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Document 52015XG1215(03)

Conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell'abbandono scolastico e sulla promozione del successo scolastico

OJ C 417, 15.12.2015, p. 36–40 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

15.12.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 417/36


Conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell'abbandono scolastico e sulla promozione del successo scolastico

(2015/C 417/05)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

NEL CONTESTO:

dell'obiettivo della strategia Europa 2020 nel settore dell'istruzione di ridurre il tasso europeo medio di abbandono scolastico (1) a meno del 10 % entro il 2020 (2);

delle conclusioni del Consiglio, del 12 maggio 2009, che istituiscono un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione («ET 2020») (3);

del progetto di relazione congiunta 2015 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione (4),

TENUTO CONTO

della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente (5);

delle conclusioni del Consiglio dell'11 maggio 2010 sulla dimensione sociale dell'istruzione e della formazione (6);

delle conclusioni del Consiglio sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori (7);

della raccomandazione del Consiglio del 2011 sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico (8), in particolare il quadro d'azione allegato e il suo invito a garantire che gli Stati membri si dotassero di politiche globali in materia di abbandono scolastico, comprese misure di prevenzione, intervento e compensazione, entro la fine del 2012;

della risoluzione del Parlamento europeo del 1o dicembre 2011 sulla lotta contro l'abbandono scolastico (9);

della raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per i giovani (10);

della dichiarazione di Parigi del 17 marzo 2015 sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione,

E ALLA LUCE

del convegno della presidenza lussemburghese dal titolo Staying on Tracktackling early school leaving and promoting success in school (Restare in carreggiata: contrastare l'abbandono scolastico e promuovere il successo scolastico), tenutosi a Lussemburgo il 9 e 10 luglio 2015, che ha riunito operatori di tutta l'UE nei settori del processo decisionale, della ricerca e delle prassi per discutere di questo importante tema;

della conferenza della presidenza lussemburghese dal titolo Diversity and Multilingualism in Early Childhood Education and Care (Diversità e multilinguismo nell'educazione e nella cura della prima infanzia), tenutasi a Lussemburgo il 10 e 11 settembre 2015;

della relazione finale del 2013 del gruppo di lavoro tematico ET2020 sull'abbandono scolastico e dei messaggi politici del 2015 del gruppo di lavoro per la politica scolastica;

della relazione del 2014 del gruppo di lavoro tematico ET2020 sull'educazione e la cura della prima infanzia che propone principi fondamentali per un quadro di qualità in tale settore,

RITIENE CHE

Nella fase intermedia sia della strategia Europa 2020 sia del quadro strategico ET 2020 e quattro anni dopo l'adozione, da parte del Consiglio, di una raccomandazione sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico (11), è giunto il momento di fare il punto dei progressi compiuti finora, al fine di riesaminare, consolidare e migliorare le misure volte a ridurre tale fenomeno e a promuovere il successo scolastico per tutti.

Dall'adozione della raccomandazione del Consiglio nel 2011, molti risultati precedenti relativi all'abbandono scolastico sono stati perfezionati e integrati tramite l'apprendimento tra pari e gli scambi di buone prassi tra gli Stati membri, ulteriori ricerche e un'analisi dettagliata delle politiche adottate a livello nazionale. L'obiettivo principale della strategia Europa 2020 per quanto concerne l'abbandono scolastico ha mantenuto tale questione al centro dei programmi politici nazionali e ha contribuito a promuovere le riforme dell'istruzione.

Sebbene negli ultimi anni si siano compiuti progressi consistenti nella diminuzione dei tassi di abbandono scolastico, ancora troppi alunni continuano ad abbandonare prematuramente gli studi (12). Rimangono enormi discrepanze tra gli Stati membri e al loro interno, e in molti paesi fanno ancora difetto le strategie globali caldeggiate nella raccomandazione del Consiglio del 2011.

Per tale motivo, l'UE e gli Stati membri riconoscono la necessità di continuare a impegnarsi attivamente per raggiungere l'obiettivo della strategia Europa 2020 e, ove possibile, persino superarlo.

