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Document 52016DC0179

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Piano d'azione dell'UE per l'eGovernment 2016-2020 Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione

COM/2016/0179 final

Bruxelles, 19.4.2016

COM(2016) 179 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Piano d'azione dell'UE per l'eGovernment 2016-2020

Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione



{SWD(2016) 108 final}
{SWD(2016) 109 final}


1.Introduzione

L'eGovernment supporta i processi amministrativi, migliora la qualità dei servizi e aumenta l'efficienza interna del settore pubblico. I servizi pubblici digitali riducono gli oneri amministrativi per imprese e cittadini, velocizzando la loro interazione con la pubblica amministrazione e rendendola efficiente, più agevole e trasparente e meno costosa. Inoltre, l'utilizzo delle tecnologie digitali come parte integrante delle strategie di modernizzazione della pubblica amministrazione può comportare ulteriori vantaggi economici e sociali per la società nel suo complesso 1 . La trasformazione digitale della pubblica amministrazione è un elemento essenziale per il successo del mercato unico.

I piani d'azione per l'eGovernment 2 sono strumenti politici per promuovere la modernizzazione della pubblica amministrazione in tutta l'Unione europea. Sostengono il coordinamento e la collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione e portano ad azioni congiunte in materia di eGovernment.

Nella valutazione dell'ultimo piano d'azione per l'eGovernment, quello relativo al periodo 2011-2015 3 , 4 , si riconosce l'impatto positivo che il piano d'azione 5 ha avuto sullo sviluppo dell'eGovernment sia a livello europeo che a livello nazionale. Esso ha contribuito alla coerenza delle strategie di eGovernment nazionali, come pure allo scambio di migliori prassi e soluzioni di interoperabilità tra gli Stati membri. In particolare, ha portato allo sviluppo di abilitatori tecnologici che sono fondamentali per facilitare l'accesso ai servizi pubblici e il loro utilizzo. Tuttavia cittadini e imprese ancora non godono di tutti i benefici di servizi digitali che dovrebbero essere disponibili senza soluzione di continuità in tutta l'UE. 

Sforzi congiunti a livello di Unione europea permetteranno di aumentare la disponibilità e la diffusione dei servizi di eGovernment e di usufruire così di servizi pubblici digitali più veloci, meno costosi e più orientati all'utente. Servizi pubblici digitali e transfrontalieri disponibili senza soluzione di continuità contribuiscono alla competitività e aumentano l'interesse nei confronti dell'UE come luogo in cui investire 6 e vivere.

La strategia per il mercato unico digitale in Europa 7 annuncia il varo di un nuovo piano d'azione per l'eGovernment per il periodo 2016-2020 volto ad eliminare le barriere digitali esistenti, che ostacolano la realizzazione del mercato unico digitale, e a evitare l'ulteriore frammentazione nel contesto della modernizzazione delle pubbliche amministrazioni. Il presente piano d'azione per l'eGovernment nell'UE intende essere uno strumento per unire gli sforzi. Mentre gli Stati membri perseguono le loro strategie e attività, il presente piano d'azione, che si basa su una visione condivisa a lungo termine, stabilisce una serie di principi che le prossime iniziative dovrebbero osservare per permettere di godere degli importanti vantaggi che l'eGovernment può apportare alle imprese, ai cittadini e alle stesse pubbliche amministrazioni.

Il piano d'azione fornisce un approccio dinamico e flessibile, per stare al passo con un contesto in rapida evoluzione 8 . Sia la Commissione che le parti interessate, compresi gli Stati membri, possono proporre ulteriori azioni oltre a quelle individuate nel presente piano d'azione. Tutte le azioni condotte dalla Commissione risponderanno ai criteri per una migliore regolamentazione definiti dalla Commissione stessa.

Il piano d'azione servirà da catalizzatore per il coordinamento delle risorse e degli interventi destinati a modernizzare il settore pubblico nel campo dell'eGovernment. Non disporrà di una dotazione o di uno strumento di finanziamento dedicati, ma contribuirà a coordinare le fonti di finanziamento e le misure di accompagnamento a disposizione degli Stati membri attraverso diversi programmi dell'UE 9 .

2.Visione e principi di base

Le pubbliche amministrazioni degli Stati membri aspirano da tempo ad essere aperte, flessibili e collaborative nelle loro relazioni con cittadini e imprese, utilizzando l'eGovernment per aumentare la loro efficienza ed efficacia e migliorare costantemente i servizi pubblici 10 .

