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Document 52015IP0182

Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2015 sulla relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2014/2952(RSP))

OJ C 346, 21.9.2016, p. 69–76 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

21.9.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 346/69


P8_TA(2015)0182

Relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina

Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2015 sulla relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina (2014/2952(RSP))

(2016/C 346/12)

Il Parlamento europeo,

visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato il 16 giugno 2008 e ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Bosnia-Erzegovina,

visti le conclusioni del Consiglio europeo del 19-20 giugno 2003 sui Balcani occidentali e l'allegato dal titolo «Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: Procedere verso l'integrazione europea»,

viste le conclusioni del Consiglio del 20 ottobre, del 17-18 novembre e del 15 e 16 dicembre 2014,

vista la comunicazione della Commissione dell'8 ottobre 2014 dal titolo «Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2014-2015» (COM(2014)0700), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD(2014)0305) dal titolo «Relazione 2014 sui progressi compiuti dalla Bosnia Erzegovina» e il documento di strategia indicativo sulla Bosnia-Erzegovina (2014-2017), adottato il 15 dicembre 2014,

visto l'impegno scritto a favore dell'integrazione nell'UE adottato dalla Presidenza della Bosnia-Erzegovina il 29 gennaio 2015 e approvato dall’Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina il 23 febbraio 2015,

vista la decisione del Consiglio del 19 gennaio 2015 che nomina Lars-Gunnar Wigemark rappresentante speciale dell'UE e capo della delegazione per la Bosnia-Erzegovina,

viste le sue precedenti risoluzioni sul paese,

visto il lavoro svolto da Cristian Dan Preda come relatore permanente sulla Bosnia-Erzegovina della commissione per gli affari esteri,

visto l'articolo 123, paragrafo 2, del proprio regolamento,

A.

considerando che l'Unione europea ha ribadito il proprio impegno inequivocabile nei confronti della prospettiva europea della Bosnia-Erzegovina e delle sue integrità territoriale, sovranità e unità;

B.

considerando che l'Unione europea ha offerto una nuova opportunità alla Bosnia-Erzegovina basata su un approccio coordinato volto a consentire al paese di riprendere il suo processo di riforma, di migliorare la propria situazione sociale ed economica e di avvicinarsi ulteriormente all'Unione europea; che un impegno e un coinvolgimento altrettanto inequivocabili sono ora richiesti dai leader politici del paese; considerando che l'adesione all'UE costituisce un processo inclusivo che appartiene a tutto il paese e a tutti i suoi cittadini, ed esige un consenso nazionale sul programma di riforme;

C.

considerando che l’architettura istituzionale eccessivamente complessa e inefficiente, l’insufficienza della cooperazione e del coordinamento tra i leader politici della Bosnia-Erzegovina e tutti i livelli di governo, la mancanza di una visione comune e di volontà politica e gli atteggiamenti etnocentrici hanno gravemente ostacolato il progresso nel paese; che i disaccordi politici e interetnici hanno avuto pesanti ripercussioni sul lavoro delle assemblee a livello statale;

D.

considerando che il protrarsi della situazione di stallo politico rappresenta un grave ostacolo per la stabilizzazione e lo sviluppo del paese e sta privando i cittadini di un futuro sicuro e prospero; considerando che l’inerzia politica, la disoccupazione, i livelli molto elevati di corruzione e di insoddisfazione nei confronti dei leader politici hanno determinato disordini civili che si sono diffusi da Tuzla a tutto il paese nel febbraio 2014;

E.

considerando che l'Unione europea ha posto lo Stato di diritto al centro del suo processo di allargamento; che per progredire in tali ambiti è necessario un forte sostegno politico;

F.

considerando che la corruzione è diffusa, la pubblica amministrazione è frammentata, i diversi sistemi giuridici rappresentano una sfida, i meccanismi di cooperazione con la società civile rimangono deboli, l'assetto dei media è polarizzato e non si garantiscono pari diritti a tutti i popoli costitutivi e cittadini;

G.

considerando che più del 50 % delle entrate erariali della Bosnia-Erzegovina è speso per la gestione dell'amministrazione a numerosi livelli; considerando che, secondo gli indicatori della Banca mondiale, la Bosnia-Erzegovina è il paese europeo con il tasso più basso per quanto riguarda la facilità di fare affari e uno dei più paesi che si trova nelle posizioni più basse nella classifica sull'indice di percezione della corruzione; che la Bosnia-Erzegovina registra il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Europa, con il 59 % della popolazione attiva di età compresa tra i 15 e i 24 anni;

1.

