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Document 52011DC0060

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Programma UE per i diritti dei minori

/* COM/2011/0060 def. */

In force

52011DC0060




[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |

Bruxelles, 15.2.2011

COM(2011) 60 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Programma UE per i diritti dei minori

INDICE

Introduzione 3

1. Principi generali 4

1.1. Integrare pienamente i diritti dei minori nella politica europea sui diritti fondamentali 4

1.2. Porre le basi per politiche fondate sui fatti 5

1.3. Cooperazione con le parti interessate 6

2. Verso un'azione concreta dell'Ue a favore dei minori 6

2.1. Una giustizia a misura di minore 6

2.2. Un'azione dell'UE mirata a proteggere i minori vulnerabili 8

2.3. I minori nell'azione esterna dell'Unione europea 12

3. Coinvolgere e sensibilizzare i minori 14

Conclusioni 15

Introduzione

La promozione e la tutela dei diritti dei minori è un obiettivo dell'Unione messo in primo piano dal trattato di Lisbona. L'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea prevede infatti esplicitamente che l'Unione debba promuovere la tutela dei diritti dei minori, che sono peraltro sanciti anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea[1]. L'articolo 24 della Carta riconosce i minori in quanto titolari di diritti indipendenti e autonomi e prevede che negli atti compiuti da autorità pubbliche e istituzioni private l'interesse superiore del minore debba essere considerato preminente.

La promozione dei diritti dei minori discende anche da una serie di impegni internazionali. Tutti gli Stati membri dell'UE hanno ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo[2]. Le norme e i principi ivi contenuti devono continuare a guidare le politiche e le azioni dell'Unione che possono incidere sui diritti dei minori. Nel 2006, con la comunicazione "Verso una strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori"[3], la Commissione ha posto le basi per promuovere e tutelare tali diritti nelle politiche interne ed esterne dell'Unione. A tal fine ha creato strutture[4] dirette a potenziare la capacità delle istituzioni europee a trattare questioni concernenti i diritti dei minori, ponendo le basi per politiche fondate sui fatti e intensificando l'interazione tra le parti interessate.

Poiché il trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali confermano e rinnovano con forza l'impegno a favore dei diritti dei minori, la Commissione ritiene che sia giunto il momento di accelerare il ritmo delle azioni in tal senso e di tradurre gli obiettivi politici in atti concreti. La strategia Europa 2020[5] elabora per il XXI secolo la visione di un'Europa capace di offrire ai bambini di oggi un'istruzione migliore e un migliore accesso ai servizi e alle risorse di cui avranno bisogno per crescere e fare entrare l'Europa nel XXII secolo. Con la presente comunicazione la Commissione caldeggia un "Programma UE per i diritti dei minori" per ribadire il vigoroso impegno di tutte le istituzioni europee e degli Stati membri a promuovere, tutelare e rispettare i diritti dei minori in tutte le politiche pertinenti dell'Unione e a tradurre tale impegno in atti concreti. In futuro, le politiche UE che hanno ripercussioni dirette o indirette sui minori dovranno essere elaborate, attuate e monitorate nel rispetto del principio dell'interesse superiore del minore sancito dalla Carta UE e dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.

Il presente programma UE per i diritti dei minori si fonda sui contributi raccolti con un'ampia consultazione pubblica[6] ma anche sulle esigenze e preoccupazioni espresse da minori di tutti gli Stati membri dell'UE nel corso di una consultazione ad hoc[7]. Il programma tiene conto anche dei risultati preliminari di una valutazione d'impatto degli strumenti dell'UE attinenti ai diritti dei minori. Il Parlamento europeo[8], il Comitato delle regioni[9], il Comitato economico e sociale, il Consiglio d'Europa[10] e parti interessate di grande rilievo quali l'UNICEF, i pubblici tutori dei minori negli Stati membri e la società civile hanno contribuito alla presente comunicazione, in particolare nell'ambito del Forum europeo per i diritti dei minori[11].

Il programma UE per i diritti dei minori formula i principi generali cui attenersi affinché l'Unione sia un esempio nel garantire il rispetto delle disposizioni della Carta UE e della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, con riguardo ai diritti dei minori. Il programma prevede inoltre una serie di azioni concrete nei settori in cui l'Unione può apportare un reale valore aggiunto, come una giustizia a misura di minore, la protezione dei minori in situazioni di vulnerabilità e il contrasto della violenza sui minori, sia all'interno che all'esterno dell'UE.

PRINCIPI GENERALI

L'impegno dell'Unione a favore dei diritti dei minori esige che venga adottata un'impostazione coerente per tutte le azioni intraprese dall'UE in questo campo. È possibile conseguire questo obiettivo utilizzando i trattati, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo come base comune per tutte le azioni dell'UE che riguardano i minori. Occorre che tutte le misure dell'UE concernenti i minori rispondano a un approccio integrato dei diritti dell'infanzia.

Integrare pienamente i diritti dei minori nella politica europea sui diritti fondamentali

La strategia della Commissione per un'attuazione effettiva della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, adottata il 19 ottobre 2010[12], prevede che la Commissione si impegni a garantire che i suoi servizi procedano alla verifica sistematica e rigorosa del rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta, sin dall'elaborazione di una proposta legislativa. Conformemente a questa strategia, la Commissione collabora con il Parlamento europeo e il Consiglio per assicurare che anche le modifiche introdotte nel corso del processo legislativo rispettino pienamente la Carta. La Commissione coopera poi con gli Stati membri affinché anche questi ultimi rispettino la Carta quando attuano il diritto dell'Unione a livello nazionale, come previsto all'articolo 51, paragrafo 1, della Carta.