Il presente piano d'azione si fonda sulla visione descritta di seguito:

Entro il 2020 le amministrazioni e le istituzioni pubbliche nell'Unione europea dovrebbero essere aperte, efficienti e inclusive e fornire servizi pubblici digitali endtoend senza frontiere, personalizzati e intuitivi a tutti i cittadini e a tutte le imprese nell'UE. Il ricorso ad approcci innovativi permette di progettare e fornire servizi migliori, in linea con le esigenze e le richieste di cittadini e imprese. Le pubbliche amministrazioni sfruttano le opportunità offerte dal nuovo ambiente digitale per interagire più facilmente tra di loro e con le parti interessate.

Il libero accesso ai dati e ai servizi delle altre amministrazioni pubbliche, sia a livello nazionale che transfrontaliero, comporterà una maggiore efficienza e agevolerà la libera circolazione di imprese e cittadini. La vita dei cittadini è diventata sempre più digitale, il che determina un aumento delle aspettative per quanto riguarda le prestazioni delle pubbliche amministrazioni 11 . Gli utenti vogliono capire come funziona il servizio 12 e si aspettano maggiore trasparenza. Inoltre, aprendosi alle parti interessate e coinvolgendole nel processo decisionale 13 , le pubbliche amministrazioni diventeranno più affidabili e maggiormente in grado di rendere conto del loro operato. L'estensione dell'accesso ai dati e ai servizi del settore pubblico a terze parti, nella piena conformità con il quadro normativo per la protezione dei dati personali e la tutela della vita privata, può contribuire altresì alla crescita e alla competitività.

Le iniziative da avviare nell'ambito del presente piano d'azione dovrebbero osservare i seguenti principi di base, fortemente sostenuti dalle parti interessate 14 :

digitale per definizione: le pubbliche amministrazioni dovrebbero fornire servizi digitali (comprese informazioni leggibili dalle macchine) come opzione preferita (pur mantenendo aperti altri canali per chi non dispone di una connessione a internet per scelta o per necessità). Inoltre i servizi pubblici dovrebbero essere forniti tramite un unico punto di contatto o uno sportello unico e attraverso diversi canali;

principio "una tantum": le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite. Nei casi in cui sia consentito, gli uffici della pubblica amministrazione dovrebbero adoperarsi per riutilizzare internamente tali informazioni, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati, in modo che sui cittadini e sulle imprese non ricadano oneri aggiuntivi;

inclusività e accessibilità: le pubbliche amministrazioni dovrebbero progettare servizi pubblici digitali che siano per definizione inclusivi e che vengano incontro alle diverse esigenze delle persone, ad esempio degli anziani e delle persone con disabilità 15 ;

apertura e trasparenza: le pubbliche amministrazioni dovrebbero scambiarsi le informazioni e i dati e permettere a cittadini e imprese di accedere ai propri dati, di controllarli e di correggerli; permettere agli utenti di sorvegliare i processi amministrativi che li vedono coinvolti; coinvolgere e aprirsi alle parti interessate (ad esempio imprese, ricercatori e organizzazioni senza scopo di lucro) nella progettazione e nella prestazione dei servizi;

transfrontaliero per definizione: le pubbliche amministrazioni dovrebbero rendere disponibili a livello transfrontaliero i servizi pubblici digitali rilevanti e impedire un'ulteriore frammentazione, facilitando in tal modo la mobilità all'interno del mercato unico. 

interoperabile per definizione: i servizi pubblici dovrebbero essere progettati in modo da funzionare senza problemi e senza soluzione di continuità in tutto il mercato unico e al di là dei confini organizzativi, grazie alla libera circolazione dei dati e dei servizi digitali nell'Unione europea;

fiducia e sicurezza: tutte le iniziative dovrebbero andare oltre la semplice conformità con il quadro normativo in materia di protezione dei dati personali, tutela della vita privata e sicurezza informatica, integrando questi elementi sin dalla fase di progettazione. Si tratta di presupposti importanti per rafforzare la fiducia nei servizi digitali e favorirne la diffusione.

Le amministrazioni, gli enti pubblici, le imprese e gli utenti conoscono le proprie esigenze meglio di chiunque altro. La scelta dei sistemi e delle tecnologie o la scelta tra una soluzione distribuita o una soluzione centralizzata dovrebbe essere effettuata unicamente da loro e in base alle loro necessità, sebbene nel pieno rispetto dei requisiti di interoperabilità concordati.

3.Priorità strategiche

La strategia per il mercato unico digitale definisce gli obiettivi strategici di modernizzare la pubblica amministrazione, realizzare l'interoperabilità attraverso le frontiere e favorire un'interazione agevole con i cittadini, al fine di accelerare la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni negli Stati membri e nella Commissione. Tenuto conto di queste priorità strategiche, il presente piano d'azione definisce azioni concrete volte ad accelerare l'attuazione della legislazione esistente e la diffusione dei servizi pubblici online.

