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Document 52013DC0531

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Oltre il 2015: verso un'impostazione globale e integrata al finanziamento dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile

/* COM/2013/0531 final */

52013DC0531

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Oltre il 2015: verso un'impostazione globale e integrata al finanziamento dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile /* COM/2013/0531 final */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Oltre il 2015: verso un'impostazione globale e integrata al finanziamento dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile

Introduzione

Nel prossimi due anni, tutti i partner dovranno dare la precedenza ad un'azione decisiva per accelerare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. A tal fine, con l’avvicinarsi dell'evento speciale delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo del millennio del settembre 2013, l’UE e i suoi Stati membri devono intensificare i loro sforzi per rispettare gli impegni attuali, prevedendo in particolare di aumentare e rendere più efficienti i finanziamenti a favore dei paesi in via di sviluppo, come indicato nella comunicazione della Commissione «Un programma di cambiamento[1]». Le azioni intraprese dall’UE e dai suoi Stati membri (in seguito "l’UE") vengono analizzate nella relazione di rendiconto 2013 allegata alla presente relazione.

Parallelamente, il dialogo a livello internazionale sull'agenda dello sviluppo dopo il 2015 è iniziato nell'ambito di diversi processi. La comunicazione della Commissione dal titolo "Una vita dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile"[2], approvata dal Consiglio[3], ha avuto per tema centrale le azioni concrete, illustrando una visione per il dopo 2015 che inserisce la riduzione della povertà e lo sviluppo sostenibile in un più ampio contesto generale. La comunicazione relativa all'accordo internazionale sul cambiamento climatico del 2015[4] solleva una serie di questioni importanti legate ai finanziamenti per il clima dopo il 2020. Sia la comunicazione intitolata «Migliorare il sostegno dell'UE ai paesi in via di sviluppo attraverso la mobilitazione di risorse finanziarie per lo sviluppo»[5] che le successive conclusioni del Consiglio[6] adottano un’impostazione globale nei confronti di tutte le fonti di finanziamento e un approccio integrato alle varie procedure relative alle stesse fonti.

La presente comunicazione riguarda le modalità del finanziamento del quadro post 2015. Essa punta ad elaborare un'impostazione comune dell’UE nei confronti delle questioni concernenti il finanziamento nell'ambito delle discussioni internazionali: come strutturare un'impostazione globale, quali sono le risorse disponibili che possono essere mobilitate, quali processi intraprendere a tal fine e a quali principi debbano ispirarsi. In questa fase, l’UE dovrebbe rimanere aperta al dialogo con i suoi partner e la comunicazione non propone nuove azioni o impegni per l’UE. Questi potrebbero essere adottati in una fase successiva, nel quadro di un accordo globale su una serie di impegni che riflettano le mutevoli esigenze e le capacità dei diversi partner internazionali dopo il 2015.

Sebbene la presente comunicazione ponga l'accento sul finanziamento a favore dei paesi in via di sviluppo, l’impostazione proposta è universalmente applicabile. Il principio centrale vale per tutti i paesi e la gamma di fonti di finanziamento è la stessa per tutti gli obiettivi e dev'essere utilizzata in modo tale da produrre i risultati migliori.

1.           Un orizzonte mondiale del finanziamento in mutamento

Nell’ultimo decennio il mondo ha conosciuto forti cambiamenti, in particolare per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza mondiale, la capacità dei paesi di incidere sulle tendenze mondiali e la crescente importanza dei donatori emergenti; tutti questi fattori hanno modificato la percezione del finanziamento dello sviluppo.