I diritti del minore, sanciti dall'articolo 24 della Carta, figurano tra i diritti fondamentali esplicitamente menzionati nella strategia della Commissione e sono pertanto oggetto dell'ordinaria "verifica del rispetto dei diritti fondamentali" cui la Commissione provvede per i progetti legislativi dell'UE in questo campo.

Come annunciato nella comunicazione relativa alla strategia per un'attuazione effettiva della Carta, la Commissione ha messo a punto meccanismi per controllare la compatibilità con la Carta dei progetti di proposta legislativa . Al fine di potenziare la valutazione dell'impatto delle sue proposte sui diritti fondamentali, e quindi sui i diritti dei minori, la Commissione ha predisposto degli orientamenti operativi per i suoi servizi affinché esaminino l'impatto delle singole iniziative sui diritti fondamentali, inclusi i diritti dei minori, e scelgano l'opzione che tiene maggiormente conto dell'interesse superiore del minore. Tali orientamenti operativi riguardano tutte le questioni affrontate nella "check-list diritti fondamentali" cui fa riferimento la strategia per un'attuazione effettiva della Carta. La Commissione metterà a punto anche azioni di formazione interna sui diritti dei minori e altri diritti fondamentali, così da potenziare e promuovere una cultura del rispetto dei diritti fondamentali, e continuerà a seguire con attenzione i lavori del comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e le sue interpretazioni delle disposizioni della convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Se del caso, la relazione che accompagna le proposte legislative spiegherà in che modo si è tenuto conto dei diritti dei minori nell'elaborare la proposta.

Porre le basi per politiche fondate sui fatti

Dall'esperienza maturata attuando la comunicazione del 2006 è emersa un'assenza significativa di dati ufficiali, affidabili e comparabili . Ciò costituisce un grave ostacolo allo sviluppo e all'attuazione di politiche realmente fondate sui fatti. Le principali difficoltà risiedono nel migliorare i meccanismi di controllo esistenti, definire obiettivi politici in relazione con i diritti dei minori e monitorarne l'impatto. In via prioritaria bisognerebbe colmare le lacune esistenti in termini di conoscenza della situazione e dei bisogni delle categorie di minori più vulnerabili. In questo contesto, sono necessarie maggiori informazioni sui metodi per prevenire i reati contro i minori.

La Commissione coopererà con le organizzazioni e le istituzioni competenti onde produrre dati e informazioni di base che consentano di orientare il processo decisionale. Si procederà quindi a tracciare un bilancio dei lavori in questo campo, ivi compresi gli esiti dello studio sugli indicatori realizzato dall'Agenzia dei diritti fondamentali dell'Unione europea[13]. Gli indicatori sono stati messi a punto su richiesta della Commissione per misurare come siano attuati, tutelati, rispettati e promossi i diritti dei minori nell'UE, e servono a orientare il lavoro di ricerca e raccolta dei dati dell'Agenzia, consentendo di elaborare pareri fondati sui fatti e sostenere le istituzioni dell'UE e gli Stati membri quando prendono misure o presentano azioni specifiche.

Cooperazione con le parti interessate

La Commissione continuerà a cooperare e a dialogare con tutte le parti interessate nell'ambito delle riunioni periodiche del Forum europeo per i diritti dei minori .

Esistono diverse strutture politiche e istituzionali incaricate di tutelare e promuovere i diritti dei minori negli Stati membri. Benché questi riconoscano senza eccezione la necessità di politiche attinenti ai diritti dei minori, i meccanismi istituzionali che permettono di elaborare e attuare politiche in questo campo variano da uno Stato membro all'altro. Nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, la Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri favorendo lo scambio di buone pratiche, la cooperazione e la comunicazione con e tra le autorità nazionali preposte alla tutela e promozione dei diritti dei minori.

VERSO UN'AZIONE CONCRETA DELL'UE A FAVORE DEI MINORI

Una giustizia a misura di minore

Adeguare ai minori i sistemi giudiziari d'Europa è un obiettivo fondamentale del programma UE per i diritti dei minori. Si tratta di un settore di grande rilevanza pratica nel quale l'Unione ha, per volere dei trattati, la competenza necessaria per trasformare in realtà i diritti dei minori con la propria legislazione. Il piano d'azione della Commissione per l'attuazione del programma di Stoccolma[14] pone pertanto l'accento su questo ambito per il periodo 2010-2015.

I minori possono entrare in contatto con il sistema giudiziario in molti modi, ad esempio quando i genitori divorziano oppure non sono d'accordo sull'affidamento, quando commettono reati, sono testimoni o vittima di reati, oppure quando chiedono asilo. Se la giustizia non è a loro misura, il rischio è che i loro diritti subiscano molteplici restrizioni o siano violati.

I minori possono avere difficoltà a farsi rappresentare in giustizia o ad essere sentiti dai giudici. Per giunta, le informazioni di cui ha bisogno il minore o il suo rappresentante per l'esercizio e la difesa dei propri diritti e interessi in sede di procedimento giudiziario possono risultare inadeguate. Può anche succedere che i minori siano trattati alla stregua di adulti senza che ne siano tutelate le esigenze e la vulnerabilità, e che vivano con disagio questa situazione. Un accesso effettivo alla giustizia e una reale partecipazione ai procedimenti amministrativi e giudiziari sono condizioni fondamentali per assicurare un alto livello di protezione degli interessi legittimi di minori.