3.1.Modernizzare la pubblica amministrazione con le TIC, utilizzando abilitatori digitali fondamentali

Come riconosciuto dalle recenti analisi annuali della crescita 16 , una pubblica amministrazione moderna ed efficiente deve assicurare servizi veloci e di alta qualità ai cittadini e un contesto favorevole alle imprese. Le pubbliche amministrazioni devono trasformare i loro back office, riconsiderare e ridefinire le procedure e i servizi esistenti, e fornire il libero accesso ai loro dati e servizi ad altre amministrazioni e, per quanto possibile, alle imprese e alla società civile.

Per realizzare questi interventi c'è bisogno di abilitatori digitali chiave. I servizi pubblici digitali dovrebbero basarsi su soluzioni e servizi condivisi e riutilizzabili, fondati su norme e specifiche tecniche concordate, al fine di ridurre i costi di sviluppo, accorciare i tempi di diffusione e aumentare l'interoperabilità. Il quadro europeo di interoperabilità fornisce una nozione comune del concetto di interoperabilità in tutta l'Unione europea 17 . Gli investimenti transfrontalieri possono trarre enormi benefici da tale interoperabilità.

Sono in corso iniziative volte a sostenere la transizione delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri verso la completa digitalizzazione delle procedure di appalto, l'uso di registri dei contratti e le firme elettroniche interoperabili 18 . Ponendo l'accento sul documento di gara unico europeo, sul registro online dei certificati (e-Certis), sulla fatturazione elettronica e su un approccio coordinato allo sviluppo di sistemi per gli appalti elettronici nazionali, gli obiettivi sono la possibilità per le aziende, entro il 2018, di presentare offerte per gli appalti pubblici per via elettronica ovunque nell'Unione europea e l'accettazione, entro il 2019, della fatturazione elettronica da parte delle pubbliche amministrazioni nell'UE.

Sono necessari ulteriori sforzi da parte di tutte le amministrazioni per accelerare la diffusione dell'identificazione elettronica e dei servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (servizi eIDAS 19 ). Saranno realizzati ulteriori interventi per accelerare l'uso transfrontaliero e intersettoriale dell'identificazione elettronica (eID), compresa l'identificazione mobile, e dei servizi fiduciari (in particolare firma elettronica, autenticazione di siti web e servizio elettronico di recapito certificato) nei settori digitalizzati (ad esempio il settore bancario, la finanza, il commercio elettronico e l'economia collaborativa) e nel settore pubblico, in particolare sul portale europeo della giustizia elettronica. La Commissione valuterà inoltre la necessità di facilitare l'uso dell'identificazione a distanza e dell'autenticazione sicura nei servizi finanziari al dettaglio 20 .

Il riutilizzo dei servizi aperti (open service), ossia liberamente accessibili, e di funzioni tecniche fondamentali (come l'identificazione elettronica, la firma elettronica, il rilascio digitale di documenti e informazioni e la fatturazione elettronica) da parte degli Stati membri è estremamente importante ai fini dell'interoperabilità. La disponibilità di questi servizi è attualmente garantita grazie ai finanziamenti a titolo del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF); è tuttavia necessario assicurare la loro disponibilità e la loro sostenibilità a lungo termine al di fuori di tale programma di finanziamento. La Commissione pertanto indicherà la strada da seguire per assicurarne la sostenibilità oltre il 2020.

Azioni

La Commissione:

Data prevista

1.sosterrà la transizione degli Stati membri verso la piena digitalizzazione degli appalti e l'uso di registri dei contratti; 

2019

2.velocizzerà la diffusione dei servizi eIDAS, compresi l'identificazione elettronica e la firma elettronica; 

2016

3.assicurerà la sostenibilità a lungo termine delle infrastrutture di servizi digitali transfrontalieri.

2018

Come annunciato nella strategia per il mercato unico digitale, la Commissione intende proporre, entro la fine del 2016, un quadro europeo di interoperabilità riveduto, di cui sosterrà l'adozione da parte delle amministrazioni nazionali al fine di aumentare l'interoperabilità dei servizi pubblici nell'UE.

Sono necessari ulteriori sforzi per assicurare l'adozione delle norme e delle specifiche tecniche europee e internazionali esistenti, nonché di nuove norme e specifiche tecniche sviluppate nell'ambito del piano relativo alle priorità per la normazione delle TIC. La Commissione coordinerà con gli Stati membri lo sviluppo di un prototipo di catalogo europeo di norme tecniche per le TIC per gli appalti pubblici, che promuoverà l'interoperabilità nell'acquisto di soluzioni digitali incoraggiando il riferimento a una serie comune di norme tecniche e di profili per le TIC nelle gare d'appalto.