Sono vari i processi internazionali che esaminano le questioni relative ai finanziamenti: la relazione del gruppo ad alto livello delle Nazioni Unite post 2015 e il gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile comprendono elementi relativi al finanziamento e ad altri mezzi di attuazione. Il comitato delle Nazioni Unite incaricato di presentare le opzioni per il finanziamento dello sviluppo sostenibile sta avviando i suoi lavori e l’assemblea generale delle Nazioni Unite sta organizzando consultazioni per rafforzare eventualmente il processo di finanziamento dello sviluppo. Inoltre, la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici sta lavorando sulla mobilitazione e l’impiego efficace dei finanziamenti per il clima per il dopo 2020 e la convenzione sulla diversità biologica sta rendendo operativa la sua strategia di mobilitazione delle risorse. Questi e altri processi prendono in considerazione le stesse risorse in vista del conseguimento di una serie di obiettivi strategici, il che può portare a una sovrapposizione degli impegni. Al contrario, gli investimenti per realizzare questi obiettivi, sulla base degli impegni attuali e futuri, dovrebbero funzionare insieme senza incoerenze e creare sinergie, sia a livello nazionale che internazionale. Pertanto i vari processi riguardanti il finanziamento dovrebbero essere coerenti con l’insieme di principi concordati ed essere integrati tra di loro in modo da massimizzare la loro utilità ai fini del conseguimento dei molteplici obiettivi strategici generali.

Il dibattito attuale può essere l’occasione per rilanciare il consenso di Monterrey onde definire un'impostazione nei confronti del finanziamento basato sulla destinazione della maggior parte delle risorse, ossia a livello nazionale. Il consenso di Monterrey del 2002 e la dichiarazione di Doha del 2008 sul finanziamento dello sviluppo hanno messo nero su bianco un principio di buonsenso tuttora valido: la chiave del progresso è nell'azione nazionale di ciascun paese, che deve utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili. Quest'impostazione globale del finanziamento dovrebbe essere al centro dei dibattiti sul finanziamento ed essere messa in pratica concretamente.

La fonte delle risorse è duplice: pubblica e privata, a livello nazionale e a livello internazionale. Le risorse pubbliche nazionali comprendono le imposte e le altre entrate pubbliche, tra cui quelle provenienti dalle risorse naturali. Le risorse internazionali pubbliche possono essere sotto forma di sovvenzioni, capitale o prestiti. Le risorse nazionali private comprendono gli investimenti da parte delle imprese locali e degli enti di beneficenza. Le risorse internazionali private comprendono gli investimenti internazionali, i trasferimenti privati come le rimesse dei migranti e le donazioni. Anche le fonti di finanziamento nuove e innovative, come l'imposta sulle transazioni finanziarie, le entrate generate dallo scambio delle quote di emissione o le tasse sui combustibili per le navi dovrebbe rientrare in una delle categorie di cui sopra.

Queste sono le categorie di risorse che ciascun paese può mobilitare per realizzare tutti gli obiettivi fissati a livello sia nazionale che internazionale, sia pure con strumenti diversi per obiettivi fondamentali diversi. Esse dovrebbero costituire la base di una qualsiasi impostazione del finanziamento. Le risorse pubbliche sono direttamente disponibili per i governi, che possono utilizzarle. Le risorse private sono fondamentalmente diverse in quanto rispondono a interessi privati e devono essere utilizzate per sostenere obiettivi strategici. I responsabili politici dovrebbero cercare di aumentare le risorse finanziarie disponibili e adoperarsi affinché siano effettivamente indirizzate verso gli obiettivi concordati. A tal fine, l'insieme delle fonti dovrebbe essere visto come una combinazione di strumenti in grado di conseguire i risultati voluti.

2.           Dove sono le risorse? concentrare le risorse laddove sono più necessarie dal punto di vista dei paesi in via di sviluppo

Nei paesi in via di sviluppo, secondo le stime un importo di 7,129 miliardi di EUR[7] di risorse pubbliche e private in grado di contribuire all’eradicazione della povertà e allo sviluppo sostenibile era disponibile nel 2010.

Tabella 1: Risorse finanziarie disponibili nei paesi in via di sviluppo (in miliardi di EUR, 2010)

Risorse nazionali pubbliche

Totale: 3 317

Gettito fiscale: 3 252

Importo che si potrebbe ricavare con la soppressione delle sovvenzioni ai combustibili fossili nocivi: 309

Indebitamento pubblico esterno: 65

Voci per memoria

Totale riserve, compreso l’oro: 4,074

Fughe illecite di capitali: 649 (gettito fiscale perduto calcolato: 120), riconducibile a corruzione, attività criminali, elusione ed evasione fiscale.

