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Document 52010IE0981

Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Verso una politica europea di razionalizzazione dell'industria della stampa web offset e rotocalco in Europa» (parere d'iniziativa)

OJ C 44, 11.2.2011, p. 99–104 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

11.2.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 44/99


Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Verso una politica europea di razionalizzazione dell'industria della stampa web offset e rotocalco in Europa» (parere d'iniziativa)

2011/C 44/16

Relatore: GENDRE

Correlatore: KONSTANTINOU

Il Comitato economico e sociale europeo, in data 16 luglio 2009, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 29, paragrafo 2, del proprio Regolamento interno, di elaborare un parere di iniziativa sul tema:

Verso una politica europea di razionalizzazione dell'industria della stampa web-offset e rotocalco in Europa.

La commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI), incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 1o luglio 2010.

Alla sua 464a sessione plenaria, dei giorni 14 e 15 luglio 2010 (seduta del 14 luglio), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 145 voti favorevoli, 2 voti contrari e 7 astensioni.

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1   L'industria grafica europea si trova ad affrontare sfide enormi a causa della crescita di Internet come fonte di informazione e di pubblicità, della diminuzione del numero di lettori di giornali e riviste, e della concorrenza globale agguerrita che riguarda alcuni prodotti del settore.

1.2   La situazione è ancora più critica nel settore della stampa ad alta tiratura, e cioè la stampa web-offset (o roto offset) e la stampa rotocalco (o rotocalcografia), dove si registra un eccesso di capacità produttiva che alcuni analisti stimano attorno al 25-30 %. La relazione Kojunkturtest, elaborata dall'istituto di ricerca economica tedesco Ifo e dedicata all'industria grafica tedesca, indica che i tassi di investimento in questo settore hanno seguito l'andamento del mercato, facendo quindi registrare una diminuzione rispetto al 2008. Il 2006 e il 2007 sono stati anni piuttosto favorevoli per l'industria grafica (1). Tuttavia dal 2008, i cicli di investimento si sono attestati su un livello nettamente inferiore e sono stati diretti soprattutto a razionalizzare e migliorare il flusso di produzione.

1.3   Il mercato grafico risente di una situazione di sovraccapacità, alla quale si aggiungono altri importanti fattori concorrenziali come l'attrattiva dei nuovi media, le importazioni dai paesi produttori a basso costo e il calo della domanda. Questo contesto economico sfavorevole ha provocato una caduta dei prezzi con ripercussioni negative sul tenore di vita dei lavoratori subordinati.

1.4   Inoltre, la crisi economica attuale ha reso più difficile l'accesso al credito. Come in molti altri settori, queste tendenze negative hanno fatto crescere la necessità di una riduzione dei costi di produzione, con conseguenti ripercussioni sulle recenti contrattazioni salariali. In questo difficile contesto, alcune imprese grafiche, in particolare quelle che operano nei segmenti di mercato più vulnerabili, rischiano di dover prevedere ristrutturazioni e licenziamenti collettivi.

1.5   La Commissione europea nel 2007 ha pubblicato i risultati di uno studio che analizza i fattori di competitività del settore. Tali ricerche sono sfociate in alcune proposte a favore di un piano d'azione per l'industria grafica. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sostiene interamente queste proposte, che le imprese stanno iniziando ad applicare e che rimangono tuttora pertinenti; si felicita per quanto è già stato realizzato, ma ritiene che le difficoltà del settore, decisamente accentuate dalla crisi e dalla recessione che hanno interessato tutti gli Stati membri dell'UE, richiedano nuove iniziative per far fronte alle sfide previste nel breve e medio termine.

1.6   Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è stato informato dell'esistenza di un nuovo progetto congiunto di sindacati e datori di lavoro del settore, della durata di un anno, che si propone di definire, con il contributo delle parti sociali, alcune linee guida sulla ristrutturazione socialmente responsabile delle imprese. Si tratta di un progetto varato nel 2009 che permette ai datori di lavoro e ai sindacati di effettuare un'analisi comune dei problemi del settore e avviare una riflessione per tentare di risolverli mediante una concertazione. Le discussioni dovranno basarsi sull'elaborazione di un piano d'azione per ridurre la sovraccapacità del settore.

