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Document 52008AE1197

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione — Comunicazione su una politica europea dei porti COM(2007) 616 def.

OJ C 27, 3.2.2009, p. 45–48 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

3.2.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 27/45


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione — Comunicazione su una politica europea dei porti

COM(2007) 616 def.

(2009/C 27/11)

La Commissione europea, in data 18 ottobre 2007, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

Comunicazione della Commissione — Comunicazione su una politica europea dei porti.

La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 8 maggio 2008, sulla base del progetto predisposto dal relatore SIMONS.

Il Comitato economico e sociale europeo, in data 9 luglio 2008, nel corso della 446a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 122 voti favorevoli e 5 astensioni.

1.   Conclusioni

1.1

Il Comitato economico e sociale europeo accoglie con favore la nuova comunicazione della Commissione europea su una politica europea dei porti, la quale propone essenzialmente misure non vincolanti (soft law). Il Comitato condivide inoltre l'impostazione generale del documento, volta a realizzare un clima stabile per gli investimenti, lo sviluppo sostenibile dei porti, un clima sociale positivo nei porti stessi e l'applicazione coerente delle regole del Trattato.

1.2

La scena portuale europea si va diversificando in termini sia di numero di porti in attività sia di gamma di funzioni e servizi portuali. Il Comitato raccomanda che la politica portuale dell'Unione europea assecondi questo processo guidato dal mercato assicurando che tutti i porti europei siano in grado di sviluppare appieno il loro potenziale in maniera sostenibile.

1.3

Il Comitato si compiace dell'iniziativa della Commissione di sviluppare una rete orientata al trasporto delle merci per ferrovia e invita gli Stati membri a dare la priorità all'attuazione di grandi progetti transfrontalieri di infrastrutture ferroviarie di collegamento con i porti, evitando però che ciò vada a scapito dei trasporti di persone per ferrovia.

1.4

Il Comitato si compiace dell'iniziativa della Commissione di pubblicare orientamenti per dissipare le ambiguità inerenti all'applicazione della normativa ambientale comunitaria in materia di sviluppo dei porti, e raccomanda che essi vengano pubblicati entro la fine del 2008.

1.5

La Commissione europea dovrebbe promuovere misure efficaci per sveltire il disbrigo delle pratiche amministrative nei porti. Il Comitato si compiace pertanto che essa intenda presentare, nel 2008, una proposta legislativa sulla creazione di uno spazio europeo del trasporto marittimo senza barriere. La Commissione e, in particolare, gli Stati membri dovrebbero compiere ulteriori progressi nella modernizzazione doganale e attribuire una maggiore priorità politica ad un'azione in questo senso.

1.6

Il Comitato conviene con la Commissione sul fatto che orientamenti relativi agli aiuti di Stato e disposizioni sulla trasparenza finanziaria possono favorire condizioni operative eque. Del pari, il Comitato ritiene che gli orientamenti forniti nella comunicazione circa l'uso di concessioni, servizi tecnici nautici e «uffici di collocamento portuali» (labour pools) siano nel complesso utili e chiari. Infine, la Commissione dovrebbe prendere ulteriori iniziative per assicurare condizioni di concorrenza eque fra i porti dell'Unione europea e quelli vicini dei paesi terzi.

1.7

Il Comitato accoglie con favore l'obiettivo della Commissione di promuovere e rafforzare la cooperazione fra le città e i loro porti. In particolare, invita la Commissione a organizzare uno studio approfondito sull'impatto socioeconomico dei porti.

1.8

Il Comitato si compiace che la Commissione abbia deciso di incoraggiare le parti sociali europee a istituire un comitato europeo di dialogo sociale settoriale per il settore portuale.

2.   Introduzione

2.1

In questi ultimi dieci anni il Comitato ha partecipato attivamente al dibattito su una politica portuale dell'Unione europea. Dato il ruolo chiave che i porti marittimi svolgono per lo sviluppo socioeconomico, il benessere e la coesione dell'Unione europea, una tale politica comune assume un notevole valore aggiunto.