Azioni

La Commissione:

Data prevista

4.presenterà una versione riveduta del quadro europeo di interoperabilità e ne promuoverà l'adozione da parte delle amministrazioni nazionali;

2016-2019

5.coordinerà lo sviluppo di un prototipo di catalogo europeo di norme tecniche per le TIC nel campo degli appalti pubblici.

2017

In considerazione della sua stessa trasformazione digitale e al fine di osservare gli obblighi giuridici che le pubbliche amministrazioni dell'UE sono tenute a rispettare, la Commissione europea intraprenderà anche una serie di azioni concrete.

Nel quadro del programma REFIT volto a migliorare l'adeguatezza della regolamentazione, la Commissione, nel riesaminare la normativa del mercato interno e/o nell'elaborare nuove proposte, presterà particolare attenzione all'interoperabilità e ai vantaggi che il ricorso effettivo alle tecnologie digitali può apportare. L'obiettivo è quello di sbarazzarsi di procedure inutilmente complesse, cartacee o ridondanti (ad esempio il gran numero di punti di contatto, procedure di notifica, scambi di dati o requisiti dei sistemi).

Nel quadro del passaggio al digitale, la Commissione pubblicherà i suoi dati sul portale Open Data dell'UE 21 , che alimenterà il portale dei dati aperti europeo 22 , condividerà e riutilizzerà se necessario strumenti fondamentali come le infrastrutture di servizi digitali (Digital Service Infrastructure, DSI) e applicherà il quadro europeo di interoperabilità riveduto. La Commissione introdurrà gradualmente il principio "digitale per definizione" nelle sue interazioni online con le parti interessate esterne, ricorrendo ai servizi eIDAS (nel 2018), alla fatturazione elettronica (nel 2018) e agli appalti pubblici elettronici (nel 2019). Al fine di ridurre l'onere amministrativo, la Commissione introdurrà gradualmente anche il principio "una tantum" nelle sue interazioni con fornitori e partecipanti alle sovvenzioni ed esaminerà la possibilità di introdurre tale principio per altre parti interessate. La Commissione valuterà le implicazioni dell'eventuale applicazione nelle pubbliche amministrazioni del principio di "aggiornamento costante" (no legacy), che consiste nell'aggiornamento dei sistemi informatici e delle tecnologie dopo un certo periodo di tempo, per stare al passo con l'ambiente e la tecnologia in costante evoluzione.

Azioni

Data prevista

6.La Commissione utilizzerà strumenti fondamentali comuni, come le infrastrutture DSI del CEF, e seguirà il quadro europeo di interoperabilità. Introdurrà gradualmente i principi "digitale per definizione" e "una tantum", la fatturazione elettronica e gli appalti elettronici e valuterà le implicazioni dell'eventuale introduzione del principio di "aggiornamento costante" (no legacy).

2016-2019

Ulteriori iniziative potrebbero mirare a ridurre gli oneri amministrativi e a migliorare l'efficienza e l'efficacia delle pubbliche amministrazioni, adattando i servizi pubblici digitali in base alle varie esigenze e rendendoli intuitivi o promuovendo il riutilizzo di dati e servizi tra le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati e tutela della vita privata.

Si potrebbero prevedere anche iniziative volte a sviluppare nuovi strumenti fondamentali comuni in aggiunta a quelli esistenti 23 , favorendone l'adozione e incoraggiando l'utilizzo e la condivisione di infrastrutture cloud, dati e informatiche. Altre iniziative potrebbero promuovere l'uso dei big data o dell'internet delle cose, ad esempio per i servizi ad elevata intensità di dati e per l'elaborazione delle politiche, l'attuazione e l'applicazione fondate su dati tangibili e supportate dall'infrastruttura adeguata. Un'infrastruttura cloud condivisa per ospitare i servizi di eGovernment potrebbe contribuire a ridurre notevolmente i costi grazie a economie di scala, a tempi di commercializzazione migliori e al libero accesso ai dati e ai servizi della pubblica amministrazione. L'iniziativa europea per il cloud computing 24 costituirà un'infrastruttura dedicata alla scienza, che sarà tuttavia estesa anche alle pubbliche amministrazioni, il che permetterà di accedere a dati e potenza di calcolo senza precedenti, per offrire servizi migliori a tutti i livelli (locale, nazionale e UE).

3.2.Favorire la mobilità transfrontaliera con servizi pubblici digitali interoperabili

I servizi pubblici digitali transfrontalieri sono indispensabili per il buon funzionamento del mercato unico dell'UE. Essi facilitano l'accesso ai mercati, rafforzano la fiducia nel mercato unico e incentivano la concorrenza al suo interno. Le amministrazioni dovrebbero aiutare le imprese a condurre attività online transfrontaliere all'interno del mercato unico, semplificare l'accesso alle informazioni nel rispetto del diritto aziendale e societario dell'UE e permettere alle imprese di avviare facilmente attività imprenditoriali, espandersi e operare in altri Stati membri attraverso servizi pubblici elettronici end-to-end. 