Le cause di diritto di famiglia possono avere effetti nefasti sui figli. I figli che vengono separati da uno o entrambi i genitori hanno il diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al loro interesse[15]. I procedimenti civili, in particolare le cause transnazionali che scaturiscono dallo scioglimento del matrimonio o dalla separazione personale, rischiano talvolta di limitare tale diritto. Soprattutto nei procedimenti diretti a stabilire la responsabilità genitoriale, può succedere che i figli diventino ostaggio di lunghe controversie transfrontaliere tra ex coniugi. Il diritto dell'UE[16] facilita già ora il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale. Disporre di informazioni adeguate sui diritti di cui godono ai sensi del diritto nazionale e dell'Unione è il presupposto affinché genitori e figli possano difendere i propri diritti nelle cause di diritto di famiglia. Le informazioni devono essere facilmente accessibili e dare chiare indicazioni sulle procedure da seguire. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, metterà a punto e aggiornerà schede informative sulle leggi nazionali relative alle obbligazioni alimentari, alla mediazione, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale. Per quanto riguarda la sottrazione di minori da parte di un genitore , la Commissione presterà particolare attenzione alle informazioni provenienti dal Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori.

La registrazione e il riconoscimento dei documenti di stato civile sono elementi importanti per determinare i diritti di un minore. Quando genitori e figli che si sono trasferiti all'interno dell'UE devono utilizzare tali documenti in un altro Stato membro sono spesso costretti a farsi carico di pratiche lunghe e onerose per il loro riconoscimento (devono ad esempio farli tradurre e provarne l'autenticità), e ciò può rendere difficile l'accesso alla giustizia. La Commissione ha quindi deciso di lanciare una consultazione pubblica per individuare soluzioni che facilitino il riconoscimento reciproco all'interno dell'UE degli effetti dei documenti di stato civile e proporre misure a livello dell'Unione nel 2013[17].

Per un minore che partecipa a un procedimento penale il diritto a un processo equo implica la protezione della vita privata, il diritto di essere informato dell'accusa e del procedimento in modo adeguato alla sua età e maturità, l'assistenza e la rappresentanza in giudizio. Ciò vale soprattutto quando la lingua del procedimento non è la madrelingua del minore. Nel 2010 l'UE ha adottato norme sul diritto all'interpretazione e alla traduzione per garantire che chiunque, inclusi i minori, riceva informazioni sui diritti di cui gode nel procedimento penale, in una lingua che sia in grado di comprendere[18]. La Commissione porterà avanti la sua azione volta a rafforzare i diritti processuali di indagati e imputati, anche se minori, nei procedimenti penali. Nel 2011 presenterà una proposta di norme che garantiscano l'accesso a un legale, e una proposta riguardante il diritto del detenuto di comunicare con familiari, persone di fiducia, datore di lavoro e autorità consolari. Particolare attenzione meritano poi gli indagati o imputati che non sono in grado di comprendere o di seguire il contenuto o il significato del procedimento per ragioni ad esempio di età o di condizioni mentali o fisiche. Nel 2012 la Commissione presenterà una proposta legislativa in materia di garanzie speciali per indagati o imputati vulnerabili che è di fondamentale importanza per assicurare una giustizia a misura di minore.

I minori condannati a scontare pene detentive in strutture carcerarie sono particolarmente esposti al rischio di violenze e maltrattamenti[19]. A livello internazionale esistono vari principi guida su come agire con i minori privati della libertà[20]. Il trattenimento di un minore deve costituire un provvedimento di ultima risorsa ed avere la durata più breve possibile[21].

I minori sono spesso coinvolti nei procedimenti penali in qualità di testimoni o vittime vulnerabili . Possono ad esempio essere sfruttati per attività criminali come il traffico di droga. Occorrono pertanto modalità giuridiche e pratiche che evitino l'inutile ripetersi degli interrogatori e attenuino l'esperienza negativa insita nel partecipare a un procedimento penale. Le giovani vittime dovrebbero avere la possibilità di contribuire attivamente al procedimento penale, in modo da far valere la propria testimonianza; le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in particolare la videoconferenza, possono garantirne la partecipazione attiva senza che il minore entri in contatto diretto con l'imputato. I minori vittime di reato dovrebbero poi ricevere un sostegno adeguato che consenta loro di ristabilirsi ed essere indennizzati per il danno subito.

Azioni

Nel contesto delle sue politiche di giustizia civile e penale e conformemente alla sua strategia per un'attuazione effettiva della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Commissione contribuirà a rendere i sistemi giuridici dell'UE più a misura di minore, segnatamente:

1. adottando nel 2011 una proposta di direttiva sui diritti delle vittime che innalzi il livello di protezione delle vittime vulnerabili, tra cui i minori;

2. presentando nel 2012 una proposta di direttiva in materia di garanzie speciali per indagati o imputati vulnerabili, tra cui i minori;

3. rivedendo entro il 2013 la normativa UE che agevola il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale, in modo da garantire che siano riconosciute ed eseguite quanto prima nell'interesse dei figli, eventualmente stabilendo norme minime comuni;

4. favorendo l'uso delle direttive del Consiglio d'Europa sulla giustizia adattata ai bambini[22] del 17 novembre 2010, e integrandole nei futuri strumenti giuridici del settore della giustizia civile e penale;

5. sostenendo e incoraggiando attività di formazione per giudici e altri professionisti a livello europeo sui modi per favorire una partecipazione ottimale dei minori al sistema giudiziario.