Risorse internazionali pubbliche

Totale speso: 158

Sovvenzioni degli aiuti pubblici allo sviluppo (APS): 92, di cui 39 per l'UE

Prestiti agevolati: 7, di cui 3 per l'UE

Altre fonti di finanziamenti pubblici dello sviluppo: 54, di cui 4 per l'UE

Operazioni di sicurezza internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite: 5 di cui 2 per l'UE

Risorse nazionali e internazionali private

Totale: 3 652

Investimenti privati nazionali: 2 678

Investimenti internazionali: 624

Investimenti esteri diretti: 443

Investimenti di portafoglio esteri: 181

Debito esterno privato: 70

Rimesse dei migranti: 238

Importo che si potrebbe ricavare con la riduzione del 5% dei costi di trasferimento: 12 all'anno.

Donazioni private: 42

I dati confermano che le risorse nazionali pubbliche superano di 20 volte le risorse internazionali pubbliche, che a loro volta rappresentano appena il 2% del totale delle risorse disponibili nei paesi in via di sviluppo. Le risorse private e pubbliche sono pari. Al tempo stesso, vi sono differenze fondamentali tra i paesi nella composizione delle fonti di finanziamento, come dimostra la diversa situazione dei paesi a basso reddito e dei paesi a medio reddito.

Figura 1

Figure 2

2.1.        Risorse nazionali pubbliche - la principale e più efficace fonte di finanziamento per i governi

Le risorse nazionali pubbliche (3 317 miliardi di EUR) sono la principale fonte di finanziamento di cui i governi possono disporre per investire nella realizzazione degli obiettivi strategici e sono quindi l’elemento più importante dell'impostazione del finanziamento. Oltre a fornire il margine di bilancio per poter destinare le risorse alle priorità, dovrebbero anche rafforzare la responsabilità a livello nazionale e contribuire ad un sano rapporto governo-cittadini. La maggior parte dei paesi potrebbe aumentare notevolmente le spese interne sulle priorità, in particolare aumentando il gettito fiscale, contrastando i flussi illeciti ed eliminando le sovvenzioni nocive a favore dei combustibili fossili.

2.1.1.     Mobilitazione delle risorse nazionali

L’imposizione tributaria dei paesi in via di sviluppo è variabile e rappresenta mediamente il 13% del PIL dei paesi a basso reddito e il 22% del PIL dei paesi a medio reddito. Secondo il PSNU, una quota di risorse pubbliche superiore al 20% del PIL potrebbe essere compatibile con gli obiettivi di sviluppo del millennio, il che dimostra che la maggior parte dei paesi a medio reddito dovrebbe essere in grado di conseguire questi obiettivi utilizzando esclusivamente le proprie risorse pubbliche. Inoltre, secondo l’FMI, sarebbe possibile aumentare del 3% circa le entrate pubbliche in tempi relativamente brevi, anche senza considerare le possibilità di aumentare le entrate generate dalle risorse naturali e dalle nuove ecotasse. Ciò dimostra che in una prospettiva di lungo periodo è possibile porre termine alla dipendenza dagli aiuti, anche nei paesi a basso reddito.

I flussi illeciti (stimati in 649 miliardi di EUR), ossia le entrate generate dalla criminalità, dall’evasione fiscale e dalla corruzione, sottraggono sostanziose finanze pubbliche a molti paesi. La perdita di gettito fiscale è solo una parte dell’impatto negativo di tali flussi, che scoraggiano anche gli investimenti legittimi e danneggiano il contratto sociale in senso lato. I paesi dovrebbero contrastare i flussi illeciti con strumenti di regolamentazione e misure di contrasto.

2.1.2.     Assunzione ed erogazione di prestiti sostenibili

I prestiti consentono ai paesi di anticipare gli investimenti nel tempo e di mantenere la spesa pubblica stabile in caso di volatilità delle entrate. L’indebitamento complessivo dei paesi in via di sviluppo è diminuito nel corso degli anni, ma molti di essi sono tuttora a rischio o non hanno accesso ai mercati finanziari e dipendono dai crediti ufficiali. I prestatori privati e i prestatori ufficiali non appartenenti al Club di Parigi sono diventati i principali creditori ufficiali dei paesi in via di sviluppo. Ciò sottolinea la necessità per tutti gli attori di applicare i principi della concessione e dell’assunzione responsabili di prestiti per garantire la sostenibilità del debito.

