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Document 52011DC0200

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL CONSIGLIO EUROPEO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI UN PARTENARIATO PER LA DEMOCRAZIA E LA PROSPERITÀ CONDIVISA CON IL MEDITERRANEO MERIDIONALE

/* COM/2011/0200 def. */

In force

52011DC0200

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL CONSIGLIO EUROPEO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI UN PARTENARIATO PER LA DEMOCRAZIA E LA PROSPERITÀ CONDIVISA CON IL MEDITERRANEO MERIDIONALE /* COM/2011/0200 def. */


[pic] | COMMISSIONE EUROPEA | ALTO RAPPRESENTANTE DELL'UNIONE PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA |

Bruxelles, 8.3.2011

COM(2011) 200 definitivo

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL CONSIGLIO EUROPEO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

UN PARTENARIATO PER LA DEMOCRAZIA E LA PROSPERITÀ CONDIVISACON IL MEDITERRANEO MERIDIONALE

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL CONSIGLIO EUROPEO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

UN PARTENARIATO PER LA DEMOCRAZIA E LA PROSPERITÀ CONDIVISACON IL MEDITERRANEO MERIDIONALE

INTRODUZIONE

Gli eventi che si stanno verificando nel vicinato meridionale dell'UE sono di proporzioni epiche. Essi riflettono un processo di profonda trasformazione e avranno conseguenze durature non soltanto per le popolazioni e i paesi di quella regione, ma anche per il resto del mondo e in particolar modo per l'UE. I cambiamenti in atto recano con sé la speranza di una vita migliore per le popolazioni della regione e di un maggior rispetto verso i diritti umani, il pluralismo, lo Stato di diritto e la giustizia sociale, valori universali che tutti condividiamo. Tuttavia, il passaggio alla democrazia piena non è mai un percorso facile e queste transizioni si accompagnano a rischi e incertezze. Pur riconoscendo le difficoltà, l'UE deve adottare la scelta netta e strategica di sostenere l'anelito verso i principi e i valori che coltiva. Per questi motivi l'UE non dev'essere uno spettatore passivo e deve sostenere senza riserve l'aspirazione delle popolazioni dei paesi vicini a godere delle stesse libertà che noi consideriamo come un diritto. I paesi europei hanno la loro esperienza di transizione democratica. L'Unione europea vanta una tradizione di sostegno ai paesi in transizione dai regimi autocratici alla democrazia, prima nell'Europa meridionale e più di recente nell'Europa centrale e orientale. Pur rispettando quelli che sono in primo luogo processi interni di trasformazione, l'UE può mettere a disposizione la competenza dei nostri governi, delle istituzioni europee (Commissione europea e Parlamento europeo), delle autorità locali e regionali, dei partiti politici, delle fondazioni, dei sindacati e delle organizzazioni della società civile. È interesse comune che il Mediterraneo meridionale sia una zona democratica, stabile, prospera e pacifica.

Riteniamo sia il momento di far compiere un salto di qualità alle relazioni tra l'UE e i suoi vicini meridionali. Questa nuova impostazione dev'essere inequivocabilmente imperniata su un impegno comune sui valori condivisi. Alla richiesta di partecipazione politica, dignità, libertà e opportunità di lavoro espressa nelle scorse settimane può essere data risposta soltanto adottando riforme politiche ed economiche più rapide e ambiziose. L'UE è pronta a sostenere tutti i suoi vicini meridionali che hanno la capacità e la volontà di avviare simili riforme mediante un “Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa ". È necessario un impegno comune per la democrazia, i diritti umani, la giustizia sociale, il buon governo e lo Stato di diritto. Il partenariato deve fondarsi sui progressi concreti su questi aspetti. Occorre un'impostazione differenziata . Nonostante alcuni punti in comune, infatti, ogni paese della regione è diverso e dobbiamo quindi tener conto delle specificità di ciascuno di essi.

Il "Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa" deve incardinarsi su tre elementi : trasformazione democratica e sviluppo istituzionale, con particolare attenzione alle libertà fondamentali, alle riforme costituzionali, alla riforma del sistema giudiziario e alla lotta contro la corruzione un partenariato più forte con la popolazione, con particolare enfasi sul sostegno alla società civile e sulle maggiori opportunità di scambi e di contatti interpersonali, particolarmente per i giovani crescita e sviluppo economico sostenibili ed inclusivi, e in particolare sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), all'istruzione e alla formazione professionale, al miglioramento dei sistemi d'istruzione e sanitario e allo sviluppo delle regioni più povere. |

- La presente comunicazione illustra quanto fatto dall'UE per affrontare le conseguenze a breve termine dei recenti eventi nell'Africa settentrionale. Inoltre delinea la nostra strategia più a lungo termine, quando si tratterà di tradurre in realtà le enormi speranze che sono state espresse nella regione. Affinché questa strategia possa progredire, sarà necessario porsi all'ascolto non soltanto delle richieste di sostegno da parte dei governi partner, ma anche delle richieste avanzate dalla società civile.

Il quadro politico in profonda trasformazione nel Mediterraneo meridionale impone un'impostazione diversa dell'UE sulla regione: le tematiche della differenziazione, della condizionalità e di un partenariato tra le nostre società fanno parte del riesame attualmente in corso della politica europea di vicinato, che sarà oggetto di una comunicazione congiunta in aprile.

LA NOSTRA RISPOSTA IMMEDIATA

Aiuti umanitari (30 milioni di euro) Agevolazione della cooperazione consolare e dell'evacuazione Operazioni congiunte Frontex Ricorso ai 25 milioni di euro del Fondo UE per le frontiere esterne e del Fondo europeo per i rifugiati Visite dell'Alto Rappresentante/Vicepresidente in Tunisia e in Egitto; riunione di coordinamento internazionale a Bruxelles Sostegno alla transizione democratica |

- La nostra prima preoccupazione è stata di fornire una risposta rapida ed efficace alle sfide immediate poste dalla situazione in evoluzione nel vicinato meridionale, oltre ad affrontare e tamponare i rischi di ulteriori massacri e difficoltà.