si compiace del fatto che il Consiglio abbia risposto alla sua richiesta di riconsiderare la strategia dell'UE nei confronti della Bosnia-Erzegovina; esorta i nuovi leader della Bosnia-Erzegovina ad impegnarsi pienamente per realizzare le riforme istituzionali, economiche e sociali necessarie per migliorare la vita dei cittadini della Bosnia-Erzegovina e consentire progressi nel cammino verso l'adesione all'UE; sottolinea che, perché si prenda in considerazione una domanda di adesione, saranno necessari progressi significativi in merito all'attuazione del programma di riforme, compreso il patto per la crescita e l’occupazione; sottolinea che la Bosnia-Erzegovina, come tutti gli altri (potenziali) paesi candidati, dovrebbe essere giudicata in base ai propri meriti, e che la velocità e la qualità delle riforme necessarie dovrebbero determinare il calendario per la sua adesione;

2.

sottolinea che, per dare seguito alla richiesta del Consiglio di elaborare un parere sulla domanda di adesione all’UE, la Commissione dovrebbe prestare particolare attenzione all'applicazione della sentenza Sejdić-Finci; invita la Commissione ad essere pronta a facilitare un accordo sulla sua applicazione al fine di garantire pari diritti a tutti i cittadini e permettere la realizzazione degli obiettivi dell'agenda dell'UE, compreso un sistema funzionale di buona governance, sviluppo democratico e prosperità economica e rispetto per i diritti umani;

3.

sostiene con forza l'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina e ritiene che l'impegno rafforzato dell'UE dovrebbe concentrarsi, tra l'altro, sulle questioni socio-economiche, il contesto imprenditoriale, il quadro istituzionale, lo Stato di diritto e la governance, la politica di applicazione della legge, una magistratura indipendente, la lotta alla corruzione, la riforma della pubblica amministrazione, la società civile e i giovani, pur mantenendo invariate le condizioni poste dall'UE per l'adesione; invita l’AR/VP, la Commissione e gli Stati membri dell'UE a mantenere una posizione coordinata e coerente dell'UE e a dimostrare che l'integrazione della Bosnia-Erzegovina costituisce una priorità della politica estera dell'UE; sottolinea che l'UE dovrebbe cercare di riunire tutti i donatori finanziari al fine di sostenere l'attuazione efficace dell’approccio rinnovato e dell'impegno scritto dell’UE;

4.

accoglie con favore l'impegno scritto a favore dell'integrazione nell'UE, adottato dalla Presidenza della Bosnia-Erzegovina, firmato dai leader di tutti i partiti politici e sostenuto dal parlamento della Bosnia-Erzegovina il 23 febbraio 2015, sulle misure volte a istituire la funzionalità e l'efficienza istituzionali, a lanciare le riforme a tutti i livelli di governo, ad accelerare il processo di riconciliazione e a rafforzare la capacità amministrativa; riconosce che l'impegno ha aperto la strada all'accordo raggiunto in seno al Consiglio, il 16 marzo 2015, per procedere con la conclusione e l'entrata in vigore dell'accordo di stabilizzazione e associazione (ASA); accoglie con favore l'entrata in vigore dell'ASA, prevista per il 1o giugno 2015, che consentirà alla Bosnia-Erzegovina e all'Unione europea di collaborare in maniera più stretta e di approfondire le loro relazioni; chiede la piena collaborazione di tutti i leader politici per l'attuazione completa ed efficace dell'impegno, in particolare per quanto riguarda il potenziamento dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata; rammenta l'importanza dell'impegno politico e dell'autentica titolarità del processo di riforma; invita i nuovi leader della Bosnia-Erzegovina a concordare con l'UE una tabella di marcia concreta per un programma di riforme ampio e inclusivo volto a far avanzare il paese nel suo cammino verso l'Unione europea; chiede trasparenza nel processo di pianificazione e attuazione delle riforme ed esorta a inserire la società civile nel processo di riforma;

5.

esprime profonda preoccupazione per la dichiarazione approvata il 25 aprile 2015 dal congresso dell'Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (SNSD) a Sarajevo Est, in cui si chiede, fra l'altro, un referendum sull'indipendenza della Repubblica Srpska nel 2018; sottolinea che l'accordo di Dayton non riconosce alla Repubblica Srpska un diritto di secessione; ricorda che, con l'adozione dell'impegno scritto, tutte le forze politiche, inclusa l'SNSD, si sono impegnate a rispettare la «sovranità, l'integrità territoriale e l'indipendenza politica della Bosnia-Erzegovina»; esorta i nuovi leader politici ad astenersi da una retorica nazionalista e secessionista incline alle divisioni che polarizza la società e a impegnarsi seriamente nelle riforme che miglioreranno la vita dei cittadini della Bosnia-Erzegovina, creeranno uno Stato democratico, inclusivo e funzionante e avvicineranno ulteriormente il paese all'UE;