La parte più cospicua delle riserve internazionali dei paesi in via di sviluppo, pari a 4 074 miliardi di EUR, è detenuta da un numero esiguo di paesi a medio reddito, mentre di norma i paesi più poveri dispongono di riserve tampone scarse. Le riserve a scopi precauzionali fanno parte delle difese dei paesi contro gli shock e potrebbero essere integrate da strumenti assicurativi, mentre un solido quadro macroeconomico e prudenziale è fondamentale per limitare i fattori di vulnerabilità.

2.1.3.     Spendere bene le risorse nazionali pubbliche disponibili

Utilizzare correttamente i fondi è importante almeno quanto aumentare le risorse. I paesi dovrebbero attenersi alle buone norme di gestione delle finanze pubbliche e massimizzare il valore aggiunto dei fondi disponibili. Gli investimenti più importanti per raggiungere gli obiettivi fissati dovrebbero essere prioritari; le spese destinate alla realizzazione di un particolare obiettivo strategico dovrebbero anche aiutare a progredire nel conseguimento di altri obiettivi.

2.1.4.     Principali azioni per aumentare le risorse nazionali investite nella realizzazione degli obiettivi strategici concordati a livello internazionale

A livello nazionale ogni paese dovrebbe:

– riformare i sistemi tributari, rafforzare le amministrazioni fiscali e attuare una normativa che permetta di ridurre la corruzione. Ciò include una maggiore trasparenza, responsabilità e sostenibilità nella gestione delle risorse naturali e la lotta all’evasione e all’elusione fiscale;

– attuare politiche che garantiscano che gli stanziamenti disponibili siano spesi bene, in particolare creando partenariati innovativi, mobilitando i fondi privati e sopprimendo le sovvenzioni nocive a favore dei combustibili fossili;

– seguire i principi di assunzione e erogazione responsabile di credito sovrano e rafforzare la resilienza.

Per sostenere gli sforzi nazionali, tutti i paesi e tutti i soggetti internazionali dovrebbero:

– esigere la trasparenza del settore finanziario e delle multinazionali dei settori chiave, sostenendo anche l'Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive e altre iniziative che favoriscono un uso sostenibile delle risorse naturali, grazie a norme in materia di flussi illeciti, rendicontazione paese per paese, una maggiore trasparenza di bilancio e lo scambio di informazioni. L’UE guida l’azione mondiale su tali questioni, ma i progressi dipendono anche dall'adesione di altri soggetti a questi principi;

– mettere in atto norme anticorruzione, quali la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione;

– rafforzare l’architettura finanziaria internazionale per garantire la sostenibilità del debito e l'assorbimento degli shock.

2.2.        Le risorse internazionali pubbliche sono tuttora importanti per alcuni

L'APS costituisce la principale fonte di finanziamento per i 36 paesi a basso reddito che sono anche i più colpiti dalle sfide globali; esso rappresenta il 12% del loro PIL, già al di sotto delle risorse interne dei paesi a basso reddito. Al tempo stesso il finanziamento pubblico internazionale (158 miliardi di EUR) è d’importanza secondaria per l'insieme dei paesi in via di sviluppo (0,7% del PIL). Nei 108 paesi a medio reddito l'APS rappresenta in media appena lo 0,2% del PIL, il che conferma che gli aiuti andrebbero concentrati sui paesi che ne hanno maggiormente bisogno.