SOTTOLINEA CHE

1.

L'abbandono scolastico deriva tendenzialmente da una serie di fattori spesso interconnessi (personali, sociali, economici, culturali, educativi, legati al genere e alla famiglia) ed è collegato a situazioni di svantaggio cumulativo che prendono spesso origine nella prima infanzia. I gruppi caratterizzati da uno status socioeconomico basso sono colpiti in misura maggiore e i tassi di abbandono scolastico sono particolarmente allarmanti per determinati gruppi, quali i bambini provenienti da contesti d'immigrazione (compresi i migranti appena arrivati e i bambini nati all'estero), i bambini rom e i bambini con esigenze educative speciali.

2.

La concezione e la qualità dei sistemi di istruzione hanno anche un forte impatto sulla partecipazione e sul rendimento degli studenti e alcuni fattori sistemici possono influenzare negativamente i progressi nell'apprendimento. Inoltre, fattori quali un clima scolastico sfavorevole, violenze e bullismo, un ambiente di apprendimento in cui gli studenti non si sentono rispettati o valorizzati, metodi e programmi didattici che possono non essere sempre i più adeguati, un sostegno insufficiente agli studenti, la mancanza di formazione e orientamento professionali o relazioni docente-studente mediocri possono portare gli studenti ad abbandonare prematuramente gli studi.

3.

Nelle nostre società sempre più eterogenee vi è l'impellente necessità di risposte inclusive e coordinate da parte dei soggetti interessati, appartenenti o meno al settore dell'istruzione, allo scopo di promuovere valori comuni quali tolleranza, rispetto reciproco, pari opportunità e non discriminazione, nonché di favorire l'integrazione sociale, la comprensione interculturale e lo sviluppo di un senso di appartenenza.

4.

Per prevenire l'emarginazione e l'esclusione sociale, come pure per ridurre il rischio di estremismo e radicalizzazione, è fondamentale garantire che tutti i giovani abbiano un accesso paritario a un'istruzione inclusiva (13) e di qualità e possano sviluppare appieno il loro potenziale, indipendentemente dai fattori individuali, legati alla famiglia o al genere, dallo status socioeconomico e dalle esperienze di vita.

5.

Si tende a considerare il completamento dell'istruzione secondaria superiore o dell'istruzione e formazione professionale come qualifica minima di accesso per un passaggio efficace dall'istruzione al mercato del lavoro nonché per l'ammissione ai livelli di istruzione e formazione successivi. Poiché chi abbandona prematuramente gli studi o la formazione è più esposto al rischio di disoccupazione, povertà ed esclusione sociale, investire per sostenere il successo scolastico dei giovani può contribuire a spezzare il ciclo dell'indigenza e a interrompere la trasmissione di povertà e disuguaglianza tra generazioni.

INVITA GLI STATI MEMBRI, NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ E A SECONDA DELLE CIRCOSTANZE NAZIONALI, A

1.

Perseguire attivamente l'attuazione della raccomandazione del Consiglio del 2011 sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico, in particolare:

a)

proseguendo il processo di sviluppo e attuazione di strategie globali — o di politiche integrate equivalenti costituite da misure di prevenzione, intervento e compensazione basate su elementi concreti — che siano coerentemente integrate in un'istruzione e una formazione di elevata qualità e favorite da un impegno politico duraturo che dia particolare risalto alla prevenzione;

b)

garantendo, a tutti i livelli e trasversalmente a essi, la partecipazione risoluta dei soggetti interessati di tutti i settori pertinenti (segnatamente istruzione e formazione, occupazione, economia, affari sociali, sanità, alloggio, gioventù, cultura e sport) e la cooperazione a lungo termine tra di essi, sulla base di ruoli e responsabilità chiaramente definiti e implicando uno stretto coordinamento.

2.

