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Document 52006AR0340

Parere di prospettiva del Comitato delle regioni — I fattori di successo delle strategie locali e regionali per l'anticipazione e l'accompagnamento dei processi di ristrutturazione

OJ C 305, 15.12.2007, p. 30–37 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

15.12.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 305/30


Parere di prospettiva del Comitato delle regioni — I fattori di successo delle strategie locali e regionali per l'anticipazione e l'accompagnamento dei processi di ristrutturazione

(2007/C 305/07)

RACCOMANDAZIONI DEL COMITATO DELLE REGIONI

è importante riconoscere che i processi di ristrutturazione nelle città e nelle regioni sono un fenomeno che accompagna costantemente la nostra vita sociale ed economica. Le ristrutturazioni vanno considerate un'occasione per risolvere i problemi economici attuali e futuri,

il Comitato raccomanda di realizzare in tutta l'Unione europea un monitoraggio costante di questi processi da parte di organismi indipendenti da tutte le parti interessate. L'Unione europea e gli Stati membri dovrebbero, mediante strumenti finanziari, incoraggiare la creazione di partenariati a livello locale e regionale tra le autorità amministrative, i soggetti economici e le parti sociali, promuovendo così una cooperazione per lo sviluppo locale in un mondo globalizzato e ciò in particolar modo nelle zone periferiche, dove vi è il pericolo di una perdita del patrimonio culturale,

le ristrutturazioni a livello locale e regionale devono permettere di conseguire obiettivi conformi alle politiche UE, mantenendo allo stesso tempo alti tassi di occupazione per garantire un livello di vita adeguato. L'attuale processo di ristrutturazione dovrebbe anche essere un primo passo nel processo di modernizzazione volto a creare un'economia orientata al futuro e basata sulla conoscenza e l'innovazione. Questo obiettivo non può essere conseguito senza un incremento degli investimenti nel capitale umano,

un approccio integrato alla ristrutturazione delle aree rurali garantisce (o dovrebbe garantire) un livello minimo di accesso ai servizi d'interesse generale in modo da poter attirare attività economiche e lavoratori qualificati e porre un freno allo spopolamento. È inoltre assolutamente necessario che i finanziamenti del FESR, del FES e del FEASR siano usati per sostenere azioni innovative piuttosto che per favorire lo status quo. Uno strumento importante per affrontare i problemi immediati che possono essere causati dalle ristrutturazioni è il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

Relatore

:

Witold KROCHMAL (PL/UEN-AE)

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

Contesto politico, economico e sociale del parere

1.

Il 16 ottobre 2006, la Commissione europea ha chiesto al Comitato delle regioni di elaborare un parere di prospettiva sui fattori di successo delle strategie di ristrutturazione nelle città e nelle regioni d'Europa. Secondo la Commissione, il parere del Comitato apporterà un contributo essenziale all'elaborazione della strategia della Commissione riguardante i processi indispensabili di ristrutturazione dell'economia europea.

2.

L'Unione europea si trova in realtà in una fase di profondi cambiamenti economici, consistenti nella ristrutturazione dell'intera economia di regioni e città. Di conseguenza gli enti territoriali si trovano ad affrontare una nuova sfida che devono raccogliere se vogliono preservare le condizioni che garantiscono l'equilibrio sociale, economico e ambientale.

3.

Le ristrutturazioni andrebbero considerate un'occasione per risolvere i problemi economici attuali e futuri e attenuare o eliminare le loro ripercussioni negative. Per la sua prossimità alla realtà e la sua capacità di dare risposte adeguate, rapide e flessibili, l'ambito locale e regionale può essere quello più efficace per mettere in atto politiche di ristrutturazione, specialmente quando tali processi non corrispondono a problemi strutturali.

4.

Le ristrutturazioni a livello regionale e locale devono garantire il conseguimento di obiettivi conformi alle politiche comunitarie, cioè consolidare la competitività e l'innovazione, pur preservando un tasso d'occupazione elevato che garantisca un adeguato tenore di vita ai cittadini dell'UE.

5.

Queste sfide riguardano in particolare le regioni e le città, cioè i poteri locali e regionali, che dispongono di possibilità notevoli per tradurre gli orientamenti strategici in azioni concrete e mobilitare i soggetti economici e sociali locali a favore di tali iniziative.

6.

Il presente parere mira ad apportare una serie di elementi al dibattito sugli attuali processi di ristrutturazione locali e regionali che sono diventati un processo continuo e inevitabile che accompagna costantemente la nostra vita economica e sociale.