Al fine di progredire verso l'attuazione di queste priorità strategiche, il presente piano d'azione prevede una serie di azioni concrete volte a contribuire alla creazione di pubbliche amministrazioni transfrontaliere favorevoli alle imprese e ad agevolare la mobilità dei cittadini.

Allo stato attuale, le informazioni riguardanti il mercato unico, i consigli, i meccanismi di risoluzione dei problemi, i punti di contatto e le procedure non sono centralizzati, sono incompleti, non sufficientemente interconnessi e non sempre intuitivi, a livello sia dell'UE che nazionale. Gli utenti hanno quindi difficoltà a trovare le informazioni giuste e l'assistenza necessaria. La Commissione proporrà pertanto la creazione di uno sportello digitale unico (basato sui portali, sui punti di contatto e sulle reti esistenti), espandendo, migliorando e razionalizzando tutti i servizi di informazione, assistenza e risoluzione dei problemi necessari per operare in modo efficiente attraverso le frontiere e consentendo agli utenti di completare interamente online le procedure nazionali utilizzate più spesso.

La Commissione farà del portale europeo della giustizia elettronica uno "sportello unico" per accedere alle informazioni sulla giustizia europea e alle procedure giudiziarie negli Stati membri. A tal fine nel 2016 saranno attivati strumenti per la comunicazione diretta tra i cittadini e i tribunali negli altri Stati membri (e-CODEX) e sarà lanciato il motore di ricerca dell'ECLI (European Case Law Identifier). Ulteriori sviluppi faranno seguito al piano d'azione pluriennale 2014-2018 in materia di giustizia elettronica europea.

La Commissione, insieme agli Stati membri, continuerà a lavorare per realizzare l'interconnessione obbligatoria di tutti i registri delle imprese dei paesi dell'Unione 25 , al fine di consentire l'accesso attraverso il portale europeo della giustizia elettronica a determinate informazioni sulle imprese registrate negli Stati membri e di fare in modo che tutti i registri delle imprese dell'UE interessati possano comunicare tra di loro per via elettronica in modo sicuro e protetto. Ciò rafforzerà la fiducia nel mercato unico grazie alla trasparenza e a informazioni aggiornate sulle imprese e ridurrà gli oneri che gravano su queste ultime.

La Commissione intende inoltre sviluppare ulteriormente l'interconnessione elettronica dei registri fallimentari per rafforzare la trasparenza e la certezza del diritto nel mercato interno 26 . Il regolamento (UE) 2015/848 impone agli Stati membri di istituire entro il 2018 registri fallimentari elettronici nazionali e prevede la realizzazione entro il 2019 dell'interconnessione dei registri fallimentari attraverso il portale europeo della giustizia elettronica.

Un migliore uso degli strumenti digitali nell'osservanza delle disposizioni di diritto societario durante le varie fasi del ciclo di vita di un'impresa permetterebbe di disporre di soluzioni più semplici e meno onerose per le imprese. Oltre alla proposta relativa alla società unipersonale, la Commissione, nell'ambito di un'iniziativa descritta nella strategia per il mercato unico, prenderà in considerazione ulteriori modi 27 per rendere più semplice l'uso delle soluzioni digitali durante il ciclo di vita di un'impresa, in particolare in relazione alle procedure di registrazione online e al deposito elettronico di documenti e dati aziendali 28 nei registri delle imprese, anche in un contesto transfrontaliero.

La Commissione presenterà proposte legislative volte a estendere la procedura elettronica unica per la registrazione e il pagamento dell'IVA alle vendite online transfrontaliere di beni fisici dalle imprese ai consumatori (businness to consumer - B2C), allo scopo di ridurre gli oneri amministrativi, uno dei principali ostacoli che le imprese incontrano nelle operazioni transfrontaliere.

Come annunciato nella strategia per il mercato unico digitale, nel 2016 verrà lanciato, con la partecipazione degli Stati membri, un progetto pilota su vasta scala per l'applicazione del principio "una tantum" a livello transfrontaliero nelle interazioni tra imprese e pubblica amministrazione (business to government - B2G).

La Commissione inoltre istituirà uno sportello unico europeo che applicherà anche il principio "una tantum" per le comunicazioni nel settore del trasporto marittimo. In un contesto più ampio, la Commissione europea sta lavorando alla digitalizzazione dei documenti di trasporto per tutte le modalità di trasporto e alla promozione della loro accettazione da parte delle autorità pubbliche.