La Commissione ha messo a disposizione un importo di 30 milioni di euro in aiuti umanitari per sopperire alle necessità umanitarie più immediate in Libia e a quelle delle popolazioni sfollate presso le frontiere tunisine ed egiziane. Stiamo fornendo aiuti alimentari, assistenza medica, alloggi di emergenza ed altri generi di prima necessità. Gli esperti della Commissione sono in loco ed è in corso una pianificazione di emergenza onde garantire una risposta rapida nell'eventualità di un ulteriore peggioramento della situazione. Occorre vigilare, perché la crisi umanitaria rischia di propagarsi ai paesi confinanti sia nel Maghreb che nell'Africa sub-sahariana, in concomitanza con la fuga delle popolazioni dalla Libia. La Commissione aumenterà il sostegno finanziario in funzione delle esigenze in loco e incoraggia gli Stati membri dell'UE a continuare a regolarsi in maniera simile.

Gli Stati membri e l'UE hanno mantenuto una stretta cooperazione consolare, mentre sono stati attivati gli opportuni meccanismi dell'UE, tra cui il Centro di situazione dell'Unione europea presso il SEAE, per consentire un rapido scambio d'informazioni e l'utilizzazione ottimale delle risorse. Il meccanismo di protezione civile dell'UE (MIC) è stato attivato il 23 febbraio per agevolare l'evacuazione dei cittadini dell'UE attraverso un ponte aereo e marittimo. Il personale militare dell'UE ha assicurato il suo sostegno all'intera operazione. La Commissione sta collaborando con le organizzazioni internazionali (UNHCR, Organizzazione internazionale per le migrazioni - OIM) per aiutare coloro che desiderano lasciare la Libia a rientrare nei loro paesi di origine. Si potrebbe ipotizzare di ricorrere agli strumenti della politica comune di sicurezza e di difesa (PSDC) per rafforzare l'azione a breve termine.

La Commissione ha mobilitato i propri strumenti per sostenere l'Italia, e se necessario altri Stati membri, nell'eventualità di un arrivo in massa di migranti dall'Africa settentrionale. Sono altresì previste misure operative e assistenza finanziaria. Il 20 febbraio è stata lanciata l'operazione congiunta Frontex HERMES 2011, con la partecipazione di mezzi ed esperti provenienti da numerosi Stati membri. Se necessario, le operazioni Frontex potranno essere intensificate per fare fronte a possibili nuovi arrivi. La Commissione è pronta a stanziare anche risorse finanziarie attingendo a fondi come il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo europeo per i rifugiati, per 25 milioni di euro in totale.

In Tunisia , sono stati stanziati 17 milioni di euro per fornire un'assistenza immediata e a breve termine per la transizione alla democrazia e l'assistenza alle zone interne impoverite. Questo pacchetto comprende un'assistenza per istituire un quadro giuridico idoneo per indire elezioni e organizzare una missione di osservazione elettorale dell'UE a sostegno del lavoro svolto dal Comitato nazionale per le riforme costituzionali e le elezioni. Copre inoltre il sostegno alla società civile. Un ulteriore sostegno alla riforma democratica sarà fornito mediante lo Strumento di stabilità. Il 23 febbraio, in seguito alle sue visite in Tunisia e in Egitto, l'Alto rappresentante/Vicepresidente ha indetto una riunione internazionale per dare l'opportunità di confrontarsi con i principali partner e le principali istituzioni finanziarie (IFI) sugli sviluppi nella regione. La riunione ha riconfermato la necessità che gli sforzi messi in atto dalla comunità internazionale siano strettamente coordinati e allineati alle priorità indicate dai tunisini e dagli egiziani stessi.

Per l' Egitto , sarebbe prematuro annunciare un pacchetto di sostegno prima che le autorità locali abbiano presentato una richiesta di assistenza e definito le necessità prioritarie. L'UE è pronta ad attivare l'assistenza conformemente alle priorità che saranno indicate.

In Libia , l'UE ha risolutamente condannato gli atti compiuti dal regime di Gheddafi. Essa ha immediatamente sospeso i negoziati dell'accordo quadro UE-Libia e qualsiasi forma di cooperazione tecnica. Oltre alle sanzioni ONU, il 28 febbraio l'UE ha adottato nuove misure restrittive quali un embargo sulle attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna, designazioni autonome nell'ambito delle restrizioni di viaggio e il congelamento dei capitali. Sono state proposte misure aggiuntive.

ADATTARE IL NOSTRO APPROCCIO

- Riesaminare ed adattare la politica di vicinato dell'UE

- Progredire verso lo status avanzato nell'ambito degli accordi di associazione

- Intensificare il dialogo politico

La risposta dell'UE ai cambiamenti in atto nella regione dev'essere più mirata, innovativa e ambiziosa, in funzione delle esigenze della popolazione e delle realtà concrete sul terreno. Le riforme politiche ed economiche devono andare di pari passo e contribuire al conseguimento di diritti politici e libertà, responsabilità e partecipazione. L'UE dev'essere pronta a fornire un sostegno maggiore a quei paesi che sono pronti a lavorare su un'agenda comune, ma deve anche riesaminare il sostegno quando i paesi abbandonano questa via.

Questa nuova impostazione, che chiameremo “Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa ”, rappresenta una svolta fondamentale nelle relazioni dell'UE con i partner che si impegnano ad attuare riforme specifiche e misurabili. Si tratta di un' impostazione basata sugli incentivi e caratterizzata da una maggiore differenziazione, secondo il concetto di "more for more": i paesi che avanzano di più e più rapidamente nelle riforme potranno contare su maggiori aiuti da parte dell'UE. Gli aiuti saranno riassegnati o ridestinati per quanti invece non fanno progressi o si disimpegnano dai piani di riforma concordati.

Più in concreto, una cooperazione politica più stretta significa progredire verso standard più elevati in termini di diritti umani e governance, sulla base di un insieme di parametri di riferimento minimi per la valutazione annuale dei risultati. L'impegno verso elezioni libere ed eque, oggetto di un'adeguata osservazione, sarà il requisito per poter accedere al partenariato , ma significherà anche una più stretta cooperazione nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e un maggior lavoro congiunto nelle sedi internazioni su questioni d'interesse comune. L'UE continuerà ad offrire il suo impegno e il suo sostegno per la risoluzione pacifica delle controversie negli Stati della regione e tra di essi. Il partenariato dovrà essere sostenuto da un dialogo politico più intenso. L'UE intende potenziare il dialogo politico bilaterale a tutti i livelli, non appena le circostanze locali lo consentiranno, con particolare enfasi sui diritti umani e la responsabilità politica.