2.2.1.     Aumentare i finanziamenti e controllare le priorità

Le risorse esterne pubbliche destinate ai paesi in via di sviluppo sono il risultato delle decisioni in tema di bilancio di ciascun donatore. L’UE nel suo complesso fornisce più aiuti di tutti gli altri paesi sviluppati riuniti, rispetta i suoi impegni in materia di aiuti al commercio dal 2008, ha conseguito gli impegni di finanziamento rapido in materia di clima e sta aumentando i finanziamenti in materia di biodiversità conformemente alle decisioni di Nagoya e Hyderabad. Sebbene l’APS totale dell’UE sia diminuito leggermente nel 2012, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno ribadito il loro impegno a raggiungere una quota dello 0,7% dell’RNL entro il 2015, nonostante la difficile situazione economica. Le economie emergenti e i paesi che rientrano nei paesi a medio reddito della fascia superiore dovrebbero fornire la loro giusta parte di risorse internazionali pubbliche, commisuratamente alle risorse finanziarie di cui dispongono.

Il concetto di aiuto pubblico allo sviluppo è sempre più criticato, perché sarebbe troppo ampio o non coprirebbe tutti i fornitori di cooperazione allo sviluppo né tutte le attività pertinenti. Occorrono una riforma dell'APS e un migliore monitoraggio delle risorse destinate ai diversi obiettivi strategici, compresi migliori indicatori strategici (come gli indicatori di Rio) che illustrino i volumi di APS che sostengono gli obiettivi strategici specifici. Occorre costruire una base solida per i finanziamenti di cui beneficiano i paesi in via di sviluppo, in modo che tutti i soggetti possano essere chiamati a rispondere usando lo stesso metro di paragone. I lavori sulla riforma dell'APS da parte del comitato per l'aiuto allo sviluppo sono un valido contributo a tale fine. Il monitoraggio delle risorse internazionali dovrebbe far parte di un meccanismo di controllo globale che comprenda anche le risorse nazionali e le risorse private.

2.2.2.     Utilizzare correttamente le risorse esterne disponibili

Come per le risorse interne, utilizzare correttamente le risorse significa sia fare le cose giuste che fare le cose bene: le risorse dovrebbero essere concentrate laddove sono più necessarie ed utilizzate in modi innovativi ed efficaci per garantire che contribuiscano al raggiungimento di diversi obiettivi strategici contemporaneamente, ad esempio integrando specifici obiettivi strategici.

Occorre favorire le modalità di finanziamento innovative, che possono aumentare l’efficacia delle risorse. La combinazione di sovvenzioni con prestiti e capitale azionario, nonché meccanismi di garanzia e condivisione del rischio, può catalizzare gli investimenti privati e pubblici, e l’UE sta perseguendo attivamente questo obiettivo. Più in generale, così come sviluppato dal gruppo pilota sui finanziamenti innovativi per lo sviluppo, il finanziamento innovativo può avere un notevole potenziale in termini di generazione di redditi e garantire finanziamenti più stabili e prevedibili. Alcuni meccanismi innovativi di finanziamento, come il meccanismo per uno sviluppo pulito, sono focalizzati su uno specifico obiettivo strategico, ma tali investimenti dovrebbero anche tener conto del contesto più ampio e contribuire alla realizzazione di altri obiettivi.

Per fare le cose bene, la comunità internazionale ha preso impegni chiari, nell'ambito del partenariato di Busan per una cooperazione allo sviluppo efficace, per rendere le azioni più efficaci, sulla base della titolarità democratica dei paesi in via di sviluppo e di una visione condivisa della necessità di fornire beni pubblici mondiali. Questo obiettivo può essere compromesso dai processi multilaterali che mirano a stanziare le risorse finanziarie per settori politici specifici, mentre i paesi in via di sviluppo devono dirigerle sui settori in cui possono fare la cosa giusta per conseguire gli obiettivi nazionali collegati agli obiettivi mondiali.

2.2.3.     Principali azioni per aumentare le risorse internazionali pubbliche investite in obiettivi globali

Ciascun paese dovrebbe assumere una responsabilità diretta ed esigere che tutte le risorse esterne siano utilizzate conformemente ai piani di sviluppo nazionali che integrano gli obiettivi stabiliti, conformemente ai principi di Busan.