1.7   Tale piano potrebbe inquadrarsi in una politica industriale a più lungo termine accompagnata da una riflessione sui nuovi modelli di attività dell'industria grafica. Per monitorare questo processo, verrà istituito, sotto l'egida della Commissione europea, un gruppo ad alto livello composto da esperti e da rappresentanti dell'industria, dei sindacati e dei lavoratori, con il compito di anticipare i futuri cambiamenti e individuare gli strumenti adatti a gestire tali cambiamenti, tramite un sistema trasparente di raccolta delle informazioni.

1.8   Attualmente il dialogo sociale formale tra datori di lavoro e sindacati esiste soltanto in seno alle imprese e a livello nazionale. Il CESE invita la Commissione a istituire un comitato di dialogo sociale europeo per l'insieme del settore.

1.9   L'ordine del giorno per un dialogo sociale europeo formale e strutturato potrebbe comprendere i seguenti punti:

1)

una riflessione sulle diverse misure in grado di salvaguardare l'occupazione mediante la formazione e la riconversione, unitamente alla riduzione e all'organizzazione dell'orario di lavoro, al ricorso alla cassa integrazione e alla ricerca di mobilità interna ed esterna all'impresa o alla professione;

2)

un esame degli interventi da realizzare per garantire l'adattamento della capacità di produzione alla richiesta del mercato, senza conseguenze negative sulle condizioni di lavoro;

3)

una raccomandazione comune dei rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori concernente alcuni orientamenti sugli investimenti a lungo termine, che riconosca che le necessità di nuovi investimenti e l'ampiezza di questi ultimi possono essere pienamente analizzate soltanto a livello di ciascuna impresa. La definizione degli elementi di una strategia di investimento adeguata dovrebbe garantire l'acquisto di macchinari a titolo di sostituzione o per soddisfare le necessità del mercato, permettendo in tal modo alle imprese di essere adeguatamente attrezzate per lavorare efficacemente nei loro segmenti attuali o futuri;

4)

la necessità di elaborare una diagnosi della situazione finanziaria dell'industria, raccogliendo e consolidando i dati pubblici senza mettere in discussione la riservatezza delle decisioni strategiche adottate dalle imprese; si tratta di una priorità assoluta per consentire una più accurata valutazione dei margini di manovra esistenti;

5)

l'individuazione di buone pratiche in materia di condizioni di lavoro, formazione e riqualificazione, assicurando il rispetto delle norme previste dal modello sociale europeo e delle convenzioni e degli accordi collettivi esistenti.

1.10   Il CESE invita la Commissione a istituire un osservatorio/consiglio settoriale europeo delle professioni e delle competenze incaricato di valutare le necessità attuali e future del settore e di contribuire ad allineare l'offerta di formazione con la domanda. Esso inoltre incoraggerebbe la formazione professionale permanente, nonché la mobilità e la riqualificazione dei lavoratori.

1.11   Nell'immediato il CESE raccomanda alle associazioni europee competenti di organizzare, con il sostegno finanziario e logistico della Commissione europea, una conferenza di tutte le parti interessate, compresa la Commissione stessa, allo scopo di fare il punto della situazione per decidere quali misure adottare nel breve termine e di finanziare uno studio indipendente sul futuro a medio e lungo termine del settore. Le parti sociali potrebbero essere incaricate di proporre le misure da adottare con urgenza per orientare il mercato verso un funzionamento sostenibile e studiare le possibili evoluzioni future di questo settore professionale.

1.12   Potrebbe essere effettuata un'analisi sull'attività dei broker, per misurare l'impatto della loro attività sulla fissazione dei prezzi. Nel contempo potrebbe essere esaminato il ricorso agli accordi di specializzazione, per contribuire a sfruttare più efficacemente la capacità di produzione mediante le economie di scala e il miglioramento delle tecniche di produzione.