6.

esorta i leader politici a dare priorità alla creazione di un efficace meccanismo di coordinamento dell'UE, che colleghi in modo efficiente le istituzioni a tutti i livelli di governo, al fine di garantire l'allineamento e l'applicazione dell'acquis unionale in tutto il paese, nell'interesse della prosperità globale dei suoi cittadini; sottolinea che, senza un tale meccanismo, il processo di adesione all'UE rimane in stallo, in quanto l'attuale organizzazione del paese è troppo inefficiente e disfunzionale; sottolinea che la creazione di tale meccanismo consentirebbe alla Bosnia-Erzegovina di beneficiare pienamente dei finanziamenti disponibili; sottolinea la necessità di adottare misure di riforma concrete e fornire al paese e ai suoi cittadini un'indicazione chiara;

7.

sottolinea che rispondere alle esigenze socio-economiche dei cittadini deve essere la priorità; ritiene inoltre fondamentale, tuttavia, continuare, in parallelo, con le riforme politiche e la democratizzazione del sistema politico; sottolinea il fatto che la prosperità economica è possibile solo se basata su una società e uno Stato democratici e inclusivi; sottolinea, inoltre, che la Bosnia-Erzegovina non sarà un candidato con buone prospettive di adesione all'Unione europea fintantoché non siano state definite adeguate condizioni istituzionali; osserva che la riforma costituzionale intesa a consolidare, razionalizzare e rafforzare il quadro istituzionale resta la chiave per trasformare la Bosnia-Erzegovina in uno Stato efficiente, inclusivo e perfettamente funzionante; ricorda che la futura riforma costituzionale deve tenere conto dei principi del federalismo, della decentralizzazione, della sussidiarietà e della rappresentanza legittima al fine di assicurare un’integrazione della Bosnia-Erzegovina nell'UE efficace e agevole; esorta tutti i leader politici a lavorare per apportare le modifiche necessarie;

8.

accoglie con favore le iniziative della Commissione volte ad accelerare l'attuazione dei progetti nell'ambito dello strumento di assistenza di preadesione (IPA) e a rafforzare la governance economica; si rammarica del fatto che l'inazione possa avere conseguenze per l'assegnazione dei fondi UE destinati allo sviluppo politico e socio-economico nel quadro dell’IPA-II; sollecita le autorità competenti a concordare strategie nazionali settoriali, in particolare nei settori prioritari dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente e dell'agricoltura come condizioni fondamentali per poter beneficiare appieno dei finanziamenti IPA;

9.

si congratula per il regolare svolgimento delle elezioni dell'ottobre 2014; rileva, tuttavia, che per la seconda volta consecutiva il processo elettorale si è svolto senza che ogni cittadino potesse candidarsi per ogni carica; sottolinea l'importanza fondamentale di istituire con urgenza tutti i nuovi organi parlamentari e i governi a tutti i livelli; esorta i nuovi dirigenti a osservare il principio del suffragio universale, uguale e diretto, a rivolgersi alle persone, a impegnarsi con la società civile e a dare risposte responsabili e immediate alle loro legittime preoccupazioni; invita la autorità competenti a esaminare le accuse molto gravi avanzate nei confronti del primo ministro della Republika Srpska (RS) relative a un coinvolgimento nell'acquisto dei voti di due deputati non appartenenti al suo partito per ottenere una maggioranza nell'Assemblea nazionale della RS;

10.

si compiace della travolgente solidarietà nazionale e internazionale, anche nel quadro del Floods Recovery Programme dell’UE, registrata a seguito delle catastrofi naturali del 2014; si compiace del fatto che l'UE abbia adottato immediate e sostanziali misure di salvataggio e di soccorso, su richiesta della Bosnia-Erzegovina, ed abbia organizzato una conferenza dei donatori, nel luglio 2014, che è stata ospitata dalla Commissione e organizzata in collaborazione con la Francia e la Slovenia; sottolinea che la Commissione ha invitato la Bosnia-Erzegovina ad aderire al meccanismo di protezione civile dell'UE; chiede misure preventive efficaci e coordinate a tutti i livelli per affrontare le conseguenze delle attuali calamità e per prevenirne di future; accoglie con favore i numerosi esempi positivi di sostegno e cooperazione interetnici molto stretti evidenziati a seguito delle inondazioni come segnale indicante che la riconciliazione è possibile; ritiene che la cooperazione regionale e strette relazioni con i paesi vicini siano fattori essenziali per rispondere a tali catastrofi in futuro;

11.