Azioni

La Commissione:

Data prevista

7.presenterà una proposta per la creazione di uno sportello digitale unico;

2017

8.farà del portale europeo della giustizia elettronica uno sportello unico per l'accesso a informazioni su questioni concernenti la giustizia europea;

2016

9.realizzerà, in collaborazione con gli Stati membri, l'interconnessione obbligatoria di tutti i registri delle imprese degli Stati membri;

2017

10.svilupperà ulteriormente l'interconnessione elettronica dei registri fallimentari;

2019

11.presenterà un'iniziativa volta a rendere più semplice l'uso delle soluzioni digitali durante l'intero ciclo di vita di un'impresa;

2017

12.presenterà una proposta legislativa volta ad estendere il meccanismo elettronico unico per la registrazione e il pagamento dell'IVA;

2016

13.lancerà un progetto pilota sul principio "una tantum" per le imprese;

2016

14.istituirà uno sportello unico per le comunicazioni nel settore del trasporto marittimo e digitalizzerà i documenti di trasporto.

2018

A sostegno della mobilità transfrontaliera dei cittadini, la Commissione ha istituito il sistema EESSI (Electronic Exchange of Social Security Information), che consente l'interconnessione delle amministrazioni responsabili della sicurezza sociale per lo scambio elettronico dei dati in 32 paesi 29 . Lo scopo dell'EESSI è rafforzare la tutela dei diritti dei cittadini consentendo lo scambio elettronico delle informazioni personali sulla sicurezza sociale tra le amministrazioni competenti degli Stati membri dell'UE.

La Commissione svilupperà ulteriormente EURES, il portale europeo della mobilità professionale, offrendo un maggior numero di servizi alle persone in cerca di lavoro e ai datori di lavoro e una maggiore integrazione tra i sistemi dei servizi pubblici per l'impiego e il portale, anche attraverso lo scambio dei profili delle persone in cerca di occupazione (CV) 30 . Tutto ciò faciliterà la mobilità delle persone in cerca di lavoro nell'UE.

La Commissione sosterrà gli Stati membri nello sviluppo di servizi di sanità elettronica che consentano anche lo scambio transfrontaliero di prescrizioni elettroniche, sulla base degli orientamenti in materia di prescrizioni elettroniche adottati dalla rete di assistenza sanitaria online 31  e di soluzioni di telemedicina e telemonitoraggio, in particolare per la prestazione efficace di cure attraverso le reti di riferimento europee 32 . Inoltre, sosterrà l'elaborazione, da parte della rete di assistenza sanitaria online, di una relazione e di orientamenti sull'accesso elettronico dei cittadini ai loro dati sanitari.

Azioni

La Commissione:

Data prevista

15.completerà l'istituzione del sistema EESSI (Electronic Exchange of Social Security Information) per lo scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale;

2019

16.svilupperà ulteriormente EURES, il portale europeo della mobilità professionale;

2017

17.sosterrà gli Stati membri nello sviluppo di servizi di sanità elettronica transfrontalieri.

2016-

2018

Le iniziative future proposte nell'ambito di questa priorità potrebbero essere intese a fornire servizi transfrontalieri senza soluzione di continuità ai cittadini, per determinate circostanze (nuovo lavoro, trasloco o matrimonio), e alle imprese, perché possano avviare un'attività, espandersi e operare in altri Stati membri più facilmente. Ulteriori iniziative nell'ambito di questa priorità potrebbero inoltre essere intese a migliorare la qualità dei servizi di eGovernment attualmente offerti ai cittadini e alle imprese di altri Stati membri.

3.3.Facilitare l'interazione digitale tra amministrazioni e cittadini/imprese per servizi pubblici di alta qualità

Il nuovo ambiente digitale offre l'opportunità di facilitare l'interazione di cittadini, imprese e organizzazioni non governative con le pubbliche amministrazioni. Servizi pubblici di alta qualità incidono sulla competitività e sulla capacità di attrarre investimenti. Le esperienze recenti dimostrano che esiste un notevole potenziale per offrire servizi pubblici di alta qualità, coinvolgendo maggiormente imprese, cittadini e ricercatori nella progettazione e nella fornitura e prevedendo, laddove necessario, una procedura di feedback che consenta di apportare miglioramenti. Ciò porta all'ulteriore riduzione degli oneri burocratici, a una maggiore facilità di utilizzo e a costi ridotti per la prestazione dei servizi.

Inoltre, aprendo l'accesso ai dati e ai servizi del settore pubblico e facilitandone il riutilizzo da parte di terzi, nel rispetto del principio dell'affidabilità e della sicurezza, le pubbliche amministrazioni possono favorire la creazione di nuove opportunità per la conoscenza, la crescita e l'occupazione. Nel consentire il libero accesso ai propri dati, le pubbliche amministrazioni diventano più trasparenti, sono maggiormente in grado di rendere conto del loro operato e allo stesso tempo sono più vicine ai cittadini.