1.13   Il CESE invita i poteri pubblici nazionali ed europei a favorire l'accesso del settore al finanziamento pubblico, in particolare tramite il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, per promuovere azioni in materia di formazione, riqualificazione e l'accompagnamento della mobilità dei lavoratori tipografici. Inoltre, raccomanda alle imprese di valutare la possibilità di un intervento della BEI per finanziare l'acquisto di nuove tecnologie in previsione dello sviluppo di nuove attività.

2.   Contesto

2.1   L'evoluzione dell'industria grafica europea è strettamente legata a quella dei fornitori (di carta, inchiostro e macchine per la stampa) e dei committenti che devono affrontare una serie di difficoltà interne al loro settore e che si stanno organizzando per superarle, alcuni di loro in particolare attraverso un processo di concentrazione.

2.2   Si tratta di difficoltà indotte dai cambiamenti strutturali e accentuate dalla crisi che si verificano nei metodi di comunicazione con lo sviluppo di Internet, che provoca una graduale trasformazione delle componenti del mercato. Il forte impatto della rete si avverte lungo l'intera catena di valore, attraverso la diminuzione dei bilanci pubblicitari che priva i media grafici, in maniera parzialmente irreversibile, di entrate vitali, con ripercussioni negative sul pluralismo dell'informazione.

2.3   Le nuove possibilità offerte dai trasporti e dalle comunicazioni hanno attivato la concorrenza delle tipografie indiane e di quelle cinesi nei settori in cui la commercializzazione dei prodotti non è soggetta a vincoli di tempo (in particolare per diverse categorie di libri). Tra l'altro, anche i broker, che cercano di ottenere i prezzi più bassi, tendono apparentemente ad avvalersi delle tipografiche asiatiche, favorendo lo sviluppo di una tendenza deflazionistica sfavorevole agli investimenti. E con la crescente tendenza a pubblicare i cataloghi on line piuttosto che in forma cartacea, queste evoluzioni si ripercuotono negativamente sul settore della stampa ad alta tiratura in Europa.

2.4   Secondo le ultime statistiche pubblicate da Eurostat, l'industria grafica europea conta 132 571 imprese con 853 672 dipendenti (2), con sette paesi (Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna) che assorbono l'80 % della forza lavoro del settore nell'Europa a 25. Oltre il 95 % delle imprese grafiche europee impiega meno di 50 persone (60 % circa dell'occupazione totale), mentre quelle con oltre 250 lavoratori non arrivano all'1 % (13 % circa dell'occupazione totale). Per tracciare un quadro più completo e più preciso del settore servono però dati numerici più dettagliati, attualmente non disponibili.

2.5   Il presente parere si concentra essenzialmente sull'industria tipografica della stampa web-offset e rotocalco, caratterizzata da un alto numero di tirature o di pubblicazioni, senza affrontare tutte le problematiche del settore dei giornali e di quello degli imballaggi, considerati, per il tipo di prodotti che offrono, come mercati a sé stanti; molti giornali possiedono infatti una propria tipografia e rientrano quindi solo marginalmente nel mercato specifico in esame. Il settore della stampa web-offset e rotocalco comprende invece le imprese grafiche che producono grandi tirature. La stampa offset e la stampa rotocalco (rotocalcografia) sono due tecniche di stampa distinte, che richiedono macchine di stampa diverse. L'offset è utilizzato sia dalle imprese di grandi dimensioni, che offrono servizi di stampa web-offset (roto offset), sia dalle piccole imprese che utilizzano la stampa offset a foglio. I settori europei dell'offset e della rotocalcografia assieme rappresentano il 56 % del mercato tipografico tradizionale in Europa (3), nel quale operano imprese che stampano libri, annuari, cataloghi e riviste che, per la loro natura, sono tendenzialmente stampati in grandi quantità, che variano generalmente tra 10 000 e 300 000 copie.