ricorda che una pubblica amministrazione professionale, efficace e meritocratica costituisce la spina dorsale del processo di integrazione della Bosnia-Erzegovina e di qualsiasi paese che aspiri a divenire Stato membro dell'UE; esprime grave preoccupazione per il fatto che la pubblica amministrazione, che dovrebbe aiutare la Bosnia-Erzegovina ad avanzare verso l'adesione all'UE e a migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini, continui ad essere frammentata, politicizzata e disfunzionale; rimane preoccupato per la sua sostenibilità finanziaria e per il fatto che la mancanza di volontà politica di riformare l’amministrazione abbia un impatto sulla fornitura di servizi pubblici; sollecita tutti gli attori competenti ad adottare una nuova strategia di riforma della pubblica amministrazione e un piano d'azione oltre il 2014, al fine di semplificare la complessa struttura istituzionale, razionalizzare i costi e rendere lo Stato più funzionale;

12.

sollecita le autorità a fare della lotta contro la corruzione una priorità assoluta, dato che non sono stati ancora ottenuti miglioramenti soddisfacenti e che la corruzione colpisce tutti i settori, compresa la salute e l'istruzione, sfruttando le persone più vulnerabili e determinando una crescita del pessimismo e la perdita della fiducia nelle loro istituzioni da parte di un numero sempre crescente di cittadini; chiede meccanismi anticorruzione efficaci, un seguito giudiziario indipendente e consultazioni inclusive con tutte le parti interessate, elementi che dovrebbero garantire una tempestiva adozione di un quadro strategico rinnovato per il 2015-2019; chiede, in generale, un’efficace attuazione delle misure contro la corruzione; accoglie con favore l'adozione di un pacchetto di leggi anti-corruzione, tra cui la promozione della tutela degli informatori a livello statale e la creazione di organismi di prevenzione a livello di federazione; condanna i tentativi di minare i principi esistenti dello Stato di diritto e teme che la nuova legge sui conflitti di interessi indebolisca il quadro giuridico e costituisca una battuta d'arresto nella prevenzione dei conflitti di interessi, in quanto aumenta il rischio di interferenza politica e non offre incentivi finalizzati all'osservanza dei funzionari; chiede il rafforzamento degli organismi parlamentari per la prevenzione dei conflitti di interessi; sollecita le autorità competenti a migliorare i risultati per quanto riguarda l'efficacia delle indagini giudiziarie, delle azioni penali e delle condanne nei casi di corruzione ad alto livello, in particolare nel quadro degli appalti pubblici e della privatizzazione;

13.

rimane seriamente preoccupato per l'inefficienza del sistema giudiziario, il rischio di interferenze politiche nei procedimenti giudiziari, la politicizzazione delle procedure di nomina, una procedura frammentata relativa al bilancio destinato alla magistratura e alle azioni penali e il rischio di conflitti di interessi nella magistratura; esorta i nuovi leader del paese ad intraprendere riforme strutturali ed istituzionali che affrontino, tra l'altro, l'armonizzazione dei quattro sistemi giuridici diversi; li invita ad occuparsi delle raccomandazioni della Commissione, come le riforme istituzionali del sistema giudiziario a livello statale, compresa l'adozione di una legge sui tribunali della Bosnia-Erzegovina; esorta il Consiglio dei ministri entrante ad adottare la nuova strategia di riforma della giustizia già elaborata; ribadisce il proprio sostegno all'ufficio del mediatore; osserva che la moratoria sulla pena di morte è ancora in vigore nella Costituzione della RS ed esorta le autorità di tale paese ad abolire la pena di morte senza ulteriore indugio;

14.

esprime preoccupazione per il fatto che l'accesso al patrocinio legale gratuito sia molto limitato e che il diritto alla sua prestazione non sia ancora del tutto disciplinato per legge in Bosnia-Erzegovina limitando il diritto alla giustizia per i più vulnerabili; esorta le autorità competenti ad adottare una legge sul patrocinio legale gratuito a livello statale e a definire chiaramente il ruolo della società civile nella sua prestazione;

15.

accoglie con favore l'ampliamento del dialogo strutturato Unione europea — Bosnia-Erzegovina sulla giustizia, fino a comprendere ulteriori questioni in materia di Stato di diritto, in particolare corruzione e discriminazione, e il fatto che ciò stia portando risultati positivi nella cooperazione regionale, nel trattamento dei crimini di guerra e nella professionalità e nell'efficienza del sistema giudiziario; accoglie con favore l'inclusione della società civile nel processo; rileva che le condizioni in diversi tribunali delle entità sono migliorate, anche per quanto riguarda la protezione dei testimoni;

16.