I paesi partner che attuano le riforme necessarie possono aspettarsi la ripresa dei negoziati sugli accordi di associazione, in vista di arrivare allo "status avanzato", che consente di rafforzare significativamente il dialogo politico e moltiplicare le relazioni tra il paese partner e le istituzioni dell'UE. Ciò comporterà un rinnovato impegno sulla mobilità e l'accesso ai mercati per l'UE.

DEMOCRAZIA E SVILUPPO ISTITUZIONALE

- Aumentare il sostegno alla società civile

- Creare uno Strumento di vicinato per la società civile

- Sostenere il Forum per il dialogo sociale

L'UE è pronta a sostenere il processo democratico e le riforme costituzionali. La riforma giudiziaria, l'aumento della trasparenza e la lotta alla corruzione sono particolarmente importanti per questo processo, sia per incentivare gli investimenti economici esteri e nazionali che per modificare in modo tangibile la vita quotidiana della popolazione. Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze mediante strumenti quali i gemellaggi e il TAIEX, per favorire lo sviluppo istituzionale mirando in particolare a potenziare le istituzioni governative atte a consolidare i cambiamenti, anche a livello regionale e locale. Intendiamo inoltre utilizzare pienamente la nostra esperienza in materia di assistenza elettorale per accompagnare i processi elettorali in Tunisia e, se richiesto dalle autorità, in Egitto.

Una società civile dinamica può contribuire alla promozione dei diritti umani, dello sviluppo democratico e del buon governo svolgendo un ruolo importante per moderare gli eccessi dei governi. Una serie di organizzazioni non governative (ONG) e organizzazioni della società civile (OSC) può fornire un prezioso sostegno alle riforme e far sentire la sua voce in ambiti al centro delle preoccupazioni dei cittadini come i diritti umani, l'ambiente e lo sviluppo socioeconomico. In tale contesto, dobbiamo cercare di ottimizzare l'assistenza che gli Stati membri possono fornire in tempi rapidi onde creare una piattaforma per la società civile, i partiti politici, i sindacati e le associazioni. Quest'obiettivo potrebbe essere raggiunto mediante finanziamenti UE e con il sostegno dei partiti politici, dei sindacati, delle fondazioni e delle ONG pertinenti dell'Unione. Le donne hanno dato un contributo determinante ai cambiamenti nella regione e le questioni di genere svolgeranno un ruolo chiave nel futuro sostegno dell'UE.

Dal riesame della politica europea di vicinato previsto per aprile scaturiranno proposte volte a rafforzare il sostegno dell'UE alle organizzazioni della società civile nei paesi vicini, compresa un'assistenza specifica per la società civile ( Strumento di vicinato per la società civile ) volta a sviluppare la capacità di sensibilizzazione delle OSC e la loro facoltà di monitorare le riforme e di partecipare efficacemente ai dialoghi strategici.

Il dialogo sociale tra sindacati e datori di lavoro è di fondamentale importanza per sostenere le riforme. Il progressivo emergere di nuovi sindacati e di nuove associazioni patronali può contribuire a rendere il dialogo sociale più costruttivo. Il dialogo sociale deve essere sostenuto attraverso il Forum euromediterraneo per il dialogo sociale, che agevolerà gli scambi tra le parti sociali del Mediterraneo sulle principali questioni occupazionali e sociali e sosterrà lo sviluppo delle capacità.

L'UE sostiene già la riforma della pubblica amministrazione, volta a razionalizzare e rafforzare i processi strategici di base, l'elaborazione del bilancio e la capacità di reperire finanziamenti interni mediante sistemi e amministrazioni fiscali efficienti, equi e sostenibili. Per sostenere in modo più efficace la lotta contro la corruzione e i flussi finanziari illeciti e promuovere una sana gestione finanziaria, questi programmi devono riguardare anche la trasparenza e la responsabilità a livello di pubblica amministrazione.

AFFRONTARE LE SFIDE DELLA MOBILITÀ

Concludere partenariati per la mobilità Potenziare la cooperazione locale Schengen Utilizzare appieno i miglioramenti del codice UE dei visti |

- I contatti interpersonali sono importanti per promuovere la comprensione reciproca e l'attività commerciale, con effetti positivi per lo sviluppo culturale ed economico dell'intera regione mediterranea e per l'integrazione dei migranti nell'Unione europea.

In tale contesto, è di fondamentale importanza rafforzare lo sviluppo delle capacità dei paesi mediterranei in materia di frontiere/migrazione/asilo e rendere più efficace la cooperazione tra le autorità di contrasto per aumentare la sicurezza in tutto il bacino Mediterraneo.

Occorre lanciare partenariati per la mobilità con i paesi partner onde fornire un quadro globale per garantire che la circolazione delle persone tra l'UE e un paese terzo sia gestita correttamente, coprendo iniziative quali i regimi applicabili ai visti e alla migrazione legale; i quadri giuridici per la migrazione (economica); lo sviluppo delle capacità di gestire le rimesse e di conciliare la domanda e l'offerta di lavoro, i programmi di rimpatrio e di reinserimento, il miglioramento dei sistemi d'asilo in conformità degli standard UE ecc. In cambio di una maggiore mobilità, i partner devono essere pronti ad impegnarsi a potenziare ulteriormente le capacità e a fornire un sostegno finanziario adeguato per la gestione delle frontiere, la prevenzione e la lotta contro la migrazione irregolare e la tratta di esseri umani, anche attraverso una sorveglianza marittima rafforzata, il rimpatrio degli immigrati in situazione irregolare (disposizioni sul rimpatrio e accordi di riammissione) e l'aumento della capacità delle autorità di contrasto di combattere efficacemente la criminalità organizzata e la corruzione transfrontaliere.