2.6   Metà della produzione è rappresentata dalle riviste e l'altra metà principalmente da cataloghi, dépliant pubblicitari e libri. Complessivamente vengono utilizzate 5 milioni di tonnellate di carta. In Europa la maggior parte delle riviste e numerosi tipi d'imballaggio vengono stampati mediante rotocalcografia. La capacità annua totale del settore europeo della stampa rotocalco supera i 5 milioni di tonnellate, l'80 % dei quali soltanto in 5 paesi. In Europa vengono utilizzate complessivamente 222 rotative.

2.7   In Europa l'industria della stampa web-offset e rotocalco è caratterizzata dall'esistenza di imprese di grandi dimensioni, per entrambe le tecniche di stampa: web-offset (circa 30 imprese) e rotocalco (circa 25 imprese). Tali imprese sono in concorrenza reciproca per accaparrarsi una più ampia quota di mercato, in un contesto di diminuzione della domanda complessiva. In questi ultimi anni la stampa rotocalco ha dovuto affrontare una maggiore concorrenza da parte della stampa web-offset. Le imprese sono esposte a una pressione crescente e le parti sociali devono confrontarsi con la necessità di negoziare le ristrutturazioni cercando nel contempo di salvaguardare il più possibile l'occupazione, le condizioni di lavoro e i salari.

3.   Motivazione

3.1   Il settore della stampa web-offset e rotocalco deve confrontarsi con problemi ancora più gravi di quelli che stanno interessando l'industria grafica europea nel suo insieme perché è stato colpito in pieno da una serie di ostacoli di natura sia strutturale che congiunturale: evoluzione complessiva del settore dei media, caratterizzata dalla crescita di Internet e dalla conseguente contrazione del mercato dei prodotti stampati nel settore dell'informazione, sovraccapacità, sovrainvestimenti, concentrazione.

3.2   Evoluzione globale del settore dei media

3.2.1   Il volume dei prodotti della stampa web-offset e rotocalco dovrebbe continuare a diminuire nei prossimi anni, per via dello sviluppo delle pubblicazioni on line, della pubblicità su Internet e dei cambiamenti che questa trasformazione induce nelle abitudini dei lettori.

Negli ultimi cinque anni si è registrato un calo nella produzione di annuari e di cataloghi. E poiché si tratta di un'attività essenziale per il settore della stampa web-offset e rotocalco in Europa, se la tendenza in atto dovesse perdurare, si avrebbero nuove ristrutturazioni, fusioni e chiusure di stabilimenti, accompagnate da ulteriori soppressioni di posti di lavoro.

3.2.2   Negli ultimi dieci anni, nel settore europeo dei periodici (riviste) «ha prevalso una tendenza al ribasso caratterizzata da una caduta delle vendite e da una diminuzione dei prezzi» (4). Inoltre, secondo Intergraf, quattro dei sei principali paesi produttori di periodici hanno registrato dati negativi tra il 2001 e il 2004, con l'eccezione di Spagna e Italia dove si è assistito a un lieve aumento, sebbene dati più recenti indichino una contrazione anche per il mercato italiano e per quello spagnolo. In Italia, in particolare, nel 2009 i periodici hanno perso il 28,7 % degli investimenti pubblicitari (fonte: Nielsen), mentre la loro quota di mercato è diminuita del 10,5 % (fonte: ISTAT). Si tratta di una tendenza tuttora in atto e destinata a perdurare fintanto che il settore si troverà in situazione di sovraccapacità. Dato che per aumentare le vendite le imprese puntano a un pubblico più specializzato, esse finiscono per ricevere ordini per tirature inferiori. Ne consegue un effetto trainante negativo nel settore della stampa web-offset e rotocalco, le cui economie di costi di produzione si realizzano unicamente grazie a tirature estremamente elevate.