esprime preoccupazione per il fatto talune dichiarazioni abbiano messo in discussione la legittimità delle condanne del Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia, compromettendo in tal modo la corte dell'Aia; chiede di adottare provvedimenti volti a rafforzare la protezione delle vittime e a migliorare il lavoro della Procura della Bosnia-Erzegovina, rivedendo il trattamento dei crimini di guerra di categoria II; accoglie con favore i progressi registrati nella riduzione dell'arretrato dei casi di crimini di guerra; prende atto del potenziamento del perseguimento dei casi di crimini di guerra che hanno comportato violenza sessuale e richiede che questo processo continui nel futuro; sottolinea la necessità che le autorità competenti adottino il programma a livello statale da tempo in sospeso per migliorare lo status delle vittime di tali crimini di guerra, compreso il loro diritto al risarcimento, per garantire loro un efficace accesso alla giustizia e per allineare le disposizioni del diritto penale della Bosnia-Erzegovina in materia di violenza sessuale con gli standard internazionali;

17.

esprime preoccupazione per il numero costantemente elevato di persone scomparse e i lenti progressi al riguardo; invita le autorità a intraprendere un'intensa cooperazione tra le due entità e ad intensificare gli sforzi nella ricerca delle persone scomparse;

18.

ricorda tutte le vittime del genocidio di Srebrenica del 1995 ed esprime il suo profondo cordoglio alle famiglie e ai sopravvissuti; esprime il proprio sostegno ad organizzazioni quale l'associazione Madri delle enclave di Srebrenica e Zepa, per il loro ruolo fondamentale nella sensibilizzazione e nella creazione di una base più ampia per la riconciliazione tra tutti i cittadini del paese; invita tutti i cittadini della Bosnia-Erzegovina a utilizzare il ventesimo anniversario del massacro di Srebrenica come un'opportunità per rafforzare la riconciliazione e la cooperazione, condizioni fondamentali perché tutti i paesi della regione avanzino nel cammino verso l'integrazione europea;

19.

rileva con preoccupazione che vi sono ancora 84 500 sfollati interni e 6 853 profughi in Bosnia-Erzegovina; esprime preoccupazione per la violazione dei diritti dei rimpatriati nella RS; accoglie, tuttavia, con favore le nuove misure adottate dal parlamento della Federazione che permettono ai rimpatriati dalla RS di accedere alle prestazioni pensionistiche e di assistenza sanitaria della Federazione, suggerendo nel contempo l'importanza della parità di accesso alle prestazioni sociali per tutti i cittadini; invita tutti i livelli di governo, in particolare le autorità della RS, a facilitare e ad accelerare il rimpatrio degli sfollati e dei rifugiati introducendo e attuando tutte le misure legislative e amministrative necessarie; sollecita una cooperazione in materia e la creazione di condizioni adeguate per la loro reintegrazione pacifica e sostenibile; chiede un’efficace attuazione della strategia rivista per quanto riguarda l'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton; chiede di proseguire la buona cooperazione regionale nel quadro del processo della dichiarazione di Sarajevo; sollecita un approccio globale alle sfide che ancora restano aperte per quanto riguarda lo sminamento del paese entro il 2019;

20.

riafferma il proprio sostegno alla liberalizzazione dei visti che ha determinato evidenti effetti positivi per i cittadini della Bosnia-Erzegovina; ribadisce il proprio impegno a favore della tutela del diritto di viaggiare senza l'obbligo di visto per i cittadini dei Balcani occidentali; chiede, al contempo, che si adottino misure a livello nazionale, in particolare di carattere socio-economico per i gruppi più vulnerabili, nonché misure attive volte a rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni al fine di reprimere più severamente le reti di criminalità organizzata, rafforzare i controlli alle frontiere e organizzare campagne di sensibilizzazione; invita la Commissione ad adottare misure per mantenere l'integrità del regime di esenzione dal visto e ad affrontare i possibili abusi del sistema di asilo dell'UE in collaborazione con gli Stati membri;

21.