7.

Le cause principali dei processi di ristrutturazione che le autorità locali, regionali e nazionali devono gestire e, se possibile, prevedere e anticipare, sono:

l'estensione del processo di globalizzazione,

la sicurezza e la lotta contro il terrorismo,

l'energia e i cambiamenti climatici,

l'apertura delle economie mondiali al commercio internazionale,

lo sviluppo del mercato interno dell'UE,

l'introduzione di nuove tecnologie innovatrici,

l'innalzamento degli standard nel campo della tutela ambientale,

la crescente importanza dei servizi di interesse generale,

le modifiche della domanda dei consumatori.

8.

I processi di ristrutturazione possono essere condotti a vari livelli e in vari settori:

a livello intersettoriale,

a livello settoriale,

a livello di impresa.

9.

Indipendentemente da un approccio per ramo e per settore, i processi di ristrutturazione si realizzano principalmente a livello territoriale: ne consegue che sono le comunità locali e regionali ad essere le più toccate dagli effetti che ne derivano.

10.

A causa del ritmo sostenuto con cui emergono i cambiamenti economici e sociali che rendono indispensabile una ristrutturazione, tali processi sono spesso azioni improvvise che le imprese sono costrette ad intraprendere per adeguarsi alle esigenze dell'economia globale e ai cambiamenti del mercato dei consumatori.

11.

Come conseguenza di questa economia sempre più globalizzata assumono sempre maggiore importanza le crisi o il deficit di competitività delle imprese o dei settori di natura congiunturale, fenomeni difficili da prevedere e che, con la loro azione costante, possono giungere ad intaccare gravemente il tessuto economico di una regione.

12.

Per la stessa ragione si sta assistendo con sempre maggiore frequenza a fenomeni di delocalizzazione, intesa come il brusco trasferimento di un'attività economica da una regione a un'altra. Queste decisioni impreviste sono basate su criteri strategici e finanziari, o su altri ancora come il costo dei fattori di produzione; tuttavia, gli incentivi regionali e le politiche di richiamo degli investimenti tendono in alcuni casi a favorirle.

13.

Benché in numerosi Stati membri esistano strumenti giuridici e gruppi di professionisti validi, questo tipo di ristrutturazione decisa «a caldo» non dà risultati soddisfacenti. Tale processo non esclude cambiamenti sociali e territoriali profondi e negativi e porta a privilegiare soluzioni di breve termine a scapito di soluzioni più durature e solide. Questo modo di agire sfocia spesso in problemi seri per la società e il territorio. I vantaggi che accompagnano le delocalizzazioni di imprese comportano spesso gravi ripercussioni per le regioni che le subiscono.

14.

Non si tratta di frenare le inevitabili ristrutturazioni, bensì di accoglierle, purché in una forma che, per quanto possibile, non pregiudichi le regioni, i comuni e i cittadini coinvolti ed anzi consenta loro di apprezzare le opportunità che esse offrono nel lungo periodo.

15.

Particolarmente colpiti da ristrutturazioni incisive sono stati quegli Stati diventati membri dell'UE nel 2004 e nel 2007. Ciò era imputabile in buona parte alle disparità esistenti tra gli Stati dell'UE-27 in termini di sviluppo economico e di penetrazione delle nuove tecnologie e dell'innovazione. In molti casi, gli effetti economici previsti sono stati raggiunti, ma non è stato tuttavia possibile evitare ripercussioni sociali spiacevoli, dovute principalmente al breve lasso di tempo in cui i processi sono stati realizzati.

16.

Se si presuppone che tali processi di ristrutturazione riemergano in continuazione, è indispensabile analizzarli negli Stati dell'ex UE-15 ricorrendo al metodo dell'anticipazione, come strumento per riconoscere prematuramente le difficoltà che si verificheranno ed eliminare in parte o almeno ridurre le conseguenze negative delle ristrutturazioni.

17.

Il successo del processo di ristrutturazione e, in particolare, la sua anticipazione, dipendono in gran parte dal dialogo instaurato tra le imprese, il terzo settore, i lavoratori e le loro organizzazioni (ad esempio i sindacati), gli enti locali e regionali, gli istituti d'insegnamento superiore e gli istituti di ricerca, come pure gli organi amministrativi come le agenzie di sviluppo regionale. Gli effetti e il successo del processo di ristrutturazione dipendono molto spesso dalla qualità di questo dialogo.