Vagliare, insieme all'indicatore UE sull'abbandono scolastico, le possibilità di sviluppo o di potenziamento dei sistemi nazionali di raccolta dati che raccolgono periodicamente una vasta gamma di informazioni (14) sugli studenti, in particolare quelli a rischio e quelli che abbandonano la scuola. Tali sistemi, coprendo tutti i livelli e i tipi di istruzione e formazione e nel pieno rispetto della legislazione nazionale sulla protezione dei dati personali, potrebbero:

a)

consentire il monitoraggio periodico dei progressi in campo scolastico, al fine di individuare e identificare tempestivamente gli studenti a rischio di abbandono scolastico;

b)

contribuire a definire i criteri e gli indicatori per individuare lo svantaggio educativo;

c)

contribuire a comprendere le cause dell'abbandono scolastico, anche raccogliendo le opinioni degli studenti;

d)

favorire la disponibilità di dati e informazioni a vari livelli politici e il loro utilizzo nel guidare e nel monitorare lo sviluppo di politiche;

e)

fornire la base per sviluppare, nelle scuole, un orientamento e un sostegno efficaci al fine di prevenire l'abbandono scolastico, nonché misure di follow-up per i giovani che hanno interrotto prematuramente un percorso di istruzione e formazione.

3.

Se del caso, valutare la possibilità di fissare obiettivi nazionali più ambiziosi per ridurre l'abbandono scolastico, soprattutto se quelli esistenti sono già stati raggiunti.

4.

Individuare le scuole o i contesti locali che presentano un alto rischio di abbandono scolastico e livelli elevati di svantaggio educativo e che potrebbero beneficiare di sostegno o risorse supplementari.

5.

Portare avanti, se del caso, la riforma dei sistemi di istruzione esaminando tutti i tipi di istruzione e formazione, compreso l'apprendimento non formale e riconoscendo il ruolo dell'animazione socioeducativa, al fine di rafforzare la continuità strutturale, pedagogica, curricolare e professionale, agevolare le transizioni, affrontare segregazione e disuguaglianze nei sistemi di istruzione e promuovere misure che sostengano i progressi e il successo scolastico degli studenti e li motivino a portare a termine la loro istruzione.

6.

Garantire un accesso generalizzato ed equo a un'educazione e cura della prima infanzia a costi abbordabili e di qualità elevata. Le competenze cognitive e non cognitive sviluppate nell'educazione e nella cura della prima infanzia possono aiutare i bambini a liberare tutto il loro potenziale e forniscono loro le basi per la vita e il successo scolastico. Le strutture per l'educazione e la cura della prima infanzia dovrebbero inoltre incoraggiare l'apprendimento effettivo della/e lingua/e di insegnamento, nel rispetto della diversità culturale e linguistica. Lo sviluppo di un sentimento di appartenenza e la creazione di relazioni stabili e di fiducia sin dall'infanzia sono fondamentali per l'apprendimento e l'evoluzione ulteriori dei bambini.

7.

Incoraggiare e promuovere approcci collaborativi (che investono tutti i soggetti coinvolti nel processo educativo) per ridurre l'abbandono scolastico a livello locale, ad esempio tramite:

a)

un margine di manovra più ampio per le scuole per quanto riguarda le questioni connesse a gestione e programmi didattici e i metodi di lavoro, anche attraverso una maggiore autonomia accompagnata da una responsabilizzazione efficace;

b)

meccanismi di garanzia della qualità e processi di pianificazione e di miglioramento scolastico adeguati, aperti e trasparenti, istituiti e attuati con il coinvolgimento attivo dell'intera comunità scolastica (dirigenti scolastici, personale docente e non docente, studenti, genitori e famiglie);

c)

partenariati efficaci e cooperazione intersettoriale tra le scuole e i soggetti interessati esterni, tra cui una serie di professionisti, ONG, imprese, associazioni, operatori socioeducativi, autorità e servizi locali e altri rappresentanti della collettività in funzione dei contesti locali;

d)