osserva che la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione è fondamentale per combattere i tentativi di infiltrazione criminale nei sistemi politici, giuridici ed economici; rileva che sono stati compiuti alcuni progressi nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo; ricorda l'importanza di conformarsi alle raccomandazioni GRECO; esprime preoccupazione per le notizie relative ad una crescente radicalizzazione tra i giovani della Bosnia-Erzegovina e per il fatto che un numero relativamente alto di essi, rispetto ad altri paesi della regione, si stia unendo alle fila dei combattenti terroristi dell’ISIL; esorta le autorità a modificare il codice penale in modo tale da rafforzare le sanzioni nei confronti del reato di finanziamento del terrorismo; accoglie con favore la modifica del codice penale per vietare e punire l'adesione a gruppi paramilitari stranieri ai fini della prevenzione della radicalizzazione religiosa; sottolinea, inoltre, l'importanza di impedire tutte le forme di estremismo e radicalizzazione violenta; accoglie, altresì, con favore le operazioni di polizia su larga scala che hanno avuto luogo in tutta la Bosnia-Erzegovina e che hanno portato all'arresto di persone sospettate dell'organizzazione, del supporto e del finanziamento di attività terroristiche, ivi compresi i combattenti stranieri; chiede l'inserimento di una disposizione sui crimini ispirati dall'odio nel codice penale della Federazione della Bosnia-Erzegovina; elogia le competenti agenzie della Bosnia-Erzegovina per la professionalità dimostrata nei loro sforzi e la determinazione nel combattere le crescenti minacce alla sicurezza; invita la Commissione ad offrire assistenza alle autorità competenti per quanto riguarda l’eliminazione di tutte le minacce alla sicurezza e terroristiche;

22.

condanna fermamente l’attacco terroristico sferrato il 27 aprile 2015 ad una stazione di polizia nella città bosniaca orientale di Zvornik, che è costato la vita a un agente di polizia e il ferimento di due altri; esprime la propria solidarietà alle vittime e ai loro familiari; condanna con la massima fermezza l’ideologia dell’estremismo violento alla base di questo attacco; invita le autorità competenti, le agenzie responsabili della sicurezza e le istituzioni giudiziarie a cooperare nell'effettuazione di un'indagine rapida e accurata e nella prevenzione di attacchi futuri; auspica che le istituzioni e i cittadini della Bosnia-Erzegovina si uniscano nella lotta contro la minaccia del terrorismo e la violenza estremista;

23.

osserva che la Bosnia-Erzegovina rimane un paese di origine, di transito e di destinazione della tratta di esseri umani; raccomanda alle autorità di adottare misure efficaci, comprese misure legislative, per combattere il traffico di droga e di esseri umani e fornire protezione alle vittime della tratta di esseri umani;

24.

ritiene essenziale rafforzare il ruolo della società civile consentendole di articolare gli interessi dei cittadini, con particolare riferimento ai giovani, come dimostrato nei «plenum» dello scorso anno; ricorda che la società civile può integrare lo sviluppo di una società democratica e in grado di garantire la coesione sociale fornendo i servizi sociali essenziali; osserva che i rappresentanti della società civile devono svolgere un importante ruolo nel facilitare il processo di adesione; esorta la Commissione a continuare a rendere i fondi europei accessibili alle organizzazioni della società civile; rileva che i meccanismi istituzionali di cooperazione con la società civile rimangono deboli e ostacolano lo sviluppo di una democrazia più partecipativa, inclusiva e reattiva in tutto il paese; chiede, quindi, meccanismi di consultazione pubblica trasparenti e inclusivi che coinvolgano tutti i soggetti pubblici, per l'istituzione di un quadro di discussione pubblica di importanti decisioni legislative e per l'adozione di una strategia nazionale per la società civile; è preoccupato per i casi riferiti di intimidazioni durante le tensioni sociali dello scorso anno;

25.

ritiene essenziale promuovere una società inclusiva e tollerante in Bosnia-Erzegovina, tutelando e promuovendo i diritti delle minoranze e dei gruppi vulnerabili; ricorda che la mancata attuazione della sentenza Sejdić-Finci ha determinato un’aperta discriminazione nei confronti dei cittadini della Bosnia-Erzegovina; chiede che siano adottate misure per rafforzare il ruolo del mediatore per i diritti umani e per sviluppare, in collaborazione con la società civile, una strategia a livello statale contro ogni forma di discriminazione; invita le autorità competenti ad armonizzare ulteriormente le leggi del paese con l'acquis, prestando particolare attenzione alla discriminazione per motivi di disabilità e di età, come evidenziato nel dialogo strutturato; invita il ministero della Bosnia-Erzegovina per i diritti umani e i rifugiati ad istituire un gruppo di lavoro per la stesura delle modifiche alla legge antidiscriminazione della Bosnia-Erzegovina senza ulteriori indugi; è preoccupato per il fatto che continuino ad essere diffusi i discorsi intrisi d'odio, i reati generati dall'odio, le minacce, le molestie e la discriminazione contro le persone LGBTI; incoraggia le autorità ad attuare azioni di sensibilizzazione in merito ai diritti delle persone LGBTI tra il sistema giudiziario, le agenzie preposte all'applicazione della legge e i cittadini; è preoccupato per i casi di discriminazione per motivi religiosi che continuano ad essere segnalati;

26.