Nel breve periodo, la Commissione lavorerà insieme agli Stati membri sulla normativa relativa alla migrazione legale e sulla politica dei visti onde contribuire a una maggiore mobilità, in particolare per ricercatori, studenti e uomini d'affari . Occorre intensificare la cooperazione locale Schengen e utilizzare appieno i miglioramenti concreti e le forme di flessibilità per i richiedenti visto nell'ambito del codice UE dei visti, compreso il rilascio di visti per ingressi multipli ai viaggiatori in buona fede e a categorie specifiche (come ricercatori, studenti e uomini d'affari). Si dovrebbe valutare la possibilità di negoziare accordi di facilitazione del visto per soggiorni di breve durata con i paesi del Mediterraneo meridionale, secondo un approccio differenziato e basato su elementi concreti. All'occorrenza sarà fornito un sostegno finanziario. La Commissione invita i colegislatori ad adottare rapidamente le direttive sui lavoratori stagionali di paesi terzi e sui trasferimenti intrasocietari di cittadini di paesi terzi per contribuire ad una maggiore mobilità nell'UE .

Nel lungo periodo, fatta salva un'effettiva applicazione degli accordi di facilitazione del visto e di riammissione, si potrebbero prendere in considerazione, caso per caso, misure graduali volte alla liberalizzazione del visto per i singoli paesi partner, tenendo conto delle relazioni globali con il paese partner interessato e purché siano soddisfatte le condizioni per una mobilità sicura e ben gestita.

PROMUOVERE UNO SVILUPPO ECONOMICO INCLUSIVO

Promuovere le piccole e medie imprese (PMI) e la creazione di posti di lavoro Cercare di raggiungere un accordo con gli Stati membri su un aumento dei prestiti BEI pari a 1 miliardo di euro Lavorare con le altre parti interessate per estendere il mandato della BERS ai paesi della regione Promuovere la creazione di posti di lavoro e la formazione |

- Le tensioni verificatesi in diversi paesi del Mediterraneo meridionale sono indiscutibilmente legate alle carenze economiche. La maggior parte delle economie è caratterizzata da una distribuzione non equa della ricchezza, riforme socioeconomiche insufficienti, scarsa creazione di posti di lavoro, sistemi di istruzione e formazione carenti, che non producono le competenze richieste dal mercato del lavoro, e un basso livello di integrazione commerciale regionale.

I paesi della regione devono rilanciare le proprie economie per conseguire una crescita sostenibile e inclusiva, lo sviluppo delle zone più povere e la creazione di posti di lavoro. Le piccole e medie imprese (PMI) devono dare un contributo determinante all'occupazione. Per poter prosperare, le PMI hanno bisogno di un quadro normativo solido, che favorisca l'attività commerciale e l'imprenditoria. L'UE è pronta a sostenere questo processo mediante il dialogo politico e la cooperazione nell'ambito del programma di lavoro per la cooperazione industriale euromediterranea. Il processo deve essere accompagnato da politiche occupazionali e sociali integrate, tra cui la corrispondenza tra le iniziative di formazione e le esigenze del mercato del lavoro, il dialogo sociale, la predisposizione di reti di sicurezza sociale e la trasformazione del settore informale.

Le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) possono contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. I finanziamenti potrebbero provenire dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e, previo consenso degli altri azionisti non-UE, dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). La BEI è presente nella regione da più di 30 anni, con operazioni gestite nell'ambito del Fondo per gli investimenti e il partenariato euromediterranei (FEMIP). Il FEMIP opera in nove paesi del Mediterraneo meridionale, concentrandosi sugli investimenti nelle infrastrutture e sul sostegno al settore privato. Oltre ad accelerare l'attuazione e l'approvazione dei progetti attualmente in fase di preparazione, la BEI potrebbe erogare circa 6 miliardi di euro alla regione mediterranea nei prossimi tre anni a condizione che il Consiglio approvi la dotazione supplementare di prestiti di 1 miliardo di euro proposta di recente dal Parlamento europeo. La Commissione appoggia questo aumento del mandato di prestito e invita il Consiglio a raggiungere rapidamente un accordo in merito.

Si invita inoltre il Consiglio ad adottare la proposta della Commissione del maggio 2008 sui rientri della BEI , in quanto questo consentirebbe alla BEI e ad altri intermediari finanziari di reinvestire a titolo del FEMIP i fondi provenienti da operazioni di finanziamento precedenti a favore del settore privato. Nell'immediato futuro, questo permetterebbe di disporre di circa 120 milioni di euro già da ora e di un importo che potrebbe arrivare a 200 milioni di euro entro il 2013.

La BERS, che attualmente non è presente nel Mediterraneo meridionale, potrebbe estendere le sue operazioni previa modifica del suo statuto. Se la richiesta sarà accolta da tutti gli azionisti, questo potrebbe consentire alla BERS di svolgere operazioni per un importo iniziale di 1 miliardo di euro all'anno, finanziato dalle risorse attuali della Banca. La Commissione appoggia l'estensione delle operazioni della BERS e invita gli Stati membri dell'UE e gli altri governi interessati a sostenerla con urgenza.

Queste iniziative non andranno a scapito dei prestiti ad altri paesi di operazione, ad esempio quelli dei paesi orientali limitrofi.

OTTIMIZZARE L'IMPATTO DEL COMMERCIO E DEGLI INVESTIMENTI

- Adottare norme di origine preferenziali paneuromediterranee

- Approvare rapidamente accordi sui prodotti dell'agricoltura e della pesca

- Accelerare i negoziati sugli scambi di servizi

- Negoziare la creazione di zone di libero scambio approfondite

Il commercio e gli investimenti sono motori di crescita, contribuiscono a ridurre la povertà e avvicinano i popoli, rafforzando i rapporti tra le nazioni e contribuendo alla stabilità politica. Per poter sfruttare appieno il potenziale del commercio e degli investimenti esteri diretti (IED) occorre tuttavia un clima imprenditoriale sano, il che comporta un potenziamento dello Stato di diritto e dell'apparato giudiziario, misure di lotta contro la corruzione e un riesame delle procedure amministrative.