3.2.3   I gruppi editoriali che pubblicano quotidiani hanno ridotto il numero di testate a seguito della diminuzione dei lettori: soltanto nel Regno Unito, nel 2008 ne sono scomparse almeno 53 (principalmente settimanali gratuiti). Si assiste tuttavia, per alcune pubblicazioni, alla comparsa di offerte combinate di abbonamento a entrambe le versioni, cartacea ed elettronica, nel tentativo di sfruttare la complementarità tra queste due forme di diffusione dell'informazione e della pubblicità. Si tratta di un'iniziativa che potrebbe, ma è ancora presto per averne conferma, contribuire a rallentare il declino del settore e che potrebbe forse facilitare la riqualificazione di alcuni lavoratori.

3.2.4   In Europa la carta incide per oltre la metà sulle spese di stampa e le imprese del settore, acquistandola individualmente, stentano a competere con la pratica degli acquisti di gruppo dei paesi del Sud-est asiatico. In un rapporto elaborato di recente dalla Stationers' and Newspaper Makers' Company, si prevede un dimezzamento (-56 %) della domanda di carta da giornale entro il 2020, la probabile riduzione di un terzo nella domanda per le riviste, a seguito della maggiore diffusione delle pubblicazioni on line e delle ripercussioni sulla pubblicità, senza contare l'impatto dei media digitali sul settore delle riviste d'affari (5).

3.2.5   In passato i grandi editori stampavano in proprio le loro pubblicazioni, mentre negli ultimi dieci anni in molti hanno venduto i macchinari e hanno deciso di concentrarsi sulla loro attività di base. Oggi quindi gli editori proprietari di stabilimenti di stampa sono diventati una rarità. Alcuni addirittura si avvalgono di broker per affidare l'attività di stampa ai migliori offerenti, una pratica questa che si traduce con un'ulteriore pressione sulle imprese grafiche, che accentua le difficoltà di un settore già particolarmente indebolito. Le sovraccapacità permettono a questi grandi e potenti editori di imporre una riduzione dei costi e di comprimere in tal modo i margini delle imprese grafiche, con una serie di ripercussioni negative sui livelli retributivi dei lavoratori.

3.2.6   Analoghe pressioni vengono esercitate dagli editori di cataloghi e di periodici sui prezzi di produzione dei loro prodotti. Tenuto conto della forte concorrenza per aggiudicarsi ogni singolo contratto, la maggior parte delle imprese grafiche tenta di ridurre le spese ricorrendo essenzialmente a una compressione dei costi salariali, misura che provoca un deterioramento delle condizioni di lavoro.

3.2.7   La crisi finanziaria si ripercuote negativamente sull'accesso al credito da parte delle imprese grafiche svantaggiate per via di una cattiva reputazione del settore presso le banche. Inoltre essa si traduce in una riduzione dei bilanci pubblicitari, con un conseguente impatto negativo sul volume di attività di tali imprese.

3.2.8   Infine, benché auspicabile, sembra tuttavia difficile per le imprese grafiche differenziare le loro attività, visto che la maggior parte di esse non è attualmente in grado di investire, in particolare nella prestampa, per mancanza di mezzi finanziari e di locali disponibili.

3.2.9   Viceversa, le piccole e medie unità di produzione sembrano in grado di adattarsi più facilmente ai cambiamenti strutturali e alle difficoltà congiunturali, grazie a una maggiore flessibilità dei loro sistemi operativi, che tengono conto più facilmente delle necessità di una clientela più differenziata. In futuro, queste imprese potrebbero contribuire al reinserimento professionale di una parte difficilmente quantificabile di lavoratori delle grandi strutture che sono rimasti disoccupati.

3.3   Sovraccapacità e sovrainvestimenti

3.3.1   L'aumento della sovraccapacità (6) nel mercato europeo della stampa web-offset e rotocalco, che deriva sia dalla diminuzione della domanda nel mercato europeo che dai sovrainvestimenti, incide negativamente sui già risicati margini dei produttori. Mentre prima vi era solo una probabilità, ora esiste il rischio concreto di cominciare ad assistere all'adozione di misure più drastiche di riduzione dei costi, nel disperato tentativo di mantenere i margini, o addirittura di assicurarsi la sopravvivenza. Molte imprese sono costrette a praticare prezzi di vendita inferiori ai costi di produzione globali, per cercare di limitare le perdite.