2.2

Il Comitato ha formulato pareri in merito al Libro verde sui porti e sulle infrastrutture marittime  (1) e a due proposte legislative della Commissione europea intese ad aprire i mercati dei servizi portuali in Europa (2). Inoltre, il 26 aprile 2007 il Comitato ha adottato un parere d'iniziativa sul tema La politica portuale comune nell'UE  (3). Tenuto conto del clima di acceso confronto che ha caratterizzato il dibattito riguardante la direttiva sui servizi portuali, questo parere si era concentrato sugli aspetti di una politica portuale europea su cui le parti interessate del settore portuale potessero raggiungere un consenso.

3.   La comunicazione della Commissione europea su una politica europea dei porti

3.1

La Commissione europea ha pubblicato la sua comunicazione su una politica europea dei porti il 18 ottobre 2007. Il documento è frutto di un processo di consultazione delle parti interessate durato un anno, articolatosi in due conferenze e sei seminari tematici. La comunicazione rientra nella strategia globale della Commissione per una politica marittima ed è una componente della nuova agenda della Commissione per il trasporto merci.

3.2

L'obiettivo della nuova politica portuale europea è promuovere un sistema portuale efficiente per l'UE, capace di far fronte alle sfide future costituite dalle necessità dell'UE in materia di trasporto. A detta della Commissione queste sfide comprendono: la domanda di trasporti internazionali, l'evoluzione tecnologica, le emissioni e i cambiamenti climatici, il dialogo fra i porti, le città e le parti interessate, e infine la capacità di conciliare tutto ciò con la trasparenza, la concorrenza e il diritto comunitario in generale.

3.3

In linea di massima le proposte avanzate nella comunicazione consistono in un insieme di indicazioni interpretative delle norme del Trattato e in un piano d'azione che prevede ulteriori misure, per lo più non vincolanti (soft law).

3.4

Tali misure riguardano:

le prestazioni portuali e i collegamenti con l'entroterra,

l'aumento della capacità nel rispetto dell'ambiente,

la modernizzazione,

condizioni operative eque — chiarezza per gli investitori, gli operatori e gli utenti,

instaurazione di un dialogo strutturato tra i porti e le città, e

il lavoro nei porti.

4.   Osservazioni di carattere generale

4.1

Il Comitato accoglie con favore la comunicazione della Commissione in quanto riconosce l'importanza strategica dei porti marittimi per gli scambi fra gli Stati membri dell'UE e fra questi e i paesi terzi, nonché il loro contributo allo sviluppo economico e all'occupazione.

4.2

Il Comitato si compiace poi in modo particolare del fatto che la Commissione non proponga misure interventiste, bensì punti, sempre nell'ambito delle regole del Trattato UE, ad assicurare un clima stabile per gli investimenti, lo sviluppo sostenibile dei porti e un buon clima sociale nei porti stessi.

4.3

Il Comitato si compiace altresì che la Commissione stia utilizzando la cosiddetta soft law come alternativa, da un lato, alla legislazione e, dall'altro, all'approccio caso per caso.

4.4

Il Comitato desidera tuttavia formulare una serie di osservazioni e raccomandazioni specifiche sulle singole sezioni della comunicazione della Commissione.

5.   Osservazioni particolari

5.1   Il contesto economico del sistema portuale europeo e le sfide che lo attendono

5.1.1

Il Comitato prende atto che, stando alle conclusioni della Commissione, attualmente il trasporto a mezzo container si concentra in pochi porti dell'Europa nordoccidentale. Occorre tuttavia anche riconoscere che oggi si registra una tendenza alla partecipazione di un maggior numero di porti al mercato europeo dei trasporti mediante container anziché alla confluenza del traffico attraverso un numero limitato di porti. I porti europei che nel 2006 hanno registrato il più forte incremento di trasporti via container sono per lo più di dimensioni piccole o medie e dislocati in aree portuali diverse. Si assiste dunque a una concorrenza crescente fra zone portuali decisamente distanti fra loro (4). La politica portuale dell'Unione europea può sostenere questo processo assicurando che tutti i porti europei siano in grado di sviluppare appieno il loro potenziale in maniera sostenibile.

