Accept Refuse

EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52017DC0341

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sugli scambi fra gli Stati membri, tramite il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), delle informazioni estratte dai casellari giudiziari

COM/2017/0341 final

Bruxelles, 29.6.2017

COM(2017) 341 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sugli scambi fra gli Stati membri, tramite il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), delle informazioni estratte dai casellari giudiziari

{SWD(2017) 242 final}


1. Introduzione

Il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS) è entrato in funzione nell'aprile 2012 ed è disciplinato dalla decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, relativa all'organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario (decisione quadro) 1 , e dalla decisione del Consiglio del 6 aprile 2009 che istituisce il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS) in applicazione dell'articolo 11 della decisione quadro 2009/316/GAI 2 .

Scopo del sistema è migliorare la sicurezza dei cittadini in uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, consentendo uno scambio efficace fra gli Stati membri di informazioni sulle condanne pronunciate dagli organi giurisdizionali penali all'interno dell'UE.

La presente relazione è la prima relazione statistica della Commissione sugli scambi fra gli Stati membri, tramite ECRIS, delle informazioni estratte dai casellari giudiziari, come previsto dall'articolo 7 della decisione 2009/316/GAI del Consiglio.

1.1. Principi generali del sistema ECRIS 

ECRIS si basa su una struttura decentrata di interconnessione fra gli Stati membri che consente uno scambio efficiente delle informazioni estratte dai casellari giudiziari.

·Ai fini di ECRIS, ciascuno Stato membro designa una o più autorità centrali quale punto di contatto unico e affida loro le responsabilità previste dalla decisione quadro ECRIS.

·Le autorità centrali degli Stati membri scambiano le informazioni per via elettronica in un formato standardizzato che assicura una comunicazione efficace e immediatamente comprensibile in tutte le lingue dell'UE e in tempi brevi (10 o 20 giorni).

·Uno Stato membro in cui sia stato condannato un cittadino di un altro Stato membro è giuridicamente tenuto a notificare senza indugio, tramite ECRIS, allo Stato o agli Stati membri di cittadinanza di tale persona le informazioni relative alla condanna e i successivi aggiornamenti (notifiche di nuove condanne e aggiornamenti).

·Lo Stato membro di cittadinanza tiene in questo modo un registro centrale di tutte le condanne pronunciate a carico dei propri cittadini dagli organi giurisdizionali penali all'interno dell'UE. Esso è tenuto a conservare e aggiornare tutte le informazioni ricevute tramite ECRIS e a fornire, sempre tramite ECRIS, informazioni complete estratte dal casellario giudiziario (risposte alle richieste), su richiesta di un altro Stato membro (richieste di informazioni).

·Le informazioni relative alle condanne devono essere scambiate ai fini di un procedimento penale e, se consentito dal diritto nazionale, possono essere scambiate a fini diversi, quali procedure amministrative, assunzioni, concessione di licenze, ecc.

·Sebbene ECRIS sia principalmente destinato allo scambio di informazioni concernenti i cittadini dell'Unione, attraverso questo sistema è anche possibile scambiare informazioni sui cittadini dei paesi terzi e sugli apolidi. Nell'ambito del pacchetto comprendente la presente relazione, la Commissione ha proposto un atto integrativo relativo all'istituzione di un sistema centrale ECRIS applicabile ai cittadini dei paesi terzi per favorire uno scambio efficace di informazioni su questi ultimi tramite ECRIS.

Ai sensi della decisione quadro, gli Stati membri erano tenuti ad attuare il sistema a livello giuridico e tecnico, a creare interconnessioni elettroniche fra loro e iniziare gli scambi conformemente ai principi generali di cui sopra entro il 27 aprile 2012.

1.2. Basi giuridiche di ECRIS e relative statistiche

I principi generali che disciplinano lo scambio di informazioni e il funzionamento del sistema sono enunciati nella decisione quadro 2009/315/GAI.

La decisione 2009/316/GAI del Consiglio ha definito un formato standard per lo scambio elettronico delle informazioni estratte dai casellari giudiziari tra gli Stati membri, con particolare riguardo alle informazioni relative al reato che ha determinato la condanna e al contenuto della condanna. Ha definito anche altre modalità generali e tecniche di attuazione per organizzare e agevolare gli scambi di informazioni.

Il Consiglio ha inoltre adottato norme più dettagliate sul funzionamento del sistema ECRIS, comprendenti l'analisi economica, specifiche tecniche dettagliate e informazioni statistiche 3 .

A norma di queste disposizioni, il sistema raccoglie automaticamente dati statistici non personali al fine di monitorare il funzionamento e l'efficacia di ECRIS, nonché la conformità degli scambi degli Stati membri con il quadro giuridico di ECRIS.