In considerazione di queste priorità strategiche, la Commissione fornirà a cittadini e imprese nell'UE servizi online accessibili e di alta qualità trasformando i suoi siti internet in modo da renderli tematici e incentrati sull'utente. In tal modo la Commissione interagirà online con i cittadini in modo completamente diverso offrendo una presenza sul web pertinente, coerente ed efficiente sotto il profilo dei costi. Ciò aumenterà la trasparenza e permetterà il coinvolgimento e la partecipazione di cittadini e imprese ai programmi dell'UE e all'elaborazione delle politiche europee.

Al fine di facilitare l'interazione con la pubblica amministrazione, la Commissione valuterà la possibilità di applicare il principio "una tantum" per i cittadini in un contesto transfrontaliero, nel pieno rispetto del quadro normativo in materia di protezione dei dati personali e tutela della vita privata.

Nell'ambito dell'iniziativa europea per il cloud computing 33 , la Commissione creerà una piattaforma per le autorità pubbliche al fine di consentire il libero accesso ai loro dati e servizi, gettando così le basi di una pubblica amministrazione come servizio (Government as a Service - GasS) per l'UE.

Cittadini e imprese chiedono sempre più spesso di accedere a dati di alta qualità, interoperabili e riutilizzabili per fornire nuovi servizi, e in particolare richiedono l'accesso ai dati territoriali. L'uso di dati territoriali per finalità urbane, per finalità legate all'uso del territorio, per la pianificazione del traffico o per scopi scientifici può sbloccare nuove innovazioni in grado di rispondere ad esigenze sociali quali ad esempio la riduzione dell'impatto negativo sull'ambiente. A questo proposito, la Commissione promuoverà lo sviluppo di applicazioni per l'utente finale, incluse applicazioni specifiche a livello dell'UE, allo scopo di raccogliere in modo più efficiente da cittadini e imprese i dati disponibili attraverso l'Infrastruttura per l'informazione territoriale (INSPIRE) per l'elaborazione e l'attuazione di politiche a livello UE, in particolare in relazione alla promozione della rendicontazione e della conformità 34 . Ciò consentirà di migliorare l'elaborazione di politiche basate su elementi concreti e di sostenere i processi di eGovernment laddove sono necessari dati territoriali di alta qualità (ad es. catasti, mappe, indirizzi, edifici, parchi, aree protette, zone a rischio naturale).

Azioni

La Commissione:

Data prevista

18.valuterà la possibilità di applicare il principio "una tantum" per i cittadini in un contesto transfrontaliero;

2019

19.velocizzerà l'attuazione e l'adozione dell'infrastruttura dati prevista dalla direttiva INSPIRE;

2016-2020

20.trasformerà la sua presenza sul web per favorire un coinvolgimento e una partecipazione sempre maggiori di cittadini e imprese nei programmi e nelle politiche dell'UE.

2018

Le iniziative future che potrebbero essere proposte nell'ambito di questa priorità dovrebbero contribuire a coinvolgere cittadini, imprese e società civile nella progettazione, nella produzione e nella prestazione collaborative di servizi pubblici, nonché a facilitare l'interazione tra pubbliche amministrazioni e imprese e cittadini. Altre iniziative nuove potrebbero includere la raccolta di dati da qualsiasi fonte e il riutilizzo di dati e servizi del settore pubblico per la creazione di servizi nuovi e innovativi da parte di altri soggetti (pubblici o privati). Inoltre, le iniziative potrebbero focalizzare l'attenzione sull'aumento della trasparenza delle pubbliche amministrazioni, poiché il coinvolgimento e la partecipazione delle parti interessate dovrebbe anche rafforzare la rendicontabilità e la fiducia e ridurre le possibilità di corruzione.

4.Attuazione del piano d'azione

Il presente piano d'azione descrive azioni da avviare nel 2016 e nel 2017. Potrebbero essere necessarie ulteriori azioni per conseguire gli obiettivi delineati per ognuna delle priorità strategiche sopra elencate e per stare al passo con il contesto tecnologico in rapida evoluzione.

La Commissione potrebbe proporre nuove azioni al fine di attuare la normativa dell'UE o avviare un'azione congiunta. Le parti interessate (compreso un gruppo di Stati membri) potrebbero anche proporre azioni da attuare nell'ambito del piano d'azione per l'eGovernment, in particolare per diversi eventi della vita, attraverso una piattaforma interattiva per l'impegno a favore del digitale.