5.1.2

Oltre che sulle sfide elencate dalla Commissione, il Comitato richiama l'attenzione sui problemi inerenti alla globalizzazione e alle trasformazioni che caratterizzano il settore portuale e del trasporto merci via mare in Europa. Il fenomeno è particolarmente evidente nel mercato dei trasporti in container, ma vale anche per altri mercati, come il roll-on/roll-off, il carico a collettame e i trasporti alla rinfusa. I porti marittimi europei operano con armatori appartenenti a gruppi internazionali e sono inoltre sorti grandi gruppi di operatori di terminal che oggi offrono i loro servizi in diversi porti europei. La grande difficoltà per un'autorità portuale è assicurare sia l'impegno di questi operatori globali sia il rispetto degli obiettivi di sviluppo del porto in relazione alle pertinenti politiche europee.

5.2   Le prestazioni portuali e i collegamenti con l'entroterra

5.2.1

Il Comitato conviene con la Commissione sul fatto che, per far fronte all'accresciuta domanda di capacità portuale e connessa ai porti, occorre anzitutto ottimizzare lo sfruttamento delle infrastrutture portuali e delle vie di accesso esistenti. Il Comitato conviene inoltre sull'esigenza di effettuare un'analisi approfondita dei costi/benefici per la società nel suo insieme prima di prevedere nuovi sviluppi infrastrutturali. Nel far ciò occorre tener conto di considerazioni economiche, sociali ed ambientali, dato questi aspetti costituiscono i pilastri dell'agenda di Lisbona dell'Unione europea.

5.2.2

Come indicato più sopra, i processi di mercato stanno già spingendo verso una scena portuale europea più diversificata. Andrebbe favorito l'approccio «dal basso» (bottom-up), consistente nella selezione di proposte di progetti da parte degli organi di gestione dei porti, se del caso di concerto con le autorità regionali o nazionali. Ciò non toglie, ovviamente, che l'Unione europea debba continuare a fissare obiettivi e a fornire orientamenti.

5.2.3

La Commissione può tuttavia avvalersi dell'esame intermedio della rete transeuropea di trasporto, previsto per il 2010, per contribuire a rimuovere le strozzature che interessano i collegamenti dei porti con l'entroterra, purché tale esame sia effettuato sulla base di criteri oggettivi.

5.2.4

Il Comitato ribadisce inoltre la sua richiesta alla Commissione di intensificare gli sforzi per rimuovere le strozzature rimaste nell'entroterra attraverso gli strumenti generali a sua disposizione in materia di politica dei trasporti, in particolare riguardo ai trasporti sulle vie navigabili interne e i trasporti di merci mediante ferrovia. Specialmente i trasporti ferroviari continuano a costituire una grave strozzatura che ostacola il rendimento ottimale dei porti e la loro integrazione nelle catene logistiche. In proposito il Comitato si compiace dell'iniziativa della Commissione di sviluppare una rete orientata al trasporto di merci per ferrovia e invita gli Stati membri a dare la priorità all'attuazione di grandi progetti transfrontalieri per le infrastrutture ferroviarie di collegamento con i porti, senza però che ciò vada a scapito dei trasporti di persone per ferrovia.

5.3   Aumentare la capacità nel rispetto dell'ambiente

5.3.1

Il Comitato si compiace vivamente che la Commissione intenda pubblicare orientamenti per l'applicazione della normativa ambientale comunitaria allo sviluppo dei porti. Ciò farà registrare un significativo passo avanti verso i superamento di alcune delle ambiguità create da atti comunitari come la direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici, la direttiva 92/43/CEE sugli habitat naturali e la direttiva quadro 2000/60/CE per l'azione comunitaria in materia di acque. Data l'urgenza del problema, il Comitato raccomanda che i suddetti orientamenti vengano pubblicati entro la fine del 2008.

5.3.2

Il Comitato invita inoltre la Commissione a esaminare misure supplementari per rafforzare lo status giuridico dei progetti di sviluppo dei porti e semplificare la normativa in vigore, come indicato più in dettaglio nel parere d'iniziativa dello stesso Comitato sulla politica portuale (5).