Le specifiche tecniche dettagliate comprendono attualmente 225 indicatori messi a punto per il monitoraggio di ECRIS. Queste statistiche sono generate automaticamente dal sistema a livello nazionale e inviate dagli Stati membri alla Commissione europea con cadenza mensile.

L'articolo 7 della decisione 2009/316/GAI del Consiglio dispone quanto segue:

I servizi della Commissione pubblicano una relazione periodica sugli scambi, tramite ECRIS, delle informazioni estratte dai casellari giudiziari basata in particolare sulle statistiche di cui all'articolo 6, paragrafo 2. Essa è pubblicata per la prima volta un anno dopo la presentazione della relazione di cui all'articolo 13, paragrafo 3, della decisione quadro.

La relazione sull'attuazione della decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio è stata adottata il 19 gennaio 2016 4 . La Commissione ha deciso di presentare la prima relazione statistica, di cui all'articolo 7, nell'ambito di un pacchetto contenente una proposta di regolamento che istituisce il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi 5 , destinato a integrare l'attuale sistema ECRIS.

La presente relazione descrive l'utilizzo e l'attuazione pratica di ECRIS dalla sua entrata in funzione nell'aprile 2012 fino al 31 dicembre 2016, con particolare attenzione al 2016. Scopo della relazione è illustrare la conformità degli scambi degli Stati membri con il quadro giuridico di ECRIS e individuare eventuali problematiche riguardanti l'efficienza del sistema, nell'ottica di migliorare la situazione.

Mentre le statistiche presentano un riepilogo generale e interessano l'intero periodo quinquennale di funzionamento di ECRIS, i dati statistici comparativi relativi a tutti gli Stati membri, nonché le tabelle statistiche dei singoli Stati membri di cui al punto 2 dell'allegato, riguardano soltanto gli scambi tramite ECRIS nel periodo 2014-2016. La decisione di considerare gli ultimi tre anni di funzionamento di ECRIS nella presente analisi è motivata dal fatto che nel 2014 si è raggiunto il numero consistente di 25 Stati membri interconnessi e da tale momento si può quindi ritenere che le statistiche forniscano un quadro rappresentativo della situazione reale.

La relazione si basa sulle statistiche generate automaticamente dal sistema e inviate alla Commissione dagli Stati membri. Tra i 225 indicatori statistici stabiliti per ECRIS è stata fatta una selezione al fine di pubblicare soltanto le informazioni statistiche più pertinenti e significative.

Gli Stati membri erano anche tenuti a comunicare statistiche sul numero di condanne pronunciate a carico di cittadini di altri Stati membri (cittadini UE che non hanno la nazionalità del paese in cui risiedono) nel rispettivo territorio, per poter presentare un quadro d'insieme sull'attuazione della procedura di notifica.

La relazione comprende i dati sulle condanne ricevuti da 24 Stati membri. La Commissione non ha ricevuto dati da Bulgaria, Cipro, Danimarca e Slovenia.

2. Principali risultati

·Tutti i 28 Stati membri sono attivi in ECRIS, ma manca ancora il 24% delle possibili interconnessioni.

Dopo cinque anni di funzionamento di ECRIS, con l'adesione della Slovenia e del Portogallo nel gennaio 2017, tutti i 28 Stati membri sono ora connessi a ECRIS. Tuttavia nessuno Stato membro scambia informazioni tramite ECRIS con tutti gli altri 27 Stati membri. Alla fine del 2016 era stato realizzato solo il 76% del numero complessivo di interconnessioni possibili. L'obiettivo finale – che ogni Stato membro sia connesso e scambi informazioni tramite ECRIS con tutti gli altri Stati membri – deve quindi ancora essere raggiunto.

·Nel 2016 il numero di messaggi scambiati è salito a due milioni

Da 300 000 messaggi scambiati da tutti gli Stati membri interconnessi alla fine del 2012, la cifra è salita a quasi 2 milioni nel 2016, con una media di 165 000 messaggi al mese. Attualmente le notifiche annuali di nuove condanne, le richieste e le risposte alle richieste ammontano a circa 350 000 per ciascuna categoria. Gli Stati membri più attivi in termini di volume totale di questi tre tipi di messaggi trasmessi nel 2016 sono: DE (24,9%), seguita da UK (13,7%), IT (7,7%), PL (6,6%) e RO (5,5%).

·Una risposta su tre rivela l'esistenza di condanne penali precedenti

Dal primo anno di funzionamento di ECRIS, il 31% delle richieste di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di una determinata persona ha ricevuto in risposta informazioni su condanne precedenti. Ciò significa che nel 31% delle richieste la persona interessata era già stata condannata una o più volte in un altro paese dell'Unione. Questo dimostra il notevole valore di ECRIS quale strumento per ottenere informazioni estratte dai casellari giudiziari. Nel 2016 più di 105 000 risposte contenevano informazioni su condanne penali precedenti.