I paesi della regione si trovano a stadi diversi delle relazioni con l'UE in materia di commercio e investimenti. Alcuni di essi (Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania) hanno raggiunto una fase piuttosto avanzata, mentre altri (Siria, Algeria e Libia) sono molto più indietro. L'UE ha concluso con tutti i paesi della regione, tranne Siria e Libia, accordi di libero scambio che liberalizzano l'accesso al mercato per i prodotti industriali. L'UE ha recentemente migliorato l'accesso preferenziale al mercato per i prodotti dell'agricoltura e della pesca, in particolare con Egitto e Giordania, e diversi altri accordi in questo settore sono in fase di negoziato o di approvazione, ad esempio con il Marocco. Con il Marocco vi è stato anche uno scambio di offerte relative alla liberalizzazione dei servizi, ma la questione della mobilità dei lavoratori costituisce tuttora un notevole ostacolo.

Le misure adottate dall'UE per sostenere il commercio e gli investimenti devono essere modulate al meglio in funzione della situazione di ciascun paese, tenendo conto anche del ritmo e dell'entità delle riforme in generale e dell'attuale livello di instabilità della regione.

A breve-medio termine, l'UE potrebbe prefiggersi i seguenti obiettivi:

- accelerare la conclusione e l'approvazione da parte dell'UE di accordi sulla liberalizzazione del commercio, in particolare quelli con Tunisia e Marocco sui prodotti dell'agricoltura e della pesca;

- avviare negoziati riguardanti accordi sulla valutazione della conformità e sull'accettazione dei prodotti industriali;

- accelerare i negoziati bilaterali in corso sulla liberalizzazione degli scambi di servizi (compresa la facilitazione del visto per persone appartenenti a categorie professionali specifiche);

- concludere nel 2011 la convenzione regionale unica sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee , contestualmente ad una revisione entro tempi brevi delle norme di origine stesse. Il regime adottato di recente per i beneficiari dell'SPG costituisce un punto di riferimento per queste riforme. La Commissione esorta il Consiglio ad adottare con la massima rapidità, previa consultazione del Parlamento europeo, le sue proposte sulla convenzione regionale unica.

A medio-lungo termine, l'obiettivo comune concordato durante le discussioni a livello regionale e bilaterale con i paesi partner del Mediterraneo meridionale è la creazione di zone di libero scambio globali e approfondite sulla base degli attuali accordi di associazione euromediterranei e dei piani d'azione della politica europea di vicinato. Questi accordi dovrebbero far parte di un pacchetto globale a sostegno delle riforme democratiche ed economiche. I negoziati dovrebbero essere avviati con i paesi inequivocabilmente impegnati in questo processo di trasformazione politica ed economica. Al di là della pura e semplice abolizione dei dazi all'importazione, gli accordi dovrebbero promuovere gradualmente una maggiore integrazione tra le economie dei nostri partner del Mediterraneo meridionale e il mercato unico dell'UE e comprendere azioni quali la convergenza normativa privilegiando misure in settori quali la politica di concorrenza, gli appalti pubblici, la tutela degli investimenti e le questioni sanitarie e fitosanitarie.

MIGLIORARE LA COOPERAZIONE SETTORIALE

Istituire la Comunità UE-Mediterraneo meridionale dell'energia Lanciare un programma di sostegno all'agricoltura e allo sviluppo rurale Aumentare la partecipazione ai programmi nel settore dell'istruzione Sviluppare Internet e altre tecnologie della comunicazione |

- Il Mediterraneo meridionale riveste un'importanza strategica per l'UE in termini di sicurezza delle riserve di gas e petrolio presenti in alcuni paesi, ma anche, più in generale, per il transito di tali prodotti dalla regione e oltre. Esistono possibilità concrete di costruire un partenariato UE-Mediterraneo per la produzione e la gestione delle energie rinnovabili - in particolare per quanto riguarda l'energia solare ed eolica - e di elaborare un approccio comune volto a garantire la sicurezza energetica. La realizzazione di investimenti congiunti nelle energie rinnovabili nel Mediterraneo meridionale, compatibili con l'obiettivo europeo di decarbonizzazione dell'economia entro il 2050, potrebbe offrire la possibilità di un nuovo partenariato, a condizione che si vengano a creare adeguate prospettive di mercato per l'importazione di energia elettrica.

È auspicabile aprire una prospettiva concreta di integrazione – differenziata e graduale - del Mediterraneo meridionale nel mercato interno UE dell'energia. Nel medio e lungo termine, ciò significherebbe dar vita a una forma di "Comunità UE-Mediterraneo meridionale dell'energia", cominciando dai paesi del Maghreb, per estenderla poi progressivamente, se opportuno, verso il Mashreq. La nuova comunità, creata con l'estensione del trattato che istituisce la Comunità dell'energia con i paesi vicini situati ad est e a sud-est dell'Unione europea o utilizzando le esperienze maturate in tale sede, dovrebbe incorporare una porzione significativa della legislazione UE in materia di energia, per favorire una convergenza effettiva ed affidabile tra le politiche energetiche dei partner del Mediterraneo meridionale e dell'UE.

Uno dei settori prioritari delle attività dell'UE nella regione dovrebbe essere quello dell' istruzione . Per promuovere la democrazia e formare una forza lavoro qualificata che contribuisca a modernizzare le economie del Mediterraneo meridionale, è necessario affrontare il problema dell'elevato tasso di analfabetismo. Gli scambi a livello universitario sono molto utili e sarebbe opportuno intensificare l'accesso ai programmi Erasmus Mundus, Euromed Gioventù e Tempus per aumentare considerevolmente il numero di persone provenienti dai paesi partner del Mediterraneo meridionale che partecipano a tali programmi. Anche l'istruzione e la formazione professionali possono contribuire in misura significativa alla riduzione delle disparità. Un approccio efficace deve comprendere l'individuazione delle principali componenti strategiche di una politica integrata in materia, tramite l'organizzazione di dibattiti nazionali con le principali parti interessate. Inoltre, dovrebbero essere incoraggiati gli scambi delle migliori pratiche sui programmi di valorizzazione delle capacità dei disoccupati.

Nei paesi del Mediterraneo meridionale, uno dei settori che contribuisce in misura significativa al PIL è il turismo . L'UE dovrebbe cercare di ampliare le iniziative in corso "Destinazioni europee d'eccellenza (EDEN)", che promuove modelli di turismo sostenibile, e "Calypso", che promuove il turismo fuori stagione in tali paesi. La protezione e la promozione della diversità culturale sono importanti e l'UE è impegnata a sviluppare ulteriormente le iniziative culturali con la regione del Mediterraneo meridionale.