18.

Nel corso del processo, occorre assegnare un ruolo specifico agli enti regionali e locali. Quando si rende necessaria una ristrutturazione, si possono distinguere tre tipi d'intervento:

il consolidamento e, laddove necessario, la diversificazione del tessuto economico e sociale locale e delle infrastrutture locali,

le azioni destinate a trattenere in loco i principali datori di lavoro e a rafforzare il ruolo delle PMI come motore dell'occupazione,

il rafforzamento dell'attrattività di una regione, di una città o di un comune.

Queste azioni e il processo di ristrutturazione stesso esigono dati statistici adeguati, risorse nel settore dell'informazione e una strategia specifica per raccogliere e condividere le informazioni fra tutti in partecipanti al processo.

19.

La politica dell'informazione dovrebbe prestare un'attenzione particolare alle PMI che, a causa della loro specificità, possono incontrare più difficoltà per accedere alle fonti di informazione che consentono di prevedere i cambiamenti del mercato.

20.

Il settore delle PMI merita una protezione specifica, tanto durante il processo di ristrutturazione che nel corso dei cambiamenti previsti. È in queste fasi, infatti, che maggiormente bisogna intervenire perché si rafforzino e si sviluppino le competenze e le capacità manageriali, organizzative e strategiche idonee a sostenere la crescita delle PMI, uscendo dallo schema tradizionalmente accentrato nelle famiglie fondatrici ed instaurando un modello di controllo e di conduzione adeguato al livello della competizione globale. Gli esempi analizzati mostrano che la strategia che consiste nel subappaltare è risultata la più efficace, ma solo quando si è potuto andare oltre ai normali scambi di mercato per arrivare ad una cooperazione fra imprese sulla base di un partenariato o ad una cooperazione di società in rete, in particolare a livello regionale.

Conclusioni

21.

I processi di ristrutturazione esaminati mostrano che non esiste uno solo modo di affrontare tali processi e che l'approccio scelto dipende soprattutto dal tipo di ente territoriale interessato (regione, città, comune), dal settore economico, dalla natura del territorio da ristrutturare sotto il profilo della sua ubicazione (zone periferiche), della sua destinazione d'uso (agricoltura, industria leggera, industria pesante) e del livello di sviluppo economico del paese in cui si trova.

22.

L'attuale processo di ristrutturazione dovrebbe nel contempo aprire la strada ad un processo di modernizzazione volto a creare un'economia orientata al futuro e basata sulla conoscenza e l'innovazione. Non si può conseguire tale obiettivo se non si aumentano gli investimenti nel capitale umano, migliorando l'istruzione e aumentando le competenze. A tal fine sono indispensabili investimenti efficaci e redditizi sul mercato del lavoro regionale o locale, che sarà così in grado di anticipare le sfide poste dal rapido processo di ristrutturazione economica e sociale.

23.

Estendere ed aumentare il livello di investimenti nel capitale umano e adeguare l'istruzione e la formazione alle nuove esigenze di qualificazione derivanti dal processo di ristrutturazione avviato comporta costi supplementari, che, grazie a meccanismi adeguati, dovrebbero essere condivisi tra imprese, pubblici poteri e singoli individui. Occorrerebbe sostenere in particolare strategie di formazione articolate che forniscano le qualificazioni necessarie in un'economia fondata sulla conoscenza e l'innovazione. Per un'efficace attuazione di tali processi, è indispensabile che le regioni e le città scambino le loro esperienze e creino partenariati nel settore dell'istruzione e della formazione.

24.

Come indicano alcuni esempi, le iniziative nell'ambito degli investimenti in capitale umano sono particolarmente importanti per i processi di ristrutturazione e di rilancio delle zone urbane e rurali. Rappresentano un compito essenziale delle organizzazioni impegnate in una ristrutturazione a livello locale. Questioni quali la mobilità professionale ed economica, così come l'adattamento dell'offerta e della domanda sul mercato del lavoro a livello locale hanno un impatto decisivo sull'efficacia dei processi di ristrutturazione. La mobilità delle persone in cerca di un'occupazione, di coloro che sono a rischio di disoccupazione, in particolare i lavoratori meno qualificati, dovrebbe essere promossa fornendo servizi individualizzati per la ricerca di un lavoro, tirocini, corsi di formazione per adeguare le competenze di quanti cercano un posto di lavoro o rischiano la disoccupazione ai bisogni del mercato del lavoro locale. Ciò riguarda in larga misura i giovani che incontrano più difficoltà ad accedere al mercato del lavoro.