·Stabilizzazione dell'andamento delle notifiche

Dal 2014, con 25 Stati membri interconnessi, il numero di notifiche di nuove condanne si è progressivamente stabilizzato, fino a raggiungere 330 000 notifiche nel 2016. Ciò fa seguito a un periodo di notevole crescita iniziale, durante il quale nuovi Stati membri hanno aderito alla rete e sono state create nuove interconnessioni. La cifra dovrebbe continuare a crescere, indipendentemente dal numero di condanne, in quanto il livello di interconnessione si sta avvicinando al 100%.

·Rapido aumento delle richieste di informazioni e delle risposte

Il numero di richieste di informazioni e di risposte alle richieste è cresciuto rapidamente durante gli ultimi cinque anni, raggiungendo 364 000 richieste e 350 000 risposte nel 2016. È un segnale positivo e rivela una maggiore comprensione, da parte degli Stati membri, della necessità di usare ECRIS per richiedere informazioni ai fini di un procedimento penale e a fini diversi, per esempio l'assunzione, in particolare per incarichi che comportano contatti regolari e diretti con minori, in linea con la direttiva 2011/93/UE 6 .

·Differenze significative fra gli Stati membri in termini di attività e carico di lavoro nell'ambito di ECRIS

Alcuni Stati membri trasmettono un numero sensibilmente maggiore di richieste di informazioni rispetto a quelle che ricevono. Nel 2016 i paesi interessati erano DE, UK, AT e CZ. Altri Stati membri devono far fronte a un notevole carico di lavoro per rispondere alle richieste, sebbene essi stessi ne trasmettano meno: PL, RO, SK, LT, IT, BG, LV, HU, HR, IE, EL, EE. Il carico di lavoro per alcuni altri Stati membri è costituito prevalentemente dalla trasmissione di un numero elevato di notifiche di nuove condanne agli Stati membri di cittadinanza degli autori dei reati, sebbene essi stessi trasmettano meno richieste: IT, BE, ES, FR, CY.

·Non sempre le condanne e gli aggiornamenti vengono notificati

Gli Stati membri più attivi in termini di volume di notifiche di nuove condanne trasmesse nel 2016 erano DE (29,7% di tutte le notifiche trasmesse), IT (19,0%), BE (13,6%), UK (9,9%), ES (9,0%) e FR (5,2%).

Per contro, alcuni Stati membri non trasmettono notifiche di nuove condanne (EL) o trasmettono soltanto alcune notifiche relative alla rispettiva popolazione di cittadini UE di altra nazionalità 7 (BG, EE, HR, LT, LV, MT, RO nel 2016; BG, EE, LV, HR, LT nel 2015; BG, EE, HR, LT, LV, RO, SK nel 2014). La mancata notifica sistematica e attendibile delle condanne può consentire agli autori dei reati di sfuggire al proprio passato criminale o di commettere nuovamente gli stessi reati.

Gli aggiornamenti delle informazioni relative alle condanne trasmessi nel 2016 hanno costituito in media il 27% di tutte le notifiche. Alcuni Stati membri non hanno fornito aggiornamenti delle notifiche trasmesse in precedenza (BG, DK, EE, EL, LV, RO nel 2016; BG, DK, FI, EL nel 2015; DK, EE, FI, EL, HR, RO nel 2014) o hanno trasmesso un numero ridotto di messaggi di questo tipo (HR, LT, LU nel 2016; EE, HR, LT, LU, LV, RO nel 2015; BG, HU, IE, LT, LU, LV, SK nel 2014). Il mancato aggiornamento delle informazioni relative alle condanne determina l'elaborazione, e la diffusione, di informazioni superate e inattendibili da parte dello Stato membro di cittadinanza.

·ECRIS non è sempre usato per richiedere informazioni sulle condanne

Gli Stati membri che hanno trasmesso il maggior numero di richieste nel 2016 sono: DE (38,6%), seguita da UK (26,7%), CZ (10,1%), AT (6,9%), ES (3,7%) e FR (3,5%). Tuttavia alcuni Stati membri non hanno trasmesso richieste di informazioni (EL) o hanno trasmesso un numero ridotto di richieste (BG, CY, HU, IT, MT, SK nel 2016; BG, HU, IT, SK nel 2015; BG, EE, HR, HU, IT, SK nel 2014). Si crea così una situazione in cui gli organi giurisdizionali penali possono pronunciare decisioni senza essere a conoscenza di condanne precedentemente comminate in altri Stati membri, in contrasto con le disposizioni della decisione quadro 2008/675/GAI 8 . La mancanza di informazioni sulle condanne precedenti impedisce anche di utilizzare informazioni attendibili a fini diversi da un procedimento penale (per esempio i controlli prima dell'assunzione) e quindi indebolisce la prevenzione dei reati.