Un'azione dell'UE mirata a proteggere i minori vulnerabili

Esistono categorie di minori particolarmente vulnerabili la cui vita e il cui benessere sono a rischio a causa di fattori sociali, politici ed economici. Ad esempio, i minori che crescono nella povertà e nell'esclusione sociale[23], condizioni che di solito sono associate all'uso di droga, difficilmente riescono negli studi o godono di buona salute, fisica e mentale[24], e più facilmente hanno a che fare con la giustizia. Le esigenze dei minori a rischio di povertà ed esclusione sociale saranno il tema della raccomandazione della Commissione sulla povertà infantile che delineerà principi comuni e proporrà strumenti di monitoraggio efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno della povertà infantile nell'ambito della Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale.

I diritti dei minori disabili sono ancora di più esposti a violazione e meritano una protezione speciale[25].

Bambini e adolescenti possono godere di un reale benessere soltanto in una società che non usi violenza nei loro confronti, non ne abusi né li sfrutti. Nel marzo 2010 la Commissione ha adottato due proposte di direttiva volte a rafforzare il quadro di protezione per i minori più vulnerabili, individuati nella vittime di sfruttamento sessuale e di tratta . Su questo secondo fronte è importante che si tenga pienamente conto delle esigenze specifiche dei minori nel mettere a punto le politiche antitratta, specie nell'ambito della strategia integrata di contrasto alla tratta di esseri umani la cui adozione è prevista nel 2012.

Quanto al trattenimento amministrativo dei minori richiedenti asilo , la Commissione si è portando avanti le sue proposte di modifica della normativa UE sull'asilo del 2008 e del 2009, che vietano il trattenimento del minore salvo se è nel suo preminente interesse e se sono state esaurientemente esaminate tutte le possibili alternative, ed introducono una serie di salvaguardie e garanzie procedurali in ordine all'accesso al controllo giurisdizionale e all'assistenza legale. Le proposte vietano per giunta, categoricamente, il trattenimento dei minori richiedenti asilo non accompagnati.

Il piano d'azione della Commissione sui minori non accompagnati del 2010[26] imposta un nuovo approccio comune in materia di minori non accompagnati o separati da adulti responsabili, provenienti da paesi terzi. Il piano d'azione individua strutture di accoglienza rispondenti alle esigenze specifiche dei minori e garanzie procedurali applicabili dal momento in cui il minore è individuato fino a quando non viene trovata una soluzione durevole; pone l'accento sull'importanza del diritto dei minori di essere adeguatamente rappresentati; propone azioni per colmare le carenze in termini di cure prodigate ai minori non accompagnati nell'Unione europea[27] e per evitare i casi di scomparsa di minori affidati alle autorità pubbliche.

Con l'assistenza di operatori competenti e adeguatamente formati è possibile evitare problemi e aiutare i minori a superare i trauma che vivono. Occorre predisporre formazioni ad hoc per gli operatori dell'infanzia sui diritti e sulle esigenze di minori di età diverse e sul tipo di approccio più adeguato. Bisognerebbe poi formarli affinché sappiano comunicare con bambini e adolescenti in tutte le fasi dello sviluppo e con minori in situazioni di particolare vulnerabilità.

Nel 2009 hanno abbandonato il sistema scolastico-formativo oltre 6 milioni di giovani dopo aver completato a malapena il ciclo secondario inferiore, e di questi il 17,4% si è fermato alle scuole primarie. Per questo uno degli obiettivi principali concordati dal Consiglio europeo nell'ambito della strategia Europa 2020 è portare il tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10%. Fare in modo che tutti i bambini accedano ai servizi di educazione e assistenza alla prima infanzia significa gettare solide fondamenta per un apprendimento permanente, l'integrazione sociale, lo sviluppo personale e l'occupabilità in età adulta. La Commissione ha già messo a punto specifiche azioni strategiche e raccomandazioni per contrastare l'abbandono scolastico[28]. e intende promuovere iniziative in collaborazione con gli Stati membri per un'educazione e un'assistenza di qualità alla prima infanzia, per lottare contro la segregazione scolastica e disseminare le buone pratiche.

Suscita poi particolare preoccupazione la situazione dei bambini Rom nell'Unione europea, che una serie di fattori rende particolarmente vulnerabili ed espone[29] a problemi di salute, alloggio, nutrizione, esclusione, discriminazione e violenza[30]. L'esclusione sociale dei bambini Rom è spesso direttamente riconducibile alla mancata registrazione delle nascite, alla scarsa frequenza alle scuole dell'infanzia o superiori, all'elevato tasso di abbandono scolastico, alla tratta di cui sono vittima e allo sfruttamento del lavoro minorile nelle comunità Rom. La segregazione è il principale ostacolo che impedisce l'accesso dei bambini Rom a un'istruzione di qualità.

Un minore, maschio o femmina che sia e indipendentemente dall'estrazione sociale, può scomparire a qualunque età. Si sa poco delle ragioni che spingono un ragazzino a fuggire di casa o dall'istituto in cui vive, ma una cosa è certa: i rischi sono enormi. A repentagli sono la loro incolumità, salute mentale e fisica, benessere, vita; i minori scomparsi possono subire violenze e abusi; possono cadere vittima della tratta ed essere esposti all'accattonaggio e alla prostituzione.