5.3.3

Il Comitato tiene a sottolineare che i sedimenti contaminati vanno trattati opportunamente, e raccomanda che, in attesa di proposte legislative che influiranno sulla gestione dei corpi idrici e dei sedimenti, come la direttiva 99/31/CE sui rifiuti e la «direttiva derivata» della direttiva quadro sulle acque (6), si riconosca che i sedimenti non contaminati non vanno considerati come rifiuti e dunque non vanno trattati come quelli contaminati, perché le operazioni di dragaggio dei primi non introducono né aggiungono alcuna sostanza inquinante in un corpo idrico.

5.3.4

Infine, il Comitato conviene con le proposte della Commissione circa la realizzazione di impianti portuali di ricezione per i rifiuti delle navi e il miglioramento delle emissioni nell'aria. Il Comitato raccomanda di lasciare agli organi di gestione dei singoli porti la facoltà di disporre incentivi economici tramite i diritti di porto, dato che misure di questo tipo influirebbero sulle strutture finanziarie dei porti stessi, che in Europa sono assai diversificate.

5.4   Modernizzazione

5.4.1

Il Comitato si compiace che nel 2008 la Commissione intenda presentare una proposta legislativa sulla creazione di uno spazio europeo del trasporto marittimo senza barriere e rimanda alle osservazioni specifiche già formulate in vari pareri precedenti (7).

5.4.2

Il Comitato ribadisce ancora la raccomandazione che l'UE compia ulteriori progressi nella modernizzazione delle dogane e faccia sì che le sue politiche in materia di dogane, sicurezza marittima, sicurezza in generale, salute pubblica e qualità ambientale siano adeguatamente coordinate e armonizzate, e non trasferiscano indebitamente ai porti competenze che spettano ai pubblici poteri.

5.4.3

Il Comitato è favorevole allo sviluppo di sportelli unici, all'adozione di un approccio «elettronico» ai trasporti marittimi (e-maritime) e alla realizzazione delle iniziative e-Freight (trasporto elettronico di merci) ed e-Custom (operazioni doganali elettroniche). Al tempo stesso ritiene che le soluzioni basate sulle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) dovrebbero presentare un buon rapporto costi/efficacia, e questo anche per i porti di piccole o medie dimensioni.

5.4.4

Infine, circa il miglioramento delle prestazioni, il Comitato appoggia la proposta della Commissione di definire, entro la fine del 2009, una serie di indicatori generici europei, pur garantendo la tutela dei dati commerciali sensibili. Tali indicatori, basati su quelli già esistenti per il trasporto aereo, quello marittimo a corto raggio e quello combinato su ferrovia, vanno quindi sviluppati anche in relazione ai fattori di rilevanza portuale, quali le prestazioni delle attrezzature e degli impianti portuali, la collaborazione tra porti e il raggruppamento delle attività dell'entroterra.

5.5   Condizioni operative eque — chiarezza per gli investitori, gli operatori e gli utenti

5.5.1

Il Comitato approva l'idea della Commissione circa il ruolo delle autorità portuali e la diversità dei sistemi di gestione dei porti in Europa. In particolare si compiace che la Commissione sia consapevole del fatto che le autorità portuali possono assolvere meglio i loro importanti compiti se godono di un sufficiente grado di autonomia e, soprattutto, di una piena autonomia finanziaria.

5.5.2

Il Comitato è pure lieto che nel 2008 la Commissione intenda adottare orientamenti relativi agli aiuti di Stato nel settore portuale. In proposito il Comitato rimanda ai principi fondamentali dei finanziamenti pubblici nei porti definiti nel suo parere d'iniziativa del 26 aprile 2007.

5.5.3

Il Comitato si compiace altresì che la Commissione abbia adottato la raccomandazione volta ad estendere a tutti i porti mercantili, indipendentemente dal loro fatturato annuale, le disposizioni sulla trasparenza contenute nella direttiva 2006/111/CE.

5.5.4

Nel suo parere d'iniziativa il Comitato ha raccomandato la pubblicazione di linee guida sull'uso di procedure di selezione quali gare d'appalto e altri meccanismi appropriati, sulle condizioni per le concessioni e il leasing fondiario e sullo status giuridico di quei servizi portuali che hanno natura di pubblico servizio, ad esempio riguardo alla sicurezza generale dei porti.