la cooperazione tra scuole di tipi e livelli diversi situate nella stessa zona, come pure tra comunità di apprendimento multi-professionali e di collegamento a livello regionale, nazionale e internazionale, al fine di promuovere lo scambio di buone prassi;

e)

l'eccellenza della gestione e della dirigenza delle scuole, ad esempio migliorando le procedure di assunzione e le opportunità di sviluppo professionale continuo dei dirigenti scolastici;

f)

una cultura di sostegno e collaborazione tra alunni, genitori, famiglie e personale scolastico al fine di rafforzare l'identificazione dei giovani con il sistema scolastico, accrescere la loro motivazione ad apprendere e incoraggiarne il coinvolgimento in processi decisionali cooperativi;

g)

il sostegno alle scuole nel coinvolgere tutti i genitori e le famiglie al di là dei requisiti formali di partecipazione e nel creare una cultura di fiducia e rispetto reciproci in cui genitori e famiglie si sentano bene accetti a scuola e coinvolti nell'apprendimento dei loro figli;

h)

meccanismi volti a individuare i primi segnali di disimpegno, quali assenze ripetute o problemi comportamentali;

i)

quadri sistematici di sostegno per gli studenti a rischio di abbandono scolastico, compresi mentorato, consulenza e sostegno psicologico, come pure la possibilità di fornire sostegno supplementare agli studenti di madrelingua/e diversa/e dalla/e lingua/e di insegnamento;

j)

l'offerta di un'ampia gamma di attività extracurricolari ed extrascolastiche accessibili (ad esempio nei settori dello sport, dell'arte, del volontariato o dell'animazione socioeducativa) che possano integrare l'esperienza formativa e accrescere la partecipazione, la motivazione e il senso di appartenenza degli studenti.

8.

Esaminare il potenziale di forme di insegnamento e di apprendimento più personalizzate e centrate sullo studente, anche attraverso le risorse digitali, come pure l'uso di metodi di valutazione diversi quali la valutazione formativa (15), incoraggiando al contempo le aspettative elevate di tutti gli studenti e promuovendo l'accesso alle competenze e conoscenze di base che li prepareranno al meglio per il futuro.

9.

Garantire, tenendo debitamente conto dell'autonomia istituzionale, che la formazione iniziale degli insegnanti e lo sviluppo professionale continuo forniscano agli insegnanti, ai formatori, ai dirigenti scolastici, ai professionisti dell'educazione e della cura della prima infanzia e al resto del personale le abilità, le competenze e le conoscenze di base necessarie a capire e ad affrontare lo svantaggio educativo e i possibili fattori di rischio che potrebbero portare al disimpegno o all'abbandono scolastico. Tali abilità, competenze e conoscenze potrebbero comprendere temi quali le strategie di gestione della classe e della diversità, la creazione di relazioni, la risoluzione di conflitti, le tecniche di prevenzione del bullismo e la formazione e l'orientamento professionali.

10.

Garantire che, per tutti gli studenti, siano disponibili formazione e orientamento professionali, percorsi più flessibili e istruzione e formazione professionale di alta qualità, equivalenti all'istruzione generale.

11.

Fornire, a tutti i giovani che hanno abbandonato prematuramente gli studi, accesso a programmi della «seconda opportunità» di alta qualità e ad altre possibilità di riavvicinarsi all'istruzione ordinaria, e garantire che le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite con tali mezzi, anche tramite l'apprendimento non formale e informale, siano convalidate conformemente alla raccomandazione del Consiglio del 2012 (16).

INVITA GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE A

1.

Sfruttare al massimo le opportunità disponibili nell'ambito del quadro strategico ET 2020 e attraverso il metodo di coordinamento aperto, compresa la possibilità di rafforzare l'apprendimento tra pari e, se del caso, di commissionare ricerche e studi al fine di rafforzare l'elaborazione di politiche fondate su elementi concreti e di sviluppare e diffondere esempi di prassi politiche di successo.

2.