La Commissione ha individuato una serie di dispositivi cui ricorrere quando scompare un minore. Alcuni Stati membri[31] dispongono ormai da anni di sistemi di pubblica allerta per i casi di rapimento o scomparsa di minori in circostanze che potrebbero metterne attentare alla loro incolumità e al loro benessere. La Commissione continuerà a promuovere la cooperazione transfrontaliera tra Stati membri contro la sottrazione criminosa di bambini tramite meccanismi di allarme per i minori . Nell'intento di incentivare la cooperazione in questo ambito, nel giugno 2009 gli Stati membri hanno deciso di sfruttare al meglio il sistema di informazione Schengen, e i connessi uffici SIRENE presenti in tutti gli Stati membri, per lanciare ricerche sui minori scomparsi. Per contribuire al processo la Commissione adotterà con decisione, nel maggio 2011, una nuova versione del manuale SIRENE che specifica le regole e le procedure da seguire in questi casi.

Il 116 000, la linea di assistenza telefonica diretta per minori scomparsi , offre aiuto e sostegno e funge da linea telefonica salva vita per i minori scomparsi e le famiglie. Data la sua scarsa attivazione a livello europeo, nel 2010 la Commissione ha adottato una comunicazione[32] per spronare gli Stati membri ad attivare il servizio in via prioritaria e garantirne nel contempo un'alta qualità in tutta l'Unione. La Commissione continuerà a monitorare attentamente l'attivazione della linea telefonica diretta in tutti gli Stati membri. Se in un lasso di tempo ragionevole non si registreranno progressi, la Commissione valuterà se presentare una proposta legislativa per garantire che il numero 116 000 sia pienamente operativo in tutti gli Stati membri.

Le moderne tecnologie sono un altro ambito in cui i minori possono essere particolarmente vulnerabili. Le tecnologie online sono per bambini e adolescenti una fonte unica di sapere e un accesso privilegiato all'insegnamento digitale e al pubblico dibattito. I minori sono particolarmente disarmati quando si imbattono, tramite mezzi audiovisivi o su Internet, in contenuti o comportamenti dannosi come il bullismo elettronico e il grooming . Per bambini e adolescenti di tutta Europa il bullismo , fisico e psicologico, nelle scuole è ordinaria quotidianità[33]. Manifestazione moderna del bullismo, il cyberbullismo richiede risposte decise e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, dai social network ai fornitori di servizi Internet, alla polizia. È obiettivo della Commissione è assicurare ai giovani cibernauti un elevato livello di protezione, in particolare dei loro dati personali[34], garantendone nel contempo il diritto di accedere a Internet per il loro sviluppo sociale e culturale. Con il programma "Safer Internet"[35] la Commissione coordina e sostiene gli sforzi per responsabilizzare e proteggere i minori che navigano su Internet. L'industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha avviato in vari comparti iniziative di autoregolamentazione allo scopo precipuo di assicurare maggiore protezione ai giovani utenti di telefonia mobile [36] e di social network [37], anche nell'ambito del sistema di classificazione in base all'età PEGI (Pan-European Game Information) di videogiochi e di giochi on line [38]. La Commissione intende chiamare all'azione anche i fabbricanti di apparecchi mobili e console di giochi, i fornitori di servizi Internet, di applicazioni e contenuti per dispositivi mobili, le organizzazioni di consumatori, i ricercatori e le organizzazioni di tutela dei minori.

La Commissione controlla attentamente il processo di recepimento negli ordinamenti nazionali degli Stati membri della direttiva sui servizi di media audiovisivi [39], giunto a termine il 19 dicembre 2009. La direttiva estende le norme di protezione dei minori, sino ad allora riservate ai programmi televisivi, ai servizi di media audiovisivi a richiesta in rapida espansione, in particolare su Internet.

Azioni

La Commissione contribuirà promuovere la responsabilizzazione la tutela dei minori nelle situazioni di vulnerabilità, segnatamente:

6. promuovendo lo scambio di buone pratiche e una migliore formazione rivolta a tutori, autorità pubbliche e a quanti operano a stretto contatto con i minori non accompagnati (2011-2014);

7. prestando particolare attenzione ai minori nell'ambito del quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, che sarà adottato nella primavera 2011, e promuovendo soprattutto un uso più efficiente dei Fondi strutturali per favorire l'integrazione dei Rom;

8. incoraggiando e sostenendo fermamente tutti gli Stati membri affinché provvedano ad attivare quanto prima la linea di assistenza telefonica diretta 116 000 per minori scomparsi e i meccanismi di allarme per i minori (2011-2012);

9. aiutando gli Stati membri e le altre parti interessate a potenziare la prevenzione, a rendere i minori più responsabili e partecipi per poter beneficiare al massimo delle tecnologie online, e a contrastare il cyberbullismo, l'esposizione a contenuti dannosi e altri rischi connessi alla navigazione in rete, specie tramite il programma "Safer Internet" e la cooperazione con l'industria incentrata sulle iniziative di autoregolamentazione (2009-2014).

I minori nell'azione esterna dell'Unione europea

L'Unione europea è determinata a dare priorità alla promozione e alla tutela dei diritti dei minori anche nell'ambito dell'azione esterna [40], soprattutto per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria in materia civile nei settori che le competono. In quest'ottica è fondamentale che la politica estera dell'Unione si esprima in modo univoco e incisivo quando le relazioni con i paesi terzi riguardano i diritti dei minori, garantendo, se necessario, interventi pronti e efficaci. La politica estera dell'Unione sui diritti dei minori sarà condotta in linea con la comunicazione del 2008 “Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'UE” e il relativo piano d'azione.