·Circa 14 000 richieste di informazioni (3,9%) non hanno ricevuto risposta nel 2016

Nella maggior parte degli Stati membri il numero di risposte ricevute è risultato leggermente inferiore a quello delle richieste di informazioni trasmesse, con uno scarto medio di circa il 3,9% nel 2016. Gli Stati membri che non hanno risposto alla percentuale più elevata di richieste ricevute sono: CY (66,1%), EL (34,9%), IT (20%) e LV (17,8%).

·Quasi 13 000 richieste (3,6%) non hanno ricevuto risposta entro il termine legale nel 2016

Nel 2016 quasi 13 000 richieste non hanno ricevuto risposta entro il termine legale. Questa cifra equivale al 3,6% del numero complessivo di richieste. Gli Stati membri che hanno maggiori problemi a rispettare il termine sono: EL (il 28,1% delle richieste ricevute in EL non ha ottenuto risposta entro il termine previsto), FI (21,5%), EE (20,5%), RO (9,3%) e IT (5,28%).

·ECRIS è sempre più usato a fini diversi da quelli di un procedimento penale

Nel periodo di funzionamento di ECRIS, mediamente l'81% delle richieste è stato trasmesso ai fini di un procedimento penale e il 19% a fini diversi da un procedimento penale. Il volume di richieste a fini diversi è salito al 22% nel 2016, raggiungendo 79 000 richieste. Le richieste di informazioni sul proprio casellario giudiziario presentate da singole persone rappresentano il volume più elevato di richieste a fini diversi da un procedimento penale: il 68% di tutte le richieste a fini diversi e il 15% del numero complessivo di richieste presentate.

·Il sistema ECRIS attuale è usato raramente per i cittadini dei paesi terzi

In media, il 90% delle richieste complessive riguarda cittadini dell'UE e circa il 10% riguarda cittadini di paesi terzi e apolidi. Il numero di richieste di informazioni relative a cittadini di paesi terzi è salito a più di 33 000 nel 2016. L'integrazione del sistema ECRIS con un sistema centralizzato specifico per i cittadini dei paesi terzi, come proposto dalla Commissione nell'ambito del pacchetto comprendente la presente relazione, dovrebbe determinare un notevole aumento di tali richieste.

3. Scambi ECRIS in cifre

3.1. Stati membri connessi

Uno Stato membro è considerato connesso a ECRIS se scambia informazioni estratte dai casellari giudiziari con almeno un partner connesso. A seguito dell'adesione degli ultimi Stati membri (SI e PT) nel gennaio 2017, oggi tutti i 28 Stati membri sono connessi a ECRIS e scambiano informazioni estratte dai casellari giudiziari con almeno un altro Stato membro. Per la storia delle connessioni alla rete ECRIS si rimanda all'allegato, punto 1.1.

ECRIS è un sistema decentrato all'interno del quale tutti gli Stati membri dovrebbero essere interconnessi fra loro. Il numero totale di interconnessioni possibili in questa configurazione è 756 (27*28). Sebbene tutti gli Stati membri siano ora connessi a ECRIS, nessuno scambia informazioni tramite ECRIS con tutti gli altri 27 Stati membri.

La tabella seguente indica il numero di interconnessioni di ciascuno Stato membro ad aprile 2017.

Il sistema ECRIS è entrato in funzione con 173 interconnessioni nel 2012, rispetto alle 756 interconnessioni possibili (con 28 Stati membri attivi). Alla fine del 2016, quinto anno di funzionamento del sistema, erano state realizzate 575 interconnessioni, corrispondenti al 76% del numero complessivo di interconnessioni possibili e all'88% delle interconnessioni operative (a quella data SI e PT non erano ancora connessi a ECRIS). Per l'evoluzione del numero di interconnessioni nel corso degli anni si rimanda all'allegato, punto 1.1.

Nel 2017 quattro Stati membri (AT, ES, UK e IE) hanno raggiunto il numero più elevato di interconnessioni operative (26).

L'obiettivo finale – che ogni Stato membro sia connesso e scambi informazioni tramite ECRIS con tutti gli altri Stati membri – deve quindi ancora essere raggiunto.

3.2. Numero complessivo di messaggi scambiati

Il grafico seguente illustra la rapida crescita del volume annuo di messaggi scambiati fra gli Stati membri connessi dall'entrata in funzione di ECRIS nell'aprile 2012 al 31 dicembre 2016. Quando si analizzano i dati relativi al 2012, occorre tenere presente che durante tale anno l'attività è stata svolta soltanto per 8 mesi.

Da 300 000 messaggi scambiati da tutti gli Stati membri interconnessi alla fine del 2012, la cifra è salita a quasi 2 milioni nel 2016, con una media di 165 000 messaggi al mese. In questi volumi sono inclusi tutti i tipi di messaggi: notifiche, aggiornamenti, richieste, risposte, dinieghi, altre risposte, scambi di informazioni supplementari, ecc.