5.5.5

La Commissione ha aderito a questa richiesta fornendo, nella comunicazione in esame, orientamenti riguardo all'uso delle concessioni e ai servizi tecnici nautici. Il Comitato ritiene che l'interpretazione delle norme dei Trattati e delle sentenze della Corte offerta dalla Commissione sia nel complesso utile e chiara. Tuttavia, esso sottolinea anche che, poiché i servizi tecnici nautici attengono comunque alla sicurezza della navigazione, sarebbe giustificato classificarli fra i servizi d'interesse economico generale.

5.5.6

Una politica avveduta in materia di concessioni dovrebbe assicurare la concorrenza fra i porti come pure l'efficienza e l'impegno ottimali degli operatori dei terminali. Il Comitato raccomanda alla Commissione di riesaminare periodicamente gli orientamenti pubblicati in materia di concessioni per garantirne l'effettiva rispondenza agli obiettivi summenzionati e far sì che contengano elementi comuni sufficienti ad assicurare condizioni operative eque fra le autorità portuali. Quest'ultimo punto è particolarmente significativo, visto il già accennato processo di consolidamento in atto sul mercato della movimentazione delle merci.

5.5.7

Il Comitato si compiace che la Commissione proponga di contribuire a diffondere le migliori pratiche di trasparenza sui diritti portuali. Il Comitato è convinto che i diritti portuali debbano essere stabiliti a livello locale, del singolo porto, in modo da tener conto in maniera ottimale delle esigenze degli utenti del porto stesso e dell'interesse generale di quest'ultimo.

5.5.8

Infine, il Comitato è lieto che la Commissione abbia tenuto presente la sua raccomandazione di occuparsi dei casi di concorrenza sleale da parte di porti vicini di paesi terzi. Attraverso le sue politiche in materia di adesioni all'UE e di relazioni esterne la Commissione dovrebbe anche intensificare le iniziative per occuparsi delle distorsioni originate da motivi politici, come l'embargo turco contro le navi battenti bandiera cipriota o provenienti da porti ciprioti, i problemi fra Grecia e Turchia riguardo al Mar Egeo, come pure i problemi fra i paesi baltici e la Russia concernenti l'attraversamento delle frontiere comuni.

5.6   Stabilire un dialogo strutturato tra i porti e le città

5.6.1

Il Comitato accoglie con favore l'obiettivo della Commissione di promuovere e rafforzare la cooperazione fra le città e i loro porti. Per lo sviluppo sostenibile dei porti è indispensabile che essi siano integrati nel tessuto urbano e nella vita cittadina, che sorgano nei cittadini una forte consapevolezza, un vivo interesse e persino fierezza per le attività del proprio porto. In proposito il Comitato appoggia in particolare le sinergie con il turismo, le attività ricreative, il patrimonio storico-artistico e la cultura in generale.

5.6.2

Il Comitato sottolinea inoltre la carenza di dati affidabili sull'occupazione diretta e indiretta e sul valore aggiunto generato dai porti europei. Ha ad esempio la sensazione che i dati usati nella comunicazione in esame in relazione all'impiego sottovalutino fortemente la realtà della situazione. Invita pertanto la Commissione a organizzare un'indagine approfondita in materia.

5.6.3

Infine, il Comitato appoggia l'intento della Commissione di misurare l'impatto delle misure di sicurezza sull'accessibilità dei porti e di offrire indicazioni su come conciliare i due aspetti «sicurezza» e «accessibilità».

5.7   Il lavoro nei porti

5.7.1

Il Comitato evidenzia la necessità che nei porti si promuovano un contesto e condizioni di lavoro positivi e sicuri, nonché relazioni lavorative e industriali costruttive. Il Comitato si compiace che nella comunicazione in esame la Commissione si mostri molto attenta a questa problematica.

5.7.2

Il Comitato ribadisce che, a suo giudizio, l'efficacia delle attività portuali dipende sia dall'affidabilità sia dalla sicurezza, elementi che, malgrado i progressi tecnologici, sono determinati in larga misura dal fattore umano. Di qui la necessità di disporre, nei porti, di una forza lavoro qualificata e ben formata sia a terra che a bordo delle navi. Il Comitato ha raccomandato che le parti sociali svolgano un ruolo importante nel creare e mantenere queste condizioni e che, a livello europeo, la Commissione appoggi il loro apporto agevolando il dialogo sociale.