L'Unione europea è fermamente impegnata a lottare contro tutte le forme di violenza sui minori. Nel mondo circa 200 milioni di minori assistono ogni anno a scene di violenza domestica e oltre 200 milioni sono vittime di violenze sessuali; ogni anno muoiono per omicidio più di 50 000 minori e ben 2 milioni vengono ricoverati in ospedale per lesioni a seguito di violenze. L'Unione continuerà ad attuare gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino, improntati nell'attuale fase alla lotta contro tutte le forme di violenza sui minori , e si propone entro la fine del 2011 di valutarne l'attuazione dal 2007. Il programma tematico "Investire nelle persone" 2011-2013 prevede finanziamenti a progetti contro la violenza sui minori.

Il lavoro minorile interessa tuttora oltre 200 milioni di minori in tutto il mondo e le vittime delle forme peggiori di sfruttamento raggiungono la sorprendente cifra di 115 milioni. L'Unione continuerà a combattere il lavoro minorile in linea con il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 2010 e con le conclusioni del Consiglio sul lavoro minorile approntando, entro il 2011, una relazione sulle forme peggiori di lavoro minorile che renderà conto dell'esperienza in ambito mondiale e dei pareri delle competenti organizzazioni internazionali. Nel 2011 saranno selezionati a titolo del programma tematico "Investire nelle persone" progetti sul lavoro minorile nei paesi terzi.

Una categoria particolarmente vulnerabile è quella dei minori nei conflitti armati [41], soprattutto se orfani o separati dai genitori o da chi li accudisce. Questi minori, esposti al rischio di arruolamento in gruppi armati, abusi sessuali e sfruttamento o tratta di esseri umani, sono particolarmente afflitti da malnutrizione e malattie perché privati dei servizi sociali di base, dell'assistenza medica e dell'istruzione. Si stima che in ogni momento 300 000 ragazzi (di cui il 40% ragazze) vengono coinvolti in forze e gruppi armati. L'operato dell'Unione a tutela dei diritti dei minori coinvolti o vittime di conflitti armati continuerà ad esplicarsi tramite gli interventi concreti previsti dalla strategia 2010 di l'attuazione degli orientamenti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati.

Il turismo sessuale a danno di minori , un fenomeno di un'industria del sesso ben congegnata, va debellato in tutte le sue forme: prostituzione, tratta di esseri umani, produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, sfruttamento di minori da parte dei turisti sessuali. Dal momento che solo in rari casi i turisti sessuali sono perseguiti negli Stati UE di provenienza, occorre agire affinché aumentino all'interno dell'Unione le inchieste giudiziarie e i procedimenti penali contro reati commessi al di fuori dell'Unione.

L'Unione europea continuerà a sviluppare il dialogo politico con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali per garantire o migliorare il rispetto e la promozione dei diritti dei minori. Nell'ambito della politica di allargamento , l'Unione continuerà a promuovere le riforme che tutelano i minori e a monitorare attentamente, durante il processo di adesione, i progressi dei paesi candidati e candidati potenziali in materia di diritti dei minori, specie di quelli appartenenti a minoranze etniche e a gruppi marginalizzati, come i Rom, ritenuti particolarmente vulnerabili.

Nell'ambito della cooperazione bilaterale con i paesi terzi, l'azione consisterà nel moltiplicare quei programmi di sviluppo per i diritti dei minori che mirano, ad esempio, a rafforzare strutture e istituzioni nazionali, anche creando enti autonomi per i diritti dei minori, nel favorire le riforme legislative che tengano conto delle pertinenti norme internazionali e nel promuovere i diritti dei minori tramite dispositivi commerciali e nelle trattative internazionali .

Nella cooperazione multilaterale l'Unione europea continuerà a sostenere le iniziative internazionali e a presentare risoluzioni in seno all'Assemblea Generale e al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, intensificando anche il coordinamento con le altre parti interessate in ambito internazionale.

Sul fronte degli aiuti umanitari , l'Unione ribadisce un sostegno sempre più deciso a progetti e attività miranti direttamente alle esigenze specifiche dei minori nelle situazioni di emergenza, in linea con il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 2008 Children in Situations of Emergency and Crisis [42].

Azioni

10. L'Unione continuerà ad attuare gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino del 2007[43] improntati alla lotta contro tutte le forme di violenza sui minori e procederà a valutarne l'attuazione. L'Unione attuerà gli orientamenti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati[44] basandosi sulla strategia di attuazione rivista del 2010.

COINVOLGERE E SENSIBILIZZARE I MINORI

Nelle due indagini Eurobarometro del 2008 e 2009[45] il 76% dei minori intervistati dichiara di non sapere di avere precisi diritti e il 79% di non sapere a chi rivolgersi in caso di necessità. Alla domanda su quali azioni dovrebbe avviare l'Unione europea per promuovere e tutelare i diritti dei minori, l'88% ha risposto che l'UE dovrebbe informare di più i bambini e gli adolescenti dei loro diritti, e rendere tale informazione accessibile.

Riconoscere integralmente i diritti dei minori significa dare loro la possibilità di esprimersi e partecipare alle decisioni che li riguardano. L'articolo 24, paragrafo 1, della Carta esige dall'Unione che prenda in considerazione l'opinione dei minori sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.

Le iniziative finora assunte dalla Commissione per consultare e ascoltare i minori [46] sono un punto di partenza verso una loro maggiore partecipazione allo sviluppo e alla realizzazione pratica delle azioni e delle politiche che li riguardano, ad esempio in materia di istruzione, salute e ambiente. Per questo la Commissione intende avvalersi dell'esperienza del Forum europeo per i diritti dei minori e portare avanti la collaborazione non solo con quest'ultimo, ma anche con i pubblici tutori dei minori e altre parti interessate.