La Commissione inoltre istituirà e presiederà un "comitato direttivo per il piano d'azione per l'eGovernment", costituito da rappresentanti degli Stati membri responsabili delle strategie nazionali di eGovernment. Il comitato direttivo gestirà il piano d'azione (sebbene non per le singole azioni previste dal piano), in particolare avrà il compito di valutare e selezionare le nuove azioni identificate durante l'intera durata del piano d'azione e di coordinare l'effettiva attuazione e il monitoraggio delle misure previste. Qualora un'azione proposta sfociasse in un'iniziativa della Commissione, essa sarebbe soggetta ai requisiti della Commissione per una migliore regolamentazione 35 .

L'attuazione delle misure proposte nel presente piano d'azione per l'eGovernment sarà possibile solo attraverso l'impegno congiunto e la titolarità congiunta della Commissione e degli Stati membri, a tutti i livelli di amministrazione.

(1)  Raccomandazione del Consiglio sulle strategie per la pubblica amministrazione digitale, OCSE, 2014.
(2)  Piano d'azione per l'eGovernment 2006-2010 e piano d'azione per l'eGovernment 2011-2015.
(3)   https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/mid-term-evaluation-e-government-action-plan-2011-2015-implementation-smart-2012-006020
(4)  Documento di lavoro dei servizi della Commissione per la valutazione che accompagna la comunicazione sul piano d'azione per l'eGovernment dell'UE 2016-2020.
(5)  COM(2010) 743 definitivo.
(6)  In linea con il piano di investimenti per l'Europa, http://ec.europa.eu/priorities/jobs-growth-and-investment_en
(7)  COM(2015) 192 definitivo.
(8)   https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/mid-term-evaluation-e-government-action-plan-2011-2015-implementation-smart-2012-006020
(9)  Tra cui il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF), il programma ISA² (soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee), Orizzonte 2020, i Fondi strutturali e di investimento europei, il programma Giustizia e il Programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP).
(10)  Dichiarazione ministeriale di Malmö sull'eGovernment, 2009.
(11)  Relazione di analisi comparativa sull'eGovernment 2014.
(12)  Relazione di analisi comparativa sull'eGovernment 2015.
(13)  Raccomandazione del Consiglio sulle strategie per la pubblica amministrazione digitale, OCSE, 2014.
(14) https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/contributions-and-preliminary-trends-public-consultation-egovernment-action-plan-2016-2020  
(15)  Una proposta di direttiva sull'accessibilità del web è attualmente all'esame dei colegislatori, COM (2012)721.
(16)  Analisi annuale della crescita 2015 e 2016.
(17)  FEI riveduto, pubblicazione prevista per il 2016.
(18)  COM(2015) 192 final, http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1447773803386&uri=CELEX:52015DC0192
(19)  Regolamento (UE) n. 910/2014.
(20)  http://ec.europa.eu/finance/consultations/2015/retail-financial-services/index_en.htm
(21)   http://open-data.europa.eu  
(22)   http://data.europa.e/europeandataportal  
(23)  Ad esempio, identificazione elettronica, firma elettronica, rilascio digitale di documenti e informazioni, fatturazione elettronica e traduzione elettronica.
(24)  Iniziativa europea per il cloud computing – Costruire un'economia dei dati e della conoscenza competitiva in Europa.
(25)  Direttiva 2012/17/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2012, che modifica la direttiva 89/666/CEE del Consiglio e le direttive 2005/56/CE e 2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di interconnessione dei registri centrali, commerciali e delle imprese (GU L 156 del 16.6.2012, pag. 1).
COM(2015) 192 final, http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1447773803386&uri=CELEX:52015DC0192
(26)  Come previsto dal regolamento (UE) 2015/848 sulle procedure di insolvenza (rifusione).
(27)  Descritti nella comunicazione della Commissione "Migliorare il mercato unico: maggiori opportunità per i cittadini e per le imprese" (COM(2015) 550, pag. 5.
(28)  Cfr. anche COM(2015) 550, pag. 5.
(29)  I 28 Stati membri dell'Unione europea (UE), la Svizzera e 3 paesi dello Spazio economico europeo (SEE): Norvegia, Islanda, Liechtenstein.
(30)  Lo scopo di EURES è fornire informazioni, consulenza e servizi di assunzione/collocamento a chi cerca e offre lavoro e a tutti i cittadini che intendono beneficiare del principio della libera circolazione delle persone.
(31)  Orientamenti in materia di set di dati di prescrizioni elettroniche per lo scambio elettronico delle informazioni a norma della direttiva 2011/24/UE sull'assistenza sanitaria transfrontaliera.
(32)  Di cui all'articolo 12 della direttiva 2011/24/UE sull'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera.
(33)  Iniziativa europea per il cloud computing – Costruire un'economia dei dati e della conoscenza competitiva in Europa.
(34)   Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea, GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1. La relazione sarà presto disponibile sul seguente sito internet: http://inspire.ec.europa.eu/
(35)  In linea con gli orientamenti della Commissione per legiferare meglio, SWD(2015) 111.
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