La combinazione dei recenti avvenimenti nel Mediterraneo meridionale e del rincaro dei prezzi dei generi alimentari dimostra l'urgenza di un intervento dell'UE che possa aiutare i paesi partner a potenziare l'efficienza e la produttività del settore agricolo e a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. La Commissione potrebbe contribuire allo sviluppo rurale tramite una nuova iniziativa - lo Strumento europeo di vicinato per l'agricoltura e lo sviluppo rurale . Il programma, che si baserebbe sulle migliori pratiche dell'UE utilizzate per lo sviluppo delle aree rurali, integrerebbe azioni di sostegno agli investimenti e di consolidamento delle capacità amministrative, al fine di modernizzare la produzione agricola e ad allinearla con le norme UE di qualità e sicurezza alimentare, e potrebbe essere sviluppato in stretta collaborazione con la FAO, la Banca mondiale e forse la BEI.

Per quanto riguarda il settore dei trasporti , la cooperazione dovrebbe concentrarsi sulla modernizzazione della gestione del traffico aereo e sul miglioramento della sicurezza aerea, per creare uno spazio aereo euromediterraneo. A tal fine, il Sistema europeo di copertura geostazionaria per la navigazione (EGNOS) sarà esteso ai partner mediterranei. La cooperazione con i partner mediterranei nell'attuazione di una strategia marittima mediterranea dovrebbe permettere di migliorare la sicurezza e la sorveglianza marittima.

L'uso di tecnologie di comunicazione elettroniche – in aggiunta alle trasmissioni radiotelevisive via satellite – ha facilitato enormemente l'ondata di movimenti di protesta nei paesi mediterranei. L'impiego diffuso di telefoni cellulari, combinato con l'utilizzo di social network su Internet, ha dimostrato l'importanza degli strumenti e delle tecnologie della società dell'informazione per la circolazione delle informazioni. Nei paesi in cui la circolazione delle informazioni è parzialmente limitata, tali strumenti possono contribuire in misura significativa alla democratizzazione delle società e alla creazione di un'opinione pubblica attraverso la promozione della libertà di espressione.

Se è vero che sono state intraprese alcune riforme normative, in molti paesi del Mediterraneo meridionale il quadro regolamentare non è ancora sufficientemente sviluppato per cogliere tutte le potenzialità di crescita e di produttività del settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. I principali aspetti problematici che devono essere affrontati sono la creazione di mercati effettivamente aperti (i mercati esistenti si riducono spesso a dei quasi monopoli), l'istituzione di autorità di regolamentazione indipendenti, la creazione di condizioni di concorrenza eque per gli operatori del mercato, una gestione efficace dello spettro radio e l'introduzione di forme di tutela della riservatezza e della sicurezza degli utenti.

Inoltre, garantendo la sicurezza, la stabilità e la resilienza di Internet e delle altre tecnologie di comunicazione elettroniche, si dà un contributo fondamentale alla costruzione della democrazia. È necessario evitare ogni intervento abusivo che privi i cittadini dell'accesso a tali tecnologie o che ne limiti l'utilizzo. Considerate la natura transfrontaliera e l'interconnettività intrinseca delle tecnologie di comunicazione elettroniche, in particolare di Internet, un eventuale intervento unilaterale di un singolo paese sul proprio territorio può avere gravi ripercussioni in altre parti del mondo. La Commissione metterà a punto gli strumenti che permetteranno all'UE, nei casi opportuni, di aiutare le organizzazioni della società civile o i singoli cittadini ad eludere tali interruzioni abusive delle comunicazioni.

RIPERCUSSIONI REGIONALI E SUBREGIONALI

I drammatici eventi che interessano la regione non sono distribuiti omogeneamente e gli effetti dei cambiamenti possono essere molto diversi. Poiché la dimensione regionale ha assunto maggiore importanza, per contenere le ricadute negative risulterà cruciale la cooperazione a livello regionale.

Il rapido mutamento delle dinamiche della regione significa che è oggi più che mai urgente e vitale realizzare dei progressi nel processo di pace in Medio Oriente . L'UE dovrebbe inoltre lavorare in stretta collaborazione con i propri partner per aiutare i paesi della regione ad affrontare i cambiamenti politici e sociali. In particolare, la Turchia può svolgere un ruolo fondamentale, sia in quanto importante attore regionale che in quanto esempio di democrazia multipartitica in un paese la cui popolazione è a maggioranza musulmana.

Per una prospettiva innovativa, è necessario integrare gli elementi positivi del processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo in un nuovo approccio. Le forme più efficaci di cooperazione regionale si sono rivelate quelle relative a progetti che hanno permesso di ottenere benefici concreti nei settori dell'ambiente, dell'energia, dei trasporti, del commercio e del dialogo sociale.

L'integrazione economica regionale deve essere incoraggiata. L'Unione europea sosterrà i progetti in grado di promuovere scambi più liberi tra i paesi della regione, il ravvicinamento normativo, il rafforzamento della governance economica e le infrastrutture necessarie per intensificare gli scambi a livello regionale.

L'idea alla base dell'istituzione dell'Unione per il Mediterraneo – quella di un partenariato di alto livello tra le due sponde del mediterraneo - era positiva, ma dobbiamo ammettere che la sua applicazione non ha prodotto i risultati auspicati. Per realizzare tutte le sue potenzialità, l'Unione per il Mediterraneo ha bisogno di una riforma. Essa deve operare maggiormente come catalizzatore, facendo partecipare gli Stati, le istituzioni finanziarie internazionali e il settore privato a progetti concreti in grado di generare i posti di lavoro, l'innovazione e la crescita di cui la regione ha estremamente bisogno. Essa dovrebbe inoltre creare le condizioni per fare avanzare il processo di pace in Medio Oriente. Una finalità non deve però essere subordinata all'altra. La partecipazione dei paesi partner a tali progetti potrebbe seguire il principio della geometria variabile, sulla base dei rispettivi bisogni e interessi. L'Alto Rappresentante e la Commissione sono pronti a svolgere un ruolo maggiore all'interno dell'Unione per il Mediterraneo, in linea con il trattato di Lisbona.