Il grafico seguente presenta l'andamento delle notifiche, delle richieste e delle risposte alle richieste nel corso dei cinque anni di funzionamento di ECRIS. In questo caso sono state prese in considerazione soltanto le notifiche di nuove condanne, senza gli aggiornamenti. Le risposte comprendono le risposte alle richieste, i dinieghi e altre risposte 9 .

Attualmente le notifiche, le richieste e le risposte alle richieste ammontano a circa 350 000 l'anno in ciascuna categoria.

Dal 2014, con 25 Stati membri interconnessi, il numero di notifiche di nuove condanne si è progressivamente stabilizzato, dopo una notevole crescita iniziale correlata all'adesione alla rete da parte di nuovi Stati membri e alla creazione di un maggior numero di interconnessioni. Questa cifra dovrebbe continuare a crescere, indipendentemente dal numero di condanne, via via che le interconnessioni raggiungono il 100%.

Per contro, il numero di richieste di informazioni e delle relative risposte aumenta rapidamente. È un segnale positivo e rivela una maggiore comprensione, da parte degli Stati membri, della necessità di usare ECRIS per richiedere informazioni in occasione di un procedimento penale, al fine di prendere in considerazione le decisioni di condanna precedenti, conformemente alla decisione quadro 2008/675/GAI. A questa tendenza positiva contribuisce anche il numero crescente di richieste di informazioni a fini diversi da un procedimento penale (per es. l'assunzione, soprattutto per posti che comportano contatti regolari con i minori, in linea con la direttiva 2011/93/UE).

3.3. Numero di notifiche, richieste e risposte di ciascuno Stato membro

Il grafico seguente illustra il numero di notifiche di nuove condanne, di richieste di informazioni e di risposte trasmesse da tutti gli Stati membri interconnessi nel 2016. Per i dati relativi al 2014 e il 2015 si rimanda all'allegato, punto 1.2.

Gli Stati membri più attivi in termini di volume totale di trasmissione di questi tre tipi di messaggi 10 sono stati:

- nel 2016: DE (24,9%), seguita da UK (13,7%), IT (7,7%), PL (6,6%) e RO (5,5%).

- nel 2015: DE (25,6%), seguita da UK (14,7%), IT (9,1%), PL (7,0%) e RO (5,6%).

- nel 2014: DE (28,7%), seguita da IT (10,9%), UK (9,7%), FR (8,3%) e PL (6,8%).

Le cifre evidenziano differenze significative fra gli Stati membri in termini di attività e carico di lavoro nell'ambito di ECRIS.

Alcuni Stati membri trasmettono un numero di richieste di informazioni notevolmente superiore a quello delle richieste che ricevono: DE, UK, AT e, nel 2016, anche CZ. Altri devono principalmente far fronte a un notevole carico di lavoro per rispondere alle richieste, sebbene essi stessi ne trasmettano meno: PL, RO, SK, LT, IT, BG, LV, HU, HR, IE, EL, EE. Il carico di lavoro di alcuni altri Stati membri è costituito prevalentemente dalla trasmissione di volumi elevati di notifiche di nuove condanne agli Stati membri di cittadinanza degli autori dei reati, sebbene essi stessi trasmettano meno richieste: IT, BE, ES, FR, CY.

3.4. Notifiche

Il grafico seguente presenta il volume di notifiche emesse da tutti gli Stati membri interconnessi nel 2016, ripartito per notifiche di nuove condanne e notifiche degli aggiornamenti di notifiche trasmesse in precedenza. Per i dati relativi al 2014 e 2015 si rimanda all'allegato, punto 1.3.

Il volume delle notifiche trasmesse varia notevolmente fra i diversi Stati membri, da quasi 100 000 (DE) a zero notifiche di nuove condanne (EL) l'anno. Sono sostanzialmente due i fattori da prendere in considerazione nell'analisi di queste variazioni: la dimensione del paese e il numero di condanne pronunciate a carico di cittadini di altri Stati membri (inoltre: la popolazione di cittadini UE di altra nazionalità). Per un'analisi approfondita delle statistiche relative ai singoli Stati membri si rimanda all'allegato, punto 2.

Gli Stati membri più attivi in termini di trasmissione di notifiche di nuove condanne sono:

- nel 2016: DE (29,7%), seguita da IT (19,0%), BE (13,6%), UK (9,9%), ES (9,0%) e FR (5,2%)

- nel 2015: DE (28,7%), seguita da IT (19,8%), BE (12,5%), UK (11,4%), FR (6,3%) e ES (5,9%)

- nel 2014: DE (30,0%), seguita da IT (20,8%), FR (11,2%), BE (8,4%), UK (7,9%) e ES (5,8%).