deplora profondamente la costante marginalizzazione e discriminazione nei confronti dei rom; si compiace dei progressi compiuti in merito alle esigenze abitative dei rom, incoraggia, tuttavia, a intraprendere ulteriori iniziative per promuovere le loro condizioni di vita migliorando l'accesso all'occupazione, alla sanità e all'istruzione;

27.

osserva che, sebbene siano in vigore le disposizioni giuridiche che garantiscono i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere, siano stati registrati scarsi progressi nella loro attuazione; invita le autorità competenti a proseguire in modo proattivo i loro sforzi intesi ad aumentare la presenza delle donne nella politica e nella forza lavoro, a combattere la discriminazione legata alla maternità nel mercato del lavoro, a migliorare la situazione sociale ed economica delle donne, a promuovere, proteggere e rafforzare i diritti delle donne e, in generale, a sensibilizzare l'opinione pubblica e ad aumentare la comprensione dei diritti delle donne da parte dei cittadini; esorta le autorità ad adottare una strategia per l'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne, inclusa la violenza domestica, e a creare un sistema armonizzato di monitoraggio e raccolta dei dati sui casi di violenza contro le donne;

28.

esorta la Bosnia-Erzegovina a inserire quanto prima l'orientamento sessuale e l'identità di genere nella legge sui reati generati dall'odio e rendere pertanto possibile condannare le persone coinvolte in varie forme di oppressione basata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere;

29.

prende atto del fatto che sono previste disposizioni giuridiche in materia di libertà di espressione; esprime, tuttavia, preoccupazione per la pressione politica e finanziaria sui media e per i casi di minacce e intimidazioni nei confronti di giornalisti ed editori, anche nel periodo precedente alle elezioni; condanna i tentativi di compromettere le norme vigenti, con eventuali ripercussioni negative per la libertà di espressione e la libertà dei media, anche on line; sottolinea che eventi come il raid della polizia negli uffici di Klix.ba a Sarajevo o la recente adozione da parte della RSNA della legge controversa sulla pace e sull'ordine pubblico destano serie preoccupazioni in merito alla libertà di espressione e alla libertà dei media, compresi i social media; sottolinea che la capacità dei media di operare senza timori è essenziale per una democrazia sana; chiede pieno rispetto per la libertà di espressione e la libertà dei media e la possibilità per i giornalisti di ottenere informazioni su questioni di interesse pubblico; sottolinea che un finanziamento stabile e sostenibile, l'indipendenza editoriale, la diffusione in tutte le lingue ufficiali e il pluralismo sono essenziali per i media di servizio pubblico; invita le autorità a colmare tutte le lacune legislative che impediscono sistematicamente la piena trasparenza della proprietà dei media e ad elaborare un regolamento per garantire che non venga esercitata alcuna indebita influenza politica; sollecita le autorità competenti a salvaguardare l'indipendenza politica, istituzionale e finanziaria delle emittenti di servizio pubblico e ad armonizzare con la legislazione a livello statale le legislazioni delle entità in materia di servizio pubblico; sollecita la nomina meritocratica del direttore del Consiglio dell’agenzia di regolamentazione della comunicazione della Bosnia-Erzegovina;

30.

resta preoccupato per il protrarsi della segregazione su base etnica dei bambini nelle scuole pubbliche; osserva che tre diversi programmi ostacolano uno studio comune, inclusivo e obiettivo della storia comune e dei recenti eventi storici; esorta le autorità ad applicare in modo efficiente principi educativi inclusivi, anche per quanto riguarda i bambini con disabilità; esorta i nuovi leader del paese a promuovere, senza ulteriori ritardi, un sistema educativo inclusivo e non discriminatorio in entrambe le entità e nel distretto di Brčko, per eliminare la segregazione dei diversi gruppi etnici e far avanzare una riforma dell'istruzione intesa a migliorare gli standard educativi e l'introduzione di un curriculum comune; chiede inoltre di accelerare l'attuazione del piano d'azione sulle esigenze educative dei bambini rom e la loro integrazione nel sistema di istruzione;

31.

ricorda che le proteste del febbraio 2014 hanno evidenziato una chiara richiesta popolare da parte dei cittadini della Bosnia-Erzegovina di riforme socio-economiche nel paese; è fermamente convinto che l'attuazione di misure nei sei settori fondamentali di riforma del patto per la crescita e l'occupazione saprà rilanciare le riforme socio-economiche in stallo, tra cui la crescita e l'occupazione e le riforme in materia di appalti pubblici; invita i nuovi governi a livello di Stato, entità e cantone a lavorare in stretta collaborazione al fine di rendere la governance economica e il Patto una priorità fondamentale delle riforme; sottolinea la necessità di elaborare ulteriormente e attuare un programma di riforma economica;