3.3.2   Secondo uno studio condotto da UNI Europa Graphical, nel 2008 il livello di produzione del settore grafico risultava invariato rispetto al 2004 (7). Malgrado questa congiuntura sfavorevole, le imprese europee di stampa in rotocalco hanno acquistato 28 nuove macchine tra il 2005 e il 2008. Si tratta certamente di investimenti determinati in parte da alcune strategie legate ad esempio alla necessità di rinnovare i macchinari, rispondere alle nuove esigenze del mercato e disporre di capacità supplementari per affrontare più efficacemente gli eventuali picchi di produzione. Le nuove macchine sono capaci di produrre materiale stampato più efficacemente, aumentando in tal modo la sovraccapacità del settore che, prima della crisi, si attestava secondo le stime attorno al 15-20 % (8), a fronte del 25-30 % attuale.

3.3.3   Secondo il sindacato tedesco Ver.di l'ampliamento delle capacità dell'industria grafica europea intensificherà la pressione concorrenziale, che ha raggiunto livelli disastrosi. Questi investimenti sono serviti soltanto ad aumentare le pressioni alla riduzione dei costi ed all'eliminazione dei concorrenti dal mercato; ciò ha già provocato licenziamenti su vasta scala.

3.3.4   La sovraccapacità e i sovrainvestimenti hanno già provocato diversi fallimenti eclatanti: tra questi, la Quebecor World, una delle maggiori aziende grafiche in Europa, con oltre 20 000 effettivi in cinque continenti, che ha dichiarato fallimento nel 2008, a causa dell'inasprimento della concorrenza e della crescente diffusione della stampa digitale. Nel 2009, l'impresa ha rimborsato i suoi debiti ed ha assunto la nuova denominazione di World Color, dopo aver ceduto le sue attività europee a un fondo d'investimento (HHBV). Mentre alcune imprese sono fallite, molte altre hanno reagito alle difficoltà ricorrendo a delle fusioni, che hanno poi dato luogo a ristrutturazioni massicce in tutto il settore, con conseguenti perdite di posti di lavoro.

3.3.5   Come in molti altri settori, la crisi economica ha avuto gravi ripercussioni sulle contrattazioni salariali svoltesi nel 2009. Anche nei casi in cui non vi siano tagli occupazionali, le forti pressioni esercitate sui lavoratori per ridurre il costo della manodopera si ripercuotono negativamente sulle condizioni di impiego e sulle retribuzioni. Nel 2009 le contrattazioni collettive si sono concluse con una riduzione media dello 0,9 % del potere d'acquisto dei lavoratori dell'industria grafica europea (9). L'ampliamento del mercato ha contribuito a rafforzare la spirale negativa che agisce sui prezzi e sul costo della manodopera e a inasprire il clima concorrenziale.

3.4   Concentrazione

3.4.1   In questi ultimi anni, il numero di imprese produttrici di carta, inchiostro e macchine per la stampa è diminuito ed è aumentata conseguentemente la concentrazione, che ha a sua volta rafforzato il potere contrattuale dei fornitori, i quali possono imporre più facilmente le loro condizioni.

3.4.2   Un recente studio sul settore grafico europeo mostra come «la sovraccapacità, i sovrainvestimenti, la debolezza della domanda, prezzi più bassi dei prodotti, fatturati decrescenti e una concorrenza crescente sul mercato» si siano tradotti in fusioni e acquisizioni e in nuovi fallimenti (10).

3.4.3   Qui le fusioni e le acquisizioni hanno generato imprese più grandi, e ancora più determinate a eliminare i loro concorrenti. Nel 2005, ad esempio, dalla fusione delle attività grafiche dei gruppi editoriali Bertelsmann, Gruner + Jahr e Sprinter è nata Prinovis, la più grande azienda di stampa in rotocalco nel panorama dell'industria grafica europea. Successivamente, il gruppo Schlott AG è divenuto il numero due della stampa in rotocalco in Europa, grazie all'acquisizione di imprese (REUS a Pilsen, Repubblica ceca) e di capacità di piegatura e di stampa (Biegelaar, Paesi Bassi), avvenute rispettivamente nel 2006 e 2007. All'inizio del 2008, un gruppo d'investimento olandese ha ripreso le attività grafiche europee di Quebecor. Il gruppo britannico Polestar è alla ricerca di partner al fine di rafforzare la sua posizione di mercato.