Perché i minori ricevano informazioni migliori e più efficaci sui loro diritti e sulle pertinenti politiche dell'Unione occorrerà consolidare e modernizzare i dispositivi di comunicazione esistenti. Attualmente il portale EUROPA dell'Unione europea cura due rubriche di interesse per i più giovani, Link diretti per i bambini [47] e L'angolo degli insegnanti [48], da cui si accede al materiale proveniente da tutte le istituzioni europee di interesse per i minori. Molto del materiale accessibile da queste pagine si trova anche sui siti delle singole direzioni generali della Commissione o sui siti delle altre istituzioni europee. È indubbio tuttavia che attualmente non esista un'informazione esaustiva, consolidata e facilmente accessibile sui diritti dei minori e sulle politiche dell'Unione che li riguardano.

Azioni

11. Nel 2011 la Commissione aprirà su EUROPA uno sportello unico per comunicare a bambini e ragazzi di ogni età informazioni sull'Unione europea e sui diritti dei minori. Lo sportello unico sarà inoltre di aiuto per genitori e insegnanti in cerca di contenuti informativi e materiale didattico. La Commissione inviterà altre istituzioni europee a partecipare all'iniziativa.

Conclusioni

Il presente programma UE per i diritti dei minori è un invito che la Commissione rivolge alle istituzioni europee e agli Stati membri affinché ribadiscano l'impegno a fare quanto necessario per tutelare e promuovere i diritti dei più giovani. L'Unione dovrà dare l'esempio nel garantire il rispetto delle disposizioni sui diritti dei minori emananti da trattati, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla convenzione ONU sui diritti del fanciullo. La Commissione esaminerà periodicamente i progressi realizzati nell'attuare il programma UE per i diritti dei minori nell'ambito della relazione annuale sull'applicazione della Carta.

Come evidenzia la strategia Europa 2020, un investimento inadeguato nelle politiche che riguardano i minori rischia di avere, a lungo termine, gravi incidenze sulle nostre società. Molte di queste politiche esigono l'intervento deciso degli Stati membri, e la Commissione è pronta a dar loro sostegno e a cooperare, continuando nel contempo a fare la sua parte negli sforzi comuni diretti a garantire benessere e sicurezza a tutti i minori. Occorre ora che tutte le parti interessate ribadiscano il proprio impegno a dar vita a un mondo che riconosca la dimensione dei minori, in cui bambini e ragazzi possano vivere in sicurezza, giocando, imparando, dispiegando le loro potenzialità e cogliendo a piene mani le possibilità che offre la vita.

[1] Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, GU C 83 del 30.3.2010, pagg. 389-403.

[2] Consultabile suhttp://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_15.wp?previsiousPage=mg_2_5_2&contentId=LEG50424. Il protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati è stato ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE, esclusa l'Estonia. Il protocollo opzionale sulla vendita dei bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini è stato ratificato da tutti gli Stati membri salvo la Finlandia, l'Irlanda, il Lussemburgo, Malta e la Repubblica ceca.

[3] Comunicazione della Commissione - Verso una strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori, COM(2006) 367 definitivo, consultabile su:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0367:FIN:IT:PDF

[4] Il Forum europeo per i diritti dei minori e il relativo comitato direttivo, il gruppo interservizi della Commissione e il coordinatore della Commissione per i diritti dei minori.

[5] Comunicazione della Commissione – Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020 definitivo, consultabile su:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0367:FIN:IT:PDF

[6] Oltre alla consultazione pubblica disponibile su http://ec.europa.eu/justice/news/consulting_public/news_consulting_0009_en.htm, la Commissione si è avvalsa anche dei risultati di una consultazione mirata di esperti di settori specifici .

[7] Studio qualitativo Eurobarometro sui diritti dei minori, ottobre 2001, consultabile su: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/quali/ql_right_child_sum_en.pdf

[8] Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2008 su una strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori (2007/2093(INI)), consultabile su http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-2008-0012+0+DOC+XML+V0//IT.

[9] Parere del Comitato delle regioni "La cooperazione locale e regionale per tutelare i diritti dei minori nell'Unione europea", GU C 267 dell'1.10.2010, pagg. 56-51; parere del Comitato delle regioni "Verso una strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori", GU C 146 del 30.6.2007, pagg. 58-62.

[10] Council of Europe reaction to consultation document: European Commission’s communication on the rights of the child (2011-2014) , consultabile su: http://www.coe.int/T/TransversalProjects/Children/News/EU%20Consultation%20paper%20final_en.pdf

[11] Il Forum europeo per i diritti dei minori, creato dalla Commissione sotto la Presidenza tedesca nel 2007, riunisce rappresentanti degli Stati membri, del Parlamento europeo, del Comitato delle Regioni, del Comitato economico e sociale europeo, del Consiglio d'Europa, dell'UNICEF, degli osservatori nazionali sui minori, dei pubblici tutori dei diritti dei minori, della società civile e altre parti interessate.

[12] Strategia per un'attuazione effettiva della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, COM(2010) 573 definitivo del 19 ottobre 2010, consultabile suhttp://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0573:FIN:IT:PDF

[13] Developing indicators for the protection, respect and promotion of the rights of the child in the European Union, available , consultabile su:http://fra.europa.eu/fraWebsite/attachments/RightsofChild_summary-report_en.pdf.

[14] Comunicazione della Commissione – Creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei: piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma, COM(2010) 171 definitivo, consultabile su: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0171:FIN:IT:PDF.

[15] Articolo 24, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

[16] Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, GU L 338 del 23.12.2003, pagg. 1-29.