5.7.3

Il Comitato si compiace pertanto che la Commissione abbia deciso di incoraggiare le parti sociali europee a istituire, per il settore portuale, un comitato europeo di dialogo settoriale ai sensi della decisione 98/500/CE.

5.7.4

Il Comitato, pur appoggiando la Commissione nel suo intento di stabilire un insieme di condizioni che consenta il reciproco riconoscimento della formazione dei lavoratori portuali, propone di compiere per prima cosa un raffronto dei diversi sistemi esistenti per la qualificazione professionale dei lavoratori portuali. Ciò potrebbe utilmente avvenire nel contesto del dialogo sociale europeo.

5.7.5

Infine, il Comitato conviene con la Commissione sulla necessità di un monitoraggio accurato dell'applicazione delle norme — comunitarie o dell'OIL — sulla sicurezza e la salute dei lavoratori nei porti e di un miglioramento delle statistiche relative agli infortuni sul lavoro, ma sollecita anche l'adozione, a tutti i livelli e nelle sedi appropriate, di iniziative che garantiscano un ulteriore miglioramento della sicurezza e della salute.

Bruxelles, 9 luglio 2008.

Il Presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Dimitris DIMITRIADIS


(1)  GU C 407 del 28.12.1998.

(2)  Pareri del CESE che riguardano, rispettivamente, una prima Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al mercato dei servizi portuali (COM(2001) 35 def.), GU C 48 del 21.2.2002, pag. 122, e una nuova Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso al mercato dei servizi portuali (COM(2004) 654 def.), GU C 294 del 25.11.2005, pag. 25.

(3)  GU C 168 del 20.7.2007, pag. 57.

(4)  Considerata nel lungo periodo, la quota media del mercato dei trasporti via container dei porti nell'area Amburgo-Le Havre è calata dal 61 % del 1975 al 48 % del 2003, mentre la quota di mercato dei porti dell'area mediterranea è raddoppiata (passando dal 18 % del 1975 al 36 % del 2003). Inoltre, in Europa il livello di concentrazione dei porti adibiti al traffico via container (misurato con il coefficiente Gini) è sceso costantemente dal 1990, evidenziando così un incremento dei punti di entrata nel mercato europeo. I porti che nel 2006 hanno fatto registrare i maggiori incrementi (in termini relativi) hanno per lo più dimensioni piccole o medie e sono situati in regioni europee diverse (Amsterdam, Sines, Rauma, Costanza, Kotka, Tallinn, Bremerhaven, Zeebrugge e Gdynia) (fonte: Institute of Transport and Maritime Management Antwerp (ITMMA)/Università di Anversa). Questo trend è in stridente contrasto, per esempio, con l'evoluzione in atto negli Stati Uniti, dove nello stesso periodo si è assistito a una netta concentrazione dei porti (fonte: T. Notteboom, T. (2007), Market Report on the European Seaport Industry, che utilizza dati forniti da Eurostat e dai singoli porti).

(5)  Cfr. il punto 4 del parere sul tema La politica portuale comune nell'UE (TEN/258) (GU C 168 del 20.7.2007, pag. 57).

(6)  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti (COM(2005) 667 def.) e Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE (COM(2006) 397 def.).

(7)  Parere CESE 609/2007 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Verso una politica marittima dell'Unione: una visione europea degli oceani e dei mari, del 7 giugno 2006 (GU C 168 del 20.7.2007, pag. 50).

Cfr. il punto 4 del parere d'iniziativa sul tema La politica portuale comune nell'UE (GU C 168 del 20.7.2007, pag. 57).

Parere esplorativo sul tema Le autostrade del mare nel contesto della catena logistica (GU C 151 del 17.6.2008, pag. 20).

Parere in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Revisione intermedia del Programma per la promozione del trasporto marittimo a corto raggio [documento COM(2003) 155 def.] (COM(2006 380 def.) (TEN/268) (GU C 168 del 20.7.2007, pag. 68).


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