4.   Prospettive

4.1   Tutte queste difficoltà pongono la stampa web-offset e rotocalco europea in una situazione di precarietà che potrebbe rivelarsi deleteria in mancanza di un intervento urgente e concertato dei responsabili decisionali e delle altre parti interessate. Tutte le parti sociali sono arrivate alla conclusione che il settore ha bisogno di una riorganizzazione e di una ristrutturazione se vuole assicurarsi uno sviluppo sostenibile a lungo termine. Verosimilmente nei prossimi dieci anni vi sarà il rischio di ulteriori razionalizzazioni, con numerosi licenziamenti. Per questo motivo secondo le parti sociali occorre intervenire ora, per assicurare che la crisi del settore possa essere controllata e gestita nel miglior interesse dei datori di lavoro e dei lavoratori. La situazione è del resto così grave che i sindacati ne stanno attualmente valutando le implicazioni, nel tentativo di elaborare strategie costruttive per salvaguardare l'occupazione, programmare le riqualificazioni, evitare il deterioramento delle condizioni di lavoro e mantenere invariato il livello dei salari.

4.2   La Commissione europea nel 2007 ha proposto, di concerto con le associazioni professionali, un piano d'azione per l'industria grafica articolato in sei punti:

1)

sostegno dello sviluppo dinamico dell'industria tipografica europea nel mercato globalizzato:

a)

partenariati e alleanze;

b)

gestione dei costi di produzione;

2)

sviluppo di servizi a forte valore aggiunto per i clienti;

3)

miglioramento della formazione;

4)

potenziamento del quadro di riferimento europeo - standardizzazione e armonizzazione;

5)

intensificazione dell'attività di ricerca e innovazione, mediante interventi coordinati;

6)

miglioramento dell'immagine dell'industria grafica.

Il CESE sostiene tutti i punti della proposta, che giudica ancora di grande attualità ed esprime apprezzamento per le realizzazioni già compiute. Tuttavia, considerando che le difficoltà del settore sono state fortemente accentuate dalla crisi e dalla conseguente recessione che ha interessato tutti gli Stati membri dell'UE, il CESE ritiene opportuna l'adozione di alcune misure di emergenza volte ad aiutare il settore ad affrontare le sfide che si presenteranno a breve termine.

4.3   La crisi finanziaria ha del resto rafforzato l'urgenza di una reazione pianificata e coordinata delle parti sociali. È quindi più importante che mai procedere alla definizione di una vera politica europea per il settore, basandosi sul contenuto della proposta della Commissione. Non è auspicabile che il processo di concentrazione si accentui al di là del necessario, anche se sarebbe utile favorire un consolidamento controllato, mediante un'attenta gestione delle transizioni, compresa la riduzione dell'orario di lavoro, in modo da proteggere il maggior numero possibile di posti di lavoro e prevedere efficaci sistemi di riqualificazione e di mobilità interna ed esterna. In applicazione del regolamento (CE) n. 2658/2000, in corso di revisione, potrebbero essere promossi accordi di specializzazione tra le imprese che complessivamente non rappresentano oltre il 20 % del mercato, tali da permettere di migliorare le tecniche di produzione e realizzare economie di scala in grado di contribuire a mantenere in vita le imprese.

4.4   Potrebbe essere realizzato uno studio sul ruolo svolto dai broker al fine di accertarne l'impatto sulla formazione dei prezzi. Il principio della concorrenza libera e non falsata deve poter essere esercitato garantendo standard lavorativi e livelli retributivi dignitosi, nonché il rispetto dei contratti e degli accordi collettivi in tutti i paesi dell'UE in cui essi siano in vigore.