ASSISTENZA FINANZIARIA UE

- Riorientamento dei programmi bilaterali dello strumento europeo di vicinato e partenariato

- Fornitura di finanziamenti supplementari

A titolo dello Strumento europeo di vicinato e partenariato, i nostri vicini meridionali possono contare su circa 4 miliardi di euro per il periodo che va fino alla fine del 2013. La maggior parte di questo sostegno prende la forma di programmi di assistenza bilaterali. Molti dei programmi in corso o in cantiere riguardano le tre priorità del "partenariato", ma l'ampiezza dei recenti sviluppi registrati nella regione esige un riesame completo, in consultazione con i paesi partner, degli aiuti UE, che non può escludere un loro riorientamento.

Abbiamo già assicurato sia la Tunisia che l'Egitto della nostra disponibilità a considerare attentamente la possibilità di una revisione completa dei nostri programmi bilaterali per il 2011-2013 (pari rispettivamente a 240 milioni di euro e a 445 milioni di euro), per poter affrontare meglio le nuove sfide e per fare in modo che la nostra risposta contribuisca a realizzare le legittime aspirazioni delle popolazioni. A livello più generale, in tutta la regione i programmi saranno riesaminati in stretta collaborazione e in partenariato con i paesi beneficiari. Facciamo appello agli Stati membri affinché svolgano un analogo esercizio di revisione per quanto riguarda i rispettivi programmi bilaterali, così da ottimizzare l'efficacia degli aiuti UE. Nel quadro dell'attuale situazione di bilancio, siamo inoltre del parere che gli eventi attuali esigano un impegno senza precedenti per ottenere un coordinamento e una coerenza ottimali tra le iniziative degli Stati membri e con quelle dell'UE. La Commissione continuerà inoltre a cercare di raggiungere i massimi livelli di interazione e coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali.

Il riesame e il riorientamento dell'assistenza rappresentano il primo passo di un sostegno che possa aiutare i governi partner a consolidare le riforme e lo sviluppo socioeconomico. Pur non essendo ancora possibile valutare i bisogni con ragionevole approssimazione, è chiaro che il processo di riforma necessiterà di un notevole sostegno. Tale sostegno sarà fornito utilizzando le risorse dell'attuale bilancio UE[1].

Saranno inoltre incoraggiati in modo particolare gli investimenti del settore privato dell'UE nei paesi del Mediterraneo meridionale. A tal fine, la Commissione continuerà a fornire un sostegno finanziario per l'erogazione di prestiti provenienti dal FEMIP della BEI e da altre IFI, tramite il Fondo investimenti per la politica di vicinato, che fornisce sostegno sotto forma di sovvenzioni agli investimenti nelle infrastrutture e allo sviluppo del settore privato[2]. Considerato il notevole contributo della Commissione a favore del fondo investimenti per la politica di vicinato, si incoraggiano gli Stati membri a contribuire a loro volta ad alimentare tale strumento.

Gli investimenti esteri diretti provenienti dal settore privato che beneficiano del sostegno di tali strumenti finanziari dovrebbero beneficiare anche di rigorose disposizioni in materia di protezione degli investimenti. A tal fine, la Commissione fornirà uno strumento di informazione e metterà a punto un quadro di protezione degli investimenti a tutela delle imprese europee interessate ad investire nei paesi del Mediterraneo meridionale.

Infine, alcuni paesi potrebbero aver bisogno di un'assistenza macroeconomica per far fronte a difficoltà a breve termine derivanti dall'impatto della crisi su commercio, investimenti e flussi turistici, nonché dall'interruzione della produzione interna. Qualora il FMI avesse già avviato programmi di prestito, e a condizione che venga confermata la necessità di finanziamenti esterni, i paesi che rientrano nella sfera d'azione della politica europea di vicinato risulterebbero ammissibili all' assistenza macrofinanziaria (AMF) dell'UE .

CONCLUSIONI

Quanto precede rappresenta una prima proposta di costruzione di un nuovo partenariato a sostegno del cambiamento nel Mediterraneo meridionale. Gli aiuti immediati e a breve termine dovrebbero essere accompagnati da forme di assistenza a lungo termine, quando ciascun paese sarà in grado di indicare in che modo i partner UE possono soddisfare i suoi bisogni.

L'Unione europea, nella sua duplice dimensione di comunità di Stati membri democratici e di unione di popoli, ha dovuto sormontare ostacoli storici. Il successo che ha coronato questo cammino è stato reso possibile dal trionfo della speranza sulla paura e dal trionfo della libertà sulla repressione. È proprio per questo motivo che l'UE comprende profondamente le aspirazioni delle popolazioni dei paesi vicini del sud. L'UE vuole sostenerli nella costruzione di democrazie autentiche e di società pacifiche e prospere. Naturalmente, ciascun paese sceglierà il proprio percorso e opererà le proprie scelte. È giusto che siano loro a decidere e non siamo noi a cercare di imporre soluzioni. La presente comunicazione sottolinea la determinazione dell'UE a sostenere tali paesi nel loro cammino verso un futuro migliore.

Allegato 1 GLOSSARIO

Accordi di associazione

Si riferiscono alle relazioni contrattuali tra l'Unione europea (UE) e un paese extra-UE. Gli accordi di associazione possono promuovere l'istituzione o il rafforzamento di un dialogo regolare e di relazioni intense su questioni politiche e di sicurezza; la progressiva liberalizzazione degli scambi di beni, servizi e capitali; la cooperazione economica per favorire lo sviluppo socioeconomico e l'integrazione economica regionale; il dialogo sociale, culturale e sui diritti umani. La base giuridica per la conclusione degli accordi di associazione è l'articolo 217 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). L’articolo 8, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea (TUE) contiene un riferimento specifico agli accordi con i paesi limitrofi.

Il concetto di "status avanzato" nell'ambito degli accordi di associazione ingloba un'intensificazione della cooperazione politica e nuove opportunità nelle relazioni economiche e commerciali, la graduale convergenza normativa e una maggiore cooperazione con determinate agenzie e programmi europei.