Tutti i paesi e i soggetti internazionali devono accettare quanto segue:

– applicare i principi e gli impegni del partenariato di Busan nel fornire finanziamenti internazionali pubblici;

– assumere la loro parte di responsabilità nello sforzo generale sulla base di una gamma d'impegni dinamica. I paesi più ricchi dovrebbero contribuire di più rispetto ai paesi a medio reddito della fascia superiore e delle economie emergenti, mentre gli aiuti esterni dovrebbero concentrarsi sui paesi a basso reddito. La cooperazione con i paesi a medio reddito, a vantaggio in particolare di quelli della fascia inferiore, dovrebbe puntare allo svolgimento di importanti azioni ad effetto catalizzante;

– riformare l'APS e controllare la riforma delle risorse esterne pubbliche nel contesto di un meccanismo generale di responsabilità reciproca;

– utilizzare modalità di finanziamento adattate alle esigenze del paese, rispettando la sostenibilità finanziaria a lungo termine. Occorre ricorrere maggiormente a meccanismi innovativi che consentano di mobilitare risorse supplementari e di rafforzare le capacità e l’assistenza tecnica.

2.3.        Le risorse private - un fattore importante di crescita

Le risorse private sono fondamentalmente diverse dalle risorse pubbliche, in quanto sono legate a interessi privati e non perseguono, di per sé, obiettivi strategici pubblici. Al tempo stesso gli investimenti privati (3,652 miliardi di EUR) sono i principali motori della crescita e contribuiscono a tali obiettivi. Anche un piccolo spostamento nelle priorità e modalità degli investimenti pubblici può determinare notevoli vantaggi per gli obiettivi strategici pubblici. Un simile spostamento è possibile principalmente attraverso incentivi politici nazionali e internazionali, ad esempio i partenariati pubblico-privato.

I settori privati nazionali e internazionali sono ben integrati, reagiscono agli stessi incentivi e vengono quindi considerati congiuntamente. La separazione è pertinente soltanto allo scopo di verificare gli impegni.

2.3.1.     Investimenti e scambi commerciali; scienza, tecnologia e innovazione

Gli investimenti nazionali sono di gran lunga superiori agli investimenti esteri e costituiscono il principale motore dello sviluppo economico. Completano il quadro gli investimenti esteri diretti e, in misura minore, l’indebitamento esterno privato, che forniscono anche know-how e tecnologia. Gli investimenti che incidono positivamente sugli obiettivi pubblici devono essere sostenuti da un contesto politico favorevole e da meccanismi innovativi quali i pagamenti basati sui risultati per i servizi ecosistemici, i crediti di carbonio o le compensazioni della biodiversità.

Gli scambi sono un mezzo importante per aumentare l’attività e la produttività. Per ottenere tali benefici, i paesi dovrebbero creare un contesto che favorisca gli scambi a livello internazionale, regionale e nazionale. I paesi più ricchi dovrebbero sostenere i più poveri concedendo loro un accesso preferenziale. L’UE già offre ampio accesso ai suoi mercati, compreso l'accesso in esenzione da dazi e contingenti per i paesi meno sviluppati. La maggior parte degli scambi dei paesi in via di sviluppo avviene già con altri paesi in via di sviluppo e andrebbe sfruttato il potenziale di una liberalizzazione degli scambi sud-sud. A livello internazionale, la capacità dei paesi meno sviluppati di beneficiare degli scambi richiede un’attenzione specifica.

Occorre favorire nuove tecnologie al servizio degli obiettivi mondiali, attraverso una maggiore integrazione a livello mondiale. L'interconnessione tra tecnologie adattate ai contesti dei paesi in via di sviluppo e l’innovazione può essere sostenuta incoraggiando maggiori investimenti nella ricerca, anche attraverso meccanismi innovativi come gli impegni anticipati di mercato.

2.3.2.     Le rimesse dei migranti

Le rimesse dei migranti sono un importante flusso privato e rappresentano una quota considerevole del PIL di diversi paesi in via di sviluppo. Una riduzione del costo dei trasferimenti delle rimesse al 5% conformemente all’impegno del G20[8] comporterebbe vantaggi significativi, anche nel caso dei trasferimenti sud-sud, più costosi. Sia i paesi di partenza delle rimesse che quelli di destinazione dovrebbero adottare politiche in grado di creare condizioni di mercato competitive e trasparenti, garantire l’accesso a servizi finanziari di migliore qualità e incoraggiare un'utilizzazione più informata e produttiva delle rimesse.