25.

Le azioni basate sui principi del programma europeo per la gioventù, che coprono settori come l'orientamento professionale, l'assistenza per completare gli studi e l'accesso a corsi di formazione adeguati, agevolano una transizione più dolce dal mondo dell'istruzione a quello del lavoro nelle zone in cui sono in atto processi di ristrutturazione.

26.

Tali azioni dovrebbero contribuire a contrastare eventuali sviluppi indesiderati nelle zone urbane e rurali, ad esempio lo spopolamento delle campagne. Quest'ultimo è un fenomeno pericoloso perché rischia di privare le comunità locali rurali della loro capacità di funzionare come comuni, da cui deriva la perdita di valori culturali, di tradizioni e di peculiarità locali, ma anche perché rappresenta una minaccia per l'equilibrio idrogeologico. Il modo più efficace e utile di contrastare tale processo è mediante azioni finanziate dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Un approccio integrato alla ristrutturazione delle aree rurali garantisce — o dovrebbe garantire — un livello minimo di accesso ai servizi economici d'interesse generale, allo scopo di attirare le imprese e i lavoratori qualificati e limitare lo spopolamento. Un altro obiettivo importante è l'assegnazione dei fondi del FESR, del FSE e del FEASR alla promozione delle misure innovative e non di quelle che favoriscono lo status quo.

27.

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione costituisce uno strumento importante per affrontare i problemi immediati che possono risultare dal processo di ristrutturazione. Esso fornisce assistenza a breve termine alle regioni colpite dalla delocalizzazione delle attività economiche a seguito della globalizzazione. Il Comitato delle regioni ha accolto con soddisfazione la creazione di questo strumento e ha raccomandato di aumentarne la dotazione a 1 000 milioni di euro all'anno. Il CdR attende la prima relazione annuale (la cui pubblicazione è prevista nel 2008) sui risultati conseguiti (nel 2007) dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per valutare in maniera approfondita se i criteri di intervento di cui all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1927/2006 istitutivo del Fondo consentono un'esecuzione appropriata di quest'ultimo. Inoltre, il CdR offre il proprio contributo ad ogni futuro dibattito sull'eventuale revisione di tali criteri.

28.

Numerose sono le zone che, a seguito dei processi di ristrutturazione, dipendono in misura sempre maggiore dal turismo. In questo caso, l'approccio integrato all'utilizzo delle risorse naturali e delle loro ricchezze culturali è incentrato sulla qualità, il cui principale obiettivo è quello di soddisfare i consumatori. Un elemento indispensabile per garantire il successo di questi processi consiste nello sviluppare la comunicazione, collegando il territorio oggetto di ristrutturazione alle grandi reti nazionali ed europee, e nel ricorrere alle nuove tecnologie, fra cui l'accesso a Internet a banda larga per la comunicazione in senso lato, nonché nell'adottare misure appropriate di istruzione e formazione.

29.

La ricchezza culturale e le risorse naturali dovrebbero diventare strumenti chiave da utilizzare in questi processi. Talvolta si tratta di punti di forza nel processo di ristrutturazione, specie nelle aree scarsamente popolate. Rendono possibile uno sviluppo dinamico del turismo che si traduce in una leva per lo sviluppo locale.

30.

Circa il 60 % della popolazione dell'UE abita in centri urbani che contano più di 50 000 abitanti. È nelle città e in queste zone urbane che si trova la maggior parte dei posti di lavoro, delle imprese, delle scuole superiori e delle altre istituzioni della vita economica e sociale. Si tratta di uno spazio in cui si concentrano le opportunità, ma anche i pericoli. Oltre a misure legate strettamente all'economia, i processi di ristrutturazione condotti nelle città europee comportano anche altre azioni per la riqualificazione delle aree urbane in senso lato.

31.

Come indicano gli esempi, solo soluzioni articolate ai problemi economici, sociali o riguardanti l'assetto territoriale producono gli effetti che sono attesi dagli abitanti, dai poteri locali e accettati dall'UE. Nelle zone urbane è più facile trovare i partner per il processo di ristrutturazione, ma solo mantenendo un partenariato pubblico-privato-terzo settore e ricorrendo a diverse fonti di finanziamento è stato possibile concludere positivamente il processo.