Sfruttare le opportunità di finanziamento offerte dagli strumenti dell'UE, quali il programma Erasmus+, il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (17), per sostenere misure volte a ridurre l'abbandono scolastico nel quadro di politiche globali e a promuovere la cooperazione nelle scuole e attorno a esse.

3.

Continuare a individuare, tramite la ricerca e l'apprendimento tra pari, esempi delle pratiche collaborative più efficaci a livello scolastico e locale, volte ad attenuare gli svantaggi educativi, ridurre l'abbandono scolastico e garantire un'istruzione più inclusiva. Assicurare un'ampia diffusione di tali pratiche tra gli operatori scolastici e i soggetti interessati, in particolare attraverso la comunità eTwinning e lo School Education Gateway.

INVITA LA COMMISSIONE A

1.

Continuare a seguire gli sviluppi negli Stati membri e a diffondere informazioni su di essi, nonché a riferire periodicamente sui progressi compiuti verso l'obiettivo fissato dalla strategia Europa 2020 e sull'attuazione delle strategie o delle politiche integrate equivalenti degli Stati membri relative all'abbandono scolastico nel contesto del semestre europeo e delle disposizioni dell'ET 2020 sulla presentazione di relazioni, anche tramite la relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione.

2.

Sviluppare un'ulteriore cooperazione con i ricercatori, gli Stati membri, i soggetti interessati, le reti e le organizzazioni pertinenti al fine di favorire l'attuazione delle politiche nazionali e dell'UE in materia di abbandono scolastico.

3.

Potenziare la cooperazione in materia con le organizzazioni internazionali pertinenti, quali l'OCSE, in collaborazione con gli Stati membri.

4.

Ricordare l'importanza di continuare a porre l'accento sull'istruzione inclusiva e sulla riduzione dell'abbandono scolastico nell'ambito del previsto riesame intermedio di Erasmus+.


(1)  Percentuale di popolazione tra i 18 e i 24 anni che possiede solo un'istruzione secondaria di primo grado o inferiore e che non prosegue gli studi né intraprende alcun tipo di formazione (Eurostat/indagine sulle forze di lavoro).

(2)  EUCO 13/10, ALLEGATO I, quarto trattino (pag. 12).

(3)  GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.

(4)  Cfr. pagina 25 della presente Gazzetta ufficiale.

(5)  GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.

(6)  GU C 135 del 26.5.2010, pag. 2.

(7)  GU C 175 del 15.6.2011, pag. 8.

(8)  GU C 191 dell'1.7.2011, pag. 1.

(9)  GU C 165 E dell'11.6.2013, pag. 7.

(10)  GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.

(11)  Il Regno Unito ha votato contro tale raccomandazione.

(12)  Secondo dati del 2014, l'11,1 % dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha interrotto un ciclo di istruzione e formazione senza completare un programma del ciclo di istruzione secondaria superiore, per un totale di circa 4,4 milioni di giovani (Fonte: Eurostat (indagine sulle forze di lavoro), 2014).

(13)  Ai fini delle presenti conclusioni, i termini istruzione inclusiva si riferiscono al diritto per tutti a un'istruzione di qualità che soddisfi le esigenze di apprendimento di base e arricchisca le vite degli studenti.

(14)  Per «vasta gamma di informazioni» si intende in particolare acquisire ulteriori informazioni su:

l'età in cui si verifica l'interruzione dell'istruzione e della formazione,

il rapporto tra abbandono scolastico e assenteismo,

le differenze riguardanti l'abbandono scolastico a seconda del genere, del rendimento scolastico o dei livelli di istruzione raggiunti,

il contesto socioeconomico o un indicatore sostitutivo, come ad esempio il contesto di vicinato,

il contesto e/o la madrelingua dello studente.

(15)  Ai fini delle presenti conclusioni, i termini valutazione formativa si riferiscono alle misure utilizzate per individuare le esigenze degli studenti in modo accurato e fornire un feedback continuo e tempestivo quale parte del processo di apprendimento.

(16)  GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.

(17)  Regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 (GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1).


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