Prendendo in considerazione tutte le notifiche trasmesse, compresi gli aggiornamenti, la classificazione sopra riportata risulta piuttosto simile, sebbene ES salga al terzo posto nel 2016 e al quarto nel 2014 e 2015.

Le notifiche di nuove condanne e le notifiche degli aggiornamenti trasmesse rappresentavano, in media, rispettivamente il 73,2% e il 26,8% nel 2016. Per i dati relativi al 2014 e 2015 si rimanda all'allegato, punto 1.3. Questa proporzione varia notevolmente fra i diversi Stati membri, da un numero di aggiornamenti pari al doppio delle notifiche (per es. AT, PL), a un numero quasi identico di messaggi nelle due categorie (per es. ES, NL) ad aggiornamenti che costituiscono una percentuale minima delle notifiche (per es. BE, UK). Per DE, che trasmette il numero più elevato di notifiche, gli aggiornamenti costituiscono circa il 22% di tutte le notifiche trasmesse.

Sono stati individuati due problemi in questo ambito, sulla base dell'analisi approfondita dei dati statistici.

In primo luogo, alcuni Stati membri non trasmettono notifiche di nuove condanne (EL) o trasmettono soltanto un numero molto ridotto di tali notifiche in relazione alla rispettiva popolazione di cittadini UE di altra nazionalità (BG, EE, HR, LT, LV, MT, RO nel 2016; BG, EE, LV, HR, LT nel 2015; BG, EE, HR, LT, LV, RO, SK nel 2014). Di conseguenza, le condanne non notificate non sono state registrate negli Stati membri di cittadinanza e gli autori dei reati potrebbero essere in grado di eludere le conseguenze del loro passato criminale.

In secondo luogo, alcuni Stati membri non forniscono aggiornamenti delle notifiche trasmesse in precedenza (BG, DK, EE, EL, LV, RO nel 2016; BG, DK, FI, EL nel 2015; DK, EE, FI, EL, HR, RO nel 2014) o trasmettono un numero ridotto di messaggi di questo tipo (HR, LT, LU nel 2016; EE, HR, LT, LU, LV, RO nel 2015; BG, HU, IE, LT, LU, LV, SK nel 2014). La mancata trasmissione degli aggiornamenti da parte dello Stato membro di condanna determina l'elaborazione di informazioni non aggiornate e inattendibili da parte dello Stato membro di cittadinanza, nonché la loro diffusione.

3.5. Richieste di informazioni

Il grafico seguente raffronta il volume di richieste di informazioni trasmesse da tutti gli Stati membri interconnessi nel 2016 e il volume di risposte ricevute a tali richieste. Per i dati relativi al 2014 e 2015 si rimanda all'allegato, punto 1.4.

Il volume delle richieste di informazioni emesse varia notevolmente fra i diversi Stati membri, da 140 000 (DE) a zero richieste (EL) l'anno. Il principale fattore da prendere in considerazione nell'analisi di queste variazioni è il numero di cittadini di altri Stati membri che risiedono in un determinato Stato membro.

Gli Stati membri più attivi in termini di richieste emesse sono:

- nel 2016: DE (38,6%), seguita da UK (26,7%), CZ (10,1%), AT (6,9%), ES (3,7%) e FR (3,5%)

- nel 2015: DE (40,0%), seguita da UK (29,4%), AT (8,2%), FR (4,5%), ES (4,0%) e CZ (3,3%)

- nel 2014: DE (45,3%), seguita da UK (18,7%), AT (13,7%), FR (7,6%), CZ (4,1%) e NL (2,8%)

Alcuni Stati membri non trasmettono richieste (EL) o trasmettono un numero ridotto di richieste in relazione alla rispettiva popolazione di cittadini UE di altra nazionalità (BG, CY, HU, IT, MT, EE, HR, LV, RO, SK in 2016; BG, HU, IT, EE, HR, LV, RO, CY, SK nel 2015; BG, EE, HR, HU, IT, LV, CY, SK nel 2014). Si crea così una situazione in cui gli organi giurisdizionali penali possono pronunciare decisioni senza essere a conoscenza di condanne comminate in altri Stati membri, in contrasto con le disposizioni della decisione quadro 2008/675/GAI relativa alla considerazione delle decisioni di condanna in occasione di un nuovo procedimento penale. Inoltre l'effetto preventivo delle richieste di un estratto del casellario giudiziario a fini diversi da un procedimento penale, come l'assunzione, risulterà indebolito.

Alla luce dei dati sopra riportati, si può inoltre concludere che non tutte le richieste di informazioni ricevono risposta. Nella maggior parte dei casi, il numero di risposte ricevute è leggermente inferiore a quello delle richieste trasmesse, con uno scarto medio di circa il 3,9% nel 2016. Nel caso degli Stati membri più attivi nella trasmissione di richieste, il 7% delle richieste in DE (9 577), il 4% delle richieste in AT (869) e il 2% delle richieste in UK (1 709) nel 2016 non hanno mai ricevuto risposta.