32.

Le città che mantengono una posizione dominante, per es. in virtù delle loro dimensioni o della loro storia, hanno adottato una strategia di rinnovamento in qualità di forze motrici delle loro regioni. Oggi la loro posizione consente a queste città di sostenere i processi di ristrutturazione in tutta la regione sia mediante partenariati diretti che mediante organizzazioni che hanno in esse la loro sede.

33.

Le azioni condotte per rafforzare la competitività, promuovere lo spirito imprenditoriale, incoraggiare l'innovazione e sviluppare i servizi hanno permesso di conservare e attirare una manodopera molto qualificata. Ne è conseguito un miglioramento significativo del livello e della portata dei servizi offerti ai cittadini. Un'adeguata pianificazione, progettazione e mantenimento degli spazi urbani hanno portato ad una riduzione della criminalità nelle città rendendo più attraenti le strade, i parchi e le aree giochi. Un ambiente urbano di elevata qualità è un elemento indispensabile per un processo di ristrutturazione efficace in quanto garantisce un ambiente attraente per lavorare, vivere e investire.

34.

L'esperienza mostra che le città che nelle loro azioni hanno promosso la creazione di cluster hanno aumentato in modo sostanziale la loro competitività. Le relazioni che esistono tra le aree urbane e quelle rurali devono essere intrattenute ad un livello adeguato e occorre, a tal fine, creare delle condizioni di sviluppo uniformi, riducendo così le disparità fra le zone urbane e quelle rurali.

35.

Un approccio diversificato ai processi di ristrutturazione a livello territoriale dovrebbe essere monitorato da reti che riuniscono aree accomunate da uno stesso tipo di ristrutturazione (rete di regioni periferiche, rete di regioni minerarie, ecc.).

36.

Occorre inoltre che i soggetti destinatari del processo di ristrutturazione beneficino di un accesso più ampio alle fonti di finanziamento, che dovrebbero comprendere, oltre alle sovvenzioni ed ai fondi europei disponibili, strumenti come le garanzie bancarie, le garanzie congiunte, i prestiti ed i microcrediti. La Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti possono svolgere un ruolo importante in questo ambito.

37.

Non esiste un unico modello di ristrutturazione che garantisca il successo finale. Nonostante l'eterogeneità dei processi in materia, si possono individuare alcuni fattori che caratterizzano i processi di ristrutturazione con esito positivo:

un monitoraggio permanente dei processi economici, per anticipare le ristrutturazioni in una fase più precoce,

l'anticipazione non può limitarsi a formulare previsioni, ma deve anche creare scenari probabili per prepararne la realizzazione,

la presenza di un dialogo strutturato con la società e i cittadini, che includa anche la trasmissione di informazioni tra le parti che partecipano al processo di ristrutturazione,

l'esistenza di strutture che collegano le istituzioni accademiche, gli istituti di ricerca scientifica, l'industria e le autorità amministrative a tutti i livelli,

l'esistenza di strutture d'istruzione e di formazione di alta qualità e facilmente accessibili,

una valutazione, pubblica ed effettuata su base regolare, della qualità, dell'efficacia e dei risultati delle azioni realizzate,

la disponibilità di fonti di finanziamento differenziate per i processi di ristrutturazione, che dovrebbero coprire tutti i partecipanti ai processi, da cui la necessità di una maggiore efficacia delle azioni,

la capacità della regione o della città di adottare una politica territoriale che riesca a salvaguardare la capacità degli attori di produrre beni e fornire servizi o di garantirne la distribuzione,

la consapevolezza della comunità locale della necessità di un cambiamento costante che si esprime nell'identità regionale o locale. Ciò garantisce un approccio integrato allo sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale e costituisce un fattore supplementare per attirare nuovi investimenti,

un atteggiamento particolarmente proattivo degli enti regionali e locali, basato su una capacità di guida e sulla disponibilità di competenze e strumenti finanziari,

un progetto specifico, adeguato alla realtà locale e di carattere globale, che integri diversi aspetti, in funzione di ciascun caso: sviluppo economico, istruzione, integrazione sociale, cultura, urbanistica, ecc.

Raccomandazioni del Comitato delle regioni

38.

È fondamentale che la Commissione europea riconosca che i processi di ristrutturazione nelle città e nelle regioni costituiscono un fenomeno che accompagna costantemente la nostra vita sociale ed economica.

39.