32.

ritiene che la Bosnia-Erzegovina abbia compiuto pochi progressi verso la creazione di un'economia di mercato funzionante; evidenzia l'importanza di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato; è preoccupato per il fatto che le notevoli lacune del contesto imprenditoriale continuino a influenzare negativamente lo sviluppo del settore privato e degli investimenti esteri diretti; sollecita le autorità competenti ad occuparsi della scarsa applicazione dello stato di diritto, dell'ampio settore informale e degli elevati livelli di corruzione che ostacolano l'ambiente delle imprese; sollecita l'armonizzazione con la direttiva Solvency II;

33.

sottolinea la necessità di riformare e armonizzare i sistemi di protezione sociale frammentati in base alle esigenze dei cittadini in modo tale da garantire parità di trattamento per tutti, alleviare la povertà e sviluppare una rete di sicurezza sociale meglio orientata verso i poveri e le persone socialmente escluse; evidenzia il fatto che la prosperità economica e la prospettiva di un'occupazione, soprattutto per i giovani, sono essenziali per lo sviluppo del paese; invita i governi ad attuare le riforme del mercato del lavoro al fine di affrontare l'altissimo tasso di disoccupazione, con particolare attenzione alla disoccupazione giovanile, delle donne e di lunga durata; osserva che i diritti dei lavoratori e sindacali sono ancora limitati; invita le autorità a rafforzare e armonizzare ulteriormente le pertinenti leggi nel paese; sottolinea la necessità di migliorare l'istruzione e la formazione per conciliare maggiormente la domanda e l'offerta di competenze e aumentare l'occupabilità, in particolare tra i giovani;

34.

sottolinea l'importanza di armonizzare e migliorare i diritti sindacali esistenti e le norme sulle condizioni di lavoro, che al momento non sono identiche in tutti i settori; osserva inoltre che le prestazioni sociali e le pensioni non sono distribuite equamente;

35.

osserva gli scarsi progressi nei settori dell'ambiente e del cambiamento climatico e invita le autorità a rafforzare la protezione ambientale in conformità delle norme dell'UE; invita la Bosnia-Erzegovina ad onorare tutti gli obblighi contrattuali previsti nel quadro del trattato della Comunità dell'energia e dell'ASA, e a garantire un adeguato e rapido avvicinamento all'acquis ambientale dell'UE, anche per quanto riguarda la prevenzione di un eccessivo inquinamento atmosferico da parte della raffineria di petrolio di Bosanski Brod; sottolinea la necessità che la Bosnia-Erzegovina attui pienamente i suoi obblighi in materia di Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Espoo, 1991) e Protocollo sulla valutazione ambientale strategica (Kiev, 2003), anche per quanto riguarda le attività presso il bacino dei fiumi Neretva e Trebišnjica;

36.

si compiace dell’atteggiamento costruttivo e proattivo della Bosnia-Erzegovina nella promozione della cooperazione regionale; elogia i suoi frequenti pattugliamenti congiunti delle frontiere con i paesi limitrofi; sottolinea la fondamentale importanza delle relazioni di buon vicinato; invita i nuovi dirigenti a proseguire e intensificare gli sforzi per risolvere i problemi di confine e di proprietà ancora in sospeso con i paesi vicini; incoraggia la Bosnia-Erzegovina a concludere il processo di demarcazione con Montenegro in buona fede sulla base dell'accordo concluso a maggio 2014;

37.

deplora che la politica estera della Bosnia-Erzegovina sia ancora soggetta a posizioni divergenti, situazione all’origine dello scarso tasso di allineamento con le posizioni dell'UE (52 %); ricorda l'importanza fondamentale di una politica estera unitaria per la Bosnia-Erzegovina; è preoccupato per le conseguenze del rifiuto della Russia in relazione alla formulazione normalizzata utilizzata dal Consiglio per l’attuazione della pace in merito all'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina e alla sua narrazione negativa sulle aspirazioni unionali della Bosnia-Erzegovina; accoglie con favore il protrarsi della presenza dell’Operazione Althea, come parte di un nuovo mandato delle Nazioni Unite, incentrata sulla costruzione di capacità e sulla formazione;

38.

invita le istituzioni neoelette della Bosnia-Erzegovina ad avvalersi dell'opportunità di un approccio rinnovato dell'UE per concludere l'accordo sull'adeguamento dell’accordo interinale/ASA, tenendo conto dell'adesione della Croazia all'UE e del mantenimento degli scambi tradizionali;

39.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione all'AR/VP, al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina e ai governi e ai parlamenti della Federazione della Bosnia-Erzegovina e della Republika Srpska e ai governi delle 10 contee/cantoni.


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