3.6. Risposte alle richieste

Il grafico seguente presenta il volume delle risposte trasmesse da tutti gli Stati membri interconnessi nel 2016, rispetto al volume delle richieste di informazioni corrispondenti ricevute. Per i dati relativi al 2014 e 2015 si rimanda all'allegato, punto 1.5.

Il volume delle richieste ricevute e delle corrispondenti risposte trasmesse varia notevolmente tra i diversi Stati membri, da 62 000 (PL) a 63 richieste (MT) l'anno. Sono sostanzialmente due i fattori da prendere in considerazione nell'analisi di queste variazioni: la popolazione complessiva di ciascuno Stato membro e il numero di rispettivi cittadini che risiedono in altri Stati membri. Per un'analisi approfondita delle statistiche relative ai singoli Stati membri si rimanda all'allegato, punto 2.

Gli Stati membri che hanno ricevuto il maggior numero di richieste di informazioni e, di conseguenza, che hanno risposto al maggior numero di richieste in termini assoluti (non necessariamente il più elevato in rapporto alle richieste ricevute) sono:

- nel 2016: PL (17,4% delle risposte), seguita da RO (16,2%), SK (9,1%), DE (6,2%), IT (5,1%) e FR (4,6%)

- nel 2015: PL (18,9%), seguita da RO (17,9%), DE (7,5%), IT (6,5%), LT (5,2%) e FR (4,9%)

- nel 2014: PL (20,0%), seguita da RO (13,0%), DE (9,9%), IT (8,5%), FR (5,2%) e LT (5,0%)

In generale tutti gli Stati membri rispondono alle richieste, ma non tutte le richieste di informazioni ricevono risposta. Nella maggior parte dei casi, il numero di risposte trasmesse è leggermente inferiore a quello delle richieste di informazioni ricevute, con una media intorno al 3,9% nel 2016.

Nel caso degli Stati membri che hanno ricevuto il maggior numero di richieste nel 2016, IT non ha risposto al 20,4% delle richieste ricevute (5 579), FR al 3,9% (657), DE al 2,5% (552), PL all'1,9% (1 174), RO all'1,7% (970) e SK allo 0,1% (47).

Nel 2016 gli Stati membri che presentavano la percentuale più elevata di richieste non risposte erano: CY (66,1% delle richieste ricevute), EL (34,9%), IT (20,4%) e LV (17,8%).

3.7. Risposte che non rispettano il termine legale

Un altro problema è dovuto al fatto che alcune richieste non ricevono risposta entro il termine legale. La tabella seguente presenta un riepilogo, per tutti gli Stati membri, dei volumi di risposte che non hanno rispettato il termine legale nel 2016.

Nel 2016 circa 13 000 richieste non hanno ricevuto risposta entro il termine legale. Ciò equivale al 3,6% del numero complessivo di richieste. Gli Stati membri che hanno maggiori problemi a rispettare il termine sono: EL (28,1% di richieste con termine di risposta scaduto), FI (21,5%), EE (20,5%), RO (9,3%) e IT (5,28%). In termini di risposte trasmesse dopo il termine legale, il 27,33% delle risposte in LT è stato trasmesso dopo il termine (4 198), il 21,33% delle risposte in IE (2 153), il 19,56% delle risposte a CY (134), il 6,12% delle risposte in RO (3 535) e il 4,92% delle risposte in PL (3 056).

3.8. Richieste ai fini di un procedimento penale e a fini diversi

I grafici seguenti illustrano il rapporto tra le richieste ai fini di un procedimento penale e le richieste a fini diversi da un procedimento penale dal 2012 al 2016.

Nel periodo di funzionamento di ECRIS, mediamente l'81% delle richieste è stato trasmesso ai fini di un procedimento penale e il 19% a fini diversi. Il numero di richieste a fini diversi è salito a 79 000 nel 2016.

Nel periodo 2012-2014 la percentuale di richieste a fini diversi è rimasta stabile. L'aumento al 22% nel 2016 è stato causato principalmente dal numero crescente di richieste a fini di assunzione per attività professionali o attività volontarie organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori, in attuazione della direttiva 2011/93/UE. Tali richieste ammontavano a quasi 8 000 nel 2016, o al 10% di tutte le richieste a fini diversi. Al confronto, il volume di queste richieste nel 2012 era trascurabile (7 richieste).