Il Comitato invita gli enti regionali e locali a sviluppare sui loro territori vere azioni di anticipazione, che comprendano il monitoraggio, il sostegno dell'economia locale e l'inserimento nelle strategie regionali e locali di azioni in materia, sulla base di progetti città-regione ampi e condivisi.

40.

Per questa ragione, il Comitato raccomanda di realizzare in tutta l'Unione europea un monitoraggio costante di questi processi da parte di organismi indipendenti dagli attori in essi coinvolti, che includa, per area geografica e per settore interessato, le imprese, le parti sociali e le comunità regionali e locali. Questo sistema dovrebbe comprendere l'analisi dei cambiamenti socioeconomici a livello nazionale, regionale e locale, tenendo conto delle zone rurali, periferiche e montane e delle tendenze economiche future sul mercato del lavoro.

41.

Il Comitato invita a pubblicare le buone pratiche in materia di ristrutturazioni, utili per altre regioni e città dell'Unione europea. Occorre che simili pubblicazioni siano ordinate per aree in funzione del tipo di ristrutturazione (regioni agricole, regioni periferiche, regioni caratterizzate dall'industria pesante — mineraria — o dall'industria leggera — tessile, zone urbane).

42.

L'Unione europea e gli Stati membri dovrebbero, mediante strumenti finanziari, incoraggiare la creazione di partenariati, a livello locale e regionale, tra le autorità amministrative, i soggetti economici e le parti sociali, promuovendo così una cooperazione per lo sviluppo locale in un mondo globalizzato. Ciò faciliterà notevolmente l'anticipazione dei processi di ristrutturazione.

43.

Chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di prestare un'attenzione particolare alla flessibilità dei meccanismi di finanziamento comunitari, e in particolare del FSE, per assicurarne la capacità di rispondere in tempi rapidi alle esigenze insorte in maniera improvvisa e imprevista. In questi casi, infatti, vi è un immediato bisogno di finanziare incubatori, attività di assunzione, aiuto e consulenza alle start up e formazione mirata. Le possibilità per chi ha perso il posto di lavoro a causa delle ristrutturazioni di trovarne un altro sono massime nei primi tre mesi, dopodiché si riducono notevolmente. I meccanismi applicativi dei diversi strumenti comunitari dovrebbero quindi tener conto di questa necessità di reagire rapidamente. Le misure di reazione tempestiva alle eventuali conseguenze negative delle ristrutturazioni dovrebbero comprendere anche l'assistenza prestata per rispondere ai bisogni sociali immediati delle persone colpite da tali conseguenze (alloggio, assistenza sanitaria, consulenza, ecc.), che hanno bisogno di sostegno sociale per poter avviare nuove attività e adattarsi alla ristrutturazione.

44.

Il Comitato raccomanda di sfruttare, nel quadro dei processi di ristrutturazione, l'ubicazione transfrontaliera delle regioni e delle città e invita a sopprimere tutti gli ostacoli procedurali che si frappongono alla mobilità della manodopera e dei capitali e rendono più difficili le ristrutturazioni.

45.

Raccomanda che, nel quadro delle possibilità offerte dai fondi strutturali dell'UE, la Commissione europea adotti un approccio integrato al finanziamento dei processi di ristrutturazione mediante i fondi comunitari che consenta di affrontare i problemi di tipo sia economico che sociale e di attuare nel contempo le politiche dell'Unione.

46.

Il Comitato esorta gli Stati membri a sopprimere gli ostacoli giuridici e di altra natura alla creazione di partenariati pubblico-privato (PPP), che possono portare un sostegno attivo ed efficace ai processi di ristrutturazione.

47.

Il Comitato invita la Commissione europea e le altre istituzioni che partecipano al cofinanziamento dei processi di ristrutturazione a rafforzare la sorveglianza sull'efficacia dei mezzi finanziari utilizzati, in particolare per i progetti «soft» finanziati dal Fondo sociale europeo (FSE).

48.

Il Comitato sollecita l'Unione europea a prendere in considerazione, nelle sue politiche attuali e nell'elaborazione di nuove politiche, gli aspetti relativi ai processi di ristrutturazione, dalla fase della loro anticipazione a quella del loro completamento.

49.

Il Comitato invita gli Stati membri a utilizzare strumenti finanziari compatibili con la legislazione dell'UE a favore dei soggetti coinvolti in processi di ristrutturazione, in particolare nelle zone periferiche in cui vi è il rischio di perdere il patrimonio culturale o l'identità locale o territoriale e in cui le ristrutturazioni riguardano il settore delle PMI, per le quali questo processo è particolarmente difficile.

