per il 2030.

Sarà necessario ammodernare le reti elettriche, abbracciando la tecnologia digitale per una configurazione più intelligente che consentirà un accoppiamento intelligente dei settori: nei prossimi anni sarà questo un tema centrale del programma RTE-E e il terzo elenco di PIC adottato oggi rappresenta un importante passo avanti in questa direzione.

L'Unione dell'energia e il pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" imprimono un forte stimolo ad accelerare la costruzione delle reti energetiche principali per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e agevolare la transizione verso l'energia pulita.

(1)

     COM(2017) 688.

(2)

     COM(2015) 82.

(3)

     Study on the benefits of an integrated European energy market (Studio sui benefici dell'integrazione del mercato europeo dell'energia), 2013, Booz & co, https://ec.europa.eu/energy/sites/ener/files/documents/20130902_energy_integration_benefits.pdf.

(4)

     Cfr. la nota 3.

(5)

     Regolamento (UE) n. 347/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 39).

(6)

     Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

(7)

Relazione consolidata sui progressi dei progetti di interesse comune nei settori dell'energia elettrica e del gas per l'anno 2016.

(8)

     Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Lituania, Polonia e Romania.

(9)

     Allegato al documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il regolamento delegato della Commissione (C(2017) 7834).

(10)

     COM(2015) 82 final, 25.2.2015; http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=COM%3A2015%3A82%3AFIN .

(11)

     Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla governance dell'Unione dell'energia, COM (2016) 759 del 23.2.2017.

(12)

     Asse orientale del gas tra Spagna e Francia.

(13)

     South Transit East Pyrenees.

(14)

     Ad esclusione degli Stati membri esenti, ovvero Cipro, Lussemburgo, Malta, Slovenia e Svezia.

(15)

     Il criterio N-1 indica che la rete deve essere in grado di resistere a una perdita (temporanea) della

risorsa principale sulla rete.

(16)

     European Energy Industry Investments (Investimenti nell'industria europea dell'energia), studio per la commissione ITRE, 2017 http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/595356/IPOL_STU(2017)595356_EN.pdf.

(17)

     Stimati da TYNDP 2016 e ENTSO-E Vision 2020.

(18)

     Con l'uscita dall'Unione europea del Regno Unito, l'Irlanda avrà un livello di interconnessione dello 0 % fino al 2025, data in cui è previsto il completamento dell'interconnettore celtico (Celtic Interconnector) tra l'Irlanda e la Francia.

(19)

     Cfr. COM(2014) 330 in cui la Commissione propone di "alzare l'attuale obiettivo di interconnessione del 10 % portandolo al 15 % entro il 2030, tenendo conto degli aspetti relativi ai costi e delle potenzialità per gli scambi commerciali nelle regioni di riferimento".

(20)

     È possibile consultare la relazione del gruppo di esperti al seguente indirizzo: https://ec.europa.eu/energy/en/topics/projects-common-interest/electricity-interconnection-targets/expert-group-electricity-interconnection-targets .

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