Zona di libero scambio globale e approfondita

Accordo di libero scambio che copre una vasta gamma di questioni connesse al commercio ("globale") e mira ad eliminare gli ostacoli "oltrefrontiera" al commercio mediante processi di ravvicinamento normativo, in modo da aprire/estendere parzialmente il mercato interno dell'UE all'altra parte. Attualmente questo tipo di accordo viene offerto solo ai paesi PEV.

Politica europea di vicinato (PEV)

Proposta dalla Commissione nel 2003-2004 come politica generale che potrebbe consentire a un'Unione allargata di intensificare e approfondire le relazioni con i 16 paesi più vicini (Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Moldova, Marocco, Territori palestinesi occupati, Siria, Tunisia e Ucraina) onde contrastare i rischi di emarginazione per i paesi vicini che non hanno partecipato all'allargamento storico del 2004 garantendo in tal modo il consolidamento di uno spazio comune di prosperità, stabilità e sicurezza. Nell'aprile 2011 dovrebbe essere adottata una revisione della PEV.

Piani d'azione della PEV

Questi documenti vengono negoziati con ciascun paese e elaborati in funzione delle sue esigenze e capacità, tenendo conto anche dei suoi interessi e di quelli dell'UE. Essi contengono un programma di riforme politiche ed economiche articolato in base a priorità a breve e medio termine (3-5 anni). I piani d'azione riguardano: dialogo e riforme politici, cooperazione e sviluppo socioeconomici, questioni connesse al commercio, riforma del mercato e normativa, cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, ambiti quali i trasporti, l'energia, la società dell'informazione, l'ambiente, la ricerca e lo sviluppo e una dimensione umana (contatti interpersonali, società civile, istruzione, pubblica sanità). Gli incentivi offerti in cambio di progressi nelle riforme pertinenti sono una maggiore integrazione nei programmi e nelle reti europei, una maggiore assistenza e un maggiore accesso al mercato.

Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI)

Lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), che costituisce dal 2007 la base giuridica per l'assistenza ai paesi PEV e alla Russia, sostiene le priorità concordate nei piani d'azione della PEV e nel partenariato strategico con la Russia e sostituisce i precedenti strumenti riguardanti rispettivamente i vicini orientali e la Russia e i partner mediterranei.

Processo di Barcellona

Quadro politico istituito nel 1995 dai ministri degli Esteri degli allora 15 Stati membri dell'UE e di 14 partner mediterranei come base del partenariato euromediterraneo, che si è successivamente trasformato nell'Unione per il Mediterraneo. Il partenariato è stato articolato attorno a tre dimensioni principali: dialogo politico e sulla sicurezza; partenariato economico e finanziario; partenariato sociale, culturale e umano. Con l'introduzione nel 2004 della politica europea di vicinato (PEV), il processo di Barcellona è diventato sostanzialmente il forum multilaterale di dialogo e di cooperazione tra l'UE e i suoi partner mediterranei, mentre le relazioni bilaterali complementari sono gestite prevalentemente nell'ambito della PEV e mediante accordi di associazione stipulati con ciascun paese partner.

Fondo per gli investimenti e il partenariato euromediterranei (FEMIP)

Il Fondo riunisce i prestiti della BEI garantiti dal bilancio dell'UE e altri servizi prestati dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) per sostenere lo sviluppo e l'integrazione economici dei paesi partner mediterranei. Le sue attività sono incentrate su due settori prioritari: sostegno al settore privato e creazione di un ambiente favorevole agli investimenti.

Banca europea per gli investimenti (BEI)

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l'istituzione finanziaria dell'Unione europea. I suoi azionisti sono i 27 Stati membri dell'Unione, che ne hanno sottoscritto congiuntamente il capitale. Il ruolo della BEI consiste nell'erogare finanziamenti a lungo termine a sostegno di progetti d'investimento. All'interno dell'Unione europea la BEI sostiene gli obiettivi strategici dell'UE nei seguenti settori: piccole e medie imprese; coesione e convergenza; lotta ai cambiamenti climatici; tutela dell'ambiente e comunità sostenibili; energia sostenibile, competitiva e sicura; economia della conoscenza; reti transeuropee. Al di fuori dell'UE, la BEI opera in oltre 150 paesi per attuare il pilastro finanziario delle politiche di cooperazione esterna e di sviluppo dell'Unione (sviluppo del settore privato, sviluppo delle infrastrutture, sicurezza dell'approvvigionamento energetico e sostenibilità ambientale).

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS)

Creata nel 1991 in risposta ai profondi mutamenti del clima politico ed economico nell'Europa centrale e orientale, la BERS è un'istituzione finanziaria internazionale che sostiene progetti dall'Europa centrale fino all'Asia centrale investendo principalmente in clienti del settore privato il cui fabbisogno non può essere interamente soddisfatto dal mercato, onde favorire la transizione verso economie di mercato aperte e democratiche. Il suo campo di attività è stato recentemente esteso alla Turchia.

FRONTEX

Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea. È un organo specializzato e indipendente, con sede a Varsavia, incaricato di coordinare la cooperazione operativa tra gli Stati membri nel campo della sicurezza alle frontiere.

Maghreb

Il termine si riferisce generalmente a cinque paesi nordafricani (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania) più il territorio controverso del Sahara occidentale, anche se il più delle volte viene usato per indicare Algeria, Marocco e Tunisia.

Mashreq

È la regione costituita dai paesi situati ad est dell'Egitto e a nord della Penisola arabica (Giordania, Libano, Siria e Territori palestinesi occupati), anche se il termine viene spesso usato per includere anche l'Egitto.

[1] A titolo della rubrica 4 del quadro finanziario 2007-2013 ivi compresi, se necessario, lo strumento di flessibilità e la riserva per gli aiuti urgenti.

[2] Il Fondo investimenti per la politica di vicinato ( Neighbourhood Investment Facility , NIF) possiede un notevole potenziale di raccolta di fondi, grazie all'effetto leva che può esercitare. Nel periodo 2007-2010, le sovvenzioni del fondo assegnate ai progetti approvati hanno permesso di moltiplicare i fondi per 17. Tale potenziale dovrà essere ulteriormente sfruttato nei prossimi anni.

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