Nel 2016 la maggior parte delle richieste a fini diversi da un procedimento penale è stata presentata da singole persone per ottenere informazioni sul proprio casellario giudiziario: il 68% delle richieste a fini diversi e il 15% del numero complessivo di richieste presentate. Subito dopo, in termini di numero di richieste, figurano le richieste provenienti da un'autorità amministrativa competente ai fini di un procedimento non penale (14% delle richieste a fini diversi e 3,1% di tutte le richieste presentate), le richieste ai fini dell'assunzione ai sensi della direttiva 2011/93/UE (rispettivamente: 9,9% e 2,2%) e le richieste finalizzate a ottenere il porto d'armi (rispettivamente: 3,5% e 0,8%).

Le richieste al fine importante di ottenere un'altra cittadinanza costituivano soltanto l'1,4% circa delle richieste a fini diversi e lo 0,3% del numero complessivo di richieste.

Per maggiori informazioni sul volume di richieste nelle varie categorie di fini nel periodo 2014-2016 si rimanda all'allegato, punto 1.6.

3.9. Richieste riguardanti i cittadini dell'Unione e i cittadini dei paesi terzi

I grafici seguenti illustrano il rapporto tra le richieste riguardanti i cittadini dell'Unione e quelle riguardanti i cittadini dei paesi terzi, per ciascun anno 11 e in media durante l'intero periodo di funzionamento di ECRIS.

 

In media, il 90% del numero complessivo di richieste riguarda i cittadini dell'Unione e circa il 10% riguarda i cittadini di paesi terzi. La percentuale di richieste relative agli apolidi è marginale (0,03%).

Nel primo anno di funzionamento di ECRIS, la percentuale di richieste riguardanti i cittadini dei paesi terzi era molto bassa (5%). Nel 2013 è raddoppiata e in seguito è rimasta stabile. Nel 2016 il numero di richieste di informazioni sui cittadini di paesi terzi è salito a più di 33 000.

L'atto integrativo proposto dalla Commissione insieme con la presente relazione migliorerà il sistema ECRIS per quanto riguarda i cittadini dei paesi terzi, introducendo un sistema centralizzato specifico che consentirà di individuare in modo efficace lo Stato o gli Stati membri che possiedono informazioni sui precedenti penali di detti cittadini. Questo provvedimento dovrebbe determinare un notevole aumento delle richieste riguardanti i cittadini dei paesi terzi.

3.10. Risposte contenenti informazioni relative alle condanne

Nel grafico seguente sono fornite informazioni sulla percentuale annua di risposte alle richieste che contengono una o più condanne, di risposte senza condanne e di altre risposte 12 , nonché la media durante il periodo di funzionamento di ECRIS.

 

Dal primo anno di funzionamento di ECRIS, il 31% delle risposte contiene informazioni relative a condanne precedenti. Ciò significa che nel 31% dei casi la persona interessata è già stata condannata una o più volte, a dimostrazione del valore di ECRIS quale strumento per ottenere informazioni estratte dai casellari giudiziari. Nel 2016 tale cifra corrispondeva a più di 105 000 risposte contenenti informazioni relative a condanne. Nel corso degli ultimi cinque anni, le risposte senza informazioni relative a condanne costituivano in media il 63% e le altre risposte il 6%.

(1)

   GU L 93 del 7.4.2009, pag. 23.

(2)

   GU L 93 del 7.4.2009, pag. 33.

(3)

   L'articolo 6, paragrafo 2, della decisione 2009/316/GAI prevede l'adozione, da parte del Consiglio, di misure di esecuzione per ECRIS, in particolare la definizione di sistemi e procedure di registrazione che consentano il monitoraggio del funzionamento di ECRIS e la realizzazione di statistiche non personali relative allo scambio, tramite ECRIS, delle informazioni estratte dai casellari giudiziari.

(4)

   Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione della decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio del 26 febbraio 2009 relativa all'organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario, COM (2016) 6 final.

(5)

   COM(2017) 344 final.

(6)

   Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio, GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1.

(7)

   Cfr. statistiche Eurostat: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Non-    national_population_by_group_of_citizenship,_1_January_2016_(%C2%B9).png

(8)

   Decisione quadro 2008/675/GAI del Consiglio relativa alla considerazione delle decisioni di condanna tra Stati membri dell'Unione europea in occasione di un nuovo procedimento penale, GU L 220 del 15.8.2008, pag. 32.

(9)

   Le altre risposte sono, per esempio, risposte in cui sono individuate più persone, fra le quali una non è cittadina dello Stato membro destinatario della richiesta, ecc.

(10)

   Per la tabella comparativa con gli Stati membri più attivi in termini di volume di trasmissione di notifiche, richieste e risposte (separatamente per ciascuna categoria) si rimanda all'allegato, punto 1.2.

(11)

   Cfr. anche la tabella nell'allegato, punto 1.7.

(12)

   Cfr. nota 9. Cfr. anche la tabella nell'allegato, punto 1.8.

Top