50.

Si aspetta di essere consultato dalla Commissione quando nel 2007-2008 si dovrà procedere alla revisione degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, che scadranno nell'ottobre del 2009.

51.

Il Comitato raccomanda con insistenza agli Stati membri e a tutti gli attori che partecipano ai processi di ristrutturazione di preservare le tradizioni e la cultura locale che possono costituire un punto di forza nelle ristrutturazioni attuali e future.

52.

Raccomanda di sfruttare la nuova iniziativa della Commissione Le regioni, soggetti attivi del cambiamento economico e le reti di città e regioni che stanno nascendo nel quadro di tale iniziativa e che sono cofinanziate del Fondo europeo di sviluppo regionale, pur continuando ad anticipare i processi di ristrutturazione e a promuovere le migliori pratiche per aiutare le città e le regioni ad adeguarsi ai cambiamenti causati dalla globalizzazione.

53.

Raccomanda alla Commissione di vigilare con particolare attenzione sull'applicazione degli incentivi regionali nell'ambito dei processi di delocalizzazione.

Bruxelles, 11 ottobre 2007.

Il presidente

del Comitato delle regioni

Michel DELEBARRE


ALLEGATO

Breve sintesi degli esempi di ristrutturazione comunicati da città e regioni

Ciò che nel corso degli anni '70 e '80 del secolo scorso sembrava una crisi transitoria di adattamento, si è rivelata essere una situazione ricorrente della vita sociale ed economica dell'Europa attuale. Ha assunto la forma di un adattamento permanente delle imprese e del loro ambiente alle mutate esigenze del mercato, quindi di un costante processo di ristrutturazione. Ai fini del parere di prospettiva elaborato su proposta della Commissione europea in merito ai processi di ristrutturazione nelle regioni e nelle città dell'UE, si è proceduto ad un'analisi approfondita delle informazioni pervenute sullo svolgimento di tali processi e di altre informazioni contenute in una serie di documenti; le conclusioni e le raccomandazioni sono state invece incorporate nel parere.

Scozia — (Regno Unito) — esempio di sana concorrenza sul mercato mondiale

Nel corso del periodo 2002-2006, il numero di lavoratori occupati nell'industria si è ridotto da 276 000 a 227 000 unità e il volume globale della produzione destinata all'esportazione è diminuito del 36 %. La maggior parte delle imprese hanno delocalizzato la produzione verso i nuovi Stati membri dell'UE e verso l'India e la Cina. L'attuale quadro per lo sviluppo economico della Scozia (Framework for Economic Development in Scotland — FEDS) è inteso a garantire la produttività e la competitività sul mercato mondiale. Le autorità scozzesi hanno creato il programma PACE (Partnership Action for Continued Employment, ovvero Azione di partenariato per un'occupazione continua), un'iniziativa che ha consentito a tutti i soggetti del settore pubblico e privato di evitare i licenziamenti di massa in modo attivo. Le ristrutturazioni hanno considerevolmente influito sul mercato scozzese del lavoro, in particolare nel settore industriale. L'aumento dell'occupazione nei servizi e nel settore degli affari ha tuttavia permesso alla Scozia di registrare uno dei tassi di occupazione più elevati dell'UE e il suo tasso di disoccupazione è il più basso degli ultimi trent'anni. Inoltre, l'economia scozzese trae vantaggio dal processo di globalizzazione. Le banche scozzesi hanno esteso le loro attività all'estero, il che ha rafforzato la loro posizione rispetto ai concorrenti.

Paese Basco — Spagna — ristrutturazione di una regione e delle sue città

Negli anni '80 l'industria locale, imperniata sui tre settori della costruzione navale, della siderurgia e dei metalli pesanti, ha iniziato il suo declino. Il governo basco, i datori di lavoro e i sindacati hanno deciso di impegnarsi nella ristrutturazione e nella modernizzazione delle attività industriali. Sono stati creati 9 cluster produttivi, che rappresentavano il 45 % del PIL del Paese Basco. Questi settori costituiscono ancora oggi ancora la forza motrice dell'economia basca. Al termine di questo processo di ristrutturazione che è durato 20 anni, il PIL del Paese Basco è in terza posizione in Europa, dopo regioni di paesi quali il Lussemburgo e l'Irlanda. Il tasso di disoccupazione, che nel 1990 era pari al 25 %, attualmente è del 4,5 %. Molto del capitale investito è andato al settore dell'innovazione e il 66 % di esso proviene da fonti private (in media in Spagna tale tasso è pari al 48 % e in Europa al 54 %). Il processo di ristrutturazione era collegato ad una riqualificazione delle città della regione, fra cui la capitale regionale, Bilbao. La cultura e l'identità locale hanno svolto un ruolo importante nella realizzazione di questo processo e ciò ha contribuito ad un'ampia accettazione sociale del processo stesso.