4.5   Sono necessari sforzi concertati per ridurre le sovraccapacità del settore, mentre per gestire le ristrutturazioni secondo criteri socialmente accettabili, servono un dialogo sociale e una contrattazione collettiva a tutti i livelli, in ciascun paese. Inoltre, particolare urgenza riveste le promozione di un dialogo sociale formale e strutturato a livello europeo, che risulta necessario per la messa a punto di interventi compatibili con le sfide con cui deve confrontarsi la categoria. Il CESE ricorda che il dialogo sociale settoriale può sfociare nell'adozione di pareri, dichiarazioni comuni, linee guida, codici di condotta, carte e accordi.

4.6   L'aiuto finanziario e logistico della Commissione europea è indispensabile per assicurare in futuro un'industria europea della stampa web-offset e rotocalco sana e prospera. Il CESE incoraggia le imprese a sollecitare l'intervento degli aiuti europei disponibili, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo europeo d'adeguamento alla globalizzazione e il Fondo europeo per la ricerca e l'innovazione. Sarebbe anche auspicabile valutare le capacità d'intervento della Banca europea per gli investimenti per finanziare l'adeguamento delle imprese alle attività che richiedono nuove tecnologie. Il ricorso ai diversi sistemi di aiuto deve avere come unico obiettivo quello di facilitare le transizioni, senza finanziare indirettamente le delocalizzazioni.

4.7   Per il momento il CESE propone quattro iniziative:

4.7.1

creare un gruppo di riflessione ad alto livello composto da rappresentanti dell'industria, dei lavoratori e da ricercatori, per mettere a fuoco più chiaramente la configurazione che potrebbe assumere l'industria grafica nel medio termine e formulare proposte sulla definizione di un nuovo modello d'impresa;

4.7.2

organizzare una conferenza di tutte le parti interessate per fare il punto della situazione e decidere quali misure adottare nel breve termine. Le parti sociali potrebbero essere incaricate di studiare le possibili evoluzioni future di questo settore professionale e proporre le misure da adottare con urgenza per orientare il mercato verso un funzionamento sostenibile;

4.7.3

realizzare uno studio indipendente, finanziato dalla Commissione nel quadro del dialogo sociale settoriale europeo, destinato ad anticipare gli sviluppi a medio e lungo termine del settore, tenendo conto in particolare delle nuove tecnologie, nonché dell'evoluzione nel comportamento dei consumatori e delle strategie dei fornitori e dei committenti;

4.7.4

istituire un osservatorio ovvero un consiglio settoriale delle professioni e delle competenze per effettuare una recensione delle professioni attuali e future. La conoscenza approfondita delle competenze necessarie è un requisito indispensabile per definire adeguate politiche di formazione e riqualificazione.

4.8   Per garantire un controllo efficace degli sviluppi del settore, la Commissione dovrebbe dotarsi di un sistema di raccolta di informazioni e di dati affidabili accessibile a tutte le parti interessate.

Bruxelles, 14 luglio 2010

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Mario SEPI


(1)  Ifo. Investitionstest, München, Frühjahrsgutachten 2008 («Indagine sugli investimenti, Monaco, primavera 2008»).

(2)  Competitiveness of the European Graphic Industry («La competitività dell'industria grafica europea»), Commissione europea, 2007.

(3)  Ibidem.

(4)  Cfr. nota n. 2.

(5)  The future of Paper and Print in Europe («Il futuro della carta e della stampa in Europa»), Stationers' and Newspaper Makers' Company, 2009.

(6)  Gennard, J. The Impact of the financial crisis on the European graphical industry («L'impatto della crisi finanziaria sull'industria grafica europea»), 2009.

(7)  Conferenza europea della stampa rotocalco e offset, 16-20 marzo 2009, Verona.

(8)  Cfr. nota n. 7.

(9)  Gennard, J. Annual Collective Bargaining Survey («Indagine annuale sulle contrattazioni collettive»). UNI Europe, 2009.

(10)  Ibidem.


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