2.3.3.     Donazioni private

Le donazioni private possiedono molte delle caratteristiche degli aiuti ufficiali. Considerato il loro volume, stimato in 42 miliardi di EUR nel 2010, le donazioni private possono recare un contributo sostanziale a favore di comunità e questioni specifiche. Sebbene a causa della loro natura la maggior parte delle donazioni private non possa essere presa in considerazione nei piani di sviluppo nazionale, la loro trasparenza, prevedibilità ed efficacia dovrebbero essere rafforzate.

2.3.4.     Azioni fondamentali per aumentare le risorse private investite nelle priorità politiche

Ogni paese dovrebbe, a livello nazionale:

– creare un clima imprenditoriale che sostenga gli obiettivi strategici conformemente agli impegni internazionali in materia di lavoro dignitoso e favorisca l’innovazione e lo sviluppo di sistemi finanziari nazionali;

– utilizzare le risorse pubbliche per investire nei settori che incrementano gli investimenti privati a sostegno delle priorità strategiche.

Inoltre, tutti i paesi e i soggetti internazionali dovrebbero accettare di:

– instaurare un quadro strategico internazionale con norme eque e trasparenti, in particolare in materia di scambi commerciali e mercati finanziari;

– utilizzare il denaro pubblico per incentivare gli investimenti privati e sostenere l’innovazione, anche mediante le tecnologie.

Inoltre, il settore privato dovrebbe accettare di:

– rispettare i principi delle corretta responsabilità sociale e ambientale delle imprese, contribuendo in tal modo al passaggio verso un’economia verde inclusiva, in particolare valutando l’impatto degli investimenti sugli obiettivi strategici, applicando il principio della piena concorrenza in materia di fissazione dei prezzi dei trasferimenti, garantendo la trasparenza delle loro attività e aderendo agli orientamenti internazionali in materia di responsabilità sociale delle imprese e degli investitori;

– applicare alle donazioni private i principi di Busan per quanto riguarda l'erogazione dell'assistenza.

3.           Verso un approccio globale e integrato ai finanziamenti

3.1.        Principi

L'adozione di un'agenda internazionale con obiettivi comuni post-2015 dovrebbe motivare tutti i soggetti in causa ad utilizzare le loro risorse al meglio. L'agenda dovrebbe essere integrata da una solida impostazione sui finanziamenti che sia di applicazione universale, rifletta gli sviluppi a livello mondiale e prenda in considerazione tutte le risorse a disposizione dei diversi attori. A tal fine il sistema più efficace sarebbe di rinnovare e ampliare il programma di finanziamento mondiale per lo sviluppo adattandolo al mondo di domani. Sebbene il processo finalizzato all’elaborazione di obiettivi globali sia appena all'inizio, il dibattito sui finanziamenti dovrà essere imperniato su alcuni principi fondamentali:

– i finanziamenti dovrebbero essere considerati nel contesto delle politiche. Le buone politiche sono il pilastro centrale dell'attuazione, poiché è più efficace cambiare le politiche che spendere denaro per compensare politiche inadeguate;

– tutte le risorse disponibili dovrebbero essere considerate nel loro insieme, poiché fanno parte dello stesso totale. Le tre categorie di finanziamenti - nazionali pubblici, internazionali pubblici e privati – forniscono una struttura per individuare le azioni chiave a livello nazionale e internazionale;

– nell'ambito di un'impostazione globale sui finanziamenti, la definizione delle priorità per le quali utilizzare le risorse dovrebbe avvenire prima di tutto a livello dei singoli paesi. È qui che le decisioni sugli opportuni compromessi tra obiettivi politici possono essere più efficaci, nell'ambito degli impegni, degli obiettivi e dei traguardi concordati a livello internazionale. Il livello nazionale dovrebbe costituire il punto di partenza per valutare la combinazione di politiche, finanziamenti e strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi concordati, poiché è a questo livello che avviene l'attuazione. Tutti i paesi dovrebbero impegnarsi ad utilizzare al meglio le risorse disponibili per la realizzazione degli obiettivi politici concordati;