[17] Libro verde della Commissione - Meno adempimenti amministrativi per i cittadini: promuovere la libera circolazione dei documenti pubblici e il riconoscimento degli effetti degli atti di stato civile, COM(2010) 747 definitivo, consultabile su:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52010DC0747:IT:HTML

[18] Direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali, GU L 280 del 26.10.2010, pagg. 1-7.

[19] P. Pinheiro, World Report on Violence Against Children , Nazioni Unite, Ginevra, 2006, pag. 195–199, consultabile su http://www.unviolencestudy.org/.

[20] Cfr. ad esempio le regole delle Nazioni Unite per la protezione dei minori privati della libertà, adottate dall'Assemblea generale con risoluzione 45/113 del 14 dicembre 1990, consultabili su http://www2.ohchr.org:80/english/law/res45_113.htm, e la raccomandazione del Consiglio d'Europa R(2006)2 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulle Regole penitenziarie europee dell'11 gennaio 2006, consultabile su:http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/prisons/EPR/Regole%20Penitenziarie%20Europee%20ITALIANO.pdf.

[21] Art. 37 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

[22] Direttive del Consiglio d'Europa sulla giustizia adattata ai bambini - adottate dal Consiglio dei Ministri il 17 novembre 2010, consultabili su https://wcd.coe.int/wcd/ViewDoc.jsp?id=1705197&Site=CM

[23] Cfr. Child Poverty and Well-Being in the EU – Current status and way forward , 28 febbraio 2008. Rapporto della Direzione generale della Commissione europea "Occupazione, affari sociali e inclusione", consultabile su:http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=751&langId=it&pubId=74&type=2&furtherPubs=yes

[24] Comunicazione della Commissione - Solidarietà in materia di salute: riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE, COM(2009) 567 definitivo consultabile su: http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/socio_economics/documents/com2009_it.pdf.

[25] Comunicazione della Commissione - Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere, COM(2010) 636 definitivo consultabile su:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0636:FIN:IT:PDF

[26] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Piano d'azione sui minori non accompagnati (2010-2014), COM(2010) 213 definitivo consultabile su:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0213:FIN:IT:PDF.

[27] Cfr. Separated, asylum-seeking children in EU Member States , aprile 2010. Rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali.

[28] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - La lotta contro l'abbandono scolastico: un contributo decisivo all'agenda Europa 2020, COM(2011) 18 definitivo consultabile su: http://ec.europa.eu/education/school-education/doc/earlycom_it.pdf

[29] Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Non discriminazione e pari opportunità: Un impegno rinnovato, COM(2008) 420 definitivo consultabile su: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0420:FIN:IT:PDF

[30] Cfr. Breaking the barriers: Romani women and access to public health care . Rapporto dell'ex Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (oggi Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali), 2003.

[31] Esistono attualmente sistemi di allarme per i minori in otto Stati membri: Paesi Bassi, Portogallo, Francia, Lussemburgo, Belgio, Grecia, Germania e Regno Unito.

[32] Comunicazione della Commissione - Il 116 000, la linea europea di assistenza telefonica diretta per minori scomparsi, COM(2010) 674 consultabile su:http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/10/st17/st17296.it10.pdf.

[33] Studio qualitativo Eurobarometro sui diritti dei minori, ottobre 2010, consultabile su: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/quali/ql_right_child_sum_en.pdf

[34] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un approccio globale alla protezione dei dati personali nell'Unione europea, COM(2010) 609 definitivo, punto 2.1.2., consultabile su:http://ec.europa.eu/justice/news/consulting_public/0006/com_2010_609_it.pdf

[35] Decisione n. 1351/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008 , relativa a un programma comunitario pluriennale per la protezione dei bambini che usano Internet e altre tecnologie di comunicazione (GU L 348 del 24.12.2008, pagg. 118–127).

[36] http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/docs/mobile_2005/europeanframework.pdf.

[37] http://ec.europa.eu/information_society/activities/social_networking/docs/sn_principles.pdf.

[38] http://www.pegi.info/it/

[39] Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pagg. 1–24).

[40] La comunicazione del 2006 "Verso una strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori" ha condotto alla definizione di un quadro strategico globale per l'azione esterna dell'UE che ricomprende la comunicazione "Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'UE" e il relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione "Children in Emergency and Crisis Situations" (2008), gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino (2007), gli orientamenti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati (2003, aggiornati nel 2008), le conclusioni del Consiglio sulla promozione e tutela dei diritti dei minori nell'azione esterna dell'Unione europea - dimensione dello sviluppo e dimensione umanitaria (2008) e le conclusioni del Consiglio sul lavoro minorile (2010).

[41] Si stima che solo nello scorso decennio i conflitti armati siano costati la vita ad oltre 2 milioni di minori, menomandone fisicamente altri 6 milioni; i minori sfollati o rifugiati sono circa 20 milioni e gli orfani di guerra 1 milione.

[42] Comunicazione della Commissione - Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'UE, COM(2008) 55 definitivo, consultabile su http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0055:FIN:IT:PDF

[43] Consultabili su http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/16031.it07.pdf

[44] Consultabili su http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/10019.it08.pdf

[45] Consultabili su http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_235_en.pdf e http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_273_en.pdf.

[46] Studio qualitativo Eurobarometro sui diritti dei minori, ottobre 2010, consultabile su: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/quali/ql_right_child_sum_en.pdf

[47] http://europa.eu/quick-links/eu-kids/index_it.htm

[48] http://europa.eu/teachers-corner/index_it.htm

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