Creta — Grecia — dall'agricoltura ai servizi turistici

Finanziata con fondi del governo nazionale e dell'Unione europea, la ristrutturazione a Creta si basa su una cooperazione fra le imprese e i centri di ricerca (Università di Creta, centro di ricerca di Iràklion) e mira ad agevolare la transizione della popolazione dal settore agricolo verso il settore dei servizi. Questo obiettivo è stato raggiunto solo in parte, principalmente a causa della struttura verticale e dell'approccio dall'alto verso il basso delle azioni. Sono stati rafforzati i centri forti e rese marginali le aree periferiche situate all'interno dell'isola, questo approccio non ha fatto che aggravare il divario fra sottoregioni e non si è tradotto in un aumento della competitività.

Città di Tavira — Portogallo

Il processo di ristrutturazione, fondato sulla riqualificazione, ha portato ad un aumento dei servizi turistici e ad un rafforzamento degli investimenti in questo settore, che hanno consentito di finanziare la conservazione del patrimonio storico ed architettonico e di aumentare ancor più i flussi turistici e l'afflusso di capitali privati. Questo processo è stato finanziato grazie ai fondi PITER, Urbcom, Interreg e ProAlgarve.

I Länder — Austria

Nei Länder austriaci, la ristrutturazione mira ad operare una transizione da un'economia monosettoriale ad una struttura industriale multidimensionale — basata su progetti di ricerca e sviluppo — e al settore del turismo e dei servizi destinati al mondo degli affari. Questo processo è fortemente sostenuto da uno sviluppo continuo dell'offerta in materia di formazione e di formazione professionale.

Città di Oporto — Portogallo

È stato avviato recentemente un processo di ristrutturazione, reso necessario dal trasferimento di numerosi organismi amministrativi ed economici verso la capitale, dal declino demografico e da quello del commercio tradizionale a vantaggio della grande distribuzione. Il processo mira a rivitalizzare il centro della città, a sviluppare i servizi culturali e a rinnovare l'offerta di alloggi. Nel 2004 è stata avviata l'iniziativa PortoVivo, che ha il compito di attirare gli investimenti privati verso la città. Questo vasto progetto di ristrutturazione e di riqualificazione si estende su vent'anni. Nello stesso tempo, si prevede di ristrutturare oltre 5 000 edifici, progetto che contribuirà alla conservazione di un prezioso patrimonio storico e culturale e, di conseguenza, allo sviluppo del settore dei servizi, che creerà posti di lavoro.

Liberec — Repubblica ceca

Il processo di ristrutturazione innescato dal cambiamento di sistema politico intende allineare l'economia alle norme comunitarie. Finanziato principalmente dal bilancio dello Stato e della regione e dai fondi comunitari, si traduce in un sostegno al settore delle PMI e nello sviluppo di partenariati pubblico-privati. I principali problemi incontrati riguardano l'indebitamento e la situazione delle finanze pubbliche.

Città di Breslavia — Polonia

Negli ultimi diciassette anni, la città ha modificato sia il suo profilo economico che il suo aspetto esterno. La riqualificazione del centro e di singoli quartieri della città ha attirato investitori privati. Sono sorti alberghi e ristoranti. La politica aperta delle autorità comunali, la cooperazione con città partner, le autorità regionali e il governo nazionale, la cooperazione tra la città e i comuni vicini hanno portato all'insediamento di nuovi rami di attività nei dintorni della città. Il parco tecnologico di Breslavia, gli istituti di insegnamento della città e l'industria hanno lanciato molte iniziative nel settore della ricerca e sviluppo. Nel periodo in questione, il tasso di disoccupazione è sceso dal 18 al 6 %. Il processo ha tuttavia avuto una conseguenza negativa, l'aumento del costo della vita in città, per es. un aumento del 400 % del prezzo degli immobili.


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