– così come i diversi obiettivi politici devono rafforzarsi a vicenda, i mezzi per raggiungere tali obiettivi dovrebbero operare a livello nazionale come un unico insieme di fonti e strumenti, che consentano di raggiungere diversi obiettivi politici con gli stessi soldi. I finanziamenti devono sostenere le sinergie tra i diversi obiettivi universali. Pur rispettando gli impegni esistenti, il principio deve essere integrare gli obiettivi nelle politiche nazionali, anziché accantonare i finanziamenti a livello mondiale per un obiettivo specifico, con conseguente frammentazione;

– i finanziamenti esterni pubblici devono essere orientati maggiormente verso i paesi più bisognosi, mentre le economie emergenti e i paesi che hanno raggiunto lo status di paesi a medio reddito della fascia superiore devono dare il proprio contributo a tal fine;

– tutti i finanziamenti dovrebbero essere monitorati insieme in modo armonizzato per garantire la trasparenza e la responsabilità reciproca sia a livello nazionale che a livello mondiale, al fine di poterli utilizzare più efficacemente per raggiungere gli obiettivi multipli di sviluppo sostenibile su scala mondiale e nazionale. Occorre migliorare la localizzazione di tutti i flussi finanziari, compreso il loro contributo agli obiettivi nazionali e globali e ai relativi obiettivi in materia di finanziamenti, laddove presenti. La disponibilità e la qualità dei dati a livello nazionale saranno fondamentali a tale scopo, e occorrerà rafforzare le capacità statistiche.

3.2.        Un quadro generale per i processi internazionali

Sulla base dell'impegno assunto con la dichiarazione di Doha di intraprendere un'azione concertata su scala mondiale su diverse sfide, le discussioni internazionali in materia di finanziamenti dovrebbero essere collegate all’interno di un più vasto contesto. Di conseguenza, i lavori del comitato di esperti delle Nazioni Unite incaricato dalla conferenza Rio+20 di proporre opzioni per una strategia di finanziamento dello sviluppo sostenibile devono essere pienamente coerenti con il processo di finanziamento dello sviluppo. Raggruppando tutti questi aspetti, è opportuno organizzare una conferenza internazionale per mettere a punto un'impostazione globale e integrata al finanziamento, sulla base dei risultati del comitato di esperti e dei processi che preparano il quadro per il dopo 2015. Come suggerito anche nel rapporto del gruppo ad alto livello delle Nazioni Unite post 2015, questo processo globale rafforzato dovrebbe definire l’approccio globale al finanziamento, in particolare per il programma post 2015. I principi summenzionati dovranno inoltre assicurare la coerenza e il coordinamento dei flussi di finanziamento specifici e dei processi negoziali in corso (ad esempio, nel contesto dell'accordo del 2015 sul cambiamento climatico). In questo modo ciascun paese potrà indirizzare le risorse verso i settori in cui contribuiscono più efficacemente al raggiungimento degli obiettivi comuni concordati.

3.3.        Le prossime tappe per l’UE

La presente comunicazione intende definire un'impostazione comune dell’UE sul dibattito relativo ai finanziamenti nell'ambito del programma per il post 2015, del gruppo di lavoro aperto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e del comitato di esperti delle Nazioni Unite, per proporre opzioni finalizzate ad una strategia di finanziamento dello sviluppo sostenibile e alla revisione del finanziamento del processo di sviluppo. Inoltre, dovrebbe fissare le posizioni comuni dell’UE sul finanziamento nei processi internazionali relativi al clima, alla biodiversità, ai prodotti chimici, ecc.

L’impostazione descritta sopra è un contributo alle discussioni internazionali e l’UE dovrebbe utilizzarla per partecipare al dibattito insieme ai suoi partner.

[1]               COM(2011) 637.

[2]               COM(2013) 92.

[3]               11559/13

[4]               COM(2013) 167.

[5]               COM(2012) 366.

[6]               14533/12

[7]               Tutte le fonti delle cifre della presente comunicazione sono elencate nel documento di lavoro che la accompagna.

[8]               Punto 77 della dichiarazione del vertice G20 del 5 dicembre 2011.

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